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Antonio Ranieri, “Sette anni di sodalizio con Leopardi”, Gentile editore, Milano 1944.

Leopardi, poeta prediletto amatissimo studiato fin da bambina, oggetto della mia tesi di laurea, è stato uno dei leitmotif delle mie letture e dei miei primi tentativi poetici.
Leggo adesso – dopo averne assaggiati degli spizzichi – le memorie di Antonio Ranieri.
Invero pettegole e che non aggiungono né punto né poco alla gloria del Giacomo nazionale.
Certo, vediamo Leopardi nelle sue miserie di infermo, nelle sue infantili predilezioni – gelati, granite, cannellini… – , nelle sue simpatie e idiosincrasie. Uomo più che stella del firmamento poetico.
Resta ancora il mistero della vera sepoltura del poeta – chi c’è nel monumento funebre che gli fu dedicato?
Resta ancora il mistero della vera natura del sodalizio tra Ranieri, la sorella Paolina e Giacomo Leopardi.
Ma il profumo della poesia leopardiana vince di mille secoli il silezio e resiste, come la ginestra sotto la lava, a qualsiasi rumor ottocentesco o contemporaneo…

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