Mimi e gnomi alla Libreria NeaPolis! Le foto…

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Venerdi 3 febbraio
Libreria Neapolis
Siracusa
Presentazione del libro “Mimi e gnomi”
di Sebastiano Burgaretta
Le fate, 2022
Converserà con l’autore
Maria Lucia Riccioli
@mriccioli

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Sebastiano Burgaretta ed io…
Grazie a tutti gli intervenuti!
 
 
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Espressione un poco “cringe”, in siculo “scantusa”…
 
Ecco l’evento Facebook…
 

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Bellissima e interessante presentazione del libro “Mimi e gnomi” di Sebastiano Burgaretta (Le Fate, 2022) tenutasi ieri pomeriggio a Siracusa.

Un grazie sentito ad Annalisa Sansalone – Libreria NeaPolis Siracusa per l’accoglienza, alla bravissima Maria Lucia Riccioli per la conduzione impeccabile, al pubblico numeroso e caloroso e agli amici presenti. Grazie a Lisa Iudice per la collaborazione.

Per il primo blocco di foto ringrazio Mario Zito, per queste Alina Catrinoiu.

Io su LA SETTIMANA ENIGMISTICA!

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https://www.lasettimanaenigmistica.com/edicola/#settimana

La Settimana Enigmistica

https://www.lasettimanaenigmistica.com/regolamenti-concorsidielaborazione/

Nella seconda pagina de LA SETTIMANA ENIGMISTICA di questa settimana troverete la mia frase vincitrice…

Felicissima di aver vinto in occasione del novantesimo compleanno della rivista!

La Settimana Enigmistica”. Novant'anni e non li dimostra ...

Avere tra le mani un numero di questa rivista mi richiama alle giornate infinite dell’infanzia, ai fascicoli lasciati a mezzo da mio zio e mia zia – Lo completi tu, il cruciverba a schema libero? Mi sa che ci sono parole sbagliate -, la sedia a sdraio con le striscioline di plastica coperte dai plaid in inverno, terribili in estate, le penne da consumare unendo puntini e annerendo caselle.
Benedetta LA SETTIMANA ENIGMISTICA, che ha rafforzato il mio amore per le parole, che mi ha spinta a seguire Stefano Bartezzaghi e la sua rubrica LESSICO E NUVOLE (grazie a tutto questo sono finita anche nella bibliografia camilleriana!)…
Con qualche coraggio, Maria Lucia Riccioli si mette sulla scia di Varaldo e compone le sue ottave manzoniane.

Oggi vediamo la prima, che è a’ la manière de Andrea Camilleri

ALLA CAMILLERI

A scascione del nobile Rotrico
che s’amminchia picchì voli a Lucia,
ci ammatte, a Renzo, già nu bello intrico
tra parrini, rivolte e malatìa.
Come finìu? A chi ffari lo dico?
Stu bellu libru ca mi piaci a mia
aggiusta tuttu: a peste finita
Renzo si maritò cu la sò zita.

La seconda ottava manzoniana di Maria Lucia Riccioli è à la manière de Dante Alighieri. E’ un po’ strano un pastiche dantesco che usa ottave ariostesche, ma è Varaldo che ha cominciato con lo scrivere ottave, e noi stiamo andando avanti:

Nel primo terzo di plebea sua vita
lombardo filatore vuole in sposa
colei che l’alma, gentil, gli ha rapita
mentre crud’omo farne vuol sua cosa.
Nimiche squadre l’Italia han partita
e atra peste la sua salute ha rósa.
Dall’alto la divina Provvidenza
premia Renzo, Lucia e la lor semenza.

RUBRICHE » LESSICO E NUVOLE

Emozionan

La parola emozionan è anagramma di onomanzie. La parola onomanzie è a volte usata per parlare degli anagrammi che tracciano il destino dei portatori dei nomi anagrammati. Quando si incomincia a fare anagrammi quel che si finisce per voler ottenere sono (quasi) sempre onomanzie.
Decidete voi se questa è un’onomanzia (e se vi emozion):

Gianni Alemanno: inno ai manganel

(il riferimento non è solo al passato: mi pare di aver letto che parte del programma elettorale dell’allora candidato sindaco prevedeva la dotazione di manganelli ai vigili urbani di Roma).
L’onomanzia non riguarda solo le persone. Dopo la semifinale Chelsea-Liverpool, che ha decretato il passaggio alla finale della squadra londinese, mi sono accorto che

Champions League = Chelsea, pugniamo!

All’ineluttabilità dell’onomanzia pensavo dopo aver letto questo anagramma di Battistrada:

Goffredo Parise: Fedifrago perso
“La storia di un uomo che alla fine della sua vita, dopo aver amato molto ma tradito ancora di pi�, si ritrova solo con s� stesso”.

Mentre noto che anche Battistrada aderisce alla campagna per l’accentazione di “s� stesso”, e per ci� pubblicamente lo elogio, mi chiedo se il suo anagramma pi� che il titolo di un romanzo possibile dell’autore non costituisca una sua possibile descrizione. Naturalmente non ho idee a proposito delle abitudini pi� o meno monogamiche dell’esimio scrittore (anche se il postumo L’odore del sangue lascia pensare a coppie a vasta apertura), ma la definizione � bella e secca.
Altri esempi si sono poi succeduti.
Marco Tocci mi ha mandato due esempi, il primo dei quali non mi pare di sentirlo per la prima volta:

Pier Paolo Pasolini = Parlo ai Pino Pelosi;
Domenico Starnone = Son docente in Rom
a.

Starnone ha effettivamente insegnato a lungo a Roma. Per quanto riguarda Pasolini, l’enigmistica riesce a essere macabra: non penso ci siano altri casi in cui il nome-e-cognome della vittima contenga quelli dell’assassino.
Sempre un po’ sul macabro è l’esempio di Maria Lucia Riccioli:

Michele Marullo Tarcaniota: Ahimè lutto: al Cecina morrà.

L’umanista Michele Marullo detto Tarcaniota (1453 – 1500) è davvero morto nel Cecina.

(8 maggio 2008)

Mariannina Coffa (6 gennaio 1878 – 2023)

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Il 6 gennaio 1878, giorno dell’Epifania, moriva Mariannina Coffa, poetessa e patriota netina, protagonista del mio primo romanzo, FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

Nel 2022 è uscito il mio saggio CARO NOME – IL MISTERO DELL’ANGELO DI MARIANNINA COFFA, con la prefazione di Stefano Vaccaro e una nota di Marinella Fiume, per i tipi di Algra Editore.

Mariannina Coffa (30 settembre 1841 – 6 gennaio 1878).

La copertina del mio romanzo…

Il 9 agosto 2022, nell’ambito del festival “Il giardino delle arti” di Galatone (Lecce), presso il giardino del Palazzo Marchesale di Galatone è stato riproposto da Tommaso Massimo Rotella e Maria Margherita Manco lo spettacolo “Mariannina Coffa – Il mio nome è Psiche” ispirato al mio romanzo “Ferita all’ala un’allodola” sulla poetessa e patriota netina, che nel 2018 era stato rappresentato a Gassino Torinese da Teresa Caporale.

Per tutte le attività e le iniziative sulla Coffa realizzate in questi anni vi rimando alle altre pagine del blog…

Intanto però vi ripropongo la graditissima recensione dell’amica scrittrice Lia Messina:

https://www.sololibri.net/Caro-nome-mistero-angelo-Coffa-Riccioli.html

Lo splendido angelo ai piedi del busto di Mariannina Coffa in piazza XVI maggio a Noto…

E che dire delle parole dell’amica Cetty De Luca?

Viaggio poetico, sublime, ricerca approfondita di significati nascosti, celati dietro quartine di aura potenza e forte evocazione, assonanze di nomi con i canti di Dante, reinterpretazioni Leopardiane, rievocazioni ancestrali. Maria Lucia Riccioli si diletta a scorrere righe dall’alto in basso e scopre il “Caro Nome”, il Nome tanto amato quanto sofferto da Mariannina, quel “Nome” che durante il viaggio ti porterà a sconfinare mondi lontanissimi, figure ancestrali, l’universo tutto e il cosmo intero.

Nel “Cosmo” apparteniamo tutti quanti, con i nostri limiti, le nostre paure, le debolezze terrene, i nostri sogni, ma gli angeli sono balsamo per le anime oppresse, così come lo era quella della “Nostra”, la quale alla fine troverà la pace e l’agognata “Patria” solo in cielo.

Grazie Maria Lucia per questo meraviglioso viaggio!

Grazie per essere stata annoverata tra le pagine dei Ringraziamenti.

Grazie grande amica e grande scrittrice intensa e appassionata.

I miei ultimi pezzi per LA CIVETTA DI MINERVA

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“Angelo di pietra” diventa un film: il promo
Maria Lucia Riccioli Dicembre 30, 2022 

Una delle penne de “La Civetta di Minerva”, ovvero Duccio Di Stefano, è un redattore che ha spesso affrontato tematiche relative al sociale e che scrive anche di sport.
Si è cimentato anche nella narrativa, pubblicando infatti, per i tipi di Carthago edizioni, un romanzo intitolato “Angelo di pietra” (“La Civetta di Minerva” si è occupata sia di questo che del secondo romanzo di Di Stefano, qui i link: https://www.lacivettapress.it/2018/06/02/presentato-l-angelo-di-pietra-di-duccio-di-stefano/https://www.lacivettapress.it/2018/04/20/libri-da-non-perdere-angelo-di-pietra-di-duccio-di-stefano/https://www.lacivettapress.it/2021/06/24/l-ombra-fausa-del-mandorlo-di-duccio-di-stefano-in-questo-romanzo-sui-generis-le-maschere-e-gli-specchi-si-moltiplicano/), che sorprendentemente diventerà un film.
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Ne parliamo con l’autore.
Come si è concretizzato il progetto di realizzazione del film?
Il progetto, in realtà, è partito immediatamente dopo la pubblicazione del romanzo, perché chiunque lo leggeva rimaneva piacevolmente colpito soprattutto dal finale della storia, trovandolo inaspettato e sorprendente. Quindi il sogno di poterci realizzare un film ha viaggiato insieme alle presentazioni del romanzo, fin quando – circa un anno fa – grazie al supporto e alla entusiastica spinta di Paolo Lombardo, un grande ex produttore cinematografico italiano, mi sono imbattuto in Ermelinda Maturo, la produttrice, conosciuta in un set formativo a Venezia al quale ho preso parte pure io in veste di sceneggiatore, la quale ha apprezzato e sposato questo progetto. Ci siamo subito messi al lavoro insieme allo staff di Massimo Tuccitto, attore, regista e autore siracusano doc, con un’esperienza internazionale decennale nel settore, sia teatrale che cinematografico.
Come avete lavorato nel corso del lavoro di trasposizione?
Intanto io ho subito gettato le basi della sceneggiatura, che poi insieme a Massimo ed Ermelinda abbiamo ritoccato e rifinito, cercato le location che a mio avviso sarebbero state più idonee al contesto letterario, compresa la struttura alberghiera (L’Aranceto di Siracusa) che poi è diventata il campo base operativo, collaborato col regista e la produttrice stessa al casting degli attori e delle comparse, e nel giro di sei mesi circa abbiamo cominciato a realizzare le prime riprese per il video promozionale che trovate qui allegato.
Che differenze riscontri tra la scrittura narrativa e quella cinematografica?
Le differenze sono tante e importanti. Diciamo che si tratta di due linguaggi diversi. Per farla breve, lo scrittore deve dipingere al meglio lo scenario per riuscire a farlo immaginare al lettore, mentre lo sceneggiatore lo deve proprio spiegare letteralmente al regista ed all’intera troupe, che non sempre conoscono il soggetto. Quindi ogni movimento e soprattutto ogni dialogo è letteralmente trascritto nella sceneggiatura che poi sarà passata al regista e ai tecnici affinché possano capire ed interpretare nel modo che ritengano più efficace l’intero evolversi dei fatti, tramite le immagini finali.
Come emergono la siracusanità e il legame con il territorio dal libro e dal film?
La siracusanità ed il legame col territorio non possono non emergere, perché la mia è un’idea ed una storia che nasce nel siracusano e anche nella sua trasposizione cinematografica è fortemente legata a questa identità. L’unica vera e importante condizione che ho chiesto al regista prima di affidargli il soggetto di Angelo di Pietra è stata proprio quella di mantenere il messaggio fortemente identitario e l’impronta visceralmente legata al territorio. La mia storia fa fatica infatti a discostarsi dalle mie radici, che poi sono anche quelle del personaggio protagonista, un pescatore siciliano dialettalmente “corrotto” nella sua essenza latina e mediterranea. E quindi ho preteso che tutte le scene dovessero girarsi nel nostro territorio, e che la matrice sicula dovesse ergersi a protagonista. E poi, tra l’altro, con mio grande piacere, il 99% degli attori e della troupe è nativo del siracusano e del ragusano, compresa la band dei QBeta, siracusani DOC, da cui abbiamo attinto per la colonna sonora del film.
Quali sono le tue aspettative e i sogni legati a questo progetto?
Bè, nutriamo tutti grandi aspettative da questo progetto, perché tutti ci abbiamo messo soprattutto il cuore e l’anima, oltre naturalmente alla grande competenza ed alla professionalità di Ermelinda Maturo in primis e alla squadra di collaboratori di Massimo Tuccitto in secundis. Tra l’altro entrambi, mi riferisco proprio a Massimo e Ermelinda, sono volati a New York per promuovere questo promo anche lì, visto che la produttrice ha studiato e lavorato con professionisti americani del settore cinematografico. Quindi auspico, credo e spero che di questo progetto presto si sentirà molto parlare.
Quando potremo vedere il tuo film? Che distribuzione avrà?
Per quanto riguarda i tempi, contiamo entro la prossima primavera di girare il film nella sua versione integrale, mentre per la distribuzione – come ti ho già detto alla precedente domanda – non posso ancora dirti nulla perché nulla è ancora ufficiale, ma ci sono ottimi presupposti che la distribuzione possa anche travalicare i confini nazionali.
Cast: Massimo Tuccitto, Azul Parente, Riccardo Scalia, Corrado Drago, Loretta Micheloni; apparizioni speciali: Andrea Bifolco, Ambra Lucia Cutrì, Clizia Paladino, Serena Carignola, Francesco Cutale, Greta La Mura, Paolo La Mesa, Duccio Di Stefano; comparse: Ivo Ippolito, Antonio e Peter Sciuto, Giuseppe Giombanco, Alessandro Di Mauro, Marta Guzzardi, Angelo Battaglia, Chiara Caia, Bianca Lucia Di Stefano, Susanna Di Stefano, Elisa Ragusa; musiche; QBeta; location manager: Duccio Di Stefano; fotografo di scena: Paolo La Mesa; capo costumista: Vincenzo Occhipinti; aiuto costumista: Maria Giovanna Schembari; stilista: Gisella Scibona; aiuto stilista: Cristina e Carla Parlato; truccatrice: Marilisa Amore; assistente truccatrice: Floriana Giuliano; dop e produttore esecutivo: Ermelinda Maturo; segretaria di produzione: Angela Bellia; riprese: Marco Calafiore; direttore del suono: Raphael Urbino; montaggio: Massimo Tuccitto e Raphael Urbino;  regia: Massimo Tuccitto.
Ecco il link al promo del film:
https://www.facebook.com/massimo.tuccitto.18/videos/1304609217001569
Il volume La Mia Storia – Turiddu Bella presentato al Cerchio


“La mia storia – Turiddu Bella”: è stato recentemente pubblicato dalla Fondazione Ignazio Buttitta, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le attività culturali, della Regione Siciliana (dipartimento Beni Culturali e dell’Identità Siciliana) e dell’Università di Palermo, un volume dedicato a Turiddu Bella: l’autobiografia, la bibliografia e discografia a cura di Leoluca Cascio, introduzione di Sergio Bonanzinga. Pregevole anche il corredo fotografico dell’opera, una vera e propria testimonianza che trascende la microstoria.
Indispensabile il contributo di Maria Bella, fondatrice e presidentessa del Centro Studi di Tradizioni popolari “Turiddu Bella” intitolato al padre: il manoscritto inedito dell’autobiografia insieme a poesie mai pubblicate del poeta di Mascali, versificatore storico dei testi per celebri cantastorie (in primis il sodale Orazio Strano) sono protagonisti del volume.
E non solo.
Il Centro Studi, che ha valorizzato e continua a studiare e partecipare le proprie conoscenze sulle tradizioni popolari, la lingua siciliana e tutti gli elementi della cultura della nostra terra – pensiamo ai convegni, alle conferenze, alle mostre che il centro ha promosso, al Trofeo di poesia popolare che ha censito nel corso delle sue tante edizioni i poeti popolari di Sicilia, tastando il polso della situazione della poesia popolare della nostra regione: giustamente ha ricevuto il riconoscimento Unesco entrando a far parte del R.E.I., cioè il registro delle eredità immateriali; attendiamo che l’arte del cantastorie, cui Turiddu Bella ha donato tanto, collaborando come poeta con i più grandi cantastorie di Sicilia, come Ciccio Busacca e tanti altri nomi, venga riconosciuta patrimonio dell’umanità – ha dedicato il 27 ottobre scorso un pomeriggio culturale presso Il Cerchio (ospiti Enzo Monica e Carmela Fillioley). Grazie alla sapiente regia di Agata Politi, che ha riletto la storia di Turiddu Bella attraverso il poeta stesso offrendo un monologo recitato dall’ottimo Roberto Lombardo, quasi in dialogo con il pubblico, grazie alle appassionate letture della scrittrice e fine dicitrice Lucia Corsale (rivivono nella sua interpretazione le poesie che Bella dedica alla sua esperienza nelle guerre coloniali, alla madre e alla lontananza da casa, all’amore per la moglie e le figliolette, le due Marie, quella volata in Cielo anzitempo e la professoressa Maria Bella Raudino, che ha relazionato sul Turiddu Bella marito, padre, nonno e cultore dell’amicizia oltre che della poesia), grazie alle musiche tradizionali e appositamente composte ed eseguite da Giuseppe Marciante e Sandra Lorefice.
Presentatrice e moderatrice della serata Maria Lucia Riccioli, qui in veste di docente e critica letteraria, che ha tracciato un profilo biografico e letterario di Turiddu Bella, contestualizzandone l’attività nel momento storico-culturale dell’età giolittiana, delle due guerre mondiali, del fascismo e nell’ambito dei rapporti con i movimenti coevi e con intellettuali, poeti e artisti del calibro di Brancati, Quasimodo, Modugno, tra gli altri.
Un recital che ha riscosso un grande successo presso il folto pubblico di soci e simpatizzanti de Il Cerchio e del Centro Studi, in attesa delle nuove attività di quest’ultimo.
il video della serata: https://www.youtube.com/watch?v=f00s-EhXwSk

VOCAZIONE ALL’AMORE, La nuova pubblicazione di don Raffaele Aprile

VOCAZIONE ALL’AMORE, La nuova pubblicazione di don Raffaele Aprile

Rise up, follow me

Come away, is the call

With the love in yourheart

As the only song

There is no such beauty

As where you belong

Rise up, follow me

I will lead you home

(Alzati e seguimi/ Vieni via, è il richiamo/ Con l’amore in cuore/ Come solo canto/ E non c’è Bellezza/ Se non da dove vieni/ Alzati e seguimi/ Ti porterò a Casa)

Michael Dennis Browne, The Road Home, traduzione di Maria Lucia Riccioli

Salutiamo questa nuova pubblicazione di don Raffaele Aprile.

Dopo, infatti, “Innamorato del Cielo” e “Fratelli di Cielo”, sempre per i tipi di Bonfirraro editore, recensiti su varie pubblicazioni ecclesiastiche e non, ecco “Vocazione all’Amore”, raccolta di prose e versi come il primo volume del presbitero siracusano, ma anche di testimonianze, com’è avvenuto nel secondo.

Don Aprile alterna il fluire della prosa allo scorrere di versi caratterizzati da anafore (vedi il verbo “ha” ripetuto ad inizio verso nel paragrafo Evangelizzare la gioia come pure la poesia-preghiera O Gesù), ripetizioni, parallelismi, com’è consuetudine stilistica delle preghiere, familiari naturalmente insieme alle Scritture al nostro autore.

Similitudini e metafore attingono alla tradizione poetica e scritturale, oltre che alla scrittura religiosa di ogni tempo, senza complicazioni intellettualistiche ma con grande semplicità, forse anche perché il libro è rivolto ad un pubblico ampio che preferisce una teologia incarnata in uno stile accessibile e facilmente fruibile: ne è esempio La legna dell’amore, come pure Anima orante (con il suo paragone incenso-preghiera).

Già nelle raccolte precedenti si notava l’interesse peculiare della poetica di don Aprile verso la contemplazione della Natura, sia per tendenza personale che probabilmente anche sulla scia dell’enciclica di papa Francesco “Laudato si’”. Ad esempio, leggiamo Ti ho cercato o la Poesia al creato:

Primavera in core/ fa fiorire speranza/ ossigena l’aria/ e nell’azzurro cielo/ volan felici cinguettando/ stormi di uccelli. / Manca il candore/ delle stelle alpine/ a chi senza pudore/ sguazza nel lurido pantano/ di vizi osceni. / Prendi in mano la tua vita/ anima bella/ lasciati plasmare dalla grazia. / Hai ali per volare/ vola felice, / è primavera

È evidente l’associazione tra atteggiamenti positivi ed elementi naturali portatori di serenità e gioia, anima serena e primavera dello spirito e stagione del volo e del rinnovamento delle energie naturali, negatività e fango. È proprio il cuore il “fertile terreno” da dissodare, coltivare e curare perché fruttifichi nell’amore per Dio e il prossimo (vedi i versi che seguono la riflessione Cos’è la vita?).

Non mancano riferimenti all’attualità: “il virus avanza”, anche se poi “Dio si fa vicino/ il sole risplende/ l’ombra sparisce/ di un male scampato” (Scelgo l’amore); in un mondo/ aggredito dal virus/ nemico della vita/ veicolo di morte (Anima orante); “Serve l’amore/ vaccino necessario” (Libertà negata).

Spesso la poesia si alterna alla prosa, ma talora è dalla riflessione, dalla meditazione sulla Scrittura, sui fatti della vita o sulle verità di fede che poi sgorgano i versi, come se fossero l’effusione del cuore, l’effluvio dell’anima che si è colmata di pensiero, di adorazione, di contemplazione ed ha come il bisogno naturale di far scaturire da tutto ciò un frutto di parole, di espressività: l’alleluia/ diamanti preziosi/ della gioia (Bellezza).

Le riflessioni e i versi di Don Aprile indagano la solitudine (Solo ma non solo), la sequela (Segui la croce), il mettersi in ascolto per trovare il senso dell’esistenza e la propria vocazione all’amore (La voce del cuore), il soffio del vento dello Spirito (Fruscio, dove troviamo la consueta similitudine tra il soffio dell’amore divino e lo spirare dell’aria), l’abbandono gioioso alla volontà divina, il riposo e il senso di fiducia provati quando si incontra l’Oggetto della propria ricerca, che il realtà è stato il primo a cercare l’io poetico e ognuno di noi: in queste pagine troviamo insomma gran parte dei sentimenti e delle emozioni umane connesse al percorso di fede, allo scavo dentro se stessi, alla ricerca della felicità e alla gioia di averla trovata in braccio a Dio.

La seconda parte del libro è dedicata alle testimonianze vocazionali dello stesso don Raffaele Aprile, di don Giovanni Carnio, di don Andrea Geria, di Stefano Lafranconi, di Riccardo Gelsemio, di don Francesco Venuto, di Tommaso Mazza, di Ernesto Piraino, di suor Vincenzina Botindari, di don Giuseppe Calimera, di Onofrio Farinola e di Mauro Midolo.

Non dobbiamo aspettarci storie straordinarie colme di effetti speciali, ma di resoconti molto semplici di vite quotidiane, ordinarie, in cui l’apparente “banalità” viene riscattata dalla ricerca di senso, dal nostro immedesimarci in percorsi di vita che potrebbero benissimo essere i nostri: il dolore, la malattia, i problemi dell’infanzia, dell’adolescenza, i conflitti e le gioie familiari, l’affanno esistenziale per discernere quale sia il posto nel mondo, da cristiani, da atei, da agnostici, da giovani in ricerca, da adulti in crisi… ecco cosa troverete nelle testimonianze di questi fratelli e sorelle di fede, in cammino verso la verità che si incarna in Gesù Cristo Via Verità e Vita.

Auguriamo a questa pubblicazione di farsi strada nei cuori dei lettori perché faccia riflettere e sentire, e magari possa essere di aiuto per scoprire la propria originale, personalissima, unica vocazione all’Amore.

Ecco i miei ultimi articoli usciti su LA CIVETTA DI MINERVA…

“Rosetta” di Lucia Corsale premio letterario “Racconti nella Rete 2022”

“Rosetta” di Lucia Corsale premio letterario “Racconti nella Rete 2022”

Lucia Corsale, giornalista e scrittrice, rappresenta una delle voci letterarie dell’area aretusea: autrice di racconti (ricordiamo “Il Plasma di Ciccio”, illustrato da Francesco Nania e distribuito dall’Avis comunale nel 2007, “Il brillante di Turi”, che ha vinto nello stesso anno il III premio al concorso letterario “La Mongolfiera”, la raccolta “Le cravatte di Corpaci” per l’editore Emanuele Romeo, “Il canto del gallo”, “Il compleanno” e altri, presenti in diverse antologie tra cui quelle curate da Algra Editore), ha pubblicato il romanzo “Don Antonio” (per i tipi del compianto Arnaldo Lombardi, cui è intitolato il premio per l’editoria indipendente nell’ambito del Premio Vittorini); con il racconto dalla forte vena teatrale “Rosamunda” si è aggiudicata il Premio intitolato a Mario Re nell’ambito del Contest Sicilia Dime Novels 2021 ed è anche attenta e appassionata lettrice, specie in dialetto (pensiamo alle collaborazioni con il Centro Studi di tradizioni popolari intitolato a Turiddu Bella), oltre che intervistatrice e presentatrice (ricordiamo la coordinazione di diversi incontri letterari e la trasmissione condotta e ideata per TRIS ”Segnalibro”).

Con “Rosetta”, il cui contesto retrogrado costituisce un’allegorica trasposizione dell’ipocrisia coniugale, Lucia Corsale si è aggiudicata, assieme ad altri ventiquattro autori provenienti da tutta Italia, il “Premio letterario Racconti nella Rete 2022”, organizzato nell’ambito della ventottesima edizione del Festival LuccAutori, svoltosi dal 24 settembre al 2 ottobre a Villa Bottini.

Il racconto, pubblicato nell’omonima antologia curata da Demetrio Brandi, prefata da Michele Cecchini, edita da Castelvecchi ed il cui disegno di copertina è stato realizzato da Miko Dalla Battista, nella sua veste corale e polifonica si dipana con un registro linguistico a slalom tra l’italiano standard e il dialetto siciliano, duettando, a tratti, con l’italiano regionale e quello popolare.

In un luogo immaginario, che inconsapevolmente Lucia Corsale fa coincidere con la sua città natia, Rosetta, “le cui carni, prima rosa di pesca e levigate nella pietra, hanno il colore della carta pecora, avvizzite dall’alcol e dai troppo strapazzi”, percorre le desolate lande coniugali, dove la simulazione da concettuale si fa paradossale. Rosetta, additata quale profanatrice del talamo nuziale e sovvertitrice dell’ordine morale, soddisfa, invece, la voglia di tenerezza col beneplacito della Chiesa e la benedizione, forse, di Gesù Nostro Signore. Sotto la vestina del malaffare, l’amore non è venduto, dunque, ma donato, cancellando nel corpo l’ombra di ogni peccato. Patri, Figghiu e Spiritu Santu.

Ricordiamo che il Festival, organizzato dall’associazione culturale LuccAutori, con la direzione artistica di Demetrio Brandi, e patrocinato, tra gli altri, dalla Regione Toscana e da Rai5 (una troupe del programma “Save the date” ha documentato la manifestazione), ha contemplato una girandola di incontri con uomini dello spettacolo ed esponenti di spicco del panorama culturale nazionale. Grazie alla capacità interpretativa e all’estro degli studenti del “Liceo artistico Passaglia” di Lucca, infine, è stata allestita una mostra iconografica dei lavori che hanno illustrato i racconti di Alberto Bassetto, Lucia Corsale, Miriam De Marco, Gabriella Gera, Maria Luisa La Rosa, Alessio Manfredi Selvaggi – premio AIDR (premio Italian Digital Revolution per il più giovane autore), Marco Ruggiero, Stefania Salvi, Irene Schiesaro, Riccardo Scafati, Federica Codebò, Oscar Tison, Arianna Lumare.

(Per chi volesse seguire in differita l’evento: https://www.youtube.com/watch?v=RYR5Xp8YYRk)

Il Natale del coro De Cicco…

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Ecco la nuova tournée del coro polifonico Giuseppe De Cicco…

Iniziata a Noto, presso la splendida Chiesa del Santissimo Salvatore!

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22 dicembre ore 20!

Vogliamo trascorrere il Natale cantando in mezzo a voi!

Ecco le nostre date:
22 Dicembre, Chiesa S. Salvatore, Noto ore 20
30 Dicembre, Auditorium Comunale, Ferla ore 21
4 gennaio, Sortino ore 20 (luogo da definire)
5 gennaio, concerto dei cori della provincia di Sr , organizzato dall’ ARSCORI a PACHINO (Sr)
6 gennaio Concerto dell’ Epifania, Carlentini ,Chiesa Madre, ore 19.30
7 gennaio Paternò , Chiesa Santa Caterina, ore 18.30
 
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Le locandine…

Stay tuned per gli aggiornamenti!

Ecco le prime immagini… il coro presso la Chiesa del Santissimo Salvatore a Noto

I libri VerbaVolant per Floridia in Biblioteca e #librosolidale!

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Ogni libro è un dono d’amore.

Il 18 dicembre, dalla 10 alle 13, in Piazza del Popolo, avrà luogo una nuova edizione del nostro #librosolidale . Un mercatino del libro interamente dedicato ai giovani lettori, realizzato in collaborazione con la casa editrice VerbaVolant edizioni .

⚠️ Al nostro banchetto si potranno acquistare libri per:

✅ donarli al settore ragazzi della Biblioteca Comunale.

✅Fare degli splendidi e preziosi regali.

📌Una parte del ricavato contribuirà alle attività del Progetto sociale “La scatola dei desideri ” realizzato dall’amministrazione comunale di Floridia.

#librosolidale

#natale2022

Serena Spada – Assessore Comune di Floridia

Marieve Paparella

https://www.instagram.com/p/CfL4bTHADEz/

I miei libri per bambini pubblicati da VerbaVolant edizioni:

La Bananottera

Chi ha rubato la mia mamma?

https://fb.watch/huLCjPVYDm/

Ricordo anche l’iniziativa precedente…

Natale letterario a Solarino

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Squadra che vince… dopo due presentazioni del mio MUNUZZAGGHI E RATTEDDI, Algra Editore (a Floridia presso la Chiesa del Giardinello e a Buccheri presso il bellissimo museo etnografico, grazie all’impagabile Cetty Bruno e alla Rete museale degli Iblei), torno a presentare un libro, il romanzo di Giovanna Strano LO SPECCHIO DELLE STELLE (Nuova Ipsa Editore), con letture sceniche a cura della cara Maria Burgio.
Vi aspettiamo!
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Il sindaco di Solarino Giuseppe Germano, Cetty Bruno, Giovanna Strano, io e Corrado Giardina

A destra, la lettrice Maria Burgio

“Chi ha rubato la mia mamma?” per Libriamoci

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http://www.14comprensivosr.edu.it/index.php/comunicazioni-per-i-genitori-studenti/898-circolare-n-98-progetto-libriamoci-22-incontro-con-maria-lucia-riccioli-giovedi-17-11-2022

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Chi ha rubato la mia mamma?

Sono felice e onorata che il mio quarto libro, il secondo che pubblico dedicato ai più piccoli, sia ospite di una scuola.

“CHI HA RUBATO LA MIA MAMMA”
In occasione della settimana di “Libriamoci 2022”, la scrittrice siracusana Maria Lucia Riccioli ha intrattenuto gli alunni delle classi prime della Scuola Primaria, del XIV Istituto Comprensivo “Karol Wojtyla”, leggendo ad alta voce brani tratti dal suo libro “Chi ha rubato la mia mamma?”, edito dalla casa editrice VerbaVolant.
È una fiaba moderna, ironica e tenera al tempo stesso, dedicata a tutti i bambini, che vivono il nuovo e spesso scomodo ruolo di fratelli o sorelle maggiori, ai genitori e agli educatori che vogliono aiutarli ad affrontare questa tappa importante della crescita. Mamma e papà sono naturalmente felicissimi, mentre l’arrivo di Filippo non è esattamente quello che Milena avrebbe desiderato. Filippo, il “rubamamma”, invaderà la casa e perfino la cameretta di Milena, sconvolgendo il suo mondo… Dopo la lettura i piccoli hanno svolto un’attività laboratoriale e si sono divertiti colorando delle schede con dei disegni tratti dal libro.

Tra l’altro una scuola che ha già ospitato in passato LA BANANOTTERA:

In occasione di “Libriamoci a scuola 2018” il libro è stato ospite del XIV Istituto comprensivo di Siracusa giorno 23 ottobre, a cura della lettrice Viviana Giubilo che ha incontrato le classi quarte della scuola, mentre il 29 ottobre 2018 “La bananottera” è stata ospite del XII Istituto comprensivo di Belvedere (SR), plesso di Città Giardino, per un incontro con le classi terze. Il 13 novembre la fiaba è stata rappresentata dalla III D dello stesso Istituto, mentre il 18 marzo 2019 la fiaba è stata presentata presso il XIV Istituto comprensivo “Karol Wojtyla”, nel plesso di via Torino, per la promozione della lettura presso i più piccoli nell’ambito del progetto “Un mondo… da aMARE”. 

La Bananottera

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https://libriamoci.cepell.it/II/edizione_2022/4-appuntamenti.html

http://www.14comprensivosr.edu.it/?fbclid=IwAR12lNlKD0fgHSsL6xT8KLF3qKtZzR_Oarz458xPR1lhq0VmVU9GzxUtIvs

Corrado di Pietro presso Il Cerchio: foto e video

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Vi aspettiamo numerosi presso la sede di Via Arsenale 40/B a Siracusa de Il Cerchio per presentare il nuovo libro di Corrado Di Pietro…

Sabato 29 ottobre alle ore 18…

Io relazionerò sul libro (un compendio di storia della Sicilia e del popolo siciliano, delle sue arti e tradizioni, della sua cultura stratificata…) e a condurre sarà – ne sono lieta e onorata – Giovanni Firera, che presiede l’associazione culturale intitolata a Vitaliano Brancati.

Tonino Bonasera suonerà e canterà canti della nostra tradizione e della sua esperienza di folksinger e autore.

Vi aspettiamo numerosi!

Da sinistra: io, Giovanni Firera, Corrado Di Pietro, Tonino Bonasera e Vittorio Anastasi

photo courtesy Ina Bellassai

Ecco un’immagine del pubblico (Enzo Monica a sinistra)

Tonino Bonasera:

https://www.facebook.com/1510419924/videos/pcb.10227973022300148/2134590753408536 (video)

https://www.facebook.com/1510419924/videos/pcb.10227973022300148/2134590753408536