L’Accademia di canto Carmelo Mollica in concerto

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Informo i nostri amici di FB che il 13 agosto alle ore 19:00 ci sarà un concerto delľ Accademia di canto Carmelo Mollica alle ore 19:00, presso la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni, in via Maria Politi Laudien 9, a Siracusa, esattamente di fronte a Villa Politi. L’ingresso è gratuito.

Mi legano tantissimi ricordi al maestro Salvatore Pupillo, che ringrazio per tutto quello che mi ha trasmesso e per la fiducia nei miei confronti… alla signora Lucia, che mi ha accolta con simpatia e calore sempre, ai coristi con cui ho diviso fatica gioia ma tanto divertimento e le emozioni profonde della musica, ai pianisti che si sono avvicendati – Sabina Schiavone, Biagio Lo Cascio, Luca Ambrosio…

Ormai da qualche anno come sapete canto in un’altra formazione ma mi fa piacere sapere che l’Accademia di canto Carmelo Mollica, dedicata alla memoria del baritono siracusano che tanto cantò e tanto operò per la diffusione della lirica nella nostra Siracusa, continua la sua attività laboratoriale e concertistica.

Qui posto altro materiale sul coro…

Grande successo ha avuto, presso la chiesa di santa Lucia in Floridia, il concerto di natale, tenuto giorno 17 di questo mese, dall’accademia di canto Carmelo Mollica di Siracusa, diretto magistralmente dal maestro Salvatore Pupillo. Tanta l’emozione e l’attenzione del numeroso pubblico presente che più volte ha applaudito i coristi e i solisti dell’accademia. Emozionato, a fine concerto, il maestro Pupillo che ha ringraziato il numerosissimo pubblico presente concedendo dei bis, nonché il parroco che li ha ospitati e il sindaco del comune di Floridia presente, per l’occasione.
Un coro di grande spessore che ha tenuto incollati sulla sedia i quattrocento e passa spettatori presenti. Applausi a scena aperta per tutti.
Bravissimo al pianoforte il Maestro Luca Ambrosio.


Grazie all’amico e fan Giuseppe Scandurra, che ha pubblicato delle belle foto del concerto sul gruppo FB Le bellezze di Siracusa.

Ecco altre foto… alcune scattate dalla tv! Sì, perché il canale 671 del digitale terrestre, ovvero Medical Excellence Video Scicli tg 24, ha ripreso il concerto e lo ha mandato in onda ieri sera alle 22 e oggi alle 14.

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Io, Gaia Gallitto, Salvo Fresta e il maestro Salvatore Pupillo… si intravedono anche gli altri soprani tra cui la mia cara “compagna di banco” Stefania Burgo!

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L’Accademia di Canto Carmelo Mollica

ha il piacere di invitarvi al “Concerto di Natale”

presso la Chiesa di S. Lucia di Floridia

il 17 dicembre alle 21:00.


musiche di Schubert, Brahms, Verdi, Bach, Beethoven, Adam.
Vi attendiamo numerosi e vi auguriamo buon ascolto.

Nel lontano 22 giugno 1968 il diciassettenne Savatore Pupillo si esibiva per la prima volta in pubblico al Teatro Comunale di Siracusa, accompagnato al pianoforte dal maestro Corrado Maranci. E’ stata l’ultima volta del Teatro Comunale di Siracusa! Ci auguriamo che presto la nostra città riabbia il suo Teatro, ma ciò avverrà solo se i Siracusani lo vorranno veramente, lo richiederanno a gran voce e lotteranno per esso!
Il 18 dicembre 2011 l’Accademia di canto Carmelo Mollica, nella persona del suo Presidente, il M.stro Salvatore Pupillo, ha ricevuto il Premio Maranci per la sezione “Musica corale”. E’ un onore sia per l’affetto che il nostro presidente portava al Maestro Maranci, sia per il riconoscimento del suo operato nella nostra città.

Ricevo e pubblico…

In questi giorni riscorre il 10° anniversario della scomparsa del mio caro papà che fu anche uno dei nostri stimati concittadini siracusani. Il ricordo del baritono Carmelo Mollica è ancora vivo nella nostra città ciò lo testimonia l’affetto e gli apprezzamenti che mi manifestano molti nostri concittadini e amanti del “bel canto”, le recensioni su vari organi di stampa di molti nostri eminenti giornalisti che lo menzionano ancora oggi con alto giudizio per i suoi trascorsi artistici e le varie iniziative culturali nel corso di questi anni in sua memoria organizzati dall’Accademia di Canto Carmelo Mollica di Siracusa fondata in sua memoria che attraverso la musica lo commemorano con Memorial annuale e concerti a suo nome contribuendo a render ancor più viva la sua figura, per quello che ha dato alla cultura e al turismo di Siracusa.

Oltre a queste parole sul decennale della morte di Carmelo Mollica (2005-2015) vi posto nuovamente il racconto della vita del baritono gentilmente inviatomi dal figlio Luciano.

Il baritono siracusano Carmelo Mollica in abiti di scena

Ricevo e pubblico:

Il baritono, un siracusano, mio padre
di
Luciano Mollica

Sono trascorsi sette anni dalla dolorosa scomparsa di mio padre, la sua vita cessò di esistere, dopo una lunga e penosa malattia. Il suo ricordo affettuoso è molto speciale, continua a vivere e a risplendere per sempre da sentire il bisogno di raccontarlo. La mia fanciullezza è stata distinta da un eccezionale genitore che fu Carmelo Mollica; siracusano, orgoglioso di essere un siciliano, affezionato alle tradizioni di questa terra al punto che scherzosamente affermava: «Il sangue che scorre nelle mie vene… ha il colore ed il calore della lava dell’Etna…!». Amò tanto la sua città ed il mare che la circondava che non volle mai trasferirsi altrove nonostante i suoi impegni artistici, abitando con la famiglia nel centro storico di “Ortigia”. Sviluppò l’inclinazione per il teatro mentre frequentava le scuole elementari, in quel periodo affascinato dagli spettacoli di marionette dei “Pupazzi di Don Ciccio Puzzo”. Ebbe l’incontro con il “bel canto” fermandosi di giorno in giorno ad ascoltare nel negozio musicale di Ugo Malvica di Corso Matteotti i grandi cantanti di quell’epoca e, cercando di imitarne il timbro vocale, scoprì così una certa passione per il canto lirico. Il primo contatto con il pubblico lo ebbe a 14 anni esibendosi sul palco del Cine-Teatro del Collegio Santa Maria di Siracusa interpretando “Mario il pescatore”, con le musiche curate dal M° Corrado Maranci, il primo che scoprì il suo vero talento artistico. Scoppiato il secondo conflitto, la sua giovinezza fu segnata da cinque lunghi anni di dura guerra che lui stesso racconta in un diario che io custodisco con affetto. Durante il conflitto fu destinato in qualità di sotto-capo di macchine su unità militari della Regio Marina, una delle quali il torpediniere “Impetuoso” e su di esso fu testimone ed attore della cruenta e sfortunata battaglia aereo-navale, combattuta il 9 Settembre 1943 dalla nostra Flotta navale al largo dell’Isola dell’Asinara vicino alle Bocche di Bonifacio. Quella battaglia costò al nostro paese molte vittime, il nemico tedesco danneggiò diverse nostre unità della Flotta e affondò alcune di esse, fra cui la Corazzata “Roma”. Mio padre a bordo del torpediniere “Impetuoso”, si distinse per coraggio ed umanità. La sua unità faceva parte della scorta avanzata della Flotta, ma dopo avere ingaggiato da alcune ore un ininterrotto combattimento con gli aerei tedeschi, nel bel mezzo dello scontro, improvvisamente le contraeree rallentarono il fuoco per mancanza di proiettili e bisognava urgentemente un approvvigionamento. Mio padre volontariamente si presentò con altri suoi compagni per prelevare dai depositi le munizioni e trasportò da solo quattro cassette di munizioni, attraversando il ponte della nave, mentre dall’alto piovevano bombe nemiche, rimanendo miracolosamente incolume, rifornendo le due contraeree di poppa e riattivando così il fuoco dei mitraglieri che successivamente abbatterono tre aerei nemici, dopodiché si unì alla squadra dei soccorritori dell’unità per recuperare molti naufraghi della “Roma” nella maggioranza feriti con mutilazioni e con paurose lacerazioni nella carne e con tremende bruciature su tutto il corpo. Terminata la battaglia l’ “Impetuoso” fece rotta immediatamente alle Baleari e, giunto nella baia di Pollenza , dopo aver sbarcato i feriti per non cadere nelle mani dei nemici l’unità fu autoaffondata e l’equipaggio internato a lungo. Durante questi mesi di segregazione si sviluppò un’amicizia tra i marinai italiani e gli ispanici e, nel periodo natalizio mio padre cantò nella chiesa madre di Andrax, una cittadina delle isole Baleari in un Concerto di Natale alla presenza dei suoi compagni d’armi e degli abitanti del luogo che entusiasti della sua voce gli diedero l’appellativo di “Carmine cantor”; poi si esibì in una compagnia del luogo cantando diverse romanze da baritono e la famosa canzone “Torna a Surriento!” e, contenti della sua voce, volevano che restasse nella troupe, ma rientrò in Italia nel 1944 e fu imbarcato sul Cacciatorpediniere “Augusto Riboty” partecipando alla Guerra di Liberazione. Per la sua dedizione alla Patria gli fu conferita la “Croce di Guerra al Valor Militare” sul campo e nel Luglio del 1970 fu fregiato dell’Emblema “Nastro Azzurro“ fra i combattenti decorati al Valor Militare della Seconda Guerra mondiale. Finita la guerra si mise duramente a lavorare per realizzare il suo sogno e poi lasciò Siracusa per andare a studiare canto con svariati maestri di chiara fama, che giudicarono il suo timbro vocale un incontestabile talento naturale di baritono. In un’audizione la sua voce fu considerata “voce più unica che rara” dal famoso M° Giuseppe Mulè, celebre compositore, direttore d’orchestra allora rettore del Conservatorio di Musica S. Cecilia di Roma. Debuttò nel 1949 da baritono al Teatro Bellini di Catania, nell’Opera lirica “Fedora” di U. Giordano, nel ruolo di “Cirillo” ottenendo successo di pubblico e critica. L’esordio in “Fedora” gli permise di iniziare una dignitosa carriera di successi, calcando, per oltre quarant’anni, lo scenario lirico d’importanti teatri italiani ed esteri. Spesso… ricordo con piacere che, sin da bambino, mio padre mi portava a teatro ad assistere alle sue recite o prove generali quando gli spettacoli si svolgevano in Sicilia e, durante la sua performance, per potermi controllare da vicino mi soleva lasciare ai lati delle quinte del palcoscenico; per me era un piacevole avvenimento, in quanto mentre cantava lo seguivo da vicino. Imparai negli anni le più celebri romanze d’opera e conobbi di presenza molti prestigiosi suoi colleghi quali fra gli altri: Callas, Tebaldi, Caniglia, Cossotto, Simionato, Di Stefano, Tagliabue, Taddei, Corelli, Tagliavini, Raimondi, Del Monaco, Pavarotti e Ricciarelli. Conservo moltissime foto di mio padre in abiti di scena, attestati di riconoscimenti alla carriera ed un centinaio e forse più di recensioni sulle sue qualità vocali, redatti da noti giornalisti e critici musicali quali tra gli altri: P. Abramo, G. Alabisio, S. Benanti, G. Consoli, D. Danzuso, G. Di Silvestro, A. Fichera, A. Gibilisco, P. Grasso, V. Marchesi, A. Messina, F. Pastura. Era molto orgoglioso quando si esibiva a Siracusa in occasione di Stagioni liriche; ricordo che avevo sette anni quando papà partecipò al XIII Ciclo di Rappresentazioni Classiche dell’INDA del 1954, al Teatro Greco di Siracusa, con il cast artistico del Teatro Massimo Bellini di Catania, cantando nelle vesti di ”Corifeo” nelle tragedie greche: ”Antigone” di Sofocle e “Prometeo incatenato” di Eschilo con la partecipazione di grandi attori fra i quali l’indimenticabile Vittorio Gassman ai primissimi esordi della sua carriera e, quando si esibì nel 1957 al Teatro Comunale di Siracusa interpretando il ruolo drammatico di Lord Enrico Ashton nella “Lucia di “Lammermoor” di G. Donizetti, un successo più che lusinghiero, nel teatro gremito in ogni ordine di posti, con applausi prorompenti dal pubblico, anche a scena aperta, e con consensi della critica. L’anno seguente il teatro chiuse per ristrutturazione e mai più riaprì. Mio padre, avendo un attaccamento particolare per questo meraviglioso tempio dell’arte, visse gli anni successivi con l’amara consapevolezza che la nostra città sarebbe rimasta priva di un “Teatro di tradizione” che potesse accogliere il melodramma; lui avrebbe voluto che la sua Siracusa, definita culla del dramma antico, lo potesse diventare anche per il dramma musicale, soprattutto per l’importante retaggio culturale che le nuove generazioni avrebbero ereditato. Cercò di prodigarsi con ogni mezzo per divulgare la cultura del “bel canto”. Ancora c’è chi lo ricorda con stima perché è a conoscenza del fatto che l’A.A.T. di Siracusa affidò a mio padre dal 1974 al 1977 la direzione artistica, per i suoi molti anni di esperienza teatrale, per la sua specifica attività professionale e per aver ricoperto diversi ruoli di baritono in tutte le stagioni liriche che essa precedentemente aveva organizzato, con il preciso compito di preparare ogni anno Stagioni liriche, manifestazioni che si programmarono nei suggestivi siti archeologici dell’Anfiteatro Romano e del Teatro Greco. Quegli spettacoli furono definiti dalla stampa, locale e nazionale, eventi di alto livello, questo ebbe una ricaduta più che positiva anche sul turismo con il “tutto esaurito” delle strutture alberghiere e la città piena di pullman carichi di persone che venivano ad assistere a spettacoli di lirica e balletto. Nel 1989 mio padre fondò l’ “Associazione Siracusana Amici della Lirica” allo scopo di avvicinare i giovani alla musica lirica e di organizzare eventi per gli appassionati. Concluse la sua carriera a 72 anni, interrotta tristemente per motivi di salute. Durante la sua carriera artistica ebbe molti premi e riconoscimenti. Ricordiamo che il Presidente della Repubblica F. Cossiga gli conferì nel Giugno 1986 l’Onorificenza di “Cavaliere dell’Ordine Al Merito della Repubblica Italiana”. Nel Dicembre 1996 il Presidente della Repubblica L. Scalfaro gli conferì l’Onorificenza di “Ufficiale dell’Ordine Al Merito della Repubblica Italiana”. Il Teatro Bellini di Catania attraverso la “S.C.A.M.”, nel Dicembre del 2000 gli conferì la “Targa Speciale Anno 2000”, un riconoscimento alla carriera. Nel Febbraio del 2001 a Siracusa gli fu conferito alla carriera il I Premio Musicale ”Corrado Maranci”. L’artista a tutto tondo si è sempre prodigato con generosità verso i giovani, soprattutto quelli con talento, che volevano intraprendere la carriera di artista lirico: malgrado le difficoltà che questo difficile mestiere riserva ha avuto la soddisfazione di vedere alcuni suoi allievi diventare professionisti cantando stabilmente nei migliori Teatri Nazionale e Internazionali. Nel 2008 è stata fondata a Siracusa l’ ”Accademia di Canto Carmelo Mollica” ed un coro in seno alla struttura, dal siracusano e artista Salvatore Pupillo, nata per onorare e rinnovare la memoria del suo primo maestro. Spero che l’apertura del Teatro comunale sarà imminente come si è più volte detto e finalmente i siracusani si riapproprino di questo gioiello culturale, dove l’opera lirica e le altre attività artistiche potranno adeguatamente esprimersi. Questo era infatti il sogno di mio padre, scomparso ormai dal dicembre del 2005. Avendo un padre che attraverso la musica si esprimeva e frequentando i teatri lirici sono cresciuto da bambino con la cultura musicale. Mi auguro che i nostri giovani siracusani capiscano l’importante patrimonio culturale che erediteranno con l’apertura del nostro teatro anche in virtù del contributo attivo di un loro conterraneo che dedicando la sua vita al canto lirico, tentò di divulgare nel siracusano la magnifica arte del “bel canto”. Per suggellare questo ricordo indelebile nella nostra città mi auguro che un giorno i nostri amministratori intitoleranno al nome di mio padre la strada di Via del Teatro di Siracusa (strada annessa al Teatro Comunale), un desiderio più volte manifestato e condiviso da molti amici ed appassionati della lirica che ho avuto modo di incontrare e che lo ricordano con stima e affetto per quello che ha dato alla cultura e al turismo di Siracusa.

https://www.facebook.com/groups/accademiamollica/ (un video del primo concerto dell’Accademia…)

https://www.youtube.com/results?search_query=accademia+di+canto+carmelo+mollica (IL CANALE YOUTUBE DELL’ACCADEMIA)

ACCADEMIA DI CANTO CARMELO MOLLICA
BANDO DI AUDIZIONE PER TUTTI I REGISTRI VOCALI

Per informazioni rivolgersi al n° 3331776705
E-mail luciafaraci@gmail.com

L’Accademia di canto Carmelo Mollica indice un’audizione per tutti i registri vocali, sia per il coro che per solisti. Le persone che non hanno nessuna esperienza di canto saranno sottoposte ad un test ritmico-vocale. Coloro che invece hanno esperienza, dovranno fare dei vocalizzi a loro scelta e una romanza a piacere, con accompagnamento del pianoforte. L’Accademia mette a disposizione il pianista collaboratore. Le voci selezionate entreranno a far parte del vivaio dell’Accademia e, dopo una preparazione tecnico-vocale, saranno integrate nel coro. In base all’evoluzione della voce, saranno scelti anche i solisti dei concerti che l’Accademia terrà. Oltre alle doti vocali, si richiede grande serietà nell’impegno e rispetto delle regole dell’Accademia. L’ Accademia di canto Carmelo Mollica è un’associazione non a scopo di lucro.

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Sergio Sozi… anteprima e una sorpresa

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SICILIA SEMPER CULTISSIMA

In procinto dell’uscita del nuovo romanzo (sul quale ci soffermeremo un’altra volta: avrei qualcosina da dire in proposito) mi sovviene della recensione sottostante, che invece si riferiva alla raccolta di racconti “Diorama”, del 2015.
Per l’occasione segnalo dunque l’attività letteraria a tutto tondo (opere di narrativa, recensioni, insegnamento, ecc.) di Maria Lucia Riccioli e menziono la qualità del periodico on line cui ella collabora, il siciliano “La Civetta”, sempre ben disposto a trattare di cultura; con firme di scrittori autorevoli e competenti, ovviamente.
Un sentito ringraziamento ad entrambi, dunque. E una Buona lettura dell’ampio estratto a tutti gli accaldati miei “amici di penna”.
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“ ‘…cos’è parola e cosa immagine, pennellata, in me? Oppure divina impronta? Non saprei distinguere.’ (‘Sevdalinka’).
‘Diorama’ (Splen edizioni) è una raccolta di racconti uscita dalla penna ironica e colta insieme di Sergio Sozi, che dalla Slovenia, osservatorio privilegiato, legge, recensisce e scrive, soprattutto quelle che definiremmo nugae, sciocchezzuole letterarie, ma che sono in realtà esercizi di stile e non solo.
Siamo d’un tratto catapultati fra le nostre reminiscenze letterarie della Mitteleuropa e la storia recente dei Balcani – di quali lacrime grondi e di che sangue neanche riusciamo ad immaginarlo –, nei meandri delle psicologie di personaggi grotteschi, stravaganti, sempre sui generis, in storie dall’apparenza bislacca ma portatrici di una personale visione che potremmo definire morale.
Unendo alla lezione dei classici – latinismi, grecismi, la struttura della frase sempre sorvegliatissima -, l’uso del parlato, di termini sloveni, di anglismi – interessanti anche le escursioni nella musica e nelle altre arti, con il loro portato di parole e di ritmi –, di scoppiettanti onomatopee, bisticci e neologismi, la lingua di Sozi fluisce inarrestabile, ritrae, commenta argutamente o sarcasticamente, filosofeggia e moraleggia, fustiga alla Baretti come se scrivesse su una moderna internazionale ‘Frusta letteraria’: ‘a metà strada fra un sogno, un delirio e un racconto di fantascienza’ (‘Suppergiù oggi’), i racconti di Sergio Sozi mostrano, al di là degli intenti, un amore incondizionato per la lingua e la letteratura italiana e per la loro storia, quasi fossero protagoniste anch’esse delle storie di ‘Diorama’.
Ecco le acque di Sevdalinka che ci ricordano – fra il patetico e il tragicomico – i quattro fiumi di Ungaretti, ecco i toni alla Buzzati o quelli leopardiani di certi dialoghi, ed ecco anche certe stoccate tra il serio e il faceto sull’editoria contemporanea: ‘Credo che se tutte le energie impiegate dagli autori per farsi credere negletti operai delle parole venissero utilizzate ai fini della ricerca della fantasia, avremmo un Manzoni ad ogni angolo, tre Leopardi in ogni paese e qualche centinaio di Calvino fra mari e monti’ (‘Don Chisciotte è diverso’).”

(Maria Lucia Riccioli, stralcio da articolo apparso nel 2018 su “La Civetta” on line. In immagine: il noto romanzo “Ferita all’ala un’allodola” di Maria Lucia Riccioli, opera finalista al Kaos Festival di Ragusa edizione 2014)

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Grazie per il NOTO! 😀

Io lo riferirei più alla città natale di Mariannina Coffa che al mio romanzo…

https://lacasadicartapapirnatahisa.wordpress.com/2015/06/23/maria-lucia-riccioli/

Alchimia degli incontri in rete.

Ho conosciuto Sergio Sozi e Veronika Simoniti grazie al litblog “Letteratitudine” di Massimo Maugeri.

Scambi di idee, un leggersi e commentarsi reciproco.

E adesso il mio racconto MEDEA viene tradotto in sloveno e pubblicato sul blog LA CASA DI CARTA – PAPIRNATA HISA (Scambi letterari italo-sloveni – Italijansko-slovenska literarna izmenjava).

Che dire? Innanzitutto grazie a Sergio e Veronika, ai lettori del blog… e attendo commenti!

Sergio Sozi è nato a Roma il 3 marzo del 1965 e ha vissuto dal 1969 al 2000 in Umbria, prima a Spello poi a Perugia, dopo trasferendosi in Slovenia, dove attualmente risiede. Dal 1989 si occupa di letteratura, giornalismo culturale, insegnamento e traduzioni fra Perugia, Trieste e Lubiana. Nel 1995 ha fondato e diretto il trimestrale letterario perugino ”I Polissenidi”, collaborato lungamente con il Giornale dell’Umbria e, in veste di caporedattore della Cultura, con l’emittente TelePerugia. Come poeta, ricordiamo la raccolta ”Oggetti volanti” (Perugia, 2000. L’omonima silloge venne segnalata dal Premio Sandro Penna nel 1999 – presidente prof. Walter Pedullà). Suoi racconti e poesie sono stati premiati in diversi concorsi (ricordiamo fra gli altri il Premio F. Mauri di Spello, il Concorso Scritture di Frontiera di Trieste e il concorso del periodico letterario sloveno Primorska Srecanja). Fra le altre principali collaborazioni, menzioniamo quelle con il quotidiano L’Unità ed il settimanale Avvenimenti, con il mensile triestino Trieste Arte e Cultura, il mensile lubianese Nova revija, il quotidiano sloveno Dnevnik, la Radio Tre slovena e la casa editrice Studentska Zalozba – per la quale ha curato nel 2005 il volume antologico di racconti italiani (1989-2003) ”Carta e carne” (”Papir in meso”, SZ-Beletrina, Ljubljana 2005). Finora ha pubblicato colloqui con Dacia Maraini, Sebastiano Vassalli, Diego Marani e Claudio Magris. A proposito del Sozi narratore breve, ricordiamo i giudizi dello scrittore Diego Marani (Bompiani): ”Una bella scrittura, raffinatamente gaddiana”, del romanziere Roberto Pazzi (Frassinelli): ”Le sue fantasie mi hanno lietamente accompagnato per piú di una mezz’ora di lettura. Lei sa scrivere perché cattura l’attenzione con immediatezza” e della critica Cristina D’Andrea (Agenzia Letteraria Herzog): ”(…) Un gioco ardito, attraverso una narrazione vivace e mai scontata”. Altri apprezzamenti provengono dagli scrittori Attilio Del Giudice (Minimum Fax, Leconte): ”Straordinaria intelligenza e elegante scrittura” e Paolo Maurensig (Mondadori), il quale si esprimerà sul risvolto di copertina de ”Il maniaco e altri racconti”. L’editore Valter Casini di Roma, nel proprio sito, lo presenta come segue: ”I racconti di Sergio Sozi sono frutto di un’attenta e scrupolosa ricerca linguistica che fa tornare alla mente nobili precedenti, Gadda, Palazzeschi, Landolfi e geniali contemporanei come il Pennac del ciclo Malaussène. Il risultato è un livello stilistico di grande vivacità espressiva che coniuga magistralmente inventiva, ricerca e tradizione”. Suoi pezzi culturali sono presenti anche nei siti: http://www.idealia.it, http://www.lafrusta.com , http://www.italialibri.net, http://www.pedro.it, http://www.progettobabele.it, http://www.filidaquilone.it , http://www.cinemaniaci.it, http://www.criticaletteraria.org/. Opere principali in cartaceo: Oggetti volanti (poesia, FRA.RA. Perugia 2000; silloge eponima segnalata dal Premio Sandro Penna 1999); Il maniaco e altri racconti (Valter Casini Editore, Roma 2007; racconto eponimo segnalato Premio Trieste Scritture di Frontiera); Il menú (Castelvecchi, Roma 2009); Ginnastica d’epoca fredda (Historica, Cesena 2009); Intervista a Claudio Magris (ivi 2010) e Il filosofo e il giullare (ivi 2011). Veronika Simoniti sem po srcu prevajalka in avtorica. Dokler je bilo mogoče, sem več let vztrajala v samostojnem poklicu, zdaj prevajam večinoma krajša besedila. V čast si štejem, da sem lahko prestavila v slovenščino avtorje, kot so Calvino, Magris, Marani, Galimberti in Todorov. Pa tudi Camillerija in Niffoia. Pisati sem začela kot pravljičarka za Radio Slovenija, prva kratkoprozna objava pa se je zgodila skoraj naključno. Prvencu Zasukane štorije (2005) sta sledila Hudičev jezik (2011) in Kameno seme (2014). V italijanščino je prevedenih nekaj mojih zgodb.


Veronika Simoniti, traduttrice e autrice per passione. Già libera professionista, adesso traduce prevalentemente testi brevi. Ha tradotto autori come Calvino, Magris, Marani, Galimberti e Todorov, Camilleri e Niffoi. Ha iniziato a scrivere come autrice per bambini, pubblicando per la Radio Slovenija e ho esordito quasi per caso. La sua prima raccolta di racconti brevi Zasukane štorije (Le storie capovolte, 2005) è stata seguita dalla seconda Hudičev jezik (La lingua del diavolo, 2011) e dal romanzo  Kameno seme (Il seme di pietra, 2014). Alcuni dei suoi racconti sono tradotti anche in italiano.   Kaj se zgodilo francosko-sirakuški Medeji? To boste izvedeli v tejle zgodbi v slovenskem prevodu in izvirniku. / Che cosa è successo a una Medea trapiantata a Siracusa? Lo saprete leggendo l’omonimo racconto in traduzione slovena e in originale.  Medeja Za popoldan si res ni izbrala lahkotne predstave: od pol sedme pa do zdajle je bila zatopljena v spiralo izdajstva, sovraštva, jeze, nasilja in bolečine Senekove Medeje – ne, tokrat ni bila Evripidova – in dejstvo, da je bila ta uprizorjena v sirakuškem Grškem gledališču, pod milim nebom in obdana z edinstveno naravno scenerijo, nikakor ni omililo groze ali načenjalo vživljanja v dogodke na odru. Nasprotno, videti je bilo, da so se tisti čarobni in tisočletni kamni, prizori, kostumi, glasba, gibi in besede močneje kakor v zaprtem gledališču zarotili proti neverjetnosti. Nenavadni občutek, ki jo je preplavil, je skušala omiliti tako, da je naglo stopila proti igralskim garderobam. Mondeno klepetanje, statisti, ki so pol goli tekali naokrog, gledalci na lovu za avtogrami, lokalni igralci, ki so se morda nadejali zveze za kako utopično pogodbo, novinarji z notesi, da bi si zapisali banalne izjave o tem, kako-lepe-so-Sirakuze-vaše-grško-gledališče-je-edinstveno-počaščen-sem-naša-uprizoritev-zvesto-sledi-Seneki-in-je-obenem-reaktualizacija. Kje bomo nocoj jedli? Pomenila se je z glavnimi igralci, da bi stvari, ki jih je videla, postavila na svoje mesto: v fikcijo. Pobožala je celo Medejine otroke, ki jih je še ne pred dvajsetimi minutami mati pokončala in ki so se zdaj v vlogi igralcev nasmihali tistim, ki so prej objokovali njihovo kruto usodo. Kreontova hči je spet postala moderno dekle, ki je ravnokar končala z delom in komaj čaka, da se gre spočit, da bo lahko pojutrišnjem spet živa zgorela. Ko je odpeljala s parkirišča, je imela občutek, kot bi bila omamljena. Ura je bila skoraj pol desetih. Možu je pred odhodom rekla, da gre v gledališče in potem na večerjo s prijateljico Martine. Ker sta obe Francozinji, poročeni s Sirakuščanoma, sta pogosto hodili skupaj na sprehod in sproščujoč klepet v maternem jeziku. Tistega popoldneva pa jo je Martine zadnji hip poklicala in ji povedala, da so jo nenapovedano obiskali sorodniki iz Marseilla. »Ti pa vseeno pojdi. Vstopnica je veljavna samo danes in škoda bi jo bilo zapraviti. Jaz bom svojo že komu odstopila. Daj, enkrat boš lahko preživela popoldne sama …« Premor. »Za zvečer sem rezervirala pri Dioniziju. Boš pa ja šla!«. Pustila se je prepričati. Mož se bo po službi vrnil domov in si s prijateljem ogledal tekmo.  Madeleine se je nasmehnila. Si je kar predstavljala: moški, žoga, kartonska škatla s pico in dve pivi. Okrog petih je pustila otroka pri tašči, ki je s pristnim veseljem sprejela v družino sinovo “frančoško” ženo in se večkrat ponudila, da popazi na otroka, fantka in punčko. Marc in Michelle jima je ime, čeprav ji je včasih ušlo Marco in Michela. »Jezik se mi kar zaplete,« se je opravičevala. Zdaj se je jezik zapletal njej. Ne možu ne tašči ji ni uspelo povedati, da ne gre v gledališče z Martine, ampak sama. Sprva se je – kdove, zakaj, saj ni delala nič narobe – čutila malce krivo. Potem pa sta jo prevzela lahkotnost in skoraj navdušenje ob misli, da gre v Grško gledališče toute seule, čisto sama uživat v predstavi in razgledu, prav tako kakor prvič, ko je kot študentka, kot brezskrbna turistka prišla v Sirakuze, nič je težilo, kot bi bila brez preteklosti, in to v mestu, ki je preteklosti imelo še preveč. Predstava jo je povsem prevzela: Medeja, tujka – kaj ni bila malo kakor ona, ki je pustila vse, domovino, družino, študij in službo za moškega, za drugo deželo? –, ki se je kot lucidna in nora čarovnica maščevala vsem, nazadnje pa uničila samo sebe. Ženska zmeraj kaznuje druge na ta način: tako da kaznuje sebe. Kajti ženska je vedno del moškega, ki ga ljubi, čeprav zaradi njega trpi, in je del svojih otrok, ki so do zadnjega vlakna del nje. »Pa se ja ne bom odpovedala veselju, da lahko izberem, kar hočem, da me ne bo skrbelo, koliko stane, da se mi ne bo treba na vsak način pomenkovati?« Uživala je v vsakem grižljaju, razveselila maîtra s popolno izgovarjavo besede escargots, nazdravila sama sebi, sama, kar se ji ni zgodilo že celo večnost. Doma. Z lesketom v očeh, s spominom na dan, ki ga je imela čisto zase. Štirje obrati ključa, luč, visoke petke – koliko časa jih že ni obula –, odmevi po hodniku: »Fabio?« je tiho poklicala. Da je že v postelji? Mislila je, da bo našla razmetano, kot zmeraj po tekmi, pa nič. Dnevna soba. Pri televizorju niti ene pivske steklenice. ˝Priden, vse je pospravil ….˝ Pa vendar … Kuhinja. Brezmadežna, kot da tam ni nihče jedel že leta. Nobenih steklenic ali škatel za pico, še v košu za smeti ne. ˝Da je Fabio počistil kuhinjo in celo odnesel smeti … saj to je pravi čudež.” Prepozno, da bi poklicala otroka. Jutri zjutraj bo šla ponju, se zahvalila tašči in hitela, da ne zamudita v šolo.  Slekla si je plašč, se sezula in stopila v spalnico. Vrata, tipaje do predalnika, nočne omarice, postelje. Stegnjena roka je iskala … prazno. Prižgala je luč na nočni omarici. »Sacré ! …«. Skoraj je podrla senčnik svetilke. Mobitel. Zvonilo je in zvonilo. V prazno. Spanec jo je pri priči minil. »Bon, bon, bon … gotovo je tekmo gledal pri prijatelju verjetno je še pri njem kakotodasenikolinespomnimimen mogoče mi ni povedal sigurno je dal telefon na vibriranje in pozabil spet nastavit zvonjenje …«. Zdaj je bila že slečena. Vrnila se je iz kopalnice. Je njen ta bledi obraz, ki kuka iz domače halje kot iz brezoblične tunike? Stopila je nazaj. V ogledalu so se odsevali  koraki prikazni. »Ah non, Madeleine, Medeja ti je škodila … Fabio bo vsak hip doma, pojdi v posteljo in počakaj …«. Martine … da bi ji telefonirala sredi noči, ker ne najde moža? ”Vous êtes folle, Madame…”. Vseeno bi jo lahko na hitro poklicala. Martine je pred spanjem vedno ugasnila prenosni telefon. »KLICANA ŠTEVILKA TRENUTNO NI …”. Nenadoma se je zbudila. Bip bip, bip bip. Sporočilo. ”Sem v Marseillu. Z Martine. Predlogo, da bi razlagal. Ko se vrnem, se pomeniva. Zdaj sem še preveč zmeden.” Fabio. Fabijevo sporočilo ob dveh ponoči. Iz Marseilla. Da bi ji povedal, da jo zapušča. Ne, saj ne spi. Tokrat je senčnik svetilke res padel. Ob četrt čez osem, pri tašči. Objela je otroka. »Mama, ne tako močno!«. V hipu se je odmaknila. Tašča, moževa mama, mama moža njenih otrok, je ju je nepremično gledala. »Je Fabio prišel? Sinoči mi je rekel, da bo odpotoval. Zaradi nujnega dela, v Marseille.« »Ja, maman. Ne vem, kdaj se vrne«. ”Vem, da nekaj veš, pa mi nočeš povedati … Ne strmi tako vame, saj ne bom zaklala otrok … se bojiš, da ju bom razkosala in postregla Fabiu in Martine v okusni omaki à la nouvelle cousine? Kako podobno kot v zgodbi o Atridih, ne?”. Popravila si je ličilo in skušala zabrisati strašljive podočnjake, zaradi katerih je bila res podobna preddetomorilni Medeji. Saj res, kako se že pravilno reče? Matricid e patricid sta zločina proti staršem, kako pa se reče, če umoriš sad svojega telesa? Samomor, verjetno prav samomor … Bilo je že pozno. Šolski torbi, malici, steklenički z vodo. »Vite, vite, vite ! …«, »Mama, počakaj!«. Komaj je pozdravila taščo in pohitela k avtu. Otroka prideta iz šole ob enih in petintrideset minut. Pred sabo je imela vse dopoldne. Da bi poklicala Fabia? Martine? Izklopljena telefona, kot prej. Tolikokrat je že poskušala, da so jo grabili krči v prstih. Alberto. Pogovoriti se mora z Albertom. Mu je Martine vse priznala ali je – tudi njemu – podarila vstopnico za Medejo? Kakšen krasen prizor. Rogonosca si poročata vsak o svojem polomljenem zakonu. ”Sem v Marseillu. Z Martine. Predlogo, da bi razlagal. Ko se vrnem, se pomeniva. Zdaj sem še preveč zmeden.” Sporočilo ji je ves čas plesalo pred očmi. Neusmiljeno se je prikazovalo na izložbah, ki so bile veliki video zasloni. Ničesar več ni prepoznavala, vse se ji je nenadoma zdelo tuje. Od italijanščine, ki jo je deset let obdajala kakor ozračje, ki ga je vdihovala, jo je naenkrat bolela glava, ulice, spomeniki, vse je postajalo halucinacija, kakor pri turistih pod prevelikim vtisom nenavadnih podob, novih obrazov, neobičajnih poti. Kaj se temu ne reče Stendhalov sindrom? Polastila se je je nezadržna želja po kajenju. Koliko časa že ni kadila? Od študentskih let v Marseillu. Fabio ni kadil in ona je prenehala. Zaradi njega. Samodejno je stopila v trafiko. Panika. Ni našla besed. Pogledala je čez prodajalčeva ramena. »Gauloises«. »S’il vous plaît» bi bil neumesten. Plačala je. Takrat se je spomnila, da nima vžigalnika. Koliko časa ga nima več v torbici, za spomin? Podaril ji ga je Pierre, njen prvi fant … koliko cigaret je pokadila v postelji, v smehu, potem ko sta se ljubila? Če bo mislila na Pierra, ji to gotovo ne bo pomagalo najti besede, ki se je ni mogla spomniti … Prodajalec jo je vprašujoče gledal. »Še kaj?«. Madeleine je samo odkimala. Za hip je zakrožila s kazalcem, kot bi hotela reči, da se bo še malo ozrla okoli. Tam je bilo veliko časopisov, revije so kukale s stojal … prej ali slej bo prišel kdo, ki bo hotel vžigalnik ali … ”… des allumettes, allumettes ! … kako za hudiča se reče po italijansko?”. Žal ji je bilo, da je stopila v trafiko. Ogledala si je vse časopise, prelistala knjige in revije, z napetimi ušesi. Cigarete, loterijski listki, bomboni, znamke … kaj ni nikogar, ki bi hotel des allumettes? Martine … v tistem hipu bi jo z veseljem zažgala … ona je kriva, da stoji kot trapa in čaka, da ji kdo pove pravo besedo. Na se loči? Odide proč z otrokoma? Odpotuje v arheološke kamnolome Latomie in konča s tem zajebanim nepristnim, tujim življenjem, ki ji uhaja iz rok? Zazvonilo je, potem še enkrat. Prenosni telefon. Fabio? Ne, šola. ”Pas de panique, pas de panique … kaj pa če ju je odpeljal Fabio …”. »Oui, c’est moi«. Vse stranke v trafiki so se ozrle k njej. »Vašo hčerko boli glava, gospa. Mislim, da ima rahlo vročino«. Madeleine se je za hip opotekla. »Mami, prideš pome? Ne skrbi, nisem bolna, me pa boli glava …«. »Attends moi, mon amour, j’arrive … maman arrive …«. »Veš kaj, mami? … dopoldne smo izdelovali nekaj zelo lepega, vse z vžigalicami … ugani, kaj sem jaz napravila?«. » …«. «Mami, a ne veš?«. Madeleine se je zasmejala. «Allumettes, vžigalice, vžigalice! …». Gauloises je pustila na pultu trafike in odšla ven, v smehu. »Povej, kdaj naj pridem pote, rada bi, da me presenetiš, v redu? Prihajam, ljubica, ugasni«. ”Allumettes, vžigalice, vžigalice! …”. Šele v avtu si je vzela čas in se zjokala.


DSC05706 Medea Certo che non si era scelta uno spettacolo di mero intrattenimento per passare il pomeriggio: dalle 18,30 fino ad ora si era inviluppata nella spirale di tradimento odio rabbia violenza dolore della ”Medea” di Seneca – no, non di Euripide stavolta – e il fatto che venisse rappresentata al Teatro greco di Siracusa, all’aperto, immersa in uno scenario naturale incomparabile, non attenuava affatto l’orrore né sminuiva il senso di immedesimazione nei fatti messi in scena. Sembrava anzi che lì, su quelle pietre magiche e millenarie, scene costumi musiche gesti parole congiurassero ad una sospensione d’incredulità più forte di quella provata in un teatro al chiuso. Per mitigare la strana sensazione che l’aveva invasa, si era diretta a passo svelto verso i camerini. Chiacchiericcio mondano, comparse che correvano mezzo svestite, spettatori a caccia di autografi, filodrammatici locali che speravano in chissà quale aggancio per un’utopica scrittura, giornalisti blocchetto  in  mano  per  appuntare  le  solite  dichiarazioni  su quant’è-bella-Siracusa-il-vostro-teatro-è-unico-sono-onorato-la-nostra-è-na-lettura-fedele-a-Seneca-e-nello-stesso-tempo-una-riattualizzazione. Dove si mangia stasera? Aveva parlato con gli attori principali, per riportare ciò che aveva visto nell’alveo di ciò che era: una finzione. Aveva perfino dato una carezza ai figli di Medea che neanche venti minuti prima erano morti per mano della madre e ora, compresi del loro ruolo di attori, sorridevano a chi aveva pianto sulla loro crudele sorte. La figlia di Creonte tornava ad essere una moderna ragazza che aveva appena finito di lavorare e non vedeva l’ora di andare a riposare, per ritornare a morire arsa viva dopodomani. Era uscita dal parcheggio con un senso di stordimento. Erano quasi le nove e mezzo. A suo marito aveva detto che sarebbe andata a teatro e poi a cena con la sua amica Martine. Francesi entrambe, entrambe sposate ad un siracusano, spesso uscivano assieme per una passeggiata e una chiacchierata liberatoria nella loro lingua materna. Quel pomeriggio, però, all’ultimo momento, Martine le aveva telefonato per dirle che erano arrivati a sorpresa dei parenti da Marsiglia.  «Tu vai lo stesso, però. Il biglietto è valido solo per oggi e sarebbe un peccato sprecarlo. Il mio vedrò di cederlo a qualcuno. Dai, per una volta che puoi passare un pomeriggio da sola…». Pausa. «Per stasera avevo prenotato al Dioniso. Non dirmi che ci rinunci!».  Si era lasciata convincere. Il marito, dopo il lavoro, sarebbe tornato a casa a vedere la partita insieme a un amico. Madeleine sorrise. Già si immaginava la scena: uomini, pallone, un cartone di pizza e due birre. Verso le cinque, aveva lasciato i bambini dalla suocera, che aveva accettato con sincero affetto la moglie ”francisa” del figlio e si offriva spesso di tenerle i nipotini, un maschietto e una femminuccia. Marc e Michelle si chiamavano, anche se a volte le scappava di chiamarli Marco e Michela. «La lingua mi s’imbroglia», si giustificava. Ora la lingua si imbrogliava a lei. Non era riuscita a dire né al marito né alla suocera che non sarebbe andata a teatro con Martine ma da sola. All’inizio si era sentita, chissà perché dato che non stava facendo niente di male, leggermente in colpa. Poi però era subentrato un sentimento di leggerezza, perfino di euforia al pensiero di andare al Teatro greco, toute seule, di godersi lo spettacolo e il panorama, proprio come le era capitato la prima volta che era venuta a Siracusa da studentessa, da turista spensierata, l’animo sgombro da tutto, quasi senza passato in una città che ne aveva fin troppo. Lo spettacolo l’assorbì completamente: Medea, la straniera – non era un po’ come lei che aveva lasciato tutto, patria famiglia studi carriera, per un uomo, per un altro paese? – che da lucida strega delirante si vendicava di tutti distruggendo, alla fine, solo se stessa. È questo il modo che una donna sceglie sempre per punire qualcuno: punire se stessa. Perché una donna è sempre parte dell’uomo che ama anche se la fa soffrire, parte dei suoi figli che sono parte di lei fin nelle fibre più sotterranee. ”Vuoi mettere il gusto di scegliere quello che voglio, di non preoccuparmi di quanto mi costerà, di non dover fare per forza conversazione?”. Si godette ogni boccone, deliziò il maître con la perfetta pronuncia di escargots, brindò a se stessa, da sola, come non le capitava da una vita. A casa. Negli occhi un brillìo, il ricordo di quella giornata tutta per sé. Quattro mandate la luce i tacchi – da quanto non li metteva? – , echi per il corridoio. «Fabio?» chiamò piano. Possibile che fosse già a letto? Si aspettava di trovare il solito svacco post-partita e invece niente. Il salone. Neanche una bottiglia di birra vicino al televisore. ”Che carino, ha tolto tutto…”. Eppure… La cucina. Immacolata, come se nessuno ci mangiasse da anni. Niente bottiglie né cartoni di pizza, neanche nel contenitore della spazzatura. ”Fabio che pulisce la cucina e porta giù pure la spazzatura… Devo iniziare a credere ai miracoli”. Troppo tardi per chiamare i bambini. Sarebbe andata a prenderli l’indomani mattina, ringraziando la suocera e facendo di fretta perché non arrivassero tardi a scuola. Si tolse cappotto e scarpe prima di entrare in camera da letto. La porta a tastoni cassettone comodino il letto. Una mano allungata a cercare… vuoto. Accese la luce del comodino. «Sacré!…». Aveva quasi tirato giù l’abat-jour. Telefonino. Squilli su squilli. A vuoto. Il sonno le era passato tutto di un colpo. «Bon, bon, bon … avrà visto la partita dal suo amico sarà ancora da lui com’èchenonmiricordomaiinomi forse non me l’ha detto avrà messo la vibrazione e si è scordato di toglierla…». Finì di spogliarsi. Tornò dal bagno. Era la sua quella faccia pallida che emergeva dalla vestaglia come da una tunica scomposta? Indietreggiò. Lo specchio le rimandò l’incedere di un fantasma. «Ah non, Madeleine, Medea ti ha fatto male… Fabio ora torna, mettiti a letto e aspetta…». Martine… chiamarla in piena notte perché si era persa il marito? ”Vous êtes folle, Madame …”. Poteva farle uno squillo però. Martine spegneva il cellulare prima di andare a dormire. ”L’UTENTE DA LEI CHIAMATO NON È AL MOMENTO…”. Si svegliò di soprassalto. Bip-bip, bip-bip. Un messaggio. ”Sono a Marsiglia. Con Martine. Troppo lungo da spiegare. Quando torno ne parliamo. Sono troppo confuso per ora”. Fabio. Un messaggio di Fabio alle due  di notte. Da Marsiglia. Per dirle che la stava lasciando. No, non poteva essere sveglia. Stavolta l’abat-jour era caduta davvero. Otto meno un quarto, dalla suocera. Abbracciò i bambini. «Mamma, mi fai male!». Si ritrasse di scatto. La suocera, la madre di suo marito, del padre dei suoi figli, li stava fissando. «Fabio è arrivato? Ieri sera mi ha detto che partiva. Un lavoro urgente, a Marsiglia». «Sì, maman. Non so quando torna». ”So che sai qualcosa e non me lo vuoi dire… Non mi fissare così, non li scanno mica i bambini… hai paura che li faccia a pezzi e li serva a Fabio e Martine in un bell’intingolo da nouvelle cousine? Fa molto saga degli Atridi, vero?”. Si ritoccò il trucco e cercò di fare scomparire le occhiaie da paura che la facevano sembrare veramente una Medea pre-infanticidio. A proposito, qual era la parola giusta? Matricidio e parricidio sono i delitti contro i genitori, ma come si chiama l’omicidio del frutto delle proprie viscere? Suicidio, non sarebbe altro che un suicidio… Era già tardi. Zaini merende bottigliette d’acqua. «Vite, vite, vite ! …», «Mamma, aspetta!». Salutò a malapena la suocera e corse in macchina. I bambini uscivano all’una e trentacinque. Aveva un’intera mattinata davanti. Chiamare Fabio? Martine? Telefoni staccati, al solito. Aveva provato tante di quelle volte che le stavano venendo i crampi alle dita. Alberto. Doveva parlare con Alberto. Martine gli aveva confessato tutto o gli aveva regalato – anche a lui –  un biglietto per Medea? Che bella scena. I due cornuti a rapporto sui rispettivi matrimoni finiti in pezzi. ”Sono a Marsiglia. Con Martine. Troppo lungo da spiegare. Quando torno ne parliamo. Sono troppo confuso per ora”. Il messaggio le ballava perennemente davanti agli occhi. Le vetrine non erano altro che i videowall che lo proiettavano implacabilmente. Non riconosceva più niente, tutto le era diventato di colpo estraneo. L’italiano che da dieci anni l’avvolgeva come l’atmosfera che respirava le dava improvvisamente il mal di testa, le strade, i monumenti, tutto stava diventando un’allucinazione da turisti troppo sollecitati da immagini estranee, volti nuovi, percorsi insoliti. Sindrome di Stendhal si chiamava? La colse un’irresistibile voglia di fumare. Da quando non fumava? Dai tempi dell’università, a Marsiglia. Fabio non fumava e lei aveva smesso. Per lui. Entrò in una tabaccheria, d’impulso. Panico. Non trovava le parole. Guardò alle spalle del tabaccaio. «Gauloises». Un «s’il vous plaît» sarebbe stato troppo fuori luogo. Pagò. All’improvviso si ricordò di non avere l’accendino. Da quanto non lo teneva più nella borsa, per ricordo? Glielo aveva regalato Pierre, il suo primo ragazzo… quante sigarette fumate a letto, a ridere dopo aver fatto l’amore? Pensare a Pierre non l’aiutava certo a trovare la parola che aveva perso… Il tabaccaio la guardava con aria interrogativa. «Altro?». Madeleine si limitò a scuotere il capo. Fece volteggiare un attimo l’indice, come a dire che voleva dare un’occhiata in giro. C’erano tanti giornali, le riviste occhieggiavano dagli espositori… prima o poi sarebbe entrato qualcuno che voleva un accendino, o… ”… des allumettes, allumettes ! … come cazzo si dice in italiano?”. Si pentì di essere entrata. Guardò tutti i giornali, sfogliò libri e riviste, con le orecchie a parabola. Sigarette, schedine del SuperEnalotto, caramelle, francobolli… nessuno che volesse des allumettes? Martine… in quel momento le avrebbe dato volentieri fuoco… era colpa sua se stava come una rincoglionita ad aspettare chi le suggerisse la parola giusta. Divorziare? Partire con i bambini? Fare un bel volo giù per le Latomie e farla finita con questo cazzo di vita finta, di vita straniera che le stava scappando dalle mani? Uno squillo due squilli. Il cellulare. Fabio? No, la scuola. ”Pas de panique, pas de panique … e se Fabio si fosse portato via…”. «Oui, c’est moi». Tutti i clienti della tabaccheria si voltarono. «Sua figlia ha mal di testa, signora. Penso che abbia qualche linea di febbre». Madeleine vacillò un istante. «Mamma, mi vieni a prendere? Non ti preoccupare, non sto male male, però mi fa male la testa…». «Attends moi, mon amour, j’arrive … maman arrive …». «Sai mamma?… abbiamo fatto un lavoretto bellissimo stamattina, tutto fatto di fiammiferi… indovina il mio cos’è?». «…». «Mamma, non lo sai?». Madeleine rise. «Allumettes, fiammiferi, fiammiferi!…». Lasciò le Gauloises sul banco del tabaccaio, uscì, sempre ridendo. «Me lo dici quando ti vengo a prendere, voglio che tu mi faccia una bella sorpresa, va bene? Arrivo, amore, chiudi». ”Allumettes, fiammiferi, fiammiferi!…”. Si concesse di piangere solo in macchina.  

Ed ecco la copertina del nuovo romanzo di Sergio Sozi…

Scanso ritardi, a partire dal 7 settembre in libreria, incluse quelle di Internet… e diciamo: finalmente “la copertina fu”! Che ne pensate?

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Finalmente fissata la data d’uscita ufficiale: il giorno 7 settembre! Il mio nuovo editore, la napoletana Bagari’, tramite il distributore Direct Book, presenta come segue il romanzo
(immagine di copertina impossibile da copiare qui, ohibo’!).

Distribuzione INTERSCIENZE
NARRATIVA
Editore: BAGARì
Pagine: 250
Prezzo: 15.00 €
Pubblicazione: 07/09/2019
ISBN: 9788894427233

ADESSO A ROMA PIOVE
di Sergio Sozi

“Adesso a Roma piove, storia d’amore e d’avventura, un thriller
fantascientifico che è anche la storia di due anime che si incontrano e si scontrano, fino a scoprire che è nella cura dell’altro che sta il vero senso della vita e dell’amore, anche se ti è piovuto dal cielo all’improvviso. È un romanzo in cui il protagonista-voce narrante è un letterato italianista
croato quarantenne, che racconta il modo incredibile in cui è rimasto ‘’incastrato’’ in Italia dieci anni prima, ossia nel 1998, assieme alla fidanzata, come lui croata ma filosofa. Le disavventure della coppia saranno forti e
condensabili tutte in un accadimento centrale. Che cambierà la vita ai due.
Un intreccio sorprendente, a tratti da mozzare il fiato, e una profonda vena poetica caratterizzano l’opera di Sozi, nostalgica ma proiettata al futuro, intima ma che parla della vita di tutti noi, che cambia irrimediabilmente, come Roma, come la pioggia che cade e non si lascia mai afferrare.”

Algra Editore e Sicilia Report

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Algra Editore nasce da un “sogno realizzato” Ne parliamo con il suo creatore Alfio Grasso

Riporto dal sito di Sicilia Report…

Algra Editore nasce da un “sogno realizzato” Ne parliamo con il suo creatore Alfio Grasso
Interrogato a proposito di ebook: Io sono un romantico nel senso più stretto del termine e per me il libro stampato è un cofanetto di sogni, emozioni, speranze…

Di Susanna Basile il 2 Ago, 2019

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Come nasce Algra Editore?

Algra Editore nasce da un sogno, il mio. Nell’ormai lontano 2000 mi affacciai per la prima volta nel mondo dell’editoria come autore, pubblicando il mio primo libro e realizzando quello che per me, allora ventenne, era il più grande desiderio. Cominciai ad approfondire la mia conoscenza di questo straordinario settore imprenditoriale e mi resi subito conto di quanto fosse affascinante. Compresi di avere un sogno ancora più grande, ossia quello di realizzare i sogni degli altri. Così, mentre ancora completavo gli studi, pur continuando a pubblicare i miei lavori, chiesi al mio editore di collaborare con lui. Cominciò in questo modo una lunga e importantissima gavetta che mi portò, non soltanto a lavorare a tempo pieno per la casa editrice, ma soprattutto a imparare l’importanza di ogni ruolo al suo interno. Poi, dopo tanti anni di lavoro presso l’editore, dove imparai letteralmente il mestiere, si fece forte in me il desiderio di muovere i miei primi passi da solo, di prendere le mie scelte, di correre i miei rischi, di avere una personale produzione alla quale dare un’impronta che fosse mia. Insomma, maturò in me il desiderio di avere un mio marchio editoriale. Così, nel giugno del 2013 mi licenziai e, immediatamente, fondai Algra Editore.

Qual è la sua mission e la sua vision?

L’editore è fondamentalmente un imprenditore che lavora nel campo della letteratura. Valuta le proposte che riceve e investe su quelle che reputa interessanti per il pubblico dei lettori. Tuttavia, il suo ruolo ha una fortissima impronta sociale che lo carica di una grande responsabilità. I libri, infatti, hanno un grande potere, cioè quello di sopravviverci, di rimanere per sempre. A volte si mantengono sempre attuali, altre vengono dimenticati per poi essere rivalutati o riscoperti dopo tanti anni, ma ci sono sempre e rimangono in eterno. Attraverso l’istruzione, e quindi la lettura, siamo stati in grado, nel corso dei secoli, di crescere come uomini, di conquistare le nostre libertà, di acquisire la consapevolezza dei nostri diritti e dei nostri doveri. Inoltre, un buon libro, che sia un saggio o un romanzo, è uno spaccato importante della realtà storica, culturale, politica del periodo in cui viene scritto. Molti degli usi, dei costumi, delle idee del passato li abbiamo appresi dalla nostra letteratura. Dunque, è vero che scrivere è un esercizio terapeutico che fa sicuramente bene a tutti, ma è altrettanto vero che la mission di ogni editore, certa…
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Alfio Grasso è l’editore del mio libro di cunti QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU edito da Algra Editore – ringrazio ancora tutta casa Algra per la fiducia, Orazio Caruso e Maria Rita Pennisi per la loro curatela, Sebastiano Burgaretta per la preziosa introduzione, Maria Francesca Di Natale e Alessio Grillo per i disegni e la copertina… e soprattutto Alfio per averci creduto, Alessandra e Rossella per il loro calore…

Vi offro qualche contributo sul libro…

PARABULA 

’Ngnonnu Cristu cu li soi cumpagni
si truvò a gghiri muntagni muntagni.
C’erunu petri tutt’ntornu a iddi,
accussì tanti quantu sunu ’i stiddi.
Cristu pigghiò ’na petra e s’’a carriau,
e ai so’ discipuli accussì parrau:
«figghioli mei, faciti comu a mia,
pigghiati ’na petra e facemu ’sta via.
Acchianamu poi supra ’dda muntagna,
p’arrivari ’nfinu a ’dda campagna».
l’apostuli erunu stranizzati,
ma vistu ca c’erunu abituati,
(sempri stranu era lu so’ parrari)
cci jeru appressu senza ciatiari.
Ma Petru, c’aveva sempri cchi ddiri,
cci rissi: «Signuri, ma unn’âm’a gghiri?
’Sti to’ paroli su’ daveru strani:
ma c’âm’a ffari cu ’sti mazzacani?».

«Petru, Petru, sempri tu ha’ prutistari?
fai comu l’autri e nun ti preoccupari.
Quannu poi arrivamu unn’âm’a gghiri
ti ricu chiddu ca tu vuoi sapiri».
Petru s’abbozza e va c’’e’ cumpagni,
c’appressu a Cristu scalaunu ’i muntagni.
Ma poi penza: “e ju chi sugnu fissa,
ca mi fazzu ’na gran chianata ’i chissa,
cu supra e’ spaddi ’nu gran cuticchiuni,
ca paru ’n mulu c’acchiana ’n vadduni?
’Na pitrùddula è megghiu ca mi pigghiu.
Nostru Signuri di Diu è lu figghiu,
e ju criru e’ paroli r’’a so’ ucca,
ma nun sacciu ’stu sceccu unni si cucca”.
Petru, cuntentu p’’a bedda pinzata,
cogghi ’na petra e cumincia ’a chianata.
e’ so’ cumpagni ci trimàunu l’anchi,
e arrivaru ’nt’’a cima ciunchi e stanchi.
Petru, ca si crirìa cchiù furbu ’i riddi,
arrivò satannu comu l’ariddi.

Supra lu monti c’era ’n praticeddu,
unni s’assittò ’u Signuruzzu beddu.
«figghioli mei, ora n’arripusamu:
mittiti cca ’i petri e poi manciamu».
«uora, Maistru, chi n’âm’a manciari?
’Sti petri ni facisti carriari».
«uomini senza fidi, chi pinzati?
Cririti a mia e uora taliati».
Tempu nenti, ’nta li so’ mani,
tutti li petri addivintaru pani.
Cu avia pigghiatu li cuticchiuni,
li scanciò cu granni filuni,
cu si caricò petri pisanti,
jappi cuccirati e panini abbunnanti.
Petru ammeci, cu ’dda petra nnica,
si varagnò sulu… ’na muddica.
Tutti arristaru senza riri nenti,
ma poi manciaru, tutti cuntenti.
Ammeci Petru stava mutu mutu,
tuttu affruntatu e cunfunnutu.

Allura ’u Signuri cu la so’ vuci,
accussì putenti ma tantu duci,
ci rissi a tutti ’i cumpagni:
«Cu havi fidi smovi li muntagni!
Cu porta ’a so’ cruci cu pazienza,
ju ci rugnu ’na gran ricumpenza,
cu soffri cu speranza e amuri
ju lu cunzolu di tutti li duluri.
Tu, Petru, ca ti st’ammucciannu,
a ’st’ura stassutu manciannu,
ma si’ piddunatu, veni ni mia,
ca pani cci nn’è macari pi ttia».
’u capìsturu chi vuleva riri?
biatu è chiddu ca criri!

Grazie a Santo Privitera de LA SICILIA per la recensione uscita sulla pagina della Cultura giovedì 29 settembre 2016…

Dopo la splendida esperienza di Save the Beauty, dopo l’accoglienza degli amici floridiani, sono stata ancora in giro a portare il mio libro di cunti QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU (Algra editore)… sono stata ospite del 36simo convegno regionale del MASCI Sicilia presso il Santuario di Maria Santissima Scala del Paradiso a Noto (SR). A proposito, questo era un luogo carissimo alla protagonista del mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa Caruso. Ringrazio dell’invito l’amico Carmelo Maiorca.

… nella categoria Libri editi di poesia, QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU ha ricevuto una segnalazione di merito al Premio Letterario Il Convivio 2016 – Premio Poesia, Prosa e Arti Figurative e Premio teatrale “Angelo Musco”!

La cerimonia di premiazione si è tenuta nella splendida Giardini Naxos! Ringrazio ancora Carmela Tuccari e il Presidente del premio Angelo Manitta…

 

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Il 2 luglio 2014 è stata pubblicata la raccolta di “cunti” in dialetto siciliano “Quannu ‘u Signuri piassava p’ ’o munnu”, con prefazione di Sebastiano Burgaretta, immagini di Alessio Grillo e Maria Francesca Di Natale, per i tipi di Algra Editore (collana “Fiori blu”, diretta da Maria Rita Pennisi e Orazio Caruso), oggetto di un reading presso l’aula consiliare del comune di Solarino il 28 luglio 2014 nell’ambito della mostra “È… vento d’arte” e in occasione del tour della stessa mostra il 5 settembre 2014 l’autrice ha tenuto un nuovo reading presso il Parco culturale “Lucia Migliaccio” di Floridia (SR).

Il 24 settembre 2014 il libro è stato presentato ufficialmente presso la Feltrinelli di Catania dai relatori Sebastiano Burgaretta, poeta ed etnologo, che ne ha curato anche la prefazione, e Orazio Caruso, docente, scrittore, organizzatore culturale, curatore insieme a Maria Rita Pennisi della collana “Fiori Blu” di Algra editore.

Il 27 settembre, presso il MOON di Siracusa, insieme ai poeti e performer Patti Trimble – che ha presentato il lavoro realizzato con Ramzi Harrabi –, Chris Iemulo, Mounir Ben Younes, il libro è stato protagonista del reading “100 Thousand Poets for Change”.

Il 26 ottobre “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato presentato presso il Centro studi di tradizioni popolari “Turiddu Bella” di Siracusa da Maria Bella e Sebastiano Burgaretta (letture curate dall’autrice insieme a Dominella Santoro), mentre il 12 novembre è stato presentato dalla stessa autrice presso la biblioteca del Liceo Corbino-Gargallo di Siracusa.

Il 27 dicembre presso la Casa del Libro Rosario Mascali di Marilia Di Giovanni l’autrice ha presentato “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” insieme ad Alfio Grasso. Il volume è stato presentato nuovamente ad Aci Bonaccorsi (CT) presso la Cantina Bonaccorsi insieme al frontman degli Archinuè il 4 gennaio 2015, in occasione delle serate del ciclo delle Domeniche in Cantina, insieme agli Archinuè e al pittore Ezio Fichera.

Il 17 gennaio l’autrice ha presentato il libro assieme a Maria Rita Pennisi presso la Sala Scacchiera del Resort San Biagio ad Acireale, ospite della FIDAPA di Acireale e di BPW Italy, esibendosi anche come cantante eseguendo tre pezzi in dialetto siciliano accompagnata dalla presidente dell’associazione, Vera Pulvirenti.

Il 20 gennaio l’autrice è stata intervistata da Paola Parisi presso gli studi di Auchan – Porte di Catania per il programma “Buoni o cattivi”, trasmesso da Antenna One.

Il 2 marzo, in occasione della manifestazione “Volontariato in… scena” organizzata dalla Rete del volontariato di Catania e dall’Assessorato al Welfare e condotta dall’attrice Egle Doria, l’autrice è stata ospite dell’associazione Tiresia interpretando due cunti da “Quannu ‘u Signuri passava p’’o munnu” presso il Teatro Stabile di Catania – Teatro Verga.

Il 31 marzo il libro è stato ospite degli studi di ZERONOVE TVin occasione della registrazione della settima puntata del format BUC, una trasmissione sui libri condotta dalla scrittrice Simona Lo Iacono.

Il 9 aprile alle 21.30 e l’11 aprile alle 15.30 è andata in onda l’intervista realizzata da Paola Parisi su “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” per TeleOne e Trs (canale 19 del digitale terrestre). Presentatori Giovanni Nicastro e Luca Seminara.

Il 25 aprile “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato presentato al Siracusa Book Festival, il 10 giugno alla Galleria Roma di Siracusa per la rassegna “Cibo & Arte”, il 13 giugno e il 13 luglio al Caffè letterario fridericiano a Rosolini.

Il 17 luglio l’autrice è stata ospite de “I venerdì dell’anima” della Casa del Libro Rosario Mascali e ha letto i suoi cunti in dialetto accompagnata dal maestro Valerio Massaro alla chitarra.

Il 30 agosto, presso Palazzo Barbagallo a Nicolosi (CT), l’autrice è stata tra gli autori della Notte bianca di Algra editore, evento condotto da Antonella Guglielmino e patrocinato dal Comune di Nicolosi.

Il 18, 19 e 20 settembre l’autrice ha preso parte al Catania Book Festival presso il Cortile Platamone.

Il 19 marzo l’autrice è stata protagonista insieme a Donatella Motta di un recital poetico-musicale presso l’AFAM (Associazione Amici della Musica di Floridia), ospite della FIDAPA di Floridia (SR); durante la serata ha declamato alcuni passi del volume di cunti.

Il 20 marzo, in occasione dell’inaugurazione della mostra “’A via dulurusa”, l’autrice ha letto alcuni brani dalla sua raccolta di cunti “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu”.

Il 24 aprile “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato ospite di “Save the Beauty”, manifestazione a carattere nazionale, presso il Cortile Verga a Siracusa , in occasione della serata “Sapori letterari”.

Il 3 e il 5 maggio l’autrice – anche in veste di performer – è stata ospite a Floridia in occasione dei festeggiamenti per l’Ascensione (al “Chianu ‘i Masciu Vartulu” e presso il Museo etnografico dedicato a Nunzio Bruno).

Il 9 ottobre l’autrice ha letto uno dei suoi cunti in occasione del Convegno regionale del MASCI Sicilia presso il Santuario di Maria Santissima Scala del Paradiso a Noto (SR).

Nella categoria Libri editi di poesia, QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU ha ricevuto una segnalazione di merito al Premio Letterario Il Convivio 2016 – Premio Poesia, Prosa e Arti Figurative e Premio teatrale “Angelo Musco”.

La cerimonia di premiazione si è tenuta nella splendida Giardini Naxos domenica 30 ottobre. 

Il 18 novembre ha registrato la quinta puntata della trasmissione di Telecittà (ch 654) “Libri in città”, dedicata ai libri e agli autori siracusani e non, condotta da Claudia De Luca e dal professor Luigi Amato.

 

Copertina Riccioli

 

Vi ripropongo l’intervista di Infinity agency (grazie a Marla Lombardo e Garjan Atwood)

e poi vi posto dell’altro materiale…

 

 

 

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QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU è il mio libro di cunti in dialetto siciliano, uscito nel 2014 e protagonista di tanti incontri…

Ecco la prefazione, dono dell’amico poeta, etnologo e saggista Sebastiano Burgaretta:

Aria fresca, che pure sa d’antico e che d’antico serba la fragranza, è quella che si respira e si gusta leggendo questi racconti in versi di Maria Lucia Riccioli, la quale in essi si rivela narratrice, anzi poetica raccontatrice, d’antico stampo popolare, quasi una specie di contastorie in proprio, aggiornata cioè al tempo d’oggi e quindi libera nel piegare il ricco patrimonio lessicale siciliano all’esigenza della comunicazione che la vita attuale impone (Sebastiano Burgaretta).

https://luisellapacco.wordpress.com/2014/08/28/quannu-u-signuri-passava-p-o-munnu-di-maria-lucia-riccioli/ (la splendida recensione di Luisella Pacco)

http://www.cataniapubblica.tv/buc-quannu-u-signuri-passava-po-munnu/ (la puntata di BUC in cui sono stata intervistata sul libro)

http://www.nuovosud.it/24242-cultura-siracusa/quannu-%E2%80%98u-signuri-passava-p%E2%80%99%E2%80%99o-munnu-presentato-siracusa-il-libro-di-maria (la recensione di Anna Di Carlo su NuovoSud)

https://cstbcentro.wordpress.com/2014/10/28/quannu-u-signuri-passava-p-u-munnu/ (io e il CSTB, Centro Studi di Tradizioni Popolari Turiddu Bella)

http://www.lacivettapress.it/online/index.php?option=com_content&view=article&id=258:libro-in-dialetto-della-poetessa-riccioli-storie-in-endecasillabi-a-rima-baciata&catid=17:cultura&Itemid=121 (La Civetta di Minerva)

http://www.reteregione.it/si-cunta-sarraccunta/ (su Reteregione, scritto da Lucia Corsale)

 Il booktrailer…

Alcuni miei scritti sono confluiti in varie antologie edite da Algra Editore… in primis NOI SIAMO DESDEMONA, curata da Maria Rita Pennisi, che mi ha voluta insieme alle voci di scrittrici siciliane e non per dire NO alla violenza sulle donne.

L’antologia Noi siamo Desdemona è nata da un’idea di Maria Rita Pennisi. I dolorosi fatti di cronaca degli ultimi anni hanno messo in luce una realtà terribile in cui alcuni uomini, non accettando l’abbandono da parte delle donne o il loro desiderio di emancipazione, ne rivendicano il possesso attraverso la violenza o addirittura l’omicidio, negando a se stessi e alle loro vittime la possibilità di un’esistenza serena. I racconti trattano questa tematica e la sofferenza di una società in crisi di transizione.

Racconti di Maria Attanasio, Angela Bonanno, Marinella Fiume, Lia Levi, Simona Lo Iacono, Mavie Parisi, Anna Pavone, Maria Rita Pennisi, Tea Ranno, Maria Lucia Riccioli, Maria Grazia Sclafani, Elvira Seminara.

Booktrailer

Maria Rita Pennisi è nata a Catania e vive ad Aci Bonaccorsi. Dal 1986 insegna Lettere presso gli istituti di istruzione superiore di secondo grado. Scrittrice e poetessa, ha pubblicato su diverse antologie e riviste letterarie. È promotrice di incontri culturali e da alcuni anni, insieme a Orazio Caruso, dirige il festival di poesia “Poet(n)@” e quello di narrativa “Narrazioni di settembre”. Per la nostra casa editrice è direttore della collana “Fiori blu” e redattrice della rivista letteraria “Anthos”.

Donne Città Visione – foto e video!

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Un bellissimo video sull’esperienza di giorno 30…

https://www.facebook.com/events/2409807562586278/

Donne-Città-Visione
Verso il Festival dell’Educazione 2019

“Pensare con il Cuore
ed Emozionasi con la Mente”
( Antonio Calbi, INDA)

Creare una rete di donne che nutrono una visione di “Città Educativa” per condividere percorsi, connessioni virtuose per nuove progettualità comuni.
Siracusa Città Educativa invita la S.V. a partecipare ai tavoli tematici finalizzati a favorire la conoscenza reciproca, lo scambio di informazioni ed esperienze, il coinvolgimento della società civile nella progettazione di strategie condivise e dei risultati da raggiungere per lo sviluppo di una Città Educativa.

Assessorato Politiche Giovanili e per l’Infanzia
Assessorato Politiche Educative

Percorsi da condividere che portino ad obiettivi importanti con azioni in linea all’’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile.
https://asvis.it/agenda-2030/#
http://asvis.it/public/asvis/files/Agenda_2030_ITA_UNRIC.pdf

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Sono stata invitata a presenziare e magari a dare il mio umile contributo alla discussione…

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Ecco una foto di Francesca Mignemi… sono stata felice di essere al tavolo di lavoro insieme a lei, Anna Di Paola, Paola Cappè… e di aver incontrato tante donne entusiaste capaci desiderose di mettersi in gioco…

Grazie a Prospero Dente per la sua preziosa collaborazione,Elisabetta Tagliamonte per la colonna sonora, e a Salvatore Randazzo, uomo sensibile e poeta.

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La poesia di Abdou Mbacke Diouf è meravigliosa…

“Donne Città Visione” verso il#FestivalEducazione2019
#30Luglio2019Questa l’ articolazione dei tavoli e dei rispettivi contenuti, i tavoli sono stati cinque come i temi già identificati nell’Agenda 2030,
i 17 obbiettivi da raggiungere sono stati distribuiti per affinita’ di argomento: 
PERSONE : Istruzione di qualita’, Parita’ di genere, Salute e benessere.
COLLABORAZIONE: citta’ e comunita’ sostenibili, consumo e produzione responsabili, partnership, Lavoro dignitoso e crescita economica.
PACE: ridurre le disuguaglianze, pace giustizia e istituzioni, sconfiggere la fame.
PROSPERITA’: sconfiggere la poverta’, imprese innovazionee infrastrutture, energia pulita e sostenibile, cultura e territorio..
PIANETA: Vita terra, vita mare, acqua pulita, Lotta contro il cambiamento climatico.
#DonneCittàVisione
#Agenda2030
#Persone#Pianeta#Prosperità#Pace#Collaborazione

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Grazie a Salvatore Antoci per le foto…

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https://www.facebook.com/search/top/?q=donne%20citt%C3%A0%20visione%20verso%20il%20festival%20dell%27educazione%202019&epa=SEARCH_BOX

 

L’Urban center di Siracusa mi ha ospitata diverse volte, non ultima proprio per Siracusa città educativa… ecco del materiale in proposito.

https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.siracusandonews.it%2F2019%2F06%2F02%2Fmartedi-4-giugno-allurban-center-di-siracusa-i-bambini-della-2a-e-2b-della-scuola-primaria-del-14-i-c-k-wojtyla-presentano-lo-spettacolo-teatrale-giallo-ebello%2F%3Ffbclid%3DIwAR3ta_JRv1KRnnz6HtKMoU5WAb7tqsGQqpDf0K0quplygOpzrupGf2lsBOs&h=AT1XzAjw3OrC8Y811V3P8IKBAwg9wkPs9kd094IM8UrEPAd-tjOw4bzj183tpfaIFh_pU4nQoE5rdDU9UbW1bNpUjMEBmr0VC9ot9Sqha98rJslRP95vYHa7kH_Ahaoiw7EY_X4iimScxv_F0GgZNUB0kp6npjkPFG4DPnju70gWAdvAsCYUlmhYHAegjeFa6dN_PM38RndqzAYtEIpRbqLqXUwyu6Dzve-69Pebz-Xjl9NRQeYHKbY6HaTGOCFiF6Sc9nadqsvTEdyWPlLf78rjFN1QPkRNaj5-ywmTwxzD0L_AJnKv1wEDJe1jmPj4LozrvIt4FMC38Ae8AbCzC2aG8pknRJM-c8E98W1Jc96WrV7hgchnXJDc_FgBgFelhIukNjzxgV5fUqh6wVcRkxISmDF3YNT0g6QUyvu9Zcb9D3zq2vuHS1nXDjKwJkbTNqzZxKxS_5-V7oqYdDB2iNL4jNsxkSNBZugu7MaEGWw8lWGMfSHX03Dkliz69XxaAWI6EN9c4KPfgCpf3Tell1byQymOnazxapHkMrG19e625sB4J9_Da-g9HZ3O_1ONk8zbgc2BGFU45COk-Z-UWKNaPDGRPCdtngZNdmK0J9yOT9zc_TcQzV6nYqfF

Ecco la locandina e un articolo sullo spettacolo teatrale tratto dal mio libro LA BANANOTTERA, rappresentato proprio all’Urban center…

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Sulle orme dell’indimenticato Pino Pennisi…

Ringrazio Rossana Geraci, Tanina Zito e tutti gli amici e volontari di Siracusa città educativa e di Nati per leggere, oltre naturalmente alla dottoressa Paola Cappè per aver permesso alla mia bananottera gialla di varcare la soglia di un museo che amo…

Tra i libri letti, proprio LA BANANOTTERA!

Promozione della lettura precoce con bambini d 3 a 6 anni, punto informativo programma Nati per Leggere, affinché i genitori lo ripropongano ai loro figli a casa

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Momento bananottera al Museo Bellomo…

#seedforculture
#digitalinvasion
#classicinvasion
#invadiamoilpolo
#labananottera
#natiperleggere

L’indimenticabile serata a Castello Maniace… C’era un mare da favola…

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UN TUFFO CON LA BANANOTTERA!

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UN TUFFO CON LA BANANOTTERA!

UN TUFFO CON LA BANANOTTERA!

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UN TUFFO CON LA BANANOTTERA!

Le belle storie sono sempre utili ad insegnare ai più piccoli valori importanti con divertimento e semplicità. Cosa c’è di meglio di un libro illustrato per parlare del mare, della sua biodiversità e del rispetto di tutte le creature?! Possiamo farlo con il libro “La Bananottera”, edizioni Verba Volant, dell’autrice Maria Lucia Riccioli e con le illustrazioni di Monica Saladino.

Nana è una balenottera gialla, perché nata in una notte di luna piena. Le altre creature del mare non la tengono in gran considerazione, fino a che, con molto coraggio, Nana salva il mare da un gravissimo pericolo.

La storia di Nana è avventurosa e dolcissima, e insegna a tutti a rispettare l’ambiente e la diversità. Alla fine della storia infatti c’è un decalogo che illustra proprio i comportamenti corretti da tenere al mare e le tante specie di creature marine.

La compagna di giochi dell’estate dei tuoi bimbi è gialla come una banana e dolcissima, piena di coraggio e di amore per il mare.

https://www.ilcentesimo.com/news/category/leggi-guarda-ascolta/

Per me è stata davvero una piacevole sorpresa… scoprire che il sito di una catena di supermercati dedichi un articolo al tuo libro fa un certo effetto.

Ringrazio IL CENTESIMO, che tra i libri consigliati cita Margherita Hack, quindi Nana è in ottima compagnia!

Ecco altro materiale su questo libro lieve e felice.

Scrivo questo post dopo aver fatto un po’ sedimentare le emozioni…

Già a Città Giardino la mia bananottera aveva preso vita grazie ai bambini e alle loro docenti… e giorno 4 giugno 2019 la magia si è ripetuta all’Urban center di Siracusa, che emozione!

Mi sono commossa nel vedere vivere sulla scena i personaggi della mia fantasia, ascoltando le battute che avevo immaginato per loro…

Grazie infinite per questa esperienza di bellezza.

Prove in corso…

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Bimbi e genitori…

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The stage!

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Tutti sul palco!

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La città di fronte al mare…

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La #bananave che può diventare bananiera – che preferiamo – o baleniera…

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Stelle e conchiglie…

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Nana!

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Zefirino Millemari e suo padre Remo…

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Nana e la tartaruga marina…

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Gli scienziati…

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Mantelli e mare…

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Giorno 4 LA BANANOTTERA è tornata presso il XIV Istituto comprensivo statale KAROL WOJTYLA di Siracusa per un appuntamento particolare…

http://www.siracusandonews.it/2019/06/02/martedi-4-giugno-allurban-center-di-siracusa-i-bambini-della-2a-e-2b-della-scuola-primaria-del-14-i-c-k-wojtyla-presentano-lo-spettacolo-teatrale-giallo-ebello/?fbclid=IwAR162v4RHc-kF7RIHPKJF7zDDJRSztRzreSEAQtkQ-ee7PwAgniTavbPrSw (grazie a Siracusandonews)

Martedì 4 Giugno all’Urban Center di Siracusa, i bambini della 2A e 2B della scuola primaria del 14° I.C. k. Wojtyla presentano lo spettacolo teatrale “Giallo è…Bello” tratto dal libro La Bananottera di M. L. Riccioli.

A completamento del un progetto di legalità “Un mondo da…amare” che ha visto gli alunni delle classi 2A e 2B della scuola primaria del 14° I.C. K.Wojtyla impegnati nello studio degli ambienti che li circondano e nel comprendere come il loro rispetto significa salvare il mondo in cui vivono, martedì 4 giugno sarà presentato uno spettacolo teatrale presso i locali dell’Urban Center di Siracusa. Lo spettacolo “Giallo è…..bello ” è tratto dal libro La Bananottera di M. L. Riccioli. Gli alunni con pensiero critico, letto il testo sotto la guida della dott.ssa M. Figura e delle insegnanti di classe hanno dato vita a questa rappresentazione teatrale. Non è mancata la collaborazione con L’ INDA grazie all’attrice G. Valentini. Durante il percorso progettuale i bambini sono stati accompagnati dalle loro docenti a visitare luoghi del territorio circostante, quali il vivaio comunale, la riserva naturale del Plemmirio, la capitaneria di porto, un’azienda agrituristica, e l’ associazione ENPA e giocato con alcuni cani amici dell’uomo che salvano la vita. Un plauso alla dirigente G. Garrasi per aver dato alle docenti la possibilità di sviluppare tale percorso.

A. Valenti

Martedì 4 giugno, presso l’URBAN CENTER di Siracusa, le classi II A e II B, in collaborazione con la Biblioteca comunale di Siracusa, metteranno in scena lo spettacolo teatrale “Giallo è… bello”.

Dopo la locandina, la brochure…

Grazie alla dirigente scolastica dott.ssa G. Garrasi, alle meravigliose colleghe Antonella Palino, Rita Marino, Viviana Moscatello, Tina Sitera e naturalmente Marilina Figura e all’attrice Giulia Valentini!

Ripropongo le foto dell’incontro a scuola… il progetto si è articolato durante l’anno scolastico e mi ha vista coinvolta per quanto riguarda l’incontro con l’autore…

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Bananas and whales…

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Autografi…

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Book and banana…

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Nana sarà a Palermo…

Buongiorno! Fin dal primo anno della manifestazione partecipiamo a Una marina di libri, a Palermo. Ci saremo anche quest’anno. Per trovarci dovrete camminare un po’ purtroppo ma vi aspettiamo con tutti i nostri libri e le novità! Stand 89, oltre lo stagno delle ninfee… — con Fabio CasanoClaudia CasanoFrancesca Fiandaca e Una marina di libri

Nell’ambito del progetto lettura svolto in collaborazione con la biblioteca comunale le classi II A e II B dell’Istituto comprensivo “Wojtyla” hanno avuto il piacere di incontrare Maria Lucia Riccioli autrice del libro ‘La bananottera’ , libro oggetto del percorso di lettura.All’incontro ha partecipato anche Fausta Di Falco per Verbavolant edizioni. I bambini si sono dimostrati molto interessati ponendo un ‘infinità di domande a entrambe.

… foto dell’incontro con la scrittrice del libro “La Bananottera”, Maria Lucia Riccioli.
I bambini, molto curiosi, hanno rivolto tantissime domande all’autrice del libro che li ha entusiasmati.

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Io e Marilina Figura…

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Il decalogo di Legambiente… in rima!

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La mia dolce bananottera gialla Nana nuota ancora tantissimo: domenica l’abbiamo avvistata al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, mentre lunedì 18 è stata ospite del XIV Istituto comprensivo di Siracusa dedicato a Karol Wojtyla… nel plesso staccato di Via Torino.

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L’11 maggio è stata pubblicata per i tipi di VerbaVolant edizioni la fiaba “La bananottera” (con illustrazioni di Monica Saladino), presentata in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino il 17 maggio presso il Bookstock Village al Laboratorio Scienza e Saperi, con lettura animata e laboratorio per i bambini.

La fiaba è stata poi presentata a Palermo presso la Libreria Un mare di libri, a Siracusa presso la Casa del Libro Rosario Mascali il 30 maggio, alla fiera “Una marina di libri” di Palermo il 5 e 6 giugno (presentazione e laboratorio), il 14 giugno a Ragusa (A tutto volume) con un laboratorio, il 20 giugno presso la Libreria dei Ragazzi di Siracusa con una labomerenda.

Il 28 agosto, presso la spiaggetta del Castello Maniace (che fa parte dell’area marina protetta del Plemmirio di Siracusa), la fiaba è stata ospite di “C’era un mare da favola…”.

Il 13 settembre è stata tenuta una lettura de “La bananottera” in Piazza Leonardo da Vinci a Siracusa nell’ambito della manifestazione “Il risveglio di Siracusa” organizzata da “Archimede in movimento”.

Il 18, 19 e 20 settembre la fiaba ha preso parte al Catania Book Festival presso il Cortile Platamone; il 3 ottobre, “La bananottera”, è stata ospite della manifestazione “Il mare al museo” presso il Museo del mare di Siracusa, mentre a Palermo la fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso “È Bio”.

Il 25 ottobre “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant in mostra al Book b@ng di Messina, dove è stato tenuto anche un laboratorio creativo presso la Biblioteca “Fata Morgana”; nello stesso giorno la fiaba è stata presentata presso La Città del Sole a Palermo, mentre il 31 ottobre è stata presentata a Ragusa presso “Le Fate”; il 15 novembre è stata ospite della nuova edizione di “Archimede in movimento”, mentre il 6 dicembre è stata protagonista di un laboratorio presso la Fiera della piccola e media editoria “Più Libri – Più Liberi” tenutasi a Roma presso il Palazzo delle Esposizioni; il 13 dicembre è stata ospite della Fiera “Arriva Santa Lucia” presso il Centro “Pio La Torre” di Siracusa, mentre il libro è stato oggetto di un laboratorio con l’illustratrice dal 18 al 20 a Palermo presso Palazzo Asmundo in occasione di “Jingle books”.

Il 20 febbraio 2016 “La bananottera” è stata ospite – con un laboratorio dedicato – di BUKids, la sezione di BUK Modena dedicata alla letteratura per bambini e ragazzi, mentre il 25 febbraio presso l’associazione culturale Alimede è stata protagonista di una labomerenda.

Dal 18 al 20 marzo la fiaba è stata ospite presso il Palazzo del ghiaccio di Milano in occasione di “Bellissima fiera”.

Il 3 aprile la fiaba è stata ospitata alla IV edizione di “Archimede in movimento” presso la piazza Cesare Battisti di Siracusa, come pure in occasione dell’edizione speciale sul referendum riguardante le trivellazioni.

Il 23 e il 30 aprile “La bananottera” ha partecipato all’iniziativa benefica “Il Cestino dei Libri”, patrocinata dal BUK Modena e organizzata da La biblioteca del gufo e Casa Mazzolini per La Casa di Fausta e i suoi ospiti in occasione della Giornata mondiale del Libro, della Cultura e del Diritto d’autore, mentre a giugno è stata ospite della settima edizione di “Una marina di libri” presso l’Orto botanico di Palermo.

L’11 giugno la fiaba è stata ospitata presso l’Asilo nido comunale “Santa Maria Goretti” di Canicattini Bagni (SR), in occasione della festa finale del progetto “Nati per leggere”, a cura di Paola Cappè.

“La bananottera” è tra i libri “Scelti per voi” dallo staff de La Feltrinelli – Catania.

Il 24 ottobre, in occasione della campagna nazionale “Libriamoci” l’autrice de “La bananottera” è stata ospite insieme all’editrice Fausta Di Falco dell’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi” di Lentini (SR).

Il 18 novembre l’autrice ha registrato la quinta puntata della trasmissione di Telecittà (ch 654) “Libri in città”, dedicata ai libri e agli autori siracusani e non, condotta da Claudia De Luca e dal professor Luigi Amato.

Il 27 dicembre l’autrice ha premiato l’editrice Fausta Di Falco per la sezione editoria nell’ambito della prima edizione del premio intitolato al giornalista Dino Cartia (organizzato dal CAS, Comitato Attivisti Siracusani e patrocinato dal Comune di Siracusa) presso il Palazzo Vermexio di Siracusa.

Il 3 aprile la fiaba “La bananottera” è stata ospite della scuola “Pascoli-Crispi” per un incontro con l’autore, nell’ambito dei progetti didattico-educativi di VerbaVolant edizioni e in collaborazione con la libreria Bonazinga; l’8 maggio gli alunni dell’Istituto comprensivo statale di Francavilla (SR) hanno realizzato uno spettacolo, lapbook e lavori multimediali su “La bananottera”. Il 16 maggio 2017 “La bananottera” è stata protagonista di un laboratorio artistico con l’illustratrice Monica Saladino presso la II B del I Istituto comprensivo “Trieste” di Palermo; con la casa editrice VerbaVolant edizione il libro è stato ospite di #SalTo30 e, a Modica, della fiera “ForteLibro”, mentre dal’8 all’11 giugno è stato presente all’edizione 2017 di “Una marina di libri” a Palermo e a fine giugno a TaoBuk, successivamente al NininFestival di Bogliasco (GE), oltre che a Libri d’aMare a Puntasecca, nei luoghi del commissario Montalbano.

Il 5 dicembre, nell’ambito della rubrica “Consigli del libraio” della trasmissione “Ciao Gender” (Realpan Tv, Radio 3 network, Play dj, prima stagione, puntata 22), Alfredo Polizzano della Libreria Fenice di Catania ha proposto il libro per “piccoli e grandi lettori” da “regalare a chi si vuole bene”.

Oltre alle fiere e ai festival, tra cui Libridamare a Bisceglie nell’agosto 2018 o la sagra del miele di Sortino (SR), il BookPride di Genova, il Sabir Fest e altri appuntamenti, continua il viaggio del libro presso le scuole: il 18 dicembre 2017 l’autrice è stata ospite della IV BS del Liceo Corbino di Siracusa per il progetto di alternanza scuola-lavoro “Una biblioteca può cambiare un quartiere”.

Nel marzo 2018 La psicologa Eleonora Mangano ha utilizzato il libro per un laboratorio nella classe II A dell’Istituto comprensivo “Torrenova”.

Il 14 aprile “La bananottera” è stata protagonista di una labomerenda presso la Libreria Diana di Siracusa. Dal 23 al 25 aprile, in occasione dell’Earth Day, “La bananottera” è stata tra i libri proposti a Cefalù e continua ad essere tra i libri VerbaVolant presentati in occasione di fiere e festival dedicati. Il 21 agosto 2018 il libro è stato ospite della Biblioteca comunale di Canicattini Bagni (SR) presso il BiblioHUB recentemente inaugurato, nell’ambito dell’iniziativa “Lettori si cresce: tante storie per un’estate da leggere”.

In occasione di “Libriamoci a scuola 2018” il libro è stato ospite del XIV Istituto comprensivo di Siracusa e del IV Istituto comprensivo “G. Marconi” di Lentini (SR) giorno 23 ottobre, a cura della lettrice Viviana Giubilo che ha incontrato le classi quarte della scuola, mentre il 29 ottobre 2018 “La bananottera” è stata ospite del XII Istituto comprensivo di Belvedere (SR), plesso di Città Giardino, per un incontro con le classi terze. Il 13 novembre la fiaba è stata rappresentata dalla III D dello stesso Istituto. Il 17 e 18 novembre la fiaba è stata ospite insieme agli altri libri Verbavolant edizioni al Pop Up Market Festival di Catania, a dicembre è stata ospite di “Più Libri Più Liberi” a Roma. Il 12 gennaio la fiaba è stata protagonista di una lettura con laboratorio creativo presso la sede di Siracusa (dedicata a Paolo Mario Sipala) della Società Dante Alighieri. Il 26 gennaio la fiaba è stata protagonista di una lettura-laboratorio curata da Simona Ruvolo presso la Libreria L’Incanta Storie di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).

Il 17 marzo, presso il Bookshop del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, a cura di Dracma – Circulating culture, nell’ambito del Pomeriggio Bimbi in concomitanza con la stagione di prosa e musica del Teatro, la fiaba è stata protagonista grazie sempre a Simona Ruvolo di una lettura animata con laboratorio creativo sul valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.

Il 30 e 31 marzo “La bananottera” è stata presente al Pop Up Market Festival di Catania.

Il 14 aprile, grazie all’attrice e drammaturga Beatrice Vollaro e a LAB.ù, la fiaba è stata protagonista di “Una valigia di sogni” presso la Montagnola di Bologna. Dal 26 al 29 aprile la fiaba è stata presente insieme agli altri libri VerbaVolant edizioni a Palermo per La Città dei Saperi – La Via dei Librai 2019 e durante il primo fine settimana di maggio presso gli stand del Lungomare Fest a Catania; insieme agli altri libri VerbaVolant edizioni “La bananottera” è stata al Salone del Libro di Torino e sarà presente alle altre manifestazioni legate ai libri programmate per l’estate come “Floridia in biblioteca – Libri in piazza” (1 giugno) e “Una marina di libri” o la Regata velica di Augusta (SR).

   Ha svolto alcuni incontri con le scuole in occasione del Maggio dei Libri: il 6 e il 20 maggio a Caltagirone (CT) presso la Biblioteca comunale “Emanuele Taranto” e l’Istituto “Alessio Narbone” e il 13 maggio a Lentini (SR) presso l’Istituto comprensivo “G. Marconi”.

   Il 4 giugno “La bananottera” è stata rappresentata presso l’Urban Center di Siracusa (ex sala Salvo Randone) nello spettacolo dal titolo “Giallo è… bello” a conclusione del progetto “Un mondo… da aMARE” promosso dal XIV Istituto comprensivo “Karol Wojtyla” e dalla Biblioteca comunale di Siracusa.

 

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Le bellissime parole di Gladys Sanfilippo…

Gladys Sanfilippo Graziee Mariaa! …questo e’ uno dei Ricordi piu’ Belli che ho del mio Lavoro ,di Palermo e delle Persone che mi hanno Aiutato a Realizzarlo e con le quali ho collaborato con Gioia nel Cuore😊mi sono Divertita Tantissimo quel Giornooo!…e di recente ho ritrovato alcuni post dove chiedevo le formine di Balena per i biscotti!!!nessuno le aveva…ho dovuto arrangiarmi!😁😁😁ed e’ nata Nana ed una Linea intera di Biscottini realizzati con formine fatte a Mano!😊Incredibileee! 😊

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I #banabiscotti!

https://video.corriere.it/california-soffio-balena-arcobaleno/528d1020-2a16-11e5-b455-a2526e9b2de2

Papa Francesco e il suo tweet del 5 giugno…

Oggi, con gratitudine a Dio, ricordiamo che il nostro corpo contiene gli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.

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VerbaVolant edizioni a Palermo per UNA MARINA DI LIBRI…

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Buongiorno da Ragusa! Eccoci a @leformichestore dove i nostri libri sono coccolati e disposti in pole position! Grazie ragazze! Negozio pieno di cose super sfiziose, che adoro! #postibelli #ragusa #libri #booklover #booklovers#books #libriillustrati @angeloruta @lavoroconlentezza @disimonealessio @latatamaschio @iltrexapois @luisamontalto @claudia.mencaroni

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http://on-demand.tvrxenon.it/index.php/video/1302/stasera-con-poesia-25-giugno-2019/?fbclid=IwAR1GpMB1ZNtDjcgMDqHeu4t1GlfDLR8hiMOituBoXSFmfS_Xxq9MKcpiC3I

Ecco l’intervista di Gianni Amato a Ester Bonelli, che ha ospitato insieme a colleghe collaboratori dirigente bibliotecari – grazie Sabrina Puglisi! – e alunni fantastici la mia Nana a Caltagirone… grazie!

Canale 289 del digitale terrestre…

Qui parla di poesia, di libri e anche della mia bananottera…

 

 

Donne Città Visione

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https://www.facebook.com/events/2409807562586278/

Donne-Città-Visione
Verso il Festival dell’Educazione 2019

“Pensare con il Cuore
ed Emozionasi con la Mente”
( Antonio Calbi, INDA)

Creare una rete di donne che nutrono una visione di “Città Educativa” per condividere percorsi, connessioni virtuose per nuove progettualità comuni.
Siracusa Città Educativa invita la S.V. a partecipare ai tavoli tematici finalizzati a favorire la conoscenza reciproca, lo scambio di informazioni ed esperienze, il coinvolgimento della società civile nella progettazione di strategie condivise e dei risultati da raggiungere per lo sviluppo di una Città Educativa.

Assessorato Politiche Giovanili e per l’Infanzia
Assessorato Politiche Educative

Percorsi da condividere che portino ad obiettivi importanti con azioni in linea all’’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile.
https://asvis.it/agenda-2030/#
http://asvis.it/public/asvis/files/Agenda_2030_ITA_UNRIC.pdf

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Sono stata invitata a presenziare e magari a dare il mio umile contributo alla discussione…

L’Urban center di Siracusa mi ha ospitata diverse volte, non ultima proprio per Siracusa città educativa… ecco del materiale in proposito.

https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.siracusandonews.it%2F2019%2F06%2F02%2Fmartedi-4-giugno-allurban-center-di-siracusa-i-bambini-della-2a-e-2b-della-scuola-primaria-del-14-i-c-k-wojtyla-presentano-lo-spettacolo-teatrale-giallo-ebello%2F%3Ffbclid%3DIwAR3ta_JRv1KRnnz6HtKMoU5WAb7tqsGQqpDf0K0quplygOpzrupGf2lsBOs&h=AT1XzAjw3OrC8Y811V3P8IKBAwg9wkPs9kd094IM8UrEPAd-tjOw4bzj183tpfaIFh_pU4nQoE5rdDU9UbW1bNpUjMEBmr0VC9ot9Sqha98rJslRP95vYHa7kH_Ahaoiw7EY_X4iimScxv_F0GgZNUB0kp6npjkPFG4DPnju70gWAdvAsCYUlmhYHAegjeFa6dN_PM38RndqzAYtEIpRbqLqXUwyu6Dzve-69Pebz-Xjl9NRQeYHKbY6HaTGOCFiF6Sc9nadqsvTEdyWPlLf78rjFN1QPkRNaj5-ywmTwxzD0L_AJnKv1wEDJe1jmPj4LozrvIt4FMC38Ae8AbCzC2aG8pknRJM-c8E98W1Jc96WrV7hgchnXJDc_FgBgFelhIukNjzxgV5fUqh6wVcRkxISmDF3YNT0g6QUyvu9Zcb9D3zq2vuHS1nXDjKwJkbTNqzZxKxS_5-V7oqYdDB2iNL4jNsxkSNBZugu7MaEGWw8lWGMfSHX03Dkliz69XxaAWI6EN9c4KPfgCpf3Tell1byQymOnazxapHkMrG19e625sB4J9_Da-g9HZ3O_1ONk8zbgc2BGFU45COk-Z-UWKNaPDGRPCdtngZNdmK0J9yOT9zc_TcQzV6nYqfF

Ecco la locandina e un articolo sullo spettacolo teatrale tratto dal mio libro LA BANANOTTERA, rappresentato proprio all’Urban center…

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Sulle orme dell’indimenticato Pino Pennisi…

Ringrazio Rossana Geraci, Tanina Zito e tutti gli amici e volontari di Siracusa città educativa e di Nati per leggere, oltre naturalmente alla dottoressa Paola Cappè per aver permesso alla mia bananottera gialla di varcare la soglia di un museo che amo…

Tra i libri letti, proprio LA BANANOTTERA!

Promozione della lettura precoce con bambini d 3 a 6 anni, punto informativo programma Nati per Leggere, affinché i genitori lo ripropongano ai loro figli a casa

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Momento bananottera al Museo Bellomo…

#seedforculture
#digitalinvasion
#classicinvasion
#invadiamoilpolo
#labananottera
#natiperleggere

L’indimenticabile serata a Castello Maniace… C’era un mare da favola…

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In vacanza con Jane Austen

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Buongiorno! Ieri sera a Casa VerbaVolant una piacevolissima serata con Maria Lucia Riccioli e Alfredo Polizzano. Un’estate regency con Jane Austen, con gran finale con pennini e penne di fagiano 

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Buon pomeriggio da Casa VerbaVolant! Noi e Maria Lucia Riccioli vi aspettiamo per la serata Jane Austen. Come sempre nessun dettaglio è lasciato al caso!

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Buongiorno! Ci prepariamo per il prossimo evento di Casa VerbaVolant! Appassionati di Jane Austen? Vi aspettiamo con Maria Lucia Riccioli e Alfredo Polizzano giorno 19! #janeausten @jane_austen_lit#janeaustenbookclub @mriccioli @libreriafenice @libreriadiana #casaverbavolant #libri #booklover#bookstagram #libripertutti #vacanzeculturali#vacanzeletterarie #ortigia #siracusa #eventi#eventiletterari

https://www.facebook.com/events/2379093499083266/?notif_t=event_description_mention&notif_id=1562426431123959

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Quale location migliore del salotto della Sala Continental di Casa VerbaVolant per chiacchierare con Maria Lucia Riccioli di viaggi in epoca Regency, sorseggiando tè freddo?
E poi, guidati da Alfredo Polizzano, scriveremo delle cartoline da Siracusa con penna e calamaio!

Vi aspettiamo!
Evento su invito

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http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=3789:l-editrice-verbavolant-molto-piu-di-un-b-b-letterario&catid=17&Itemid=143

Fausta di Falco ed Elio Cannizzaro hanno aperto in via Landolina la casa di famiglia (appartamenti, biblioteca, un’area espositiva e una per attività culturali) ai tanti ospiti innamorati della scrittura

 

La Civetta di Minerva, 1 giugno 2019

Un palazzo settecentesco nell’isola di Ortigia. Un pomeriggio di maggio. Una casa editrice, VerbaVolant edizioni, che grazie a Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro oltre a dare casa alle parole ha pensato di aprire la casa di famiglia ad ospiti innamorati della scrittura. Un’attrice del calibro di Maddalena Crippa, superba Ecuba ne “Le Troiane” della stagione 2019 dell’INDA, con la sua voce modulante toni e ritmi e tutto il corpo ad accompagnarla: la parola nuda, senza orpelli né effetti speciali, offerta all’ascolto e resa narrazione viva. Questi gli ingredienti dell’inaugurazione di Casa VerbaVolant del 21 maggio scorso.

Le parole eterne della storia di Fetonte, tratta dalle “Metamorfosi” di Ovidio nella traduzione di Mario Ramous, sono risuonate nelle stanze di quello che è molto di più di un b&b letterario ma una Casa che ospita appartamenti, camere, una biblioteca, un’area espositiva e una per attività culturali, tutti ambienti arredati tra vintage e moderno e dedicati a macchine da scrivere e autori che le hanno utilizzate: Olivetti, Remington, Hermes e Triumph d’epoca da ammirare e utilizzare per lasciare un messaggio o scrivere – chissà? – la propria opera con i tramonti ortigiani e la Chiesa del Collegio dei Gesuiti a fare da meraviglioso sfondo insieme a scorci di tetti e prospettive inedite dell’isola.

L’evento che ha visto protagonista Maddalena Crippa ha inaugurato non solo Casa VerbaVolant ma anche la serie degli eventi come presentazioni, workshop e molto altro che il palazzo di Via Saverio Landolina ospiterà, tutti legati alla storia e alla cultura di Siracusa e di Ortigia, come il workshop di narrazione e illustrazione “Ortigia en plein air” con La Tata Maschio e Il T-Rex a pois l’1 e il 2 giugno e una lettura recitata a cura di Graziano Germano Piazza, presente all’evento del 21 maggio insieme a Viola Graziosi e Paolo Rossi – Menelao conquistatore e conquistato Piazza, splendida Elena Viola Graziosi e straniante e straniato Taltibio Rossi sempre ne “Le Troiane” –, ad amici e autori di VerbaVolant edizioni come Stefano Amato, vincitore dell’edizione 2019 della sezione narrativa 7-10 anni del Premio “Il Gigante delle Langhe” con “Davide e il mistero QWERTY”, Giusy Norcia (“Archimede – Una vita geniale”, “L’isola dei miti”) e Maria Lucia Riccioli (“La bananottera”).

Per essere sempre aggiornati sulle iniziative di Casa VerbaVolant, ecco il sito: http://www.casaverbavolant.it

Ci prepariamo per il prossimo evento di Casa VerbaVolant! Appassionati di Jane Austen? Vi aspettiamo con Maria Lucia Riccioli e Alfredo Polizzano giorno 19! #janeausten @jane_austen_lit#janeaustenbookclub @mriccioli @libreriafenice @libreriadiana #casaverbavolant #libri #booklover#bookstagram #libripertutti #vacanzeculturali#vacanzeletterarie #ortigia #siracusa #eventi#eventiletterari — con Alfredo Polizzano e Maria Lucia Riccioli

Amo Jane Austen… a lei ho dedicato racconti e articoli… e uno spettacolo realizzato grazie all’amica – anche lei Austen addicted – Donatella Motta…

https://marialuciariccioli.wordpress.com/2018/03/06/jane-austen-a-sortino-resoconto-e-foto/

E poi è venuto il club, grazie alla Libreria Fenice e ad Alfredo Polizzano.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=3588:la-libreria-fenice-di-catania-da-il-via-al-club-jane-austen&catid=17:cultura&Itemid=143

E adesso altro materiale che mi riguarda a proposito di una delle mie autrici del cuore…

http://www.letteratu.it/2013/12/16/lady-susan/

Su LETTERATU abbiamo ricordato la grandissima Jane Austen con la mia recensione di LADY SUSAN, romanzo epistolare giovanile della scrittrice, nata il 16 dicembre 1775.

E poi, tanto per rinfrescarci la memoria, un articolo mio dell’anno precedente:

Il compleanno di Jane

IL COMPLEANNO DI JANE

La canonica era immersa nel silenzio. Il verde pendio sul retro della casa era una coltre buia e fredda.

La ragazza rabbrividì e ravvolse la coperta più strettamente sulla vestina da notte.

Ancora poche ore e il sole sarebbe sorto sul giorno del suo compleanno.

Riusciva quasi a vederli, il babbo e la mamma, sorpresi ma non troppo di trovarla alzata di buon mattino, pronti a darle il bacio d’augurio. Cassy avrebbe fatto un pudding o una delle sue torte fantasia. E la giornata sarebbe trascorsa così, tra una canzone al pianoforte, uno scherzo dei suoi fratelli, le faccende domestiche, il sermone di papà ancora da scrivere, la casa da preparare per i giorni di festa di là da venire. Bel giorno, il 16 dicembre, per venire al mondo. Troppo freddo per uscire e il Santo Natale alle porte.

Un tempo ideale per leggere. Finirò Gilpin. O meglio la Barney.

Ma non si era alzata per terminare l’ennesimo libro.

I quaderni reclamavano la sua attenzione.

Intinse la penna nella boccetta d’inchiostro e per un tempo indefinito – si fece giorno, il sole filtrò dalla siepe e batté alla finestra per augurarle buon giorno e buon compleanno, il reverendo Austen la vide intenta a scrivere e le carezzò la testa prima di abbracciarla – non ebbe più freddo né sonno, né riuscì a pensare al ballo di Natale o alla torta di Cassandra, alla mamma che le avrebbe rimproverato l’alzataccia.

Era a Lesley Castle, riviveva le avventure di “Love and Freindship”, palpitava per Catherine. Riandava con gli occhi e la mente ai suoi primi imparaticci e affrontava i nodi delle nuove storie.

Aveva iniziato per divertire se stessa, Charles e tutti gli Austen, e non aveva intenzione di smettere.

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2007/08/06/ma-si-puo-rifiutare-la-austen/ (un post sempre attuale)

 

Addio a Camilleri

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Dopo un mese in cui abbiamo palpitato per lui, dispiaciuti che una mente una voce come la sua fossero in un letto d’ospedale, Camilleri ci ha lasciati.

lo ringrazio per le ore di riflessione e felicità che mi ha regalato e che mi donerà ancora al solo rileggerlo.

Un narratore, innanzitutto. Che si fa leggere. Che ha portato lustro alla Sicilia – sì, i manierismi, sì, i luoghi comuni… ma c’è una sorta di amore/odio per chi vende tanto, per chi scala le classifiche. Io penso che il tempo ristabilirà le sorti della letteratura.

Ricordo con piacere le prime dei Montalbano al Teatro Vasquez di Siracusa, con Cesare Bocci, Luca Zingaretti, Alberto Sironi, Angelo Russo e Peppino Mazzotta, il nostro Lo Verde… ricordo lo Sciacca Film Festival del 2011, quando ho conosciuto Rocco Mortelliti e ho visto la prima de LA SCOMPARSA DI PATO’ insieme all’amica Cetta Brancato, a Emidio Greco, ad Elena Doni e alle sue donne risorgimentali… e IL PIMPIGALLO a Noto con Nino Frassica e Alessandra Mortelliti…

Nel 1994 in cui usciva il primo Montalbano cambiavano alcune cose nella mia vita e la mia scrittura in erba si incontrava con la sua.

Ora è tempo di andare oltre.

Oltre le polemiche, oltre le disquisizioni sul “camillerese”… oltre.

Pensate che qualcuno, leggendo il mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, ci avrebbe trovato un’ascendenza camilleriana (nel linguaggio misto tra italiano e siciliano…). Avrei molto da dire ma dato il successo mainstream del maestro di Porto Empedocle lo prendo come un complimento.

Già mi manca. Tanto.

La sua voce tabaccosa e funnùta di grotta, i suoi racconti, la sua capacità affabulatoria…

 

E adesso, un omaggio. Scritto tanti anni fa, ma che non mi sembra inopportuno offrire di nuovo adesso.

Il sito letterario su cui apparve per la prima volta non c’è più. Altro motivo di nostalgia.

 

S’arrisbigliò malamente.
Vagnatizzo, anzi assammarato di sudore.
Meno male che se l’era insognato!
Qualcuno gli aveva sparato in pieno petto e come diceva Freud – varda che minchia di pensate e non erano manco le cinco della matina – anche se i latri sono finti la paura è reale.
Il respiro si calmò, il battito tornò regolare. Squasi si diede del deficiente.
Stai invecchiando, Montalba’.
Dalle persiane non filtrava ancora manco una filàma di luce. L’aria era sirèna, anche troppo. Immobile.
La cosa che lo colpì maggiormente, però, fu il silenzio. Tutto taceva.
Anche il frigorifero, che certe notti scassava la minchia con quell’attacca e stacca delicato come un trattore nella grecchia, se ne stava – e qua ci vuole – come un quarto di pollo, muto e pazinzioso, là nella cucina, dove pure il ralògio a muro pareva essersi venduto le lancette.
Di riprendere sonno manco a pensarlo. Tambasiare casa casa in attesa che facesse iorno? Macari leggere quàlichi pagina del libro che si era accattato aieri e che stava ancora sul comodino avvolto nel cellofan.
Vederlo accussì gli fece una mala impressione, come di morto pronto per il cascione. O come quei poveri immigrati che dopo un viaggio in mare che manco l’Odissea, morti di fame e di sete, li ammogghiano in quella metallina che pare carta di uovo di Pasqua per non farli crepare di freddo.

Niente, non era cosa.
Restò qualche minuto a rivoltarsi come una delle cutulette di Adelina. Poi si stuffò.
E che è?
Le gambe parevano di ricotta e la testa principiò a firriargli come un tuppetto. Un tuppetto. Lo assugliò una nostalgia assurda e struggente per i giochi che faceva quand’era picciliddro. Che strano. Lui che al passato non ci pinsàva squasi mai, e d’improvviso s’arricordò pirchì. Come una botta in testa, l’assalì non il ricordo, non l’immagine, ma la prisènza viva di so’ matre. Biunna, bella da stare male, bella come forse non era mai stata. Sentì sulla varva non fatta una carizza, una. Fresca e tiepida nell’istisso tempo. Voleva affirrare quella mano e tinirasilla stritta, vasarla…
Riaprì gli occhi umidi e si ritrovò a stringere l’aria.

Al commissariato tirava un’aria strana.
Se ne accorse subito, manco il tempo di entrare.
– Ah dottori, ah dottori dottori! Ma lei qua è? O Madonna mia! Mariamariamariamari…
Catarella gli cadde davanti, preda di un sintòmo inspiegabile.
– Ma certo che sono io, Catare’!
Lo aiutò a susìrisi, gli pruì un bicchiere d’acqua.
– Ah dottori dottori!
Daccapo la litania. Forse il “signori e guistori” aveva fatto più burdello del solito, al telefono, e Catarella se n’era risentito.
– Ho capito! Ah, bestia che sugnu! Vossia è il gimello, il dottori Arturo!
Montalbano strammò.
– Il gemello di chi?
– Ah, dottor Arturo? Ma chi ci pare il momento di babbiare, quisto?
Montalbano si picchiò la fronte. Fu come un lampo nel ciriveddro. “Io ho un gemello che si chiama Arturo”. Tempo fa s’era messo a garrusiare al telefono inventandosi un fantomatico fratello gemello che ora rispuntava come un cadavere mal sepolto. Maledì la propria natura di tragediatore e le botte di metafisica stupidità di Catarella.
– Io sono, Catare’!
Agatino Catarella si fece serio. Con la manica della divisa asciugò occhi e guance, poi si ciusciò il naso con un fazzoletto, lo ripose a lento in sacchetta.
– Non babbiasse con mia, dottori Arturo. Io al commissario Montalbano ci voleva bene, ha capito? Ci avrei dato l’istissa vita mia, ca non vale niente a paro di quella sua, pi salvarlo. Ma non fu sorte.
A chi cerca? Al dottori Augello? Aspettassi ca ci lo chiamo.

Cosi ri Pirinnellu.
Roba da Pirandello. Così avrebbe commentato un analfabeta di Montelusa, Vigàta e dintorni al trovarsi in mezzo a una situazione grottesca come quella che Montalbano dott. Salvo stava vivendo dalle cinco di quella matìna.
– Mimì, vuoi degnarti cortesemente di spiegarmi che cosa sta succedendo in questo commissariato? Credo di avere diritto ad una relazione circostanziata dei fatti.
Il dottor Augello conosceva la pericolosità di certi toni apparentemente tutti scocchi e maniglie del suo capo e ne prevenne lo scoppio d’ira funesta. Montalbano però non si spiegava la reticenza circospetta, per non dire imbarazzata, del tono, dei gesti, dello sguardo del suo vice e amico.
– C’è che… che tu, Salvo, sei morto sparato alle cinco di stamatìna e ancora non abbiamo manco l’ùmmira di un sospetto, di una pista…
Mimì Augello l’abbrazzò e principiò a singhiozzare come un picciliddro.
– Salvù! Salvù!
– Mimì!
– Salvù…
– Mimì! Lasciami che mi ammazzi pi daveru!

La porta scatasciò. Catarella non ebbe manco il tempo di arriparàrisi la caduta e venne giù, porta e cardini compresi, la maniglia ancora in mano.
– Sono arrivate, dottori Augello. La signora Beba e la signorina Livia.
Livia? Ma se era partita due giorni fa, dopo una litigata apocalittica? Che fa, tornava a chiedergli scusa?
– Falle accomodare.
Montalbano provò pena nel vedere gli occhi di Livia, abbottati, gonfi, come di chi abbia pianto tutta la notte senza un momento di riposo.
Cimiàva come un àrvolo sorpreso da una tempesta improvvisa e si lasciò cadere su una sedia, la mano stretta a quella di Beba che piangeva senza ritegno.
– Ah, tu qua sei? Brutto bastardo, devi avere sempre tu l’ultima parola! Neanche il tempo di salutarti…
Scoppiò in lacrime, un fiotto di dolore lamintòso, assoluto, che straziava l’anima.
Montalbano non seppe che dire, il cuore gonfio di una compassione che era amore e ancora di più, l’impotenza disperata di chi non può asciugare le lacrime di uno ca chiangi pi tia.

Basta, basta.
Gli toccò ascoltare Beba che si chiedeva come avrebbe fatto a raccontare tutto a Salvuccio, il picciliddro che Montalbano aveva battezzato e che portava l’istisso nome so’.
Dovette assupparsi la faccia devastata di Fazio, che non riusciva a spiccicare parola e si grattava la testa come se volesse scipparsela.
Se lo figurò pronto a declinare le sue generalità: Montalbano dottor Salvatore detto Salvo, fu… nato a Catania nel 1950, il…
Avrebbe sopportato che gli elencasse uno per uno tutti gli abitanti di Vigàta, che scassinasse l’Ufficio anagrafe e gli contasse le storie dei paesani fino alla settima generazione, pur di non vederlo in quello stato.
Quando s’appresentò, trafelata ma sempre abbagliante, una Ingrid addolorata e incredula, seguita da Anna Ferrara con prole al seguito – Non avevo a chi lasciarli, appena ho saputo sono corsa qua – Montalbano non ce la fece più.

Uscì da quello che era stato il suo ufficio senza che nessuno tentasse di trattenerlo.
Avrebbe registrato nell’anima solo gli sguardi di tutti – Livia, Beba, Mimì, Ingrid, Anna, Fazio e tutti gli uomini del commissariato – sgomenti, addolorati, pieni d’amore affetto rimpianto stima, che cosa? Come si chiama quel filo che ci tiene legati a questa vita gli uni gli altri? Quello che quando si spezza ci trancia il petto qua, all’altezza del cuore?

Nella sala d’aspetto c’era un assembramento che Catarella era incapace di sciogliere e tantomeno di contenere.
Eppure questa gente lui la conosceva. O meglio, l’aveva conosciuta. In altre e ben diverse circostanza, si potrebbe dire così.
– Condoglianze, dottor Montalbano.
– Commissario…
– Mi dispiace tanto.
Tutti che gli stringevano la mano, gli toccavano un braccio, una spalla. Quella era… oddio. Michela Licalzi. Splendida, una vera billizza, un sorriso malizioso stampato sul volto. Incontrò i suoi occhi e il sorriso si tinse di una mesta dolcezza. Le gambe per un attimo gli fagliarono. Fatima. La pelle ambrata riluceva di una serena perfezione. Lo trafisse con uno sguardo che sapeva di gratitudine e compassione, poi lo baciò su una guancia. Il cavaliere Misuraca, arzillo il passo, splendente la dentiera. Gli strinse la mano che manco un picciotto. E poi…
Mio Dio.
Giugiù.

Aveva bisogno d’aria e se ne andò a fare la solita passiàta al molo.
Manco il familiare, amico scoglio gli fu d’aiuto.
Il mare pareva fermo, come se le onde non avessero gana di arrivare fino alla pilaia, al porto, laggiù, fino alla vertigine della Scala dei Turchi.
Che era tutta quella storia?
Livia, Mimì, tutti quanti che lo chiangìvano per morto… tutti i catàferi delle indagini passate che gli venivano incontro, vivi e vegeti, per fargli le condoglianze.
Calma e gesso, Montalba’.
Qua c’è una sola cosa da fare.

A Vigàta ancora qualche cabina tilifonica è sopravvissuta all’avanzare di cellulari e computer che fanno da televisione, telefono e se la fottono loro che cosa.
Montalbano, notoriamente allergico a queste manifestazioni del nuovo che avanza come una ruspa e abbatte quel mondo cui s’era faticosamente abituato e al quale spesso con nostalgia e rimpianto s’aggrappava, entrò furtivo nella prima che gli venne a tiro.
Che strano, ricordava il numero a mente anche se non lo componeva da anni.
– Pronto?
La voce incatarrata, che sembrava emanare volute di fumo anche a distanza di chilometri, era quella.
– Montalbano sono.
– Ah. Ma lo sa che ore sono? Io a quest’ora riposo. Dovrebbe saperlo.
– E io me ne stracatafotto.
Per dirla tutta, non so manco che ore sono, ma questo non lo disse.
– Ma si può sapere che sta succedendo? Ha idea in quale burdello mi ha messo?
– Mi pare che sia lei a cacciarsi nei guazzabugli, nei pasticciacci più brutti, per dirla con Gadda. Perché ne dà la colpa a me?
– Non siamo qui per parlare di letteratura.
– Ah no?
Pausa.
Già una volta Montalbano s’era ribellato ad un destino da pupo per fare a suo modo. E non era stata l’ultima.
Sospiro.
– Non può continuare così.
– Anche i personaggi letterari muoiono, lo sa Montalbano?
– Spesso continuano a vivere dopo la morte di chi li ha creati. E lei lo sa meglio di me.
Sospiro dall’altra parte del filo. E due.
Poi silenzio.
Come gli capitava sempre quand’era al telefono, Montalbano venne aggredito dalla paura assurda di trovarsi a parlare da solo in un universo vuoto e muto. Principiò a gridare.
– Pronto! Pronto!
Pronto una minchia. Non si sentiva pronto ad uscire di scena. Dillo, Montalba’. Non ti scantare. A morire. Ecco, l’aveva pensato. L’aveva detto.
– Non voglio morire.
Non sarebbe stato sicuro, dopo, d’averle realmente pronunciate, quelle parole.
Ma dall’altra parte del filo, forse, Andrea Camilleri le aveva sentite.
Montalbano attese. Una parola, magari un insulto. Niente.
– Pronto! Pronto!
Gli giunse quello che non s’aspettava. Una risata. Soffocata all’inizio, poi sempre più fragorosa e piena.
– Ma veramente credeva che le avrei permesso di andarsene prima di me?
Sospiro. E tre.
– Non le posso nascondere nulla, vero? Bene. Mi ascolti senza interrompere, poi riagganci e non mi scassi ulteriormente i cabasisi perché ho già deciso.
Montalbano s’azzittì pure mentalmente. Non era il momento di quistionare.
– In cassaforte, a casa mia, c’è già il manoscritto del mio ultimo romanzo che la riguarda. Le mie ultime volontà stabiliscono che venga pubblicato solo dopo la mia morte. E visto che è mia intenzione campare come minimo fino a cent’anni, lei può dormire sogni tranquilli. Se ci riesce.
Uno sfaglio momentaneo della voce? Un colpo di tosse? Cos’era? Un singhiozzo, forse.
– La saluto, Montalba’.
– Aspetti, aspetti. Solo una cosa.
– Veda che non sono il dottore Pasquano. Si sbrighi.
– Non voglio chiederle nulla. Le prometto una cosa.
– Che cosa?
– Non la farò pentire della sua decisione. Arrivederci.
Era meglio addio? Forse. Meglio non dirlo. La commozione gli artigliava la gola.
– E grazie.
Clic.

Passò dalla trattoria “San Calogero” ma resistette.
Tornò a casa.
Aveva chiamato Mimì e Fazio, e magari Catarella. Chiangeva, rideva, l’avevano preso per pazzo ma chi se ne fotte. Aveva chiamato Livia.
– Non sono morto, hai visto?
– Ma che c’è? Se è uno scherzo vedi che è cretino. Vuoi farmi dispetto?
– No, è successo che ti amo.

Nel forno c’era una parmigiana da resuscitare un carico di morti ammazzati, ma non ne toccò neanche un poco.
Si andò a corcare.
S’addormiscì di botto, come se gli avessero sparato.

 

MOON

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L’antologia, curata da Divier Nelli, esce il 17 giugno ed è già prenotabile in formato e-book

 

Il 1969 è stato l’anno di Piazza Fontana o dell’autunno caldo, ma nell’immaginario collettivo è legato indissolubilmente all’allunaggio.

Il sogno di scienziati e artisti – come non pensare a Leopardi, all’Astolfo di Ariosto che va a recuperare sulla Luna il senno perduto di Orlando? A Beethoven e alla sua struggente sonata? A Fritz Lang, a Méliès? E potremmo continuare, perché il clair de la lune è ancora Leitmotiv e spesso cliché – si avverava. Tutti a naso in su, tutti ad ascoltare la voce di Tito Stagno, “l’uomo della luna” che ha firmato la prefazione all’antologia MOON, curata da Divier Nelli e dedicata appunto all’impresa di Neil Armstrong. Il volume uscirà il 17 giugno ed è già prenotabile in formato e-book.

La science-fiction o sci-fi ovvero la fantascienza e il cinema ci hanno fatto sognare sul nostro satellite, congetturare ipotizzare fantasticare su quello che potrebbe sembrare soltanto un “sasso pallido nel cielo”; gli autori di MOON provano a raccontarla, la luna, a regalarci la loro visione sull’impresa di Armstrong, Aldrin e Collins.

Giulio Leoni esplora tra realtà – realtà? – e finzione la teoria del complotto secondo cui l’allunaggio non sarebbe mai avvenuto (ed è un piacere ritrovare come personaggi di un racconto Kubrick e Disney), Monica Campolo mescola la parapsicologia alla science fiction, Stefano Fazzi si muove tra sci-fi e il delicato sentimento che riesce ad unire specie appartenenti a mondi diversi, Leonardo Gori ci dona uno struggente amarcord del 20 luglio 1969 visto dagli occhi di un bambino, Fabiana Catani intreccia ricordi d’estate, giovani sogni e una stella cadente segno di una pietà “celeste”, Giada Trebeschi – di cui “La Civetta di Minerva” si è occupata, intervistandola a proposito dell’agenzia letteraria Maieutica e del suo lavoro di squadra insieme a Divier Nelli e a Mariano Sabatini, che firma uno dei racconti più belli del volume – rievoca Galilei, Brahe, Keplero, Shakespeare e Bellini, i miti greco-latini e ridesta le memorie sopite nei vicoli nelle fontane nei palazzi di Roma, Saragat e Pertini e i loro sogni di libertà; Paolo Miniussi si districa tra i varchi dello spaziotempo e… “Back to the Future”, Vittorio Simonelli narra con asciuttezza doloros del Sudafrica in cui vige ancora l’apartheid e della delusione di un ragazzo. Così Sabatini ci parla del suo racconto: “Scrivere è una grande fatica, che richiede per me una colluttazione spesso estenuante tra il pensiero e le parole. Scrivere racconti lo è di più. Bisogna infatti concentrare il climax in poche pagine, se possibile con un capovolgimento finale. Richiede un impegno di concentrazione e una capacità alchemica di perfetto dosaggio di tutti gli elementi. Per questo dico sempre no alle richieste di partecipazione alle tante antologie che si pubblicano. Ho detto sì al mio grande amico Divier Nelli, per la passione con cui me ne parlava. Il protagonista del mio racconto è un giornalista abruzzese trapiantato a Roma, come è stato per tanti volti Rai del passato. Penso a Vespa, abruzzese anche lui, a Luciano Rispoli, con cui ho lavorato, o a Pippo Baudo, a Enzo Tortora. La Rai è stata una calamita di talenti. E nella sua indolenza, per tornare alla finzione narrativa, anche Osvaldo Cataldi Manoja si fa attrarre dalle sirene della tv pubblica. Mi ha divertito giocare a scacchi con la realtà, mettendola in gara con la fantasia. Conosco la storia della televisione e ho scelto di trattare il tema dell’allunaggio da dietro le quinte, partendo dalle lotte aziendali tra cronisti. Osvaldo Cataldi Manoja si mette in gara con Tito Stagno, ma è un uomo perso, senza reali passioni, intempestivo… Il racconto s’intitola Il lato scuro della luna, che corrisponde alla facciata che non conosciamo del nostro satellite, ma anche alle caratteristiche più profonde e deteriori del personaggio, capace di arrivare ad una abiezione emotiva degna di Oscar Wilde. Ma la luna non ci sta a diventare il suo ritratto in soffitta”.

Manuela Bertuccelli regala ai lettori il personalissimo punto di vista di una kafkiana blatta sull’allunaggio e Divier Nelli chiude la raccolta con una riflessione narrativa su complottismo, giornalismo d’effetto, bufale, fake news e post-verità.

XXIII – CANTO NOTTURNO Dl UN PASTORE ERRANTE DELL’ ASIA

 

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?
Vecchierel bianco, infermo,
Mezzo vestito e scalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
L’ora, e quando poi gela,
Corre via, corre, anela,
Varca torrenti e stagni,
Cade, risorge, e più e più s’affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch’arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov’ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
E’ la vita mortale.

Nasce l’uomo a fatica,
Ed è rischio di morte il nascimento.
Prova pena e tormento
Per prima cosa; e in sul principio stesso
La madre e il genitore
Il prende a consolar dell’esser nato.
Poi che crescendo viene,
L’uno e l’altro il sostiene, e via pur sempre
Con atti e con parole
Studiasi fargli core,
E consolarlo dell’umano stato:
Altro ufficio più grato
Non si fa da parenti alla lor prole.
Ma perchè dare al sole,
Perchè reggere in vita
Chi poi di quella consolar convenga?
Se la vita è sventura,
Perchè da noi si dura?
Intatta luna, tale
E’ lo stato mortale.
Ma tu mortal non sei,
E forse del mio dir poco ti cale.

Pur tu, solinga, eterna peregrina,
Che sì pensosa sei, tu forse intendi,
Questo viver terreno,
Il patir nostro, il sospirar, che sia;
Che sia questo morir, questo supremo
Scolorar del sembiante,
E perir dalla terra, e venir meno
Ad ogni usata, amante compagnia.
E tu certo comprendi
Il perchè delle cose, e vedi il frutto
Del mattin, della sera,
Del tacito, infinito andar del tempo.
Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
Rida la primavera,
A chi giovi l’ardore, e che procacci
Il verno co’ suoi ghiacci.
Mille cose sai tu, mille discopri,
Che son celate al semplice pastore.
Spesso quand’io ti miro
Star così muta in sul deserto piano,
Che, in suo giro lontano, al ciel confina;
Ovver con la mia greggia
Seguirmi viaggiando a mano a mano;
E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l’aria infinita, e quel profondo
Infinito Seren? che vuol dir questa
Solitudine immensa? ed io che sono?
Così meco ragiono: e della stanza
Smisurata e superba,
E dell’innumerabile famiglia;
Poi di tanto adoprar, di tanti moti
D’ogni celeste, ogni terrena cosa,
Girando senza posa,
Per tornar sempre là donde son mosse;
Uso alcuno, alcun frutto
Indovinar non so. Ma tu per certo,
Giovinetta immortal, conosci il tutto.
Questo io conosco e sento,
Che degli eterni giri,
Che dell’esser mio frale,
Qualche bene o contento
Avrà fors’altri; a me la vita è male.

O greggia mia che posi, oh te beata,
Che la miseria tua, credo, non sai!
Quanta invidia ti porto!
Non sol perchè d’affanno
Quasi libera vai;
Ch’ogni stento, ogni danno,
Ogni estremo timor subito scordi;
Ma più perchè giammai tedio non provi.
Quando tu siedi all’ombra, sovra l’erbe,
Tu se’ queta e contenta;
E gran parte dell’anno
Senza noia consumi in quello stato.
Ed io pur seggo sovra l’erbe, all’ombra,
E un fastidio m’ingombra
La mente, ed uno spron quasi mi punge
Sì che, sedendo, più che mai son lunge
Da trovar pace o loco.
E pur nulla non bramo,
E non ho fino a qui cagion di pianto.
Quel che tu goda o quanto,
Non so già dir; ma fortunata sei.
Ed io godo ancor poco,
O greggia mia, nè di ciò sol mi lagno.
Se tu parlar sapessi, io chiederei:
Dimmi: perchè giacendo
A bell’agio, ozioso,
S’appaga ogni animale;
Me, s’io giaccio in riposo, il tedio assale?

Forse s’avess’io l’ale
Da volar su le nubi,
E noverar le stelle ad una ad una,
O come il tuono errar di giogo in giogo,
Più felice sarei, dolce mia greggia,
Più felice sarei, candida luna.
O forse erra dal vero,
Mirando all’altrui sorte, il mio pensiero:
Forse in qual forma, in quale
Stato che sia, dentro covile o cuna,
E’ funesto a chi nasce il dì natale.

Giacomo Leopardi ❤

Festival dei giovani musicisti: foto e video

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SIRACUSA. CALA IL SIPARIO SUL PRIMO “Festival dei Giovani Musicisti” GENERAZIONI A CONFRONTO PER CONDIVIDERE MUSICA, CANTO, LETTERATURA, MANIFATTURA SRUMENTALE.

L’idea di Valerio Massaro, Giada Scarpato, e dei loro amici, tutti ospiti di Carlo Muratori, indiscutibile talento nostrano, vola sul mainstream, obsoleto e “politico”. Aver creato valore intergenerazionale è meritorio e dona lucore a una terra dove è sempre più difficile esprimersi compiutamente.

Soirèe di gala su un patio d’autore. Dopo le masterclasses, il concerto che mette insieme pentagramma, lirica, scrittura. La formula è innovativa e leggera da fruire. I maestri Valerio Massaro e Giuseppa Modica, stimata violinista e liutaia, hanno aperto la serata con garbata e profonda vibrazione, per poi immettere delicati e passionali frammenti della produzione testuale di Giada Scarpato. Cantautrice, scrittrice, aĺla ricerca e sintesi emozionale col suo testo “Sfumature di Porpora”. Lì, dove il colore rappresenta l’apice deĺle umane debolezze, azioni, elevazioni. Violino e chitarra classica disegnano un sentiero partendo da Boccherini, per affrontare epoche, mutamenti, stilemi in trasformazione. Davvero pregevole, intriso di microdinamiche, anche il barocco moderno di Reverberi, restituito con eleganza dai due artisti in una infuocata “Odissea Veneziana”. Le sfumature di Porpora sono sintesi della tavola armonica delle infinite umane sensazioni, come poi sottolineato dell’autrice. “Sono spezzoni forti, che rappresentano esperienze da interpretare, un manuale psicologico da consultare per ritrovarsi un po’”.

“Hai vinto te stesso, sei andato oltre le supposizioni” recita la lirica voce narrante di Maria Lucia Riccioli. “Oltre il non concepibile: la tua creatività si stupisce dinanzi alla grandezza deĺla tua follia, e sei arrivato là, dove il battito supera l’azione”. Il verseggiare è rosso sangue e denso scorre sul pentagramma, irrituale e lieve al contempo. Un inno al coraggio di andare oltre, “Dove l’illusione è realtà “. “On the velvet” la soprano, voce narrante, che ha librato il suo diaframma in “Smile” e John Dowland Énekegyüttes, a significare che la Musica non ha confini cronologici.

Di fatto è la prima manifestazione atipica, coinvolgente, aggregante. È prevalsa l’amicizia, la condivisione d’intenti, la creatività, in quel magico patio sotto le stelle, ospiti della “Triade”, scrigno d’idee in trasformazione. Giusto ricordare l’apporto deĺl’associazione Croche double Croche, della “Aquila”, e di tutti coloro i quali si sono spesi in questa tre giorni vertiginosa, dove grandi e piccoli musicisti han trovato la loro dimensione onirica, ma anche materiale, fatta di terra, aria, vento, fuoco.

Di pregevole impatto didattico, l’operato del maestro Stefano Linares, eclettico, dalle sfumature “porpora”, giusto per restare in tema, del sempre inappuntabile Massimo Simeone, e, appunto della potente voce di Maria Lucia Riccioli. Di tutti. Perché solo insieme si può andare “oltre”.

Roberto Rubino
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Il festival dei giovani musicisti di Belvedere (SR) chiude il sipario oggi…

https://www.facebook.com/festivaldeigiovanimusicisti/

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Un GRANDE GRAZIE a AQUILA CORDE ARMONICHE!! Le corde sono state disposizione del Primo Festival dei Giovani Musicisti!!

11/12/13 luglio via Goito 24, Belvedere

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Qualche foto…

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Tra prove ed esibizione, backstage e palco…

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Gli allievi, i maestri e Giada Scarpato…

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Starting…

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Il duo Syraka…

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Io e Giada Scarpato… sfumature di porpora!

 

Insieme al chitarrista Valerio Massaro mi sono esibita in occasione di vari spettacoli del regista e attore Agostino De Angelis, ho animato la presentazione del finalista dello Strega Paolo Malaguti all’Artemision (un grazie anche all’amica Eleonora Nicolaci) e con lui ho concertato anche per “I venerdì dell’anima” organizzati dalla Casa del Libro Rosario Mascali…

Giorno 17 luglio, nella splendida terrazza dell’Harry’s House, amici e aficionados della libreria hanno ascoltato i miei cunti tratti dal libro QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU (Algra editore).

Grazie agli amici dello Charme Hotel Henry’s House…

http://www.hotelhenryshouse.com/it

Ringrazio ancora Rosi Giardinelli e Francesco Rio per i loro interventi… tutti i presenti, così calorosi e attenti… Sonia, Francesca Di Natale che è una delle illustratrici del mio libro…

Bravissima Maria Lucia Riccioli cantora delle memorie del popolo siciliano
Con cui si è conclusa davvero
In bellezza la rassegna I venerdì
Dell’anima (Marilia Di Giovanni).

https://www.facebook.com/marilia.digiovanni/videos/1039038786108065/?pnref=story (video chicca tutta per voi!)

https://www.facebook.com/events/829949103720551/ (l’evento Facebook)

Ecco alcuni video e foto di backstage…

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Locandina…

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Io e Giada Scarpato

 

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Reading and singin’…

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SIRACUSA. FRAMMENTI DI Festival dei Giovani Musicisti
Gian Piero Reverberi magnificato dalla violinista Giuseppa Modica e dal maestro Valerio Massaro. Una sinfonietta dialogante tra violino e chitarra a rischiarare di Laguna un angolo di Trinacria. Da brivido le nuances armoniche in questo infuocato intreccio di corde in la minore.

#2minuti #Siracusa #festivaldeigiovanimusicisti #MaestroGianPieroReverberi#ViolinistaGiuseppaModica #ChitarristaValerioMassaro #sinfonia #violino#chitarra #odisseaveneziana #Venezia #lagunadivenezia #piazzasanmarco#trinacria #sicilia #ortigia

http://www.ilfilodies.it/index.php/cultura/158-a-belvedere-la-prima-edizione-del-festival-dei-giovani-musicisti-il-direttore-artistico-valerio-massaro-nella-nostra-citta-tanti-talenti-che-chiedono-solo-di-potersi-esprimere?fbclid=IwAR1rWCSoUnOQlYMrDiX5vpiGMIpTcZqFoi73WtTXU864o2wvIya1GL3LK6A

diFrancesca Garofalo

A Belvedere la prima edizione del “Festival dei giovani musicisti”. Il direttore artistico Valerio Massaro: “Nella nostra città tanti talenti che chiedono solo di potersi esprimere”

 

Esprimere sensazioni ed emozioni che risiedono nel profondo alle quali spesso, senza un determinato supporto, difficilmente si riesce a far affiorare. Ebbene, laddove la parola umana non arriva, si fa strada la somma arte in grado di travalicare l’impossibile: la musica. Proprio questo mezzo è stato il cardine della prima edizione del “Festival dei Giovani Musicisti” tenutosi l’11, 12 e 13 luglio a Belvedere presso i locali della scuola di musica Folk Studio.  Il direttore artistico,Valerio Massaro, coadiuvato da uno staff di professionisti del settore, ha dato vita a un festival il cui fine era soprattutto quello di realizzare un evento scevro da orientamenti politici ed istituzionali, nato dal desiderio di dar voce alle diverse realtà musicali presenti nel territorio in sinergia con le associazioni culturali “Croche double Croche” di Solarino e “Triade Records” di Belvedere nella figura di Paolo Leone. I tre giorni sono stati l’occasione per svolgere diverse attività: masterclass di chitarra classica e chitarra moderna curate dai docenti Valerio Massaro e Carlo Maria Simeone; concerti serali ed una mostra di liuteria dove, i maestri liutai hanno esposto le chitarre e gli strumenti ad arco che hanno costruito. Tra loro: Santo Vruna (Albenga ), Giuseppa Modica(Siracusa ), Domenico Spada (Catania ), Renzo Fregni (Ferrara ), Flavio Alaimo (Catania ),Cristian Raneri (Taormina), con i quali è stato possibile provare gli strumenti e relazionarsi circa il fascino dell’arte.

Per tutti i giovani allievi che hanno partecipato sono stati momenti unici per poter scambiare idee, confrontarsi e contribuire a creare attimi di crescita, durante i quali sono stati esplorati metodi di insegnamento diversi e complementari. Ad arricchire gli appuntamenti anche un laboratorio di musica di insieme curato da Stefano Linares, esperto poli strumentista, grazie al quale le varie classi strumentali hanno dato vita ad un’esperienza coinvolgente.

Alla fine di ogni sessione di masterclass, i concerti serali hanno contribuito a creare un’atmosfera suggestiva: un palco sotto le stelle. Protagonisti: il duo Syraka (Valerio Massaro chitarra eGiuseppa Modica violino), il trio Wind to Strings ( chitarra, sax e voce recitante) ed infine tutti gli allievi delle masterclass che, durante il concerto finale, hanno ricevuto gli attestati di partecipazione. Ad esibirsi anche Maria Lucia Riccioli  e Giada Scarpato con letture tratte dal libro scritto dalla stessa Scarpato “Sfumature di porpora”, una sorta di manuale psicologico di esperienze di vita, nato da un’esigenza dell’anima di far esplodere il proprio mondo intrinseco di emozioni e sensazioni ed il cui colore del titolo, richiama le pure passioni umane in tutta la loro visceralità.

Un Festival che ha riscosso un grande successo e dal resoconto positivo, i cui momenti salienti sono visibili on line nella pagina Facebook: “Il festival dei giovani musicisti”. “Tutto” – dice il direttore artistico Valerio Massaro –  “è stato realizzato in pochissimo tempo, in meno di un mese. Una sera rientravo a casa dopo una giornata di lezioni a scuola e ho pensato: perché non organizzare qualcosa per far continuare i ragazzi a studiare anche in estate? Passo dopo passo, l’idea si è ingrandita con il sostegno dell’amico Carlo Maria Simeone e Giada Scarpato, la quale in tempo reale ha dato massima diffusione all’evento. Amicizia, collaborazione e professionalità sono stati sopra ogni aspettativa. Questo è il segno, che nella nostra città ci sono tanti talenti a cui dobbiamo dare la possibilità di esprimersi nel territorio stesso in cui vivono. Siamo circondati dalla bellezza ed occasioni come questa arricchiscono ancora di più un territorio che ha ancora fame di sapere”. Un Festival in cui non ci sono state “prime donne”, ma basato su un lavoro di gruppo dove “Gli obiettivi” conclude Massaro “sono stati ampiamente superati: la partecipazione del pubblico agli eventi, il coinvolgimento degli allievi alle masterclass sono stati al di sopra di ogni previsione. A tal proposito, siamo pronti a lavorare alla seconda edizione che non mancherà di sorprese”.