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“L’olivo e l’olivastro”, come metafora di civiltà e selvatichezza della terra di Sicilia… “Il sorriso dell’ignoto marinaio”, sospeso tra pittura e letteratura, rievocazione anche linguistica di storie perdute…
E poi.
Il Premio Vittorini. E quell’uomo gentile, dall’eloquio garbato, con cui parlare di Silvana La Spina, amica comune.
Troppo soggezionata per conversare di scrittura, dei miei tentativi di narrazione. Impossibile anche tributargli ammirazione, per me che me lo figuravo già nella storia letteraria, incredula d’averlo davanti.
Quanto ci mancano, scrittori e uomini così.
Sit tibi terra levis, Vincenzo Consolo.

Vi segnalo il dibattito-ricordo su Letteratitudine.

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2013/01/16/omaggio-a-vincenzo-consolo/comment-page-5/#comment-569314

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