Il maggio di Nana…

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Nana al Bellomo!

Ringrazio Rossana Geraci, Tanina Zito e tutti gli amici e volontari di Siracusa città educativa e di Nati per leggere, oltre naturalmente alla dottoressa Paola Cappè per aver permesso alla mia bananottera gialla di varcare la soglia di un museo che amo…

 

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Momento bananottera…

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I fantastici volontari e Rossana Geraci che ringrazio per le foto e il video…

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Tra i libri letti, proprio LA BANANOTTERA!

Promozione della lettura precoce con bambini d 3 a 6 anni, punto informativo programma Nati per Leggere, affinché i genitori lo ripropongano ai loro figli a casa

E dopo Siracusa, in volo o meglio a nuoto verso Torino!

https://www.facebook.com/events/233907447383422/ (stand F 71, padiglione 2)

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Ecco i precedenti appuntamenti che hanno visto la mia dolce Nana protagonista oppure ospite…

https://www.facebook.com/fortelibrofestival/

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Dal 26 al 29 aprile a Modica i libri VerbaVolant edizioni tra cui proprio la mia bananottera!

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Che bello stand!

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Ecco altro materiale, in attesa delle nuove nuotate di Nana!

Le foto del bellissimo laboratorio alla libreria Diana!

Bellissima accoglienza, bimbi carini e creativi… Nana è felice!

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LA BANANOTTERA torna a nuotare a Siracusa!

Stavolta la dolce piccola Nana, la balenottera giallo banana, schizzerà e ballonzolerà alla libreria Diana…

Vi aspettiamo!

“Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana! Il suo colore originale le dà qualche problema con le altre creature marine. Ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina.”

Lettura animata e laboratorio creativo con l’autrice Maria Lucia Riccioli.
Per bambini dai 5 anni in su.
Costo del laboratorio € 8 (merenda, laboratorio e libro inclusi).
È necessaria la prenotazione.

Ringrazio di cuore gli amici della rivista Notabilis per la segnalazione:

#babynote

Un appuntamento rivolto ai piccoli lettori quello di questa domenica pressola Libreria Diana di Siracusa, con la “Labomerenda” e il libro “LaBananottera”. Lettura animata, laboratorio creativo e merenda, in compagnia dell’autrice Maria Lucia Riccioli.

#notabilis #persone #fatti #eventi #degnidinota #insicilia #sicilia#labomerenda #labananottera #letturanimata #babynotelibri #eventisiracusa#eventisicilia Ilaria Rubino

E un altro grandissimo grazie va a StreetTease di RSO Radio per la segnalazione (Marla Lombardo, you inspire!)

Ecco altro materiale sul libro e la casa editrice VerbaVolant, che si è ultimamente fatta in quattro! Presente con uno stand sia a Milano, per il BOOK PRIDE, che a Modena per il Buk Festival della piccola e media editoria!

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#NoraLab #labananottera
#ictorrenova #2A
#mare #sbuffi
Mi chiamo Nana.
Sono una balenottera. 
– Ma l’avete vista? – esclamano tutti gli abitanti del mondo marino.
Sono gialla.
Mi chiamano la bananottera.
La storia di una balena che parla ai bambini del valore della #diversità e dell’importanza della #cooperazione con uno sguardo attento alla #tuteladell’ #ecosistemamarino
A scuola si racconta, si legge, si inventa, si crea con le mani, si ride e si riflette.
Alla fine del laboratorio R. esclama: “Anche se gli altri sono diversi da noi, dobbiamo imparare ad accertarli per come sono!”
#educare #leggere #mente #cuore

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https://www.facebook.com/La-Psicologia-in-Pillole-Eleonora-Mangano-Psicologa-545608722171017/

La psicologa Eleonora Mangano si è innamorata di alcuni dei libri VerbaVolant e li sta utilizzando per i suoi laboratori.

Leggendo le schede dei libri pubblicati dalla casa editrice siracusana, ha scelto anche La bananottera…

Grazie a lei e a Monica Saladino e Fausta Di Falco per la segnalazione!

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Questa piccola libreria, fatta con materiale di recupero riciclato e riutilizzato, abita presso un istituto comprensivo della provincia di Messina, dove si svolgono laboratori di lettura creativa per i bambini della scuola primaria. Ospita al suo interno alcuni albi illustrati per l’infanzia della casa editrice VerbaVolant edizioni di Fausta Di Falco
Perché la scuola può incentivare l’avvicinamento ai libri e se gli alunni esprimono la voglia di curiosare tra i libri vale allora la pena assecondarli.

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Posto altro materiale sulle nuotate di Nana, che presto sarà protagonista di nuovi incontri e laboratori, fiere e presentazioni… restate collegati!

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E a Canicattini!

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http://www.earthdaycefalu.it/illustramente-earthdaycefalu2018.html

Oltre che a Palermo e a Canicattini Bagni, VerbaVolant presente all’Earth Day du Cefalù… stay tuned!

http://www.bibliotechedigenova.it/sites/default/files/proposte%20dicembre%202017.pdf

Grazie alle Biblioteche di Genova!

https://www.facebook.com/events/1948099982106954/

Sotto gli archi della Marina… quale posto migliore per Nana?

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Ed ecco la libraia Viviana Giubilo di Libreria Letteraria con i libri VerbaVolant!

Riuscite a vedere LA BANANOTTERA?

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E poi… si riparte!

Avete mai visto una balena gialla su una nuvola?

A Roma è possibile!

https://www.facebook.com/piulibri.piuliberi/?fref=ts

Dal 6 al 10 dicembre torna Più libri più liberi.
La sedicesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria ti aspetta al Roma Convention Center La Nuvola.

Più libri (nella nuvola) si avvicina! Vi ricordo che vi aspettiamo con tutti i nostri libri, “vecchi” e nuovi allo stand A42…

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Stand in allestimento…

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Stand preso d’assalto!

🙂

Un bel MI PIACE e facciamo crescere la pagina VerbaVolant edizioni!

https://www.facebook.com/VerbaVolant-edizioni-451343218236005/?fref=ts

Siamo quasi a quota 3000…

e poi:

https://www.libriconsigliati.net/bambini/la-bananottera/

La pagina sembra scritta in Italian for Dummies però… che pubblicità!

E che ne dite di scrivere una recensione del libro?

https://www.amazon.it/bananottera-M-Lucia-Riccioli/dp/8889122838?SubscriptionId=AKIAIBNOG5ILLHKIECFQ&tag=book-it-sc-21&linkCode=sp1&camp=2025&creative=165953&creativeASIN=8889122838

Le nuotate di Nana…

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Stand in allestimento…

https://www.facebook.com/events/490994141260528/?active_tab=discussion (l’evento Facebook)

Quest’anno abbiamo deciso di tornare al Pisa Book Festival! Vi aspettiamo in stand con tutti i nostri libri e alcuni autori!

Ritorna il Pisa Book Festival con la Finlandia Paese Ospite d’Onore, 160 espositori, oltre 200 eventi, ospiti nazionali e internazionali. Pronti per festeggiare con noi la quindicesima edizione? Quest’anno si brinderà con cocktail di libri, frizzanti e rigorosamente indie! Dal 10 al 12 novembre ritorna il Pisa Book Festival 🎉🎉, Finlandia Paese Ospite.
Siete pronti a festeggiare la quindicesima edizione? Quest’anno si brinderà con cocktail di libri, frizzanti e rigorosamente indie! #makeitaparty #PBF2017

www.pisabookfestival.it

Serie di illustrazioni realizzate da Claudia Flandoli

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Illustrazioni di Claudia Fiandoli…

E adesso altro materiale…

VerbaVolant edizioni è su Instagram!

Se non lo fate già seguiteci anche su Instagram! VVEDIZIONI

Ed ecco una nuova nuotata di Nana…

Il prossimo weekend saremo a Menfi per Le Federiciane. Se vi trovate da quelle parti vi aspettiamo con tutti i nostri libri 🙂

Primo scatto da Menfi…

E un bell’articolo del Giornale di Sicilia…

Sole e verde…

Ecco Nana, la mia dolce bananottera gialla, baciata dal sole di Menfi…

Le Fridericiane by night…

Le novità non sono finite…

Avviso per librerie e insegnanti: sono disponibili i nuovi progetti lettura 2018, con gustose novità e piccole anteprime 😉

Questa è una foto del bellissimo incontro a Mazara del Vallo (grazie alla scuola Ajello e alle straordinarie libraie di Lettera 22).

Oggi è la vigilia di Ferragosto e quale libro più adatto ad augurarvi il buongiorno? Nana, una balena tutta gialla come il sole d’estate! Dalla penna di Maria Lucia Riccioli con le belle illustrazioni di Monica Saladino!

Grazie a voi tutti amici!

Una bella conversazione FB:

Sara Romanello La bananottera è un’idea GENIALE!!! :-):-)
Maria Lucia Riccioli E di mia sorella che ha inventato questa parola così bananotterosa… 💛
Grazie!
Fausta Di Falco Maria Lucia non sminuirti. Sei una autrice deliziosa 😉
Sara Romanello Maria Lucia Riccioli Bellissima idea! 🙂
Maria Lucia Riccioli Grazie davvero… da quella parola è venuta fuori una storia che mi ha reso felice scrivere e presentare…
Sara Romanello Lo cercherò nelle librerie di Bologna, dove vivo! E di certo lo regalerò a mia nipote e lo leggerò ai bambini per i quali organizzo attività ricreative, sarà un grande aiuto e un bellissimo spunto per parlare dell’ambiente marino e insegnare a rispettarlo! 🙂 Ancora complimenti a tutti per il vostro splendido lavoro veramente molto educativo!
Maria Lucia Riccioli Grazie davvero!!!

E qui posto un po’ di materiale sulla mia dolce bananottera gialla Nana, che mi ha dato tanta gioia ideare e scrivere…

Prima di tutto, il bellissimo video realizzato dalla seconda B dell’Istituto comprensivo Giovanni XXIII – Piazzi (PA).

Grazie a docenti e bambini!!!

Nei mesi di aprile/maggio i bambini della Scuola primaria Giovanni XXIII, hanno letto il libro “La Bananottera” scritto da Maria Lucia Riccioli ed illustrato da Monica Saladino: una storia tenera ed avventurosa attraverso la quale i bambini hanno imparato il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.

Le nuotate di Nana non si fermano, anzi!

I libri VerbaVolant edizioni a Puntasecca, nei luoghi del commissario Montalbano…

… inizia il festival Libri d’aMare!

La rassegna è stata pubblicizzata su tutti i media… e Nana non poteva non partecipare: il mare è la sua casa!

Naturalmente…

Ecco altro materiale su LA BANANOTTERA!

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https://www.radio3.net/portfolio-item/ciao-gender-stagione-1-puntata-22/

Ciao Gender – Stagione 1 – Puntata 22

Puntata del 5 Dicembre 2017

A causa di qualche porzione di sushi in più, riuscirà la redazione a risolvere un problemino nato con il gestore del ristorante giappo/cinese “Ciul-lò”? Anche in questa puntata l’informazione e le curiosità ne fanno da padrona, come da sempre Ciao Gender ci ha abituato, la parte news curata da Davidson Ciullo sempre aggiornata sulle notizie dal mondo, la rubrica informativa sulle iniziative ed i servizi messi a disposizione dai vari comitati e associazioni lgbtqi “INFORMER” anche in questa puntata tratterà i temi sulla salute e prevenzione con Manuel Maffeo, coordinatore del Gruppo Salute del Movimento Pansessuale | Arcigay Siena.

Il Natale si avvicina e già iniziamo a pensare alle idee regalo.. e perchè non un libro? Alfredo Polizzano in collegamento telefonico dalla Libreria Fenice di Catania è pronto a consigliarci un bel libro da regalare a chi si vuole bene, “La Bananottera” di Maria Lucia Riccioli, un libro per piccoli e grandi lettori all’interno della rubrica “CONSIGLIO DEL LIBRAIO”, a seguire i consigli cinematografici “QUEER VISION” a cura di Marco Mardok.

Non può mancare la musica, quella amata dal mondo queer, come ogni settimana, l’appuntamento musicale è targato “SUPERCLASSIFICA friendly” la chart esclusiva di Ciao Gender dalla 20° alla 1° posizione, Like Dancefloor del PLAY DJ‘s group svelerà le posizioni pervenute dalle preferenze musicali del mondo gay e per non perdere le date degli eventi preferiti, Playdj vi terrà aggiornati sulla movida gay and friendly della Toscana e non solo, con la rubrica “COSA C’E’ IN GIRO?”

Ed infine come ogni puntata verrà svelata la risposta alla domanda posta la scorsa settimana all’interno dell nuovo “QUIZ, quanto ne sai?”, ogni settimana verrà formulata una domanda a tematica lgbt con 4 possibili risposte, la risposta esatta verrà svelata nella puntata seguente, potete interagire partecipando al gioco inviando la vostra risposta al 3392560090.

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https://ilgruppodipolifemo.com/libreria-fenice/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork

La Fenice, la prima libreria steampunk di Catania

Il contesto è elegante e silenzioso. Per certi versi non sembra neppure di stare a Catania. Nell’ora prandiale poi i rumori sfumano via e il sole continua a battere sull’asfalto adesso deserto. Le saracinesche si chiudono, infrangono per un secondo, un silenzio ancestrale.

Mi trovo in via Garibaldi, l’arteria storica della città che parallela alla via Vittorio Emanuele sbocca nella pulsante Piazza del Duomo. La libreria Fenice è discretamente in equilibrio tra il Duomo e Porta Garibaldi. In questo punto si vede stagliarsi imponente la Cattedrale di Sant’Agata, con il suo pennacchio che buca il cielo.

Ho appuntamento con Alfredo, il titolare della libreria Fenice, alle due del pomeriggio. Aspetto fuori perché sono maledettamente in anticipo. È lui stesso che me lo fa notare battendo due dita sull’orologio.

Mi sistemo fuori su una panchina di legno. Da fuori non sembra neppure una libreria, domina il legno e una vetrina con i libri sistemati come una patisserie. 

Alle due in punto Alfredo mi invita a entrare. La libreria è un piccolo gioiellino e il libraio qui è l’alfiere istrionico. Un fugace abbraccio visivo e si viene sbalestrati in un’altra dimensione, anzi no, in un’altra epoca.

Siamo infatti nella Londra di fine ottocento. L’arredamento segue, come ammette lo stesso Alfredo, lo stile anglosassone dello steampunk, legno e ferro in un’osmosi abbacinante, dove il primo vittoriano si fonde con uno stile propriamente industriale. Alfredo mi fa accomodare ma ricuso, preferisco passeggiare per la libreria attraversando così l’antico e il contemporaneo nello spazio di un solco.

Gli domando a bruciapelo da quanto tempo la Fenice è aperta e come si stia trovando. Catania non brulica di lettori.

Adesso sono quasi tre anni e le cose sono finalmente migliorate. Non è stato facile, a cominciare dalla stessa ubicazione della libreria. La movida, infatti, negli ultimi anni si è spostata in via Etnea, e particolarmente nella storica ed elegante via Umberto. I prezzi lì sono proibitivi e trovare qualcosa che potesse ospitare il mio progetto di libreria antiquaria non era cosa da nulla. Un giorno l’agenzia mi propone questa bottega qui. Io mi ci innamoro subito, al primo colpo. Era esattamente quello che cercavo. Avevo deciso di adottare uno stile steampunk, e appena ho scorto queste rifiniture in legno, in metallo, mi sono detto “E’ mia!” Via Garibaldi d’altronde è stata fino a quindici anni fa la strada di rappresentanza della città. Ci sono state quattro librerie, la gente passava da qui per finire inevitabilmente in piazza Duomo.

Come mai hai scelto di aprire proprio una libreria antiquaria?

Perché è la mia formazione, la mia passione. Amo libri antichi, le biblioteche. Ho frequentato lettere e ho fatto il mio tirocinio all’università. Librai, insomma, non ci s’inventa. Certo, ho dovuto rivedere, vista la crisi del settore, la mia idea di libraio. Le crisi portano a questo, a un rinnovamento del commercio. Io ad esempio ho voluto offrire un servizio più specialistico, più individuabile, un’attività che facesse viaggiare sullo stesso binario l’antico e il contemporaneo. Come puoi vedere la libreria è equamente divisa tra sezione antiquaria, libri antichi (sono quelli che hanno almeno cento anni) e narrativa contemporanea. I primi sono il frutto di ricerca, scovati in vecchie biblioteche dismesse, o acquistati nei viaggi all’estero perché è lì che il mercato dell’antiquariato ha una maggiore dignità. Mentre per la sezione contemporanea faccio una selezione di qualità per case editrici.

Con quali case editrici siciliane collabori?

Con poche veramente. Qui ho la Palindromo, la Splen, la Verba volant di Siracusa, poca roba della Sellerio. Ho voluto evitare la narrativa tipica, quelli specificamente di territorio, perché paventavo che la tipicità la si potesse leggere come folclore. Visto che ho adottato uno stile anglosassone non mi sembrava il caso correre questo rischio. I libri selezionati infatti sono tutti svincolati da una logica autoctona ma votati a un raggio d’azione più concorrenziale.

Come ti comporti allora con la distribuzione?

Preferisco farne a meno della grande distribuzione. Ho scelto di avere rapporti diretti con le case editrici, vorrei mantenermi quanto più possibile indipendente senza essere costretto a prendere quel determinato libro solo perché attira più pubblico. Così mando avanti per ordine, chiamo e mi faccio inviare i libri che m’interessano.

Che tipo di lettore si ferma in libreria?

Di tutti i tipi, dall’universitario che cerca il classico al pensionato. Anche i collezionisti che cercano il libro particolare, poi i lettori di via Garibaldi, di via San Cristoforo, legati alle precedenti librerie, adesso confluiti nella Fenice. Io da libraio cerco di indirizzarli in letture perché sono convinto che ogni lettore ha il suo libro e il suo tempo per leggerlo. È  politica del libraio suggerire il libro a secondo della persona che si trovi davanti, capire e intercettare quali sono le sue esigenze, quali i suoi desideri. Siamo però ancora lontani da una coscienza di popolo che legge.

Grazie all’autore dell’articolo e ad Alfredo Polizzano!

I libri VerbaVolant al NininFestival Bogliasco (GE)! Grazie a Donatella Monego, a Carla e alla loro associazione!

Ecco le immagini relative al Festival… e l’evento Facebook con i video (https://www.facebook.com/nininfestivalbogliasco/?fref=mentions)

E non solo…

http://www.romaperbambini.it/public/wordpress/index.php/2017/06/30/frammenti-2017-i-laboratori-per-bambini/

Venerdì 7 luglio

ore 18 – EARTH DAY 
lettura animata de “La Bananottera” e laboratorio creativo ecologico a cura dell’associazione “Mani cultura per i bambini” (Costo 6€ a partecipante // prenotazione obbligatoria)

Grazie a https://www.facebook.com/ombrellinodellefiabe/?fref=mentions

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Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è….. tutta gialla, come una banana! Il suo colore originale le dà qualche problema con le altre creature marine. Ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina.
Prenota il tuo posto e ascolta la grande avventura di Nana, la balena coraggiosa.
Vi aspettiamo tutti!

https://www.mani-culturaperbambini.it/09-luglio-2017-frammenti-17-punti-vista/

Su Instagram!

http://www.surfinginmap.club/p/bananottera

La mia dolce bananottera Nana non si ferma… nuota per librerie, biblioteche, fiere…

Ecco una delle nuove librerie in cui Nana potrà nuotare…

Vedete LA BANANOTTERA insieme ad altri bellissimi libri VerbaVolant?

Cliccate qui https://www.facebook.com/libreriapippi/?pnref=story per saperne di più!

E come potete constatare guardando il materiale che (ri)posto, Nana nuoterà ancora per molto molto tempo in posti bellissimi!

Pensavate che il nostro girovagare per festival fosse finito con l’estate alle porte? Nooooo! Vi aspettiamo il 24 e il 25 giugno a Taormina all’interno del TaoBuk festival. Troverete il nostro stand nella famosissima piazza del belvedere (Piazza IX Aprile)

 

Lo stand VerbaVolant a Taormina!

Ed ecco altro materiale relativo alle scorse fiere, presentazioni e oltre che hanno visto protagonista VerbaVolant edizioni e la mia dolce bananottera gialla Nana!

Una marina di libri è un appuntamento ormai di prammatica per VerbaVolant edizioni…

Visto che la mia Nana occhieggia dallo stand tra ninfee lucertole e piante?

Ed ecco altro materiale…

Nana al ForteLibro Festival di Modica (RG)!

E troverete i libri VerbaVolant a Modica Sorda presso la Libreria MaPerò!

Vi mostro le foto di un bell’evento ragusano… e poi quelle dell’incontro a Francavilla!

Ecco Elio alle prese con la sistemazione dello stand VerbaVolant edizioni… riuscite a vedere la mia dolce bananottera gialla Nana?

Arcadia Comics & Games!

Chiese e il bellissimo giardino ibleo…

Ecco il logo della manifestazione!

Ed ecco alcune foto dell’evento di giorno 8 maggio a Francavilla di Sicilia (ME)…

Ringrazio ancora i bambini, la responsabile del progetto, la dirigente scolastica e i genitori…

Canzoni e poesia, disegni, lapbook e filastrocche, scrapbook… tutto per la mia dolce bananottera gialla!

Oggi la nostra Bananottera è stata ospite dell’Istituto comprensivo di Francavilla di Sicilia. Una grande festa fatta di filastrocche, libri artigianali e canzoni. Bambini di tutte le età che hanno lavorato assieme alle loro insegnanti con grande impegno ed entusiasmo. Grazie anche quest’anno per la bellissima accoglienza e grazie a Daniela Bonanzinga che crea sempre ottime sinergie!

https://it.wikipedia.org/wiki/Francavilla_di_Sicilia

Vicino a questo incanto della natura si svolgerà il nuovo incontro dedicato alla mia dolce bananottera gialla Nana!

Istituto Comprensivo Statale di Francavilla di Sicilia Via Napoli, 2 – Francavilla di Sicilia (Me) nell’ambito del progetto “Incontro con l’autore”: Maria Lucia Riccioli rende noto che lunedì 08 maggio 2017, alle ore 10.00 presso il Cine-Teatro “A. Ferrara” di Francavilla di Sicilia, gli alunni della Scuola Primaria incontreranno l’autrice del libro “La Bananottera” Maria Lucia Riccioli.

 

Locandina Riccioli

Non vedo l’ora di incontrare insieme alla mia dolce bananottera gialla i bambini di Francavilla!

Ed ecco altro materiale…

Siamo felici – e anche un po’ emozionati – di condividere con tutti voi il concept di #Taobuk17.
Dal 24 al 28 Giugno la VII edizione del Festival sarà dedicata al tema #PadrieFigli, al rapporto con le radici e i maestri, alla sfida che sta dietro il passaggio del testimone tra le generazioni.
Continuate a seguirci per non perdere le prossime anticipazioni.

Da oggi inizia ufficialmente il countdown: – 60 giorni a Taobuk!

E questa bellissima immagine si riferisce a #SalTo30!

“Lodato sia Don Chisciotte! Che seppe con tanto anticipo di secoli riconoscere un furibondo gigante sotto la maschera di un innocente mulino.” (Gesualdo Bufalino)

Il 23 aprile 1616 moriva a Madrid Miguel de Cervantes.
Questa bellissima illustrazione è opera di GIPI (Gian Alfonso Pacinotti), che ha disegnato il manifesto del #SalTo30!

Che bello questo Don Chisciotte!

Mattinata messinese con La bananottera!

Buongiorno da Messina! Questa mattina la nostra Bananottera è ospite della scuola elementare Pascoli-Crispi. Le maestre e i bambini hanno fatto dei bellissimi lavori “bananottosi”. Anche le magliette!

La locandina dell’evento… grazie a tutte le insegnanti, ai collaboratori, alla libraia Daniela Bonazinga e ai bambini, veramente fantastici!

Beh, che ne dite? VerbaVolant edizioni al top degli editori!

Lavori semplicemente favolosi… i bambini si sono confrontati con la fiaba, la favola, il mondo dell’editoria, il mare e i suoi abitanti, i problemi dell’inquinamento…

Firmacopie… rigorosamente in giallo!

Lavori 3D: collage fantastico!

Anche le magliette bananottose!

Che bel cartellone…

Meravigliosi!

Un lavoro pluridisciplinare (geografia, biologia, italiano…).

Question time… le domande sono state poste su foglietti colorati a forma di bananottera!

Stay tuned per altre foto!

E ora… altro materiale.

Grazie alla dolce Anna Pavone per questa foto… uno scatto dal Bookpride!

http://www.scuolacarovana.it/index.php/eventi/concorso-letterario-una-macedonia-di-parole

Grazie a LA CAROVANA… come vedete nuotando on line possiamo imbatterci nella mia dolce bananottera gialla Nana!

Concorso letterario “Una macedonia di parole”

mammurancia

Concorso letterario “Una macedonia di parole”

 

Per il decennale del Buk Modena, festival della piccola e media editoria, la casa editrice VerbaVolant, unitamente a MEMO, ha indetto un concorso creativo per gli studenti delle terze, quarte e quinte delle scuole primarie della provincia di Modena.

Per partecipare, occorreva produrre un racconto che avesse per protagonista un animale fantastico il cui nome derivasse da una macedonia di parole, traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera.

Il premio è stato vinto dalla classe III della Scuola Primaria Tommaso Pellegrini che ha realizzato il libro dal titolo “Il mammurancia” dalla combinazione di mammut e arancia.

Il libro è stato inventato interamente dalla classe e realizzato presso l’Istituto Ciechi Garibaldi di Reggio Emilia che collabora con la scuola. Il libro ha illustrazioni tattili ed è trascritto completamente in braille.

Ecco altro materiale…

https://www.facebook.com/events/1384862241532481/?active_tab=discussion

L’attesa è finita, ecco il programma di #BookPride2017!
Letteratura, filosofia, sociale, incontri professionali: sono centinaia gli eventi del programma culturale costruiti attorno al tema dello #straniero, oltre alle presentazioni e incontri organizzati dagli #editori in fiera.
Uno spazio speciale, #BookYoung, è dedicato ai più piccoli, con letture, laboratori e le produzioni dell’editoria #indipendente per ragazzi.

Stand D11, BASE Milano…

Già quasi pronti gli scatoloni… per andare a Milano!

https://www.facebook.com/events/713638452154022/714207022097165/?notif_t=admin_plan_mall_activity&notif_id=1489342865581800 (l’evento Facebook)

Ecco la locandina! Bookpride Milano 2017…

La mia dolce Nana vi aspetta insieme a tutti gli altri libri di VerbaVolant edizioni… allo stand D11 del BASE MILANO!

Ecco quasi pronti i nuovi segnalibri…

Vagabondando in rete, scopriamo che la mia dolce bananottera gialla Nana continua a nuotare nelle menti e nei cuori di tanti lettori, librai e operatori di cultura…

Ringrazio Sonia Patania per questo:

https://www.lafeltrinelli.it/mediaObject/Speciali/Catania/original/Catania.pdf

novembre 2015 La bananottera di Maria Lucia Riccioli; ill. di Monica Saladino (Verbavolant) Una balena diversa dalle altre vincerà la paura del giudizio altrui imparando a farsi amare ed amando a sua volta. classI consigliatE iII – V elementare gennaio 2016

Ringrazio questa libreria per un post molto carino:

http://libreria.storieacolori.it/

Eccolo!

http://libreriastorieacolori.blogspot.it/2017/01/la-bananottera.html

mercoledì 11 gennaio 2017

La bananottera

 “Un bel giorno Lena incontrò Fanone, un immenso re elegante e gentile, e lo sposò in una notte di luna piena. La grande palla dorata splendeva nel buio come neppure il sole aveva mai fatto nelle giornate serene, e la grossa balena ne rimase incantata. Forse fu quella luce luminosa la causa di tutto e qualche mese dopo nacque Nana, che già da neonata era robusta e forte, ma con una caratteristica molto speciale”.
La “Bananottera” di Maria Luisa Riccioli, illustrata da Monica Saladino, edita da VerbaVolant, è una deliziosa storia sulla “diversità”. Nana è una piccola balena di colore giallo, come quello delle banane. Questa caratteristica finisce per spiazzare gli altri animali che popolano il mare, i quali, preoccupati da questa diversità a cui non sanno dare una spiegazione, guardano il piccolo animale con sospetto finendo per schernirlo, “dietro le pinne“.
Poiché Nana ha lo stesso colore della banane trasportate dalle enormi navi “bananiere”, l’equazione fu presto fatta: Banana + Balenottera = Bananottera.
Sebbene la Regina Lena si sforzi di riempire d’amore sua figlia, cercando di ripararla, per quanto possibile, dalle malelingue, la piccola Nana soffre i cori di scherno degli altri abitanti del mare.
Un giorno, una baleniera, condotta dal capitan Millemari, cattura la Regina Lena, la quale urla alla piccola Nana di fuggire via: “speciale” come è, con il suo colore giallo, rischia di essere catturata anche lei. Ma Nana non fugge perché non intende abbandonare la madre al suo triste destino. Seguendo l’esempio di Nana, le altre balene si riuniscono in gruppo e come un grande roboante esercito si dirigono verso la baleniera, per liberare Lena.
Il capitano Millemari e il suo equipaggio finiscono nelle gelide acque dell’oceano, e a quel punto Nana nuota in loro soccorso, caricandoseli in groppa, fino a condurli in salvo, lasciandoli su un iceberg, dove saranno soccorsi da un’altra nave di passaggio.
La piccola Nana è diventata l’eroina del mare. Ora tutti la festeggiano, tutti reclamano le sue attenzioni. Il giallo della sue pelle non è più un problema.
 Il libro si conclude con un decalogo di comportamenti da tenere nel pieno rispetto dell’ecosistema marino, ivi compresa una descrizione della vita sott’acqua, e le peculiarità di alcuni animali acquatici protagonisti della storia, come animali e delfini.
“La Bananottera” – Maria Luisa Riccioli, Monica Saladino – VerbaVolant

Balena e banana… un binomio insolito che serve a parlare anche di cibo…

http://www.mani-culturaperbambini.it/09-novembre-2016-storie-da-mangiare-banana/

 

09 NOVEMBRE 2016 – STORIE DA MANGIARE – BANANA

Storie da Mangiare è il ciclo di Mani che ci permette di giocare insieme e di mangiare sano a merenda!
A ogni evento faremo luce su un alimento diverso raccontando tante curiosità e una storia golosa.

Per festeggiare l’inizio del  nuovo ciclo, abbiamo deciso di celebrare il frutto amato da molti animali: LA BANANA.
A seguire renderemo la nostra merenda molto più paurosa per renderci ancora più forti.

Leggeremo “La bananottera” (ed. Verbavolant) di Maria Lucia Riccioli

Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana!Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina!

Che aspetti?  vieni a trovarci

Età: +5 anni
Quando: 09 Novembre 2016
Ore: 17.00
Dove: Libreria Centostorie, Via delle Rose 26
Costo: 8 euro, merenda inclusa

– prenotazione obbligatoria –

logo

Ringraziamo tutte le scuole che hanno partecipato al concorso UNA MACEDONIA DI PAROLE dedicato alla mia dolce bananottera gialla Nana!

Riporto volentieri – grazie a chi lo ha scritto – il seguente articolo:

Il “Cespufante” libro costruito dagli alunni VB “Rodari” SELEZIONATO per Bukids, fiera della piccola editoria di primavera

UNA MACEDONIA DI PAROLE

Concorso creativo rivolto alle scuole primarie della provincia di Modena

Traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera, gli alunni della scuola Rodari hanno partecipato al concorso e giocato con le parole.

Hanno prodotto un racconto che ha per protagonista un animale fantastico il cui nome deriva da una macedonia di parole, come quella usata in La Bananottera. Una volta pronto, il racconto è stato trascritto in un libro realizzato artigianalmente dagli stessi bambini.

Il libro vincitore del concorso è stato
Il mammurancia della classe terza della scuola primaria Tommaso Pellegrini di Modena.
Oltre al vincitore, una commissione ha scelto 3 libri che verranno esposti in una piccola mostra allestita all’interno dello spazio Bukids al Foro Boario di Modena durante la manifestazione.

I libri sono:

-Storia di una gattola generosa
–Il cespufante ( classe 5^B “Rodari”)
-Il melefante

Alla prossima!

Ed ecco come al solito un po’ di materiale a tema bananottera…

Buk Festival di Modena è finito. Tanti lavoratori, tanti bimbi e genitori sorridenti e innamorati dei libri. L’ambiente ideale dove passare il weekend! Grazie a tutti, anche agli insegnanti che hanno partecipato alla prima edizione del nostro concorso letterario. Abbiamo già tante idee per l’anno prossimo!! Tra un mese saremo a Milano 😉

Quanti bimbi! Stiamo per cominciare!! Concorso letterario Una macedonia di parole, #buk Modena.

Anche quest’anno parteciperemo al Buk Festival della piccola e media editoria di Modena e ci occuperemo dello spazio Bukids. Prestissimo online il programma. Vi annunciamo, inoltre, che è stato scelto l’elaborato vincitore del concorso letterario ispirato alla nostra amica Bananottera! — con Monica Saladino e Maria Lucia Riccioli.

Quanti bei lavori… e che emozione sapere che tanti bambini hanno lavorato ispirati dalla mia bananottera!

La foto è stata scattata dall’amica Nada Alessandroni… accompagnata dalle sue parole affettuose:

Ieri al Buk di Modena ho trovato la tua Bananottera e non ho resistito alla tentazione di fotografarla, eccola

Ecco l’annuncio della premiazione del concorso letterario legato alla storia della mia dolce bananottera gialla Nana!

La locandina…

Una macedonia di parole… sì, perché la parola BANANOTTERA è la crasi, la macedonia appunto di due parole, BANANA + BALENOTTERA, dato che Nana è nata in una  notte di luna giallo banana…

La cosa bella è che poi io e la VerbaVolant edizioni insieme allo staff di BUKids abbiamo ideato il concorso letterario legato proprio alla nostra Nana e la premiazione sarà una bella occasione per visitare la fiera e parlare di libri!

La rivista di BUK: http://www.bukfestival.it/wp-content/uploads/2017/02/Rivista_BUK-2017.pdf

Una realtà siracusana piccola ma di qualità e attenta al territorio in cui opera. Via al laboratorio che prende spunto dal libro “Il nonnario” di Lorenzo Naia (autore) e Roberta Rossetti (illustratrice)

La Civetta di Minerva, 13 gennaio 2017

Conosciamo molto bene la casa editrice Verba Volant di Siracusa. La sua creatrice e titolare, Fausta Di Falco, insieme al suo compagno di vita e di fatiche, di idee, progetti, iniziative, Elio Cannizzaro, fa un grande e bel lavoro.

I libri della Verba Volant, quelli per bambini in particolare, sono curati nelle immagini, nelle rilegature, esattamente quanto nei testi. Cosa non scontata e non facile da trovare nel mondo dell’editoria per ragazzi. Sì, ce ne sono altre che hanno belle immagini, bei formati, ma in quelli della Verba Volant noi ci troviamo anche una sorta di “magia”. E libri ne abbiamo visti e letti tanti ai bambini.

Prendiamo per esempio I libri da parati”. Un’idea originale che sta riscuotendo un grande successo. Si aprono fino a diventare un bellissimo poster e ad ogni foglio che apri scopri e leggi la storia. Gli ultimi due titoli sono poi veramente “speciali”, per i disegni e i contenuti. ”Le luci alle finestre” di Alessandro Di Sorbo (illustratore) e Alessio De Simone (autore) è proprio magico ed è realizzato con una tecnica sofisticata: l’ultima tavola, che è quella che poi sarà il poster da appendere, ha degli elementi fosforescenti. E credetemi, è molto, molto bello!

L’altra novità è “La principessa che scriveva” con i testi di Nerina Fiumanò e le illustrazioni di Angelo Ruta. Qui la storia ripropone il tema della scrittura come unica possibilità di vita, di sopravvivenza a se stessi e al mondo. I disegni sono carichi di questa ricerca, di questo bisogno della principessa protagonista di dover scrivere e di portare con sé e dentro di sé le parole per poi darle agli altri.

Nella collana ci sono poi altri autori e illustratori, alcuni che conosciamo bene, perché la Verba Volant è molto attenta a ciò che succede nel territorio e quindi nel suo catalogo troviamo diversi autori siracusani, tra cui Anna Maria Piccione, Giusi Norcia e Maria Lucia Riccioli, per citarne alcuni.

Un’altra cosa importante, da sottolineare e far notare ai lettori – malgrado in questi libri ci sia un raffinato e curato lavoro di rilegatura, stampa, impaginazione e tutto il resto che arriva in libreria sotto forma di quello che, in questo caso, riduttivamente chiamiamo libro – è che il costo è contenuto.

Se ancora non conoscete la casa editrice Verba Volant potete visitare il sito verbavolantedizioni.it

Il loro catalogo ha diverse collane anche di narrativa e i loro titoli sono presenti in tutte le librerie della città. Se però avete voglia di conoscere la titolare o magari di vedere cosa si può fare con un libro per bambini della Verba Volant, allora domattina, 14 gennaio, alle 10.30, potete far partecipare i vostri bambini al laboratorio che prende spunto dal libro “Il nonnario” di Lorenzo Naia (autore) e Roberta Rossetti (illustratrice). L’ingresso è libero. Il laboratorio si terrà a Siracusa in Via Montegrappa, 21, presso la sede dell’Opificio di Cultura di Angela Falletta. Per informazioni 3387134587.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2026:l-editrice-verba-volant-stimola-i-sogni-dei-bambini&catid=17:cultura&Itemid=143

Grazie a Luisa Fiandaca e a La Civetta di Minerva…

Ecco altre notizie su di me, su Nana, sulla VerbaVolant…

Fausta Di Falco, direttora ed editora insieme ad Elio Cannizzaro di VerbaVolant edizioni, è fresca di Premio Cartia per l’editoria (prima edizione, 27 dicembre 2016).

Ecco un collage di foto… a me l’onore di premiarla. La vedete anche insieme a Barbara, figlia del giornalista Dino Cartia.

Nana continua a nuotare anche in questo nuovo anno…

Intanto un poco di materiale sul cammino percorso finora.

La vignetta di Elio Cannizzaro sulla seconda edizione di Jingle Books…

La città naturalmente è Palermo!

VerbaVolant e la mia Nana, la dolce bananottera gialla, sono andate nuovamente a Palermo per questa fiera natalizia…

Grazie a Monica Saladino… che splendide dediche per la mia Nana!

Nella splendida cornice di Palazzo Asmundo, la fiera del libro più natalizia della Sicilia!

VerbaVolant edizioni e Nana sono state anche a Roma…

Ringrazio Letture metropolitane e Flavia Capone per gli scatti “rubati” a Più libri più liberi!

La mia Nana…

La vignetta di Elio Cannizzaro per Roma…

http://www.plpl.it/

Anche quest’anno VerbaVolant edizioni è stata presente alla fiera della piccola e media editoria di Roma.
Le novità sono tantissime e spero incontreranno il favore di vecchi e nuovi lettori! Non sono mancati neanche gli autori! Direttamente dal Brasile Josè Custodio, autore del fumetto “Anita Garibaldi. La nascita di una eroina” per l’anteprima romana.
Per il firmacopie in stand anche Alessandro Di Sorbo e Alessio Di Simone che hanno realizzato il loro terzo libro da Parati®: “Le luci alla finestre”.

https://www.facebook.com/piulibri.piuliberi/?fref=ts#

Lo stand…

I libri… riuscite a vedere la mia Nana?

Eccola!

Ecco il promo di “Libri in città”, la trasmissione dedicata ai libri che va in onda sul canale 654 del digitale terrestre. L’emittente è Telecittà.

Conduttori sono Claudia De Luca e il professor Luigi Amato, docente universitario di Estetica.

Ringrazio sia loro per il gentile invito a partecipare alla quinta puntata della trasmissione che Luigi Bianca e il suo staff per la ripresa e il montaggio del programma.

Posso quindi offrirvi la visione dell’intervista realizzata presso la splendida Biblioteca dei Padri Cappuccini di Siracusa (e mi piace anche porgere un saluto a Marcello Cioè, direttore competente e gentile).

Abbiamo parlato sia del mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, incentrato sulla figura della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, che del mio libro di cunti in dialetto siciliano QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU (Algra editore), che poi della mia fiaba uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni “La bananottera”, che ha come protagonista la dolce bananottera gialla Nana.

Durante l’intervista ho avuto modo di ricordare insieme a Claudia De Luca sia il compianto Luciano Rispoli che il nostro concittadino Enzo Maiorca, per la sua lotta in difesa del mare e dell’ambiente in generale. Un pensiero è andato anche alla figlia Rossana.

Buona visione…

Se volete rivedere questa e le altre puntate di Libri in città ecco il link:

…ed ecco un po’ di materiale sui miei libri.

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La prima copertina di FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

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Copertina e bandella della riedizione (grazie ancora a Paolo Di Paolo e Lia Levi).

Copertina Riccioli

I miei cunti in dialetto… grazie al mio editore Alfio Grasso e ad Alessio Grillo e Maria Francesca Di Natale per disegni e copertina, ai curatori di collana Maria Rita Pennisi e Alfio Caruso…

DSC07174

Ed ecco tutti insieme i miei libri… al centro la mia fatica più recente, LA BANANOTTERA – e come non ringraziare Monica Saladino per le illustrazioni, Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro di VerbaVolant edizioni? E Annamaria Piccione per l’intelligente rilettura?

Zefirino Millemari, uno dei protagonisti della mia fiaba.

E adesso vi posto altro materiale sulla fiaba.

Iniziano ad arrivare i lavori relativi al concorso incentrato sulla bananottera Nana…

Quest’anno per il @bukmodena un concorso letterario dedicato ad animali fantastici come la bananottera. Arrivano i primi lavori!

Sono felicissima! Non solo la mia dolce bananottera gialla nuota nelle librerie nelle scuole nelle biblioteche, ma adesso è anche protagonista di un concorso letterario…

http://istruzione.comune.modena.it/memo/Sezione.jsp?titolo=In%20occasione%20dei%2010%20anni%20di%20Buk%20due%20concorsi%20per%20le%20scuole&idSezione=2998

In occasione dei 10 anni di Buk due concorsi per le scuole


UNA MACEDONIA DI PAROLE

Concorso creativo
il concorso è rivolto alle scuole primarie della provincia di Modena – classi terze, quarte e quinte

In occasione dei festeggiamenti per il decennale del Buk Modena, festival della piccola e media editoria (l’edizione 2017 sarà la decima) VerbaVolant, che insieme a MEMO ha gestito il nuovo spazio Bukids nell’edizione 2016, bandisce un concorso creativo per i più piccoli e uno per l’istituto d’arte.

Traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera, si è pensato di farvi giocare con le parole.
Per partecipare gli studenti delle terze, quarte e quinte delle scuole primarie della provincia di Modena, dovranno produrre un racconto che abbia per protagonista un animale fantastico il cui nome derivi da una macedonia di parole, come quella che abbiamo usato per il nostro libro. Una volta pronto, il racconto dovrà essere trascritto in un libro realizzato artigianalmente dagli stessi bambini.
Per maggiori dettagli consultare il regolamento allegato.
La cerimonia di premiazione avrà luogo nello spazio Bukids.
I libri selezionati verranno esposti durante la manifestazione.
Saranno selezionati tre elaborati vincitori.
Per maggiori potete contattare la redazione.
Buon lavoro!

Regolamento concorso

Il concorso, indetto dalla VerbaVolant edizioni, è rivolto alle classi III-IV-V delle scuole primarie della provincia di Modena.
Ogni classe può partecipare con un elaborato.
L’elaborato consiste in un racconto, che può anche essere illustrato, contenuto in un libro realizzato dagli stessi ragazzi. Il libro può essere realizzato con diversi materiali e tecniche (riciclo, origami…) ma deve essere assolutamente artigianale. I libri che non risponderanno alle caratteristiche suddette verranno esclusi dal concorso.
L’elaborato deve avere una lunghezza massima di 1 cartella circa (ogni cartella è pari a 1800 battute).
I file relativi all’elaborato, contenenti il racconto in formato PDF o docx e le foto del libro formato JPEG o TIFF, devono essere inviati all’indirizzo info@verbavolantedizioni.it.

La mail deve riportare preferibilmente in oggetto: concorso letterario BUKids.

Se dovessero sussistere problemi nella digitalizzazione del file o nella realizzazione delle foto, è possibile inviare l’originale all’indirizzo: VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa. Si prega di avvertire in anticipo dell’invio del materiale via posta.

I vincitori saranno avvertiti telefonicamente e/o tramite posta elettronica.
Gli elaborati vincitori saranno un massimo di tre, scelti fra tutti quelli pervenuti e conformi alle direttive. La scelta della giuria sarà insindacabile.
La giuria sarà composta di autori, illustratori e responsabili della casa editrice.
Le classi vincitrici riceveranno in premio dei libri per la biblioteca di classe.
Per partecipare è necessario inviare il modulo di adesione tramite posta elettronica all’indirizzo: info@verbavolantedizioni.it.
Il modulo di iscrizione deve essere inviato entro il 1 ottobre 2016.
Gli elaborati devono giungere in redazione entro il 20 dicembre 2016.


Info

VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa.
Tel: 0931462540/ 333.8672919
info@verbavolantedizioni.it
verbavolantedizioni.it


Sono troppo contenta, davvero.

Pensare che una parola inventata da mia sorella sia diventata una storia scritta stampata illustrata e letta… e pensare che questa parola ispiri tanti altri lettori, specie bambini, mi emoziona tantissimo.

Ecco altro materiale che riposto volentieri…

La mia dolce bananottera gialla Nana per Libriamoci 2016 ha nuotato fino a Lentini (SR) presso l’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi”!

Autografi…

Raccontando…

Piccoli lettori…

… da notare le bananottere gialle costruite dai bambini!

I disegni!

Un bellissimo benvenuto alla mia dolce bananottera gialla Nana e alla sua autrice!

Ringrazio la dirigente scolastica, le insegnanti e i bambini per l’accoglienza ricevuta… gli alunni hanno mostrato interesse ed entusiasmo verso le storie lette da Fausta e me, si sono incuriositi del lavoro dell’editore (spiegato da Fausta attraverso una lezione pratica)… insomma, ci siamo “librati”!

E adesso riposto altro materiale relativo alle fiere cui ha partecipato la mia casa editrice insieme a Nana…

http://www.illibrogiusto.net/

fiera-del-libro-giusto-piacenza-16-ottobre-2016

Ringrazio per la foto l’amico Pietro Chiappelloni, compagno d’avventura nei concorsi letterari Porsche Italia… 🙂

IL LIBRO GIUSTO è la prima fiera dell’editoria a Piacenza… ribelli creativi indipendenti moderni, ecco gli editori che espongono, tra cui la VerbaVolant edizioni!

Le nuotate di Nana non si fermano…

La casa editrice VerbaVolant edizioni va in giro per fiere letterarie e Nana, la mia dolce bananottera gialla, nuota con Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro…

Il dietro le quinte di Sabir Fest a Messina!

Il manifesto…

E l’immancabile vignetta di Elio… 🙂

Ed ecco Nana a Catania tra libri e caffè…

l Bookb@ng a Messina!

In attesa di altre nuotate letterarie di Nana alle prossime fiere e nelle scuole! (stay tuned, ne vedremo delle belle…) ecco la bella vetrina della Libreria dei Ragazzi a Siracusa…

Libreria dai colori autunnali per ospitare l’ultima avventura del maghetto Harry Potter…

E chi c’è in vetrina vicino a lui? Nana, la mia dolce bananottera gialla… in effetti, la magia del giallo può convivere con quella dell’ormai celeberrimo mago di Hogwarts…

Qui trovate le uscite VerbaVolant di dicembre… pronte per Roma (Più Libri Più Liberi) e Palermo (Jingle Books).

https://labiblionautabooks.wordpress.com/2016/11/28/novita-editoriali-le-uscite-verbavolant-per-dicembre/

Infine è ormai cosa nota che io adoro la VerbaVolant, trovo che pubblichino libri bellissimi e sempre estremamente originali, e quindi sono ancora più felice di condividere qualcosa che a me personalmente piace moltissimo.

Grazie a La Biblionauta!

Ecco i link alla newsletter di Jingle Books – Festa del libro e delle arti di Palermo.
www.jinglebooks.it/newsletter
Presso la Libreria Diana di Siracusa…
Ed ecco altro materiale che (ri)posto.

I diritti dei video rimangono ai singoli e rispettivi autori… volevo mostrarvi delle meraviglie.

Due amici della mia dolce bananottera gialla Nana, i cavallucci marini. Innamorati!

E poi… la splendida casa di Nana, ovvero l’oceano, la grande casa d’acqua comune a tutti i viventi…

Amici di Nana che si divertono a fare i delfini surfisti…

Ecco delle fotografie che si riferiscono allo stand dedicato a VerbaVolant edizioni (insieme a Lavieri e Uovo nero) a Farfa… per Liberi sulla carta.

 

 

Un grazie a Maurizio Zicoschi per le foto…

Ed ecco la bella novità…

http://www.verbavolantedizioni.it

 

Pronti?

Ecco online il nuovo sito di Verbavolant edizioni…

https://www.facebook.com/events/167343040339783/ (ecco l’evento Facebook)

Sconti e sorprese!

Il nuovo sito finalmente online dal primo settembre!
Per l’occasione una settimana di promozioni: basterà inserire il codice newebsite prima di completare l’acquisto e riceverete uno sconto aggiuntivo del 5%. Affrettatevi però: l’offerta sarà valida fino alla mezzanotte di domenica 5 settembre! Inoltre, chi raggiungerà almeno i 30 euro di spesa riceverà in omaggio la nostra ToteBag!

 

Totebags…

 

Ecco la pagina autore…

http://www.verbavolantedizioni.it/Autori

MARIA LUCIA RICCIOLI

Insegno Lettere nei licei. Scrivo poesie in italiano e in dialetto siciliano, racconti e romanzi, saggi letterari. Canto in un coro lirico. In precedenza ho concertato con un coro polifonico, ho inciso 2 cd più altri due a tema religioso. Amo i coniglietti, i libri e tengo tanto ai miei affetti. Sogno un futuro in cui l’arte sia sempre presente, il calore della famiglia e degli amici… Voglio essere ogni giorno di più una persona, un’insegnante, un’artista migliore… Dio lo voglia!!!
La Bananottera

http://www.verbavolantedizioni.it/prodotto/la-bananottera

LaBananottera

DESCRIZIONE PRODOTTO

Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana!

Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina!
Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.
Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.
Di seguito possibile scaricare un ebook in pdf con giochi e approfondimenti. Uno strumento che vuole essere anche un prezioso ausilio didattico per le maestre o per i genitori più attenti.

Vi posto un po’ di materiale sui viaggi e le nuotate di Nana, la mia dolce bananottera gialla protagonista della fiaba LA BANANOTTERA, uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni…

Grazie a “Libertà”…

https://www.scribd.com/document/315197501/Liberta-09-06-16-pdf

http://www.freejournal.it/?p=23836#.V1hD6w1UhO4.facebook

Maria Lucia Riccioli

Grazie a Free Journal…

CANICATTINI – Sarà la scrittrice siracusana Maria Lucia Riccioli con la sua ultima fiaba “La Bananottera”, edita da  VerbaVolant di Fausta Di Falco, e illustrata da Monica Saladino, a chiudere sabato 11 giugno, alle ore 17:30 all’Asilo Nido comunale “S. Maria Goretti” di via San Nicola, il primo semestre di attività della Biblioteca comunale “G. Agnello” e Nati per Leggere di Canicattini Bagni.

L’incontro con Maria Lucia Riccioli, già autrice del romanzo “Ferita all’ala un’allodola (Perrone Lab 2011 e L’Erudita 2013), e di una raccolta di versi della tradizione siciliana, “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” (Algra 2014), sarà l’occasione per parlare di scrittura e di come leggere e scrivere possa trasformare, non solo gli autori, ma anche i lettori.

Ma naturalmente l’appuntamento è diretto soprattutto ai bambini, com’è nella tradizione di Nati per Leggere, per cui Maria Lucia Riccioli racconterà della sua “Bananottera” gialla, che seppur all’inizio avrà problemi proprio per questa sua caratteristica, grazie alla sua bontà e al suo coraggio diventerà l’eroina dell’oceano.

Insomma, una storia ecologica ma non solo, di grandi sentimenti e allegria, che piace già tanto ai bambini che ritrovano un nuovo eroe.

Nana nuota nuota nuota e non si ferma…

La mia dolce bananottera gialla continua a nuotare nel mare dell’editoria…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

http://www.womenews.net/la-bananottera-un-racconto-che-insegna-a-rispettare-lambiente-e-le-creature-che-lo-abitano-un-libro-di-maria-lucia-riccioli-edito-da-verbavolant-edizioni/#comment-45311

“LA BANANOTTERA” UN RACCONTO CHE INSEGNA A RISPETTARE L’AMBIENTE E LE CREATURE CHE LO ABITANO – Un libro di Maria Lucia Riccioli, edito da VerbaVolant Edizioni

Un ringraziamento particolare ad Irene Iorno de IL PAESE DELLE DONNE ON LINE – RIVISTA per la sua recensione…

“per creature terresti perfette che il mare vogliono amare senza far danni e senza sporcare”.

Illustrata con tecnica mista da Monica Saladino, la fiaba, presentata anche al SIRMUMA – Museo del Mare di Siracusa, racconta di una balenottera gialla presa in giro da tutte le creature del mare, fino a quando compierà un gesto di grande altruismo che unirà tutti gli animali e verrà accettata, da loro e dal Capitano Remo Millemari.

Qui sono gli animali a guardare la specie umana, le sue  imperfezioni, le conseguenze delle sue azioni e di come molto del nostro fare influisca sugli oceani, sottolineando la grande importanza di agire sempre nel rispetto della natura, per conservare un  mare pieno di bolle che cambiano colore e quantità a seconda delle emozioni dei suoi abitanti: ci sono bolle felici, bolle tristi, poche bolle o tantissime.

E l’incontro fra le diverse specie viene qui raccontato come pericolo per chi ha solo manto e pinne perché “nessuno da quelle parti aveva una buona opinione dei bipedi senza squame e coda. Non le foche, che temevano per la loro pelliccia. Non le tartarughe, che avevano paura di lasciarci il carapace. Non i gabbiani, che ogni giorno vedevano gli uomini sporcare ogni cosa”.

Un piccolo libro che commuove quando mamma balena viene catturata e la bananottera la difende dalla baleniera e i suoi pescatori.

Un libro che ci fa capire l’importanza della cooperazione quando tutte le balene degli abissi emergono salvando Lena e  di come l’accettazione di un qualcosa ritenuta diversa passi spesso prima attraverso la  consapevolezza delle proprie paure, di come i termini strano, differente, pericoloso, spesso vengano confusi e usati solo per difendere un qualcosa che non esiste.

E per una volta il mare diventa protagonista,  abitato da creature diverse, tutte con le proprie idee, i propri  colori,  e che alla fine collaborano apportando ciascuna il proprio sapere e le proprie capacità per un bene comune.

Una fiaba da  leggere fino all’ultimo “sbuffo”, perché i capitoli a volte non servono se si respira con le branchie come i pesci, si saltella sugli scogli come un granchio, si vola sugli oceani come i gabbiani, si mangiano fino a quattro tonnellate al giorno di cibo come le balenottere azzurre, si gioca come i delfini, e si incontrano navi che trasportano banane tutte gialle come Nana.

E gli umani e le umane per una volta sono “fuori dalle pinne”.

Ecco il mio commento on line:

Salve… grazie davvero per la recensione, scritta cogliendo il senso profondo del lavoro mio e di Monica Saladino, che in VerbaVolant edizioni abbiamo trovato una casa editrice attenta e sensibile alla qualità letteraria della narrativa per bambini e ragazzi e una cura grafica notevole, che si distingue nel panorama nazionale.
In queste vostre parole trovo l’attenzione ai temi di un’ecologia latu sensu, intesa come Papa Francesco la concepisce nella sua enciclica Laudato si’: ecologia del cuore, dei sentimenti, dell’economia, etimologicamente rispetto della nostra casa comune.

Un po’ di materiale sul mio libro… nel mio blog troverete le precedenti recensioni…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

La mia dolce bananottera gialla, Nana, sta nuotando nei cuori di tante persone… qualcuna di loro scrive anche delle recensioni!

http://www.lavocedellisola.it/2015/10/11/maria-luisa-riccioli-e-la-sua-bella-fiaba-la-bananottera/

Ringrazio davvero Salvo Zappulla per la sua generosa disponibilità: oltre a scrivere, Zappulla è l’anima del concorso letterario Pentelite e dell’omonima rivista-antologia; recensisce libri su Notabilis e vari periodici on line, legge e fiuta talenti con disinteresse e passione.

Ecco le altre recensioni finora uscite su LA BANANOTTERA…

Per me e Nana è una grande gioia essere citate dal blog Mammechefatica…

Ecco il post: http://www.mammechefatica.it/2015/09/04/banana-o-balenottera/#comment-774

Ringrazio ancora il blog… e vi posto altre due recensioni che mi sono molto care:

http://www.libreriamo.it/a/12735/conversazione-con-maria-lucia-riccioli-sulla-favola-la-bananottera-leggere-e-scrivere-ci-trasforma.aspx

Ringrazio l’amica blogger e scrittrice Rosalia Messina per questa recensione-intervista su Libreriamo…

E qui trovate la recensione della blogger e poetessa Costanza Lindi…

https://clindi.wordpress.com/2015/07/02/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

http://www.dioramaonline.org/dblog/articolo.asp?articolo=1500

Ringrazio l’amica giornalista e scrittrice Lucia Corsale per questa nuova bellissima recensione della mia fiaba per bambini LA BANANOTTERA…

Ringrazio anche Massimo Maugeri che nella nuova rubrica del suo litblog LETTERATITUDINE intitolata GIOVANISSIMA LETTERATURA ha dedicato un post proprio alla mia dolce bananottera gialla Nana:

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2015/11/23/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

Ed  è freschissima la segnalazione su L’ESTROVERSO…

http://www.lestroverso.it

La mia dolce bananottera gialla Nana ha nuotato in lungo e in largo per tutto il 2015… e anche durante il 2016 sta continuando ad incontrare grandi e piccini!

Grazie anche a Giovanni di Libertina!

http://www.kevitafarelamamma.it/2017/08/libertina-la-libreria-itinerante-per.html

 

L’11 maggio è stata pubblicata per i tipi di VerbaVolant edizioni la mia fiaba “La bananottera” (con illustrazioni di Monica Saladino), presentata in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino il 17 maggio presso il Bookstock Village al Laboratorio Scienza e Saperi, con lettura animata e laboratorio per i bambini.

La fiaba è stata poi presentata a Palermo presso la Libreria Un mare di libri, a Siracusa presso la Casa del Libro Rosario Mascali il 30 maggio, alla fiera “Una marina di libri” di Palermo il 5 e 6 giugno (presentazione e laboratorio), il 14 giugno a Ragusa (A tutto volume) con un laboratorio, il 20 giugno presso la Libreria dei Ragazzi di Siracusa con una labomerenda.

Dal 31 luglio al 2 agosto 2015 “La bananottera” è stata ospite della fiera letteraria “Gufi e melone” di Joppolo Giancaxio (AG), patrocinata dal Comune e dalla Biblioteca comunale.

Il 28 agosto, presso la spiaggetta del Castello Maniace ( che fa parte dell’area marina protetta del Plemmirio di Siracusa), la mia fiaba è stata ospite di “C’era un mare da favola…”.

Il 13 settembre ho tenuto una lettura de “La bananottera” in Piazza Leonardo da Vinci a Siracusa nell’ambito della manifestazione “Il risveglio di Siracusa” organizzata da “Archimede in movimento”.

Il 18, 19 e 20 settembre ho preso parte al Catania Book Festival presso il Cortile Platamone.

Il 3 ottobre, con “La bananottera”, sono stata ospite della manifestazione “Il mare al museo” presso il Museo del mare di Siracusa, mentre a Palermo la fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso “È Bio”.

Il 25 ottobre “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant in mostra al Book b@ng di Messina ed è stata presentata a Palermo presso La Città del Sole, il 31 ottobre è stata presentata a Ragusa presso “Le Fate” e il 15 novembre, dopo vari incontri nelle scuole siracusane, è stata ospite di “Archimede in movimento” a Siracusa. La fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso la Fiera della piccola e media editoria di Roma “Più Libri Più Liberi” che si è svolta nel Palazzo delle Esposizioni dell’Eur dal 4 all’8 dicembre; il 13 dicembre ha trovato spazio presso la piccola fiera tenuta a Siracusa in occasione di Santa Lucia. Presso Palazzo Asmundo a Palermo dal 18 al 20 dicembre è stata ospite di “Jingle Books”. Dal 20 al 21 febbraio la fiaba è stata ospitata a Modena per Bukids, la sezione per bambini e ragazzi di Buk Modena, mentre il 25, presso l’Associazione culturale Alimede, è stata protagonista di una labomerenda.

A marzo è stata ospite di “Bellissima”, fiera dell’editoria indipendente, presso il Palazzo del ghiaccio di Milano, mentre il 3 aprile è stata protagonista di una lettura presso “Archimede in movimento”, IV edizione. L’11 aprile è stata ospite della IV A e B dell’Istituto comprensivo “D. Ajello” di Mazara del Vallo (TP) per un incontro con l’autore, mentre il 15 aprile è stata ospite dell’edizione speciale di Archimede in Movimento dedicata al problema delle trivellazioni. Il 23 e il 30 aprile, in occasione della Giornata mondiale della cultura, del libro e del diritto d’autore, “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant edizioni donati a Casa Mazzolini per l’iniziativa “Il cestino dei libri”, nata per sostenere “La casa di Fausta” insieme alla Biblioteca del gufo e ad altri volontari. Al Salone internazionale del Libro di Torino 2016, ad “Eralavò”, festival delle storie di Acireale (CT), e ad Una marina di libri di Palermo è presente presso lo stand VerbaVolant edizioni al’Orto Botanico.  

L’11 giugno è stata ospite della Biblioteca “Giuseppe Agnello” di Canicattini Bagni (SR) per la festa conclusiva del progetto NATI PER LEGGERE.

“La bananottera” è tra i libri “Scelti per voi” dallo staff de La Feltrinelli – Catania.

Il 24 ottobre, in occasione della campagna nazionale “Libriamoci” l’autrice è stata ospite insieme all’editrice Fausta Di Falco dell’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi” di Lentini (SR) con la fiaba “La bananottera”.

Le fiere di Catania, Messina, Roma e Palermo hanno visto “La bananottera” tra i libri VerbaVolant per tutto il 2016.

Il 18 febbraio 2017, presso il Foro Boario di Modena, nell’ambito del Buk Festival (sezione Bukids), si è tenuta la premiazione del concorso “Una macedonia di parole” incentrato su “La bananottera” e che ha visto coinvolte le scuole del modenese.

Dal 24 al 26 marzo 2016 “La bananottera” è stata ospite del Book Pride presso il BASE di Milano, mentre il 3 aprile l’autrice ha incontrato i bambini dell’Istituto comprensivo “Pascoli-Crispi” di Messina. 

Incontri con l’autrice e laboratori sul libro sono stati tenuti l’8 maggio a Francavilla di Sicilia (ME) e all’Istituto comprensivo Giovanni XXIII – Piazzi di Palermo (16 maggio 2017).

Il libro è stato ospite di Una marina di libri 2017, di TaoBuk e del NininFestival di Bogliasco (GE), oltre che di Libri d’Amare 2017 a Puntasecca, nei luoghi del commissario Montalbano; oltre alle fiere, continua il viaggio del libro presso le scuole: il 18 dicembre l’autrice è stata ospite della IV BS del Liceo Corbino di Siracusa per il progetto di alternanza scuola-lavoro “Una biblioteca può cambiare un quartiere”. 

   Il 5 dicembre, nell’ambito della rubrica “Consigli del libraio” della trasmissione “Ciao Gender” (Realpan Tv, Radio 3 network, Play dj, prima stagione, puntata 22), Alfredo Polizzano della Libreria Fenice di Catania ha proposto il libro per “piccoli e grandi lettori” da “regalare a chi si vuole bene”.

   Nel marzo 2018 La psicologa Eleonora Mangano ha utilizzato il libro per un laboratorio nella classe II A dell’Istituto comprensivo “Torrenova”. 

   Il 14 aprile “La bananottera” è stata protagonista di una labomerenda presso la Libreria Diana di Siracusa. Dal 23 al 25 aprile, in occasione dell’Earth Day, “La bananottera” è stata tra i libri proposti a Cefalù e continua ad essere tra i libri VerbaVolant presentati in occasione di fiere e festival dedicati.

La psicologa Eleonora Mangano ha utilizzato il libro per un laboratorio nella classe II A dell’Istituto comprensivo “Torrenova”.

E naturalmente grazie a Casa Facile che nel numero di agosto 2015 ha ospitato me e Nana!

La bananottera - VANITY FAIR

E su Vanity Fair del 2 settembre scorso!

Qualche stralcio…

Primo sbuffo

Sulla terra ora si direbbe “C’era una volta” e la storia sarebbe divisa in capitoli.
In fondo al mare però è diverso: le storie sono divise in sbuffi e ogni creatura
le inizia a modo suo.
La piovra gigante comincia così: – Quando i miei tentacoli erano piccini…
Il corallo, attaccato alla scogliera, parla poco e ogni parola è tonda come
una bolla di sapone che dal fondo viene a galla. Lui invece dice: – Quando
ero un bastoncino rosa…
Poi arriva il delfino Fino, con il dorso lucido grazie alle carezze della schiuma di mare, e inizia:
– Quando la mia mamma mi portava nella pancia, anche la mamma di Nana la portava nella sua…
Proprio così: Delfia, la mamma di Fino e Lena, la mamma di Nana, aspettavano
i rispettivi cuccioli nello stesso periodo.
La differenza era che Delfia era una delfina che saltava nell’acqua come le acrobate del circo, mentre Lena era una balena, l’animale più grande dell’oceano.

Secondo sbuffo

Il piccolo delfino Fino e la sua mamma Delfia a volte danzavano sulle onde
per farsi applaudire dai marinai, ma non si avvicinavano mai troppo alle
navi. Sapevano che l’uomo è un animale capriccioso che un giorno ti prende
in simpatia e l’altro ti fa finire in una scatoletta, come capita ai tonni e
alle aringhe.
Ai pesciolini più piccoli tremavano le branchie solo al sentirlo nominare.
– L’uomo? Fuori dalle pinne!
Lena, la mamma di Nana, invece non aveva paura degli uomini e si divertiva
a seguire le navi da pesca e i transatlantici zeppi di turisti.
– Non hai paura delle baleniere che possono acchiapparti? – le chiedevano
in tanti.
Gli umani infatti catturano le grandi balene per farne grasso, olio e cibo.
La grande balena però rideva come solo le balene sanno fare.
– L’uomo capace di acchiapparmi deve ancora nascere! Mi fanno ridere i
loro rampini: sembrano ami per pescare lucci e trote. Per un cetaceo come
me ci vuole altro! Io sono la regina del mare e di fronte a me l’uomo è solo
una formichina che naviga in un guscio di noce!
La mamma di Nana nuotava lenta e maestosa, sembrava proprio una regina
nel suo palazzo. E la spuma dietro di lei ricordava uno strascico d’argento.

Terzo sbuffo

Un bel giorno Lena incontrò Fanone, un immenso re elegante e gentile, e
lo sposò in una notte di luna piena.
La grande palla dorata splendeva nel buio come neppure il sole aveva mai
fatto nelle giornate serene, e la grossa balena ne rimase incantata.
Forse fu quella luce luminosa la causa di tutto e qualche mese dopo nacque
Nana, che già da neonata era robusta e forte, ma con una caratteristica
molto speciale.
Va infatti detto che il giorno della sua nascita l’intero oceano rimase a bocca
aperta per lo stupore a guardarla.
– Ma l’avete vista? – gridarono i coralli, quasi staccandosi dal fondo.
– Ma l’avete vista? – esclamarono i tonni con le pinne paralizzate.
Anche mamma delfina e il piccolo Fino smisero di saltare e rimasero imbambolati.
– Ma l’avete vista? – proferirono infine.
Certo, Nana era una balenottera bellissima, questo sì.
Solo che… era tutta gialla.
Gialla.

(Riproduzione riservata)

VERBAVOLANT EDIZIONI 
Siracusa
info@verbavolantedizioni.it
www.verbavolantedizioni.it

 

Vi aspettiamo e vi ricordiamo di seguirci sempre tramite i social sulla nostra pagina Facebook e sul nostro account Twitter

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Nana continua a nuotare… a Siracusa, Modica e oltre!

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Tra i libri letti, proprio LA BANANOTTERA!

Vi aspettiamo…

Promozione della lettura precoce con bambini d 3 a 6 anni, punto informativo programma Nati per Leggere, affinché i genitori lo ripropongano ai loro figli a casa

https://www.facebook.com/fortelibrofestival/

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Dal 26 al 29 aprile potrete trovare a Modica i libri VerbaVolant edizioni tra cui proprio la mia bananottera!

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Che bello stand!

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Ecco altro materiale, in attesa delle nuove nuotate di Nana!

Le foto del bellissimo laboratorio alla libreria Diana!

Bellissima accoglienza, bimbi carini e creativi… Nana è felice!

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LA BANANOTTERA torna a nuotare a Siracusa!

Stavolta la dolce piccola Nana, la balenottera giallo banana, schizzerà e ballonzolerà alla libreria Diana…

Vi aspettiamo!

“Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana! Il suo colore originale le dà qualche problema con le altre creature marine. Ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina.”

Lettura animata e laboratorio creativo con l’autrice Maria Lucia Riccioli.
Per bambini dai 5 anni in su.
Costo del laboratorio € 8 (merenda, laboratorio e libro inclusi).
È necessaria la prenotazione.

Ringrazio di cuore gli amici della rivista Notabilis per la segnalazione:

#babynote

Un appuntamento rivolto ai piccoli lettori quello di questa domenica pressola Libreria Diana di Siracusa, con la “Labomerenda” e il libro “LaBananottera”. Lettura animata, laboratorio creativo e merenda, in compagnia dell’autrice Maria Lucia Riccioli.

#notabilis #persone #fatti #eventi #degnidinota #insicilia #sicilia#labomerenda #labananottera #letturanimata #babynotelibri #eventisiracusa#eventisicilia Ilaria Rubino

E un altro grandissimo grazie va a StreetTease di RSO Radio per la segnalazione (Marla Lombardo, you inspire!)

Ecco altro materiale sul libro e la casa editrice VerbaVolant, che si è ultimamente fatta in quattro! Presente con uno stand sia a Milano, per il BOOK PRIDE, che a Modena per il Buk Festival della piccola e media editoria!

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#NoraLab #labananottera
#ictorrenova #2A
#mare #sbuffi
Mi chiamo Nana.
Sono una balenottera. 
– Ma l’avete vista? – esclamano tutti gli abitanti del mondo marino.
Sono gialla.
Mi chiamano la bananottera.
La storia di una balena che parla ai bambini del valore della #diversità e dell’importanza della #cooperazione con uno sguardo attento alla #tuteladell’ #ecosistemamarino
A scuola si racconta, si legge, si inventa, si crea con le mani, si ride e si riflette.
Alla fine del laboratorio R. esclama: “Anche se gli altri sono diversi da noi, dobbiamo imparare ad accertarli per come sono!”
#educare #leggere #mente #cuore

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https://www.facebook.com/La-Psicologia-in-Pillole-Eleonora-Mangano-Psicologa-545608722171017/

La psicologa Eleonora Mangano si è innamorata di alcuni dei libri VerbaVolant e li sta utilizzando per i suoi laboratori.

Leggendo le schede dei libri pubblicati dalla casa editrice siracusana, ha scelto anche La bananottera…

Grazie a lei e a Monica Saladino e Fausta Di Falco per la segnalazione!

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Questa piccola libreria, fatta con materiale di recupero riciclato e riutilizzato, abita presso un istituto comprensivo della provincia di Messina, dove si svolgono laboratori di lettura creativa per i bambini della scuola primaria. Ospita al suo interno alcuni albi illustrati per l’infanzia della casa editrice VerbaVolant edizioni di Fausta Di Falco
Perché la scuola può incentivare l’avvicinamento ai libri e se gli alunni esprimono la voglia di curiosare tra i libri vale allora la pena assecondarli.

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Posto altro materiale sulle nuotate di Nana, che presto sarà protagonista di nuovi incontri e laboratori, fiere e presentazioni… restate collegati!

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E a Canicattini!

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http://www.earthdaycefalu.it/illustramente-earthdaycefalu2018.html

Oltre che a Palermo e a Canicattini Bagni, VerbaVolant presente all’Earth Day du Cefalù… stay tuned!

http://www.bibliotechedigenova.it/sites/default/files/proposte%20dicembre%202017.pdf

Grazie alle Biblioteche di Genova!

https://www.facebook.com/events/1948099982106954/

Sotto gli archi della Marina… quale posto migliore per Nana?

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Ed ecco la libraia Viviana Giubilo di Libreria Letteraria con i libri VerbaVolant!

Riuscite a vedere LA BANANOTTERA?

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E poi… si riparte!

Avete mai visto una balena gialla su una nuvola?

A Roma è possibile!

https://www.facebook.com/piulibri.piuliberi/?fref=ts

Dal 6 al 10 dicembre torna Più libri più liberi.
La sedicesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria ti aspetta al Roma Convention Center La Nuvola.

Più libri (nella nuvola) si avvicina! Vi ricordo che vi aspettiamo con tutti i nostri libri, “vecchi” e nuovi allo stand A42…

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Stand in allestimento…

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Stand preso d’assalto!

🙂

Un bel MI PIACE e facciamo crescere la pagina VerbaVolant edizioni!

https://www.facebook.com/VerbaVolant-edizioni-451343218236005/?fref=ts

Siamo quasi a quota 3000…

e poi:

https://www.libriconsigliati.net/bambini/la-bananottera/

La pagina sembra scritta in Italian for Dummies però… che pubblicità!

E che ne dite di scrivere una recensione del libro?

https://www.amazon.it/bananottera-M-Lucia-Riccioli/dp/8889122838?SubscriptionId=AKIAIBNOG5ILLHKIECFQ&tag=book-it-sc-21&linkCode=sp1&camp=2025&creative=165953&creativeASIN=8889122838

Le nuotate di Nana…

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Stand in allestimento…

https://www.facebook.com/events/490994141260528/?active_tab=discussion (l’evento Facebook)

Quest’anno abbiamo deciso di tornare al Pisa Book Festival! Vi aspettiamo in stand con tutti i nostri libri e alcuni autori!

Ritorna il Pisa Book Festival con la Finlandia Paese Ospite d’Onore, 160 espositori, oltre 200 eventi, ospiti nazionali e internazionali. Pronti per festeggiare con noi la quindicesima edizione? Quest’anno si brinderà con cocktail di libri, frizzanti e rigorosamente indie! Dal 10 al 12 novembre ritorna il Pisa Book Festival 🎉🎉, Finlandia Paese Ospite.
Siete pronti a festeggiare la quindicesima edizione? Quest’anno si brinderà con cocktail di libri, frizzanti e rigorosamente indie! #makeitaparty #PBF2017

www.pisabookfestival.it

Serie di illustrazioni realizzate da Claudia Flandoli

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Illustrazioni di Claudia Fiandoli…

E adesso altro materiale…

VerbaVolant edizioni è su Instagram!

Se non lo fate già seguiteci anche su Instagram! VVEDIZIONI

Ed ecco una nuova nuotata di Nana…

Il prossimo weekend saremo a Menfi per Le Federiciane. Se vi trovate da quelle parti vi aspettiamo con tutti i nostri libri 🙂

Primo scatto da Menfi…

E un bell’articolo del Giornale di Sicilia…

Sole e verde…

Ecco Nana, la mia dolce bananottera gialla, baciata dal sole di Menfi…

Le Fridericiane by night…

Le novità non sono finite…

Avviso per librerie e insegnanti: sono disponibili i nuovi progetti lettura 2018, con gustose novità e piccole anteprime 😉

Questa è una foto del bellissimo incontro a Mazara del Vallo (grazie alla scuola Ajello e alle straordinarie libraie di Lettera 22).

Oggi è la vigilia di Ferragosto e quale libro più adatto ad augurarvi il buongiorno? Nana, una balena tutta gialla come il sole d’estate! Dalla penna di Maria Lucia Riccioli con le belle illustrazioni di Monica Saladino!

Grazie a voi tutti amici!

Una bella conversazione FB:

Sara Romanello La bananottera è un’idea GENIALE!!! :-):-)
Maria Lucia Riccioli E di mia sorella che ha inventato questa parola così bananotterosa… 💛
Grazie!
Fausta Di Falco Maria Lucia non sminuirti. Sei una autrice deliziosa 😉
Sara Romanello Maria Lucia Riccioli Bellissima idea! 🙂
Maria Lucia Riccioli Grazie davvero… da quella parola è venuta fuori una storia che mi ha reso felice scrivere e presentare…
Sara Romanello Lo cercherò nelle librerie di Bologna, dove vivo! E di certo lo regalerò a mia nipote e lo leggerò ai bambini per i quali organizzo attività ricreative, sarà un grande aiuto e un bellissimo spunto per parlare dell’ambiente marino e insegnare a rispettarlo! 🙂 Ancora complimenti a tutti per il vostro splendido lavoro veramente molto educativo!
Maria Lucia Riccioli Grazie davvero!!!

E qui posto un po’ di materiale sulla mia dolce bananottera gialla Nana, che mi ha dato tanta gioia ideare e scrivere…

Prima di tutto, il bellissimo video realizzato dalla seconda B dell’Istituto comprensivo Giovanni XXIII – Piazzi (PA).

Grazie a docenti e bambini!!!

Nei mesi di aprile/maggio i bambini della Scuola primaria Giovanni XXIII, hanno letto il libro “La Bananottera” scritto da Maria Lucia Riccioli ed illustrato da Monica Saladino: una storia tenera ed avventurosa attraverso la quale i bambini hanno imparato il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.

Le nuotate di Nana non si fermano, anzi!

I libri VerbaVolant edizioni a Puntasecca, nei luoghi del commissario Montalbano…

… inizia il festival Libri d’aMare!

La rassegna è stata pubblicizzata su tutti i media… e Nana non poteva non partecipare: il mare è la sua casa!

Naturalmente…

Ecco altro materiale su LA BANANOTTERA!

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https://www.radio3.net/portfolio-item/ciao-gender-stagione-1-puntata-22/

Ciao Gender – Stagione 1 – Puntata 22

Puntata del 5 Dicembre 2017

A causa di qualche porzione di sushi in più, riuscirà la redazione a risolvere un problemino nato con il gestore del ristorante giappo/cinese “Ciul-lò”? Anche in questa puntata l’informazione e le curiosità ne fanno da padrona, come da sempre Ciao Gender ci ha abituato, la parte news curata da Davidson Ciullo sempre aggiornata sulle notizie dal mondo, la rubrica informativa sulle iniziative ed i servizi messi a disposizione dai vari comitati e associazioni lgbtqi “INFORMER” anche in questa puntata tratterà i temi sulla salute e prevenzione con Manuel Maffeo, coordinatore del Gruppo Salute del Movimento Pansessuale | Arcigay Siena.

Il Natale si avvicina e già iniziamo a pensare alle idee regalo.. e perchè non un libro? Alfredo Polizzano in collegamento telefonico dalla Libreria Fenice di Catania è pronto a consigliarci un bel libro da regalare a chi si vuole bene, “La Bananottera” di Maria Lucia Riccioli, un libro per piccoli e grandi lettori all’interno della rubrica “CONSIGLIO DEL LIBRAIO”, a seguire i consigli cinematografici “QUEER VISION” a cura di Marco Mardok.

Non può mancare la musica, quella amata dal mondo queer, come ogni settimana, l’appuntamento musicale è targato “SUPERCLASSIFICA friendly” la chart esclusiva di Ciao Gender dalla 20° alla 1° posizione, Like Dancefloor del PLAY DJ‘s group svelerà le posizioni pervenute dalle preferenze musicali del mondo gay e per non perdere le date degli eventi preferiti, Playdj vi terrà aggiornati sulla movida gay and friendly della Toscana e non solo, con la rubrica “COSA C’E’ IN GIRO?”

Ed infine come ogni puntata verrà svelata la risposta alla domanda posta la scorsa settimana all’interno dell nuovo “QUIZ, quanto ne sai?”, ogni settimana verrà formulata una domanda a tematica lgbt con 4 possibili risposte, la risposta esatta verrà svelata nella puntata seguente, potete interagire partecipando al gioco inviando la vostra risposta al 3392560090.

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https://ilgruppodipolifemo.com/libreria-fenice/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork

La Fenice, la prima libreria steampunk di Catania

Il contesto è elegante e silenzioso. Per certi versi non sembra neppure di stare a Catania. Nell’ora prandiale poi i rumori sfumano via e il sole continua a battere sull’asfalto adesso deserto. Le saracinesche si chiudono, infrangono per un secondo, un silenzio ancestrale.

Mi trovo in via Garibaldi, l’arteria storica della città che parallela alla via Vittorio Emanuele sbocca nella pulsante Piazza del Duomo. La libreria Fenice è discretamente in equilibrio tra il Duomo e Porta Garibaldi. In questo punto si vede stagliarsi imponente la Cattedrale di Sant’Agata, con il suo pennacchio che buca il cielo.

Ho appuntamento con Alfredo, il titolare della libreria Fenice, alle due del pomeriggio. Aspetto fuori perché sono maledettamente in anticipo. È lui stesso che me lo fa notare battendo due dita sull’orologio.

Mi sistemo fuori su una panchina di legno. Da fuori non sembra neppure una libreria, domina il legno e una vetrina con i libri sistemati come una patisserie. 

Alle due in punto Alfredo mi invita a entrare. La libreria è un piccolo gioiellino e il libraio qui è l’alfiere istrionico. Un fugace abbraccio visivo e si viene sbalestrati in un’altra dimensione, anzi no, in un’altra epoca.

Siamo infatti nella Londra di fine ottocento. L’arredamento segue, come ammette lo stesso Alfredo, lo stile anglosassone dello steampunk, legno e ferro in un’osmosi abbacinante, dove il primo vittoriano si fonde con uno stile propriamente industriale. Alfredo mi fa accomodare ma ricuso, preferisco passeggiare per la libreria attraversando così l’antico e il contemporaneo nello spazio di un solco.

Gli domando a bruciapelo da quanto tempo la Fenice è aperta e come si stia trovando. Catania non brulica di lettori.

Adesso sono quasi tre anni e le cose sono finalmente migliorate. Non è stato facile, a cominciare dalla stessa ubicazione della libreria. La movida, infatti, negli ultimi anni si è spostata in via Etnea, e particolarmente nella storica ed elegante via Umberto. I prezzi lì sono proibitivi e trovare qualcosa che potesse ospitare il mio progetto di libreria antiquaria non era cosa da nulla. Un giorno l’agenzia mi propone questa bottega qui. Io mi ci innamoro subito, al primo colpo. Era esattamente quello che cercavo. Avevo deciso di adottare uno stile steampunk, e appena ho scorto queste rifiniture in legno, in metallo, mi sono detto “E’ mia!” Via Garibaldi d’altronde è stata fino a quindici anni fa la strada di rappresentanza della città. Ci sono state quattro librerie, la gente passava da qui per finire inevitabilmente in piazza Duomo.

Come mai hai scelto di aprire proprio una libreria antiquaria?

Perché è la mia formazione, la mia passione. Amo libri antichi, le biblioteche. Ho frequentato lettere e ho fatto il mio tirocinio all’università. Librai, insomma, non ci s’inventa. Certo, ho dovuto rivedere, vista la crisi del settore, la mia idea di libraio. Le crisi portano a questo, a un rinnovamento del commercio. Io ad esempio ho voluto offrire un servizio più specialistico, più individuabile, un’attività che facesse viaggiare sullo stesso binario l’antico e il contemporaneo. Come puoi vedere la libreria è equamente divisa tra sezione antiquaria, libri antichi (sono quelli che hanno almeno cento anni) e narrativa contemporanea. I primi sono il frutto di ricerca, scovati in vecchie biblioteche dismesse, o acquistati nei viaggi all’estero perché è lì che il mercato dell’antiquariato ha una maggiore dignità. Mentre per la sezione contemporanea faccio una selezione di qualità per case editrici.

Con quali case editrici siciliane collabori?

Con poche veramente. Qui ho la Palindromo, la Splen, la Verba volant di Siracusa, poca roba della Sellerio. Ho voluto evitare la narrativa tipica, quelli specificamente di territorio, perché paventavo che la tipicità la si potesse leggere come folclore. Visto che ho adottato uno stile anglosassone non mi sembrava il caso correre questo rischio. I libri selezionati infatti sono tutti svincolati da una logica autoctona ma votati a un raggio d’azione più concorrenziale.

Come ti comporti allora con la distribuzione?

Preferisco farne a meno della grande distribuzione. Ho scelto di avere rapporti diretti con le case editrici, vorrei mantenermi quanto più possibile indipendente senza essere costretto a prendere quel determinato libro solo perché attira più pubblico. Così mando avanti per ordine, chiamo e mi faccio inviare i libri che m’interessano.

Che tipo di lettore si ferma in libreria?

Di tutti i tipi, dall’universitario che cerca il classico al pensionato. Anche i collezionisti che cercano il libro particolare, poi i lettori di via Garibaldi, di via San Cristoforo, legati alle precedenti librerie, adesso confluiti nella Fenice. Io da libraio cerco di indirizzarli in letture perché sono convinto che ogni lettore ha il suo libro e il suo tempo per leggerlo. È  politica del libraio suggerire il libro a secondo della persona che si trovi davanti, capire e intercettare quali sono le sue esigenze, quali i suoi desideri. Siamo però ancora lontani da una coscienza di popolo che legge.

Grazie all’autore dell’articolo e ad Alfredo Polizzano!

I libri VerbaVolant al NininFestival Bogliasco (GE)! Grazie a Donatella Monego, a Carla e alla loro associazione!

Ecco le immagini relative al Festival… e l’evento Facebook con i video (https://www.facebook.com/nininfestivalbogliasco/?fref=mentions)

E non solo…

http://www.romaperbambini.it/public/wordpress/index.php/2017/06/30/frammenti-2017-i-laboratori-per-bambini/

Venerdì 7 luglio

ore 18 – EARTH DAY 
lettura animata de “La Bananottera” e laboratorio creativo ecologico a cura dell’associazione “Mani cultura per i bambini” (Costo 6€ a partecipante // prenotazione obbligatoria)

Grazie a https://www.facebook.com/ombrellinodellefiabe/?fref=mentions

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Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è….. tutta gialla, come una banana! Il suo colore originale le dà qualche problema con le altre creature marine. Ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina.
Prenota il tuo posto e ascolta la grande avventura di Nana, la balena coraggiosa.
Vi aspettiamo tutti!

https://www.mani-culturaperbambini.it/09-luglio-2017-frammenti-17-punti-vista/

Su Instagram!

http://www.surfinginmap.club/p/bananottera

La mia dolce bananottera Nana non si ferma… nuota per librerie, biblioteche, fiere…

Ecco una delle nuove librerie in cui Nana potrà nuotare…

Vedete LA BANANOTTERA insieme ad altri bellissimi libri VerbaVolant?

Cliccate qui https://www.facebook.com/libreriapippi/?pnref=story per saperne di più!

E come potete constatare guardando il materiale che (ri)posto, Nana nuoterà ancora per molto molto tempo in posti bellissimi!

Pensavate che il nostro girovagare per festival fosse finito con l’estate alle porte? Nooooo! Vi aspettiamo il 24 e il 25 giugno a Taormina all’interno del TaoBuk festival. Troverete il nostro stand nella famosissima piazza del belvedere (Piazza IX Aprile)

 

Lo stand VerbaVolant a Taormina!

Ed ecco altro materiale relativo alle scorse fiere, presentazioni e oltre che hanno visto protagonista VerbaVolant edizioni e la mia dolce bananottera gialla Nana!

Una marina di libri è un appuntamento ormai di prammatica per VerbaVolant edizioni…

Visto che la mia Nana occhieggia dallo stand tra ninfee lucertole e piante?

Ed ecco altro materiale…

Nana al ForteLibro Festival di Modica (RG)!

E troverete i libri VerbaVolant a Modica Sorda presso la Libreria MaPerò!

Vi mostro le foto di un bell’evento ragusano… e poi quelle dell’incontro a Francavilla!

Ecco Elio alle prese con la sistemazione dello stand VerbaVolant edizioni… riuscite a vedere la mia dolce bananottera gialla Nana?

Arcadia Comics & Games!

Chiese e il bellissimo giardino ibleo…

Ecco il logo della manifestazione!

Ed ecco alcune foto dell’evento di giorno 8 maggio a Francavilla di Sicilia (ME)…

Ringrazio ancora i bambini, la responsabile del progetto, la dirigente scolastica e i genitori…

Canzoni e poesia, disegni, lapbook e filastrocche, scrapbook… tutto per la mia dolce bananottera gialla!

Oggi la nostra Bananottera è stata ospite dell’Istituto comprensivo di Francavilla di Sicilia. Una grande festa fatta di filastrocche, libri artigianali e canzoni. Bambini di tutte le età che hanno lavorato assieme alle loro insegnanti con grande impegno ed entusiasmo. Grazie anche quest’anno per la bellissima accoglienza e grazie a Daniela Bonanzinga che crea sempre ottime sinergie!

https://it.wikipedia.org/wiki/Francavilla_di_Sicilia

Vicino a questo incanto della natura si svolgerà il nuovo incontro dedicato alla mia dolce bananottera gialla Nana!

Istituto Comprensivo Statale di Francavilla di Sicilia Via Napoli, 2 – Francavilla di Sicilia (Me) nell’ambito del progetto “Incontro con l’autore”: Maria Lucia Riccioli rende noto che lunedì 08 maggio 2017, alle ore 10.00 presso il Cine-Teatro “A. Ferrara” di Francavilla di Sicilia, gli alunni della Scuola Primaria incontreranno l’autrice del libro “La Bananottera” Maria Lucia Riccioli.

 

Locandina Riccioli

Non vedo l’ora di incontrare insieme alla mia dolce bananottera gialla i bambini di Francavilla!

Ed ecco altro materiale…

Siamo felici – e anche un po’ emozionati – di condividere con tutti voi il concept di #Taobuk17.
Dal 24 al 28 Giugno la VII edizione del Festival sarà dedicata al tema #PadrieFigli, al rapporto con le radici e i maestri, alla sfida che sta dietro il passaggio del testimone tra le generazioni.
Continuate a seguirci per non perdere le prossime anticipazioni.

Da oggi inizia ufficialmente il countdown: – 60 giorni a Taobuk!

E questa bellissima immagine si riferisce a #SalTo30!

“Lodato sia Don Chisciotte! Che seppe con tanto anticipo di secoli riconoscere un furibondo gigante sotto la maschera di un innocente mulino.” (Gesualdo Bufalino)

Il 23 aprile 1616 moriva a Madrid Miguel de Cervantes.
Questa bellissima illustrazione è opera di GIPI (Gian Alfonso Pacinotti), che ha disegnato il manifesto del #SalTo30!

Che bello questo Don Chisciotte!

Mattinata messinese con La bananottera!

Buongiorno da Messina! Questa mattina la nostra Bananottera è ospite della scuola elementare Pascoli-Crispi. Le maestre e i bambini hanno fatto dei bellissimi lavori “bananottosi”. Anche le magliette!

La locandina dell’evento… grazie a tutte le insegnanti, ai collaboratori, alla libraia Daniela Bonazinga e ai bambini, veramente fantastici!

Beh, che ne dite? VerbaVolant edizioni al top degli editori!

Lavori semplicemente favolosi… i bambini si sono confrontati con la fiaba, la favola, il mondo dell’editoria, il mare e i suoi abitanti, i problemi dell’inquinamento…

Firmacopie… rigorosamente in giallo!

Lavori 3D: collage fantastico!

Anche le magliette bananottose!

Che bel cartellone…

Meravigliosi!

Un lavoro pluridisciplinare (geografia, biologia, italiano…).

Question time… le domande sono state poste su foglietti colorati a forma di bananottera!

Stay tuned per altre foto!

E ora… altro materiale.

Grazie alla dolce Anna Pavone per questa foto… uno scatto dal Bookpride!

http://www.scuolacarovana.it/index.php/eventi/concorso-letterario-una-macedonia-di-parole

Grazie a LA CAROVANA… come vedete nuotando on line possiamo imbatterci nella mia dolce bananottera gialla Nana!

Concorso letterario “Una macedonia di parole”

mammurancia

Concorso letterario “Una macedonia di parole”

 

Per il decennale del Buk Modena, festival della piccola e media editoria, la casa editrice VerbaVolant, unitamente a MEMO, ha indetto un concorso creativo per gli studenti delle terze, quarte e quinte delle scuole primarie della provincia di Modena.

Per partecipare, occorreva produrre un racconto che avesse per protagonista un animale fantastico il cui nome derivasse da una macedonia di parole, traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera.

Il premio è stato vinto dalla classe III della Scuola Primaria Tommaso Pellegrini che ha realizzato il libro dal titolo “Il mammurancia” dalla combinazione di mammut e arancia.

Il libro è stato inventato interamente dalla classe e realizzato presso l’Istituto Ciechi Garibaldi di Reggio Emilia che collabora con la scuola. Il libro ha illustrazioni tattili ed è trascritto completamente in braille.

Ecco altro materiale…

https://www.facebook.com/events/1384862241532481/?active_tab=discussion

L’attesa è finita, ecco il programma di #BookPride2017!
Letteratura, filosofia, sociale, incontri professionali: sono centinaia gli eventi del programma culturale costruiti attorno al tema dello #straniero, oltre alle presentazioni e incontri organizzati dagli #editori in fiera.
Uno spazio speciale, #BookYoung, è dedicato ai più piccoli, con letture, laboratori e le produzioni dell’editoria #indipendente per ragazzi.

Stand D11, BASE Milano…

Già quasi pronti gli scatoloni… per andare a Milano!

https://www.facebook.com/events/713638452154022/714207022097165/?notif_t=admin_plan_mall_activity&notif_id=1489342865581800 (l’evento Facebook)

Ecco la locandina! Bookpride Milano 2017…

La mia dolce Nana vi aspetta insieme a tutti gli altri libri di VerbaVolant edizioni… allo stand D11 del BASE MILANO!

Ecco quasi pronti i nuovi segnalibri…

Vagabondando in rete, scopriamo che la mia dolce bananottera gialla Nana continua a nuotare nelle menti e nei cuori di tanti lettori, librai e operatori di cultura…

Ringrazio Sonia Patania per questo:

https://www.lafeltrinelli.it/mediaObject/Speciali/Catania/original/Catania.pdf

novembre 2015 La bananottera di Maria Lucia Riccioli; ill. di Monica Saladino (Verbavolant) Una balena diversa dalle altre vincerà la paura del giudizio altrui imparando a farsi amare ed amando a sua volta. classI consigliatE iII – V elementare gennaio 2016

Ringrazio questa libreria per un post molto carino:

http://libreria.storieacolori.it/

Eccolo!

http://libreriastorieacolori.blogspot.it/2017/01/la-bananottera.html

mercoledì 11 gennaio 2017

La bananottera

 “Un bel giorno Lena incontrò Fanone, un immenso re elegante e gentile, e lo sposò in una notte di luna piena. La grande palla dorata splendeva nel buio come neppure il sole aveva mai fatto nelle giornate serene, e la grossa balena ne rimase incantata. Forse fu quella luce luminosa la causa di tutto e qualche mese dopo nacque Nana, che già da neonata era robusta e forte, ma con una caratteristica molto speciale”.
La “Bananottera” di Maria Luisa Riccioli, illustrata da Monica Saladino, edita da VerbaVolant, è una deliziosa storia sulla “diversità”. Nana è una piccola balena di colore giallo, come quello delle banane. Questa caratteristica finisce per spiazzare gli altri animali che popolano il mare, i quali, preoccupati da questa diversità a cui non sanno dare una spiegazione, guardano il piccolo animale con sospetto finendo per schernirlo, “dietro le pinne“.
Poiché Nana ha lo stesso colore della banane trasportate dalle enormi navi “bananiere”, l’equazione fu presto fatta: Banana + Balenottera = Bananottera.
Sebbene la Regina Lena si sforzi di riempire d’amore sua figlia, cercando di ripararla, per quanto possibile, dalle malelingue, la piccola Nana soffre i cori di scherno degli altri abitanti del mare.
Un giorno, una baleniera, condotta dal capitan Millemari, cattura la Regina Lena, la quale urla alla piccola Nana di fuggire via: “speciale” come è, con il suo colore giallo, rischia di essere catturata anche lei. Ma Nana non fugge perché non intende abbandonare la madre al suo triste destino. Seguendo l’esempio di Nana, le altre balene si riuniscono in gruppo e come un grande roboante esercito si dirigono verso la baleniera, per liberare Lena.
Il capitano Millemari e il suo equipaggio finiscono nelle gelide acque dell’oceano, e a quel punto Nana nuota in loro soccorso, caricandoseli in groppa, fino a condurli in salvo, lasciandoli su un iceberg, dove saranno soccorsi da un’altra nave di passaggio.
La piccola Nana è diventata l’eroina del mare. Ora tutti la festeggiano, tutti reclamano le sue attenzioni. Il giallo della sue pelle non è più un problema.
 Il libro si conclude con un decalogo di comportamenti da tenere nel pieno rispetto dell’ecosistema marino, ivi compresa una descrizione della vita sott’acqua, e le peculiarità di alcuni animali acquatici protagonisti della storia, come animali e delfini.
“La Bananottera” – Maria Luisa Riccioli, Monica Saladino – VerbaVolant

Balena e banana… un binomio insolito che serve a parlare anche di cibo…

http://www.mani-culturaperbambini.it/09-novembre-2016-storie-da-mangiare-banana/

 

09 NOVEMBRE 2016 – STORIE DA MANGIARE – BANANA

Storie da Mangiare è il ciclo di Mani che ci permette di giocare insieme e di mangiare sano a merenda!
A ogni evento faremo luce su un alimento diverso raccontando tante curiosità e una storia golosa.

Per festeggiare l’inizio del  nuovo ciclo, abbiamo deciso di celebrare il frutto amato da molti animali: LA BANANA.
A seguire renderemo la nostra merenda molto più paurosa per renderci ancora più forti.

Leggeremo “La bananottera” (ed. Verbavolant) di Maria Lucia Riccioli

Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana!Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina!

Che aspetti?  vieni a trovarci

Età: +5 anni
Quando: 09 Novembre 2016
Ore: 17.00
Dove: Libreria Centostorie, Via delle Rose 26
Costo: 8 euro, merenda inclusa

– prenotazione obbligatoria –

logo

Ringraziamo tutte le scuole che hanno partecipato al concorso UNA MACEDONIA DI PAROLE dedicato alla mia dolce bananottera gialla Nana!

Riporto volentieri – grazie a chi lo ha scritto – il seguente articolo:

Il “Cespufante” libro costruito dagli alunni VB “Rodari” SELEZIONATO per Bukids, fiera della piccola editoria di primavera

UNA MACEDONIA DI PAROLE

Concorso creativo rivolto alle scuole primarie della provincia di Modena

Traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera, gli alunni della scuola Rodari hanno partecipato al concorso e giocato con le parole.

Hanno prodotto un racconto che ha per protagonista un animale fantastico il cui nome deriva da una macedonia di parole, come quella usata in La Bananottera. Una volta pronto, il racconto è stato trascritto in un libro realizzato artigianalmente dagli stessi bambini.

Il libro vincitore del concorso è stato
Il mammurancia della classe terza della scuola primaria Tommaso Pellegrini di Modena.
Oltre al vincitore, una commissione ha scelto 3 libri che verranno esposti in una piccola mostra allestita all’interno dello spazio Bukids al Foro Boario di Modena durante la manifestazione.

I libri sono:

-Storia di una gattola generosa
–Il cespufante ( classe 5^B “Rodari”)
-Il melefante

Alla prossima!

Ed ecco come al solito un po’ di materiale a tema bananottera…

Buk Festival di Modena è finito. Tanti lavoratori, tanti bimbi e genitori sorridenti e innamorati dei libri. L’ambiente ideale dove passare il weekend! Grazie a tutti, anche agli insegnanti che hanno partecipato alla prima edizione del nostro concorso letterario. Abbiamo già tante idee per l’anno prossimo!! Tra un mese saremo a Milano 😉

Quanti bimbi! Stiamo per cominciare!! Concorso letterario Una macedonia di parole, #buk Modena.

Anche quest’anno parteciperemo al Buk Festival della piccola e media editoria di Modena e ci occuperemo dello spazio Bukids. Prestissimo online il programma. Vi annunciamo, inoltre, che è stato scelto l’elaborato vincitore del concorso letterario ispirato alla nostra amica Bananottera! — con Monica Saladino e Maria Lucia Riccioli.

Quanti bei lavori… e che emozione sapere che tanti bambini hanno lavorato ispirati dalla mia bananottera!

La foto è stata scattata dall’amica Nada Alessandroni… accompagnata dalle sue parole affettuose:

Ieri al Buk di Modena ho trovato la tua Bananottera e non ho resistito alla tentazione di fotografarla, eccola

Ecco l’annuncio della premiazione del concorso letterario legato alla storia della mia dolce bananottera gialla Nana!

La locandina…

Una macedonia di parole… sì, perché la parola BANANOTTERA è la crasi, la macedonia appunto di due parole, BANANA + BALENOTTERA, dato che Nana è nata in una  notte di luna giallo banana…

La cosa bella è che poi io e la VerbaVolant edizioni insieme allo staff di BUKids abbiamo ideato il concorso letterario legato proprio alla nostra Nana e la premiazione sarà una bella occasione per visitare la fiera e parlare di libri!

La rivista di BUK: http://www.bukfestival.it/wp-content/uploads/2017/02/Rivista_BUK-2017.pdf

Una realtà siracusana piccola ma di qualità e attenta al territorio in cui opera. Via al laboratorio che prende spunto dal libro “Il nonnario” di Lorenzo Naia (autore) e Roberta Rossetti (illustratrice)

La Civetta di Minerva, 13 gennaio 2017

Conosciamo molto bene la casa editrice Verba Volant di Siracusa. La sua creatrice e titolare, Fausta Di Falco, insieme al suo compagno di vita e di fatiche, di idee, progetti, iniziative, Elio Cannizzaro, fa un grande e bel lavoro.

I libri della Verba Volant, quelli per bambini in particolare, sono curati nelle immagini, nelle rilegature, esattamente quanto nei testi. Cosa non scontata e non facile da trovare nel mondo dell’editoria per ragazzi. Sì, ce ne sono altre che hanno belle immagini, bei formati, ma in quelli della Verba Volant noi ci troviamo anche una sorta di “magia”. E libri ne abbiamo visti e letti tanti ai bambini.

Prendiamo per esempio I libri da parati”. Un’idea originale che sta riscuotendo un grande successo. Si aprono fino a diventare un bellissimo poster e ad ogni foglio che apri scopri e leggi la storia. Gli ultimi due titoli sono poi veramente “speciali”, per i disegni e i contenuti. ”Le luci alle finestre” di Alessandro Di Sorbo (illustratore) e Alessio De Simone (autore) è proprio magico ed è realizzato con una tecnica sofisticata: l’ultima tavola, che è quella che poi sarà il poster da appendere, ha degli elementi fosforescenti. E credetemi, è molto, molto bello!

L’altra novità è “La principessa che scriveva” con i testi di Nerina Fiumanò e le illustrazioni di Angelo Ruta. Qui la storia ripropone il tema della scrittura come unica possibilità di vita, di sopravvivenza a se stessi e al mondo. I disegni sono carichi di questa ricerca, di questo bisogno della principessa protagonista di dover scrivere e di portare con sé e dentro di sé le parole per poi darle agli altri.

Nella collana ci sono poi altri autori e illustratori, alcuni che conosciamo bene, perché la Verba Volant è molto attenta a ciò che succede nel territorio e quindi nel suo catalogo troviamo diversi autori siracusani, tra cui Anna Maria Piccione, Giusi Norcia e Maria Lucia Riccioli, per citarne alcuni.

Un’altra cosa importante, da sottolineare e far notare ai lettori – malgrado in questi libri ci sia un raffinato e curato lavoro di rilegatura, stampa, impaginazione e tutto il resto che arriva in libreria sotto forma di quello che, in questo caso, riduttivamente chiamiamo libro – è che il costo è contenuto.

Se ancora non conoscete la casa editrice Verba Volant potete visitare il sito verbavolantedizioni.it

Il loro catalogo ha diverse collane anche di narrativa e i loro titoli sono presenti in tutte le librerie della città. Se però avete voglia di conoscere la titolare o magari di vedere cosa si può fare con un libro per bambini della Verba Volant, allora domattina, 14 gennaio, alle 10.30, potete far partecipare i vostri bambini al laboratorio che prende spunto dal libro “Il nonnario” di Lorenzo Naia (autore) e Roberta Rossetti (illustratrice). L’ingresso è libero. Il laboratorio si terrà a Siracusa in Via Montegrappa, 21, presso la sede dell’Opificio di Cultura di Angela Falletta. Per informazioni 3387134587.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2026:l-editrice-verba-volant-stimola-i-sogni-dei-bambini&catid=17:cultura&Itemid=143

Grazie a Luisa Fiandaca e a La Civetta di Minerva…

Ecco altre notizie su di me, su Nana, sulla VerbaVolant…

Fausta Di Falco, direttora ed editora insieme ad Elio Cannizzaro di VerbaVolant edizioni, è fresca di Premio Cartia per l’editoria (prima edizione, 27 dicembre 2016).

Ecco un collage di foto… a me l’onore di premiarla. La vedete anche insieme a Barbara, figlia del giornalista Dino Cartia.

Nana continua a nuotare anche in questo nuovo anno…

Intanto un poco di materiale sul cammino percorso finora.

La vignetta di Elio Cannizzaro sulla seconda edizione di Jingle Books…

La città naturalmente è Palermo!

VerbaVolant e la mia Nana, la dolce bananottera gialla, sono andate nuovamente a Palermo per questa fiera natalizia…

Grazie a Monica Saladino… che splendide dediche per la mia Nana!

Nella splendida cornice di Palazzo Asmundo, la fiera del libro più natalizia della Sicilia!

VerbaVolant edizioni e Nana sono state anche a Roma…

Ringrazio Letture metropolitane e Flavia Capone per gli scatti “rubati” a Più libri più liberi!

La mia Nana…

La vignetta di Elio Cannizzaro per Roma…

http://www.plpl.it/

Anche quest’anno VerbaVolant edizioni è stata presente alla fiera della piccola e media editoria di Roma.
Le novità sono tantissime e spero incontreranno il favore di vecchi e nuovi lettori! Non sono mancati neanche gli autori! Direttamente dal Brasile Josè Custodio, autore del fumetto “Anita Garibaldi. La nascita di una eroina” per l’anteprima romana.
Per il firmacopie in stand anche Alessandro Di Sorbo e Alessio Di Simone che hanno realizzato il loro terzo libro da Parati®: “Le luci alla finestre”.

https://www.facebook.com/piulibri.piuliberi/?fref=ts#

Lo stand…

I libri… riuscite a vedere la mia Nana?

Eccola!

Ecco il promo di “Libri in città”, la trasmissione dedicata ai libri che va in onda sul canale 654 del digitale terrestre. L’emittente è Telecittà.

Conduttori sono Claudia De Luca e il professor Luigi Amato, docente universitario di Estetica.

Ringrazio sia loro per il gentile invito a partecipare alla quinta puntata della trasmissione che Luigi Bianca e il suo staff per la ripresa e il montaggio del programma.

Posso quindi offrirvi la visione dell’intervista realizzata presso la splendida Biblioteca dei Padri Cappuccini di Siracusa (e mi piace anche porgere un saluto a Marcello Cioè, direttore competente e gentile).

Abbiamo parlato sia del mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, incentrato sulla figura della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, che del mio libro di cunti in dialetto siciliano QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU (Algra editore), che poi della mia fiaba uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni “La bananottera”, che ha come protagonista la dolce bananottera gialla Nana.

Durante l’intervista ho avuto modo di ricordare insieme a Claudia De Luca sia il compianto Luciano Rispoli che il nostro concittadino Enzo Maiorca, per la sua lotta in difesa del mare e dell’ambiente in generale. Un pensiero è andato anche alla figlia Rossana.

Buona visione…

Se volete rivedere questa e le altre puntate di Libri in città ecco il link:

…ed ecco un po’ di materiale sui miei libri.

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La prima copertina di FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

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Copertina e bandella della riedizione (grazie ancora a Paolo Di Paolo e Lia Levi).

Copertina Riccioli

I miei cunti in dialetto… grazie al mio editore Alfio Grasso e ad Alessio Grillo e Maria Francesca Di Natale per disegni e copertina, ai curatori di collana Maria Rita Pennisi e Alfio Caruso…

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Ed ecco tutti insieme i miei libri… al centro la mia fatica più recente, LA BANANOTTERA – e come non ringraziare Monica Saladino per le illustrazioni, Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro di VerbaVolant edizioni? E Annamaria Piccione per l’intelligente rilettura?

Zefirino Millemari, uno dei protagonisti della mia fiaba.

E adesso vi posto altro materiale sulla fiaba.

Iniziano ad arrivare i lavori relativi al concorso incentrato sulla bananottera Nana…

Quest’anno per il @bukmodena un concorso letterario dedicato ad animali fantastici come la bananottera. Arrivano i primi lavori!

Sono felicissima! Non solo la mia dolce bananottera gialla nuota nelle librerie nelle scuole nelle biblioteche, ma adesso è anche protagonista di un concorso letterario…

http://istruzione.comune.modena.it/memo/Sezione.jsp?titolo=In%20occasione%20dei%2010%20anni%20di%20Buk%20due%20concorsi%20per%20le%20scuole&idSezione=2998

In occasione dei 10 anni di Buk due concorsi per le scuole


UNA MACEDONIA DI PAROLE

Concorso creativo
il concorso è rivolto alle scuole primarie della provincia di Modena – classi terze, quarte e quinte

In occasione dei festeggiamenti per il decennale del Buk Modena, festival della piccola e media editoria (l’edizione 2017 sarà la decima) VerbaVolant, che insieme a MEMO ha gestito il nuovo spazio Bukids nell’edizione 2016, bandisce un concorso creativo per i più piccoli e uno per l’istituto d’arte.

Traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera, si è pensato di farvi giocare con le parole.
Per partecipare gli studenti delle terze, quarte e quinte delle scuole primarie della provincia di Modena, dovranno produrre un racconto che abbia per protagonista un animale fantastico il cui nome derivi da una macedonia di parole, come quella che abbiamo usato per il nostro libro. Una volta pronto, il racconto dovrà essere trascritto in un libro realizzato artigianalmente dagli stessi bambini.
Per maggiori dettagli consultare il regolamento allegato.
La cerimonia di premiazione avrà luogo nello spazio Bukids.
I libri selezionati verranno esposti durante la manifestazione.
Saranno selezionati tre elaborati vincitori.
Per maggiori potete contattare la redazione.
Buon lavoro!

Regolamento concorso

Il concorso, indetto dalla VerbaVolant edizioni, è rivolto alle classi III-IV-V delle scuole primarie della provincia di Modena.
Ogni classe può partecipare con un elaborato.
L’elaborato consiste in un racconto, che può anche essere illustrato, contenuto in un libro realizzato dagli stessi ragazzi. Il libro può essere realizzato con diversi materiali e tecniche (riciclo, origami…) ma deve essere assolutamente artigianale. I libri che non risponderanno alle caratteristiche suddette verranno esclusi dal concorso.
L’elaborato deve avere una lunghezza massima di 1 cartella circa (ogni cartella è pari a 1800 battute).
I file relativi all’elaborato, contenenti il racconto in formato PDF o docx e le foto del libro formato JPEG o TIFF, devono essere inviati all’indirizzo info@verbavolantedizioni.it.

La mail deve riportare preferibilmente in oggetto: concorso letterario BUKids.

Se dovessero sussistere problemi nella digitalizzazione del file o nella realizzazione delle foto, è possibile inviare l’originale all’indirizzo: VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa. Si prega di avvertire in anticipo dell’invio del materiale via posta.

I vincitori saranno avvertiti telefonicamente e/o tramite posta elettronica.
Gli elaborati vincitori saranno un massimo di tre, scelti fra tutti quelli pervenuti e conformi alle direttive. La scelta della giuria sarà insindacabile.
La giuria sarà composta di autori, illustratori e responsabili della casa editrice.
Le classi vincitrici riceveranno in premio dei libri per la biblioteca di classe.
Per partecipare è necessario inviare il modulo di adesione tramite posta elettronica all’indirizzo: info@verbavolantedizioni.it.
Il modulo di iscrizione deve essere inviato entro il 1 ottobre 2016.
Gli elaborati devono giungere in redazione entro il 20 dicembre 2016.


Info

VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa.
Tel: 0931462540/ 333.8672919
info@verbavolantedizioni.it
verbavolantedizioni.it


Sono troppo contenta, davvero.

Pensare che una parola inventata da mia sorella sia diventata una storia scritta stampata illustrata e letta… e pensare che questa parola ispiri tanti altri lettori, specie bambini, mi emoziona tantissimo.

Ecco altro materiale che riposto volentieri…

La mia dolce bananottera gialla Nana per Libriamoci 2016 ha nuotato fino a Lentini (SR) presso l’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi”!

Autografi…

Raccontando…

Piccoli lettori…

… da notare le bananottere gialle costruite dai bambini!

I disegni!

Un bellissimo benvenuto alla mia dolce bananottera gialla Nana e alla sua autrice!

Ringrazio la dirigente scolastica, le insegnanti e i bambini per l’accoglienza ricevuta… gli alunni hanno mostrato interesse ed entusiasmo verso le storie lette da Fausta e me, si sono incuriositi del lavoro dell’editore (spiegato da Fausta attraverso una lezione pratica)… insomma, ci siamo “librati”!

E adesso riposto altro materiale relativo alle fiere cui ha partecipato la mia casa editrice insieme a Nana…

http://www.illibrogiusto.net/

fiera-del-libro-giusto-piacenza-16-ottobre-2016

Ringrazio per la foto l’amico Pietro Chiappelloni, compagno d’avventura nei concorsi letterari Porsche Italia… 🙂

IL LIBRO GIUSTO è la prima fiera dell’editoria a Piacenza… ribelli creativi indipendenti moderni, ecco gli editori che espongono, tra cui la VerbaVolant edizioni!

Le nuotate di Nana non si fermano…

La casa editrice VerbaVolant edizioni va in giro per fiere letterarie e Nana, la mia dolce bananottera gialla, nuota con Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro…

Il dietro le quinte di Sabir Fest a Messina!

Il manifesto…

E l’immancabile vignetta di Elio… 🙂

Ed ecco Nana a Catania tra libri e caffè…

l Bookb@ng a Messina!

In attesa di altre nuotate letterarie di Nana alle prossime fiere e nelle scuole! (stay tuned, ne vedremo delle belle…) ecco la bella vetrina della Libreria dei Ragazzi a Siracusa…

Libreria dai colori autunnali per ospitare l’ultima avventura del maghetto Harry Potter…

E chi c’è in vetrina vicino a lui? Nana, la mia dolce bananottera gialla… in effetti, la magia del giallo può convivere con quella dell’ormai celeberrimo mago di Hogwarts…

Qui trovate le uscite VerbaVolant di dicembre… pronte per Roma (Più Libri Più Liberi) e Palermo (Jingle Books).

https://labiblionautabooks.wordpress.com/2016/11/28/novita-editoriali-le-uscite-verbavolant-per-dicembre/

Infine è ormai cosa nota che io adoro la VerbaVolant, trovo che pubblichino libri bellissimi e sempre estremamente originali, e quindi sono ancora più felice di condividere qualcosa che a me personalmente piace moltissimo.

Grazie a La Biblionauta!

Ecco i link alla newsletter di Jingle Books – Festa del libro e delle arti di Palermo.
www.jinglebooks.it/newsletter
Presso la Libreria Diana di Siracusa…
Ed ecco altro materiale che (ri)posto.

I diritti dei video rimangono ai singoli e rispettivi autori… volevo mostrarvi delle meraviglie.

Due amici della mia dolce bananottera gialla Nana, i cavallucci marini. Innamorati!

E poi… la splendida casa di Nana, ovvero l’oceano, la grande casa d’acqua comune a tutti i viventi…

Amici di Nana che si divertono a fare i delfini surfisti…

Ecco delle fotografie che si riferiscono allo stand dedicato a VerbaVolant edizioni (insieme a Lavieri e Uovo nero) a Farfa… per Liberi sulla carta.

 

 

Un grazie a Maurizio Zicoschi per le foto…

Ed ecco la bella novità…

http://www.verbavolantedizioni.it

 

Pronti?

Ecco online il nuovo sito di Verbavolant edizioni…

https://www.facebook.com/events/167343040339783/ (ecco l’evento Facebook)

Sconti e sorprese!

Il nuovo sito finalmente online dal primo settembre!
Per l’occasione una settimana di promozioni: basterà inserire il codice newebsite prima di completare l’acquisto e riceverete uno sconto aggiuntivo del 5%. Affrettatevi però: l’offerta sarà valida fino alla mezzanotte di domenica 5 settembre! Inoltre, chi raggiungerà almeno i 30 euro di spesa riceverà in omaggio la nostra ToteBag!

 

Totebags…

 

Ecco la pagina autore…

http://www.verbavolantedizioni.it/Autori

MARIA LUCIA RICCIOLI

Insegno Lettere nei licei. Scrivo poesie in italiano e in dialetto siciliano, racconti e romanzi, saggi letterari. Canto in un coro lirico. In precedenza ho concertato con un coro polifonico, ho inciso 2 cd più altri due a tema religioso. Amo i coniglietti, i libri e tengo tanto ai miei affetti. Sogno un futuro in cui l’arte sia sempre presente, il calore della famiglia e degli amici… Voglio essere ogni giorno di più una persona, un’insegnante, un’artista migliore… Dio lo voglia!!!
La Bananottera

http://www.verbavolantedizioni.it/prodotto/la-bananottera

LaBananottera

DESCRIZIONE PRODOTTO

Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana!

Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina!
Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.
Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.
Di seguito possibile scaricare un ebook in pdf con giochi e approfondimenti. Uno strumento che vuole essere anche un prezioso ausilio didattico per le maestre o per i genitori più attenti.

Vi posto un po’ di materiale sui viaggi e le nuotate di Nana, la mia dolce bananottera gialla protagonista della fiaba LA BANANOTTERA, uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni…

Grazie a “Libertà”…

https://www.scribd.com/document/315197501/Liberta-09-06-16-pdf

http://www.freejournal.it/?p=23836#.V1hD6w1UhO4.facebook

Maria Lucia Riccioli

Grazie a Free Journal…

CANICATTINI – Sarà la scrittrice siracusana Maria Lucia Riccioli con la sua ultima fiaba “La Bananottera”, edita da  VerbaVolant di Fausta Di Falco, e illustrata da Monica Saladino, a chiudere sabato 11 giugno, alle ore 17:30 all’Asilo Nido comunale “S. Maria Goretti” di via San Nicola, il primo semestre di attività della Biblioteca comunale “G. Agnello” e Nati per Leggere di Canicattini Bagni.

L’incontro con Maria Lucia Riccioli, già autrice del romanzo “Ferita all’ala un’allodola (Perrone Lab 2011 e L’Erudita 2013), e di una raccolta di versi della tradizione siciliana, “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” (Algra 2014), sarà l’occasione per parlare di scrittura e di come leggere e scrivere possa trasformare, non solo gli autori, ma anche i lettori.

Ma naturalmente l’appuntamento è diretto soprattutto ai bambini, com’è nella tradizione di Nati per Leggere, per cui Maria Lucia Riccioli racconterà della sua “Bananottera” gialla, che seppur all’inizio avrà problemi proprio per questa sua caratteristica, grazie alla sua bontà e al suo coraggio diventerà l’eroina dell’oceano.

Insomma, una storia ecologica ma non solo, di grandi sentimenti e allegria, che piace già tanto ai bambini che ritrovano un nuovo eroe.

Nana nuota nuota nuota e non si ferma…

La mia dolce bananottera gialla continua a nuotare nel mare dell’editoria…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

http://www.womenews.net/la-bananottera-un-racconto-che-insegna-a-rispettare-lambiente-e-le-creature-che-lo-abitano-un-libro-di-maria-lucia-riccioli-edito-da-verbavolant-edizioni/#comment-45311

“LA BANANOTTERA” UN RACCONTO CHE INSEGNA A RISPETTARE L’AMBIENTE E LE CREATURE CHE LO ABITANO – Un libro di Maria Lucia Riccioli, edito da VerbaVolant Edizioni

Un ringraziamento particolare ad Irene Iorno de IL PAESE DELLE DONNE ON LINE – RIVISTA per la sua recensione…

“per creature terresti perfette che il mare vogliono amare senza far danni e senza sporcare”.

Illustrata con tecnica mista da Monica Saladino, la fiaba, presentata anche al SIRMUMA – Museo del Mare di Siracusa, racconta di una balenottera gialla presa in giro da tutte le creature del mare, fino a quando compierà un gesto di grande altruismo che unirà tutti gli animali e verrà accettata, da loro e dal Capitano Remo Millemari.

Qui sono gli animali a guardare la specie umana, le sue  imperfezioni, le conseguenze delle sue azioni e di come molto del nostro fare influisca sugli oceani, sottolineando la grande importanza di agire sempre nel rispetto della natura, per conservare un  mare pieno di bolle che cambiano colore e quantità a seconda delle emozioni dei suoi abitanti: ci sono bolle felici, bolle tristi, poche bolle o tantissime.

E l’incontro fra le diverse specie viene qui raccontato come pericolo per chi ha solo manto e pinne perché “nessuno da quelle parti aveva una buona opinione dei bipedi senza squame e coda. Non le foche, che temevano per la loro pelliccia. Non le tartarughe, che avevano paura di lasciarci il carapace. Non i gabbiani, che ogni giorno vedevano gli uomini sporcare ogni cosa”.

Un piccolo libro che commuove quando mamma balena viene catturata e la bananottera la difende dalla baleniera e i suoi pescatori.

Un libro che ci fa capire l’importanza della cooperazione quando tutte le balene degli abissi emergono salvando Lena e  di come l’accettazione di un qualcosa ritenuta diversa passi spesso prima attraverso la  consapevolezza delle proprie paure, di come i termini strano, differente, pericoloso, spesso vengano confusi e usati solo per difendere un qualcosa che non esiste.

E per una volta il mare diventa protagonista,  abitato da creature diverse, tutte con le proprie idee, i propri  colori,  e che alla fine collaborano apportando ciascuna il proprio sapere e le proprie capacità per un bene comune.

Una fiaba da  leggere fino all’ultimo “sbuffo”, perché i capitoli a volte non servono se si respira con le branchie come i pesci, si saltella sugli scogli come un granchio, si vola sugli oceani come i gabbiani, si mangiano fino a quattro tonnellate al giorno di cibo come le balenottere azzurre, si gioca come i delfini, e si incontrano navi che trasportano banane tutte gialle come Nana.

E gli umani e le umane per una volta sono “fuori dalle pinne”.

Ecco il mio commento on line:

Salve… grazie davvero per la recensione, scritta cogliendo il senso profondo del lavoro mio e di Monica Saladino, che in VerbaVolant edizioni abbiamo trovato una casa editrice attenta e sensibile alla qualità letteraria della narrativa per bambini e ragazzi e una cura grafica notevole, che si distingue nel panorama nazionale.
In queste vostre parole trovo l’attenzione ai temi di un’ecologia latu sensu, intesa come Papa Francesco la concepisce nella sua enciclica Laudato si’: ecologia del cuore, dei sentimenti, dell’economia, etimologicamente rispetto della nostra casa comune.

Un po’ di materiale sul mio libro… nel mio blog troverete le precedenti recensioni…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

La mia dolce bananottera gialla, Nana, sta nuotando nei cuori di tante persone… qualcuna di loro scrive anche delle recensioni!

http://www.lavocedellisola.it/2015/10/11/maria-luisa-riccioli-e-la-sua-bella-fiaba-la-bananottera/

Ringrazio davvero Salvo Zappulla per la sua generosa disponibilità: oltre a scrivere, Zappulla è l’anima del concorso letterario Pentelite e dell’omonima rivista-antologia; recensisce libri su Notabilis e vari periodici on line, legge e fiuta talenti con disinteresse e passione.

Ecco le altre recensioni finora uscite su LA BANANOTTERA…

Per me e Nana è una grande gioia essere citate dal blog Mammechefatica…

Ecco il post: http://www.mammechefatica.it/2015/09/04/banana-o-balenottera/#comment-774

Ringrazio ancora il blog… e vi posto altre due recensioni che mi sono molto care:

http://www.libreriamo.it/a/12735/conversazione-con-maria-lucia-riccioli-sulla-favola-la-bananottera-leggere-e-scrivere-ci-trasforma.aspx

Ringrazio l’amica blogger e scrittrice Rosalia Messina per questa recensione-intervista su Libreriamo…

E qui trovate la recensione della blogger e poetessa Costanza Lindi…

https://clindi.wordpress.com/2015/07/02/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

http://www.dioramaonline.org/dblog/articolo.asp?articolo=1500

Ringrazio l’amica giornalista e scrittrice Lucia Corsale per questa nuova bellissima recensione della mia fiaba per bambini LA BANANOTTERA…

Ringrazio anche Massimo Maugeri che nella nuova rubrica del suo litblog LETTERATITUDINE intitolata GIOVANISSIMA LETTERATURA ha dedicato un post proprio alla mia dolce bananottera gialla Nana:

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2015/11/23/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

Ed  è freschissima la segnalazione su L’ESTROVERSO…

http://www.lestroverso.it

La mia dolce bananottera gialla Nana ha nuotato in lungo e in largo per tutto il 2015… e anche durante il 2016 sta continuando ad incontrare grandi e piccini!

Grazie anche a Giovanni di Libertina!

http://www.kevitafarelamamma.it/2017/08/libertina-la-libreria-itinerante-per.html

 

L’11 maggio è stata pubblicata per i tipi di VerbaVolant edizioni la mia fiaba “La bananottera” (con illustrazioni di Monica Saladino), presentata in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino il 17 maggio presso il Bookstock Village al Laboratorio Scienza e Saperi, con lettura animata e laboratorio per i bambini.

La fiaba è stata poi presentata a Palermo presso la Libreria Un mare di libri, a Siracusa presso la Casa del Libro Rosario Mascali il 30 maggio, alla fiera “Una marina di libri” di Palermo il 5 e 6 giugno (presentazione e laboratorio), il 14 giugno a Ragusa (A tutto volume) con un laboratorio, il 20 giugno presso la Libreria dei Ragazzi di Siracusa con una labomerenda.

Dal 31 luglio al 2 agosto 2015 “La bananottera” è stata ospite della fiera letteraria “Gufi e melone” di Joppolo Giancaxio (AG), patrocinata dal Comune e dalla Biblioteca comunale.

Il 28 agosto, presso la spiaggetta del Castello Maniace ( che fa parte dell’area marina protetta del Plemmirio di Siracusa), la mia fiaba è stata ospite di “C’era un mare da favola…”.

Il 13 settembre ho tenuto una lettura de “La bananottera” in Piazza Leonardo da Vinci a Siracusa nell’ambito della manifestazione “Il risveglio di Siracusa” organizzata da “Archimede in movimento”.

Il 18, 19 e 20 settembre ho preso parte al Catania Book Festival presso il Cortile Platamone.

Il 3 ottobre, con “La bananottera”, sono stata ospite della manifestazione “Il mare al museo” presso il Museo del mare di Siracusa, mentre a Palermo la fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso “È Bio”.

Il 25 ottobre “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant in mostra al Book b@ng di Messina ed è stata presentata a Palermo presso La Città del Sole, il 31 ottobre è stata presentata a Ragusa presso “Le Fate” e il 15 novembre, dopo vari incontri nelle scuole siracusane, è stata ospite di “Archimede in movimento” a Siracusa. La fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso la Fiera della piccola e media editoria di Roma “Più Libri Più Liberi” che si è svolta nel Palazzo delle Esposizioni dell’Eur dal 4 all’8 dicembre; il 13 dicembre ha trovato spazio presso la piccola fiera tenuta a Siracusa in occasione di Santa Lucia. Presso Palazzo Asmundo a Palermo dal 18 al 20 dicembre è stata ospite di “Jingle Books”. Dal 20 al 21 febbraio la fiaba è stata ospitata a Modena per Bukids, la sezione per bambini e ragazzi di Buk Modena, mentre il 25, presso l’Associazione culturale Alimede, è stata protagonista di una labomerenda.

A marzo è stata ospite di “Bellissima”, fiera dell’editoria indipendente, presso il Palazzo del ghiaccio di Milano, mentre il 3 aprile è stata protagonista di una lettura presso “Archimede in movimento”, IV edizione. L’11 aprile è stata ospite della IV A e B dell’Istituto comprensivo “D. Ajello” di Mazara del Vallo (TP) per un incontro con l’autore, mentre il 15 aprile è stata ospite dell’edizione speciale di Archimede in Movimento dedicata al problema delle trivellazioni. Il 23 e il 30 aprile, in occasione della Giornata mondiale della cultura, del libro e del diritto d’autore, “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant edizioni donati a Casa Mazzolini per l’iniziativa “Il cestino dei libri”, nata per sostenere “La casa di Fausta” insieme alla Biblioteca del gufo e ad altri volontari. Al Salone internazionale del Libro di Torino 2016, ad “Eralavò”, festival delle storie di Acireale (CT), e ad Una marina di libri di Palermo è presente presso lo stand VerbaVolant edizioni al’Orto Botanico.  

L’11 giugno è stata ospite della Biblioteca “Giuseppe Agnello” di Canicattini Bagni (SR) per la festa conclusiva del progetto NATI PER LEGGERE.

“La bananottera” è tra i libri “Scelti per voi” dallo staff de La Feltrinelli – Catania.

Il 24 ottobre, in occasione della campagna nazionale “Libriamoci” l’autrice è stata ospite insieme all’editrice Fausta Di Falco dell’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi” di Lentini (SR) con la fiaba “La bananottera”.

Le fiere di Catania, Messina, Roma e Palermo hanno visto “La bananottera” tra i libri VerbaVolant per tutto il 2016.

Il 18 febbraio 2017, presso il Foro Boario di Modena, nell’ambito del Buk Festival (sezione Bukids), si è tenuta la premiazione del concorso “Una macedonia di parole” incentrato su “La bananottera” e che ha visto coinvolte le scuole del modenese.

Dal 24 al 26 marzo 2016 “La bananottera” è stata ospite del Book Pride presso il BASE di Milano, mentre il 3 aprile l’autrice ha incontrato i bambini dell’Istituto comprensivo “Pascoli-Crispi” di Messina. 

Incontri con l’autrice e laboratori sul libro sono stati tenuti l’8 maggio a Francavilla di Sicilia (ME) e all’Istituto comprensivo Giovanni XXIII – Piazzi di Palermo (16 maggio 2017).

Il libro è stato ospite di Una marina di libri 2017, di TaoBuk e del NininFestival di Bogliasco (GE), oltre che di Libri d’Amare 2017 a Puntasecca, nei luoghi del commissario Montalbano; oltre alle fiere, continua il viaggio del libro presso le scuole: il 18 dicembre l’autrice è stata ospite della IV BS del Liceo Corbino di Siracusa per il progetto di alternanza scuola-lavoro “Una biblioteca può cambiare un quartiere”. 

   Il 5 dicembre, nell’ambito della rubrica “Consigli del libraio” della trasmissione “Ciao Gender” (Realpan Tv, Radio 3 network, Play dj, prima stagione, puntata 22), Alfredo Polizzano della Libreria Fenice di Catania ha proposto il libro per “piccoli e grandi lettori” da “regalare a chi si vuole bene”.

   Nel marzo 2018 La psicologa Eleonora Mangano ha utilizzato il libro per un laboratorio nella classe II A dell’Istituto comprensivo “Torrenova”. 

   Il 14 aprile “La bananottera” è stata protagonista di una labomerenda presso la Libreria Diana di Siracusa. Dal 23 al 25 aprile, in occasione dell’Earth Day, “La bananottera” è stata tra i libri proposti a Cefalù e continua ad essere tra i libri VerbaVolant presentati in occasione di fiere e festival dedicati.

La psicologa Eleonora Mangano ha utilizzato il libro per un laboratorio nella classe II A dell’Istituto comprensivo “Torrenova”.

E naturalmente grazie a Casa Facile che nel numero di agosto 2015 ha ospitato me e Nana!

La bananottera - VANITY FAIR

E su Vanity Fair del 2 settembre scorso!

Qualche stralcio…

Primo sbuffo

Sulla terra ora si direbbe “C’era una volta” e la storia sarebbe divisa in capitoli.
In fondo al mare però è diverso: le storie sono divise in sbuffi e ogni creatura
le inizia a modo suo.
La piovra gigante comincia così: – Quando i miei tentacoli erano piccini…
Il corallo, attaccato alla scogliera, parla poco e ogni parola è tonda come
una bolla di sapone che dal fondo viene a galla. Lui invece dice: – Quando
ero un bastoncino rosa…
Poi arriva il delfino Fino, con il dorso lucido grazie alle carezze della schiuma di mare, e inizia:
– Quando la mia mamma mi portava nella pancia, anche la mamma di Nana la portava nella sua…
Proprio così: Delfia, la mamma di Fino e Lena, la mamma di Nana, aspettavano
i rispettivi cuccioli nello stesso periodo.
La differenza era che Delfia era una delfina che saltava nell’acqua come le acrobate del circo, mentre Lena era una balena, l’animale più grande dell’oceano.

Secondo sbuffo

Il piccolo delfino Fino e la sua mamma Delfia a volte danzavano sulle onde
per farsi applaudire dai marinai, ma non si avvicinavano mai troppo alle
navi. Sapevano che l’uomo è un animale capriccioso che un giorno ti prende
in simpatia e l’altro ti fa finire in una scatoletta, come capita ai tonni e
alle aringhe.
Ai pesciolini più piccoli tremavano le branchie solo al sentirlo nominare.
– L’uomo? Fuori dalle pinne!
Lena, la mamma di Nana, invece non aveva paura degli uomini e si divertiva
a seguire le navi da pesca e i transatlantici zeppi di turisti.
– Non hai paura delle baleniere che possono acchiapparti? – le chiedevano
in tanti.
Gli umani infatti catturano le grandi balene per farne grasso, olio e cibo.
La grande balena però rideva come solo le balene sanno fare.
– L’uomo capace di acchiapparmi deve ancora nascere! Mi fanno ridere i
loro rampini: sembrano ami per pescare lucci e trote. Per un cetaceo come
me ci vuole altro! Io sono la regina del mare e di fronte a me l’uomo è solo
una formichina che naviga in un guscio di noce!
La mamma di Nana nuotava lenta e maestosa, sembrava proprio una regina
nel suo palazzo. E la spuma dietro di lei ricordava uno strascico d’argento.

Terzo sbuffo

Un bel giorno Lena incontrò Fanone, un immenso re elegante e gentile, e
lo sposò in una notte di luna piena.
La grande palla dorata splendeva nel buio come neppure il sole aveva mai
fatto nelle giornate serene, e la grossa balena ne rimase incantata.
Forse fu quella luce luminosa la causa di tutto e qualche mese dopo nacque
Nana, che già da neonata era robusta e forte, ma con una caratteristica
molto speciale.
Va infatti detto che il giorno della sua nascita l’intero oceano rimase a bocca
aperta per lo stupore a guardarla.
– Ma l’avete vista? – gridarono i coralli, quasi staccandosi dal fondo.
– Ma l’avete vista? – esclamarono i tonni con le pinne paralizzate.
Anche mamma delfina e il piccolo Fino smisero di saltare e rimasero imbambolati.
– Ma l’avete vista? – proferirono infine.
Certo, Nana era una balenottera bellissima, questo sì.
Solo che… era tutta gialla.
Gialla.

(Riproduzione riservata)

VERBAVOLANT EDIZIONI 
Siracusa
info@verbavolantedizioni.it
www.verbavolantedizioni.it

 

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LA CIVETTA DI MINERVA del 27 aprile 2018

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Ecco il nuovo numero (27 aprile) del giornale bisettimanale LA CIVETTA DI MINERVA!

 
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Ecco il link ai miei ultimi articoli usciti sul cartaceo e poi confluiti nel sito…

“In ogni pagina del romanzo c’è la storia dell’italiano”. Intervista all’avolese Jean Paul Manganaro, uno dei più importanti traduttori dal e in francese

La Civetta di Minerva, 13 aprile 2018

A coronamento del laboratorio di lettura organizzato dalla Biblioteca comunale di Siracusa sul romanzo“Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” di Carlo Emilio Gadda, il 10 aprile scorso si è tenuto l’incontro, moderato sapientemente da Salvo Gennuso, con uno dei più importanti traduttori dal e in lingua francese, Jean-Paul Manganaro, una vera e propria autorità nel proprio campo, che ha affrontato l’improba ma grata fatica – lunga e amorosa è la frequentazione di Gadda da parte del traduttore, che è nativo di Bordeaux, vive a Parigi ma è di origini avolesi – di trasporre il gliuòmmero, il pasticcio, lo strano oggetto che è quest’opera affascinante e impervia come una scalata.

Manganaro, nel corso di quella che è stata quasi una conversazione più che una conferenza, ha spaziato con ironia e competenza dall’infanzia difficile dell’autore, orfano di padre e lacerato da un irrisolto edipico rapporto con la madre, alla scrittura di Gadda, la cui biografia – apparentemente scarna e priva di fatti significativi – confluisce tutta nella scrittura: l’élan vitale di Gadda fluisce tutto nell’opera – basterebbe pensare a “La cognizione del dolore”.

Manganaro ha quindi narrato la parabola dell’ingegnere elettrotecnico “prestato” alla scrittura, che si nutrì di Leibniz e Spinoza, filosofi fondamentali per comprendere l’universo gaddiano, un universo policentrico, plurilinguistico e polifonico, dallo stile diremmo jazzato e cubista, se l’immaginifico barocco scrittore non sfuggisse a qualsiasi tentativo di sistematizzazione; dai saggi alle novelle, veri e propri frammenti di esistenza, alla pubblicazione di alcuni “tratti” ovvero capitoli, sezioni del romanzo su rivista – tra le più importanti dell’epoca ricordiamo per tutte “Solaria” e “Letteratura” –, Gadda ridefinisce il modello letterario ereditato dalla tradizione.

Per comprendere Gadda, Manganaro si serve delle spie linguistiche: le descrizioni, le digressioni che danno stoffa al ragionamento – pensiamo ai cieli e alle nuvole gaddiane –, l’utilizzo peculiare della punteggiatura, materializzano l’idea di Gadda – molto pirandelliana – secondo il quale la realtà della verità non esiste e anche se esistesse non potrebbe essere trovata: alla Deleuze, la soluzione potrebbe essere uno dei possibili che non si è attuato; un fatto non ha una sola causale ma tante causali; tutto è effetto e tutto è causa.Realtà e verità sono dunque punti di interrogazione… i puntini di sospensione rappresentano graficamente il non si sa, i chissà. Una frase che procedesse per virgole e punti e virgola passerebbe dalle tesi e antitesi ad una sintesi (secondo la logica classica), conferendo al discorso un ordine gerarchico che invece Gadda sovverte tramite l’uso quasi matematico dei due punti, che pongono tutte le situazioni sullo stesso piano di equivalenza e corresponsabilità. E qui il sovvertimento diventa anche politico: noto è il disprezzo di Gadda per il fascismo – sublime il grottesco di “Eros e Priapo” – e nel romanzo Polizia e Carabinieri, tra l’altro intralciandosi a vicenda, nonostante la dichiarata e muscolare intransigenza non riusciranno a dipanare l’imbroglio, impotenti come sono a dirimere il pasticciaccio, il gomitolo intrecciato del delitto.

Tradurre è trans-ducere, trasportare. Io la immagino come un barcaiolo intento a trasportare della merce preziosa da una riva all’altra – le lingue di partenza e arrivo –: qualcosa è andato perduto in acqua?

Il carico è arrivato tutto. Ho riprodotto assonanze, dissonanze, ritmi, la sinfonia di questo romanzo il cui stile mette il lettore sull’attenti: non permette distrazioni e per tradurlo, per cucire le parole punto per punto a maglia fina, per non perdere il filo, la musicalità della scrittura, ho impiegato dodici ore al giorno per un anno senza fare altro. Forse qualcosa si sciupa ma il carico è arrivato per intero. Non è il primo libro di Gadda che traduco e comunque questa traduzione arriva dopo anni di lavoro. L’amore per Gadda per me è viscerale, inspiegabile: prende qui – sorride – alle trippe. Rileggo “Quer pasticciaccio…” ogni due anni circa e ricordo la prima volta: non riuscivo a credere ai miei occhi. Tutta la storia della lingua italiana si ritrova in ogni pagina, in ogni riga del libro.

Oggi purtroppo la lingua – anche quella letteraria – sta subendo una sorta di normalizzazione che la fa somigliare non ad un organismo vivente e “multistrato” ma che la rende una lingua “Standa” più che standard, piatta e involuta, esattamente il contrario del lussureggiante e ben biodiversificato linguaggio gaddiano. Come ha reso la polifonia dialettale del romanzo, l’imbroglio linguistico oltre che quello della trama? Il napoletano, il romanesco, il molisano di Ingravallo e dei personaggi gaddiani… come sono stati “traghettati” in francese?

In Italia i dialetti sono ancora parlati, intesi, capiti: sono la vita quotidiana che entra nel discorso, anche del parlante colto. In Francia ci sono degli slang, l’argot, ma non dialetti: ho tradotto in un francese “strano” ma sempre comprensibile, come all’orecchio risulta strana ma comunque viene riconosciuta come italiana la lingua di Gadda (ricordiamo che all’epoca il cinema italiano, arte e industria insieme, supportava il napoletano ma soprattutto il romanesco come dialetto neorealistico per eccellenza); nel frasato diretto l’autore usa appunto i dialetti (che io rendo con un francese sviato o meglio traviato, con la sonorizzazione della dentale o una diversa tonalizzazione, scambiando per esempio T e D: le agglutinazioni sonore sono aggiunte di suono ma non di senso, le elisioni sono violente), mentre nel discorso indiretto utilizza dei ricami con il dialetto per non perdere la mescidanza tra le lingue. In questo mi ha facilitato l’aver lavorato a “Le baruffe chiozzotte” di Goldoni – anche in Gadda troviamo il legame con Venezia dato dalla contessa, ad esempio.

La traduzione è letterale oppure è più un lavoro di interpretazione? Che rapporto c’è tra un autore e chi lo traduce?

Interpretare vuol dire non essere stati capaci di tradurre, aggirare l’ostacolo senza trovare l’espressione, la parola precisa, esatta. La scrittura è il gancio, la materia e il terreno comune, il momento di confronto tra autore e traduttore che non può né deve essere traditore. Bisogna cogliere i soffi, i respiri, le pulsazioni di ciò che si traduce, sordi alle suggestioni, ingannevoli come sirene, dell’interpretazione.

E qui Manganaro senza dirlo credo che accenni anche ad una misura più alta del proprio mestiere, che è quella etica.

Intervista allo scrittore: “Dedicato a coloro che continuano a conservare l’inestimabile essenza di eterna bellezza”, “E’ la metafora della vita di ognuno di noi”

La Civetta di Minerva, 13 aprile 2018

Domenica 15 aprile alle 18, presso il Centro Pio La Torre di Piazza Santa Lucia a Siracusa, si terrà una presentazione letteraria che vede protagonista una delle penne de “La Civetta di Minerva”,ovvero Duccio Di Stefano: il redattore, che spesso e volentieri affronta tematiche sociali e con passione relaziona di sport, stavolta si offrirà al pubblico in veste di autore. Ha scritto infatti, per i tipi di Carthago edizioni, un romanzo intitolato “L’angelo di pietra”. I relatori saranno Corrado Morale – imprenditore e scrittore, autore della prefazione –, il nostro Franco Oddo, direttore del quindicinale “La Civetta di Minerva”, Marco Agostini e Stefania Intelisano, docenti rispettivamente di Italiano e Latino presso il Liceo Scientifico “Luigi Einaudi” e di Inglese presso l’Istituto tecnico commerciale per geometri “Salvatore Quasimodo”; sarà presente anche Giuseppe Pennisi per conto della casa editrice.

Non potevamo non rivolgere qualche domanda a Duccio Di Stefano, riservandoci di incontrare i nostri lettori alla presentazione.

Cosa rappresenta l’angelo di pietra? Un simbolo, una metafora…?

Sì, l’Angelo di pietra è un po’ la metafora della vita dei due ragazzi protagonisti della storia, ma è soprattutto la metafora della vita di ognuno di noi. Mi rendo conto che ormai è diventato banale rappresentare la vita come un viaggio, ma l’Angelo di pietra è proprio questo: il viaggio interiore che ognuno di noi dovrà comunque prima o poi fare, non potrà esimersi in eterno. Dovrà un giorno mettersi al cospetto del proprio Angelo, che ci presenterà il conto. Quante volte nella vita ci si è domandato quale fosse l’essenza della stessa, quale sia il bene più grande a cui aspiriamo, se quell’amore che viviamo è il nostro amore, quello da difendere e inseguire nella speranza che duri per sempre, o è l’ennesima illusione… Ecco, questo romanzo rappresenta forse lo specchio dove giocoforza dobbiamo prima o poi affacciarci tutti.

In quale genere collocheresti il tuo libro? Oppure lo vedi un testo trasversale?

Diciamo che questo romanzo non rientra esattamente in un genere specifico. Perché sostanzialmente è un inno all’amore, una lirica. E quindi dovrebbe essere catalogato nel genere sentimentale, ma è anche un percorso introspettivo che dipinge e rivela tutti i numerosi risvolti e le diverse sfumature psicologiche dei protagonisti, e allora potrebbe allo stesso modo essere catalogato fra i saggi. Nel frattempo però la storia spesso si lascia trasportare lascivamente anche nel vortice dell’incontro fisico, carnale, dei protagonisti, e allora qualcuno lo potrebbe definire persino erotico. Ma la conclusione presenta pure un misterioso intreccio tra il fato e la realtà vissuta, e quindi in questo caso sarebbe da mettere tra i fantasy. Quindi, no. Preferisco risponderti che questo libro, questa opera, non va collocato in nessun genere predefinito, ma è dedicato a chi, a dispetto degli ostacoli che la vita giornalmente ci propone, continua a conservare ed a preservare la sua inestimabile essenza di terrena bellezza. A chi parte perché decide di restare. A chi, semplicemente, non smette mai di esserci.

Quali sono stati i tuoi riferimenti letterari nello scriverlo? A chi ti ispiri?

Io ho sempre amato e mi sono ispirato agli scrittori innamorati e legati visceralmente alla loro identità territoriale. E quindi è facile risponderti citandoti Pirandello, il padre della drammaturgia e del racconto teatrale. Le sue “corruzioni dialettali”, come amava definirle lui, hanno fatto scuola per tutti gli scrittori di matrice mediterranea o latina in generale. Come appunto Camilleri, che mi rapisce per la descrizione e la narrazione dei luoghi, quasi ti facesse una foto e te la mettesse davanti agli occhi. Una foto che fatica a discostarsi dalle sue radici, che poi sono anche le nostre. Ma non posso non citarti anche autori stranieri, ma che comunque rientrano nella stessa tipologia di “scrittori carnali”, come Manuel Vásquez Montalbán, che mi è sempre piaciuto per la sua abilità narrativa nel descrivere le commedie umane e per come rende comprensibili le molteplici sfumature della personalità umana. E per finire non posso non citarti il Maestro Pablo Neruda: nelle sue poesie ci troviamo la vita di ognuno di noi. Non si può e non si deve rimanervi indifferenti.

Cos’è per te la scrittura? 

Probabilmente a questa domanda ti ho già risposto prima. E cioè che per me scrivere è viaggiare. È fare i conti con la nostra coscienza, è rapportarsi col nostro vissuto, relazionarsi coi nostri obiettivi. È specchiarsi nei nostri sogni. Per me scrivere è sempre stato come dipingere e cercare di raccontare la bellezza della vita, studiando le diverse sfumature dell’umano volere. La mia penna è come un pennello per i pittori o uno scalpello per gli scultori. Una magia, una magia che mi permette di esplorare e di esplorarmi, senza necessariamente andare dallo psicanalista. È soprattutto un modo gentile per esternare quanto di bello, o di artistico può esserci in me. Affinché tutta la poesia che si ha dentro possa essere letta, raccolta, conservata, riletta e fatta propria.

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“Chiamandole maliarde grifagne o angeli tentatori”. Intervista all’autore di “Silfide, maga e sirena – L’ideale femminile nella letteratura italiana dell’Ottocento”

 

La Civetta di Minerva, 13 aprile 2018

Forse l’Ottocento è stato il secolo che ci ha donato le più fulgide rappresentazioni femminili – connotate sia positivamente che in una valenza negativa –: pensiamo a Madame Bovary, ad Anna Karenina, alle protagoniste dei romanzi delle sorelle Brönte e prima ancora alle smaglianti invenzioni del genio di Jane Austen, per citare solamente i primi nomi in punta di penna.

Possiamo dire che l’Ottocento porta alla ribalta e forse esaspera non solo la femminilità, ma anche e soprattutto il conflitto tra i sessi e l’irriducibilità della loro complementarietà / differenza, proprio in un’epoca in cui tante artiste oltre che tante donne comuni pretendevano un proprio posto in una società mutevole e attraversata da cambiamenti rivoluzionari in campo politico, economico e sociale.

Sirene, incantatrici, maliarde, dame eleganti, virago, civette narcise da una parte – il cliché della femme fatale declinato in ogni possibile sfaccettatura – contro Nedda e gli angeli del focolare dall’altra: questo il catalogo dei destini delle donne rappresentate nella letteratura del secondo Ottocento, che riflette da una parte e dall’altra precorre i mutamenti socio-culturali di un’epoca convulsa, che segue a quella risorgimentale e si proietta verso il ventesimo secolo.

Dell’argomento si è recentemente occupato il giovane studioso ragusano Stefano Vaccaro nel suo saggio, fresco di stampa per i tipi de Il Convivio Editore, intitolato appunto “Silfide, maga e sirena – L’ideale femminile nella letteratura italiana dell’Ottocento”, presentato il 6 aprile presso la sala del fondo antico della Biblioteca diocesana di Ragusa – intitolata a Monsignor Pennisi e diretta da don Giuseppe Di Corrado – nell’ambito della manifestazione LIBeRI A RAGUSA (di cui l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Ragusa è media partner; la prefazione, di cui vi abbiamo offerto qualche stralcio all’inizio del pezzo, è della docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli); con l’autore l’eminente prof.ssa Margherita Bonomo (Università degli Studi di Catania), che tra l’altro si è occupata a lungo di carteggi femminili ottocenteschi.

“La Civetta di Minerva” lo ha intervistato per voi.

Com’è nato in te l’interesse verso la letteratura dell’Ottocento?

Nell’immaginario fanciullesco che già dalla più tenera età mi si palesava innanzi, l’Ottocento prendeva sempre più la forma di una lunga galleria di immagini gotiche e spettrali, un pentagramma vivificato da figure grottesche, al limite del picaresco, all’interno del quale personaggi e trame considerate scriteriate o insolite avevano liceità non solo di essere pensate ma anche narrate. Il  fascino esercitato dal “diverso” ha fatto sì che sentissi la letteratura del XIX secolo molto vicina a me scegliendola difatti come oggetto della mia ricerca. Gli anni di studio mi hanno poi restituito un secolo molto complesso letterariamente e stratificato culturalmente, attraversato da numerose correnti e diversi “modi di sentire”; un viaggio affascinante che dura tutt’oggi e che dall’analisi del Verismo mi ha condotto allo studio del Simbolismo, senza tralasciare l’approfondimento per “movimenti” quali il Naturalismo, il Romanticismo e il Decadentismo. Ciò che mi preme coniugare è il rigore del metodo critico-scientifico alla curiosità che mi spinse ad indagare la letteratura italiana anni fa.

Silfide, maga e sirena… spiegaci come mai l’eterno femminino assume questi volti. E poi… ritieni queste “classificazioni” ancora attuali? Quali personificazioni o maschere potrebbero raffigurare le donne odierne?

Silfide, maga e sirena è un trinomio che ho preso in prestito da Verga (Una peccatrice, 1865) e che ben sintetizza la visione che si ebbe della donna per tutto il XIX secolo. L’Ottocento è di per sé il secolo delle rivoluzioni in tutti i campi dell’esperienza umana, pensiamo a quello politico con le rivoluzioni del ‘48 prima e le lotte risorgimentali poi, e ancora agli scompaginamenti sociali portati dalla meccanizzazione del lavoro e dell’avvento della borghesia, e non da ultimo ai risvolti culturali dovuti alla presenza, per la prima volta massiva e consapevole, della figura femminile anche in ambito culturale la quale, minando un sistema maschilista e patriarcale, cominciò a ritagliarsi, con fatica, spazi del sapere prima preclusi, facendo sentire la propria voce attraverso la pubblicazione di romanzi, feuillettons, articoli e pamphlets. La determinazione e la tenacia con le quali le intellettuali dell’Ottocento si batterono affinché i propri diritti d’espressione venissero riconosciuti dovette apparire del tutto nuova e allarmante per gli uomini del tempo che per questo, non appare sbagliato pensare, caricano la donna di aggettivi non sempre lusinghieri, descrivendola come una maliarda grifagna o un angelo tentatore.

Già a cominciare dal Novecento la figura muliebre non è più, o non è solo, silfide, maga e sirena ma acquista caratteri nuovi anche in vista di un impegno civile più vistoso che non rifugge connotati politici (pensiamo alle battaglie del ‘68). Oggi il polinomio verghiano con il quale il Siciliano descriveva la sua peccatrice appare svuotato di senso, rimane però, a mio avviso, una dicotomia “ottocentesca” di fondo per cui l’accostamento angelo-demone ha nuove possibili interpretazioni: se da un lato, in alcuni contesti e società, la donna può dirsi emancipata ricoprendo prestigiosi incarichi istituzionali e posizioni di rilievo nel campo della scienza, delle arti, dell’imprenditoria, della moda e delle telecomunicazioni, dall’altro lato la stessa donna, e il suo corpo, è tristemente vittima di attenzioni “superomistiche” fin troppo invasive, violente e incontrollate, finanche manesche, sanguinose e mortali.

Hai in cantiere altri lavori? Come vedi lo “stato dell’arte” della critica? Quali altri campi sarebbero da esplorare e quali vorresti affrontare tu?

Dopo aver reso nota, attraverso quest’ultima raccolta di saggi da poco edita, alle voci e ai pensieri degli intellettuali dell’Ottocento e al loro modo di pensare ed interpretare la donna, sto lavorando affinché abbia voce la controparte femminile. L’impegno muliebre difatti ha coinciso con volti e figure ben definite il cui studio spero riesca a sottrarle dall’oblio a cui per troppo tempo e ingiustamente sono state condannate. La mia ricerca si concentra innanzitutto sulle letterate siciliane che operarono nell’Isola nel medio e tardo Ottocento, dalle più note Giuseppina Turrisi Colonna (1822-1848) e Mariannina Coffa (1841-1878) alle misconosciute palermitane Concettina Ramondetta Fileti (1829-1900), Rosa Muzio Salvo (1815-1866), Lauretta Li Greci (1833-1849) e alla messinese Letteria Montoro (1825-1893): un’intera generazione di autrici che con forza e coraggio si batté affinché potesse esprimere le proprie idee contravvenendo spesso ai dettami imposti dalla società, rischiando cioè l’esclusione familiare, la sofferenza della solitudine e la stessa reputazione. Altro campo d’indagine è ancora la poesia novecentesca con particolare attenzione a quel segmento letterario al femminile che operò un nuovo linguaggio lirico italiano: Antonia Pozzi (1912-1938), Amelia Rosselli (1930-1996), Nadia Campana (1954-1985) e Catrina Saviane (1962 -1991).

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Il 16 aprile è stato presentato il libro di don Cristofaro “Il mio sì al Signore”. Nel mese mariano in programma un corso di approfondimento in etica e salute fisica e spirituale

 Civetta di Minerva, 13 aprile 2018

Il tempo pasquale, tempo liturgico forte, riverbera la gioia della Resurrezione di Cristo ben oltre il triduo: Ascensione e Pentecoste coronano i giorni successivi all’evento chiave del cristianesimo.

La Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa tra aprile e maggio ospiterà non solo eventi e manifestazioni religiose – il mese mariano sarà un altro intenso momento – ma anche conferenze convegni e dibattiti di carattere culturale: dopo l’apertura straordinaria della teca del 7 aprile scorso con la benedizione del cotone e il convegno sul filosofo Italo Mancini (Il rigore del pensiero e la passione della speranza) tenuto a cura dell’Istituto superiore di scienze religiose “San Metodio” (relatori don Luca Saraceno, i professori Tina Buccheri ed Elio Cappuccio oltre a Monsignor Giuseppe Greco, direttore della Biblioteca Alagoniana) di giovedì 12, il 10 maggio e il 19 maggio dalle ore 18 alle 20 si tiene un corso di approfondimento in etica e salute fisica e spirituale (relatori il dottor M. Tirantello, Salvatore Amato, Angela Sgroi Nucifora, moderatore Fabio Chimirri; al termine dei tre incontri verrà rilasciato un attestato di partecipazione).

Il 16 aprile invece, presso il Salone Ettore Baranzini, don Francesco Cristofaro (sensibile ai temi della vocazione e della comunicazione) presenterà il suo nuovo libro “Il mio sì al Signore – Testimonianze di fede e di vita” (Tau editrice); introdurranno la presentazione il Rettore del Santuario don Aurelio Roberto Russo e don Raffaele Aprile, la cui storia vocazionale è inserita nel testo del confratello (ricordiamo ai lettori che il volume di don Aprile “Innamorato del cielo – Riflessioni dell’anima”, Bonfirraro editore, è giunto alla prima ristampa e dopo le presentazioni di Siracusa, Villasmundo, Avola – quest’ultima a cura di don Maurizio Novello e dello scrittore Giuseppe La Delfa, uno dei prefatori – verrà presentato a Carlentini presso la Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria e Sant’Anna a cura del parroco Don Marco Pandolfo e della docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli).

Don Cristofaro, giovane sacerdote (ha di recente festeggiato i dodici anni dalla sua ordinazione) e scrittore,è anche opinionista e conduttore televisivo: collabora infatti con il settimanale “Miracoli” e conduce su Padre Pio TV il programma “Nella fede della Chiesa” – su “La Civetta” ci siamo occupati della puntata in cui è stato ospitato il Reliquario delle Lacrime insieme ad una delegazione da Siracusa – oltre ad essere molto attivo sui social.

Chiudiamo con le parole di Francesco che nell’esortazione apostolica “Gaudete et Exsultate”invita a non accontentarci “di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente” ma di accogliere – ognuno con i propri talenti e limiti, attraverso le differenti vocazioni – alla vita consacrata, al sacerdozio, alla vita in famiglia e nel mondo, e potremmo dire anche all’arte, come ricordava Giovanni Paolo II nella sua “Lettera agli artisti” – la “chiamata alla santità”, di cui la Parola divina ed anche quella umana sono medium per eccellenza.

   

 

Intervista alla poetessa e scrittrice avolese Paola Liotta, docente: “Le parole aprono vie inesplorate, gettano ponti”

La Civetta di Minerva, 30 marzo 2018

Abbiamo incontrato per voi Paola Liotta, avolese, docente e scrittrice, organizzatrice culturale – insegna materie letterarie e latino nel Polo Liceale dell’Istituto Superiore Statale “E. Majorana”, scrive sia in versi che in prosa, cura nella sua città tè letterari, presenta libri ed eventi, cura il blog “Di scritture, di sogni e di chimere”.

L’occasione è l’uscita, per i tipi di Algra Editore, della raccolta poetica “La felicità è muta”, che verrà presentata nei locali della Biblioteca comunale “Giuseppe Bianca” di Avola l’11 aprile alle ore 18 – ancora una volta l’editore Alfio Grasso conferma la capacità di scouting dei talenti emergenti e l’accoglienza in “casa Algra” di penne già sperimentate (ricordiamo infatti i precedenti scritti della sensibile e raffinata autrice: “Del vento, e di dolci parole leggere”, del 2009; del 2011 è “Di Aretusa e altri versi”, menzione di merito al Premio Letterario Internazionale S. Quasimodo, e del 2013 è il suo primo romanzo “… ed era colma di felicità”; al Premio Pentèlite 2014 è giunto finalista il suo racconto “Miele, mandorle e cannella”; una sua raccolta di trenta “Madrigali e rime varie”  ha ricevuto una segnalazione di merito al Premio letterario Pietro Carrera, edizione del 2017, ed è  stata appena pubblicata con il titolo “La luce dell’inverno” dalla casa editrice “Il Convivio”).

Perché la felicità è muta?

Vorrei che lo scoprissero i lettori, leggendomi. Le liriche de “La felicità è muta” costituiscono un nuovo squarcio del mio percorso creativo dove, pur confermando la mia fiducia illimitata nel valore della parola, emerge una visione intimistica della Felicità, cioè legata al vissuto personale, seppure percepita quale tratto comune d’umanità, che agli altri ci riconduce. Felicità, parola abusata ai nostri giorni, che, però, qui incarna la scrittura stessa e le sue meravigliose energie.

Poesia è felicità o felicità è poesia?

Per me questi due termini si equivalgono e stanno alla Bellezza e al senso stesso del vivere. Ai miei versi corrisponde un amore per la vita che si traduce in testimonianza di gioia, oltre ogni fatica o difficoltà. Per dirla ungarettianamente “la poesia è Poesia quando porta in sé un segreto”, un segreto che sia intessuto di generosità e pura bellezza. Difficilmente il poeta pensa di essere tale, lo è nella misura in cui un’altra persona si riconoscerà nei suoi testi, cogliendone il dato universale.

Qual è il tuo rapporto con la scrittura?

Potrei condensarlo nella massima “Nulla dies sine linea”. È un rapporto vitale: ispirazione, passione, ricerca vi si intersecano e stimolano in reciprocità di intenti. Esso è vivo a partire dalla mia dimensione professionale, che si traduce nella prassi didattica, soprattutto sul versante laboratoriale e creativo. Versi e prosa rappresentano medaglie diverse di uno sguardo che ama spaziare dentro e fuori di sé, portando in superficie “il mondo l’umanità/ la propria vita/ fioriti dalla parola”.

Tè letterari, scuola, scrittura… come concili questi mondi?

Fanno parte di me e si alimentano a vicenda. La scrittura è davvero felicità se intesa come angolo privilegiato da cui meditare sul reale, a ritemprarsi da ogni discrasia, ma anche sfida vera e propria all’incomunicabilità e all’indifferenza, che sono grandi mali del nostro tempo. Le parole aprono vie inesplorate, gettano ponti verso l’altro, spalancano varchi nell’Infinito, ed io godo di precipitarmi in essi. Il mio amore profondo per i libri non può che riconoscersi ‘felice mente’ in tutto ciò.

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Lettera alla Civetta, atto di accusa fortissimo contro il sistema, specie in Sicilia: “Sono una giovane, una disoccupata, una licenziata…”

La Civetta di Minerva, 30 marzo 2018

Stiamo vivendo il tempo forte della Pasqua – che è “pesah”, ovvero passaggio, porta dalla morte alla vita, dalla disperazione alla speranza, dalla schiavitù del peccato alla liberazione della misericordia, dal buio del sepolcro alla luce del giardino della resurrezione.

Durante la Messa della domenica delle Palme papa Francesco ha esortato i ragazzi e le ragazze ad esprimersi anche quando “noi anziani e responsabili, tante volte corrotti, stiamo zitti”. Purtroppo “far tacere i giovani è una tentazione sempre esistita”, ma il pontefice ha spronato i giovani a non lasciarsi zittire né anestetizzare o addormentare ma a far sentire il proprio grido: “Voi griderete? Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre”.

Ed è proprio un grido quello che è giunto alla nostra redazione.

Spiace doppiamente dover leggere una lettera come questa, un atto di accusa fortissimo contro un sistema che non protegge né tutela i giovani, non li ama e soprattutto non li ascolta.

Sono parole che arrivano dalla penna di Mia, ovvero Miriam Vinciblogger e scrittrice netina in erba  – cura lo spazio www.ciaolibri.it, ha pubblicato un romanzo, “Io, vampira”, e una raccolta poetica (“È in questa nudità che vorrei vestiti di poesia”, Libreria Editrice Urso), selezionata nell’ambito del concorso “Libri di-versi in diversi libri” in memoria del poeta-scrittore Salvatore Di Pietro, edizione 2016-2017.

La Civetta di Minerva ve le offre come tema di riflessione, specie a settant’anni dall’entrata in vigore di quella che Roberto Benigni ebbe a definire la più bella del mondo, la nostra Costituzione.

MARZO 16, 2018 di MIA – Lettera di una suicida assassinata.

Cara me: “Andiamo, è tempo di migrare”, lascio l’Italia, cultura ed allegria, pasta pizza e disoccupazione. La vita è un soffio, una meraviglia che non sto vivendo. Non si possono negare i fatti, la disoccupazione è elevata ed è un serio problema che affligge la società moderna. Il futuro è incerto tanto quanto lo è il presente ed io non mi vedo vivere. Questa non è un’incertezza personale, non è depressione, non è un problema di salute, non è una fantasia, e soprattutto: la disoccupazione non è una scelta, la disoccupazione è realtà. La disoccupazione è il fallimento dello Stato. Vorrei poter lavorare, Stato cosa mi offri? (Art. 1, comma: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”).

Sono molti i disoccupati in Italia e molti quei giovani disoccupati che, finito il percorso scolastico, si ritrovano disorientati e abbandonati da uno Stato che non dà loro la possibilità di una scelta lavorativa o di una occupazione retribuita adatta ad esigenze e capacità individuali (art.4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”); e per di più assassinati perché non abbiamo alcun sostegno economico di base che consenta di vivere umanamente, in attesa di una possibilità di mettersi in gioco in ambito lavorativo ed è così che vivere diviene sopravvivere (art. 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”).

Finito il percorso scolastico mi ritrovo assassinata, non partecipe come cittadino dignitoso… e sogni idee e futuro entrano in crisi per un presente già critico in cui la dignità sociale è calpestata spudoratamente (art.3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”). Sono giovane, siamo giovani ma siamo abbandonati e per di più anche beffati da un governo che parla parla parla e viene a mancare a ciò che è alla base della nostra Italia: la Costituzione, testamento storico dei nostri avi.

Basterebbe rispettare la Costituzione per vivere in un paese migliore e rinascere. Ma intanto la vita passa, come un soffio, e crollando il singolo, crolla lo Stato e l’economia stessa, perché se crolla la base crolla la piramide intera costruita su di essa (art.3, comma 2: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”).

Chi sono io? Io sono una suicida assassinata, sono una giovane, una disoccupata, una licenziata, sono di una generazione dimenticata e tradita, ma soprattutto sono una sopravvissuta. Sono mio fratello, il mio amico, il figlio che non avrò, sono te, lettore, e sono io, io sono, ma chi sono?

Sono: “…un grido unanime, sono un grumo di sogni…” che vuole vivere.

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Per diletto o per studio, volete consultare dei libri? Basta accreditarsi e accedere al sistema Mlol, avrete gli ebook sull’iPad, smartphone, PC…

 

La Civetta di Minerva, 16 marzo 2018

Non solo carta, verrebbe da dire. Le biblioteche siracusane offrono la possibilità – è novità di questi giorni – di accedere al prestito digitale. Basta accreditarsi in biblioteca e accedere al sistema MLOL (Media Library On Line) con le credenziali fornite e… con un click si potranno leggere degli ebook. I libri digitali (se ne potrà richiedere il prestito di due al mese) saranno disponibili sui dispositivi dell’utente per quattordici giorni: si potrà quindi leggere gli ebook scelti sull’iPad, sullo smartphone, sul PC…

E non solo: la piattaforma Media Library offre anche un’App dedicata per permettere ai lettori di esplorare le liste di ebook disponibili, informarsi sulle novità, gestire le proprie liste personali e molto altro.

La biblioteca si pone quindi sempre più non solo come “deposito” di libri, riviste, documenti, ma anche come fonte di sapere diffuso, per venire incontro alle esigenze di inclusione e per realizzare sempre più concretamente la democratizzazione del sapere tramite una sempre maggiore accessibilità dei testi e delle conoscenze. A questo proposito, molte sono le risorse per la scuola primaria e le scuole secondarie di primo e secondo grado.

Auspichiamo anche che si possa presto espandere il servizio includendo l’edicola on line, che permetterà di accedere a seimila giornali e riviste on line.

Ricordiamo che tutte le biblioteche siracusane fanno parte del Sistema Bibliotecario Siracusano (SBS) che già permetteva di controllare se fosse presente e dove il libro richiesto, ma MLOL permetterà di allargare il prestito e “dematerializzarlo” (non sempre è facile, specie in Ortigia, trovare parcheggio e andare a studiare, a fare ricerche o a partecipare ai corsi e alle presentazioni in biblioteca, nonostante il contatto umano e la professionalità del personale siano impagabili; le biblioteche di quartiere inoltre costituiscono a nostro avviso un importante fattore di aggregazione sociale. Vorremmo sollecitare poi i nostri amministratori a non trascurare l’enorme patrimonio archivistico e librario cartaceo presente nelle nostre biblioteche, specie in quella di via dei SS. Coronati: manoscritti e corrispondenze di letterati, Privilegi e Diplomi che rimandano all’antico passato di Siracusa, incunaboli, cinquecentine e pergamene che se non correttamente conservati rischiano il deterioramento).

“La Civetta di Minerva” ha sperimentato per voi il servizio: è bastato registrarsi in biblioteca e tramite e-mail, ricevute le credenziali, è stato semplicissimo accedere alla piattaforma.

Buona lettura!

 

 

 

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Guida d’eccezione della troupe televisiva Eleonora Nicolaci, discendente della famiglia più illustre della città. Livio Leonardi: “Abbiamo raggiunto ascolti straordinari

 

La Civetta di Minerva, 16 marzo 2018

Riprese in una manciata di giorni tra le nuvole e il sole di un inverno siciliano, piacevoli conversari sullo splendore del Barocco, le nostre eccellenze valorizzate: “La Civetta di Minerva” è stata per voi sul set di “Paesi che vai…”, in onda su Rai1 alle 9.40 domenica 18 marzo.

Il nostro giornale si era già occupato del programma in occasione della ripresa e messa in onda della puntata su Siracusa. Stavolta tocca a Noto, perla del Vallo – lo ricordiamo: Val di Noto, Mazzara e Demone sono i tre grandi distretti amministrativi di età araba, poi ripresi nel periodo borbonico – che porta il suo nome.

Antonio Costa ha scritto i testi della puntata, mentre regista ne è stato Daniele Biggiero, che ha già diretto la puntata relativa ad Agrigento e che fa parte della squadra del programma da un anno: “Siamo entusiasti del ritorno della trasmissione in Sicilia, regione dai colori e dalle storie che amiamo raccontare e riprendere”. Sì, riprendere, anche grazie allo sguardo del drone che esplora il cielo di Noto e si insinua tra le colonne su, su fino alle volte e alle facciate di chiese e palazzi. Qualche curioso segue la troupe, c’è il tempo per le foto e i saluti o per gustare le specialità per cui Noto e la Sicilia in genere sono a ragione celebri.

Livio Leonardi, ideatore e conduttore del programma – anche se è doveroso ricordare “Ciao Italia”, “Bella Italia”, “Le strade del sole”, “Una troupe racconta”, alcuni dei titoli di fortunati programmi per cui è stato apprezzato e premiato, sempre basati sul concetto di valorizzazione dei territori – ci racconta di come la trasmissione si sia evoluta nel tentativo di raccontare le città e le loro comunità, anche tramite un cambio di prospettiva: “Gli spettatori della nuova stagione troveranno più “fiction”, più figuranti, più storia e storie locali che forse ci regalano una chiave di lettura della storia nazionale; siamo molto attenti a realtà che si occupano di rievocazione storica – nella puntata su Noto, risulta indovinata la presenza di alcuni figuranti dell’Associazione netina “Corteo Barocco”, che hanno interpretato personaggi come Sinatra e Gagliardi – con professionalità e passione. La spinta del territorio per noi è fondamentale per raccontare al meglio le città: la bellezza di un costume, i disegni, le testimonianze pittoriche e figurative, tutto contribuisce alla narrazione”.

Cosa vuol dire per lei e per la troupe tornare in Sicilia?

“Siracusa e Agrigento sono uno scrigno di testimonianze. Il racconto che vedrete è, diciamo così, diluito; per la puntata di Noto abbiamo girato in diverse location, sei o sette, con quaranta minuti di racconto storico-artistico: per capire meglio il punto di vista che abbiamo scelto di assumere, basta guardare la sigla, accompagnata dalla voce di Andrea Bocelli che canta “Con te partirò”; l’occhio del visitatore, che magari dallo spazio profondo si avvicina sempre di più alla terra e poco a poco focalizza quello che vede, è il modo non accademico e molto fruibile con cui narriamo i luoghi”.

Quali fonti avete utilizzato?

“Le nostre fonti sono i documenti, i libri, le testimonianze: cerchiamo di valorizzare anche in questo campo i beni archivistici e librari che l’Italia conserva, parte non indifferente del patrimonio per cui siamo giustamente famosi nel mondo”.

Qual è la risposta del pubblico?

“I dati parlano da soli. Abbiamo raggiunto ascolti straordinari: se penso alla puntata su Lucca, ha raggiunto lo share del 23%, il risultato più alto di RaiUno fino al TG1 delle 20; la copertura netta è di 4.400.000, con un ascolto medio di due milioni e un +1,8% ad ogni puntata. Il format è originale, la progettazione editoriale è curata, ecco perché siamo premiati dall’apprezzamento del pubblico”.

Quali saranno le prossime tappe? Verrà toccata di nuovo anche la Sicilia?

“Brescia, Palermo, Recanati e quindi le Marche, la Puglia… non ci fermiamo”.

Quali altre novità ci sono nel programma? Ha in mente nuovi spunti, magari per le prossime puntate o per la nuova stagione?

“Intanto mi piace ricordare la rubrica “Naturosa”, che presenta itinerari naturalistico-paesaggistici e curiosità relative alla natura che circonda le città che narriamo o che, nel caso dell’Etna, caratterizza la regione: i parchi nazionali, i segreti e le risorse delle terre visitate, ecco la particolarità di “Naturosa”. Nella puntata su Noto ci è piaciuto riproporre – ma secondo un nuovo punto di vista, con un taglio differente – la nostra visita al vulcano. Ricordo sempre che la nostra ottica è quella della valorizzazione del patrimonio Unesco, di cui l’Italia è ricchissima: Noto e l’Etna, Agrigento, Modica con il suo cioccolato o la zona di Marzamemi con i prodotti di tonnara.

…La nostra visione è grandangolare. Allo studio c’è comunque anche una nuova rubrica che per ora è top secret” (ma ci facciamo promettere che “La Civetta di Minerva” sarà presente quando “Paesi che vai” tornerà in Sicilia).

Guida d’eccezione, che ha accompagnato Livio Leonardi e che guiderà i telespettatori alla scoperta delle bellezze della perla del Barocco siciliano, è la netina Eleonora Nicolaci. Che non è soltanto una guida turistica preparata, ma appartiene alla famiglia che forse più di tutte ha caratterizzato la storia di Noto (“La Civetta di Minerva” ha recensito il libro uscito per i tipi della Libreria Editrice Urso e che ricostruisce la storia dei Nicolaci dalla fondazione della casata alla fine del XVIII secolo, approfondendo eventi fondamentali per la storia netina e non solo come il terremoto del 1693); Eleonora Nicolaci, che si occupa di ricettività turistica anche grazie alla struttura aperta un anno fa, incentrata sulla fotografia e i siti più significativi del Val di Noto (il B&B PhotoGuest, cui dobbiamo nella persona di Giovanni Tumminelli i crediti delle fotografie che accompagnano l’articolo), passeggiando e dialogando con Livio Leonardi per il “giardino di pietra”, la Noto barocca di Santa Chiara e della Cattedrale, di Palazzo Nicolaci e delle altre splendide location della puntata di “Paesi che vai”, ha descritto e narrato con grazia e competenza la storia dei siti visitati. Ecco le sue parole sull’esperienza vissuta.

“Essere chiamata dall’autore della trasmissione per la mia pubblicazione su Noto e la famiglia Nicolaci e quasi contemporaneamente dal Comune per essere la guida per la puntata è stata una grandissima soddisfazione, come pure poter fare un salto nel mondo di mamma Rai: vedere il dietro le quinte, collaborare alla creazione della puntata, conoscere Livio Leonardi e la sua troupe, incoraggiante e paziente, che ci ha messo il cuore e anche di più per confezionare un prodotto di divulgazione sulla splendida e maestosa Noto, che spero sia conosciuta e amata sempre di più, è stata un’esperienza unica”.

E per voi…

Avete perso la puntata su Noto? Ecco a voi 😉
Per diletto o per studio, volete consultare dei libri? Basta accreditarsi e accedere al sistema Mlol, avrete gli ebook sull’iPad, smartphone, PC…

 

La Civetta di Minerva, 16 marzo 2018

Non solo carta, verrebbe da dire. Le biblioteche siracusane offrono la possibilità – è novità di questi giorni – di accedere al prestito digitale. Basta accreditarsi in biblioteca e accedere al sistema MLOL (Media Library On Line) con le credenziali fornite e… con un click si potranno leggere degli ebook. I libri digitali (se ne potrà richiedere il prestito di due al mese) saranno disponibili sui dispositivi dell’utente per quattordici giorni: si potrà quindi leggere gli ebook scelti sull’iPad, sullo smartphone, sul PC…

E non solo: la piattaforma Media Library offre anche un’App dedicata per permettere ai lettori di esplorare le liste di ebook disponibili, informarsi sulle novità, gestire le proprie liste personali e molto altro.

La biblioteca si pone quindi sempre più non solo come “deposito” di libri, riviste, documenti, ma anche come fonte di sapere diffuso, per venire incontro alle esigenze di inclusione e per realizzare sempre più concretamente la democratizzazione del sapere tramite una sempre maggiore accessibilità dei testi e delle conoscenze. A questo proposito, molte sono le risorse per la scuola primaria e le scuole secondarie di primo e secondo grado.

Auspichiamo anche che si possa presto espandere il servizio includendo l’edicola on line, che permetterà di accedere a seimila giornali e riviste on line.

Ricordiamo che tutte le biblioteche siracusane fanno parte del Sistema Bibliotecario Siracusano (SBS) che già permetteva di controllare se fosse presente e dove il libro richiesto, ma MLOL permetterà di allargare il prestito e “dematerializzarlo” (non sempre è facile, specie in Ortigia, trovare parcheggio e andare a studiare, a fare ricerche o a partecipare ai corsi e alle presentazioni in biblioteca, nonostante il contatto umano e la professionalità del personale siano impagabili; le biblioteche di quartiere inoltre costituiscono a nostro avviso un importante fattore di aggregazione sociale. Vorremmo sollecitare poi i nostri amministratori a non trascurare l’enorme patrimonio archivistico e librario cartaceo presente nelle nostre biblioteche, specie in quella di via dei SS. Coronati: manoscritti e corrispondenze di letterati, Privilegi e Diplomi che rimandano all’antico passato di Siracusa, incunaboli, cinquecentine e pergamene che se non correttamente conservati rischiano il deterioramento).

“La Civetta di Minerva” ha sperimentato per voi il servizio: è bastato registrarsi in biblioteca e tramite e-mail, ricevute le credenziali, è stato semplicissimo accedere alla piattaforma.

Buona lettura!

Incontro letterario-musicale al cine teatro Italia di Sortino, organizzato dal Comune in collaborazione con la Biblioteca Comunale ”Andrea Gurciullo” e il Primo istituto comprensivo “G.M. Columba” di Sortino

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

“Persuasione” e “Northanger Abbey”(1818) sono due romanzi postumi: mentre il secondo era già terminato nel 1803, il primo è in realtà l’ultima opera completa scritta poco prima dell’aggravarsi della malattia di Addison che ne porterà alla morte l’autrice il 18 luglio del 1817: quindi, quest’anno ricorrono duecento anni esatti dalla pubblicazione di due dei sei romanzi canonici – gli altri sono naturalmente “Orgoglio e pregiudizio”, “Ragione e sentimento”, “Emma” e “Mansfield Park” – di Jane Austen, il bicentenario della cui scomparsa è stato celebrato nel 2017.

L’autrice inglese, letta, parodiata, reinventata, frequentata dal teatro e dal cinema (ricordiamo per tutti “Il club di Jane Austen”), gode di un successo imperituro: Catherine, Anne, Elizabeth, Elinor e Marianne, Emma e Fanny, le sue eroine, sono modelli dell’eterno femminino in lotta per la propria affermazione nonostante l’epoca Regency e la nostra sembrino agli antipodi. La Austen, ironica e pungente, genio universale che è sbagliato imbrigliare nell’assurda categoria dei “romanzi per signorine” sebbene le apparenze mostrino il contrario – gli eventi storici non sembrano toccare i suoi romanzi, che ruotano intorno a balli, intrighi matrimoniali, pettegolezzi, concerti casalinghi, picnic –, ritrae con la sua penna acuta la piccola nobiltà di campagna e la borghesia che tenta la scalata sociale: nulla sfugge alla sua penna acuta che lavora su “tre o quattro famiglie in un villaggio di campagna” come un incisore, come un monaco alle prese con le miniature di una pergamena; la Austen paragonava infatti il proprio lavoro ad un “pezzettino di avorio, largo due pollici”, modellato “col più fine dei pennelli, in modo da produrre il minimo degli effetti col massimo dello sforzo”: nonostante una biografia apparentemente priva di avvenimenti rimarchevoli, la profondità della riflessione e la vastità dell’immaginazione – sense and sensibility, razionalismo illuminista e romanticismo ottocentesco, che la Austen comunque aborriva e parodiava nei suoi eccessi lacrimevoli e gotici – l’hanno resa universalmente nota e apprezzata sia dai lettori che da studiosi e critici.

Lo scorso anno, la pianista Donatella Motta e la docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli, qui in veste di voce narrante, si erano rese protagoniste di un aperitivo letterario a tema Jane Austen organizzato dalla dottoressa Paola Cappè, impegnata nel diffondere l’amore per i libri e la lettura con varie iniziative che ruotano intorno alla biblioteca Agnello di Canicattini Bagni (SR); quest’anno, venerdì 2 marzo scorso il recital è stato riproposto all’interno dell’incontro letterario-musicale “Vi presento Jane Austen” che si è tenuto presso il CineTeatro Italia a Sortino. L’evento è organizzato dal Comune di Sortino in collaborazione con la Biblioteca Comunale ”Andrea Gurciullo” e il Primo istituto comprensivo “G.M. Columba” di Sortino: le classi seconde della scuola secondaria di primo grado – da rimarcare la sensibilità della docente Lisa Manca, oltre che l’impegno della dottoressa Maria Sequenzia, che ha fortemente voluto il progetto – hanno presentato un lavoro di ricerca sulla scrittrice che si è concluso con il recital del duo siracusano.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2929:la-prof-gringeri-pantano-dona-un-prezioso-libro-ad-avola&catid=17&Itemid=143

Le “Osservazioni geognostiche e geologiche sopra i terreni” di quella città, scritto da Pompeo Interlandi nel 1837. Nel cinquantenario della Pro Loco ne è stata tratta una ristampa anastatica

La Civetta di Minerva, 2 febbraio 2018

Riflettere sul terremoto del 1693 e sugli studi che nell’Ottocento venivano denominati di “Geognosia” non è questione oziosa, anzi ma permette non solo agli storici – compresi gli storici della scienza – ma anche ai geologi e agli esperti di sismi di comprendere meglio la natura del nostro territorio, ovvero quello della Sicilia sudorientale che ebbe a soffrire maggiormente di una delle catastrofi più gravi della storia moderna se non della storia umana e della Terra in generale, oltre che a permettere insieme alle nuove scoperte di approntare soluzioni per affrontare eventuali nuovi eventi sismologici.

In occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione della Pro Loco di Avola (2017) è uscita laristampa anastatica di uno studio del 1837, presente negli Atti della celebre Accademia Gioenia di Catania, scritto da Pompeo Interlandi e Sirugo principe di Bellaprima, calatino di origine ma vissuto fin dalla prima infanzia ad Avola, la cui biografia – che risente degli stilemi del tempo e della prassi elogiativa dei concittadini illustri –, lavoro del botanico Giuseppe Bianca, è posposta al saggio, intitolato “Osservazioni geognostiche e geologiche sopra i terreni di Avola” (uscito per i tipi della tipografia di Andrea Norcia a Noto).

L’esemplare, ritrovato presso l’Antica Libreria di San Gregorio di Catania, è stato donato dalla professoressa Francesca Gringeri Pantano alla Biblioteca comunale di Avola che porta il nome di Giuseppe Bianca (intellettuale che coltivò sia interessi scientifici che umanistici: ricordiamo che si occupò anche della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, incoraggiandone il cammino poetico).

Nel saggio l’Interlandi dà notizia della tipica pietra calcarea giurgiulenadelle conchiglie ivi contenute, della Grotta di Marotta, temperando le teorie illuministiche con la lezione del suo maestro Carlo Gemmellaro: la geologia si sta differenziando e specializzando nell’ambito delle Scienze naturali e ne è prova lo studio litologico, paleontologico e stratigrafico che Interlandi mostra di aver compiuto sul territorio in esame.

Lo studioso della scienza troverà motivi di interesse nei riscontri fra quanto si conosceva all’epoca di Interlandi e quanto di nuovo le indagini moderne abbiano acquisito, mentre il linguista apprezzerà le chicche rappresentate da parole desuete e impianto retorico tipici dello scrivere del tempo; l’elogio di Giuseppe Bianca consente invece, al di là del motivo encomiastico, di gettare una luce sulla nobiltà ottocentesca, sulla reazione del ceto nobiliare e borghese ai moti e alle rivoluzioni degli anni Trenta dell’Ottocento, al Quarantotto e al Risorgimento con tutte le problematiche relative alla rappresentanza parlamentare e ai nuovi equilibri tra i ceti, oltre che sulla formazione intellettuale di un rampollo della nobiltà siciliana quale l’Interlandi, visto anche nelle sue componenti umane e nei complicati rapporti familiari.

Intervista all’autrice di Armonia d’essenza: “Il mio impegno come editor e book counselor, o consulente editoriale, nasce dall’amore per la parola”

 

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

“La Civetta di Minerva” ha incontrato per voi Teresa Laterza, docente, scrittrice, book counselor e editor; nativa di Putignano, vive a Caltagirone. Ha recentemente pubblicato un volume di versi per i tipi di CTL Editore, “Armonia d’essenza”, che raccoglie poesie dense di ricerca del significato più profondo della parola, appunto della sua essenza che forse coincide con l’essenza stessa della vita, del senso più vero dello stare al mondo. Stati d’animo, pensieri, riflessioni, emozioni si esprimono in liriche anelanti all’armonia di cose e lingua.

Come si è approcciata al mondo della scrittura?

Amo la “parola” fin da piccola, da quando ho iniziato a prendere coscienza del fatto che l’uso efficace delle parole possa aprire infiniti orizzonti. Il modo in cui comunichiamo e ci rapportiamo agli altri attraverso la parola può determinare incredibili e provvidenziali cambiamenti. La forza della parola è qualcosa di inimmaginabile. Le parole toccano l’anima, spingono a riflettere e veicolano sentimenti. Ho mosso i primi passi nel mondo della scrittura con le poesie. Ricordo che, quando ero alle scuole elementari, per la festa della mamma, la maestra ci chiese di scrivere una poesia, fu allora che accadde qualcosa di inspiegabile. Sembrava così naturale per me comporre versi! Era come se una voce, proveniente da chissà dove, mi guidasse nel rendere alla carta le mie sensazioni, i miei sentimenti più riposti. Pareva che una forza invisibile guidasse la mia mano nel dare forma a ciò che intimamente era confuso e disordinato. Questo mistero continua ad accompagnarmi tuttora nella stesura dei miei scritti poetici e di altro genere. Credo che l’ispirazione poetica, o scrittoria in generale, sia un dono divino e di questo sono riconoscente, perché non vi è nulla di più bello che riuscire a donare con la parola.

Può descriverci il suo lavoro di editor e book counselor? Potremmo utilizzare le parole italiane corrispondenti, cioè consulente editoriale?

Il mio impegno come editor e book counselor, o consulente editoriale, nasce proprio dall’amore per la parola. Consapevole del fatto che ognuno di noi abbia dentro di sé un mondo di emozioni, ma che non sempre riesca a renderle alla carta, ho seguito il mio istinto nel cercare di aiutare chi scrive a comunicare quanto più efficacemente possibile. Il book counselor o consulente editoriale è sostanzialmente quella figura importante che si mette al servizio dell’autore e che ha il compito di seguirlo subito dopo la scrittura del libro. Si occupa di correggere qualsiasi tipo di errore presente nello scritto, di dare un senso compiuto alle frasi e di rendere la lettura quanto più fluida possibile. Il compito del consulente editoriale, tuttavia, non si limita a questo. Altra funzione fondamentale è quella di seguire e aiutare l’autore durante le presentazioni della sua opera. Dovrà saper svolgere, quindi, anche il ruolo di mediatore. Una comunicazione efficace è alla base dell’interesse e della curiosità. Perché ciò avvenga non è sufficiente che il book counselor sia solo una persona preparata e che, quindi, abbia dimestichezza con la parola e con la conoscenza della lingua italiana e delle regole grammaticali, ma è necessario che sviluppi una comunicazione empatica con lo scrittore, comunicazione che è possibile solo attraverso una lettura attenta dell’opera dello stesso, quasi a farne suoi i contenuti; solo quando si sarà calato nei significati che l’autore ha voluto esprimere e sarà riuscito a catturare l’attenzione e l’interesse del pubblico, allora il suo compito potrà dirsi concluso. Proprio ultimamente sono impegnata nella stesura di un saggio in cui tratto della scrittura e dell’importanza della figura del book counselor.

Non crede nel filtro e nella mediazione culturale degli editori? Perché l’autopubblicazione?

Certamente. Esistono ottimi editori in grado di fornire agli autori il giusto aiuto e la necessaria considerazione. Il mio impegno collaborativo come book counselor o consulente editoriale è qualcosa che si affianca, sovente, alle competenze di una buona Casa Editrice, ma può anche essere richiesto al di fuori dei servizi messi a disposizione dall’editore, al quale l’autore fondamentalmente si rivolge per la pubblicazione del proprio manoscritto. Resta il fatto che, sia che si scelga la via della pubblicazione attraverso una Casa Editrice, sia che si opti per l’autopubblicazione, il successo di un libro dipenderà dalla qualità del libro stesso e tale qualità, ribadisco, è legata all’uso corretto della lingua e ad una promozione adeguata affidata a chi sa esprimersi efficacemente conoscendo il potere della parola di veicolare sentimenti ed emozioni.

L’esperienza poetica: qual è il senso della poesia oggi?

Difficile dire cosa sia per gli altri la poesia. Posso sicuramente affermare che, personalmente, esperisco la poesia come un impellente bisogno di esternare pensieri e di essere autenticamente me stessa. Attraverso la parola ci si spoglia di tutte le maschere e le “prigioni” che ingabbiano l’uomo in questa società basata molto più sull’apparenza che sulla sostanza. La poesia è volo libero, autenticità, essenza, armonia, (Armonia d’essenza è proprio il titolo che ho dato alla mia ultima silloge pubblicata dalla CTL Edizioni) verità e, come tutte le altre forme d’arte, è dono di sé agli altri, fremito, passione, condivisione. Credo che, ultimamente, si stia riscoprendo l’importantissimo valore sociale e morale della poesia, forse proprio in seguito alle brutture che caratterizzano, ahimè, la nostra società. Tutto quello che di positivo può derivare dalla parola in versi o narrativa, nel suo divenire esperienza, dimostrazione, riflessione, non può che rappresentare quel tassello in più indispensabile per dar vita ad una società basata su sani principi, sull’etica, sulla gratitudine, sulla ragionevolezza, sul rispetto dell’altro e dell’ambiente.

Lei fa parte del direttivo della rivista internazionale “Le Muse”, giunta ai vent’anni di attività e che ha accolto tra gli altri i contributi di Peter Russell e Giorgio Barberi Squarotti. Qual è il ruolo oggi delle riviste letterarie rispetto al passato?

Le riviste letterarie in passato furono di importanza sostanziale perché, proprio attraverso la loro opera, molti poeti esordienti si fecero conoscere ed apprezzare. Grandi furono le attività di traduzione di poeti contemporanei stranieri che permisero il superamento di angusti limiti provinciali attraverso il contatto con le più importanti correnti di pensiero. L’impegno politico fu un’altra caratteristica delle riviste letterarie del passato. Le riviste letterarie ancora oggi hanno un’importantissima funzione da assolvere, quella della diffusione della cultura e dell’arte in genere. Diffondere cultura attraverso articoli, interviste, note critiche e recensioni significa promuovere autori meritevoli, dare loro il giusto spazio e riconoscimento, ascoltarli attraverso i loro scritti, mettendo a disposizione dei lettori le loro personali esperienze che possono essere d’aiuto e d’insegnamento. È questa, in particolare, la missione della rivista internazionale Le Muse, da quasi vent’anni sul panorama culturale, diretta dalla dottoressa, nonché giornalista, critico e poetessa, Maria Teresa Liuzzo, con la quale ho il piacere di collaborare. Sostenere la cultura è un dovere e un segno di civiltà. La cultura si costruisce insieme con impegno, determinazione, competenze, notti insonni e tanto sacrificio.

Di grande qualità i racconti horror presentati alla Casa del Libro. Un’antologia con i migliori autori del genere che hanno ambientato le storie in Italia

La Civetta di Minerva, 16 febbraio 2018

Domani, 17 febbraio, a partire dalle 18.30, presso la Casa del Libro Rosario Mascali, ci sarà la presentazione dell’antologia di racconti horror “I signori della notte, storie di vampiri italiani”, a cura di Luca Raimondi, pubblicata da Morellini editore. Oltre al curatore Luca Raimondi – ricordiamo il suo ultimo romanzo, “Il grande chihuahua” (Augh! Edizioni), scritto insieme a Joe Schittino; si è riformato il duo di “Cerniera lampo”, recentemente rieditato – saranno presenti anche due autori, Stefano Amato e Angelo Orlando Meloni, che il nostro giornale ha avuto modo di intervistare e recensire più volte (ricordiamo il libro su Archimede di Amato e “La fiera verrà distrutta all’alba” tra gli ultimi lavori di Angelo Meloni; la trasmissione “Segnalibro” di Tris, condotta da Maria Lucia Riccioli e dalla giornalista e scrittrice Lucia Corsale, le interviste sia a Raimondi che a Meloni).

Chi sono i vampiri? La figura del non morto, tipica di molte tradizioni europee, divenuta icona grazie a Bram Stoker e ai suoi epigoni, non ultima l’autrice di “Twilight” o i cineasti che si sono cimentati con paletti di frassino, incarnati pallidi, castelli transilvani e tutto l’armamentario dei vari Van Helsing e ammazzavampiri collegati, non smette di incarnare sempre nuove istanze. In questo libro la vediamo scorrazzare da Bologna alla Maremma, da Roma alle Dolomiti, soggetto di marketing in Piemonte e manager di cooperative sociali in Sicilia, oggetto di studio per uno psichiatra di Milano…

La prefazione è di Andrea G. Pinketts e l’antologia contiene racconti di Gianluca Morozzi, Stefano Pastor, Sacha Naspini, Fabio Mundadori, Giuseppe Maresca, Nicola Lombardi, Fabio Lastrucci, Silvana La Spina, Maurizio Cometto, Fabio Celoni, Danilo Arona, Angelo Orlando Meloni, Stefano Amato, Luca Raimondi, Lea Valti.

Com’è nata l’idea di questa antologia? Come avete lavorato per realizzarla?

L’idea è nata un paio d’anni fa, durante una delle tante conversazioni con l’amico, studioso e appassionato di cinema e letteratura horror, Giuseppe Maresca. Per una pura coincidenza avevamo scritto entrambi due racconti che si ispiravano a due classici del genere vampirico: il mio conteneva una palese citazione del “Vampiro” di Polidori, quello di Maresca conteneva più di un richiamo alla “Carmilla” di Le Fanu. In buona sostanza entrambi avevamo citato due illustri precursori del più celebre “Dracula” di Bram Stoker ed entrambi avevamo deciso di collocare l’azione in Italia, nei contesti a noi più familiari. Pensare di impostare un’intera antologia su questa base è stato un passo quasi consequenziale. Non sono certo molti gli esempi di racconti e romanzi italiani che collocano nei nostri territori gli archetipi dell’horror, il più delle volte materiale abbastanza scadente.

A quel punto ho invitato molti degli scrittori che conoscevo o con cui avevo collaborato e che stimavo, a partire da Gianluca Morozzi: aveva già firmato la prefazione a un mio libro e ha subito capito lo spirito dell’operazione, facendo passeggiare Dracula per i portici di Bologna. A lui si sono aggiunti via via tanti altri, non solo i migliori specialisti del “genere” quali per esempio Danilo Arona e Nicola Lombardi, che comunque consideravo e considero autori a tutto tondo, popolari sì ma di grandissima levatura intellettuale e artistica, ma anche altri scrittori che magari avevano soltanto sfiorato l’horror senza mai affrontarlo di petto. Un esempio per tutti, Silvana La Spina, pluripremiata autrice di gialli e romanzi storici per case editrici come Mondadori, Bompiani, Giunti, ma potrei citare anche due autori molto conosciuti dal pubblico siracusano come Angelo Orlando Meloni e Stefano Amato. Quando si lavora con autori bravi, realizzare progetti del genere è semplice: ogni racconto che mi è giunto, infatti, era di grandissima qualità e di conseguenza anche trovare un editore è stato sì difficile (le antologie di racconti horror generalmente non raggiungono infatti grandi quote di mercato) ma non impossibile. Mauro Morellini, un editore di Milano con distribuzione nazionale, attento alla qualità prima ancora che al mercato, ha infatti sposato il progetto a prescindere dalle valutazioni di natura commerciale.

Com’è stato declinato il tema del vampiro dagli scrittori dell’antologia? Quale valore assume la figura del vampiro oggi – dato che film e libri ce ne hanno consegnato tante diverse sfumature?

Avevo in squadra autori molto diversi tra di loro e ognuno provvisto di una “voce” peculiare, una chiara identità letteraria, per cui il tema è stato affrontato in modo molto differenti, fornendo ovviamente quella varietà polifonica che è il valore aggiunto delle migliori antologie rispetto ai più monolitici romanzi. Ci sono racconti tenebrosi e dolorosi, ambientati tanto nel passato quanto nell’attualità, altri satirici, politici, ironici e persino divertenti, nei limiti in cui può definirsi divertente il genere horror. C’è persino un racconto, quello di Lea Valti, che osa persino il dialetto romanesco, con effetti sorprendenti. Il vampiro è un grande archetipo letterario, dire qualcosa di nuovo su una creatura tanto affascinante quanto decisamente inflazionata non era facile, ma se mi trovo qui a rispondere di quest’antologia è perché sono convinto che tutti i racconti che ho scelto contengano una prospettiva eccentrica rispetto a qualunque stereotipo legato ai “signori della notte” dai canini aguzzi, a partire naturalmente dal fatto che circolano per Milano, Roma, Bologna, Catania o Siracusa, montagne dolomitiche e paesini maremmani, e hanno a che fare con capitalisti, operai, psicologi, basi militari, mafiosi. Il mito del vampiro è millenario perché incarna tante pulsioni, paure e persino speranze dell’uomo (l’immortalità in primis) e non passerà mai di moda, contiene sempre qualche aspetto che si può applicare a un lato dell’animo umano  o a una qualche contingente situazione contemporanea. Del resto di vampiri che succhiano il sangue è oggi più che mai pieno il mondo, creature maligne capaci tanto di sedurre quanto di ripugnare, ne trovate a decine a capo di governi, eserciti, organizzazioni criminali, multinazionali.

 
I pensieri in versi liberi di un sacerdote siracusano che sta declinando la propria vocazione mariana nel segno dell’accoglienza ai pellegrini in Santuario e dell’evangelizzazione nei social

 

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

Come preannunciato nello scorso numero – ricordiamo e integriamo con le novità sui relatori –, martedì 13 marzo alle ore 19, presso il Salone “Ettore Baranzini” della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa, si terrà l’incontro di presentazione del libro di don Raffaele Aprile “Innamorato del Cielo – riflessioni dell’anima”, edito per i tipi di Bonfirraro Editore, che è uscito lo scorso 5 marzo ed è già disponibile sia in libreria che attraverso i canali on line.

Il volume – che sarà presentato anche presso la Chiesa di San Michele Arcangelo a Villasmundo (SR) giorno 20 marzo alle 18.30 – contiene i pensieri in versi liberi di un sacerdote siracusano che sta declinando la propria vocazione mariana nel segno dell’accoglienza ai pellegrini in Santuario e dell’evangelizzazione attraverso i social network. Alcuni dei componimenti di don Aprile sono stati pubblicati su vari periodici e antologie e presentati a diversi concorsi di poesia.

Relatori per l’occasione saranno monsignor Giuseppe Greco, direttore della Biblioteca Alagoniana di Siracusa, scrigno di tesori librari e gioiello essa stessa, e il rettore della Basilica Santuario don Aurelio Roberto Russo, insieme alla docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli che ha firmato la prefazione del libro e la traduzione in siciliano di una delle poesie di don Aprile, che qui offriamo ai nostri lettori.

Ricordiamo che il ricavato della vendita del libro sarà devoluto in beneficenza.

“Madonna di li lacrimi” (Vergine delle lacrime tradotta in siciliano)

Madonna di li lacrimi, picchì chianci?

Li to’ lacrimi sunu amuri, gioia e spiranza.

Lu to’ chiantu, Maria, nun havi lu sapuri di na storia finuta, anzi… ni rapi n’autra, ca nun è cchiù chidda di prima.

Li to’ lacrimi, Matri… nta lu to’ visu,

sunu comu nu risinu di paci ca scinni supra la nostra vita; sunu li lacrimi comu ri nu Battisimu ca ni riciunu ca semu ancora figghi di Diu.

Tu, Maria, si’ viva, picchì lu Viventi è dintra di tia!

E tu, figghiu, vai e cunta a tutti l’Amuri miu cu la to’ vita!

Fila ininterrotta di visitatori alla mostra dei sarcofagi egizi. Il professor Teodoro Auricchio (Istituto Europeo del Restauro): “Il restauro è un lavoro di équipe”. L’effetto sui minori: dopo la visita, un bambino è ritratto come un Egizio dalla sorella

La Civetta di Minerva, 19 gennaio 2018

Prosegue ancora, fino al 15 aprile 2018, la mostra egizia “La porta dei sacerdoti – I sarcofagi egizi di Deir-el Bahari” presso l’ex monastero e Chiesa di Montevergini in Ortigia.

Grande il successo di pubblico per questa che è molto più di un’esposizione: secondo le nuove tendenze della valorizzazione dei reperti, la fruizione è unita al contatto con i restauratori grazie alla futuristica cabina che permette di vederli al lavoro su questi antichi manufatti di legno – spesso composti di diversi pezzi assemblati data la cronica mancanza di legno in Egitto –, limo, creta, poi dipinti con scene figurative e non solo geroglifici tratti dal Libro dei Morti come nella XXVI dinastia.

Si tratta di pezzi unici e rarissimi a dominante giallo ocra, provenienti dalla Collezione Egizia del Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles ed appartenenti ad un periodo poco conosciuto della civiltà egizia, il terzo periodo intermedio, corrispondente alla XXI Dinastia (1070-900 a.C.). Provengono dal Secondo Nascondiglio di Deir el Bahari, comunemente conosciuto col nome moderno di “Bab el Gasus” che significa “La Porta dei Sacerdoti”, da cui il titolo della mostra. La tomba collettiva, scoperta casualmente nel 1891, comprendeva non meno di 450 sarcofagi ed un numero incalcolabile di suppellettili funerarie (splendidi gli ushabti, le statuette che avrebbero fatto da servitori ai defunti).

Il lavoro affascinantissimo di datazione – per vari motivi la tomba venne svuotata senza che se ne disegnasse una mappa precisa, che avrebbe permesso di collocare meglio nel tempo mummie e sarcofagi – e restauro ci viene raccontato non solo con competenza ma anche con signorile gentilezza dal professor Teodoro Auricchio dell’Istituto Europeo del Restauro: “Nel momento in cui restauriamo, proponiamo gli interventi. A questo punto si riuniscono i conservatori e i restauratori e si discute per decidere una linea comune: ad esempio, togliere tutto quanto non era originale, le integrazioni alle lacune… La diagnostica (a raggi infrarossi, ultravioletti) continua anche durante l’intervento. È un lavoro di équipe (esperti di diagnostica, restauratori, egittologi) e la comunicazione tra i portatori di diverse competenze è continua. Oltre ai miei due collaboratori, i restauratori, che vengono a specializzarsi qui, provengono un po’ da tutto il mondo (Taiwan, India, Galles, Bulgaria…)”.

Il professore ci ha illustrato non solo i reperti in mostra ma anche le tecnologie utilizzate per restaurarli, come gli occhiali che permettono al restauratore sia la visione normale che quella modificata, che offre a chi guarda la visione ad infrarossi e ultravioletti e quindi le risultanze di Tac, radiografie, analisi fisiche e chimiche (sui pigmenti, la composizione dei legni, la struttura, le parti moderne di raccordo…), oltre che filmare quanto si sta operando.

Scoperta nella scoperta, questi sarcofagi sono delle vere e proprie capsule del tempo: un biglietto da visita dell’Ottocento, rimasto nascosto all’interno di uno dei reperti, porta il nome di Armand Bonn. Il tempo dischiude i suoi portali e ci catapulta fino all’8 febbraio del 1864, quando la mano dell’esperto in “riparazioni invisibili” pensò di immortalare il proprio lavoro e di lasciare un messaggio ai restauratori del futuro: chissà che il lavoro del professore e della sua squadra non rivelino altre sorprese…

Emozionante anche leggere i nomi delle cantatrici di Amon, ammirare una stele dell’epoca di Tutmosi III, le corone di fiori che erano posate sulle mummie di Ramses II e Seti I o il papiro che ci racconta la storia del processo a quello che chiameremmo un “tombarolo”: testimonianze uniche che ci riportano ad un passato remotissimo che si rende presente ai nostri occhi interessati e stupiti.

La mostra prevede sconti particolari e “offerte” pensate per i gruppi, le famiglie, le scuole e in particolare (com’è avvenuto per l’Epifania) per i bambini: la mascotte Mumy – raffigurata nelle didascalie durante il percorso dedicato ai più piccoli con attività e testi dedicati – il 6 e 7 gennaio scorsi ha donato ai bambini presenti alla visita guidata offerta dal museo dei dolci offerti dalla pasticceria Condorelli.

Ecco le impressioni di Paolo, dieci anni, che è stato ritratto in vesti di Egizio con tutta la famiglia dalla sorellina Miriam, otto.

Cosa ti è piaciuto di più della mostra?

“I sarcofagi della diciannovesima dinastia, perché erano più antichi e più poveri di quelli della ventesima e ventunesima”.

Ti ha fatto impressione la mummia del bambino? (Non appartiene ai sarcofagi ritrovati, ma è stata inserita per completezza espositiva).

“Sì, tanto”.

E cosa ne pensi del professore?

“Molto intelligente e molto informato su un sacco di cose, infatti ha dato una spiegazione molto dettagliata”.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2867:la-produzione-dei-pellami-a-noto-prima-del-terremoto-del-1693&catid=17&Itemid=143

Convegno dell’Archeoclub di Noto dedicato alla memoria del tragico eventoNelle giornate di studio si è parlato anche dei mulini

La Civetta di Minerva, 19 gennaio 2018

Presso la sala Gagliardi del palazzo Trigona a Noto, si è appena conclusa la quinta edizione del convegno “Nella ferita la cura – 11 gennaio 1693”, organizzato dall’Archeoclub sezione Noto e dedicato alla memoria e alle indagini sul terremoto che trecentoventicinque anni fa sconvolse la Sicilia, specie sud orientale.

Durante le giornate di studio, incentrate soprattutto sulle concerie di Noto antica, i relatori – Laura Falesi, Antonino Attardo, Luigi Lombardo, Giuseppe Libra, Susanna Falsaperla, Simona Caruso, Danilo Reitano, Riccardo Merenda – hanno esposto lo “stato dell’arte” sull’argomento, sia in un’ottica di studio che di valorizzazione, a partire ad esempio da Cava Carosello e quindi dal paesaggio che rientra nel demanio forestale del territorio in questione. Interessanti le notizie emerse sui mulini e sulla produzione e il commercio dei pellami nel Cinquecento e sulla mappatura dei luoghi studiati, oltre che sull’apporto delle nuove tecnologie in funzione della conoscenza del fenomeno terremoto.

L’approccio ha mirato a integrare l’aspetto umanistico e quello scientifico: pensiamo al lavoro dello studioso Dario Burgaretta sulla strage di ebrei nel 1474, fenomeno tutt’altro che isolato – la persecuzione contro gli ebrei ha vissuto momenti di stasi e di recrudescenza legati anche alla “concorrenza” economica nell’ambito del lavoro di conciatore e tintore – e alla collaborazione di giovani archeologi (Eleonora Listo, Paolo Amato, Pietro Tiralongo, Pasquale Sferlazza, Vanessa Leonardi, Sara Andolina) nel lavoro di rilievo e rappresentazione grafica dei siti analizzati.

Il convegno è stato arricchito dalla passeggiata alle concerie di Noto antica nella valle del Carosello e damomenti musicali come il concerto di Carlo Muratori, che ha eseguito “La Cantata di li Rujni”, eco delle memorie dei cantastorie, lavoro che questo giornale ha avuto modo di recensire; Maria Teresa Arturia voce, fisarmonica e piano, e Francesco Bazzano alle percussioni hanno accompagnato l’artista nella Chiesa di Sant’Antonio.

Altra “chicca” è stata l’esecuzione di alcuni brani tratti dalla Messa di Requiem composta da Mario Capuana, autore tra l’altro di mottetti e altre composizioni, maestro di cappella della Chiesa Madre di San Nicolò a Noto Antica tra il 1643 e il 1646 (soprano Corrada Fugà, Ermenegildo Mollica tenore, Raffaele Schiavo alto, Alfonso Lapira basso, si sono esibiti insieme a Joachim Klein al violoncello e ad Andrea Schiavo all’arciliuto; il violinista Gabriele Bosco insieme agli altri due strumentisti ha invece eseguito musiche di Arcangelo Corelli).

Don Fortunato Di Noto ammonisce i genitori e la scuola a vigilare su ciò che i ragazzi fanno con smart phone e computer

La Civetta di Minerva, 15 dicembre 2017

Stimolata da un’indagine social del professor Massimo Arcangeli, docente di linguistica italiana ed ex-preside della facoltà di lingue e letterature straniere presso l’Università degli Studi di Cagliari, rifletto insieme a voi lettori sullo statuto di verità che chiediamo alle cose, all’informazione, all’entertainment, alla letteratura e all’arte in genere.

Una delle espressioni dell’anno che sta per concludersi è certamente “fake news”, che fa il paio con la nostrana “bufala” e il trio con “fattoide”, notizia priva di fondamento, ma diffusa e amplificata dai mezzi di comunicazione di massa al punto da essere percepita come vera: sarebbe imminente un pronunciamento del nostro Parlamento per arginare il fenomeno della diffusione in rete di informazioni e notizie false – postate più o meno artatamente –, ma è bene che scuola e famiglia, specie per proteggere i minori in rete, si attivino per insegnare a bambini e ragazzi a navigare su Internet in maniera consapevole (e comunque resta valido e semmai si rafforza l’invito di associazioni come Meter e di esperti come Don Di Noto a vigilare sui minori che utilizzano sempre più smartphone e computer e a non postare immagini e video dei propri figli, dato l’uso sconosciuto e spesso criminoso che di tali dati può essere fatto, specie in un’ottica di lotta contro la pedofilia).

Attenzione dunque sia alle notizie non verificate – spesso basta una rapida conferma da parte di un motore di ricerca, sia per i testi che per le immagini o i video –, ma in effetti ci sarebbe da fare un lungo discorso sugli statuti di verità. Passiamo, nell’arco della stessa giornata, dall’indignazione contro le fake news (che comunque spesso sono trappole per gonzi: la storia e la letteratura ci riportano innumerevoli casi di notizie non verificate, veri e propri specchietti per le allodole) alla fame di reality, un vero e proprio genere a sé stante in cui di reale c’è ben poco (ci si domanda se le gesta di starlette e giovanotti alla Ken, di freak e gente in cerca di quindici minuti di notorietà siano davvero reali: non è vero ma ci credo, verrebbe da dire, allora dov’è la reality?), alla mai troppo deprecata tv verità: c’è chi sulla televisione del dolore, delle lacrime in diretta, delle riunioni familiari, dei casi umani, ha costruito una carriera.

E non è finita: le cosiddette fiction – a parte l’invasione degli anglismi, non si comprende cosa distingua gli sceneggiati di un tempo da film in due-tre puntate con attori improbabili e sceneggiature copiaincollate da analoghi prodotti d’oltralpe e oltreoceano detti fiction – dal latino fictio, finzioni dunque, recite – in cui spesso “il riferimento a fatti, persone, luoghi e avvenimenti reali è puramente casuale” (formula che può evitare querele, ma dietro cui si nascondono cinquantine di sfumature di verità). A fictional (che nel mondo anglosassone riguarda poesia e narrativa, contrapposte alla saggistica, che è appunto non fictional) di recente si contrappone factual: tale è stata definita una trasmissione con Roberto Saviano per il prevalere di situazioni reali, romanzate solo per esigenze di copione. Insopportabili poi le classiche domande su libri e film: “Ma è una storia vera? È veramente successo?”, che annulla secoli di pratica e teoria artistica e letteraria su reale, naturale, vero e trasfigurazione artistica.

Dato che spesso la confusione linguistica è indice di confusione concettuale, abituiamoci a riflettere sul gradiente di realtà di quanto proponiamo e ci viene proposto per una comunicazione ed informazione, oltre che espressione, più consapevole; rafforziamo il lavoro della scuola, che come obiettivo non solo didattico si propone quello di formare giovani adulti dallo spirito critico; battiamoci per la valorizzazione della ricerca e, nel campo dell’intrattenimento, per contenuti più formativi e meno banalmente massificati, altrimenti, dato che nel 2018 dovrebbe essere inammissibile contraddire millenni di scienza con affermazioni sulla Terra piatta o gravidanze ai limiti dell’alieno, non dovremo più stupirci di gruppi di “mamme pancine et coetera” o di “Earth flatters”, concentrati di fake news, fattoidi, bufale, purtroppo non fictional ma factual.

 

 

 

 

 

 

 

Daphne Caruana Galizia, mezz’ora prima di morire, scrisse: “A Malta c’è corruzione ovunque”. Un quotidiano americano l’aveva definita “una delle 28 persone che stanno formando, scuotendo e agitando l’Europa”.

 

La Civetta di Minerva, 3 novembre 2017

Si allunga la lista dei martiri della parola. È di pochi giorni fa la terribile notizia della morte di Daphne Caruana Galizia, giornalista e blogger maltese la cui colpa è stata quella di usare l’arma della penna e della tastiera contro intimidazioni e bombe per indagare sulla corruzione che a Malta sembra dilagare come un cancro che metastatizza nell’affarista e forse complice Europa.

Laureata in archeologia, madre di tre figli, è stata una firma regolare per The Sunday Times e redattrice associata per The Malta Independent, oltre che direttrice della rivista Taste & Flair.

Curava un popolare e controverso blog dal titolo Running Commentary, contenente segnalazioni investigative; diverse le battaglie legali dovute proprio alla pubblicazione di post su magistrati e leader politici ed importanti le sue rivelazioni sulla corruzione e la mancanza di trasparenza a Malta. Il quotidiano americano “Politico” ebbe a definirla come una delle “28 persone che stanno formando, scuotendo e agitando l’Europa”.

Minacciata di morte – dopo aver sostenuto che una società panamense fosse di proprietà della moglie del primo ministro Muscat e aver criticato Delia, leader dell’opposizione nazionalista –, Daphne Caruana Galizia è rimasta uccisa lo scorso 16 ottobre nell’esplosione di un’autobomba.

Unanimi e di circostanza i cori di condanna dell’accaduto ma diversa è la posizione della famiglia: in un messaggio su Facebook uno dei figli della donna –  giornalista appartenente all’International Consortium of Investigative Journalists – ha mosso forti accuse contro le autorità di Malta, in cui Stato e crimine organizzato sarebbero indistinguibili, responsabili e complici a suo dire dell’assassinio della madre.

Sospeso dal servizio e indagato un sergente di polizia maltese per il commento all’omicidio della giornalista in cui ha affermato che «Tutti hanno quello che si meritano, merda di vacca. Sono felice».

Al di là di questo e del prosieguo delle indagini – coinvolta anche l’FBI –, colpiscono le ultime parole scritte da Daphne Caruana Galizia sul suo blog mezz’ora prima della morte: “There are crooks everywhere you look now. The situation is desperate” (“Ora ci sono corrotti ovunque guardi. La situazione è disperata).

Non meno toccanti – sia dal punto di vista personale che da quello deontologico: cosa possono le parole di una giornalista coraggiosa contro quella che è stata definita la “cleptocrazia” del Mondo di Mezzo, il potere occulto che viene a patti con la malavita organizzata per tenere in piedi un impero basato sulla corruzione? – le parole del figlio di Daphne Caruana Galizia: «Mia madre è stata uccisa perché si è messa tra la legge e quelli che cercavano di violarla, come molti bravi giornalisti. Ma è stata colpita perché era l’unica persona a farlo. È questo quello che succede quando le istituzioni sono incapaci: l’ultima persona rimasta in piedi è spesso una giornalista. Il che la rende la prima persona a essere uccisa».

Ricordiamo ai lettori che nei primi 273 giorni del 2017 l’Osservatorio Ossigeno ha documentato minacce a 256 giornalisti ed ha inoltre ha reso note minacce ad altri 65 giornalisti per episodi degli anni precedenti conosciuti dall’Osservatorio solo di recente; dietro ogni intimidazione documentata dall’Osservatorio almeno altre dieci resterebbero ignote perché le vittime non hanno la forza di renderle pubbliche.

Questo dovrebbe farci riflettere sul lavoro dei giornalisti, profeti disarmati del nostro tempo, sentinelle contro abusi e corruzione, spesso voce di chi non ha voce.

Per la prima volta la teca che contiene le lacrime della Madonna, prodigio avvenuto a Siracusa nel 1953, viene accolta in uno studio televisivo. Testimoni e studiosi narrano l’evento

La Civetta di Minerva, 3 novembre 2017

«Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti» (Mt 10, 27). Non c’è forse citazione biblica migliore per parlare dell’annuncio della parola di Dio attraverso i media: i “tetti” del Vangelo di Matteo ci richiamano quelli contemporanei, fitti di parabole e ripetitori che trasmettono in ogni parte del globo parole, immagini, suoni. E che possono diventare strumento sempre nuovo di diffusione di contenuti culturali e spirituali, di riflessione sui valori non solo confessionali ma latu sensu umani.

Per la prima volta il reliquiario della Madonna delle Lacrime di Siracusa viene accolto in uno studio televisivo: presso gli studi di Padre Pio tv è stata registrata una puntata speciale della trasmissione “Nella Fede della Chiesa” con la presenza del prezioso reliquiario. La puntata è andata in onda Martedì 31 Ottobre alle 16 ed in replica Mercoledì 1 alle 8:45, Giovedì 3 alle 13:45 e Venerdì 4 alle 22:45 al canale 145 del digitale terrestre, 852 di Sky e 445 di TvSat. Appuntamento speciale, quindi, per i santi e i defunti con la presenza del prezioso reliquiario della Madonna delle Lacrime di Siracusa – ricordiamone l’autore, Biagio Poidimani, che lo realizzò nel 1954 in oro, argento e pietre preziose, rappresentando Santa Lucia e San Marciano, il primo vescovo di Siracusa, San Pietro e San Paolo, oltre a quattro angeli che custodiscono l’urna di vetro con la fialetta contenente le lacrime.

In studio, Don Francesco Cristofaro, mentre ad accompagnare la reliquia e a spiegare l’evento prodigioso della lacrimazione del 1953 Don Raffaele Aprile– che ha anche recitato una sua poesia in onore della Madonna delle Lacrime, “quella metà di cielo che parla di salvezza”, oltre che a spiegare teologicamente il significato del prodigio – e la dottoressa Concita Catalano, che ha spiegato al pubblico quali analisi vennero compiute all’epoca dalla commissione medica appositamente istituita per accertare la veridicità del fenomeno, con l’ausilio di immagini e filmati – toccante anche dal punto di vista umano la vicenda del dottor Cassola, il cui contatto con le lacrime da esaminare trasformò profondamente la sua vita di uomo e di medico.

Significativa anche la coincidenza della presenza delle reliquie di Giovanni Paolo II in Santuario: papa Wojtyla, devoto della Madonna delle Lacrime, nel novembre del 1994 ne consacrò il santuario durante la storica visita a Siracusa; il pontefice polacco, maestro di comunicazione, ha dedicato scritti, riflessioni e interventi sul ruolo dei media nell’apostolato e nell’ottica dell’unità della famiglia umana.

Incastonate in un artistico reliquiario opera del maestro Gulino – in Basilica è possibile anche ammirarne anche altri pregevoli manufatti – le reliquie di Wojtyla hanno richiamato un buon numero di fedeli devoti di questo Santo della nostra contemporaneità.

 

Interessante mostra documentaria su 400 anni di vicende femminili. Non solo aborti, stupri e delitti ma anche testamenti e figure storiche. Donne dalle condizioni socioeconomiche diverse, donne dalle storie variegate, donne da conoscere e ricordare

La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017

Sarà visitabile fino al 31 maggio 2017 – quindi anche durante l’Infiorata – nei saloni espositivi di Palazzo Impellizzeri, sede della Sezione di Noto dell’Archivio di Stato di Siracusa, la mostra documentaria ”Storie di donne nei documenti d’archivio”.

L’esposizione, inaugurata a marzo con un evento teatrale suggestivo, l’emozionante performance delle artiste Chiara Spicuglia, Rina Rossitto e Miriam Scala, che hanno dato respiro e anima con “Voci di donne” a Gaetana Midolo, Marianna Ciccone e Franca Viola, accompagnate dal gruppo dei ragazzi del S.Cuore –,  è stata realizzata utilizzando la documentazione proveniente da vari fondi archivistici: fascicoli processuali della Gran Corte Criminale, atti notarili, atti dell’Università di Noto e Prefettura, tutti documenti riferiti a vicende e figure femminili del nostro territorio vissute nell’arco di quattrocento anni.

Regestazione ed allestimento della mostra sono stati curati dalle archiviste della Sezione di Noto, Giuseppina Calvo e Anna Lorenzano, con la collaborazione di Maria Teresa Azzarelli. Coordinatore della mostra è Concetta Corridore, direttore dell’Archivio di Stato di Siracusa. Importante anche il contributo di Salvatore Zuppardo, che ha realizzato la brochure esplicativa dell’esposizione.

Il visitatore sarà suggestionato da tante voci provenienti dal passato: quella del charaullo – meraviglia lessicale per una tradizione tipicamente siciliana – che motus amore divino perdona la moglie adultera nel 1551, quella di Eleonora Nicolaci che parla attraverso il proprio testamento, quella del letterato e scienziato avolese Giuseppe Bianca che ringrazia la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa per il dono della sua pubblicazione “Nuovi Canti” (1859)…

Interessante notare anche il progresso della condizione femminile (vedi il documento sull’Unione donne italiane ad esempio) nell’ambito dell’istruzione e dell’introduzione alle professioni.

Toccante leggere l’atto di nascita di Gaetana Midolo, che morì appena quindicenne nel rogo della fabbrica newyorkese “Triangle Waist Company”: insieme a tante altre operaie, sfruttate e sottoposte a condizioni di lavoro disumane, è una delle “camicette bianche” la cui vicenda ha dato origine alla tradizione dell’8 marzo e che è stata studiata da Ester Rizzo (il volume sulle ricerche della studiosa è edito da Navarra editore e ha permesso di dare un nome e far intitolare vie ed altri spazi pubblici alle operaie, 24 delle quali siciliane, morte nell’incendio della fabbrica di camicie).

Riempite strade, piazze, cortili e chiese con note di armonia, canti, musica. Questa edizione dedicata a Salvatore Di Pietro, l’anno prossimo a Corrado Carbè

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Domenica 19 marzo, in occasione della Festa mondiale della poesia ad Avola, declinata in due giorni speciali tra Avola e Noto, si sono concluse la quindicesima edizione di “Dalle otto alle otto” e la sesta edizione di “Libri di-versi in diversi libri” dedicata a Salvatore Di Pietro: Carlo Sorgia, Alessandra Nateri Sangiovanni e Maria Pia Vido si sono classificati rispettivamente al primo, secondo e terzo posto in quella che non è tanto una tenzone letteraria ma un’occasione di incontro, scambio e crescita nel nome della poesia: in un tempo arido e materialista, in cui scrivere versi sembrerebbe anacronistico e del tutto inutile, poesia è anche riempire strade, piazze, cortili e chiese di Avola e Noto di armonia, canti, musica e, soprattutto, poesie, “celebrando” secondo l’anima di questo concorso, il libraio-editore Ciccio Urso, sostenuto come sempre da Liliana Calabrese, dai giurati e dal manipolo di artisti del Val di Noto che seguono le loro iniziative, “la magia della creatività, spontaneamente e senza programmazione, nonostante l’indifferenza di intellettuali egocentrici e della massa insignificante che ci circonda, e, soprattutto, senza sindaci e assessori e a personaggi di potere, perché l’unico potere abbracciato da ciascuno è quello della fantasia e della bellezza di un verso, dell’incontro con un accadimento inaspettato, ma collegato a ciascuno, e l’adesione entusiastica di persone graditissime”.

Tra i giurati, docenti e poeti: Maria Barone, Corrado Bono, Liliana Calabrese, Antonino Causi, Francesca Corsico, Luigi Ficara, Benito Marziano, Orazio Parisi, Vera Parisi, Fausto Politino, Maria Restuccia, Lilia Urso, Marco Urso e i poeti vincitori Giovanni Catalano, Manuela Magi, Maria Chiara Quartu, Pietro Vizzini, Nina Esposito.

Sono state consegnate le targhe della memoria dedicate a poeti sparsi in diverse città italiane e grazie all’intervento di poeti di diverse regioni italiane, compresa la Sardegna, è stato raggiunto l’obiettivo di creare ponte con gli altri, ascoltando e uscendo da sé, diventando ideali punti di riferimento e modelli di vivere creativo positivo, da moltiplicare nel mondo.

La nuova edizione del concorso letterario verrà come ormai consuetudine dedicata a un poeta amico della Libreria Editrice Urso, scomparso anzitempo, e cioè al poeta-scrittore Corrado Carbè scomparso il 20 febbraio 2017 nel mentre stava partecipando alla precedente edizione di questo Concorso, dove, tra l’altro, si classificava al sesto posto della classifica finale, insieme a Cettina Lascia Cirinnà, Mimma Raspanti, Federico Guastella, Rita Stanzione, Simona Forte, Marianinfa Terranova, Antonella Santoro, Gianluca Macelloni, Grazia La Gatta.

Meritano una menzione particolare e vanno incoraggiati i giovani artisti: in un’edizione di qualche anno fa Davide Giannelli scriveva che quando saprai che stai per morire, / dalle tue ceneri di nuovo un sorriso. / E la tua melodia canterai (da Vivere d’amore).

Miriam Vinci, selezionata nell’edizione 2016/2017, ben rappresenta l’anelito giovanile alla Bellezza nonostante il grigiore del quotidiano e le difficoltà dell’esistenza e ci piace chiudere proprio con i suoi versi, che con voce fresca in ritmi franti ricantano i temi eterni della poesia, tra illusioni ingenue dell’età ed echi leopardiani:

Ed è in questa nudità / che vorrei / vestiti di poesia.

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La conferenza nei locali della biblioteca di Noto. Durante l’incontro, organizzato dal Rotaract, musiche eseguite dal maestro Gabriele Bosco al violino, mentre Giuseppe Puzzo, verseggiatore egli stesso, recita alcune liriche della poetessa e propri componimenti inediti

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Mariannina Coffa, Una donna tante donneLa poetessa dell’Ottocento che parla alle donne di oggi”: questo il titolo dell’incontro che si terrà domani, venerdì 25 marzo, alle ore 17,30 presso la Biblioteca comunale “Principe di Villadorata” di Noto in via Nicolaci, biblioteca che custodisce amorosamente gli scritti della poetessa e patriota netina. L’incontro si inserisce nella programmazione del Rotaract volta alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse culturali in senso lato.

Mariannina Coffa (Noto, 1841-1878), enfant prodige della borghesia netina nel passaggio difficile ed esaltante insieme dalla monarchia borbonica al Regno d’Italia, è stata dunque figlia, sorella, amica – corrispose con gli intellettuali dell’epoca pur senza muoversi dalla Sicilia –, innamorata (fu protagonista di un amore tipicamente romantico con Ascenso Mauceri, musicista e autore di tragedie), sposa malmaritata di un possidente terriero di Ragusa, madre (perse tra l’altro due dei cinque figli), patriota e poetessa (accompagnò con la sua poesia e le sue riflessioni i moti risorgimentali e la sua complessa personalità e spiritualità la portò ad un tentativo di emancipazione dagli stilemi dell’epoca verso soluzioni originali): interpretò ognuno di questi ruoli nonostante i limiti della propria condizione di donna, di siciliana, nonostante la malattia e le incomprensioni del contesto familiare e socio-culturale.

La conferenza, tenuta da Maria Lucia Riccioli, docente e scrittrice, autrice tra l’altro di un romanzo storico, “Ferita all’ala un’allodola”, incentrato proprio su Mariannina Coffa, giurata per due anni consecutivi del concorso di “Inchiostro e anima” intitolato alla Capinera di Noto, alla Saffo netina, tanto per ricordare alcune delle immagini cui la Coffa è stata associata, autrice di un saggio sulla prima tesi di laurea dedicata alla poetessa e inserito nel volume “Sguardi plurali” (Armando Siciliano Editore) curato da Marinella Fiume e uscito per raccogliere i lavori dell’omonimo convegno, oltre che di una lettera immaginaria alla Coffa pubblicata per i tipi di LiberAria in “Letteratitudine 3: letture, scritture, metanarrazioni” (a cura di Massimo Maugeri), sarà moderata da Federica Piluccio, presidente del Rotaract club Noto Terra di Eloro; le musiche che accompagneranno l’evento saranno eseguite dal maestro Gabriele Bosco al violino, mentre Giuseppe Puzzo, estimatore della Coffa e verseggiatore egli stesso, reciterà alcune liriche della poetessa e propri componimenti inediti.

A quasi centoquarant’anni dalla scomparsa della poetessa, la sua biografia e le sue opere presentano ancora fertili campi di indagine (pensiamo alla recente scoperta ad opera di Stefano Vaccaro di un inedito rinvenuto nella biblioteca del Castello di Donnafugata).

L’incontro del 25 marzo sarà occasione di riflessione sul modello femminile incarnato dalla Coffa e offrirà lo spunto per ricordare l’incendio del 25 marzo 1911, nel quale persero la vita le “camicette bianche” (pensiamo allo straordinario lavoro di Ester Rizzo per ridare nome dignità e memoria a queste donne), le operaie della Triangle Waist Company: tra di esse c’era una ragazza netina, Gaetana Midolo, cui è stata dedicata la rotatoria di Piazza Nino Bixio. Nel mese dedicato alle donne, ricordare un’emigrata e una figura del nostro Risorgimento non sembrerà un’operazione azzardata.

 

La bananottera nuota… alla libreria Diana! (foto)

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Le foto del bellissimo laboratorio alla libreria Diana!

Bellissima accoglienza, bimbi carini e creativi… Nana è felice!

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LA BANANOTTERA torna a nuotare a Siracusa!

Stavolta la dolce piccola Nana, la balenottera giallo banana, schizzerà e ballonzolerà alla libreria Diana…

Vi aspettiamo!

“Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana! Il suo colore originale le dà qualche problema con le altre creature marine. Ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina.”

Lettura animata e laboratorio creativo con l’autrice Maria Lucia Riccioli.
Per bambini dai 5 anni in su.
Costo del laboratorio € 8 (merenda, laboratorio e libro inclusi).
È necessaria la prenotazione.

Ringrazio di cuore gli amici della rivista Notabilis per la segnalazione:

#babynote

Un appuntamento rivolto ai piccoli lettori quello di questa domenica pressola Libreria Diana di Siracusa, con la “Labomerenda” e il libro “LaBananottera”. Lettura animata, laboratorio creativo e merenda, in compagnia dell’autrice Maria Lucia Riccioli.

#notabilis #persone #fatti #eventi #degnidinota #insicilia #sicilia#labomerenda #labananottera #letturanimata #babynotelibri #eventisiracusa#eventisicilia Ilaria Rubino

E un altro grandissimo grazie va a StreetTease di RSO Radio per la segnalazione (Marla Lombardo, you inspire!)

Ecco altro materiale sul libro e la casa editrice VerbaVolant, che si è ultimamente fatta in quattro! Presente con uno stand sia a Milano, per il BOOK PRIDE, che a Modena per il Buk Festival della piccola e media editoria!

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#NoraLab #labananottera
#ictorrenova #2A
#mare #sbuffi
Mi chiamo Nana.
Sono una balenottera. 
– Ma l’avete vista? – esclamano tutti gli abitanti del mondo marino.
Sono gialla.
Mi chiamano la bananottera.
La storia di una balena che parla ai bambini del valore della #diversità e dell’importanza della #cooperazione con uno sguardo attento alla #tuteladell’ #ecosistemamarino
A scuola si racconta, si legge, si inventa, si crea con le mani, si ride e si riflette.
Alla fine del laboratorio R. esclama: “Anche se gli altri sono diversi da noi, dobbiamo imparare ad accertarli per come sono!”
#educare #leggere #mente #cuore

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https://www.facebook.com/La-Psicologia-in-Pillole-Eleonora-Mangano-Psicologa-545608722171017/

La psicologa Eleonora Mangano si è innamorata di alcuni dei libri VerbaVolant e li sta utilizzando per i suoi laboratori.

Leggendo le schede dei libri pubblicati dalla casa editrice siracusana, ha scelto anche La bananottera…

Grazie a lei e a Monica Saladino e Fausta Di Falco per la segnalazione!

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Questa piccola libreria, fatta con materiale di recupero riciclato e riutilizzato, abita presso un istituto comprensivo della provincia di Messina, dove si svolgono laboratori di lettura creativa per i bambini della scuola primaria. Ospita al suo interno alcuni albi illustrati per l’infanzia della casa editrice VerbaVolant edizioni di Fausta Di Falco
Perché la scuola può incentivare l’avvicinamento ai libri e se gli alunni esprimono la voglia di curiosare tra i libri vale allora la pena assecondarli.

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Posto altro materiale sulle nuotate di Nana, che presto sarà protagonista di nuovi incontri e laboratori, fiere e presentazioni… restate collegati!

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E a Canicattini!

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http://www.earthdaycefalu.it/illustramente-earthdaycefalu2018.html

Oltre che a Palermo e a Canicattini Bagni, VerbaVolant presente all’Earth Day du Cefalù… stay tuned!

http://www.bibliotechedigenova.it/sites/default/files/proposte%20dicembre%202017.pdf

Grazie alle Biblioteche di Genova!

https://www.facebook.com/events/1948099982106954/

Sotto gli archi della Marina… quale posto migliore per Nana?

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Ed ecco la libraia Viviana Giubilo di Libreria Letteraria con i libri VerbaVolant!

Riuscite a vedere LA BANANOTTERA?

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E poi… si riparte!

Avete mai visto una balena gialla su una nuvola?

A Roma è possibile!

https://www.facebook.com/piulibri.piuliberi/?fref=ts

Dal 6 al 10 dicembre torna Più libri più liberi.
La sedicesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria ti aspetta al Roma Convention Center La Nuvola.

Più libri (nella nuvola) si avvicina! Vi ricordo che vi aspettiamo con tutti i nostri libri, “vecchi” e nuovi allo stand A42…

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Stand in allestimento…

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Stand preso d’assalto!

🙂

Un bel MI PIACE e facciamo crescere la pagina VerbaVolant edizioni!

https://www.facebook.com/VerbaVolant-edizioni-451343218236005/?fref=ts

Siamo quasi a quota 3000…

e poi:

https://www.libriconsigliati.net/bambini/la-bananottera/

La pagina sembra scritta in Italian for Dummies però… che pubblicità!

E che ne dite di scrivere una recensione del libro?

https://www.amazon.it/bananottera-M-Lucia-Riccioli/dp/8889122838?SubscriptionId=AKIAIBNOG5ILLHKIECFQ&tag=book-it-sc-21&linkCode=sp1&camp=2025&creative=165953&creativeASIN=8889122838

Le nuotate di Nana…

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Stand in allestimento…

https://www.facebook.com/events/490994141260528/?active_tab=discussion (l’evento Facebook)

Quest’anno abbiamo deciso di tornare al Pisa Book Festival! Vi aspettiamo in stand con tutti i nostri libri e alcuni autori!

Ritorna il Pisa Book Festival con la Finlandia Paese Ospite d’Onore, 160 espositori, oltre 200 eventi, ospiti nazionali e internazionali. Pronti per festeggiare con noi la quindicesima edizione? Quest’anno si brinderà con cocktail di libri, frizzanti e rigorosamente indie! Dal 10 al 12 novembre ritorna il Pisa Book Festival 🎉🎉, Finlandia Paese Ospite.
Siete pronti a festeggiare la quindicesima edizione? Quest’anno si brinderà con cocktail di libri, frizzanti e rigorosamente indie! #makeitaparty #PBF2017

www.pisabookfestival.it

Serie di illustrazioni realizzate da Claudia Flandoli

L'immagine può contenere: sMS

Illustrazioni di Claudia Fiandoli…

E adesso altro materiale…

VerbaVolant edizioni è su Instagram!

Se non lo fate già seguiteci anche su Instagram! VVEDIZIONI

Ed ecco una nuova nuotata di Nana…

Il prossimo weekend saremo a Menfi per Le Federiciane. Se vi trovate da quelle parti vi aspettiamo con tutti i nostri libri 🙂

Primo scatto da Menfi…

E un bell’articolo del Giornale di Sicilia…

Sole e verde…

Ecco Nana, la mia dolce bananottera gialla, baciata dal sole di Menfi…

Le Fridericiane by night…

Le novità non sono finite…

Avviso per librerie e insegnanti: sono disponibili i nuovi progetti lettura 2018, con gustose novità e piccole anteprime 😉

Questa è una foto del bellissimo incontro a Mazara del Vallo (grazie alla scuola Ajello e alle straordinarie libraie di Lettera 22).

Oggi è la vigilia di Ferragosto e quale libro più adatto ad augurarvi il buongiorno? Nana, una balena tutta gialla come il sole d’estate! Dalla penna di Maria Lucia Riccioli con le belle illustrazioni di Monica Saladino!

Grazie a voi tutti amici!

Una bella conversazione FB:

Sara Romanello La bananottera è un’idea GENIALE!!! :-):-)
Maria Lucia Riccioli E di mia sorella che ha inventato questa parola così bananotterosa… 💛
Grazie!
Fausta Di Falco Maria Lucia non sminuirti. Sei una autrice deliziosa 😉
Sara Romanello Maria Lucia Riccioli Bellissima idea! 🙂
Maria Lucia Riccioli Grazie davvero… da quella parola è venuta fuori una storia che mi ha reso felice scrivere e presentare…
Sara Romanello Lo cercherò nelle librerie di Bologna, dove vivo! E di certo lo regalerò a mia nipote e lo leggerò ai bambini per i quali organizzo attività ricreative, sarà un grande aiuto e un bellissimo spunto per parlare dell’ambiente marino e insegnare a rispettarlo! 🙂 Ancora complimenti a tutti per il vostro splendido lavoro veramente molto educativo!
Maria Lucia Riccioli Grazie davvero!!!

E qui posto un po’ di materiale sulla mia dolce bananottera gialla Nana, che mi ha dato tanta gioia ideare e scrivere…

Prima di tutto, il bellissimo video realizzato dalla seconda B dell’Istituto comprensivo Giovanni XXIII – Piazzi (PA).

Grazie a docenti e bambini!!!

Nei mesi di aprile/maggio i bambini della Scuola primaria Giovanni XXIII, hanno letto il libro “La Bananottera” scritto da Maria Lucia Riccioli ed illustrato da Monica Saladino: una storia tenera ed avventurosa attraverso la quale i bambini hanno imparato il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.

Le nuotate di Nana non si fermano, anzi!

I libri VerbaVolant edizioni a Puntasecca, nei luoghi del commissario Montalbano…

… inizia il festival Libri d’aMare!

La rassegna è stata pubblicizzata su tutti i media… e Nana non poteva non partecipare: il mare è la sua casa!

Naturalmente…

Ecco altro materiale su LA BANANOTTERA!

L'immagine può contenere: 5 persone, sMS

https://www.radio3.net/portfolio-item/ciao-gender-stagione-1-puntata-22/

Ciao Gender – Stagione 1 – Puntata 22

Puntata del 5 Dicembre 2017

A causa di qualche porzione di sushi in più, riuscirà la redazione a risolvere un problemino nato con il gestore del ristorante giappo/cinese “Ciul-lò”? Anche in questa puntata l’informazione e le curiosità ne fanno da padrona, come da sempre Ciao Gender ci ha abituato, la parte news curata da Davidson Ciullo sempre aggiornata sulle notizie dal mondo, la rubrica informativa sulle iniziative ed i servizi messi a disposizione dai vari comitati e associazioni lgbtqi “INFORMER” anche in questa puntata tratterà i temi sulla salute e prevenzione con Manuel Maffeo, coordinatore del Gruppo Salute del Movimento Pansessuale | Arcigay Siena.

Il Natale si avvicina e già iniziamo a pensare alle idee regalo.. e perchè non un libro? Alfredo Polizzano in collegamento telefonico dalla Libreria Fenice di Catania è pronto a consigliarci un bel libro da regalare a chi si vuole bene, “La Bananottera” di Maria Lucia Riccioli, un libro per piccoli e grandi lettori all’interno della rubrica “CONSIGLIO DEL LIBRAIO”, a seguire i consigli cinematografici “QUEER VISION” a cura di Marco Mardok.

Non può mancare la musica, quella amata dal mondo queer, come ogni settimana, l’appuntamento musicale è targato “SUPERCLASSIFICA friendly” la chart esclusiva di Ciao Gender dalla 20° alla 1° posizione, Like Dancefloor del PLAY DJ‘s group svelerà le posizioni pervenute dalle preferenze musicali del mondo gay e per non perdere le date degli eventi preferiti, Playdj vi terrà aggiornati sulla movida gay and friendly della Toscana e non solo, con la rubrica “COSA C’E’ IN GIRO?”

Ed infine come ogni puntata verrà svelata la risposta alla domanda posta la scorsa settimana all’interno dell nuovo “QUIZ, quanto ne sai?”, ogni settimana verrà formulata una domanda a tematica lgbt con 4 possibili risposte, la risposta esatta verrà svelata nella puntata seguente, potete interagire partecipando al gioco inviando la vostra risposta al 3392560090.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

I libri VerbaVolant al NininFestival Bogliasco (GE)! Grazie a Donatella Monego, a Carla e alla loro associazione!

Ecco le immagini relative al Festival… e l’evento Facebook con i video (https://www.facebook.com/nininfestivalbogliasco/?fref=mentions)

E non solo…

http://www.romaperbambini.it/public/wordpress/index.php/2017/06/30/frammenti-2017-i-laboratori-per-bambini/

Venerdì 7 luglio

ore 18 – EARTH DAY 
lettura animata de “La Bananottera” e laboratorio creativo ecologico a cura dell’associazione “Mani cultura per i bambini” (Costo 6€ a partecipante // prenotazione obbligatoria)

Grazie a https://www.facebook.com/ombrellinodellefiabe/?fref=mentions

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Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è….. tutta gialla, come una banana! Il suo colore originale le dà qualche problema con le altre creature marine. Ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina.
Prenota il tuo posto e ascolta la grande avventura di Nana, la balena coraggiosa.
Vi aspettiamo tutti!

https://www.mani-culturaperbambini.it/09-luglio-2017-frammenti-17-punti-vista/

Su Instagram!

http://www.surfinginmap.club/p/bananottera

La mia dolce bananottera Nana non si ferma… nuota per librerie, biblioteche, fiere…

Ecco una delle nuove librerie in cui Nana potrà nuotare…

Vedete LA BANANOTTERA insieme ad altri bellissimi libri VerbaVolant?

Cliccate qui https://www.facebook.com/libreriapippi/?pnref=story per saperne di più!

E come potete constatare guardando il materiale che (ri)posto, Nana nuoterà ancora per molto molto tempo in posti bellissimi!

Pensavate che il nostro girovagare per festival fosse finito con l’estate alle porte? Nooooo! Vi aspettiamo il 24 e il 25 giugno a Taormina all’interno del TaoBuk festival. Troverete il nostro stand nella famosissima piazza del belvedere (Piazza IX Aprile)

 

Lo stand VerbaVolant a Taormina!

Ed ecco altro materiale relativo alle scorse fiere, presentazioni e oltre che hanno visto protagonista VerbaVolant edizioni e la mia dolce bananottera gialla Nana!

Una marina di libri è un appuntamento ormai di prammatica per VerbaVolant edizioni…

Visto che la mia Nana occhieggia dallo stand tra ninfee lucertole e piante?

Ed ecco altro materiale…

Nana al ForteLibro Festival di Modica (RG)!

E troverete i libri VerbaVolant a Modica Sorda presso la Libreria MaPerò!

Vi mostro le foto di un bell’evento ragusano… e poi quelle dell’incontro a Francavilla!

Ecco Elio alle prese con la sistemazione dello stand VerbaVolant edizioni… riuscite a vedere la mia dolce bananottera gialla Nana?

Arcadia Comics & Games!

Chiese e il bellissimo giardino ibleo…

Ecco il logo della manifestazione!

Ed ecco alcune foto dell’evento di giorno 8 maggio a Francavilla di Sicilia (ME)…

Ringrazio ancora i bambini, la responsabile del progetto, la dirigente scolastica e i genitori…

Canzoni e poesia, disegni, lapbook e filastrocche, scrapbook… tutto per la mia dolce bananottera gialla!

Oggi la nostra Bananottera è stata ospite dell’Istituto comprensivo di Francavilla di Sicilia. Una grande festa fatta di filastrocche, libri artigianali e canzoni. Bambini di tutte le età che hanno lavorato assieme alle loro insegnanti con grande impegno ed entusiasmo. Grazie anche quest’anno per la bellissima accoglienza e grazie a Daniela Bonanzinga che crea sempre ottime sinergie!

https://it.wikipedia.org/wiki/Francavilla_di_Sicilia

Vicino a questo incanto della natura si svolgerà il nuovo incontro dedicato alla mia dolce bananottera gialla Nana!

Istituto Comprensivo Statale di Francavilla di Sicilia Via Napoli, 2 – Francavilla di Sicilia (Me) nell’ambito del progetto “Incontro con l’autore”: Maria Lucia Riccioli rende noto che lunedì 08 maggio 2017, alle ore 10.00 presso il Cine-Teatro “A. Ferrara” di Francavilla di Sicilia, gli alunni della Scuola Primaria incontreranno l’autrice del libro “La Bananottera” Maria Lucia Riccioli.

 

Locandina Riccioli

Non vedo l’ora di incontrare insieme alla mia dolce bananottera gialla i bambini di Francavilla!

Ed ecco altro materiale…

Siamo felici – e anche un po’ emozionati – di condividere con tutti voi il concept di #Taobuk17.
Dal 24 al 28 Giugno la VII edizione del Festival sarà dedicata al tema #PadrieFigli, al rapporto con le radici e i maestri, alla sfida che sta dietro il passaggio del testimone tra le generazioni.
Continuate a seguirci per non perdere le prossime anticipazioni.

Da oggi inizia ufficialmente il countdown: – 60 giorni a Taobuk!

E questa bellissima immagine si riferisce a #SalTo30!

“Lodato sia Don Chisciotte! Che seppe con tanto anticipo di secoli riconoscere un furibondo gigante sotto la maschera di un innocente mulino.” (Gesualdo Bufalino)

Il 23 aprile 1616 moriva a Madrid Miguel de Cervantes.
Questa bellissima illustrazione è opera di GIPI (Gian Alfonso Pacinotti), che ha disegnato il manifesto del #SalTo30!

Che bello questo Don Chisciotte!

Mattinata messinese con La bananottera!

Buongiorno da Messina! Questa mattina la nostra Bananottera è ospite della scuola elementare Pascoli-Crispi. Le maestre e i bambini hanno fatto dei bellissimi lavori “bananottosi”. Anche le magliette!

La locandina dell’evento… grazie a tutte le insegnanti, ai collaboratori, alla libraia Daniela Bonazinga e ai bambini, veramente fantastici!

Beh, che ne dite? VerbaVolant edizioni al top degli editori!

Lavori semplicemente favolosi… i bambini si sono confrontati con la fiaba, la favola, il mondo dell’editoria, il mare e i suoi abitanti, i problemi dell’inquinamento…

Firmacopie… rigorosamente in giallo!

Lavori 3D: collage fantastico!

Anche le magliette bananottose!

Che bel cartellone…

Meravigliosi!

Un lavoro pluridisciplinare (geografia, biologia, italiano…).

Question time… le domande sono state poste su foglietti colorati a forma di bananottera!

Stay tuned per altre foto!

E ora… altro materiale.

Grazie alla dolce Anna Pavone per questa foto… uno scatto dal Bookpride!

http://www.scuolacarovana.it/index.php/eventi/concorso-letterario-una-macedonia-di-parole

Grazie a LA CAROVANA… come vedete nuotando on line possiamo imbatterci nella mia dolce bananottera gialla Nana!

Concorso letterario “Una macedonia di parole”

mammurancia

Concorso letterario “Una macedonia di parole”

 

Per il decennale del Buk Modena, festival della piccola e media editoria, la casa editrice VerbaVolant, unitamente a MEMO, ha indetto un concorso creativo per gli studenti delle terze, quarte e quinte delle scuole primarie della provincia di Modena.

Per partecipare, occorreva produrre un racconto che avesse per protagonista un animale fantastico il cui nome derivasse da una macedonia di parole, traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera.

Il premio è stato vinto dalla classe III della Scuola Primaria Tommaso Pellegrini che ha realizzato il libro dal titolo “Il mammurancia” dalla combinazione di mammut e arancia.

Il libro è stato inventato interamente dalla classe e realizzato presso l’Istituto Ciechi Garibaldi di Reggio Emilia che collabora con la scuola. Il libro ha illustrazioni tattili ed è trascritto completamente in braille.

Ecco altro materiale…

https://www.facebook.com/events/1384862241532481/?active_tab=discussion

L’attesa è finita, ecco il programma di #BookPride2017!
Letteratura, filosofia, sociale, incontri professionali: sono centinaia gli eventi del programma culturale costruiti attorno al tema dello #straniero, oltre alle presentazioni e incontri organizzati dagli #editori in fiera.
Uno spazio speciale, #BookYoung, è dedicato ai più piccoli, con letture, laboratori e le produzioni dell’editoria #indipendente per ragazzi.

Stand D11, BASE Milano…

Già quasi pronti gli scatoloni… per andare a Milano!

https://www.facebook.com/events/713638452154022/714207022097165/?notif_t=admin_plan_mall_activity&notif_id=1489342865581800 (l’evento Facebook)

Ecco la locandina! Bookpride Milano 2017…

La mia dolce Nana vi aspetta insieme a tutti gli altri libri di VerbaVolant edizioni… allo stand D11 del BASE MILANO!

Ecco quasi pronti i nuovi segnalibri…

Vagabondando in rete, scopriamo che la mia dolce bananottera gialla Nana continua a nuotare nelle menti e nei cuori di tanti lettori, librai e operatori di cultura…

Ringrazio Sonia Patania per questo:

https://www.lafeltrinelli.it/mediaObject/Speciali/Catania/original/Catania.pdf

novembre 2015 La bananottera di Maria Lucia Riccioli; ill. di Monica Saladino (Verbavolant) Una balena diversa dalle altre vincerà la paura del giudizio altrui imparando a farsi amare ed amando a sua volta. classI consigliatE iII – V elementare gennaio 2016

Ringrazio questa libreria per un post molto carino:

http://libreria.storieacolori.it/

Eccolo!

http://libreriastorieacolori.blogspot.it/2017/01/la-bananottera.html

mercoledì 11 gennaio 2017

La bananottera

 “Un bel giorno Lena incontrò Fanone, un immenso re elegante e gentile, e lo sposò in una notte di luna piena. La grande palla dorata splendeva nel buio come neppure il sole aveva mai fatto nelle giornate serene, e la grossa balena ne rimase incantata. Forse fu quella luce luminosa la causa di tutto e qualche mese dopo nacque Nana, che già da neonata era robusta e forte, ma con una caratteristica molto speciale”.
La “Bananottera” di Maria Luisa Riccioli, illustrata da Monica Saladino, edita da VerbaVolant, è una deliziosa storia sulla “diversità”. Nana è una piccola balena di colore giallo, come quello delle banane. Questa caratteristica finisce per spiazzare gli altri animali che popolano il mare, i quali, preoccupati da questa diversità a cui non sanno dare una spiegazione, guardano il piccolo animale con sospetto finendo per schernirlo, “dietro le pinne“.
Poiché Nana ha lo stesso colore della banane trasportate dalle enormi navi “bananiere”, l’equazione fu presto fatta: Banana + Balenottera = Bananottera.
Sebbene la Regina Lena si sforzi di riempire d’amore sua figlia, cercando di ripararla, per quanto possibile, dalle malelingue, la piccola Nana soffre i cori di scherno degli altri abitanti del mare.
Un giorno, una baleniera, condotta dal capitan Millemari, cattura la Regina Lena, la quale urla alla piccola Nana di fuggire via: “speciale” come è, con il suo colore giallo, rischia di essere catturata anche lei. Ma Nana non fugge perché non intende abbandonare la madre al suo triste destino. Seguendo l’esempio di Nana, le altre balene si riuniscono in gruppo e come un grande roboante esercito si dirigono verso la baleniera, per liberare Lena.
Il capitano Millemari e il suo equipaggio finiscono nelle gelide acque dell’oceano, e a quel punto Nana nuota in loro soccorso, caricandoseli in groppa, fino a condurli in salvo, lasciandoli su un iceberg, dove saranno soccorsi da un’altra nave di passaggio.
La piccola Nana è diventata l’eroina del mare. Ora tutti la festeggiano, tutti reclamano le sue attenzioni. Il giallo della sue pelle non è più un problema.
 Il libro si conclude con un decalogo di comportamenti da tenere nel pieno rispetto dell’ecosistema marino, ivi compresa una descrizione della vita sott’acqua, e le peculiarità di alcuni animali acquatici protagonisti della storia, come animali e delfini.
“La Bananottera” – Maria Luisa Riccioli, Monica Saladino – VerbaVolant

Balena e banana… un binomio insolito che serve a parlare anche di cibo…

http://www.mani-culturaperbambini.it/09-novembre-2016-storie-da-mangiare-banana/

 

09 NOVEMBRE 2016 – STORIE DA MANGIARE – BANANA

Storie da Mangiare è il ciclo di Mani che ci permette di giocare insieme e di mangiare sano a merenda!
A ogni evento faremo luce su un alimento diverso raccontando tante curiosità e una storia golosa.

Per festeggiare l’inizio del  nuovo ciclo, abbiamo deciso di celebrare il frutto amato da molti animali: LA BANANA.
A seguire renderemo la nostra merenda molto più paurosa per renderci ancora più forti.

Leggeremo “La bananottera” (ed. Verbavolant) di Maria Lucia Riccioli

Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana!Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina!

Che aspetti?  vieni a trovarci

Età: +5 anni
Quando: 09 Novembre 2016
Ore: 17.00
Dove: Libreria Centostorie, Via delle Rose 26
Costo: 8 euro, merenda inclusa

– prenotazione obbligatoria –

logo

Ringraziamo tutte le scuole che hanno partecipato al concorso UNA MACEDONIA DI PAROLE dedicato alla mia dolce bananottera gialla Nana!

Riporto volentieri – grazie a chi lo ha scritto – il seguente articolo:

Il “Cespufante” libro costruito dagli alunni VB “Rodari” SELEZIONATO per Bukids, fiera della piccola editoria di primavera

UNA MACEDONIA DI PAROLE

Concorso creativo rivolto alle scuole primarie della provincia di Modena

Traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera, gli alunni della scuola Rodari hanno partecipato al concorso e giocato con le parole.

Hanno prodotto un racconto che ha per protagonista un animale fantastico il cui nome deriva da una macedonia di parole, come quella usata in La Bananottera. Una volta pronto, il racconto è stato trascritto in un libro realizzato artigianalmente dagli stessi bambini.

Il libro vincitore del concorso è stato
Il mammurancia della classe terza della scuola primaria Tommaso Pellegrini di Modena.
Oltre al vincitore, una commissione ha scelto 3 libri che verranno esposti in una piccola mostra allestita all’interno dello spazio Bukids al Foro Boario di Modena durante la manifestazione.

I libri sono:

-Storia di una gattola generosa
–Il cespufante ( classe 5^B “Rodari”)
-Il melefante

Alla prossima!

Ed ecco come al solito un po’ di materiale a tema bananottera…

Buk Festival di Modena è finito. Tanti lavoratori, tanti bimbi e genitori sorridenti e innamorati dei libri. L’ambiente ideale dove passare il weekend! Grazie a tutti, anche agli insegnanti che hanno partecipato alla prima edizione del nostro concorso letterario. Abbiamo già tante idee per l’anno prossimo!! Tra un mese saremo a Milano 😉

Quanti bimbi! Stiamo per cominciare!! Concorso letterario Una macedonia di parole, #buk Modena.

Anche quest’anno parteciperemo al Buk Festival della piccola e media editoria di Modena e ci occuperemo dello spazio Bukids. Prestissimo online il programma. Vi annunciamo, inoltre, che è stato scelto l’elaborato vincitore del concorso letterario ispirato alla nostra amica Bananottera! — con Monica Saladino e Maria Lucia Riccioli.

Quanti bei lavori… e che emozione sapere che tanti bambini hanno lavorato ispirati dalla mia bananottera!

La foto è stata scattata dall’amica Nada Alessandroni… accompagnata dalle sue parole affettuose:

Ieri al Buk di Modena ho trovato la tua Bananottera e non ho resistito alla tentazione di fotografarla, eccola

Ecco l’annuncio della premiazione del concorso letterario legato alla storia della mia dolce bananottera gialla Nana!

La locandina…

Una macedonia di parole… sì, perché la parola BANANOTTERA è la crasi, la macedonia appunto di due parole, BANANA + BALENOTTERA, dato che Nana è nata in una  notte di luna giallo banana…

La cosa bella è che poi io e la VerbaVolant edizioni insieme allo staff di BUKids abbiamo ideato il concorso letterario legato proprio alla nostra Nana e la premiazione sarà una bella occasione per visitare la fiera e parlare di libri!

La rivista di BUK: http://www.bukfestival.it/wp-content/uploads/2017/02/Rivista_BUK-2017.pdf

Una realtà siracusana piccola ma di qualità e attenta al territorio in cui opera. Via al laboratorio che prende spunto dal libro “Il nonnario” di Lorenzo Naia (autore) e Roberta Rossetti (illustratrice)

La Civetta di Minerva, 13 gennaio 2017

Conosciamo molto bene la casa editrice Verba Volant di Siracusa. La sua creatrice e titolare, Fausta Di Falco, insieme al suo compagno di vita e di fatiche, di idee, progetti, iniziative, Elio Cannizzaro, fa un grande e bel lavoro.

I libri della Verba Volant, quelli per bambini in particolare, sono curati nelle immagini, nelle rilegature, esattamente quanto nei testi. Cosa non scontata e non facile da trovare nel mondo dell’editoria per ragazzi. Sì, ce ne sono altre che hanno belle immagini, bei formati, ma in quelli della Verba Volant noi ci troviamo anche una sorta di “magia”. E libri ne abbiamo visti e letti tanti ai bambini.

Prendiamo per esempio I libri da parati”. Un’idea originale che sta riscuotendo un grande successo. Si aprono fino a diventare un bellissimo poster e ad ogni foglio che apri scopri e leggi la storia. Gli ultimi due titoli sono poi veramente “speciali”, per i disegni e i contenuti. ”Le luci alle finestre” di Alessandro Di Sorbo (illustratore) e Alessio De Simone (autore) è proprio magico ed è realizzato con una tecnica sofisticata: l’ultima tavola, che è quella che poi sarà il poster da appendere, ha degli elementi fosforescenti. E credetemi, è molto, molto bello!

L’altra novità è “La principessa che scriveva” con i testi di Nerina Fiumanò e le illustrazioni di Angelo Ruta. Qui la storia ripropone il tema della scrittura come unica possibilità di vita, di sopravvivenza a se stessi e al mondo. I disegni sono carichi di questa ricerca, di questo bisogno della principessa protagonista di dover scrivere e di portare con sé e dentro di sé le parole per poi darle agli altri.

Nella collana ci sono poi altri autori e illustratori, alcuni che conosciamo bene, perché la Verba Volant è molto attenta a ciò che succede nel territorio e quindi nel suo catalogo troviamo diversi autori siracusani, tra cui Anna Maria Piccione, Giusi Norcia e Maria Lucia Riccioli, per citarne alcuni.

Un’altra cosa importante, da sottolineare e far notare ai lettori – malgrado in questi libri ci sia un raffinato e curato lavoro di rilegatura, stampa, impaginazione e tutto il resto che arriva in libreria sotto forma di quello che, in questo caso, riduttivamente chiamiamo libro – è che il costo è contenuto.

Se ancora non conoscete la casa editrice Verba Volant potete visitare il sito verbavolantedizioni.it

Il loro catalogo ha diverse collane anche di narrativa e i loro titoli sono presenti in tutte le librerie della città. Se però avete voglia di conoscere la titolare o magari di vedere cosa si può fare con un libro per bambini della Verba Volant, allora domattina, 14 gennaio, alle 10.30, potete far partecipare i vostri bambini al laboratorio che prende spunto dal libro “Il nonnario” di Lorenzo Naia (autore) e Roberta Rossetti (illustratrice). L’ingresso è libero. Il laboratorio si terrà a Siracusa in Via Montegrappa, 21, presso la sede dell’Opificio di Cultura di Angela Falletta. Per informazioni 3387134587.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2026:l-editrice-verba-volant-stimola-i-sogni-dei-bambini&catid=17:cultura&Itemid=143

Grazie a Luisa Fiandaca e a La Civetta di Minerva…

Ecco altre notizie su di me, su Nana, sulla VerbaVolant…

Fausta Di Falco, direttora ed editora insieme ad Elio Cannizzaro di VerbaVolant edizioni, è fresca di Premio Cartia per l’editoria (prima edizione, 27 dicembre 2016).

Ecco un collage di foto… a me l’onore di premiarla. La vedete anche insieme a Barbara, figlia del giornalista Dino Cartia.

Nana continua a nuotare anche in questo nuovo anno…

Intanto un poco di materiale sul cammino percorso finora.

La vignetta di Elio Cannizzaro sulla seconda edizione di Jingle Books…

La città naturalmente è Palermo!

VerbaVolant e la mia Nana, la dolce bananottera gialla, sono andate nuovamente a Palermo per questa fiera natalizia…

Grazie a Monica Saladino… che splendide dediche per la mia Nana!

Nella splendida cornice di Palazzo Asmundo, la fiera del libro più natalizia della Sicilia!

VerbaVolant edizioni e Nana sono state anche a Roma…

Ringrazio Letture metropolitane e Flavia Capone per gli scatti “rubati” a Più libri più liberi!

La mia Nana…

La vignetta di Elio Cannizzaro per Roma…

http://www.plpl.it/

Anche quest’anno VerbaVolant edizioni è stata presente alla fiera della piccola e media editoria di Roma.
Le novità sono tantissime e spero incontreranno il favore di vecchi e nuovi lettori! Non sono mancati neanche gli autori! Direttamente dal Brasile Josè Custodio, autore del fumetto “Anita Garibaldi. La nascita di una eroina” per l’anteprima romana.
Per il firmacopie in stand anche Alessandro Di Sorbo e Alessio Di Simone che hanno realizzato il loro terzo libro da Parati®: “Le luci alla finestre”.

https://www.facebook.com/piulibri.piuliberi/?fref=ts#

Lo stand…

I libri… riuscite a vedere la mia Nana?

Eccola!

Ecco il promo di “Libri in città”, la trasmissione dedicata ai libri che va in onda sul canale 654 del digitale terrestre. L’emittente è Telecittà.

Conduttori sono Claudia De Luca e il professor Luigi Amato, docente universitario di Estetica.

Ringrazio sia loro per il gentile invito a partecipare alla quinta puntata della trasmissione che Luigi Bianca e il suo staff per la ripresa e il montaggio del programma.

Posso quindi offrirvi la visione dell’intervista realizzata presso la splendida Biblioteca dei Padri Cappuccini di Siracusa (e mi piace anche porgere un saluto a Marcello Cioè, direttore competente e gentile).

Abbiamo parlato sia del mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, incentrato sulla figura della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, che del mio libro di cunti in dialetto siciliano QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU (Algra editore), che poi della mia fiaba uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni “La bananottera”, che ha come protagonista la dolce bananottera gialla Nana.

Durante l’intervista ho avuto modo di ricordare insieme a Claudia De Luca sia il compianto Luciano Rispoli che il nostro concittadino Enzo Maiorca, per la sua lotta in difesa del mare e dell’ambiente in generale. Un pensiero è andato anche alla figlia Rossana.

Buona visione…

Se volete rivedere questa e le altre puntate di Libri in città ecco il link:

…ed ecco un po’ di materiale sui miei libri.

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La prima copertina di FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

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Copertina e bandella della riedizione (grazie ancora a Paolo Di Paolo e Lia Levi).

Copertina Riccioli

I miei cunti in dialetto… grazie al mio editore Alfio Grasso e ad Alessio Grillo e Maria Francesca Di Natale per disegni e copertina, ai curatori di collana Maria Rita Pennisi e Alfio Caruso…

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Ed ecco tutti insieme i miei libri… al centro la mia fatica più recente, LA BANANOTTERA – e come non ringraziare Monica Saladino per le illustrazioni, Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro di VerbaVolant edizioni? E Annamaria Piccione per l’intelligente rilettura?

Zefirino Millemari, uno dei protagonisti della mia fiaba.

E adesso vi posto altro materiale sulla fiaba.

Iniziano ad arrivare i lavori relativi al concorso incentrato sulla bananottera Nana…

Quest’anno per il @bukmodena un concorso letterario dedicato ad animali fantastici come la bananottera. Arrivano i primi lavori!

Sono felicissima! Non solo la mia dolce bananottera gialla nuota nelle librerie nelle scuole nelle biblioteche, ma adesso è anche protagonista di un concorso letterario…

http://istruzione.comune.modena.it/memo/Sezione.jsp?titolo=In%20occasione%20dei%2010%20anni%20di%20Buk%20due%20concorsi%20per%20le%20scuole&idSezione=2998

In occasione dei 10 anni di Buk due concorsi per le scuole


UNA MACEDONIA DI PAROLE

Concorso creativo
il concorso è rivolto alle scuole primarie della provincia di Modena – classi terze, quarte e quinte

In occasione dei festeggiamenti per il decennale del Buk Modena, festival della piccola e media editoria (l’edizione 2017 sarà la decima) VerbaVolant, che insieme a MEMO ha gestito il nuovo spazio Bukids nell’edizione 2016, bandisce un concorso creativo per i più piccoli e uno per l’istituto d’arte.

Traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera, si è pensato di farvi giocare con le parole.
Per partecipare gli studenti delle terze, quarte e quinte delle scuole primarie della provincia di Modena, dovranno produrre un racconto che abbia per protagonista un animale fantastico il cui nome derivi da una macedonia di parole, come quella che abbiamo usato per il nostro libro. Una volta pronto, il racconto dovrà essere trascritto in un libro realizzato artigianalmente dagli stessi bambini.
Per maggiori dettagli consultare il regolamento allegato.
La cerimonia di premiazione avrà luogo nello spazio Bukids.
I libri selezionati verranno esposti durante la manifestazione.
Saranno selezionati tre elaborati vincitori.
Per maggiori potete contattare la redazione.
Buon lavoro!

Regolamento concorso

Il concorso, indetto dalla VerbaVolant edizioni, è rivolto alle classi III-IV-V delle scuole primarie della provincia di Modena.
Ogni classe può partecipare con un elaborato.
L’elaborato consiste in un racconto, che può anche essere illustrato, contenuto in un libro realizzato dagli stessi ragazzi. Il libro può essere realizzato con diversi materiali e tecniche (riciclo, origami…) ma deve essere assolutamente artigianale. I libri che non risponderanno alle caratteristiche suddette verranno esclusi dal concorso.
L’elaborato deve avere una lunghezza massima di 1 cartella circa (ogni cartella è pari a 1800 battute).
I file relativi all’elaborato, contenenti il racconto in formato PDF o docx e le foto del libro formato JPEG o TIFF, devono essere inviati all’indirizzo info@verbavolantedizioni.it.

La mail deve riportare preferibilmente in oggetto: concorso letterario BUKids.

Se dovessero sussistere problemi nella digitalizzazione del file o nella realizzazione delle foto, è possibile inviare l’originale all’indirizzo: VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa. Si prega di avvertire in anticipo dell’invio del materiale via posta.

I vincitori saranno avvertiti telefonicamente e/o tramite posta elettronica.
Gli elaborati vincitori saranno un massimo di tre, scelti fra tutti quelli pervenuti e conformi alle direttive. La scelta della giuria sarà insindacabile.
La giuria sarà composta di autori, illustratori e responsabili della casa editrice.
Le classi vincitrici riceveranno in premio dei libri per la biblioteca di classe.
Per partecipare è necessario inviare il modulo di adesione tramite posta elettronica all’indirizzo: info@verbavolantedizioni.it.
Il modulo di iscrizione deve essere inviato entro il 1 ottobre 2016.
Gli elaborati devono giungere in redazione entro il 20 dicembre 2016.


Info

VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa.
Tel: 0931462540/ 333.8672919
info@verbavolantedizioni.it
verbavolantedizioni.it


Sono troppo contenta, davvero.

Pensare che una parola inventata da mia sorella sia diventata una storia scritta stampata illustrata e letta… e pensare che questa parola ispiri tanti altri lettori, specie bambini, mi emoziona tantissimo.

Ecco altro materiale che riposto volentieri…

La mia dolce bananottera gialla Nana per Libriamoci 2016 ha nuotato fino a Lentini (SR) presso l’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi”!

Autografi…

Raccontando…

Piccoli lettori…

… da notare le bananottere gialle costruite dai bambini!

I disegni!

Un bellissimo benvenuto alla mia dolce bananottera gialla Nana e alla sua autrice!

Ringrazio la dirigente scolastica, le insegnanti e i bambini per l’accoglienza ricevuta… gli alunni hanno mostrato interesse ed entusiasmo verso le storie lette da Fausta e me, si sono incuriositi del lavoro dell’editore (spiegato da Fausta attraverso una lezione pratica)… insomma, ci siamo “librati”!

E adesso riposto altro materiale relativo alle fiere cui ha partecipato la mia casa editrice insieme a Nana…

http://www.illibrogiusto.net/

fiera-del-libro-giusto-piacenza-16-ottobre-2016

Ringrazio per la foto l’amico Pietro Chiappelloni, compagno d’avventura nei concorsi letterari Porsche Italia… 🙂

IL LIBRO GIUSTO è la prima fiera dell’editoria a Piacenza… ribelli creativi indipendenti moderni, ecco gli editori che espongono, tra cui la VerbaVolant edizioni!

Le nuotate di Nana non si fermano…

La casa editrice VerbaVolant edizioni va in giro per fiere letterarie e Nana, la mia dolce bananottera gialla, nuota con Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro…

Il dietro le quinte di Sabir Fest a Messina!

Il manifesto…

E l’immancabile vignetta di Elio… 🙂

Ed ecco Nana a Catania tra libri e caffè…

l Bookb@ng a Messina!

In attesa di altre nuotate letterarie di Nana alle prossime fiere e nelle scuole! (stay tuned, ne vedremo delle belle…) ecco la bella vetrina della Libreria dei Ragazzi a Siracusa…

Libreria dai colori autunnali per ospitare l’ultima avventura del maghetto Harry Potter…

E chi c’è in vetrina vicino a lui? Nana, la mia dolce bananottera gialla… in effetti, la magia del giallo può convivere con quella dell’ormai celeberrimo mago di Hogwarts…

Qui trovate le uscite VerbaVolant di dicembre… pronte per Roma (Più Libri Più Liberi) e Palermo (Jingle Books).

https://labiblionautabooks.wordpress.com/2016/11/28/novita-editoriali-le-uscite-verbavolant-per-dicembre/

Infine è ormai cosa nota che io adoro la VerbaVolant, trovo che pubblichino libri bellissimi e sempre estremamente originali, e quindi sono ancora più felice di condividere qualcosa che a me personalmente piace moltissimo.

Grazie a La Biblionauta!

Ecco i link alla newsletter di Jingle Books – Festa del libro e delle arti di Palermo.
www.jinglebooks.it/newsletter
Presso la Libreria Diana di Siracusa…
Ed ecco altro materiale che (ri)posto.

I diritti dei video rimangono ai singoli e rispettivi autori… volevo mostrarvi delle meraviglie.

Due amici della mia dolce bananottera gialla Nana, i cavallucci marini. Innamorati!

E poi… la splendida casa di Nana, ovvero l’oceano, la grande casa d’acqua comune a tutti i viventi…

Amici di Nana che si divertono a fare i delfini surfisti…

Ecco delle fotografie che si riferiscono allo stand dedicato a VerbaVolant edizioni (insieme a Lavieri e Uovo nero) a Farfa… per Liberi sulla carta.

 

 

Un grazie a Maurizio Zicoschi per le foto…

Ed ecco la bella novità…

http://www.verbavolantedizioni.it

 

Pronti?

Ecco online il nuovo sito di Verbavolant edizioni…

https://www.facebook.com/events/167343040339783/ (ecco l’evento Facebook)

Sconti e sorprese!

Il nuovo sito finalmente online dal primo settembre!
Per l’occasione una settimana di promozioni: basterà inserire il codice newebsite prima di completare l’acquisto e riceverete uno sconto aggiuntivo del 5%. Affrettatevi però: l’offerta sarà valida fino alla mezzanotte di domenica 5 settembre! Inoltre, chi raggiungerà almeno i 30 euro di spesa riceverà in omaggio la nostra ToteBag!

 

Totebags…

 

Ecco la pagina autore…

http://www.verbavolantedizioni.it/Autori

MARIA LUCIA RICCIOLI

Insegno Lettere nei licei. Scrivo poesie in italiano e in dialetto siciliano, racconti e romanzi, saggi letterari. Canto in un coro lirico. In precedenza ho concertato con un coro polifonico, ho inciso 2 cd più altri due a tema religioso. Amo i coniglietti, i libri e tengo tanto ai miei affetti. Sogno un futuro in cui l’arte sia sempre presente, il calore della famiglia e degli amici… Voglio essere ogni giorno di più una persona, un’insegnante, un’artista migliore… Dio lo voglia!!!
La Bananottera

http://www.verbavolantedizioni.it/prodotto/la-bananottera

LaBananottera

DESCRIZIONE PRODOTTO

Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana!

Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina!
Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.
Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.
Di seguito possibile scaricare un ebook in pdf con giochi e approfondimenti. Uno strumento che vuole essere anche un prezioso ausilio didattico per le maestre o per i genitori più attenti.

Vi posto un po’ di materiale sui viaggi e le nuotate di Nana, la mia dolce bananottera gialla protagonista della fiaba LA BANANOTTERA, uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni…

Grazie a “Libertà”…

https://www.scribd.com/document/315197501/Liberta-09-06-16-pdf

http://www.freejournal.it/?p=23836#.V1hD6w1UhO4.facebook

Maria Lucia Riccioli

Grazie a Free Journal…

CANICATTINI – Sarà la scrittrice siracusana Maria Lucia Riccioli con la sua ultima fiaba “La Bananottera”, edita da  VerbaVolant di Fausta Di Falco, e illustrata da Monica Saladino, a chiudere sabato 11 giugno, alle ore 17:30 all’Asilo Nido comunale “S. Maria Goretti” di via San Nicola, il primo semestre di attività della Biblioteca comunale “G. Agnello” e Nati per Leggere di Canicattini Bagni.

L’incontro con Maria Lucia Riccioli, già autrice del romanzo “Ferita all’ala un’allodola (Perrone Lab 2011 e L’Erudita 2013), e di una raccolta di versi della tradizione siciliana, “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” (Algra 2014), sarà l’occasione per parlare di scrittura e di come leggere e scrivere possa trasformare, non solo gli autori, ma anche i lettori.

Ma naturalmente l’appuntamento è diretto soprattutto ai bambini, com’è nella tradizione di Nati per Leggere, per cui Maria Lucia Riccioli racconterà della sua “Bananottera” gialla, che seppur all’inizio avrà problemi proprio per questa sua caratteristica, grazie alla sua bontà e al suo coraggio diventerà l’eroina dell’oceano.

Insomma, una storia ecologica ma non solo, di grandi sentimenti e allegria, che piace già tanto ai bambini che ritrovano un nuovo eroe.

Nana nuota nuota nuota e non si ferma…

La mia dolce bananottera gialla continua a nuotare nel mare dell’editoria…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

http://www.womenews.net/la-bananottera-un-racconto-che-insegna-a-rispettare-lambiente-e-le-creature-che-lo-abitano-un-libro-di-maria-lucia-riccioli-edito-da-verbavolant-edizioni/#comment-45311

“LA BANANOTTERA” UN RACCONTO CHE INSEGNA A RISPETTARE L’AMBIENTE E LE CREATURE CHE LO ABITANO – Un libro di Maria Lucia Riccioli, edito da VerbaVolant Edizioni

Un ringraziamento particolare ad Irene Iorno de IL PAESE DELLE DONNE ON LINE – RIVISTA per la sua recensione…

“per creature terresti perfette che il mare vogliono amare senza far danni e senza sporcare”.

Illustrata con tecnica mista da Monica Saladino, la fiaba, presentata anche al SIRMUMA – Museo del Mare di Siracusa, racconta di una balenottera gialla presa in giro da tutte le creature del mare, fino a quando compierà un gesto di grande altruismo che unirà tutti gli animali e verrà accettata, da loro e dal Capitano Remo Millemari.

Qui sono gli animali a guardare la specie umana, le sue  imperfezioni, le conseguenze delle sue azioni e di come molto del nostro fare influisca sugli oceani, sottolineando la grande importanza di agire sempre nel rispetto della natura, per conservare un  mare pieno di bolle che cambiano colore e quantità a seconda delle emozioni dei suoi abitanti: ci sono bolle felici, bolle tristi, poche bolle o tantissime.

E l’incontro fra le diverse specie viene qui raccontato come pericolo per chi ha solo manto e pinne perché “nessuno da quelle parti aveva una buona opinione dei bipedi senza squame e coda. Non le foche, che temevano per la loro pelliccia. Non le tartarughe, che avevano paura di lasciarci il carapace. Non i gabbiani, che ogni giorno vedevano gli uomini sporcare ogni cosa”.

Un piccolo libro che commuove quando mamma balena viene catturata e la bananottera la difende dalla baleniera e i suoi pescatori.

Un libro che ci fa capire l’importanza della cooperazione quando tutte le balene degli abissi emergono salvando Lena e  di come l’accettazione di un qualcosa ritenuta diversa passi spesso prima attraverso la  consapevolezza delle proprie paure, di come i termini strano, differente, pericoloso, spesso vengano confusi e usati solo per difendere un qualcosa che non esiste.

E per una volta il mare diventa protagonista,  abitato da creature diverse, tutte con le proprie idee, i propri  colori,  e che alla fine collaborano apportando ciascuna il proprio sapere e le proprie capacità per un bene comune.

Una fiaba da  leggere fino all’ultimo “sbuffo”, perché i capitoli a volte non servono se si respira con le branchie come i pesci, si saltella sugli scogli come un granchio, si vola sugli oceani come i gabbiani, si mangiano fino a quattro tonnellate al giorno di cibo come le balenottere azzurre, si gioca come i delfini, e si incontrano navi che trasportano banane tutte gialle come Nana.

E gli umani e le umane per una volta sono “fuori dalle pinne”.

Ecco il mio commento on line:

Salve… grazie davvero per la recensione, scritta cogliendo il senso profondo del lavoro mio e di Monica Saladino, che in VerbaVolant edizioni abbiamo trovato una casa editrice attenta e sensibile alla qualità letteraria della narrativa per bambini e ragazzi e una cura grafica notevole, che si distingue nel panorama nazionale.
In queste vostre parole trovo l’attenzione ai temi di un’ecologia latu sensu, intesa come Papa Francesco la concepisce nella sua enciclica Laudato si’: ecologia del cuore, dei sentimenti, dell’economia, etimologicamente rispetto della nostra casa comune.

Un po’ di materiale sul mio libro… nel mio blog troverete le precedenti recensioni…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

La mia dolce bananottera gialla, Nana, sta nuotando nei cuori di tante persone… qualcuna di loro scrive anche delle recensioni!

http://www.lavocedellisola.it/2015/10/11/maria-luisa-riccioli-e-la-sua-bella-fiaba-la-bananottera/

Ringrazio davvero Salvo Zappulla per la sua generosa disponibilità: oltre a scrivere, Zappulla è l’anima del concorso letterario Pentelite e dell’omonima rivista-antologia; recensisce libri su Notabilis e vari periodici on line, legge e fiuta talenti con disinteresse e passione.

Ecco le altre recensioni finora uscite su LA BANANOTTERA…

Per me e Nana è una grande gioia essere citate dal blog Mammechefatica…

Ecco il post: http://www.mammechefatica.it/2015/09/04/banana-o-balenottera/#comment-774

Ringrazio ancora il blog… e vi posto altre due recensioni che mi sono molto care:

http://www.libreriamo.it/a/12735/conversazione-con-maria-lucia-riccioli-sulla-favola-la-bananottera-leggere-e-scrivere-ci-trasforma.aspx

Ringrazio l’amica blogger e scrittrice Rosalia Messina per questa recensione-intervista su Libreriamo…

E qui trovate la recensione della blogger e poetessa Costanza Lindi…

https://clindi.wordpress.com/2015/07/02/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

http://www.dioramaonline.org/dblog/articolo.asp?articolo=1500

Ringrazio l’amica giornalista e scrittrice Lucia Corsale per questa nuova bellissima recensione della mia fiaba per bambini LA BANANOTTERA…

Ringrazio anche Massimo Maugeri che nella nuova rubrica del suo litblog LETTERATITUDINE intitolata GIOVANISSIMA LETTERATURA ha dedicato un post proprio alla mia dolce bananottera gialla Nana:

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2015/11/23/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

Ed  è freschissima la segnalazione su L’ESTROVERSO…

http://www.lestroverso.it

La mia dolce bananottera gialla Nana ha nuotato in lungo e in largo per tutto il 2015… e anche durante il 2016 sta continuando ad incontrare grandi e piccini!

Grazie anche a Giovanni di Libertina!

http://www.kevitafarelamamma.it/2017/08/libertina-la-libreria-itinerante-per.html

 

L’11 maggio è stata pubblicata per i tipi di VerbaVolant edizioni la mia fiaba “La bananottera” (con illustrazioni di Monica Saladino), presentata in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino il 17 maggio presso il Bookstock Village al Laboratorio Scienza e Saperi, con lettura animata e laboratorio per i bambini.

La fiaba è stata poi presentata a Palermo presso la Libreria Un mare di libri, a Siracusa presso la Casa del Libro Rosario Mascali il 30 maggio, alla fiera “Una marina di libri” di Palermo il 5 e 6 giugno (presentazione e laboratorio), il 14 giugno a Ragusa (A tutto volume) con un laboratorio, il 20 giugno presso la Libreria dei Ragazzi di Siracusa con una labomerenda.

Dal 31 luglio al 2 agosto 2015 “La bananottera” è stata ospite della fiera letteraria “Gufi e melone” di Joppolo Giancaxio (AG), patrocinata dal Comune e dalla Biblioteca comunale.

Il 28 agosto, presso la spiaggetta del Castello Maniace ( che fa parte dell’area marina protetta del Plemmirio di Siracusa), la mia fiaba è stata ospite di “C’era un mare da favola…”.

Il 13 settembre ho tenuto una lettura de “La bananottera” in Piazza Leonardo da Vinci a Siracusa nell’ambito della manifestazione “Il risveglio di Siracusa” organizzata da “Archimede in movimento”.

Il 18, 19 e 20 settembre ho preso parte al Catania Book Festival presso il Cortile Platamone.

Il 3 ottobre, con “La bananottera”, sono stata ospite della manifestazione “Il mare al museo” presso il Museo del mare di Siracusa, mentre a Palermo la fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso “È Bio”.

Il 25 ottobre “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant in mostra al Book b@ng di Messina ed è stata presentata a Palermo presso La Città del Sole, il 31 ottobre è stata presentata a Ragusa presso “Le Fate” e il 15 novembre, dopo vari incontri nelle scuole siracusane, è stata ospite di “Archimede in movimento” a Siracusa. La fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso la Fiera della piccola e media editoria di Roma “Più Libri Più Liberi” che si è svolta nel Palazzo delle Esposizioni dell’Eur dal 4 all’8 dicembre; il 13 dicembre ha trovato spazio presso la piccola fiera tenuta a Siracusa in occasione di Santa Lucia. Presso Palazzo Asmundo a Palermo dal 18 al 20 dicembre è stata ospite di “Jingle Books”. Dal 20 al 21 febbraio la fiaba è stata ospitata a Modena per Bukids, la sezione per bambini e ragazzi di Buk Modena, mentre il 25, presso l’Associazione culturale Alimede, è stata protagonista di una labomerenda.

A marzo è stata ospite di “Bellissima”, fiera dell’editoria indipendente, presso il Palazzo del ghiaccio di Milano, mentre il 3 aprile è stata protagonista di una lettura presso “Archimede in movimento”, IV edizione. L’11 aprile è stata ospite della IV A e B dell’Istituto comprensivo “D. Ajello” di Mazara del Vallo (TP) per un incontro con l’autore, mentre il 15 aprile è stata ospite dell’edizione speciale di Archimede in Movimento dedicata al problema delle trivellazioni. Il 23 e il 30 aprile, in occasione della Giornata mondiale della cultura, del libro e del diritto d’autore, “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant edizioni donati a Casa Mazzolini per l’iniziativa “Il cestino dei libri”, nata per sostenere “La casa di Fausta” insieme alla Biblioteca del gufo e ad altri volontari. Al Salone internazionale del Libro di Torino 2016, ad “Eralavò”, festival delle storie di Acireale (CT), e ad Una marina di libri di Palermo è presente presso lo stand VerbaVolant edizioni al’Orto Botanico.  

L’11 giugno è stata ospite della Biblioteca “Giuseppe Agnello” di Canicattini Bagni (SR) per la festa conclusiva del progetto NATI PER LEGGERE.

“La bananottera” è tra i libri “Scelti per voi” dallo staff de La Feltrinelli – Catania.

Il 24 ottobre, in occasione della campagna nazionale “Libriamoci” l’autrice è stata ospite insieme all’editrice Fausta Di Falco dell’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi” di Lentini (SR) con la fiaba “La bananottera”.

Le fiere di Catania, Messina, Roma e Palermo hanno visto “La bananottera” tra i libri VerbaVolant per tutto il 2016.

Il 18 febbraio 2017, presso il Foro Boario di Modena, nell’ambito del Buk Festival (sezione Bukids), si è tenuta la premiazione del concorso “Una macedonia di parole” incentrato su “La bananottera” e che ha visto coinvolte le scuole del modenese.

Dal 24 al 26 marzo 2016 “La bananottera” è stata ospite del Book Pride presso il BASE di Milano, mentre il 3 aprile l’autrice ha incontrato i bambini dell’Istituto comprensivo “Pascoli-Crispi” di Messina. 

Incontri con l’autrice e laboratori sul libro sono stati tenuti l’8 maggio a Francavilla di Sicilia (ME) e all’Istituto comprensivo Giovanni XXIII – Piazzi di Palermo (16 maggio 2017).

Il libro è stato ospite di Una marina di libri 2017, di TaoBuk e del NininFestival di Bogliasco (GE), oltre che di Libri d’Amare 2017 a Puntasecca, nei luoghi del commissario Montalbano; oltre alle fiere, continua il viaggio del libro presso le scuole: il 18 dicembre l’autrice è stata ospite della IV BS del Liceo Corbino di Siracusa per il progetto di alternanza scuola-lavoro “Una biblioteca può cambiare un quartiere”. 

La psicologa Eleonora Mangano ha utilizzato il libro per un laboratorio nella classe II A dell’Istituto comprensivo “Torrenova”.

E naturalmente grazie a Casa Facile che nel numero di agosto 2015 ha ospitato me e Nana!

La bananottera - VANITY FAIR

E su Vanity Fair del 2 settembre scorso!

Qualche stralcio…

Primo sbuffo

Sulla terra ora si direbbe “C’era una volta” e la storia sarebbe divisa in capitoli.
In fondo al mare però è diverso: le storie sono divise in sbuffi e ogni creatura
le inizia a modo suo.
La piovra gigante comincia così: – Quando i miei tentacoli erano piccini…
Il corallo, attaccato alla scogliera, parla poco e ogni parola è tonda come
una bolla di sapone che dal fondo viene a galla. Lui invece dice: – Quando
ero un bastoncino rosa…
Poi arriva il delfino Fino, con il dorso lucido grazie alle carezze della schiuma di mare, e inizia:
– Quando la mia mamma mi portava nella pancia, anche la mamma di Nana la portava nella sua…
Proprio così: Delfia, la mamma di Fino e Lena, la mamma di Nana, aspettavano
i rispettivi cuccioli nello stesso periodo.
La differenza era che Delfia era una delfina che saltava nell’acqua come le acrobate del circo, mentre Lena era una balena, l’animale più grande dell’oceano.

Secondo sbuffo

Il piccolo delfino Fino e la sua mamma Delfia a volte danzavano sulle onde
per farsi applaudire dai marinai, ma non si avvicinavano mai troppo alle
navi. Sapevano che l’uomo è un animale capriccioso che un giorno ti prende
in simpatia e l’altro ti fa finire in una scatoletta, come capita ai tonni e
alle aringhe.
Ai pesciolini più piccoli tremavano le branchie solo al sentirlo nominare.
– L’uomo? Fuori dalle pinne!
Lena, la mamma di Nana, invece non aveva paura degli uomini e si divertiva
a seguire le navi da pesca e i transatlantici zeppi di turisti.
– Non hai paura delle baleniere che possono acchiapparti? – le chiedevano
in tanti.
Gli umani infatti catturano le grandi balene per farne grasso, olio e cibo.
La grande balena però rideva come solo le balene sanno fare.
– L’uomo capace di acchiapparmi deve ancora nascere! Mi fanno ridere i
loro rampini: sembrano ami per pescare lucci e trote. Per un cetaceo come
me ci vuole altro! Io sono la regina del mare e di fronte a me l’uomo è solo
una formichina che naviga in un guscio di noce!
La mamma di Nana nuotava lenta e maestosa, sembrava proprio una regina
nel suo palazzo. E la spuma dietro di lei ricordava uno strascico d’argento.

Terzo sbuffo

Un bel giorno Lena incontrò Fanone, un immenso re elegante e gentile, e
lo sposò in una notte di luna piena.
La grande palla dorata splendeva nel buio come neppure il sole aveva mai
fatto nelle giornate serene, e la grossa balena ne rimase incantata.
Forse fu quella luce luminosa la causa di tutto e qualche mese dopo nacque
Nana, che già da neonata era robusta e forte, ma con una caratteristica
molto speciale.
Va infatti detto che il giorno della sua nascita l’intero oceano rimase a bocca
aperta per lo stupore a guardarla.
– Ma l’avete vista? – gridarono i coralli, quasi staccandosi dal fondo.
– Ma l’avete vista? – esclamarono i tonni con le pinne paralizzate.
Anche mamma delfina e il piccolo Fino smisero di saltare e rimasero imbambolati.
– Ma l’avete vista? – proferirono infine.
Certo, Nana era una balenottera bellissima, questo sì.
Solo che… era tutta gialla.
Gialla.

(Riproduzione riservata)

VERBAVOLANT EDIZIONI 
Siracusa
info@verbavolantedizioni.it
www.verbavolantedizioni.it

 

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La primavera del coro polifonico De Cicco

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I prossimi impegni del coro De Cicco…

Bagheria, la città delle ville.
#UFFICIALE

La Stagione Concertistica Città di Bagheria è stata riconosciuta come #Patrimonio #Culturale #Europeo2018!
(non si tratta di un finanziamento ma bensì di un riconoscimento di alto livello culturale)

#Auguri a tutti i #bagheresi, a tutti i #siciliani!
#LAMUSICAUNISCA
#Europeforculture #sharingheritage #Patrimonio2018

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Il 13 maggio tutti a Bagheria per il raduno dedicato ai canti mariani… (sesto festival dedicato alla musica sacra mariana diretto da Salvatore Di Blasi).

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Salvatore Di Blasi ha condiviso una foto — soddisfatto con Bagheria Bequadro presso Festival Nazionale Corale di Musica Sacra Mariana.
51 min · Bagheria · 

Vi ho scelti e sono molto contento: Grazie a nome mio, di Baghera e della Musica Regina delle Arti.

I 9 Cori scelti per il 6° Festival Nazionale Corale di Musica Sacra Mariana sono:

CORALE POLIFONICA DE CANTU
di Ribera (AG)
Direttore: Pietro Aricò Aricò

Coro Internazionale Della Pace
di Palermo
Direttore: Manrico Signorini

CORO CUM IUBILO
di Monreale (PA)
Direttore: Giovanni Scalici

ASSOCIAZIONE MUSICALE CRISTO RE
Di Belpasso (SR)
Direttore: Giuseppe Emanuele Puleo

CORO POLIFONICO PERFECTA LAETITIA
di Gela (CL)
Direttore: Melissa Minardi

CORO MATER DEI
di Ispica (RG)
Direttore: Michele Vella

CORO POLIFONICO GIUSEPPE DE CICCO
di Carlentini (CT)
Direttore: Maria Carmela De Maria Carmela de Cicco

CORO CITTÀ DI SCIACCA
di Sciacca (AG)
Direttore: Ignazio Catanzaro

CORO POLIFONICO E PUERI CANTORES LAUDATE DOMINUM
di Bagheria (PA)
Direttore: Salvatore Di Blasi

Siamo in 500 CANTORI: complimenti a tutti i cori partecipati e che hanno superato la selezione tra 20 edesioni!

#StagioneConcertisticaCittàdiBagheria

#BagheriaCittàdelleVille

#Europeforculture #sharingheritage #Patrimonio2018

#LAMUSICAUNISCA

Con Giacomo Giurato

RICOMINCIANO GLI INCONTRI CON I GRANDI MAESTRI!
M. PIER PAOLO SCATTOLIN E IL M. GIOVANNI ACCIAI!

PRIMO INCONTRO 27,28,29,APRILE COL MAESTRO SCATTOLIN!

SONO APERTE LE ISCRIZIONI

PER INFORMAZIONI
e-mail mariadecicco102@gmail.com

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Il 27 aprile saremo di nuovo ospiti di don Marco Politini e dalla comunità della Parrocchia San Giuseppe operaio di Priolo Gargallo (SR)…

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Posto del materiale sugli impegni scorsi del coro…

Ecco qualche video sulla serata del martedì santo… Bibi Bruschi recita il “Pianto della Madonna” di Jacopone da Todi, struggente e ficcante testo sulla Passione di Cristo (con la partecipazione del coro polifonico Giuseppe De Cicco diretto da Maria Carmela De Cicco; all’organo Cunegonda De Cicco).

https://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_Zipoli (le musiche di Domenico Zipoli sono state eseguite da Cunegonda De Cicco).

Grazie a Gabriele Morale per i video.

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Libertà del 31 marzo 2018.

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http://www.acitsiracusa.it/?p=5103

INVITO ALLA MANIFESTAZIONE

Cari soci ed amici, Vi comunico che giorno 26 marzo 2018 alle ore 11,00 presso il salone Paolo Borsellino di palazzo Vermexio, il sindaco Giancarlo Garozzo riceverà in visita ufficiale il sindaco di Würzburg Christian Schuchardt accompagnato dal sindaco onorario Dr. A. Bauer ed alcuni consiglieri e rappresentanti della città a vario titolo, che sigleranno un patto di amicizia tra le due città e che in futuro potrebbe trasformarsi in un gemellaggio. In occasione dell’evento sono previsti i seguenti incontri ufficiali:

giorno 26 marzo ore 20 cena presso la pizzeria Ai Millesapori di Viale Scala Greca nr. 187.

giorno 27 marzo alle ore 10 visita del museo archeologico Paolo Orsi.

Alle ore 19,30 dopo la s. messa, presso la Chiesa SS. Salvatore sita in Via Necropoli Grotticelle nr. 60, concerto di Pasqua patrocinato dal Comune di Siracusa, in onore della delegazione comunale di Würzburg, a cura del Coro Polifonico Giuseppe de Cicco, diretto dal M° Maria Carmela De Cicco e con la M° Cunegonda De Cicco all’organo e l’attrice Bibi Bruschi

Con l’occasione mi pregio di ringraziare i Nostri soci, che hanno collaborato a vario titolo e coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto:

Comune di Siracusa

Piccolo hotel casa mia.

Osteria da Pilluccio

Rosticceria Dolci sapori di Sicilia.

La trattoria pizzeria Mille Sapori.

Il coro Polifonico Giuseppe De Cicco.

Il M° Maria Carmela.

Il M° Cunegonda De Cicco.

L’attrice Bibi Bruschi.

Parrocchia SS. Salvatore

IL PRESIDENTE

Avv. Giuseppe Moscatt

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http://letteritaliana.weebly.com/donna-de-paradiso.html

Jacopone da Todi


«Donna de Paradiso»
(Laude, 70)

È il più celebre testo di Jacopone, uno dei primi esempi (se non il primo in assoluto) di “lauda drammatica” in quanto propone un dialogo tra più personaggi sulla crocifissione di Cristo, al centro della quale vi è il dolore di Maria per il martirio del proprio figlio (gli altri interlocutori sono Gesù stesso, la folla degli ebrei e un fedele che descrive le fasi del supplizio, probabilmente l’apostolo Giovanni). Il mistero dell’incarnazione di Cristo è espresso attraverso la pena tutta umana della madre per le sofferenze a Lui inflitte, per cui il racconto della Passione diventa un dramma concreto e naturalissimo accentuato dal movimento drammatico delle voci che si susseguono. Jacopone ha affrontato il tema del dolore della Vergine per la morte di Cristo anche nell’inno latino “Stabat Mater”, a lui generalmente attribuito.

► PERCORSO: La poesia religiosa

 

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«Donna de Paradiso,
lo tuo figliolo è preso
Iesù Cristo beato.Accurre, donna e vide
che la gente l’allide;
credo che lo s’occide,
tanto l’ò flagellato».«Come essere porria,
che non fece follia,
Cristo, la spene mia,
om l’avesse pigliato?».«Madonna, ello è traduto,
Iuda sì ll’à venduto;
trenta denar’ n’à auto,
fatto n’à gran mercato».«Soccurri, Madalena,
ionta m’è adosso piena!
Cristo figlio se mena,
como è annunzïato».«Soccurre, donna, adiuta,
cà ’l tuo figlio se sputa
e la gente lo muta;
òlo dato a Pilato».«O Pilato, non fare
el figlio meo tormentare,
ch’eo te pòzzo mustrare
como a ttorto è accusato».«Crucifige, crucifige!
Omo che se fa rege,
secondo la nostra lege
contradice al senato».

«Prego che mm’entennate,
nel meo dolor pensate!
Forsa mo vo mutate
de que avete pensato».

«Traiàn for li latruni,
che sian soi compagnuni;
de spine s’encoroni,
ché rege ss’è clamato!».

«O figlio, figlio, figlio,
figlio, amoroso giglio!
Figlio, chi dà consiglio
al cor me’ angustïato?

Figlio occhi iocundi,
figlio, co’ non respundi?
Figlio, perché t’ascundi
al petto o’ si lattato?».

«Madonna, ecco la croce,
che la gente l’aduce,
ove la vera luce
déi essere levato».

«O croce, e que farai?
El figlio meo torrai?
E que ci aponerai,
che no n’à en sé peccato?».

«Soccurri, plena de doglia,
cà ’l tuo figliol se spoglia;
la gente par che voglia
che sia martirizzato».

«Se i tollit’el vestire,
lassatelme vedere,
com’en crudel firire
tutto l’ò ensanguenato».

«Donna, la man li è presa,
ennella croc’è stesa;
con un bollon l’ò fesa,
tanto lo ’n cci ò ficcato.

L’altra mano se prende,
ennella croce se stende
e lo dolor s’accende,
ch’è plu multiplicato.

Donna, li pè se prènno
e clavellanse al lenno;
onne iontur’aprenno,
tutto l’ò sdenodato».

«Et eo comenzo el corrotto;
figlio, lo meo deporto,
figlio, chi me tt’à morto,
figlio meo dilicato?

Meglio aviriano fatto
ch’el cor m’avesser tratto,
ch’ennella croce è tratto,
stace descilïato!».

«O mamma, o’ n’èi venuta?
Mortal me dà’ feruta,
cà ’l tuo plagner me stuta,
ch’el veio sì afferato».

«Figlio, ch’eo m’aio anvito,
figlio, pat’e mmarito!
Figlio, chi tt’à firito?
Figlio, chi tt’à spogliato?».

«Mamma, perché te lagni?
Voglio che tu remagni,
che serve mei compagni,
ch’êl mondo aio aquistato».

«Figlio, questo non dire!
Voglio teco morire,
non me voglio partire
fin che mo ’n m’esc’ el fiato.

C’una aiàn sepultura,
figlio de mamma scura,
trovarse en afrantura
mat’e figlio affocato!».

«Mamma col core afflitto,
entro ’n le man’ te metto
de Ioanni, meo eletto;
sia to figlio appellato.

Ioanni, èsto mea mate:
tollila en caritate,
àginne pietate,
cà ’l core si à furato».

«Figlio, l’alma t’è ’scita,
figlio de la smarrita,
figlio de la sparita,
figlio attossecato!

Figlio bianco e vermiglio,
figlio senza simiglio,
figlio, e a ccui m’apiglio?
Figlio, pur m’ài lassato!

Figlio bianco e biondo,
figlio volto iocondo,
figlio, perché t’à el mondo,
figlio, cusì sprezzato?

Figlio dolc’e placente,
figlio de la dolente,
figlio àte la gente
mala mente trattato.

Ioanni, figlio novello,
morto s’è ’l tuo fratello.
Ora sento ’l coltello
che fo profitizzato.

Che moga figlio e mate
d’una morte afferrate,
trovarse abraccecate
mat’e figlio impiccato!».

Fedele: «Donna del cielo, tuo figlio, Gesù Cristo beato, è catturato.

Accorri, donna e vedi che la gente lo colpisce; credo che lo stiano uccidendo, tanto lo hanno flagellato.»

Maria: «E come potrebbe essere che abbiano catturato Cristo, la mia speranza, visto che non ha commesso peccato?»

Fedele: «Madonna, egli è stato tradito; Giuda l’ha venduto, avendone in cambio trenta denari; ne ha tratto un gran guadagno».

Maria: «Aiutami, Maddalena, mi è arrivata addosso la pena! Mio figlio Cristo è portato via, come è stato annunciato».

Fedele: «Soccorrilo, donna, aiutalo, poiché sputano addosso a tuo figlio e la gente lo sta portando via; lo hanno consegnato a Pilato».

Maria: «O Pilato, non fare torturare mio figlio, poiché io ti posso dimostrare che è accusato a torto».

Folla: «Crocifiggilo, crocifiggilo! Un uomo che si proclama re, secondo la nostra legge, contravviene ai decreti del senato».

Maria: «Vi prego di ascoltarmi, pensate al mio dolore! Forse ora cambiate idea rispetto a ciò che avete pensato».

Folla: «Tiriamo fuori [liberiamo] i ladroni, che siano suoi compagni di pena; lo si incoroni di spine, visto che si è proclamato re!».

Maria: «O figlio, figlio, figlio, figlio, giglio amoroso! Figlio, chi dà conforto al mio cuore angosciato?

Figlio dagli occhi che danno gioia, figlio, perché non mi rispondi? Figlio, perché ti nascondi dal petto dove sei stato allattato?».

Fedele: «Madonna, ecco la croce che è portata dalla folla, ove Cristo (la vera luce) dovrà essere sollevato».

Maria: «Croce, cosa farai? Prenderai mio figlio? E di cosa lo accuserai, visto che non ha commesso alcun peccato?».

Fedele: «Soccorrilo, o tu che sei piena di dolore, poiché il tuo figliolo è spogliato; sembra che la folla voglia che sia martirizzato».

Maria: «Se gli togliete i vestiti, lasciatemi vedere come lo hanno tutto insanguinato, infliggendogli crudeli ferite».

Fedele: «Donna, gli hanno preso una mano e l’hanno stesa su un braccio della croce; l’hanno spaccata con un chiodo, tanto gliel’hanno conficcato.

Gli prendono l’altra mano e la stendono sull’altro braccio della croce, e il dolore brucia, ancora più accresciuto.

Donna, gli prendono i piedi e li inchiodano al legno; aprendogli ogni giuntura, lo hanno tutto slogato».

Maria: «E io inizio il lamento funebre; figlio, mia gioia, figlio, chi ti ha ucciso [togliendoti a me], figlio mio delicato?

Avrebbero fatto meglio a strapparmi il cuore, visto che è posto anch’esso in croce e sta lì straziato!».

Cristo: «Mamma, dove sei venuta? Mi infliggi una ferita mortale, poiché il tuo pianto, che vedo così angosciato, mi uccide».

Maria: «Figlio, io ne ho ben ragione, figlio, padre e marito! Figlio, chi ti ha ferito? Figlio, chi ti ha spogliato?».

Cristo: «Mamma, perché ti lamenti? Voglio che tu rimanga qui, che assisti i miei compagni che ho acquistato nel mondo».

Maria: «Figlio, non dire questo! Voglio morire con te, non voglio andarmene finché mi esce ancora voce.

Possiamo noi avere un’unica sepoltura, figlio di mamma infelice, trovandoci nella stessa sofferenza, madre e figlio ucciso!».

Cristo: «Mamma col cuore afflitto, ti affido nelle mani di Giovanni, il mio discepolo prediletto; sia tuo figlio acquisito.

Giovanni, ecco mia madre: prendila con affetto, abbine pietà, poiché ha il cuore così trafitto».

Maria: «Figlio, l’anima ti è uscita dal corpo, figlio della smarrita, figlio della disperata, figlio avvelenato [ucciso]!

Figlio bianco e rosso, figlio senza pari, figlio, a chi mi rivolgo? Mi hai davvero abbandonata!

Figlio bianco e biondo, figlio dal volto gioioso, figlio, perché il mondo ti ha così disprezzato?

Figlio dolce e bello, figlio di una donna addolorata, figlio, la gente ti ha trattato in malo modo.

Giovanni, figlio acquisito, tuo fratello è morto. Ora sento il coltello [la pena del martirio] che fu profetizzato.

Che la madre muoia insieme al figlio, afferrati dalla stessa morte, trovandosi abbracciati, madre e figlio entrambi crocifissi!»

Interpretazione complessiva

  • Il testo ha la forma metrica di una ballata di versi settenari, con una ripresa di tre versi (rima YYX) e 33 strofe di quattro versi ciascuna (rima AAAX). Sono presenti rime siciliane ai vv. 1-2 (Paradiso / preso), vv. 28-29 (crucifige / rege), vv. 37-38 (compagnuni / encoroni), vv. 48-49 (croce / aduce), vv. 60-61 (vestire /  vedere), vv. 104-105 (afflitto / metto). Una rima imperfetta è ai vv. 76-77, corrotto / deporto.
  • La passione di Cristo è rappresentata nella sua crudezza e nella sua umanità, poiché Gesù è mostrato come un uomo che soffre e il cui corpo è flagellato e sottoposto a crudeli ferite. Altrettanto umana la figura della Madonna, il cui dolore è quello di una madre che soffre a vedere il figlio torturato senza colpa (all’inizio Maria tenta inutilmente di convincere la folla e Pilato dell’innocenza del figlio). Nelle prime strofe la sua voce si alterna a quella di un fedele (forse S. Giovanni, cui Cristo affida la madre alla fine del testo) che descrive i momenti più strazianti del martirio e invita Maria a soccorrere il figlio; interviene poi la voce della folla che incita alla crocifissione, secondo lo stereotipo medievale del popolo ebreo deicida, quindi animato dal desiderio di martirio verso Cristo.
  • Il testo si compone di 33 quartine (esclusa la ripresa) che corrispondono agli anni di Cristo quando venne crocifisso, mentre la descrizione del suo corpo inchiodato alla croce si concentra nei vv. 64-75, dunque nelle tre strofe centrali del componimento, con una perfetta simmetria e la simbologia religiosa del numero tre.
  • La prima parte della lauda contiene soprattutto la descrizione della Via crucis con le urla della folla all’indirizzo di Gesù e gli oltraggi al suo corpo, mentre nella seconda parte (dopo che Cristo è stato inchiodato alla croce) ha grande spazio il dolore di Maria, che si abbandona a un “corrotto” (lamento funebre) commovente e straziante: la Vergine si rivolge direttamente al figlio, sottolinea la sua innocenza e il fatto che sia martirizzato senza colpa, ne fa l’elogio con una serie di epiteti esornativi (l’anafora “figlio” è ripetuta per quattro quartine consecutive, vv. 112-127, poi Maria lo chiama “bianco e vermiglio”, “bianco e biondo”, “volto iocondo”). Il suo dolore è quello tutto umano di una donna che vede il figlio morire e vorrebbe essere uccisa insieme a lui, mente alla fine resta piangente ai piedi della croce.

STABAT MATER

Il testo[modifica | modifica wikitesto]

Stabat Mater dolorósa

iuxta crucem lacrimósa,

dum pendébat Fílius.

Cuius ánimam geméntem,

contristátam et doléntem

pertransívit gládius.

O quam tristis et afflícta

fuit illa benedícta

Mater Unigéniti!

Quae moerébat et dolébat,

Pia Mater dum videbat

nati poenas íncliti.

Quis est homo, qui non fleret,

Matrem Christi si vidéret

in tanto supplício?

Quis non posset contristári,

Christi Matrem contemplári

doléntem cum Filio?

Pro peccátis suae gentis

vidit Jesum in torméntis

et flagéllis subditum.

Vidit suum dulcem natum

moriéntem desolátum,

dum emísit spíritum.

Eia, mater, fons amóris,

me sentíre vim dolóris

fac, ut tecum lúgeam.

Fac, ut árdeat cor meum

in amándo Christum Deum,

ut sibi compláceam.

Sancta Mater, istud agas,

crucifíxi fige plagas

cordi meo válide.

Tui Nati vulneráti,

tam dignáti pro me pati,

poenas mecum dívide.

Fac me vere tecum flere,

Crucifíxo condolére

donec ego víxero.

Iuxta crucem tecum stare,

Te libenter sociáre

in planctu desídero.

Virgo vírginum praeclára,

mihi iam non sis amára,

fac me tecum plángere.

Fac, ut portem Christi mortem,

passiónis fac consortem

et plagas recólere.

Fac me plagis vulnerári,

cruce hac inebriári

et cruore Fílii.

Inflammatus et accensus,

per te, Virgo, sim defénsus

in die iudícii.

Fac me cruce custodíri

morte Christi praemuníri,

confovéri grátia.

Quando corpus moriétur,

fac, ut ánimae donétur

paradísi glória.

Amen.

La Madre addolorata stava

in lacrime presso la Croce

mentre pendeva il Figlio.

E il suo animo gemente,

contristato e dolente

era trafitto da una spada.

Oh, quanto triste e afflitta

fu la benedetta

Madre dell’Unigenito!

Come si rattristava, si doleva

la Pia Madre vedendo

le pene del celebre Figlio!

Chi non piangerebbe

al vedere la Madre di Cristo

in tanto supplizio?

Chi non si rattristerebbe

al contemplare la pia Madre

dolente accanto al Figlio?

A causa dei peccati del suo popolo

Ella vide Gesù nei tormenti,

sottoposto ai flagelli.

Vide il suo dolce Figlio

che moriva abbandonato

mentre esalava lo spirito.

Oh, Madre, fonte d’amore,

fammi provare lo stesso dolore

perché possa piangere con te.

Fa’ che il mio cuore arda

nell’amare Cristo Dio

per fare cosa a lui gradita.

Santa Madre, fai questo:

imprimi le piaghe del tuo Figlio crocifisso

fortemente nel mio cuore.

Del tuo figlio ferito

che si è degnato di patire per me,

dividi con me le pene.

Fammi piangere intensamente con te,

condividendo il dolore del Crocifisso,

finché io vivrò.

Accanto alla Croce desidero stare con te,

in tua compagnia,

nel compianto.

O Vergine gloriosa fra le vergini

non essere aspra con me,

fammi piangere con te.

Fa’ che io porti la morte di Cristo,

fammi avere parte alla sua passione

e fammi ricordare delle sue piaghe.

Fa’ che sia ferito delle sue ferite,

che mi inebri della Croce

e del sangue del tuo Figlio.

Che io non sia bruciato dalle fiamme,

che io sia, o Vergine, da te difeso

nel giorno del giudizio.

Fa’ che io sia protetto dalla Croce,

che io sia fortificato dalla morte di Cristo,

consolato dalla grazia.

E quando il mio corpo morirà

fa’ che all’anima sia data

la gloria del Paradiso.

Amen.

 

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Ecco dell’altro materiale relativo alla stagione trascorsa…

Chiuse in bellezza le festività natalizie, riprendono per il 2018 gli impegni del coro polifonico Giuseppe De Cicco…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

http://www.acitsiracusa.it/?p=5041

Ecco il messaggio dell’associazione italo-tedesca di Siracusa:

Giorno 27 gennaio 2018 alle ore 19,45 presso la Chiesa del Santissimo Salvatore, sita in Via Necropoli Grotticelle, celebriamo la giornata della memoria. Il Coro Polifonico “De Cicco”, diretto dal M° Maria Carmela De Cicco e con la M° Cunegonda De Cicco all’organo. Seguirà programma dettagliato.

Vi attendiamo puntuali e numerosi.

                                                      IL PRESIDENTE

Avv. Giuseppe Moscatt

Maria Lucia Riccioli dal febbraio 2016 fa parte del Coro polifonico europeo “Giuseppe De Cicco”, col quale si è esibita il 5 marzo in occasione dello spettacolo per la presentazione del libro di Simona Lo Iacono “Le streghe di Lenzavacche”, candidato al Premio Strega 2016. Nel novembre 2016 ha partecipato al corso di formazione organizzato dallo stesso coro e che ha visto come docente il maestro Pier Paolo Scattolin e il maestro Angela Troilo; nell’ambito dello stesso corso ha seguito le lezioni tenute dal maestro Giovanni Acciai nel gennaio 2017. Con il coro ha partecipato alla IX Settimana della Musica di Paternò (CT); nell’ambito dell’iniziativa “1000 voci per ricominciare” ha cantato presso la Chiesa Madre di Pachino (SR) e il 22 dicembre è stata alla Chiesa del SS.mo Salvatore a Noto (SR).

   In occasione del ventennale del coro “G. De Cicco” ha cantato la “Petite Messe Solennelle” insieme al coro e ai giovani solisti del conservatorio di Stato di Reggio Calabria “Francesco Cilea”, con la partecipazione straordinaria del tenore Salvatore D’Agata e del basso Alessandro Vargetto, presso la Chiesa Madre di Carlentini (SR), il Teatro Don Bosco di Ragusa (nell’ambito della rassegna musicale dell’associazione “Melodica”) e la Chiesa di Santa Lucia alla Badia di Siracusa.

   Il 27 dicembre ha partecipato al raduno natalizio “O Nata Lux” di alcune corali della provincia di Siracusa presso la Chiesa Madre di Rosolini (SR).

   Ha concertato a Siracusa il 6 presso la Basilica Santuario “Madonna delle Lacrime” e il 13 è stata in Cattedrale a chiusura dei festeggiamenti in onore di Santa Lucia nell’ambito della rassegna “I colori del sacro”. Il 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, è stata con il coro presso la parrocchia del SS.mo Salvatore di Siracusa per eseguire la Dachau-Messe di padre Gregor Schwake; nella stessa chiesa si è esibita in occasione del concerto pasquale “Per crucem ad lucem” dell’11 aprile 2017. Il 30 maggio, in concomitanza con le #invasionidigitali ad Agira (SR) si è esibita insieme al coro “De Cicco” in gemellaggio con il coro diretto dal maestro Filippo Pistone Nascone, mentre il 24 giugno ha concertato insieme al coro sul sagrato della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa. Il 9 settembre con il coro si è esibita presso l’ex convento del Ritiro in Ortigia (SR), ospite del festival “Musica sotto le stelle” organizzato dall’associazione musicale e culturale “Vittorio Guardo”, concertando anche nelle sale del museo dedicato a Leonardo da Vinci e Archimede. Il 20 ottobre è intervenuta con il coro presso il Parco delle Suore di Gesù Redentore di Siracusa per un evento dell’Associazione Dueppiù – Per la città che vorrei di Sergio Pillitteri, mentre il 21 ottobre, presso l’Aula magna dell’Istituto tecnico Alessandro Rizza di Siracusa, insieme allo psicologo e scrittore Giuseppe Lissandrello, al chitarrista Gianluca Astuti, al pianista Graziano Grancagnolo e al soprano Donatella Aloschi, è stata la moderatrice, oltre ad esibirsi con il coro, dell’incontro sulla figura di Baha’u’llah a duecento anni dalla nascita, organizzato da Savitri Jamsran. Il 2 dicembre, in occasione dei festeggiamenti in onore di Santa Barbara, ha cantato nella Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Paternò (CT), mentre si è esibita a Carlentini (SR) il 16 e il 23 dicembre e il 22 dicembre a Palazzolo Acreide (SR) presso la Galleria d’arte contemporanea; la stagione natalizia del coro è continuata giorno 29 dicembre con il concerto presso la Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Siracusa e si è chiusa il 5 gennaio con il concerto presso la Basilica Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa insieme alla Corale Tetracordus e alla Corale 10 in condotta, con il concerto presso la Parrocchia di San Giuseppe operaio a Priolo Gargallo (SR) e giorno 7 con l’ormai tradizionale concerto presso l’Hospice dell’Ospedale Rizza di Siracusa.

Il 27 gennaio 2018 è stata celebrata la Giornata della Memoria presso la Chiesa del Santissimo Salvatore di Siracusa per l’associazione italo-tedesca.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

LA CIVETTA DI MINERVA del 13 aprile 2018

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Ecco il nuovo numero del giornale bisettimanale LA CIVETTA DI MINERVA!

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Ecco il link ai miei ultimi articoli usciti sul cartaceo e poi confluiti nel sito…
Intervista alla poetessa e scrittrice avolese Paola Liotta, docente: “Le parole aprono vie inesplorate, gettano ponti”

La Civetta di Minerva, 30 marzo 2018

Abbiamo incontrato per voi Paola Liotta, avolese, docente e scrittrice, organizzatrice culturale – insegna materie letterarie e latino nel Polo Liceale dell’Istituto Superiore Statale “E. Majorana”, scrive sia in versi che in prosa, cura nella sua città tè letterari, presenta libri ed eventi, cura il blog “Di scritture, di sogni e di chimere”.

L’occasione è l’uscita, per i tipi di Algra Editore, della raccolta poetica “La felicità è muta”, che verrà presentata nei locali della Biblioteca comunale “Giuseppe Bianca” di Avola l’11 aprile alle ore 18 – ancora una volta l’editore Alfio Grasso conferma la capacità di scouting dei talenti emergenti e l’accoglienza in “casa Algra” di penne già sperimentate (ricordiamo infatti i precedenti scritti della sensibile e raffinata autrice: “Del vento, e di dolci parole leggere”, del 2009; del 2011 è “Di Aretusa e altri versi”, menzione di merito al Premio Letterario Internazionale S. Quasimodo, e del 2013 è il suo primo romanzo “… ed era colma di felicità”; al Premio Pentèlite 2014 è giunto finalista il suo racconto “Miele, mandorle e cannella”; una sua raccolta di trenta “Madrigali e rime varie”  ha ricevuto una segnalazione di merito al Premio letterario Pietro Carrera, edizione del 2017, ed è  stata appena pubblicata con il titolo “La luce dell’inverno” dalla casa editrice “Il Convivio”).

Perché la felicità è muta?

Vorrei che lo scoprissero i lettori, leggendomi. Le liriche de “La felicità è muta” costituiscono un nuovo squarcio del mio percorso creativo dove, pur confermando la mia fiducia illimitata nel valore della parola, emerge una visione intimistica della Felicità, cioè legata al vissuto personale, seppure percepita quale tratto comune d’umanità, che agli altri ci riconduce. Felicità, parola abusata ai nostri giorni, che, però, qui incarna la scrittura stessa e le sue meravigliose energie.

Poesia è felicità o felicità è poesia?

Per me questi due termini si equivalgono e stanno alla Bellezza e al senso stesso del vivere. Ai miei versi corrisponde un amore per la vita che si traduce in testimonianza di gioia, oltre ogni fatica o difficoltà. Per dirla ungarettianamente “la poesia è Poesia quando porta in sé un segreto”, un segreto che sia intessuto di generosità e pura bellezza. Difficilmente il poeta pensa di essere tale, lo è nella misura in cui un’altra persona si riconoscerà nei suoi testi, cogliendone il dato universale.

Qual è il tuo rapporto con la scrittura?

Potrei condensarlo nella massima “Nulla dies sine linea”. È un rapporto vitale: ispirazione, passione, ricerca vi si intersecano e stimolano in reciprocità di intenti. Esso è vivo a partire dalla mia dimensione professionale, che si traduce nella prassi didattica, soprattutto sul versante laboratoriale e creativo. Versi e prosa rappresentano medaglie diverse di uno sguardo che ama spaziare dentro e fuori di sé, portando in superficie “il mondo l’umanità/ la propria vita/ fioriti dalla parola”.

Tè letterari, scuola, scrittura… come concili questi mondi?

Fanno parte di me e si alimentano a vicenda. La scrittura è davvero felicità se intesa come angolo privilegiato da cui meditare sul reale, a ritemprarsi da ogni discrasia, ma anche sfida vera e propria all’incomunicabilità e all’indifferenza, che sono grandi mali del nostro tempo. Le parole aprono vie inesplorate, gettano ponti verso l’altro, spalancano varchi nell’Infinito, ed io godo di precipitarmi in essi. Il mio amore profondo per i libri non può che riconoscersi ‘felice mente’ in tutto ciò.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=3035:mia-chi-sono-io-sono-una-suicida-assassinata&catid=17&Itemid=143

 

Lettera alla Civetta, atto di accusa fortissimo contro il sistema, specie in Sicilia: “Sono una giovane, una disoccupata, una licenziata…”

La Civetta di Minerva, 30 marzo 2018

Stiamo vivendo il tempo forte della Pasqua – che è “pesah”, ovvero passaggio, porta dalla morte alla vita, dalla disperazione alla speranza, dalla schiavitù del peccato alla liberazione della misericordia, dal buio del sepolcro alla luce del giardino della resurrezione.

Durante la Messa della domenica delle Palme papa Francesco ha esortato i ragazzi e le ragazze ad esprimersi anche quando “noi anziani e responsabili, tante volte corrotti, stiamo zitti”. Purtroppo “far tacere i giovani è una tentazione sempre esistita”, ma il pontefice ha spronato i giovani a non lasciarsi zittire né anestetizzare o addormentare ma a far sentire il proprio grido: “Voi griderete? Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre”.

Ed è proprio un grido quello che è giunto alla nostra redazione.

Spiace doppiamente dover leggere una lettera come questa, un atto di accusa fortissimo contro un sistema che non protegge né tutela i giovani, non li ama e soprattutto non li ascolta.

Sono parole che arrivano dalla penna di Mia, ovvero Miriam Vinciblogger e scrittrice netina in erba  – cura lo spazio www.ciaolibri.it, ha pubblicato un romanzo, “Io, vampira”, e una raccolta poetica (“È in questa nudità che vorrei vestiti di poesia”, Libreria Editrice Urso), selezionata nell’ambito del concorso “Libri di-versi in diversi libri” in memoria del poeta-scrittore Salvatore Di Pietro, edizione 2016-2017.

La Civetta di Minerva ve le offre come tema di riflessione, specie a settant’anni dall’entrata in vigore di quella che Roberto Benigni ebbe a definire la più bella del mondo, la nostra Costituzione.

MARZO 16, 2018 di MIA – Lettera di una suicida assassinata.

Cara me: “Andiamo, è tempo di migrare”, lascio l’Italia, cultura ed allegria, pasta pizza e disoccupazione. La vita è un soffio, una meraviglia che non sto vivendo. Non si possono negare i fatti, la disoccupazione è elevata ed è un serio problema che affligge la società moderna. Il futuro è incerto tanto quanto lo è il presente ed io non mi vedo vivere. Questa non è un’incertezza personale, non è depressione, non è un problema di salute, non è una fantasia, e soprattutto: la disoccupazione non è una scelta, la disoccupazione è realtà. La disoccupazione è il fallimento dello Stato. Vorrei poter lavorare, Stato cosa mi offri? (Art. 1, comma: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”).

Sono molti i disoccupati in Italia e molti quei giovani disoccupati che, finito il percorso scolastico, si ritrovano disorientati e abbandonati da uno Stato che non dà loro la possibilità di una scelta lavorativa o di una occupazione retribuita adatta ad esigenze e capacità individuali (art.4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”); e per di più assassinati perché non abbiamo alcun sostegno economico di base che consenta di vivere umanamente, in attesa di una possibilità di mettersi in gioco in ambito lavorativo ed è così che vivere diviene sopravvivere (art. 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”).

Finito il percorso scolastico mi ritrovo assassinata, non partecipe come cittadino dignitoso… e sogni idee e futuro entrano in crisi per un presente già critico in cui la dignità sociale è calpestata spudoratamente (art.3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”). Sono giovane, siamo giovani ma siamo abbandonati e per di più anche beffati da un governo che parla parla parla e viene a mancare a ciò che è alla base della nostra Italia: la Costituzione, testamento storico dei nostri avi.

Basterebbe rispettare la Costituzione per vivere in un paese migliore e rinascere. Ma intanto la vita passa, come un soffio, e crollando il singolo, crolla lo Stato e l’economia stessa, perché se crolla la base crolla la piramide intera costruita su di essa (art.3, comma 2: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”).

Chi sono io? Io sono una suicida assassinata, sono una giovane, una disoccupata, una licenziata, sono di una generazione dimenticata e tradita, ma soprattutto sono una sopravvissuta. Sono mio fratello, il mio amico, il figlio che non avrò, sono te, lettore, e sono io, io sono, ma chi sono?

Sono: “…un grido unanime, sono un grumo di sogni…” che vuole vivere.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2993:nelle-biblioteche-siracusane-avviato-il-prestito-digitale&catid=17&Itemid=143

 

 

Per diletto o per studio, volete consultare dei libri? Basta accreditarsi e accedere al sistema Mlol, avrete gli ebook sull’iPad, smartphone, PC…

 

La Civetta di Minerva, 16 marzo 2018

Non solo carta, verrebbe da dire. Le biblioteche siracusane offrono la possibilità – è novità di questi giorni – di accedere al prestito digitale. Basta accreditarsi in biblioteca e accedere al sistema MLOL (Media Library On Line) con le credenziali fornite e… con un click si potranno leggere degli ebook. I libri digitali (se ne potrà richiedere il prestito di due al mese) saranno disponibili sui dispositivi dell’utente per quattordici giorni: si potrà quindi leggere gli ebook scelti sull’iPad, sullo smartphone, sul PC…

E non solo: la piattaforma Media Library offre anche un’App dedicata per permettere ai lettori di esplorare le liste di ebook disponibili, informarsi sulle novità, gestire le proprie liste personali e molto altro.

La biblioteca si pone quindi sempre più non solo come “deposito” di libri, riviste, documenti, ma anche come fonte di sapere diffuso, per venire incontro alle esigenze di inclusione e per realizzare sempre più concretamente la democratizzazione del sapere tramite una sempre maggiore accessibilità dei testi e delle conoscenze. A questo proposito, molte sono le risorse per la scuola primaria e le scuole secondarie di primo e secondo grado.

Auspichiamo anche che si possa presto espandere il servizio includendo l’edicola on line, che permetterà di accedere a seimila giornali e riviste on line.

Ricordiamo che tutte le biblioteche siracusane fanno parte del Sistema Bibliotecario Siracusano (SBS) che già permetteva di controllare se fosse presente e dove il libro richiesto, ma MLOL permetterà di allargare il prestito e “dematerializzarlo” (non sempre è facile, specie in Ortigia, trovare parcheggio e andare a studiare, a fare ricerche o a partecipare ai corsi e alle presentazioni in biblioteca, nonostante il contatto umano e la professionalità del personale siano impagabili; le biblioteche di quartiere inoltre costituiscono a nostro avviso un importante fattore di aggregazione sociale. Vorremmo sollecitare poi i nostri amministratori a non trascurare l’enorme patrimonio archivistico e librario cartaceo presente nelle nostre biblioteche, specie in quella di via dei SS. Coronati: manoscritti e corrispondenze di letterati, Privilegi e Diplomi che rimandano all’antico passato di Siracusa, incunaboli, cinquecentine e pergamene che se non correttamente conservati rischiano il deterioramento).

“La Civetta di Minerva” ha sperimentato per voi il servizio: è bastato registrarsi in biblioteca e tramite e-mail, ricevute le credenziali, è stato semplicissimo accedere alla piattaforma.

Buona lettura!

 

 

 

 http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2981:noto-ripresa-dai-droni-in-paesi-che-vai-su-rai-uno&catid=17&Itemid=143
Guida d’eccezione della troupe televisiva Eleonora Nicolaci, discendente della famiglia più illustre della città. Livio Leonardi: “Abbiamo raggiunto ascolti straordinari

 

La Civetta di Minerva, 16 marzo 2018

Riprese in una manciata di giorni tra le nuvole e il sole di un inverno siciliano, piacevoli conversari sullo splendore del Barocco, le nostre eccellenze valorizzate: “La Civetta di Minerva” è stata per voi sul set di “Paesi che vai…”, in onda su Rai1 alle 9.40 domenica 18 marzo.

Il nostro giornale si era già occupato del programma in occasione della ripresa e messa in onda della puntata su Siracusa. Stavolta tocca a Noto, perla del Vallo – lo ricordiamo: Val di Noto, Mazzara e Demone sono i tre grandi distretti amministrativi di età araba, poi ripresi nel periodo borbonico – che porta il suo nome.

Antonio Costa ha scritto i testi della puntata, mentre regista ne è stato Daniele Biggiero, che ha già diretto la puntata relativa ad Agrigento e che fa parte della squadra del programma da un anno: “Siamo entusiasti del ritorno della trasmissione in Sicilia, regione dai colori e dalle storie che amiamo raccontare e riprendere”. Sì, riprendere, anche grazie allo sguardo del drone che esplora il cielo di Noto e si insinua tra le colonne su, su fino alle volte e alle facciate di chiese e palazzi. Qualche curioso segue la troupe, c’è il tempo per le foto e i saluti o per gustare le specialità per cui Noto e la Sicilia in genere sono a ragione celebri.

Livio Leonardi, ideatore e conduttore del programma – anche se è doveroso ricordare “Ciao Italia”, “Bella Italia”, “Le strade del sole”, “Una troupe racconta”, alcuni dei titoli di fortunati programmi per cui è stato apprezzato e premiato, sempre basati sul concetto di valorizzazione dei territori – ci racconta di come la trasmissione si sia evoluta nel tentativo di raccontare le città e le loro comunità, anche tramite un cambio di prospettiva: “Gli spettatori della nuova stagione troveranno più “fiction”, più figuranti, più storia e storie locali che forse ci regalano una chiave di lettura della storia nazionale; siamo molto attenti a realtà che si occupano di rievocazione storica – nella puntata su Noto, risulta indovinata la presenza di alcuni figuranti dell’Associazione netina “Corteo Barocco”, che hanno interpretato personaggi come Sinatra e Gagliardi – con professionalità e passione. La spinta del territorio per noi è fondamentale per raccontare al meglio le città: la bellezza di un costume, i disegni, le testimonianze pittoriche e figurative, tutto contribuisce alla narrazione”.

Cosa vuol dire per lei e per la troupe tornare in Sicilia?

“Siracusa e Agrigento sono uno scrigno di testimonianze. Il racconto che vedrete è, diciamo così, diluito; per la puntata di Noto abbiamo girato in diverse location, sei o sette, con quaranta minuti di racconto storico-artistico: per capire meglio il punto di vista che abbiamo scelto di assumere, basta guardare la sigla, accompagnata dalla voce di Andrea Bocelli che canta “Con te partirò”; l’occhio del visitatore, che magari dallo spazio profondo si avvicina sempre di più alla terra e poco a poco focalizza quello che vede, è il modo non accademico e molto fruibile con cui narriamo i luoghi”.

Quali fonti avete utilizzato?

“Le nostre fonti sono i documenti, i libri, le testimonianze: cerchiamo di valorizzare anche in questo campo i beni archivistici e librari che l’Italia conserva, parte non indifferente del patrimonio per cui siamo giustamente famosi nel mondo”.

Qual è la risposta del pubblico?

“I dati parlano da soli. Abbiamo raggiunto ascolti straordinari: se penso alla puntata su Lucca, ha raggiunto lo share del 23%, il risultato più alto di RaiUno fino al TG1 delle 20; la copertura netta è di 4.400.000, con un ascolto medio di due milioni e un +1,8% ad ogni puntata. Il format è originale, la progettazione editoriale è curata, ecco perché siamo premiati dall’apprezzamento del pubblico”.

Quali saranno le prossime tappe? Verrà toccata di nuovo anche la Sicilia?

“Brescia, Palermo, Recanati e quindi le Marche, la Puglia… non ci fermiamo”.

Quali altre novità ci sono nel programma? Ha in mente nuovi spunti, magari per le prossime puntate o per la nuova stagione?

“Intanto mi piace ricordare la rubrica “Naturosa”, che presenta itinerari naturalistico-paesaggistici e curiosità relative alla natura che circonda le città che narriamo o che, nel caso dell’Etna, caratterizza la regione: i parchi nazionali, i segreti e le risorse delle terre visitate, ecco la particolarità di “Naturosa”. Nella puntata su Noto ci è piaciuto riproporre – ma secondo un nuovo punto di vista, con un taglio differente – la nostra visita al vulcano. Ricordo sempre che la nostra ottica è quella della valorizzazione del patrimonio Unesco, di cui l’Italia è ricchissima: Noto e l’Etna, Agrigento, Modica con il suo cioccolato o la zona di Marzamemi con i prodotti di tonnara.

…La nostra visione è grandangolare. Allo studio c’è comunque anche una nuova rubrica che per ora è top secret” (ma ci facciamo promettere che “La Civetta di Minerva” sarà presente quando “Paesi che vai” tornerà in Sicilia).

Guida d’eccezione, che ha accompagnato Livio Leonardi e che guiderà i telespettatori alla scoperta delle bellezze della perla del Barocco siciliano, è la netina Eleonora Nicolaci. Che non è soltanto una guida turistica preparata, ma appartiene alla famiglia che forse più di tutte ha caratterizzato la storia di Noto (“La Civetta di Minerva” ha recensito il libro uscito per i tipi della Libreria Editrice Urso e che ricostruisce la storia dei Nicolaci dalla fondazione della casata alla fine del XVIII secolo, approfondendo eventi fondamentali per la storia netina e non solo come il terremoto del 1693); Eleonora Nicolaci, che si occupa di ricettività turistica anche grazie alla struttura aperta un anno fa, incentrata sulla fotografia e i siti più significativi del Val di Noto (il B&B PhotoGuest, cui dobbiamo nella persona di Giovanni Tumminelli i crediti delle fotografie che accompagnano l’articolo), passeggiando e dialogando con Livio Leonardi per il “giardino di pietra”, la Noto barocca di Santa Chiara e della Cattedrale, di Palazzo Nicolaci e delle altre splendide location della puntata di “Paesi che vai”, ha descritto e narrato con grazia e competenza la storia dei siti visitati. Ecco le sue parole sull’esperienza vissuta.

“Essere chiamata dall’autore della trasmissione per la mia pubblicazione su Noto e la famiglia Nicolaci e quasi contemporaneamente dal Comune per essere la guida per la puntata è stata una grandissima soddisfazione, come pure poter fare un salto nel mondo di mamma Rai: vedere il dietro le quinte, collaborare alla creazione della puntata, conoscere Livio Leonardi e la sua troupe, incoraggiante e paziente, che ci ha messo il cuore e anche di più per confezionare un prodotto di divulgazione sulla splendida e maestosa Noto, che spero sia conosciuta e amata sempre di più, è stata un’esperienza unica”.

E per voi…

Avete perso la puntata su Noto? Ecco a voi 😉
Per diletto o per studio, volete consultare dei libri? Basta accreditarsi e accedere al sistema Mlol, avrete gli ebook sull’iPad, smartphone, PC…

 

La Civetta di Minerva, 16 marzo 2018

Non solo carta, verrebbe da dire. Le biblioteche siracusane offrono la possibilità – è novità di questi giorni – di accedere al prestito digitale. Basta accreditarsi in biblioteca e accedere al sistema MLOL (Media Library On Line) con le credenziali fornite e… con un click si potranno leggere degli ebook. I libri digitali (se ne potrà richiedere il prestito di due al mese) saranno disponibili sui dispositivi dell’utente per quattordici giorni: si potrà quindi leggere gli ebook scelti sull’iPad, sullo smartphone, sul PC…

E non solo: la piattaforma Media Library offre anche un’App dedicata per permettere ai lettori di esplorare le liste di ebook disponibili, informarsi sulle novità, gestire le proprie liste personali e molto altro.

La biblioteca si pone quindi sempre più non solo come “deposito” di libri, riviste, documenti, ma anche come fonte di sapere diffuso, per venire incontro alle esigenze di inclusione e per realizzare sempre più concretamente la democratizzazione del sapere tramite una sempre maggiore accessibilità dei testi e delle conoscenze. A questo proposito, molte sono le risorse per la scuola primaria e le scuole secondarie di primo e secondo grado.

Auspichiamo anche che si possa presto espandere il servizio includendo l’edicola on line, che permetterà di accedere a seimila giornali e riviste on line.

Ricordiamo che tutte le biblioteche siracusane fanno parte del Sistema Bibliotecario Siracusano (SBS) che già permetteva di controllare se fosse presente e dove il libro richiesto, ma MLOL permetterà di allargare il prestito e “dematerializzarlo” (non sempre è facile, specie in Ortigia, trovare parcheggio e andare a studiare, a fare ricerche o a partecipare ai corsi e alle presentazioni in biblioteca, nonostante il contatto umano e la professionalità del personale siano impagabili; le biblioteche di quartiere inoltre costituiscono a nostro avviso un importante fattore di aggregazione sociale. Vorremmo sollecitare poi i nostri amministratori a non trascurare l’enorme patrimonio archivistico e librario cartaceo presente nelle nostre biblioteche, specie in quella di via dei SS. Coronati: manoscritti e corrispondenze di letterati, Privilegi e Diplomi che rimandano all’antico passato di Siracusa, incunaboli, cinquecentine e pergamene che se non correttamente conservati rischiano il deterioramento).

“La Civetta di Minerva” ha sperimentato per voi il servizio: è bastato registrarsi in biblioteca e tramite e-mail, ricevute le credenziali, è stato semplicissimo accedere alla piattaforma.

Buona lettura!

Incontro letterario-musicale al cine teatro Italia di Sortino, organizzato dal Comune in collaborazione con la Biblioteca Comunale ”Andrea Gurciullo” e il Primo istituto comprensivo “G.M. Columba” di Sortino

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

“Persuasione” e “Northanger Abbey”(1818) sono due romanzi postumi: mentre il secondo era già terminato nel 1803, il primo è in realtà l’ultima opera completa scritta poco prima dell’aggravarsi della malattia di Addison che ne porterà alla morte l’autrice il 18 luglio del 1817: quindi, quest’anno ricorrono duecento anni esatti dalla pubblicazione di due dei sei romanzi canonici – gli altri sono naturalmente “Orgoglio e pregiudizio”, “Ragione e sentimento”, “Emma” e “Mansfield Park” – di Jane Austen, il bicentenario della cui scomparsa è stato celebrato nel 2017.

L’autrice inglese, letta, parodiata, reinventata, frequentata dal teatro e dal cinema (ricordiamo per tutti “Il club di Jane Austen”), gode di un successo imperituro: Catherine, Anne, Elizabeth, Elinor e Marianne, Emma e Fanny, le sue eroine, sono modelli dell’eterno femminino in lotta per la propria affermazione nonostante l’epoca Regency e la nostra sembrino agli antipodi. La Austen, ironica e pungente, genio universale che è sbagliato imbrigliare nell’assurda categoria dei “romanzi per signorine” sebbene le apparenze mostrino il contrario – gli eventi storici non sembrano toccare i suoi romanzi, che ruotano intorno a balli, intrighi matrimoniali, pettegolezzi, concerti casalinghi, picnic –, ritrae con la sua penna acuta la piccola nobiltà di campagna e la borghesia che tenta la scalata sociale: nulla sfugge alla sua penna acuta che lavora su “tre o quattro famiglie in un villaggio di campagna” come un incisore, come un monaco alle prese con le miniature di una pergamena; la Austen paragonava infatti il proprio lavoro ad un “pezzettino di avorio, largo due pollici”, modellato “col più fine dei pennelli, in modo da produrre il minimo degli effetti col massimo dello sforzo”: nonostante una biografia apparentemente priva di avvenimenti rimarchevoli, la profondità della riflessione e la vastità dell’immaginazione – sense and sensibility, razionalismo illuminista e romanticismo ottocentesco, che la Austen comunque aborriva e parodiava nei suoi eccessi lacrimevoli e gotici – l’hanno resa universalmente nota e apprezzata sia dai lettori che da studiosi e critici.

Lo scorso anno, la pianista Donatella Motta e la docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli, qui in veste di voce narrante, si erano rese protagoniste di un aperitivo letterario a tema Jane Austen organizzato dalla dottoressa Paola Cappè, impegnata nel diffondere l’amore per i libri e la lettura con varie iniziative che ruotano intorno alla biblioteca Agnello di Canicattini Bagni (SR); quest’anno, venerdì 2 marzo scorso il recital è stato riproposto all’interno dell’incontro letterario-musicale “Vi presento Jane Austen” che si è tenuto presso il CineTeatro Italia a Sortino. L’evento è organizzato dal Comune di Sortino in collaborazione con la Biblioteca Comunale ”Andrea Gurciullo” e il Primo istituto comprensivo “G.M. Columba” di Sortino: le classi seconde della scuola secondaria di primo grado – da rimarcare la sensibilità della docente Lisa Manca, oltre che l’impegno della dottoressa Maria Sequenzia, che ha fortemente voluto il progetto – hanno presentato un lavoro di ricerca sulla scrittrice che si è concluso con il recital del duo siracusano.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2929:la-prof-gringeri-pantano-dona-un-prezioso-libro-ad-avola&catid=17&Itemid=143

Le “Osservazioni geognostiche e geologiche sopra i terreni” di quella città, scritto da Pompeo Interlandi nel 1837. Nel cinquantenario della Pro Loco ne è stata tratta una ristampa anastatica

La Civetta di Minerva, 2 febbraio 2018

Riflettere sul terremoto del 1693 e sugli studi che nell’Ottocento venivano denominati di “Geognosia” non è questione oziosa, anzi ma permette non solo agli storici – compresi gli storici della scienza – ma anche ai geologi e agli esperti di sismi di comprendere meglio la natura del nostro territorio, ovvero quello della Sicilia sudorientale che ebbe a soffrire maggiormente di una delle catastrofi più gravi della storia moderna se non della storia umana e della Terra in generale, oltre che a permettere insieme alle nuove scoperte di approntare soluzioni per affrontare eventuali nuovi eventi sismologici.

In occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione della Pro Loco di Avola (2017) è uscita laristampa anastatica di uno studio del 1837, presente negli Atti della celebre Accademia Gioenia di Catania, scritto da Pompeo Interlandi e Sirugo principe di Bellaprima, calatino di origine ma vissuto fin dalla prima infanzia ad Avola, la cui biografia – che risente degli stilemi del tempo e della prassi elogiativa dei concittadini illustri –, lavoro del botanico Giuseppe Bianca, è posposta al saggio, intitolato “Osservazioni geognostiche e geologiche sopra i terreni di Avola” (uscito per i tipi della tipografia di Andrea Norcia a Noto).

L’esemplare, ritrovato presso l’Antica Libreria di San Gregorio di Catania, è stato donato dalla professoressa Francesca Gringeri Pantano alla Biblioteca comunale di Avola che porta il nome di Giuseppe Bianca (intellettuale che coltivò sia interessi scientifici che umanistici: ricordiamo che si occupò anche della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, incoraggiandone il cammino poetico).

Nel saggio l’Interlandi dà notizia della tipica pietra calcarea giurgiulenadelle conchiglie ivi contenute, della Grotta di Marotta, temperando le teorie illuministiche con la lezione del suo maestro Carlo Gemmellaro: la geologia si sta differenziando e specializzando nell’ambito delle Scienze naturali e ne è prova lo studio litologico, paleontologico e stratigrafico che Interlandi mostra di aver compiuto sul territorio in esame.

Lo studioso della scienza troverà motivi di interesse nei riscontri fra quanto si conosceva all’epoca di Interlandi e quanto di nuovo le indagini moderne abbiano acquisito, mentre il linguista apprezzerà le chicche rappresentate da parole desuete e impianto retorico tipici dello scrivere del tempo; l’elogio di Giuseppe Bianca consente invece, al di là del motivo encomiastico, di gettare una luce sulla nobiltà ottocentesca, sulla reazione del ceto nobiliare e borghese ai moti e alle rivoluzioni degli anni Trenta dell’Ottocento, al Quarantotto e al Risorgimento con tutte le problematiche relative alla rappresentanza parlamentare e ai nuovi equilibri tra i ceti, oltre che sulla formazione intellettuale di un rampollo della nobiltà siciliana quale l’Interlandi, visto anche nelle sue componenti umane e nei complicati rapporti familiari.

Intervista all’autrice di Armonia d’essenza: “Il mio impegno come editor e book counselor, o consulente editoriale, nasce dall’amore per la parola”

 

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

“La Civetta di Minerva” ha incontrato per voi Teresa Laterza, docente, scrittrice, book counselor e editor; nativa di Putignano, vive a Caltagirone. Ha recentemente pubblicato un volume di versi per i tipi di CTL Editore, “Armonia d’essenza”, che raccoglie poesie dense di ricerca del significato più profondo della parola, appunto della sua essenza che forse coincide con l’essenza stessa della vita, del senso più vero dello stare al mondo. Stati d’animo, pensieri, riflessioni, emozioni si esprimono in liriche anelanti all’armonia di cose e lingua.

Come si è approcciata al mondo della scrittura?

Amo la “parola” fin da piccola, da quando ho iniziato a prendere coscienza del fatto che l’uso efficace delle parole possa aprire infiniti orizzonti. Il modo in cui comunichiamo e ci rapportiamo agli altri attraverso la parola può determinare incredibili e provvidenziali cambiamenti. La forza della parola è qualcosa di inimmaginabile. Le parole toccano l’anima, spingono a riflettere e veicolano sentimenti. Ho mosso i primi passi nel mondo della scrittura con le poesie. Ricordo che, quando ero alle scuole elementari, per la festa della mamma, la maestra ci chiese di scrivere una poesia, fu allora che accadde qualcosa di inspiegabile. Sembrava così naturale per me comporre versi! Era come se una voce, proveniente da chissà dove, mi guidasse nel rendere alla carta le mie sensazioni, i miei sentimenti più riposti. Pareva che una forza invisibile guidasse la mia mano nel dare forma a ciò che intimamente era confuso e disordinato. Questo mistero continua ad accompagnarmi tuttora nella stesura dei miei scritti poetici e di altro genere. Credo che l’ispirazione poetica, o scrittoria in generale, sia un dono divino e di questo sono riconoscente, perché non vi è nulla di più bello che riuscire a donare con la parola.

Può descriverci il suo lavoro di editor e book counselor? Potremmo utilizzare le parole italiane corrispondenti, cioè consulente editoriale?

Il mio impegno come editor e book counselor, o consulente editoriale, nasce proprio dall’amore per la parola. Consapevole del fatto che ognuno di noi abbia dentro di sé un mondo di emozioni, ma che non sempre riesca a renderle alla carta, ho seguito il mio istinto nel cercare di aiutare chi scrive a comunicare quanto più efficacemente possibile. Il book counselor o consulente editoriale è sostanzialmente quella figura importante che si mette al servizio dell’autore e che ha il compito di seguirlo subito dopo la scrittura del libro. Si occupa di correggere qualsiasi tipo di errore presente nello scritto, di dare un senso compiuto alle frasi e di rendere la lettura quanto più fluida possibile. Il compito del consulente editoriale, tuttavia, non si limita a questo. Altra funzione fondamentale è quella di seguire e aiutare l’autore durante le presentazioni della sua opera. Dovrà saper svolgere, quindi, anche il ruolo di mediatore. Una comunicazione efficace è alla base dell’interesse e della curiosità. Perché ciò avvenga non è sufficiente che il book counselor sia solo una persona preparata e che, quindi, abbia dimestichezza con la parola e con la conoscenza della lingua italiana e delle regole grammaticali, ma è necessario che sviluppi una comunicazione empatica con lo scrittore, comunicazione che è possibile solo attraverso una lettura attenta dell’opera dello stesso, quasi a farne suoi i contenuti; solo quando si sarà calato nei significati che l’autore ha voluto esprimere e sarà riuscito a catturare l’attenzione e l’interesse del pubblico, allora il suo compito potrà dirsi concluso. Proprio ultimamente sono impegnata nella stesura di un saggio in cui tratto della scrittura e dell’importanza della figura del book counselor.

Non crede nel filtro e nella mediazione culturale degli editori? Perché l’autopubblicazione?

Certamente. Esistono ottimi editori in grado di fornire agli autori il giusto aiuto e la necessaria considerazione. Il mio impegno collaborativo come book counselor o consulente editoriale è qualcosa che si affianca, sovente, alle competenze di una buona Casa Editrice, ma può anche essere richiesto al di fuori dei servizi messi a disposizione dall’editore, al quale l’autore fondamentalmente si rivolge per la pubblicazione del proprio manoscritto. Resta il fatto che, sia che si scelga la via della pubblicazione attraverso una Casa Editrice, sia che si opti per l’autopubblicazione, il successo di un libro dipenderà dalla qualità del libro stesso e tale qualità, ribadisco, è legata all’uso corretto della lingua e ad una promozione adeguata affidata a chi sa esprimersi efficacemente conoscendo il potere della parola di veicolare sentimenti ed emozioni.

L’esperienza poetica: qual è il senso della poesia oggi?

Difficile dire cosa sia per gli altri la poesia. Posso sicuramente affermare che, personalmente, esperisco la poesia come un impellente bisogno di esternare pensieri e di essere autenticamente me stessa. Attraverso la parola ci si spoglia di tutte le maschere e le “prigioni” che ingabbiano l’uomo in questa società basata molto più sull’apparenza che sulla sostanza. La poesia è volo libero, autenticità, essenza, armonia, (Armonia d’essenza è proprio il titolo che ho dato alla mia ultima silloge pubblicata dalla CTL Edizioni) verità e, come tutte le altre forme d’arte, è dono di sé agli altri, fremito, passione, condivisione. Credo che, ultimamente, si stia riscoprendo l’importantissimo valore sociale e morale della poesia, forse proprio in seguito alle brutture che caratterizzano, ahimè, la nostra società. Tutto quello che di positivo può derivare dalla parola in versi o narrativa, nel suo divenire esperienza, dimostrazione, riflessione, non può che rappresentare quel tassello in più indispensabile per dar vita ad una società basata su sani principi, sull’etica, sulla gratitudine, sulla ragionevolezza, sul rispetto dell’altro e dell’ambiente.

Lei fa parte del direttivo della rivista internazionale “Le Muse”, giunta ai vent’anni di attività e che ha accolto tra gli altri i contributi di Peter Russell e Giorgio Barberi Squarotti. Qual è il ruolo oggi delle riviste letterarie rispetto al passato?

Le riviste letterarie in passato furono di importanza sostanziale perché, proprio attraverso la loro opera, molti poeti esordienti si fecero conoscere ed apprezzare. Grandi furono le attività di traduzione di poeti contemporanei stranieri che permisero il superamento di angusti limiti provinciali attraverso il contatto con le più importanti correnti di pensiero. L’impegno politico fu un’altra caratteristica delle riviste letterarie del passato. Le riviste letterarie ancora oggi hanno un’importantissima funzione da assolvere, quella della diffusione della cultura e dell’arte in genere. Diffondere cultura attraverso articoli, interviste, note critiche e recensioni significa promuovere autori meritevoli, dare loro il giusto spazio e riconoscimento, ascoltarli attraverso i loro scritti, mettendo a disposizione dei lettori le loro personali esperienze che possono essere d’aiuto e d’insegnamento. È questa, in particolare, la missione della rivista internazionale Le Muse, da quasi vent’anni sul panorama culturale, diretta dalla dottoressa, nonché giornalista, critico e poetessa, Maria Teresa Liuzzo, con la quale ho il piacere di collaborare. Sostenere la cultura è un dovere e un segno di civiltà. La cultura si costruisce insieme con impegno, determinazione, competenze, notti insonni e tanto sacrificio.

Di grande qualità i racconti horror presentati alla Casa del Libro. Un’antologia con i migliori autori del genere che hanno ambientato le storie in Italia

La Civetta di Minerva, 16 febbraio 2018

Domani, 17 febbraio, a partire dalle 18.30, presso la Casa del Libro Rosario Mascali, ci sarà la presentazione dell’antologia di racconti horror “I signori della notte, storie di vampiri italiani”, a cura di Luca Raimondi, pubblicata da Morellini editore. Oltre al curatore Luca Raimondi – ricordiamo il suo ultimo romanzo, “Il grande chihuahua” (Augh! Edizioni), scritto insieme a Joe Schittino; si è riformato il duo di “Cerniera lampo”, recentemente rieditato – saranno presenti anche due autori, Stefano Amato e Angelo Orlando Meloni, che il nostro giornale ha avuto modo di intervistare e recensire più volte (ricordiamo il libro su Archimede di Amato e “La fiera verrà distrutta all’alba” tra gli ultimi lavori di Angelo Meloni; la trasmissione “Segnalibro” di Tris, condotta da Maria Lucia Riccioli e dalla giornalista e scrittrice Lucia Corsale, le interviste sia a Raimondi che a Meloni).

Chi sono i vampiri? La figura del non morto, tipica di molte tradizioni europee, divenuta icona grazie a Bram Stoker e ai suoi epigoni, non ultima l’autrice di “Twilight” o i cineasti che si sono cimentati con paletti di frassino, incarnati pallidi, castelli transilvani e tutto l’armamentario dei vari Van Helsing e ammazzavampiri collegati, non smette di incarnare sempre nuove istanze. In questo libro la vediamo scorrazzare da Bologna alla Maremma, da Roma alle Dolomiti, soggetto di marketing in Piemonte e manager di cooperative sociali in Sicilia, oggetto di studio per uno psichiatra di Milano…

La prefazione è di Andrea G. Pinketts e l’antologia contiene racconti di Gianluca Morozzi, Stefano Pastor, Sacha Naspini, Fabio Mundadori, Giuseppe Maresca, Nicola Lombardi, Fabio Lastrucci, Silvana La Spina, Maurizio Cometto, Fabio Celoni, Danilo Arona, Angelo Orlando Meloni, Stefano Amato, Luca Raimondi, Lea Valti.

Com’è nata l’idea di questa antologia? Come avete lavorato per realizzarla?

L’idea è nata un paio d’anni fa, durante una delle tante conversazioni con l’amico, studioso e appassionato di cinema e letteratura horror, Giuseppe Maresca. Per una pura coincidenza avevamo scritto entrambi due racconti che si ispiravano a due classici del genere vampirico: il mio conteneva una palese citazione del “Vampiro” di Polidori, quello di Maresca conteneva più di un richiamo alla “Carmilla” di Le Fanu. In buona sostanza entrambi avevamo citato due illustri precursori del più celebre “Dracula” di Bram Stoker ed entrambi avevamo deciso di collocare l’azione in Italia, nei contesti a noi più familiari. Pensare di impostare un’intera antologia su questa base è stato un passo quasi consequenziale. Non sono certo molti gli esempi di racconti e romanzi italiani che collocano nei nostri territori gli archetipi dell’horror, il più delle volte materiale abbastanza scadente.

A quel punto ho invitato molti degli scrittori che conoscevo o con cui avevo collaborato e che stimavo, a partire da Gianluca Morozzi: aveva già firmato la prefazione a un mio libro e ha subito capito lo spirito dell’operazione, facendo passeggiare Dracula per i portici di Bologna. A lui si sono aggiunti via via tanti altri, non solo i migliori specialisti del “genere” quali per esempio Danilo Arona e Nicola Lombardi, che comunque consideravo e considero autori a tutto tondo, popolari sì ma di grandissima levatura intellettuale e artistica, ma anche altri scrittori che magari avevano soltanto sfiorato l’horror senza mai affrontarlo di petto. Un esempio per tutti, Silvana La Spina, pluripremiata autrice di gialli e romanzi storici per case editrici come Mondadori, Bompiani, Giunti, ma potrei citare anche due autori molto conosciuti dal pubblico siracusano come Angelo Orlando Meloni e Stefano Amato. Quando si lavora con autori bravi, realizzare progetti del genere è semplice: ogni racconto che mi è giunto, infatti, era di grandissima qualità e di conseguenza anche trovare un editore è stato sì difficile (le antologie di racconti horror generalmente non raggiungono infatti grandi quote di mercato) ma non impossibile. Mauro Morellini, un editore di Milano con distribuzione nazionale, attento alla qualità prima ancora che al mercato, ha infatti sposato il progetto a prescindere dalle valutazioni di natura commerciale.

Com’è stato declinato il tema del vampiro dagli scrittori dell’antologia? Quale valore assume la figura del vampiro oggi – dato che film e libri ce ne hanno consegnato tante diverse sfumature?

Avevo in squadra autori molto diversi tra di loro e ognuno provvisto di una “voce” peculiare, una chiara identità letteraria, per cui il tema è stato affrontato in modo molto differenti, fornendo ovviamente quella varietà polifonica che è il valore aggiunto delle migliori antologie rispetto ai più monolitici romanzi. Ci sono racconti tenebrosi e dolorosi, ambientati tanto nel passato quanto nell’attualità, altri satirici, politici, ironici e persino divertenti, nei limiti in cui può definirsi divertente il genere horror. C’è persino un racconto, quello di Lea Valti, che osa persino il dialetto romanesco, con effetti sorprendenti. Il vampiro è un grande archetipo letterario, dire qualcosa di nuovo su una creatura tanto affascinante quanto decisamente inflazionata non era facile, ma se mi trovo qui a rispondere di quest’antologia è perché sono convinto che tutti i racconti che ho scelto contengano una prospettiva eccentrica rispetto a qualunque stereotipo legato ai “signori della notte” dai canini aguzzi, a partire naturalmente dal fatto che circolano per Milano, Roma, Bologna, Catania o Siracusa, montagne dolomitiche e paesini maremmani, e hanno a che fare con capitalisti, operai, psicologi, basi militari, mafiosi. Il mito del vampiro è millenario perché incarna tante pulsioni, paure e persino speranze dell’uomo (l’immortalità in primis) e non passerà mai di moda, contiene sempre qualche aspetto che si può applicare a un lato dell’animo umano  o a una qualche contingente situazione contemporanea. Del resto di vampiri che succhiano il sangue è oggi più che mai pieno il mondo, creature maligne capaci tanto di sedurre quanto di ripugnare, ne trovate a decine a capo di governi, eserciti, organizzazioni criminali, multinazionali.

 
I pensieri in versi liberi di un sacerdote siracusano che sta declinando la propria vocazione mariana nel segno dell’accoglienza ai pellegrini in Santuario e dell’evangelizzazione nei social

 

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

Come preannunciato nello scorso numero – ricordiamo e integriamo con le novità sui relatori –, martedì 13 marzo alle ore 19, presso il Salone “Ettore Baranzini” della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa, si terrà l’incontro di presentazione del libro di don Raffaele Aprile “Innamorato del Cielo – riflessioni dell’anima”, edito per i tipi di Bonfirraro Editore, che è uscito lo scorso 5 marzo ed è già disponibile sia in libreria che attraverso i canali on line.

Il volume – che sarà presentato anche presso la Chiesa di San Michele Arcangelo a Villasmundo (SR) giorno 20 marzo alle 18.30 – contiene i pensieri in versi liberi di un sacerdote siracusano che sta declinando la propria vocazione mariana nel segno dell’accoglienza ai pellegrini in Santuario e dell’evangelizzazione attraverso i social network. Alcuni dei componimenti di don Aprile sono stati pubblicati su vari periodici e antologie e presentati a diversi concorsi di poesia.

Relatori per l’occasione saranno monsignor Giuseppe Greco, direttore della Biblioteca Alagoniana di Siracusa, scrigno di tesori librari e gioiello essa stessa, e il rettore della Basilica Santuario don Aurelio Roberto Russo, insieme alla docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli che ha firmato la prefazione del libro e la traduzione in siciliano di una delle poesie di don Aprile, che qui offriamo ai nostri lettori.

Ricordiamo che il ricavato della vendita del libro sarà devoluto in beneficenza.

“Madonna di li lacrimi” (Vergine delle lacrime tradotta in siciliano)

Madonna di li lacrimi, picchì chianci?

Li to’ lacrimi sunu amuri, gioia e spiranza.

Lu to’ chiantu, Maria, nun havi lu sapuri di na storia finuta, anzi… ni rapi n’autra, ca nun è cchiù chidda di prima.

Li to’ lacrimi, Matri… nta lu to’ visu,

sunu comu nu risinu di paci ca scinni supra la nostra vita; sunu li lacrimi comu ri nu Battisimu ca ni riciunu ca semu ancora figghi di Diu.

Tu, Maria, si’ viva, picchì lu Viventi è dintra di tia!

E tu, figghiu, vai e cunta a tutti l’Amuri miu cu la to’ vita!

Fila ininterrotta di visitatori alla mostra dei sarcofagi egizi. Il professor Teodoro Auricchio (Istituto Europeo del Restauro): “Il restauro è un lavoro di équipe”. L’effetto sui minori: dopo la visita, un bambino è ritratto come un Egizio dalla sorella

La Civetta di Minerva, 19 gennaio 2018

Prosegue ancora, fino al 15 aprile 2018, la mostra egizia “La porta dei sacerdoti – I sarcofagi egizi di Deir-el Bahari” presso l’ex monastero e Chiesa di Montevergini in Ortigia.

Grande il successo di pubblico per questa che è molto più di un’esposizione: secondo le nuove tendenze della valorizzazione dei reperti, la fruizione è unita al contatto con i restauratori grazie alla futuristica cabina che permette di vederli al lavoro su questi antichi manufatti di legno – spesso composti di diversi pezzi assemblati data la cronica mancanza di legno in Egitto –, limo, creta, poi dipinti con scene figurative e non solo geroglifici tratti dal Libro dei Morti come nella XXVI dinastia.

Si tratta di pezzi unici e rarissimi a dominante giallo ocra, provenienti dalla Collezione Egizia del Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles ed appartenenti ad un periodo poco conosciuto della civiltà egizia, il terzo periodo intermedio, corrispondente alla XXI Dinastia (1070-900 a.C.). Provengono dal Secondo Nascondiglio di Deir el Bahari, comunemente conosciuto col nome moderno di “Bab el Gasus” che significa “La Porta dei Sacerdoti”, da cui il titolo della mostra. La tomba collettiva, scoperta casualmente nel 1891, comprendeva non meno di 450 sarcofagi ed un numero incalcolabile di suppellettili funerarie (splendidi gli ushabti, le statuette che avrebbero fatto da servitori ai defunti).

Il lavoro affascinantissimo di datazione – per vari motivi la tomba venne svuotata senza che se ne disegnasse una mappa precisa, che avrebbe permesso di collocare meglio nel tempo mummie e sarcofagi – e restauro ci viene raccontato non solo con competenza ma anche con signorile gentilezza dal professor Teodoro Auricchio dell’Istituto Europeo del Restauro: “Nel momento in cui restauriamo, proponiamo gli interventi. A questo punto si riuniscono i conservatori e i restauratori e si discute per decidere una linea comune: ad esempio, togliere tutto quanto non era originale, le integrazioni alle lacune… La diagnostica (a raggi infrarossi, ultravioletti) continua anche durante l’intervento. È un lavoro di équipe (esperti di diagnostica, restauratori, egittologi) e la comunicazione tra i portatori di diverse competenze è continua. Oltre ai miei due collaboratori, i restauratori, che vengono a specializzarsi qui, provengono un po’ da tutto il mondo (Taiwan, India, Galles, Bulgaria…)”.

Il professore ci ha illustrato non solo i reperti in mostra ma anche le tecnologie utilizzate per restaurarli, come gli occhiali che permettono al restauratore sia la visione normale che quella modificata, che offre a chi guarda la visione ad infrarossi e ultravioletti e quindi le risultanze di Tac, radiografie, analisi fisiche e chimiche (sui pigmenti, la composizione dei legni, la struttura, le parti moderne di raccordo…), oltre che filmare quanto si sta operando.

Scoperta nella scoperta, questi sarcofagi sono delle vere e proprie capsule del tempo: un biglietto da visita dell’Ottocento, rimasto nascosto all’interno di uno dei reperti, porta il nome di Armand Bonn. Il tempo dischiude i suoi portali e ci catapulta fino all’8 febbraio del 1864, quando la mano dell’esperto in “riparazioni invisibili” pensò di immortalare il proprio lavoro e di lasciare un messaggio ai restauratori del futuro: chissà che il lavoro del professore e della sua squadra non rivelino altre sorprese…

Emozionante anche leggere i nomi delle cantatrici di Amon, ammirare una stele dell’epoca di Tutmosi III, le corone di fiori che erano posate sulle mummie di Ramses II e Seti I o il papiro che ci racconta la storia del processo a quello che chiameremmo un “tombarolo”: testimonianze uniche che ci riportano ad un passato remotissimo che si rende presente ai nostri occhi interessati e stupiti.

La mostra prevede sconti particolari e “offerte” pensate per i gruppi, le famiglie, le scuole e in particolare (com’è avvenuto per l’Epifania) per i bambini: la mascotte Mumy – raffigurata nelle didascalie durante il percorso dedicato ai più piccoli con attività e testi dedicati – il 6 e 7 gennaio scorsi ha donato ai bambini presenti alla visita guidata offerta dal museo dei dolci offerti dalla pasticceria Condorelli.

Ecco le impressioni di Paolo, dieci anni, che è stato ritratto in vesti di Egizio con tutta la famiglia dalla sorellina Miriam, otto.

Cosa ti è piaciuto di più della mostra?

“I sarcofagi della diciannovesima dinastia, perché erano più antichi e più poveri di quelli della ventesima e ventunesima”.

Ti ha fatto impressione la mummia del bambino? (Non appartiene ai sarcofagi ritrovati, ma è stata inserita per completezza espositiva).

“Sì, tanto”.

E cosa ne pensi del professore?

“Molto intelligente e molto informato su un sacco di cose, infatti ha dato una spiegazione molto dettagliata”.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2867:la-produzione-dei-pellami-a-noto-prima-del-terremoto-del-1693&catid=17&Itemid=143

Convegno dell’Archeoclub di Noto dedicato alla memoria del tragico eventoNelle giornate di studio si è parlato anche dei mulini

La Civetta di Minerva, 19 gennaio 2018

Presso la sala Gagliardi del palazzo Trigona a Noto, si è appena conclusa la quinta edizione del convegno “Nella ferita la cura – 11 gennaio 1693”, organizzato dall’Archeoclub sezione Noto e dedicato alla memoria e alle indagini sul terremoto che trecentoventicinque anni fa sconvolse la Sicilia, specie sud orientale.

Durante le giornate di studio, incentrate soprattutto sulle concerie di Noto antica, i relatori – Laura Falesi, Antonino Attardo, Luigi Lombardo, Giuseppe Libra, Susanna Falsaperla, Simona Caruso, Danilo Reitano, Riccardo Merenda – hanno esposto lo “stato dell’arte” sull’argomento, sia in un’ottica di studio che di valorizzazione, a partire ad esempio da Cava Carosello e quindi dal paesaggio che rientra nel demanio forestale del territorio in questione. Interessanti le notizie emerse sui mulini e sulla produzione e il commercio dei pellami nel Cinquecento e sulla mappatura dei luoghi studiati, oltre che sull’apporto delle nuove tecnologie in funzione della conoscenza del fenomeno terremoto.

L’approccio ha mirato a integrare l’aspetto umanistico e quello scientifico: pensiamo al lavoro dello studioso Dario Burgaretta sulla strage di ebrei nel 1474, fenomeno tutt’altro che isolato – la persecuzione contro gli ebrei ha vissuto momenti di stasi e di recrudescenza legati anche alla “concorrenza” economica nell’ambito del lavoro di conciatore e tintore – e alla collaborazione di giovani archeologi (Eleonora Listo, Paolo Amato, Pietro Tiralongo, Pasquale Sferlazza, Vanessa Leonardi, Sara Andolina) nel lavoro di rilievo e rappresentazione grafica dei siti analizzati.

Il convegno è stato arricchito dalla passeggiata alle concerie di Noto antica nella valle del Carosello e damomenti musicali come il concerto di Carlo Muratori, che ha eseguito “La Cantata di li Rujni”, eco delle memorie dei cantastorie, lavoro che questo giornale ha avuto modo di recensire; Maria Teresa Arturia voce, fisarmonica e piano, e Francesco Bazzano alle percussioni hanno accompagnato l’artista nella Chiesa di Sant’Antonio.

Altra “chicca” è stata l’esecuzione di alcuni brani tratti dalla Messa di Requiem composta da Mario Capuana, autore tra l’altro di mottetti e altre composizioni, maestro di cappella della Chiesa Madre di San Nicolò a Noto Antica tra il 1643 e il 1646 (soprano Corrada Fugà, Ermenegildo Mollica tenore, Raffaele Schiavo alto, Alfonso Lapira basso, si sono esibiti insieme a Joachim Klein al violoncello e ad Andrea Schiavo all’arciliuto; il violinista Gabriele Bosco insieme agli altri due strumentisti ha invece eseguito musiche di Arcangelo Corelli).

Don Fortunato Di Noto ammonisce i genitori e la scuola a vigilare su ciò che i ragazzi fanno con smart phone e computer

La Civetta di Minerva, 15 dicembre 2017

Stimolata da un’indagine social del professor Massimo Arcangeli, docente di linguistica italiana ed ex-preside della facoltà di lingue e letterature straniere presso l’Università degli Studi di Cagliari, rifletto insieme a voi lettori sullo statuto di verità che chiediamo alle cose, all’informazione, all’entertainment, alla letteratura e all’arte in genere.

Una delle espressioni dell’anno che sta per concludersi è certamente “fake news”, che fa il paio con la nostrana “bufala” e il trio con “fattoide”, notizia priva di fondamento, ma diffusa e amplificata dai mezzi di comunicazione di massa al punto da essere percepita come vera: sarebbe imminente un pronunciamento del nostro Parlamento per arginare il fenomeno della diffusione in rete di informazioni e notizie false – postate più o meno artatamente –, ma è bene che scuola e famiglia, specie per proteggere i minori in rete, si attivino per insegnare a bambini e ragazzi a navigare su Internet in maniera consapevole (e comunque resta valido e semmai si rafforza l’invito di associazioni come Meter e di esperti come Don Di Noto a vigilare sui minori che utilizzano sempre più smartphone e computer e a non postare immagini e video dei propri figli, dato l’uso sconosciuto e spesso criminoso che di tali dati può essere fatto, specie in un’ottica di lotta contro la pedofilia).

Attenzione dunque sia alle notizie non verificate – spesso basta una rapida conferma da parte di un motore di ricerca, sia per i testi che per le immagini o i video –, ma in effetti ci sarebbe da fare un lungo discorso sugli statuti di verità. Passiamo, nell’arco della stessa giornata, dall’indignazione contro le fake news (che comunque spesso sono trappole per gonzi: la storia e la letteratura ci riportano innumerevoli casi di notizie non verificate, veri e propri specchietti per le allodole) alla fame di reality, un vero e proprio genere a sé stante in cui di reale c’è ben poco (ci si domanda se le gesta di starlette e giovanotti alla Ken, di freak e gente in cerca di quindici minuti di notorietà siano davvero reali: non è vero ma ci credo, verrebbe da dire, allora dov’è la reality?), alla mai troppo deprecata tv verità: c’è chi sulla televisione del dolore, delle lacrime in diretta, delle riunioni familiari, dei casi umani, ha costruito una carriera.

E non è finita: le cosiddette fiction – a parte l’invasione degli anglismi, non si comprende cosa distingua gli sceneggiati di un tempo da film in due-tre puntate con attori improbabili e sceneggiature copiaincollate da analoghi prodotti d’oltralpe e oltreoceano detti fiction – dal latino fictio, finzioni dunque, recite – in cui spesso “il riferimento a fatti, persone, luoghi e avvenimenti reali è puramente casuale” (formula che può evitare querele, ma dietro cui si nascondono cinquantine di sfumature di verità). A fictional (che nel mondo anglosassone riguarda poesia e narrativa, contrapposte alla saggistica, che è appunto non fictional) di recente si contrappone factual: tale è stata definita una trasmissione con Roberto Saviano per il prevalere di situazioni reali, romanzate solo per esigenze di copione. Insopportabili poi le classiche domande su libri e film: “Ma è una storia vera? È veramente successo?”, che annulla secoli di pratica e teoria artistica e letteraria su reale, naturale, vero e trasfigurazione artistica.

Dato che spesso la confusione linguistica è indice di confusione concettuale, abituiamoci a riflettere sul gradiente di realtà di quanto proponiamo e ci viene proposto per una comunicazione ed informazione, oltre che espressione, più consapevole; rafforziamo il lavoro della scuola, che come obiettivo non solo didattico si propone quello di formare giovani adulti dallo spirito critico; battiamoci per la valorizzazione della ricerca e, nel campo dell’intrattenimento, per contenuti più formativi e meno banalmente massificati, altrimenti, dato che nel 2018 dovrebbe essere inammissibile contraddire millenni di scienza con affermazioni sulla Terra piatta o gravidanze ai limiti dell’alieno, non dovremo più stupirci di gruppi di “mamme pancine et coetera” o di “Earth flatters”, concentrati di fake news, fattoidi, bufale, purtroppo non fictional ma factual.

 

 

 

 

 

 

 

Daphne Caruana Galizia, mezz’ora prima di morire, scrisse: “A Malta c’è corruzione ovunque”. Un quotidiano americano l’aveva definita “una delle 28 persone che stanno formando, scuotendo e agitando l’Europa”.

 

La Civetta di Minerva, 3 novembre 2017

Si allunga la lista dei martiri della parola. È di pochi giorni fa la terribile notizia della morte di Daphne Caruana Galizia, giornalista e blogger maltese la cui colpa è stata quella di usare l’arma della penna e della tastiera contro intimidazioni e bombe per indagare sulla corruzione che a Malta sembra dilagare come un cancro che metastatizza nell’affarista e forse complice Europa.

Laureata in archeologia, madre di tre figli, è stata una firma regolare per The Sunday Times e redattrice associata per The Malta Independent, oltre che direttrice della rivista Taste & Flair.

Curava un popolare e controverso blog dal titolo Running Commentary, contenente segnalazioni investigative; diverse le battaglie legali dovute proprio alla pubblicazione di post su magistrati e leader politici ed importanti le sue rivelazioni sulla corruzione e la mancanza di trasparenza a Malta. Il quotidiano americano “Politico” ebbe a definirla come una delle “28 persone che stanno formando, scuotendo e agitando l’Europa”.

Minacciata di morte – dopo aver sostenuto che una società panamense fosse di proprietà della moglie del primo ministro Muscat e aver criticato Delia, leader dell’opposizione nazionalista –, Daphne Caruana Galizia è rimasta uccisa lo scorso 16 ottobre nell’esplosione di un’autobomba.

Unanimi e di circostanza i cori di condanna dell’accaduto ma diversa è la posizione della famiglia: in un messaggio su Facebook uno dei figli della donna –  giornalista appartenente all’International Consortium of Investigative Journalists – ha mosso forti accuse contro le autorità di Malta, in cui Stato e crimine organizzato sarebbero indistinguibili, responsabili e complici a suo dire dell’assassinio della madre.

Sospeso dal servizio e indagato un sergente di polizia maltese per il commento all’omicidio della giornalista in cui ha affermato che «Tutti hanno quello che si meritano, merda di vacca. Sono felice».

Al di là di questo e del prosieguo delle indagini – coinvolta anche l’FBI –, colpiscono le ultime parole scritte da Daphne Caruana Galizia sul suo blog mezz’ora prima della morte: “There are crooks everywhere you look now. The situation is desperate” (“Ora ci sono corrotti ovunque guardi. La situazione è disperata).

Non meno toccanti – sia dal punto di vista personale che da quello deontologico: cosa possono le parole di una giornalista coraggiosa contro quella che è stata definita la “cleptocrazia” del Mondo di Mezzo, il potere occulto che viene a patti con la malavita organizzata per tenere in piedi un impero basato sulla corruzione? – le parole del figlio di Daphne Caruana Galizia: «Mia madre è stata uccisa perché si è messa tra la legge e quelli che cercavano di violarla, come molti bravi giornalisti. Ma è stata colpita perché era l’unica persona a farlo. È questo quello che succede quando le istituzioni sono incapaci: l’ultima persona rimasta in piedi è spesso una giornalista. Il che la rende la prima persona a essere uccisa».

Ricordiamo ai lettori che nei primi 273 giorni del 2017 l’Osservatorio Ossigeno ha documentato minacce a 256 giornalisti ed ha inoltre ha reso note minacce ad altri 65 giornalisti per episodi degli anni precedenti conosciuti dall’Osservatorio solo di recente; dietro ogni intimidazione documentata dall’Osservatorio almeno altre dieci resterebbero ignote perché le vittime non hanno la forza di renderle pubbliche.

Questo dovrebbe farci riflettere sul lavoro dei giornalisti, profeti disarmati del nostro tempo, sentinelle contro abusi e corruzione, spesso voce di chi non ha voce.

Per la prima volta la teca che contiene le lacrime della Madonna, prodigio avvenuto a Siracusa nel 1953, viene accolta in uno studio televisivo. Testimoni e studiosi narrano l’evento

La Civetta di Minerva, 3 novembre 2017

«Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti» (Mt 10, 27). Non c’è forse citazione biblica migliore per parlare dell’annuncio della parola di Dio attraverso i media: i “tetti” del Vangelo di Matteo ci richiamano quelli contemporanei, fitti di parabole e ripetitori che trasmettono in ogni parte del globo parole, immagini, suoni. E che possono diventare strumento sempre nuovo di diffusione di contenuti culturali e spirituali, di riflessione sui valori non solo confessionali ma latu sensu umani.

Per la prima volta il reliquiario della Madonna delle Lacrime di Siracusa viene accolto in uno studio televisivo: presso gli studi di Padre Pio tv è stata registrata una puntata speciale della trasmissione “Nella Fede della Chiesa” con la presenza del prezioso reliquiario. La puntata è andata in onda Martedì 31 Ottobre alle 16 ed in replica Mercoledì 1 alle 8:45, Giovedì 3 alle 13:45 e Venerdì 4 alle 22:45 al canale 145 del digitale terrestre, 852 di Sky e 445 di TvSat. Appuntamento speciale, quindi, per i santi e i defunti con la presenza del prezioso reliquiario della Madonna delle Lacrime di Siracusa – ricordiamone l’autore, Biagio Poidimani, che lo realizzò nel 1954 in oro, argento e pietre preziose, rappresentando Santa Lucia e San Marciano, il primo vescovo di Siracusa, San Pietro e San Paolo, oltre a quattro angeli che custodiscono l’urna di vetro con la fialetta contenente le lacrime.

In studio, Don Francesco Cristofaro, mentre ad accompagnare la reliquia e a spiegare l’evento prodigioso della lacrimazione del 1953 Don Raffaele Aprile– che ha anche recitato una sua poesia in onore della Madonna delle Lacrime, “quella metà di cielo che parla di salvezza”, oltre che a spiegare teologicamente il significato del prodigio – e la dottoressa Concita Catalano, che ha spiegato al pubblico quali analisi vennero compiute all’epoca dalla commissione medica appositamente istituita per accertare la veridicità del fenomeno, con l’ausilio di immagini e filmati – toccante anche dal punto di vista umano la vicenda del dottor Cassola, il cui contatto con le lacrime da esaminare trasformò profondamente la sua vita di uomo e di medico.

Significativa anche la coincidenza della presenza delle reliquie di Giovanni Paolo II in Santuario: papa Wojtyla, devoto della Madonna delle Lacrime, nel novembre del 1994 ne consacrò il santuario durante la storica visita a Siracusa; il pontefice polacco, maestro di comunicazione, ha dedicato scritti, riflessioni e interventi sul ruolo dei media nell’apostolato e nell’ottica dell’unità della famiglia umana.

Incastonate in un artistico reliquiario opera del maestro Gulino – in Basilica è possibile anche ammirarne anche altri pregevoli manufatti – le reliquie di Wojtyla hanno richiamato un buon numero di fedeli devoti di questo Santo della nostra contemporaneità.

 

Interessante mostra documentaria su 400 anni di vicende femminili. Non solo aborti, stupri e delitti ma anche testamenti e figure storiche. Donne dalle condizioni socioeconomiche diverse, donne dalle storie variegate, donne da conoscere e ricordare

La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017

Sarà visitabile fino al 31 maggio 2017 – quindi anche durante l’Infiorata – nei saloni espositivi di Palazzo Impellizzeri, sede della Sezione di Noto dell’Archivio di Stato di Siracusa, la mostra documentaria ”Storie di donne nei documenti d’archivio”.

L’esposizione, inaugurata a marzo con un evento teatrale suggestivo, l’emozionante performance delle artiste Chiara Spicuglia, Rina Rossitto e Miriam Scala, che hanno dato respiro e anima con “Voci di donne” a Gaetana Midolo, Marianna Ciccone e Franca Viola, accompagnate dal gruppo dei ragazzi del S.Cuore –,  è stata realizzata utilizzando la documentazione proveniente da vari fondi archivistici: fascicoli processuali della Gran Corte Criminale, atti notarili, atti dell’Università di Noto e Prefettura, tutti documenti riferiti a vicende e figure femminili del nostro territorio vissute nell’arco di quattrocento anni.

Regestazione ed allestimento della mostra sono stati curati dalle archiviste della Sezione di Noto, Giuseppina Calvo e Anna Lorenzano, con la collaborazione di Maria Teresa Azzarelli. Coordinatore della mostra è Concetta Corridore, direttore dell’Archivio di Stato di Siracusa. Importante anche il contributo di Salvatore Zuppardo, che ha realizzato la brochure esplicativa dell’esposizione.

Il visitatore sarà suggestionato da tante voci provenienti dal passato: quella del charaullo – meraviglia lessicale per una tradizione tipicamente siciliana – che motus amore divino perdona la moglie adultera nel 1551, quella di Eleonora Nicolaci che parla attraverso il proprio testamento, quella del letterato e scienziato avolese Giuseppe Bianca che ringrazia la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa per il dono della sua pubblicazione “Nuovi Canti” (1859)…

Interessante notare anche il progresso della condizione femminile (vedi il documento sull’Unione donne italiane ad esempio) nell’ambito dell’istruzione e dell’introduzione alle professioni.

Toccante leggere l’atto di nascita di Gaetana Midolo, che morì appena quindicenne nel rogo della fabbrica newyorkese “Triangle Waist Company”: insieme a tante altre operaie, sfruttate e sottoposte a condizioni di lavoro disumane, è una delle “camicette bianche” la cui vicenda ha dato origine alla tradizione dell’8 marzo e che è stata studiata da Ester Rizzo (il volume sulle ricerche della studiosa è edito da Navarra editore e ha permesso di dare un nome e far intitolare vie ed altri spazi pubblici alle operaie, 24 delle quali siciliane, morte nell’incendio della fabbrica di camicie).

Riempite strade, piazze, cortili e chiese con note di armonia, canti, musica. Questa edizione dedicata a Salvatore Di Pietro, l’anno prossimo a Corrado Carbè

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Domenica 19 marzo, in occasione della Festa mondiale della poesia ad Avola, declinata in due giorni speciali tra Avola e Noto, si sono concluse la quindicesima edizione di “Dalle otto alle otto” e la sesta edizione di “Libri di-versi in diversi libri” dedicata a Salvatore Di Pietro: Carlo Sorgia, Alessandra Nateri Sangiovanni e Maria Pia Vido si sono classificati rispettivamente al primo, secondo e terzo posto in quella che non è tanto una tenzone letteraria ma un’occasione di incontro, scambio e crescita nel nome della poesia: in un tempo arido e materialista, in cui scrivere versi sembrerebbe anacronistico e del tutto inutile, poesia è anche riempire strade, piazze, cortili e chiese di Avola e Noto di armonia, canti, musica e, soprattutto, poesie, “celebrando” secondo l’anima di questo concorso, il libraio-editore Ciccio Urso, sostenuto come sempre da Liliana Calabrese, dai giurati e dal manipolo di artisti del Val di Noto che seguono le loro iniziative, “la magia della creatività, spontaneamente e senza programmazione, nonostante l’indifferenza di intellettuali egocentrici e della massa insignificante che ci circonda, e, soprattutto, senza sindaci e assessori e a personaggi di potere, perché l’unico potere abbracciato da ciascuno è quello della fantasia e della bellezza di un verso, dell’incontro con un accadimento inaspettato, ma collegato a ciascuno, e l’adesione entusiastica di persone graditissime”.

Tra i giurati, docenti e poeti: Maria Barone, Corrado Bono, Liliana Calabrese, Antonino Causi, Francesca Corsico, Luigi Ficara, Benito Marziano, Orazio Parisi, Vera Parisi, Fausto Politino, Maria Restuccia, Lilia Urso, Marco Urso e i poeti vincitori Giovanni Catalano, Manuela Magi, Maria Chiara Quartu, Pietro Vizzini, Nina Esposito.

Sono state consegnate le targhe della memoria dedicate a poeti sparsi in diverse città italiane e grazie all’intervento di poeti di diverse regioni italiane, compresa la Sardegna, è stato raggiunto l’obiettivo di creare ponte con gli altri, ascoltando e uscendo da sé, diventando ideali punti di riferimento e modelli di vivere creativo positivo, da moltiplicare nel mondo.

La nuova edizione del concorso letterario verrà come ormai consuetudine dedicata a un poeta amico della Libreria Editrice Urso, scomparso anzitempo, e cioè al poeta-scrittore Corrado Carbè scomparso il 20 febbraio 2017 nel mentre stava partecipando alla precedente edizione di questo Concorso, dove, tra l’altro, si classificava al sesto posto della classifica finale, insieme a Cettina Lascia Cirinnà, Mimma Raspanti, Federico Guastella, Rita Stanzione, Simona Forte, Marianinfa Terranova, Antonella Santoro, Gianluca Macelloni, Grazia La Gatta.

Meritano una menzione particolare e vanno incoraggiati i giovani artisti: in un’edizione di qualche anno fa Davide Giannelli scriveva che quando saprai che stai per morire, / dalle tue ceneri di nuovo un sorriso. / E la tua melodia canterai (da Vivere d’amore).

Miriam Vinci, selezionata nell’edizione 2016/2017, ben rappresenta l’anelito giovanile alla Bellezza nonostante il grigiore del quotidiano e le difficoltà dell’esistenza e ci piace chiudere proprio con i suoi versi, che con voce fresca in ritmi franti ricantano i temi eterni della poesia, tra illusioni ingenue dell’età ed echi leopardiani:

Ed è in questa nudità / che vorrei / vestiti di poesia.

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La conferenza nei locali della biblioteca di Noto. Durante l’incontro, organizzato dal Rotaract, musiche eseguite dal maestro Gabriele Bosco al violino, mentre Giuseppe Puzzo, verseggiatore egli stesso, recita alcune liriche della poetessa e propri componimenti inediti

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Mariannina Coffa, Una donna tante donneLa poetessa dell’Ottocento che parla alle donne di oggi”: questo il titolo dell’incontro che si terrà domani, venerdì 25 marzo, alle ore 17,30 presso la Biblioteca comunale “Principe di Villadorata” di Noto in via Nicolaci, biblioteca che custodisce amorosamente gli scritti della poetessa e patriota netina. L’incontro si inserisce nella programmazione del Rotaract volta alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse culturali in senso lato.

Mariannina Coffa (Noto, 1841-1878), enfant prodige della borghesia netina nel passaggio difficile ed esaltante insieme dalla monarchia borbonica al Regno d’Italia, è stata dunque figlia, sorella, amica – corrispose con gli intellettuali dell’epoca pur senza muoversi dalla Sicilia –, innamorata (fu protagonista di un amore tipicamente romantico con Ascenso Mauceri, musicista e autore di tragedie), sposa malmaritata di un possidente terriero di Ragusa, madre (perse tra l’altro due dei cinque figli), patriota e poetessa (accompagnò con la sua poesia e le sue riflessioni i moti risorgimentali e la sua complessa personalità e spiritualità la portò ad un tentativo di emancipazione dagli stilemi dell’epoca verso soluzioni originali): interpretò ognuno di questi ruoli nonostante i limiti della propria condizione di donna, di siciliana, nonostante la malattia e le incomprensioni del contesto familiare e socio-culturale.

La conferenza, tenuta da Maria Lucia Riccioli, docente e scrittrice, autrice tra l’altro di un romanzo storico, “Ferita all’ala un’allodola”, incentrato proprio su Mariannina Coffa, giurata per due anni consecutivi del concorso di “Inchiostro e anima” intitolato alla Capinera di Noto, alla Saffo netina, tanto per ricordare alcune delle immagini cui la Coffa è stata associata, autrice di un saggio sulla prima tesi di laurea dedicata alla poetessa e inserito nel volume “Sguardi plurali” (Armando Siciliano Editore) curato da Marinella Fiume e uscito per raccogliere i lavori dell’omonimo convegno, oltre che di una lettera immaginaria alla Coffa pubblicata per i tipi di LiberAria in “Letteratitudine 3: letture, scritture, metanarrazioni” (a cura di Massimo Maugeri), sarà moderata da Federica Piluccio, presidente del Rotaract club Noto Terra di Eloro; le musiche che accompagneranno l’evento saranno eseguite dal maestro Gabriele Bosco al violino, mentre Giuseppe Puzzo, estimatore della Coffa e verseggiatore egli stesso, reciterà alcune liriche della poetessa e propri componimenti inediti.

A quasi centoquarant’anni dalla scomparsa della poetessa, la sua biografia e le sue opere presentano ancora fertili campi di indagine (pensiamo alla recente scoperta ad opera di Stefano Vaccaro di un inedito rinvenuto nella biblioteca del Castello di Donnafugata).

L’incontro del 25 marzo sarà occasione di riflessione sul modello femminile incarnato dalla Coffa e offrirà lo spunto per ricordare l’incendio del 25 marzo 1911, nel quale persero la vita le “camicette bianche” (pensiamo allo straordinario lavoro di Ester Rizzo per ridare nome dignità e memoria a queste donne), le operaie della Triangle Waist Company: tra di esse c’era una ragazza netina, Gaetana Midolo, cui è stata dedicata la rotatoria di Piazza Nino Bixio. Nel mese dedicato alle donne, ricordare un’emigrata e una figura del nostro Risorgimento non sembrerà un’operazione azzardata.

 

La bananottera nuota… alla libreria Diana!

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LA BANANOTTERA torna a nuotare a Siracusa!

Stavolta la dolce piccola Nana, la balenottera giallo banana, schizzerà e ballonzolerà alla libreria Diana…

Vi aspettiamo!

“Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana! Il suo colore originale le dà qualche problema con le altre creature marine. Ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina.”

Lettura animata e laboratorio creativo con l’autrice Maria Lucia Riccioli.
Per bambini dai 5 anni in su.
Costo del laboratorio € 8 (merenda, laboratorio e libro inclusi).
È necessaria la prenotazione.

Ringrazio di cuore gli amici della rivista Notabilis per la segnalazione:

#babynote

Un appuntamento rivolto ai piccoli lettori quello di questa domenica pressola Libreria Diana di Siracusa, con la “Labomerenda” e il libro “LaBananottera”. Lettura animata, laboratorio creativo e merenda, in compagnia dell’autrice Maria Lucia Riccioli.

#notabilis #persone #fatti #eventi #degnidinota #insicilia #sicilia#labomerenda #labananottera #letturanimata #babynotelibri #eventisiracusa#eventisicilia Ilaria Rubino

E un altro grandissimo grazie va a StreetTease di RSO Radio per la segnalazione (Marla Lombardo, you inspire!)

Ecco altro materiale sul libro e la casa editrice VerbaVolant, che si è ultimamente fatta in quattro! Presente con uno stand sia a Milano, per il BOOK PRIDE, che a Modena per il Buk Festival della piccola e media editoria!

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#NoraLab #labananottera
#ictorrenova #2A
#mare #sbuffi
Mi chiamo Nana.
Sono una balenottera. 
– Ma l’avete vista? – esclamano tutti gli abitanti del mondo marino.
Sono gialla.
Mi chiamano la bananottera.
La storia di una balena che parla ai bambini del valore della #diversità e dell’importanza della #cooperazione con uno sguardo attento alla #tuteladell’ #ecosistemamarino
A scuola si racconta, si legge, si inventa, si crea con le mani, si ride e si riflette.
Alla fine del laboratorio R. esclama: “Anche se gli altri sono diversi da noi, dobbiamo imparare ad accertarli per come sono!”
#educare #leggere #mente #cuore

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https://www.facebook.com/La-Psicologia-in-Pillole-Eleonora-Mangano-Psicologa-545608722171017/

La psicologa Eleonora Mangano si è innamorata di alcuni dei libri VerbaVolant e li sta utilizzando per i suoi laboratori.

Leggendo le schede dei libri pubblicati dalla casa editrice siracusana, ha scelto anche La bananottera…

Grazie a lei e a Monica Saladino e Fausta Di Falco per la segnalazione!

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Questa piccola libreria, fatta con materiale di recupero riciclato e riutilizzato, abita presso un istituto comprensivo della provincia di Messina, dove si svolgono laboratori di lettura creativa per i bambini della scuola primaria. Ospita al suo interno alcuni albi illustrati per l’infanzia della casa editrice VerbaVolant edizioni di Fausta Di Falco
Perché la scuola può incentivare l’avvicinamento ai libri e se gli alunni esprimono la voglia di curiosare tra i libri vale allora la pena assecondarli.

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Posto altro materiale sulle nuotate di Nana, che presto sarà protagonista di nuovi incontri e laboratori, fiere e presentazioni… restate collegati!

http://www.bibliotechedigenova.it/sites/default/files/proposte%20dicembre%202017.pdf

Grazie alle Biblioteche di Genova!

https://www.facebook.com/events/1948099982106954/

Sotto gli archi della Marina… quale posto migliore per Nana?

L'immagine può contenere: sMS

Ed ecco la libraia Viviana Giubilo di Libreria Letteraria con i libri VerbaVolant!

Riuscite a vedere LA BANANOTTERA?

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, spazio all'aperto

E poi… si riparte!

Avete mai visto una balena gialla su una nuvola?

A Roma è possibile!

https://www.facebook.com/piulibri.piuliberi/?fref=ts

Dal 6 al 10 dicembre torna Più libri più liberi.
La sedicesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria ti aspetta al Roma Convention Center La Nuvola.

Più libri (nella nuvola) si avvicina! Vi ricordo che vi aspettiamo con tutti i nostri libri, “vecchi” e nuovi allo stand A42…

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio al chiuso

Stand in allestimento…

L'immagine può contenere: 1 persona

Stand preso d’assalto!

🙂

Un bel MI PIACE e facciamo crescere la pagina VerbaVolant edizioni!

https://www.facebook.com/VerbaVolant-edizioni-451343218236005/?fref=ts

Siamo quasi a quota 3000…

e poi:

https://www.libriconsigliati.net/bambini/la-bananottera/

La pagina sembra scritta in Italian for Dummies però… che pubblicità!

E che ne dite di scrivere una recensione del libro?

https://www.amazon.it/bananottera-M-Lucia-Riccioli/dp/8889122838?SubscriptionId=AKIAIBNOG5ILLHKIECFQ&tag=book-it-sc-21&linkCode=sp1&camp=2025&creative=165953&creativeASIN=8889122838

Le nuotate di Nana…

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Stand in allestimento…

https://www.facebook.com/events/490994141260528/?active_tab=discussion (l’evento Facebook)

Quest’anno abbiamo deciso di tornare al Pisa Book Festival! Vi aspettiamo in stand con tutti i nostri libri e alcuni autori!

Ritorna il Pisa Book Festival con la Finlandia Paese Ospite d’Onore, 160 espositori, oltre 200 eventi, ospiti nazionali e internazionali. Pronti per festeggiare con noi la quindicesima edizione? Quest’anno si brinderà con cocktail di libri, frizzanti e rigorosamente indie! Dal 10 al 12 novembre ritorna il Pisa Book Festival 🎉🎉, Finlandia Paese Ospite.
Siete pronti a festeggiare la quindicesima edizione? Quest’anno si brinderà con cocktail di libri, frizzanti e rigorosamente indie! #makeitaparty #PBF2017

www.pisabookfestival.it

Serie di illustrazioni realizzate da Claudia Flandoli

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Illustrazioni di Claudia Fiandoli…

E adesso altro materiale…

VerbaVolant edizioni è su Instagram!

Se non lo fate già seguiteci anche su Instagram! VVEDIZIONI

Ed ecco una nuova nuotata di Nana…

Il prossimo weekend saremo a Menfi per Le Federiciane. Se vi trovate da quelle parti vi aspettiamo con tutti i nostri libri 🙂

Primo scatto da Menfi…

E un bell’articolo del Giornale di Sicilia…

Sole e verde…

Ecco Nana, la mia dolce bananottera gialla, baciata dal sole di Menfi…

Le Fridericiane by night…

Le novità non sono finite…

Avviso per librerie e insegnanti: sono disponibili i nuovi progetti lettura 2018, con gustose novità e piccole anteprime 😉

Questa è una foto del bellissimo incontro a Mazara del Vallo (grazie alla scuola Ajello e alle straordinarie libraie di Lettera 22).

Oggi è la vigilia di Ferragosto e quale libro più adatto ad augurarvi il buongiorno? Nana, una balena tutta gialla come il sole d’estate! Dalla penna di Maria Lucia Riccioli con le belle illustrazioni di Monica Saladino!

Grazie a voi tutti amici!

Una bella conversazione FB:

Sara Romanello La bananottera è un’idea GENIALE!!! :-):-)
Maria Lucia Riccioli E di mia sorella che ha inventato questa parola così bananotterosa… 💛
Grazie!
Fausta Di Falco Maria Lucia non sminuirti. Sei una autrice deliziosa 😉
Sara Romanello Maria Lucia Riccioli Bellissima idea! 🙂
Maria Lucia Riccioli Grazie davvero… da quella parola è venuta fuori una storia che mi ha reso felice scrivere e presentare…
Sara Romanello Lo cercherò nelle librerie di Bologna, dove vivo! E di certo lo regalerò a mia nipote e lo leggerò ai bambini per i quali organizzo attività ricreative, sarà un grande aiuto e un bellissimo spunto per parlare dell’ambiente marino e insegnare a rispettarlo! 🙂 Ancora complimenti a tutti per il vostro splendido lavoro veramente molto educativo!
Maria Lucia Riccioli Grazie davvero!!!

E qui posto un po’ di materiale sulla mia dolce bananottera gialla Nana, che mi ha dato tanta gioia ideare e scrivere…

Prima di tutto, il bellissimo video realizzato dalla seconda B dell’Istituto comprensivo Giovanni XXIII – Piazzi (PA).

Grazie a docenti e bambini!!!

Nei mesi di aprile/maggio i bambini della Scuola primaria Giovanni XXIII, hanno letto il libro “La Bananottera” scritto da Maria Lucia Riccioli ed illustrato da Monica Saladino: una storia tenera ed avventurosa attraverso la quale i bambini hanno imparato il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.

Le nuotate di Nana non si fermano, anzi!

I libri VerbaVolant edizioni a Puntasecca, nei luoghi del commissario Montalbano…

… inizia il festival Libri d’aMare!

La rassegna è stata pubblicizzata su tutti i media… e Nana non poteva non partecipare: il mare è la sua casa!

Naturalmente…

Ecco altro materiale su LA BANANOTTERA!

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https://www.radio3.net/portfolio-item/ciao-gender-stagione-1-puntata-22/

Ciao Gender – Stagione 1 – Puntata 22

Puntata del 5 Dicembre 2017

A causa di qualche porzione di sushi in più, riuscirà la redazione a risolvere un problemino nato con il gestore del ristorante giappo/cinese “Ciul-lò”? Anche in questa puntata l’informazione e le curiosità ne fanno da padrona, come da sempre Ciao Gender ci ha abituato, la parte news curata da Davidson Ciullo sempre aggiornata sulle notizie dal mondo, la rubrica informativa sulle iniziative ed i servizi messi a disposizione dai vari comitati e associazioni lgbtqi “INFORMER” anche in questa puntata tratterà i temi sulla salute e prevenzione con Manuel Maffeo, coordinatore del Gruppo Salute del Movimento Pansessuale | Arcigay Siena.

Il Natale si avvicina e già iniziamo a pensare alle idee regalo.. e perchè non un libro? Alfredo Polizzano in collegamento telefonico dalla Libreria Fenice di Catania è pronto a consigliarci un bel libro da regalare a chi si vuole bene, “La Bananottera” di Maria Lucia Riccioli, un libro per piccoli e grandi lettori all’interno della rubrica “CONSIGLIO DEL LIBRAIO”, a seguire i consigli cinematografici “QUEER VISION” a cura di Marco Mardok.

Non può mancare la musica, quella amata dal mondo queer, come ogni settimana, l’appuntamento musicale è targato “SUPERCLASSIFICA friendly” la chart esclusiva di Ciao Gender dalla 20° alla 1° posizione, Like Dancefloor del PLAY DJ‘s group svelerà le posizioni pervenute dalle preferenze musicali del mondo gay e per non perdere le date degli eventi preferiti, Playdj vi terrà aggiornati sulla movida gay and friendly della Toscana e non solo, con la rubrica “COSA C’E’ IN GIRO?”

Ed infine come ogni puntata verrà svelata la risposta alla domanda posta la scorsa settimana all’interno dell nuovo “QUIZ, quanto ne sai?”, ogni settimana verrà formulata una domanda a tematica lgbt con 4 possibili risposte, la risposta esatta verrà svelata nella puntata seguente, potete interagire partecipando al gioco inviando la vostra risposta al 3392560090.

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I libri VerbaVolant al NininFestival Bogliasco (GE)! Grazie a Donatella Monego, a Carla e alla loro associazione!

Ecco le immagini relative al Festival… e l’evento Facebook con i video (https://www.facebook.com/nininfestivalbogliasco/?fref=mentions)

E non solo…

http://www.romaperbambini.it/public/wordpress/index.php/2017/06/30/frammenti-2017-i-laboratori-per-bambini/

Venerdì 7 luglio

ore 18 – EARTH DAY 
lettura animata de “La Bananottera” e laboratorio creativo ecologico a cura dell’associazione “Mani cultura per i bambini” (Costo 6€ a partecipante // prenotazione obbligatoria)

Grazie a https://www.facebook.com/ombrellinodellefiabe/?fref=mentions

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Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è….. tutta gialla, come una banana! Il suo colore originale le dà qualche problema con le altre creature marine. Ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina.
Prenota il tuo posto e ascolta la grande avventura di Nana, la balena coraggiosa.
Vi aspettiamo tutti!

https://www.mani-culturaperbambini.it/09-luglio-2017-frammenti-17-punti-vista/

Su Instagram!

http://www.surfinginmap.club/p/bananottera

La mia dolce bananottera Nana non si ferma… nuota per librerie, biblioteche, fiere…

Ecco una delle nuove librerie in cui Nana potrà nuotare…

Vedete LA BANANOTTERA insieme ad altri bellissimi libri VerbaVolant?

Cliccate qui https://www.facebook.com/libreriapippi/?pnref=story per saperne di più!

E come potete constatare guardando il materiale che (ri)posto, Nana nuoterà ancora per molto molto tempo in posti bellissimi!

Pensavate che il nostro girovagare per festival fosse finito con l’estate alle porte? Nooooo! Vi aspettiamo il 24 e il 25 giugno a Taormina all’interno del TaoBuk festival. Troverete il nostro stand nella famosissima piazza del belvedere (Piazza IX Aprile)

 

Lo stand VerbaVolant a Taormina!

Ed ecco altro materiale relativo alle scorse fiere, presentazioni e oltre che hanno visto protagonista VerbaVolant edizioni e la mia dolce bananottera gialla Nana!

Una marina di libri è un appuntamento ormai di prammatica per VerbaVolant edizioni…

Visto che la mia Nana occhieggia dallo stand tra ninfee lucertole e piante?

Ed ecco altro materiale…

Nana al ForteLibro Festival di Modica (RG)!

E troverete i libri VerbaVolant a Modica Sorda presso la Libreria MaPerò!

Vi mostro le foto di un bell’evento ragusano… e poi quelle dell’incontro a Francavilla!

Ecco Elio alle prese con la sistemazione dello stand VerbaVolant edizioni… riuscite a vedere la mia dolce bananottera gialla Nana?

Arcadia Comics & Games!

Chiese e il bellissimo giardino ibleo…

Ecco il logo della manifestazione!

Ed ecco alcune foto dell’evento di giorno 8 maggio a Francavilla di Sicilia (ME)…

Ringrazio ancora i bambini, la responsabile del progetto, la dirigente scolastica e i genitori…

Canzoni e poesia, disegni, lapbook e filastrocche, scrapbook… tutto per la mia dolce bananottera gialla!

Oggi la nostra Bananottera è stata ospite dell’Istituto comprensivo di Francavilla di Sicilia. Una grande festa fatta di filastrocche, libri artigianali e canzoni. Bambini di tutte le età che hanno lavorato assieme alle loro insegnanti con grande impegno ed entusiasmo. Grazie anche quest’anno per la bellissima accoglienza e grazie a Daniela Bonanzinga che crea sempre ottime sinergie!

https://it.wikipedia.org/wiki/Francavilla_di_Sicilia

Vicino a questo incanto della natura si svolgerà il nuovo incontro dedicato alla mia dolce bananottera gialla Nana!

Istituto Comprensivo Statale di Francavilla di Sicilia Via Napoli, 2 – Francavilla di Sicilia (Me) nell’ambito del progetto “Incontro con l’autore”: Maria Lucia Riccioli rende noto che lunedì 08 maggio 2017, alle ore 10.00 presso il Cine-Teatro “A. Ferrara” di Francavilla di Sicilia, gli alunni della Scuola Primaria incontreranno l’autrice del libro “La Bananottera” Maria Lucia Riccioli.

 

Locandina Riccioli

Non vedo l’ora di incontrare insieme alla mia dolce bananottera gialla i bambini di Francavilla!

Ed ecco altro materiale…

Siamo felici – e anche un po’ emozionati – di condividere con tutti voi il concept di #Taobuk17.
Dal 24 al 28 Giugno la VII edizione del Festival sarà dedicata al tema #PadrieFigli, al rapporto con le radici e i maestri, alla sfida che sta dietro il passaggio del testimone tra le generazioni.
Continuate a seguirci per non perdere le prossime anticipazioni.

Da oggi inizia ufficialmente il countdown: – 60 giorni a Taobuk!

E questa bellissima immagine si riferisce a #SalTo30!

“Lodato sia Don Chisciotte! Che seppe con tanto anticipo di secoli riconoscere un furibondo gigante sotto la maschera di un innocente mulino.” (Gesualdo Bufalino)

Il 23 aprile 1616 moriva a Madrid Miguel de Cervantes.
Questa bellissima illustrazione è opera di GIPI (Gian Alfonso Pacinotti), che ha disegnato il manifesto del #SalTo30!

Che bello questo Don Chisciotte!

Mattinata messinese con La bananottera!

Buongiorno da Messina! Questa mattina la nostra Bananottera è ospite della scuola elementare Pascoli-Crispi. Le maestre e i bambini hanno fatto dei bellissimi lavori “bananottosi”. Anche le magliette!

La locandina dell’evento… grazie a tutte le insegnanti, ai collaboratori, alla libraia Daniela Bonazinga e ai bambini, veramente fantastici!

Beh, che ne dite? VerbaVolant edizioni al top degli editori!

Lavori semplicemente favolosi… i bambini si sono confrontati con la fiaba, la favola, il mondo dell’editoria, il mare e i suoi abitanti, i problemi dell’inquinamento…

Firmacopie… rigorosamente in giallo!

Lavori 3D: collage fantastico!

Anche le magliette bananottose!

Che bel cartellone…

Meravigliosi!

Un lavoro pluridisciplinare (geografia, biologia, italiano…).

Question time… le domande sono state poste su foglietti colorati a forma di bananottera!

Stay tuned per altre foto!

E ora… altro materiale.

Grazie alla dolce Anna Pavone per questa foto… uno scatto dal Bookpride!

http://www.scuolacarovana.it/index.php/eventi/concorso-letterario-una-macedonia-di-parole

Grazie a LA CAROVANA… come vedete nuotando on line possiamo imbatterci nella mia dolce bananottera gialla Nana!

Concorso letterario “Una macedonia di parole”

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Concorso letterario “Una macedonia di parole”

 

Per il decennale del Buk Modena, festival della piccola e media editoria, la casa editrice VerbaVolant, unitamente a MEMO, ha indetto un concorso creativo per gli studenti delle terze, quarte e quinte delle scuole primarie della provincia di Modena.

Per partecipare, occorreva produrre un racconto che avesse per protagonista un animale fantastico il cui nome derivasse da una macedonia di parole, traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera.

Il premio è stato vinto dalla classe III della Scuola Primaria Tommaso Pellegrini che ha realizzato il libro dal titolo “Il mammurancia” dalla combinazione di mammut e arancia.

Il libro è stato inventato interamente dalla classe e realizzato presso l’Istituto Ciechi Garibaldi di Reggio Emilia che collabora con la scuola. Il libro ha illustrazioni tattili ed è trascritto completamente in braille.

Ecco altro materiale…

https://www.facebook.com/events/1384862241532481/?active_tab=discussion

L’attesa è finita, ecco il programma di #BookPride2017!
Letteratura, filosofia, sociale, incontri professionali: sono centinaia gli eventi del programma culturale costruiti attorno al tema dello #straniero, oltre alle presentazioni e incontri organizzati dagli #editori in fiera.
Uno spazio speciale, #BookYoung, è dedicato ai più piccoli, con letture, laboratori e le produzioni dell’editoria #indipendente per ragazzi.

Stand D11, BASE Milano…

Già quasi pronti gli scatoloni… per andare a Milano!

https://www.facebook.com/events/713638452154022/714207022097165/?notif_t=admin_plan_mall_activity&notif_id=1489342865581800 (l’evento Facebook)

Ecco la locandina! Bookpride Milano 2017…

La mia dolce Nana vi aspetta insieme a tutti gli altri libri di VerbaVolant edizioni… allo stand D11 del BASE MILANO!

Ecco quasi pronti i nuovi segnalibri…

Vagabondando in rete, scopriamo che la mia dolce bananottera gialla Nana continua a nuotare nelle menti e nei cuori di tanti lettori, librai e operatori di cultura…

Ringrazio Sonia Patania per questo:

https://www.lafeltrinelli.it/mediaObject/Speciali/Catania/original/Catania.pdf

novembre 2015 La bananottera di Maria Lucia Riccioli; ill. di Monica Saladino (Verbavolant) Una balena diversa dalle altre vincerà la paura del giudizio altrui imparando a farsi amare ed amando a sua volta. classI consigliatE iII – V elementare gennaio 2016

Ringrazio questa libreria per un post molto carino:

http://libreria.storieacolori.it/

Eccolo!

http://libreriastorieacolori.blogspot.it/2017/01/la-bananottera.html

mercoledì 11 gennaio 2017

La bananottera

 “Un bel giorno Lena incontrò Fanone, un immenso re elegante e gentile, e lo sposò in una notte di luna piena. La grande palla dorata splendeva nel buio come neppure il sole aveva mai fatto nelle giornate serene, e la grossa balena ne rimase incantata. Forse fu quella luce luminosa la causa di tutto e qualche mese dopo nacque Nana, che già da neonata era robusta e forte, ma con una caratteristica molto speciale”.
La “Bananottera” di Maria Luisa Riccioli, illustrata da Monica Saladino, edita da VerbaVolant, è una deliziosa storia sulla “diversità”. Nana è una piccola balena di colore giallo, come quello delle banane. Questa caratteristica finisce per spiazzare gli altri animali che popolano il mare, i quali, preoccupati da questa diversità a cui non sanno dare una spiegazione, guardano il piccolo animale con sospetto finendo per schernirlo, “dietro le pinne“.
Poiché Nana ha lo stesso colore della banane trasportate dalle enormi navi “bananiere”, l’equazione fu presto fatta: Banana + Balenottera = Bananottera.
Sebbene la Regina Lena si sforzi di riempire d’amore sua figlia, cercando di ripararla, per quanto possibile, dalle malelingue, la piccola Nana soffre i cori di scherno degli altri abitanti del mare.
Un giorno, una baleniera, condotta dal capitan Millemari, cattura la Regina Lena, la quale urla alla piccola Nana di fuggire via: “speciale” come è, con il suo colore giallo, rischia di essere catturata anche lei. Ma Nana non fugge perché non intende abbandonare la madre al suo triste destino. Seguendo l’esempio di Nana, le altre balene si riuniscono in gruppo e come un grande roboante esercito si dirigono verso la baleniera, per liberare Lena.
Il capitano Millemari e il suo equipaggio finiscono nelle gelide acque dell’oceano, e a quel punto Nana nuota in loro soccorso, caricandoseli in groppa, fino a condurli in salvo, lasciandoli su un iceberg, dove saranno soccorsi da un’altra nave di passaggio.
La piccola Nana è diventata l’eroina del mare. Ora tutti la festeggiano, tutti reclamano le sue attenzioni. Il giallo della sue pelle non è più un problema.
 Il libro si conclude con un decalogo di comportamenti da tenere nel pieno rispetto dell’ecosistema marino, ivi compresa una descrizione della vita sott’acqua, e le peculiarità di alcuni animali acquatici protagonisti della storia, come animali e delfini.
“La Bananottera” – Maria Luisa Riccioli, Monica Saladino – VerbaVolant

Balena e banana… un binomio insolito che serve a parlare anche di cibo…

http://www.mani-culturaperbambini.it/09-novembre-2016-storie-da-mangiare-banana/

 

09 NOVEMBRE 2016 – STORIE DA MANGIARE – BANANA

Storie da Mangiare è il ciclo di Mani che ci permette di giocare insieme e di mangiare sano a merenda!
A ogni evento faremo luce su un alimento diverso raccontando tante curiosità e una storia golosa.

Per festeggiare l’inizio del  nuovo ciclo, abbiamo deciso di celebrare il frutto amato da molti animali: LA BANANA.
A seguire renderemo la nostra merenda molto più paurosa per renderci ancora più forti.

Leggeremo “La bananottera” (ed. Verbavolant) di Maria Lucia Riccioli

Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana!Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina!

Che aspetti?  vieni a trovarci

Età: +5 anni
Quando: 09 Novembre 2016
Ore: 17.00
Dove: Libreria Centostorie, Via delle Rose 26
Costo: 8 euro, merenda inclusa

– prenotazione obbligatoria –

logo

Ringraziamo tutte le scuole che hanno partecipato al concorso UNA MACEDONIA DI PAROLE dedicato alla mia dolce bananottera gialla Nana!

Riporto volentieri – grazie a chi lo ha scritto – il seguente articolo:

Il “Cespufante” libro costruito dagli alunni VB “Rodari” SELEZIONATO per Bukids, fiera della piccola editoria di primavera

UNA MACEDONIA DI PAROLE

Concorso creativo rivolto alle scuole primarie della provincia di Modena

Traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera, gli alunni della scuola Rodari hanno partecipato al concorso e giocato con le parole.

Hanno prodotto un racconto che ha per protagonista un animale fantastico il cui nome deriva da una macedonia di parole, come quella usata in La Bananottera. Una volta pronto, il racconto è stato trascritto in un libro realizzato artigianalmente dagli stessi bambini.

Il libro vincitore del concorso è stato
Il mammurancia della classe terza della scuola primaria Tommaso Pellegrini di Modena.
Oltre al vincitore, una commissione ha scelto 3 libri che verranno esposti in una piccola mostra allestita all’interno dello spazio Bukids al Foro Boario di Modena durante la manifestazione.

I libri sono:

-Storia di una gattola generosa
–Il cespufante ( classe 5^B “Rodari”)
-Il melefante

Alla prossima!

Ed ecco come al solito un po’ di materiale a tema bananottera…

Buk Festival di Modena è finito. Tanti lavoratori, tanti bimbi e genitori sorridenti e innamorati dei libri. L’ambiente ideale dove passare il weekend! Grazie a tutti, anche agli insegnanti che hanno partecipato alla prima edizione del nostro concorso letterario. Abbiamo già tante idee per l’anno prossimo!! Tra un mese saremo a Milano 😉

Quanti bimbi! Stiamo per cominciare!! Concorso letterario Una macedonia di parole, #buk Modena.

Anche quest’anno parteciperemo al Buk Festival della piccola e media editoria di Modena e ci occuperemo dello spazio Bukids. Prestissimo online il programma. Vi annunciamo, inoltre, che è stato scelto l’elaborato vincitore del concorso letterario ispirato alla nostra amica Bananottera! — con Monica Saladino e Maria Lucia Riccioli.

Quanti bei lavori… e che emozione sapere che tanti bambini hanno lavorato ispirati dalla mia bananottera!

La foto è stata scattata dall’amica Nada Alessandroni… accompagnata dalle sue parole affettuose:

Ieri al Buk di Modena ho trovato la tua Bananottera e non ho resistito alla tentazione di fotografarla, eccola

Ecco l’annuncio della premiazione del concorso letterario legato alla storia della mia dolce bananottera gialla Nana!

La locandina…

Una macedonia di parole… sì, perché la parola BANANOTTERA è la crasi, la macedonia appunto di due parole, BANANA + BALENOTTERA, dato che Nana è nata in una  notte di luna giallo banana…

La cosa bella è che poi io e la VerbaVolant edizioni insieme allo staff di BUKids abbiamo ideato il concorso letterario legato proprio alla nostra Nana e la premiazione sarà una bella occasione per visitare la fiera e parlare di libri!

La rivista di BUK: http://www.bukfestival.it/wp-content/uploads/2017/02/Rivista_BUK-2017.pdf

Una realtà siracusana piccola ma di qualità e attenta al territorio in cui opera. Via al laboratorio che prende spunto dal libro “Il nonnario” di Lorenzo Naia (autore) e Roberta Rossetti (illustratrice)

La Civetta di Minerva, 13 gennaio 2017

Conosciamo molto bene la casa editrice Verba Volant di Siracusa. La sua creatrice e titolare, Fausta Di Falco, insieme al suo compagno di vita e di fatiche, di idee, progetti, iniziative, Elio Cannizzaro, fa un grande e bel lavoro.

I libri della Verba Volant, quelli per bambini in particolare, sono curati nelle immagini, nelle rilegature, esattamente quanto nei testi. Cosa non scontata e non facile da trovare nel mondo dell’editoria per ragazzi. Sì, ce ne sono altre che hanno belle immagini, bei formati, ma in quelli della Verba Volant noi ci troviamo anche una sorta di “magia”. E libri ne abbiamo visti e letti tanti ai bambini.

Prendiamo per esempio I libri da parati”. Un’idea originale che sta riscuotendo un grande successo. Si aprono fino a diventare un bellissimo poster e ad ogni foglio che apri scopri e leggi la storia. Gli ultimi due titoli sono poi veramente “speciali”, per i disegni e i contenuti. ”Le luci alle finestre” di Alessandro Di Sorbo (illustratore) e Alessio De Simone (autore) è proprio magico ed è realizzato con una tecnica sofisticata: l’ultima tavola, che è quella che poi sarà il poster da appendere, ha degli elementi fosforescenti. E credetemi, è molto, molto bello!

L’altra novità è “La principessa che scriveva” con i testi di Nerina Fiumanò e le illustrazioni di Angelo Ruta. Qui la storia ripropone il tema della scrittura come unica possibilità di vita, di sopravvivenza a se stessi e al mondo. I disegni sono carichi di questa ricerca, di questo bisogno della principessa protagonista di dover scrivere e di portare con sé e dentro di sé le parole per poi darle agli altri.

Nella collana ci sono poi altri autori e illustratori, alcuni che conosciamo bene, perché la Verba Volant è molto attenta a ciò che succede nel territorio e quindi nel suo catalogo troviamo diversi autori siracusani, tra cui Anna Maria Piccione, Giusi Norcia e Maria Lucia Riccioli, per citarne alcuni.

Un’altra cosa importante, da sottolineare e far notare ai lettori – malgrado in questi libri ci sia un raffinato e curato lavoro di rilegatura, stampa, impaginazione e tutto il resto che arriva in libreria sotto forma di quello che, in questo caso, riduttivamente chiamiamo libro – è che il costo è contenuto.

Se ancora non conoscete la casa editrice Verba Volant potete visitare il sito verbavolantedizioni.it

Il loro catalogo ha diverse collane anche di narrativa e i loro titoli sono presenti in tutte le librerie della città. Se però avete voglia di conoscere la titolare o magari di vedere cosa si può fare con un libro per bambini della Verba Volant, allora domattina, 14 gennaio, alle 10.30, potete far partecipare i vostri bambini al laboratorio che prende spunto dal libro “Il nonnario” di Lorenzo Naia (autore) e Roberta Rossetti (illustratrice). L’ingresso è libero. Il laboratorio si terrà a Siracusa in Via Montegrappa, 21, presso la sede dell’Opificio di Cultura di Angela Falletta. Per informazioni 3387134587.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2026:l-editrice-verba-volant-stimola-i-sogni-dei-bambini&catid=17:cultura&Itemid=143

Grazie a Luisa Fiandaca e a La Civetta di Minerva…

Ecco altre notizie su di me, su Nana, sulla VerbaVolant…

Fausta Di Falco, direttora ed editora insieme ad Elio Cannizzaro di VerbaVolant edizioni, è fresca di Premio Cartia per l’editoria (prima edizione, 27 dicembre 2016).

Ecco un collage di foto… a me l’onore di premiarla. La vedete anche insieme a Barbara, figlia del giornalista Dino Cartia.

Nana continua a nuotare anche in questo nuovo anno…

Intanto un poco di materiale sul cammino percorso finora.

La vignetta di Elio Cannizzaro sulla seconda edizione di Jingle Books…

La città naturalmente è Palermo!

VerbaVolant e la mia Nana, la dolce bananottera gialla, sono andate nuovamente a Palermo per questa fiera natalizia…

Grazie a Monica Saladino… che splendide dediche per la mia Nana!

Nella splendida cornice di Palazzo Asmundo, la fiera del libro più natalizia della Sicilia!

VerbaVolant edizioni e Nana sono state anche a Roma…

Ringrazio Letture metropolitane e Flavia Capone per gli scatti “rubati” a Più libri più liberi!

La mia Nana…

La vignetta di Elio Cannizzaro per Roma…

http://www.plpl.it/

Anche quest’anno VerbaVolant edizioni è stata presente alla fiera della piccola e media editoria di Roma.
Le novità sono tantissime e spero incontreranno il favore di vecchi e nuovi lettori! Non sono mancati neanche gli autori! Direttamente dal Brasile Josè Custodio, autore del fumetto “Anita Garibaldi. La nascita di una eroina” per l’anteprima romana.
Per il firmacopie in stand anche Alessandro Di Sorbo e Alessio Di Simone che hanno realizzato il loro terzo libro da Parati®: “Le luci alla finestre”.

https://www.facebook.com/piulibri.piuliberi/?fref=ts#

Lo stand…

I libri… riuscite a vedere la mia Nana?

Eccola!

Ecco il promo di “Libri in città”, la trasmissione dedicata ai libri che va in onda sul canale 654 del digitale terrestre. L’emittente è Telecittà.

Conduttori sono Claudia De Luca e il professor Luigi Amato, docente universitario di Estetica.

Ringrazio sia loro per il gentile invito a partecipare alla quinta puntata della trasmissione che Luigi Bianca e il suo staff per la ripresa e il montaggio del programma.

Posso quindi offrirvi la visione dell’intervista realizzata presso la splendida Biblioteca dei Padri Cappuccini di Siracusa (e mi piace anche porgere un saluto a Marcello Cioè, direttore competente e gentile).

Abbiamo parlato sia del mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, incentrato sulla figura della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, che del mio libro di cunti in dialetto siciliano QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU (Algra editore), che poi della mia fiaba uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni “La bananottera”, che ha come protagonista la dolce bananottera gialla Nana.

Durante l’intervista ho avuto modo di ricordare insieme a Claudia De Luca sia il compianto Luciano Rispoli che il nostro concittadino Enzo Maiorca, per la sua lotta in difesa del mare e dell’ambiente in generale. Un pensiero è andato anche alla figlia Rossana.

Buona visione…

Se volete rivedere questa e le altre puntate di Libri in città ecco il link:

…ed ecco un po’ di materiale sui miei libri.

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La prima copertina di FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

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Copertina e bandella della riedizione (grazie ancora a Paolo Di Paolo e Lia Levi).

Copertina Riccioli

I miei cunti in dialetto… grazie al mio editore Alfio Grasso e ad Alessio Grillo e Maria Francesca Di Natale per disegni e copertina, ai curatori di collana Maria Rita Pennisi e Alfio Caruso…

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Ed ecco tutti insieme i miei libri… al centro la mia fatica più recente, LA BANANOTTERA – e come non ringraziare Monica Saladino per le illustrazioni, Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro di VerbaVolant edizioni? E Annamaria Piccione per l’intelligente rilettura?

Zefirino Millemari, uno dei protagonisti della mia fiaba.

E adesso vi posto altro materiale sulla fiaba.

Iniziano ad arrivare i lavori relativi al concorso incentrato sulla bananottera Nana…

Quest’anno per il @bukmodena un concorso letterario dedicato ad animali fantastici come la bananottera. Arrivano i primi lavori!

Sono felicissima! Non solo la mia dolce bananottera gialla nuota nelle librerie nelle scuole nelle biblioteche, ma adesso è anche protagonista di un concorso letterario…

http://istruzione.comune.modena.it/memo/Sezione.jsp?titolo=In%20occasione%20dei%2010%20anni%20di%20Buk%20due%20concorsi%20per%20le%20scuole&idSezione=2998

In occasione dei 10 anni di Buk due concorsi per le scuole


UNA MACEDONIA DI PAROLE

Concorso creativo
il concorso è rivolto alle scuole primarie della provincia di Modena – classi terze, quarte e quinte

In occasione dei festeggiamenti per il decennale del Buk Modena, festival della piccola e media editoria (l’edizione 2017 sarà la decima) VerbaVolant, che insieme a MEMO ha gestito il nuovo spazio Bukids nell’edizione 2016, bandisce un concorso creativo per i più piccoli e uno per l’istituto d’arte.

Traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera, si è pensato di farvi giocare con le parole.
Per partecipare gli studenti delle terze, quarte e quinte delle scuole primarie della provincia di Modena, dovranno produrre un racconto che abbia per protagonista un animale fantastico il cui nome derivi da una macedonia di parole, come quella che abbiamo usato per il nostro libro. Una volta pronto, il racconto dovrà essere trascritto in un libro realizzato artigianalmente dagli stessi bambini.
Per maggiori dettagli consultare il regolamento allegato.
La cerimonia di premiazione avrà luogo nello spazio Bukids.
I libri selezionati verranno esposti durante la manifestazione.
Saranno selezionati tre elaborati vincitori.
Per maggiori potete contattare la redazione.
Buon lavoro!

Regolamento concorso

Il concorso, indetto dalla VerbaVolant edizioni, è rivolto alle classi III-IV-V delle scuole primarie della provincia di Modena.
Ogni classe può partecipare con un elaborato.
L’elaborato consiste in un racconto, che può anche essere illustrato, contenuto in un libro realizzato dagli stessi ragazzi. Il libro può essere realizzato con diversi materiali e tecniche (riciclo, origami…) ma deve essere assolutamente artigianale. I libri che non risponderanno alle caratteristiche suddette verranno esclusi dal concorso.
L’elaborato deve avere una lunghezza massima di 1 cartella circa (ogni cartella è pari a 1800 battute).
I file relativi all’elaborato, contenenti il racconto in formato PDF o docx e le foto del libro formato JPEG o TIFF, devono essere inviati all’indirizzo info@verbavolantedizioni.it.

La mail deve riportare preferibilmente in oggetto: concorso letterario BUKids.

Se dovessero sussistere problemi nella digitalizzazione del file o nella realizzazione delle foto, è possibile inviare l’originale all’indirizzo: VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa. Si prega di avvertire in anticipo dell’invio del materiale via posta.

I vincitori saranno avvertiti telefonicamente e/o tramite posta elettronica.
Gli elaborati vincitori saranno un massimo di tre, scelti fra tutti quelli pervenuti e conformi alle direttive. La scelta della giuria sarà insindacabile.
La giuria sarà composta di autori, illustratori e responsabili della casa editrice.
Le classi vincitrici riceveranno in premio dei libri per la biblioteca di classe.
Per partecipare è necessario inviare il modulo di adesione tramite posta elettronica all’indirizzo: info@verbavolantedizioni.it.
Il modulo di iscrizione deve essere inviato entro il 1 ottobre 2016.
Gli elaborati devono giungere in redazione entro il 20 dicembre 2016.


Info

VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa.
Tel: 0931462540/ 333.8672919
info@verbavolantedizioni.it
verbavolantedizioni.it


Sono troppo contenta, davvero.

Pensare che una parola inventata da mia sorella sia diventata una storia scritta stampata illustrata e letta… e pensare che questa parola ispiri tanti altri lettori, specie bambini, mi emoziona tantissimo.

Ecco altro materiale che riposto volentieri…

La mia dolce bananottera gialla Nana per Libriamoci 2016 ha nuotato fino a Lentini (SR) presso l’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi”!

Autografi…

Raccontando…

Piccoli lettori…

… da notare le bananottere gialle costruite dai bambini!

I disegni!

Un bellissimo benvenuto alla mia dolce bananottera gialla Nana e alla sua autrice!

Ringrazio la dirigente scolastica, le insegnanti e i bambini per l’accoglienza ricevuta… gli alunni hanno mostrato interesse ed entusiasmo verso le storie lette da Fausta e me, si sono incuriositi del lavoro dell’editore (spiegato da Fausta attraverso una lezione pratica)… insomma, ci siamo “librati”!

E adesso riposto altro materiale relativo alle fiere cui ha partecipato la mia casa editrice insieme a Nana…

http://www.illibrogiusto.net/

fiera-del-libro-giusto-piacenza-16-ottobre-2016

Ringrazio per la foto l’amico Pietro Chiappelloni, compagno d’avventura nei concorsi letterari Porsche Italia… 🙂

IL LIBRO GIUSTO è la prima fiera dell’editoria a Piacenza… ribelli creativi indipendenti moderni, ecco gli editori che espongono, tra cui la VerbaVolant edizioni!

Le nuotate di Nana non si fermano…

La casa editrice VerbaVolant edizioni va in giro per fiere letterarie e Nana, la mia dolce bananottera gialla, nuota con Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro…

Il dietro le quinte di Sabir Fest a Messina!

Il manifesto…

E l’immancabile vignetta di Elio… 🙂

Ed ecco Nana a Catania tra libri e caffè…

l Bookb@ng a Messina!

In attesa di altre nuotate letterarie di Nana alle prossime fiere e nelle scuole! (stay tuned, ne vedremo delle belle…) ecco la bella vetrina della Libreria dei Ragazzi a Siracusa…

Libreria dai colori autunnali per ospitare l’ultima avventura del maghetto Harry Potter…

E chi c’è in vetrina vicino a lui? Nana, la mia dolce bananottera gialla… in effetti, la magia del giallo può convivere con quella dell’ormai celeberrimo mago di Hogwarts…

Qui trovate le uscite VerbaVolant di dicembre… pronte per Roma (Più Libri Più Liberi) e Palermo (Jingle Books).

https://labiblionautabooks.wordpress.com/2016/11/28/novita-editoriali-le-uscite-verbavolant-per-dicembre/

Infine è ormai cosa nota che io adoro la VerbaVolant, trovo che pubblichino libri bellissimi e sempre estremamente originali, e quindi sono ancora più felice di condividere qualcosa che a me personalmente piace moltissimo.

Grazie a La Biblionauta!

Ecco i link alla newsletter di Jingle Books – Festa del libro e delle arti di Palermo.
www.jinglebooks.it/newsletter
Presso la Libreria Diana di Siracusa…
Ed ecco altro materiale che (ri)posto.

I diritti dei video rimangono ai singoli e rispettivi autori… volevo mostrarvi delle meraviglie.

Due amici della mia dolce bananottera gialla Nana, i cavallucci marini. Innamorati!

E poi… la splendida casa di Nana, ovvero l’oceano, la grande casa d’acqua comune a tutti i viventi…

Amici di Nana che si divertono a fare i delfini surfisti…

Ecco delle fotografie che si riferiscono allo stand dedicato a VerbaVolant edizioni (insieme a Lavieri e Uovo nero) a Farfa… per Liberi sulla carta.

 

 

Un grazie a Maurizio Zicoschi per le foto…

Ed ecco la bella novità…

http://www.verbavolantedizioni.it

 

Pronti?

Ecco online il nuovo sito di Verbavolant edizioni…

https://www.facebook.com/events/167343040339783/ (ecco l’evento Facebook)

Sconti e sorprese!

Il nuovo sito finalmente online dal primo settembre!
Per l’occasione una settimana di promozioni: basterà inserire il codice newebsite prima di completare l’acquisto e riceverete uno sconto aggiuntivo del 5%. Affrettatevi però: l’offerta sarà valida fino alla mezzanotte di domenica 5 settembre! Inoltre, chi raggiungerà almeno i 30 euro di spesa riceverà in omaggio la nostra ToteBag!

 

Totebags…

 

Ecco la pagina autore…

http://www.verbavolantedizioni.it/Autori

MARIA LUCIA RICCIOLI

Insegno Lettere nei licei. Scrivo poesie in italiano e in dialetto siciliano, racconti e romanzi, saggi letterari. Canto in un coro lirico. In precedenza ho concertato con un coro polifonico, ho inciso 2 cd più altri due a tema religioso. Amo i coniglietti, i libri e tengo tanto ai miei affetti. Sogno un futuro in cui l’arte sia sempre presente, il calore della famiglia e degli amici… Voglio essere ogni giorno di più una persona, un’insegnante, un’artista migliore… Dio lo voglia!!!
La Bananottera

http://www.verbavolantedizioni.it/prodotto/la-bananottera

LaBananottera

DESCRIZIONE PRODOTTO

Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana!

Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina!
Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.
Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.
Di seguito possibile scaricare un ebook in pdf con giochi e approfondimenti. Uno strumento che vuole essere anche un prezioso ausilio didattico per le maestre o per i genitori più attenti.

Vi posto un po’ di materiale sui viaggi e le nuotate di Nana, la mia dolce bananottera gialla protagonista della fiaba LA BANANOTTERA, uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni…

Grazie a “Libertà”…

https://www.scribd.com/document/315197501/Liberta-09-06-16-pdf

http://www.freejournal.it/?p=23836#.V1hD6w1UhO4.facebook

Maria Lucia Riccioli

Grazie a Free Journal…

CANICATTINI – Sarà la scrittrice siracusana Maria Lucia Riccioli con la sua ultima fiaba “La Bananottera”, edita da  VerbaVolant di Fausta Di Falco, e illustrata da Monica Saladino, a chiudere sabato 11 giugno, alle ore 17:30 all’Asilo Nido comunale “S. Maria Goretti” di via San Nicola, il primo semestre di attività della Biblioteca comunale “G. Agnello” e Nati per Leggere di Canicattini Bagni.

L’incontro con Maria Lucia Riccioli, già autrice del romanzo “Ferita all’ala un’allodola (Perrone Lab 2011 e L’Erudita 2013), e di una raccolta di versi della tradizione siciliana, “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” (Algra 2014), sarà l’occasione per parlare di scrittura e di come leggere e scrivere possa trasformare, non solo gli autori, ma anche i lettori.

Ma naturalmente l’appuntamento è diretto soprattutto ai bambini, com’è nella tradizione di Nati per Leggere, per cui Maria Lucia Riccioli racconterà della sua “Bananottera” gialla, che seppur all’inizio avrà problemi proprio per questa sua caratteristica, grazie alla sua bontà e al suo coraggio diventerà l’eroina dell’oceano.

Insomma, una storia ecologica ma non solo, di grandi sentimenti e allegria, che piace già tanto ai bambini che ritrovano un nuovo eroe.

Nana nuota nuota nuota e non si ferma…

La mia dolce bananottera gialla continua a nuotare nel mare dell’editoria…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

http://www.womenews.net/la-bananottera-un-racconto-che-insegna-a-rispettare-lambiente-e-le-creature-che-lo-abitano-un-libro-di-maria-lucia-riccioli-edito-da-verbavolant-edizioni/#comment-45311

“LA BANANOTTERA” UN RACCONTO CHE INSEGNA A RISPETTARE L’AMBIENTE E LE CREATURE CHE LO ABITANO – Un libro di Maria Lucia Riccioli, edito da VerbaVolant Edizioni

Un ringraziamento particolare ad Irene Iorno de IL PAESE DELLE DONNE ON LINE – RIVISTA per la sua recensione…

“per creature terresti perfette che il mare vogliono amare senza far danni e senza sporcare”.

Illustrata con tecnica mista da Monica Saladino, la fiaba, presentata anche al SIRMUMA – Museo del Mare di Siracusa, racconta di una balenottera gialla presa in giro da tutte le creature del mare, fino a quando compierà un gesto di grande altruismo che unirà tutti gli animali e verrà accettata, da loro e dal Capitano Remo Millemari.

Qui sono gli animali a guardare la specie umana, le sue  imperfezioni, le conseguenze delle sue azioni e di come molto del nostro fare influisca sugli oceani, sottolineando la grande importanza di agire sempre nel rispetto della natura, per conservare un  mare pieno di bolle che cambiano colore e quantità a seconda delle emozioni dei suoi abitanti: ci sono bolle felici, bolle tristi, poche bolle o tantissime.

E l’incontro fra le diverse specie viene qui raccontato come pericolo per chi ha solo manto e pinne perché “nessuno da quelle parti aveva una buona opinione dei bipedi senza squame e coda. Non le foche, che temevano per la loro pelliccia. Non le tartarughe, che avevano paura di lasciarci il carapace. Non i gabbiani, che ogni giorno vedevano gli uomini sporcare ogni cosa”.

Un piccolo libro che commuove quando mamma balena viene catturata e la bananottera la difende dalla baleniera e i suoi pescatori.

Un libro che ci fa capire l’importanza della cooperazione quando tutte le balene degli abissi emergono salvando Lena e  di come l’accettazione di un qualcosa ritenuta diversa passi spesso prima attraverso la  consapevolezza delle proprie paure, di come i termini strano, differente, pericoloso, spesso vengano confusi e usati solo per difendere un qualcosa che non esiste.

E per una volta il mare diventa protagonista,  abitato da creature diverse, tutte con le proprie idee, i propri  colori,  e che alla fine collaborano apportando ciascuna il proprio sapere e le proprie capacità per un bene comune.

Una fiaba da  leggere fino all’ultimo “sbuffo”, perché i capitoli a volte non servono se si respira con le branchie come i pesci, si saltella sugli scogli come un granchio, si vola sugli oceani come i gabbiani, si mangiano fino a quattro tonnellate al giorno di cibo come le balenottere azzurre, si gioca come i delfini, e si incontrano navi che trasportano banane tutte gialle come Nana.

E gli umani e le umane per una volta sono “fuori dalle pinne”.

Ecco il mio commento on line:

Salve… grazie davvero per la recensione, scritta cogliendo il senso profondo del lavoro mio e di Monica Saladino, che in VerbaVolant edizioni abbiamo trovato una casa editrice attenta e sensibile alla qualità letteraria della narrativa per bambini e ragazzi e una cura grafica notevole, che si distingue nel panorama nazionale.
In queste vostre parole trovo l’attenzione ai temi di un’ecologia latu sensu, intesa come Papa Francesco la concepisce nella sua enciclica Laudato si’: ecologia del cuore, dei sentimenti, dell’economia, etimologicamente rispetto della nostra casa comune.

Un po’ di materiale sul mio libro… nel mio blog troverete le precedenti recensioni…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

La mia dolce bananottera gialla, Nana, sta nuotando nei cuori di tante persone… qualcuna di loro scrive anche delle recensioni!

http://www.lavocedellisola.it/2015/10/11/maria-luisa-riccioli-e-la-sua-bella-fiaba-la-bananottera/

Ringrazio davvero Salvo Zappulla per la sua generosa disponibilità: oltre a scrivere, Zappulla è l’anima del concorso letterario Pentelite e dell’omonima rivista-antologia; recensisce libri su Notabilis e vari periodici on line, legge e fiuta talenti con disinteresse e passione.

Ecco le altre recensioni finora uscite su LA BANANOTTERA…

Per me e Nana è una grande gioia essere citate dal blog Mammechefatica…

Ecco il post: http://www.mammechefatica.it/2015/09/04/banana-o-balenottera/#comment-774

Ringrazio ancora il blog… e vi posto altre due recensioni che mi sono molto care:

http://www.libreriamo.it/a/12735/conversazione-con-maria-lucia-riccioli-sulla-favola-la-bananottera-leggere-e-scrivere-ci-trasforma.aspx

Ringrazio l’amica blogger e scrittrice Rosalia Messina per questa recensione-intervista su Libreriamo…

E qui trovate la recensione della blogger e poetessa Costanza Lindi…

https://clindi.wordpress.com/2015/07/02/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

http://www.dioramaonline.org/dblog/articolo.asp?articolo=1500

Ringrazio l’amica giornalista e scrittrice Lucia Corsale per questa nuova bellissima recensione della mia fiaba per bambini LA BANANOTTERA…

Ringrazio anche Massimo Maugeri che nella nuova rubrica del suo litblog LETTERATITUDINE intitolata GIOVANISSIMA LETTERATURA ha dedicato un post proprio alla mia dolce bananottera gialla Nana:

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2015/11/23/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

Ed  è freschissima la segnalazione su L’ESTROVERSO…

http://www.lestroverso.it

La mia dolce bananottera gialla Nana ha nuotato in lungo e in largo per tutto il 2015… e anche durante il 2016 sta continuando ad incontrare grandi e piccini!

Grazie anche a Giovanni di Libertina!

http://www.kevitafarelamamma.it/2017/08/libertina-la-libreria-itinerante-per.html

 

L’11 maggio è stata pubblicata per i tipi di VerbaVolant edizioni la mia fiaba “La bananottera” (con illustrazioni di Monica Saladino), presentata in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino il 17 maggio presso il Bookstock Village al Laboratorio Scienza e Saperi, con lettura animata e laboratorio per i bambini.

La fiaba è stata poi presentata a Palermo presso la Libreria Un mare di libri, a Siracusa presso la Casa del Libro Rosario Mascali il 30 maggio, alla fiera “Una marina di libri” di Palermo il 5 e 6 giugno (presentazione e laboratorio), il 14 giugno a Ragusa (A tutto volume) con un laboratorio, il 20 giugno presso la Libreria dei Ragazzi di Siracusa con una labomerenda.

Dal 31 luglio al 2 agosto 2015 “La bananottera” è stata ospite della fiera letteraria “Gufi e melone” di Joppolo Giancaxio (AG), patrocinata dal Comune e dalla Biblioteca comunale.

Il 28 agosto, presso la spiaggetta del Castello Maniace ( che fa parte dell’area marina protetta del Plemmirio di Siracusa), la mia fiaba è stata ospite di “C’era un mare da favola…”.

Il 13 settembre ho tenuto una lettura de “La bananottera” in Piazza Leonardo da Vinci a Siracusa nell’ambito della manifestazione “Il risveglio di Siracusa” organizzata da “Archimede in movimento”.

Il 18, 19 e 20 settembre ho preso parte al Catania Book Festival presso il Cortile Platamone.

Il 3 ottobre, con “La bananottera”, sono stata ospite della manifestazione “Il mare al museo” presso il Museo del mare di Siracusa, mentre a Palermo la fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso “È Bio”.

Il 25 ottobre “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant in mostra al Book b@ng di Messina ed è stata presentata a Palermo presso La Città del Sole, il 31 ottobre è stata presentata a Ragusa presso “Le Fate” e il 15 novembre, dopo vari incontri nelle scuole siracusane, è stata ospite di “Archimede in movimento” a Siracusa. La fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso la Fiera della piccola e media editoria di Roma “Più Libri Più Liberi” che si è svolta nel Palazzo delle Esposizioni dell’Eur dal 4 all’8 dicembre; il 13 dicembre ha trovato spazio presso la piccola fiera tenuta a Siracusa in occasione di Santa Lucia. Presso Palazzo Asmundo a Palermo dal 18 al 20 dicembre è stata ospite di “Jingle Books”. Dal 20 al 21 febbraio la fiaba è stata ospitata a Modena per Bukids, la sezione per bambini e ragazzi di Buk Modena, mentre il 25, presso l’Associazione culturale Alimede, è stata protagonista di una labomerenda.

A marzo è stata ospite di “Bellissima”, fiera dell’editoria indipendente, presso il Palazzo del ghiaccio di Milano, mentre il 3 aprile è stata protagonista di una lettura presso “Archimede in movimento”, IV edizione. L’11 aprile è stata ospite della IV A e B dell’Istituto comprensivo “D. Ajello” di Mazara del Vallo (TP) per un incontro con l’autore, mentre il 15 aprile è stata ospite dell’edizione speciale di Archimede in Movimento dedicata al problema delle trivellazioni. Il 23 e il 30 aprile, in occasione della Giornata mondiale della cultura, del libro e del diritto d’autore, “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant edizioni donati a Casa Mazzolini per l’iniziativa “Il cestino dei libri”, nata per sostenere “La casa di Fausta” insieme alla Biblioteca del gufo e ad altri volontari. Al Salone internazionale del Libro di Torino 2016, ad “Eralavò”, festival delle storie di Acireale (CT), e ad Una marina di libri di Palermo è presente presso lo stand VerbaVolant edizioni al’Orto Botanico.  

L’11 giugno è stata ospite della Biblioteca “Giuseppe Agnello” di Canicattini Bagni (SR) per la festa conclusiva del progetto NATI PER LEGGERE.

“La bananottera” è tra i libri “Scelti per voi” dallo staff de La Feltrinelli – Catania.

Il 24 ottobre, in occasione della campagna nazionale “Libriamoci” l’autrice è stata ospite insieme all’editrice Fausta Di Falco dell’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi” di Lentini (SR) con la fiaba “La bananottera”.

Le fiere di Catania, Messina, Roma e Palermo hanno visto “La bananottera” tra i libri VerbaVolant per tutto il 2016.

Il 18 febbraio 2017, presso il Foro Boario di Modena, nell’ambito del Buk Festival (sezione Bukids), si è tenuta la premiazione del concorso “Una macedonia di parole” incentrato su “La bananottera” e che ha visto coinvolte le scuole del modenese.

Dal 24 al 26 marzo 2016 “La bananottera” è stata ospite del Book Pride presso il BASE di Milano, mentre il 3 aprile l’autrice ha incontrato i bambini dell’Istituto comprensivo “Pascoli-Crispi” di Messina. 

Incontri con l’autrice e laboratori sul libro sono stati tenuti l’8 maggio a Francavilla di Sicilia (ME) e all’Istituto comprensivo Giovanni XXIII – Piazzi di Palermo (16 maggio 2017).

Il libro è stato ospite di Una marina di libri 2017, di TaoBuk e del NininFestival di Bogliasco (GE), oltre che di Libri d’Amare 2017 a Puntasecca, nei luoghi del commissario Montalbano; oltre alle fiere, continua il viaggio del libro presso le scuole: il 18 dicembre l’autrice è stata ospite della IV BS del Liceo Corbino di Siracusa per il progetto di alternanza scuola-lavoro “Una biblioteca può cambiare un quartiere”. 

La psicologa Eleonora Mangano ha utilizzato il libro per un laboratorio nella classe II A dell’Istituto comprensivo “Torrenova”.

E naturalmente grazie a Casa Facile che nel numero di agosto 2015 ha ospitato me e Nana!

La bananottera - VANITY FAIR

E su Vanity Fair del 2 settembre scorso!

Qualche stralcio…

Primo sbuffo

Sulla terra ora si direbbe “C’era una volta” e la storia sarebbe divisa in capitoli.
In fondo al mare però è diverso: le storie sono divise in sbuffi e ogni creatura
le inizia a modo suo.
La piovra gigante comincia così: – Quando i miei tentacoli erano piccini…
Il corallo, attaccato alla scogliera, parla poco e ogni parola è tonda come
una bolla di sapone che dal fondo viene a galla. Lui invece dice: – Quando
ero un bastoncino rosa…
Poi arriva il delfino Fino, con il dorso lucido grazie alle carezze della schiuma di mare, e inizia:
– Quando la mia mamma mi portava nella pancia, anche la mamma di Nana la portava nella sua…
Proprio così: Delfia, la mamma di Fino e Lena, la mamma di Nana, aspettavano
i rispettivi cuccioli nello stesso periodo.
La differenza era che Delfia era una delfina che saltava nell’acqua come le acrobate del circo, mentre Lena era una balena, l’animale più grande dell’oceano.

Secondo sbuffo

Il piccolo delfino Fino e la sua mamma Delfia a volte danzavano sulle onde
per farsi applaudire dai marinai, ma non si avvicinavano mai troppo alle
navi. Sapevano che l’uomo è un animale capriccioso che un giorno ti prende
in simpatia e l’altro ti fa finire in una scatoletta, come capita ai tonni e
alle aringhe.
Ai pesciolini più piccoli tremavano le branchie solo al sentirlo nominare.
– L’uomo? Fuori dalle pinne!
Lena, la mamma di Nana, invece non aveva paura degli uomini e si divertiva
a seguire le navi da pesca e i transatlantici zeppi di turisti.
– Non hai paura delle baleniere che possono acchiapparti? – le chiedevano
in tanti.
Gli umani infatti catturano le grandi balene per farne grasso, olio e cibo.
La grande balena però rideva come solo le balene sanno fare.
– L’uomo capace di acchiapparmi deve ancora nascere! Mi fanno ridere i
loro rampini: sembrano ami per pescare lucci e trote. Per un cetaceo come
me ci vuole altro! Io sono la regina del mare e di fronte a me l’uomo è solo
una formichina che naviga in un guscio di noce!
La mamma di Nana nuotava lenta e maestosa, sembrava proprio una regina
nel suo palazzo. E la spuma dietro di lei ricordava uno strascico d’argento.

Terzo sbuffo

Un bel giorno Lena incontrò Fanone, un immenso re elegante e gentile, e
lo sposò in una notte di luna piena.
La grande palla dorata splendeva nel buio come neppure il sole aveva mai
fatto nelle giornate serene, e la grossa balena ne rimase incantata.
Forse fu quella luce luminosa la causa di tutto e qualche mese dopo nacque
Nana, che già da neonata era robusta e forte, ma con una caratteristica
molto speciale.
Va infatti detto che il giorno della sua nascita l’intero oceano rimase a bocca
aperta per lo stupore a guardarla.
– Ma l’avete vista? – gridarono i coralli, quasi staccandosi dal fondo.
– Ma l’avete vista? – esclamarono i tonni con le pinne paralizzate.
Anche mamma delfina e il piccolo Fino smisero di saltare e rimasero imbambolati.
– Ma l’avete vista? – proferirono infine.
Certo, Nana era una balenottera bellissima, questo sì.
Solo che… era tutta gialla.
Gialla.

(Riproduzione riservata)

VERBAVOLANT EDIZIONI 
Siracusa
info@verbavolantedizioni.it
www.verbavolantedizioni.it

 

Vi aspettiamo e vi ricordiamo di seguirci sempre tramite i social sulla nostra pagina Facebook e sul nostro account Twitter

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Paola Liotta, “La felicità è muta”, Algra Editore

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Oggi pomeriggio, presso la Biblioteca comunale di Avola intitolata a Giuseppe Bianca, avverrà la presentazione dell’ultima silloge poetica dell’amica e collega Paola Liotta, con cui avrò il piacere e l’onore di conversare.

La felicità è davvero muta? E quando, come, perchè?

Ne diremo per appunti di viaggio, sogni a occhi aperti e spassionate riflessioni, condite di versi e bei pensieri.
A ritrovarci, dunque, questo pomeriggio in Biblioteca Comunale “Giuseppe Bianca”, alle ore 18, “felice mente” assieme.

Ecco il link al sito di Paola Liotta:

http://www.paolaliotta.it/presentazione-la-felicita-muta/

Ecco la bellissima locandina della Settimana della Cultura, nell’ambito della quale è inserito l’incontro.

Saranno presenti, oltre all’autrice e ad Alfio Grasso, l’editore del libro, il sindaco di Avola Giovanni Luca Cannata, e Simona Caldararo, assessora alle Pari opportunità e alla Cultura.

La cara Grazia Maria Schirinà, presidentessa dell’Associazione AVOLESI NEL MONDO, fine cultrice di letteratura ed autrice della prefazione del volume, introdurrà l’incontro.

SILFIDE, MAGA E SIRENA

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PRESENTAZIONE DEL LIBRO “SILFIDE, MAGA E SIRENA. L’IDEALE FEMMINILE NELLA LETTERATURA ITALIANA DELL’OTTOCENTO”
di Stefano Vaccaro

Il saggio mira a ricostruire, attraverso una selezione di opere ed autori, il mutamento di percezione incontrovertibile che accompagnò la classe intellettuale italiana nell’immaginare e descrivere la donna sul finire del XIX secolo. Al centro della ricerca è la produzione letteraria di Verga, Capuana, Tarchetti, Fogazzaro, D’Annunzio e dei principali esponenti della Scapigliatura lombarda, i quali contribuirono a diffondere ed arricchire, per mezzo dei loro scritti, i tópoi narrativi femminili largamente impiegati nella letteratura del tempo. Filo rosso del testo è dunque la donna, ora nell’eccezione mondana di angelo incantevole e tentatore, ora nella veste più oscura e goticheggiante di essere diabolico ed inferico, senza tralasciare il vorticoso labirinto d’immagini fin de siècle, popolato da magnetizzate, sonnambule, streghe e dame bianche. Vi si ricava alla fine un pantheon di anti-eroine grazie alle quali la figura muliebre viene declinata in tutte le sue numerose e conturbanti gradazioni, protagoniste imprescindibili di un Ottocento tutto al femminile.

La prefazione è della prof.ssa Maria Lucia RiccioliIl Convivio Editore, 2018.

VENERDI’ 6 APRILE – ORE 17:30
BIBLIOTECA DIOCESANA DI RAGUSA
(VIA ROMA, 109 – RAGUSA)

SALUTI DI DON GIUSEPPE DI CORRADO
Direttore Biblioteca Diocesana di Ragusa

Intervengono

MARGHERITA BONOMO
Università degli Studi di Catania

STEFANO VACCARO
Autore

Presentazione inserita all’interno del festival letterario LIBeRI A RAGUSA

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Ecco la locandina della presentazione di giorno 6 aprile prossimo…

Il video si riferisce all’intervista di Radio Ragusa all’autore.

https://www.google.it/search?source=hp&ei=Xpq7WvblLIaiUqrlpSA&q=silfide+maga+e+sirena&oq=silfide+maga+e+sirena&gs_l=psy-ab.3…2367040.2371713.0.2372340.27.21.1.0.0.0.290.2752.0j8j6.14.0….0…1.1.64.psy-ab..13.10.1893.0..0j0i131k1j0i10k1j0i22i30k1j0i22i10i30k1j33i160k1.0.7S9mKZYzwY4

Risultati immagini per silfide maga e sirena

Ecco il volume di Stefano Vaccaro… sono felice e onorata che mi abbia chiesto di scriverne la prefazione.

Qui l’autore è ospite di Lucia Nativo e Canale 74… per parlare di di letterate dell’Ottocento siciliano, da Mariannina Coffa a Giuseppina Turrisi-Colonna, passando per le “Silfidi, maghe e sirene” delle opere verghiane e non solo.

L'immagine può contenere: 2 persone, persone sedute

Ho conosciuto questo giovane e valente studioso a Noto; ci accomuna infatti l’interesse per l’Ottocento e in particolare per la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa che il 6 gennaio 1878 si spegneva a Noto… la Coffa, protagonista del mio romanzo storico FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, torna a bussare come i personaggi pirandelliani alla mia porta. E mi riconduce non solo ai 140 anni dalla sua morte ma anche ai ricordi dei convegni e delle conferenze che l’hanno vista oggetto di interesse, dello spettacolo del 25 novembre scorso…

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, persone in piedi e notte

Io e Teresa Caporale, attrice e autrice.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute e spazio al chiuso

Le pagine del mio romanzo, le poesie di Mariannina Coffa… tutto ha preso vita attraverso la voce e il corpo di Teresa Caporale, sapientemente guidata dalla regia di Tommaso Massimo Rotella che ha voluto rappresentare le costrizioni del contesto in cui è vissuta la Coffa lasciando “agire” l’attrice da seduta, come su un baldacchino.

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Risuonano i nomi dei maestri di Mariannina… Francesco Serra Caracciolo, Corrado Sbano… e quello del grande amore Ascenzio Mauceri. Del marito, delle due bambine morte…

L'immagine può contenere: 1 persona, sta suonando uno strumento musicale e sul palco

Il matrimonio con Giorgio Morana…

Lutto…

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La Capinera di Verga… Grazie.

Teresa Caporale e Tommaso Massimo Rotella.

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Immagine incorporata 1

 

​​​L’Associazione culturale Magdeleine G. in collaborazione con Piemonte dal Vivo,  lo SPI CGIL Lega 27 ed il

Comune di Gassino T.se,

Sono lieti di annunciare che, il Teatro Vecchio Mercato in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne 

Presenta 

nella Stagione teatrale 2017-2018

 Sabato 25 Novembre ore 21.00



Con Teresa Caporale

Regia Tommaso Massimo Rotella

 

Una donna con una grande passione per la poesia, una donna che aveva sacrificato tutta se stessa per non contravvenire alle regole della società, una donna che aveva immolato il suo più grande amore perché il destino aveva già scritto per lei quale sarebbe stata la sua storia, una donna creduta pazza e malata solo perché inseguiva il suo più grande sogno: Mariannina Coffa. La sua storia quella della cosiddetta “Capinera di Noto”è tutt’altro che fantasia. Enfant prodige dei salotti buoni della Sicilia Sud-Orientale, già da bambina recitava poesie e rime all’istante partendo da parole che le venivano assegnate dagli adulti, Mariannina coltiva l’arte dei versi che si tradurrà da grande nella passione per lo scrivere, passione sublime quanto portatrice di disgrazie. Costretta a sposare un uomo che non ama, ad abbandonare la sua famiglia e la sua città natale, Noto, per trasferirsi nella città del marito, Ragusa, angariata dai lutti di due dei suoi quattro figli morti in tenera età, Mariannina riesce ad evadere da un mondo troppo duro solo grazie alla poesia ma neppure questa le è permessa, una donna che pensa, infatti, che vuole esprimere i propri sentimenti è qualcosa di inaccettabile nella società del suo tempo, la gente comincia ad additarla come folle mentre il marito le proibisce categoricamente di continuare a fare l’unica cosa che la fa stare bene, l’unica cosa che la fa sopravvivere: scrivere. Ribellatasi alle sue condizione di vita,

decise di abbandonare il tetto coniugale e fare ritorno nella sua Noto per dare libero sfogo alla sua arte creativa con una breve quanto intensa stagione simbolista. Morirà giovane a trentasei anni, disprezzata dalla famiglia e abbandonata da tutti.

Si ringraziano:

La ProLoco di Gassino T.se, Lo SPI CGIL Lega 27,

Supermercati Borello, La Profumeria Essenza di Pina Caracciolo e L’Erboristeria della Dott.sa Elena Rabbione, che come sempre ci sostengono!

Per maggiori informazioni e prenotazioni

rivolgersi in segreteria al numero 011-19824814

Una bellissima novità che riguarda la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa Caruso e indirettamente anche il mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

Grazie alla voce e al gesto di Teresa Caporale e alla regia di Tommaso Massimo Rotella, giorno 25 novembre 2017 (Giornata internazionale contro la violenza sulle donne), sabato, è andata in scena presso il Teatro Vecchio Mercato di Gassino Torinese la storia di Mariannina Coffa…

Ecco le informazioni per raggiungerlo…

Highlights info row image
Di solito risponde entro un’ora

https://www.facebook.com/Teatro-Vecchio-Mercato-211938572271347/?fref=ts (la pagina FB del Teatro… con le informazioni sullo spettacolo e la stagione teatrale di quest’anno).

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L’articolo in merito pubblicato su LA CIVETTA DI MINERVA…

http://www.lastampa.it/2017/11/22/torinosette/eventi/il-mio-nome-e-psiche-al-teatro-vecchio-mercato-tkoDIhtOARh4lmlP8tB3fM/pagina.html (LA STAMPA)

“IL MIO NOME E’ PSICHE” AL TEATRO VECCHIO MERCATO

Piazza Sampieri 30, Gassino
Da sabato 25 novembre  Alle  21
Agenda: TEATRO

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la compagnia Magdeleine G. presenta “Il mio nome è Psiche”, spettacolo che racconta una storia di violenza sottile, subita da una donna e artista nella Sicilia della seconda metà dell’Ottocento, la poetessa Mariannina Coffa. Biglietti 10 euro, ridotto 8 euro. Info e prenotazioni: 011/19824814, 347/0643566, http://www.magdeleineg.org.

IL MIO NOME È PSICHE

TEATRO VECCHIO MERCATO – Gassino
sabato 25 novembre ore 21:00

Spettacolo in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle Donne

Mariannina Coffa. Una donna con una grande passione per la poesia, che immolò il suo più grande amore perché il destino aveva già scritto per lei quale sarebbe stata la sua storia. Una donna creduta pazza e malata solo perché inseguiva il suo più grande sogno. La sua storia, la “Capinera di Noto”, è tutt’altro che fantasia. Enfant prodige dei salotti buoni della Sicilia Sud-Orientale, già da bambina recitava poesie e rime all’istante partendo da parole che le venivano assegnate dagli adulti. Mariannina coltivava l’arte dei versi la passione per lo scrivere, passione sublime quanto portatrice di disgrazie. Fu costretta a sposare un uomo che non amava, ad abbandonare la sua famiglia e la sua città natale, Noto, per trasferirsi nella città del marito, Ragusa. Due dei suoi quattro figli morirono in tenera età. Mariannina tentò di evadere da un mondo troppo duro grazie alla poesia, ma neppure questa le fu permessa. Una donna che pensa, infatti, è qualcosa di inaccettabile nella società del suo tempo e fece sì che la gente l’addittò come folle mentre il marito le proibì categoricamente di continuare a fare l’unica cosa che la fa stare bene, scrivere. Ribellatasi alle sue condizione di vita, decise di abbandonare il tetto coniugale e fare ritorno nella sua Noto per dare libero sfogo alla sua arte creativa con una breve quanto intensa stagione simbolista. Morì giovane a trentasei anni, disprezzata dalla famiglia e  abbandonata da tutti.

TEATRO VECCHIO MERCATO

Piazza Sampieri
Gassino, TO 10090 Italia

BIGLIETTERIA

BIGLIETTI
Intero: 10 euro
Ridotto: 8 euro

COME RAGGIUNGERE IL TEATRO
In auto: da Corso Casale (Torino), arrivati a San Mauro Torinese, seguire in direzione Casale sulla SS590 della Val Cerrina dalla Tangenziale NORD uscita Caselle, seguire per Borgaro / Chivasso ed uscire a Volpiano Sud, poi seguire per SP220 direzione Brandizzo ed uscire a Gassino dall’autostrada A4 Mi – To uscire a Volpiano Sud, poi seguire per SP220 direzione Brandizzo ed uscire a Gassino
In bus: linea GTT, servizio extraurbano direzione Casale, fermata n. 10814

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Teatro Vecchio Mercato
Piazza Sampieri – Gassino Torinese
Associazione Culturale Magdeleine G.
Direzione, Organizzazione e Produzione: Silvia Gatti, Tommaso Massimo Rotella
Segreteria: Angela Gavello
Informazioni e prenotazioni:
tel. 011.19824814
segreteria@magdeleineg.org
http://www.magdeleineg.org
È consigliata la prenotazione.

Facebook Teatro Vecchio Mercato

https://www.eventa.it/eventi/gassino-torinese/il-mio-nome-e-psiche-con-teresa-caporale-regia-tommaso-mrotella

https://www.facebook.com/events/550005412006613/ (L’evento Facebook…)

E dei promo…

Tommaso Massimo Rotella ha già affrontato artisticamente la figura della Coffa: ecco un articolo relativo ad uno spettacolo del marzo scorso, rappresentato ad Asti presso il Teatro Alfieri.

https://www.fondoassistenzaebenessere.it/fab-al-teatro-alfieri-asti/

FAB S.M.S. annuncia la serata “Io nel pensier mi fingo”

FAB S.M.S. ANNUNCIA LA SERATA “IO NEL PENSIER MI FINGO”

Vi aspettiamo il 3 marzo al Teatro Alfieri di Asti per un appuntamento con la poesia dell’Ottocento

E’ con grande piacere che annunciamo la serata “Io nel pensier mi fingo” che si terrà il prossimo 3 marzo al Teatro Alfieri di Asti, organizzata dall’Associazione Culturale Mousikè e di cui siamo parte attiva con FAB S.M.S.
Uno spettacolo che sotto la sapiente regia di Tommaso Rotella ripercorre alcune poesie dei più noti autori dell’800, in parte recitate dalle voci narranti degli attori Chiara Buratti e Francesco Visconti, in parte musicate da Beppe Giampà ed Alberto Mandarini e cantate dallo stesso Beppe Giampà, accompagnato dall’Accademia Verdi Ensemble. Da Ugo Foscolo a Giacomo Leopardi, da Giosuè Carducci a Giovanni Pascoli e Alessandro Manzoni, passando per Carlo Porta, Giuseppe Gioacchino Belli, Salvatore Di Giacomo, Cesare Pascarella e Costantino Nigra, fino ad arrivare alle poetesse Vittoria Aganoor, Contessa Lara e Mariannina Coffa.

“Siamo lieti, come FAB S.M.S., di essere parte attiva di questa iniziativa in quanto la promozione di una cultura del benessere, inteso come benessere complessivo della persona, è uno dei principi cardine della nostra attività – racconta il nostro Presidente Adriano Coppa -. 
In linea con lo spirito che ha portato alla nascita, nell’Ottocento, delle Società di Mutuo Soccorso, operiamo senza scopo di lucro ispirandoci a principi di solidarietàsussidiarietà e mutualità sociale, garantendo prestazioni e servizi nell’ambito sanitario e assistenziale ed offrendo ai nostri Soci percorsi mirati alla promozione di stili di vita sani.
Operiamo sul territorio piemontese e lombardo dal 2009 attraverso le Filiali del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, primario Socio Sostenitore della nostra Società di Mutuo Soccorso, offrendo i nostri piani mutualistici all’interno del Programma Benessere “Salutissima” nel quale sono attivati percorsi di medicina preventiva – prosegue Coppa -.
E proprio attraverso gli sportelli del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, abbiamo eseguito, solo nel 2016, oltre 3000 visite gratuite inoltre 70 giornate di prevenzione.
Con lo stesso spirito promuoviamo e sosteniamo da tempo attività di carattere educativo, culturale e di ricerca volte alla prevenzione sanitaria e alla diffusione dei valori mutualistici, oltre ad iniziative di carattere sociale a beneficio dell’intera collettività.
Ringraziamo, dunque, il Direttivo dell’Associazione Mousiké per averci offerto l’opportunità di essere parte di questa iniziativa nei confronti dei giovani che rappresentano il nostro presente e il nostro futuro e della cui sensibilità ci sarà sempre più bisogno per garantire la sostenibilità di un welfare adeguato alle esigenze della società attuale e futura.”

LA STAMPA di Torino se n’è occupata…

http://www.lastampa.it/2017/03/03/edizioni/asti/rime-e-versi-in-musica-per-un-viaggio-in-poesia-N86QrdMWzZWgEmIGMDr7yI/pagina.html

Viaggio nella poesia tessuta da rime e note

Il flicornista Alberto Mandarini

Pubblicato il 03/03/2017

La poesia a teatro: questa sera all’Alfieri, va in scena «Io nel pensier mi fingo». Spettacolo organizzato dall’associazione culturale Mousikè (nata ad Asti nel 2014) con Fab (Fondo assistenza benessere), è inserito nella stagione teatrale in abbonamento. Alle 21; biglietti 18 euro, 13 il loggione.

 

Lo spettacoloPrendendo a prestito parole dalla poesia «L’infinito» di Giacomo Leopardi, con regia di Tommaso Massimo Rotella, «Io nel pensier mi fingo» porta sul palco alcune poesie dei più noti autori dell’800. Versi e rime in parte recitate dagli attori astigiani Chiara Buratti e Francesco Visconti, in parte musicate da Beppe Giampà (sei sono tratte dal suo album «Della fatal quiete») e arrangiate da Alberto Mandarini, jazzista di lungo corso e nell’orchestra di Paolo Conte. I brani saranno cantati dallo stesso Giampà accompagnato dall’Accademia Verdi Ensemble, formata da docenti dell’istituto di musica Verdi di Asti, artisti che annoverano collaborazioni con importanti istituzioni musicali. Questi i musicisti dell’Accademia Verdi Ensemble: Salvatore Fabrizio Spinoso (pianoforte e tastiere), Stefano Profeta (contrabbasso), Davide Merlino (percussioni), Fulvio Schiavonetti (clarinetto), Massimiliano Ferri (chitarra elettrica), Alberto Mandarini (tromba e flicorno).

Sarà un viaggio tra parole e musica da Foscolo a Leopardi, da Carducci a Pascoli e Manzoni, passando per Carlo Porta, Giuseppe Gioacchino Belli, Salvatore Di Giacomo, Cesare Pascarella e Costantino Nigra, per arrivare alle poetesse Vittoria Aganoor, Contessa Lara e Marianina Coffa.

 

Per le scuolePrima dello spettacolo serale, una matinée sarà riservata alle scuole astigiane. Legato allo spettacolo, anche un concorso rivolto agli studenti: una lettura multimediale di una poesia a loro scelta.

Sono arrivati 30 video, di una durata media di 3 minuti ciascuno. Per dare visibilità al lavoro dei ragazzi, grazie alla collaborazione del circolo cinematografico Vertigo, i video sono stati proiettati in queste settimane in Sala Pastrone prima dei film in programmazione. I vincitori saranno premiati questa sera all’Alfieri, prima dello spettacolo.[v.fa.]

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI (rimangono di proprietà degli aventi diritto: qui trattasi semplicemente di citazione dell’articolo).

 

Ed ecco altro materiale sulla Coffa e sul mio romanzo:

http://ciaolibri.it/2017/07/12/ferita-allala-unallodola-un-romanzo-di-maria-lucia-riccioli/

Ringrazio la blogger e scrittrice Mia (Miriam Vinci) sia per la sensibile recensione che per l’intervista sul suo spazio ciaolibri.it!

Ferita all’ala un’allodola: un romanzo di Maria Lucia Riccioli

Amici lettori, vi presento il libro di questa settimana: Ferita all’ala un’allodola, di Maria Lucia Riccioli.

Un romanzo storico che colpisce dritto al cuore e che ho deciso di condividere con voi, qui nel mio blog, perché merita molto e non mi dispiacerebbe affatto una trasposizione cinematografica (di quelle che rispettano il contenuto dei libri! 🙂 )

Maria Lucia Riccioli nasce a Siracusa il 18 Settembre 1973, scrittrice e docente insegna  Lettere ai licei e compone versi, storie ed emozioni.

Cura il blog Maria Lucia Riccioli: la bellezza salverà il mondo (F. Dostoevskij)

DESCRIZIONE: 448 pagine

EDITORE: Lab

PREZZO DI COPERTINA: 23,00 euro, I edizione Gennaio 2011

GENERE:  romanzo storico

TRAMA_NO SPOILER: Ferita all’ala un’allodola è un romanzo storico che narra la vita della poetessa netina Mariannina Coffa. Fa da sfondo una Noto del 1800 con gli usi e costumi dell’epoca. La poetessa dalle spiccate doti artistiche vive in una famiglia benestante che ne programma l’intera esistenza, decidendone improvvise nozze per allontanarla, misteriosamente, dall’uomo che ama, un musicista…

PARERE PERSONALE:  adoro così tanto questo romanzo storico da rileggerlo ancora, a distanza di tempo, immaginando scene da cinema e colonna sonora:

“Rosa d’autunno, rosa colorata, rosa sciupata, rosa maltrattata, per quale inganno non sei più sicura? Se stringo le tue spine fra le mani, posso sentire forte il tuo dolore, più fa male e più cresce l’Amore, di più, di più…” (Andrea Bocelli – In canto)

Mariannina Coffa è un’eroina ottocentesca dalla personalità forte e fragile al tempo stesso, unica, romantica, intensa. Innamorata della vita, di grande spirito artistico, sensibile e patriota che vive, ahimè, in un contesto storico completamente inadatto a lei. Inadeguatezza e senso di estraneità che sento forte in me, così come percepisco in lei, per una vita costretta e diversa da quella sperata, da quella desiderata, da un lato lei, impedita dalla propria famiglia  e dall’altro io, per un governo bisbetico…

“In canto. Io chiedo all’Amore quell’ombra nel cuore, bagnala di sole, e il nuovo sorriso, sarò solo io, io, e lei sarà la musica che canto, così potrà amarmi, ancora amando. Ed io potrò averla, e resterà per sempre incanto.” (A.Bocelli)

Personalità forte e ben educata, che, allontanandosi dalle tematiche religiose dà piena voce all’Anima e urla urla urla tutte le sue emozioni!

“…questa melodia, inno dell’Amore, te la canto e sento, tutto il mio dolor così forte così grande che mi trafigge il cuor ” (A. Bocelli – Melodramma)

In un’epoca incapace di accettare l’amore, due giovani dai sogni spezzati, Mariannina e Ascenzio…

 “…lì è nato il mio destino, amaro senza te, amaro senza te, e questo cuore canta un dolce melodramma è l’inno dell’Amor che canterò per te, è un melodramma che, che canto senza te…” (A. Bocelli)

…come Romeo e Giulietta, lì, con le mani tesi, a scambiarsi il cuore, a toccarsi l’Anima tra musica e poesia. Il loro è un Amore fatto di delicati sguardi, e silenziose promesse che vengono tradite all’improvviso, perché c’è qualcosa di Ascenzio, il musicista che le insegna a suonare il pianoforte, che non piace alla famiglia di lei:

“…ma limpido è il mattino, tra i campi odor di vino, io ti sognavo e adesso, ti vedo ancora lì, ah quanta nostalgia, ah fresco di collina, io piango, che pazzia fu andarsene poi via…” (A. Bocelli)

E forse sono proprio i suoi sogni, i sogni di diventare un grande musicista, che non piacciono alla famiglia Coffa, disposta a tutto, anche far soffrire Mariannina, pur di non consentire, così all’improvviso, la loro unione:

“Rosa tradita, rosa calpestata, ti strapperò dal cuore la paura e insieme a me ti sentirai sicura… di più, di più, in canto io chiedo all’Amore, quell’ombra nel cuore, bagnala di sole…” (A. Bocelli)

Vivere è difficile, e sopravvivere lo è ancora di più, soprattutto se non si può amare chi si ama, se anche la famiglia, famiglia che ti ha messo al mondo, va contro i sogni e contro tutto, e Mariannina questo lo sa bene, Mariannina cerca di resistere ma si accorge di essere sola, abbandonata, in un’epoca che non le appartiene.  E poi ci sono quelle scelte non volute da cui non si può più tornare indietro, un destino già segnato, e chissà se l’Anima sua ne avrà avuto riscatto, dopo la morte… chissà…

Omnia vincit amor et nos cedamus amori,  ci crediamo tutti, Virgilio, peccato che la realtà è ben lontano dalle speranze del cuore…

” –    Non voglio tentarla, padre, né lei vuole tentare me. Voi mi dovete aiutare, padre Sbano… Non ci siamo manco chiesti perdono… io perché la trattai come se m’avesse tradito, lei perché non ha…              –    Perché non è scappata con te? A divider che cosa? La fame in due? A spartirivi i sogni di gloria, con un figlio o due magari? Senza sposarvi, come due scomunicati? Pensa alla donna di Pisacane, alle campagne sciagurate de’ patrioti… Ah, l’ideale! Bella, bella cosa davvero… ma poi sono pianti, e liti, e quistioni… pel pane, pel rimorso d’aver fallato… Questo volevi per Mariannina, volevi che ti dicesse di sì?” 

Mariannina è considerata “diversa, strana, pazza” e la sua vita viene resa infelice dalla famiglia che l’ha messa al mondo, che le impone scelte e decisioni irragionevoli per l’anima sua, fortemente in contrasto con l’epoca vissuta, dove unica sua consolazione, ormai, resta solo la scrittura. E comprendo bene le emozioni di Mariannina, il mondo non è pronto ad accettare una personalità così piena, non lo è la famiglia della poetessa netina e non lo è nemmeno il contesto storico in cui vive. Disprezzare è facile, puntarle contro il dito accusatore e condannarla perché speciale, unica, dall’Anima in fiamme, umana.

“Non sa Mariannina donde le venga quel palpito che la sveglia di notte e la spinge, a tentoni, come una talpa cieca che si scavi il cammino nelle latebre della terra, a cercare carta e matita e appuntare parole che sgorgano, umori misteriosi e inebrianti, perduti per sempre se torna a dormire. Da quale sfera, da quale mondo invisibile eppur reale vengono le immagini che le si fissano in mente, le visioni che la perseguitano durante il giorno e trovano pace solo nei versi ordinati sopra il foglio? Da quando Ascenzio s’è scavato una nicchia nel suo cuore, Mariannina fantastica di sé, dell’angelo, del Genio.”

Ferita all’ala un’allodola è una delle più belle opere letterarie moderne che riporta alla luce un personaggio storico realmente vissuto e mai apprezzato in vita. È una storia toccante, profonda, dolce, forte che suscita vari moti dell’Anima, ve lo consiglio tra le vostre letture perché è un altro di quei libri che merita, ma che fa parte del presente, e senza dubbi, destinato a diventare un grande classico per le tematiche importanti trattate e per l’incredibile storia della poetessa. E’ una storia che appassiona e che fa sperare pagina dopo pagina che vinca il bene, che vinca l’Amore, che lei sposi l’amato musicista del suo cuore…

Chissà, adesso, dove sono le loro Anime, se si sono ricongiunte o perse per sempre, chissà…

“Io che canto di notte, con il rumore del mare, io che parlo alla luna per capire il mistero di una storia d’Amore, e ti sento più forte nelle sere d’estate, sento le tue parole come piccoli fuochi accesi infondo al mio cuore, dentro la vita mia una musica suona, una nuova poesia nel ricordo di te, oceani immensi, di libertà, giorni di festa che non scorderò, il freddo inverno non ti porta via, dalla mia vita, i desideri, le nostalgie, quanti misteri questo Amore mio! Prigioniero nel tempo, chiuso nella memoria, non ho mai più sentito il profumo infinito di una rosa al mattino, questa voce che ho dentro parla solo di noi come un dolce tormento questo sogno lontano non mi fa più dormire, non è un canto di addio ma una musica dolce, un’orchestra che io suono solo per te oceani immensi ritroverò, corpi celesti e terre d’Africa, un altro sole ci riscalderà, perdutamente, voli infiniti sulle città, all’orizzonte solamente Noi, un mondo nuovo da cercare in due, questo è il mistero dell’Amore. Un mondo nuovo da cercare in due, questo è il mistero.”

(A.Bocelli – Il mistero dell’Amore)

Amici lettori, ricordatevi che leggere vi farà vivere mille storie diverse e stupende emozioni che la realtà stessa è incapace di dare, una vita sola non basta per vivere tutte le emozioni che si provano leggendo e scrivendo. Leggete per voi, per vivere intensamente e conoscere il mondo che è stato, che può essere, che è, o che sarà.

Leggete di Mariannina Coffa, leggete di Ascenzio, facciamoli vivere ancora, facciamo che il loro Amore viva dentro di noi, nei nostri sogni, nella giustizia che cerchiamo nel mondo, in un mondo buono, onesto, che insieme possiamo ancora salvare, salvando per primi noi stessi.

Leggete amici lettori, leggete, perché leggere è salutare!  ❤

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Una risposta a “Ferita all’ala un’allodola: un romanzo di Maria Lucia Riccioli”

  1. Leggere gli articoli di questo blog è ogni volta una emozione incredibile.
    Una delle più grandi critiche che si fa alla società attuale è l’incapacità degli uomini e delle donne del ventunesimo secolo di saper scrivere come facevano gli scrittori del passato, per cui, si pensa che certe frasi, certe emozioni che la poesia ottocentesca era capace di suscitare, facciano parte di una storia conclusa e lontana.
    Dal mio punto di vista mi trovo, in parte, d’accordo con questa critica, tuttavia non posso negare che ci sono alcune rarità, eccezioni, cioè persone, anche di giovane età, che al giorno d’oggi sono capaci di esprimere quelle autentiche emozioni, quei meravigliosi accostamenti di parole e versi che i grandi del passato elegantemente riuscivano a fare. E’ questo che ho percepito da questo articolo e dal libro citato, è stato come, per qualche minuto, immergersi realmente nell’anima vibrante di Mariannina Coffa, quasi come se fosse ancora viva.
    Personalmente mi sento di fare tanti e tanti complimenti alla scrittrice del libro Riccioli e alla blogger Mia che, periodicamente, riempie le settimane di idee e cultura, sperando che la loro attività possa essere sempre più ricca e possa espandersi in una società che, ahimé, è scarsamente capace di riconoscere i talenti veri.

    1. Grazie a Mia, blogger sensibile e attenta.
      Grazie anche ad Angelo per le parole gentili.
      Non si tratta di scrivere come nell’Ottocento – siamo nel 2017 e dobbiamo vivere questo tempo, anche se è bello lasciarsi cullare dall’air du temps, dalla nostalgia, dal Romanticismo – ma cercare di dar voce ai nostri simili che vivevano un altro tempo e magari cercare di riportare qualcosa di quella temperie culturale e artistica.
      Grazie ancora.

      Ed ecco l’intervista…

      Intervista all’autrice di Ferita all’ala un’allodola, Maria Lucia Riccioli

      Amici lettori, ecco a voi l’intervista all’autrice del libro Ferita all’ala un’allodola: Maria Lucia Riccioli 🙂

      Buona lettura 🙂

      1) Iniziamo dal titolo del romanzo da lei scritto “Ferita all’ala un’allodola”, come nasce? Perché ha scelto la figura dell’allodola?

      Intanto grazie per l’attenzione nei miei confronti e verso il mio romanzo storico “Ferita all’ala un’allodola”. Mentre lo scrivevo, il libro non aveva un titolo, che in effetti è un po’ come il nome per una persona: “Il rosso e il nero”, “La coscienza di Zeno”… quanto è importante attribuire un titolo alla catasta di fogli che racconta una storia?   Il nome della protagonista non mi sembrava adatto a far da titolo al romanzo, perché desideravo qualcosa di evocativo, che suggestionasse il lettore… ed ecco che accade una delle tante grandi piccole epifanie che hanno accompagnato la stesura di questo libro: sotto gli occhi mi si presentano dei versi scritti da William Blake (1757-1827), un poeta inglese visionario e originale che per certi aspetti potremmo apparentare alla poetessa protagonista del mio libro. Eccoli: “A skylark wounded in the wing, / A cherubim does cease to sing” ovvero “Ferita all’ala un’allodola, un cherubino smette di cantare”. Un vero e proprio epitaffio per in cui sono adombrate Bellezza e poesia, con la loro fragilità rappresentata dal volo ferito di un uccello rinomato – anche letterariamente – per il suo canto. Addirittura avevo pensato di dare come titolo al romanzo non il primo ma il secondo verso, ma poi ho scelto “Ferita all’ala un’allodola” perché mi sembrava che racchiudesse tutta la parabola esistenziale ed artistica della mia protagonista, che in vita era stata paragonata a una rondine e fu perfino soprannominata “Capinera di Noto” per dire “del suo veloce volo” (e qui cito l’amato Franco Battiato) simile a quello della capinera verghiana. L’angelo della scultura a lei dedicata nella Piazza XVI maggio a Noto, bellissimo e serio, con un libro aperto sulle ginocchia, mi è sembrato incarnare il “cherubim” di Blake e quindi da qui il titolo, che non ho più cambiato.

      2) Chi è Mariannina Coffa e cosa l’ha spinta a scrivere di lei?

      Mariannina Coffa Caruso (1841-1878) è stata una poetessa e patriota nata a Noto, che oggi è provincia di Siracusa ma che per un certo periodo è stata quello che si chiamava all’epoca capoluogo dell’Intendenza, teatro di avvenimenti importanti per la storia della Sicilia e dell’Italia tutta: il Risorgimento è una tappa importante della storia di Noto e di quella di Mariannina Coffa, enfant prodige, poetessa improvvisatrice e principessa dei salotti, che nonostante la breve esistenza (morì a trentasei anni, tre mesi e sei giorni) funestata da dolori e lutti – la rottura del fidanzamento con Ascenso Mauceri, drammaturgo e musicista, suo maestro di pianoforte, il matrimonio d’interesse con un ragusano, Giorgio Morana, il forzato trasferimento a Ragusa, i rapporti conflittuali con il suocero e le cognate, la morte di due bambine, la malattia che la porterà alla morte – ha tentato di elevare la propria voce poetica, che deve tanto al modus scribendidell’epoca ma specie nell’ultima produzione mostra una ricerca sempre maggiore di originalità. Non solo: anche come donna Mariannina Coffa ha tentato, nonostante le pastoie dell’epoca e i limiti oggettivi ed interiori, di affermare la propria volontà sia nella gestione familiare che in quella della propria malattia, oltre che la propria dignità di intellettuale – corrispondeva con scrittori, poeti, giornali e personalità dell’epoca – e poetessa.

      3) Immedesimandomi in Mariannina, avrebbe fatto scelte diverse rispetto a quelle intraprese dalla poetessa? E cosa pensa della famiglia Coffa?

      Mi sono spesso chiesta cosa sarebbe accaduto se, ad esempio, Mariannina Coffa avesse acconsentito alla fuga d’amore che Ascenso – innamorato disperato, profondamente byronianamente romantico – le proponeva. Ed ho anch’io messo in discussione l’amore tanto sbandierato dal padre della poetessa (Salvatore Coffa Ferla, avvocato e patriota, primo estimatore del “genio” della figlia, pronto però a sacrificarne la felicità), dalla madre e da tutto il suo entourage.                                 Noi contemporanei però spesso sbagliamo tentando di applicare categorie e mentalità attuali al passato: la condizione di malmaritata era usuale nell’Ottocento e il matrimonio d’amore molto di là da venire; la scelta di far curare Mariannina a Noto non nella casa paterna ma in una casa di proprietà della famiglia per salvare le apparenze (accogliere una figlia che aveva lasciato marito e figli a Ragusa per farsi curare addirittura da un omeopata in odore di repubblicanesimo sarebbe stato troppo per un liberale come Coffa) rientra nei modi di pensare ed agire dell’epoca. Se posso rimproverare qualcosa ai personaggi della mia storia – che mia non è: io ho tentato di dar loro voce, di inserirmi negli interstizi, nel non detto, in quello che i documenti non dicono – è l’ostinazione quasi cieca di Mariannina nel compiere scelte autodistruttive (ad esempio, coltivare non solo la corrispondenza con l’amato di un tempo ma anche la speranza larvata di un possibile incontro chiarificatore o forse di qualcosa di più) e soprattutto la sottovalutazione da parte dei genitori della gravità delle condizioni della figlia, giudicata più che amata.

      4) Se potesse parlare con Mariannina cosa le direbbe?

      Che bella domanda. Le ho parlato per cinque anni, chiedendole di suggerirmi cosa fare per restituirle la voce, per raccontare senza troppi errori la sua storia. Le ho chiesto aiuto nei momenti di difficoltà. L’ho ringraziata quando trovavo l’informazione giusta proprio quando mi serviva. Se la incontrassi le chiederei com’è andata davvero la storia del mancato matrimonio con Ascenso. Le chiederei che fine hanno fatto i manoscritti scomparsi (materia per un giallo, davvero). Le domanderei scusa se l’ho prevaricata attribuendole pensieri e sentimenti non suoi. E poi l’abbraccerei da siciliana, da scrittrice, da amica, per le emozioni che mi ha regalato in tutti questi anni trascorsi a leggere, scrivere e parlare di lei, per le persone che grazie al fil rougecostituito dall’interesse per la sua vita e la sua poesia, sono diventate amiche mie oltre che sue.

      5) Passiamo alla parte tecnica del romanzo, quanto tempo ha impiegato per la stesura e perché? Ci racconti un poco della sua esperienza prima di scrivere di Mariannina.

      Scrivere un romanzo storico per me vuol dire innanzitutto studiare. Ho ripreso in mano i libri di storia, ho compulsato carte d’archivio – che esaltante esperienza compitare i sentimenti e le emozioni del passato decifrando sbaffi di firme… –, ho visitato biblioteche e musei, ho fatto sopralluoghi nelle location reali del romanzo, ho ri-letto tanti romanzi ottocenteschi per entrare nell’atmosfera letteraria dell’epoca, ho ascoltato musica d’opera, la colonna sonora della storia di Mariannina Coffa…                                               Parallelamente è iniziata la fase della scrittura e delle infinite riletture e revisioni del romanzo. Ecco perché ho chiuso il libro dopo cinque anni circa dalla prima germinale idea.  Io venivo dalla poesia e dalla stesura di racconti – non contano i miei primi imparaticci narrativi, che non farei leggere a nessuno –, quindi molto ha contribuito ad allungare i tempi di uscita del libro il fatto che fosse il primo (ringrazio Luigi La Rosa, Lia Levi, Paolo Di Paolo e tanti altri amici e “complici” di scrittura per i consigli e l’aiuto a vario titolo prestato a me e alla mia “allodola” perché venisse alla luce e anche dopo, per farle spiccare il volo…).

      6) Perché comprare il suo libro? È il suo primo romanzo o c’è altro di edito? E prossimamente ci saranno delle novità?

      Purtroppo il mio libro non è più in catalogo – anche se qualche copia può essere trovata fortunosamente in alcune librerie – quindi potrete leggerlo solo in biblioteca. Sto valutando se farlo ripubblicare e quindi donargli una terza vita (uscì in occasione dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, nel 2011, per i tipi di Perrone LAB, poi venne rieditato nel 2013 da L’Erudita) anche come e-book. Vedremo. È il mio primo romanzo (ne ho in cantiere due-tre sempre di argomento storico, ma ambientati in tutt’altra epoca), anche se io amo molto il genere racconto (molti dei miei lavori sono usciti sia sul web che su riviste, giornali e antologie) e la poesia sia in lingua che in dialetto: il mio secondo libro è infatti una raccolta di “cunti” in dialetto siciliano (una sorta di Vangelo apocrifo in dialetto, recupero memoriale delle storie narrate dai miei nonni materni) intitolata “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” edita da Algra editore ovvero Alfio Grasso, un editore giovane e coraggioso che ha deciso di scommettere non solo sulla poesia ma sulla poesia in dialetto (grazie anche a Sebastiano Burgaretta per il dono della sua straordinaria prefazione). La mia terza creatura letteraria, il mio libro più “leggero” e felice è “La bananottera”, una fiaba per bambini illustrata da Monica Saladino e pubblicata – grazie anche ai buoni auspici di Annamaria Piccione, “decana” siracusana della scrittura per l’infanzia – da VerbaVolant edizioni, cioè dalla straordinaria squadra formata da Fausta Di Falco, “editora” giovane  e tostissima, ed Elio Cannizzaro: grazie a loro la storia della balenottera color giallo banana nuota per le librerie, le biblioteche, le fiere e le scuole. Spero di poter dare presto ai miei venticinque lettori notizie su una quarta creatura di carta.

      7) A chi consiglia il suo romanzo?

      A chi ama il genere romanzo storico, a chi desidera conoscere una poetessa fuori dal “canone” letterario, a chi vuole rivivere l’Ottocento siciliano, a chi vuole leggere una storia d’amore, d’amicizia, di famiglie intrecciate dalla politica, dall’interesse economico e da tutta la tavolozza dei sentimenti umani. A chi vuole studiare il nostro Risorgimento e il Romanticismo da un’angolazione diversa. A chi ama leggere e vuole scoprire nuovi autori.

      8) Consigli per essere un buon lettore?

      Innanzitutto la curiosità. La perseveranza nel cercare l’autore la storia il libro che smuovano emozioni, che suscitino riflessioni, che ispirino idee. Leggere è come conoscere dei nuovi amici: le delusioni sono dietro l’angolo, ma possono formarsi legami inscindibili.           Non scoraggiarsi mai: c’è un libro per ogni momento e un momento per ogni libro. Proprio il libro che in un certo momento della nostra vita non ci attrae né ci interessa può diventare il compagno fidato di un altro momento della nostra esistenza. Sperimentare, contaminare generi e stili: io amo Jane Austen ma anche i gialli, poeti come la Szymborska e Topolino, Borges ed Eschilo, Leopardi e le Brönte, Poe e Kafka, la Tartt e la Chevalier, la Némirovsky e la Munro, Verga e Ariosto… e non disdegno la saggistica.

      Grazie ancora delle domande, che mi hanno permesso di ripercorrere la genesi di questo libro che mi è così caro (perché è il primo, perché l’ho covato dentro per anni, perché mi ha regalato il Premio Portopalo – Più a Sud di Tunisi e una segnalazione al Premio “Alessio Di Giovanni”, perché ha ispirato la splendida canzone di Carlo Muratori “Ombra adorata”, tratta da un sonetto di Mariannina Coffa, perché perché perché…).

      Ringrazio tantissimo la docente e autrice Maria Lucia Riccioli per aver concesso questa splendida intervista, è sempre bello per una lettrice poter dialogare con l’autore di un romanzo che resta nel cuore e conoscere più a fondo l’Anima di uno scrittore… è una ricchezza che riempie, è la bellezza che salverà il mondo: l’arte.

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      Grazie ancora a Mia per l’intervista e la recensione…
      Leggere è salutare: CIAO!
      😀

      Ringrazio anche Giuseppe Puzzo, cultore appassionato di poesia e della poetessa netina in particolare e Federica Piluccio…

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      La conferenza è stata un omaggio bellissimo alla poetessa Coffa…

      Il Rotaract Club Noto Terra di Eloro è lieto di invitarVi oggi, Sabato 25 Marzo, alla conferenza dedicata alla poetessa Mariannina Coffa Caruso: eroina del Risorgimento netino, che seguì con fierezza i suoi ideali opponendosi al bigottismo e al perbenismo crudele della società di quei tempi. 
      Vi aspettiamo a Noto presso la Biblioteca Comunale “Principe di Villadorata”, alle ore 17:30. 
      A relazionare sarà la Professoressa Maria Lucia Riccioli, autrice del romanzo “Ferita all’ala un’allodola”, con l’accompagnamento musicale del Maestro Gabriele Bosco, che permetterà di immergerci in un’atmosfera puramente romantica e ottocentesca. Seguirà un omaggio poetico a Mariannina da parte del socio Giuseppe Puzzo. 

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      Qui invece la copertina di SGUARDI PLURALI, atti dell’omonimo convegno dedicato a Mariannina Coffa. Qui è presente un mio saggio sia sulla prima tesi di laurea dedicata alla figura della Coffa che su VOGLIO IL MIO CIELO, l’epistolario della poetessa curato da Biagio Iacono e Marinella Fiume…

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      Rimando ad altri post del mio blog su convegni, conferenze, presentazioni che mi hanno vista in veste di autrice e relatrice su Mariannina Coffa…

LA CIVETTA DI MINERVA del 30 marzo 2018

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Ecco il nuovo numero del giornale bisettimanale LA CIVETTA DI MINERVA!

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Ecco il link ai miei ultimi articoli usciti sul cartaceo e poi confluiti nel sito…
 http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2981:noto-ripresa-dai-droni-in-paesi-che-vai-su-rai-uno&catid=17&Itemid=143
Guida d’eccezione della troupe televisiva Eleonora Nicolaci, discendente della famiglia più illustre della città. Livio Leonardi: “Abbiamo raggiunto ascolti straordinari

 

La Civetta di Minerva, 16 marzo 2018

Riprese in una manciata di giorni tra le nuvole e il sole di un inverno siciliano, piacevoli conversari sullo splendore del Barocco, le nostre eccellenze valorizzate: “La Civetta di Minerva” è stata per voi sul set di “Paesi che vai…”, in onda su Rai1 alle 9.40 domenica 18 marzo.

Il nostro giornale si era già occupato del programma in occasione della ripresa e messa in onda della puntata su Siracusa. Stavolta tocca a Noto, perla del Vallo – lo ricordiamo: Val di Noto, Mazzara e Demone sono i tre grandi distretti amministrativi di età araba, poi ripresi nel periodo borbonico – che porta il suo nome.

Antonio Costa ha scritto i testi della puntata, mentre regista ne è stato Daniele Biggiero, che ha già diretto la puntata relativa ad Agrigento e che fa parte della squadra del programma da un anno: “Siamo entusiasti del ritorno della trasmissione in Sicilia, regione dai colori e dalle storie che amiamo raccontare e riprendere”. Sì, riprendere, anche grazie allo sguardo del drone che esplora il cielo di Noto e si insinua tra le colonne su, su fino alle volte e alle facciate di chiese e palazzi. Qualche curioso segue la troupe, c’è il tempo per le foto e i saluti o per gustare le specialità per cui Noto e la Sicilia in genere sono a ragione celebri.

Livio Leonardi, ideatore e conduttore del programma – anche se è doveroso ricordare “Ciao Italia”, “Bella Italia”, “Le strade del sole”, “Una troupe racconta”, alcuni dei titoli di fortunati programmi per cui è stato apprezzato e premiato, sempre basati sul concetto di valorizzazione dei territori – ci racconta di come la trasmissione si sia evoluta nel tentativo di raccontare le città e le loro comunità, anche tramite un cambio di prospettiva: “Gli spettatori della nuova stagione troveranno più “fiction”, più figuranti, più storia e storie locali che forse ci regalano una chiave di lettura della storia nazionale; siamo molto attenti a realtà che si occupano di rievocazione storica – nella puntata su Noto, risulta indovinata la presenza di alcuni figuranti dell’Associazione netina “Corteo Barocco”, che hanno interpretato personaggi come Sinatra e Gagliardi – con professionalità e passione. La spinta del territorio per noi è fondamentale per raccontare al meglio le città: la bellezza di un costume, i disegni, le testimonianze pittoriche e figurative, tutto contribuisce alla narrazione”.

Cosa vuol dire per lei e per la troupe tornare in Sicilia?

“Siracusa e Agrigento sono uno scrigno di testimonianze. Il racconto che vedrete è, diciamo così, diluito; per la puntata di Noto abbiamo girato in diverse location, sei o sette, con quaranta minuti di racconto storico-artistico: per capire meglio il punto di vista che abbiamo scelto di assumere, basta guardare la sigla, accompagnata dalla voce di Andrea Bocelli che canta “Con te partirò”; l’occhio del visitatore, che magari dallo spazio profondo si avvicina sempre di più alla terra e poco a poco focalizza quello che vede, è il modo non accademico e molto fruibile con cui narriamo i luoghi”.

Quali fonti avete utilizzato?

“Le nostre fonti sono i documenti, i libri, le testimonianze: cerchiamo di valorizzare anche in questo campo i beni archivistici e librari che l’Italia conserva, parte non indifferente del patrimonio per cui siamo giustamente famosi nel mondo”.

Qual è la risposta del pubblico?

“I dati parlano da soli. Abbiamo raggiunto ascolti straordinari: se penso alla puntata su Lucca, ha raggiunto lo share del 23%, il risultato più alto di RaiUno fino al TG1 delle 20; la copertura netta è di 4.400.000, con un ascolto medio di due milioni e un +1,8% ad ogni puntata. Il format è originale, la progettazione editoriale è curata, ecco perché siamo premiati dall’apprezzamento del pubblico”.

Quali saranno le prossime tappe? Verrà toccata di nuovo anche la Sicilia?

“Brescia, Palermo, Recanati e quindi le Marche, la Puglia… non ci fermiamo”.

Quali altre novità ci sono nel programma? Ha in mente nuovi spunti, magari per le prossime puntate o per la nuova stagione?

“Intanto mi piace ricordare la rubrica “Naturosa”, che presenta itinerari naturalistico-paesaggistici e curiosità relative alla natura che circonda le città che narriamo o che, nel caso dell’Etna, caratterizza la regione: i parchi nazionali, i segreti e le risorse delle terre visitate, ecco la particolarità di “Naturosa”. Nella puntata su Noto ci è piaciuto riproporre – ma secondo un nuovo punto di vista, con un taglio differente – la nostra visita al vulcano. Ricordo sempre che la nostra ottica è quella della valorizzazione del patrimonio Unesco, di cui l’Italia è ricchissima: Noto e l’Etna, Agrigento, Modica con il suo cioccolato o la zona di Marzamemi con i prodotti di tonnara.

…La nostra visione è grandangolare. Allo studio c’è comunque anche una nuova rubrica che per ora è top secret” (ma ci facciamo promettere che “La Civetta di Minerva” sarà presente quando “Paesi che vai” tornerà in Sicilia).

Guida d’eccezione, che ha accompagnato Livio Leonardi e che guiderà i telespettatori alla scoperta delle bellezze della perla del Barocco siciliano, è la netina Eleonora Nicolaci. Che non è soltanto una guida turistica preparata, ma appartiene alla famiglia che forse più di tutte ha caratterizzato la storia di Noto (“La Civetta di Minerva” ha recensito il libro uscito per i tipi della Libreria Editrice Urso e che ricostruisce la storia dei Nicolaci dalla fondazione della casata alla fine del XVIII secolo, approfondendo eventi fondamentali per la storia netina e non solo come il terremoto del 1693); Eleonora Nicolaci, che si occupa di ricettività turistica anche grazie alla struttura aperta un anno fa, incentrata sulla fotografia e i siti più significativi del Val di Noto (il B&B PhotoGuest, cui dobbiamo nella persona di Giovanni Tumminelli i crediti delle fotografie che accompagnano l’articolo), passeggiando e dialogando con Livio Leonardi per il “giardino di pietra”, la Noto barocca di Santa Chiara e della Cattedrale, di Palazzo Nicolaci e delle altre splendide location della puntata di “Paesi che vai”, ha descritto e narrato con grazia e competenza la storia dei siti visitati. Ecco le sue parole sull’esperienza vissuta.

“Essere chiamata dall’autore della trasmissione per la mia pubblicazione su Noto e la famiglia Nicolaci e quasi contemporaneamente dal Comune per essere la guida per la puntata è stata una grandissima soddisfazione, come pure poter fare un salto nel mondo di mamma Rai: vedere il dietro le quinte, collaborare alla creazione della puntata, conoscere Livio Leonardi e la sua troupe, incoraggiante e paziente, che ci ha messo il cuore e anche di più per confezionare un prodotto di divulgazione sulla splendida e maestosa Noto, che spero sia conosciuta e amata sempre di più, è stata un’esperienza unica”.

E per voi…

Avete perso la puntata su Noto? Ecco a voi 😉
Per diletto o per studio, volete consultare dei libri? Basta accreditarsi e accedere al sistema Mlol, avrete gli ebook sull’iPad, smartphone, PC…

 

La Civetta di Minerva, 16 marzo 2018

Non solo carta, verrebbe da dire. Le biblioteche siracusane offrono la possibilità – è novità di questi giorni – di accedere al prestito digitale. Basta accreditarsi in biblioteca e accedere al sistema MLOL (Media Library On Line) con le credenziali fornite e… con un click si potranno leggere degli ebook. I libri digitali (se ne potrà richiedere il prestito di due al mese) saranno disponibili sui dispositivi dell’utente per quattordici giorni: si potrà quindi leggere gli ebook scelti sull’iPad, sullo smartphone, sul PC…

E non solo: la piattaforma Media Library offre anche un’App dedicata per permettere ai lettori di esplorare le liste di ebook disponibili, informarsi sulle novità, gestire le proprie liste personali e molto altro.

La biblioteca si pone quindi sempre più non solo come “deposito” di libri, riviste, documenti, ma anche come fonte di sapere diffuso, per venire incontro alle esigenze di inclusione e per realizzare sempre più concretamente la democratizzazione del sapere tramite una sempre maggiore accessibilità dei testi e delle conoscenze. A questo proposito, molte sono le risorse per la scuola primaria e le scuole secondarie di primo e secondo grado.

Auspichiamo anche che si possa presto espandere il servizio includendo l’edicola on line, che permetterà di accedere a seimila giornali e riviste on line.

Ricordiamo che tutte le biblioteche siracusane fanno parte del Sistema Bibliotecario Siracusano (SBS) che già permetteva di controllare se fosse presente e dove il libro richiesto, ma MLOL permetterà di allargare il prestito e “dematerializzarlo” (non sempre è facile, specie in Ortigia, trovare parcheggio e andare a studiare, a fare ricerche o a partecipare ai corsi e alle presentazioni in biblioteca, nonostante il contatto umano e la professionalità del personale siano impagabili; le biblioteche di quartiere inoltre costituiscono a nostro avviso un importante fattore di aggregazione sociale. Vorremmo sollecitare poi i nostri amministratori a non trascurare l’enorme patrimonio archivistico e librario cartaceo presente nelle nostre biblioteche, specie in quella di via dei SS. Coronati: manoscritti e corrispondenze di letterati, Privilegi e Diplomi che rimandano all’antico passato di Siracusa, incunaboli, cinquecentine e pergamene che se non correttamente conservati rischiano il deterioramento).

“La Civetta di Minerva” ha sperimentato per voi il servizio: è bastato registrarsi in biblioteca e tramite e-mail, ricevute le credenziali, è stato semplicissimo accedere alla piattaforma.

Buona lettura!

Incontro letterario-musicale al cine teatro Italia di Sortino, organizzato dal Comune in collaborazione con la Biblioteca Comunale ”Andrea Gurciullo” e il Primo istituto comprensivo “G.M. Columba” di Sortino

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

“Persuasione” e “Northanger Abbey”(1818) sono due romanzi postumi: mentre il secondo era già terminato nel 1803, il primo è in realtà l’ultima opera completa scritta poco prima dell’aggravarsi della malattia di Addison che ne porterà alla morte l’autrice il 18 luglio del 1817: quindi, quest’anno ricorrono duecento anni esatti dalla pubblicazione di due dei sei romanzi canonici – gli altri sono naturalmente “Orgoglio e pregiudizio”, “Ragione e sentimento”, “Emma” e “Mansfield Park” – di Jane Austen, il bicentenario della cui scomparsa è stato celebrato nel 2017.

L’autrice inglese, letta, parodiata, reinventata, frequentata dal teatro e dal cinema (ricordiamo per tutti “Il club di Jane Austen”), gode di un successo imperituro: Catherine, Anne, Elizabeth, Elinor e Marianne, Emma e Fanny, le sue eroine, sono modelli dell’eterno femminino in lotta per la propria affermazione nonostante l’epoca Regency e la nostra sembrino agli antipodi. La Austen, ironica e pungente, genio universale che è sbagliato imbrigliare nell’assurda categoria dei “romanzi per signorine” sebbene le apparenze mostrino il contrario – gli eventi storici non sembrano toccare i suoi romanzi, che ruotano intorno a balli, intrighi matrimoniali, pettegolezzi, concerti casalinghi, picnic –, ritrae con la sua penna acuta la piccola nobiltà di campagna e la borghesia che tenta la scalata sociale: nulla sfugge alla sua penna acuta che lavora su “tre o quattro famiglie in un villaggio di campagna” come un incisore, come un monaco alle prese con le miniature di una pergamena; la Austen paragonava infatti il proprio lavoro ad un “pezzettino di avorio, largo due pollici”, modellato “col più fine dei pennelli, in modo da produrre il minimo degli effetti col massimo dello sforzo”: nonostante una biografia apparentemente priva di avvenimenti rimarchevoli, la profondità della riflessione e la vastità dell’immaginazione – sense and sensibility, razionalismo illuminista e romanticismo ottocentesco, che la Austen comunque aborriva e parodiava nei suoi eccessi lacrimevoli e gotici – l’hanno resa universalmente nota e apprezzata sia dai lettori che da studiosi e critici.

Lo scorso anno, la pianista Donatella Motta e la docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli, qui in veste di voce narrante, si erano rese protagoniste di un aperitivo letterario a tema Jane Austen organizzato dalla dottoressa Paola Cappè, impegnata nel diffondere l’amore per i libri e la lettura con varie iniziative che ruotano intorno alla biblioteca Agnello di Canicattini Bagni (SR); quest’anno, venerdì 2 marzo scorso il recital è stato riproposto all’interno dell’incontro letterario-musicale “Vi presento Jane Austen” che si è tenuto presso il CineTeatro Italia a Sortino. L’evento è organizzato dal Comune di Sortino in collaborazione con la Biblioteca Comunale ”Andrea Gurciullo” e il Primo istituto comprensivo “G.M. Columba” di Sortino: le classi seconde della scuola secondaria di primo grado – da rimarcare la sensibilità della docente Lisa Manca, oltre che l’impegno della dottoressa Maria Sequenzia, che ha fortemente voluto il progetto – hanno presentato un lavoro di ricerca sulla scrittrice che si è concluso con il recital del duo siracusano.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2929:la-prof-gringeri-pantano-dona-un-prezioso-libro-ad-avola&catid=17&Itemid=143

Le “Osservazioni geognostiche e geologiche sopra i terreni” di quella città, scritto da Pompeo Interlandi nel 1837. Nel cinquantenario della Pro Loco ne è stata tratta una ristampa anastatica

La Civetta di Minerva, 2 febbraio 2018

Riflettere sul terremoto del 1693 e sugli studi che nell’Ottocento venivano denominati di “Geognosia” non è questione oziosa, anzi ma permette non solo agli storici – compresi gli storici della scienza – ma anche ai geologi e agli esperti di sismi di comprendere meglio la natura del nostro territorio, ovvero quello della Sicilia sudorientale che ebbe a soffrire maggiormente di una delle catastrofi più gravi della storia moderna se non della storia umana e della Terra in generale, oltre che a permettere insieme alle nuove scoperte di approntare soluzioni per affrontare eventuali nuovi eventi sismologici.

In occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione della Pro Loco di Avola (2017) è uscita laristampa anastatica di uno studio del 1837, presente negli Atti della celebre Accademia Gioenia di Catania, scritto da Pompeo Interlandi e Sirugo principe di Bellaprima, calatino di origine ma vissuto fin dalla prima infanzia ad Avola, la cui biografia – che risente degli stilemi del tempo e della prassi elogiativa dei concittadini illustri –, lavoro del botanico Giuseppe Bianca, è posposta al saggio, intitolato “Osservazioni geognostiche e geologiche sopra i terreni di Avola” (uscito per i tipi della tipografia di Andrea Norcia a Noto).

L’esemplare, ritrovato presso l’Antica Libreria di San Gregorio di Catania, è stato donato dalla professoressa Francesca Gringeri Pantano alla Biblioteca comunale di Avola che porta il nome di Giuseppe Bianca (intellettuale che coltivò sia interessi scientifici che umanistici: ricordiamo che si occupò anche della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, incoraggiandone il cammino poetico).

Nel saggio l’Interlandi dà notizia della tipica pietra calcarea giurgiulenadelle conchiglie ivi contenute, della Grotta di Marotta, temperando le teorie illuministiche con la lezione del suo maestro Carlo Gemmellaro: la geologia si sta differenziando e specializzando nell’ambito delle Scienze naturali e ne è prova lo studio litologico, paleontologico e stratigrafico che Interlandi mostra di aver compiuto sul territorio in esame.

Lo studioso della scienza troverà motivi di interesse nei riscontri fra quanto si conosceva all’epoca di Interlandi e quanto di nuovo le indagini moderne abbiano acquisito, mentre il linguista apprezzerà le chicche rappresentate da parole desuete e impianto retorico tipici dello scrivere del tempo; l’elogio di Giuseppe Bianca consente invece, al di là del motivo encomiastico, di gettare una luce sulla nobiltà ottocentesca, sulla reazione del ceto nobiliare e borghese ai moti e alle rivoluzioni degli anni Trenta dell’Ottocento, al Quarantotto e al Risorgimento con tutte le problematiche relative alla rappresentanza parlamentare e ai nuovi equilibri tra i ceti, oltre che sulla formazione intellettuale di un rampollo della nobiltà siciliana quale l’Interlandi, visto anche nelle sue componenti umane e nei complicati rapporti familiari.

Intervista all’autrice di Armonia d’essenza: “Il mio impegno come editor e book counselor, o consulente editoriale, nasce dall’amore per la parola”

 

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

“La Civetta di Minerva” ha incontrato per voi Teresa Laterza, docente, scrittrice, book counselor e editor; nativa di Putignano, vive a Caltagirone. Ha recentemente pubblicato un volume di versi per i tipi di CTL Editore, “Armonia d’essenza”, che raccoglie poesie dense di ricerca del significato più profondo della parola, appunto della sua essenza che forse coincide con l’essenza stessa della vita, del senso più vero dello stare al mondo. Stati d’animo, pensieri, riflessioni, emozioni si esprimono in liriche anelanti all’armonia di cose e lingua.

Come si è approcciata al mondo della scrittura?

Amo la “parola” fin da piccola, da quando ho iniziato a prendere coscienza del fatto che l’uso efficace delle parole possa aprire infiniti orizzonti. Il modo in cui comunichiamo e ci rapportiamo agli altri attraverso la parola può determinare incredibili e provvidenziali cambiamenti. La forza della parola è qualcosa di inimmaginabile. Le parole toccano l’anima, spingono a riflettere e veicolano sentimenti. Ho mosso i primi passi nel mondo della scrittura con le poesie. Ricordo che, quando ero alle scuole elementari, per la festa della mamma, la maestra ci chiese di scrivere una poesia, fu allora che accadde qualcosa di inspiegabile. Sembrava così naturale per me comporre versi! Era come se una voce, proveniente da chissà dove, mi guidasse nel rendere alla carta le mie sensazioni, i miei sentimenti più riposti. Pareva che una forza invisibile guidasse la mia mano nel dare forma a ciò che intimamente era confuso e disordinato. Questo mistero continua ad accompagnarmi tuttora nella stesura dei miei scritti poetici e di altro genere. Credo che l’ispirazione poetica, o scrittoria in generale, sia un dono divino e di questo sono riconoscente, perché non vi è nulla di più bello che riuscire a donare con la parola.

Può descriverci il suo lavoro di editor e book counselor? Potremmo utilizzare le parole italiane corrispondenti, cioè consulente editoriale?

Il mio impegno come editor e book counselor, o consulente editoriale, nasce proprio dall’amore per la parola. Consapevole del fatto che ognuno di noi abbia dentro di sé un mondo di emozioni, ma che non sempre riesca a renderle alla carta, ho seguito il mio istinto nel cercare di aiutare chi scrive a comunicare quanto più efficacemente possibile. Il book counselor o consulente editoriale è sostanzialmente quella figura importante che si mette al servizio dell’autore e che ha il compito di seguirlo subito dopo la scrittura del libro. Si occupa di correggere qualsiasi tipo di errore presente nello scritto, di dare un senso compiuto alle frasi e di rendere la lettura quanto più fluida possibile. Il compito del consulente editoriale, tuttavia, non si limita a questo. Altra funzione fondamentale è quella di seguire e aiutare l’autore durante le presentazioni della sua opera. Dovrà saper svolgere, quindi, anche il ruolo di mediatore. Una comunicazione efficace è alla base dell’interesse e della curiosità. Perché ciò avvenga non è sufficiente che il book counselor sia solo una persona preparata e che, quindi, abbia dimestichezza con la parola e con la conoscenza della lingua italiana e delle regole grammaticali, ma è necessario che sviluppi una comunicazione empatica con lo scrittore, comunicazione che è possibile solo attraverso una lettura attenta dell’opera dello stesso, quasi a farne suoi i contenuti; solo quando si sarà calato nei significati che l’autore ha voluto esprimere e sarà riuscito a catturare l’attenzione e l’interesse del pubblico, allora il suo compito potrà dirsi concluso. Proprio ultimamente sono impegnata nella stesura di un saggio in cui tratto della scrittura e dell’importanza della figura del book counselor.

Non crede nel filtro e nella mediazione culturale degli editori? Perché l’autopubblicazione?

Certamente. Esistono ottimi editori in grado di fornire agli autori il giusto aiuto e la necessaria considerazione. Il mio impegno collaborativo come book counselor o consulente editoriale è qualcosa che si affianca, sovente, alle competenze di una buona Casa Editrice, ma può anche essere richiesto al di fuori dei servizi messi a disposizione dall’editore, al quale l’autore fondamentalmente si rivolge per la pubblicazione del proprio manoscritto. Resta il fatto che, sia che si scelga la via della pubblicazione attraverso una Casa Editrice, sia che si opti per l’autopubblicazione, il successo di un libro dipenderà dalla qualità del libro stesso e tale qualità, ribadisco, è legata all’uso corretto della lingua e ad una promozione adeguata affidata a chi sa esprimersi efficacemente conoscendo il potere della parola di veicolare sentimenti ed emozioni.

L’esperienza poetica: qual è il senso della poesia oggi?

Difficile dire cosa sia per gli altri la poesia. Posso sicuramente affermare che, personalmente, esperisco la poesia come un impellente bisogno di esternare pensieri e di essere autenticamente me stessa. Attraverso la parola ci si spoglia di tutte le maschere e le “prigioni” che ingabbiano l’uomo in questa società basata molto più sull’apparenza che sulla sostanza. La poesia è volo libero, autenticità, essenza, armonia, (Armonia d’essenza è proprio il titolo che ho dato alla mia ultima silloge pubblicata dalla CTL Edizioni) verità e, come tutte le altre forme d’arte, è dono di sé agli altri, fremito, passione, condivisione. Credo che, ultimamente, si stia riscoprendo l’importantissimo valore sociale e morale della poesia, forse proprio in seguito alle brutture che caratterizzano, ahimè, la nostra società. Tutto quello che di positivo può derivare dalla parola in versi o narrativa, nel suo divenire esperienza, dimostrazione, riflessione, non può che rappresentare quel tassello in più indispensabile per dar vita ad una società basata su sani principi, sull’etica, sulla gratitudine, sulla ragionevolezza, sul rispetto dell’altro e dell’ambiente.

Lei fa parte del direttivo della rivista internazionale “Le Muse”, giunta ai vent’anni di attività e che ha accolto tra gli altri i contributi di Peter Russell e Giorgio Barberi Squarotti. Qual è il ruolo oggi delle riviste letterarie rispetto al passato?

Le riviste letterarie in passato furono di importanza sostanziale perché, proprio attraverso la loro opera, molti poeti esordienti si fecero conoscere ed apprezzare. Grandi furono le attività di traduzione di poeti contemporanei stranieri che permisero il superamento di angusti limiti provinciali attraverso il contatto con le più importanti correnti di pensiero. L’impegno politico fu un’altra caratteristica delle riviste letterarie del passato. Le riviste letterarie ancora oggi hanno un’importantissima funzione da assolvere, quella della diffusione della cultura e dell’arte in genere. Diffondere cultura attraverso articoli, interviste, note critiche e recensioni significa promuovere autori meritevoli, dare loro il giusto spazio e riconoscimento, ascoltarli attraverso i loro scritti, mettendo a disposizione dei lettori le loro personali esperienze che possono essere d’aiuto e d’insegnamento. È questa, in particolare, la missione della rivista internazionale Le Muse, da quasi vent’anni sul panorama culturale, diretta dalla dottoressa, nonché giornalista, critico e poetessa, Maria Teresa Liuzzo, con la quale ho il piacere di collaborare. Sostenere la cultura è un dovere e un segno di civiltà. La cultura si costruisce insieme con impegno, determinazione, competenze, notti insonni e tanto sacrificio.

Di grande qualità i racconti horror presentati alla Casa del Libro. Un’antologia con i migliori autori del genere che hanno ambientato le storie in Italia

La Civetta di Minerva, 16 febbraio 2018

Domani, 17 febbraio, a partire dalle 18.30, presso la Casa del Libro Rosario Mascali, ci sarà la presentazione dell’antologia di racconti horror “I signori della notte, storie di vampiri italiani”, a cura di Luca Raimondi, pubblicata da Morellini editore. Oltre al curatore Luca Raimondi – ricordiamo il suo ultimo romanzo, “Il grande chihuahua” (Augh! Edizioni), scritto insieme a Joe Schittino; si è riformato il duo di “Cerniera lampo”, recentemente rieditato – saranno presenti anche due autori, Stefano Amato e Angelo Orlando Meloni, che il nostro giornale ha avuto modo di intervistare e recensire più volte (ricordiamo il libro su Archimede di Amato e “La fiera verrà distrutta all’alba” tra gli ultimi lavori di Angelo Meloni; la trasmissione “Segnalibro” di Tris, condotta da Maria Lucia Riccioli e dalla giornalista e scrittrice Lucia Corsale, le interviste sia a Raimondi che a Meloni).

Chi sono i vampiri? La figura del non morto, tipica di molte tradizioni europee, divenuta icona grazie a Bram Stoker e ai suoi epigoni, non ultima l’autrice di “Twilight” o i cineasti che si sono cimentati con paletti di frassino, incarnati pallidi, castelli transilvani e tutto l’armamentario dei vari Van Helsing e ammazzavampiri collegati, non smette di incarnare sempre nuove istanze. In questo libro la vediamo scorrazzare da Bologna alla Maremma, da Roma alle Dolomiti, soggetto di marketing in Piemonte e manager di cooperative sociali in Sicilia, oggetto di studio per uno psichiatra di Milano…

La prefazione è di Andrea G. Pinketts e l’antologia contiene racconti di Gianluca Morozzi, Stefano Pastor, Sacha Naspini, Fabio Mundadori, Giuseppe Maresca, Nicola Lombardi, Fabio Lastrucci, Silvana La Spina, Maurizio Cometto, Fabio Celoni, Danilo Arona, Angelo Orlando Meloni, Stefano Amato, Luca Raimondi, Lea Valti.

Com’è nata l’idea di questa antologia? Come avete lavorato per realizzarla?

L’idea è nata un paio d’anni fa, durante una delle tante conversazioni con l’amico, studioso e appassionato di cinema e letteratura horror, Giuseppe Maresca. Per una pura coincidenza avevamo scritto entrambi due racconti che si ispiravano a due classici del genere vampirico: il mio conteneva una palese citazione del “Vampiro” di Polidori, quello di Maresca conteneva più di un richiamo alla “Carmilla” di Le Fanu. In buona sostanza entrambi avevamo citato due illustri precursori del più celebre “Dracula” di Bram Stoker ed entrambi avevamo deciso di collocare l’azione in Italia, nei contesti a noi più familiari. Pensare di impostare un’intera antologia su questa base è stato un passo quasi consequenziale. Non sono certo molti gli esempi di racconti e romanzi italiani che collocano nei nostri territori gli archetipi dell’horror, il più delle volte materiale abbastanza scadente.

A quel punto ho invitato molti degli scrittori che conoscevo o con cui avevo collaborato e che stimavo, a partire da Gianluca Morozzi: aveva già firmato la prefazione a un mio libro e ha subito capito lo spirito dell’operazione, facendo passeggiare Dracula per i portici di Bologna. A lui si sono aggiunti via via tanti altri, non solo i migliori specialisti del “genere” quali per esempio Danilo Arona e Nicola Lombardi, che comunque consideravo e considero autori a tutto tondo, popolari sì ma di grandissima levatura intellettuale e artistica, ma anche altri scrittori che magari avevano soltanto sfiorato l’horror senza mai affrontarlo di petto. Un esempio per tutti, Silvana La Spina, pluripremiata autrice di gialli e romanzi storici per case editrici come Mondadori, Bompiani, Giunti, ma potrei citare anche due autori molto conosciuti dal pubblico siracusano come Angelo Orlando Meloni e Stefano Amato. Quando si lavora con autori bravi, realizzare progetti del genere è semplice: ogni racconto che mi è giunto, infatti, era di grandissima qualità e di conseguenza anche trovare un editore è stato sì difficile (le antologie di racconti horror generalmente non raggiungono infatti grandi quote di mercato) ma non impossibile. Mauro Morellini, un editore di Milano con distribuzione nazionale, attento alla qualità prima ancora che al mercato, ha infatti sposato il progetto a prescindere dalle valutazioni di natura commerciale.

Com’è stato declinato il tema del vampiro dagli scrittori dell’antologia? Quale valore assume la figura del vampiro oggi – dato che film e libri ce ne hanno consegnato tante diverse sfumature?

Avevo in squadra autori molto diversi tra di loro e ognuno provvisto di una “voce” peculiare, una chiara identità letteraria, per cui il tema è stato affrontato in modo molto differenti, fornendo ovviamente quella varietà polifonica che è il valore aggiunto delle migliori antologie rispetto ai più monolitici romanzi. Ci sono racconti tenebrosi e dolorosi, ambientati tanto nel passato quanto nell’attualità, altri satirici, politici, ironici e persino divertenti, nei limiti in cui può definirsi divertente il genere horror. C’è persino un racconto, quello di Lea Valti, che osa persino il dialetto romanesco, con effetti sorprendenti. Il vampiro è un grande archetipo letterario, dire qualcosa di nuovo su una creatura tanto affascinante quanto decisamente inflazionata non era facile, ma se mi trovo qui a rispondere di quest’antologia è perché sono convinto che tutti i racconti che ho scelto contengano una prospettiva eccentrica rispetto a qualunque stereotipo legato ai “signori della notte” dai canini aguzzi, a partire naturalmente dal fatto che circolano per Milano, Roma, Bologna, Catania o Siracusa, montagne dolomitiche e paesini maremmani, e hanno a che fare con capitalisti, operai, psicologi, basi militari, mafiosi. Il mito del vampiro è millenario perché incarna tante pulsioni, paure e persino speranze dell’uomo (l’immortalità in primis) e non passerà mai di moda, contiene sempre qualche aspetto che si può applicare a un lato dell’animo umano  o a una qualche contingente situazione contemporanea. Del resto di vampiri che succhiano il sangue è oggi più che mai pieno il mondo, creature maligne capaci tanto di sedurre quanto di ripugnare, ne trovate a decine a capo di governi, eserciti, organizzazioni criminali, multinazionali.

 
I pensieri in versi liberi di un sacerdote siracusano che sta declinando la propria vocazione mariana nel segno dell’accoglienza ai pellegrini in Santuario e dell’evangelizzazione nei social

 

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

Come preannunciato nello scorso numero – ricordiamo e integriamo con le novità sui relatori –, martedì 13 marzo alle ore 19, presso il Salone “Ettore Baranzini” della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa, si terrà l’incontro di presentazione del libro di don Raffaele Aprile “Innamorato del Cielo – riflessioni dell’anima”, edito per i tipi di Bonfirraro Editore, che è uscito lo scorso 5 marzo ed è già disponibile sia in libreria che attraverso i canali on line.

Il volume – che sarà presentato anche presso la Chiesa di San Michele Arcangelo a Villasmundo (SR) giorno 20 marzo alle 18.30 – contiene i pensieri in versi liberi di un sacerdote siracusano che sta declinando la propria vocazione mariana nel segno dell’accoglienza ai pellegrini in Santuario e dell’evangelizzazione attraverso i social network. Alcuni dei componimenti di don Aprile sono stati pubblicati su vari periodici e antologie e presentati a diversi concorsi di poesia.

Relatori per l’occasione saranno monsignor Giuseppe Greco, direttore della Biblioteca Alagoniana di Siracusa, scrigno di tesori librari e gioiello essa stessa, e il rettore della Basilica Santuario don Aurelio Roberto Russo, insieme alla docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli che ha firmato la prefazione del libro e la traduzione in siciliano di una delle poesie di don Aprile, che qui offriamo ai nostri lettori.

Ricordiamo che il ricavato della vendita del libro sarà devoluto in beneficenza.

“Madonna di li lacrimi” (Vergine delle lacrime tradotta in siciliano)

Madonna di li lacrimi, picchì chianci?

Li to’ lacrimi sunu amuri, gioia e spiranza.

Lu to’ chiantu, Maria, nun havi lu sapuri di na storia finuta, anzi… ni rapi n’autra, ca nun è cchiù chidda di prima.

Li to’ lacrimi, Matri… nta lu to’ visu,

sunu comu nu risinu di paci ca scinni supra la nostra vita; sunu li lacrimi comu ri nu Battisimu ca ni riciunu ca semu ancora figghi di Diu.

Tu, Maria, si’ viva, picchì lu Viventi è dintra di tia!

E tu, figghiu, vai e cunta a tutti l’Amuri miu cu la to’ vita!

Fila ininterrotta di visitatori alla mostra dei sarcofagi egizi. Il professor Teodoro Auricchio (Istituto Europeo del Restauro): “Il restauro è un lavoro di équipe”. L’effetto sui minori: dopo la visita, un bambino è ritratto come un Egizio dalla sorella

La Civetta di Minerva, 19 gennaio 2018

Prosegue ancora, fino al 15 aprile 2018, la mostra egizia “La porta dei sacerdoti – I sarcofagi egizi di Deir-el Bahari” presso l’ex monastero e Chiesa di Montevergini in Ortigia.

Grande il successo di pubblico per questa che è molto più di un’esposizione: secondo le nuove tendenze della valorizzazione dei reperti, la fruizione è unita al contatto con i restauratori grazie alla futuristica cabina che permette di vederli al lavoro su questi antichi manufatti di legno – spesso composti di diversi pezzi assemblati data la cronica mancanza di legno in Egitto –, limo, creta, poi dipinti con scene figurative e non solo geroglifici tratti dal Libro dei Morti come nella XXVI dinastia.

Si tratta di pezzi unici e rarissimi a dominante giallo ocra, provenienti dalla Collezione Egizia del Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles ed appartenenti ad un periodo poco conosciuto della civiltà egizia, il terzo periodo intermedio, corrispondente alla XXI Dinastia (1070-900 a.C.). Provengono dal Secondo Nascondiglio di Deir el Bahari, comunemente conosciuto col nome moderno di “Bab el Gasus” che significa “La Porta dei Sacerdoti”, da cui il titolo della mostra. La tomba collettiva, scoperta casualmente nel 1891, comprendeva non meno di 450 sarcofagi ed un numero incalcolabile di suppellettili funerarie (splendidi gli ushabti, le statuette che avrebbero fatto da servitori ai defunti).

Il lavoro affascinantissimo di datazione – per vari motivi la tomba venne svuotata senza che se ne disegnasse una mappa precisa, che avrebbe permesso di collocare meglio nel tempo mummie e sarcofagi – e restauro ci viene raccontato non solo con competenza ma anche con signorile gentilezza dal professor Teodoro Auricchio dell’Istituto Europeo del Restauro: “Nel momento in cui restauriamo, proponiamo gli interventi. A questo punto si riuniscono i conservatori e i restauratori e si discute per decidere una linea comune: ad esempio, togliere tutto quanto non era originale, le integrazioni alle lacune… La diagnostica (a raggi infrarossi, ultravioletti) continua anche durante l’intervento. È un lavoro di équipe (esperti di diagnostica, restauratori, egittologi) e la comunicazione tra i portatori di diverse competenze è continua. Oltre ai miei due collaboratori, i restauratori, che vengono a specializzarsi qui, provengono un po’ da tutto il mondo (Taiwan, India, Galles, Bulgaria…)”.

Il professore ci ha illustrato non solo i reperti in mostra ma anche le tecnologie utilizzate per restaurarli, come gli occhiali che permettono al restauratore sia la visione normale che quella modificata, che offre a chi guarda la visione ad infrarossi e ultravioletti e quindi le risultanze di Tac, radiografie, analisi fisiche e chimiche (sui pigmenti, la composizione dei legni, la struttura, le parti moderne di raccordo…), oltre che filmare quanto si sta operando.

Scoperta nella scoperta, questi sarcofagi sono delle vere e proprie capsule del tempo: un biglietto da visita dell’Ottocento, rimasto nascosto all’interno di uno dei reperti, porta il nome di Armand Bonn. Il tempo dischiude i suoi portali e ci catapulta fino all’8 febbraio del 1864, quando la mano dell’esperto in “riparazioni invisibili” pensò di immortalare il proprio lavoro e di lasciare un messaggio ai restauratori del futuro: chissà che il lavoro del professore e della sua squadra non rivelino altre sorprese…

Emozionante anche leggere i nomi delle cantatrici di Amon, ammirare una stele dell’epoca di Tutmosi III, le corone di fiori che erano posate sulle mummie di Ramses II e Seti I o il papiro che ci racconta la storia del processo a quello che chiameremmo un “tombarolo”: testimonianze uniche che ci riportano ad un passato remotissimo che si rende presente ai nostri occhi interessati e stupiti.

La mostra prevede sconti particolari e “offerte” pensate per i gruppi, le famiglie, le scuole e in particolare (com’è avvenuto per l’Epifania) per i bambini: la mascotte Mumy – raffigurata nelle didascalie durante il percorso dedicato ai più piccoli con attività e testi dedicati – il 6 e 7 gennaio scorsi ha donato ai bambini presenti alla visita guidata offerta dal museo dei dolci offerti dalla pasticceria Condorelli.

Ecco le impressioni di Paolo, dieci anni, che è stato ritratto in vesti di Egizio con tutta la famiglia dalla sorellina Miriam, otto.

Cosa ti è piaciuto di più della mostra?

“I sarcofagi della diciannovesima dinastia, perché erano più antichi e più poveri di quelli della ventesima e ventunesima”.

Ti ha fatto impressione la mummia del bambino? (Non appartiene ai sarcofagi ritrovati, ma è stata inserita per completezza espositiva).

“Sì, tanto”.

E cosa ne pensi del professore?

“Molto intelligente e molto informato su un sacco di cose, infatti ha dato una spiegazione molto dettagliata”.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2867:la-produzione-dei-pellami-a-noto-prima-del-terremoto-del-1693&catid=17&Itemid=143

Convegno dell’Archeoclub di Noto dedicato alla memoria del tragico eventoNelle giornate di studio si è parlato anche dei mulini

La Civetta di Minerva, 19 gennaio 2018

Presso la sala Gagliardi del palazzo Trigona a Noto, si è appena conclusa la quinta edizione del convegno “Nella ferita la cura – 11 gennaio 1693”, organizzato dall’Archeoclub sezione Noto e dedicato alla memoria e alle indagini sul terremoto che trecentoventicinque anni fa sconvolse la Sicilia, specie sud orientale.

Durante le giornate di studio, incentrate soprattutto sulle concerie di Noto antica, i relatori – Laura Falesi, Antonino Attardo, Luigi Lombardo, Giuseppe Libra, Susanna Falsaperla, Simona Caruso, Danilo Reitano, Riccardo Merenda – hanno esposto lo “stato dell’arte” sull’argomento, sia in un’ottica di studio che di valorizzazione, a partire ad esempio da Cava Carosello e quindi dal paesaggio che rientra nel demanio forestale del territorio in questione. Interessanti le notizie emerse sui mulini e sulla produzione e il commercio dei pellami nel Cinquecento e sulla mappatura dei luoghi studiati, oltre che sull’apporto delle nuove tecnologie in funzione della conoscenza del fenomeno terremoto.

L’approccio ha mirato a integrare l’aspetto umanistico e quello scientifico: pensiamo al lavoro dello studioso Dario Burgaretta sulla strage di ebrei nel 1474, fenomeno tutt’altro che isolato – la persecuzione contro gli ebrei ha vissuto momenti di stasi e di recrudescenza legati anche alla “concorrenza” economica nell’ambito del lavoro di conciatore e tintore – e alla collaborazione di giovani archeologi (Eleonora Listo, Paolo Amato, Pietro Tiralongo, Pasquale Sferlazza, Vanessa Leonardi, Sara Andolina) nel lavoro di rilievo e rappresentazione grafica dei siti analizzati.

Il convegno è stato arricchito dalla passeggiata alle concerie di Noto antica nella valle del Carosello e damomenti musicali come il concerto di Carlo Muratori, che ha eseguito “La Cantata di li Rujni”, eco delle memorie dei cantastorie, lavoro che questo giornale ha avuto modo di recensire; Maria Teresa Arturia voce, fisarmonica e piano, e Francesco Bazzano alle percussioni hanno accompagnato l’artista nella Chiesa di Sant’Antonio.

Altra “chicca” è stata l’esecuzione di alcuni brani tratti dalla Messa di Requiem composta da Mario Capuana, autore tra l’altro di mottetti e altre composizioni, maestro di cappella della Chiesa Madre di San Nicolò a Noto Antica tra il 1643 e il 1646 (soprano Corrada Fugà, Ermenegildo Mollica tenore, Raffaele Schiavo alto, Alfonso Lapira basso, si sono esibiti insieme a Joachim Klein al violoncello e ad Andrea Schiavo all’arciliuto; il violinista Gabriele Bosco insieme agli altri due strumentisti ha invece eseguito musiche di Arcangelo Corelli).

Don Fortunato Di Noto ammonisce i genitori e la scuola a vigilare su ciò che i ragazzi fanno con smart phone e computer

La Civetta di Minerva, 15 dicembre 2017

Stimolata da un’indagine social del professor Massimo Arcangeli, docente di linguistica italiana ed ex-preside della facoltà di lingue e letterature straniere presso l’Università degli Studi di Cagliari, rifletto insieme a voi lettori sullo statuto di verità che chiediamo alle cose, all’informazione, all’entertainment, alla letteratura e all’arte in genere.

Una delle espressioni dell’anno che sta per concludersi è certamente “fake news”, che fa il paio con la nostrana “bufala” e il trio con “fattoide”, notizia priva di fondamento, ma diffusa e amplificata dai mezzi di comunicazione di massa al punto da essere percepita come vera: sarebbe imminente un pronunciamento del nostro Parlamento per arginare il fenomeno della diffusione in rete di informazioni e notizie false – postate più o meno artatamente –, ma è bene che scuola e famiglia, specie per proteggere i minori in rete, si attivino per insegnare a bambini e ragazzi a navigare su Internet in maniera consapevole (e comunque resta valido e semmai si rafforza l’invito di associazioni come Meter e di esperti come Don Di Noto a vigilare sui minori che utilizzano sempre più smartphone e computer e a non postare immagini e video dei propri figli, dato l’uso sconosciuto e spesso criminoso che di tali dati può essere fatto, specie in un’ottica di lotta contro la pedofilia).

Attenzione dunque sia alle notizie non verificate – spesso basta una rapida conferma da parte di un motore di ricerca, sia per i testi che per le immagini o i video –, ma in effetti ci sarebbe da fare un lungo discorso sugli statuti di verità. Passiamo, nell’arco della stessa giornata, dall’indignazione contro le fake news (che comunque spesso sono trappole per gonzi: la storia e la letteratura ci riportano innumerevoli casi di notizie non verificate, veri e propri specchietti per le allodole) alla fame di reality, un vero e proprio genere a sé stante in cui di reale c’è ben poco (ci si domanda se le gesta di starlette e giovanotti alla Ken, di freak e gente in cerca di quindici minuti di notorietà siano davvero reali: non è vero ma ci credo, verrebbe da dire, allora dov’è la reality?), alla mai troppo deprecata tv verità: c’è chi sulla televisione del dolore, delle lacrime in diretta, delle riunioni familiari, dei casi umani, ha costruito una carriera.

E non è finita: le cosiddette fiction – a parte l’invasione degli anglismi, non si comprende cosa distingua gli sceneggiati di un tempo da film in due-tre puntate con attori improbabili e sceneggiature copiaincollate da analoghi prodotti d’oltralpe e oltreoceano detti fiction – dal latino fictio, finzioni dunque, recite – in cui spesso “il riferimento a fatti, persone, luoghi e avvenimenti reali è puramente casuale” (formula che può evitare querele, ma dietro cui si nascondono cinquantine di sfumature di verità). A fictional (che nel mondo anglosassone riguarda poesia e narrativa, contrapposte alla saggistica, che è appunto non fictional) di recente si contrappone factual: tale è stata definita una trasmissione con Roberto Saviano per il prevalere di situazioni reali, romanzate solo per esigenze di copione. Insopportabili poi le classiche domande su libri e film: “Ma è una storia vera? È veramente successo?”, che annulla secoli di pratica e teoria artistica e letteraria su reale, naturale, vero e trasfigurazione artistica.

Dato che spesso la confusione linguistica è indice di confusione concettuale, abituiamoci a riflettere sul gradiente di realtà di quanto proponiamo e ci viene proposto per una comunicazione ed informazione, oltre che espressione, più consapevole; rafforziamo il lavoro della scuola, che come obiettivo non solo didattico si propone quello di formare giovani adulti dallo spirito critico; battiamoci per la valorizzazione della ricerca e, nel campo dell’intrattenimento, per contenuti più formativi e meno banalmente massificati, altrimenti, dato che nel 2018 dovrebbe essere inammissibile contraddire millenni di scienza con affermazioni sulla Terra piatta o gravidanze ai limiti dell’alieno, non dovremo più stupirci di gruppi di “mamme pancine et coetera” o di “Earth flatters”, concentrati di fake news, fattoidi, bufale, purtroppo non fictional ma factual.

 

 

 

 

 

 

 

Daphne Caruana Galizia, mezz’ora prima di morire, scrisse: “A Malta c’è corruzione ovunque”. Un quotidiano americano l’aveva definita “una delle 28 persone che stanno formando, scuotendo e agitando l’Europa”.

 

La Civetta di Minerva, 3 novembre 2017

Si allunga la lista dei martiri della parola. È di pochi giorni fa la terribile notizia della morte di Daphne Caruana Galizia, giornalista e blogger maltese la cui colpa è stata quella di usare l’arma della penna e della tastiera contro intimidazioni e bombe per indagare sulla corruzione che a Malta sembra dilagare come un cancro che metastatizza nell’affarista e forse complice Europa.

Laureata in archeologia, madre di tre figli, è stata una firma regolare per The Sunday Times e redattrice associata per The Malta Independent, oltre che direttrice della rivista Taste & Flair.

Curava un popolare e controverso blog dal titolo Running Commentary, contenente segnalazioni investigative; diverse le battaglie legali dovute proprio alla pubblicazione di post su magistrati e leader politici ed importanti le sue rivelazioni sulla corruzione e la mancanza di trasparenza a Malta. Il quotidiano americano “Politico” ebbe a definirla come una delle “28 persone che stanno formando, scuotendo e agitando l’Europa”.

Minacciata di morte – dopo aver sostenuto che una società panamense fosse di proprietà della moglie del primo ministro Muscat e aver criticato Delia, leader dell’opposizione nazionalista –, Daphne Caruana Galizia è rimasta uccisa lo scorso 16 ottobre nell’esplosione di un’autobomba.

Unanimi e di circostanza i cori di condanna dell’accaduto ma diversa è la posizione della famiglia: in un messaggio su Facebook uno dei figli della donna –  giornalista appartenente all’International Consortium of Investigative Journalists – ha mosso forti accuse contro le autorità di Malta, in cui Stato e crimine organizzato sarebbero indistinguibili, responsabili e complici a suo dire dell’assassinio della madre.

Sospeso dal servizio e indagato un sergente di polizia maltese per il commento all’omicidio della giornalista in cui ha affermato che «Tutti hanno quello che si meritano, merda di vacca. Sono felice».

Al di là di questo e del prosieguo delle indagini – coinvolta anche l’FBI –, colpiscono le ultime parole scritte da Daphne Caruana Galizia sul suo blog mezz’ora prima della morte: “There are crooks everywhere you look now. The situation is desperate” (“Ora ci sono corrotti ovunque guardi. La situazione è disperata).

Non meno toccanti – sia dal punto di vista personale che da quello deontologico: cosa possono le parole di una giornalista coraggiosa contro quella che è stata definita la “cleptocrazia” del Mondo di Mezzo, il potere occulto che viene a patti con la malavita organizzata per tenere in piedi un impero basato sulla corruzione? – le parole del figlio di Daphne Caruana Galizia: «Mia madre è stata uccisa perché si è messa tra la legge e quelli che cercavano di violarla, come molti bravi giornalisti. Ma è stata colpita perché era l’unica persona a farlo. È questo quello che succede quando le istituzioni sono incapaci: l’ultima persona rimasta in piedi è spesso una giornalista. Il che la rende la prima persona a essere uccisa».

Ricordiamo ai lettori che nei primi 273 giorni del 2017 l’Osservatorio Ossigeno ha documentato minacce a 256 giornalisti ed ha inoltre ha reso note minacce ad altri 65 giornalisti per episodi degli anni precedenti conosciuti dall’Osservatorio solo di recente; dietro ogni intimidazione documentata dall’Osservatorio almeno altre dieci resterebbero ignote perché le vittime non hanno la forza di renderle pubbliche.

Questo dovrebbe farci riflettere sul lavoro dei giornalisti, profeti disarmati del nostro tempo, sentinelle contro abusi e corruzione, spesso voce di chi non ha voce.

Per la prima volta la teca che contiene le lacrime della Madonna, prodigio avvenuto a Siracusa nel 1953, viene accolta in uno studio televisivo. Testimoni e studiosi narrano l’evento

La Civetta di Minerva, 3 novembre 2017

«Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti» (Mt 10, 27). Non c’è forse citazione biblica migliore per parlare dell’annuncio della parola di Dio attraverso i media: i “tetti” del Vangelo di Matteo ci richiamano quelli contemporanei, fitti di parabole e ripetitori che trasmettono in ogni parte del globo parole, immagini, suoni. E che possono diventare strumento sempre nuovo di diffusione di contenuti culturali e spirituali, di riflessione sui valori non solo confessionali ma latu sensu umani.

Per la prima volta il reliquiario della Madonna delle Lacrime di Siracusa viene accolto in uno studio televisivo: presso gli studi di Padre Pio tv è stata registrata una puntata speciale della trasmissione “Nella Fede della Chiesa” con la presenza del prezioso reliquiario. La puntata è andata in onda Martedì 31 Ottobre alle 16 ed in replica Mercoledì 1 alle 8:45, Giovedì 3 alle 13:45 e Venerdì 4 alle 22:45 al canale 145 del digitale terrestre, 852 di Sky e 445 di TvSat. Appuntamento speciale, quindi, per i santi e i defunti con la presenza del prezioso reliquiario della Madonna delle Lacrime di Siracusa – ricordiamone l’autore, Biagio Poidimani, che lo realizzò nel 1954 in oro, argento e pietre preziose, rappresentando Santa Lucia e San Marciano, il primo vescovo di Siracusa, San Pietro e San Paolo, oltre a quattro angeli che custodiscono l’urna di vetro con la fialetta contenente le lacrime.

In studio, Don Francesco Cristofaro, mentre ad accompagnare la reliquia e a spiegare l’evento prodigioso della lacrimazione del 1953 Don Raffaele Aprile– che ha anche recitato una sua poesia in onore della Madonna delle Lacrime, “quella metà di cielo che parla di salvezza”, oltre che a spiegare teologicamente il significato del prodigio – e la dottoressa Concita Catalano, che ha spiegato al pubblico quali analisi vennero compiute all’epoca dalla commissione medica appositamente istituita per accertare la veridicità del fenomeno, con l’ausilio di immagini e filmati – toccante anche dal punto di vista umano la vicenda del dottor Cassola, il cui contatto con le lacrime da esaminare trasformò profondamente la sua vita di uomo e di medico.

Significativa anche la coincidenza della presenza delle reliquie di Giovanni Paolo II in Santuario: papa Wojtyla, devoto della Madonna delle Lacrime, nel novembre del 1994 ne consacrò il santuario durante la storica visita a Siracusa; il pontefice polacco, maestro di comunicazione, ha dedicato scritti, riflessioni e interventi sul ruolo dei media nell’apostolato e nell’ottica dell’unità della famiglia umana.

Incastonate in un artistico reliquiario opera del maestro Gulino – in Basilica è possibile anche ammirarne anche altri pregevoli manufatti – le reliquie di Wojtyla hanno richiamato un buon numero di fedeli devoti di questo Santo della nostra contemporaneità.

 

Interessante mostra documentaria su 400 anni di vicende femminili. Non solo aborti, stupri e delitti ma anche testamenti e figure storiche. Donne dalle condizioni socioeconomiche diverse, donne dalle storie variegate, donne da conoscere e ricordare

La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017

Sarà visitabile fino al 31 maggio 2017 – quindi anche durante l’Infiorata – nei saloni espositivi di Palazzo Impellizzeri, sede della Sezione di Noto dell’Archivio di Stato di Siracusa, la mostra documentaria ”Storie di donne nei documenti d’archivio”.

L’esposizione, inaugurata a marzo con un evento teatrale suggestivo, l’emozionante performance delle artiste Chiara Spicuglia, Rina Rossitto e Miriam Scala, che hanno dato respiro e anima con “Voci di donne” a Gaetana Midolo, Marianna Ciccone e Franca Viola, accompagnate dal gruppo dei ragazzi del S.Cuore –,  è stata realizzata utilizzando la documentazione proveniente da vari fondi archivistici: fascicoli processuali della Gran Corte Criminale, atti notarili, atti dell’Università di Noto e Prefettura, tutti documenti riferiti a vicende e figure femminili del nostro territorio vissute nell’arco di quattrocento anni.

Regestazione ed allestimento della mostra sono stati curati dalle archiviste della Sezione di Noto, Giuseppina Calvo e Anna Lorenzano, con la collaborazione di Maria Teresa Azzarelli. Coordinatore della mostra è Concetta Corridore, direttore dell’Archivio di Stato di Siracusa. Importante anche il contributo di Salvatore Zuppardo, che ha realizzato la brochure esplicativa dell’esposizione.

Il visitatore sarà suggestionato da tante voci provenienti dal passato: quella del charaullo – meraviglia lessicale per una tradizione tipicamente siciliana – che motus amore divino perdona la moglie adultera nel 1551, quella di Eleonora Nicolaci che parla attraverso il proprio testamento, quella del letterato e scienziato avolese Giuseppe Bianca che ringrazia la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa per il dono della sua pubblicazione “Nuovi Canti” (1859)…

Interessante notare anche il progresso della condizione femminile (vedi il documento sull’Unione donne italiane ad esempio) nell’ambito dell’istruzione e dell’introduzione alle professioni.

Toccante leggere l’atto di nascita di Gaetana Midolo, che morì appena quindicenne nel rogo della fabbrica newyorkese “Triangle Waist Company”: insieme a tante altre operaie, sfruttate e sottoposte a condizioni di lavoro disumane, è una delle “camicette bianche” la cui vicenda ha dato origine alla tradizione dell’8 marzo e che è stata studiata da Ester Rizzo (il volume sulle ricerche della studiosa è edito da Navarra editore e ha permesso di dare un nome e far intitolare vie ed altri spazi pubblici alle operaie, 24 delle quali siciliane, morte nell’incendio della fabbrica di camicie).

Riempite strade, piazze, cortili e chiese con note di armonia, canti, musica. Questa edizione dedicata a Salvatore Di Pietro, l’anno prossimo a Corrado Carbè

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Domenica 19 marzo, in occasione della Festa mondiale della poesia ad Avola, declinata in due giorni speciali tra Avola e Noto, si sono concluse la quindicesima edizione di “Dalle otto alle otto” e la sesta edizione di “Libri di-versi in diversi libri” dedicata a Salvatore Di Pietro: Carlo Sorgia, Alessandra Nateri Sangiovanni e Maria Pia Vido si sono classificati rispettivamente al primo, secondo e terzo posto in quella che non è tanto una tenzone letteraria ma un’occasione di incontro, scambio e crescita nel nome della poesia: in un tempo arido e materialista, in cui scrivere versi sembrerebbe anacronistico e del tutto inutile, poesia è anche riempire strade, piazze, cortili e chiese di Avola e Noto di armonia, canti, musica e, soprattutto, poesie, “celebrando” secondo l’anima di questo concorso, il libraio-editore Ciccio Urso, sostenuto come sempre da Liliana Calabrese, dai giurati e dal manipolo di artisti del Val di Noto che seguono le loro iniziative, “la magia della creatività, spontaneamente e senza programmazione, nonostante l’indifferenza di intellettuali egocentrici e della massa insignificante che ci circonda, e, soprattutto, senza sindaci e assessori e a personaggi di potere, perché l’unico potere abbracciato da ciascuno è quello della fantasia e della bellezza di un verso, dell’incontro con un accadimento inaspettato, ma collegato a ciascuno, e l’adesione entusiastica di persone graditissime”.

Tra i giurati, docenti e poeti: Maria Barone, Corrado Bono, Liliana Calabrese, Antonino Causi, Francesca Corsico, Luigi Ficara, Benito Marziano, Orazio Parisi, Vera Parisi, Fausto Politino, Maria Restuccia, Lilia Urso, Marco Urso e i poeti vincitori Giovanni Catalano, Manuela Magi, Maria Chiara Quartu, Pietro Vizzini, Nina Esposito.

Sono state consegnate le targhe della memoria dedicate a poeti sparsi in diverse città italiane e grazie all’intervento di poeti di diverse regioni italiane, compresa la Sardegna, è stato raggiunto l’obiettivo di creare ponte con gli altri, ascoltando e uscendo da sé, diventando ideali punti di riferimento e modelli di vivere creativo positivo, da moltiplicare nel mondo.

La nuova edizione del concorso letterario verrà come ormai consuetudine dedicata a un poeta amico della Libreria Editrice Urso, scomparso anzitempo, e cioè al poeta-scrittore Corrado Carbè scomparso il 20 febbraio 2017 nel mentre stava partecipando alla precedente edizione di questo Concorso, dove, tra l’altro, si classificava al sesto posto della classifica finale, insieme a Cettina Lascia Cirinnà, Mimma Raspanti, Federico Guastella, Rita Stanzione, Simona Forte, Marianinfa Terranova, Antonella Santoro, Gianluca Macelloni, Grazia La Gatta.

Meritano una menzione particolare e vanno incoraggiati i giovani artisti: in un’edizione di qualche anno fa Davide Giannelli scriveva che quando saprai che stai per morire, / dalle tue ceneri di nuovo un sorriso. / E la tua melodia canterai (da Vivere d’amore).

Miriam Vinci, selezionata nell’edizione 2016/2017, ben rappresenta l’anelito giovanile alla Bellezza nonostante il grigiore del quotidiano e le difficoltà dell’esistenza e ci piace chiudere proprio con i suoi versi, che con voce fresca in ritmi franti ricantano i temi eterni della poesia, tra illusioni ingenue dell’età ed echi leopardiani:

Ed è in questa nudità / che vorrei / vestiti di poesia.