VerbaVolant e Nana a Roma!

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La vignetta di Elio Cannizzaro per Roma…

Home infiera

Anche quest’anno VerbaVolant edizioni sarà presente alla fiera della piccola e media editoria di Roma.
Le novità sono tantissime e spero incontreranno il favore di vecchi e nuovi lettori! Non mancheranno neanche gli autori! Direttamente dal Brasile Josè Custodio, autore del fumetto “Anita Garibaldi. La nascita di una eroina” per l’anteprima romana.
Per il firmacopie in stand troverete anche Alessandro Di Sorbo e Alessio Di Simone che hanno realizzato il loro terzo libro da Parati®: “Le luci alla finestre”.

 

Ecco il promo di “Libri in città”, la trasmissione dedicata ai libri che va in onda sul canale 654 del digitale terrestre. L’emittente è Telecittà.

Conduttori sono Claudia De Luca e il professor Luigi Amato, docente universitario di Estetica.

Ringrazio sia loro per il gentile invito a partecipare alla quinta puntata della trasmissione che Luigi Bianca e il suo staff per la ripresa e il montaggio del programma.

Posso quindi offrirvi la visione dell’intervista realizzata presso la splendida Biblioteca dei Padri Cappuccini di Siracusa (e mi piace anche porgere un saluto a Marcello Cioè, direttore competente e gentile).

Abbiamo parlato sia del mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, incentrato sulla figura della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, che del mio libro di cunti in dialetto siciliano QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU (Algra editore), che poi della mia fiaba uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni “La bananottera”, che ha come protagonista la dolce bananottera gialla Nana.

Durante l’intervista ho avuto modo di ricordare insieme a Claudia De Luca sia il compianto Luciano Rispoli che il nostro concittadino Enzo Maiorca, per la sua lotta in difesa del mare e dell’ambiente in generale. Un pensiero è andato anche alla figlia Rossana.

Buona visione…

Se volete rivedere questa e le altre puntate di Libri in città ecco il link:

…ed ecco un po’ di materiale sui miei libri.

Ferita-all'ala-sito-piccolo

La prima copertina di FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

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Copertina e bandella della riedizione (grazie ancora a Paolo Di Paolo e Lia Levi).

Copertina Riccioli

I miei cunti in dialetto… grazie al mio editore Alfio Grasso e ad Alessio Grillo e Maria Francesca Di Natale per disegni e copertina, ai curatori di collana Maria Rita Pennisi e Alfio Caruso…

DSC07174

Ed ecco tutti insieme i miei libri… al centro la mia fatica più recente, LA BANANOTTERA – e come non ringraziare Monica Saladino per le illustrazioni, Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro di VerbaVolant edizioni? E Annamaria Piccione per l’intelligente rilettura?

E adesso vi posto altro materiale sulla fiaba.

Iniziano ad arrivare i lavori relativi al concorso incentrato sulla bananottera Nana…

Quest’anno per il @bukmodena un concorso letterario dedicato ad animali fantastici come la bananottera. Arrivano i primi lavori!

Sono felicissima! Non solo la mia dolce bananottera gialla nuota nelle librerie nelle scuole nelle biblioteche, ma adesso è anche protagonista di un concorso letterario…

http://istruzione.comune.modena.it/memo/Sezione.jsp?titolo=In%20occasione%20dei%2010%20anni%20di%20Buk%20due%20concorsi%20per%20le%20scuole&idSezione=2998

In occasione dei 10 anni di Buk due concorsi per le scuole

 


UNA MACEDONIA DI PAROLE

Concorso creativo
il concorso è rivolto alle scuole primarie della provincia di Modena – classi terze, quarte e quinte

In occasione dei festeggiamenti per il decennale del Buk Modena, festival della piccola e media editoria (l’edizione 2017 sarà la decima) VerbaVolant, che insieme a MEMO ha gestito il nuovo spazio Bukids nell’edizione 2016, bandisce un concorso creativo per i più piccoli e uno per l’istituto d’arte.

Traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera, si è pensato di farvi giocare con le parole.
Per partecipare gli studenti delle terze, quarte e quinte delle scuole primarie della provincia di Modena, dovranno produrre un racconto che abbia per protagonista un animale fantastico il cui nome derivi da una macedonia di parole, come quella che abbiamo usato per il nostro libro. Una volta pronto, il racconto dovrà essere trascritto in un libro realizzato artigianalmente dagli stessi bambini.
Per maggiori dettagli consultare il regolamento allegato.
La cerimonia di premiazione avrà luogo nello spazio Bukids.
I libri selezionati verranno esposti durante la manifestazione.
Saranno selezionati tre elaborati vincitori.
Per maggiori potete contattare la redazione.
Buon lavoro!

Regolamento concorso

Il concorso, indetto dalla VerbaVolant edizioni, è rivolto alle classi III-IV-V delle scuole primarie della provincia di Modena.
Ogni classe può partecipare con un elaborato.
L’elaborato consiste in un racconto, che può anche essere illustrato, contenuto in un libro realizzato dagli stessi ragazzi. Il libro può essere realizzato con diversi materiali e tecniche (riciclo, origami…) ma deve essere assolutamente artigianale. I libri che non risponderanno alle caratteristiche suddette verranno esclusi dal concorso.
L’elaborato deve avere una lunghezza massima di 1 cartella circa (ogni cartella è pari a 1800 battute).
I file relativi all’elaborato, contenenti il racconto in formato PDF o docx e le foto del libro formato JPEG o TIFF, devono essere inviati all’indirizzo info@verbavolantedizioni.it.

La mail deve riportare preferibilmente in oggetto: concorso letterario BUKids.

Se dovessero sussistere problemi nella digitalizzazione del file o nella realizzazione delle foto, è possibile inviare l’originale all’indirizzo: VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa. Si prega di avvertire in anticipo dell’invio del materiale via posta.

I vincitori saranno avvertiti telefonicamente e/o tramite posta elettronica.
Gli elaborati vincitori saranno un massimo di tre, scelti fra tutti quelli pervenuti e conformi alle direttive. La scelta della giuria sarà insindacabile.
La giuria sarà composta di autori, illustratori e responsabili della casa editrice.
Le classi vincitrici riceveranno in premio dei libri per la biblioteca di classe.
Per partecipare è necessario inviare il modulo di adesione tramite posta elettronica all’indirizzo: info@verbavolantedizioni.it.
Il modulo di iscrizione deve essere inviato entro il 1 ottobre 2016.
Gli elaborati devono giungere in redazione entro il 20 dicembre 2016.


Info

VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa.
Tel: 0931462540/ 333.8672919
info@verbavolantedizioni.it
verbavolantedizioni.it


Sono troppo contenta, davvero.

Pensare che una parola inventata da mia sorella sia diventata una storia scritta stampata illustrata e letta… e pensare che questa parola ispiri tanti altri lettori, specie bambini, mi emoziona tantissimo.

Ecco altro materiale che riposto volentieri…

La mia dolce bananottera gialla Nana per Libriamoci 2016 ha nuotato fino a Lentini (SR) presso l’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi”!

Autografi…

Raccontando…

Piccoli lettori…

… da notare le bananottere gialle costruite dai bambini!

I disegni!

Un bellissimo benvenuto alla mia dolce bananottera gialla Nana e alla sua autrice!

Ringrazio la dirigente scolastica, le insegnanti e i bambini per l’accoglienza ricevuta… gli alunni hanno mostrato interesse ed entusiasmo verso le storie lette da Fausta e me, si sono incuriositi del lavoro dell’editore (spiegato da Fausta attraverso una lezione pratica)… insomma, ci siamo “librati”!

E adesso riposto altro materiale relativo alle fiere cui ha partecipato la mia casa editrice insieme a Nana…

http://www.illibrogiusto.net/

fiera-del-libro-giusto-piacenza-16-ottobre-2016

Ringrazio per la foto l’amico Pietro Chiappelloni, compagno d’avventura nei concorsi letterari Porsche Italia…🙂

IL LIBRO GIUSTO è la prima fiera dell’editoria a Piacenza… ribelli creativi indipendenti moderni, ecco gli editori che espongono, tra cui la VerbaVolant edizioni!

Le nuotate di Nana non si fermano…

La casa editrice VerbaVolant edizioni va in giro per fiere letterarie e Nana, la mia dolce bananottera gialla, nuota con Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro…

Il dietro le quinte di Sabir Fest a Messina!

Il manifesto…

E l’immancabile vignetta di Elio…🙂

Ed ecco Nana a Catania tra libri e caffè…

Il Bookb@ng a Messina!

In attesa di altre nuotate letterarie di Nana alle prossime fiere e nelle scuole! (stay tuned, ne vedremo delle belle…) ecco la bella vetrina della Libreria dei Ragazzi a Siracusa…

Libreria dai colori autunnali per ospitare l’ultima avventura del maghetto Harry Potter…

E chi c’è in vetrina vicino a lui? Nana, la mia dolce bananottera gialla… in effetti, la magia del giallo può convivere con quella dell’ormai celeberrimo mago di Hogwarts…

 

Qui trovate le uscite VerbaVolant di dicembre… pronte per Roma (Più Libri Più Liberi) e Palermo (Jingle Books).

https://labiblionautabooks.wordpress.com/2016/11/28/novita-editoriali-le-uscite-verbavolant-per-dicembre/

Infine è ormai cosa nota che io adoro la VerbaVolant, trovo che pubblichino libri bellissimi e sempre estremamente originali, e quindi sono ancora più felice di condividere qualcosa che a me personalmente piace moltissimo.

Grazie a La Biblionauta!

Sta per tornare Jingle Books – Festa del libro e delle arti di Palermo.
www.jinglebooks.it/newsletter
Ed ecco altro materiale che (ri)posto.

I diritti dei video rimangono ai singoli e rispettivi autori… volevo mostrarvi delle meraviglie.

Due amici della mia dolce bananottera gialla Nana, i cavallucci marini. Innamorati!

E poi… la splendida casa di Nana, ovvero l’oceano, la grande casa d’acqua comune a tutti i viventi…

Amici di Nana che si divertono a fare i delfini surfisti…

Ecco delle fotografie che si riferiscono allo stand dedicato a VerbaVolant edizioni (insieme a Lavieri e Uovo nero) a Farfa… per Liberi sulla carta.

 

Un grazie a Maurizio Zicoschi per le foto…

Ed ecco la bella novità…

http://www.verbavolantedizioni.it

Pronti?

Ecco online il nuovo sito di Verbavolant edizioni…

https://www.facebook.com/events/167343040339783/ (ecco l’evento Facebook)

Sconti e sorprese!

Il nuovo sito finalmente online dal primo settembre!
Per l’occasione una settimana di promozioni: basterà inserire il codice newebsite prima di completare l’acquisto e riceverete uno sconto aggiuntivo del 5%. Affrettatevi però: l’offerta sarà valida fino alla mezzanotte di domenica 5 settembre! Inoltre, chi raggiungerà almeno i 30 euro di spesa riceverà in omaggio la nostra ToteBag!

Totebags…

Ecco la pagina autore…

Autori

MARIA LUCIA RICCIOLI

Insegno Lettere nei licei. Scrivo poesie in italiano e in dialetto siciliano, racconti e romanzi, saggi letterari. Canto in un coro lirico. In precedenza ho concertato con un coro polifonico, ho inciso 2 cd più altri due a tema religioso. Amo i coniglietti, i libri e tengo tanto ai miei affetti. Sogno un futuro in cui l’arte sia sempre presente, il calore della famiglia e degli amici… Voglio essere ogni giorno di più una persona, un’insegnante, un’artista migliore… Dio lo voglia!!!
La Bananottera

La Bananottera

LaBananottera

DESCRIZIONE PRODOTTO

Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana!

Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina!
Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.
Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.
Di seguito possibile scaricare un ebook in pdf con giochi e approfondimenti. Uno strumento che vuole essere anche un prezioso ausilio didattico per le maestre o per i genitori più attenti.

Vi posto un po’ di materiale sui viaggi e le nuotate di Nana, la mia dolce bananottera gialla protagonista della fiaba LA BANANOTTERA, uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni…

 

Canicattini, sabato incontro con la scrittrice Maria Lucia Riccioli e la sua “Bananottera” per Nati per Leggere

Maria Lucia Riccioli

Grazie a Free Journal…

CANICATTINI – Sarà la scrittrice siracusana Maria Lucia Riccioli con la sua ultima fiaba “La Bananottera”, edita da  VerbaVolant di Fausta Di Falco, e illustrata da Monica Saladino, a chiudere sabato 11 giugno, alle ore 17:30 all’Asilo Nido comunale “S. Maria Goretti” di via San Nicola, il primo semestre di attività della Biblioteca comunale “G. Agnello” e Nati per Leggere di Canicattini Bagni.

L’incontro con Maria Lucia Riccioli, già autrice del romanzo “Ferita all’ala un’allodola (Perrone Lab 2011 e L’Erudita 2013), e di una raccolta di versi della tradizione siciliana, “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” (Algra 2014), sarà l’occasione per parlare di scrittura e di come leggere e scrivere possa trasformare, non solo gli autori, ma anche i lettori.

Ma naturalmente l’appuntamento è diretto soprattutto ai bambini, com’è nella tradizione di Nati per Leggere, per cui Maria Lucia Riccioli racconterà della sua “Bananottera” gialla, che seppur all’inizio avrà problemi proprio per questa sua caratteristica, grazie alla sua bontà e al suo coraggio diventerà l’eroina dell’oceano.

Insomma, una storia ecologica ma non solo, di grandi sentimenti e allegria, che piace già tanto ai bambini che ritrovano un nuovo eroe.

Nana nuota nuota nuota e non si ferma…

La mia dolce bananottera gialla continua a nuotare nel mare dell’editoria…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

http://www.womenews.net/la-bananottera-un-racconto-che-insegna-a-rispettare-lambiente-e-le-creature-che-lo-abitano-un-libro-di-maria-lucia-riccioli-edito-da-verbavolant-edizioni/#comment-45311

“LA BANANOTTERA” UN RACCONTO CHE INSEGNA A RISPETTARE L’AMBIENTE E LE CREATURE CHE LO ABITANO – Un libro di Maria Lucia Riccioli, edito da VerbaVolant Edizioni

Un ringraziamento particolare ad Irene Iorno de IL PAESE DELLE DONNE ON LINE – RIVISTA per la sua recensione…

“per creature terresti perfette che il mare vogliono amare senza far danni e senza sporcare”.

Illustrata con tecnica mista da Monica Saladino, la fiaba, presentata anche al SIRMUMA – Museo del Mare di Siracusa, racconta di una balenottera gialla presa in giro da tutte le creature del mare, fino a quando compierà un gesto di grande altruismo che unirà tutti gli animali e verrà accettata, da loro e dal Capitano Remo Millemari.

Qui sono gli animali a guardare la specie umana, le sue  imperfezioni, le conseguenze delle sue azioni e di come molto del nostro fare influisca sugli oceani, sottolineando la grande importanza di agire sempre nel rispetto della natura, per conservare un  mare pieno di bolle che cambiano colore e quantità a seconda delle emozioni dei suoi abitanti: ci sono bolle felici, bolle tristi, poche bolle o tantissime.

E l’incontro fra le diverse specie viene qui raccontato come pericolo per chi ha solo manto e pinne perché “nessuno da quelle parti aveva una buona opinione dei bipedi senza squame e coda. Non le foche, che temevano per la loro pelliccia. Non le tartarughe, che avevano paura di lasciarci il carapace. Non i gabbiani, che ogni giorno vedevano gli uomini sporcare ogni cosa”.

Un piccolo libro che commuove quando mamma balena viene catturata e la bananottera la difende dalla baleniera e i suoi pescatori.

Un libro che ci fa capire l’importanza della cooperazione quando tutte le balene degli abissi emergono salvando Lena e  di come l’accettazione di un qualcosa ritenuta diversa passi spesso prima attraverso la  consapevolezza delle proprie paure, di come i termini strano, differente, pericoloso, spesso vengano confusi e usati solo per difendere un qualcosa che non esiste.

E per una volta il mare diventa protagonista,  abitato da creature diverse, tutte con le proprie idee, i propri  colori,  e che alla fine collaborano apportando ciascuna il proprio sapere e le proprie capacità per un bene comune.

Una fiaba da  leggere fino all’ultimo “sbuffo”, perché i capitoli a volte non servono se si respira con le branchie come i pesci, si saltella sugli scogli come un granchio, si vola sugli oceani come i gabbiani, si mangiano fino a quattro tonnellate al giorno di cibo come le balenottere azzurre, si gioca come i delfini, e si incontrano navi che trasportano banane tutte gialle come Nana.

E gli umani e le umane per una volta sono “fuori dalle pinne”.

Ecco il mio commento on line:

Salve… grazie davvero per la recensione, scritta cogliendo il senso profondo del lavoro mio e di Monica Saladino, che in VerbaVolant edizioni abbiamo trovato una casa editrice attenta e sensibile alla qualità letteraria della narrativa per bambini e ragazzi e una cura grafica notevole, che si distingue nel panorama nazionale.
In queste vostre parole trovo l’attenzione ai temi di un’ecologia latu sensu, intesa come Papa Francesco la concepisce nella sua enciclica Laudato si’: ecologia del cuore, dei sentimenti, dell’economia, etimologicamente rispetto della nostra casa comune.

Un po’ di materiale sul mio libro… nel mio blog troverete le precedenti recensioni…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

La mia dolce bananottera gialla, Nana, sta nuotando nei cuori di tante persone… qualcuna di loro scrive anche delle recensioni!

http://www.lavocedellisola.it/2015/10/11/maria-luisa-riccioli-e-la-sua-bella-fiaba-la-bananottera/

Ringrazio davvero Salvo Zappulla per la sua generosa disponibilità: oltre a scrivere, Zappulla è l’anima del concorso letterario Pentelite e dell’omonima rivista-antologia; recensisce libri su Notabilis e vari periodici on line, legge e fiuta talenti con disinteresse e passione.

Ecco le altre recensioni finora uscite su LA BANANOTTERA…

Per me e Nana è una grande gioia essere citate dal blog Mammechefatica…

Ecco il post: http://www.mammechefatica.it/2015/09/04/banana-o-balenottera/#comment-774

Ringrazio ancora il blog… e vi posto altre due recensioni che mi sono molto care:

http://www.libreriamo.it/a/12735/conversazione-con-maria-lucia-riccioli-sulla-favola-la-bananottera-leggere-e-scrivere-ci-trasforma.aspx

Ringrazio l’amica blogger e scrittrice Rosalia Messina per questa recensione-intervista su Libreriamo…

E qui trovate la recensione della blogger e poetessa Costanza Lindi…

https://clindi.wordpress.com/2015/07/02/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

http://www.dioramaonline.org/dblog/articolo.asp?articolo=1500

Ringrazio l’amica giornalista e scrittrice Lucia Corsale per questa nuova bellissima recensione della mia fiaba per bambini LA BANANOTTERA…

Ringrazio anche Massimo Maugeri che nella nuova rubrica del suo litblog LETTERATITUDINE intitolata GIOVANISSIMA LETTERATURA ha dedicato un post proprio alla mia dolce bananottera gialla Nana:

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2015/11/23/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

Ed  è freschissima la segnalazione su L’ESTROVERSO…

http://www.lestroverso.it

La mia dolce bananottera gialla Nana ha nuotato in lungo e in largo per tutto il 2015… e anche durante il 2016 sta continuando ad incontrare grandi e piccini!

L’11 maggio è stata pubblicata per i tipi di VerbaVolant edizioni la mia fiaba “La bananottera” (con illustrazioni di Monica Saladino), presentata in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino il 17 maggio presso il Bookstock Village al Laboratorio Scienza e Saperi, con lettura animata e laboratorio per i bambini.

La fiaba è stata poi presentata a Palermo presso la Libreria Un mare di libri, a Siracusa presso la Casa del Libro Rosario Mascali il 30 maggio, alla fiera “Una marina di libri” di Palermo il 5 e 6 giugno (presentazione e laboratorio), il 14 giugno a Ragusa (A tutto volume) con un laboratorio, il 20 giugno presso la Libreria dei Ragazzi di Siracusa con una labomerenda.

Dal 31 luglio al 2 agosto 2015 “La bananottera” è stata ospite della fiera letteraria “Gufi e melone” di Joppolo Giancaxio (AG), patrocinata dal Comune e dalla Biblioteca comunale.

Il 28 agosto, presso la spiaggetta del Castello Maniace ( che fa parte dell’area marina protetta del Plemmirio di Siracusa), la mia fiaba è stata ospite di “C’era un mare da favola…”.

Il 13 settembre ho tenuto una lettura de “La bananottera” in Piazza Leonardo da Vinci a Siracusa nell’ambito della manifestazione “Il risveglio di Siracusa” organizzata da “Archimede in movimento”.

Il 18, 19 e 20 settembre ho preso parte al Catania Book Festival presso il Cortile Platamone.

Il 3 ottobre, con “La bananottera”, sono stata ospite della manifestazione “Il mare al museo” presso il Museo del mare di Siracusa, mentre a Palermo la fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso “È Bio”.

Il 25 ottobre “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant in mostra al Book b@ng di Messina ed è stata presentata a Palermo presso La Città del Sole, il 31 ottobre è stata presentata a Ragusa presso “Le Fate” e il 15 novembre, dopo vari incontri nelle scuole siracusane, è stata ospite di “Archimede in movimento” a Siracusa. La fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso la Fiera della piccola e media editoria di Roma “Più Libri Più Liberi” che si è svolta nel Palazzo delle Esposizioni dell’Eur dal 4 all’8 dicembre; il 13 dicembre ha trovato spazio presso la piccola fiera tenuta a Siracusa in occasione di Santa Lucia. Presso Palazzo Asmundo a Palermo dal 18 al 20 dicembre è stata ospite di “Jingle Books”. Dal 20 al 21 febbraio la fiaba è stata ospitata a Modena per Bukids, la sezione per bambini e ragazzi di Buk Modena, mentre il 25, presso l’Associazione culturale Alimede, è stata protagonista di una labomerenda.

A marzo è stata ospite di “Bellissima”, fiera dell’editoria indipendente, presso il Palazzo del ghiaccio di Milano, mentre il 3 aprile è stata protagonista di una lettura presso “Archimede in movimento”, IV edizione. L’11 aprile è stata ospite della IV A e B dell’Istituto comprensivo “D. Ajello” di Mazara del Vallo (TP) per un incontro con l’autore, mentre il 15 aprile è stata ospite dell’edizione speciale di Archimede in Movimento dedicata al problema delle trivellazioni. Il 23 e il 30 aprile, in occasione della Giornata mondiale della cultura, del libro e del diritto d’autore, “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant edizioni donati a Casa Mazzolini per l’iniziativa “Il cestino dei libri”, nata per sostenere “La casa di Fausta” insieme alla Biblioteca del gufo e ad altri volontari. Al Salone internazionale del Libro di Torino 2016, ad “Eralavò”, festival delle storie di Acireale (CT), e ad Una marina di libri di Palermo è presente presso lo stand VerbaVolant edizioni al’Orto Botanico.  

L’11 giugno è stata ospite della Biblioteca “Giuseppe Agnello” di Canicattini Bagni (SR) per la festa conclusiva del progetto NATI PER LEGGERE.

“La bananottera” è tra i libri “Scelti per voi” dallo staff de La Feltrinelli – Catania.

Il 24 ottobre, in occasione della campagna nazionale “Libriamoci” l’autrice è stata ospite insieme all’editrice Fausta Di Falco dell’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi” di Lentini (SR) con la fiaba “La bananottera”.

E naturalmente grazie a Casa Facile che nel numero di agosto 2015 ha ospitato me e Nana!

La bananottera - VANITY FAIR

E su Vanity Fair del 2 settembre scorso!

Qualche stralcio…

Primo sbuffo

Sulla terra ora si direbbe “C’era una volta” e la storia sarebbe divisa in capitoli.
In fondo al mare però è diverso: le storie sono divise in sbuffi e ogni creatura
le inizia a modo suo.
La piovra gigante comincia così: – Quando i miei tentacoli erano piccini…
Il corallo, attaccato alla scogliera, parla poco e ogni parola è tonda come
una bolla di sapone che dal fondo viene a galla. Lui invece dice: – Quando
ero un bastoncino rosa…
Poi arriva il delfino Fino, con il dorso lucido grazie alle carezze della schiuma di mare, e inizia:
– Quando la mia mamma mi portava nella pancia, anche la mamma di Nana la portava nella sua…
Proprio così: Delfia, la mamma di Fino e Lena, la mamma di Nana, aspettavano
i rispettivi cuccioli nello stesso periodo.
La differenza era che Delfia era una delfina che saltava nell’acqua come le acrobate del circo, mentre Lena era una balena, l’animale più grande dell’oceano.

Secondo sbuffo

Il piccolo delfino Fino e la sua mamma Delfia a volte danzavano sulle onde
per farsi applaudire dai marinai, ma non si avvicinavano mai troppo alle
navi. Sapevano che l’uomo è un animale capriccioso che un giorno ti prende
in simpatia e l’altro ti fa finire in una scatoletta, come capita ai tonni e
alle aringhe.
Ai pesciolini più piccoli tremavano le branchie solo al sentirlo nominare.
– L’uomo? Fuori dalle pinne!
Lena, la mamma di Nana, invece non aveva paura degli uomini e si divertiva
a seguire le navi da pesca e i transatlantici zeppi di turisti.
– Non hai paura delle baleniere che possono acchiapparti? – le chiedevano
in tanti.
Gli umani infatti catturano le grandi balene per farne grasso, olio e cibo.
La grande balena però rideva come solo le balene sanno fare.
– L’uomo capace di acchiapparmi deve ancora nascere! Mi fanno ridere i
loro rampini: sembrano ami per pescare lucci e trote. Per un cetaceo come
me ci vuole altro! Io sono la regina del mare e di fronte a me l’uomo è solo
una formichina che naviga in un guscio di noce!
La mamma di Nana nuotava lenta e maestosa, sembrava proprio una regina
nel suo palazzo. E la spuma dietro di lei ricordava uno strascico d’argento.

Terzo sbuffo

Un bel giorno Lena incontrò Fanone, un immenso re elegante e gentile, e
lo sposò in una notte di luna piena.
La grande palla dorata splendeva nel buio come neppure il sole aveva mai
fatto nelle giornate serene, e la grossa balena ne rimase incantata.
Forse fu quella luce luminosa la causa di tutto e qualche mese dopo nacque
Nana, che già da neonata era robusta e forte, ma con una caratteristica
molto speciale.
Va infatti detto che il giorno della sua nascita l’intero oceano rimase a bocca
aperta per lo stupore a guardarla.
– Ma l’avete vista? – gridarono i coralli, quasi staccandosi dal fondo.
– Ma l’avete vista? – esclamarono i tonni con le pinne paralizzate.
Anche mamma delfina e il piccolo Fino smisero di saltare e rimasero imbambolati.
– Ma l’avete vista? – proferirono infine.
Certo, Nana era una balenottera bellissima, questo sì.
Solo che… era tutta gialla.
Gialla.

(Riproduzione riservata)

VERBAVOLANT EDIZIONI 
Siracusa
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NOI SIAMO DESDEMONA a Floridia il 26 novembre: articoli e foto

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Floridia, conferenza sulla violenza alle donne organizzata dalla Fidapa

conferenza-violenza-sulle-donne-fidapa-floridia

Grazie a Salvatore Pappalardo e a La Gazzetta siracusana… riporto l’articolo con i dovuti aggiustamenti.

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Floridia, conferenza sulla violenza alle donne organizzata dalla Fidapa

FLORIDIA – Si è svolta nell’aula consiliare “G. Spada” del comune di Floridia la giornata contro la violenza alle donne. La serata è stata organizzata dalla Fidapa di Floridia ed ha visto la partecipazione del comandante della tenenza dei Carabinieri Maresciallo Marco D’Aquila, della presidente dell’associazione Work in Progress Cristina Sanzaro, della scrittrice Maria Lucia Riccioli e della psicologa e criminologa Maria Irene Messina.

In apertura la presidente della Fidapa Floridia Irene Failla ha sottolineato che il “processo socio economico e un’ampia e un’acquisizione culturale non hanno ne brillato in comportamenti talora aberranti nei confronti delle donne spesso vittime di violenze fisiche e psicologiche, di soprusi e di sfruttamento. Esiste ancora nella società attuale una tale disuguaglianza di genere poiché purtroppo questa società non è ancora in grado di contrapporre allo sciovinismo maschile il rispetto per la dignità della donna”.

Subito dopo ha preso la parola il sindaco di Floridia Orazio Scalorino il quale ha sottolineato l’importanza di queste manifestazioni e maggiore partecipazione a questi eventi. Il primo cittadino ha fatto anche riferimento ad un fatto di cronaca degli ultimi giorni dove un floridiano è stato arrestato per stalking.

Il Comandate della Tenenza dei Carabinieri Maresciallo D’Aquila riportando gli ultimi fatti di cronaca avvenuti nella nostra città soprattutto per quanto riguarda i maltrattamenti in famiglia e il reato di stalking ha invitato tutti a denunciare questi episodi di maltrattamenti nei confronti delle donne.

La presidente della associazione Work In Progress Cristina Sanzaro ci ha dichiarato:  “Non solo qui a Floridia ma anche in tutta la provincia. Grazie alla collaborazione con il centro antiviolenza “La Nereide” di Adriana Prazio con l’associazione Work in Progress noi abbiamo potuto diciamo essere attivi anche indirettamente anche perché per diventare centro bisogna avere esperienza pluriennale e noi affidandoci e appoggiandoci alla dott.ssa Prazio abbiamo potuto realizzare oggi il centro antiviolenza presente nel territorio di Floridia. Abbiamo avuto donne che hanno chiesto informazioni. Ancora hanno paura di denunciare l’accaduto e quindi bisogna fare prevenzione e sensibilizzazione perché le donne spesso non denunciano, non vogliono denunciare perché hanno paura. Paura del dopo perché è incerto, non sanno dove andare, non hanno una casa e non hanno un futuro. Quindi devono pensare e quindi non denunciano e noi dobbiamo aiutarle a fare ma nella loro giusta scelta. Scelta non obbligata ma scelta libera nel denunciare la mano del carnefice”.

La rappresentante  Young Fidapa  Fabiola Guarino: “ La Fidapa cerca di mettersi a disposizione del territorio, di far conoscere quella che è la nostra realtà e quelle che sono le possibilità di aiuto. La Fidapa si pone come mezzo d’aiuto per chi in realtà è in prima linea, quindi se i carabinieri hanno bisogno, se i centri antiviolenza hanno bisogno di qualcuno che collabori con loro noi siamo a disposizione”.

Per la scrittrice Maria Lucia Riccioli:  “La scrittura ha una grande funzione, intanto quella di far prendere consapevolezza del fenomeno e di studiarlo non dal punto di vista dello psicologo, del criminologo, del poliziotto e così via, ma dal punto di vista espressivo ed emotivo cioè penetrare all’interno dei fatti, magari  fatti di dura cronaca cui noi assistiamo o che leggiamo nelle pagine dei giornali e tentare di scavare nel fondo dell’animo umano. Ecco, questo fa lo scrittore: cercare di compenetrarsi all’interno delle anime nelle quali pulsioni oscure poi danno vita ai fenomeni della violenza, della sottomissione, della sopraffazione e del vittimismo dall’altra parte, cioè quali sono i meccanismi carnefice-vittima. Cosa spinge le vittime a rendersi tali e i carnefici a rendersi tali. L’occhio dello scrittore forse può penetrare in quelle profondità dove spesso la superficialità di certa cronaca o dove spesso le stesse indagini non riescono ad indagare, cioè lo scavo del profondo, del’interiorità e quindi io e altre scrittrici, ognuna dal proprio di vista, hanno narrato che  cosa significhi violenza sulle donne”.

Abbiamo registrato anche l’opinione della psicologa e criminologa Maria Irene Messina:  “Intanto è una cosa come dire arcaica la fragilità fisica delle donne e spesso è errato dire che l’uomo si sente di possedere quasi  come un oggetto la donna. In realtà la violenza oggi ha preso degli spaccati che sono diversi rispetto ad una volta perché non è più solo violenza sulla donna succube dell’uomo ma è diventato qualche volta anche l’inverso. E’ ovvio che c’è una diversità fisica e nello scontro uomo-donna, l’uomo vince sempre favorevolmente. Ma la violenza che più mi spaventa non è quella della violenza fisica, ma è la violenza psicologica perché è quella che non vediamo, è quella per cui non possiamo spesso neanche gli enti accreditati, le istituzioni, riuscire ad essere credibili perché si va lì e si dice sono vittima di mio marito anche psicologicamente. Questo aspetto è difficile perché non si vede. Perché  – aggiunge – se abbiamo un ematoma lo vediamo, al contrario se è una cosa che va oltre la psiche non si riesce. Io farei una prevenzione ma anche una sensibilizzazione a denunciare che è un’altra cosa che non si fa perché i nostri dati sono alti statisticamente ma non sappiamo quante donne non denunciano e spesso non denunciano non solo per la fragilità ma anche perché nella dinamica psicologica nel rapporto uomo-donna spesso c’è questa cosa che la donna incomincia a sentirsi in colpa perché il marito insinua quasi che sei stata tu ad attivare questa dinamica perché altrimenti io non avrei alzato un dito su di te. Per cui dico dinamiche complesse, dinamiche perverse che vanno ancora oggi guardate e condannate. La violenza va condannata sempre in qualunque forma”.

Durante la conferenza alcuni studenti del LIceo Scientifico “L. Da Vinci” di Floridia hanno letto dei brani tratti dal libro “Noi siamo Desdemona”.

Photo courtesy BWP Italy sezione Floridia

Le bellissime installazioni a tema…

Io e la presidentessa Irene Failla…

 

26 Novembre 2016 ore 17:30
Aula Consiliare G.Spada_Floridia
Incontro/Dibattito contro la violenza sulle donne

Rapp. Young Fidapa BPW Italy Sezione di Floridia
Fabiola Daiana Guarino

#fidapadiceno #fidapafloridia #fidapayoung #fidapa#BPWItaly #controlaviolenzasulledonne

— con Maria Lucia Riccioli, Cristina Sanzaro e Irene Messina Montanaro

http://www.algraeditore.it/index.php?option=com_icagenda&view=list&layout=event&id=439&Itemid=177

L’antologia NOI SIAMO DESDEMONA, uscita per i tipi di Algra Editore, sarà al centro del dibattito insieme ai contributi degli ospiti presenti.

Torna il 25 novembre, occasione per ricordare tutte le donne vittime di violenza di genere e per rinnovare l’impegno contro i femminicidi e tutti gli abusi perpetrati contro le donne.

Il 25 novembre dello scorso anno NOI SIAMO DESDEMONA – l’antologia di Algra editore contro il femminicidio – è stata proposta a Scordia (CT) presso la Biblioteca comunale.

Il tour delle presentazioni, iniziato ormai nel 2014, è proseguito dopo Scordia con Valverde (29 novembre 2015), che ha ospitato l’antologia all’interno della rassegna degli Incontri in Biblioteca a cura di Clara Pennisi e Nunzio Lizzio presso la Biblioteca Giuseppe Fava; il 1 dicembre è stata la volta di Siracusa.

Anche nel 2016 proseguono gli appuntamenti dedicati alla lettura e alle riflessioni suscitate da questo libro.

Domenica 6 marzo 2016 alle ore 18, presso la sala consiliare del Comune di Zafferana Etnea, si è tenuto l’incontro incentrato su NOI SIAMO DESDEMONA.

Un ringraziamento al sindaco Alfio Vincenzo Russo, all’assessora alle Pari Opportunità Angela Di Bella, all’associazione Giuseppe Sciuti e alla musicista Linda Vinciullo.

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Immagine tratta dalla presentazione presso LA CASA DEL LIBRO Rosario Mascali.

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Ecco la copertina del volume con i nomi delle autrici…

L’antologia NOI SIAMO DESDEMONA (Algra Editore), il cui “tour” non si ferma – ah come vorremmo che si arrestasse insieme a ciò che condanna! – contiene un mio racconto scritto a quattro mani con Mavie Parisi.

Eccolo…

LORO

 

LEI

Lontana. Credevo di essere molto lontana, tanto lontana da cogliere in un’unica occhiata fatti, cause, natura dei sentimenti e fondamenti delle azioni.

Come una fotografa che tenti di abbracciare tutta la scena e inghiottirla dentro il suo obiettivo, faccio un passo indietro per indovinare anche il contesto.

Non mi accorgo che invece mi sto avvicinando, sono praticamente dentro, granello di polvere tra un pixel e l’altro.

Non vedo più nulla, tutto si sfoca nel mio perduto potere di risoluzione.

Niente che possa essere toccato da dita che non sento più.

Una confusione sensoriale, veli di vento sulla pelle nuda.

Una prospettiva strana, un punto di osservazione bizzarro, o quantomeno sconosciuto, che distorce tutto e dissolve i dettagli.

Sarà per questo che mi importa uno zero di tutto quello che è successo.

Abito al piano terra di un piccolo condominio, un appartamento di tre vani, regalo dei miei genitori per il mio ventiseiesimo compleanno.

Un regalo grosso, impegnativo, ma poca roba se si pensa che sono la loro unica figlia e per me darebbero la vita, come si dice.

Sul mio stesso pianerottolo c’è un appartamento gemello che, nel periodo in cui venni ad abitare il mio, era vuoto.

I due piccoli giardini sui quali si affacciano le cucine sono confinanti e ho dovuto piantare un lungo filare di bambù per nascondere il lerciume di un posto abbandonato da troppi anni.

Bella sorpresa, una domenica mattina, essere svegliata dal chiasso e dalle chiacchiere di due giardinieri che pulivano, rastrellavano, piantavano siepi, rendevano insomma abitabile quello che era stato solo un nido di topi.

Sia lodato il cielo, pensai, o meglio sia lodato l’amministratore che ha finalmente ascoltato le mie preghiere.

Esco dunque in giardino con il pigiama, le ciabatte, una tazza d’orzo in mano e una magnifica disposizione d’animo.

Buongiorno, mi dice, e non potevano essere i giardinieri, a meno che ce ne fosse un terzo che non riuscivo a vedere.

Risposi comunque al saluto mentre ricevevo la seconda sorpresa di quella singolare mattina: l’appartamento a fianco aveva finalmente un proprietario.

Si trattava di un uomo di una quarantina d’anni, forse (seppi in seguito che erano cinquanta ben portati).

Quel giorno, di lui mi colpì l’abbigliamento. Mi sarei aspettata una tenuta comoda, per un trasloco, invece notai che indossava la giacca e la cravatta, e dalla mia prospettiva, e con la siepe di bambù che ne nascondeva la parte inferiore, mi sembrò uno speaker di telegiornale.

La situazione era così surreale, con me in pigiama e i giardinieri, lui in giacca e cravatta e tutto il resto, che mi venne da ridere.

E così mi sentii in obbligo di spiegare il motivo di quella risata.

Rimediai un noioso racconto su un anniversario di matrimonio e sugli intricati legami di parentela che lo legavano agli sposi che oggi avrebbero rinnovato in chiesa le loro promesse.

In compenso guadagnai l’amicizia di un vicino di casa.

Da quel giorno e per tutte le domeniche d’estate ci sporgemmo dai rispettivi giardini per fare quattro chiacchiere.

Decidemmo anche di tagliare qualche piede di bambù, in modo da rendere più agevole la cosa.

Per il resto, ognuno faceva la sua vita.

Intanto l’estate stava per finire, e nessuno di noi si era chiesto, o quantomeno non me l’ero chiesto io, cosa avremmo fatto in caso di pioggia.

Non ebbi il tempo di pormi il problema, non mi ero nemmeno accorta che piovesse, quando sentii il campanello.

Era lui che mi invitava a prendere un caffè in casa sua.

Accettai con piacere e non solo quella volta, ma per molte volte ancora.

Nei giorni non lavorativi sapevo che a una certa ora del mattino avrei sentito un din don che mi annunciava che la colazione era pronta.

Ce ne stavamo nella sua cucina e passavamo la successiva oretta a chiacchierare mangiando il ben di Dio di cornetti e ciambelle che lui stesso preparava o acquistava in pasticceria.

Il caffè si trasformò presto in pranzo, qualche volta in cena.

Non si arrivò alla fine dell’inverno che qualcosa, nel suo atteggiamento, cambiò.

Non saprei raccontare fatti precisi.

Non fu compiuta alcuna azione dai contorni e obiettivi definiti, né articolata frase speciale.

Fu una sorta di aumento della confidenza, una trasformazione di quella piacevole complicità che ci eravamo costruiti.

Mentirei se dicessi di non aver considerato la possibilità che ciò accadesse, ma avevo allontanato il pensiero con un gesto leggero e vago, come si fa con un moscerino immaginario.

Provai un fastidio non intenso, ma molesto. Settimana dopo settimana, però, sentii nascere l’antipatia che crebbe in avversione.

Era di nuovo estate quando mi trovai a inventare una scusa ogni domenica, proprio mentre lui si faceva più pressante.

Cominciò a cercarmi a ogni ora del giorno, di ogni giorno.

Il suono del campanello ormai mi dava nausea, come un cibo mangiato in quantità eccessiva.

Facevo finta di non essere in casa, ma era inutile, perché, a quel punto, mi aspettava fuori dalla porta.

Mi era impossibile uscire in giardino perché lui faceva altrettanto, così mi industriai a stendere i panni dentro il bagno.

Scoprii che spiava le mie uscite. La mia vita si trasformò in un incubo.

Decisi di confidarmi con qualcuno, forse mi avrebbe tranquillizzata, riportandomi su una strada che io pensavo di avere smarrito.

Ne parlai con una cara amica, che sfortunatamente alimentò il fuoco delle mie paure consigliandomi di cambiare casa.

Era una cosa non facile che mi sembrava pure inutile, e poi cosa avrei detto ai miei genitori? Li avrei messi in allarme per qualcosa che assomigliava tanto a una sciocchezza.

Non rimaneva che affrontarlo. Gli avrei parlato chiaramente, con garbo certo, ma anche con determinazione.

Gli ultimi accadimenti non dovevano farmi dimenticare che si trattava pur sempre del mio simpatico vicino di casa, magari si era rivelato un po’ invadente ma ero sicura che sarebbe bastato farglielo notare.

Fu così che una domenica mattina, era appena trascorso l’anniversario della nostra conoscenza, accettai il suo ennesimo invito, telefonico stavolta.

Presi qualche minuto per vestirmi, infilai la chiave dentro la tasca dei jeans, e andai.

L’atmosfera mi imbarazzò da subito.

Mi guardava dritto negli occhi, con intenzione, pensai. Il suo sguardo percorse tutti i miei contorni come fosse la punta di una matita che dovesse ricalcarmi su un foglio.

Con pazienza, provai molte volte a imbastire le parole che mi ero portata dietro per dirgli che doveva smetterla, ma ogni volta che iniziavo a parlare lui mi faceva un complimento, mi offriva qualche cosa o provava a farmi una carezza.

La mia pazienza si esaurì quando infine mi trovai le sue mani addosso, a quel punto il discorso preparato rotolò velocemente e non ci fu più tempo per la delicatezza, ma più parlavo e più mi si avvinghiava.

Mi ritrovai stretta a lui, farfugliava qualcosa che aveva a che fare con il desiderio, ma le frasi non erano chiare, era più un mugolio appiccicoso.

Sentivo la sua saliva che diventava fredda sulla mia pelle, niente mi aveva mai fatto tanto schifo.

Con tutta la forza che potei racimolare, tentai di scostarlo.

Non c’era gioco, il suo metro e ottanta abbondante e le sue braccia forti avevano la meglio.

Fu quando mi sbottonò la camicetta che presi a lottare come una dannata tempestandolo di pugni.

Dapprima rise, tenendomi le mani.

Sembrava un gioco, ma poi mi picchiò forte, fortissimo.

Caddi a terra ma lui non si fermava, anzi mi prese il viso con una sola mano, era così grande che quasi soffocavo, sicuramente non vedevo bene, un dito mi premeva sull’occhio sinistro. Cominciò a sbattermi la testa sui mattoni.

Questi sono i fatti, per il resto sono solo sensazioni e ricordi di vaghe emozioni.

Il dolore al capo, il calore del sangue sulla mano, il suo colore sfocato, la mancanza di respiro, il girotondo della stanza, lo sfregare della schiena sul pavimento mentre mi riporta a casa mezza morta, il rumore della porta chiusa alle sue spalle, la perdita di contatti con il mondo, la paura che l’avrebbe fatta franca, un accenno di rabbia l’immagine dello strazio negli occhi di mia madre.

Eppure adesso tutto questo mi è proprio indifferente, in questo luogo sorprendente, durante un tempo che non so, in uno spazio che non è uno spazio, granello di polvere tra un pixel e l’altro.

Sono morta. Ammazzata.

 

LUI

Credevo di essere lontano, molto lontano da cose come queste.

Voglio dire, è una cosa che non prevedi. Neanche negli incubi più brutti, che ti svegli sudato e ringrazi chissacchì perché non è vero.

Stavolta invece sono sudato lo stesso ma l’incubo non finisce.

È incominciato e non finirà.

Questo solo, riesco a pensare.

C’era una vita prima di questo sangue, prima di questo schifo che a quanto pare ho fatto io, di questo lamento che sta per finire – ma quando, quando? – e questa vita è finita. Quella di questa ragazza che non mi pare più manco la mia vicina. Una bambola rotta mi pare, e l’ho rotta io.

Ma anche io mi sento rotto. Sono stanco, stanco morto, come quando corro troppo alla pista ciclabile per sembrare più giovane, per piacere di più a questa bambola rotta che non mi vuole. Che non mi può volere più.

Sono morto pure io, allora.

Il lamento manco si sente più. Quasi.

Sarò l’assassino, il mostro. L’ammazzatore di donne, lo stalker che prima fa amicizia con una donna e poi va a finire così, una domenica che poteva essere diversa e no, ora è questo bordello di camicetta sbottonata e sangue, di occhi spalancati che mi guardano e non mi vedono. Non mi vedono più.

Quando alla televisione sentivo di donne ammazzate cambiavo canale. Pure ’sta parola nuova, “femminicidio”, mi faceva antipatia.

Uno pensa Che c’entro io con queste cose, m’avete pure rotto, con le scarpe rosse i posti vuoti a teatro e dagli al maschio maniaco assassino.

E invece sono qua, col telefono in mano, il numero già composto.

Uno. Uno. Tre. 113.

Il simbolo verde con la cornetta da premere.

E il sangue rosso di lei sui polpastrelli, sul dorso delle mani, sulla maglietta. E LEI qui, e la striscia rossa che va da casa mia alla sua.

Frugare nelle tasche dei suoi jeans – le cosce ancora calde –, prendere le chiavi, aprire, trascinarla nel suo appartamento.

Credevo di essere lontano, molto lontano da cose come queste.

Eppure quello con il telefono e il sangue di lei addosso sono io.

Mi punteranno a dito, mi accuseranno. Era la sua vicina, capita, no? Male, male ha fatto, s’è fidata dell’uomo sbagliato, quello della porta accanto, che t’aggiusta la serranda e poi si mette in testa chissà che cosa.

La mia vicina.

Ama il prossimo tuo. Io non so se l’amavo, però mi ha fatto sangue subito – fa senso pensarlo adesso. Mi è piaciuta, mi è piaciuta subito – con le sue camicette aderenti, la voce fresca come l’erba del giardino appena tagliata.

Che male c’è? Si comincia così, no?

Una presentazione un po’ imbarazzata ma cordiale, quattro chiacchiere in giardino con la mente alla pentola sul fuoco, al computer acceso e la voglia di restare lì.

Il caffè. Il primo, che ha un sapore tutto particolare.

Una fetta di ciambella.

Un pranzo, una cena, quel dire e non dire di cui sono così esperte le donne.

Pensavo non dico di piacerle, ma almeno una simpatia un interesse qualcosa… non avevo capito niente. Non ho capito niente.

Mi hai frainteso, mi ha detto, Non avevo capito che tu avessi altre intenzioni.

Rabbia, umiliazione… tutte quelle belle parole in giardino e davanti a un piatto di pasta o un caffè sono state solo chiacchiere inutili tra buoni vicini?

Vicini.

Le facevo la posta, è vero.

Non si fa, non si dovrebbe fare. Le donne si mettono in sospetto e ti chiudono la porta in faccia, si negano, non si fanno trovare a casa o fanno finta. Non si fa.

Ma mi mancava la sua voce. E la sua biancheria – le calze, le mutandine che adesso stendeva in casa, perché forse per lei il fatto che io le vedessi era prendermi… com’è che aveva detto? troppa confidenza.

E non sta bene, prima il caffè colazione pranzo cena e poi niente. Troppa confidenza non va bene.

Non sono bravo a capire cosa vogliono veramente le donne. Sfido qualcuno a capirle. Sì no no sì non lo so non credo. Le parole le usano come il trucco, ogni frase è uno sbaffo di rossetto, una passata di cipria. E non sai più se stai parlando con una donna o con una bambola che ti risponde come viene. Come viene.

Credevo di essere lontano, molto lontano da cose come queste.

Sbottonarle la camicetta. Ridere dei suoi tentativi di sfuggire alle mie carezze. Picchiarla perché urlava il suo disprezzo verso quello che provavo – che provo? Ancora?

Non si lamenta più. Il telefono mi scotta fra le dita, sono così stanco che premere il tasto verde mi sembra un’impresa. Farei di tutto per te, di tutto. E tu ridevi. E ora non si muove più, ora che lo sa che ho fatto molto più di tutto.

Sono confuso, niente ha più senso. la stanza i jeans il sangue. Sono in un film che non capisco. Tutto mi pare sfuocato. Sono qui ma mi sento da un’altra parte.

Mi sento così lontano da cose come queste.

Sono ancora qui.

LEI è ancora qui. La mia vicina. Vicinissima. E già così lontana.

 

LEI, Mavie Parisi

LUI, Maria Lucia Riccioli

Ringraziamo per la disponibilità librerie, associazioni, centri culturali, biblioteche…

Le altre autrici: Maria Attanasio, Angela Bonanno, Marinella Fiume, Lia Levi, Simona Lo Iacono, Anna Pavone, Maria Rita Pennisi – curatrice del volume e della collana FIORI BLU di Algra nella quale è inserito il volume ed anche il mio libro di cunti in dialetto siciliano QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU -, Tea Ranno, Maria Grazia Sclafani, Elvira Seminara.

DSC05321 (l’articolo uscito su LA CIVETTA DI MINERVA in occasione del convegno siracusano dedicato alla tematica del femminicidio)

NOI SIAMO DESDEMONA - Acicastello (l’articolo sulla presentazione di Aci Castello)

https://www.youtube.com/watch?v=o_QI4xDh1M0 Il booktrailer

https://www.youtube.com/watch?v=IAqmldU7VvY Il convegno FILDIS sul femminicidio (Siracusa, 3 maggio 2014)

https://letteredalconvento.wordpress.com/tag/maria-lucia-riccioli/

I recenti fatti di cronaca mostrano che i femminicidi anziché diminuire continuano a dilagare.
Il nostro libro è una goccia nel mare ma la consapevolezza di un fenomeno è il presupposto per poter eventualmente fare qualcosa per prevenirlo e curare le ferite che esso provoca.

Vi dono una chicca: un’immagine realizzata dall’artista Daniele Blundo… una donna bellissima e gioiosa, libera e felice. Credo che interpreti lo spirito della giornata.

Daniele Blundo, Donna

Ecco la recensione presente sul sito della SIL, la Società Italiana delle Letterate:

http://www.societadelleletterate.it/2015/04/abbadessa-2/

Morire in un tuo bacio

di Emanuela E. Abbadessa

in Letterate Magazine, LM Home, Parole/Visioni |

Prima d’ucciderti, io t’ho baciata.
Non mi restava altro modo che questo:
uccidermi morendo in un tuo bacio.

(W. Shakespeare, Otello)

 

Noi donne siamo davvero Desdemona? Come lei nella morsa di Otello, vilipese, violentate, illuse, annientate, soffocate immotivatamente da una cieca furia maschile? La risposta è positiva, secondo Algra, neonata casa editrice siciliana che ha come obiettivo quello di dare voce a tutte le forme di espressione artistica. Il titolo che infatti Algra ha mandato in libreria un anno fa in occasione dell’8 marzo è Noi siamo Desdemona, un volume di racconti a più mani – inserito nella collana “Fiori Blu” – che si fregia di firme importanti da Simona Lo Iacono a Lia Levi, da Tea Ranno ad Elvira Seminara.

Undici racconti di sopraffazione, di violenza e di dolore, quasi una corona di fiori sulle tombe di altrettante vittime della brutalità gratuita, messe insieme con garbo da Maria Rita Pennisi, direttore artistico di festival come Poe(t)n@ e di Narrazioni di Settembre.

Le storie minime e atroci di donne violate e uccise si susseguono in una serie di camei che ritraggono la profuga dell’Est costretta alla prostituzione (Il verificatore insonne della Attanasio), la mater dolente narrata (Il peggior nemico della donna è una donna di Angela Bonanno), Maria Rita bruciata viva (Cosa rimane di lei della Fiume), la donna per la quale il dono di una rosa è solo sinonimo di una riparazione impossibile a nuove atrocità (Trenta rose della Levi), fino a quella sorta di Malèna bellissima e triste ritratta dalla Lo Iacono con rara efficacia in Il dannamento.

Tra la violenza psichica raccontata dalla Pavone e quella brada descritta dalla Ranno, trova però spazio anche la vicenda di Salvuccio, il ragazzino che voleva essere chiamato Manuela, come l’eroina della sua telenovela preferita. Molestato dallo zio, Manuela è omosessuale per bisogno, trans per necessità, prostituta per sopravvivenza e cadavere senza alcuna ragione. Manuela, lo scherzo della natura, l’incompreso, si staglia tra le vittime incolpevoli con la grazia di un martire cristiano, di un San Sebastiano col trucco pesante, sullo sfondo di una Palermo sfolgorante di bellezza.

La sensazione di disperata vacuità che resta addosso dopo la lettura dei racconti, trova in qualche modo una catarsi dolente nelle pagine che chiudono il volume. E’ Elvira Seminara a scriverle mettendosi alla prova con il silenzio estremo che pervade all’esalare dell’ultimo soffio di vita, intessendo così un commovente accompagnamento alla morte dal titolo che riecheggia un altrimenti sensuale e struggente Neruda, Sei bellissima quando dormi.

Mogli, madri, figlie, sorelle, amanti indifese e vittime di uomini troppo cattivi, capaci di feroci escalation di violenza. Innocenti le donne, tutte indistintamente.

Ed ecco il punto, in questo volume, come altrove, nelle pagine di cronaca nera e soprattutto nelle molte altre che riempiono ormai gli scaffali delle librerie – e fortunatamente perché solo parlando di questa violenza si può veramente formare una coscienza sociale del problema –, le donne sono sempre e unicamente vittime innocenti, incolpevoli agnelli sacrificali, capri espiatori. Lo sottolinea anche la Pennisi nella sua Prefazione: «Il titolo Noi siamo Desdemona è sorto spontaneo, pensando all’innocente Desdemona, vittima della furia cieca di un uomo».

Io credo però che un vero passo in avanti nel dibattito debba essere condotto su un altro piano. Un piano di reale uguaglianza sul quale la questione non può in alcun modo essere legata ai concetti di innocenza e colpevolezza se è vero com’è vero e come urlavano i nostri slogan di allora, che siamo “né streghe né madonne, solo donne”.

Si diceva un tempo (e si continua a dire oggi) che la vera conquista per le donne non sta nel fatto che una donna intelligente possa occupare un posto di potere ma che possa farlo una donna stupida, perché, nella pratica, gli uomini stupidi in alcuni casi già lo fanno. Mutatis mutandis, dunque, non sarebbe più corretto pensare che nessun essere umano deve essere ucciso e che a fortiori, una donna non si uccide non solo in quei casi in cui è vittima innocente di gelosia folle, di possessività, di insensate smanie di dominio ma anche quando davvero tradisce (ammesso che abbia senso parlare di tradimento, da qualsiasi individuo provenga, e non piuttosto di libera scelta di amare e di smettere di amare così com’è normale che sia e come di fatto avviene nella vita), quando reclama giustamente la propria totale autonomia, quando chiede rapporti di coppia paritari?

Uscendo quindi da questo impasse in cui i fantasmi delle troppe vittime somigliano a personaggi stilnovistici da innalzare al ruolo di dee e annientare appuntando loro una “A” scarlatta sul petto, proviamo a immaginare non Desdemona, ma Carmen. Una Carmen libera e traditrice, capace di irretire con una promessa d’amore don Josè e libera poi di lasciarlo per Escamillo. Vestiamo i suoi di panni, quelli sporchi e bagnati di sudore, non le trine di Desdemona e, come lei affermiamo la nostra libertà di non dover morire punite dal coltello dell’amante rifiutato. Perché una donna non si uccide mai, né che sia fedele, succube e obbediente né che proclami la propria autonomia, la propria libertà di amare, di non amare e concedersi a chi vuole.

Maria Rita Pennisi (a cura di) Noi siamo Desdemona, con testi di Maria Attanasio , Angela Bonanno, Marinella Fiume, Lia Levi, Simona Lo Iacono, Mavie Parisi, Anna Pavone, Maria Rita Pennisi, Tea Ranno, Maria Lucia Riccioli, Maria Grazia Sclafani, Elvira Seminara, Algra 2014, 108 pagine, 8,50 euro

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Grazie ad Emanuela Ersilia Abbadessa e a Letterate Magazine.

 

Cronistoria di NOI SIAMO DESDEMONA

Il 13 marzo 2014, presso La Feltrinelli di Catania, Maria Lucia Riccioli ha presentato insieme alle coautrici – tra cui Elvira Seminara, Maria Attanasio, Marinella Fiume, Lia Levi – l’antologia curata da Maria Rita Pennisi “Noi siamo Desdemona” (Algra Editore), recensita da Lucia Russo su “La Sicilia” e da Emanuela Ersilia Abbadessa su “La Repubblica – Palermo” poi riproposta ad Acireale presso la Banca Agricola Popolare di Ragusa dal Cenacolo del Galatea il 14 aprile. Il 3 maggio l’antologia è stata presentata a Siracusa in occasione del convegno della FILDIS sul femminicidio e la violenza di genere, patrocinato dall’ISISC (Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali) e svolto in collaborazione con la Galleria Roma, i centri antiviolenza “Doride” e “La Nereide”, l’associazione culturale Extramoenia e l’associazione “Projecto-Tango” di Catania. L’antologia è stata presentata il 24 maggio ad Avola presso la Libreria Mondadori da Sebastiano Burgaretta insieme all’avvocata Dorotea Romano del centro antiviolenza “Doride” e di Marcello Ribbera e il 31 maggio è stata presentata presso l’edicola-libreria “Aedicula” ad Acicastello, mentre il 15 luglio Maria Attanasio e Maria Rita Pennisi l’hanno presentata insieme ad Anna Montemagno e Domenico Amoroso a Caltagirone presso l’ex Biblioteca comunale ora sede del Museo internazionale del presepe (Collezione L. Colaleo). Il tour è proseguito presso la Libreria Mondadori di Catania (1 novembre), presso la Casa delle culture di Giarre (24 novembre), presso la Casa del libro Rosario Mascali di Siracusa (il 25 novembre, a cura di Maria Rita Pennisi e Maria Lucia Riccioli), a Scordia il 25 novembre 2015 presso la Biblioteca comunale “G. Barchitta”, a Valverde (SR) presso la Biblioteca “G. Fava” e a Siracusa presso la Biblioteca comunale il 1 dicembre; il volume è stato presentato il 6 marzo 2016 a Zafferana Etnea e l’8 marzo a Valverde (CT). Il 26 novembre 2016 il libro sarà protagonista di un incontro/dibattito contro la violenza sulle donne, curato dalla rappresentante della Young Fidapa BPW Italy, sezione di Floridia, Fabiola Daiana Guarino, presso l’aula consiliare del comune di Floridia (SR). 

Le due antologie con i racconti dell’autrice contro il femminicidio sono state esposte a Frosinone nell’ambito della mostra dedicata, a cura della Fondazione “Giuseppe Bonaviri”.

#fidapadiceno #fidapafloridia #fidapayoung #fidapa#BPWItaly #controlaviolenzasulledonne

— con Maria Lucia Riccioli, Cristina Sanzaro e Irene Messina Montanaro

 

 

Louise May Alcott

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184° anniversario della nascita di Louisa May Alcott

Il doodle che Google ha dedicato a Louisa May Alcott…

“Natale non è Natale senza regali”, si lamentò Jo, sdraiata sulla coperta.
“È così spiacevole essere poveri!” sospirò Meg, abbassando lo sguardo sul suo vecchio vestito.
“Non è giusto che alcune bambine possano avere tutto ciò che desiderano e altre non abbiano niente”, aggiunse la piccola Amy, tirando su con il naso con aria offesa.
“Ma abbiamo il papà e la mamma, e la compagnia una dell’altra”, disse Beth compiaciuta dal suo angolo.
A queste parole la luce del caminetto sembrò come ravvivare i quattro giovani visi, che però si rabbuiarono subito quando Jo disse tristemente: “Ma papà non c’è, e non lo vedremo ancora per molto.” Non disse “forse mai”, ma ciascuna di loro aggiunse in silenzio queste parole, pensando al padre lontano, sul campo di battaglia.

(Piccole donne, Louisa May Alcott)

https://it.wikiquote.org/wiki/Louisa_May_Alcott

Libri in città, puntata 5: intervista

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Ecco il promo di “Libri in città”, la trasmissione dedicata ai libri che va in onda sul canale 654 del digitale terrestre. L’emittente è Telecittà.

Conduttori sono Claudia De Luca e il professor Luigi Amato, docente universitario di Estetica.

Ringrazio sia loro per il gentile invito a partecipare alla quinta puntata della trasmissione che Luigi Bianca e il suo staff per la ripresa e il montaggio del programma.

Posso quindi offrirvi la visione dell’intervista realizzata presso la splendida Biblioteca dei Padri Cappuccini di Siracusa (e mi piace anche porgere un saluto a Marcello Cioè, direttore competente e gentile).

Abbiamo parlato sia del mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, incentrato sulla figura della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, che del mio libro di cunti in dialetto siciliano QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU (Algra editore), che poi della mia fiaba uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni “La bananottera”, che ha come protagonista la dolce bananottera gialla Nana.

Durante l’intervista ho avuto modo di ricordare insieme a Claudia De Luca sia il compianto Luciano Rispoli che il nostro concittadino Enzo Maiorca, per la sua lotta in difesa del mare e dell’ambiente in generale. Un pensiero è andato anche alla figlia Rossana.

Buona visione…

Se volete rivedere questa e le altre puntate di Libri in città ecco il link:

…ed ecco un po’ di materiale sui miei libri.

Ferita-all'ala-sito-piccolo

La prima copertina di FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

cop_maria lucia riccioli_Layout 1+bandella

Copertina e bandella della riedizione (grazie ancora a Paolo Di Paolo e Lia Levi).

Copertina Riccioli

I miei cunti in dialetto… grazie al mio editore Alfio Grasso e ad Alessio Grillo e Maria Francesca Di Natale per disegni e copertina, ai curatori di collana Maria Rita Pennisi e Alfio Caruso…

DSC07174

Ed ecco tutti insieme i miei libri… al centro la mia fatica più recente, LA BANANOTTERA – e come non ringraziare Monica Saladino per le illustrazioni, Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro di VerbaVolant edizioni? E Annamaria Piccione per l’intelligente rilettura?

E adesso vi posto altro materiale sulla fiaba.

Iniziano ad arrivare i lavori relativi al concorso incentrato sulla bananottera Nana…

Quest’anno per il @bukmodena un concorso letterario dedicato ad animali fantastici come la bananottera. Arrivano i primi lavori!

Sono felicissima! Non solo la mia dolce bananottera gialla nuota nelle librerie nelle scuole nelle biblioteche, ma adesso è anche protagonista di un concorso letterario…

http://istruzione.comune.modena.it/memo/Sezione.jsp?titolo=In%20occasione%20dei%2010%20anni%20di%20Buk%20due%20concorsi%20per%20le%20scuole&idSezione=2998

In occasione dei 10 anni di Buk due concorsi per le scuole

 


UNA MACEDONIA DI PAROLE

Concorso creativo
il concorso è rivolto alle scuole primarie della provincia di Modena – classi terze, quarte e quinte

In occasione dei festeggiamenti per il decennale del Buk Modena, festival della piccola e media editoria (l’edizione 2017 sarà la decima) VerbaVolant, che insieme a MEMO ha gestito il nuovo spazio Bukids nell’edizione 2016, bandisce un concorso creativo per i più piccoli e uno per l’istituto d’arte.

Traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera, si è pensato di farvi giocare con le parole.
Per partecipare gli studenti delle terze, quarte e quinte delle scuole primarie della provincia di Modena, dovranno produrre un racconto che abbia per protagonista un animale fantastico il cui nome derivi da una macedonia di parole, come quella che abbiamo usato per il nostro libro. Una volta pronto, il racconto dovrà essere trascritto in un libro realizzato artigianalmente dagli stessi bambini.
Per maggiori dettagli consultare il regolamento allegato.
La cerimonia di premiazione avrà luogo nello spazio Bukids.
I libri selezionati verranno esposti durante la manifestazione.
Saranno selezionati tre elaborati vincitori.
Per maggiori potete contattare la redazione.
Buon lavoro!

Regolamento concorso

Il concorso, indetto dalla VerbaVolant edizioni, è rivolto alle classi III-IV-V delle scuole primarie della provincia di Modena.
Ogni classe può partecipare con un elaborato.
L’elaborato consiste in un racconto, che può anche essere illustrato, contenuto in un libro realizzato dagli stessi ragazzi. Il libro può essere realizzato con diversi materiali e tecniche (riciclo, origami…) ma deve essere assolutamente artigianale. I libri che non risponderanno alle caratteristiche suddette verranno esclusi dal concorso.
L’elaborato deve avere una lunghezza massima di 1 cartella circa (ogni cartella è pari a 1800 battute).
I file relativi all’elaborato, contenenti il racconto in formato PDF o docx e le foto del libro formato JPEG o TIFF, devono essere inviati all’indirizzo info@verbavolantedizioni.it.

La mail deve riportare preferibilmente in oggetto: concorso letterario BUKids.

Se dovessero sussistere problemi nella digitalizzazione del file o nella realizzazione delle foto, è possibile inviare l’originale all’indirizzo: VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa. Si prega di avvertire in anticipo dell’invio del materiale via posta.

I vincitori saranno avvertiti telefonicamente e/o tramite posta elettronica.
Gli elaborati vincitori saranno un massimo di tre, scelti fra tutti quelli pervenuti e conformi alle direttive. La scelta della giuria sarà insindacabile.
La giuria sarà composta di autori, illustratori e responsabili della casa editrice.
Le classi vincitrici riceveranno in premio dei libri per la biblioteca di classe.
Per partecipare è necessario inviare il modulo di adesione tramite posta elettronica all’indirizzo: info@verbavolantedizioni.it.
Il modulo di iscrizione deve essere inviato entro il 1 ottobre 2016.
Gli elaborati devono giungere in redazione entro il 20 dicembre 2016.


Info

VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa.
Tel: 0931462540/ 333.8672919
info@verbavolantedizioni.it
verbavolantedizioni.it


Sono troppo contenta, davvero.

Pensare che una parola inventata da mia sorella sia diventata una storia scritta stampata illustrata e letta… e pensare che questa parola ispiri tanti altri lettori, specie bambini, mi emoziona tantissimo.

Ecco altro materiale che riposto volentieri…

La mia dolce bananottera gialla Nana per Libriamoci 2016 ha nuotato fino a Lentini (SR) presso l’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi”!

Autografi…

Raccontando…

Piccoli lettori…

… da notare le bananottere gialle costruite dai bambini!

I disegni!

Un bellissimo benvenuto alla mia dolce bananottera gialla Nana e alla sua autrice!

Ringrazio la dirigente scolastica, le insegnanti e i bambini per l’accoglienza ricevuta… gli alunni hanno mostrato interesse ed entusiasmo verso le storie lette da Fausta e me, si sono incuriositi del lavoro dell’editore (spiegato da Fausta attraverso una lezione pratica)… insomma, ci siamo “librati”!

E adesso riposto altro materiale relativo alle fiere cui ha partecipato la mia casa editrice insieme a Nana…

http://www.illibrogiusto.net/

fiera-del-libro-giusto-piacenza-16-ottobre-2016

Ringrazio per la foto l’amico Pietro Chiappelloni, compagno d’avventura nei concorsi letterari Porsche Italia…🙂

IL LIBRO GIUSTO è la prima fiera dell’editoria a Piacenza… ribelli creativi indipendenti moderni, ecco gli editori che espongono, tra cui la VerbaVolant edizioni!

Le nuotate di Nana non si fermano…

La casa editrice VerbaVolant edizioni va in giro per fiere letterarie e Nana, la mia dolce bananottera gialla, nuota con Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro…

Il dietro le quinte di Sabir Fest a Messina!

Il manifesto…

E l’immancabile vignetta di Elio…🙂

Ed ecco Nana a Catania tra libri e caffè…

Il Bookb@ng a Messina!

In attesa di altre nuotate letterarie di Nana alle prossime fiere e nelle scuole! (stay tuned, ne vedremo delle belle…) ecco la bella vetrina della Libreria dei Ragazzi a Siracusa…

Libreria dai colori autunnali per ospitare l’ultima avventura del maghetto Harry Potter…

E chi c’è in vetrina vicino a lui? Nana, la mia dolce bananottera gialla… in effetti, la magia del giallo può convivere con quella dell’ormai celeberrimo mago di Hogwarts…

 

Qui trovate le uscite VerbaVolant di dicembre… pronte per Roma (Più Libri Più Liberi) e Palermo (Jingle Books).

https://labiblionautabooks.wordpress.com/2016/11/28/novita-editoriali-le-uscite-verbavolant-per-dicembre/

Infine è ormai cosa nota che io adoro la VerbaVolant, trovo che pubblichino libri bellissimi e sempre estremamente originali, e quindi sono ancora più felice di condividere qualcosa che a me personalmente piace moltissimo.

Grazie a La Biblionauta!

La vignetta di Elio Cannizzaro per Roma…

Anche quest’anno VerbaVolant edizioni sarà presente alla fiera della piccola e media editoria di Roma.
Le novità sono tantissime e spero incontreranno il favore di vecchi e nuovi lettori! Non mancheranno neanche gli autori! Direttamente dal Brasile Josè Custodio, autore del fumetto “Anita Garibaldi. La nascita di una eroina” per l’anteprima romana.
Per il firmacopie in stand troverete anche Alessandro Di Sorbo e Alessio Di Simone che hanno realizzato il loro terzo libro da Parati®: “Le luci alla finestre”.

Sta per tornare Jingle Books – Festa del libro e delle arti di Palermo.
www.jinglebooks.it/newsletter

Ed ecco altro materiale che (ri)posto.

I diritti dei video rimangono ai singoli e rispettivi autori… volevo mostrarvi delle meraviglie.

Due amici della mia dolce bananottera gialla Nana, i cavallucci marini. Innamorati!

E poi… la splendida casa di Nana, ovvero l’oceano, la grande casa d’acqua comune a tutti i viventi…

Amici di Nana che si divertono a fare i delfini surfisti…

Ecco delle fotografie che si riferiscono allo stand dedicato a VerbaVolant edizioni (insieme a Lavieri e Uovo nero) a Farfa… per Liberi sulla carta.

 

Un grazie a Maurizio Zicoschi per le foto…

Ed ecco la bella novità…

http://www.verbavolantedizioni.it

Pronti?

Ecco online il nuovo sito di Verbavolant edizioni…

https://www.facebook.com/events/167343040339783/ (ecco l’evento Facebook)

Sconti e sorprese!

Il nuovo sito finalmente online dal primo settembre!
Per l’occasione una settimana di promozioni: basterà inserire il codice newebsite prima di completare l’acquisto e riceverete uno sconto aggiuntivo del 5%. Affrettatevi però: l’offerta sarà valida fino alla mezzanotte di domenica 5 settembre! Inoltre, chi raggiungerà almeno i 30 euro di spesa riceverà in omaggio la nostra ToteBag!

Totebags…

Ecco la pagina autore…

Autori

MARIA LUCIA RICCIOLI

Insegno Lettere nei licei. Scrivo poesie in italiano e in dialetto siciliano, racconti e romanzi, saggi letterari. Canto in un coro lirico. In precedenza ho concertato con un coro polifonico, ho inciso 2 cd più altri due a tema religioso. Amo i coniglietti, i libri e tengo tanto ai miei affetti. Sogno un futuro in cui l’arte sia sempre presente, il calore della famiglia e degli amici… Voglio essere ogni giorno di più una persona, un’insegnante, un’artista migliore… Dio lo voglia!!!
La Bananottera

La Bananottera

LaBananottera

DESCRIZIONE PRODOTTO

Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana!

Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina!
Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.
Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.
Di seguito possibile scaricare un ebook in pdf con giochi e approfondimenti. Uno strumento che vuole essere anche un prezioso ausilio didattico per le maestre o per i genitori più attenti.

Vi posto un po’ di materiale sui viaggi e le nuotate di Nana, la mia dolce bananottera gialla protagonista della fiaba LA BANANOTTERA, uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni…

 

Canicattini, sabato incontro con la scrittrice Maria Lucia Riccioli e la sua “Bananottera” per Nati per Leggere

Maria Lucia Riccioli

Grazie a Free Journal…

CANICATTINI – Sarà la scrittrice siracusana Maria Lucia Riccioli con la sua ultima fiaba “La Bananottera”, edita da  VerbaVolant di Fausta Di Falco, e illustrata da Monica Saladino, a chiudere sabato 11 giugno, alle ore 17:30 all’Asilo Nido comunale “S. Maria Goretti” di via San Nicola, il primo semestre di attività della Biblioteca comunale “G. Agnello” e Nati per Leggere di Canicattini Bagni.

L’incontro con Maria Lucia Riccioli, già autrice del romanzo “Ferita all’ala un’allodola (Perrone Lab 2011 e L’Erudita 2013), e di una raccolta di versi della tradizione siciliana, “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” (Algra 2014), sarà l’occasione per parlare di scrittura e di come leggere e scrivere possa trasformare, non solo gli autori, ma anche i lettori.

Ma naturalmente l’appuntamento è diretto soprattutto ai bambini, com’è nella tradizione di Nati per Leggere, per cui Maria Lucia Riccioli racconterà della sua “Bananottera” gialla, che seppur all’inizio avrà problemi proprio per questa sua caratteristica, grazie alla sua bontà e al suo coraggio diventerà l’eroina dell’oceano.

Insomma, una storia ecologica ma non solo, di grandi sentimenti e allegria, che piace già tanto ai bambini che ritrovano un nuovo eroe.

Nana nuota nuota nuota e non si ferma…

La mia dolce bananottera gialla continua a nuotare nel mare dell’editoria…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

http://www.womenews.net/la-bananottera-un-racconto-che-insegna-a-rispettare-lambiente-e-le-creature-che-lo-abitano-un-libro-di-maria-lucia-riccioli-edito-da-verbavolant-edizioni/#comment-45311

“LA BANANOTTERA” UN RACCONTO CHE INSEGNA A RISPETTARE L’AMBIENTE E LE CREATURE CHE LO ABITANO – Un libro di Maria Lucia Riccioli, edito da VerbaVolant Edizioni

Un ringraziamento particolare ad Irene Iorno de IL PAESE DELLE DONNE ON LINE – RIVISTA per la sua recensione…

“per creature terresti perfette che il mare vogliono amare senza far danni e senza sporcare”.

Illustrata con tecnica mista da Monica Saladino, la fiaba, presentata anche al SIRMUMA – Museo del Mare di Siracusa, racconta di una balenottera gialla presa in giro da tutte le creature del mare, fino a quando compierà un gesto di grande altruismo che unirà tutti gli animali e verrà accettata, da loro e dal Capitano Remo Millemari.

Qui sono gli animali a guardare la specie umana, le sue  imperfezioni, le conseguenze delle sue azioni e di come molto del nostro fare influisca sugli oceani, sottolineando la grande importanza di agire sempre nel rispetto della natura, per conservare un  mare pieno di bolle che cambiano colore e quantità a seconda delle emozioni dei suoi abitanti: ci sono bolle felici, bolle tristi, poche bolle o tantissime.

E l’incontro fra le diverse specie viene qui raccontato come pericolo per chi ha solo manto e pinne perché “nessuno da quelle parti aveva una buona opinione dei bipedi senza squame e coda. Non le foche, che temevano per la loro pelliccia. Non le tartarughe, che avevano paura di lasciarci il carapace. Non i gabbiani, che ogni giorno vedevano gli uomini sporcare ogni cosa”.

Un piccolo libro che commuove quando mamma balena viene catturata e la bananottera la difende dalla baleniera e i suoi pescatori.

Un libro che ci fa capire l’importanza della cooperazione quando tutte le balene degli abissi emergono salvando Lena e  di come l’accettazione di un qualcosa ritenuta diversa passi spesso prima attraverso la  consapevolezza delle proprie paure, di come i termini strano, differente, pericoloso, spesso vengano confusi e usati solo per difendere un qualcosa che non esiste.

E per una volta il mare diventa protagonista,  abitato da creature diverse, tutte con le proprie idee, i propri  colori,  e che alla fine collaborano apportando ciascuna il proprio sapere e le proprie capacità per un bene comune.

Una fiaba da  leggere fino all’ultimo “sbuffo”, perché i capitoli a volte non servono se si respira con le branchie come i pesci, si saltella sugli scogli come un granchio, si vola sugli oceani come i gabbiani, si mangiano fino a quattro tonnellate al giorno di cibo come le balenottere azzurre, si gioca come i delfini, e si incontrano navi che trasportano banane tutte gialle come Nana.

E gli umani e le umane per una volta sono “fuori dalle pinne”.

Ecco il mio commento on line:

Salve… grazie davvero per la recensione, scritta cogliendo il senso profondo del lavoro mio e di Monica Saladino, che in VerbaVolant edizioni abbiamo trovato una casa editrice attenta e sensibile alla qualità letteraria della narrativa per bambini e ragazzi e una cura grafica notevole, che si distingue nel panorama nazionale.
In queste vostre parole trovo l’attenzione ai temi di un’ecologia latu sensu, intesa come Papa Francesco la concepisce nella sua enciclica Laudato si’: ecologia del cuore, dei sentimenti, dell’economia, etimologicamente rispetto della nostra casa comune.

Un po’ di materiale sul mio libro… nel mio blog troverete le precedenti recensioni…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

La mia dolce bananottera gialla, Nana, sta nuotando nei cuori di tante persone… qualcuna di loro scrive anche delle recensioni!

http://www.lavocedellisola.it/2015/10/11/maria-luisa-riccioli-e-la-sua-bella-fiaba-la-bananottera/

Ringrazio davvero Salvo Zappulla per la sua generosa disponibilità: oltre a scrivere, Zappulla è l’anima del concorso letterario Pentelite e dell’omonima rivista-antologia; recensisce libri su Notabilis e vari periodici on line, legge e fiuta talenti con disinteresse e passione.

Ecco le altre recensioni finora uscite su LA BANANOTTERA…

Per me e Nana è una grande gioia essere citate dal blog Mammechefatica…

Ecco il post: http://www.mammechefatica.it/2015/09/04/banana-o-balenottera/#comment-774

Ringrazio ancora il blog… e vi posto altre due recensioni che mi sono molto care:

http://www.libreriamo.it/a/12735/conversazione-con-maria-lucia-riccioli-sulla-favola-la-bananottera-leggere-e-scrivere-ci-trasforma.aspx

Ringrazio l’amica blogger e scrittrice Rosalia Messina per questa recensione-intervista su Libreriamo…

E qui trovate la recensione della blogger e poetessa Costanza Lindi…

https://clindi.wordpress.com/2015/07/02/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

http://www.dioramaonline.org/dblog/articolo.asp?articolo=1500

Ringrazio l’amica giornalista e scrittrice Lucia Corsale per questa nuova bellissima recensione della mia fiaba per bambini LA BANANOTTERA…

Ringrazio anche Massimo Maugeri che nella nuova rubrica del suo litblog LETTERATITUDINE intitolata GIOVANISSIMA LETTERATURA ha dedicato un post proprio alla mia dolce bananottera gialla Nana:

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2015/11/23/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

Ed  è freschissima la segnalazione su L’ESTROVERSO…

http://www.lestroverso.it

La mia dolce bananottera gialla Nana ha nuotato in lungo e in largo per tutto il 2015… e anche durante il 2016 sta continuando ad incontrare grandi e piccini!

L’11 maggio è stata pubblicata per i tipi di VerbaVolant edizioni la mia fiaba “La bananottera” (con illustrazioni di Monica Saladino), presentata in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino il 17 maggio presso il Bookstock Village al Laboratorio Scienza e Saperi, con lettura animata e laboratorio per i bambini.

La fiaba è stata poi presentata a Palermo presso la Libreria Un mare di libri, a Siracusa presso la Casa del Libro Rosario Mascali il 30 maggio, alla fiera “Una marina di libri” di Palermo il 5 e 6 giugno (presentazione e laboratorio), il 14 giugno a Ragusa (A tutto volume) con un laboratorio, il 20 giugno presso la Libreria dei Ragazzi di Siracusa con una labomerenda.

Dal 31 luglio al 2 agosto 2015 “La bananottera” è stata ospite della fiera letteraria “Gufi e melone” di Joppolo Giancaxio (AG), patrocinata dal Comune e dalla Biblioteca comunale.

Il 28 agosto, presso la spiaggetta del Castello Maniace ( che fa parte dell’area marina protetta del Plemmirio di Siracusa), la mia fiaba è stata ospite di “C’era un mare da favola…”.

Il 13 settembre ho tenuto una lettura de “La bananottera” in Piazza Leonardo da Vinci a Siracusa nell’ambito della manifestazione “Il risveglio di Siracusa” organizzata da “Archimede in movimento”.

Il 18, 19 e 20 settembre ho preso parte al Catania Book Festival presso il Cortile Platamone.

Il 3 ottobre, con “La bananottera”, sono stata ospite della manifestazione “Il mare al museo” presso il Museo del mare di Siracusa, mentre a Palermo la fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso “È Bio”.

Il 25 ottobre “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant in mostra al Book b@ng di Messina ed è stata presentata a Palermo presso La Città del Sole, il 31 ottobre è stata presentata a Ragusa presso “Le Fate” e il 15 novembre, dopo vari incontri nelle scuole siracusane, è stata ospite di “Archimede in movimento” a Siracusa. La fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso la Fiera della piccola e media editoria di Roma “Più Libri Più Liberi” che si è svolta nel Palazzo delle Esposizioni dell’Eur dal 4 all’8 dicembre; il 13 dicembre ha trovato spazio presso la piccola fiera tenuta a Siracusa in occasione di Santa Lucia. Presso Palazzo Asmundo a Palermo dal 18 al 20 dicembre è stata ospite di “Jingle Books”. Dal 20 al 21 febbraio la fiaba è stata ospitata a Modena per Bukids, la sezione per bambini e ragazzi di Buk Modena, mentre il 25, presso l’Associazione culturale Alimede, è stata protagonista di una labomerenda.

A marzo è stata ospite di “Bellissima”, fiera dell’editoria indipendente, presso il Palazzo del ghiaccio di Milano, mentre il 3 aprile è stata protagonista di una lettura presso “Archimede in movimento”, IV edizione. L’11 aprile è stata ospite della IV A e B dell’Istituto comprensivo “D. Ajello” di Mazara del Vallo (TP) per un incontro con l’autore, mentre il 15 aprile è stata ospite dell’edizione speciale di Archimede in Movimento dedicata al problema delle trivellazioni. Il 23 e il 30 aprile, in occasione della Giornata mondiale della cultura, del libro e del diritto d’autore, “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant edizioni donati a Casa Mazzolini per l’iniziativa “Il cestino dei libri”, nata per sostenere “La casa di Fausta” insieme alla Biblioteca del gufo e ad altri volontari. Al Salone internazionale del Libro di Torino 2016, ad “Eralavò”, festival delle storie di Acireale (CT), e ad Una marina di libri di Palermo è presente presso lo stand VerbaVolant edizioni al’Orto Botanico.  

L’11 giugno è stata ospite della Biblioteca “Giuseppe Agnello” di Canicattini Bagni (SR) per la festa conclusiva del progetto NATI PER LEGGERE.

“La bananottera” è tra i libri “Scelti per voi” dallo staff de La Feltrinelli – Catania.

Il 24 ottobre, in occasione della campagna nazionale “Libriamoci” l’autrice è stata ospite insieme all’editrice Fausta Di Falco dell’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi” di Lentini (SR) con la fiaba “La bananottera”.

E naturalmente grazie a Casa Facile che nel numero di agosto 2015 ha ospitato me e Nana!

La bananottera - VANITY FAIR

E su Vanity Fair del 2 settembre scorso!

Qualche stralcio…

Primo sbuffo

Sulla terra ora si direbbe “C’era una volta” e la storia sarebbe divisa in capitoli.
In fondo al mare però è diverso: le storie sono divise in sbuffi e ogni creatura
le inizia a modo suo.
La piovra gigante comincia così: – Quando i miei tentacoli erano piccini…
Il corallo, attaccato alla scogliera, parla poco e ogni parola è tonda come
una bolla di sapone che dal fondo viene a galla. Lui invece dice: – Quando
ero un bastoncino rosa…
Poi arriva il delfino Fino, con il dorso lucido grazie alle carezze della schiuma di mare, e inizia:
– Quando la mia mamma mi portava nella pancia, anche la mamma di Nana la portava nella sua…
Proprio così: Delfia, la mamma di Fino e Lena, la mamma di Nana, aspettavano
i rispettivi cuccioli nello stesso periodo.
La differenza era che Delfia era una delfina che saltava nell’acqua come le acrobate del circo, mentre Lena era una balena, l’animale più grande dell’oceano.

Secondo sbuffo

Il piccolo delfino Fino e la sua mamma Delfia a volte danzavano sulle onde
per farsi applaudire dai marinai, ma non si avvicinavano mai troppo alle
navi. Sapevano che l’uomo è un animale capriccioso che un giorno ti prende
in simpatia e l’altro ti fa finire in una scatoletta, come capita ai tonni e
alle aringhe.
Ai pesciolini più piccoli tremavano le branchie solo al sentirlo nominare.
– L’uomo? Fuori dalle pinne!
Lena, la mamma di Nana, invece non aveva paura degli uomini e si divertiva
a seguire le navi da pesca e i transatlantici zeppi di turisti.
– Non hai paura delle baleniere che possono acchiapparti? – le chiedevano
in tanti.
Gli umani infatti catturano le grandi balene per farne grasso, olio e cibo.
La grande balena però rideva come solo le balene sanno fare.
– L’uomo capace di acchiapparmi deve ancora nascere! Mi fanno ridere i
loro rampini: sembrano ami per pescare lucci e trote. Per un cetaceo come
me ci vuole altro! Io sono la regina del mare e di fronte a me l’uomo è solo
una formichina che naviga in un guscio di noce!
La mamma di Nana nuotava lenta e maestosa, sembrava proprio una regina
nel suo palazzo. E la spuma dietro di lei ricordava uno strascico d’argento.

Terzo sbuffo

Un bel giorno Lena incontrò Fanone, un immenso re elegante e gentile, e
lo sposò in una notte di luna piena.
La grande palla dorata splendeva nel buio come neppure il sole aveva mai
fatto nelle giornate serene, e la grossa balena ne rimase incantata.
Forse fu quella luce luminosa la causa di tutto e qualche mese dopo nacque
Nana, che già da neonata era robusta e forte, ma con una caratteristica
molto speciale.
Va infatti detto che il giorno della sua nascita l’intero oceano rimase a bocca
aperta per lo stupore a guardarla.
– Ma l’avete vista? – gridarono i coralli, quasi staccandosi dal fondo.
– Ma l’avete vista? – esclamarono i tonni con le pinne paralizzate.
Anche mamma delfina e il piccolo Fino smisero di saltare e rimasero imbambolati.
– Ma l’avete vista? – proferirono infine.
Certo, Nana era una balenottera bellissima, questo sì.
Solo che… era tutta gialla.
Gialla.

(Riproduzione riservata)

VERBAVOLANT EDIZIONI 
Siracusa
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Il coro polifonico “Giuseppe De Cicco” a Paternò

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Siamo lieti di invitarVi alla IX Settimana della Musica a Paternò, dal 19 al 27 Novembre 2016

Sabato 19 Novembre ore 20:00
“La Canzone Napoletana nell’Ottocento”
Carmen Barone, Ludovica Bruno soprani; Alfio Marletta Valori, tenore
Maria Tiziana Coniglio, Roberto Fabio Coniglio, violini
Salvatore Coniglio, pianoforte
Piccolo Teatro, via Monastero
Info prenotazioni 349/7107660

***
Domenica 20 Novembre ore 20:00
XIV Concerto in onore di
S. Cecilia patrona della Musica
Orchestra da Camera L’Estro Armonico
Coro Polifonico Sturm und Drang, Salvatore Coniglio, direttore
Chiesa ex Monastero – Ingresso libero

***
21,22,23,24,25,26 Novembre
Lezioni – Concerto per le scuole

***
Sabato 26 Novembre ore 20:00
“La Canzone Napoletana nell’Ottocento”
Carmen Barone, Graziella Reina soprani; Alfio Marletta Valori, tenore
Maria Tiziana Coniglio, Roberto Fabio Coniglio, violini
Salvatore Coniglio, pianoforte
Piccolo Teatro, via Monastero
Info prenotazioni 349/7107660

***
Domenica 27 Novembre ore 20:00
Coro Polifonico De Cicco, Coro Freedom
Coro Libere Dissonanze, Coro Polifonico Sturm und Drang, Coro di Voci Bianche Angelica Vox
Chiesa ex Monastero – Ingresso libero

Il coro polifonico “Giuseppe De Cicco”, diretto da Maria Carmela De Cicco, è una realtà musicale ormai consolidata nel panorama artistico del siracusano e oltre.

Ecco le ultime notizie sulle attività formative del coro…

 

CORSO DI DIREZIONE DI CORO
DOCENTI: M° SCATTOLIN; M° ACCIAI

Il Corso è indirizzato a Direttori di coro, coristi, insegnanti che svolgono attività corale nelle scuole di qualsiasi ordine e grado.

Materie di studio:
– tecnica del gesto
– tecnica della concertazione
– repertorio
– analisi
– vocalità
– organizzazione della prova
– alfabetizzazione musicale, lettura cantata
– solmisazione e metodo “Goitre”

Destinatari del corso:
Direttori di coro e di orchestra, compositori, cantori, musicisti in genere.

Requisiti di accesso:
Conoscenza di base del linguaggio musicale.

Durata del corso:
Annuale.

CALENDARIO DELLE LEZIONI:
– dal 14 al 16 ottobre 2016, Maestro Pier Paolo Scattolin
– dal 12 al 13 novembre 2016, Maestro Giovanni Acciai
– dal 9 all’11 dicembre 2016, workshop sulla Petite Messe Solennelle di Rossini, ospiti il Coro del Conservatorio “Cilea” di Reggio Calabria
– marzo ed aprile 2017 date da definire

Per informazioni contattare Associazione Musicale “G. De Cicco” all’indirizzo mail mcdecicco@alice.it o all’indirizzo coraledecicco@gmail.com

 

Ecco un poco di materiale sul coro (articoli che ho scritto per LA CIVETTA DI MINERVA).

Articolo del 14 ottobre 2016…

Un altro articolo sul XX anniversario della nostra Associazione, uscito su La Sicilia del 24 ottobre scorso. Autore: Silvio Breci.

Concluso il primo appuntamento col Maestro Scattolin! Esperienza importantissima per tutti noi! Adesso ci prepariamo al secondo appuntamento col Maestro Giovanni Acciai! In bocca al lupo a tutti!

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=1251:all-hospice-di-siracusa-il-coro-polifonico-giuseppe-de-cicco&catid=17&Itemid=143

All’Hospice di Siracusa il coro polifonico “Giuseppe De Cicco”

Maria Lucia Riccioli Venerdì, 05 Febbraio 2016 12:48

Ha proposto l’esecuzione di nenie e nuvene dialettali, spiritual, canti gregoriani, brani percussivi. Organizzare eventi in quel luogo non è distrazione, anzi è riappropriazione di umanità attraverso la Bellezza

Come sostengono la dottoressa Di Gangi e il dottor Moruzzi, l’hospice non è un luogo di morte, ma di vita, anzi di vita concentrata e assaporata fino in fondo, non solo attraverso la cura – parola evocativa, che implica il prendersi cura, il preoccuparsi, il prendersi carico di qualcuno… come non ricordare la canzone di Battiato? – o la terapia del dolore, ma soprattutto rispettando ed esaltando la dignità di chi soffre personalmente o per un familiare (non tutti sanno che esiste persino un servizio di “coccole” estetiche grazie ai volontari dell’Associazione Amici dell’Hospice, che ha progetti molto propositivi di apertura alla cittadinanza per far conoscere sempre più la realtà dell’hospice: un sito Internet, un periodico… ne abbiamo parlato anche con la giornalista Silvia Caruso, amica del nostro giornale).

Tutto questo avviene non solo tramite il lavoro del personale sanitario e dei volontari, ma anche grazie all’arte, alla letteratura – ricordiamo l’incontro con Piero Dorfles –, alla musica.

Organizzare eventi all’interno dell’hospice non è distrazione, anzi. È riappropriazione di umanità attraverso la Bellezza. È un caricarsi ulteriore di senso, per gli operatori i volontari i pazienti i familiari. È in quest’ottica che il 10 gennaio scorso l’hospice di Siracusa ha ospitato – e non è la prima volta – il coro polifonico “Giuseppe De Cicco” diretto da Maria Carmela De Cicco. La stessa direttrice del coro ha sottolineato come i pezzi proposti – una carrellata non banale attraverso le melodie di compositori più o meno celebri, noti e anonimi, che ruotano intorno all’Evento della nascita di Gesù bambino, un viaggio attraverso generi e paesi differenti, ognuno con la propria tradizione musicale – acquistinoun senso più profondo tra le mura della struttura dell’ospedale “Rizza”.

L’esecuzione di pezzi come “Jingle Bells” o delle nostre nenie e nuvene dialettali, di spiritual, di canti gregoriani, di brani percussivi e di altri più melodiosi è stata molto apprezzata e a tratti toccante: le voci del coro sono ben equilibrate, intonate e pulite, il gesto del direttore calibrato e deciso, le armonizzazioni scelte con cura e originalità.

La Civetta di Minerva… 

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Il Coro Polifonico “Giuseppe De Cicco” compie 20 anni! Per questo importante anniversario verranno organizzati numerosi eventi con la partecipazione di grandi Maestri nazionali ed internazionali, concerti e gemellaggi!
Restate sintonizzati per ricevere i prossimi aggiornamenti!

Lavori grafici di Simone Cassia

Un’altra iniziativa da segnalare è l’adesione da parte del coro a questo progetto di solidarietà:

1000 Voci per ricominciare è infatti un’iniziativa sorta per legare il canto alla solidarietà verso i fratelli colpiti dal terremoto del 24 agosto.

Da quando avevo iniziato a scrivere questo post si sono aggiunte altre realtà corali e purtroppo sono avvenute le terribili scosse che hanno sconvolto la vita degli amici dell’Italia centrale…

“Questa immagine riproduce un affresco ubicato in un santuario rurale di Amatrice, il santuario di S. Maria della Filetta. Non so se ha resistito al sisma… e mi piaceva condividerla: i nostri cori, legati da questo filo rosso, sono un po’ tutti qui 🙂

Foto inviata da Grazia Racioppa

Naturalmente il pensiero va ai fratelli colpiti dall’ultimo terremoto… la terra non si ferma ma neanche la solidarietà e la voglia di farsi prossimo anche con la musica.

LA CIVETTA DI MINERVA del 25 novembre 2016

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LA CIVETTA DI MINERVA è tornata in edicola… ecco il nuovo numero!

Troverete una mia intervista a Patti Trimble, intellettuale e poetessa americana innamorata di Siracusa e della Sicilia.

On line troverete sempre i nostri articoli confluiti dal cartaceo… ad esempio vi ripropongo questo.

In ricordo del gentleman della TV, affabile colto e preparato. Racconto ancora ai miei alunni che con un apostrofo sul po’ giunsi a semifinalista di Miss italiano ‘98

La Civetta di Minerva, 11 novembre 2016

Luciano Rispoli, gentleman della televisione, autore conduttore responsabile di programmi ormai storici per la Rai ed altre emittenti, persona affabile, uomo colto e preparato, è recentemente scomparso.

Forse in questi tempi di televisione urlata, di comunicazione come sopraffazione dell’interlocutore, di format scopiazzati colmi di vuoto pneumatico, si dovrebbe far tesoro della lezione di garbo e cultura di “zio” Luciano, che aveva scommesso sulla cultura, che amava circondarsi di conduttrici belle, capaci e intelligenti come Roberta Capua e Anna Carlucci, che invitava attori come Nando Gazzolo – ah l’incanto della sua voce che leggeva i nostri classici! – e nuove leve come Carlotta Natoli e Kaspar Capparoni, Massimo Dapporto, nomi che si sono fatti strada in teatro, al cinema e sul piccolo schermo, che ha incoraggiato giovani autori come Andrea Apuzzo, oggi regista, e Mariano Sabatini, adesso giornalista, critico televisivo e scrittore che considera e ricorda Luciano Rispoli come proprio padre professionale.

Su un giornale è bene non indulgere inelegantemente in considerazioni che riguardano chi scrive, ma la morte di Luciano Rispoli mi ha riportata al 1998, quando, fresca di laurea, venni selezionata per partecipare come concorrente della seconda edizione del Campionato della lingua italiana su Telemontecarlo, trasmissione condotta proprio da Rispoli insieme ad Anna Carlucci e che come arbitro – secondo la tradizione del fortunato Parola mia della Rai – vedeva il professor Gian Luigi Beccaria, storico della lingua italiana, un mito per me che fin da bambina amo la lingua e la letteratura italiana, i giochi di parole e le etimologie. Venni perfino intervistata da Francesco Nania per un periodico locale, mi aggiudicai un set di borse, il mio primo cellulare e feci scorta di ricordi preziosi – la selezione ad opera del professor Patota, docente universitario, linguista e divulgatore, Roma, gli studi televisivi, il backstage dove fervet opus, sartoria trucco parrucco, una redazione giovane, entusiasta e motivata, l’incontro con Jocelyn, Maurizio Scaparro, Mariangela D’Abbraccio… il papiro di Siracusa come dono ai conduttori e al professore, il tifo di zio Pippo “il Capitano” che anche dopo dieci anni si ricordava le domande, applausi e ansie.

Ho pensato quindi di lasciare raccontare la comune esperienza ad un’altra siciliana, la palermitana Carmen Maxia – quanti siciliani, sia come aspiranti concorrenti che sul podio! Nell’edizione 1997 ce ne furono quattro, in quella dell’autunno 1998 io giunsi in semifinale mentre vincitrice risultò un’agrigentina -, campionessa dell’edizione 1997 proclamata nel gennaio 1998.

“Avevo seguito per anni Parola mia, da ragazzina. Mi piaceva rispondere da casa e acquistai pure il gioco da tavolo che riprendeva il format del programma. Poi, da adulta, mi ero appena laureata, uscì su Repubblica il bando per iscriversi a una trasmissione nuova che la riecheggiava. In famiglia mi spinsero, io, timidissima non volli. Mi iscrissero loro a mia insaputa e, quando mi chiamarono per il provino, terrorizzata, non volevo andare. Mi ci portò a forza mia sorella. Mi interrogarono a scorticapelle. Selezionarono soltanto 16 su circa 500 ragazzi. Il prof. Patota mi disse subito “Preparati, sei tanto brava, ti prendiamo!”

Da lì un’avventura fantastica ma da starci male. Quattro puntate fino alla finale in diretta con ansia da prestazione e paura della telecamera. Ci interrogavano in diretta su tutto, dall’ortografia alla sintassi alla letteratura. Poi il tema, con vincoli di righe e di tempo, con la telecamera puntata addosso sulle dita, sulle smorfie che facevamo elaborando, sulle cancellature. E infine il trionfo… Gli encomi del prof. Beccaria che diceva di restare a bocca aperta vedendo una ragazzina così giovane e preparata sulle etimologie e sul latino soprattutto. Rispoli era sicuramente la persona che aveva meno tempo per socializzare con i concorrenti ma ci teneva a darci la pacca sulle spalle prima che si accendesse la lucetta della diretta, con fare sobrio ma paterno. E chiedeva di noi e si informava su chi fossimo prima che iniziasse la gara.

Non nego che forse un po’ di tifo per me lo facesse, insieme al professore e forse anche a Mariano. Ho un ricordo bellissimo di un signore elegante, preciso, attento al copione, a tutto. Con cui magari ci si ritrovava in sala trucco per una spazzolatina ai capelli e un po’ di fard. Anche questo ricordo con tenerezza, compreso quando gli portai i cannoli freschi da Palermo. Gradì moltissimo e lì, mentre mangiava, mi apparve vero e umano e non come il vip del teleschermo, così come la Capua in piega coi bigodini. A vent’anni, questi dettagli non ti sfuggono. E oggi, ancora fiera di essere Miss italiano ’98, lo racconto ai miei alunni che con un apostrofo sul “po’” mi accaparrai la vittoria!”.

E mi piace chiudere questo omaggio a Luciano Rispoli con il suo “Ma che belle parole!”. Sì, “perché la televisione è la televisione, ma un buon libro è sempre un buon libro. Parola mia!”.

La mia intervista a Marcello Giordani…

Il tenore Marcello Giordani: “Fiorello è un maestro nel mettere a loro agio gli ospiti”, “Ci conosciamo fin da ragazzi, anche se Rosario frequentava il liceo e io l’istituto commerciale”

La Civetta di Minerva, 11 novembre 2016

Il 25 ottobre scorso il celebre tenore augustano Marcello Giordani è stato ospite del programma di Rosario Fiorello “Edicola Fiore”: gli “edicolanti scatenati”, sotto la guida del popolare showman, commentano in maniera ironica e leggera le notizie del giorno, cantando e scherzando come si farebbe tra amici al bar sotto casa. C’è molto dello spirito radiofonico di Fiorello, della sua esperienza e intuizione che gli fa utilizzare le nuove tecnologie e i social in maniera originale e creativa senza farsene strumentalizzare: un’idea che porta una ventata d’aria fresca ai palinsesti e “il buonumore”, come recita la sigla di Jovanotti.

Scanzonato e per nulla serioso, Marcello Giordani ha letto i titoli più rilevanti a mo’ di battute operistiche, intonando da par suo anche “Nessun dorma” – non scontata la riuscita di primo mattino, dato che “Edicola Fiore” va in onda alle otto e trenta e poi in replica la sera – e il celeberrimo pezzo di Formisano e Calì “E vui durmiti ancora”, ormai un classico siciliano.

Dell’ospitata su Canale 8 abbiamo parlato proprio col maestro.

Ci racconti… che atmosfera si respirava a “Edicola Fiore”? Com’è stato uscire dal proprio ruolo di interprete dell’opera per ritrovarsi a fare show leggendo liricamente i titoli dei giornali?

Fiorello è un maestro nel mettere a proprio agio gli ospiti. Direi che ha anche sdoganato lo status del cantante lirico permettendomi di giocare con la mia vocalità in un modo inconsueto.

Comunque lei non è nuovo alle contaminazioni: ricordiamo ai nostri lettori, ad esempio, il concerto “Marcello Giordani and friends” di qualche anno fa proprio nella sua Augusta, in cui convivevano lirica, gospel e i classici della canzone italiana, interpretati da lei insieme ad altri solisti con la partecipazione di formazioni corali siracusane, lentinesi e augustane.

Verissimo. La contaminazione, se fatta bene, è buona musica che fa bene all’anima e come linguaggio universale questa giunge a tutti.

Fiorello è un suo concittadino – Augusta e Letojanni, per essere precisi, vi hanno rispettivamente dato i natali –: vi conoscevate prima della trasmissione?

Ci conosciamo fin da ragazzi, anche se Rosario frequentava il liceo ed io l’istituto commerciale e capitava che ci incrociassimo al Corso Principe Umberto; entrambi poi siamo partiti per seguire le nostre carriere.

Ci parli della sua fondazione e dell’accademia YAP (Young Artist Plus).

Quando si è ricevuto molto dalla vita, si è raggiunto un certo livello, arriva il momento di dare. Io ho ricevuto tanto dalla natura, da Dio – per chi ci crede –, quindi per me è stato consequenziale restituire ai giovani ciò che la vita mi ha regalato: è nata prima la Fondazione negli USA, l’idea del concorso di canto e poi quella dell’Accademia “Marcello Giordani” a Brucoli e adesso da poco, ne sono molto contento, anche ad Augusta, la nuova sede.

Sono felice e commosso quando sono attorniato dai giovani: quando io ho iniziato, quasi quarant’anni fa, non c’erano gli aiuti anche economici e il mentoraggio di cui possono usufruire oggi tanti ragazzi. Mi rispecchio in loro, nel loro pendere dalle labbra di qualcuno che può aiutarli con la sua esperienza. Il nostro è un mestiere che si impara “rubando”.

Il mestiere del canto come artigianato, dunque, come apprendistato.

Io insegno anche raccontando aneddoti della mia vita artistica. Consiglio ai ragazzi di imparare senza fretta, di avere pazienza e tolleranza verso se stessi. Di credere nei sogni, che possono diventare realtà. Tra le punte di diamante della nostra accademia c’è il soprano Noemi Muschetti, ragazza molto dotata e metodica, che si mise in luce proprio al concorso per giovani talenti lirici.

I suoi prossimi impegni? Sappiamo che la sua agenda è molto fitta.

Sto partendo per Budapest per cantare “Tosca”, poi andrò a Cagliari per “Il Trovatore”. Sempre meglio che lavorare, no? Spesso lo dico scherzando con gli amici: il mio è un mestiere che comporta sacrifici come la lontananza dagli affetti, dalla famiglia, dagli amici, viaggi, però è la realizzazione di qualcosa che piace e si ama.

C’è tutta una schiera di cantanti lirici siciliani che portano alto il nome della Sicilia nel mondo: oltre a lei pensiamo agli Alajmo, alla Rancatore… Quando tornerà a cantare in Sicilia? E nella sua Augusta?

A marzo sarò al Bellini di Catania per la “Manon Lescaut”. Per quanto riguarda Augusta, le idee migliori spesso nascono davanti ad una pizza insieme ai miei collaboratori. Chissà? Potrebbe venire fuori un progetto come la “Street Music” dello scorso settembre.

 http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=17&Itemid=143 (gli articoli della sezione Cultura, dove potete trovare i miei pezzi)

 Ancora…

…uno dei miei ultimi pezzi…

Al palazzo Nicolaci di Noto

il premio dedicato a Mariannina Coffa

 

La Civetta di Minerva, 30 settembre 2016

Il 30 settembre 1841 nasceva a Noto la poetessa e patriota Mariannina Coffa Caruso, la cui vicenda umana – malmaritata, protagonista di un amore infelice per il maestro di pianoforte e drammaturgo Ascenso Mauceri, funestata di lutti e consumata da una malattia che la annientò il 6 gennaio del 1878, a soli trentasei anni, tre mesi e sei giorni – e poetica ha suscitato la pietas e l’interesse di appassionati e studiosi come Marinella Fiume, Angelo Fortuna, Biagio Iacono, di amministratori sensibili come Cettina Raudino e il sindaco di Noto Corrado Bonfanti, di artisti come Carlo Muratori, che ha musicato un sonetto (Ombra adorata, pubblicato nel CD book Sale) della Coffa, di insegnanti, studenti, lettori, tutti accomunati dall’amore per la letteratura e la storia del nostro paese e in particolare della Sicilia: a maggio 2016, ad esempio, è stato pubblicato il volume degli atti del convegno “Sguardi plurali” del 2014 curato da Marinella Fiume e uscito per i tipi di Armando Siciliano Editore; il volume costituisce una sorta di “stato dell’arte” degli studi intorno a Mariannina Coffa, raccogliendo tra l’altro i contributi di Nicolò Mineo ed Enzo Papa, di storici della letteratura e della medicina – la Coffa si curava con l’omeopatia, altra curiosità su un Ottocento siciliano che merita ulteriori indagini –, di cultori delle memorie storiche netine e oltre.

Ma non finisce qui. Un pugno di amanti della poesia, raccolti intorno all’associazione “Inchiostro e anima”, presieduta da Giusy Cancemi Di Maria, ha deciso di dedicare a Mariannina Coffa un premio letterario per onorarne la memoria e farla conoscere alle nuove generazioni. Poeti e scrittori si sono cimentati nella stesura di versi e racconti, alcuni affrontando anche la storia e il valore della figura della Coffa, che merita sempre più lettori e indagatori empatici e sagaci.

La premiazione del concorso si tiene presso il salone delle feste di Palazzo Nicolaci a Noto il 1° ottobre alle ore 18.Ecco i nomi degli autori e i titoli delle rispettive opere che sono state scelte dalla giuria (costituita da Angelo Fortuna, che la presiede, scrittore e poeta, saggista e studioso della poetessa Mariannina Coffa, medaglia d’oro per la scuola, l’arte e la cultura conferita dal Presidente della Repubblica, dall’avvocato Teresa Nicastro, socio onorario dell’associazione culturale La Carovana degli Artisti, la quale collabora da anni per il Premio Inchiostro e Anima, dalla professoressa Ivana Scarpetta, docente di lettere, dalla poetessa Therry Ferrari vincitrice del Premio Inchiostro e Anima dedicato a Mariannina Coffa, terza edizione, dalla professoressa Maria Lucia Riccioli, studiosa della poetessa Mariannina Coffa, docente di lettere, scrittrice e poetessa, e dalla dottoressa Assunta Rizza, presidente della cooperativa sociale “Leonardo”); ricordiamo che i vincitori delle tre sezioni sono declamati e che vengono inseriti nell’antologia di Inchiostro e Anima, quarta edizione.

Per la sezione A (poesia singola a tema libero): Rosanna Affronte, Antonio Bicchierri, Maria Bugliarisi, Pier Giorgio Cadeddu, Gianluca Cardile, Giusy Carta, Angela Di Pasquale, Fortunata Farinella, Izabella Tereza Kostka, Rosaria Lo Bono, Grazia Lomolino, Claudia Magnasco, Caterina Morabito, Massimiliano Pricoco, Josè Russotti, Bruno Scalia, Mirela Stillitano, Lucia Triolo, Deborah Valenti, Massimo Zurolo; per la sezione B (poesia singola a tema “Amore o maledizione?”): Giovanna Alecci, Palma Civello, Carla Colombo, Pierangela Fleri, Elisa Giglio, Pietro Grossi, Vanessa Leonardi, Rosaria Lo Bono, Manuela Magi, Claudia Magnasco, Giusy Marenaci, Beatrice Pizzo, Carmela Ponti, Mariarosa Riggio, Salvino Sagone, Paola Puzzo Sagrado, Bruno Scalia, Chiara Spicuglia, Rita Stanzione, Elisabetta Tagliamonte, Lucia Triolo, Massimo Zurolo; per la sezione C (lettere di ogni tempo, epistole d’amore) Simona Accarpio, Carla Colombo, Duccio Di Stefano, Gianni Ferro, Vanessa Leonardi, Raffaele Loiodice, Aurora Miriam Scala, Stefania Schinà, Cristina Vascon.

Le opere dei primi tre autori classificati di ogni sezione sono declamate e premiate durante la serata ed ogni autore finalista sopra citato riceve la Menzione d’Onore come autore scelto dalla Giuria. Il vincitore assoluto riceve inoltre cento copie della propria silloge poetica.

Un premio, questo, che si regge sulla passione di partecipanti e organizzatori, che non gode di sponsorizzazioni né incentivi e il cui scopo è far emergere l’espressività dei talenti poetici e narrativi, oltre che la diffusione della conoscenza della poetessa Mariannina Coffa.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=17&Itemid=143 (il link alla sezione cultura, con molti dei miei pezzi…)

“Alma beata: a Lucia Virgini Saragusana” è il titolo di una serie di concerti che verranno tenuti dall’ensemble vocale francese“ Metz’A Voce”, diretta dal maestro Jean Pierre Aniorte, che ne è anche il direttore artistico.

Il gruppo vocale si esibirà mercoledì 26 ottobre presso la Cattedrale di Noto dedicata a San Nicolò alle ore 20, giovedì 27 presso la Chiesa dell’Angelo Custode a Francofonte alle ore 19,30, venerdì 28 ottobre presso la Chiesa dei Santa Maria del Gesù ad Avola sempre alle 19,30, mentre la tournée si concluderà a Siracusa, in Cattedrale, con il concerto di domenica 30 ottobre alle ore 20.

Il gruppo lorenese aveva già cantato a Roma e in diversi siti Unesco della Sicilia e adesso propone questo tour musicale, “Alma beata”, i cui brani il prossimo anno, alla presenza delle autorità locali e di quelle della Regione Siciliana, saranno eseguiti nella basilica di San Vincenzo a Metz dove per secoli sono state custodite le reliquie di Santa Lucia.

I nostri lettori ricorderanno sicuramente una serie di articoli che abbiamo pubblicato sulle reliquie della Santa della Luce custodite a Metz e a Siracusa: tema quanto mai caro ai nostri concittadini, legati a Santa Lucia con una devozione particolare, che si esprime non solo con le processioni tradizionali e il culto tributatole, ma anche con la poesia, l’arte, il teatro e in questo caso la musica. Forse non tutti sanno, ad esempio, che il primo teatro siracusano, sito presso il Municipio – e quindi “smontabile” – era intitolato a Santa Lucia; che la stagione teatrale e musicale siracusana comprendeva sempre cantate e rappresentazioni teatrali imperniate sulle virtù e il martirio della Santa (invito i nostri lettori, qualora non li conoscessero, a leggere le pubblicazioni pregevoli e documentate di Alessandro Loreto).

L’ensemble di Metz, che vanta un repertorio vasto e vario, esteso dalla musica rinascimentale a quella contemporanea, sia religiosa che profana, eseguirà perle della letteratura musicale come il celeberrimo Salmo 42 “Sicut cervus” (Giovanni Pierluigi da Palestrina), “Rex gloriae” (Luca Marenzio), La Sestina, ossia “Lagrime d’amante al sepolcro dell’amata” (Claudio Monteverdi): “Incenerite spoglie”, “Ditelo voi”, “Darà la notte il sol”, “Ma te raccoglie”, “O chiome d’or”, “Dunque amata reliquie”; “Lodate Dio” (Giovanni Animuccia); “In tua patientia” (Claudio Monteverdi); “If ye love me” (Thomas Tallis), “Lamento della ninfa” (Claudio Monteverdi), “Soror mea Lucia” (Giuseppe Palazzotto Tagliavia), “Ecco momorar l’onde (Claudio Monteverdi), “Musiciens qui chantez à plaisir” (Hubert Waelrant), “Alma beata” (Andrea Schiavo).

A proposito di quest’ultimo brano, che dà il titolo alla serie dei concerti del gruppo vocale, si tratta di un mottetto rielaborato dal musicista e compositore siracusano Andrea Schiavo, che da anni si fa promotore della conoscenza della musica rinascimentale e barocca nella nostra città, in questo caso valorizzando le “Canzuni” del siracusano Claudio Maria Arezzo su Santa Lucia.

Privitera nella “Storia di Siracusa” vol II., enumerando i siracusani che si distinsero in Patria e fuori nel sec. XVI, scrive: “Di tutti questi ancor più celebre fu Claudio Maria Arezzo, storico, archeologo, filologo, oratore ed elegante poeta.

Contemporaneo del Fazzello, scrisse un De Situ Siciliae (1537), uno scritto di Osservazioni della lingua siciliana e canzoni nel proprio idioma (1543). Claudio Arezzo nacque alla fine del secolo XV o all’inizio del sedicesimo secolo. Oratore e nuncio imperiale, poeta e intellettuale coltissimo e apprezzato dai contemporanei e oltre come umanista di rilievo, dai poliedrici interessi.

La Civetta di Minerva, 14 ottobre 2016

Il coro polifonico “Giuseppe De Cicco”, diretto da Maria Carmela De Cicco, è una realtà musicale ormai consolidata nel panorama artistico del siracusano e oltre, con un repertorio che spazia dalle nenie alle nuvene dialettali agli spiritual, dal canto gregoriano alla polifonia di scuola francese e tedesca, dal classico al contemporaneo: ogni concerto è un viaggio tra stili e compositori diversi per esplorare le capacità espressive della voce umana.

La compagine corale, che solitamente canta a cappella, quindi senza accompagnamento di strumenti – come nella tradizione del coro per eccellenza, ovvero la Cappella Sistina di Roma –, si avvale talvolta della collaborazione della pianista Cunegonda De Cicco.

Il coro è impegnato non solo in un’intensa attività concertistica, ma anche nella partecipazione a concorsi, rassegne e gemellaggi; tra l’altro il 2016 è anche l’anno del ventesimo anniversario dalla fondazione del coro, ventennale che verrà festeggiato con un’uscita discografica e altre iniziative.

Da segnalare, infatti, l’attività formativa del coro, impegnato nella didattica non solo per i coristi ma anche per i direttori di coro: da venerdì 14 fino a domenica 16 ottobre si terrà infatti la prima sessione di lezioni del Corso di Direzione di Coro, a cura del Maestro Pier Paolo Scattolin, mentre dal 12 al 13 novembre 2016 ospite del corso sarà il Maestro Giovanni Acciai; dal 9 all’11 dicembre 2016 si terrà un workshop sulla Petite Messe Solennelle di Rossini, ospiti il Coro del Conservatorio “Cilea” di Reggio Calabria.

Un’altra iniziativa da segnalare è l’adesione del coro ad un progetto solidale, 1000 Voci per ricominciare: il coro polifonico “Giuseppe De Cicco” (con altri 72 cori, ensemble e una scuola con la propria orchestra giovanile) ha infatti deciso di aderire al progetto che legherà cori di tutta Italia per legare il canto alla solidarietà verso i fratelli colpiti dal terremoto del 24 agosto. Una serie di concerti permetterà infatti di raccogliere fondi per le popolazioni terremotate.

Segnaliamo anche, per saperne di più, il gruppo “3.36” e l’hashtag #nondimentichiamoli.

Ne parla Luigi La Rosa, editor e scrittore. Consuelo Consoli: “E’ il saluto di Allegra ai suoi due possibili padri”

La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016

Domenica 30 ottobre alle ore 18, presso la Libreria Casa del Libro Rosario Mascali di via Maestranza a Siracusa, Luigi La Rosa (docente di scrittura, editor e scrittore per diverse e prestigiose case editrici) presenterà il romanzo di Consuelo Consoli “Un solo abbraccio” edito da Algra editore.

“La Civetta di Minerva” ha incontrato l’autrice catanese – che sarà presente in libreria – per porle qualche domanda sul suo romanzo e sul suo rapporto con i libri e la scrittura.

“Un solo abbraccio”: il titolo rimanda al mondo degli affetti, giusto? Come vengono declinati nel tuo libro?

La storia è semplice e complessa al tempo stesso. Un solo abbraccio è la frase con la quale si chiude. È l’abbraccio di Allegra ai suoi due possibili padri, Alex e Graziano, due uomini che, dopo averli incontrati, comprende di amare indipendentemente da legami di sangue.

Raccontaci del tuo percorso letterario: l’approdo alla scrittura e la pubblicazione.

La scrittura è una necessità che ho avvertito fin da piccola. Testimone mia madre e i racconti che la costringevo a sentire… L’ho tenuta a bada per quasi vent’anni, poi la conoscenza dei miei “simili” – Luigi La Rosa, te, Mavie Parisi – ha fatto il resto.

Questa è la settimana dedicata alla lettura, specie nelle scuole. Qual è il tuo rapporto con la lettura?

Molto disciplinato. Leggo per conoscere e crescere. La media è di un libro a settimana.

Progetti in cantiere…

Ho una raccolta umoristica già ultimata ma da rifinire sul tema dei detti celebri della mater sicula e un romanzo in itinere al quale chiedo troppo…

La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016

È di questi giorni la diatriba a colpi di spray e spazzoloni a Borgo Pio, storico quartiere di Roma, a proposito di un murale su Papa Francesco. Appare e scompare, anche se il web conserva memoria delle imprese dell’artista che lo ha realizzato.

Si licet parvis componere magna, Alda Merini, la poetessa dei Navigli, è stata protagonista per ben due volte di un episodio riguardante la sua immagine. E forse non sarà neanche l’ultimo. Qualche anno fa era apparso un murale vicino alla casa della Merini in Ripa di Porta Ticinese al numero 47, poi sparito.

Siracusa, fine di agosto 2016. Un’estate infinita addosso, traffico e settembre che incombe – scuola, lavoro, impegni che fluttuano in una nube di scirocco e voglia di mare, ancora. Via Columba, concessionarie, centri commerciali cinesi, autofficine, le palme del G8 di qualche anno fa che si sforzano di crescere nello spartitraffico. Su un muro grigio e incolore, uno spruzzo di vita un volto un nome. Alda Merini.

Si accosta si frena si scende. Si fotografa quest’apparizione poetica in una città che spesso i suoi poeti li nutre per vederli volar via. E poi, dopo qualche giorno, il volto di Alda Merini viene sfregiato. Quando la street art è originale, ironica, portatrice di bellezza, ben venga a colorare la prosaicità del quotidiano. Perché deturpare il murale?

La nostra amministrazione potrebbe incoraggiare i nostri giovani writers, i nostri artisti più creativi, gli intellettuali della parola e del colore, per abbellire le nostre periferie, per ravvivare pareti graffiate da sconcezze. Ma sta a noi cittadini rispettare un guizzo di bellezza che può riempire di senso una sosta o una coda.

Chiudiamo con alcuni versi della Merini. Perché la parola – l’armonia che vince di mille secoli il silenzio, direbbe Foscolo – non soffre sfregi finché la leggiamo l’ascoltiamo continuiamo a scriverla.

Il Gobbo – Dalla solita sponda del mattino /io mi guadagno palmo a palmo il giorno: /il giorno dalle acque così grigie, / dall’espressione assente. /Il giorno io lo guadagno con fatica /tra le due sponde che non si risolvono, /insoluta io stessa per la vita /.. e nessuno m’aiuta. /Ma viene a volte un gobbo sfaccendato, /un simbolo presagio d’allegrezza /che ha il dono di una strana profezia. /E perché vada incontro alla promessa /lui mi traghetta sulle proprie spalle.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=1844:la-scuola-rappresenta-un-fronte-importante-della-lotta-culturale-contro-le-mafie&catid=48&Itemid=144

La scuola rappresenta un fronte importante della lotta culturale contro le mafie.

In occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico, il 19 ottobre scorso gli alunni del tredicesimo istituto comprensivo di Siracusa “Archimede”, a coronamento di un percorso iniziato durante l’anno scolastico precedente, intitolato “Progettiamo a colori”, hanno incontrato Simona Dalla Chiesa, figlia del generale ucciso dalla mafia.

Nel corso della mattinata gli alunni delle quinte (ex quarte) e delle prime e seconde medie, che hanno lavorato sui libri della nota autrice siracusana Annamaria Piccione, sensibile a queste tematiche (ricordiamo appunto “Il gatto del prete povero” sulla figura di Padre Pino Puglisi e “La scelta del sovrano giusto” su Giovanni Falcone, quest’ultimo illustrato da un’artista siracusana, Stefania Bongiovanni Vallone, ed entrambi editi dall’altrettanto siracusana casa editrice VerbaVolant edizioni, che con la collana “I grandi per i piccoli” si propone di far conoscere a bambini e ragazzi persone dal grande valore umano e civile e di far riflettere i lettori di ogni età su argomenti quali la legalità e la giustizia), hanno offerto a Simona Dalla Chiesa un libricino con i lavori realizzati sotto la guida dei loro docenti.

Durante la seconda parte della giornata si è tenuto l’incontro degli stessi alunni con le famiglie e varie autorità.

La giornata, moderata dalla dirigente scolastica dott.ssa Giusy Aprile, allietata dalla presenza dell’orchestra aperta di Claudio Giglio e impreziosita dalla performance di Peppino Castello, cantastorie di Monterosso Almo che ha narrato e raccontato come si usava un tempo le storie degli attentati mafiosi, ha visto anche il concorso di figure legate all’antiracket e delle autorità preposte alla lotta alla mafia.

 

https://www.gofundme.com/r2h6hryk

Per finanziare LA CIVETTA DI MINERVA, che è sostenuta solo da sponsor privati ed è un esempio di stampa libera da vincoli, l’idea è quella del crowdfunding, cioè la ricerca di fondi.

La civetta, animale sacro a Minerva: il simbolo del giornalismo che raccoglie informazioni e poi le analizza e le argomenta offrendole alla società perché diventino l’humus di un pensiero critico.

Da questa interpretazione del giornalismo  nel settembre del 2009 nasce il progetto dell’edizione cartacea del La civetta di Minerva, giornale antimafia, no profit.

http://www.lacivettapress.it/ it/

Difesa dell’ambiente e del territorio,  multiculturalismo, welfare, etica politica, economia sostenibile, lotta contro ogni forma di sfruttamento, prevaricazione e corruzione sono i nostri temi.

In soli sette anni di attività abbiamo sostenuto – nonostante la scarsità di risorse e quasi solo grazie ai nostri stessi contributi – importanti battaglie nel settore delle energie rinnovabili, della gestione privata del servizio idrico, contro la  costruzione del rigassificatore di Priolo-Melilli, a favore del blocco delle trivellazioni petrolifere in Val di Noto. Poi, tra le nostre numerose inchieste, quella “storica” sulla Procura della Repubblica di Siracusa ci è valsa il premio giornalistico nazionale Mario Francese 2012.

Tuttavia la nostra battaglia per la legalità ci ha portato più nemici che introiti e adesso la Civetta rischia la chiusura definitiva. Abbiamo bisogno di voi per salvarla!
Le donazioni verranno usate per finanziare il giornale e le attività che possano contribuire a tenerlo in vita e a promuoverne la diffusione.

Il nome di ogni donatore verrà stampato in uno spazio dedicato del giornale che potrà accogliere anche proposte e considerazioni (previa valutazione della loro liceità). Ciascuno riceverà il PDF del numero in uscita che presto potrete leggere anche grazie ad un’app.

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The owl, sacred to the roman goddess Minerva: the symbol of aan active journalism, which collects, analyzes and discuss information in order to provide society with a booster for critical thought .

This interpretation of journalism led to the birth, in september 2009, of  the anti-mafia, non-profit, print newspaper, La Civetta di Minerva.

http://www.lacivettapress.it/it/

Our mission is to oppose environmental threats, corruption, exploitement, and abuse of power; and to promote multiculturalism, welfare, ethical politics, and sustainable economy.

Even though we had little money – motly provided by the journalists ourselves – in seven years we fought important battles: against water privatization; against the building of the regasification unit in the high risk area of Priolo-Melilli; against oil drilling in the historical area of Val di Noto. Among our many investigative reports, the “famous”one on the judges of the Procura della Repubblica di Siracusa was rewarded with the national Mario Francese prize for anti-mafia journalism.

However, our battle for legality brought us more ennemies than funds and now La Civetta risks to close for ever. We need you to save it!
Your donations will be used to support the newspaper and every activity which can contribute to its survival and outreach.

The name of every donor will be printed in a specific section of the newspaper, where your ideas and proposals can also be hosted (after previous evaluation of their legitimacy). Moreover, every donor will receive a PDF version of next issue and will be able to read it through an app.

http://www.lacivettapress.it/it/

LA CIVETTA esce ogni due venerdì e poi molti articoli confluiscono nel sito, dove troverete anche aggiornamenti e novità.

 

 

 

 

 

NOI SIAMO DESDEMONA a Floridia il 26 novembre

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26 Novembre 2016 ore 17:30
Aula Consiliare G.Spada_Floridia
Incontro/Dibattito contro la violenza sulle donne

Rapp. Young Fidapa BPW Italy Sezione di Floridia
Fabiola Daiana Guarino

#fidapadiceno #fidapafloridia #fidapayoung #fidapa#BPWItaly #controlaviolenzasulledonne

— con Maria Lucia Riccioli, Cristina Sanzaro e Irene Messina Montanaro

http://www.algraeditore.it/index.php?option=com_icagenda&view=list&layout=event&id=439&Itemid=177

L’antologia NOI SIAMO DESDEMONA, uscita per i tipi di Algra Editore, sarà al centro del dibattito insieme ai contributi degli ospiti presenti.

Torna il 25 novembre, occasione per ricordare tutte le donne vittime di violenza di genere e per rinnovare l’impegno contro i femminicidi e tutti gli abusi perpetrati contro le donne.

Il 25 novembre dello scorso anno NOI SIAMO DESDEMONA – l’antologia di Algra editore contro il femminicidio – è stata proposta a Scordia (CT) presso la Biblioteca comunale.

Il tour delle presentazioni, iniziato ormai nel 2014, è proseguito dopo Scordia con Valverde (29 novembre 2015), che ha ospitato l’antologia all’interno della rassegna degli Incontri in Biblioteca a cura di Clara Pennisi e Nunzio Lizzio presso la Biblioteca Giuseppe Fava; il 1 dicembre è stata la volta di Siracusa.

Anche nel 2016 proseguono gli appuntamenti dedicati alla lettura e alle riflessioni suscitate da questo libro.

Domenica 6 marzo 2016 alle ore 18, presso la sala consiliare del Comune di Zafferana Etnea, si è tenuto l’incontro incentrato su NOI SIAMO DESDEMONA.

Un ringraziamento al sindaco Alfio Vincenzo Russo, all’assessora alle Pari Opportunità Angela Di Bella, all’associazione Giuseppe Sciuti e alla musicista Linda Vinciullo.

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Immagine tratta dalla presentazione presso LA CASA DEL LIBRO Rosario Mascali.

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Ecco la copertina del volume con i nomi delle autrici…

L’antologia NOI SIAMO DESDEMONA (Algra Editore), il cui “tour” non si ferma – ah come vorremmo che si arrestasse insieme a ciò che condanna! – contiene un mio racconto scritto a quattro mani con Mavie Parisi.

Eccolo…

LORO

 

LEI

Lontana. Credevo di essere molto lontana, tanto lontana da cogliere in un’unica occhiata fatti, cause, natura dei sentimenti e fondamenti delle azioni.

Come una fotografa che tenti di abbracciare tutta la scena e inghiottirla dentro il suo obiettivo, faccio un passo indietro per indovinare anche il contesto.

Non mi accorgo che invece mi sto avvicinando, sono praticamente dentro, granello di polvere tra un pixel e l’altro.

Non vedo più nulla, tutto si sfoca nel mio perduto potere di risoluzione.

Niente che possa essere toccato da dita che non sento più.

Una confusione sensoriale, veli di vento sulla pelle nuda.

Una prospettiva strana, un punto di osservazione bizzarro, o quantomeno sconosciuto, che distorce tutto e dissolve i dettagli.

Sarà per questo che mi importa uno zero di tutto quello che è successo.

Abito al piano terra di un piccolo condominio, un appartamento di tre vani, regalo dei miei genitori per il mio ventiseiesimo compleanno.

Un regalo grosso, impegnativo, ma poca roba se si pensa che sono la loro unica figlia e per me darebbero la vita, come si dice.

Sul mio stesso pianerottolo c’è un appartamento gemello che, nel periodo in cui venni ad abitare il mio, era vuoto.

I due piccoli giardini sui quali si affacciano le cucine sono confinanti e ho dovuto piantare un lungo filare di bambù per nascondere il lerciume di un posto abbandonato da troppi anni.

Bella sorpresa, una domenica mattina, essere svegliata dal chiasso e dalle chiacchiere di due giardinieri che pulivano, rastrellavano, piantavano siepi, rendevano insomma abitabile quello che era stato solo un nido di topi.

Sia lodato il cielo, pensai, o meglio sia lodato l’amministratore che ha finalmente ascoltato le mie preghiere.

Esco dunque in giardino con il pigiama, le ciabatte, una tazza d’orzo in mano e una magnifica disposizione d’animo.

Buongiorno, mi dice, e non potevano essere i giardinieri, a meno che ce ne fosse un terzo che non riuscivo a vedere.

Risposi comunque al saluto mentre ricevevo la seconda sorpresa di quella singolare mattina: l’appartamento a fianco aveva finalmente un proprietario.

Si trattava di un uomo di una quarantina d’anni, forse (seppi in seguito che erano cinquanta ben portati).

Quel giorno, di lui mi colpì l’abbigliamento. Mi sarei aspettata una tenuta comoda, per un trasloco, invece notai che indossava la giacca e la cravatta, e dalla mia prospettiva, e con la siepe di bambù che ne nascondeva la parte inferiore, mi sembrò uno speaker di telegiornale.

La situazione era così surreale, con me in pigiama e i giardinieri, lui in giacca e cravatta e tutto il resto, che mi venne da ridere.

E così mi sentii in obbligo di spiegare il motivo di quella risata.

Rimediai un noioso racconto su un anniversario di matrimonio e sugli intricati legami di parentela che lo legavano agli sposi che oggi avrebbero rinnovato in chiesa le loro promesse.

In compenso guadagnai l’amicizia di un vicino di casa.

Da quel giorno e per tutte le domeniche d’estate ci sporgemmo dai rispettivi giardini per fare quattro chiacchiere.

Decidemmo anche di tagliare qualche piede di bambù, in modo da rendere più agevole la cosa.

Per il resto, ognuno faceva la sua vita.

Intanto l’estate stava per finire, e nessuno di noi si era chiesto, o quantomeno non me l’ero chiesto io, cosa avremmo fatto in caso di pioggia.

Non ebbi il tempo di pormi il problema, non mi ero nemmeno accorta che piovesse, quando sentii il campanello.

Era lui che mi invitava a prendere un caffè in casa sua.

Accettai con piacere e non solo quella volta, ma per molte volte ancora.

Nei giorni non lavorativi sapevo che a una certa ora del mattino avrei sentito un din don che mi annunciava che la colazione era pronta.

Ce ne stavamo nella sua cucina e passavamo la successiva oretta a chiacchierare mangiando il ben di Dio di cornetti e ciambelle che lui stesso preparava o acquistava in pasticceria.

Il caffè si trasformò presto in pranzo, qualche volta in cena.

Non si arrivò alla fine dell’inverno che qualcosa, nel suo atteggiamento, cambiò.

Non saprei raccontare fatti precisi.

Non fu compiuta alcuna azione dai contorni e obiettivi definiti, né articolata frase speciale.

Fu una sorta di aumento della confidenza, una trasformazione di quella piacevole complicità che ci eravamo costruiti.

Mentirei se dicessi di non aver considerato la possibilità che ciò accadesse, ma avevo allontanato il pensiero con un gesto leggero e vago, come si fa con un moscerino immaginario.

Provai un fastidio non intenso, ma molesto. Settimana dopo settimana, però, sentii nascere l’antipatia che crebbe in avversione.

Era di nuovo estate quando mi trovai a inventare una scusa ogni domenica, proprio mentre lui si faceva più pressante.

Cominciò a cercarmi a ogni ora del giorno, di ogni giorno.

Il suono del campanello ormai mi dava nausea, come un cibo mangiato in quantità eccessiva.

Facevo finta di non essere in casa, ma era inutile, perché, a quel punto, mi aspettava fuori dalla porta.

Mi era impossibile uscire in giardino perché lui faceva altrettanto, così mi industriai a stendere i panni dentro il bagno.

Scoprii che spiava le mie uscite. La mia vita si trasformò in un incubo.

Decisi di confidarmi con qualcuno, forse mi avrebbe tranquillizzata, riportandomi su una strada che io pensavo di avere smarrito.

Ne parlai con una cara amica, che sfortunatamente alimentò il fuoco delle mie paure consigliandomi di cambiare casa.

Era una cosa non facile che mi sembrava pure inutile, e poi cosa avrei detto ai miei genitori? Li avrei messi in allarme per qualcosa che assomigliava tanto a una sciocchezza.

Non rimaneva che affrontarlo. Gli avrei parlato chiaramente, con garbo certo, ma anche con determinazione.

Gli ultimi accadimenti non dovevano farmi dimenticare che si trattava pur sempre del mio simpatico vicino di casa, magari si era rivelato un po’ invadente ma ero sicura che sarebbe bastato farglielo notare.

Fu così che una domenica mattina, era appena trascorso l’anniversario della nostra conoscenza, accettai il suo ennesimo invito, telefonico stavolta.

Presi qualche minuto per vestirmi, infilai la chiave dentro la tasca dei jeans, e andai.

L’atmosfera mi imbarazzò da subito.

Mi guardava dritto negli occhi, con intenzione, pensai. Il suo sguardo percorse tutti i miei contorni come fosse la punta di una matita che dovesse ricalcarmi su un foglio.

Con pazienza, provai molte volte a imbastire le parole che mi ero portata dietro per dirgli che doveva smetterla, ma ogni volta che iniziavo a parlare lui mi faceva un complimento, mi offriva qualche cosa o provava a farmi una carezza.

La mia pazienza si esaurì quando infine mi trovai le sue mani addosso, a quel punto il discorso preparato rotolò velocemente e non ci fu più tempo per la delicatezza, ma più parlavo e più mi si avvinghiava.

Mi ritrovai stretta a lui, farfugliava qualcosa che aveva a che fare con il desiderio, ma le frasi non erano chiare, era più un mugolio appiccicoso.

Sentivo la sua saliva che diventava fredda sulla mia pelle, niente mi aveva mai fatto tanto schifo.

Con tutta la forza che potei racimolare, tentai di scostarlo.

Non c’era gioco, il suo metro e ottanta abbondante e le sue braccia forti avevano la meglio.

Fu quando mi sbottonò la camicetta che presi a lottare come una dannata tempestandolo di pugni.

Dapprima rise, tenendomi le mani.

Sembrava un gioco, ma poi mi picchiò forte, fortissimo.

Caddi a terra ma lui non si fermava, anzi mi prese il viso con una sola mano, era così grande che quasi soffocavo, sicuramente non vedevo bene, un dito mi premeva sull’occhio sinistro. Cominciò a sbattermi la testa sui mattoni.

Questi sono i fatti, per il resto sono solo sensazioni e ricordi di vaghe emozioni.

Il dolore al capo, il calore del sangue sulla mano, il suo colore sfocato, la mancanza di respiro, il girotondo della stanza, lo sfregare della schiena sul pavimento mentre mi riporta a casa mezza morta, il rumore della porta chiusa alle sue spalle, la perdita di contatti con il mondo, la paura che l’avrebbe fatta franca, un accenno di rabbia l’immagine dello strazio negli occhi di mia madre.

Eppure adesso tutto questo mi è proprio indifferente, in questo luogo sorprendente, durante un tempo che non so, in uno spazio che non è uno spazio, granello di polvere tra un pixel e l’altro.

Sono morta. Ammazzata.

 

LUI

Credevo di essere lontano, molto lontano da cose come queste.

Voglio dire, è una cosa che non prevedi. Neanche negli incubi più brutti, che ti svegli sudato e ringrazi chissacchì perché non è vero.

Stavolta invece sono sudato lo stesso ma l’incubo non finisce.

È incominciato e non finirà.

Questo solo, riesco a pensare.

C’era una vita prima di questo sangue, prima di questo schifo che a quanto pare ho fatto io, di questo lamento che sta per finire – ma quando, quando? – e questa vita è finita. Quella di questa ragazza che non mi pare più manco la mia vicina. Una bambola rotta mi pare, e l’ho rotta io.

Ma anche io mi sento rotto. Sono stanco, stanco morto, come quando corro troppo alla pista ciclabile per sembrare più giovane, per piacere di più a questa bambola rotta che non mi vuole. Che non mi può volere più.

Sono morto pure io, allora.

Il lamento manco si sente più. Quasi.

Sarò l’assassino, il mostro. L’ammazzatore di donne, lo stalker che prima fa amicizia con una donna e poi va a finire così, una domenica che poteva essere diversa e no, ora è questo bordello di camicetta sbottonata e sangue, di occhi spalancati che mi guardano e non mi vedono. Non mi vedono più.

Quando alla televisione sentivo di donne ammazzate cambiavo canale. Pure ’sta parola nuova, “femminicidio”, mi faceva antipatia.

Uno pensa Che c’entro io con queste cose, m’avete pure rotto, con le scarpe rosse i posti vuoti a teatro e dagli al maschio maniaco assassino.

E invece sono qua, col telefono in mano, il numero già composto.

Uno. Uno. Tre. 113.

Il simbolo verde con la cornetta da premere.

E il sangue rosso di lei sui polpastrelli, sul dorso delle mani, sulla maglietta. E LEI qui, e la striscia rossa che va da casa mia alla sua.

Frugare nelle tasche dei suoi jeans – le cosce ancora calde –, prendere le chiavi, aprire, trascinarla nel suo appartamento.

Credevo di essere lontano, molto lontano da cose come queste.

Eppure quello con il telefono e il sangue di lei addosso sono io.

Mi punteranno a dito, mi accuseranno. Era la sua vicina, capita, no? Male, male ha fatto, s’è fidata dell’uomo sbagliato, quello della porta accanto, che t’aggiusta la serranda e poi si mette in testa chissà che cosa.

La mia vicina.

Ama il prossimo tuo. Io non so se l’amavo, però mi ha fatto sangue subito – fa senso pensarlo adesso. Mi è piaciuta, mi è piaciuta subito – con le sue camicette aderenti, la voce fresca come l’erba del giardino appena tagliata.

Che male c’è? Si comincia così, no?

Una presentazione un po’ imbarazzata ma cordiale, quattro chiacchiere in giardino con la mente alla pentola sul fuoco, al computer acceso e la voglia di restare lì.

Il caffè. Il primo, che ha un sapore tutto particolare.

Una fetta di ciambella.

Un pranzo, una cena, quel dire e non dire di cui sono così esperte le donne.

Pensavo non dico di piacerle, ma almeno una simpatia un interesse qualcosa… non avevo capito niente. Non ho capito niente.

Mi hai frainteso, mi ha detto, Non avevo capito che tu avessi altre intenzioni.

Rabbia, umiliazione… tutte quelle belle parole in giardino e davanti a un piatto di pasta o un caffè sono state solo chiacchiere inutili tra buoni vicini?

Vicini.

Le facevo la posta, è vero.

Non si fa, non si dovrebbe fare. Le donne si mettono in sospetto e ti chiudono la porta in faccia, si negano, non si fanno trovare a casa o fanno finta. Non si fa.

Ma mi mancava la sua voce. E la sua biancheria – le calze, le mutandine che adesso stendeva in casa, perché forse per lei il fatto che io le vedessi era prendermi… com’è che aveva detto? troppa confidenza.

E non sta bene, prima il caffè colazione pranzo cena e poi niente. Troppa confidenza non va bene.

Non sono bravo a capire cosa vogliono veramente le donne. Sfido qualcuno a capirle. Sì no no sì non lo so non credo. Le parole le usano come il trucco, ogni frase è uno sbaffo di rossetto, una passata di cipria. E non sai più se stai parlando con una donna o con una bambola che ti risponde come viene. Come viene.

Credevo di essere lontano, molto lontano da cose come queste.

Sbottonarle la camicetta. Ridere dei suoi tentativi di sfuggire alle mie carezze. Picchiarla perché urlava il suo disprezzo verso quello che provavo – che provo? Ancora?

Non si lamenta più. Il telefono mi scotta fra le dita, sono così stanco che premere il tasto verde mi sembra un’impresa. Farei di tutto per te, di tutto. E tu ridevi. E ora non si muove più, ora che lo sa che ho fatto molto più di tutto.

Sono confuso, niente ha più senso. la stanza i jeans il sangue. Sono in un film che non capisco. Tutto mi pare sfuocato. Sono qui ma mi sento da un’altra parte.

Mi sento così lontano da cose come queste.

Sono ancora qui.

LEI è ancora qui. La mia vicina. Vicinissima. E già così lontana.

 

LEI, Mavie Parisi

LUI, Maria Lucia Riccioli

Ringraziamo per la disponibilità librerie, associazioni, centri culturali, biblioteche…

Le altre autrici: Maria Attanasio, Angela Bonanno, Marinella Fiume, Lia Levi, Simona Lo Iacono, Anna Pavone, Maria Rita Pennisi – curatrice del volume e della collana FIORI BLU di Algra nella quale è inserito il volume ed anche il mio libro di cunti in dialetto siciliano QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU -, Tea Ranno, Maria Grazia Sclafani, Elvira Seminara.

DSC05321 (l’articolo uscito su LA CIVETTA DI MINERVA in occasione del convegno siracusano dedicato alla tematica del femminicidio)

NOI SIAMO DESDEMONA - Acicastello (l’articolo sulla presentazione di Aci Castello)

https://www.youtube.com/watch?v=o_QI4xDh1M0 Il booktrailer

https://www.youtube.com/watch?v=IAqmldU7VvY Il convegno FILDIS sul femminicidio (Siracusa, 3 maggio 2014)

https://letteredalconvento.wordpress.com/tag/maria-lucia-riccioli/

I recenti fatti di cronaca mostrano che i femminicidi anziché diminuire continuano a dilagare.
Il nostro libro è una goccia nel mare ma la consapevolezza di un fenomeno è il presupposto per poter eventualmente fare qualcosa per prevenirlo e curare le ferite che esso provoca.

Vi dono una chicca: un’immagine realizzata dall’artista Daniele Blundo… una donna bellissima e gioiosa, libera e felice. Credo che interpreti lo spirito della giornata.

Daniele Blundo, Donna

Ecco la recensione presente sul sito della SIL, la Società Italiana delle Letterate:

http://www.societadelleletterate.it/2015/04/abbadessa-2/

Morire in un tuo bacio

di Emanuela E. Abbadessa

in Letterate Magazine, LM Home, Parole/Visioni |

Prima d’ucciderti, io t’ho baciata.
Non mi restava altro modo che questo:
uccidermi morendo in un tuo bacio.

(W. Shakespeare, Otello)

 

Noi donne siamo davvero Desdemona? Come lei nella morsa di Otello, vilipese, violentate, illuse, annientate, soffocate immotivatamente da una cieca furia maschile? La risposta è positiva, secondo Algra, neonata casa editrice siciliana che ha come obiettivo quello di dare voce a tutte le forme di espressione artistica. Il titolo che infatti Algra ha mandato in libreria un anno fa in occasione dell’8 marzo è Noi siamo Desdemona, un volume di racconti a più mani – inserito nella collana “Fiori Blu” – che si fregia di firme importanti da Simona Lo Iacono a Lia Levi, da Tea Ranno ad Elvira Seminara.

Undici racconti di sopraffazione, di violenza e di dolore, quasi una corona di fiori sulle tombe di altrettante vittime della brutalità gratuita, messe insieme con garbo da Maria Rita Pennisi, direttore artistico di festival come Poe(t)n@ e di Narrazioni di Settembre.

Le storie minime e atroci di donne violate e uccise si susseguono in una serie di camei che ritraggono la profuga dell’Est costretta alla prostituzione (Il verificatore insonne della Attanasio), la mater dolente narrata (Il peggior nemico della donna è una donna di Angela Bonanno), Maria Rita bruciata viva (Cosa rimane di lei della Fiume), la donna per la quale il dono di una rosa è solo sinonimo di una riparazione impossibile a nuove atrocità (Trenta rose della Levi), fino a quella sorta di Malèna bellissima e triste ritratta dalla Lo Iacono con rara efficacia in Il dannamento.

Tra la violenza psichica raccontata dalla Pavone e quella brada descritta dalla Ranno, trova però spazio anche la vicenda di Salvuccio, il ragazzino che voleva essere chiamato Manuela, come l’eroina della sua telenovela preferita. Molestato dallo zio, Manuela è omosessuale per bisogno, trans per necessità, prostituta per sopravvivenza e cadavere senza alcuna ragione. Manuela, lo scherzo della natura, l’incompreso, si staglia tra le vittime incolpevoli con la grazia di un martire cristiano, di un San Sebastiano col trucco pesante, sullo sfondo di una Palermo sfolgorante di bellezza.

La sensazione di disperata vacuità che resta addosso dopo la lettura dei racconti, trova in qualche modo una catarsi dolente nelle pagine che chiudono il volume. E’ Elvira Seminara a scriverle mettendosi alla prova con il silenzio estremo che pervade all’esalare dell’ultimo soffio di vita, intessendo così un commovente accompagnamento alla morte dal titolo che riecheggia un altrimenti sensuale e struggente Neruda, Sei bellissima quando dormi.

Mogli, madri, figlie, sorelle, amanti indifese e vittime di uomini troppo cattivi, capaci di feroci escalation di violenza. Innocenti le donne, tutte indistintamente.

Ed ecco il punto, in questo volume, come altrove, nelle pagine di cronaca nera e soprattutto nelle molte altre che riempiono ormai gli scaffali delle librerie – e fortunatamente perché solo parlando di questa violenza si può veramente formare una coscienza sociale del problema –, le donne sono sempre e unicamente vittime innocenti, incolpevoli agnelli sacrificali, capri espiatori. Lo sottolinea anche la Pennisi nella sua Prefazione: «Il titolo Noi siamo Desdemona è sorto spontaneo, pensando all’innocente Desdemona, vittima della furia cieca di un uomo».

Io credo però che un vero passo in avanti nel dibattito debba essere condotto su un altro piano. Un piano di reale uguaglianza sul quale la questione non può in alcun modo essere legata ai concetti di innocenza e colpevolezza se è vero com’è vero e come urlavano i nostri slogan di allora, che siamo “né streghe né madonne, solo donne”.

Si diceva un tempo (e si continua a dire oggi) che la vera conquista per le donne non sta nel fatto che una donna intelligente possa occupare un posto di potere ma che possa farlo una donna stupida, perché, nella pratica, gli uomini stupidi in alcuni casi già lo fanno. Mutatis mutandis, dunque, non sarebbe più corretto pensare che nessun essere umano deve essere ucciso e che a fortiori, una donna non si uccide non solo in quei casi in cui è vittima innocente di gelosia folle, di possessività, di insensate smanie di dominio ma anche quando davvero tradisce (ammesso che abbia senso parlare di tradimento, da qualsiasi individuo provenga, e non piuttosto di libera scelta di amare e di smettere di amare così com’è normale che sia e come di fatto avviene nella vita), quando reclama giustamente la propria totale autonomia, quando chiede rapporti di coppia paritari?

Uscendo quindi da questo impasse in cui i fantasmi delle troppe vittime somigliano a personaggi stilnovistici da innalzare al ruolo di dee e annientare appuntando loro una “A” scarlatta sul petto, proviamo a immaginare non Desdemona, ma Carmen. Una Carmen libera e traditrice, capace di irretire con una promessa d’amore don Josè e libera poi di lasciarlo per Escamillo. Vestiamo i suoi di panni, quelli sporchi e bagnati di sudore, non le trine di Desdemona e, come lei affermiamo la nostra libertà di non dover morire punite dal coltello dell’amante rifiutato. Perché una donna non si uccide mai, né che sia fedele, succube e obbediente né che proclami la propria autonomia, la propria libertà di amare, di non amare e concedersi a chi vuole.

Maria Rita Pennisi (a cura di) Noi siamo Desdemona, con testi di Maria Attanasio , Angela Bonanno, Marinella Fiume, Lia Levi, Simona Lo Iacono, Mavie Parisi, Anna Pavone, Maria Rita Pennisi, Tea Ranno, Maria Lucia Riccioli, Maria Grazia Sclafani, Elvira Seminara, Algra 2014, 108 pagine, 8,50 euro

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Grazie ad Emanuela Ersilia Abbadessa e a Letterate Magazine.

 

Cronistoria di NOI SIAMO DESDEMONA

Il 13 marzo 2014, presso La Feltrinelli di Catania, Maria Lucia Riccioli ha presentato insieme alle coautrici – tra cui Elvira Seminara, Maria Attanasio, Marinella Fiume, Lia Levi – l’antologia curata da Maria Rita Pennisi “Noi siamo Desdemona” (Algra Editore), recensita da Lucia Russo su “La Sicilia” e da Emanuela Ersilia Abbadessa su “La Repubblica – Palermo” poi riproposta ad Acireale presso la Banca Agricola Popolare di Ragusa dal Cenacolo del Galatea il 14 aprile. Il 3 maggio l’antologia è stata presentata a Siracusa in occasione del convegno della FILDIS sul femminicidio e la violenza di genere, patrocinato dall’ISISC (Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali) e svolto in collaborazione con la Galleria Roma, i centri antiviolenza “Doride” e “La Nereide”, l’associazione culturale Extramoenia e l’associazione “Projecto-Tango” di Catania. L’antologia è stata presentata il 24 maggio ad Avola presso la Libreria Mondadori da Sebastiano Burgaretta insieme all’avvocata Dorotea Romano del centro antiviolenza “Doride” e di Marcello Ribbera e il 31 maggio è stata presentata presso l’edicola-libreria “Aedicula” ad Acicastello, mentre il 15 luglio Maria Attanasio e Maria Rita Pennisi l’hanno presentata insieme ad Anna Montemagno e Domenico Amoroso a Caltagirone presso l’ex Biblioteca comunale ora sede del Museo internazionale del presepe (Collezione L. Colaleo). Il tour è proseguito presso la Libreria Mondadori di Catania (1 novembre), presso la Casa delle culture di Giarre (24 novembre), presso la Casa del libro Rosario Mascali di Siracusa (il 25 novembre, a cura di Maria Rita Pennisi e Maria Lucia Riccioli), a Scordia il 25 novembre 2015 presso la Biblioteca comunale “G. Barchitta”, a Valverde (SR) presso la Biblioteca “G. Fava” e a Siracusa presso la Biblioteca comunale il 1 dicembre; il volume è stato presentato il 6 marzo 2016 a Zafferana Etnea e l’8 marzo a Valverde (CT). Il 26 novembre 2016 il libro sarà protagonista di un incontro/dibattito contro la violenza sulle donne, curato dalla rappresentante della Young Fidapa BPW Italy, sezione di Floridia, Fabiola Daiana Guarino, presso l’aula consiliare del comune di Floridia (SR). 

Le due antologie con i racconti dell’autrice contro il femminicidio sono state esposte a Frosinone nell’ambito della mostra dedicata, a cura della Fondazione “Giuseppe Bonaviri”.

#fidapadiceno #fidapafloridia #fidapayoung #fidapa#BPWItaly #controlaviolenzasulledonne

— con Maria Lucia Riccioli, Cristina Sanzaro e Irene Messina Montanaro

 

 

Nana nuota… il concorso dedicato a LA BANANOTTERA: primi lavori!

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Quest’anno per il @bukmodena un concorso letterario dedicato ad animali fantastici come la bananottera. Arrivano i primi lavori!

Sono felicissima! Non solo la mia dolce bananottera gialla nuota nelle librerie nelle scuole nelle biblioteche, ma adesso è anche protagonista di un concorso letterario…

http://istruzione.comune.modena.it/memo/Sezione.jsp?titolo=In%20occasione%20dei%2010%20anni%20di%20Buk%20due%20concorsi%20per%20le%20scuole&idSezione=2998

In occasione dei 10 anni di Buk due concorsi per le scuole

 


UNA MACEDONIA DI PAROLE

Concorso creativo
il concorso è rivolto alle scuole primarie della provincia di Modena – classi terze, quarte e quinte

In occasione dei festeggiamenti per il decennale del Buk Modena, festival della piccola e media editoria (l’edizione 2017 sarà la decima) VerbaVolant, che insieme a MEMO ha gestito il nuovo spazio Bukids nell’edizione 2016, bandisce un concorso creativo per i più piccoli e uno per l’istituto d’arte.

Traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera, si è pensato di farvi giocare con le parole.
Per partecipare gli studenti delle terze, quarte e quinte delle scuole primarie della provincia di Modena, dovranno produrre un racconto che abbia per protagonista un animale fantastico il cui nome derivi da una macedonia di parole, come quella che abbiamo usato per il nostro libro. Una volta pronto, il racconto dovrà essere trascritto in un libro realizzato artigianalmente dagli stessi bambini.
Per maggiori dettagli consultare il regolamento allegato.
La cerimonia di premiazione avrà luogo nello spazio Bukids.
I libri selezionati verranno esposti durante la manifestazione.
Saranno selezionati tre elaborati vincitori.
Per maggiori potete contattare la redazione.
Buon lavoro!

Regolamento concorso

Il concorso, indetto dalla VerbaVolant edizioni, è rivolto alle classi III-IV-V delle scuole primarie della provincia di Modena.
Ogni classe può partecipare con un elaborato.
L’elaborato consiste in un racconto, che può anche essere illustrato, contenuto in un libro realizzato dagli stessi ragazzi. Il libro può essere realizzato con diversi materiali e tecniche (riciclo, origami…) ma deve essere assolutamente artigianale. I libri che non risponderanno alle caratteristiche suddette verranno esclusi dal concorso.
L’elaborato deve avere una lunghezza massima di 1 cartella circa (ogni cartella è pari a 1800 battute).
I file relativi all’elaborato, contenenti il racconto in formato PDF o docx e le foto del libro formato JPEG o TIFF, devono essere inviati all’indirizzo info@verbavolantedizioni.it.

La mail deve riportare preferibilmente in oggetto: concorso letterario BUKids.

Se dovessero sussistere problemi nella digitalizzazione del file o nella realizzazione delle foto, è possibile inviare l’originale all’indirizzo: VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa. Si prega di avvertire in anticipo dell’invio del materiale via posta.

I vincitori saranno avvertiti telefonicamente e/o tramite posta elettronica.
Gli elaborati vincitori saranno un massimo di tre, scelti fra tutti quelli pervenuti e conformi alle direttive. La scelta della giuria sarà insindacabile.
La giuria sarà composta di autori, illustratori e responsabili della casa editrice.
Le classi vincitrici riceveranno in premio dei libri per la biblioteca di classe.
Per partecipare è necessario inviare il modulo di adesione tramite posta elettronica all’indirizzo: info@verbavolantedizioni.it.
Il modulo di iscrizione deve essere inviato entro il 1 ottobre 2016.
Gli elaborati devono giungere in redazione entro il 20 dicembre 2016.


Info

VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa.
Tel: 0931462540/ 333.8672919
info@verbavolantedizioni.it
verbavolantedizioni.it


Sono troppo contenta, davvero.

Pensare che una parola inventata da mia sorella sia diventata una storia scritta stampata illustrata e letta… e pensare che questa parola ispiri tanti altri lettori, specie bambini, mi emoziona tantissimo.

Ecco altro materiale che riposto volentieri…

La mia dolce bananottera gialla Nana per Libriamoci 2016 ha nuotato fino a Lentini (SR) presso l’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi”!

Autografi…

Raccontando…

Piccoli lettori…

… da notare le bananottere gialle costruite dai bambini!

I disegni!

Un bellissimo benvenuto alla mia dolce bananottera gialla Nana e alla sua autrice!

Ringrazio la dirigente scolastica, le insegnanti e i bambini per l’accoglienza ricevuta… gli alunni hanno mostrato interesse ed entusiasmo verso le storie lette da Fausta e me, si sono incuriositi del lavoro dell’editore (spiegato da Fausta attraverso una lezione pratica)… insomma, ci siamo “librati”!

E adesso riposto altro materiale relativo alle fiere cui ha partecipato la mia casa editrice insieme a Nana…

http://www.illibrogiusto.net/

fiera-del-libro-giusto-piacenza-16-ottobre-2016

Ringrazio per la foto l’amico Pietro Chiappelloni, compagno d’avventura nei concorsi letterari Porsche Italia…🙂

IL LIBRO GIUSTO è la prima fiera dell’editoria a Piacenza… ribelli creativi indipendenti moderni, ecco gli editori che espongono, tra cui la VerbaVolant edizioni!

Le nuotate di Nana non si fermano…

La casa editrice VerbaVolant edizioni va in giro per fiere letterarie e Nana, la mia dolce bananottera gialla, nuota con Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro…

Il dietro le quinte di Sabir Fest a Messina!

Il manifesto…

E l’immancabile vignetta di Elio…🙂

Ed ecco Nana a Catania tra libri e caffè…

Il Bookb@ng a Messina!

In attesa di altre nuotate letterarie di Nana alle prossime fiere e nelle scuole! (stay tuned, ne vedremo delle belle…) ecco la bella vetrina della Libreria dei Ragazzi a Siracusa…

Libreria dai colori autunnali per ospitare l’ultima avventura del maghetto Harry Potter…

E chi c’è in vetrina vicino a lui? Nana, la mia dolce bananottera gialla… in effetti, la magia del giallo può convivere con quella dell’ormai celeberrimo mago di Hogwarts…

 

Ed ecco altro materiale che (ri)posto.

I diritti dei video rimangono ai singoli e rispettivi autori… volevo mostrarvi delle meraviglie.

Due amici della mia dolce bananottera gialla Nana, i cavallucci marini. Innamorati!

E poi… la splendida casa di Nana, ovvero l’oceano, la grande casa d’acqua comune a tutti i viventi…

Amici di Nana che si divertono a fare i delfini surfisti…

Ecco delle fotografie che si riferiscono allo stand dedicato a VerbaVolant edizioni (insieme a Lavieri e Uovo nero) a Farfa… per Liberi sulla carta.

 

Un grazie a Maurizio Zicoschi per le foto…

Ed ecco la bella novità…

http://www.verbavolantedizioni.it

Pronti?

Ecco online il nuovo sito di Verbavolant edizioni…

https://www.facebook.com/events/167343040339783/ (ecco l’evento Facebook)

Sconti e sorprese!

Il nuovo sito finalmente online dal primo settembre!
Per l’occasione una settimana di promozioni: basterà inserire il codice newebsite prima di completare l’acquisto e riceverete uno sconto aggiuntivo del 5%. Affrettatevi però: l’offerta sarà valida fino alla mezzanotte di domenica 5 settembre! Inoltre, chi raggiungerà almeno i 30 euro di spesa riceverà in omaggio la nostra ToteBag!

Totebags…

Ecco la pagina autore…

Autori

MARIA LUCIA RICCIOLI

Insegno Lettere nei licei. Scrivo poesie in italiano e in dialetto siciliano, racconti e romanzi, saggi letterari. Canto in un coro lirico. In precedenza ho concertato con un coro polifonico, ho inciso 2 cd più altri due a tema religioso. Amo i coniglietti, i libri e tengo tanto ai miei affetti. Sogno un futuro in cui l’arte sia sempre presente, il calore della famiglia e degli amici… Voglio essere ogni giorno di più una persona, un’insegnante, un’artista migliore… Dio lo voglia!!!
La Bananottera

La Bananottera

LaBananottera

DESCRIZIONE PRODOTTO

Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana!

Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina!
Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.
Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.
Di seguito possibile scaricare un ebook in pdf con giochi e approfondimenti. Uno strumento che vuole essere anche un prezioso ausilio didattico per le maestre o per i genitori più attenti.

Vi posto un po’ di materiale sui viaggi e le nuotate di Nana, la mia dolce bananottera gialla protagonista della fiaba LA BANANOTTERA, uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni…

 

Canicattini, sabato incontro con la scrittrice Maria Lucia Riccioli e la sua “Bananottera” per Nati per Leggere

Maria Lucia Riccioli

Grazie a Free Journal…

CANICATTINI – Sarà la scrittrice siracusana Maria Lucia Riccioli con la sua ultima fiaba “La Bananottera”, edita da  VerbaVolant di Fausta Di Falco, e illustrata da Monica Saladino, a chiudere sabato 11 giugno, alle ore 17:30 all’Asilo Nido comunale “S. Maria Goretti” di via San Nicola, il primo semestre di attività della Biblioteca comunale “G. Agnello” e Nati per Leggere di Canicattini Bagni.

L’incontro con Maria Lucia Riccioli, già autrice del romanzo “Ferita all’ala un’allodola (Perrone Lab 2011 e L’Erudita 2013), e di una raccolta di versi della tradizione siciliana, “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” (Algra 2014), sarà l’occasione per parlare di scrittura e di come leggere e scrivere possa trasformare, non solo gli autori, ma anche i lettori.

Ma naturalmente l’appuntamento è diretto soprattutto ai bambini, com’è nella tradizione di Nati per Leggere, per cui Maria Lucia Riccioli racconterà della sua “Bananottera” gialla, che seppur all’inizio avrà problemi proprio per questa sua caratteristica, grazie alla sua bontà e al suo coraggio diventerà l’eroina dell’oceano.

Insomma, una storia ecologica ma non solo, di grandi sentimenti e allegria, che piace già tanto ai bambini che ritrovano un nuovo eroe.

Nana nuota nuota nuota e non si ferma…

La mia dolce bananottera gialla continua a nuotare nel mare dell’editoria…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

http://www.womenews.net/la-bananottera-un-racconto-che-insegna-a-rispettare-lambiente-e-le-creature-che-lo-abitano-un-libro-di-maria-lucia-riccioli-edito-da-verbavolant-edizioni/#comment-45311

“LA BANANOTTERA” UN RACCONTO CHE INSEGNA A RISPETTARE L’AMBIENTE E LE CREATURE CHE LO ABITANO – Un libro di Maria Lucia Riccioli, edito da VerbaVolant Edizioni

Un ringraziamento particolare ad Irene Iorno de IL PAESE DELLE DONNE ON LINE – RIVISTA per la sua recensione…

“per creature terresti perfette che il mare vogliono amare senza far danni e senza sporcare”.

Illustrata con tecnica mista da Monica Saladino, la fiaba, presentata anche al SIRMUMA – Museo del Mare di Siracusa, racconta di una balenottera gialla presa in giro da tutte le creature del mare, fino a quando compierà un gesto di grande altruismo che unirà tutti gli animali e verrà accettata, da loro e dal Capitano Remo Millemari.

Qui sono gli animali a guardare la specie umana, le sue  imperfezioni, le conseguenze delle sue azioni e di come molto del nostro fare influisca sugli oceani, sottolineando la grande importanza di agire sempre nel rispetto della natura, per conservare un  mare pieno di bolle che cambiano colore e quantità a seconda delle emozioni dei suoi abitanti: ci sono bolle felici, bolle tristi, poche bolle o tantissime.

E l’incontro fra le diverse specie viene qui raccontato come pericolo per chi ha solo manto e pinne perché “nessuno da quelle parti aveva una buona opinione dei bipedi senza squame e coda. Non le foche, che temevano per la loro pelliccia. Non le tartarughe, che avevano paura di lasciarci il carapace. Non i gabbiani, che ogni giorno vedevano gli uomini sporcare ogni cosa”.

Un piccolo libro che commuove quando mamma balena viene catturata e la bananottera la difende dalla baleniera e i suoi pescatori.

Un libro che ci fa capire l’importanza della cooperazione quando tutte le balene degli abissi emergono salvando Lena e  di come l’accettazione di un qualcosa ritenuta diversa passi spesso prima attraverso la  consapevolezza delle proprie paure, di come i termini strano, differente, pericoloso, spesso vengano confusi e usati solo per difendere un qualcosa che non esiste.

E per una volta il mare diventa protagonista,  abitato da creature diverse, tutte con le proprie idee, i propri  colori,  e che alla fine collaborano apportando ciascuna il proprio sapere e le proprie capacità per un bene comune.

Una fiaba da  leggere fino all’ultimo “sbuffo”, perché i capitoli a volte non servono se si respira con le branchie come i pesci, si saltella sugli scogli come un granchio, si vola sugli oceani come i gabbiani, si mangiano fino a quattro tonnellate al giorno di cibo come le balenottere azzurre, si gioca come i delfini, e si incontrano navi che trasportano banane tutte gialle come Nana.

E gli umani e le umane per una volta sono “fuori dalle pinne”.

Ecco il mio commento on line:

Salve… grazie davvero per la recensione, scritta cogliendo il senso profondo del lavoro mio e di Monica Saladino, che in VerbaVolant edizioni abbiamo trovato una casa editrice attenta e sensibile alla qualità letteraria della narrativa per bambini e ragazzi e una cura grafica notevole, che si distingue nel panorama nazionale.
In queste vostre parole trovo l’attenzione ai temi di un’ecologia latu sensu, intesa come Papa Francesco la concepisce nella sua enciclica Laudato si’: ecologia del cuore, dei sentimenti, dell’economia, etimologicamente rispetto della nostra casa comune.

Un po’ di materiale sul mio libro… nel mio blog troverete le precedenti recensioni…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

La mia dolce bananottera gialla, Nana, sta nuotando nei cuori di tante persone… qualcuna di loro scrive anche delle recensioni!

http://www.lavocedellisola.it/2015/10/11/maria-luisa-riccioli-e-la-sua-bella-fiaba-la-bananottera/

Ringrazio davvero Salvo Zappulla per la sua generosa disponibilità: oltre a scrivere, Zappulla è l’anima del concorso letterario Pentelite e dell’omonima rivista-antologia; recensisce libri su Notabilis e vari periodici on line, legge e fiuta talenti con disinteresse e passione.

Ecco le altre recensioni finora uscite su LA BANANOTTERA…

Per me e Nana è una grande gioia essere citate dal blog Mammechefatica…

Ecco il post: http://www.mammechefatica.it/2015/09/04/banana-o-balenottera/#comment-774

Ringrazio ancora il blog… e vi posto altre due recensioni che mi sono molto care:

http://www.libreriamo.it/a/12735/conversazione-con-maria-lucia-riccioli-sulla-favola-la-bananottera-leggere-e-scrivere-ci-trasforma.aspx

Ringrazio l’amica blogger e scrittrice Rosalia Messina per questa recensione-intervista su Libreriamo…

E qui trovate la recensione della blogger e poetessa Costanza Lindi…

https://clindi.wordpress.com/2015/07/02/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

http://www.dioramaonline.org/dblog/articolo.asp?articolo=1500

Ringrazio l’amica giornalista e scrittrice Lucia Corsale per questa nuova bellissima recensione della mia fiaba per bambini LA BANANOTTERA…

Ringrazio anche Massimo Maugeri che nella nuova rubrica del suo litblog LETTERATITUDINE intitolata GIOVANISSIMA LETTERATURA ha dedicato un post proprio alla mia dolce bananottera gialla Nana:

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2015/11/23/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

Ed  è freschissima la segnalazione su L’ESTROVERSO…

http://www.lestroverso.it

La mia dolce bananottera gialla Nana ha nuotato in lungo e in largo per tutto il 2015… e anche durante il 2016 sta continuando ad incontrare grandi e piccini!

L’11 maggio è stata pubblicata per i tipi di VerbaVolant edizioni la mia fiaba “La bananottera” (con illustrazioni di Monica Saladino), presentata in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino il 17 maggio presso il Bookstock Village al Laboratorio Scienza e Saperi, con lettura animata e laboratorio per i bambini.

La fiaba è stata poi presentata a Palermo presso la Libreria Un mare di libri, a Siracusa presso la Casa del Libro Rosario Mascali il 30 maggio, alla fiera “Una marina di libri” di Palermo il 5 e 6 giugno (presentazione e laboratorio), il 14 giugno a Ragusa (A tutto volume) con un laboratorio, il 20 giugno presso la Libreria dei Ragazzi di Siracusa con una labomerenda.

Dal 31 luglio al 2 agosto 2015 “La bananottera” è stata ospite della fiera letteraria “Gufi e melone” di Joppolo Giancaxio (AG), patrocinata dal Comune e dalla Biblioteca comunale.

Il 28 agosto, presso la spiaggetta del Castello Maniace ( che fa parte dell’area marina protetta del Plemmirio di Siracusa), la mia fiaba è stata ospite di “C’era un mare da favola…”.

Il 13 settembre ho tenuto una lettura de “La bananottera” in Piazza Leonardo da Vinci a Siracusa nell’ambito della manifestazione “Il risveglio di Siracusa” organizzata da “Archimede in movimento”.

Il 18, 19 e 20 settembre ho preso parte al Catania Book Festival presso il Cortile Platamone.

Il 3 ottobre, con “La bananottera”, sono stata ospite della manifestazione “Il mare al museo” presso il Museo del mare di Siracusa, mentre a Palermo la fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso “È Bio”.

Il 25 ottobre “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant in mostra al Book b@ng di Messina ed è stata presentata a Palermo presso La Città del Sole, il 31 ottobre è stata presentata a Ragusa presso “Le Fate” e il 15 novembre, dopo vari incontri nelle scuole siracusane, è stata ospite di “Archimede in movimento” a Siracusa. La fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso la Fiera della piccola e media editoria di Roma “Più Libri Più Liberi” che si è svolta nel Palazzo delle Esposizioni dell’Eur dal 4 all’8 dicembre; il 13 dicembre ha trovato spazio presso la piccola fiera tenuta a Siracusa in occasione di Santa Lucia. Presso Palazzo Asmundo a Palermo dal 18 al 20 dicembre è stata ospite di “Jingle Books”. Dal 20 al 21 febbraio la fiaba è stata ospitata a Modena per Bukids, la sezione per bambini e ragazzi di Buk Modena, mentre il 25, presso l’Associazione culturale Alimede, è stata protagonista di una labomerenda.

A marzo è stata ospite di “Bellissima”, fiera dell’editoria indipendente, presso il Palazzo del ghiaccio di Milano, mentre il 3 aprile è stata protagonista di una lettura presso “Archimede in movimento”, IV edizione. L’11 aprile è stata ospite della IV A e B dell’Istituto comprensivo “D. Ajello” di Mazara del Vallo (TP) per un incontro con l’autore, mentre il 15 aprile è stata ospite dell’edizione speciale di Archimede in Movimento dedicata al problema delle trivellazioni. Il 23 e il 30 aprile, in occasione della Giornata mondiale della cultura, del libro e del diritto d’autore, “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant edizioni donati a Casa Mazzolini per l’iniziativa “Il cestino dei libri”, nata per sostenere “La casa di Fausta” insieme alla Biblioteca del gufo e ad altri volontari. Al Salone internazionale del Libro di Torino 2016, ad “Eralavò”, festival delle storie di Acireale (CT), e ad Una marina di libri di Palermo è presente presso lo stand VerbaVolant edizioni al’Orto Botanico.  

L’11 giugno è stata ospite della Biblioteca “Giuseppe Agnello” di Canicattini Bagni (SR) per la festa conclusiva del progetto NATI PER LEGGERE.

“La bananottera” è tra i libri “Scelti per voi” dallo staff de La Feltrinelli – Catania.

Il 24 ottobre, in occasione della campagna nazionale “Libriamoci” l’autrice è stata ospite insieme all’editrice Fausta Di Falco dell’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi” di Lentini (SR) con la fiaba “La bananottera”.

E naturalmente grazie a Casa Facile che nel numero di agosto 2015 ha ospitato me e Nana!

La bananottera - VANITY FAIR

E su Vanity Fair del 2 settembre scorso!

Qualche stralcio…

Primo sbuffo

Sulla terra ora si direbbe “C’era una volta” e la storia sarebbe divisa in capitoli.
In fondo al mare però è diverso: le storie sono divise in sbuffi e ogni creatura
le inizia a modo suo.
La piovra gigante comincia così: – Quando i miei tentacoli erano piccini…
Il corallo, attaccato alla scogliera, parla poco e ogni parola è tonda come
una bolla di sapone che dal fondo viene a galla. Lui invece dice: – Quando
ero un bastoncino rosa…
Poi arriva il delfino Fino, con il dorso lucido grazie alle carezze della schiuma di mare, e inizia:
– Quando la mia mamma mi portava nella pancia, anche la mamma di Nana la portava nella sua…
Proprio così: Delfia, la mamma di Fino e Lena, la mamma di Nana, aspettavano
i rispettivi cuccioli nello stesso periodo.
La differenza era che Delfia era una delfina che saltava nell’acqua come le acrobate del circo, mentre Lena era una balena, l’animale più grande dell’oceano.

Secondo sbuffo

Il piccolo delfino Fino e la sua mamma Delfia a volte danzavano sulle onde
per farsi applaudire dai marinai, ma non si avvicinavano mai troppo alle
navi. Sapevano che l’uomo è un animale capriccioso che un giorno ti prende
in simpatia e l’altro ti fa finire in una scatoletta, come capita ai tonni e
alle aringhe.
Ai pesciolini più piccoli tremavano le branchie solo al sentirlo nominare.
– L’uomo? Fuori dalle pinne!
Lena, la mamma di Nana, invece non aveva paura degli uomini e si divertiva
a seguire le navi da pesca e i transatlantici zeppi di turisti.
– Non hai paura delle baleniere che possono acchiapparti? – le chiedevano
in tanti.
Gli umani infatti catturano le grandi balene per farne grasso, olio e cibo.
La grande balena però rideva come solo le balene sanno fare.
– L’uomo capace di acchiapparmi deve ancora nascere! Mi fanno ridere i
loro rampini: sembrano ami per pescare lucci e trote. Per un cetaceo come
me ci vuole altro! Io sono la regina del mare e di fronte a me l’uomo è solo
una formichina che naviga in un guscio di noce!
La mamma di Nana nuotava lenta e maestosa, sembrava proprio una regina
nel suo palazzo. E la spuma dietro di lei ricordava uno strascico d’argento.

Terzo sbuffo

Un bel giorno Lena incontrò Fanone, un immenso re elegante e gentile, e
lo sposò in una notte di luna piena.
La grande palla dorata splendeva nel buio come neppure il sole aveva mai
fatto nelle giornate serene, e la grossa balena ne rimase incantata.
Forse fu quella luce luminosa la causa di tutto e qualche mese dopo nacque
Nana, che già da neonata era robusta e forte, ma con una caratteristica
molto speciale.
Va infatti detto che il giorno della sua nascita l’intero oceano rimase a bocca
aperta per lo stupore a guardarla.
– Ma l’avete vista? – gridarono i coralli, quasi staccandosi dal fondo.
– Ma l’avete vista? – esclamarono i tonni con le pinne paralizzate.
Anche mamma delfina e il piccolo Fino smisero di saltare e rimasero imbambolati.
– Ma l’avete vista? – proferirono infine.
Certo, Nana era una balenottera bellissima, questo sì.
Solo che… era tutta gialla.
Gialla.

(Riproduzione riservata)

VERBAVOLANT EDIZIONI 
Siracusa
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Enzo Maiorca

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L’Uomo E Il Mare

Uomo libero, tu amerai sempre il mare!
Il mare è il tuo specchio; contempli la tua anima
Nello svolgersi infinito della sua onda,
E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.
Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine;
L’accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore
Si distrae a volte dal suo battito
Al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.
Siete entrambi tenebrosi e discreti:
Uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi,
O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze
Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!
E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
Vi combattete senza pietà né rimorsi,
Talmente amate la carneficina e la morte,
O eterni rivali, o fratelli implacabili!

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-14945>

uomo antico

intagliato nella roccia del Plemmirio

ti sei tuffato a sondare

i misteri dell’abisso

Ora immergiti per sempre

nell’oceano dell’Amore

Maria Lucia Riccioli

 

Quali altre parole per Enzo Maiorca?

Per uno sportivo incomparabile? Per un signore elegante, garbato, gentile?

Amante della cultura. Innamorato della sua Siracusa.

Era un piacere parlargli… che onore quando mi ascoltò al Museo “Paolo Orsi” insieme alla moglie, quando si cantò e recitò per l’elmo di Ierone…

Lutto cittadino e intitolazione della Riserva marina del Plemmirio, questi i primi gesti per cercare di rendere omaggio ad un siracusano eccezionale, a un marito, un padre speciale – Rossana gli sarà di certo venuta incontro dagli abissi dell’aldilà -, un nonno, un cittadino esemplare.

LA CIVETTA DI MINERVA dell’11 novembre 2016

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LA CIVETTA DI MINERVA è tornata in edicola… ecco il nuovo numero!

Per una svista invece che Sky spunta Rai…

On line troverete sempre i nostri articoli confluiti dal cartaceo… ad esempio vi ripropongo questo.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=17&Itemid=143

…uno dei miei ultimi pezzi…

Al palazzo Nicolaci di Noto

il premio dedicato a Mariannina Coffa

 

La Civetta di Minerva, 30 settembre 2016

Il 30 settembre 1841 nasceva a Noto la poetessa e patriota Mariannina Coffa Caruso, la cui vicenda umana – malmaritata, protagonista di un amore infelice per il maestro di pianoforte e drammaturgo Ascenso Mauceri, funestata di lutti e consumata da una malattia che la annientò il 6 gennaio del 1878, a soli trentasei anni, tre mesi e sei giorni – e poetica ha suscitato la pietas e l’interesse di appassionati e studiosi come Marinella Fiume, Angelo Fortuna, Biagio Iacono, di amministratori sensibili come Cettina Raudino e il sindaco di Noto Corrado Bonfanti, di artisti come Carlo Muratori, che ha musicato un sonetto (Ombra adorata, pubblicato nel CD book Sale) della Coffa, di insegnanti, studenti, lettori, tutti accomunati dall’amore per la letteratura e la storia del nostro paese e in particolare della Sicilia: a maggio 2016, ad esempio, è stato pubblicato il volume degli atti del convegno “Sguardi plurali” del 2014 curato da Marinella Fiume e uscito per i tipi di Armando Siciliano Editore; il volume costituisce una sorta di “stato dell’arte” degli studi intorno a Mariannina Coffa, raccogliendo tra l’altro i contributi di Nicolò Mineo ed Enzo Papa, di storici della letteratura e della medicina – la Coffa si curava con l’omeopatia, altra curiosità su un Ottocento siciliano che merita ulteriori indagini –, di cultori delle memorie storiche netine e oltre.

Ma non finisce qui. Un pugno di amanti della poesia, raccolti intorno all’associazione “Inchiostro e anima”, presieduta da Giusy Cancemi Di Maria, ha deciso di dedicare a Mariannina Coffa un premio letterario per onorarne la memoria e farla conoscere alle nuove generazioni. Poeti e scrittori si sono cimentati nella stesura di versi e racconti, alcuni affrontando anche la storia e il valore della figura della Coffa, che merita sempre più lettori e indagatori empatici e sagaci.

La premiazione del concorso si tiene presso il salone delle feste di Palazzo Nicolaci a Noto il 1° ottobre alle ore 18.Ecco i nomi degli autori e i titoli delle rispettive opere che sono state scelte dalla giuria (costituita da Angelo Fortuna, che la presiede, scrittore e poeta, saggista e studioso della poetessa Mariannina Coffa, medaglia d’oro per la scuola, l’arte e la cultura conferita dal Presidente della Repubblica, dall’avvocato Teresa Nicastro, socio onorario dell’associazione culturale La Carovana degli Artisti, la quale collabora da anni per il Premio Inchiostro e Anima, dalla professoressa Ivana Scarpetta, docente di lettere, dalla poetessa Therry Ferrari vincitrice del Premio Inchiostro e Anima dedicato a Mariannina Coffa, terza edizione, dalla professoressa Maria Lucia Riccioli, studiosa della poetessa Mariannina Coffa, docente di lettere, scrittrice e poetessa, e dalla dottoressa Assunta Rizza, presidente della cooperativa sociale “Leonardo”); ricordiamo che i vincitori delle tre sezioni sono declamati e che vengono inseriti nell’antologia di Inchiostro e Anima, quarta edizione.

Per la sezione A (poesia singola a tema libero): Rosanna Affronte, Antonio Bicchierri, Maria Bugliarisi, Pier Giorgio Cadeddu, Gianluca Cardile, Giusy Carta, Angela Di Pasquale, Fortunata Farinella, Izabella Tereza Kostka, Rosaria Lo Bono, Grazia Lomolino, Claudia Magnasco, Caterina Morabito, Massimiliano Pricoco, Josè Russotti, Bruno Scalia, Mirela Stillitano, Lucia Triolo, Deborah Valenti, Massimo Zurolo; per la sezione B (poesia singola a tema “Amore o maledizione?”): Giovanna Alecci, Palma Civello, Carla Colombo, Pierangela Fleri, Elisa Giglio, Pietro Grossi, Vanessa Leonardi, Rosaria Lo Bono, Manuela Magi, Claudia Magnasco, Giusy Marenaci, Beatrice Pizzo, Carmela Ponti, Mariarosa Riggio, Salvino Sagone, Paola Puzzo Sagrado, Bruno Scalia, Chiara Spicuglia, Rita Stanzione, Elisabetta Tagliamonte, Lucia Triolo, Massimo Zurolo; per la sezione C (lettere di ogni tempo, epistole d’amore) Simona Accarpio, Carla Colombo, Duccio Di Stefano, Gianni Ferro, Vanessa Leonardi, Raffaele Loiodice, Aurora Miriam Scala, Stefania Schinà, Cristina Vascon.

Le opere dei primi tre autori classificati di ogni sezione sono declamate e premiate durante la serata ed ogni autore finalista sopra citato riceve la Menzione d’Onore come autore scelto dalla Giuria. Il vincitore assoluto riceve inoltre cento copie della propria silloge poetica.

Un premio, questo, che si regge sulla passione di partecipanti e organizzatori, che non gode di sponsorizzazioni né incentivi e il cui scopo è far emergere l’espressività dei talenti poetici e narrativi, oltre che la diffusione della conoscenza della poetessa Mariannina Coffa.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=17&Itemid=143 (il link alla sezione cultura, con molti dei miei pezzi…)

“Alma beata: a Lucia Virgini Saragusana” è il titolo di una serie di concerti che verranno tenuti dall’ensemble vocale francese“ Metz’A Voce”, diretta dal maestro Jean Pierre Aniorte, che ne è anche il direttore artistico.

Il gruppo vocale si esibirà mercoledì 26 ottobre presso la Cattedrale di Noto dedicata a San Nicolò alle ore 20, giovedì 27 presso la Chiesa dell’Angelo Custode a Francofonte alle ore 19,30, venerdì 28 ottobre presso la Chiesa dei Santa Maria del Gesù ad Avola sempre alle 19,30, mentre la tournée si concluderà a Siracusa, in Cattedrale, con il concerto di domenica 30 ottobre alle ore 20.

Il gruppo lorenese aveva già cantato a Roma e in diversi siti Unesco della Sicilia e adesso propone questo tour musicale, “Alma beata”, i cui brani il prossimo anno, alla presenza delle autorità locali e di quelle della Regione Siciliana, saranno eseguiti nella basilica di San Vincenzo a Metz dove per secoli sono state custodite le reliquie di Santa Lucia.

I nostri lettori ricorderanno sicuramente una serie di articoli che abbiamo pubblicato sulle reliquie della Santa della Luce custodite a Metz e a Siracusa: tema quanto mai caro ai nostri concittadini, legati a Santa Lucia con una devozione particolare, che si esprime non solo con le processioni tradizionali e il culto tributatole, ma anche con la poesia, l’arte, il teatro e in questo caso la musica. Forse non tutti sanno, ad esempio, che il primo teatro siracusano, sito presso il Municipio – e quindi “smontabile” – era intitolato a Santa Lucia; che la stagione teatrale e musicale siracusana comprendeva sempre cantate e rappresentazioni teatrali imperniate sulle virtù e il martirio della Santa (invito i nostri lettori, qualora non li conoscessero, a leggere le pubblicazioni pregevoli e documentate di Alessandro Loreto).

L’ensemble di Metz, che vanta un repertorio vasto e vario, esteso dalla musica rinascimentale a quella contemporanea, sia religiosa che profana, eseguirà perle della letteratura musicale come il celeberrimo Salmo 42 “Sicut cervus” (Giovanni Pierluigi da Palestrina), “Rex gloriae” (Luca Marenzio), La Sestina, ossia “Lagrime d’amante al sepolcro dell’amata” (Claudio Monteverdi): “Incenerite spoglie”, “Ditelo voi”, “Darà la notte il sol”, “Ma te raccoglie”, “O chiome d’or”, “Dunque amata reliquie”; “Lodate Dio” (Giovanni Animuccia); “In tua patientia” (Claudio Monteverdi); “If ye love me” (Thomas Tallis), “Lamento della ninfa” (Claudio Monteverdi), “Soror mea Lucia” (Giuseppe Palazzotto Tagliavia), “Ecco momorar l’onde (Claudio Monteverdi), “Musiciens qui chantez à plaisir” (Hubert Waelrant), “Alma beata” (Andrea Schiavo).

A proposito di quest’ultimo brano, che dà il titolo alla serie dei concerti del gruppo vocale, si tratta di un mottetto rielaborato dal musicista e compositore siracusano Andrea Schiavo, che da anni si fa promotore della conoscenza della musica rinascimentale e barocca nella nostra città, in questo caso valorizzando le “Canzuni” del siracusano Claudio Maria Arezzo su Santa Lucia.

Privitera nella “Storia di Siracusa” vol II., enumerando i siracusani che si distinsero in Patria e fuori nel sec. XVI, scrive: “Di tutti questi ancor più celebre fu Claudio Maria Arezzo, storico, archeologo, filologo, oratore ed elegante poeta.

Contemporaneo del Fazzello, scrisse un De Situ Siciliae (1537), uno scritto di Osservazioni della lingua siciliana e canzoni nel proprio idioma (1543). Claudio Arezzo nacque alla fine del secolo XV o all’inizio del sedicesimo secolo. Oratore e nuncio imperiale, poeta e intellettuale coltissimo e apprezzato dai contemporanei e oltre come umanista di rilievo, dai poliedrici interessi.

La Civetta di Minerva, 14 ottobre 2016

Il coro polifonico “Giuseppe De Cicco”, diretto da Maria Carmela De Cicco, è una realtà musicale ormai consolidata nel panorama artistico del siracusano e oltre, con un repertorio che spazia dalle nenie alle nuvene dialettali agli spiritual, dal canto gregoriano alla polifonia di scuola francese e tedesca, dal classico al contemporaneo: ogni concerto è un viaggio tra stili e compositori diversi per esplorare le capacità espressive della voce umana.

La compagine corale, che solitamente canta a cappella, quindi senza accompagnamento di strumenti – come nella tradizione del coro per eccellenza, ovvero la Cappella Sistina di Roma –, si avvale talvolta della collaborazione della pianista Cunegonda De Cicco.

Il coro è impegnato non solo in un’intensa attività concertistica, ma anche nella partecipazione a concorsi, rassegne e gemellaggi; tra l’altro il 2016 è anche l’anno del ventesimo anniversario dalla fondazione del coro, ventennale che verrà festeggiato con un’uscita discografica e altre iniziative.

Da segnalare, infatti, l’attività formativa del coro, impegnato nella didattica non solo per i coristi ma anche per i direttori di coro: da venerdì 14 fino a domenica 16 ottobre si terrà infatti la prima sessione di lezioni del Corso di Direzione di Coro, a cura del Maestro Pier Paolo Scattolin, mentre dal 12 al 13 novembre 2016 ospite del corso sarà il Maestro Giovanni Acciai; dal 9 all’11 dicembre 2016 si terrà un workshop sulla Petite Messe Solennelle di Rossini, ospiti il Coro del Conservatorio “Cilea” di Reggio Calabria.

Un’altra iniziativa da segnalare è l’adesione del coro ad un progetto solidale, 1000 Voci per ricominciare: il coro polifonico “Giuseppe De Cicco” (con altri 72 cori, ensemble e una scuola con la propria orchestra giovanile) ha infatti deciso di aderire al progetto che legherà cori di tutta Italia per legare il canto alla solidarietà verso i fratelli colpiti dal terremoto del 24 agosto. Una serie di concerti permetterà infatti di raccogliere fondi per le popolazioni terremotate.

Segnaliamo anche, per saperne di più, il gruppo “3.36” e l’hashtag #nondimentichiamoli.

Ne parla Luigi La Rosa, editor e scrittore. Consuelo Consoli: “E’ il saluto di Allegra ai suoi due possibili padri”

La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016

Domenica 30 ottobre alle ore 18, presso la Libreria Casa del Libro Rosario Mascali di via Maestranza a Siracusa, Luigi La Rosa (docente di scrittura, editor e scrittore per diverse e prestigiose case editrici) presenterà il romanzo di Consuelo Consoli “Un solo abbraccio” edito da Algra editore.

“La Civetta di Minerva” ha incontrato l’autrice catanese – che sarà presente in libreria – per porle qualche domanda sul suo romanzo e sul suo rapporto con i libri e la scrittura.

“Un solo abbraccio”: il titolo rimanda al mondo degli affetti, giusto? Come vengono declinati nel tuo libro?

La storia è semplice e complessa al tempo stesso. Un solo abbraccio è la frase con la quale si chiude. È l’abbraccio di Allegra ai suoi due possibili padri, Alex e Graziano, due uomini che, dopo averli incontrati, comprende di amare indipendentemente da legami di sangue.

Raccontaci del tuo percorso letterario: l’approdo alla scrittura e la pubblicazione.

La scrittura è una necessità che ho avvertito fin da piccola. Testimone mia madre e i racconti che la costringevo a sentire… L’ho tenuta a bada per quasi vent’anni, poi la conoscenza dei miei “simili” – Luigi La Rosa, te, Mavie Parisi – ha fatto il resto.

Questa è la settimana dedicata alla lettura, specie nelle scuole. Qual è il tuo rapporto con la lettura?

Molto disciplinato. Leggo per conoscere e crescere. La media è di un libro a settimana.

Progetti in cantiere…

Ho una raccolta umoristica già ultimata ma da rifinire sul tema dei detti celebri della mater sicula e un romanzo in itinere al quale chiedo troppo…

La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016

È di questi giorni la diatriba a colpi di spray e spazzoloni a Borgo Pio, storico quartiere di Roma, a proposito di un murale su Papa Francesco. Appare e scompare, anche se il web conserva memoria delle imprese dell’artista che lo ha realizzato.

Si licet parvis componere magna, Alda Merini, la poetessa dei Navigli, è stata protagonista per ben due volte di un episodio riguardante la sua immagine. E forse non sarà neanche l’ultimo. Qualche anno fa era apparso un murale vicino alla casa della Merini in Ripa di Porta Ticinese al numero 47, poi sparito.

Siracusa, fine di agosto 2016. Un’estate infinita addosso, traffico e settembre che incombe – scuola, lavoro, impegni che fluttuano in una nube di scirocco e voglia di mare, ancora. Via Columba, concessionarie, centri commerciali cinesi, autofficine, le palme del G8 di qualche anno fa che si sforzano di crescere nello spartitraffico. Su un muro grigio e incolore, uno spruzzo di vita un volto un nome. Alda Merini.

Si accosta si frena si scende. Si fotografa quest’apparizione poetica in una città che spesso i suoi poeti li nutre per vederli volar via. E poi, dopo qualche giorno, il volto di Alda Merini viene sfregiato. Quando la street art è originale, ironica, portatrice di bellezza, ben venga a colorare la prosaicità del quotidiano. Perché deturpare il murale?

La nostra amministrazione potrebbe incoraggiare i nostri giovani writers, i nostri artisti più creativi, gli intellettuali della parola e del colore, per abbellire le nostre periferie, per ravvivare pareti graffiate da sconcezze. Ma sta a noi cittadini rispettare un guizzo di bellezza che può riempire di senso una sosta o una coda.

Chiudiamo con alcuni versi della Merini. Perché la parola – l’armonia che vince di mille secoli il silenzio, direbbe Foscolo – non soffre sfregi finché la leggiamo l’ascoltiamo continuiamo a scriverla.

Il Gobbo – Dalla solita sponda del mattino /io mi guadagno palmo a palmo il giorno: /il giorno dalle acque così grigie, / dall’espressione assente. /Il giorno io lo guadagno con fatica /tra le due sponde che non si risolvono, /insoluta io stessa per la vita /.. e nessuno m’aiuta. /Ma viene a volte un gobbo sfaccendato, /un simbolo presagio d’allegrezza /che ha il dono di una strana profezia. /E perché vada incontro alla promessa /lui mi traghetta sulle proprie spalle.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=1844:la-scuola-rappresenta-un-fronte-importante-della-lotta-culturale-contro-le-mafie&catid=48&Itemid=144

La scuola rappresenta un fronte importante della lotta culturale contro le mafie.

In occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico, il 19 ottobre scorso gli alunni del tredicesimo istituto comprensivo di Siracusa “Archimede”, a coronamento di un percorso iniziato durante l’anno scolastico precedente, intitolato “Progettiamo a colori”, hanno incontrato Simona Dalla Chiesa, figlia del generale ucciso dalla mafia.

Nel corso della mattinata gli alunni delle quinte (ex quarte) e delle prime e seconde medie, che hanno lavorato sui libri della nota autrice siracusana Annamaria Piccione, sensibile a queste tematiche (ricordiamo appunto “Il gatto del prete povero” sulla figura di Padre Pino Puglisi e “La scelta del sovrano giusto” su Giovanni Falcone, quest’ultimo illustrato da un’artista siracusana, Stefania Bongiovanni Vallone, ed entrambi editi dall’altrettanto siracusana casa editrice VerbaVolant edizioni, che con la collana “I grandi per i piccoli” si propone di far conoscere a bambini e ragazzi persone dal grande valore umano e civile e di far riflettere i lettori di ogni età su argomenti quali la legalità e la giustizia), hanno offerto a Simona Dalla Chiesa un libricino con i lavori realizzati sotto la guida dei loro docenti.

Durante la seconda parte della giornata si è tenuto l’incontro degli stessi alunni con le famiglie e varie autorità.

La giornata, moderata dalla dirigente scolastica dott.ssa Giusy Aprile, allietata dalla presenza dell’orchestra aperta di Claudio Giglio e impreziosita dalla performance di Peppino Castello, cantastorie di Monterosso Almo che ha narrato e raccontato come si usava un tempo le storie degli attentati mafiosi, ha visto anche il concorso di figure legate all’antiracket e delle autorità preposte alla lotta alla mafia.

 

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La civetta, animale sacro a Minerva: il simbolo del giornalismo che raccoglie informazioni e poi le analizza e le argomenta offrendole alla società perché diventino l’humus di un pensiero critico.

Da questa interpretazione del giornalismo  nel settembre del 2009 nasce il progetto dell’edizione cartacea del La civetta di Minerva, giornale antimafia, no profit.

http://www.lacivettapress.it/ it/

Difesa dell’ambiente e del territorio,  multiculturalismo, welfare, etica politica, economia sostenibile, lotta contro ogni forma di sfruttamento, prevaricazione e corruzione sono i nostri temi.

In soli sette anni di attività abbiamo sostenuto – nonostante la scarsità di risorse e quasi solo grazie ai nostri stessi contributi – importanti battaglie nel settore delle energie rinnovabili, della gestione privata del servizio idrico, contro la  costruzione del rigassificatore di Priolo-Melilli, a favore del blocco delle trivellazioni petrolifere in Val di Noto. Poi, tra le nostre numerose inchieste, quella “storica” sulla Procura della Repubblica di Siracusa ci è valsa il premio giornalistico nazionale Mario Francese 2012.

Tuttavia la nostra battaglia per la legalità ci ha portato più nemici che introiti e adesso la Civetta rischia la chiusura definitiva. Abbiamo bisogno di voi per salvarla!
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This interpretation of journalism led to the birth, in september 2009, of  the anti-mafia, non-profit, print newspaper, La Civetta di Minerva.

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Our mission is to oppose environmental threats, corruption, exploitement, and abuse of power; and to promote multiculturalism, welfare, ethical politics, and sustainable economy.

Even though we had little money – motly provided by the journalists ourselves – in seven years we fought important battles: against water privatization; against the building of the regasification unit in the high risk area of Priolo-Melilli; against oil drilling in the historical area of Val di Noto. Among our many investigative reports, the “famous”one on the judges of the Procura della Repubblica di Siracusa was rewarded with the national Mario Francese prize for anti-mafia journalism.

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