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Ricevo e pubblico

(naturalmente ringrazio la professoressa gioia pace, presidente della sezione di siracusa della società dante alighieri):

http://www.dantesiracusa.com/cibo-e-letteratura/

“Cibo e letteratura” per l’ormai abituale appuntamento con la tradizionale cena di San Giuseppe del Comitato di Siracusa della Società Dante Alighieri nell’azienda vinicola Laganelli del Barone Vincenzo Gandolfo di San Giuseppe alla presenza di un numeroso pubblico e dinanzi ad un falò scoppiettante.

La base della conviviale è stato il tradizionale “maccu” di San Giuseppe, la minestra di legumi che è il piatto tipico dei festeggiamenti siciliani ed in particolare siracusani del Santo insieme ai pani devozionali. Non sono mancati altri cibi squisiramente letterari come gli arancini – Montalbano docet -, le crispelle al miele e le zeppole con la ricotta, il tutto innaffiato dai vini della Cantina Gandolfo.

La cena è stata inserita in un contesto culturale e musicale di grande rispetto: mentre scoppiettava il tradizionale falò la Socia d.ssa Carla Siena ha intrattenuto gli ospiti con un excursus tra letteratura e cucina citando numerosi brani che nel loro contenuto  hanno riferimento al cibo. E così ha letto dopo una veloce citazione del “Cantico di frate Sole” di San Francesco, alcune strofe de “Le cinquanta cortesie da desco” di Bonvesin da la Riva, in un curioso volgare padano-arcaico, per poi spaziare da Goldoni che in “Memoires” e nelle commedie è prodigo di riferimenti al cibo, in quanto parte integrante della vita quotidiana di tutti gli stati della società, Per l’Ottocento, non sono mancati i grandi romanzi,dai “Promessi Sposi” (il pane del perdono, le noci di fra’ Galdino…) sino al nostro Giovanni Verga.

Gli intervenuti hanno quindi gustato brani dai “Malavoglia” e dal “Mastro don Gesualdo”, ma anche dalla novella “Fantasticheria”. Un grande risalto per Luigi Pirandello, da “Liolà” a “La Giara”, da “Lumie di Sicilia” a “Ciaula”, con il commovente brano della lacrima della zì Scarda. Finale in bellezza con Eduardo De Filippo: il cibo è onnipresente, dai maccheroni dell’inizio di “Napoli milionaria!” al pranzo per il compleanno di Settebellezze, alla scena finale con il discorso del “ragioniere”, e poi “Natale in casa Cupiello”, “sabato, domenica e lunedì” ed infine la celeberrima scena del caffè in “Questi fantasmi!”.

La serata è stata accompagnata dalla chitarra del brillante musicista Valerio Massaro, e dalle parole di Maria Lucia Riccioli con le poesie in dialetto siciliano dedicata a San Giuseppe e ai padri di oggi, spesso molto diversi dal padre putativo di Gesù, “onestu, travagghiaturi e piu”.

 

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