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http://www.nuovosud.it/24242-cultura-siracusa/quannu-%E2%80%98u-signuri-passava-p%E2%80%99%E2%80%99o-munnu-presentato-siracusa-il-libro-di-maria

BOOK FESTIVAL

“Quannu ‘u Signuri passava p’’o munnu”, presentato a Siracusa il libro di Maria Lucia Riccioli

“Un popolo può essere messo in catene, spogliato; gli si può togliere il lavoro, il passaporto, il tavolo dove mangia, ma rimane sostanzialmente libero”. La libertà a cui allude Ignazio Buttitta nella poesia Lingua e dialetto è il possesso di una propria cultura e di una propria lingua attraverso cui un popolo può esprimere se stesso. E in questa lingua, il dialetto siciliano, usato come uno strumento duttile e comunicativo, Maria Lucia Riccioli, colta e raffinata scrittrice siracusana, ripercorre una storia secolare di tradizioni, religione, morale nella sua raccolta di racconti in versi Quannu ‘u Signuri passava p’’o munnu, presentato ieri all’Ippodromo in occasione del Book Festival di Siracusa. Attraverso le potenti corde poetiche della Riccioli il dialetto vibra in una voce senza tempo, in una inconfondibile pronuncia, in una mimica espressiva, ribellandosi a un vero e proprio genocidio linguistico. Gesù, uomo tra gli uomini, umile predicatore, depositario di una saggezza antica, vaga per le strade del mondo in compagnia dei suoi discepoli e incontra l’umanità tutta, con il suo fardello di vizi. Perennemente in bilico tra la salvezza e la dannazione, tra la rinuncia e la tentazione è il personaggio di Pietro, “l’apostulu cchiù curiusu, ‘u chhiù sprurenti, ribelli e ‘nsistusu”. Ma lo straniamento che l’indeterminatezza della dimensione spazio-temporale crea nel lettore chiama quest’ultimo in causa attraverso un processo di identificazione con quella umanità ottusa a recepire gli insegnamenti cristologici: “Ascutatili viatri macari, rapennu ‘aricchi ma cchiù assai ‘u cori”. Perché l’uomo di ogni tempo, parafrasando Quasimodo, rimane quello della pietra e della fionda, con la sua scienza esatta persuasa allo sterminio, senza amore e senza Cristo: “St’omini! Sempri ‘n guerra, tinti e nnimici r’ogni cosa santa”. Dunque, i racconti in versi di Maria Lucia Riccioli, nella loro atemporalità, diventano, secondo l’intuizione di Maria Bella, il Vangelo del popolo, la legge morale consegnata dai padri ai figli. All’innata capacità affubulatoria dei nonni la scrittrice attribuisce il merito di averle trasmesso il valore di un patrimonio culturale costituito da apologhi, proverbi, racconti appartenenti alla tradizione popolare, e, in particolare cantastoriale, tramandato attraverso la dimensione dell’oralità, e la padronanza di quella che definisce la “lingua mater”, il dialetto siciliano. Tuttu passa. ‘A so’ parola nun mori. Un invito a non tradire la proprie radici linguistiche: la vita e la storia di un popolo si possono capire se vengono espresse nella sua lingua, perché un popolo può imparare una lingua straniera, ma non può pensare e ideare se non nella propria.

Articolo di:
Anna Di Carlo
Ringrazio l’amica e collega Anna Di Carlo per la disponibilità e la competenza con cui ha indagato il mio libro…
Ha citato la professoressa Maria Bella, figlia del poeta e cantastorie mascalese Turiddu Bella e poetessa lei stessa.
Mi ha commosso il riferimento a Buttitta, che ho sempre letto vibrando di tristezza e rabbia insieme per la dispersione del tesoro nascosto in questa nostra bellissima lingua.
E a Quasimodo, che leggo e amo fin dai tempi della scuola, con il suo sguardo eterno sulle vicende umane.

Ecco del materiale per saperne di più.

La copertina:

Copertina Riccioli

Il booktrailer:

Il video che festeggia il primo anno della casa editrice:

Aria fresca, che pure sa d’antico e che d’antico serba la fragranza, è quella che si respira e si gusta leggendo questi racconti in versi di Maria Lucia Riccioli, la quale in essi si rivela narratrice, anzi poetica raccontatrice, d’antico stampo popolare, quasi una specie di contastorie in proprio, aggiornata cioè al tempo d’oggi e quindi libera nel piegare il ricco patrimonio lessicale siciliano all’esigenza della comunicazione che la vita attuale impone (Sebastiano Burgaretta)

Questa è la quarta di copertina, dono insieme alla splendida prefazione, dell’etnologo docente e poeta Sebastiano Burgaretta.

Ringrazio Maria Rita Pennisi e Orazio Caruso, curatori della collana Fiori Blu nella quale è uscito il volume.

Il libro è stato presentato a settembre presso La Feltrinelli di Catania, ad ottobre presso il Centro Studi di Tradizioni Popolari Turiddu Bella e a novembre presso il Liceo Corbino-Gargallo di Siracusa.

Ho tenuto dei reading a Solarino e Floridia in occasione della mostra “E’-Vento d’arte” ed ho partecipato all’evento “101 Poets for Change” al MOON di Ortigia (SR). Ne abbiamo parlato anche ad Avola presso la Libreria Mondadori il 6 dicembre con la cara Paola Maria Liotta e giorno 4 gennaio ho tenuto un incontro con l’autore insieme ad Alfio Grasso presso la Cantina Bonaccorsi di Aci Bonaccorsi (CT).

Giorno 17 gennaio alle 17.30 ne ho parlato con Maria Rita Pennisi per la FIDAPA di Acireale e BPW Italy presso la Sala Scacchiera del Resort San Biagio in via Gozzano 2 ad Acireale (CT), mentre il 2 marzo scorso al Teatro Verga di Catania sono stata ospite di VOLONTARIATO IN… SCENA! condotto da Egle Doria, spettacolo durante il quale ho letto due cunti dal mio libro.

A fine marzo ho invece registrato la settima puntata della trasmissione BUC di Simona Lo Iacono per ZERONOVEWEBTV.

Venerdì 17 aprile scorso invece sono stata ospite del Gold Elephant World Festival – Street Food Cinema di Catania, presso il SAL di Via Indaco, per un reading del libro, mentre il 25 aprile presso l’Ippodromo del Mediterraneo ho presentato i miei cunti insieme a Vladimir Di Prima e all’editore Alfio Grasso in occasione del Siracusa Book Festival.