LA CIVETTA DI MINERVA del 20 ottobre 2017

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Ecco il nuovo numero del giornale bisettimanale LA CIVETTA DI MINERVA!

 L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono
Sostieni il nostro impegno: chiedilo in edicola. Per te è solo un euro, per noi un grande aiuto, per la realtà sociale un mezzo di informazione libero, unico e originale. Non fermiamo le poche voci che sono svincolate da chi decide cosa e quando bisogna sapere. L’informazione è potere. Riappropriamoci della capacità di avere un nostro strumento d’informazione. Ti aspettiamo!
Ecco il link ai miei ultimi articoli usciti sul cartaceo e poi confluiti nel sito…
Nel suo nuovo libro, ha musicato i versi immortali di Leopardi, Pascoli e Quasimodo. Il personaggio non è nuovo a queste contaminazioni: ha già collaborato con Salvatore Fiume, col tenore Di Stefano, con i registi Garay e Grimaldi, con Camilleri e Ada Merini

 

La Civetta di Minerva, 6 ottobre 2017

“L’essenza della musica è di svegliare in noi quel fondo misterioso della nostra anima, che comincia là dove il finito e tutte le arti che hanno per oggetto il finito si fermano, là dove la scienza si ferma, e che si può perciò chiamare religioso”: così Marcel Proust nella “Lettera alla figlia di Madeleine Lemaire” citata da Alessandro Quasimodo nella prefazione al nuovo lavoro di Aurelio Caliri, che ha unito musica e poesia nel volume “Canti – Poesie di Giacomo Leopardi, Giovanni Pascoli, Salvatore Quasimodo”, rivestendo di note i versi immortali di tre fra i nostri più importanti poeti.

Il volume, nel quale è possibile trovare gli spartiti delle composizioni di Caliri dedicate a Salvatore Quasimodo, Giacomo Leopardi e Giovanni Pascoli, è impreziosito da chine rappresentanti i luoghi del cuore di ogni poeta: la torre del borgo antico e Casa Leopardi, i luoghi di San Mauro cari a Pascoli, la casa natale e San Giorgio a Modica.

Tra malinconia e struggimento, nostalgia e contemplazione, le note di Caliri si intrecciano alle parole – vaghe, indefinite e musicali esse stesse, oppure nette e coloristiche, ritmo e melodia di sillabe – di tre poeti che ben conoscevano il rapporto tra musica e poesia (citiamo a memoria “la grave / conchiglia soffiata dai pastori siciliani”, “amore di suoni”, la “cantilena di remi e di cordami”, “le voci dei fiumi e delle rocce” e l’oboe “sommerso” di Quasimodo, il “chiù” e le altre onomatopee di Pascoli, attentissimo e sensibile alle armonie più profonde di ogni singolo suono della natura e della propria interiorità oltre che dei fonemi, per non parlare di Leopardi, che non a caso diede il nome di “Canti” alla raccolta di liriche che ha traghettato la poesia italiana nella modernità).

Non a caso crediamo che Caliri abbia scelto, nella sterminata produzione poetica di Leopardi, Pascoli e Quasimodo, testi che alla musica o comunque a voci, suoni, rumori e silenzi fanno riferiment oscoperto o velato e che sembrano essere contrappunto l’uno dell’altro: un esempio tra tutti, il “telaio” che “batteva nel cortile” di Quasimodo, così leopardiano nel suo ricordarci Silvia, la sua tela e il “perpetuo canto” che riecheggiava nelle stanze da poco restaurate e restituite alla fruizione del pubblico.

Caliri non è nuovo alle contaminazioni artistiche fra musica, poesia e arte. Ricordiamo le prestigiose collaborazioni con il pittore e poeta Salvatore Fiume, coll’indimenticato tenore Giuseppe Di Stefano, con i registi Roberto Garay e Aurelio Grimaldi, col pianista Bruno Canino nel cd “La voce del vento” e, sempre per restare in ambito poetico, con il poeta Salvatore Camilleri e Alda Merini, la poetessa dei Navigli della quale Caliri ha musicato tredici composizioni interpretate da Gabriella Rolandi in “Canto alla luna”.

 

Il Rettore del Santuario, don Aurelio Russo, ha già scritto al Pontefice. Bergoglio divenne sacerdote nel giorno di santa Lucia ed è devotissimo alla Madonna. Due buoni motivi per essere qui l’anno prossimo

 

La Civetta di Minerva, 22 settembre 2017

Si sono da poco concluse le celebrazioni per il sessantaquattresimo anniversario della Lacrimazione del quadretto di gesso (29 agosto – 1 settembre 1953) raffigurante il Cuore immacolato e addolorato di Maria: il miracolo di via degli Orti di San Giorgio a Siracusa, commentato da Pio XII che si domandava quale fosse “l’arcano significato” di quelle lacrime e se gli uomini fossero capaci di comprenderlo, in sei decenni e rotti ha dato vita ad un flusso costante di pellegrini, alle missioni del Reliquiario (ultima ma non ultima quella a Castellammare di Stabia, che ha visto la partecipazione di più di tremila persone), al progetto – travagliato e poi finalmente realizzato – del Santuario, poi elevato alla dignità di Basilica mariana, ad una corrente di devozione incessante.

Secondo le parole di Anna Gioia, responsabile del gruppo mariano Apostoli del Cuore addolorato e immacolato di Maria, che ha ringraziato in particolare don Raffaele Aprile per l’accoglienza e la guida storico-culturale e spirituale dei pellegrini (non sempre in passato è stato così e non comunque con queste modalità: per usare ancora le parole dei pellegrini: “disponibilità”, “simpatia”, “entusiasmo”, “fede e devozione” traspaiono da chi, facendo da “cicerone”, attrae tanti smarriti di cuore), qualcuno ha visto la costruzione “come un’enorme lacrima discesa dal Cielo… mi piace pensare che sia proprio così: Il Cielo piange per questa umanità sofferente e sull’orlo del precipizio”.

Le celebrazioni dell’anniversario del 2017 sono state arricchite di una novità significativa nel senso dell’inclusione e della solidarietà: una rampa lignea ha permesso sia ai diversamente abili con difficoltà di deambulazione che agli altri fedeli e pellegrini di fissare lo sguardo in quello della Madonnina delle Lacrime contemplandola a una distanza e un’altezza ravvicinate, esperienza toccante – come testimoniato dal numeroso e composto cordone di folla che tra la fine di agosto e l’inizio di settembre ha visitato la Basilica.

Il cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero, oltre ad aver composto un’orazione per la Madonna delle Lacrime, ha chiuso i festeggiamenti il primo settembre ricordando il “genio tutto al femminile» delle donne sotto la croce, quella di Cristo e dei sofferenti di ogni tempo, bagnata da lacrime di dolore, di gioia e di attesa”.

Il rettore della Basilica-Santuario della Madonna delle Lacrime, don Aurelio Russo, con devozione e semplicità ha rinnovato il proprio invito al Santo Padre Francesco perché venga a Siracusa in occasione del sessantacinquesimo anniversario della Lacrimazione: scherzando, si è autodefinito uno “stalker” del Santo Pontefice, sia nel corso degli incontri personali che anche grazie alla cordiale intermediazione del cardinale Stella: ricordiamo anche che Jorge Mario Bergoglio è diventato sacerdote il 13 dicembre del 1969, quindi in occasione della festa di Santa Lucia. Un doppio legame spirituale con Siracusa, dunque, quello di Francesco: Maria – la devozione del papa, grazie anche a Nostra Signora di Bonaria o Madonna di Bonaria, cui è legata la fondazione di Buenos Aires, è ben nota – e Lucia, le “due donne che parlano con gli occhi”, aspettano il Santo Padre.

Ed eccone un altro (categoria Cultura, mentre il primo che ho postato appartiene alla rubrica Chiesa e dintorni).

Emanuele Lelli, docente de “La Sapienza” di Roma, è l’alfiere di una nuova disciplina, la demofilologia, che tenta di lumeggiare la letteratura greca e latina alla luce di ciò che resta dell’immenso patrimonio immateriale nella zona euromediterranea

La Civetta di Minerva, 30 giugno 2017

I confini tra le discipline sono fortunatamente labili, perché è proprio dalla contaminazione dei saperi e delle competenze che nascono nuove ipotesi di ricerca e si spalancano nuovi campi aperti alla sperimentazione. Spesso la specializzazione settoriale – seppur fondamentale – fa perdere di vista i fil rouge che ci sono tra i diversi ambiti della conoscenza; non solo: spesso il mondo accademico ha guardato con sospetto allo “sporcarsi le mani” con la cultura popolare, l’etnologia, la demopsicologia, quando invece tante pagine della letteratura latina e greca – a torto quasi “imbalsamate”, fossilizzate, come se non fossero nate da sudore sangue lacrime, da una cultura che non conosceva barriere rigide tra “alto” e “basso” ma che anzi nasceva da un sostrato agropastorale con tutto il suo corollario di modi di dire, superstizioni, riti… – si spiegano aprendo gli occhi sulle persistenze, su quanto della cultura “bassa”, contadina, pastorale, popolare rimane oggi, a dispetto delle seduzioni del presente, dei nuovi media, dei nuovi riti della socialità, di una lingua imbastardita con l’inglese, della digitalizzazione a volte spersonalizzante.

Emanuele Lelli, docente de “La Sapienza” di Roma, è l’alfiere di una nuova disciplina, la demofilologia, che tenta di leggere le pagine del mondo antico alla luce di quanto rimane dell’immenso patrimonio di cultura popolare nella zona euromediterranea, particolarmente conservativa da questo punto di vista: Calabria, Basilicata, Molise, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna sono state e sono il campo etnografico del professor Lelli: tramite interviste e domande mirate (un questionario etnografico in cui nulla è lasciato al caso) il docente ha indagato sulle analogie e identità tra quanto letto nei classici greci e latini (alcuni molto studiati e noti, altri meno, specie i testi non  letterari), spaziando dalle superstizioni alla farmacopea, convinto che tutto quanto è liquidato come “folklore” sia utile non solo per leggere gli antichi.

Facciamo qualche esempio: il fatto che il tonno sia considerato il maiale del mare è cosa perfettamente nota da millenni nel nostro Sud, eppure generazioni di studiosi si sono scervellati nel cercare di capire a quale misterioso animale si riferissero le fonti antiche. O ancora: pensiamo alla persistenza di pratiche desacralizzate ma ripetute, come l’abitudine di porre nelle tasche dei defunti del denaro: come non pensare all’obolo per Caronte del mondo pagano, alla pratica del refrigerium‘u rifriscu siciliano, all’attraversamento del fiume Giordano e all’offerta a San Pietro dello stesso mondo, cristianizzato ma in cui la nuova religione rappresenta un innesto, un nuovo strato che si aggiunge a millenni di pratiche religiose?

La cultura e la scuola hanno spesso fornito una lettura classicistica degli antichi, all’interno della quale un testo è già connotato come classico, quindi canonico, quasi immobile e marmorizzato.

Il professor Lelli è stato recentemente ospitato dal Liceo Classico “Tommaso Gargallo” di Siracusa, insieme alla nota studiosa Eva Cantarella. La conferenza, introdotta dalla dirigente scolastica Maria Grazia Ficara, ha dato modo al docente di parlare delle tematiche confluite nei suoi testi come “Sud antico – Diario di una ricerca tra filologia ed etnologia” (Bompiani) e “Folklore antico e moderno. Una proposta di ricerca sulla cultura popolare greca e romana” (Fabrizio Serra editore): da Filita di Kos a Plinio il Vecchio, da Varrone a Petronio, da Omero ad Eschilo, Sofocle, Euripide, Catullo, Aristofane, Marziale, passando per i grandi pionieri dell’etnoantropologia come il medico siciliano Giuseppe Pitrè, Raffaele Lombardi Satriano, Gennaro Finamone (che studiarono le tradizioni popolari siciliane, calabresi, abruzzesi), Lelli ha letto e commentato testi, anche tramite l’aiuto di slide e video della sua esperienza sul campo. L’incontro è stato fortemente voluto dal Centrum Latinitatis Europaenella persona della professoressa Lidia Pizzo, presidentessa della sezione siracusana dell’associazione.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2480:nel-libro-di-lorenzo-perrona-il-sud-come-alterita-italiana&catid=17&Itemid=143

Luogo e metafora della diversità a condizioni politiche ingiuste. “L’altro sé – Opposizioni letterarie dal Sud (Silone, Levi, Brancati, Pasolini, Sciascia)”

La Civetta di Minerva, 16 giugno 2017

Crisi come destabilizzazione e crisi come cambiamento. Identità e alterità. Sistema e opposizione ad esso. Visione ideologica del mondo e relativismo. Queste e molte altre le coppie oppositive di concetti che costituiscono l’ossatura del dibattito culturale attuale, nell’ambito del quale ci si domanda quale posto abbiano la letteratura e la critica letteraria in un mondo dominato da letture economicistiche del reale: che impatto ha sul reale un libro?

I lettori de “La Civetta di Minerva” potranno trovare spunti di riflessione in questo senso nel libro di Lorenzo Perrona edito da Algra editore “L’altro sé – Opposizioni letterarie dal Sud (Silone, Levi, Brancati, Pasolini, Sciascia)”. L’autore, che nel volume fa confluire il progetto di ricerca nato tra l’Italia e l’Università di Losanna (fondamentale il contributo di Jean-Jacques Marchand e Raffaella Castagnola e il confronto con Marc Praloran, Nicolò Scaffai e Paolo Orvieto), pone come idea centrale del libro quella del Sud come alterità italiana per eccellenza, luogo fisico e metafora insieme della differenza, della diversità, dell’opposizione a condizioni socioculturali e politiche ingiuste.

Chi era l’altro nella letteratura ottocentesca? E in quella del Novecento? E chi è l’altro oggi? La psicologia ci dice che la costruzione del Sé avviene per differenziazione dall’Altro-da-Sé e questo avviene sia a livello individuale che collettivo (pensiamo alla costruzione dell’idea di nazione, alla formazione degli stati nazionali, dei partiti politici, ai populismi, ai totalitarismi, alla negazione e all’esaltazione delle differenze sessuali, sociali, politiche, economiche, linguistico-culturali…): di questo si occupa una disciplina chiamata imagologia, che quindi ha a che fare con la rappresentazione (imagerie) e l’autorappresentazione (autoimage).

Il libro di Lorenzo Perrona ci mostra dunque come il pensiero divergente della letteratura, con il suo sguardo “altro”, spesso non omologato al sistema ma ad esso oppositivo, possa dar voce ai “villani”, ai “cafoni”, ai diversi in ogni senso di ieri e di oggi, scardinando gli stereotipi e le false rappresentazioni (pensiamo a come sia malposta la secolare questione meridionale, ad esempio) in un’ottica di letteratura “civile” che incida concretamente sul reale.

Ecco uno dei miei ultimi articoli confluiti sul sito…

Interessante mostra documentaria su 400 anni di vicende femminili. Non solo aborti, stupri e delitti ma anche testamenti e figure storiche. Donne dalle condizioni socioeconomiche diverse, donne dalle storie variegate, donne da conoscere e ricordare

La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017

Sarà visitabile fino al 31 maggio 2017 – quindi anche durante l’Infiorata – nei saloni espositivi di Palazzo Impellizzeri, sede della Sezione di Noto dell’Archivio di Stato di Siracusa, la mostra documentaria ”Storie di donne nei documenti d’archivio”.

L’esposizione, inaugurata a marzo con un evento teatrale suggestivo, l’emozionante performance delle artiste Chiara Spicuglia, Rina Rossitto e Miriam Scala, che hanno dato respiro e anima con “Voci di donne” a Gaetana Midolo, Marianna Ciccone e Franca Viola, accompagnate dal gruppo dei ragazzi del S.Cuore –,  è stata realizzata utilizzando la documentazione proveniente da vari fondi archivistici: fascicoli processuali della Gran Corte Criminale, atti notarili, atti dell’Università di Noto e Prefettura, tutti documenti riferiti a vicende e figure femminili del nostro territorio vissute nell’arco di quattrocento anni.

Regestazione ed allestimento della mostra sono stati curati dalle archiviste della Sezione di Noto, Giuseppina Calvo e Anna Lorenzano, con la collaborazione di Maria Teresa Azzarelli. Coordinatore della mostra è Concetta Corridore, direttore dell’Archivio di Stato di Siracusa. Importante anche il contributo di Salvatore Zuppardo, che ha realizzato la brochure esplicativa dell’esposizione.

Il visitatore sarà suggestionato da tante voci provenienti dal passato: quella del charaullo – meraviglia lessicale per una tradizione tipicamente siciliana – che motus amore divino perdona la moglie adultera nel 1551, quella di Eleonora Nicolaci che parla attraverso il proprio testamento, quella del letterato e scienziato avolese Giuseppe Bianca che ringrazia la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa per il dono della sua pubblicazione “Nuovi Canti” (1859)…

Interessante notare anche il progresso della condizione femminile (vedi il documento sull’Unione donne italiane ad esempio) nell’ambito dell’istruzione e dell’introduzione alle professioni.

Toccante leggere l’atto di nascita di Gaetana Midolo, che morì appena quindicenne nel rogo della fabbrica newyorkese “Triangle Waist Company”: insieme a tante altre operaie, sfruttate e sottoposte a condizioni di lavoro disumane, è una delle “camicette bianche” la cui vicenda ha dato origine alla tradizione dell’8 marzo e che è stata studiata da Ester Rizzo (il volume sulle ricerche della studiosa è edito da Navarra editore e ha permesso di dare un nome e far intitolare vie ed altri spazi pubblici alle operaie, 24 delle quali siciliane, morte nell’incendio della fabbrica di camicie).

Agghiaccianti le notizie relative ad aborti stupri e quelli che oggi chiameremmo con parola moderna “femminicidi”: Barbara e tante, troppe ragazze e perfino bambine (intollerabile la bestiale violenza su una bimba di quattro anni) gridano ancora il proprio dolore per le torture e la morte inflitte loro da conoscenti, parenti, tutori oltre che sconosciuti.

Donne dalle condizioni socioeconomiche diverse, donne dalle storie variegate, donne da conoscere e ricordare.

La mostra permette quindi di ripercorrere secoli di storia non solo locale sulla condizione femminile: fare memoria può servire non solo a riascoltare le voci delle donne del passato ma a farsene ispirare per migliorare le condizioni di vita e lavoro di chi ancora, sfruttato, umiliato e vittima di violenza, non trova voce né giustizia.

 E ancora…

Tratto da un libro del giornalista Carmelo Miduri, si girerà a Noto. Tra i  ricoverati nell’ospedale il figlio di un mafioso di Portella della Ginestra. Carabiniere scopre una verità inattesa

La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017

Monti Sicani, anno scolastico 1960-1961. Tempo di emigrazione, di fame, di malattie che oggi associamo ai paesi del Terzo e Quarto mondo. Una parola che fa paura: tracoma. Un misterioso sanatorio bianco, teatro di cure contro la cecità, di severità, di punizioni come in un campo di prigionia. Tra gli ospiti dell’ospedale, il figlio di uno dei mafiosi di Portella della Ginestra. Un carabiniere indaga e scoprirà una verità inattesa.

Questa la trama del racconto del giornalista Carmelo Miduri “I bambini della Croce bianca”, edito da Arnaldo Lombardi, che in autunno diverrà un film per la produzione di Paolo Ghezzi grazie ad un protocollo d’intesa con il Comune di Noto, location delle riprese; verranno utilizzate risorse professionali del luogo e si tenterà di valorizzare architetture e paesaggi di quella che è certo una perla del Barocco siciliano.

La storia, realmente avvenuta nel comune di Bivona in provincia di Agrigento, diverrà dunque un film per la regia di Andrea Zaniol; tra gli interpreti, Francesco Di Lorenzo, Gennaro Piccirillo e Lorenzo Falletti. Tra gli artisti siciliani cui è stato proposto di collaborare c’è inoltre il musicista – o come ama definirsi il “chiantautore” – Carlo Muratori.

Il libro “I bambini della Croce Bianca” nelle primitive intenzioni di Miduri, autore sia di saggi che di opere di narrativa, sarebbe dovuto diventare un’opera teatrale, ma l’incontro con l’attore Di Lorenzo ha fatto virare l’operazione verso tutt’altri lidi. Significativa e toccante è stata l’esperienza del ritorno nei luoghi dove la storia ha avuto origine: Bivona e il tracomatosario. La documentazione fotografica, l’incontro con i protagonisti superstiti di una vicenda triste, fatta di povertà, abbandono, sofferenza hanno reso più intensa la scrittura della sceneggiatura.

L’iniziativa non solo contribuirà a gettare nuova luce su una vicenda del nostro recente passato spesso sepolto nell’oblio, ma potrà essere l’occasione di convogliare nuove energie per legare le produzioni cinematografiche alla valorizzazione del nostro territorio – pensiamo al Collettivo Frame Off composto da giovani professionisti che hanno investito nel campo documentaristico e che si sono lanciati in questa nuova sfida.

CHI E’ CARMELO MIDURI

Carmelo Miduri (Augusta 1951), giornalista professionista. Ha lavorato per vari

quotidiani ed altri mezzi di informazione. Esperto di comunicazione di impresa, ha

ricoperto ruoli di responsabilità nei servizi di comunicazione di varie organizzazioni, docente in corsi di Comunicazione, direttore di pubblicazioni tecniche, autore di

documentari televisivi.

Ha pubblicato saggi e testi di narrativa: Dal vostro corrispondente (Studioemme Edizioni, 1988), Siracusa anni ottanta (Romeo Edizioni, 1990), La boa e il terremoto

(Ediprint, 1991), Il tempo che non ricorderai (Lombardi Editore, 2002), Lezioni di comunicazione (Lombardi Editore, 2003), Un anno in quaranta e-mail (Lombardi

Editore 2005), L’Ufficio Stampa nella Comunicazione Pubblica (Lombardi Editore, 2012, Raffineria di Augusta, Storia di uomini e di progresso (ExxonMobil, 2015), Psico-Intervista alla Crisi ( Lombardi Editori, 2016).

E ancora…

Dieci anni sono un’eternità nel vorticoso fluire di post consumati in pochi secondi, eppure non sembra inutile volgersi indietro per rimirare il cammino compiuto per poi solcare nuovi spazi su carta e pixel

La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017

Un tempo artisti, poeti e intellettuali si ritrovavano nelle accademie, poi venne il tempo dei caffè letterari,luoghi di elaborazione artistica e spesso laboratori politici, di certo volano per le nuove idee, centri di propaganda per le correnti innovatrici in ogni ambito del sapere.

Oggi è tempo di social, di piazze virtuali: Twitter, Facebook e tutte le piattaforme che consentono di condividere testi, immagini, video. I blog – diari di bordo telematici, mi piace definirli – sono stati e sono ancora per certi versi una via di mezzo tra l’incontro de visu e quello mordi e fuggi dei like e dei tweet: botteghe, laboratori, officine in cui il blogger scrive e condivide post a tema oppure OT, off topic. Alcuni di questi sono dei punti di riferimento per gli intellettuali o gli appassionati di letteratura e non solo, anche se il loro ruolo di filtro e catalizzatore di energie e materiali ora sembra polverizzato tra le bacheche di Facebook sulle quali tendono ormai a spostarsi le discussioni on line.

Oggi, venerdì 7 aprile alle ore 18, presso la Casa del Libro Rosario Mascali in via Maestranza a Siracusa,Simona Lo Iacono (scrittrice e magistrato, autrice de “Le streghe di Lenzavacche” per i tipi di E/O, romanzo finalista al Premio Strega 2016) presenterà insieme a Daniela Sessa, docente di Lettere del Liceo Quintiliano di Siracusa, il volume “Letteratitudine 3 – Letture, scritture e metanarrazioni (LiberAria editore), curato dallo scrittore e blogger Massimo Maugeri, ideatore del blog “Letteratitudine”, che festeggia il decennale. Interpreteranno alcuni dei “fantasmi” letterari del libro Arianna Vinci, Beatrice Margagliotti e Sofiya Vlasova.

Il 10 marzo scorso Massimo Maugeri era stato ospite dell’Istituto Tecnico Commerciale P. Branchina di Adrano (CT) nell’ambito della manifestazione “Viaggio tra le parole”, mentre la prima assoluta di “Letteratitudine 3” si è tenuta presso La Feltrinelli di Catania il 17 gennaio in occasione della serata inaugurale del nuovo anno di incontri della libreria.

“Letteratitudine 3” viene dopo altri due volumi (editi da Azimut e Historica Edizioni) in cui Maugeri ha fatto il punto del suo decennale lavoro, trasformando in cartaceo il meglio delle discussioni di quello che è uno dei blog d’autore del gruppo Kataweb/L’Espresso. Il taglio di questo libro, che chiude quasi un’ideale trilogia, è differente: possiamo leggerlo sia come un manuale di lettura che come un prontuario di scrittura – possiamo infatti sbirciare nell’antro di quelli che sono gli alchimisti della letteratura italiana (e non solo) contemporanea –, possiamo “navigarlo” quasi come un blog o un sito Internet per saltare da uno scrittore a un personaggio a un libro. Particolarmente interessante è la sezione dedicata alle autofiction, ai racconti ideati dagli scrittori per presentare i loro libri, quasi una sorta di selftailer, mentre è un vero e proprio tuffo nella passione per la lettura il poter leggere le lettere a personaggi letterari e autori scomparsi. Particolarmente opportuno per ricordare un faro della nostra letteratura è il l’omaggio a Vincenzo Consolo, raccolta di saggi che chiude il volume.

Massimo Maugeri, che all’attività di blogger unisce quella di collaboratore di testate come “Il Venerdì” di Repubblica, su Radio Hinterland cura e conduce Letteratitudine in Fm, trasmissione culturale di libri e letteratura, scrive romanzi, racconti e saggi; Trinacria Park (Edizioni E/O, 2013), inserito da Panorama nell’elenco dei dieci migliori romanzi italiani pubblicati nel 2013, è stato insignito del Premio Vittorini, del quale purtroppo segnaliamo la scomparsa, perché ha rappresentato un emblema di siracusanità. Maugeri ha anche ricevuto premi come l’Addamo, il Martoglio, il Portopalo – Più a Sud di Tunisi e il Premio Internazionale Sicilia “Il Paladino”, per ricordare soltanto quelli siciliani.

L’evento di oggi servirà a ricordare il decennale del blog e i fili da questo creati fra autori, librai, bibliotecari, traduttori, editori, accademici, esperti e semplici lettori, istituti italiani di cultura all’estero e università: tutto quanto gravita intorno al libro è gravitato tra le pagine virtuali di “Letteratitudine” con la sua costola dedicata alle news letterarie.

Dieci anni sono un’eternità nel vorticoso fluire di post consumati in pochi secondi, eppure non sembra inutile volgersi indietro per rimirare il cammino compiuto per poi solcare nuovi spazi su carta e pixel e magari trovare nuovi sentieri in un mondo come quello editoriale che ha visto la rivoluzione di Internet, la nascita dell’e-book e l’esplodere dei social con l’orizzontalizzazione della conoscenza. Non sembra nostalgico rileggere nomi e nickname che si rincorrevano sulle autostrade telematiche, ritrovandosi in autogrill virtuali per condividere frasi, versi, citazioni, recensioni, riflessioni, auguri, scherzi letterari… Come dimenticare Sergio Sozi (il ponte con la Slovenia insieme alla moglie Veronika Simoniti, traduttrice), Carloesse Sirotti Speranza, Eventounico, Enrico Gregori, Laura Costantini e Loredana Falcone, Gea, Cristina Bove, Maria Di Lorenzo, Stefano Mina, Francesco Didò Didomenico, Salvo Zappulla, Teresa Santalucia Scibona, Fausta Maria Rigo, solo per ricordare qualche nome? Rubriche dedicate al diritto, alla scuola, alle alternative ai classici, cene letterarie, collaborazioni… per dieci anni è stato possibile accalorarsi dietro un monitor ticchettando di libri su una tastiera, magari a tu per tu con l’autore del libro che ci aveva tanto emozionato, insieme a tanti altri come noi che compartiscono l’amore per la lettura e la scrittura.

“Letteratitudine” forse ha addirittura travalicato le primitive intenzioni del suo ideatore, che voleva unire Letteratura e “sicilitudine” contro la solitudine, superando i limiti di lati- e longitudine. Un blog multidimensionale, poliedrico come le geometrie evocative della copertina del volume.

 http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2214:tra-avola-e-noto-echeggiar-di-versi-per-la-festa-della-poesia&catid=18&Itemid=145

Riempite strade, piazze, cortili e chiese con note di armonia, canti, musica. Questa edizione dedicata a Salvatore Di Pietro, l’anno prossimo a Corrado Carbè

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Domenica 19 marzo, in occasione della Festa mondiale della poesia ad Avola, declinata in due giorni speciali tra Avola e Noto, si sono concluse la quindicesima edizione di “Dalle otto alle otto” e la sesta edizione di “Libri di-versi in diversi libri” dedicata a Salvatore Di Pietro: Carlo Sorgia, Alessandra Nateri Sangiovanni e Maria Pia Vido si sono classificati rispettivamente al primo, secondo e terzo posto in quella che non è tanto una tenzone letteraria ma un’occasione di incontro, scambio e crescita nel nome della poesia: in un tempo arido e materialista, in cui scrivere versi sembrerebbe anacronistico e del tutto inutile, poesia è anche riempire strade, piazze, cortili e chiese di Avola e Noto di armonia, canti, musica e, soprattutto, poesie, “celebrando” secondo l’anima di questo concorso, il libraio-editore Ciccio Urso, sostenuto come sempre da Liliana Calabrese, dai giurati e dal manipolo di artisti del Val di Noto che seguono le loro iniziative, “la magia della creatività, spontaneamente e senza programmazione, nonostante l’indifferenza di intellettuali egocentrici e della massa insignificante che ci circonda, e, soprattutto, senza sindaci e assessori e a personaggi di potere, perché l’unico potere abbracciato da ciascuno è quello della fantasia e della bellezza di un verso, dell’incontro con un accadimento inaspettato, ma collegato a ciascuno, e l’adesione entusiastica di persone graditissime”.

Tra i giurati, docenti e poeti: Maria Barone, Corrado Bono, Liliana Calabrese, Antonino Causi, Francesca Corsico, Luigi Ficara, Benito Marziano, Orazio Parisi, Vera Parisi, Fausto Politino, Maria Restuccia, Lilia Urso, Marco Urso e i poeti vincitori Giovanni Catalano, Manuela Magi, Maria Chiara Quartu, Pietro Vizzini, Nina Esposito.

Sono state consegnate le targhe della memoria dedicate a poeti sparsi in diverse città italiane e grazie all’intervento di poeti di diverse regioni italiane, compresa la Sardegna, è stato raggiunto l’obiettivo di creare ponte con gli altri, ascoltando e uscendo da sé, diventando ideali punti di riferimento e modelli di vivere creativo positivo, da moltiplicare nel mondo.

La nuova edizione del concorso letterario verrà come ormai consuetudine dedicata a un poeta amico della Libreria Editrice Urso, scomparso anzitempo, e cioè al poeta-scrittore Corrado Carbè scomparso il 20 febbraio 2017 nel mentre stava partecipando alla precedente edizione di questo Concorso, dove, tra l’altro, si classificava al sesto posto della classifica finale, insieme a Cettina Lascia Cirinnà, Mimma Raspanti, Federico Guastella, Rita Stanzione, Simona Forte, Marianinfa Terranova, Antonella Santoro, Gianluca Macelloni, Grazia La Gatta.

Meritano una menzione particolare e vanno incoraggiati i giovani artisti: in un’edizione di qualche anno fa Davide Giannelli scriveva che quando saprai che stai per morire, / dalle tue ceneri di nuovo un sorriso. / E la tua melodia canterai (da Vivere d’amore).

Miriam Vinci, selezionata nell’edizione 2016/2017, ben rappresenta l’anelito giovanile alla Bellezza nonostante il grigiore del quotidiano e le difficoltà dell’esistenza e ci piace chiudere proprio con i suoi versi, che con voce fresca in ritmi franti ricantano i temi eterni della poesia, tra illusioni ingenue dell’età ed echi leopardiani:

Ed è in questa nudità / che vorrei / vestiti di poesia.

Share

La conferenza nei locali della biblioteca di Noto. Durante l’incontro, organizzato dal Rotaract, musiche eseguite dal maestro Gabriele Bosco al violino, mentre Giuseppe Puzzo, verseggiatore egli stesso, recita alcune liriche della poetessa e propri componimenti inediti

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Mariannina Coffa, Una donna tante donneLa poetessa dell’Ottocento che parla alle donne di oggi”: questo il titolo dell’incontro che si terrà domani, venerdì 25 marzo, alle ore 17,30 presso la Biblioteca comunale “Principe di Villadorata” di Noto in via Nicolaci, biblioteca che custodisce amorosamente gli scritti della poetessa e patriota netina. L’incontro si inserisce nella programmazione del Rotaract volta alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse culturali in senso lato.

Mariannina Coffa (Noto, 1841-1878), enfant prodige della borghesia netina nel passaggio difficile ed esaltante insieme dalla monarchia borbonica al Regno d’Italia, è stata dunque figlia, sorella, amica – corrispose con gli intellettuali dell’epoca pur senza muoversi dalla Sicilia –, innamorata (fu protagonista di un amore tipicamente romantico con Ascenso Mauceri, musicista e autore di tragedie), sposa malmaritata di un possidente terriero di Ragusa, madre (perse tra l’altro due dei cinque figli), patriota e poetessa (accompagnò con la sua poesia e le sue riflessioni i moti risorgimentali e la sua complessa personalità e spiritualità la portò ad un tentativo di emancipazione dagli stilemi dell’epoca verso soluzioni originali): interpretò ognuno di questi ruoli nonostante i limiti della propria condizione di donna, di siciliana, nonostante la malattia e le incomprensioni del contesto familiare e socio-culturale.

La conferenza, tenuta da Maria Lucia Riccioli, docente e scrittrice, autrice tra l’altro di un romanzo storico, “Ferita all’ala un’allodola”, incentrato proprio su Mariannina Coffa, giurata per due anni consecutivi del concorso di “Inchiostro e anima” intitolato alla Capinera di Noto, alla Saffo netina, tanto per ricordare alcune delle immagini cui la Coffa è stata associata, autrice di un saggio sulla prima tesi di laurea dedicata alla poetessa e inserito nel volume “Sguardi plurali” (Armando Siciliano Editore) curato da Marinella Fiume e uscito per raccogliere i lavori dell’omonimo convegno, oltre che di una lettera immaginaria alla Coffa pubblicata per i tipi di LiberAria in “Letteratitudine 3: letture, scritture, metanarrazioni” (a cura di Massimo Maugeri), sarà moderata da Federica Piluccio, presidente del Rotaract club Noto Terra di Eloro; le musiche che accompagneranno l’evento saranno eseguite dal maestro Gabriele Bosco al violino, mentre Giuseppe Puzzo, estimatore della Coffa e verseggiatore egli stesso, reciterà alcune liriche della poetessa e propri componimenti inediti.

A quasi centoquarant’anni dalla scomparsa della poetessa, la sua biografia e le sue opere presentano ancora fertili campi di indagine (pensiamo alla recente scoperta ad opera di Stefano Vaccaro di un inedito rinvenuto nella biblioteca del Castello di Donnafugata).

L’incontro del 25 marzo sarà occasione di riflessione sul modello femminile incarnato dalla Coffa e offrirà lo spunto per ricordare l’incendio del 25 marzo 1911, nel quale persero la vita le “camicette bianche” (pensiamo allo straordinario lavoro di Ester Rizzo per ridare nome dignità e memoria a queste donne), le operaie della Triangle Waist Company: tra di esse c’era una ragazza netina, Gaetana Midolo, cui è stata dedicata la rotatoria di Piazza Nino Bixio. Nel mese dedicato alle donne, ricordare un’emigrata e una figura del nostro Risorgimento non sembrerà un’operazione azzardata.

Per finanziare LA CIVETTA DI MINERVA, che è sostenuta solo da sponsor privati ed è un esempio di stampa libera da vincoli, l’idea è quella del crowdfunding, cioè la ricerca di fondi.

La civetta, animale sacro a Minerva: il simbolo del giornalismo che raccoglie informazioni e poi le analizza e le argomenta offrendole alla società perché diventino l’humus di un pensiero critico.

Da questa interpretazione del giornalismo  nel settembre del 2009 nasce il progetto dell’edizione cartacea del La civetta di Minerva, giornale antimafia, no profit.

http://www.lacivettapress.it/ it/

Difesa dell’ambiente e del territorio,  multiculturalismo, welfare, etica politica, economia sostenibile, lotta contro ogni forma di sfruttamento, prevaricazione e corruzione sono i nostri temi.

In soli sette anni di attività abbiamo sostenuto – nonostante la scarsità di risorse e quasi solo grazie ai nostri stessi contributi – importanti battaglie nel settore delle energie rinnovabili, della gestione privata del servizio idrico, contro la  costruzione del rigassificatore di Priolo-Melilli, a favore del blocco delle trivellazioni petrolifere in Val di Noto. Poi, tra le nostre numerose inchieste, quella “storica” sulla Procura della Repubblica di Siracusa ci è valsa il premio giornalistico nazionale Mario Francese 2012.

Tuttavia la nostra battaglia per la legalità ci ha portato più nemici che introiti e adesso la Civetta rischia la chiusura definitiva. Abbiamo bisogno di voi per salvarla!
Le donazioni verranno usate per finanziare il giornale e le attività che possano contribuire a tenerlo in vita e a promuoverne la diffusione.

Il nome di ogni donatore verrà stampato in uno spazio dedicato del giornale che potrà accogliere anche proposte e considerazioni (previa valutazione della loro liceità). Ciascuno riceverà il PDF del numero in uscita che presto potrete leggere anche grazie ad un’app.

———————————————————————–

The owl, sacred to the roman goddess Minerva: the symbol of aan active journalism, which collects, analyzes and discuss information in order to provide society with a booster for critical thought .

This interpretation of journalism led to the birth, in september 2009, of  the anti-mafia, non-profit, print newspaper, La Civetta di Minerva.

http://www.lacivettapress.it/it/

Our mission is to oppose environmental threats, corruption, exploitement, and abuse of power; and to promote multiculturalism, welfare, ethical politics, and sustainable economy.

Even though we had little money – motly provided by the journalists ourselves – in seven years we fought important battles: against water privatization; against the building of the regasification unit in the high risk area of Priolo-Melilli; against oil drilling in the historical area of Val di Noto. Among our many investigative reports, the “famous”one on the judges of the Procura della Repubblica di Siracusa was rewarded with the national Mario Francese prize for anti-mafia journalism.

However, our battle for legality brought us more ennemies than funds and now La Civetta risks to close for ever. We need you to save it!
Your donations will be used to support the newspaper and every activity which can contribute to its survival and outreach.

The name of every donor will be printed in a specific section of the newspaper, where your ideas and proposals can also be hosted (after previous evaluation of their legitimacy). Moreover, every donor will receive a PDF version of next issue and will be able to read it through an app.

http://www.lacivettapress.it/it/

LA CIVETTA esce ogni due venerdì e poi molti articoli confluiscono nel sito, dove troverete anche aggiornamenti e novità.

Annunci

Letteratitudine vol. 3 a Leggere & Scrivere…

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Continua il tour letteratitudiniano… Massimo Maugeri è stato ospite, a Vibo Valentia, di LEGGERE & SCRIVERE, festival ospitato a Palazzo Gagliardi (9-14 ottobre).

Ringraziamenti doverosi a Maria Teresa Marzano (direttrice del Festival), a tutto lo staff del Tropea Leggere & Scrivere” e ad Ippolita Luzzo (che ha presentato con Maugeri Letteratitudine 3″).

L'immagine può contenere: 1 persona

Ecco altro materiale sulle tappe precedenti del tour di LETTERATITUDINE 3…

L'immagine può contenere: sMS

Da LA SICILIA del 30 agosto 2017…

L'immagine può contenere: 1 persona

E da VIVERE, l’inserto culturale de LA SICILIA uscito il 31 agosto… (Maria Enza Giannetto è l’autrice del pezzo)

Dopo TaoBuk e altre occasioni di incontri letterari, ecco un nuovo appuntamento per parlare di LETTERATITUDINE 3… (l’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1910583305869428/?fref=ts)

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Care amiche e cari amici,
a tutti voi e ai vostri cari auguro – di vero cuore – una gioiosa prosecuzione di vacanze.
Vi aspetto il 1° settembre per condividere e festeggiare insieme questo evento, nell’ambito dellaVII Edizione di Naxoslegge
https://www.facebook.com/events/1910583305869428
Un caro saluto a tutti! 🙂

Ringrazio di cuore Naxos Legge – Festival delle narrazioni, della lettura e del libro e la sua direttrice Fulvia Toscano per questo riconoscimento che mi verrà tributato il 1° settembre nell’ambito della festa di apertura del Festival.
Contestualmente verrà presentato “Letteratitudine 3″ (LiberAria Editrice) con la partecipazione dei seguenti amici (che ringrazio di cuore): Maria Attanasio, Eliana CamaioniAntonio Di GradoMarinella FiumeGiuseppe GiglioMavì Carolina ParisiMaria Lucia Riccioli, Elvira Seminara, Ornella SgroiDomenico TrischittaVincenzo Vitale.
L’appuntamento è alle h. 19 alla Terrazza Lido di Naxos.
Ancora una volta grazie di cuore a tutti.

Massimo Maugeri

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

 

Ecco del materiale sul tour di Letteratitudine 3…

Intanto la freschissima e bella recensione di Zest – Letteratura sostenibile… a cura di Chiara Lecito: http://www.zestletteraturasostenibile.com/letteratitudine-3-maugeri-liberaria/

Ogni lettera è una lettera d’amore; e questo non solo intendendo la parola ‘lettera’ nel senso di missiva, ma anche (e soprattutto) nel senso di lettera dell’alfabeto.

Letteratitudine 3 è un’antologia di lettere d’amore, di racconti d’amore, di attestazioni di bruciante affetto ancor prima che di stima: più che di scrittori, qui si parla di persone che desiderano con umiltà, onestà e audacia di lasciare un qualcosa a chi li legge, probabilmente perché ciò che hanno letto ha lasciato qualcosa a loro.

Si diventa scrittori il giorno in cui ci si accorge che non si sta più mettendo la pagina che si scrive al servizio della propria vita, ma la propria vita al servizio della pagina. È una piccola rivoluzione copernicana: la tua vita deve diventare un magazzino di esperienze, oggetti, volti paesaggi, da cui prendere di volta in volta quello che serve alla storia che stai scrivendo; ma dev’essere sempre la storia, con le sue esigenze, a vincere. Questo “raffreddamento” del rapporto fra chi scrive e la propria vita è un passaggio decisivo.

Se Daniel Pennac dichiara, nel suo saggio Come un romanzo, che il leggere dilata il tempo del vivere, Letteratitudine 3 è una testimonianza di tale dilatazione. Diviso tra interviste, autori che raccontano i loro romanzi, scrittori che si rivolgono ad altri scrittori o a personaggi che hanno amato e un ricordo vivo e ammirato di Vincenzo Consolo, il saggio curato da Massimo Maugeri è un qualcosa di interessante e ispiratore.

E la definizione “saggio” potrebbe rivelarsi inadeguata, perché negli articoli riportati si argomenta pochissimo e si sente tantissimo, condividendo l’amore per la letteratura con un impeto tale che arriva dritto al cuore, parlando poco di scrittura e lasciando spazio alle persone che scrivono attraverso i libri che hanno scritto e quelli che hanno amato, e i personaggi, le voci, le parole che, con riservatezza e prepotenza, hanno trasformato la loro vita, ampliandone la visuale, eccitandone l’intelligenza e le corde dell’emotività.

Quel che era destinato a durare nel tempo non era necessariamente l’artificio più moderno o la tecnica più d’avanguardia, ma la capacità di cogliere e di fissare la verità.

Letteratitudine 3 è un racconto di carattere, dove chi vi partecipa si mette in gioco, si espone e si rivela, cercando di elaborare questo sentimento di amore, di passione, talvolta con imbarazzo, talvolta con timidezza, ma sempre con entusiasmo; è un libro che parla di persone che sono cresciute con i libri, confrontandosi direttamente con essi, vivendoli non tanto come veicoli di comunicazione quanto di risonanza: una risonanza che non è necessariamente accordo o rispecchiamento, ma una semplice intimità, un desiderio di sentirsi compresi; uno stimolo a non accontentarsi delle risposte ma a cercare sempre nuove domande, e ad andare sempre più in profondità.

E allora ogni libro richiama un altro libro, che poi è una voce, che poi è un autore, che poi, e prima di tutto, è un essere umano che esplora, che indaga, che condivide, talvolta mascherandole, le sue scoperte, le sue ipotesi le sue conclusioni; e che invita, se si tratta di una personalità autenticamente grande e onesta, il lettore a superarlo, a proseguire, a unire la sua ricerca a quelle passate.

Per scrivere buoni romanzi bisogna avere una visione del mondo complessa, la forza di darle un’ampia, coerente, rigorosa struttura narrativa senza furbizie, ma soprattutto bisogna saper creare-inventare-sognare una Lingua diversa dal parlare e dallo scrivere ordinario.

Lo scrivere non è una derivazione del leggere, ma un modo di rapportarsi con quel che si è letto; e ciò che si è letto diventa un qualcosa che si è vissuto ma non solo, perché nella migliore delle ipotesi, quello che si è letto lo si vive ancora, e lo si rielabora, e lo si ama, cambiandolo e cambiandosi e allargandolo con la nostra personale evoluzione.

Per scrivere bisogna essere, comunicano le mille voci che danno vita a Letteratitudine 3, ed essere con pienezza, integrità, autenticità.

E, di nuovo, amore.

E dopo queste bellissime parole sul senso della scrittura, ecco altro materiale…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Amici messinesi, siete tutti invitati!

Sarà il volume Letteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria) a inaugurare la rassegna “Unconventionally Summer 2017” dell’Associazione Culturale Demetra, in collaborazione con la Libreria Doralice, il Lido Gli Irrerammare, la Star Music Academy e il gruppo di lettura La Setta dei Lettori Estinti.
All’insegna dell’anticonformismo, e moderato da Fabrizio Palmieri, sarà un evento che vedrà la narrativa e la critica letteraria trasformarsi in spettacolo: assieme a Massimo Maugeri, curatore del volume, e agli scrittori Eliana Camaioni e Guglielmo Pispisa –autori presenti nel volume rispettivamente col saggio critico “Quei frammenti della luna: Lunaria 2.0” e con la “Lettera a Dracula”- interverrà infatti la Star Music Art Academy (direttrice Marianna Attinà, coordinatrice dell’evento Mariangela Campochiaro). Lo spettacolo, ispirato ai testi di Camaioni e Pispisa, vedrà in scena gli attori della scuola Valentina Allegra, Ilenia Nostro, Ambra Princiotto, Annalaura Princiotto, Marco Rotella, Annalisa Turchi, Claudia Rizzo.

“LETTERATITUDINE 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria): a cura di Massimo Maugeri

Un manuale sulla lettura, uno scrigno zeppo di consigli di scrittura, l’ingresso nel laboratorio creativo di tante scrittrici e tanti scrittori di fama nazionale e internazionale, un insieme di percorsi che, tra autoracconti d’autore, interviste e saggi, conducono “dietro le quinte” di libri, scrittori e personaggi letterari che conosciamo e amiamo.
In questi e in tanti altri modi può essere definito “Letteratitudine 3 – letture, scritture e metanarrazioni”, il nuovo libro curato da Massimo Maugeri, che celebra le attività culturali e letterarie del noto blog Letteratitudine, a dieci anni dalla sua nascita.

Ed ecco altro materiale…

Grazie mille a la Repubblica – Palermo e a CasaLettori Maria Anna Patti per la pubblicazione di questa bella intervista incentrata su “Letteratitudine 3″ (LiberAria Editrice)…

L'immagine può contenere: 1 persona

L'immagine può contenere: 1 persona, sMS

Letteratitudine 3 continua il suo tour di presentazioni…

MAGARI DOMANI RESTO e LETTERATITUDINE 3: A TUTTO VOLUME

Doppio incontro “consecutivo” venerdì sera, 16 giugno 2017, nell’ambito del Festival “A Tutto Volume” di Ragusa, a partire dalle 21:30, nella splendida cornice offerta da via Roma

Alle h. 21:30 si svolgerà la presentazione del romanzo “Magari domani resto” di Lorenzo Marone (Feltrinelli). Sarà presente l’autore che dialogherà sul libro con Massimo Maugeri.

A seguire, alle 22:30, la presentazione del volume “Letteratitudine 3” curato da Massimo Maugeri (LiberAria). Ne discuteranno con Massimo Maugeri: Lorenzo Marone, Paolo Di Paolo e altri amici di Letteratitudine che hanno contribuito alla realizzazione del testo

* * *

“Magari domani resto” (Feltrinelli): di Lorenzo Marone

Libro Magari domani resto Lorenzo MaroneLuce, una trentenne napoletana, vive nei Quartieri Spagnoli ed è una giovane onesta, combattiva, abituata a prendere a schiaffi la vita. Fa l’avvocato, sempre in jeans, anfibi e capelli corti alla maschiaccio. Il padre ha abbandonato lei, la madre e un fratello, che poi ha deciso a sua volta di andarsene di casa e vivere al Nord. Così Luce è rimasta bloccata nella sua realtà abitata da una madre bigotta e infelice, da un amore per un bastardo Peter Pan e da un capo viscido e ambiguo, un avvocato cascamorto con il pelo sullo stomaco. Come conforto, le passeggiate sul lungomare con Alleria, il suo cane superiore, unico vero confidente, e le chiacchiere con il suo anziano vicino don Vittorio, un musicista filosofo in sedia a rotelle. Un giorno a Luce viene assegnata una causa per l’affidamento di un minore, e qualcosa inizia a cambiare. All’improvviso, nella sua vita entrano un bambino saggio e molto speciale, un artista di strada giramondo e una rondine che non ha nessuna intenzione di migrare. La causa di affidamento nasconde molte ombre, ma forse è l’occasione per sciogliere nodi del passato e mettere un po’ d’ordine nella capatosta di Luce. Risolvendo un dubbio: andarsene, come hanno fatto il padre, il fratello e chiunque abbia seguito il vento che gli diceva di fuggire, o magari restare?

Lorenzo MaroneLorenzo Marone (Napoli, 1974), laureato in Giurisprudenza, ha esercitato per quasi dieci anni la professione di avvocato. Autore di successo, ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015), Premio Stresa 2015, Premio Scrivere per amore 2015, Premio Caffè corretto città di Cave 2016, 12 edizioni in Italia, 11 traduzioni all’estero, un film, La tenerezza, con regia di Gianni Amelio, e La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016), Premio Como 2016. Collabora con “La Repubblica di Napoli” con una rubrica fissa dal titolo “Granelli”. Vive a Napoli con la moglie, il figlio e la bassotta Greta, il suo cane superiore. Per Feltrinelli ha pubblicato Magari domani resto (2017).

* * *

Un riassunto delle tappe precedenti…

LETTERATITUDINE 3 a Terrasini (Pa) – 9/6/2017
Su il sipario! Appuntamenti tra casa e scuola
https://letteratitudinenews.wordpress.com/…/letteratitudin…/

Venerdì 9 giugno 2017, alle h. 17:30, presso l’Aula Magna dell’I.C. “Giovanni XXIII”, via G.B. Consiglio, 1 – 90049 Terrasini (PA) si è svolta la presentazione del volume LETTERATITUDINE 3: letture, scritture e metanarrazioni (LiberAria) organizzato da Così, per passione – Associazione Culturale. Ne discuteranno con Massimo Maugeri, curatore del libro: Martina Consiglio, Natalia Rodik, Rina Trikoli Spalanca. Introducono: Alberto Cipolla, Adalberto Magnelli. Coordina i lavori: Ino Cardinale.

L'immagine può contenere: 6 persone, persone che sorridono, persone in piedi

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

E non poteva mancare a Una marina di libri…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

LETTERATITUDINE 3 a UNA MARINA DI LIBRI 2017: sabato 10 giugno 2017
https://letteratitudinenews.wordpress.com/…/letteratitudin…/

Sabato 10 giugno 2017, alle h. 19:00, a Palermo, nell’ambito del Festival “Una marina di libri “, presso il Gymnasium dell’Orto Botanico si è svolta la presentazione del volume “LETTERATITUDINE 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria Editrice). Con Massimo Maugeri, curatore del libro, ne ha discusso Antonio Sunseri.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L'immagine può contenere: 4 persone, persone sedute e spazio al chiuso

E adesso le immagini delle precedenti presentazioni…

Qualche foto della presentazione di LETTERATITUDINE 3 a #SalTo30…

L'immagine può contenere: 3 persone, persone sedute, tabella e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 3 persone, persone sedute

L'immagine può contenere: 2 persone, persone sedute e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 3 persone, persone sedute

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta, tabella e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 4 persone, persone sedute

L'immagine può contenere: 3 persone, persone sedute e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 4 persone, persone sedute

Cari amici, qualche foto della presentazione di Letteratitudine 3 avvenuta oggi al Salone del Libro di Torino.
Ringrazio Giorgia Antonelli (editrice di LiberAria), Daniela Marcheschi e Marco Peano.
Ringrazio anche Giorgio Nisini, Domenico Trischitta (che ringrazio anche per queste foto) e tutti gli intervenuti.
Grazie di cuore a tutti.
E buona domenica! 🙂 (Massimo Maugeri)

https://www.facebook.com/Salvatore.Armando.Santoroo.5/videos/10209655077188804/ (un video di Salvatore Armando Santoro)

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Sabato 20 maggio, ore 17:30, presso la Sala Avorio del Salone Internazionale del Libro di Torino, presenteremo: “Letteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni“ (LiberAria). Modera l’editrice: Giorgia Antonelli. Saranno presenti: Daniela Marcheschi, Massimo Maugeri e Marco Peano. Ma è attesa anche la partecipazione di tanti altri amici scrittori che hanno offerto il loro contributo per la realizzazione del libro.
Segnatevi la data! Non mancate!

————–

LETTERATITUDINE 3: letture, scritture e metanarrazioni (LiberAria) – a cura di Massimo Maugeri

Un manuale sulla lettura, uno scrigno zeppo di consigli di scrittura, l’ingresso nel laboratorio creativo di tante scrittrici e tanti scrittori di fama nazionale e internazionale, un insieme di percorsi che, tra autoracconti d’autore, interviste e saggi, conducono “dietro le quinte” di libri, scrittori e personaggi letterari che conosciamo e amiamo.
In questi e in tanti altri modi può essere definito Letteratitudine 3 – letture, scritture e metanarrazioni, il nuovo libro curato da Massimo Maugeri, che celebra le attività culturali e letterarie del noto blog Letteratitudine, a dieci anni dalla sua nascita.

Un manuale che si legge come un romanzo, e che costituisce una vera e propria miniera di consigli e ispirazioni per chiunque, addetto ai lavori o semplice appassionato di letteratura, desideri conoscere da vicino i meccanismi che regolano l’universo che ruota intorno alla scrittura e ai suoi protagonisti, siano essi reali o immaginari.
https://letteratitudinenews.wordpress.com/2017/05/10/letteratitudine-3-al-salone-del-libro-di-torino/

Oltre alla prestigiosa tappa torinese, vi ricordo i precedenti appuntamenti di questo volume che è come uno stato dell’arte, una fotografia della letteratura contemporanea e non, nazionale e non solo…

LETTERATITUDINE 3: tra Siracusa e Catania – 21 e 23 aprile 2017
https://letteratitudinenews.wordpress.com/…/doppio-appunta…/

Venerdì 21 aprile, alle ore 18:00 presso l’aula magna dell’Istituto “Lombardo Radice” di Siracusa, Massimo Maugeri ha conversato su Letteratitudine e sul volume LETTERATITUDINE 3 – letture, scritture e metanarrazioni (LiberAria Editrice) Alla fine brindisi augurale pasquale. L’evento è stato organizzato dal Comitato di Siracusa della Società Dante Alighieri

Domenica 23 aprile 2017, alle ore 17:00, nella sede della Biblioteca della “Città Metropolitana” di Catania (Via Prefettura 20), nell’ambito della rassegna “MAGGIO DEI LIBRI” e per celebrare la GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO, ha avuto luogo la presentazione del libro: LETTERATITUDINE 3 – letture, scritture e metanarrazioni (LiberAria Editrice​ ). Presenti all’incontro: Massimo Maugeri​ (curatore del libro) e Rosa Maria Di Natale​
https://www.facebook.com/events/406807329698366/

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Quale spazio c’è nella nostra società per la lentezza e la fissità della pagina scritta? Come sui scrive un incipit d’impatto? Quali sono i meccanismi della scrittura? Da un blogger, da uno scrittore e da un filologo suggerimenti e consigli d’editoria. Con Massimo Maugeri, ideatore di Letteratitudine, Guido Conti, critico e giornalista, e Davide Canfora, Docente di Filologia italiana all’Università di Bari.

Ecco il link per chi volesse (ri)ascoltare la puntata del 17 aprile di Fahrenheit.

http://www.fahrenheit.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-12b350fe-868b-43ec-8698-12b212c77239.html#p=0

Altro materiale su Letteratitudine 3:

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

(photo courtesy Salvo Trommino)

https://www.facebook.com/events/597163873821380/ (l’evento Facebook)

L'immagine può contenere: 10 persone, persone sedute e spazio al chiuso

BUON COMPLEANNO LETTERATITUDINE!!!!
Un invito di parole, musica e ricordi per invitare voi tutti il 7 Aprile alla Casa del libro, via Maestranza, Siracusa! Alle ore 18,00 Io e Daniela Sessa converseremo infatti con Massimo Maugeri e con moltissimi dei personaggi letterari di cui ha parlato in questi 10 anni! BUONA VISIONE! Ringrazio Salvo Trommino per la realizzazione del video! Grazie Salvo!

Queste le parole di Simona Lo Iacono…

Presentazione a cura di Simona Lo Iacono a Siracusa il 7 maggio 2017 alle ore 18:00 presso la Casa del Libro in via Maestranza 20/22.

L'immagine può contenere: 2 persone

Ecco l’articolo uscito su LA SICILIA il 23 marzo 2017.

L'immagine può contenere: 14 persone, persone sedute e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 9 persone, persone sedute e persone in piedi

Il pubblico de La Casa del LIbro… le attrici Beatrice Margagliotti e Arianna Vinci.

L'immagine può contenere: 14 persone, persone sedute e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, primo piano e spazio all'aperto

La cara amica Lucia Regina, ottima lettrice.

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, occhiali

Luca Raimondi, che ho avuto il piacere di presentare e recensire spesso.

La new wave siracusana!

L'immagine può contenere: 5 persone, persone in piedi e spazio al chiuso

La cara Grazia Maria Schirinà, che presiede l’associazione – e dirige l’omonima rivista – GLI AVOLESI NEL MONDO.

L'immagine può contenere: 5 persone, persone che sorridono, persone in piedi

LA CIVETTA DI MINERVA, il quindicinale d’inchiesta che si occupa anche di cultura…

L'immagine può contenere: 3 persone, persone sedute e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, occhiali e primo piano

Altro materiale…

Venerdì 10 marzo alle ore 17 Massimo Maugeri, scrittore e blogger, è stato all’Istituto Tecnico Commerciale P. Branchina, di Adrano (CT) per presentare il volume “Letteratitudine 3: letture, scritture, metanarrazioni” (LiberAria)
https://letteratitudinenews.wordpress.com/…/letteratitudin…/
L’incontro si è svolto nell’ambito della manifestazione “Viaggio tra le parole”, promossa dalla biblioteca comunale “Rosario Russo” ed è stato moderato dalla prof.ssa Lina Uccellatore.
Questo è l’evento su Facebook
https://www.facebook.com/events/1890055664539199/
Massimo Maugeri ringrazia il prof. Matteo Bua per aver organizzato l’incontro.
Segnaliamo l’evento a Giorgia Antonelli e a Liberaria.

L'immagine può contenere: 2 persone

La locandina con gli eventi della manifestazione…

… e il link al post di Letteratitudine news…

https://letteratitudinenews.wordpress.com/2017/03/08/letteratitudine-3-ad-adrano/

L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridono, persone in piedi

I tre protagonisti dell’incontro..

L'immagine può contenere: sMS

Il libro… e le foto!

L'immagine può contenere: 7 persone, persone che sorridono, persone sedute

Grazie a Marinella Fiume e Carlo Giannetto per queste foto… pubblicherò anche quelle scattate da me.

L'immagine può contenere: 6 persone, persone sedute e spazio al chiuso

Insieme a Sonia Patania, squisita padrona di casa a La Feltrinelli di Catania, Sergio Claudio Perroni, Antonio Di Grado, Marinella Fiume, Domenico Trischitta, Mavie Parisi.

L'immagine può contenere: 6 persone, persone sedute e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 2 persone

L'immagine può contenere: 7 persone, persone sedute e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 7 persone, scarpe

Vincenzo Vitale e le sue reminiscenze sciasciane, davvero preziose.

L'immagine può contenere: 7 persone, persone che sorridono, scarpe

Eccomi a parlare di lettere, di Mariannina Coffa, di memoria e letteratura, del blog di Massimo Maugeri, di rete e scrittura.

L'immagine può contenere: 6 persone, persone sedute, scarpe e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 7 persone, persone sedute

L'immagine può contenere: 5 persone, persone sedute, scarpe e spazio al chiuso

Domenico Trischitta e il suo ricordo di Sgalambro, Céline e i libri che ti cambiano la vita.

L'immagine può contenere: 4 persone, persone sedute

Mavie Parisi e la Teresa di Kundera.

Guglielmo Pispisa e Dracula, Ornella Sgroi e Poirot.

L'immagine può contenere: 5 persone, persone sedute

Giuseppe Giglio e il suo Vincenzo Consolo… una bellissima riflessione sulla letteratura che – penna in resta come Don Chisciotte e con le parole di Frisch – è un’arma contro la solitudine e le ingiustizie.

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta e spazio al chiuso

Foto mie… Mavie Parisi, Guglielmo Pispisa, Ornella Sgroi.

L'immagine può contenere: 4 persone, persone in piedi, persone sedute e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta

L'immagine può contenere: 3 persone, spazio al chiuso

LETTERATITUDINE 3 (anteprima nazionale)
Presentazione in antemprima nazionale del volume “LETTERATITUDINE 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria)
https://letteratitudinenews.wordpress.com/…/letteratitudin…/
Care amiche e cari amici, ho il piacere di invitarvi a partecipare a un evento che mi sta molto a cuore.
Martedì 17 Gennaio, alle ore 18:00, vi aspetto presso la Sala Eventi della Feltrinelli di via Etnea di Catania, per una festa letteraria che riguarda Letteratitudine. Presento, infatti, in anteprima nazionale il volume “Letteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria). È il libro con cui festeggio i dieci anni di attività del blog e che contiene tantissimi contributi, per lo più inediti (per dettagli vi rimando al comunicato elaborato dalla libreria Feltrinelli, che riporto di seguito) donati da amici scrittrici e scrittori. Ne approfitto subito per ringraziarli pubblicamente, e di vero cuore, per la loro disponibilità e amicizia.
Aggiungo soltanto che, questa del 17 gennaio, sarà davvero una bellissima festa dedicata alla lettura e alla scrittura. Nella presentazione mi accompagneranno alcuni degli amici che hanno donato il loro contributo per la realizzazione del libro. In particolare, saranno con me (e con voi): Antonio Di Grado, Marinella Fiume, Giuseppe Giglio, Mavie Parisi, Sergio Claudio Perroni, Guglielmo Pispisa, Maria Lucia Riccioli, Ornella Sgroi, Domenico Trischitta, Anna Vasta, Vincenzo Vitale.
Vi aspettiamo! Non mancate!
—————————————————————————–
(Dettagli sul post)
https://letteratitudinenews.wordpress.com/…/letteratitudin…/

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

https://letteratitudinenews.wordpress.com/2017/01/11/letteratitudine-3-anteprima-nazionale/

Presso la Sala Eventi de laFeltrinelli Libri e Musica di via Etnea 285 a Catania

Martedì 17 Gennaio

ore 18:00

Massimo Maugeri

presenta

LETTERATITUDINE 3 (LiberAria Editore)

Intervengono: Antonio Di Grado, Marinella Fiume, Giuseppe Giglio, Mavie Parisi, Sergio Claudio Perroni, Guglielmo Pispisa, Maria Lucia Riccioli, Ornella Sgroi, Domenico Trischitta, Anna Vasta, Vincenzo Vitale.

Martedì 17 Gennaio, alle ore 18:00, presso la Sala Eventi della Feltrinelli di via Etnea, Massimo Maugeri presenterà al pubblico catanese Letteratitudine 3 (Liberaria Editore). Interverranno numerosi autori degli scritti inclusi nel libro: questa chiacchierata fra scrittori è il modo con cui noi della Feltrinelli di Catania abbiamo scelto di  iniziare la nostra stagione degli eventi 2017.

Un manuale sulla lettura, uno scrigno zeppo di consigli sulla scrittura, l’ingresso nel laboratorio creativo di tante scrittrici e tanti scrittori di fama nazionale e internazionale, un insieme di percorsi che introducono a libri, scrittori scomparsi e personaggi letterari. In questi e in tanti altri modi può essere definito Letteratitudine 3 – letture, scritture e metanarrazioni: il nuovo libro curato da Massimo Maugeri ed edito da Liberaria, che è legato alle attività culturali e letterarie del celebre blog Letteratitudine.

Letteratitudine 3, che esce a dieci anni dalla nascita del blog, è una raccolta di interventi, in larga parte inediti e in parte tratti dal blog stesso. In questo terzo volume, come sempre curato da Massimo Maugeri, sono contenuti gli scritti di alcuni dei più importanti autori della narrativa contemporanea, italiana e internazionale. Le loro penne animano le quattro sezioni in cui è diviso il libro.

In Lettura e scrittura: dieci domande a dieci scrittori, sono racchiuse interviste sul rapporto tra l’attività del leggere e dello scrivere, una vera e propria incursione nelle vite letterarie di ogni scrittore.

Autoracconti d’autore: scrittori raccontano i propri romanzi, costituisce invece un vero e proprio focus sul romanzo, la narrazione in prima persona dei meccanismi e delle finalità dietro la scrittura e la stesura di un libro. Lettere a personaggi letterari e autori scomparsi è un epistolario fantastico, il dialogo, sempre vivo, tra uno scrittore contemporaneo e il suo autore, o personaggio letterario, di riferimento. Chiude la raccolta un Omaggio a Vincenzo Consolo, figura imprescindibile della letteratura contemporanea.

Dettagli, qui di seguito…

* * *

Interviste a: Ferdinando Camon, Massimo Carlotto, Antonella Cilento, Giancarlo De Cataldo, Maurizio de Giovanni, Nicola Lagioia, Dacia Maraini, Melania G. Mazzucco, Raul Montanari, Clara Sereni.

Autoracconti: Emanuela E. Abbadessa, Eraldo Affinati, Marco Balzano, Alessandro Bertante, Rossana Campo, Paola Capriolo, Glenn Cooper, Mauro Covacich, Maria Rosa Cutrufelli, Mario Di Caro, Luca Doninelli, Ildefonso Falcones, Catena Fiorello, Chiara Gamberale, Vittorio Giacopini, Luigi Guarnieri, Orazio Labbate, Nicola Lagioia, Joe R. Lansdale, Simona Lo Iacono, Massimo Lugli, Lorenzo Marone, Paola Mastrocola, Giordano Meacci, Elena Mearini, Claudio Morandini, Giorgio Nisini, Marilù Oliva, Demetrio Paolin, Marco Peano, Sergio Pent, Sergio Claudio Perroni, Romana Petri, Piergiorgio Pulixi, Sara Rattaro, Paolo Roversi, Clara Sánchez, Evelina Santangelo, Vanni Santoni, Giuseppe Schillaci, Brunella Schisa, Elvira Seminara, Marcello Simoni, Simona Sparaco, Mariapia Veladiano, Grazia Verasani.

Lettere: lettera a Alice nel Paese delle Meraviglie (di Francesca G. Marone), lettera a Honoré de Balzac (di Mariolina Bertini), lettera a Rocco Carbone (di Romana Petri), lettere a Mariannina Coffa (di Marinella Fiume e Maria Lucia Riccioli), lettera a Cthulhu (di Marco Peano), lettera a Stefano D’Arrigo (di Tea Ranno), lettera a Dracula (di Guglielmo Pispisa), lettera a Marguerite Duras (di Sandra Petrignani), lettera a Alfonso Gatto (di Carmen Pellegrino), lettera a Jean-Claude Izzo (di Stefania Nardini), lettera a Primo Levi (di Sara Rattaro), lettera a Katherine Mansfield (di Lia Levi), lettera a Elsa Morante (di Graziella Bernabò), lettera a Anna Maria Ortese (di Adelia Battista), lettera a padre Paneloux (di Filippo Tuena), lettera a Pier Paolo Pasolini (di Francesco Pecoraro), lettera a Perelà (di Claudio Morandini), lettera a Hercule Poirot (di Ornella Sgroi), lettera a Giuseppe Pontiggia (di Daniela Marcheschi), lettera a Ugo Riccarelli (di Giulia Ichino), lettera a Emilio Salgari (di Patrizia Rinaldi), lettera a Gregorio Samsa (di Andrea Caterini), Lettere a Leonardo Sciascia (di Antonio Di Grado e Vincenzo Vitale), lettera a Manlio Sgalambro (di Domenico Trischitta), lettera a Winston Smith (di Carlotta Susca), lettera a Antonio Tabucchi (di Paolo Di Paolo), lettera a Tereza (di Mavie Parisi), lettera a Marianna Ucrìa (di Simona Lo Iacono), lettera a Sebastiano Vassalli (di Michele Rossi).

Omaggio a Vincenzo Consolo: Massimo Maugeri, Maria Attanasio, Sebastiano Burgaretta, Domenico Calcaterra, Eliana Camaioni, Maria Rosa Cutrufelli, Antonio Di Grado, Giuseppe Giglio, Salvatore Silvano Nigro, Massimo Onofri, Salvo Sequenzia, Natale Tedesco, Anna Vasta.

* * *

Massimo Maugeri, scrittore siciliano, collabora con le pagine culturali di magazine e quotidiani tra cui “Il Venerdì” di Repubblica. Ha ideato e gestisce Letteratitudine, blog letterario d’autore del Gruppo L’Espresso, integrato da LetteratitudineNews. Su Radio Hinterland cura e conduce Letteratitudine in Fm: trasmissione culturale di libri e letteratura. Ha pubblicato romanzi, racconti e saggi. Il suo romanzo più recente Trinacria Park (Edizioni E/O, 2013 – Premio Vittorini) è stato inserito da Panorama nell’elenco dei dieci migliori romanzi italiani pubblicati nel 2013. Tra i vari riconoscimenti ricevuti: Premio Vittorini, Premio Addamo, Premio Martoglio, Premio Più a Sud di Tunisi, Premio Internazionale Sicilia “Il Paladino”, Premio Elmo.

* * *

© Letteratitudine

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook e su Twitter

letteratitudine-3

Iniziamo l’anno nuovo con l’annuncio di un libro a cui teniamo molto, perché parla di scrittura e di scrittori.
Esce a fine gennaio Letteratitudine 3 – letture, scritture e metanarrazioni.
Nato per celebrare i dieci anni di attività del noto blog culturale Letteratitudine, curato da Massimo Maugeri, questo volume vi trascinerà nel dietro le quinte della scrittura, attraverso saggi, interviste, autoracconti dei più importanti scrittori italiani.
Prestissimo in tutte le librerie 🙂

Ecco il comunicato di LiberAria Editrice… e aggiungo anche queste parole di Giorgia Antonelli:

Ci sono blog culturali che fanno un lavoro immenso di divulgazione della letteratura, che sono tasselli importanti per la fruizione della lettura ai giorni nostri. Letteratitudine, il blog curato da Massimo Maugeri, è uno di questi, e nel 2016 ha festeggiato dieci anni di attività.
Abbiamo deciso di celebrare questo prezioso lavoro anche a LiberAria, così dal 26 gennaio in tutte le librerie troverete questo libro qui, Letteratitudine 3, che raccoglie interviste, saggi, racconti e autonarrazioni dei più importanti scrittori italiani e internazionali.
Un libro ricco di informazioni, retroscena e aneddoti sul dietro le quinte di ogni romanzo, un libro per addetti ai lavori, o semplici appassionati di letteratura, per chi ama i libri che parlano di altri libri, per chi ama la scrittura e la lettura, per chi almeno una volta ha raccontato un segreto a un personaggio letterario.
E poi ospita gli interventi di tanti amici, e scrittori, che stimo moltissimo.
Per darvi un’idea:
Demetrio Paolin, Orazio Labbate, Claudio Morandini, Giuseppe Schillaci, Marco Peano, Paolo Di Paolo, Nicola Lagioia, Antonio Di Grado, Daniela Marcheschi, Francesco Pecoraro, Vanni Santoni, Carlotta Susca, Paolo Roversi, Brunella Schisa, Clara Sànchez, Elvira Seminara, Simona Sparaco, Marilù Oliva, Sergio Claudio Perroni, Elena Mearini, Giordano Meacci, Joe R. Lansdale, Paola Mastrocola, Sergio Pent, Mauro Covacich, Glenn Cooper, Edoardo Affinati, Raul Montanari, Domenico Calcaterra e tantissimi altri.

Ringrazio Massimo Maugeri per aver curato questo bellissimo lavoro e averne affidato a LiberAria la realizzazione.

E qui le parole di Massimo Maugeri:

Ringrazio di cuore Giorgia Antonelli, direttrice di LiberAria, per questo post che annuncia l’uscita di “Letteratitudine 3 – letture, scritture e metanarrazioni”: il terzo volume dedicato al blog in occasione del decennale della nascita (sarà nelle librerie a partire dal 26 gennaio).
Ne approfitto per ringraziare le amiche e gli amici che hanno donato i loro contributi pubblicati all’interno del volume: una vera e propria festa dedicata alla lettura e alla scrittura.
E grazie di cuore in anticipo a tutti coloro che avranno la possibilità di sostenerci!
Grazie, grazie, grazie! 🙂

La mia replica:

Grazie a te, Massimo, per aver creato questa realtà letteraria così bella… penne splendide, voci che si sono spesso unite per realizzare nuove cose in nome della passione per la lettura e la scrittura. Spesso provo una grande nostalgia per i primissimi tempi di questa avventura… ma tutto cambia e si evolve e sono certa che raggiungerai sempre più alti obiettivi. Grazie per aver voluto anche me sia nel blog che come autrice di un pezzo dedicato alla carissima Mariannina Coffa. Presentare questo libro sarà una festa.

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/ (ecco il link al blog LETTERATITUDINE).

L’evento Facebook…

https://www.facebook.com/events/690662247775041/693084800866119/?notif_t=plan_mall_activity&notif_id=1484564472073067

letteratitudine3-copie

Ed anche le radio se ne occupano:

Massimo Maugeri è stato ospite giorno 16 gennaio, a Radio Delfino, del programma di Marilina Giaquinta per discutere di “Letteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria):
https://letteratitudinenews.wordpress.com/…/letteratitudin…/
In collegamento telefonico c’è stato anche Giuseppe Giglio.
In streaming da qui: http://www.radiodelfino.it/
Oppure (per chi vive a Catania) in Fm sul canale 90.4.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Cari amici, in tarda mattina (il collegamento sarà intorno alle 13:40) sarò ospite della trasmissione radiofonica “La Città Invisibile” su Radio Zammù (la radio dell’Università di Catania).
Discuteremo di “Letteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria) che avrò il piacere di presentare oggi pomeriggio, alle h. 18, alla libreria Feltrinelli di Catania
https://www.facebook.com/events/690662247775041/
Potete ascoltarci sul canale 101 in Fm (per chi vive a Catania e dintorni) o su www.radiozammu.it

Vi aspetto oggi pomeriggio alla libreria Feltrinelli!
Per approfondimenti sul libro:
https://letteratitudinenews.wordpress.com/…/letteratitudin…/

foto

https://letteratitudinenews.wordpress.com/2012/12/10/letteratitudine-tra-i-blog-piu-influenti-secondo-gli-editori/(

Sul quotidiano Repubblica di venerdì 7 dicembre 2012 (pag. 53, sezione Cultura) è stato pubblicato un articolo di Simonetta Fiori dal titolo “Quei titoli in classifica grazie a twitter e ai blog” con riferimento  a un evento organizzato dall’AIE in seno a “Più libri più liberi 2012” che aveva come scopo quello di stabilire se – e fino a che punto – i blog e la rete possono contribuire all’incremento della vendita dei libri.
Così scrive Simonetta Fiori nell’articolo: “Esplora un mondo ancora sommerso l’ inedita ricerca dell’ Aie, che per la prima volta indaga l’ influenza sui lettori esercitata dai blog di libri (sarà presentata domenica a Più libri più liberi ). La metodologia è ancora sperimentale, ma l’ inchiesta ha il merito di lumeggiare anche i minimi movimenti determinati dalle piazze letterarie considerate più importanti, ed è già qui un elemento di novità. Le case editrici hanno espresso una lista dei blog più influenti, dal borgesiano Finzioni a Tazzina di caffè, e poi Minima Moralia, Booksblog, Critica letteraria, Ho un libro in testa, Letteratitudine, Bookfool, Vibrisse, Nazione Indiana, Il primo amore, Scrittevolmente, Amanti dei libri. Tredici sigle a cui si attribuisce un peso“.
È possibile leggere l’intero articolo, cliccando qui.
Ne approfitto per ringraziare le case editrici che hanno indicato Letteratitudine nel gruppo dei blog più “influenti”.

Massimo MaugeriNessun testo alternativo automatico disponibile.

I miei legami con Letteratitudine…

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2011/03/14/unita-italia-e-le-donne-nel-risorgimento-italiano/ (il post permanente dedicato al mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA su Mariannina Coffa, poetessa e patriota netina, e alle donne del Risorgimento italiano)

1317636572_9d2d7d52e1c8d0b7ce012b83837f96ab.wix_mp

Mariannina copertina

https://letteratitudinenews.wordpress.com/2014/10/23/quannu-u-signuri-passava-p-o-munnu-di-maria-lucia-riccioli-la-prefazione-del-libro/ (il post sul mio libro di cunti in dialetto siciliano QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU, edito da Algra Editore: troverete la splendida prefazione di Sebastiano Burgaretta)

Copertina Riccioli

https://letteratitudinenews.wordpress.com/?s=la+bananottera

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2015/11/23/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/ (il post su LA BANANOTTERA, la mia fiaba sulla dolce bananottera gialla Nana edita da VerbaVolant edizioni)

Qualche video su YouTube…

https://www.youtube.com/results?search_query=Letteratitudine

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/index.php?s=Maria+Lucia+Riccioli

Piccolo backup…

Sono presenti miei interventi anche nei due volumi precedenti dedicati a Letteratitudine.

Sono grata a Massimo e al suo blog per i contatti con tanti lettori scrittori commentatori editori traduttori critici resi possibili grazie ad Internet e a questo strumento di dialogo…

Qualche ricordo.

LETTERATITUDINE CHIAMA SCUOLA è il forum dedicato alla scuola dal litblog LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri.
Su LA REPUBBLICA di venerdì 7 dicembre 2012, si parlava del blog LETTERATITUDINE come uno dei 13 litblog più influenti della rete…
E il 4 dicembre si parlava su IL CORRIERE DELLA SERA della riapertura del forum sulla scuola.
Ecco il link al forum, anche se qui ho ricopiato, grazie a Massimo Maugeri, l’articolo di Paolo Di Stefano, che ho avuto la gioia di conoscere il 15 dicembre 2004 in occasione del ritorno a Siracusa delle reliquie di Santa Lucia – evento che il giornalista-scrittore ha rievocato nel romanzo NEL CUORE CHE TI CERCA.

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2009/09/28/letteratitudine-chiama-scuola/

IL PICCOLO FRATELLO
Fiducia nella cultura anche senza cinguettii
In questo periodo di difficoltà ci sono sacche di resistenza nell’editoria

di Paolo Di Stefano

C’è da essere sinceramente grati al Manifesto, che domenica, mentre illustrava in prima pagina (sotto il malinconico titolo «A.A.A. il Manifesto vendesi») le complesse vicende societarie che porteranno alla cessione della gloriosa testata comunista, offriva al lettore un menu culturale di grande qualità, con lo storico inserto di recensioni librarie Alias presente come sempre: quelle recensioni che un giornale in crisi di solito decide di far saltare per prime non appena si intravede la malaparata. Invece, Alias era lì, come se nulla fosse, e faceva un effetto incoraggiante constatare come neanche in questa drammatica fase da fine del Titanic sia venuta meno la fiducia nei libri, nella cultura, nella letteratura, nell’intelligenza del lettore. Senza volerne enfatizzare il significato, quelle otto pagine sembravano una sorta di ultima irridente sfida allo stato impietoso delle cose. Che si potesse leggere anche come una sfida era la composizione stessa delle pagine a dichiararlo: il servizio d’apertura sulla poetessa Amelia Rosselli («quest’autrice ossessivamente e faticosamente attenta alla cura testuale e tipografica dei suoi libri, eppure spesso insoddisfatta», secondo Cecilia Bello Minciacchi) e, al centro, due intere pagine su un altro poeta, Giorgio Caproni, con una sua inchiesta del ‘46 sulle borgate romane, che precedeva gli interventi di Pasolini.Ci sono piccole sacche di resistenza incoraggianti. Non tutto per avere fascino deve cinguettare, non tutto per avere dignità deve collocarsi tra i top ten di vendita, non tutto è supermercato o ipermercato. C’è un mensile, come Lo straniero di Goffredo Fofi, che festeggia i suoi centocinquanta numeri con una semimonografia sui soldati italiani oggi: è una rivista, realizzata con mezzi minimi, che frequenta le periferie del mondo, della società, della cultura. Poco visibile ma di grande interesse è la rivista Gli asini, di solito dedicata al mondo della scuola, il cui ultimo numero riflette intorno alla nascita e al parto. Torna nel bel sito di Massimo Maugeri letteratitudine.it il forum permanente sulla scuola. C’è una piccola editoria che si presenta, piena di novità e di fervore, alla Fiera romana «Più libri più liberi», prevista nei prossimi giorni. Ci sono editori che nascono ex novo sfidando l’ostilità della crisi: l’Orma è uno di questi e a giudicare dai primi titoli, in particolare dalle Notizie dal migliore dei mondi del giornalista tedesco d’inchiesta Günter Wallraff, promette bene.C’è una libreria, Il Ponte sulla Dora, che grazie alla tenacia di un libraio fuori dal comune come Rocco Pinto viene inaugurata in Borgo Aurora, nella periferia torinese (ne parlava sabato Giuseppe Culicchia sulla Stampa), in barba alle catene che tengono saldamente in pugno il monopolio del mercato. Se vi sembra poco, in un momento in cui il buon senso consiglierebbe di aspettare che passi la nottata…

Paolo Di Stefano
Pagina 49
(04 dicembre 2012) – Corriere della Sera

Postato mercoledì, 5 dicembre 2012 alle 4:01 pm da Fiducia nella cultura anche senza cinguettii – di Paolo Di Stefano – Corriere della Sera

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Ecco a pagina 35 de LA SICILIA di giorno 14 gennaio 2017 l’annuncio dell’incontro.

L'immagine può contenere: 2 persone

Ecco le parole di Maugeri:

Ringrazio di cuore il quotidiano “La Sicilia” e il direttore della pagina culturale Giuseppe Di Fazio per questo articolo che annuncia l’uscita di “Letteratitudine 3” (LiberAria) e la presentazione in anteprima nazionale che si svolgerà martedì 17 gennaio alla libreria Feltrinelli di Catania alle h. 18.
Buon fine settimana a tutti! 🙂

La pag. dell’evento su Fb:https://www.facebook.com/events/690662247775041/

Approfondimenti sul libro:
https://letteratitudinenews.wordpress.com/2017/01/11/letteratitudine-3-anteprima-nazionale/

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L’articolo di Massimo Onofri su AVVENIRE.

Il post su Satisfiction…

Satisfiction

LETTERATITUDINE 3. DIECI DOMANDE SULLA LETTURA E SULLA SCRITTURA A RAUL MONTANARI

7309133_2211507In dieci anni di attività Massimo Maugeri ha svolto un costante e prezioso lavoro (la passione è profonda) dentro e intorno alla letteratura. Nel 2006, infatti, iniziò la sua avventura on-line con Letteratitudine, da lui definito come “Luogo virtuale d’incontro tra scrittori, lettori, librai, critici, giornalisti e operatori culturali”. Con la pubblicazione di Letteratitudine 3. Letture, scritture, metanarrazioni (LiberAria), Maugeri tira le somme di quanto fatto, letto e scritto nell’ultima decade e, contemporaneamente, traccia insieme agli scrittori da lui coinvolti un interessante quanto coinvolgente percorso dentro la loro visione della scrittura e su quanto vi ruota intorno. Forse il modo migliore per avvicinare chi legge a chi scrive aprendo un accesso diretto non solo a quella che si definisce “l’officina” dello scrittore ma, in maniera decisamente più preziosa, al pensiero di ognuno di loro. Nell’ampia scelta di interviste e dialoghi imbastiti, abbiamo selezionato un’intervista a Raul Montanari, la cui lucidità e incisività di riflessione sulla materia scrittura non fa che confermarsi, se ce ne fosse stato bisogno.

Paolo Melissi

.

.

.

Dieci domande sulla lettura e sulla scrittura a Raul Montanari

.

Partiamo dalla lettura. Perché leggere?

Si fa quasi prima a dire perché non leggere! Leggere non è come guardare film o ascoltare dischi, che ne puoi macinare migliaia all’anno. È una faccenda lunga, e se ci pensi la lettura di un libro è la forma di fruizione di un’opera d’arte dove il tempo della fruizione stessa si avvicina di più al tempo della composizione: un autore può impiegare mesi e anni a scrivere un libro, ma tu puoi impiegare settimane e mesi a leggerlo. E poi lo devi fare da solo, girando le spalle al mondo. Immagina una festa: si può ascoltare insieme la musica o vedere un horror, come fanno gli adolescenti, ma se tutti si mettono a leggere? È finita. Insomma, leggere è antisociale. Il mestiere di lettore è anche rischioso, soggetto a errori drammatici quanto quello dello scrittore. Mettiamo che uno legga mille libri in tutta la sua vita. Facile che siano libri inutili, che gli passano sulla pelle come acqua tiepida, e invece c’è un libro, il suo libro, quello che gli farebbe capire tutto, che gli direbbe la verità su se stesso e sul mondo. Forse abbiamo tutti un libro così, che aspetta solo noi. È come l’anima gemella. E lui, o lei, quel libro lo sfiora con lo sguardo, magari lo prende in mano in libreria, lo sfoglia, ma non lo riconosce. Non lo leggerà mai. A parte tutto questo, leggere un libro è un immenso atto di amore e tenerezza per se stessi, e un modo insostituibile per conoscere il mondo.

Fra gli innumerevoli testi di narrativa che hai letto nel tempo, quale “eleggeresti” come tuo testo di riferimento? E perché?

È molto difficile fare un solo titolo, ma dovendo proprio, direi che non ho ancora letto un libro che mi sia sembrato incarnare la perfezione narrativa come Il processo di Kafka. Se è vero che il capolavoro nasce dall’incrociarsi di un grande soggetto narrativo, un grande contenuto e una grande scrittura, Il processo è il capolavoro dei capolavori: la storia che racconta è geniale, il contenuto è l’invenzione e la minuziosa descrizione dell’uomo del Novecento, la scrittura è senza eguali. In ogni singola riga di Kafka c’è tutto Kafka: leggi poche parole e sei immediatamente proiettato dentro questo mondo compatto – dolorosamente, angosciosamente, comicamente compiuto. È un modello per me come per tutti. Se Dio scrivesse, scriverebbe come Kakfa. D’altronde Kafka, che ha combattuto per tutta la vita con il fantasma del padre, è un pessimo padre con i suoi figliocci: un padre che, come il tempo, ammazza tutti i suoi allievi. Perché la sua prosa disadorna è ingannevolmente semplice e spinge all’emulazione, mentre in realtà è retta da ritmi e visioni ineguagliabili, che ridicolizzano tutti gli epigoni.

Tra i grandissimi scrittori del passato, chi indicheresti come tuo possibile “padre letterario” (o “madre letteraria” )? E perché?

Il primo stimolo a scrivere è stato la lettura di Edgar Allan Poe, quando avevo tredici anni. Non solo i suoi racconti sono meravigliosi, come sappiamo tutti, ma in quegli incubi, in quelle estasi, quelle traiettorie narrative implacabili e visionarie, sentivo una qualità umana particolare. Mi sembrava che Poe fosse un amico. Ho scrutato tante volte quei due o tre suoi famosi ritratti fotografici, e nel suo sguardo sentivo qualcosa di profondamente familiare. Credo di non essere l’unico a soggiacere a questa ipnosi, perché, come mi è capitato di scrivere nella prefazione alla traduzione che ho fatto delle sue poesie, Poe è l’unico scrittore del primo Ottocento a essere diventato un’icona pop. Tutti i ragazzi conoscono le sue storie, e la musica rock ha attinto a piene mani da esse – la presenza di Poe sulla copertina di Sgt. Pepper dei Beatles, in quella che è una specie di ritratto collettivo di tutti i santi, i pazzi, i geni e i profeti di ogni epoca, vale una beatificazione. Cito come una semplice coincidenza l’aver scoperto di essere nato esattamente centocinquant’anni dopo di lui: lui il 19 gennaio del 1809, io lo stesso giorno del 1959. Non credo agli influssi astrali, ma forse fra noialtri capricorni tardivi (e acquari mancati) qualche affinità c’è.

Passiamo alla scrittura. Perché scrivere?

Per diversi motivi, quasi tutti buoni. Anzitutto gli uomini riescono a pensare il mondo principalmente in forma narrativa. Un uomo si volta a guardare la sua vita come se rileggesse un romanzo, con il suo prologo, i capitoli, i colpi di scena, gli antagonisti, i personaggi principali e secondari; e applica lo stesso sguardo narrativizzante al mondo intorno a sé. Quindi raccontare storie è un’attività spontanea, lo facciamo tutti. In secondo luogo la scrittura è figlia della lettura, e nasce dal desiderio di aggiungere pagine a quelle degli autori che amiamo e che, all’inizio, imitiamo. Col tempo il desiderio si trasforma, ma questa spinta iniziale rimane, e il combattimento per dominare il linguaggio non viene mai meno. Poi la scrittura è un potente mezzo di conoscenza ed esplorazione. Quando un autore ha terminato un romanzo, non è più la stessa persona che l’ha iniziato: qualcosa in lui è cambiato. Immagina che io scriva un romanzo sulla gelosia: parto da una coppia innamorata, introduco una frattura in cui si inserisce un terzo. Dopo di che, guardo quello che succede fra i personaggi e lo descrivo. Se io sono intellettualmente e narrativamente onesto, sarà come spiare persone vere, come origliare le liti e i silenzi dei miei vicini al di là della parete. Alla fine di questo viaggio, io ne saprò più di prima sulla gelosia. Le riflessioni a cui i miei personaggi mi hanno costretto, le sorprese che mi hanno fatto, avranno modificato quello che pensavo e sapevo su questo argomento. Fra i motivi più insidiosi metterei invece il desiderio di fama letteraria, un’ambizione legittima che però purtroppo spinge spesso a comportamenti che fanno precipitare lo scrittore molto al di sotto delle proprie pagine.

Come e quando nasce il tuo amore per la scrittura?

L’ho raccontato prima: nasce dalla lettura. Tutti i libri che ho letto da bambino e poi da ragazzo sono stati importanti per me, e ho avuto la fortuna di leggere dei libri molto formativi. Ho parlato di Poe, ma a quell’età anche I promessi sposi mi è sembrato una macchina narrativa straordinaria, e d’altronde lo stesso Poe la pensava così e ne fece una recensione entusiastica nel 1835. Non sono mai stato disturbato dall’eccesso di intenzionalità pedagogica di Manzoni, dal suo paternalismo cattolico, perché alla fine in lui lo scrittore vince sempre. Quelle pagine quadrate, solide, piene di dettagli preziosi e di ironia, sono state un altro modello contagioso.

Come si sviluppa il processo creativo dei tuoi romanzi?

All’origine di tutto di solito non c’è il personaggio ma il soggetto. Ho un file che data almeno a una trentina di anni fa, dove ho raccolto nel tempo moltissime trame, molte ma molte più di quelle che potrò mai tradurre in romanzi in questa vita e nella prossima. Quando sento che è arrivato il momento di scrivere qualcosa di nuovo, le riprendo in mano. L’idea giusta spesso nasce combinando un plot con un altro, a volte con due altri, oppure modificandone uno che fino a quel momento non avevo trovato stimolante. Fatto questo, dedico un mese alla preparazione del romanzo, ossia a fissare intreccio e storia (la sequenza degli eventi come la presenterò al lettore e la loro cronologia assoluta che serve da riferimento costante), le schede dei personaggi (di ognuno voglio sapere ventiquattro cose, che vanno dal lavoro che fa a come dorme, a come mangia, che mezzi usa per spostarsi, se crede in Dio, che rapporto ha con il sesso, con il passato, con la violenza… naturalmente non tutto questo materiale preparatorio finirà nel libro, ma è importante che io sappia queste cose dei miei personaggi), la geografia dei luoghi, la progressione delle svolte narrative e così via. Infine, comincio: un mese per la prima stesura e circa altrettanto per le revisioni. Scrivo velocemente perché mi fa star male e non riuscirei a rimanere costantemente su un testo per troppo tempo.

Fra tutti i libri che hai pubblicato, qual è quello a cui ti senti più legato e che più degli altri desidereresti che perdurasse nel tempo? E perché?

È difficile rispondere a questa domanda. Ci sono sicuramente libri di cui oggi m’importa poco, che non mi emozionano più, ma quelli che mi stanno ancora a cuore e da cui mi sento rappresentato sono senz’altro più di uno, direi almeno cinque o sei. Ne cito tre: L’esistenza di dio, Strane cose, domani e Il Regno degli amici.

Di recente si è tornato a parlare di “morte del romanzo” (questione, per la verità, piuttosto antica), anche per la diffusione di nuove forme di narrazione legate allo sviluppo della tecnologia. Qual è la tua posizione al riguardo?

Sei generoso a definirla antica, perché come questione è proprio vetusta. È vero che quando veniva proposta per esempio dalle avanguardie riguardava una crisi interna di questo formato narrativo, si parlava di esaurimento delle forme e di svuotamento dei contenuti, mentre ora l’insidia sembrerebbe più velenosa perché si tratta casomai delle nuove tecnologie e della comunicazione diffusa. Però non vedo ancora all’orizzonte niente che annunci l’estinzione o la sostituzione del romanzo, inteso come una narrazione ampia capace di catturare il mondo con le parole. In questo il romanzo vince anche sul racconto breve. Come mi è capitato di dire più volte, il romanzo non è più lungo del racconto: è più largo, ossia accoglie più vita intorno all’ossatura della trama.

In che modo l’esplosione del web e dei social network ha inciso (ammesso che abbia inciso) sulle attività legate al leggere e allo scrivere?

Questa tua domanda è intelligentemente legata alla precedente. Uno dei drammi di questo inizio di millennio è che, mentre il tempo dedicato alla lettura si restringe sempre più, non si vede qualcosa che possa riempire questo tempo e non ingolfarlo di un ronzio ininterrotto e indistinguibile di comunicazioni incrociate fra Io debolissimi, come avviene sui social. In realtà, appena uno di questi soggetti vuole cercare di strutturare la sua visione del mondo e della vita e riscattarla da questa frammentarietà, si rivolge subito al romanzo.

Che consigli daresti ai giovanissimi che ambiscono a cimentarsi nella “scrittura letteraria”?

I consigli tecnici sono tantissimi, e sarebbe strano se riuscissi a sintetizzarli qui visto che per proporli agli allievi della mia scuola di scrittura chiedo loro un percorso di due anni… Se dovessi limitarmi a una cosa sola, direi che si diventa scrittori il giorno in cui ci si accorge che non si sta più mettendo la pagina che si scrive al servizio della propria vita, ma la propria vita al servizio della pagina. È una piccola rivoluzione copernicana: la tua vita deve diventare un magazzino di esperienze, oggetti, volti, paesaggi, da cui prendere di volta in volta quello che serve alla storia che stai scrivendo; ma dev’essere sempre la storia, con le sue esigenze, a vincere. Questo “raffreddamento” del rapporto fra chi scrive e la propria vita è un passaggio decisivo. Volendo invece chiudere con un sorriso, per me rimangono insostituibili le parole che il padre di Borges disse al figlio, quando questi gli confessò le sue ambizioni letterarie. Come il padre di D’Artagnan fa al figlio tre regali all’inizio del suo viaggio, il padre di Borges consegnò al suo rampollo un viatico inestimabile: «Figlio mio, se vuoi diventare uno scrittore ricordati di fare queste quattro cose: leggere moltissimo, scrivere moltissimo, stracciare moltissimo e pubblicare tardissimo». Se a qualcuno questo consiglio meraviglioso dovesse sembrare troppo aristocratico (in fondo i Borges erano una famiglia ricca, e il giovane Jorge Luis poteva permettersi di fare con calma), potrà far suo il commento di mio padre, uomo di mezzi modesti, quando gli riferii la cosa: «Gli avrà anche raccomandato di mangiare pochissimo, nel frattempo!».

Raul Montanari ha scritto una ventina di libri fra romanzi, racconti, poesie, opere teatrali e saggi. Ha pubblicato importanti traduzioni, da Sofocle a Poe, da Shakespeare a Borges a Cormac McCarthy. Dirige a Milano una famosa scuola di scrittura creativa ed è il padre del post-noir, una narrativa di tensione che fa a meno di indagini e detective. Il suo ultimo romanzo è Sempre più vicino (Baldini & Castoldi 2017).

Il 4 maggio 2017, h. 11:30 circa, avrò il piacere di incontrare gli studenti del LICEO STATALE “G. LOMBARDO RADICE” di Catania nell’ambito di una delle iniziative del Maggio dei libri.
Discuteremo sul seguente tema: “La lettura come antidoto al mal di vivere. Letteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni”.
https://letteratitudinenews.wordpress.com/…/letteratitudin…/

(Massimo Maugeri)

L'immagine può contenere: 1 persona, spazio al chiuso

LA CIVETTA DI MINERVA del 6 ottobre 2017

Tag

, , , , , , , , , , ,

Ecco il nuovo numero del giornale bisettimanale LA CIVETTA DI MINERVA!

 
Sostieni il nostro impegno: chiedilo in edicola. Per te è solo un euro, per noi un grande aiuto, per la realtà sociale un mezzo di informazione libero, unico e originale. Non fermiamo le poche voci che sono svincolate da chi decide cosa e quando bisogna sapere. L’informazione è potere. Riappropriamoci della capacità di avere un nostro strumento d’informazione. Ti aspettiamo!
Ecco il link ai miei ultimi articoli usciti sul cartaceo e poi confluiti nel sito…
Il Rettore del Santuario, don Aurelio Russo, ha già scritto al Pontefice. Bergoglio divenne sacerdote nel giorno di santa Lucia ed è devotissimo alla Madonna. Due buoni motivi per essere qui l’anno prossimo

 

La Civetta di Minerva, 22 settembre 2017

Si sono da poco concluse le celebrazioni per il sessantaquattresimo anniversario della Lacrimazione del quadretto di gesso (29 agosto – 1 settembre 1953) raffigurante il Cuore immacolato e addolorato di Maria: il miracolo di via degli Orti di San Giorgio a Siracusa, commentato da Pio XII che si domandava quale fosse “l’arcano significato” di quelle lacrime e se gli uomini fossero capaci di comprenderlo, in sei decenni e rotti ha dato vita ad un flusso costante di pellegrini, alle missioni del Reliquiario (ultima ma non ultima quella a Castellammare di Stabia, che ha visto la partecipazione di più di tremila persone), al progetto – travagliato e poi finalmente realizzato – del Santuario, poi elevato alla dignità di Basilica mariana, ad una corrente di devozione incessante.

Secondo le parole di Anna Gioia, responsabile del gruppo mariano Apostoli del Cuore addolorato e immacolato di Maria, che ha ringraziato in particolare don Raffaele Aprile per l’accoglienza e la guida storico-culturale e spirituale dei pellegrini (non sempre in passato è stato così e non comunque con queste modalità: per usare ancora le parole dei pellegrini: “disponibilità”, “simpatia”, “entusiasmo”, “fede e devozione” traspaiono da chi, facendo da “cicerone”, attrae tanti smarriti di cuore), qualcuno ha visto la costruzione “come un’enorme lacrima discesa dal Cielo… mi piace pensare che sia proprio così: Il Cielo piange per questa umanità sofferente e sull’orlo del precipizio”.

Le celebrazioni dell’anniversario del 2017 sono state arricchite di una novità significativa nel senso dell’inclusione e della solidarietà: una rampa lignea ha permesso sia ai diversamente abili con difficoltà di deambulazione che agli altri fedeli e pellegrini di fissare lo sguardo in quello della Madonnina delle Lacrime contemplandola a una distanza e un’altezza ravvicinate, esperienza toccante – come testimoniato dal numeroso e composto cordone di folla che tra la fine di agosto e l’inizio di settembre ha visitato la Basilica.

Il cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero, oltre ad aver composto un’orazione per la Madonna delle Lacrime, ha chiuso i festeggiamenti il primo settembre ricordando il “genio tutto al femminile» delle donne sotto la croce, quella di Cristo e dei sofferenti di ogni tempo, bagnata da lacrime di dolore, di gioia e di attesa”.

Il rettore della Basilica-Santuario della Madonna delle Lacrime, don Aurelio Russo, con devozione e semplicità ha rinnovato il proprio invito al Santo Padre Francesco perché venga a Siracusa in occasione del sessantacinquesimo anniversario della Lacrimazione: scherzando, si è autodefinito uno “stalker” del Santo Pontefice, sia nel corso degli incontri personali che anche grazie alla cordiale intermediazione del cardinale Stella: ricordiamo anche che Jorge Mario Bergoglio è diventato sacerdote il 13 dicembre del 1969, quindi in occasione della festa di Santa Lucia. Un doppio legame spirituale con Siracusa, dunque, quello di Francesco: Maria – la devozione del papa, grazie anche a Nostra Signora di Bonaria o Madonna di Bonaria, cui è legata la fondazione di Buenos Aires, è ben nota – e Lucia, le “due donne che parlano con gli occhi”, aspettano il Santo Padre.

Ed eccone un altro (categoria Cultura, mentre il primo che ho postato appartiene alla rubrica Chiesa e dintorni).

Emanuele Lelli, docente de “La Sapienza” di Roma, è l’alfiere di una nuova disciplina, la demofilologia, che tenta di lumeggiare la letteratura greca e latina alla luce di ciò che resta dell’immenso patrimonio immateriale nella zona euromediterranea

La Civetta di Minerva, 30 giugno 2017

I confini tra le discipline sono fortunatamente labili, perché è proprio dalla contaminazione dei saperi e delle competenze che nascono nuove ipotesi di ricerca e si spalancano nuovi campi aperti alla sperimentazione. Spesso la specializzazione settoriale – seppur fondamentale – fa perdere di vista i fil rouge che ci sono tra i diversi ambiti della conoscenza; non solo: spesso il mondo accademico ha guardato con sospetto allo “sporcarsi le mani” con la cultura popolare, l’etnologia, la demopsicologia, quando invece tante pagine della letteratura latina e greca – a torto quasi “imbalsamate”, fossilizzate, come se non fossero nate da sudore sangue lacrime, da una cultura che non conosceva barriere rigide tra “alto” e “basso” ma che anzi nasceva da un sostrato agropastorale con tutto il suo corollario di modi di dire, superstizioni, riti… – si spiegano aprendo gli occhi sulle persistenze, su quanto della cultura “bassa”, contadina, pastorale, popolare rimane oggi, a dispetto delle seduzioni del presente, dei nuovi media, dei nuovi riti della socialità, di una lingua imbastardita con l’inglese, della digitalizzazione a volte spersonalizzante.

Emanuele Lelli, docente de “La Sapienza” di Roma, è l’alfiere di una nuova disciplina, la demofilologia, che tenta di leggere le pagine del mondo antico alla luce di quanto rimane dell’immenso patrimonio di cultura popolare nella zona euromediterranea, particolarmente conservativa da questo punto di vista: Calabria, Basilicata, Molise, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna sono state e sono il campo etnografico del professor Lelli: tramite interviste e domande mirate (un questionario etnografico in cui nulla è lasciato al caso) il docente ha indagato sulle analogie e identità tra quanto letto nei classici greci e latini (alcuni molto studiati e noti, altri meno, specie i testi non  letterari), spaziando dalle superstizioni alla farmacopea, convinto che tutto quanto è liquidato come “folklore” sia utile non solo per leggere gli antichi.

Facciamo qualche esempio: il fatto che il tonno sia considerato il maiale del mare è cosa perfettamente nota da millenni nel nostro Sud, eppure generazioni di studiosi si sono scervellati nel cercare di capire a quale misterioso animale si riferissero le fonti antiche. O ancora: pensiamo alla persistenza di pratiche desacralizzate ma ripetute, come l’abitudine di porre nelle tasche dei defunti del denaro: come non pensare all’obolo per Caronte del mondo pagano, alla pratica del refrigerium‘u rifriscu siciliano, all’attraversamento del fiume Giordano e all’offerta a San Pietro dello stesso mondo, cristianizzato ma in cui la nuova religione rappresenta un innesto, un nuovo strato che si aggiunge a millenni di pratiche religiose?

La cultura e la scuola hanno spesso fornito una lettura classicistica degli antichi, all’interno della quale un testo è già connotato come classico, quindi canonico, quasi immobile e marmorizzato.

Il professor Lelli è stato recentemente ospitato dal Liceo Classico “Tommaso Gargallo” di Siracusa, insieme alla nota studiosa Eva Cantarella. La conferenza, introdotta dalla dirigente scolastica Maria Grazia Ficara, ha dato modo al docente di parlare delle tematiche confluite nei suoi testi come “Sud antico – Diario di una ricerca tra filologia ed etnologia” (Bompiani) e “Folklore antico e moderno. Una proposta di ricerca sulla cultura popolare greca e romana” (Fabrizio Serra editore): da Filita di Kos a Plinio il Vecchio, da Varrone a Petronio, da Omero ad Eschilo, Sofocle, Euripide, Catullo, Aristofane, Marziale, passando per i grandi pionieri dell’etnoantropologia come il medico siciliano Giuseppe Pitrè, Raffaele Lombardi Satriano, Gennaro Finamone (che studiarono le tradizioni popolari siciliane, calabresi, abruzzesi), Lelli ha letto e commentato testi, anche tramite l’aiuto di slide e video della sua esperienza sul campo. L’incontro è stato fortemente voluto dal Centrum Latinitatis Europaenella persona della professoressa Lidia Pizzo, presidentessa della sezione siracusana dell’associazione.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2480:nel-libro-di-lorenzo-perrona-il-sud-come-alterita-italiana&catid=17&Itemid=143

Luogo e metafora della diversità a condizioni politiche ingiuste. “L’altro sé – Opposizioni letterarie dal Sud (Silone, Levi, Brancati, Pasolini, Sciascia)”

La Civetta di Minerva, 16 giugno 2017

Crisi come destabilizzazione e crisi come cambiamento. Identità e alterità. Sistema e opposizione ad esso. Visione ideologica del mondo e relativismo. Queste e molte altre le coppie oppositive di concetti che costituiscono l’ossatura del dibattito culturale attuale, nell’ambito del quale ci si domanda quale posto abbiano la letteratura e la critica letteraria in un mondo dominato da letture economicistiche del reale: che impatto ha sul reale un libro?

I lettori de “La Civetta di Minerva” potranno trovare spunti di riflessione in questo senso nel libro di Lorenzo Perrona edito da Algra editore “L’altro sé – Opposizioni letterarie dal Sud (Silone, Levi, Brancati, Pasolini, Sciascia)”. L’autore, che nel volume fa confluire il progetto di ricerca nato tra l’Italia e l’Università di Losanna (fondamentale il contributo di Jean-Jacques Marchand e Raffaella Castagnola e il confronto con Marc Praloran, Nicolò Scaffai e Paolo Orvieto), pone come idea centrale del libro quella del Sud come alterità italiana per eccellenza, luogo fisico e metafora insieme della differenza, della diversità, dell’opposizione a condizioni socioculturali e politiche ingiuste.

Chi era l’altro nella letteratura ottocentesca? E in quella del Novecento? E chi è l’altro oggi? La psicologia ci dice che la costruzione del Sé avviene per differenziazione dall’Altro-da-Sé e questo avviene sia a livello individuale che collettivo (pensiamo alla costruzione dell’idea di nazione, alla formazione degli stati nazionali, dei partiti politici, ai populismi, ai totalitarismi, alla negazione e all’esaltazione delle differenze sessuali, sociali, politiche, economiche, linguistico-culturali…): di questo si occupa una disciplina chiamata imagologia, che quindi ha a che fare con la rappresentazione (imagerie) e l’autorappresentazione (autoimage).

Il libro di Lorenzo Perrona ci mostra dunque come il pensiero divergente della letteratura, con il suo sguardo “altro”, spesso non omologato al sistema ma ad esso oppositivo, possa dar voce ai “villani”, ai “cafoni”, ai diversi in ogni senso di ieri e di oggi, scardinando gli stereotipi e le false rappresentazioni (pensiamo a come sia malposta la secolare questione meridionale, ad esempio) in un’ottica di letteratura “civile” che incida concretamente sul reale.

Ecco uno dei miei ultimi articoli confluiti sul sito…

Interessante mostra documentaria su 400 anni di vicende femminili. Non solo aborti, stupri e delitti ma anche testamenti e figure storiche. Donne dalle condizioni socioeconomiche diverse, donne dalle storie variegate, donne da conoscere e ricordare

La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017

Sarà visitabile fino al 31 maggio 2017 – quindi anche durante l’Infiorata – nei saloni espositivi di Palazzo Impellizzeri, sede della Sezione di Noto dell’Archivio di Stato di Siracusa, la mostra documentaria ”Storie di donne nei documenti d’archivio”.

L’esposizione, inaugurata a marzo con un evento teatrale suggestivo, l’emozionante performance delle artiste Chiara Spicuglia, Rina Rossitto e Miriam Scala, che hanno dato respiro e anima con “Voci di donne” a Gaetana Midolo, Marianna Ciccone e Franca Viola, accompagnate dal gruppo dei ragazzi del S.Cuore –,  è stata realizzata utilizzando la documentazione proveniente da vari fondi archivistici: fascicoli processuali della Gran Corte Criminale, atti notarili, atti dell’Università di Noto e Prefettura, tutti documenti riferiti a vicende e figure femminili del nostro territorio vissute nell’arco di quattrocento anni.

Regestazione ed allestimento della mostra sono stati curati dalle archiviste della Sezione di Noto, Giuseppina Calvo e Anna Lorenzano, con la collaborazione di Maria Teresa Azzarelli. Coordinatore della mostra è Concetta Corridore, direttore dell’Archivio di Stato di Siracusa. Importante anche il contributo di Salvatore Zuppardo, che ha realizzato la brochure esplicativa dell’esposizione.

Il visitatore sarà suggestionato da tante voci provenienti dal passato: quella del charaullo – meraviglia lessicale per una tradizione tipicamente siciliana – che motus amore divino perdona la moglie adultera nel 1551, quella di Eleonora Nicolaci che parla attraverso il proprio testamento, quella del letterato e scienziato avolese Giuseppe Bianca che ringrazia la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa per il dono della sua pubblicazione “Nuovi Canti” (1859)…

Interessante notare anche il progresso della condizione femminile (vedi il documento sull’Unione donne italiane ad esempio) nell’ambito dell’istruzione e dell’introduzione alle professioni.

Toccante leggere l’atto di nascita di Gaetana Midolo, che morì appena quindicenne nel rogo della fabbrica newyorkese “Triangle Waist Company”: insieme a tante altre operaie, sfruttate e sottoposte a condizioni di lavoro disumane, è una delle “camicette bianche” la cui vicenda ha dato origine alla tradizione dell’8 marzo e che è stata studiata da Ester Rizzo (il volume sulle ricerche della studiosa è edito da Navarra editore e ha permesso di dare un nome e far intitolare vie ed altri spazi pubblici alle operaie, 24 delle quali siciliane, morte nell’incendio della fabbrica di camicie).

Agghiaccianti le notizie relative ad aborti stupri e quelli che oggi chiameremmo con parola moderna “femminicidi”: Barbara e tante, troppe ragazze e perfino bambine (intollerabile la bestiale violenza su una bimba di quattro anni) gridano ancora il proprio dolore per le torture e la morte inflitte loro da conoscenti, parenti, tutori oltre che sconosciuti.

Donne dalle condizioni socioeconomiche diverse, donne dalle storie variegate, donne da conoscere e ricordare.

La mostra permette quindi di ripercorrere secoli di storia non solo locale sulla condizione femminile: fare memoria può servire non solo a riascoltare le voci delle donne del passato ma a farsene ispirare per migliorare le condizioni di vita e lavoro di chi ancora, sfruttato, umiliato e vittima di violenza, non trova voce né giustizia.

 E ancora…

Tratto da un libro del giornalista Carmelo Miduri, si girerà a Noto. Tra i  ricoverati nell’ospedale il figlio di un mafioso di Portella della Ginestra. Carabiniere scopre una verità inattesa

La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017

Monti Sicani, anno scolastico 1960-1961. Tempo di emigrazione, di fame, di malattie che oggi associamo ai paesi del Terzo e Quarto mondo. Una parola che fa paura: tracoma. Un misterioso sanatorio bianco, teatro di cure contro la cecità, di severità, di punizioni come in un campo di prigionia. Tra gli ospiti dell’ospedale, il figlio di uno dei mafiosi di Portella della Ginestra. Un carabiniere indaga e scoprirà una verità inattesa.

Questa la trama del racconto del giornalista Carmelo Miduri “I bambini della Croce bianca”, edito da Arnaldo Lombardi, che in autunno diverrà un film per la produzione di Paolo Ghezzi grazie ad un protocollo d’intesa con il Comune di Noto, location delle riprese; verranno utilizzate risorse professionali del luogo e si tenterà di valorizzare architetture e paesaggi di quella che è certo una perla del Barocco siciliano.

La storia, realmente avvenuta nel comune di Bivona in provincia di Agrigento, diverrà dunque un film per la regia di Andrea Zaniol; tra gli interpreti, Francesco Di Lorenzo, Gennaro Piccirillo e Lorenzo Falletti. Tra gli artisti siciliani cui è stato proposto di collaborare c’è inoltre il musicista – o come ama definirsi il “chiantautore” – Carlo Muratori.

Il libro “I bambini della Croce Bianca” nelle primitive intenzioni di Miduri, autore sia di saggi che di opere di narrativa, sarebbe dovuto diventare un’opera teatrale, ma l’incontro con l’attore Di Lorenzo ha fatto virare l’operazione verso tutt’altri lidi. Significativa e toccante è stata l’esperienza del ritorno nei luoghi dove la storia ha avuto origine: Bivona e il tracomatosario. La documentazione fotografica, l’incontro con i protagonisti superstiti di una vicenda triste, fatta di povertà, abbandono, sofferenza hanno reso più intensa la scrittura della sceneggiatura.

L’iniziativa non solo contribuirà a gettare nuova luce su una vicenda del nostro recente passato spesso sepolto nell’oblio, ma potrà essere l’occasione di convogliare nuove energie per legare le produzioni cinematografiche alla valorizzazione del nostro territorio – pensiamo al Collettivo Frame Off composto da giovani professionisti che hanno investito nel campo documentaristico e che si sono lanciati in questa nuova sfida.

CHI E’ CARMELO MIDURI

Carmelo Miduri (Augusta 1951), giornalista professionista. Ha lavorato per vari

quotidiani ed altri mezzi di informazione. Esperto di comunicazione di impresa, ha

ricoperto ruoli di responsabilità nei servizi di comunicazione di varie organizzazioni, docente in corsi di Comunicazione, direttore di pubblicazioni tecniche, autore di

documentari televisivi.

Ha pubblicato saggi e testi di narrativa: Dal vostro corrispondente (Studioemme Edizioni, 1988), Siracusa anni ottanta (Romeo Edizioni, 1990), La boa e il terremoto

(Ediprint, 1991), Il tempo che non ricorderai (Lombardi Editore, 2002), Lezioni di comunicazione (Lombardi Editore, 2003), Un anno in quaranta e-mail (Lombardi

Editore 2005), L’Ufficio Stampa nella Comunicazione Pubblica (Lombardi Editore, 2012, Raffineria di Augusta, Storia di uomini e di progresso (ExxonMobil, 2015), Psico-Intervista alla Crisi ( Lombardi Editori, 2016).

E ancora…

Dieci anni sono un’eternità nel vorticoso fluire di post consumati in pochi secondi, eppure non sembra inutile volgersi indietro per rimirare il cammino compiuto per poi solcare nuovi spazi su carta e pixel

La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017

Un tempo artisti, poeti e intellettuali si ritrovavano nelle accademie, poi venne il tempo dei caffè letterari,luoghi di elaborazione artistica e spesso laboratori politici, di certo volano per le nuove idee, centri di propaganda per le correnti innovatrici in ogni ambito del sapere.

Oggi è tempo di social, di piazze virtuali: Twitter, Facebook e tutte le piattaforme che consentono di condividere testi, immagini, video. I blog – diari di bordo telematici, mi piace definirli – sono stati e sono ancora per certi versi una via di mezzo tra l’incontro de visu e quello mordi e fuggi dei like e dei tweet: botteghe, laboratori, officine in cui il blogger scrive e condivide post a tema oppure OT, off topic. Alcuni di questi sono dei punti di riferimento per gli intellettuali o gli appassionati di letteratura e non solo, anche se il loro ruolo di filtro e catalizzatore di energie e materiali ora sembra polverizzato tra le bacheche di Facebook sulle quali tendono ormai a spostarsi le discussioni on line.

Oggi, venerdì 7 aprile alle ore 18, presso la Casa del Libro Rosario Mascali in via Maestranza a Siracusa,Simona Lo Iacono (scrittrice e magistrato, autrice de “Le streghe di Lenzavacche” per i tipi di E/O, romanzo finalista al Premio Strega 2016) presenterà insieme a Daniela Sessa, docente di Lettere del Liceo Quintiliano di Siracusa, il volume “Letteratitudine 3 – Letture, scritture e metanarrazioni (LiberAria editore), curato dallo scrittore e blogger Massimo Maugeri, ideatore del blog “Letteratitudine”, che festeggia il decennale. Interpreteranno alcuni dei “fantasmi” letterari del libro Arianna Vinci, Beatrice Margagliotti e Sofiya Vlasova.

Il 10 marzo scorso Massimo Maugeri era stato ospite dell’Istituto Tecnico Commerciale P. Branchina di Adrano (CT) nell’ambito della manifestazione “Viaggio tra le parole”, mentre la prima assoluta di “Letteratitudine 3” si è tenuta presso La Feltrinelli di Catania il 17 gennaio in occasione della serata inaugurale del nuovo anno di incontri della libreria.

“Letteratitudine 3” viene dopo altri due volumi (editi da Azimut e Historica Edizioni) in cui Maugeri ha fatto il punto del suo decennale lavoro, trasformando in cartaceo il meglio delle discussioni di quello che è uno dei blog d’autore del gruppo Kataweb/L’Espresso. Il taglio di questo libro, che chiude quasi un’ideale trilogia, è differente: possiamo leggerlo sia come un manuale di lettura che come un prontuario di scrittura – possiamo infatti sbirciare nell’antro di quelli che sono gli alchimisti della letteratura italiana (e non solo) contemporanea –, possiamo “navigarlo” quasi come un blog o un sito Internet per saltare da uno scrittore a un personaggio a un libro. Particolarmente interessante è la sezione dedicata alle autofiction, ai racconti ideati dagli scrittori per presentare i loro libri, quasi una sorta di selftailer, mentre è un vero e proprio tuffo nella passione per la lettura il poter leggere le lettere a personaggi letterari e autori scomparsi. Particolarmente opportuno per ricordare un faro della nostra letteratura è il l’omaggio a Vincenzo Consolo, raccolta di saggi che chiude il volume.

Massimo Maugeri, che all’attività di blogger unisce quella di collaboratore di testate come “Il Venerdì” di Repubblica, su Radio Hinterland cura e conduce Letteratitudine in Fm, trasmissione culturale di libri e letteratura, scrive romanzi, racconti e saggi; Trinacria Park (Edizioni E/O, 2013), inserito da Panorama nell’elenco dei dieci migliori romanzi italiani pubblicati nel 2013, è stato insignito del Premio Vittorini, del quale purtroppo segnaliamo la scomparsa, perché ha rappresentato un emblema di siracusanità. Maugeri ha anche ricevuto premi come l’Addamo, il Martoglio, il Portopalo – Più a Sud di Tunisi e il Premio Internazionale Sicilia “Il Paladino”, per ricordare soltanto quelli siciliani.

L’evento di oggi servirà a ricordare il decennale del blog e i fili da questo creati fra autori, librai, bibliotecari, traduttori, editori, accademici, esperti e semplici lettori, istituti italiani di cultura all’estero e università: tutto quanto gravita intorno al libro è gravitato tra le pagine virtuali di “Letteratitudine” con la sua costola dedicata alle news letterarie.

Dieci anni sono un’eternità nel vorticoso fluire di post consumati in pochi secondi, eppure non sembra inutile volgersi indietro per rimirare il cammino compiuto per poi solcare nuovi spazi su carta e pixel e magari trovare nuovi sentieri in un mondo come quello editoriale che ha visto la rivoluzione di Internet, la nascita dell’e-book e l’esplodere dei social con l’orizzontalizzazione della conoscenza. Non sembra nostalgico rileggere nomi e nickname che si rincorrevano sulle autostrade telematiche, ritrovandosi in autogrill virtuali per condividere frasi, versi, citazioni, recensioni, riflessioni, auguri, scherzi letterari… Come dimenticare Sergio Sozi (il ponte con la Slovenia insieme alla moglie Veronika Simoniti, traduttrice), Carloesse Sirotti Speranza, Eventounico, Enrico Gregori, Laura Costantini e Loredana Falcone, Gea, Cristina Bove, Maria Di Lorenzo, Stefano Mina, Francesco Didò Didomenico, Salvo Zappulla, Teresa Santalucia Scibona, Fausta Maria Rigo, solo per ricordare qualche nome? Rubriche dedicate al diritto, alla scuola, alle alternative ai classici, cene letterarie, collaborazioni… per dieci anni è stato possibile accalorarsi dietro un monitor ticchettando di libri su una tastiera, magari a tu per tu con l’autore del libro che ci aveva tanto emozionato, insieme a tanti altri come noi che compartiscono l’amore per la lettura e la scrittura.

“Letteratitudine” forse ha addirittura travalicato le primitive intenzioni del suo ideatore, che voleva unire Letteratura e “sicilitudine” contro la solitudine, superando i limiti di lati- e longitudine. Un blog multidimensionale, poliedrico come le geometrie evocative della copertina del volume.

 http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2214:tra-avola-e-noto-echeggiar-di-versi-per-la-festa-della-poesia&catid=18&Itemid=145

Riempite strade, piazze, cortili e chiese con note di armonia, canti, musica. Questa edizione dedicata a Salvatore Di Pietro, l’anno prossimo a Corrado Carbè

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Domenica 19 marzo, in occasione della Festa mondiale della poesia ad Avola, declinata in due giorni speciali tra Avola e Noto, si sono concluse la quindicesima edizione di “Dalle otto alle otto” e la sesta edizione di “Libri di-versi in diversi libri” dedicata a Salvatore Di Pietro: Carlo Sorgia, Alessandra Nateri Sangiovanni e Maria Pia Vido si sono classificati rispettivamente al primo, secondo e terzo posto in quella che non è tanto una tenzone letteraria ma un’occasione di incontro, scambio e crescita nel nome della poesia: in un tempo arido e materialista, in cui scrivere versi sembrerebbe anacronistico e del tutto inutile, poesia è anche riempire strade, piazze, cortili e chiese di Avola e Noto di armonia, canti, musica e, soprattutto, poesie, “celebrando” secondo l’anima di questo concorso, il libraio-editore Ciccio Urso, sostenuto come sempre da Liliana Calabrese, dai giurati e dal manipolo di artisti del Val di Noto che seguono le loro iniziative, “la magia della creatività, spontaneamente e senza programmazione, nonostante l’indifferenza di intellettuali egocentrici e della massa insignificante che ci circonda, e, soprattutto, senza sindaci e assessori e a personaggi di potere, perché l’unico potere abbracciato da ciascuno è quello della fantasia e della bellezza di un verso, dell’incontro con un accadimento inaspettato, ma collegato a ciascuno, e l’adesione entusiastica di persone graditissime”.

Tra i giurati, docenti e poeti: Maria Barone, Corrado Bono, Liliana Calabrese, Antonino Causi, Francesca Corsico, Luigi Ficara, Benito Marziano, Orazio Parisi, Vera Parisi, Fausto Politino, Maria Restuccia, Lilia Urso, Marco Urso e i poeti vincitori Giovanni Catalano, Manuela Magi, Maria Chiara Quartu, Pietro Vizzini, Nina Esposito.

Sono state consegnate le targhe della memoria dedicate a poeti sparsi in diverse città italiane e grazie all’intervento di poeti di diverse regioni italiane, compresa la Sardegna, è stato raggiunto l’obiettivo di creare ponte con gli altri, ascoltando e uscendo da sé, diventando ideali punti di riferimento e modelli di vivere creativo positivo, da moltiplicare nel mondo.

La nuova edizione del concorso letterario verrà come ormai consuetudine dedicata a un poeta amico della Libreria Editrice Urso, scomparso anzitempo, e cioè al poeta-scrittore Corrado Carbè scomparso il 20 febbraio 2017 nel mentre stava partecipando alla precedente edizione di questo Concorso, dove, tra l’altro, si classificava al sesto posto della classifica finale, insieme a Cettina Lascia Cirinnà, Mimma Raspanti, Federico Guastella, Rita Stanzione, Simona Forte, Marianinfa Terranova, Antonella Santoro, Gianluca Macelloni, Grazia La Gatta.

Meritano una menzione particolare e vanno incoraggiati i giovani artisti: in un’edizione di qualche anno fa Davide Giannelli scriveva che quando saprai che stai per morire, / dalle tue ceneri di nuovo un sorriso. / E la tua melodia canterai (da Vivere d’amore).

Miriam Vinci, selezionata nell’edizione 2016/2017, ben rappresenta l’anelito giovanile alla Bellezza nonostante il grigiore del quotidiano e le difficoltà dell’esistenza e ci piace chiudere proprio con i suoi versi, che con voce fresca in ritmi franti ricantano i temi eterni della poesia, tra illusioni ingenue dell’età ed echi leopardiani:

Ed è in questa nudità / che vorrei / vestiti di poesia.

Share

La conferenza nei locali della biblioteca di Noto. Durante l’incontro, organizzato dal Rotaract, musiche eseguite dal maestro Gabriele Bosco al violino, mentre Giuseppe Puzzo, verseggiatore egli stesso, recita alcune liriche della poetessa e propri componimenti inediti

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Mariannina Coffa, Una donna tante donneLa poetessa dell’Ottocento che parla alle donne di oggi”: questo il titolo dell’incontro che si terrà domani, venerdì 25 marzo, alle ore 17,30 presso la Biblioteca comunale “Principe di Villadorata” di Noto in via Nicolaci, biblioteca che custodisce amorosamente gli scritti della poetessa e patriota netina. L’incontro si inserisce nella programmazione del Rotaract volta alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse culturali in senso lato.

Mariannina Coffa (Noto, 1841-1878), enfant prodige della borghesia netina nel passaggio difficile ed esaltante insieme dalla monarchia borbonica al Regno d’Italia, è stata dunque figlia, sorella, amica – corrispose con gli intellettuali dell’epoca pur senza muoversi dalla Sicilia –, innamorata (fu protagonista di un amore tipicamente romantico con Ascenso Mauceri, musicista e autore di tragedie), sposa malmaritata di un possidente terriero di Ragusa, madre (perse tra l’altro due dei cinque figli), patriota e poetessa (accompagnò con la sua poesia e le sue riflessioni i moti risorgimentali e la sua complessa personalità e spiritualità la portò ad un tentativo di emancipazione dagli stilemi dell’epoca verso soluzioni originali): interpretò ognuno di questi ruoli nonostante i limiti della propria condizione di donna, di siciliana, nonostante la malattia e le incomprensioni del contesto familiare e socio-culturale.

La conferenza, tenuta da Maria Lucia Riccioli, docente e scrittrice, autrice tra l’altro di un romanzo storico, “Ferita all’ala un’allodola”, incentrato proprio su Mariannina Coffa, giurata per due anni consecutivi del concorso di “Inchiostro e anima” intitolato alla Capinera di Noto, alla Saffo netina, tanto per ricordare alcune delle immagini cui la Coffa è stata associata, autrice di un saggio sulla prima tesi di laurea dedicata alla poetessa e inserito nel volume “Sguardi plurali” (Armando Siciliano Editore) curato da Marinella Fiume e uscito per raccogliere i lavori dell’omonimo convegno, oltre che di una lettera immaginaria alla Coffa pubblicata per i tipi di LiberAria in “Letteratitudine 3: letture, scritture, metanarrazioni” (a cura di Massimo Maugeri), sarà moderata da Federica Piluccio, presidente del Rotaract club Noto Terra di Eloro; le musiche che accompagneranno l’evento saranno eseguite dal maestro Gabriele Bosco al violino, mentre Giuseppe Puzzo, estimatore della Coffa e verseggiatore egli stesso, reciterà alcune liriche della poetessa e propri componimenti inediti.

A quasi centoquarant’anni dalla scomparsa della poetessa, la sua biografia e le sue opere presentano ancora fertili campi di indagine (pensiamo alla recente scoperta ad opera di Stefano Vaccaro di un inedito rinvenuto nella biblioteca del Castello di Donnafugata).

L’incontro del 25 marzo sarà occasione di riflessione sul modello femminile incarnato dalla Coffa e offrirà lo spunto per ricordare l’incendio del 25 marzo 1911, nel quale persero la vita le “camicette bianche” (pensiamo allo straordinario lavoro di Ester Rizzo per ridare nome dignità e memoria a queste donne), le operaie della Triangle Waist Company: tra di esse c’era una ragazza netina, Gaetana Midolo, cui è stata dedicata la rotatoria di Piazza Nino Bixio. Nel mese dedicato alle donne, ricordare un’emigrata e una figura del nostro Risorgimento non sembrerà un’operazione azzardata.

Per finanziare LA CIVETTA DI MINERVA, che è sostenuta solo da sponsor privati ed è un esempio di stampa libera da vincoli, l’idea è quella del crowdfunding, cioè la ricerca di fondi.

La civetta, animale sacro a Minerva: il simbolo del giornalismo che raccoglie informazioni e poi le analizza e le argomenta offrendole alla società perché diventino l’humus di un pensiero critico.

Da questa interpretazione del giornalismo  nel settembre del 2009 nasce il progetto dell’edizione cartacea del La civetta di Minerva, giornale antimafia, no profit.

http://www.lacivettapress.it/ it/

Difesa dell’ambiente e del territorio,  multiculturalismo, welfare, etica politica, economia sostenibile, lotta contro ogni forma di sfruttamento, prevaricazione e corruzione sono i nostri temi.

In soli sette anni di attività abbiamo sostenuto – nonostante la scarsità di risorse e quasi solo grazie ai nostri stessi contributi – importanti battaglie nel settore delle energie rinnovabili, della gestione privata del servizio idrico, contro la  costruzione del rigassificatore di Priolo-Melilli, a favore del blocco delle trivellazioni petrolifere in Val di Noto. Poi, tra le nostre numerose inchieste, quella “storica” sulla Procura della Repubblica di Siracusa ci è valsa il premio giornalistico nazionale Mario Francese 2012.

Tuttavia la nostra battaglia per la legalità ci ha portato più nemici che introiti e adesso la Civetta rischia la chiusura definitiva. Abbiamo bisogno di voi per salvarla!
Le donazioni verranno usate per finanziare il giornale e le attività che possano contribuire a tenerlo in vita e a promuoverne la diffusione.

Il nome di ogni donatore verrà stampato in uno spazio dedicato del giornale che potrà accogliere anche proposte e considerazioni (previa valutazione della loro liceità). Ciascuno riceverà il PDF del numero in uscita che presto potrete leggere anche grazie ad un’app.

———————————————————————–

The owl, sacred to the roman goddess Minerva: the symbol of aan active journalism, which collects, analyzes and discuss information in order to provide society with a booster for critical thought .

This interpretation of journalism led to the birth, in september 2009, of  the anti-mafia, non-profit, print newspaper, La Civetta di Minerva.

http://www.lacivettapress.it/it/

Our mission is to oppose environmental threats, corruption, exploitement, and abuse of power; and to promote multiculturalism, welfare, ethical politics, and sustainable economy.

Even though we had little money – motly provided by the journalists ourselves – in seven years we fought important battles: against water privatization; against the building of the regasification unit in the high risk area of Priolo-Melilli; against oil drilling in the historical area of Val di Noto. Among our many investigative reports, the “famous”one on the judges of the Procura della Repubblica di Siracusa was rewarded with the national Mario Francese prize for anti-mafia journalism.

However, our battle for legality brought us more ennemies than funds and now La Civetta risks to close for ever. We need you to save it!
Your donations will be used to support the newspaper and every activity which can contribute to its survival and outreach.

The name of every donor will be printed in a specific section of the newspaper, where your ideas and proposals can also be hosted (after previous evaluation of their legitimacy). Moreover, every donor will receive a PDF version of next issue and will be able to read it through an app.

http://www.lacivettapress.it/it/

LA CIVETTA esce ogni due venerdì e poi molti articoli confluiscono nel sito, dove troverete anche aggiornamenti e novità.

Algra editore a UN VULCANO DI LIBRI e al SABIR FEST

Tag

, , , , , , , , , , , , , , ,

Tempo di fiere per ALGRA EDITORE…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L'immagine può contenere: 1 persona

Qui al Sabir Fest a Catania…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

E presto a UN VULCANO DI LIBRI…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L’Associazione “Le Trame” aps di Trecastagni ha il piacere di presentare la I° Edizione di “Un Vulcano di libri”, manifestazione culturale interamente dedicata ai libri. La manifestazione avrà luogo nel delizioso centro storico del paesino alle pendici dell’Etna. Partecipano: Algra Editore di Viagrande, Il Convivio Editore di Castiglione di Sicilia, Giuseppe Maimone Editore di Catania e Splen Edizioni di Viagrande.
L’evento prevede un’esposizione libraria permanente, durante le attività indicate in programma, presentazioni di prime uscite editoriali e laboratori di disegno per i più piccoli, su temi proposti dagli autori invitati.
Il fine della manifestazione è promuovere la cultura anche nei paesi dell’Hinterland catanese, partendo dalla rivalutazione delle piccole realtà imprenditoriali etnee che si impegnano, con tenacia e professionalità, nella ricerca e nella pubblicazione di opere meritevoli di attenzione. L’associazione “Le Trame”, con l’organizzazione di questo evento si propone, inoltre, anche attraverso le attività che svolge in sede, di fornire, soprattutto ai giovani, un segnale di crescita culturale e sociale, con uno sguardo particolare puntato verso il nostro territorio, fertile di idee come la cenere del Vulcano.
La manifestazione si avvarrà per lo svolgimento dei laboratori di disegno della collaborazione della Maestra Gabriella Trovato, laureata all’Accademia di Belle Arti di Brera, con l’ausilio della quale i bambini, guidati dalle parole degli scrittori, potranno dare libero sfogo alla loro fantasia, attraverso tecniche diverse di pittura. In fase di sponsorizzazione dell’evento verranno rese note le modalità di partecipazione ai laboratori (i materiali saranno forniti dall’associazione).
Ottobre per eccellenza è il mese dedicato alle visite domenicali sul nostro vulcano, soprattutto per la presenza di manifestazioni dedicate al gusto. In questo clima di allegria e di fermento, di colori, suoni e odori, anche l’associazione “Le Trame” partecipa alla festa d’autunno, offrendo a residenti, e non, dei colorati momenti di cultura.
Con il patrociniio del Comune di Trecastagni e dell’Assessorato alla Cultura.
Sponsor dell’evento: I fioristi del Corso, di Trecastagni.

Algra Editore ha pubblicato il mio secondo libro QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU, i cunti siciliani dei miei nonni materni…

Alla manifestazione di cui sopra partecipano editori che conosco e stimo e credo sia importante che si diffondano manifestazioni legate ai libri e alla cultura in Sicilia…

🙂

Copertina Riccioli

 

ALGRA EDITORE

Via Salvatore Mirone, 27  95029  Viagrande  CT  Sicilia  I

 

L’aedo dell’Etna al CSTB

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

 

Il Centro studi di tradizioni popolari Turiddu Bella organizza per il 29 settembre un incontro con Alfio Patti di Catania, poeta, scrittore e ricercatore delle tradizioni popolari che, accompagnato dalla sua chitarra, ha creato una nuova e insieme antica arte istrionica: spettacoli tematici che lo vedono nel ruolo di cantore, poeta e, soprattutto, animatore, poiché riesce a coinvolgere il pubblico con le sue performance.

L’argomento proposto nell’incontro organizzato dal Centro Studi Turiddu Bella nella sala convegni di via Brenta 41, è tratto dalla pubblicazione di Alfio Patti Sciuri d’aranci e spini santiche ripercorre l’evoluzione della figura della donna nella tradizione siciliana. Ad introdurre la performance sarà il noto poeta, scrittore e etnologo siracusano Corrado Di Pietro.

http://www.siracusalife.it/2017/09/25/siracusa-al-centro-studi-turiddu-bella-incontro-poeta-alfio-patti/

Ecco altro materiale riguardante il CSTB e Maria Bella Raudino…

Il Centro Studi di tradizioni popolari “Turiddu Bella”, Il Centro Studi nasce per un duplice scopo: quello di esplorare la terra della poesia dialettale popolare con l’annuale omonimo trofeo e quello di promuovere la ricerca e l’analisi delle nostre tradizioni, attraverso conferenze, testimonianze, mostre, documentari e iniziative che ci consentano di conoscere e indagare la storia e la civiltà del popolo siciliano.
Raccogliendo i frutti del lavoro egregiamente svolto negli anni precedenti, il Centro studi sta pienamente realizzando il primo obiettivo per cui è sorto. Infatti, non solo si accresce e si diffonde sempre più la fama del più grande poeta per cantastorie siciliano, al quale il Centro è intitolato, ma col pieno consenso dei più vivi e dinamici ambienti culturali siciliani, non esclusi quelli accademici, si incoraggia un genere di poesia popolare di cui i cantastorie sono i maggiori produttori e divulgatori.
Gli studiosi che si sono avvicendati nel nostro Centro ci hanno sempre invogliato a raccogliere in modo completo e ordinato i contributi che di volta in volta ci hanno lasciato o gli oggetti della cultura materiale che noi stessi andavamo raccogliendo per le esposizioni annuali che abbiamo fatto. Si tratta, come si vede, di due “prodotti” che richiedono elevati costi, per i quali le magre finanze del Centro non bastano. Il Centro, comunque, ha promosso molte attività, ha creato gemellaggi con altre associazioni italiane ed estere, come l’Associazione siculo-americana “Arba Sicula” del prof Gaetano Cipolla, docente di lingua italiana e studi classici all’università St. John’s di New York; è socio fondatore del consorzio associativp Syrakosia per la costituzione di un museo della città; è partecipe della rete museale etnografica degli Iblei per la conservazione dei beni immateriali. Ha in comodato la biblioteca di Turiddu Bella comprendete un centinaio di volumi di poesie di poeti suoi contemporanei e una nutrita collezione di nastri, dischi e cd folkloristici e di cantastorie.
Il centro opera nella convinzione che la voce di molti possa portare un contributo decisivo alla conoscenza del nostro passato e alla costruzione del nostro futuro; perché se non c’è storia senza memoria non potrà neppure esserci un futuro senza radici nel passato.

http://www.cstb.it/ (il sito)

https://www.google.it/search?rlz=1C1AVNA_enIT559IT562&q=la+civetta+di+minerva+%2B+CSTB&oq=la+civetta+di+minerva+%2B+CSTB&gs_l=psy-ab.3…1048.11646.0.12376.42.28.0.0.0.0.477.4935.0j5j11j3j1.21.0.dummy_maps_web_fallback…0…1.1.64.psy-ab..21.18.4551.0..0j33i160k1j0i131k1j0i67k1j0i22i30k1.215.dYhrFAp55mQ (il link a vari articoli usciti su LA CIVETTA DI MINERVA dedicati al CSTB)

Comunicazione importante:

In occasione del ventennale della costituzione del Centro Studi di tradizioni popolari “Turiddu Bella” sono stati presentati gli archivi che raccolgono pubblicazioni, mostre, c.d e d.v.d. foto che nel corso degli anni sono stati realizzati e che il Centro vuole mettere a disposizione di chi ne sia interessato.

Otello Profazio è Premio Tenco 2016!

Nel video, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Lino Toffolo e Silverio Pisu insieme ad Otello Profazio cantano ADDIO LUGANO BELLA.

Premio Tenco

Sono felice di questo riconoscimento ad un cantastorie siciliano… legato a me da un filo di poesia.

Fu proprio Otello Profazio a consegnarmi il primo premio importante della mia “carriera” di poetessa in dialetto siciliano: la poesia ‘A SCOCCA D’ ‘A CIPUDDA (presente nella mia raccolta di cunti in dialetto siciliano QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU, Algra editore) vinse ex aequo il primo posto al Trofeo di Poesia popolare “Turiddu Bella” nel 1994.

1994 Cantastorie (a pari merito) Pippo Di Noto – RG

Umberto Migliorisi- RG Gianni Molinari BO

Maria Lucia Riccioli- SR Nonò Salamone TO

 

Fu proprio la poesia ‘A SCOCCA D’ ‘A CIPUDDA a farmi ottenere il riconoscimento…

Vent’anni dopo l’avrei pubblicata in volume insieme agli altri cunti.

 

Ringrazio ancora la giuria, che selezionò una poetessa poco più che ventenne… e sono felice di aver chiuso il cerchio rendendo omaggio a Otello Profazio che con me fu molto incoraggiante e gentile.

 

Il 2 luglio 2014 è stata pubblicata la raccolta di “cunti” in dialetto siciliano “Quannu ‘u Signuri piassava p’ ’o munnu”, con prefazione di Sebastiano Burgaretta, immagini di Alessio Grillo e Maria Francesca Di Natale, per i tipi di Algra Editore (collana “Fiori blu”, diretta da Maria Rita Pennisi e Orazio Caruso), oggetto di un reading presso l’aula consiliare del comune di Solarino il 28 luglio 2014 nell’ambito della mostra “È… vento d’arte” e in occasione del tour della stessa mostra il 5 settembre 2014 l’autrice ha tenuto un nuovo reading presso il Parco culturale “Lucia Migliaccio” di Floridia (SR).

Il 24 settembre 2014 il libro è stato presentato ufficialmente presso la Feltrinelli di Catania dai relatori Sebastiano Burgaretta, poeta ed etnologo, che ne ha curato anche la prefazione, e Orazio Caruso, docente, scrittore, organizzatore culturale, curatore insieme a Maria Rita Pennisi della collana “Fiori Blu” di Algra editore.

Il 27 settembre, presso il MOON di Siracusa, insieme ai poeti e performer Patti Trimble – che ha presentato il lavoro realizzato con Ramzi Harrabi –, Chris Iemulo, Mounir Ben Younes, il libro è stato protagonista del reading “100 Thousand Poets for Change”.

Il 26 ottobre “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato presentato presso il Centro studi di tradizioni popolari “Turiddu Bella” di Siracusa da Maria Bella e Sebastiano Burgaretta (letture curate dall’autrice insieme a Dominella Santoro), mentre il 12 novembre è stato presentato dalla stessa autrice presso la biblioteca del Liceo Corbino-Gargallo di Siracusa.

Il 27 dicembre presso la Casa del Libro Rosario Mascali di Marilia Di Giovanni l’autrice ha presentato “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” insieme ad Alfio Grasso. Il volume è stato presentato nuovamente ad Aci Bonaccorsi (CT) presso la Cantina Bonaccorsi insieme al frontman degli Archinuè il 4 gennaio 2015, in occasione delle serate del ciclo delle Domeniche in Cantina, insieme agli Archinuè e al pittore Ezio Fichera.

Il 17 gennaio l’autrice ha presentato il libro assieme a Maria Rita Pennisi presso la Sala Scacchiera del Resort San Biagio ad Acireale, ospite della FIDAPA di Acireale e di BPW Italy, esibendosi anche come cantante eseguendo tre pezzi in dialetto siciliano accompagnata dalla presidente dell’associazione, Vera Pulvirenti.

Il 20 gennaio l’autrice è stata intervistata da Paola Parisi presso gli studi di Auchan – Porte di Catania per il programma “Buoni o cattivi”, trasmesso da Antenna One.

Il 2 marzo, in occasione della manifestazione “Volontariato in… scena” organizzata dalla Rete del volontariato di Catania e dall’Assessorato al Welfare e condotta dall’attrice Egle Doria, l’autrice è stata ospite dell’associazione Tiresia interpretando due cunti da “Quannu ‘u Signuri passava p’’o munnu” presso il Teatro Stabile di Catania – Teatro Verga.

Il 31 marzo il libro è stato ospite degli studi di ZERONOVE TVin occasione della registrazione della settima puntata del format BUC, una trasmissione sui libri condotta dalla scrittrice Simona Lo Iacono.

Il 9 aprile alle 21.30 e l’11 aprile alle 15.30 è andata in onda l’intervista realizzata da Paola Parisi su “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” per TeleOne e Trs (canale 19 del digitale terrestre). Presentatori Giovanni Nicastro e Luca Seminara.

Il 25 aprile “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato presentato al Siracusa Book Festival, il 10 giugno alla Galleria Roma di Siracusa per la rassegna “Cibo & Arte”, il 13 giugno e il 13 luglio al Caffè letterario fridericiano a Rosolini.

Il 17 luglio l’autrice è stata ospite de “I venerdì dell’anima” della Casa del Libro Rosario Mascali e ha letto i suoi cunti in dialetto accompagnata dal maestro Valerio Massaro alla chitarra.

Il 30 agosto, presso Palazzo Barbagallo a Nicolosi (CT), l’autrice è stata tra gli autori della Notte bianca di Algra editore, evento condotto da Antonella Guglielmino e patrocinato dal Comune di Nicolosi.

Il 18, 19 e 20 settembre l’autrice ha preso parte al Catania Book Festival presso il Cortile Platamone.

Il 19 marzo l’autrice è stata protagonista insieme a Donatella Motta di un recital poetico-musicale presso l’AFAM (Associazione Amici della Musica di Floridia), ospite della FIDAPA di Floridia (SR); durante la serata ha declamato alcuni passi del volume di cunti.

Il 20 marzo, in occasione dell’inaugurazione della mostra “’A via dulurusa”, l’autrice ha letto alcuni brani dalla sua raccolta di cunti “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu”.

Il 24 aprile “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato ospite di “Save the Beauty”, manifestazione a carattere nazionale, presso il Cortile Verga a Siracusa , in occasione della serata “Sapori letterari”.

Il 3 e il 5 maggio l’autrice – anche in veste di performer – è stata ospite a Floridia in occasione dei festeggiamenti per l’Ascensione (al “Chianu ‘i Masciu Vartulu” e presso il Museo etnografico dedicato a Nunzio Bruno).

Il 9 ottobre l’autrice ha letto uno dei suoi cunti in occasione del Convegno regionale del MASCI Sicilia presso il Santuario di Maria Santissima Scala del Paradiso a Noto (SR).

Copertina Riccioli

 

Vi ripropongo l’intervista di Infinity agency (grazie a Marla Lombardo e Garjan Atwood)

e poi vi posto dell’altro materiale…

 

 

 

20160320_191233

QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU è il mio libro di cunti in dialetto siciliano, uscito nel 2014 e protagonista di tanti incontri…

Ecco la prefazione, dono dell’amico poeta, etnologo e saggista Sebastiano Burgaretta:

Aria fresca, che pure sa d’antico e che d’antico serba la fragranza, è quella che si respira e si gusta leggendo questi racconti in versi di Maria Lucia Riccioli, la quale in essi si rivela narratrice, anzi poetica raccontatrice, d’antico stampo popolare, quasi una specie di contastorie in proprio, aggiornata cioè al tempo d’oggi e quindi libera nel piegare il ricco patrimonio lessicale siciliano all’esigenza della comunicazione che la vita attuale impone (Sebastiano Burgaretta).

https://luisellapacco.wordpress.com/2014/08/28/quannu-u-signuri-passava-p-o-munnu-di-maria-lucia-riccioli/ (la splendida recensione di Luisella Pacco)

http://www.cataniapubblica.tv/buc-quannu-u-signuri-passava-po-munnu/ (la puntata di BUC in cui sono stata intervistata sul libro)

http://www.nuovosud.it/24242-cultura-siracusa/quannu-%E2%80%98u-signuri-passava-p%E2%80%99%E2%80%99o-munnu-presentato-siracusa-il-libro-di-maria (la recensione di Anna Di Carlo su NuovoSud)

https://cstbcentro.wordpress.com/2014/10/28/quannu-u-signuri-passava-p-u-munnu/ (io e il CSTB, Centro Studi di Tradizioni Popolari Turiddu Bella)

http://www.lacivettapress.it/online/index.php?option=com_content&view=article&id=258:libro-in-dialetto-della-poetessa-riccioli-storie-in-endecasillabi-a-rima-baciata&catid=17:cultura&Itemid=121 (La Civetta di Minerva)

http://www.reteregione.it/si-cunta-sarraccunta/ (su Reteregione, scritto da Lucia Corsale)

 Il booktrailer…

Se date un’occhiata al blog, troverete altri post dedicati al Centro Studi…

Buona lettura!

Paola Cadelli al Biblios Cafè – L’ultimo concerto

Tag

, , , , , , , , , , , ,

L'immagine può contenere: sMS

Tornano gli incontri con gli autori al Biblios Cafè. Ripartiamo Venerdì 29 Settembre con la scrittrice Paola Cadelli. Ci parlerà del suo romanzo “L’ultimo concerto”.

Un testo che muove le fila tra realtà e fantasia. Colonna sonora delle storie dei personaggi, sono le note di Chopin e il rock dei Muse, in un ambientazione tra il fantasy e il noir. Edito da “L’asino d’Oro” racconta la storia di Jeanne, una pianista francese che vive a New York, una donna ribelle e trasgressiva, dotata di una capacità artistica che va al di là del semplice talento musicale, e Leonardo, un medico italiano eccentrico e visionario, dedito più a indagare i meccanismi della coscienza che del corpo umano?

L’ingresso è libero. Info e dettagli: http://www.biblioscafe.it/?p=1070

https://www.facebook.com/events/270830370088276/?fref=ts (l’evento Facebook)

L'immagine può contenere: persone sedute e pianta

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Come suggestione, vi posto il Preludio numero 4, opera 28 di Chopin (“colonna sonora” del romanzo insieme ai Muse…).

https://www.youtube.com/user/muse

LA CIVETTA DI MINERVA del 22 settembre 2017

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Siamo tornati in edicola sempre con lo stesso spirito e la stessa idea: l’informazione è potere. Riappropriamoci della capacità di avere un nostro strumento d’informazione. Ti aspettiamo!

Ecco il nuovo numero del giornale bisettimanale LA CIVETTA DI MINERVA!

 L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono
Sostieni il nostro impegno: chiedilo in edicola. Per te è solo un euro, per noi un grande aiuto, per la realtà sociale un mezzo di informazione libero, unico e originale. Non fermiamo le poche voci che sono svincolate da chi decide cosa e quando bisogna sapere. L’informazione è potere. Riappropriamoci della capacità di avere un nostro strumento d’informazione. Ti aspettiamo!

Emanuele Lelli, docente de “La Sapienza” di Roma, è l’alfiere di una nuova disciplina, la demofilologia, che tenta di lumeggiare la letteratura greca e latina alla luce di ciò che resta dell’immenso patrimonio immateriale nella zona euromediterranea

La Civetta di Minerva, 30 giugno 2017

I confini tra le discipline sono fortunatamente labili, perché è proprio dalla contaminazione dei saperi e delle competenze che nascono nuove ipotesi di ricerca e si spalancano nuovi campi aperti alla sperimentazione. Spesso la specializzazione settoriale – seppur fondamentale – fa perdere di vista i fil rouge che ci sono tra i diversi ambiti della conoscenza; non solo: spesso il mondo accademico ha guardato con sospetto allo “sporcarsi le mani” con la cultura popolare, l’etnologia, la demopsicologia, quando invece tante pagine della letteratura latina e greca – a torto quasi “imbalsamate”, fossilizzate, come se non fossero nate da sudore sangue lacrime, da una cultura che non conosceva barriere rigide tra “alto” e “basso” ma che anzi nasceva da un sostrato agropastorale con tutto il suo corollario di modi di dire, superstizioni, riti… – si spiegano aprendo gli occhi sulle persistenze, su quanto della cultura “bassa”, contadina, pastorale, popolare rimane oggi, a dispetto delle seduzioni del presente, dei nuovi media, dei nuovi riti della socialità, di una lingua imbastardita con l’inglese, della digitalizzazione a volte spersonalizzante.

Emanuele Lelli, docente de “La Sapienza” di Roma, è l’alfiere di una nuova disciplina, la demofilologia, che tenta di leggere le pagine del mondo antico alla luce di quanto rimane dell’immenso patrimonio di cultura popolare nella zona euromediterranea, particolarmente conservativa da questo punto di vista: Calabria, Basilicata, Molise, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna sono state e sono il campo etnografico del professor Lelli: tramite interviste e domande mirate (un questionario etnografico in cui nulla è lasciato al caso) il docente ha indagato sulle analogie e identità tra quanto letto nei classici greci e latini (alcuni molto studiati e noti, altri meno, specie i testi non  letterari), spaziando dalle superstizioni alla farmacopea, convinto che tutto quanto è liquidato come “folklore” sia utile non solo per leggere gli antichi.

Facciamo qualche esempio: il fatto che il tonno sia considerato il maiale del mare è cosa perfettamente nota da millenni nel nostro Sud, eppure generazioni di studiosi si sono scervellati nel cercare di capire a quale misterioso animale si riferissero le fonti antiche. O ancora: pensiamo alla persistenza di pratiche desacralizzate ma ripetute, come l’abitudine di porre nelle tasche dei defunti del denaro: come non pensare all’obolo per Caronte del mondo pagano, alla pratica del refrigerium‘u rifriscu siciliano, all’attraversamento del fiume Giordano e all’offerta a San Pietro dello stesso mondo, cristianizzato ma in cui la nuova religione rappresenta un innesto, un nuovo strato che si aggiunge a millenni di pratiche religiose?

La cultura e la scuola hanno spesso fornito una lettura classicistica degli antichi, all’interno della quale un testo è già connotato come classico, quindi canonico, quasi immobile e marmorizzato.

Il professor Lelli è stato recentemente ospitato dal Liceo Classico “Tommaso Gargallo” di Siracusa, insieme alla nota studiosa Eva Cantarella. La conferenza, introdotta dalla dirigente scolastica Maria Grazia Ficara, ha dato modo al docente di parlare delle tematiche confluite nei suoi testi come “Sud antico – Diario di una ricerca tra filologia ed etnologia” (Bompiani) e “Folklore antico e moderno. Una proposta di ricerca sulla cultura popolare greca e romana” (Fabrizio Serra editore): da Filita di Kos a Plinio il Vecchio, da Varrone a Petronio, da Omero ad Eschilo, Sofocle, Euripide, Catullo, Aristofane, Marziale, passando per i grandi pionieri dell’etnoantropologia come il medico siciliano Giuseppe Pitrè, Raffaele Lombardi Satriano, Gennaro Finamone (che studiarono le tradizioni popolari siciliane, calabresi, abruzzesi), Lelli ha letto e commentato testi, anche tramite l’aiuto di slide e video della sua esperienza sul campo. L’incontro è stato fortemente voluto dal Centrum Latinitatis Europaenella persona della professoressa Lidia Pizzo, presidentessa della sezione siracusana dell’associazione.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2480:nel-libro-di-lorenzo-perrona-il-sud-come-alterita-italiana&catid=17&Itemid=143

Luogo e metafora della diversità a condizioni politiche ingiuste. “L’altro sé – Opposizioni letterarie dal Sud (Silone, Levi, Brancati, Pasolini, Sciascia)”

La Civetta di Minerva, 16 giugno 2017

Crisi come destabilizzazione e crisi come cambiamento. Identità e alterità. Sistema e opposizione ad esso. Visione ideologica del mondo e relativismo. Queste e molte altre le coppie oppositive di concetti che costituiscono l’ossatura del dibattito culturale attuale, nell’ambito del quale ci si domanda quale posto abbiano la letteratura e la critica letteraria in un mondo dominato da letture economicistiche del reale: che impatto ha sul reale un libro?

I lettori de “La Civetta di Minerva” potranno trovare spunti di riflessione in questo senso nel libro di Lorenzo Perrona edito da Algra editore “L’altro sé – Opposizioni letterarie dal Sud (Silone, Levi, Brancati, Pasolini, Sciascia)”. L’autore, che nel volume fa confluire il progetto di ricerca nato tra l’Italia e l’Università di Losanna (fondamentale il contributo di Jean-Jacques Marchand e Raffaella Castagnola e il confronto con Marc Praloran, Nicolò Scaffai e Paolo Orvieto), pone come idea centrale del libro quella del Sud come alterità italiana per eccellenza, luogo fisico e metafora insieme della differenza, della diversità, dell’opposizione a condizioni socioculturali e politiche ingiuste.

Chi era l’altro nella letteratura ottocentesca? E in quella del Novecento? E chi è l’altro oggi? La psicologia ci dice che la costruzione del Sé avviene per differenziazione dall’Altro-da-Sé e questo avviene sia a livello individuale che collettivo (pensiamo alla costruzione dell’idea di nazione, alla formazione degli stati nazionali, dei partiti politici, ai populismi, ai totalitarismi, alla negazione e all’esaltazione delle differenze sessuali, sociali, politiche, economiche, linguistico-culturali…): di questo si occupa una disciplina chiamata imagologia, che quindi ha a che fare con la rappresentazione (imagerie) e l’autorappresentazione (autoimage).

Il libro di Lorenzo Perrona ci mostra dunque come il pensiero divergente della letteratura, con il suo sguardo “altro”, spesso non omologato al sistema ma ad esso oppositivo, possa dar voce ai “villani”, ai “cafoni”, ai diversi in ogni senso di ieri e di oggi, scardinando gli stereotipi e le false rappresentazioni (pensiamo a come sia malposta la secolare questione meridionale, ad esempio) in un’ottica di letteratura “civile” che incida concretamente sul reale.

Ecco uno dei miei ultimi articoli confluiti sul sito…

Interessante mostra documentaria su 400 anni di vicende femminili. Non solo aborti, stupri e delitti ma anche testamenti e figure storiche. Donne dalle condizioni socioeconomiche diverse, donne dalle storie variegate, donne da conoscere e ricordare

La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017

Sarà visitabile fino al 31 maggio 2017 – quindi anche durante l’Infiorata – nei saloni espositivi di Palazzo Impellizzeri, sede della Sezione di Noto dell’Archivio di Stato di Siracusa, la mostra documentaria ”Storie di donne nei documenti d’archivio”.

L’esposizione, inaugurata a marzo con un evento teatrale suggestivo, l’emozionante performance delle artiste Chiara Spicuglia, Rina Rossitto e Miriam Scala, che hanno dato respiro e anima con “Voci di donne” a Gaetana Midolo, Marianna Ciccone e Franca Viola, accompagnate dal gruppo dei ragazzi del S.Cuore –,  è stata realizzata utilizzando la documentazione proveniente da vari fondi archivistici: fascicoli processuali della Gran Corte Criminale, atti notarili, atti dell’Università di Noto e Prefettura, tutti documenti riferiti a vicende e figure femminili del nostro territorio vissute nell’arco di quattrocento anni.

Regestazione ed allestimento della mostra sono stati curati dalle archiviste della Sezione di Noto, Giuseppina Calvo e Anna Lorenzano, con la collaborazione di Maria Teresa Azzarelli. Coordinatore della mostra è Concetta Corridore, direttore dell’Archivio di Stato di Siracusa. Importante anche il contributo di Salvatore Zuppardo, che ha realizzato la brochure esplicativa dell’esposizione.

Il visitatore sarà suggestionato da tante voci provenienti dal passato: quella del charaullo – meraviglia lessicale per una tradizione tipicamente siciliana – che motus amore divino perdona la moglie adultera nel 1551, quella di Eleonora Nicolaci che parla attraverso il proprio testamento, quella del letterato e scienziato avolese Giuseppe Bianca che ringrazia la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa per il dono della sua pubblicazione “Nuovi Canti” (1859)…

Interessante notare anche il progresso della condizione femminile (vedi il documento sull’Unione donne italiane ad esempio) nell’ambito dell’istruzione e dell’introduzione alle professioni.

Toccante leggere l’atto di nascita di Gaetana Midolo, che morì appena quindicenne nel rogo della fabbrica newyorkese “Triangle Waist Company”: insieme a tante altre operaie, sfruttate e sottoposte a condizioni di lavoro disumane, è una delle “camicette bianche” la cui vicenda ha dato origine alla tradizione dell’8 marzo e che è stata studiata da Ester Rizzo (il volume sulle ricerche della studiosa è edito da Navarra editore e ha permesso di dare un nome e far intitolare vie ed altri spazi pubblici alle operaie, 24 delle quali siciliane, morte nell’incendio della fabbrica di camicie).

Agghiaccianti le notizie relative ad aborti stupri e quelli che oggi chiameremmo con parola moderna “femminicidi”: Barbara e tante, troppe ragazze e perfino bambine (intollerabile la bestiale violenza su una bimba di quattro anni) gridano ancora il proprio dolore per le torture e la morte inflitte loro da conoscenti, parenti, tutori oltre che sconosciuti.

Donne dalle condizioni socioeconomiche diverse, donne dalle storie variegate, donne da conoscere e ricordare.

La mostra permette quindi di ripercorrere secoli di storia non solo locale sulla condizione femminile: fare memoria può servire non solo a riascoltare le voci delle donne del passato ma a farsene ispirare per migliorare le condizioni di vita e lavoro di chi ancora, sfruttato, umiliato e vittima di violenza, non trova voce né giustizia.

Ecco la rubrica Chiesa e dintorni, dove troverete vari articoli sulla vita del Santuario e non solo…

Storie del Settecento siciliano rivivono animate dalla forza scenica e musicale dell’artista. E di teatro-canzone in effetti si tratta, basato sui testi e le musiche della sua omonima e recente pubblicazione. Il progetto è impreziosito dalle opere dell’artista americana Hollis Hammonds

La Civetta di Minerva, 21 aprile 2017

Ieri 20 aprile alle ore 21, presso il CineTeatro “Aurora” di Belvedere (un plauso particolare va a Nino Motta per le sue rassegne di cinema d’essai e per l’organizzazione di eventi lontani dal mainstream dove cinema, musica e parola si fondono), Carlo Muratori e il Folkstudio Ensemble hanno presentato in anteprima nazionale lo spettacolo di teatro-canzone “Dies irae – La cantata di li rujni”, basato sui testi e le musiche della sua omonima e recente pubblicazione (Le Fate editore), cui è accluso “Catastrofi e storie di popolo”, un libro dello storico Luigi Lombardo, da cui sono tratti anche i testi delle storie che ha musicato Muratori. Il progetto è impreziosito dalle opere dell’artista americana Hollis Hammonds.

Storie del Settecento siciliano che rivivono animate dalla forza scenica e musicale dell’artista. Una lingua siciliana arcaica, apocalittica, teatrale, roboante nella emozionante rappresentazione dello smarrimento popolare dinanzi alla morte e alla distruzione. Processioni di santi e di beate chiamate a raccolta per intercedere e arginare la rabbia di un Dio furente e vendicativo contro i peccati dell’uomo.

La determinazione della gente di Sicilia a sperare per risorgere dalle macerie. Scene di un vissuto popolare dinanzi alle catastrofi mai archiviato definitivamente come l’attualità dei nostri giorni sembra riproporci.

Muratori dipana la sua narrazione all’interno di un’inedita struttura musicale dove convergono recitativi e arie cantate, parole per una musica senza tempo. L’artista si muove tra le sembianze di un moderno cantastorie, un novello personaggio delle Cantate barocche e un cantautore dalle raffinate intuizioni.

Sul palco insieme a Muratori le attrici Cristina Gennaro e Ilenia D’Izzia, i musicisti Maria Teresa Arturia pianoforte e fisarmonica, Christian Bianca al violino, Matteo Blundo alla viola, Stefania Cannata al violoncello, Francesco Bazzano alle percussioni.

“Dies irae” secondo le stesse parole del “chianta-autore”, come ama autodefinirsi, “è il racconto di una umanità dolente che prende sulle sue spalle una catastrofe come il terremoto o l’eruzione dell’Etna e attraverso tutta una serie di riti propiziatori e purificazioni che ottiene grazie a Maria e ai Santi risorge dalle sue macerie”. Un racconto fatto nella lingua dei nostri avi, il metro endecasillabo tanto caro a Dante Alighieri che il popolo siciliano utilizza con una maestria straordinaria: “Ratimi aurenzia gentili signuri / cosi trimenni vorrò accuminzari / Cumanna Cristu pi li piccaturi / e ogni uomo c’avissi a pinzari”.

“Succurru a vui supremu Criaturi / dati forza a sta lingua spiegari / ‘n vènniri di notti a li cincu uri / menu ‘na quarta se è giustu parrari / forti la terra accuminzau a trimari”.

Parole che i richiamano cantàri, i poemi epici, che hanno un che di omerico, di canto d’aedo.

Muratori con “I Cilliri” aveva esplorato il repertorio folk siciliano, approfondendo nei suoi lavori successivi la ricerca sul patrimonio etnoantropologico della Sicilia (pensiamo a “Pesah” e ai riti siciliani della Pasqua, con i “lamienti” sul Cristo condannato e morto in Croce e il dolore mariano); con il libro-cd “Sale” aveva regalato un viaggio fatto di mare e salgemma nella Sicilia attuale, in quella del ricordo e della Storia (il nostro dibattuto Risorgimento, i fatti di Bronte, la poetessa Mariannina Coffa…).

Adesso con “Dies irae” – ricordiamo che sono le prime due parole della celeberrima sequenza del Requiem: “il giorno dell’ira” – un’indagine poetico-musicale sul terremoto del 1693 che cambiò il volto della Sicilia sudorientale e le eruzioni dell’Etna, sul modo siciliano di rappresentare e autorappresentarsi.

Il Comandante della Polizia Stradale a colloquio coi ragazzi delle scuole. “Assurdo che accada un incidente per un selfie”. “Proviamo una grande tristezza quando suoniamo un campanello per comunicare un lutto sulla strada”

 

La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017

La vita vale più di un selfie: con il messaggio dei giovani vincitori del contest sulla sicurezza stradale si è conclusa il 5 aprile, presso il Multisala Planet (Cineteatro Vasquez) di Siracusa, una delle fasi più significative della manifestazione dedicata alla diciassettesima edizione del Progetto “Icaro”, promosso dalla Polizia di Stato con la collaborazione del Miur e della Facoltà di Psicologia dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Il comandante della polizia stradale Antonio Capodicasa ha parlato con noi de “La Civetta di Minerva” sia da professionista che come uomo e padre, mostrando il lato umano del lavoro quotidiano proprio e di quelli che chiama “i miei ragazzi”: rischiano la vita ogni giorno per la nostra sicurezza gli “angeli in blu”, come li ha definiti Mimmo Contestabile, maestro delle cerimonie sempre impeccabile e ironico – media partner dell’iniziativa sono SiracusaOggi.it ed FM Italia, con Anna Brancati e Ornella Vella dallo studio a coinvolgere gli studenti, tra cui quelli dei Licei Quintiliano, Corbino ed Einaudi di Siracusa, nell’elaborazione di uno status su WhatsApp per ideare uno slogan sulla sicurezza.

Significativa la messa in scena, ad opera della compagnia “Il Sipario”, dello spettacolo “17 minuti”, lavoro teatrale del regista e attore Riccardo Lionelli: flash tratti da quella che potrebbe essere la quotidianità dei ragazzi, fatta di lezioni a scuola, compiti a casa e uscite con gli amici, amori e dissapori, lacrime di rabbia e gioia, di gelosia e dolore. Al centro della pièce, la fretta che avvolge con le sue spire le nostre vite, l’invasività dei social network se permettiamo loro di condizionare la nostra esistenza, la necessità di compiere le scelte giuste e di avere modelli educativi validi – contro il narcisismo patologico che ormai ha preso possesso di chi dovrebbe fare da guida alle giovani generazioni.

Ma ecco la nostra conversazione con il comandante Capodicasa.

Qual è lo scopo che vi siete proposti?

L’obiettivo non è quello di fare paternali o di illustrare agli studenti gli articoli del codice della strada, ma cercare di divertire ed emozionare i giovani per farli riflettere sui comportamenti e sulle scelte che possono impattare sulla propria vita e su quelle degli altri.

Da dove è partita l’idea che ha dato vita a questo progetto?

Dalla quotidianità del nostro lavoro di funzionari di polizia. La repressione fa parte dei nostri compiti istituzionali, ma si è pensato di investire sulla formazione per prevenire gli incidenti e sensibilizzare soprattutto i giovani, anche se spesso siamo noi adulti a sbagliare e a trasmettere modelli negativi di comportamento: i ragazzi sono lo specchio delle nostre scelte sbagliate. Non vorremmo mai, come funzionari di polizia e soprattutto come esseri umani, suonare a un campanello, alzare una cornetta, digitare su un palmare un numero per comunicare un lutto che è come un ergastolo del dolore.

Toccante in questo senso la testimonianza di Deborah Lentini, mamma di Stefano Pulvirenti, che ha detto “Basta” alle foto di ragazzi che perdono la vita sulla strada, “Basta” al dolore delle mamme come lei, come quelle di Chierzi e Caruso (ricorderete certamente gli ex corbiniani falciati da un terribile incidente) e tante altre che nessuna sentenza potrà mai risarcire.

Quali sono stati i riscontri dell’iniziativa?

C’è stata nel corso degli anni una contrazione significativa del numero delle vittime: dai circa 8000 morti l’anno siamo passati a poco più di 3400. Anche le tipologie di infrazioni che noi sanzioniamo sono cambiate: oggi, forse anche grazie al Progetto Icaro, c’è una maggiore consapevolezza dei rischi che si corrono mettendosi alla guida in modalità scorretta e sapere che il 74% dei ragazzi che hanno partecipato al progetto ha cambiato la propria mentalità alla guida di un veicolo per noi è un grandissimo risultato.

Che risonanza ha avuto il progetto?

L’Italia ormai è capofila nell’Unione Europea su questa tematica: con il nome di “Icarus” il progetto è diventato una ricerca ad ampio respiro che coinvolge ricercatori, studiosi, fondazioni e associazioni.

La legge del 2016 sull’omicidio stradale ha avuto una ricaduta significativa sul vostro lavoro?

Sicuramente. Non si parla più di omicidio colposo ma di omicidio stradale con la legge 41 del 23 marzo 2016 ed è un cambiamento importante; stiamo assistendo a una modificazione di certi comportamenti sbagliati alla guida. Adesso la nostra sfida è la lotta – oltre che naturalmente che contro la guida in stato di ebbrezza o dopo l’assunzione di stupefacenti – al multitasking: è assurdo che si provochino incidenti per inviare un sms o scattare un selfie (si calcola che compiere queste operazioni mentre si è alla guida equivalga a procedere alla cieca dai quattrocento agli ottocento metri circa).

Come avete trovato l’approccio comunicativo più adatto per arrivare ai giovani?

La comunicazione passa attraverso il divertimento, la musica, il ballo. La stessa pista teatrale proposta è stata un percorso per giungere a veicolare il messaggio finale.

Testimonial d’eccezione del progetto sono stati “I soldi spicci”, il duo comico formato da Annandrea Vitrano e Claudio Casisa (imminente l’uscita del loro primo film, dopo l’enorme successo sui social, con oltre un milione di visualizzazioni per i loro video che ritraggono in chiave ironica e intelligente aspetti della quotidianità; Casisa ha anche preso parte ad un episodio de “Il giovane Montalbano”): vicini al mondo dei ragazzi, hanno saputo divertire e nello stesso tempo, secondo le loro stesse parole, “approfittando della popolarità, far giungere ai giovani come noi dei messaggi positivi”.

E ancora…

Tratto da un libro del giornalista Carmelo Miduri, si girerà a Noto. Tra i  ricoverati nell’ospedale il figlio di un mafioso di Portella della Ginestra. Carabiniere scopre una verità inattesa

La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017

Monti Sicani, anno scolastico 1960-1961. Tempo di emigrazione, di fame, di malattie che oggi associamo ai paesi del Terzo e Quarto mondo. Una parola che fa paura: tracoma. Un misterioso sanatorio bianco, teatro di cure contro la cecità, di severità, di punizioni come in un campo di prigionia. Tra gli ospiti dell’ospedale, il figlio di uno dei mafiosi di Portella della Ginestra. Un carabiniere indaga e scoprirà una verità inattesa.

Questa la trama del racconto del giornalista Carmelo Miduri “I bambini della Croce bianca”, edito da Arnaldo Lombardi, che in autunno diverrà un film per la produzione di Paolo Ghezzi grazie ad un protocollo d’intesa con il Comune di Noto, location delle riprese; verranno utilizzate risorse professionali del luogo e si tenterà di valorizzare architetture e paesaggi di quella che è certo una perla del Barocco siciliano.

La storia, realmente avvenuta nel comune di Bivona in provincia di Agrigento, diverrà dunque un film per la regia di Andrea Zaniol; tra gli interpreti, Francesco Di Lorenzo, Gennaro Piccirillo e Lorenzo Falletti. Tra gli artisti siciliani cui è stato proposto di collaborare c’è inoltre il musicista – o come ama definirsi il “chiantautore” – Carlo Muratori.

Il libro “I bambini della Croce Bianca” nelle primitive intenzioni di Miduri, autore sia di saggi che di opere di narrativa, sarebbe dovuto diventare un’opera teatrale, ma l’incontro con l’attore Di Lorenzo ha fatto virare l’operazione verso tutt’altri lidi. Significativa e toccante è stata l’esperienza del ritorno nei luoghi dove la storia ha avuto origine: Bivona e il tracomatosario. La documentazione fotografica, l’incontro con i protagonisti superstiti di una vicenda triste, fatta di povertà, abbandono, sofferenza hanno reso più intensa la scrittura della sceneggiatura.

L’iniziativa non solo contribuirà a gettare nuova luce su una vicenda del nostro recente passato spesso sepolto nell’oblio, ma potrà essere l’occasione di convogliare nuove energie per legare le produzioni cinematografiche alla valorizzazione del nostro territorio – pensiamo al Collettivo Frame Off composto da giovani professionisti che hanno investito nel campo documentaristico e che si sono lanciati in questa nuova sfida.

CHI E’ CARMELO MIDURI

Carmelo Miduri (Augusta 1951), giornalista professionista. Ha lavorato per vari

quotidiani ed altri mezzi di informazione. Esperto di comunicazione di impresa, ha

ricoperto ruoli di responsabilità nei servizi di comunicazione di varie organizzazioni, docente in corsi di Comunicazione, direttore di pubblicazioni tecniche, autore di

documentari televisivi.

Ha pubblicato saggi e testi di narrativa: Dal vostro corrispondente (Studioemme Edizioni, 1988), Siracusa anni ottanta (Romeo Edizioni, 1990), La boa e il terremoto

(Ediprint, 1991), Il tempo che non ricorderai (Lombardi Editore, 2002), Lezioni di comunicazione (Lombardi Editore, 2003), Un anno in quaranta e-mail (Lombardi

Editore 2005), L’Ufficio Stampa nella Comunicazione Pubblica (Lombardi Editore, 2012, Raffineria di Augusta, Storia di uomini e di progresso (ExxonMobil, 2015), Psico-Intervista alla Crisi ( Lombardi Editori, 2016).

E ancora…

Dieci anni sono un’eternità nel vorticoso fluire di post consumati in pochi secondi, eppure non sembra inutile volgersi indietro per rimirare il cammino compiuto per poi solcare nuovi spazi su carta e pixel

La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017

Un tempo artisti, poeti e intellettuali si ritrovavano nelle accademie, poi venne il tempo dei caffè letterari,luoghi di elaborazione artistica e spesso laboratori politici, di certo volano per le nuove idee, centri di propaganda per le correnti innovatrici in ogni ambito del sapere.

Oggi è tempo di social, di piazze virtuali: Twitter, Facebook e tutte le piattaforme che consentono di condividere testi, immagini, video. I blog – diari di bordo telematici, mi piace definirli – sono stati e sono ancora per certi versi una via di mezzo tra l’incontro de visu e quello mordi e fuggi dei like e dei tweet: botteghe, laboratori, officine in cui il blogger scrive e condivide post a tema oppure OT, off topic. Alcuni di questi sono dei punti di riferimento per gli intellettuali o gli appassionati di letteratura e non solo, anche se il loro ruolo di filtro e catalizzatore di energie e materiali ora sembra polverizzato tra le bacheche di Facebook sulle quali tendono ormai a spostarsi le discussioni on line.

Oggi, venerdì 7 aprile alle ore 18, presso la Casa del Libro Rosario Mascali in via Maestranza a Siracusa,Simona Lo Iacono (scrittrice e magistrato, autrice de “Le streghe di Lenzavacche” per i tipi di E/O, romanzo finalista al Premio Strega 2016) presenterà insieme a Daniela Sessa, docente di Lettere del Liceo Quintiliano di Siracusa, il volume “Letteratitudine 3 – Letture, scritture e metanarrazioni (LiberAria editore), curato dallo scrittore e blogger Massimo Maugeri, ideatore del blog “Letteratitudine”, che festeggia il decennale. Interpreteranno alcuni dei “fantasmi” letterari del libro Arianna Vinci, Beatrice Margagliotti e Sofiya Vlasova.

Il 10 marzo scorso Massimo Maugeri era stato ospite dell’Istituto Tecnico Commerciale P. Branchina di Adrano (CT) nell’ambito della manifestazione “Viaggio tra le parole”, mentre la prima assoluta di “Letteratitudine 3” si è tenuta presso La Feltrinelli di Catania il 17 gennaio in occasione della serata inaugurale del nuovo anno di incontri della libreria.

“Letteratitudine 3” viene dopo altri due volumi (editi da Azimut e Historica Edizioni) in cui Maugeri ha fatto il punto del suo decennale lavoro, trasformando in cartaceo il meglio delle discussioni di quello che è uno dei blog d’autore del gruppo Kataweb/L’Espresso. Il taglio di questo libro, che chiude quasi un’ideale trilogia, è differente: possiamo leggerlo sia come un manuale di lettura che come un prontuario di scrittura – possiamo infatti sbirciare nell’antro di quelli che sono gli alchimisti della letteratura italiana (e non solo) contemporanea –, possiamo “navigarlo” quasi come un blog o un sito Internet per saltare da uno scrittore a un personaggio a un libro. Particolarmente interessante è la sezione dedicata alle autofiction, ai racconti ideati dagli scrittori per presentare i loro libri, quasi una sorta di selftailer, mentre è un vero e proprio tuffo nella passione per la lettura il poter leggere le lettere a personaggi letterari e autori scomparsi. Particolarmente opportuno per ricordare un faro della nostra letteratura è il l’omaggio a Vincenzo Consolo, raccolta di saggi che chiude il volume.

Massimo Maugeri, che all’attività di blogger unisce quella di collaboratore di testate come “Il Venerdì” di Repubblica, su Radio Hinterland cura e conduce Letteratitudine in Fm, trasmissione culturale di libri e letteratura, scrive romanzi, racconti e saggi; Trinacria Park (Edizioni E/O, 2013), inserito da Panorama nell’elenco dei dieci migliori romanzi italiani pubblicati nel 2013, è stato insignito del Premio Vittorini, del quale purtroppo segnaliamo la scomparsa, perché ha rappresentato un emblema di siracusanità. Maugeri ha anche ricevuto premi come l’Addamo, il Martoglio, il Portopalo – Più a Sud di Tunisi e il Premio Internazionale Sicilia “Il Paladino”, per ricordare soltanto quelli siciliani.

L’evento di oggi servirà a ricordare il decennale del blog e i fili da questo creati fra autori, librai, bibliotecari, traduttori, editori, accademici, esperti e semplici lettori, istituti italiani di cultura all’estero e università: tutto quanto gravita intorno al libro è gravitato tra le pagine virtuali di “Letteratitudine” con la sua costola dedicata alle news letterarie.

Dieci anni sono un’eternità nel vorticoso fluire di post consumati in pochi secondi, eppure non sembra inutile volgersi indietro per rimirare il cammino compiuto per poi solcare nuovi spazi su carta e pixel e magari trovare nuovi sentieri in un mondo come quello editoriale che ha visto la rivoluzione di Internet, la nascita dell’e-book e l’esplodere dei social con l’orizzontalizzazione della conoscenza. Non sembra nostalgico rileggere nomi e nickname che si rincorrevano sulle autostrade telematiche, ritrovandosi in autogrill virtuali per condividere frasi, versi, citazioni, recensioni, riflessioni, auguri, scherzi letterari… Come dimenticare Sergio Sozi (il ponte con la Slovenia insieme alla moglie Veronika Simoniti, traduttrice), Carloesse Sirotti Speranza, Eventounico, Enrico Gregori, Laura Costantini e Loredana Falcone, Gea, Cristina Bove, Maria Di Lorenzo, Stefano Mina, Francesco Didò Didomenico, Salvo Zappulla, Teresa Santalucia Scibona, Fausta Maria Rigo, solo per ricordare qualche nome? Rubriche dedicate al diritto, alla scuola, alle alternative ai classici, cene letterarie, collaborazioni… per dieci anni è stato possibile accalorarsi dietro un monitor ticchettando di libri su una tastiera, magari a tu per tu con l’autore del libro che ci aveva tanto emozionato, insieme a tanti altri come noi che compartiscono l’amore per la lettura e la scrittura.

“Letteratitudine” forse ha addirittura travalicato le primitive intenzioni del suo ideatore, che voleva unire Letteratura e “sicilitudine” contro la solitudine, superando i limiti di lati- e longitudine. Un blog multidimensionale, poliedrico come le geometrie evocative della copertina del volume.

Al Faro Santa Croce. A sessant’anni dalla morte di Tomasi di Lampedusa il direttore di Naxoslegge e una studiosa incontrano i liceali

La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017

La sirena”, racconto lungo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, è conosciuto anche col titolo di “Lighea”, nome che la moglie dell’autore aveva scelto per chiamare la protagonista – essere di mezzo tra il reale e il fantastico – della novella, scritta nell’inverno del 1956-1957 durante una purtroppo brevissima ma felice stagione narrativa dello scrittore de “Il Gattopardo”.

Pubblicato solo postumo nel 1961 da Feltrinelli, il racconto (il cui manoscritto era stato consegnato da Elena Croce, figlia di Benedetto, filosofo e critico, a Giorgio Bassani, curatore e prefatore del volume) narra l’incontro fra Rosario La Ciura, classicista e professore in pensione, e il giovane nobile Paolo Corbera di Salina, laureato in legge, bon vivant e galleggiatore nel mare magnum del giornalismo.

Dalle conversazioni dei due nella Torino del 1938, nebbiosa e cupa, si passa al piano dei ricordi: il professore rivelerà al giovane l’incontro fatato con la sirena Lighea, avvenuto sulle coste ancora selvagge di Augusta, in una Sicilia a metà tra la realtà e il mito.

Sabato 8 aprile, nell’ambito di “Naxoslegge”, in collaborazione con il Liceo classico “Megara” di Augusta, SulidArte, La giara di Brucoli, Circolo Unione Augusta, Italia Nostra, Historica Edizioni, Fulvia Toscano, direttore artistico di Naxoslegge, e Maria Antonietta Ferraloro, studiosa di Tomasi di Lampedusa – si terranno comunque altri incontri in vari comuni siciliani, nonché in luoghi cari all’autore del Gattopardo, come Ficarra, la Fondazione Verga a Catania, Santa Margherita del Belice, Palma di Montechiaro, Capo d’Orlando con la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, Ragusa-Donnafugata, Giardini Naxos, Taormina, Palermo e Messina, con il coinvolgimento di enti, scuole, fondazioni, parchi Letterari, accademie e associazioni – incontreranno i ragazzi del Liceo di Augusta; verrà inoltre proposta l’intitolazione di una piazzetta a Lighea di Tomasi di Lampedusa presso il Faro Santa Croce. Interverranno la dirigente scolastica M.C. Castorina e le docenti Di Venuta e Insinga, oltre alle autorità e alle associazioni partner dell’iniziativa.

La casa editrice Historica edizioni di Francesco Giubilei, il più giovane editore italiano, pubblicherà una sorta di cahier di viaggio dell’esperienza per celebrare nel biennio 2017/2018 i sessant’anni trascorsi dalla morte dello scrittore e dalla prima pubblicazione de “Il gattopardo”.

Particolarmente significativa è la volontà di legare le parole di Tomasi ai luoghi che le hanno ispirate, in un’ottica non solo di valorizzazione ma soprattutto di custodia della memoria.

 http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2214:tra-avola-e-noto-echeggiar-di-versi-per-la-festa-della-poesia&catid=18&Itemid=145

Riempite strade, piazze, cortili e chiese con note di armonia, canti, musica. Questa edizione dedicata a Salvatore Di Pietro, l’anno prossimo a Corrado Carbè

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Domenica 19 marzo, in occasione della Festa mondiale della poesia ad Avola, declinata in due giorni speciali tra Avola e Noto, si sono concluse la quindicesima edizione di “Dalle otto alle otto” e la sesta edizione di “Libri di-versi in diversi libri” dedicata a Salvatore Di Pietro: Carlo Sorgia, Alessandra Nateri Sangiovanni e Maria Pia Vido si sono classificati rispettivamente al primo, secondo e terzo posto in quella che non è tanto una tenzone letteraria ma un’occasione di incontro, scambio e crescita nel nome della poesia: in un tempo arido e materialista, in cui scrivere versi sembrerebbe anacronistico e del tutto inutile, poesia è anche riempire strade, piazze, cortili e chiese di Avola e Noto di armonia, canti, musica e, soprattutto, poesie, “celebrando” secondo l’anima di questo concorso, il libraio-editore Ciccio Urso, sostenuto come sempre da Liliana Calabrese, dai giurati e dal manipolo di artisti del Val di Noto che seguono le loro iniziative, “la magia della creatività, spontaneamente e senza programmazione, nonostante l’indifferenza di intellettuali egocentrici e della massa insignificante che ci circonda, e, soprattutto, senza sindaci e assessori e a personaggi di potere, perché l’unico potere abbracciato da ciascuno è quello della fantasia e della bellezza di un verso, dell’incontro con un accadimento inaspettato, ma collegato a ciascuno, e l’adesione entusiastica di persone graditissime”.

Tra i giurati, docenti e poeti: Maria Barone, Corrado Bono, Liliana Calabrese, Antonino Causi, Francesca Corsico, Luigi Ficara, Benito Marziano, Orazio Parisi, Vera Parisi, Fausto Politino, Maria Restuccia, Lilia Urso, Marco Urso e i poeti vincitori Giovanni Catalano, Manuela Magi, Maria Chiara Quartu, Pietro Vizzini, Nina Esposito.

Sono state consegnate le targhe della memoria dedicate a poeti sparsi in diverse città italiane e grazie all’intervento di poeti di diverse regioni italiane, compresa la Sardegna, è stato raggiunto l’obiettivo di creare ponte con gli altri, ascoltando e uscendo da sé, diventando ideali punti di riferimento e modelli di vivere creativo positivo, da moltiplicare nel mondo.

La nuova edizione del concorso letterario verrà come ormai consuetudine dedicata a un poeta amico della Libreria Editrice Urso, scomparso anzitempo, e cioè al poeta-scrittore Corrado Carbè scomparso il 20 febbraio 2017 nel mentre stava partecipando alla precedente edizione di questo Concorso, dove, tra l’altro, si classificava al sesto posto della classifica finale, insieme a Cettina Lascia Cirinnà, Mimma Raspanti, Federico Guastella, Rita Stanzione, Simona Forte, Marianinfa Terranova, Antonella Santoro, Gianluca Macelloni, Grazia La Gatta.

Meritano una menzione particolare e vanno incoraggiati i giovani artisti: in un’edizione di qualche anno fa Davide Giannelli scriveva che quando saprai che stai per morire, / dalle tue ceneri di nuovo un sorriso. / E la tua melodia canterai (da Vivere d’amore).

Miriam Vinci, selezionata nell’edizione 2016/2017, ben rappresenta l’anelito giovanile alla Bellezza nonostante il grigiore del quotidiano e le difficoltà dell’esistenza e ci piace chiudere proprio con i suoi versi, che con voce fresca in ritmi franti ricantano i temi eterni della poesia, tra illusioni ingenue dell’età ed echi leopardiani:

Ed è in questa nudità / che vorrei / vestiti di poesia.

Share

Da tre storie vere un libro e un film, finanziato in parte grazie al  crowdfunding. Le responsabili del progetto: “Gli attori ne hanno acquisito e fatta propria l’esperienza”

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Tre storie. Tre desideri che si riassumono in uno solo: essere genitori. Un corto sul delicato e attuale tema dell’adozione è stato girato nel Siracusano. “La Civetta di Minerva” si è incuriosita e ha incontrato per voi i responsabili del progetto, Giovanna Pignataro e Francesco Di Martino.

Come è nata l’idea del corto? È un lavoro autoprodotto o qualcuno ha investito in questo progetto?

“La casa dei conigli di Nola ha iniziato il progetto Aspettiamo! Si tratta di una storia sull’adozione, fatta per lo più di sensazioni, quelle che accompagnano la trafila del percorso adottivo sia dal lato dei futuri genitori sia dal lato dei futuri figli. Questa storia, scritta da Giovanna Pignataro, e divenuta albo illustrato sotto le mani di Tiziano Squillace, sembrava più completa con l’aggiunta di un video, per la precisione un documentario, che potesse raccontare delle storie vere di adozione. Francesco di Martino, documentarista di fiducia, ha subito abbracciato l’idea, aggiungendovi naturalmente il suo punto di vista. È nato così Aspettiamo! Il film, un documentario di finzione: si è deciso di raccontare tre storie vere, prese in luoghi diversi e con presupposti diversi. Francesco e Giovanna sono partiti con le registrazioni dalla voce dei loro protagonisti, in seguito hanno tradotto le storie in sceneggiatura e poi si è passati alle riprese con gli attori che hanno impersonato le tre coppie di genitori adottivi. Il libro di partenza è uscito con Marotta&Cafiero e stampato anche grazie ad una campagna di crowdfunding. Il film di fatto è autoprodotto.

Cast e maestranze sono del Siracusano? In quali location avete girato?

Essendo il regista di Noto, ed essendo necessario tenere bassi i costi, tutte le persone coinvolte nel film sono più o meno del territorio. Stessa cosa per le location che sono state scelte in modo che non fossero precisamente riconoscibili di modo che non si resti legati ad alcuni luoghi particolari, ma che possano essere storie del mondo.

Ecco le parole dello stesso regista: “Abbiamo girato tra Noto, Rosolini e Catania. Una buona parte degli attori sono netini (Carola Pennavaria, che tra l’altro canta nel teaser del corto, Salvatore Tringali, Carlo Genova), due invece da paesini ai piedi dell’Etna (Marta Allegra e Angela D’Amico) mentre uno è ispicese (Giovanni Peligra), tutti attori abbastanza preparati e appartenenti al mondo del teatro. Per loro questo progetto è stato sicuramente una scommessa, una prova, visto che hanno cercato di interpretare al meglio i personaggi senza imitarli (tutti gli attori hanno studiato a fondo i personaggi attraverso le interviste fatte alle coppie vere da me e Giovanna)  ma acquisendone la storia e farla propria.  E soprattutto su ogni scena hanno cercato di non seguire le battute della sceneggiatura ma dei discorsi personali, soprattutto nelle interviste frontali che abbiamo inscenato.

È capitato anche di porre loro delle domande che nel copione non c’erano… e li ho trovati sempre pronti a dare una risposta come se la storia la stessero vivendo loro. In sintesi un esperimento per noi, ma soprattutto per loro.

Il corto è stato pensato per la rete o ci potrà essere una sorta di promozione e distribuzione? Sono previste presentazioni?

Il corto sarà abbinato al libro pubblicato, all’interno del quale c’è un link per scaricarlo. Sicuramente sarà presentato, non appena pronto, insieme al libro che è uscito da pochi giorni.

Secondo quale ottica è visto il tema dell’adozione nel corto? Quale finalità vi siete prefissi nel realizzarlo?

Il libro da cui è partito il progetto si sofferma sulla costante presenza di due mondi paralleli, quello dei genitori adottivi e quello dei bambini che saranno adottati. Il film segue invece le vicende delle coppie di genitori delle tre storie soffermandosi sulle loro difficoltà, sensazioni, sull’enorme mole di stress che comporta il percorso adottivo. La volontà è riflettere su che cosa comporti intraprendere questa strada, per tutti coloro che vi sono coinvolti. Trattandosi di bambini, il tutto è anche delicato e poetico, ma parallelamente ci sono enormi scogli da sormontare e accendere un po’ la luce su di essi non è male…

Per saperne di più: https://www.youtube.com/watch?v=bnSLL3RSmo0

Share

La conferenza nei locali della biblioteca di Noto. Durante l’incontro, organizzato dal Rotaract, musiche eseguite dal maestro Gabriele Bosco al violino, mentre Giuseppe Puzzo, verseggiatore egli stesso, recita alcune liriche della poetessa e propri componimenti inediti

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Mariannina Coffa, Una donna tante donneLa poetessa dell’Ottocento che parla alle donne di oggi”: questo il titolo dell’incontro che si terrà domani, venerdì 25 marzo, alle ore 17,30 presso la Biblioteca comunale “Principe di Villadorata” di Noto in via Nicolaci, biblioteca che custodisce amorosamente gli scritti della poetessa e patriota netina. L’incontro si inserisce nella programmazione del Rotaract volta alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse culturali in senso lato.

Mariannina Coffa (Noto, 1841-1878), enfant prodige della borghesia netina nel passaggio difficile ed esaltante insieme dalla monarchia borbonica al Regno d’Italia, è stata dunque figlia, sorella, amica – corrispose con gli intellettuali dell’epoca pur senza muoversi dalla Sicilia –, innamorata (fu protagonista di un amore tipicamente romantico con Ascenso Mauceri, musicista e autore di tragedie), sposa malmaritata di un possidente terriero di Ragusa, madre (perse tra l’altro due dei cinque figli), patriota e poetessa (accompagnò con la sua poesia e le sue riflessioni i moti risorgimentali e la sua complessa personalità e spiritualità la portò ad un tentativo di emancipazione dagli stilemi dell’epoca verso soluzioni originali): interpretò ognuno di questi ruoli nonostante i limiti della propria condizione di donna, di siciliana, nonostante la malattia e le incomprensioni del contesto familiare e socio-culturale.

La conferenza, tenuta da Maria Lucia Riccioli, docente e scrittrice, autrice tra l’altro di un romanzo storico, “Ferita all’ala un’allodola”, incentrato proprio su Mariannina Coffa, giurata per due anni consecutivi del concorso di “Inchiostro e anima” intitolato alla Capinera di Noto, alla Saffo netina, tanto per ricordare alcune delle immagini cui la Coffa è stata associata, autrice di un saggio sulla prima tesi di laurea dedicata alla poetessa e inserito nel volume “Sguardi plurali” (Armando Siciliano Editore) curato da Marinella Fiume e uscito per raccogliere i lavori dell’omonimo convegno, oltre che di una lettera immaginaria alla Coffa pubblicata per i tipi di LiberAria in “Letteratitudine 3: letture, scritture, metanarrazioni” (a cura di Massimo Maugeri), sarà moderata da Federica Piluccio, presidente del Rotaract club Noto Terra di Eloro; le musiche che accompagneranno l’evento saranno eseguite dal maestro Gabriele Bosco al violino, mentre Giuseppe Puzzo, estimatore della Coffa e verseggiatore egli stesso, reciterà alcune liriche della poetessa e propri componimenti inediti.

A quasi centoquarant’anni dalla scomparsa della poetessa, la sua biografia e le sue opere presentano ancora fertili campi di indagine (pensiamo alla recente scoperta ad opera di Stefano Vaccaro di un inedito rinvenuto nella biblioteca del Castello di Donnafugata).

L’incontro del 25 marzo sarà occasione di riflessione sul modello femminile incarnato dalla Coffa e offrirà lo spunto per ricordare l’incendio del 25 marzo 1911, nel quale persero la vita le “camicette bianche” (pensiamo allo straordinario lavoro di Ester Rizzo per ridare nome dignità e memoria a queste donne), le operaie della Triangle Waist Company: tra di esse c’era una ragazza netina, Gaetana Midolo, cui è stata dedicata la rotatoria di Piazza Nino Bixio. Nel mese dedicato alle donne, ricordare un’emigrata e una figura del nostro Risorgimento non sembrerà un’operazione azzardata.

Gianluca Vindigni: “E’ un’autentica vocazione. Già al liceo scientifico scoprii di essere sempre più portato per questa lingua, la cui perfezione grammaticale mi travolgeva, che per la matematica. Mi ha sorpreso che scrivesse di me anche Repubblica”

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Il 6 marzo scorso Gianluca Vindigni, studente di Vittoria (RG), vincitore come secondo classificato di due certamina nazionali di lingua latina per universitari, espletati a Mascalucia (CT), rispettivamente nel 2015 e nel 2016, è diventato dottore di Lettere classiche laureandosi con una tesi intitolata “De C. Iulii Caesaris sermone commentatio critica”.

Fin qui niente di strano. Ma la tesi è stata sia scritta che esposta (parlando) interamente in latino.

“La Civetta di Minerva”, incuriosita da quella che in passato era la prassi e oggi sembra roba da nerd, ha contattato Gianluca Vindigni, che ha suscitato attorno a quello che poteva essere un traguardo personale e privatissimo un piccolo ma significativo clamore mediatico…Ecco come ha risposto alle nostre domande (in italiano, non preoccupatevi!)

Si attendeva un’attenzione di questo tipo? Non è affatto frequente che una tesi di laurea sia scritta e addirittura discussa per intero in latino…

Ammetto che non mi sarei mai aspettato un successo mediatico di tale grandezza per la mia tesi di laurea. Non tanto perché voglio sminuire il mio lavoro – oggettivamente sono pochi oggigiorno i ragazzi realmente appassionati ed interessati a scrivere e parlare il latino – ma poiché non avrei mai pensato di essere così apprezzato da docenti e giornalisti. Ho avuto una commissione molto disponibile, educata e cordiale, che mi ha permesso di poter realizzare questo mio piccolo sogno, sebbene ancora coi piedi per terra so per certo che la strada è lunga. Sono rimasto sorpreso, lo ammetto, di aver trovato un mio articolo persino sul giornale “La Repubblica”, ma evidentemente la notizia deve aver scosso ed incuriosito parecchi giornalisti e lettori. Non posso che esserne felice!

Torniamo indietro: su quale argomento verte la sua tesi e come mai ha deciso di scriverla nella lingua di Cicerone?

La mia è una tesi filologica incentrata sulla lingua di Cesare, sul suo usus scribendi. L’idea di scrivere una tesi di laurea assolutamente grammaticale mi balenava in testa già da tantissimi anni, considerando che uscii dal liceo scientifico totalmente malato di grammatica latina, a tal punto che da allora non è trascorso un giorno della mia vita in cui io non abbia toccato un manuale di grammatica o non abbia letto classici. La lingua di Cesare da me è stata sempre apprezzata, ed anche in particolar modo direi, per cui ringrazio il mio relatore Vincenzo Ortoleva per avermi serenamente consentito di svolgere la tesi su un argomento e su un autore da me amatissimo. Mi è sempre piaciuto scovare le cosiddette “eccezioni” alla regola nei vari autori, classificarle, analizzarle, e darne una possibile spiegazione. Proprio in questo modo svolsi la mia tesi su Cesare, analizzando principalmente tutte quelle apparenti infrazioni alle regole che sono presenti nei suoi commentari, classificandole e raggruppandole secondo un corretto criterio.

Da dove nasce questo amore per la lingua latina?

Nasce già dai primi anni di liceo scientifico, trascorsi nella mia benamata Vittoria, sotto gli insegnamenti di Daniele Liberto, ora mio grande amico e un tempo mio insegnante di lettere, che mi fece totalmente invaghire di grammatica latina. Giorno dopo giorno scoprivo di essere sempre più portato per questa lingua che per le materie scientifiche, la cui perfezione grammaticale mi travolgeva continuamente. Scoprii di avere quasi una vocazione, di riuscire col tempo a leggere, tradurre, pensare e scrivere il latino senza eccessive difficoltà, così che decisi di intraprendere la carriera di classicista iscrivendomi in lettere classiche all’università degli studi di Catania, a costo di dover imparare la lingua greca da autodidatta; impegno che, tra l’altro, mi fece spendere circa due anni e mezzo in più. L’amore per il latino parlato, invece, nacque dopo il diploma, durante i primi anni di università, seguendo appassionatamente su YouTube i video del Prof. Luigi Miraglia, fondatore della notissima accademia Vivarium Novum e vivissimo cultore del latino parlato, che ebbi l’onore di conoscere poi di persona.

Secondo te come mai proprio nella patria dei Romani, l’Italia, gli studi classici sembrano regredire?

Gli studenti trovano ostico il Latino almeno a pari merito con la matematica… alcuni studiosi ed opinionisti attribuiscono questo alla eccessiva semplificazione dei percorsi didattici, in cui l’unica difficoltà, gli ultimi scogli, sarebbero rappresentati proprio dalla versione di Latino e dal compito di Matematica.

Questione di metodo, di scarsa motivazione…? Come la vedi?

Su questo non posso dire più di tanto, giacché ai miei tempi vi erano ancora cinque ore di latino settimanali al liceo scientifico tali da poter spingere col programma, ma oggi come oggi essendo state scese a tre credo più difficile che dei ragazzi decidano di iscriversi in lettere classiche, anche se chiaramente la speranza che ciò possa continuare a verificarsi non muore mai. C’è troppo poco latino ormai, purtroppo. Per il metodo non saprei cosa dire: io studiai col metodo tradizionale e finii per innamorarmi pienamente della grammatica latina, ma oggigiorno sta divampando qua e là anche il metodo naturale, adottato da moltissime scuole, su cui varie sono le opinioni, sia positive che negative. Sebbene io non lo conosca e difenda ancora il vecchio metodo tradizionale grazie al quale appresi il latino, non posso tuttavia biasimarlo, non essendone ancora venuto a conoscenza. Sarebbe un giudizio a priori, da ipocriti. Credo però che l’unica salvezza dei tempi moderni siano i docenti, giacché, secondo la mia personale esperienza, credo che si possa giungere alla piena passione di una materia anche e soprattutto grazie all’apporto di un ottimo docente, che sappia trasmettere oltre alla cultura anche la propria passione ed il proprio amore.

Potresti dedicare un saluto in latino ai nostri lettori?

Utinam vobis omnibus lingua Latina probetur!

E ancora…

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2215:un-corto-sulle-adozioni-girato-tra-noto-rosolini-e-catania&catid=17&Itemid=143

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Tre storie. Tre desideri che si riassumono in uno solo: essere genitori. Un corto sul delicato e attuale tema dell’adozione è stato girato nel Siracusano. “La Civetta di Minerva” si è incuriosita e ha incontrato per voi i responsabili del progetto, Giovanna Pignataro e Francesco Di Martino.

Come è nata l’idea del corto? È un lavoro autoprodotto o qualcuno ha investito in questo progetto?

“La casa dei conigli di Nola ha iniziato il progetto Aspettiamo! Si tratta di una storia sull’adozione, fatta per lo più di sensazioni, quelle che accompagnano la trafila del percorso adottivo sia dal lato dei futuri genitori sia dal lato dei futuri figli. Questa storia, scritta da Giovanna Pignataro, e divenuta albo illustrato sotto le mani di Tiziano Squillace, sembrava più completa con l’aggiunta di un video, per la precisione un documentario, che potesse raccontare delle storie vere di adozione. Francesco di Martino, documentarista di fiducia, ha subito abbracciato l’idea, aggiungendovi naturalmente il suo punto di vista. È nato così Aspettiamo! Il film, un documentario di finzione: si è deciso di raccontare tre storie vere, prese in luoghi diversi e con presupposti diversi. Francesco e Giovanna sono partiti con le registrazioni dalla voce dei loro protagonisti, in seguito hanno tradotto le storie in sceneggiatura e poi si è passati alle riprese con gli attori che hanno impersonato le tre coppie di genitori adottivi. Il libro di partenza è uscito con Marotta&Cafiero e stampato anche grazie ad una campagna di crowdfunding. Il film di fatto è autoprodotto.

Cast e maestranze sono del Siracusano? In quali location avete girato?

Essendo il regista di Noto, ed essendo necessario tenere bassi i costi, tutte le persone coinvolte nel film sono più o meno del territorio. Stessa cosa per le location che sono state scelte in modo che non fossero precisamente riconoscibili di modo che non si resti legati ad alcuni luoghi particolari, ma che possano essere storie del mondo.

Ecco le parole dello stesso regista: “Abbiamo girato tra Noto, Rosolini e Catania. Una buona parte degli attori sono netini (Carola Pennavaria, che tra l’altro canta nel teaser del corto, Salvatore Tringali, Carlo Genova), due invece da paesini ai piedi dell’Etna (Marta Allegra e Angela D’Amico) mentre uno è ispicese (Giovanni Peligra), tutti attori abbastanza preparati e appartenenti al mondo del teatro. Per loro questo progetto è stato sicuramente una scommessa, una prova, visto che hanno cercato di interpretare al meglio i personaggi senza imitarli (tutti gli attori hanno studiato a fondo i personaggi attraverso le interviste fatte alle coppie vere da me e Giovanna)  ma acquisendone la storia e farla propria.  E soprattutto su ogni scena hanno cercato di non seguire le battute della sceneggiatura ma dei discorsi personali, soprattutto nelle interviste frontali che abbiamo inscenato.

È capitato anche di porre loro delle domande che nel copione non c’erano… e li ho trovati sempre pronti a dare una risposta come se la storia la stessero vivendo loro. In sintesi un esperimento per noi, ma soprattutto per loro.

Il corto è stato pensato per la rete o ci potrà essere una sorta di promozione e distribuzione? Sono previste presentazioni?

Il corto sarà abbinato al libro pubblicato, all’interno del quale c’è un link per scaricarlo. Sicuramente sarà presentato, non appena pronto, insieme al libro che è uscito da pochi giorni.

Secondo quale ottica è visto il tema dell’adozione nel corto? Quale finalità vi siete prefissi nel realizzarlo?

Il libro da cui è partito il progetto si sofferma sulla costante presenza di due mondi paralleli, quello dei genitori adottivi e quello dei bambini che saranno adottati. Il film segue invece le vicende delle coppie di genitori delle tre storie soffermandosi sulle loro difficoltà, sensazioni, sull’enorme mole di stress che comporta il percorso adottivo. La volontà è riflettere su che cosa comporti intraprendere questa strada, per tutti coloro che vi sono coinvolti. Trattandosi di bambini, il tutto è anche delicato e poetico, ma parallelamente ci sono enormi scogli da sormontare e accendere un po’ la luce su di essi non è male…

Per saperne di più: https://www.youtube.com/watch?v=bnSLL3RSmo0

Un articolo che mi riguarda e soprattutto riguarda Mariannina Coffa…

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2219:la-riccioli-su-mariannina-coffa-saffo-netina-dell-800&catid=17&Itemid=143

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Mariannina Coffa, Una donna tante donneLa poetessa dell’Ottocento che parla alle donne di oggi”: questo il titolo dell’incontro che si terrà domani, venerdì 25 marzo, alle ore 17,30 presso la Biblioteca comunale “Principe di Villadorata” di Noto in via Nicolaci, biblioteca che custodisce amorosamente gli scritti della poetessa e patriota netina. L’incontro si inserisce nella programmazione del Rotaract volta alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse culturali in senso lato.

Mariannina Coffa (Noto, 1841-1878), enfant prodige della borghesia netina nel passaggio difficile ed esaltante insieme dalla monarchia borbonica al Regno d’Italia, è stata dunque figlia, sorella, amica – corrispose con gli intellettuali dell’epoca pur senza muoversi dalla Sicilia –, innamorata (fu protagonista di un amore tipicamente romantico con Ascenso Mauceri, musicista e autore di tragedie), sposa malmaritata di un possidente terriero di Ragusa, madre (perse tra l’altro due dei cinque figli), patriota e poetessa (accompagnò con la sua poesia e le sue riflessioni i moti risorgimentali e la sua complessa personalità e spiritualità la portò ad un tentativo di emancipazione dagli stilemi dell’epoca verso soluzioni originali): interpretò ognuno di questi ruoli nonostante i limiti della propria condizione di donna, di siciliana, nonostante la malattia e le incomprensioni del contesto familiare e socio-culturale.

La conferenza, tenuta da Maria Lucia Riccioli, docente e scrittrice, autrice tra l’altro di un romanzo storico, “Ferita all’ala un’allodola”, incentrato proprio su Mariannina Coffa, giurata per due anni consecutivi del concorso di “Inchiostro e anima” intitolato alla Capinera di Noto, alla Saffo netina, tanto per ricordare alcune delle immagini cui la Coffa è stata associata, autrice di un saggio sulla prima tesi di laurea dedicata alla poetessa e inserito nel volume “Sguardi plurali” (Armando Siciliano Editore) curato da Marinella Fiume e uscito per raccogliere i lavori dell’omonimo convegno, oltre che di una lettera immaginaria alla Coffa pubblicata per i tipi di LiberAria in “Letteratitudine 3: letture, scritture, metanarrazioni” (a cura di Massimo Maugeri), sarà moderata da Federica Piluccio, presidente del Rotaract club Noto Terra di Eloro; le musiche che accompagneranno l’evento saranno eseguite dal maestro Gabriele Bosco al violino, mentre Giuseppe Puzzo, estimatore della Coffa e verseggiatore egli stesso, reciterà alcune liriche della poetessa e propri componimenti inediti.

A quasi centoquarant’anni dalla scomparsa della poetessa, la sua biografia e le sue opere presentano ancora fertili campi di indagine (pensiamo alla recente scoperta ad opera di Stefano Vaccaro di un inedito rinvenuto nella biblioteca del Castello di Donnafugata).

L’incontro del 25 marzo sarà occasione di riflessione sul modello femminile incarnato dalla Coffa e offrirà lo spunto per ricordare l’incendio del 25 marzo 1911, nel quale persero la vita le “camicette bianche” (pensiamo allo straordinario lavoro di Ester Rizzo per ridare nome dignità e memoria a queste donne), le operaie della Triangle Waist Company: tra di esse c’era una ragazza netina, Gaetana Midolo, cui è stata dedicata la rotatoria di Piazza Nino Bixio. Nel mese dedicato alle donne, ricordare un’emigrata e una figura del nostro Risorgimento non sembrerà un’operazione azzardata.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2140%3Adon-luca-saraceno-e-le-domande-su-cristo-la-vita-e-il-mondo&catid=69&Itemid=200

Ecco il link ad uno dei miei ultimi articoli usciti per LA CIVETTA DI MINERVA…

Nell’ultimo libro del sacerdote i quesiti assoluti e perenni che s’incarnano nel nostro quotidiano. Scrittura colta, narrativa, poetica e pregna di pensiero; le meditazioni hanno un piglio di racconto

La Civetta di Minerva, 24 febbraio 2017

Contaminando le parole di papa Francesco e Milan Kundera, Lec, Kierkegaard e Kant, interrogando il Vangelo, padre Luca Saraceno – parroco e docente di Ermeneutica filosofica e Storia della filosofia moderna e contemporanea presso lo Studio Teologico San Paolo di Catania, docente invitato di Filosofia sistematica all’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Metodio di Siracusa –, che si era occupato in un precedente volume – La saggezza delle lacrime. Papa Francesco e il significato del pianto (EDB, Bologna 2015) – del senso del piangere umano e divino, in Tempo di domande. La passione di Gesù si racconta (EDB, Bologna 2016) chiede ai testi sacri, a se stesso e ai lettori il senso delle domande di Gesù, disquisisce sull’arte della domanda e pone Cristo, la vita di ognuno di noi e del mondo come domanda assoluta e perenne, che si incarna nel quotidiano, con le sue scelte e i suoi dubbi, i rovelli e le illuminazioni.

Scegliamo questo momento per presentare ai lettori de La Civetta di Minerva questo volumetto, insieme a Con gli occhi di Maria. La preghiera del Rosario (uscito sempre per i tipi delle Edizioni Dehoniane di Bologna nel 2016), proprio perché dopo gli effimeri fasti del Carnevale inizia un tempo forte e significativo: “La Quaresima, tempo di preparazione al passaggio della grazia, è il frammento che raccoglie domande umane e divine; la Pasqua, spazio di contemplazione amorosa e operosa, è il frattempo che racchiude racconti fraterni e filiali” (p. 7).

La scrittura di Padre Luca è colta, narrativa, poetica e pregna di pensiero insieme; le meditazioni, pensate per ogni stazione della Via Crucis o per le poste del Rosario nel caso del volume sulla Madonna, hanno un piglio di racconto e di pausa contemplativa insieme, con il gusto della parola scelta e preziosa. Con gli occhi di Maria. La preghiera del Rosario rappresenta infatti una meditazione su Maria, un invito a ripensare la preghiera del Rosario e la vita stessa (di cui l’antica e sempre nuova preghiera è figura, simbolo, allegoria, col suo percorso vocale, mentale e spirituale sulla trama della ripetizione di Ave, Pater e Gloria), attraverso i misteri della compassione, della misericordia (leitmotiv dell’anno giubilare appena trascorso), attraverso la vita di Maria e Gesù e la nostra.

Approfitto per rinnovare la mia attestazione di stima verso il direttore Franco Oddo e il vicedirettore Marina De Michele per la loro passione e il loro impegno per un giornalismo non allineato.

Grazie anche a tutta la redazione per i sacrifici e il tempo per scrivere rubato ad altro.

Per finanziare LA CIVETTA DI MINERVA, che è sostenuta solo da sponsor privati ed è un esempio di stampa libera da vincoli, l’idea è quella del crowdfunding, cioè la ricerca di fondi.

La civetta, animale sacro a Minerva: il simbolo del giornalismo che raccoglie informazioni e poi le analizza e le argomenta offrendole alla società perché diventino l’humus di un pensiero critico.

Da questa interpretazione del giornalismo  nel settembre del 2009 nasce il progetto dell’edizione cartacea del La civetta di Minerva, giornale antimafia, no profit.

http://www.lacivettapress.it/ it/

Difesa dell’ambiente e del territorio,  multiculturalismo, welfare, etica politica, economia sostenibile, lotta contro ogni forma di sfruttamento, prevaricazione e corruzione sono i nostri temi.

In soli sette anni di attività abbiamo sostenuto – nonostante la scarsità di risorse e quasi solo grazie ai nostri stessi contributi – importanti battaglie nel settore delle energie rinnovabili, della gestione privata del servizio idrico, contro la  costruzione del rigassificatore di Priolo-Melilli, a favore del blocco delle trivellazioni petrolifere in Val di Noto. Poi, tra le nostre numerose inchieste, quella “storica” sulla Procura della Repubblica di Siracusa ci è valsa il premio giornalistico nazionale Mario Francese 2012.

Tuttavia la nostra battaglia per la legalità ci ha portato più nemici che introiti e adesso la Civetta rischia la chiusura definitiva. Abbiamo bisogno di voi per salvarla!
Le donazioni verranno usate per finanziare il giornale e le attività che possano contribuire a tenerlo in vita e a promuoverne la diffusione.

Il nome di ogni donatore verrà stampato in uno spazio dedicato del giornale che potrà accogliere anche proposte e considerazioni (previa valutazione della loro liceità). Ciascuno riceverà il PDF del numero in uscita che presto potrete leggere anche grazie ad un’app.

———————————————————————–

The owl, sacred to the roman goddess Minerva: the symbol of aan active journalism, which collects, analyzes and discuss information in order to provide society with a booster for critical thought .

This interpretation of journalism led to the birth, in september 2009, of  the anti-mafia, non-profit, print newspaper, La Civetta di Minerva.

http://www.lacivettapress.it/it/

Our mission is to oppose environmental threats, corruption, exploitement, and abuse of power; and to promote multiculturalism, welfare, ethical politics, and sustainable economy.

Even though we had little money – motly provided by the journalists ourselves – in seven years we fought important battles: against water privatization; against the building of the regasification unit in the high risk area of Priolo-Melilli; against oil drilling in the historical area of Val di Noto. Among our many investigative reports, the “famous”one on the judges of the Procura della Repubblica di Siracusa was rewarded with the national Mario Francese prize for anti-mafia journalism.

However, our battle for legality brought us more ennemies than funds and now La Civetta risks to close for ever. We need you to save it!
Your donations will be used to support the newspaper and every activity which can contribute to its survival and outreach.

The name of every donor will be printed in a specific section of the newspaper, where your ideas and proposals can also be hosted (after previous evaluation of their legitimacy). Moreover, every donor will receive a PDF version of next issue and will be able to read it through an app.

http://www.lacivettapress.it/it/

LA CIVETTA esce ogni due venerdì e poi molti articoli confluiscono nel sito, dove troverete anche aggiornamenti e novità.

L’autunno 2017 di Nana…

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Buona serata! Qui in redazione, tanto per riposarci un po’ dopo una giornata di lavoro, prepariamo scatoloni per il weekend: ci trovate alla Palermo Comic Convention

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

VerbaVolant edizioni sarà dal 22 al 24 settembre a Palermo presso la Fiera del Mediterraneo in occasione di PALERMO COMIC, cioè il terzo salone internazionale del fumetto… troverete lo stand con i libri VerbaVolant tra cui proprio la mia dolce bananottera!

L'immagine può contenere: 1 persona

Primissima foto… pronti per partire!

L'immagine può contenere: 1 persona

Lo stand!

Ecco altre informazioni sul mio libro e la casa editrice VerbaVolant…

VerbaVolant edizioni è su Instagram!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Se non lo fate già seguiteci anche su Instagram! VVEDIZIONI

Ed ecco una nuova nuotata di Nana…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Il prossimo weekend saremo a Menfi per Le Federiciane. Se vi trovate da quelle parti vi aspettiamo con tutti i nostri libri 🙂

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Primo scatto da Menfi…

E un bell’articolo del Giornale di Sicilia…

L'immagine può contenere: cielo, albero, pianta, spazio all'aperto e natura

Sole e verde…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Ecco Nana, la mia dolce bananottera gialla, baciata dal sole di Menfi…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Le Fridericiane by night…

Le novità non sono finite…

Avviso per librerie e insegnanti: sono disponibili i nuovi progetti lettura 2018, con gustose novità e piccole anteprime 😉

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, tabella e spazio al chiuso

Questa è una foto del bellissimo incontro a Mazara del Vallo (grazie alla scuola Ajello e alle straordinarie libraie di Lettera 22).

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Oggi è la vigilia di Ferragosto e quale libro più adatto ad augurarvi il buongiorno? Nana, una balena tutta gialla come il sole d’estate! Dalla penna di Maria Lucia Riccioli con le belle illustrazioni di Monica Saladino!

Grazie a voi tutti amici!

Una bella conversazione FB:

Sara Romanello
Sara Romanello La bananottera è un’idea GENIALE!!! :-):-)
Maria Lucia Riccioli E di mia sorella che ha inventato questa parola così bananotterosa… 💛
Grazie!
Fausta Di Falco
Fausta Di Falco Maria Lucia non sminuirti. Sei una autrice deliziosa 😉
Sara Romanello
Sara Romanello Maria Lucia Riccioli Bellissima idea! 🙂
Maria Lucia Riccioli
Maria Lucia Riccioli Grazie davvero… da quella parola è venuta fuori una storia che mi ha reso felice scrivere e presentare…
Sara Romanello
Sara Romanello Lo cercherò nelle librerie di Bologna, dove vivo! E di certo lo regalerò a mia nipote e lo leggerò ai bambini per i quali organizzo attività ricreative, sarà un grande aiuto e un bellissimo spunto per parlare dell’ambiente marino e insegnare a rispettarlo! 🙂 Ancora complimenti a tutti per il vostro splendido lavoro veramente molto educativo!
Maria Lucia Riccioli
Maria Lucia Riccioli Grazie davvero!!!

E qui posto un po’ di materiale sulla mia dolce bananottera gialla Nana, che mi ha dato tanta gioia ideare e scrivere…

Prima di tutto, il bellissimo video realizzato dalla seconda B dell’Istituto comprensivo Giovanni XXIII – Piazzi (PA).

Grazie a docenti e bambini!!!

Nei mesi di aprile/maggio i bambini della Scuola primaria Giovanni XXIII, hanno letto il libro “La Bananottera” scritto da Maria Lucia Riccioli ed illustrato da Monica Saladino: una storia tenera ed avventurosa attraverso la quale i bambini hanno imparato il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.

Le nuotate di Nana non si fermano, anzi!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

I libri VerbaVolant edizioni a Puntasecca, nei luoghi del commissario Montalbano…

L'immagine può contenere: cielo, nuvola, scarpe e spazio all'aperto

… inizia il festival Libri d’aMare!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

La rassegna è stata pubblicizzata su tutti i media… e Nana non poteva non partecipare: il mare è la sua casa!

Naturalmente…

L'immagine può contenere: oceano e sMS

Ecco altro materiale su LA BANANOTTERA!

I libri VerbaVolant al NininFestival Bogliasco (GE)! Grazie a Donatella Monego, a Carla e alla loro associazione!

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono

Ecco le immagini relative al Festival… e l’evento Facebook con i video (https://www.facebook.com/nininfestivalbogliasco/?fref=mentions)

 

L'immagine può contenere: sMS

E non solo…

http://www.romaperbambini.it/public/wordpress/index.php/2017/06/30/frammenti-2017-i-laboratori-per-bambini/

Venerdì 7 luglio

ore 18 – EARTH DAY 
lettura animata de “La Bananottera” e laboratorio creativo ecologico a cura dell’associazione “Mani cultura per i bambini” (Costo 6€ a partecipante // prenotazione obbligatoria)

Grazie a https://www.facebook.com/ombrellinodellefiabe/?fref=mentions

170628_frammenti

Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è….. tutta gialla, come una banana! Il suo colore originale le dà qualche problema con le altre creature marine. Ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina.
Prenota il tuo posto e ascolta la grande avventura di Nana, la balena coraggiosa.
Vi aspettiamo tutti!

https://www.mani-culturaperbambini.it/09-luglio-2017-frammenti-17-punti-vista/

Su Instagram!

http://www.surfinginmap.club/p/bananottera

La mia dolce bananottera Nana non si ferma… nuota per librerie, biblioteche, fiere…

L'immagine può contenere: sMS

Ecco una delle nuove librerie in cui Nana potrà nuotare…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Vedete LA BANANOTTERA insieme ad altri bellissimi libri VerbaVolant?

Cliccate qui https://www.facebook.com/libreriapippi/?pnref=story per saperne di più!

E come potete constatare guardando il materiale che (ri)posto, Nana nuoterà ancora per molto molto tempo in posti bellissimi!

L'immagine può contenere: cielo, montagna, spazio all'aperto e natura

Pensavate che il nostro girovagare per festival fosse finito con l’estate alle porte? Nooooo! Vi aspettiamo il 24 e il 25 giugno a Taormina all’interno del TaoBuk festival. Troverete il nostro stand nella famosissima piazza del belvedere (Piazza IX Aprile)

L'immagine può contenere: sMS

 

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'aperto

Lo stand VerbaVolant a Taormina!

Ed ecco altro materiale relativo alle scorse fiere, presentazioni e oltre che hanno visto protagonista VerbaVolant edizioni e la mia dolce bananottera gialla Nana!

Una marina di libri è un appuntamento ormai di prammatica per VerbaVolant edizioni…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L'immagine può contenere: pianta

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e spazio all'aperto

Visto che la mia Nana occhieggia dallo stand tra ninfee lucertole e piante?

L'immagine può contenere: sMS

Ed ecco altro materiale…

Nana al ForteLibro Festival di Modica (RG)!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

E troverete i libri VerbaVolant a Modica Sorda presso la Libreria MaPerò!

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, spazio al chiuso

Vi mostro le foto di un bell’evento ragusano… e poi quelle dell’incontro a Francavilla!

L'immagine può contenere: albero e spazio all'aperto

Ecco Elio alle prese con la sistemazione dello stand VerbaVolant edizioni… riuscite a vedere la mia dolce bananottera gialla Nana?

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

Arcadia Comics & Games!

L'immagine può contenere: persone sedute e spazio al chiuso

Chiese e il bellissimo giardino ibleo…

L'immagine può contenere: una o più persone, albero, scarpe, campo da basket, spazio all'aperto e natura

Ecco il logo della manifestazione!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Ed ecco alcune foto dell’evento di giorno 8 maggio a Francavilla di Sicilia (ME)…

Ringrazio ancora i bambini, la responsabile del progetto, la dirigente scolastica e i genitori…

L'immagine può contenere: 2 persone

Canzoni e poesia, disegni, lapbook e filastrocche, scrapbook… tutto per la mia dolce bananottera gialla!

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: una o più persone e persone sedute

L'immagine può contenere: 3 persone, persone in piedi

L'immagine può contenere: 8 persone, spazio al chiuso

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Oggi la nostra Bananottera è stata ospite dell’Istituto comprensivo di Francavilla di Sicilia. Una grande festa fatta di filastrocche, libri artigianali e canzoni. Bambini di tutte le età che hanno lavorato assieme alle loro insegnanti con grande impegno ed entusiasmo. Grazie anche quest’anno per la bellissima accoglienza e grazie a Daniela Bonanzinga che crea sempre ottime sinergie!

https://it.wikipedia.org/wiki/Francavilla_di_Sicilia

Vicino a questo incanto della natura si svolgerà il nuovo incontro dedicato alla mia dolce bananottera gialla Nana!

Istituto Comprensivo Statale di Francavilla di Sicilia Via Napoli, 2 – Francavilla di Sicilia (Me) nell’ambito del progetto “Incontro con l’autore”: Maria Lucia Riccioli rende noto che lunedì 08 maggio 2017, alle ore 10.00 presso il Cine-Teatro “A. Ferrara” di Francavilla di Sicilia, gli alunni della Scuola Primaria incontreranno l’autrice del libro “La Bananottera” Maria Lucia Riccioli.

 

Locandina Riccioli

Non vedo l’ora di incontrare insieme alla mia dolce bananottera gialla i bambini di Francavilla!

Ed ecco altro materiale…

Siamo felici – e anche un po’ emozionati – di condividere con tutti voi il concept di #Taobuk17.
Dal 24 al 28 Giugno la VII edizione del Festival sarà dedicata al tema #PadrieFigli, al rapporto con le radici e i maestri, alla sfida che sta dietro il passaggio del testimone tra le generazioni.
Continuate a seguirci per non perdere le prossime anticipazioni.

Da oggi inizia ufficialmente il countdown: – 60 giorni a Taobuk!

L'immagine può contenere: sMS

E questa bellissima immagine si riferisce a #SalTo30!

“Lodato sia Don Chisciotte! Che seppe con tanto anticipo di secoli riconoscere un furibondo gigante sotto la maschera di un innocente mulino.” (Gesualdo Bufalino)

Il 23 aprile 1616 moriva a Madrid Miguel de Cervantes.
Questa bellissima illustrazione è opera di GIPI (Gian Alfonso Pacinotti), che ha disegnato il manifesto del #SalTo30!

Che bello questo Don Chisciotte!
 Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Mattinata messinese con La bananottera!

Buongiorno da Messina! Questa mattina la nostra Bananottera è ospite della scuola elementare Pascoli-Crispi. Le maestre e i bambini hanno fatto dei bellissimi lavori “bananottosi”. Anche le magliette!

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso

La locandina dell’evento… grazie a tutte le insegnanti, ai collaboratori, alla libraia Daniela Bonazinga e ai bambini, veramente fantastici!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Beh, che ne dite? VerbaVolant edizioni al top degli editori!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Lavori semplicemente favolosi… i bambini si sono confrontati con la fiaba, la favola, il mondo dell’editoria, il mare e i suoi abitanti, i problemi dell’inquinamento…

L'immagine può contenere: una o più persone

Firmacopie… rigorosamente in giallo!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Lavori 3D: collage fantastico!

L'immagine può contenere: una o più persone e persone in piedi

Anche le magliette bananottose!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Che bel cartellone…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Meravigliosi!

L'immagine può contenere: 3 persone

Un lavoro pluridisciplinare (geografia, biologia, italiano…).

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi

Question time… le domande sono state poste su foglietti colorati a forma di bananottera!

Stay tuned per altre foto!

E ora… altro materiale.

Grazie alla dolce Anna Pavone per questa foto… uno scatto dal Bookpride!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

http://www.scuolacarovana.it/index.php/eventi/concorso-letterario-una-macedonia-di-parole

Grazie a LA CAROVANA… come vedete nuotando on line possiamo imbatterci nella mia dolce bananottera gialla Nana!

Concorso letterario “Una macedonia di parole”

mammurancia

Concorso letterario “Una macedonia di parole”

 

Per il decennale del Buk Modena, festival della piccola e media editoria, la casa editrice VerbaVolant, unitamente a MEMO, ha indetto un concorso creativo per gli studenti delle terze, quarte e quinte delle scuole primarie della provincia di Modena.

Per partecipare, occorreva produrre un racconto che avesse per protagonista un animale fantastico il cui nome derivasse da una macedonia di parole, traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera.

Il premio è stato vinto dalla classe III della Scuola Primaria Tommaso Pellegrini che ha realizzato il libro dal titolo “Il mammurancia” dalla combinazione di mammut e arancia.

Il libro è stato inventato interamente dalla classe e realizzato presso l’Istituto Ciechi Garibaldi di Reggio Emilia che collabora con la scuola. Il libro ha illustrazioni tattili ed è trascritto completamente in braille.

Ecco altro materiale…

https://www.facebook.com/events/1384862241532481/?active_tab=discussion

L’attesa è finita, ecco il programma di #BookPride2017!
Letteratura, filosofia, sociale, incontri professionali: sono centinaia gli eventi del programma culturale costruiti attorno al tema dello #straniero, oltre alle presentazioni e incontri organizzati dagli #editori in fiera.
Uno spazio speciale, #BookYoung, è dedicato ai più piccoli, con letture, laboratori e le produzioni dell’editoria #indipendente per ragazzi.

Stand D11, BASE Milano…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Già quasi pronti gli scatoloni… per andare a Milano!

https://www.facebook.com/events/713638452154022/714207022097165/?notif_t=admin_plan_mall_activity&notif_id=1489342865581800 (l’evento Facebook)

L'immagine può contenere: sMS

Ecco la locandina! Bookpride Milano 2017…

La mia dolce Nana vi aspetta insieme a tutti gli altri libri di VerbaVolant edizioni… allo stand D11 del BASE MILANO!

Ecco quasi pronti i nuovi segnalibri…

Vagabondando in rete, scopriamo che la mia dolce bananottera gialla Nana continua a nuotare nelle menti e nei cuori di tanti lettori, librai e operatori di cultura…

Ringrazio Sonia Patania per questo:

https://www.lafeltrinelli.it/mediaObject/Speciali/Catania/original/Catania.pdf

novembre 2015 La bananottera di Maria Lucia Riccioli; ill. di Monica Saladino (Verbavolant) Una balena diversa dalle altre vincerà la paura del giudizio altrui imparando a farsi amare ed amando a sua volta. classI consigliatE iII – V elementare gennaio 2016

Ringrazio questa libreria per un post molto carino:

http://libreria.storieacolori.it/

Eccolo!

http://libreriastorieacolori.blogspot.it/2017/01/la-bananottera.html

mercoledì 11 gennaio 2017

La bananottera

 “Un bel giorno Lena incontrò Fanone, un immenso re elegante e gentile, e lo sposò in una notte di luna piena. La grande palla dorata splendeva nel buio come neppure il sole aveva mai fatto nelle giornate serene, e la grossa balena ne rimase incantata. Forse fu quella luce luminosa la causa di tutto e qualche mese dopo nacque Nana, che già da neonata era robusta e forte, ma con una caratteristica molto speciale”.
La “Bananottera” di Maria Luisa Riccioli, illustrata da Monica Saladino, edita da VerbaVolant, è una deliziosa storia sulla “diversità”. Nana è una piccola balena di colore giallo, come quello delle banane. Questa caratteristica finisce per spiazzare gli altri animali che popolano il mare, i quali, preoccupati da questa diversità a cui non sanno dare una spiegazione, guardano il piccolo animale con sospetto finendo per schernirlo, “dietro le pinne“.
Poiché Nana ha lo stesso colore della banane trasportate dalle enormi navi “bananiere”, l’equazione fu presto fatta: Banana + Balenottera = Bananottera.
Sebbene la Regina Lena si sforzi di riempire d’amore sua figlia, cercando di ripararla, per quanto possibile, dalle malelingue, la piccola Nana soffre i cori di scherno degli altri abitanti del mare.
Un giorno, una baleniera, condotta dal capitan Millemari, cattura la Regina Lena, la quale urla alla piccola Nana di fuggire via: “speciale” come è, con il suo colore giallo, rischia di essere catturata anche lei. Ma Nana non fugge perché non intende abbandonare la madre al suo triste destino. Seguendo l’esempio di Nana, le altre balene si riuniscono in gruppo e come un grande roboante esercito si dirigono verso la baleniera, per liberare Lena.
Il capitano Millemari e il suo equipaggio finiscono nelle gelide acque dell’oceano, e a quel punto Nana nuota in loro soccorso, caricandoseli in groppa, fino a condurli in salvo, lasciandoli su un iceberg, dove saranno soccorsi da un’altra nave di passaggio.
La piccola Nana è diventata l’eroina del mare. Ora tutti la festeggiano, tutti reclamano le sue attenzioni. Il giallo della sue pelle non è più un problema.
 Il libro si conclude con un decalogo di comportamenti da tenere nel pieno rispetto dell’ecosistema marino, ivi compresa una descrizione della vita sott’acqua, e le peculiarità di alcuni animali acquatici protagonisti della storia, come animali e delfini.
“La Bananottera” – Maria Luisa Riccioli, Monica Saladino – VerbaVolant

Balena e banana… un binomio insolito che serve a parlare anche di cibo…

http://www.mani-culturaperbambini.it/09-novembre-2016-storie-da-mangiare-banana/

 

09 NOVEMBRE 2016 – STORIE DA MANGIARE – BANANA

Storie da Mangiare è il ciclo di Mani che ci permette di giocare insieme e di mangiare sano a merenda!
A ogni evento faremo luce su un alimento diverso raccontando tante curiosità e una storia golosa.

Per festeggiare l’inizio del  nuovo ciclo, abbiamo deciso di celebrare il frutto amato da molti animali: LA BANANA.
A seguire renderemo la nostra merenda molto più paurosa per renderci ancora più forti.

Leggeremo “La bananottera” (ed. Verbavolant) di Maria Lucia Riccioli

Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana!Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina!

Che aspetti?  vieni a trovarci

Età: +5 anni
Quando: 09 Novembre 2016
Ore: 17.00
Dove: Libreria Centostorie, Via delle Rose 26
Costo: 8 euro, merenda inclusa

– prenotazione obbligatoria –

logo

Ringraziamo tutte le scuole che hanno partecipato al concorso UNA MACEDONIA DI PAROLE dedicato alla mia dolce bananottera gialla Nana!

Riporto volentieri – grazie a chi lo ha scritto – il seguente articolo:

Il “Cespufante” libro costruito dagli alunni VB “Rodari” SELEZIONATO per Bukids, fiera della piccola editoria di primavera

UNA MACEDONIA DI PAROLE

Concorso creativo rivolto alle scuole primarie della provincia di Modena

Traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera, gli alunni della scuola Rodari hanno partecipato al concorso e giocato con le parole.

Hanno prodotto un racconto che ha per protagonista un animale fantastico il cui nome deriva da una macedonia di parole, come quella usata in La Bananottera. Una volta pronto, il racconto è stato trascritto in un libro realizzato artigianalmente dagli stessi bambini.

Il libro vincitore del concorso è stato
Il mammurancia della classe terza della scuola primaria Tommaso Pellegrini di Modena.
Oltre al vincitore, una commissione ha scelto 3 libri che verranno esposti in una piccola mostra allestita all’interno dello spazio Bukids al Foro Boario di Modena durante la manifestazione.

I libri sono:

-Storia di una gattola generosa
–Il cespufante ( classe 5^B “Rodari”)
-Il melefante

Alla prossima!

Ed ecco come al solito un po’ di materiale a tema bananottera…

Buk Festival di Modena è finito. Tanti lavoratori, tanti bimbi e genitori sorridenti e innamorati dei libri. L’ambiente ideale dove passare il weekend! Grazie a tutti, anche agli insegnanti che hanno partecipato alla prima edizione del nostro concorso letterario. Abbiamo già tante idee per l’anno prossimo!! Tra un mese saremo a Milano 😉

L'immagine può contenere: 3 persone, spazio al chiuso

Quanti bimbi! Stiamo per cominciare!! Concorso letterario Una macedonia di parole, #buk Modena.

Anche quest’anno parteciperemo al Buk Festival della piccola e media editoria di Modena e ci occuperemo dello spazio Bukids. Prestissimo online il programma. Vi annunciamo, inoltre, che è stato scelto l’elaborato vincitore del concorso letterario ispirato alla nostra amica Bananottera! — con Monica Saladino e Maria Lucia Riccioli.

L'immagine può contenere: 9 persone, folla e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 2 persone, spazio al chiuso

Quanti bei lavori… e che emozione sapere che tanti bambini hanno lavorato ispirati dalla mia bananottera!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

La foto è stata scattata dall’amica Nada Alessandroni… accompagnata dalle sue parole affettuose:

Ieri al Buk di Modena ho trovato la tua Bananottera e non ho resistito alla tentazione di fotografarla, eccola

Ecco l’annuncio della premiazione del concorso letterario legato alla storia della mia dolce bananottera gialla Nana!

L'immagine può contenere: 1 persona, sMS

La locandina…

L'immagine può contenere: sMS

Una macedonia di parole… sì, perché la parola BANANOTTERA è la crasi, la macedonia appunto di due parole, BANANA + BALENOTTERA, dato che Nana è nata in una  notte di luna giallo banana…

La cosa bella è che poi io e la VerbaVolant edizioni insieme allo staff di BUKids abbiamo ideato il concorso letterario legato proprio alla nostra Nana e la premiazione sarà una bella occasione per visitare la fiera e parlare di libri!

La rivista di BUK: http://www.bukfestival.it/wp-content/uploads/2017/02/Rivista_BUK-2017.pdf

Una realtà siracusana piccola ma di qualità e attenta al territorio in cui opera. Via al laboratorio che prende spunto dal libro “Il nonnario” di Lorenzo Naia (autore) e Roberta Rossetti (illustratrice)

La Civetta di Minerva, 13 gennaio 2017

Conosciamo molto bene la casa editrice Verba Volant di Siracusa. La sua creatrice e titolare, Fausta Di Falco, insieme al suo compagno di vita e di fatiche, di idee, progetti, iniziative, Elio Cannizzaro, fa un grande e bel lavoro.

I libri della Verba Volant, quelli per bambini in particolare, sono curati nelle immagini, nelle rilegature, esattamente quanto nei testi. Cosa non scontata e non facile da trovare nel mondo dell’editoria per ragazzi. Sì, ce ne sono altre che hanno belle immagini, bei formati, ma in quelli della Verba Volant noi ci troviamo anche una sorta di “magia”. E libri ne abbiamo visti e letti tanti ai bambini.

Prendiamo per esempio I libri da parati”. Un’idea originale che sta riscuotendo un grande successo. Si aprono fino a diventare un bellissimo poster e ad ogni foglio che apri scopri e leggi la storia. Gli ultimi due titoli sono poi veramente “speciali”, per i disegni e i contenuti. ”Le luci alle finestre” di Alessandro Di Sorbo (illustratore) e Alessio De Simone (autore) è proprio magico ed è realizzato con una tecnica sofisticata: l’ultima tavola, che è quella che poi sarà il poster da appendere, ha degli elementi fosforescenti. E credetemi, è molto, molto bello!

L’altra novità è “La principessa che scriveva” con i testi di Nerina Fiumanò e le illustrazioni di Angelo Ruta. Qui la storia ripropone il tema della scrittura come unica possibilità di vita, di sopravvivenza a se stessi e al mondo. I disegni sono carichi di questa ricerca, di questo bisogno della principessa protagonista di dover scrivere e di portare con sé e dentro di sé le parole per poi darle agli altri.

Nella collana ci sono poi altri autori e illustratori, alcuni che conosciamo bene, perché la Verba Volant è molto attenta a ciò che succede nel territorio e quindi nel suo catalogo troviamo diversi autori siracusani, tra cui Anna Maria Piccione, Giusi Norcia e Maria Lucia Riccioli, per citarne alcuni.

Un’altra cosa importante, da sottolineare e far notare ai lettori – malgrado in questi libri ci sia un raffinato e curato lavoro di rilegatura, stampa, impaginazione e tutto il resto che arriva in libreria sotto forma di quello che, in questo caso, riduttivamente chiamiamo libro – è che il costo è contenuto.

Se ancora non conoscete la casa editrice Verba Volant potete visitare il sito verbavolantedizioni.it

Il loro catalogo ha diverse collane anche di narrativa e i loro titoli sono presenti in tutte le librerie della città. Se però avete voglia di conoscere la titolare o magari di vedere cosa si può fare con un libro per bambini della Verba Volant, allora domattina, 14 gennaio, alle 10.30, potete far partecipare i vostri bambini al laboratorio che prende spunto dal libro “Il nonnario” di Lorenzo Naia (autore) e Roberta Rossetti (illustratrice). L’ingresso è libero. Il laboratorio si terrà a Siracusa in Via Montegrappa, 21, presso la sede dell’Opificio di Cultura di Angela Falletta. Per informazioni 3387134587.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2026:l-editrice-verba-volant-stimola-i-sogni-dei-bambini&catid=17:cultura&Itemid=143

Grazie a Luisa Fiandaca e a La Civetta di Minerva…

Ecco altre notizie su di me, su Nana, sulla VerbaVolant…

L'immagine può contenere: 2 persone, persone in piedi e spazio al chiuso

Fausta Di Falco, direttora ed editora insieme ad Elio Cannizzaro di VerbaVolant edizioni, è fresca di Premio Cartia per l’editoria (prima edizione, 27 dicembre 2016).

L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridono, spazio al chiuso

Ecco un collage di foto… a me l’onore di premiarla. La vedete anche insieme a Barbara, figlia del giornalista Dino Cartia.

Nana continua a nuotare anche in questo nuovo anno…

Intanto un poco di materiale sul cammino percorso finora.

La vignetta di Elio Cannizzaro sulla seconda edizione di Jingle Books…

L'immagine può contenere: sMS e spazio all'aperto

La città naturalmente è Palermo!

VerbaVolant e la mia Nana, la dolce bananottera gialla, sono andate nuovamente a Palermo per questa fiera natalizia…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Grazie a Monica Saladino… che splendide dediche per la mia Nana!

Nella splendida cornice di Palazzo Asmundo, la fiera del libro più natalizia della Sicilia!

VerbaVolant edizioni e Nana sono state anche a Roma…

Ringrazio Letture metropolitane e Flavia Capone per gli scatti “rubati” a Più libri più liberi!

La mia Nana…

La vignetta di Elio Cannizzaro per Roma…

http://www.plpl.it/

Anche quest’anno VerbaVolant edizioni è stata presente alla fiera della piccola e media editoria di Roma.
Le novità sono tantissime e spero incontreranno il favore di vecchi e nuovi lettori! Non sono mancati neanche gli autori! Direttamente dal Brasile Josè Custodio, autore del fumetto “Anita Garibaldi. La nascita di una eroina” per l’anteprima romana.
Per il firmacopie in stand anche Alessandro Di Sorbo e Alessio Di Simone che hanno realizzato il loro terzo libro da Parati®: “Le luci alla finestre”.

https://www.facebook.com/piulibri.piuliberi/?fref=ts#

Lo stand…

I libri… riuscite a vedere la mia Nana?

Eccola!

Ecco il promo di “Libri in città”, la trasmissione dedicata ai libri che va in onda sul canale 654 del digitale terrestre. L’emittente è Telecittà.

Conduttori sono Claudia De Luca e il professor Luigi Amato, docente universitario di Estetica.

Ringrazio sia loro per il gentile invito a partecipare alla quinta puntata della trasmissione che Luigi Bianca e il suo staff per la ripresa e il montaggio del programma.

Posso quindi offrirvi la visione dell’intervista realizzata presso la splendida Biblioteca dei Padri Cappuccini di Siracusa (e mi piace anche porgere un saluto a Marcello Cioè, direttore competente e gentile).

Abbiamo parlato sia del mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, incentrato sulla figura della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, che del mio libro di cunti in dialetto siciliano QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU (Algra editore), che poi della mia fiaba uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni “La bananottera”, che ha come protagonista la dolce bananottera gialla Nana.

Durante l’intervista ho avuto modo di ricordare insieme a Claudia De Luca sia il compianto Luciano Rispoli che il nostro concittadino Enzo Maiorca, per la sua lotta in difesa del mare e dell’ambiente in generale. Un pensiero è andato anche alla figlia Rossana.

Buona visione…

Se volete rivedere questa e le altre puntate di Libri in città ecco il link:

…ed ecco un po’ di materiale sui miei libri.

Ferita-all'ala-sito-piccolo

La prima copertina di FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

cop_maria lucia riccioli_Layout 1+bandella

Copertina e bandella della riedizione (grazie ancora a Paolo Di Paolo e Lia Levi).

Copertina Riccioli

I miei cunti in dialetto… grazie al mio editore Alfio Grasso e ad Alessio Grillo e Maria Francesca Di Natale per disegni e copertina, ai curatori di collana Maria Rita Pennisi e Alfio Caruso…

DSC07174

Ed ecco tutti insieme i miei libri… al centro la mia fatica più recente, LA BANANOTTERA – e come non ringraziare Monica Saladino per le illustrazioni, Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro di VerbaVolant edizioni? E Annamaria Piccione per l’intelligente rilettura?

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta e strisce

Zefirino Millemari, uno dei protagonisti della mia fiaba.

E adesso vi posto altro materiale sulla fiaba.

Iniziano ad arrivare i lavori relativi al concorso incentrato sulla bananottera Nana…

Quest’anno per il @bukmodena un concorso letterario dedicato ad animali fantastici come la bananottera. Arrivano i primi lavori!

Sono felicissima! Non solo la mia dolce bananottera gialla nuota nelle librerie nelle scuole nelle biblioteche, ma adesso è anche protagonista di un concorso letterario…

http://istruzione.comune.modena.it/memo/Sezione.jsp?titolo=In%20occasione%20dei%2010%20anni%20di%20Buk%20due%20concorsi%20per%20le%20scuole&idSezione=2998

In occasione dei 10 anni di Buk due concorsi per le scuole


UNA MACEDONIA DI PAROLE

Concorso creativo
il concorso è rivolto alle scuole primarie della provincia di Modena – classi terze, quarte e quinte

In occasione dei festeggiamenti per il decennale del Buk Modena, festival della piccola e media editoria (l’edizione 2017 sarà la decima) VerbaVolant, che insieme a MEMO ha gestito il nuovo spazio Bukids nell’edizione 2016, bandisce un concorso creativo per i più piccoli e uno per l’istituto d’arte.

Traendo ispirazione da La Bananottera, libro scritto da Maria Lucia Riccioli e illustrato da Monica Saladino, storia di una balenottera nata gialla e per questo chiamata BANANottera, si è pensato di farvi giocare con le parole.
Per partecipare gli studenti delle terze, quarte e quinte delle scuole primarie della provincia di Modena, dovranno produrre un racconto che abbia per protagonista un animale fantastico il cui nome derivi da una macedonia di parole, come quella che abbiamo usato per il nostro libro. Una volta pronto, il racconto dovrà essere trascritto in un libro realizzato artigianalmente dagli stessi bambini.
Per maggiori dettagli consultare il regolamento allegato.
La cerimonia di premiazione avrà luogo nello spazio Bukids.
I libri selezionati verranno esposti durante la manifestazione.
Saranno selezionati tre elaborati vincitori.
Per maggiori potete contattare la redazione.
Buon lavoro!

Regolamento concorso

Il concorso, indetto dalla VerbaVolant edizioni, è rivolto alle classi III-IV-V delle scuole primarie della provincia di Modena.
Ogni classe può partecipare con un elaborato.
L’elaborato consiste in un racconto, che può anche essere illustrato, contenuto in un libro realizzato dagli stessi ragazzi. Il libro può essere realizzato con diversi materiali e tecniche (riciclo, origami…) ma deve essere assolutamente artigianale. I libri che non risponderanno alle caratteristiche suddette verranno esclusi dal concorso.
L’elaborato deve avere una lunghezza massima di 1 cartella circa (ogni cartella è pari a 1800 battute).
I file relativi all’elaborato, contenenti il racconto in formato PDF o docx e le foto del libro formato JPEG o TIFF, devono essere inviati all’indirizzo info@verbavolantedizioni.it.

La mail deve riportare preferibilmente in oggetto: concorso letterario BUKids.

Se dovessero sussistere problemi nella digitalizzazione del file o nella realizzazione delle foto, è possibile inviare l’originale all’indirizzo: VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa. Si prega di avvertire in anticipo dell’invio del materiale via posta.

I vincitori saranno avvertiti telefonicamente e/o tramite posta elettronica.
Gli elaborati vincitori saranno un massimo di tre, scelti fra tutti quelli pervenuti e conformi alle direttive. La scelta della giuria sarà insindacabile.
La giuria sarà composta di autori, illustratori e responsabili della casa editrice.
Le classi vincitrici riceveranno in premio dei libri per la biblioteca di classe.
Per partecipare è necessario inviare il modulo di adesione tramite posta elettronica all’indirizzo: info@verbavolantedizioni.it.
Il modulo di iscrizione deve essere inviato entro il 1 ottobre 2016.
Gli elaborati devono giungere in redazione entro il 20 dicembre 2016.


Info

VerbaVolant edizioni, via Ragusa 52, 96100, Siracusa.
Tel: 0931462540/ 333.8672919
info@verbavolantedizioni.it
verbavolantedizioni.it


Sono troppo contenta, davvero.

Pensare che una parola inventata da mia sorella sia diventata una storia scritta stampata illustrata e letta… e pensare che questa parola ispiri tanti altri lettori, specie bambini, mi emoziona tantissimo.

Ecco altro materiale che riposto volentieri…

La mia dolce bananottera gialla Nana per Libriamoci 2016 ha nuotato fino a Lentini (SR) presso l’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi”!

Autografi…

Raccontando…

Piccoli lettori…

… da notare le bananottere gialle costruite dai bambini!

I disegni!

Un bellissimo benvenuto alla mia dolce bananottera gialla Nana e alla sua autrice!

Ringrazio la dirigente scolastica, le insegnanti e i bambini per l’accoglienza ricevuta… gli alunni hanno mostrato interesse ed entusiasmo verso le storie lette da Fausta e me, si sono incuriositi del lavoro dell’editore (spiegato da Fausta attraverso una lezione pratica)… insomma, ci siamo “librati”!

E adesso riposto altro materiale relativo alle fiere cui ha partecipato la mia casa editrice insieme a Nana…

http://www.illibrogiusto.net/

fiera-del-libro-giusto-piacenza-16-ottobre-2016

Ringrazio per la foto l’amico Pietro Chiappelloni, compagno d’avventura nei concorsi letterari Porsche Italia… 🙂

IL LIBRO GIUSTO è la prima fiera dell’editoria a Piacenza… ribelli creativi indipendenti moderni, ecco gli editori che espongono, tra cui la VerbaVolant edizioni!

Le nuotate di Nana non si fermano…

La casa editrice VerbaVolant edizioni va in giro per fiere letterarie e Nana, la mia dolce bananottera gialla, nuota con Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro…

Il dietro le quinte di Sabir Fest a Messina!

Il manifesto…

E l’immancabile vignetta di Elio… 🙂

Ed ecco Nana a Catania tra libri e caffè…

Il Bookb@ng a Messina!

In attesa di altre nuotate letterarie di Nana alle prossime fiere e nelle scuole! (stay tuned, ne vedremo delle belle…) ecco la bella vetrina della Libreria dei Ragazzi a Siracusa…

Libreria dai colori autunnali per ospitare l’ultima avventura del maghetto Harry Potter…

E chi c’è in vetrina vicino a lui? Nana, la mia dolce bananottera gialla… in effetti, la magia del giallo può convivere con quella dell’ormai celeberrimo mago di Hogwarts…

Qui trovate le uscite VerbaVolant di dicembre… pronte per Roma (Più Libri Più Liberi) e Palermo (Jingle Books).

https://labiblionautabooks.wordpress.com/2016/11/28/novita-editoriali-le-uscite-verbavolant-per-dicembre/

Infine è ormai cosa nota che io adoro la VerbaVolant, trovo che pubblichino libri bellissimi e sempre estremamente originali, e quindi sono ancora più felice di condividere qualcosa che a me personalmente piace moltissimo.

Grazie a La Biblionauta!

Ecco i link alla newsletter di Jingle Books – Festa del libro e delle arti di Palermo.
www.jinglebooks.it/newsletter
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Presso la Libreria Diana di Siracusa…
Ed ecco altro materiale che (ri)posto.

I diritti dei video rimangono ai singoli e rispettivi autori… volevo mostrarvi delle meraviglie.

Due amici della mia dolce bananottera gialla Nana, i cavallucci marini. Innamorati!

E poi… la splendida casa di Nana, ovvero l’oceano, la grande casa d’acqua comune a tutti i viventi…

Amici di Nana che si divertono a fare i delfini surfisti…

Ecco delle fotografie che si riferiscono allo stand dedicato a VerbaVolant edizioni (insieme a Lavieri e Uovo nero) a Farfa… per Liberi sulla carta.

Un grazie a Maurizio Zicoschi per le foto…

Ed ecco la bella novità…

http://www.verbavolantedizioni.it

Pronti?

Ecco online il nuovo sito di Verbavolant edizioni…

https://www.facebook.com/events/167343040339783/ (ecco l’evento Facebook)

Sconti e sorprese!

Il nuovo sito finalmente online dal primo settembre!
Per l’occasione una settimana di promozioni: basterà inserire il codice newebsite prima di completare l’acquisto e riceverete uno sconto aggiuntivo del 5%. Affrettatevi però: l’offerta sarà valida fino alla mezzanotte di domenica 5 settembre! Inoltre, chi raggiungerà almeno i 30 euro di spesa riceverà in omaggio la nostra ToteBag!

Totebags…

Ecco la pagina autore…

http://www.verbavolantedizioni.it/Autori

MARIA LUCIA RICCIOLI

Insegno Lettere nei licei. Scrivo poesie in italiano e in dialetto siciliano, racconti e romanzi, saggi letterari. Canto in un coro lirico. In precedenza ho concertato con un coro polifonico, ho inciso 2 cd più altri due a tema religioso. Amo i coniglietti, i libri e tengo tanto ai miei affetti. Sogno un futuro in cui l’arte sia sempre presente, il calore della famiglia e degli amici… Voglio essere ogni giorno di più una persona, un’insegnante, un’artista migliore… Dio lo voglia!!!
La Bananottera

http://www.verbavolantedizioni.it/prodotto/la-bananottera

LaBananottera

DESCRIZIONE PRODOTTO

Nana è una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è… tutta gialla, come una banana!

Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina!
Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.
Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.
Di seguito possibile scaricare un ebook in pdf con giochi e approfondimenti. Uno strumento che vuole essere anche un prezioso ausilio didattico per le maestre o per i genitori più attenti.

Vi posto un po’ di materiale sui viaggi e le nuotate di Nana, la mia dolce bananottera gialla protagonista della fiaba LA BANANOTTERA, uscita per i tipi di VerbaVolant edizioni…

http://www.freejournal.it/?p=23836#.V1hD6w1UhO4.facebook

Maria Lucia Riccioli

Grazie a Free Journal…

CANICATTINI – Sarà la scrittrice siracusana Maria Lucia Riccioli con la sua ultima fiaba “La Bananottera”, edita da  VerbaVolant di Fausta Di Falco, e illustrata da Monica Saladino, a chiudere sabato 11 giugno, alle ore 17:30 all’Asilo Nido comunale “S. Maria Goretti” di via San Nicola, il primo semestre di attività della Biblioteca comunale “G. Agnello” e Nati per Leggere di Canicattini Bagni.

L’incontro con Maria Lucia Riccioli, già autrice del romanzo “Ferita all’ala un’allodola (Perrone Lab 2011 e L’Erudita 2013), e di una raccolta di versi della tradizione siciliana, “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” (Algra 2014), sarà l’occasione per parlare di scrittura e di come leggere e scrivere possa trasformare, non solo gli autori, ma anche i lettori.

Ma naturalmente l’appuntamento è diretto soprattutto ai bambini, com’è nella tradizione di Nati per Leggere, per cui Maria Lucia Riccioli racconterà della sua “Bananottera” gialla, che seppur all’inizio avrà problemi proprio per questa sua caratteristica, grazie alla sua bontà e al suo coraggio diventerà l’eroina dell’oceano.

Insomma, una storia ecologica ma non solo, di grandi sentimenti e allegria, che piace già tanto ai bambini che ritrovano un nuovo eroe.

Nana nuota nuota nuota e non si ferma…

La mia dolce bananottera gialla continua a nuotare nel mare dell’editoria…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

http://www.womenews.net/la-bananottera-un-racconto-che-insegna-a-rispettare-lambiente-e-le-creature-che-lo-abitano-un-libro-di-maria-lucia-riccioli-edito-da-verbavolant-edizioni/#comment-45311

“LA BANANOTTERA” UN RACCONTO CHE INSEGNA A RISPETTARE L’AMBIENTE E LE CREATURE CHE LO ABITANO – Un libro di Maria Lucia Riccioli, edito da VerbaVolant Edizioni

Un ringraziamento particolare ad Irene Iorno de IL PAESE DELLE DONNE ON LINE – RIVISTA per la sua recensione…

“per creature terresti perfette che il mare vogliono amare senza far danni e senza sporcare”.

Illustrata con tecnica mista da Monica Saladino, la fiaba, presentata anche al SIRMUMA – Museo del Mare di Siracusa, racconta di una balenottera gialla presa in giro da tutte le creature del mare, fino a quando compierà un gesto di grande altruismo che unirà tutti gli animali e verrà accettata, da loro e dal Capitano Remo Millemari.

Qui sono gli animali a guardare la specie umana, le sue  imperfezioni, le conseguenze delle sue azioni e di come molto del nostro fare influisca sugli oceani, sottolineando la grande importanza di agire sempre nel rispetto della natura, per conservare un  mare pieno di bolle che cambiano colore e quantità a seconda delle emozioni dei suoi abitanti: ci sono bolle felici, bolle tristi, poche bolle o tantissime.

E l’incontro fra le diverse specie viene qui raccontato come pericolo per chi ha solo manto e pinne perché “nessuno da quelle parti aveva una buona opinione dei bipedi senza squame e coda. Non le foche, che temevano per la loro pelliccia. Non le tartarughe, che avevano paura di lasciarci il carapace. Non i gabbiani, che ogni giorno vedevano gli uomini sporcare ogni cosa”.

Un piccolo libro che commuove quando mamma balena viene catturata e la bananottera la difende dalla baleniera e i suoi pescatori.

Un libro che ci fa capire l’importanza della cooperazione quando tutte le balene degli abissi emergono salvando Lena e  di come l’accettazione di un qualcosa ritenuta diversa passi spesso prima attraverso la  consapevolezza delle proprie paure, di come i termini strano, differente, pericoloso, spesso vengano confusi e usati solo per difendere un qualcosa che non esiste.

E per una volta il mare diventa protagonista,  abitato da creature diverse, tutte con le proprie idee, i propri  colori,  e che alla fine collaborano apportando ciascuna il proprio sapere e le proprie capacità per un bene comune.

Una fiaba da  leggere fino all’ultimo “sbuffo”, perché i capitoli a volte non servono se si respira con le branchie come i pesci, si saltella sugli scogli come un granchio, si vola sugli oceani come i gabbiani, si mangiano fino a quattro tonnellate al giorno di cibo come le balenottere azzurre, si gioca come i delfini, e si incontrano navi che trasportano banane tutte gialle come Nana.

E gli umani e le umane per una volta sono “fuori dalle pinne”.

Ecco il mio commento on line:

Salve… grazie davvero per la recensione, scritta cogliendo il senso profondo del lavoro mio e di Monica Saladino, che in VerbaVolant edizioni abbiamo trovato una casa editrice attenta e sensibile alla qualità letteraria della narrativa per bambini e ragazzi e una cura grafica notevole, che si distingue nel panorama nazionale.
In queste vostre parole trovo l’attenzione ai temi di un’ecologia latu sensu, intesa come Papa Francesco la concepisce nella sua enciclica Laudato si’: ecologia del cuore, dei sentimenti, dell’economia, etimologicamente rispetto della nostra casa comune.

Un po’ di materiale sul mio libro… nel mio blog troverete le precedenti recensioni…

Scritto da Maria Lucia Riccioli, e illustrato da Monica SaladinoLa Bananottera è la storia di Nana, una balena un po’ particolare: è nata, infatti, in una notte di luna piena ed è…tutta gialla, come una banana!
Il suo colore originale le da qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini impareranno il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino. Alla fine del volume, infatti, trova posto un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature.

Verba Volant Edizioni, Casa Mazzolini, Il Cestino dei Libri, Modena

La mia dolce bananottera gialla, Nana, sta nuotando nei cuori di tante persone… qualcuna di loro scrive anche delle recensioni!

http://www.lavocedellisola.it/2015/10/11/maria-luisa-riccioli-e-la-sua-bella-fiaba-la-bananottera/

Ringrazio davvero Salvo Zappulla per la sua generosa disponibilità: oltre a scrivere, Zappulla è l’anima del concorso letterario Pentelite e dell’omonima rivista-antologia; recensisce libri su Notabilis e vari periodici on line, legge e fiuta talenti con disinteresse e passione.

Ecco le altre recensioni finora uscite su LA BANANOTTERA…

Per me e Nana è una grande gioia essere citate dal blog Mammechefatica…

Ecco il post: http://www.mammechefatica.it/2015/09/04/banana-o-balenottera/#comment-774

Ringrazio ancora il blog… e vi posto altre due recensioni che mi sono molto care:

http://www.libreriamo.it/a/12735/conversazione-con-maria-lucia-riccioli-sulla-favola-la-bananottera-leggere-e-scrivere-ci-trasforma.aspx

Ringrazio l’amica blogger e scrittrice Rosalia Messina per questa recensione-intervista su Libreriamo…

E qui trovate la recensione della blogger e poetessa Costanza Lindi…

https://clindi.wordpress.com/2015/07/02/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

http://www.dioramaonline.org/dblog/articolo.asp?articolo=1500

Ringrazio l’amica giornalista e scrittrice Lucia Corsale per questa nuova bellissima recensione della mia fiaba per bambini LA BANANOTTERA…

Ringrazio anche Massimo Maugeri che nella nuova rubrica del suo litblog LETTERATITUDINE intitolata GIOVANISSIMA LETTERATURA ha dedicato un post proprio alla mia dolce bananottera gialla Nana:

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2015/11/23/la-bananottera-di-maria-lucia-riccioli/

Ed  è freschissima la segnalazione su L’ESTROVERSO…

http://www.lestroverso.it

La mia dolce bananottera gialla Nana ha nuotato in lungo e in largo per tutto il 2015… e anche durante il 2016 sta continuando ad incontrare grandi e piccini!

Grazie anche a Giovanni di Libertina!

http://www.kevitafarelamamma.it/2017/08/libertina-la-libreria-itinerante-per.html

 

L’11 maggio è stata pubblicata per i tipi di VerbaVolant edizioni la mia fiaba “La bananottera” (con illustrazioni di Monica Saladino), presentata in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino il 17 maggio presso il Bookstock Village al Laboratorio Scienza e Saperi, con lettura animata e laboratorio per i bambini.

La fiaba è stata poi presentata a Palermo presso la Libreria Un mare di libri, a Siracusa presso la Casa del Libro Rosario Mascali il 30 maggio, alla fiera “Una marina di libri” di Palermo il 5 e 6 giugno (presentazione e laboratorio), il 14 giugno a Ragusa (A tutto volume) con un laboratorio, il 20 giugno presso la Libreria dei Ragazzi di Siracusa con una labomerenda.

Dal 31 luglio al 2 agosto 2015 “La bananottera” è stata ospite della fiera letteraria “Gufi e melone” di Joppolo Giancaxio (AG), patrocinata dal Comune e dalla Biblioteca comunale.

Il 28 agosto, presso la spiaggetta del Castello Maniace ( che fa parte dell’area marina protetta del Plemmirio di Siracusa), la mia fiaba è stata ospite di “C’era un mare da favola…”.

Il 13 settembre ho tenuto una lettura de “La bananottera” in Piazza Leonardo da Vinci a Siracusa nell’ambito della manifestazione “Il risveglio di Siracusa” organizzata da “Archimede in movimento”.

Il 18, 19 e 20 settembre ho preso parte al Catania Book Festival presso il Cortile Platamone.

Il 3 ottobre, con “La bananottera”, sono stata ospite della manifestazione “Il mare al museo” presso il Museo del mare di Siracusa, mentre a Palermo la fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso “È Bio”.

Il 25 ottobre “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant in mostra al Book b@ng di Messina ed è stata presentata a Palermo presso La Città del Sole, il 31 ottobre è stata presentata a Ragusa presso “Le Fate” e il 15 novembre, dopo vari incontri nelle scuole siracusane, è stata ospite di “Archimede in movimento” a Siracusa. La fiaba è stata protagonista di un laboratorio presso la Fiera della piccola e media editoria di Roma “Più Libri Più Liberi” che si è svolta nel Palazzo delle Esposizioni dell’Eur dal 4 all’8 dicembre; il 13 dicembre ha trovato spazio presso la piccola fiera tenuta a Siracusa in occasione di Santa Lucia. Presso Palazzo Asmundo a Palermo dal 18 al 20 dicembre è stata ospite di “Jingle Books”. Dal 20 al 21 febbraio la fiaba è stata ospitata a Modena per Bukids, la sezione per bambini e ragazzi di Buk Modena, mentre il 25, presso l’Associazione culturale Alimede, è stata protagonista di una labomerenda.

A marzo è stata ospite di “Bellissima”, fiera dell’editoria indipendente, presso il Palazzo del ghiaccio di Milano, mentre il 3 aprile è stata protagonista di una lettura presso “Archimede in movimento”, IV edizione. L’11 aprile è stata ospite della IV A e B dell’Istituto comprensivo “D. Ajello” di Mazara del Vallo (TP) per un incontro con l’autore, mentre il 15 aprile è stata ospite dell’edizione speciale di Archimede in Movimento dedicata al problema delle trivellazioni. Il 23 e il 30 aprile, in occasione della Giornata mondiale della cultura, del libro e del diritto d’autore, “La bananottera” è stata tra i libri VerbaVolant edizioni donati a Casa Mazzolini per l’iniziativa “Il cestino dei libri”, nata per sostenere “La casa di Fausta” insieme alla Biblioteca del gufo e ad altri volontari. Al Salone internazionale del Libro di Torino 2016, ad “Eralavò”, festival delle storie di Acireale (CT), e ad Una marina di libri di Palermo è presente presso lo stand VerbaVolant edizioni al’Orto Botanico.  

L’11 giugno è stata ospite della Biblioteca “Giuseppe Agnello” di Canicattini Bagni (SR) per la festa conclusiva del progetto NATI PER LEGGERE.

“La bananottera” è tra i libri “Scelti per voi” dallo staff de La Feltrinelli – Catania.

Il 24 ottobre, in occasione della campagna nazionale “Libriamoci” l’autrice è stata ospite insieme all’editrice Fausta Di Falco dell’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi” di Lentini (SR) con la fiaba “La bananottera”.

Le fiere di Catania, Messina, Roma e Palermo hanno visto “La bananottera” tra i libri VerbaVolant per tutto il 2016.

Il 18 febbraio 2017, presso il Foro Boario di Modena, nell’ambito del Buk Festival (sezione Bukids), si è tenuta la premiazione del concorso “Una macedonia di parole” incentrato su “La bananottera” e che ha visto coinvolte le scuole del modenese.

Dal 24 al 26 marzo 2016 “La bananottera” è stata ospite del Book Pride presso il BASE di Milano, mentre il 3 aprile l’autrice ha incontrato i bambini dell’Istituto comprensivo “Pascoli-Crispi” di Messina. 

Incontri con l’autrice e laboratori sul libro sono stati tenuti l’8 maggio a Francavilla di Sicilia (ME) e all’Istituto comprensivo Giovanni XXIII – Piazzi di Palermo (16 maggio 2017).

Il libro è stato ospite di Una marina di libri 2017, di TaoBuk e del NininFestival di Bogliasco (GE), oltre che di Libri d’Amare 2017 a Puntasecca, nei luoghi del commissario Montalbano.

E naturalmente grazie a Casa Facile che nel numero di agosto 2015 ha ospitato me e Nana!

La bananottera - VANITY FAIR

E su Vanity Fair del 2 settembre scorso!

Qualche stralcio…

Primo sbuffo

Sulla terra ora si direbbe “C’era una volta” e la storia sarebbe divisa in capitoli.
In fondo al mare però è diverso: le storie sono divise in sbuffi e ogni creatura
le inizia a modo suo.
La piovra gigante comincia così: – Quando i miei tentacoli erano piccini…
Il corallo, attaccato alla scogliera, parla poco e ogni parola è tonda come
una bolla di sapone che dal fondo viene a galla. Lui invece dice: – Quando
ero un bastoncino rosa…
Poi arriva il delfino Fino, con il dorso lucido grazie alle carezze della schiuma di mare, e inizia:
– Quando la mia mamma mi portava nella pancia, anche la mamma di Nana la portava nella sua…
Proprio così: Delfia, la mamma di Fino e Lena, la mamma di Nana, aspettavano
i rispettivi cuccioli nello stesso periodo.
La differenza era che Delfia era una delfina che saltava nell’acqua come le acrobate del circo, mentre Lena era una balena, l’animale più grande dell’oceano.

Secondo sbuffo

Il piccolo delfino Fino e la sua mamma Delfia a volte danzavano sulle onde
per farsi applaudire dai marinai, ma non si avvicinavano mai troppo alle
navi. Sapevano che l’uomo è un animale capriccioso che un giorno ti prende
in simpatia e l’altro ti fa finire in una scatoletta, come capita ai tonni e
alle aringhe.
Ai pesciolini più piccoli tremavano le branchie solo al sentirlo nominare.
– L’uomo? Fuori dalle pinne!
Lena, la mamma di Nana, invece non aveva paura degli uomini e si divertiva
a seguire le navi da pesca e i transatlantici zeppi di turisti.
– Non hai paura delle baleniere che possono acchiapparti? – le chiedevano
in tanti.
Gli umani infatti catturano le grandi balene per farne grasso, olio e cibo.
La grande balena però rideva come solo le balene sanno fare.
– L’uomo capace di acchiapparmi deve ancora nascere! Mi fanno ridere i
loro rampini: sembrano ami per pescare lucci e trote. Per un cetaceo come
me ci vuole altro! Io sono la regina del mare e di fronte a me l’uomo è solo
una formichina che naviga in un guscio di noce!
La mamma di Nana nuotava lenta e maestosa, sembrava proprio una regina
nel suo palazzo. E la spuma dietro di lei ricordava uno strascico d’argento.

Terzo sbuffo

Un bel giorno Lena incontrò Fanone, un immenso re elegante e gentile, e
lo sposò in una notte di luna piena.
La grande palla dorata splendeva nel buio come neppure il sole aveva mai
fatto nelle giornate serene, e la grossa balena ne rimase incantata.
Forse fu quella luce luminosa la causa di tutto e qualche mese dopo nacque
Nana, che già da neonata era robusta e forte, ma con una caratteristica
molto speciale.
Va infatti detto che il giorno della sua nascita l’intero oceano rimase a bocca
aperta per lo stupore a guardarla.
– Ma l’avete vista? – gridarono i coralli, quasi staccandosi dal fondo.
– Ma l’avete vista? – esclamarono i tonni con le pinne paralizzate.
Anche mamma delfina e il piccolo Fino smisero di saltare e rimasero imbambolati.
– Ma l’avete vista? – proferirono infine.
Certo, Nana era una balenottera bellissima, questo sì.
Solo che… era tutta gialla.
Gialla.

(Riproduzione riservata)

VERBAVOLANT EDIZIONI 
Siracusa
info@verbavolantedizioni.it
www.verbavolantedizioni.it

Vi aspettiamo e vi ricordiamo di seguirci sempre tramite i social sulla nostra pagina Facebook e sul nostro account Twitter

FacebookTwitter

Presentazione de L’ALTRO SUD

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

L'immagine può contenere: 1 persona, sMS

https://www.facebook.com/events/147203182534782/?active_tab=discussion

Qui sopra il link all’evento Facebook… siete tutti invitati!

Attenzione: l’orario è spostato alle 20, stessa location.

Maria Lucia Riccioli e Giovanni Di Maria

presentano il libro di Lorenzo Perrona

L’altro sé. Opposizioni letterarie dal Sud (Algra Editore, Catania 2017)

Il libro è un saggio di critica letteraria, uno studio innovativo sul tema dell’identità e dell’alterità nell’ambito della rappresentazione nazionale italiana. Propone nuove valutazioni su scrittori importanti come Silone, Carlo Levi, Brancati, Pasolini e Sciascia, e spiega perché alcune rappresentazioni letterarie, in origine di opposizione, abbiano avuto come esito l’abbondante produzione di immagini stereotipe sul Meridione d’Italia. Infatti l’“altro sé” che questo saggio svela è il mito narrativo che pervade la narrazione nazionale degli italiani: l’alterità interna all’Italia che si materializza nella rappresentazione del “Sud”.

Il libro – grazie anche a strumenti tratti dalla critica postcoloniale (inediti per l’italianistica) – scopre una linea di scrittura che nasce come opposizione al fascismo e persegue l’emancipazione delle classi subalterne (il “cafone” siloniano, i contadini della Lucania di Carlo Levi). Il successo internazionale di queste figure di alterità tipicamente italiane ha però diffuso rappresentazioni letterarie che Perrona definisce “immagini accessorie”, cioè prive di soggettività e di agency. Con Brancati e Pasolini, invece, la scrittura va in un’altra direzione, diventa il progetto di una scoperta: il provinciale catanese o il ragazzo di borgata sono la formalizzazione retorica e narrativa di un’identità “altra” e decentrata. E funzionano come potente strumento di opposizione culturale, figurazione di un’alternativa rispetto alla normalizzazione borghese dominante nell’Italia fascista e del dopoguerra. Infine, il percorso di Sciascia va dalle straordinarie invenzioni degli esordi (Il giorno della civetta, “giallo” sugli intrecci politico-criminali italiani, Il Consiglio d’Egitto, romanzo storico sull’orientalismo siciliano) al ripiegamento sulla “sicilitudine” degli anni ’80, che sigilla la Sicilia in un destino di alterità.

L’autore

Lorenzo Perrona è nato a Genova dove si è laureato in Lettere e negli anni ’90 ha lavorato come redattore presso la casa editrice Costa & Nolan. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Section d’Italien dell’Università di Losanna.
Insegna a Pachino. Vive a Vendicari.
Ha pubblicato saggi sulla cultura italiana all’estero e sulla letteratura australiana contemporanea, ha tradotto il romanzo di Mudrooroo, Gatto selvaggio cade (Le Lettere, Firenze). Ha contribuito a diversi volumi di critica letteraria pubblicati da Costa & Nolan (Genova), Rodopi (New York/Amsterdam), Jaca Book (Milano) e Monash ePress, (Melbourne).
Ha avuto modo di partecipare a diversi convegni internazionali ed ha contribuito a riviste culturali e letterarie come “Nuovi Argomenti”, “Hystrio”, “Carta”.
Attualmente collabora alla pagina culturale del “Corriere del Ticino” e della “Sicilia”.

lorenzoperrona@hotmail.com

http://www.algraeditore.it/index.php/saggistica/225/l-altro-se-opposizioni-letterarie-dal-sud-detail

Qui sotto invece l’articolo uscito su LA CIVETTA DI MINERVA.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2480:nel-libro-di-lorenzo-perrona-il-sud-come-alterita-italiana&catid=17:cultura&Itemid=143

Luogo e metafora della diversità a condizioni politiche ingiuste. “L’altro sé – Opposizioni letterarie dal Sud (Silone, Levi, Brancati, Pasolini, Sciascia)”

La Civetta di Minerva, 16 giugno 2017

Crisi come destabilizzazione e crisi come cambiamento. Identità e alterità. Sistema e opposizione ad esso. Visione ideologica del mondo e relativismo. Queste e molte altre le coppie oppositive di concetti che costituiscono l’ossatura del dibattito culturale attuale, nell’ambito del quale ci si domanda quale posto abbiano la letteratura e la critica letteraria in un mondo dominato da letture economicistiche del reale: che impatto ha sul reale un libro?

I lettori de “La Civetta di Minerva” potranno trovare spunti di riflessione in questo senso nel libro di Lorenzo Perrona edito da Algra editore “L’altro sé – Opposizioni letterarie dal Sud (Silone, Levi, Brancati, Pasolini, Sciascia)”. L’autore, che nel volume fa confluire il progetto di ricerca nato tra l’Italia e l’Università di Losanna (fondamentale il contributo di Jean-Jacques Marchand e Raffaella Castagnola e il confronto con Marc Praloran, Nicolò Scaffai e Paolo Orvieto), pone come idea centrale del libro quella del Sud come alterità italiana per eccellenza, luogo fisico e metafora insieme della differenza, della diversità, dell’opposizione a condizioni socioculturali e politiche ingiuste.

Chi era l’altro nella letteratura ottocentesca? E in quella del Novecento? E chi è l’altro oggi? La psicologia ci dice che la costruzione del Sé avviene per differenziazione dall’Altro-da-Sé e questo avviene sia a livello individuale che collettivo (pensiamo alla costruzione dell’idea di nazione, alla formazione degli stati nazionali, dei partiti politici, ai populismi, ai totalitarismi, alla negazione e all’esaltazione delle differenze sessuali, sociali, politiche, economiche, linguistico-culturali…): di questo si occupa una disciplina chiamata imagologia, che quindi ha a che fare con la rappresentazione (imagerie) e l’autorappresentazione (autoimage).

Il libro di Lorenzo Perrona ci mostra dunque come il pensiero divergente della letteratura, con il suo sguardo “altro”, spesso non omologato al sistema ma ad esso oppositivo, possa dar voce ai “villani”, ai “cafoni”, ai diversi in ogni senso di ieri e di oggi, scardinando gli stereotipi e le false rappresentazioni (pensiamo a come sia malposta la secolare questione meridionale, ad esempio) in un’ottica di letteratura “civile” che incida concretamente sul reale.

L’evento è inserito all’interno della rassegna INCONTRI NEL CHIOSTRO…
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Come vedete, una grande varietà di incontri… grazie anche alla cooperativa L’ARCOLAIO e alla Caffetteria Dolci evasioni (per unire solidarietà e cultura, anzi per un vero dolce connubio: la cultura della solidarietà).
 Ed ecco l’intervista di Domenico Trischitta a Lorenzo Perrona…

L’ALTRO SÉ di Lorenzo Perrona (intervista all’autore)

agosto 29, 2017 

L’ALTRO SÉ, OPPOSIZIONI LETTERARIE DAL SUD di Lorenzo Perrona (Algra editore)
Silone, Levi, Brancati, Pasolini, Sciascia

di Domenico Trischitta

Un raffinato saggio, quello del critico letterario Lorenzo Perrona, che indaga l’unicità italiana intesa come opposizione. Una sorta di colonialismo interno che ha plasmato una produzione narrativa che fa i conti con le due Italie, quella meridionale contadina rappresentata dallo stereotipo del “cafone” di Ignazio Silone e quella borghese industriale nordista di Levi. Il sottosviluppo economico e sociale ha provocato paradossalmente una supremazia letteraria sudista, qua espressa, per esempio, dall’opera di Vitaliano Brancati, che da siciliano si muove sull’asse geografico Pachino, Catania, Roma. Addirittura ci sono scrittori del Nord che scendono in campo e si mimetizzano con il tessuto contadino del Sud (oltre Levi e Pasolini aggiungerei anche Giuseppe Berto), esemplare l’esperienza di Pasolini nelle borgate romane, che attraverso la sessualità e l’empatia del registro linguistico ne assorbe gli umori fino alle estreme conseguenze fatali. Le ragioni necessarie di una scrittura di militanza che in Vitaliano Brancati e in parte in Leonardo Sciascia assumono i connotati di un atavico disagio esistenziale. Da non perdere.

-Perrona, da dove parte questa sua ricerca?
Direi che, più che il punto di partenza, è un certo percorso che mi ha portato a scegliere necessariamente di sviluppare questa ricerca. La questione di partenza è stata questa, da dove nasce, e perché, l’idea “culturale” del Nord Italia e del Sud Italia, un’idea che è acquisita dagli italiani e dai non italiani come un dato di fatto che differenzia e, a volte, discrimina gli individui. Un’idea così radicata da partorire un partito che parlava addirittura di secessione, che ha governato l’Italia per diversi anni ed è tuttora una forza politica rilevante. Se fossi rimasto a vivere nella mia città, Genova, non avrei potuto affrontare efficacemente queste questioni così complesse, perché era necessario prendere le distanze da tante cose, acquisire nuove esperienze culturali: fare chiarezza sull’eurocentrismo e su come le dinamiche identitarie entrino nel discorso nazionale. Direi che, se il mio libro ha qualcosa di metodologicamente originale, è che non fa un discorso semplicemente interdisciplinare (appoggiandosi cioè ad altre discipline, come la sociologia o l’antropologia), fa un discorso sulla letteratura, sui meccanismi della creazione letteraria.

-Ci spiega meglio questo colonialismo letterario, tipicamente italiano?
Occorre fare una premessa. Il colonialismo è stato la forma, prima culturale e poi geopolitica, che ha plasmato il mondo moderno e contemporaneo. Lo ha fatto vedere molto bene Edward Said leggendo nella cultura europea le rappresentazioni letterarie di tipo orientalista come essenziali al dominio coloniale su altre culture e popolazioni. Nella storia italiana dell’800, dopo lo straordinario impulso risorgimentale che ha creato lo Stato nazionale italiano, i problemi post-unitari sono stati affrontati con gli strumenti culturali allora in uso, il razzismo e il colonialismo: l’esempio più macroscopico è la repressione e gli eccidi con i quali lo Stato sabaudo ha affrontato un problema sociale e politico come il brigantaggio. La letteratura, gli scrittori italiani, hanno agito in questo tipo di ambiente, ne hanno registrato le condizioni e, soprattutto, “se lo sono rappresentato” (pensiamo a Verga). Credo che la critica debba entrare in questa dinamica eminentemente letteraria. Il mio libro analizza la fase successiva, l’esperienza letteraria del ‘900. Con una scoperta inaspettata, cioè gli scrittori italiani hanno creato delle risposte straordinarie, alternative, alle condizioni cosiddette coloniali in cui si trovavano ad agire, cioè alla subalternità di una enorme parte della popolazione, e poi all’identità nazionale fascista. Sono passati all’attacco con libri che sono stati anche dei successi editoriali come Fontamara, o Cristo si è fermato a Eboli, o Il bell’Antonio, e in cui oggi leggiamo benissimo il tema della costruzione identitaria e del rapporto con l’altro.

-Silone, Carlo Levi, Brancati, Pasolini, Sciascia. Cosa hanno in comune questi cinque scrittori?
Silone, Levi, Pasolini e Sciascia erano già in partenza considerati scrittori ideologicamente impegnati. In realtà anche Brancati lo è. Ma dal mio libro emerge che le soluzioni letterarie che, per esempio, Silone o Levi o persino Sciascia hanno messo in atto sono meno efficaci di quelle di Brancati. Una cosa è creare un “feticcio testuale” che diventa facilmente stereotipo e che si diffonde facilmente nel sistema culturale; un’altra, ben più dirompente, è lavorare, giocare, con le costruzioni identitarie inventando o prefigurando nuove prospettive e nuovi significati. Questo fa poeticamente la scrittura quando è rilevante e grande.

-Perché Vitaliano Brancati può ritenersi ancora uno scrittore moderno?
Innanzitutto Brancati è stato letto in modo sbagliato, per vari motivi che oggi possiamo storicizzare. La posizione di Brancati era netta e scomoda, da liberale di vecchio stampo: contro l’oppressione del conformismo (fascista e postfascista), a favore della libertà di pensiero e di espressione, contro la censura. Lucido conoscitore dei mali italiani, nella sua opera – fatta di romanzi, racconti, teatro, cinema, giornalismo – c’è un impulso critico persino eversivo, espresso nelle storie che parlano di un’identità “altra” e decentrata com’è quella del provinciale catanese (molto affine a quella del borgataro pasoliniano). E questa destabilizzazione identitaria funziona come potente strumento di opposizione culturale, figurazione di un’alternativa rispetto alla normalizzazione borghese dominante nell’Italia fascista e del dopoguerra.

-Si può parlare di supremazia letteraria del Sud?
Alle classifiche preferisco l’analisi delle condizioni e dei processi. L’Italia è un paese mediterraneo con una storia millenaria di cultura e di socialità, quest’ultima non sempre felice. Il Sud in particolare ha una densità di esperienze e di condizioni esistenziali irrisolte che sono terreno fertile per l’elaborazione artistica, che è racconto, rappresentazione, figurazione, prefigurazione. Oggi mi pare che Catania o Palermo siano animate non tanto dalle istituzioni in crisi, ma da figure di artisti che ostinatamente operano inventandosi i contesti. Questo è molto importante.

-Lei ha scelto di vivere nell’estremo Sud siciliano. Questo ha condizionato la sua attività di critico letterario?
Ho parlato prima dell’importanza del percorso. Due anni vissuti in Australia, otto anni fra la Svizzera e l’Italia, e poi il trasferimento in Sicilia mi hanno dato la prospettiva necessaria per elaborare idee che si distaccano dai più diffusi discorsi culturali o accademici. Spesso percepisco troppa autoreferenzialità della cultura. La cultura, la letteratura, invece, devono riprendere coscienza del proprio potere di incidere sulla realtà. Qui al Sud questa realtà, nel bene e nel male, è sotto gli occhi di tutti.

* * *

La scheda del libro

L’altro sé che questo saggio svela è il mito narrativo che pervade la narrazione nazionale degli italiani: l’alterità interna all’Italia che si materializza nella rappresentazione del “Sud”. Da questa alterità scaturisce non solo la proliferazione dei ben noti stereotipi, tipicamente orientalisti, su tutto ciò che ha a che fare con il Meridione d’Italia; scaturiscono anche delle buone ragioni per esprimere un‘opposizione, un’alternativa, ogni volta che delle affermazioni identitarie dominanti diventano troppo stringenti e oppressive. Questo è successo nelle vicende letterarie del Novecento, la nascita e lo sviluppo di modalità di rappresentazione che hanno raccontato l’alterità italiana. Ricostruendone le ragioni all’interno della nostra storia culturale, questa nuova prospettiva rende l’esperienza letteraria italiana commisurabile e confrontabile con le esperienze letterarie di altri paesi e culture rispetto a temi di ampio respiro come l’identità, l’alterità, l’eurocentrismo. E riconosce una posizione di avanguardia e di rilievo internazionale ad alcuni scrittori del secolo scorso come Ignazio Silone, Carlo Levi, Vitaliano Brancati, Pier Paolo Pasolini, Leonardo Sciascia.

* * *

lorenzo-perronaLorenzo Perrona è critico letterario e insegna nelle scuole. È nato a Genova e vive a Vendicari, in Sicilia. Ha partecipato alla creazione di progetti come il festival di cultura cinematografica Sguardi australiani (Genova-Camogli, 2002-2006). Ha pubblicato saggi di critica postcoloniale con Jaca Book, Rodopi, Monash University e-Press. Per Le Lettere ha curato e tradotto nel 2003 un romanzo australiano, Gatto selvaggio cade di Mudrooroo. Collabora alle pagine culturali del “Corriere del Ticino” e de “La Sicilia”.

* * *

© Letteratitudine

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook e su Twitter

Notte d’inCanto con il coro polifonico De Cicco: foto e video!

Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Ecco qualche foto e video dell’appuntamento di giorno 9 settembre con il coro De Cicco! (photo courtesy Luciano Mollica, figlio dell’indimenticato baritono siracusano cui è intitolata l’omonima accademia di canto fondata da Salvatore Pupillo: grazie ancora a Luciano Mollica e signora, presenze sempre affettuose ai concerti…)

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio al chiuso

L’ex convento del Ritiro e il coro polifonico Giuseppe De Cicco.

L'immagine può contenere: una o più persone, folla e spazio al chiuso

Pubblico attento e numeroso…

L'immagine può contenere: una o più persone, folla, spazio al chiuso e spazio all'aperto

Un video che riprende parte del pezzo di Tomas Luis de Victoria O MAGNUM MYSTERIUM.

 

… e qui un video speciale, che presento con le parole di Maria Gabriella Capizzi:

Il Coro Polifonico “Giuseppe De Cicco” in concerto all’ex Convento del Ritiro in Via Mirabella.
Un omaggio a due grandi Geni della storia;Leonardo da Vinci e Archimede Siracusa.
Un altro piccolo sogno si avvera..Grazie ♡
#labellezzasalveràilmondo

Ecco due video (grazie a Marcello Cappellani che insieme a Roberto Salerno rappresenta l’associazione culturale e musicale Vittorio Guardo).

La locandina… e poi altro materiale sul coro.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Giorno 9 settembre, sabato, presso il cortile dell’ex convento del ritiro a siracusa (via mirabella 31)

notte d’in-canto

con il coro polifonico “GIUSEPPE DE CICCO”, DIRETTO DA MARIA CARMELA DE CICCO.

https://www.facebook.com/events/147941445786114/?fref=ts (L’EVENTO FACEBOOK DELLA RASSEGNA)

venerdì 11 agosto
Il Tango Nuevo di Astor Piazzolla
AL QUADRADO QUINTET
posto unico €10

sabato 12 agosto Invito alla danza
DUO CHITARRISTICO DI SIRACUSA
Roberto Salerno e Marcello Cappellani – chitarre

giovedì 17 agosto Giovani Concertisti
ANGELO RIZZA chitarra
LUCIA RIZZA violoncello

giovedì 24 agosto Salotto ottocentesco
SALVO FRESTA tenore
ANTONIO APRILE chitarra

venerdì 25 agosto Trio all’Opera
GIOVANNI SARDO violino
ANTON SERRA flauto
MARCELLO CAPPELLANI chitarra

domenica 27 agosto Non solo Tango
ORLANDO DIBELO bandoneon
CARLES PONS chitarra

lunedì 28 agosto Swing & Jazz night
JAZZ ENSEMBLE del Liceo Musicale Gargallo di Siracusa
dir. Mattia Mazzola

martedì 29 agosto Mozart e dintorni
QUARTETTO D’ARCHI BELÒS
solisti: Roberto Salerno chitarra
Cecilia Raunisi clarinetto

giovedì 31 agosto Concerto a dodici corde
DUO D’URSO-SAMA’
Alfredo D’Urso e Domenico Samà -chitarre

domenica 3 settembre Come un Film…
GIANFRANCO BRUNDO – sassofono
ANTONIO GRANDE -chitarra

giovedì 7 settembre Talenti in scena…
RASSEGNA GIOVANI MUSICISTI
ingresso offerta libera

venerdì 8 settembre Drums together
ENSEMBLE DI PERCUSSIONI Del Liceo Musicale “Verga” Di Modica dir.Giuseppe Valenti
ingresso offerta libera

sabato 9 settembre Notte d’inCANTO…
CORO POLIFONICO DE CICCO
dir. Mariacarmela De Cicco
ingresso offerta libera

domenica 10 sett. La magia degli archi
GLI ARCHI DEL GARGALLO
dir. Danilo Pistone
ingresso offerta libera

I concerti avranno inizio alle 21.00 nel Cortile dell’Ex Convento del Ritiro, via Mirabella n.31
biglietto intero 10 € – ridotto per residenti €5
info e prenotazioni 3394977922 – 3388224004

Ecco il materiale relativo agli impegni precedenti del coro…

Concerto al Tramonto sotto il manto della Madonna delle Lacrime.

Sagrato della Cripta del Santuario della Madonna delle Lacrime.
24 Giugno 2017 , ore 20,30.

Offerto dal Coro Polifonico “Giuseppe De Cicco”. Nell’occasione saranno comunicate delle anticipazioni del 64mo anniversario della Lacrimazione di Maria a Siracusa.

 

L'immagine può contenere: sMS

Ecco il nuovo appuntamento che vede protagonista il coro polifonico “Giuseppe De Cicco”… (ricordo che in cripta lo scorso 6 gennaio il coro ha concertato in occasione dell’Epifania).

Vi aspettiamo tutti!

L'immagine può contenere: notte e spazio al chiuso

Approfitto per postare materiale relativo alle attività recenti della corale… formativi i corsi con docenti del calibro di Pier Paolo Scattolin e Giovanni Acciai, significativi gli scambi con altre formazioni della provincia e oltre… concerti e rassegne, attività benefiche come la raccolta fondi per il teatro di Amatrice…

L'immagine può contenere: una o più persone, cielo e spazio all'aperto

Invasione compiuta!

nvadiAmo Agira – Invasioni Digitali 2017
Un giorno di promozione e valorizzazione: Artistica, Culturale, Naturale, Paesaggistica, Musicale ed Enogastronomica.
#InvasioniDigitali #InvadiAmoAgira
Tutto è stato possibile grazie alla collaborazione tra associazioni, enti e attività varie. Eventopoli,Sicilianews TV, I Castelli di Enna, Comune di Agira, Filippo d’Agira.it, Associazione Quartiere RoccheIcoremus -Istituto Coreutico e Musicale, Coro Polifonico “Giuseppe De Cicco”, Alessandro BroccaCase al Borgo Home Relais Food & Beverage Events, Salumi Manetto, Museo “Sac. S. Nasca” e tutte le Parrocchie di Agira.
— presso Agira.

L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridono, spazio all'aperto

#invasionidigitali

#invadiamoagira

#digitalinvasions

#culturehasnoborders

L'immagine può contenere: 17 persone, persone che sorridono, persone in piedi, matrimonio e spazio al chiuso

Nella grotta di San Filippo ad Agira, che emozione!

L'immagine può contenere: 6 persone, persone in piedi e spazio all'aperto

In giro per chiese…

L'immagine può contenere: 10 persone, persone sedute e spazio al chiuso

Ascoltando le spiegazioni della guida…

L'immagine può contenere: 4 persone, folla e spazio all'aperto

Eccellenze enogastronomiche…

30.04 2017
Agira (EN)
Gemellaggio tra il Coro Goitre di Agira, diretto dal Maestro Filippo Pistone Nascone, e il Coro De Cicco di Carlentini, diretto dal Maestro Maria Carmela de Cicco. Una splendida giornata all’insegna della Natura, della Storia dell’Arte, della Musica e dell’Amicizia.

Ecco quindi le attività più recenti che hanno visto protagonista il coro polifonico GIUSEPPE DE CICCO…

Centomila euro per Amatrice: è il segno concreto della solidarietà con le popolazioni colpite dal terremoto dell’agosto da parte di 1000 voci per ricominciare, l’iniziativa che ha raccolto più di 270 cori, orchestre, comunità e scuole di musica provenienti da tutta Italia. Il 24 aprile si è svolto l’incontro tra il Sindaco Sergio Pirozzi e la rappresentanza degli oltre cinquemila coristi e musicisti, durante il quale è stata confermata la volontà di donare il ricavato per contribuire alla ricostruzione del cinema-teatro di Amatrice, che diverrà il Centro Polifunzionale ad uso anche dei paesi vicini. Il Sindaco, fortemente emozionato, ha evidenziato come il notevole apporto economico raccolto permetterà di svincolare somme della Croce Rossa Italiana che andranno così a favore dei territori di Arquata e Accumuli. Prestissimo, presumibilmente entro l’estate prossima, i cori potranno unirsi e portare il loro canto tra le montagne del borgo in ricostruzione con un grande concerto fortemente voluto dal Sindaco. Viste le numerose e continue adesioni, il progetto prosegue attraverso molteplici iniziative sul territorio italiano di cui daremo informazioni attraverso il sito internet http://www.1000vocixricominciare.it

Amatrice ringrazia gli amici di 1000 VOCI PER RICOMINCIARE e la loro geniale espressione di solidarietà nel darci supporto e vicinanza. Ieri sera una loro rappresentanza si è recata ad Amatrice e ha consegnato nelle mani del sindaco Pirozzi e del vice sindaco Catenacci la preziosa donazione. Inoltre ci hanno mostrato sulla cartina d’Italia i luoghi dove si sono esibiti i cori che hanno aderito al progetto. La suddivisione dei cori è stata fatta per regione. Grazie amici cari, il vs contributo servirà a ricostruire il borgo più bello d’Italia: Amatrice
1000 Voci per Ricominciare

L'immagine può contenere: 7 persone, persone in piedi e scarpe

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

La bellissima mappa con i luoghi in cui si sono esibiti i cori per questa nobile causa in nome della musica e della fratellanza!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Il 24 aprile abbiamo incontrato il sindaco Pirozzi ad Amatrice io (Elisabetta Marcigliano), Gianfranco Ponchia, Anna, Fabio Salerno e Bruno Di Lena, rappresentanti dei cori promotori.

Confermiamo che la cifra che raccoglieremo è destinata al Teatro di Amatrice che servirà anche i borghi circostanti.

Sarà una struttura definitiva polifunzionale e Pirozzi ci ha dato come termine lavori dicembre salvo ovviamente altre catastrofi.

Ora siamo in attesa di parlare col responsabile eventi per capire se è possibile organizzare evento in loco. Appena ne avremo la certezza vi informeremo.

Le modalità di consegna denaro sono illustrate molto bene dallo stesso sindaco sulla pagina Facebook Radio Amatrice…ascoltatela!

L’incontro è stato bello e toccante soprattutto Pirozzi trasmette questa grande volontà di riprendere e ricominciare.

Maggiori dettagli prestissimo

Felice e orgogliosa di aver contribuito a questa iniziativa insieme al coro… e speriamo di raggiungere sempre più alti traguardi per i nostri fratelli del centro Italia!

http://www.zonalocale.it/2017/04/30/dai-cori-di-tutta-italia-100mila-euro-per-amatrice/26144?e=vasto#comments (QUI UN ARTICOLO DI ZONA LOCALE – EDIZIONE DI VASTO)

Vi riposto il materiale su Agira…

https://www.facebook.com/events/741381572692844/

 

L'immagine può contenere: meme, sMS e spazio all'aperto

Le Invasioni Digitali sbarcano anche nelle gloriosa Agira, patria della celeberrima Cassatella!

Il raduno è stato fissato alle 8.30 in piazza Roma (Chiesa SS. Salvatore, dove è ubicato l’Aron ebraico più antico d’Europa), poi ci si è mossi alla scoperta dei principali monumenti e luoghi della cittadina.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L’invasione è stata organizzata dalle associazioni Eventopoli e I Castelli di Enna in collaborazione con Sicilianews.tv.

Invadere un museo, un sito archeologico, un centro storico condividendo l’esperienza attraverso i social network: da questa semplice idea nascono le #InvasioniDigitali

I luoghi del patrimonio culturale invasi da chiunque voglia far conoscere e valorizzare la Bellezza del proprio Paese. Armati di smartphone, macchine fotografiche e videocamere condividere la propria passione per far conoscere, attraverso il web, il nostro immenso patrimonio. Un urban game utile a fornire una visione differente e collettivamente costruita dei luoghi della cultura, regalando loro nuova vita.

Gli hashtag ufficiali con cui condividere le foto che scatterete durante le invasioni sono:

#invadiamoagira
#invasionidigitali
#culturehasnoborders

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

#liberarelacultura, #digitalinvasions

Ecco altro materiale sul coro…

http://www.coralegiuseppedecicco.it/

L’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/397316407328233/

Concerto di musica sacra

che racconta la sofferenza della croce e la gioia della resurrezione di Cristo. La morte che diventa speranza; il grido di dolore che diventa la vittoria sul peccato fino ad arrivare alla gioia della resurrezione.
Tutto questo verrà raccontato o meglio cantato

attraverso capolavori di musica sacra

da Vivaldi fino ad arrivare a Bardos e Swider.

ELI, ELI!

PATER NOSTER di Swider.

AVE MARIA.

THOU, O JEHOVAH ABIDETH FOREVER (Aaron Copland)

RICHTE MICH GOTT

 

L’articolo che ho scritto per LA CIVETTA DI MINERVA di venerdì 27 gennaio 2017.

L'immagine può contenere: 1 persona

…grazie a Pucci Terranova per l’articolo uscito su LA SICILIA il 26 gennaio 2017.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L'immagine può contenere: sMS

Cari soci ed amici,

Vi comunico che giorno 27 gennaio 2017 alle ore 19,45 presso la Chiesa del Santissimo Salvatore, sita in Via Necropoli Grotticelle, celebriamo – in collaborazione con l’Associazione musicale Vittorio Guardo – la giornata della memoria in ricordo delle vittime dell’Olocausto secondo il seguente programma: presentazione e lettura del libro La giubba a strisce di Franco Ferrante, a cura della prof.ssa Francesca Morale. La lettura sarà accompagnata dalla Dachau-Messe, musica e coro di Gregor Schawke, composta nel 1944 durante la detenzione del suo Autore a Dachau. L’esecuzione dei brani è affidata al Coro Polifonico “De Cicco”, diretto dal M° Maria Carmela De Cicco e con la M° Cunegonda De Cicco all’organo.

IL PRESIDENTE

Avv. Giuseppe Moscatt

Una Messa speciale, la Dachau-Messe… qui qualche informazione…

https://books.google.it/books?id=tM-lAwAAQBAJ&pg=PT60&lpg=PT60&dq=messa+di+dachau&source=bl&ots=6RoUntk3fA&sig=Umll16qViFx-FSpnIA0KuRoGA78&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwit_Mbxr9jRAhUJFCwKHRG6CmAQ6AEINzAF#v=onepage&q=messa%20di%20dachau&f=false

Ecco l’evento Facebook…

https://www.facebook.com/events/366712347044091/?notif_t=plan_user_invited&notif_id=1485339647301877

Ed ecco altre notizie…

Il coro polifonico “Giuseppe De Cicco” persegue le sue finalità sia didattico-formative che artistiche con diverse iniziative…

Appuntamenti con i Grandi Maestri!!!!

21,22,23 aprile
M. PIER PAOLO SCATTOLIN

6, 7 MAGGIO
M. GIOVANNI ACCIAI

Ultimi due incontri con 2 Maestri straordinari!!!

L'immagine può contenere: 3 persone, persone in piedi e spazio al chiuso

Ecco le foto (photo courtesy Lucia Franzò et alii) delle masterclass con il maestro Giovanni Acciai e con i maestri Pier Paolo Scattolin e Angela Troilo, che hanno lavorato sulla vocalità e la concertazione.

L'immagine può contenere: una o più persone e vestito elegante

L'immagine può contenere: una o più persone e persone in piedi

14 gennaio 2017

L'immagine può contenere: 6 persone, persone sedute e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 8 persone, persone sedute e spazio al chiuso

Corsisti di vari cori della provincia…

L'immagine può contenere: 3 persone, persone in piedi

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi e scarpe

Maria Carmela De Cicco e gli allievi direttori…

L'immagine può contenere: 2 persone, spazio al chiuso

15 gennaio 2017

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio al chiuso

Il maestro Acciai e il maestro De Cicco al termine dello stage.

L'immagine può contenere: 2 persone, persone in piedi e scarpe

Il coro polifonico “Giuseppe De Cicco” al termine della masterclass.

L'immagine può contenere: 17 persone, persone che sorridono, persone in piedi

L'immagine può contenere: 17 persone, persone che sorridono, persone in piedi

News…

Su Famiglia Cristiana n 3.
XX anniversario fondazione Associazione Musicale “Giuseppe De Cicco”

L'immagine può contenere: una o più persone

Venerdì 13 gennaio 2017, alle ore 19.30, il coro polifonico “Giuseppe De Cicco” ha eseguito un concerto nella Cattedrale di Siracusa nell’ambito della rassegna “I colori del Sacro”.

Il Coro Polifonico “Giuseppe De Cicco” compie quest’anno 20 anni di attività musicale.
Per questo importante anniversario, a conclusione di una serie di eventi tra cui concerti, gemellaggi e masterclass con la partecipazione di grandi Maestri nazionali ed internazionali, il Coro, magistralmente diretto dal Maestro Maria Carmela De Cicco, è lieto di invitarvi ad assistere all’esibizione di giorno 13 Gennaio 2017, ore 19:30, che si terrà all’interno della suggestiva Cattedrale della Natività di Maria Santissima di Siracusa.
Non mancate e invitate i vostri amici all’evento!

https://www.facebook.com/events/174160339729456/ (l’evento Facebook)

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

#ColoridelSacro #Siracusa #Feste #Immacolata#SantaLucia #SanSebastiano #Cultura #Arte#Tradizione #Siracusa2750 (grazie sempre a Dario Bottaro)

Grazie alle Portatrici di Santa Lucia…

Venerdì 13, giorno conclusivo, celebreremo la “Giornata delle Reliquie ” e quindi, come di consueto, la sera animeremo la S. Messa delle ore 18.00.
Siamo invitate, altresì, a portare uno o più alimenti per i fratelli bisognosi: una cesta verrà presentata simbolicamente durante la processione offertoriale.
Dopo la Celebrazione, per chi ha possibilità di fermarsi, avrà luogo un Concerto in onore di S. Lucia tenuto dal Coro Europeo del Maestro De Cicco.

 L'immagine può contenere: 5 persone, persone in piedi

 

Ecco un reportage fotografico del concerto dell’Epifania…

L'immagine può contenere: fiore

«Non basta sapere che Dio è nato, se non si fa con Lui Natale nel cuore. Dio è nato, sì, ma è nato nel tuo cuore? E’ nato nel mio cuore? E’ nato nel nostro cuore? E così lo troveremo, come i Magi, con Maria, Giuseppe, nella stalla».
(Francesco, Angelus, 6 gennaio 2017)

L'immagine può contenere: una o più persone

Il Rettore della Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime Aurelio Russo con Maria Carmela De Cicco.

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio al chiuso

Canti natalizi tradizionali si sono alternati con brani di Bruckner e Britten…

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi

La Cripta della Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime…

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: folla e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'aperto

L'immagine può contenere: una o più persone e persone in piedi

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: una o più persone, folla, notte, spazio al chiuso e spazio all'aperto

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi, folla, notte, concerto e spazio al chiuso

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

(photos courtesy Basilica Santuario Madonna delle Lacrime, pagina Facebook)

https://www.facebook.com/madonnadellelacrime.it/?fref=ts

Venerdì 6 gennaio, alle 20, il concerto dell’Epifania

sarà eseguito dal Coro Polifonico “Giuseppe De Cicco”,

guidato dalla direttrice Maria Carmela De Cicco.

Sarà distribuito a tutti il calendario con un’immagine della Madonna delle Lacrime.

http://www.siracusanews.it/siracusa-felice-2017-oggi-la-messa-al-santuario-primo-concerto-dedicato-alla-madonna-delle-lacrime-buon-anno-maria/

Ringraziamo Siracusa news… e naturalmente il Rettore.

Siracusa, Felice 2017: oggi dopo la messa al Santuario il primo concerto dedicato alla Madonna delle Lacrime “Buon anno con Maria”

Gli auguri di buon anno con le parole del rettore don Aurelio Roberto Russo: “la Madonna delle Lacrime benedica e protegga le nostre famiglie

santuario_interno

Concluso il 2016, la Comunità del Santuario della Madonna delle Lacrime augura a tutte le famiglie – attraverso le parole del rettore don Aurelio Roberto Russo “la Madonna delle Lacrime benedica e protegga le nostre famiglie” – un felice anno nuovo e comunica le prossime iniziative della prima quindicina del mese di gennaio 2017.

Giorno 1, nel giorno della Madre di Dio, la celebrazione delle 19 è stata presieduta dall’Arcivescovo, mons. Salvatore Pappalardo. A seguire il primo concerto dedicato alla Madonna delle Lacrime “Buon Anno con Maria” eseguito dal “Coro della Madonna delle Lacrime”, guidato dal Maestro Ivan Manzella.

Ogni primo lunedì di ogni mese per tutto l’anno, come frutto del Giubileo della Misericordia, il Santuario propone alle 17 una celebrazione penitenziale, seguita dalle confessioni individuali.
Venerdì 6 gennaio, alle 20, il concerto dell’Epifania sarà eseguito dal Coro Polifonico “Giuseppe De Cicco”, guidato dalla direttrice Maria Carmela De Cicco. Sarà distribuito a tutti il calendario con un’immagine della Madonna delle Lacrime.

Mercoledì 11 gennaio, a partire dalle 7,30 la recita del S. Rosario, delle Lodi e la celebrazione della S. Messa saranno trasmesse in diretta su Radio Maria dal Santuario di Siracusa. Venerdì 13 gennaio, a un mese dalla festa di Santa Lucia, si terrà un incontro-dibattito per approfondire e discutere sul messaggio dettato dall’Arcivescovo in occasione della festa della Santa Patrona.

1 gennaio 2017

In attesa di date e locandine dei concerti natalizi del coro De Cicco, ecco un video della splendida recente esperienza della PETITE MESSE SOLENNELLE di Rossini…

Il video si riferisce al concerto del 18 dicembre, presso la meravigliosa chiesa di Santa Lucia alla Badia a Siracusa.
Che emozione cantare davanti al Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio!

Ecco gli ultimi impegni del coro…

L'immagine può contenere: sMS

…le più belle melodie natalizie… insieme agli amici di altri cori della provincia.

Ora posto nuovamente altro materiale sul coro…

https://www.facebook.com/events/1149330141830493/

Ecco l’evento Facebook…

Il Coro Polifonico “Giuseppe De Cicco” compie 20 anni!
Ed è per questo che è stato organizzato un triplice evento irripetibile di altissima caratura: la Petite Messe Solennelle di Gioacchino Rossini, con la partecipazione straordinaria del Coro e dei solisti del Conservatorio musicale Statale “F. Cilea” di Reggio Calabria, il Tenore Salvatore D’Agata, il Basso Alessandro Vargetto, la Pianista Maestro Cunegonda De Cicco, tutti diretti dal Maestro Maria Carmela De Cicco.

Per questa importante ricorrenza, sono stati programmati tre appuntamenti:

– 16 Dicembre, Carlentini, Chiesa Madre, ore 19,30;

– 17 Dicembre, Ragusa, Nuovo Teatro Don Bosco, ore 20;

– 18 Dicembre, Siracusa, Chiesa S. Lucia alla Badìa, ore 19,30.

Non c’è modo migliore di festeggiare i nostri primi 20 anni!!! Ed è per questo che ci onoriamo di avere come ospiti il coro del. Conservatorio di Musica di stato F. Cilea” di Reggio Calabria Perché questi momenti vanno condivisi con tutti coloro che amano e rispettano il lavoro minuzioso che si costruisce giorno dopo giorno con grande passione!!!!

Risultati immagini per petite messe rossini + de cicco

http://www.ragusaoggi.it/75666/il-testamento-spirituale-di-rossini-protagonista-del-concerto-di-melodica#.WFFBxiBYn1M.facebook

Grazie a Ragusa oggi per questo articolo…

Sabato prossimo, 17 dicembre, alle ore 20.30, al teatro don Bosco di Ragusa

IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI ROSSINI PROTAGONISTA DEL CONCERTO DI “MELODICA”

OLTRE 50 ARTISTI PER UNA SERATA DEDICATA AD UNA DELLE OPERE PIU’ IMPORTANTI DELLA MUSICA CLASSICA INTERNAZIONALE.

RAGUSA – L’opera considerata il testamento spirituale del compositore Giacomo Rossini in scena al nuovo Teatro Don Bosco di Ragusa sabato prossimo, 17 dicembre alle 20,30. Con “Petite messe solennelle” ancora un appuntamento all’interno della Stagione Concertistica Internazionale “Melodica”, giunta alla 22^ edizione. La rassegna, con la direzione artistica di Diana Laura Nocchiero e con il patrocinio dall’Assessorato allo Spettacolo del Comune di Ragusa, renderà omaggio ad uno dei più grandi capolavori corali della musica sacra. Sul palco ci sarà il Coro Polifonico del Conservatorio “Cilea” ed il Coro Polifonico Europeo “De Cicco”, che saranno accompagnati  dalla pianista Cunegonda De Cicco e diretti dal maestro Maria Carmela De Cicco. Con loro anche soprani e contralti del conservatorio “Cilea”, il tenore Salvatore D’Agata e il basso Alessandro Vargetto.

Sarà una serata di eccelso livello dedicata al pubblico di “Melodica”, grazie alla compresenza sullo stesso palco di oltre 50 artisti di grande esperienza e ampia formazione che faranno rivivere l’opera del grande compositore italiano.

Il Coro Polifonico Europeo “De Cicco” è nato nel 1994 ed ha tenuto numerosi concerti sia Italia che all’estero riscuotendo grande successo di pubblico e di critica. Si è esibito in prestigiosi posti tra cui la “Basilica di S. Pietro” a Roma, la “Basilica di S. Maria Maggiore” e la “Basilica della Madonna del Rosario” di Pompei, la “Chiesa di S. Carlo” e il “Konzerthaus” di Vienna. Il gruppo polifonico è stato premiato in numerosi concorsi corali internazionali, come il “Concorso Internazionale di Musica Corale” a Budapest, il Torneo Internazionale di Musica, l’International Festival of Advent Christmas Music a Praga, il Festival Internazionale ‘Franz Schubert’ a Vienna, il Concorso Corale internazionale ‘In ‘Canto sul Garda’.

Come di consueto, l’appuntamento è per le 20.00 per l’ingresso in sala, mentre il concerto inizierà alle 20.30. Prezzo del biglietto è di 10 euro. Ridotto 5 euro per studenti. Prevendita biglietti presso Libreria Ubik di Ragusa dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e presso il botteghino del teatro dalle 19 del giorno del concerto. Per info è possibile visitare il sito internet http://www.melodicaweb.it / 333 4326158 / associazione.melodica@gmail.com.

https://www.facebook.com/events/318064651926105/ (l’evento Facebook)

L'immagine può contenere: 1 persona

LA SICILIA, “Giorno e notte”, 21 dicembre 2016.

Ecco adesso altro materiale…

Dopo l’impegno a Pachino, nuovi appuntamenti con il coro De Cicco… e grazie non solo agli amici delle altre corali ma anche a RGS (Radio Giovani Stereo) per il pezzo.

Si chiama “1000 voci per ricominciare” il progetto corale che unirà la città di Pachino alla città di Amatrice, colpita e danneggiata gravemente dal terremoto dello scorso Agosto. Il progetto, patrocinato dal Comune di Pachino e dall’Associazione A.c.l.i. – Circolo di Pachino, vedrà l’esibizione congiunta di quattro cori della provincia di Siracusa. Il Coro Polifonico “Giuseppe De Cicco” (diretto dal maestro M. C. De Cicco), la Corale “Libere Armonie” (diretta dal maestro E. Calvo), la Corale “Tetracordus” (diretta dal maestro L. Franzò) e il Coro Giovanile “10 in condotta”(diretto dal maestro M.L. Mizzi) si esibiranno insieme giorno 11 Dicembre, alle ore 20:00 presso la Chiesa Madre di Pachino, per aiutare concretamente la città di Amatrice.

“Ringraziamo il maestro M. C. De Cicco, direttore del Coro Polifonico europeo “De Cicco” – dice il maestro Franzò – che ha subito sposato l’iniziativa e si è messo a totale disposizione. Per noi è motivo di orgoglio e di gioia questa collaborazione che dimostra il valore sociale della musica e del canto”.

“Crediamo profondamente nel ruolo sociale della musica – dice il maestro M.C. De Cicco. Abbiamo contattato il sindaco di Amatrice mettendoci a disposizione per aiutare la città in questo momento particolarmente difficile. Il sindaco, che ha apprezzato molto la nostra proposta, ha chiesto che il nostro intervento sia finalizzato alla ricostruzione del Teatro comunale. Anche nei momenti più difficili – continua – non bisogna perdere il valore che la cultura ha per ogni società civile. La ricostruzione del Teatro rappresenta, simbolicamente, la ricostruzione di una popolazione che non deve mai perdere la speranza. “1000 voci per ricominciare”  è un esempio di solidarietà e vicinanza. Con la massima trasparenza doneremo il ricavato che, così come ci ha assicurato il sindaco di Amatrice, sarà utilizzato per la ricostruzione. Crediamo che questo evento sia un momento importante anche per la nostra Comunità  pachinese per sentirci tutti ancora più vicini a chi ha perso tutto.”

L’iniziativa ha toccato anche la città di Noto, giorno 22 Dicembre, ed è prevista una esibizione anche nella città di Siracusa.

L’ingresso è ad offerta libera.

http://www.radiogiovanistereo.com/pachino-1000-voci-per-ricominciare-la-musica-corale-a-sostegno-di-amatrice/

Grazie a Etv24 television per la ripresa di questo video…

Abbiamo sempre detto che siamo un unico grande coro ed abbiamo unito tutta l’Italia 😍😍😍

+++ 122 tra cori e orchestre +++

11 Abruzzo
3 Basilicata
1 Calabria
3 Campania
17 Emilia Romagna
2 Friuli Venezia Giulia
13 Lazio
3 Liguria
10 Lombardia
4 Marche
2 Molise
12 Piemonte
1 Puglia
2 Sardegna
5 Sicilia
6 Toscana
5 Trentino
12 Umbria
2 Valle d’aosta
8 Veneto

Abbiamo già fatto 30 eventi e raccolto circa 30000€ e sono programmati altri 39 eventi fino a fine gennaio

determinato/a con Elisabetta Marcigliano, Gianfranco Ponchia, Bruno Di Lena, Mario Tenaglia e Gino Filippo Di Ciero

Mentre scriviamo le adesioni aumentano…!

Ed ecco del materiale sulle scorse esibizioni del coro, articoli e molto altro…

Il 27 novembre il coro è stato ospite della IX Settimana della Musica a Paternò, tenutasi dal 19 al 27 Novembre 2016

Sabato 19 Novembre ore 20:00
“La Canzone Napoletana nell’Ottocento”
Carmen Barone, Ludovica Bruno soprani; Alfio Marletta Valori, tenore
Maria Tiziana Coniglio, Roberto Fabio Coniglio, violini
Salvatore Coniglio, pianoforte
Piccolo Teatro, via Monastero
Info prenotazioni 349/7107660

***
Domenica 20 Novembre ore 20:00
XIV Concerto in onore di
S. Cecilia patrona della Musica
Orchestra da Camera L’Estro Armonico
Coro Polifonico Sturm und Drang, Salvatore Coniglio, direttore
Chiesa ex Monastero – Ingresso libero

***
21,22,23,24,25,26 Novembre
Lezioni – Concerto per le scuole

***
Sabato 26 Novembre ore 20:00
“La Canzone Napoletana nell’Ottocento”
Carmen Barone, Graziella Reina soprani; Alfio Marletta Valori, tenore
Maria Tiziana Coniglio, Roberto Fabio Coniglio, violini
Salvatore Coniglio, pianoforte
Piccolo Teatro, via Monastero
Info prenotazioni 349/7107660

***
Domenica 27 Novembre ore 20:00
Coro Polifonico De Cicco, Coro Freedom
Coro Libere Dissonanze, Coro Polifonico Sturm und Drang, Coro di Voci Bianche Angelica Vox
Chiesa ex Monastero – Ingresso libero

Il coro polifonico “Giuseppe De Cicco”, diretto da Maria Carmela De Cicco, è una realtà musicale ormai consolidata nel panorama artistico del siracusano e oltre.

Ecco le ultime notizie sulle attività formative del coro…

I festeggiamenti del nostro ventennale non finiscono …anzi continuano con due appuntamenti importantissimi!

14 -15 gennaio Master Class col Maestro Giovanni Acciai
Temi trattati: alfabetizzazione;solmisazione e prassi esecutiva del repertorio rinascimentale

20-21-22 Master class con i Maestri Pier Paolo Scattolin e M.  Angela Troilo.
Quest’ultimo sarà un fine settimana dedicato alla vocalità e ai cori di voci bianche e giovanili.

Sono aperte le iscrizioni per direttori, coristi e cori di voci bianche e giovanili.

Non perdete questa importante occasione… i prossimi appuntamenti saranno a Marzo.

Buona MUSICA A TUTTI!

 

Per informazioni contattare Associazione Musicale “G. De Cicco” all’indirizzo mail mcdecicco@alice.it o all’indirizzo coraledecicco@gmail.com

 

Ecco un poco di materiale sul coro (articoli che ho scritto per LA CIVETTA DI MINERVA).

Articolo del 14 ottobre 2016…

Un altro articolo sul XX anniversario della nostra Associazione, uscito su La Sicilia del 24 ottobre scorso. Autore: Silvio Breci.

Concluso il primo appuntamento col Maestro Scattolin! Esperienza importantissima per tutti noi! Adesso ci prepariamo al secondo appuntamento col Maestro Giovanni Acciai! In bocca al lupo a tutti!

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=1251:all-hospice-di-siracusa-il-coro-polifonico-giuseppe-de-cicco&catid=17&Itemid=143

All’Hospice di Siracusa il coro polifonico “Giuseppe De Cicco”

Maria Lucia Riccioli Venerdì, 05 Febbraio 2016 12:48

Ha proposto l’esecuzione di nenie e nuvene dialettali, spiritual, canti gregoriani, brani percussivi. Organizzare eventi in quel luogo non è distrazione, anzi è riappropriazione di umanità attraverso la Bellezza

Come sostengono la dottoressa Di Gangi e il dottor Moruzzi, l’hospice non è un luogo di morte, ma di vita, anzi di vita concentrata e assaporata fino in fondo, non solo attraverso la cura – parola evocativa, che implica il prendersi cura, il preoccuparsi, il prendersi carico di qualcuno… come non ricordare la canzone di Battiato? – o la terapia del dolore, ma soprattutto rispettando ed esaltando la dignità di chi soffre personalmente o per un familiare (non tutti sanno che esiste persino un servizio di “coccole” estetiche grazie ai volontari dell’Associazione Amici dell’Hospice, che ha progetti molto propositivi di apertura alla cittadinanza per far conoscere sempre più la realtà dell’hospice: un sito Internet, un periodico… ne abbiamo parlato anche con la giornalista Silvia Caruso, amica del nostro giornale).

Tutto questo avviene non solo tramite il lavoro del personale sanitario e dei volontari, ma anche grazie all’arte, alla letteratura – ricordiamo l’incontro con Piero Dorfles –, alla musica.

Organizzare eventi all’interno dell’hospice non è distrazione, anzi. È riappropriazione di umanità attraverso la Bellezza. È un caricarsi ulteriore di senso, per gli operatori i volontari i pazienti i familiari. È in quest’ottica che il 10 gennaio scorso l’hospice di Siracusa ha ospitato – e non è la prima volta – il coro polifonico “Giuseppe De Cicco” diretto da Maria Carmela De Cicco. La stessa direttrice del coro ha sottolineato come i pezzi proposti – una carrellata non banale attraverso le melodie di compositori più o meno celebri, noti e anonimi, che ruotano intorno all’Evento della nascita di Gesù bambino, un viaggio attraverso generi e paesi differenti, ognuno con la propria tradizione musicale – acquistinoun senso più profondo tra le mura della struttura dell’ospedale “Rizza”.

L’esecuzione di pezzi come “Jingle Bells” o delle nostre nenie e nuvene dialettali, di spiritual, di canti gregoriani, di brani percussivi e di altri più melodiosi è stata molto apprezzata e a tratti toccante: le voci del coro sono ben equilibrate, intonate e pulite, il gesto del direttore calibrato e deciso, le armonizzazioni scelte con cura e originalità.

La Civetta di Minerva… 

DSC04980

Il Coro Polifonico “Giuseppe De Cicco” compie 20 anni! Per questo importante anniversario verranno organizzati numerosi eventi con la partecipazione di grandi Maestri nazionali ed internazionali, concerti e gemellaggi!
Restate sintonizzati per ricevere i prossimi aggiornamenti!

Lavori grafici di Simone Cassia

Ecco a cosa si riferisce l’impegno pachinese: l’adesione da parte del coro a questo progetto di solidarietà:

1000 Voci per ricominciare è infatti un’iniziativa sorta per legare il canto alla solidarietà verso i fratelli colpiti dal terremoto del 24 agosto e a quello successivo che ha devastato il Centro Italia.

Da quando avevo iniziato a scrivere questo post si sono aggiunte altre realtà corali e purtroppo sono avvenute le terribili scosse che hanno sconvolto la vita degli amici dell’Italia centrale…

“Questa immagine riproduce un affresco ubicato in un santuario rurale di Amatrice, il santuario di S. Maria della Filetta. Non so se ha resistito al sisma… e mi piaceva condividerla: i nostri cori, legati da questo filo rosso, sono un po’ tutti qui 🙂

Foto inviata da Grazia Racioppa

Naturalmente il pensiero va ai fratelli colpiti dall’ultimo terremoto… la terra non si ferma ma neanche la solidarietà e la voglia di farsi prossimo anche con la musica.

Il coro ha cantato il 22 dicembre a Noto… ecco la locandina!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

https://www.facebook.com/events/1849307855306255/ (l’evento Facebook)

Nessun testo alternativo automatico disponibile.