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Ecco uno dei miei ultimi articoli per LA CIVETTA DI MINERVA…

http://www.lacivettapress.it/online/index.php?option=com_content&view=article&id=587:lo-scrittore-andrea-de-carlo-si-confronta-con-gli-studenti-su-musica-e-scrittura&catid=17&Itemid=121

CULTURA

Lo scrittore Andrea De Carlo si confronta con gli studenti su musica e scrittura

Lo scrittore Andrea De Carlo si confronta con gli studenti su musica e scrittura

Molte domande sul suo ultimo romanzo “Cuore primitivo” e sulla sua produzione meno recente – come i libri “Treno di panna”, “Uccelli da gabbia e da voliera”, “Due di due”. “Giovani passano cinque anni a studiare greco e latino e altri cinque a studiare filosofia solo perché non sanno cosa fare”

Presso l’Auditorium dell’Istituto “Insolera” di Siracusa, i ragazzi del Liceo Polivalente “Quintiliano” hanno incontrato lo scrittore Andrea De Carlo nell’ambito del progetto “Amico Libro” – che ha visto la presenza di autori come Lia Levi, Gherardo Colombo e Dacia Maraini -, organizzato grazie all’intesa con le librerie Cavallotto di Catania, rappresentate da Luisa Cavallotto.

Alunni sia del Liceo classico che del linguistico, delle Scienze umane e dello Scientifico-tecnologico, accompagnati dai rispettivi docenti, hanno posto domande allo scrittore, sia sul suo ultimo romanzo “Cuore primitivo” che sulla sua produzione meno recente – come i libri “Treno di panna”, “Uccelli da gabbia e da voliera”, “Due di due”.

Andrea De Carlo ha risposto alle domande dei ragazzi spaziando anche sul suo metodo di scrittura, sulla passione per la musica che spesso è un leitmotiv dei suoi libri, riflettendo con loro su quanto ci sia di reale nella scrittura e quanto sia filtrato dalla letteratura, sull’importanza del ritmo – punteggiatura e scelta delle parole determinano la musicalità di un testo – e ha letto qualche pagina dei suoi romanzi.

Le tematiche dei libri di De Carlo, l’amore e l’amicizia su tutte, oltre all’insoddisfazione, al senso di fuga, alle difficoltà di comunicazione, al contrasto fra la città e la natura – la Milano metropolitana e le montagne, i boschi, il mare, i paesaggi vissuti dai protagonisti delle sue storie – sono tali da suscitare l’interesse degli adolescenti, anche se l’autore è felice di scoprire come tra i suoi lettori ci siano persone di generazioni differenti.

Dumas e “I tre moschettieri” il primo libro che ha entusiasmato l’autore: viaggiare con l’immaginazione nel tempo e nello spazio è uno dei doni della lettura e d’altronde il viaggio è una delle costanti dei personaggi di De Carlo.

Facevamo notare a De Carlo la felicità della metafora della gabbia per significare la parola, che inscatola un concetto e quasi lo imprigiona, lasciandoci col dubbio di averne colto davvero l’essenza, e sulla “profeticità” di alcune pagine: in “Uccelli da gabbia e da voliera” l’estraneità all’Italia, il tedio di Malaidina e Fiodor, pur immaginati nel 1982, risultano ancora attuali.

«Però tu non hai idea di che schifo di situazione c’è in questo paese. Non hai idea, tutta la gente che va a scuola e perde cinque anni a studiare greco e latino e altri cinque a studiare filosofia solo perché non sa cosa fare e non riesce a trovare nessun lavoro e nessuna casa da nessuna parte e vive con i genitori fino a trent’anni e comincia ad avere una sua vita solo quando ormai è stufa e non le interessa più niente».

Soddisfatti sia il dirigente scolastico, dott. Giuseppe Mammano, che ha introdotto l’incontro sottolineando l’importanza della lettura nella formazione dei ragazzi, e le docenti responsabili del progetto, Donatella Guarino ed Elisabetta Giarrizzo.

Uccelli da gabbia e da voliera

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