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70mo genetliaco per Franco Battiato.

Auguri maestro! Si riprenda presto e completamente…

http://www.repubblica.it/spettacoli/people/2015/03/22/foto/franco_battiato_70_di_questi_giorni_anche_senza_festeggiamenti-110196205/1/?ref=twhr&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter#1

Ripropongo l’articolo uscito su LA CIVETTA DI MINERVA del 6 marzo scorso…

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Tra gli eventi dell’associazione “Cromosoma Hyblon”, presieduta da Nino Motta, che propone non solo film d’essai ma anche incontri e dibattiti, domenica 1 marzo il Cine Teatro Aurora di Belvedere ha ospitato la presentazione di “Attraversando il Bardo – Sguardi sull’aldilà”, ultimo lavoro di Franco Battiato in dvd più libro.

“Sora nostra morte corporale”, come la chiamava San Francesco, nel mondo materialista di oggi – postilluminista, postmoderno, post ogni cosa, forse contemplante le proprie stesse rovine, incapace di andare oltre il culto della dea ragione, scientista, scettico e disilluso, preda dei mostri che esso stesso ha generato, in primis l’avidità di denaro e la sete di potere – è sfrattata non solo dal dibattito culturale ma anche dal pensiero, come ben sottolineava Carlo Muratori, che ha introdotto e moderato il dibattito seguito alla visione del filmato.

Si tratta di un dvd di grande interesse, realizzato con afflato poetico – immagini e musica, insieme alle interviste, concorrono alla suggestione del lavoro – e che ha coinvolto, tra gli altri, Manlio Sgalambro, una Alba Rohrwacher in veste di dicitrice e Cristina Coltelli, Arlecchino del teatro italiano. Ricercatori indipendenti, filosofi, psicologi ed esponenti di varie confessioni religiose vengono intervistati sul tema della morte, vista non come fine della vita biologica e della coscienza, ma come attraversamento, come chiave d’oro per un nuovo stato di coscienza, in cui forse la stessa coscienza si fonde con l’infinità del tutto, senza principio né fine né centro.

Ecco allora Shopenhauer, Jung, la sapienza orientale del buddismo – Kathmandu e Lama Mollam – e il richiamo ai grandi mistici dell’Occidente, come San Bonaventura da Bagnoregio, Santa Teresa d’Avila, San Giovanni della Croce, con la loro via all’Assoluto fatta di ascesi, preghiera e meditazione, per costituire una sorta di ars moriendi, in preparazione all’unico evento certo dell’esistenza: ignoranza e oblio ci hanno fatto mettere da parte millenni di riflessioni, poesia e arte sul tema (come non pensare a Seneca, ai greci, ai saggi tutti dell’antichità che insistevano sull’avere la morte come compagna di vita per relativizzare le sofferenze terrene e migliorare la porzione temporale che ci è toccata in sorte? O ad un poeta come Dante, che alla morte di Beatrice osa scrivere Morte, assai dolce ti tegno, / tu devi ormai esser cosa gentile, / poiché tu se’ ne la mia donna stata?).

Franco Battiato, che al termine della proiezione non si è sottratto al confronto serrato e divertito, interessato e ironico, sia con Carlo Muratori che con i presenti in sala, non è nuovo a queste tematiche: la mistica è stata sempre al centro dei suoi interessi personali ed artistici e quando gli chiedevamo se la sua concezione della morte fosse mutata – pensavamo alla splendida canzone “La porta dello spavento supremo”, bellissima metafora per tentare di definire la morte –, ci ha risposto parlando del “Libro tibetano dei morti”, che l’ha sconvolto e attratto insieme fin dalla prima lettura.

Proprio dalla tradizione buddista viene il concetto di Bardo, un interregno tra la morte e i successivi stadi evolutivi o regressivi della coscienza.

Ci piace comunque interpretare il titolo anche con un gioco di parole: il bardo inteso come cantore può essere Battiato stesso, attraversato dal pensiero della morte, che informa molte delle sue scelte anche artistiche. Una sorta di “Crossing Battiato”.

La Sicilia, con i suoi paesaggi a volte scabri, metafisici, come Selinunte, le cave di Cusa, il cretto di Gibellina o lo splendido complesso dell’Argimusco caro agli archeoastronomi come Andrea Orlando, luogo principe in cui la luce e il lutto trovano una sintesi miracolosa di bellezza, è sfondo principe del video ed essa stessa silenziosa ma eloquente interlocutrice di questo dialogo di Franco Battiato con “sora nostra morte corporale”.

Qui pubblico qualche fotografia di domenica 1 marzo… una mattinata presso il Cine Teatro AURORA di Belvedere (SR): l’Associazione culturale CROMOSOMA HYBLON ha ospitato Franco Battiato e il suo ultimo lavoro ATTRAVERSANDO IL BARDO, dvd + libro.

Anfitrione il nostro Carlo Muratori…

Il Cine Teatro Aurora…

Sipario…

Carlo Muratori e Franco Battiato.

Sebastiano Burgaretta durante il dibattito.

http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Battiato

 

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