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Virgilio, Eneide, Oscar Mondadori, Milano 1985.

Secondo la tradizione, Virgilio morente condannò a morte l’Eneide: colpevole, a giudizio del suo autore, di non aver ancora raggiunto, per l’impossibilità di un’ultima revisione, il grado supremo della revisione stilistica. Quasi diecimila versi inediti rischiarono di scomparire. Fu lo stesso Augusto a infrangere la disposizione testamentaria del poeta, a salvare il suo capolavoro, promuovendo la pubblicazione postuma del manoscritto.

Venti secoli d’inesauribile fortuna letteraria hanno dato ragione a quel primo, eccezionale editore: l’Eneide non doveva, non poteva morire. la sua perenne attualità è stata confermata dalla più recente iniziativa tesa a ricollegare la conoscenza del poema virgiliano con la civiltà, il linguaggio, la vita del nostro tempo: Ettore Paratore (inquadramento, costituzione del testo, commento) e Luca Canali (traduzione) hanno sviluppato in sei volumi (1978-1983) un’edizione “totale” per la collana mondadoriana della Fondazione Lorenzo Valla. Mole e rigore scientifico l’hanno sinora circoscritta all’area specialistica degli studi universitari. Per riproporla, rinnovata, in questo volume unico e consentirne la diffusione, come agile strumento didattico, anche nella scuola media superiore, si è operato sul commento. Non soltanto riducendolo; ma, soprattutto, “traducendolo”: volgendolo, cioè, al servizio diretto della versione italiana, divenuta qui depositaria dei valori del testo latino. Giovani e meno giovani, studenti di oggi e di ieri, potranno così rivivere l’avventura di Enea con la stimolante mediazione della più esperta filologia.

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