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Lo sportello Antiviolenza Diana di Termini Imerese e lo Sportello Antiviolenza Diana di Gangi, con il patrocinio del Parco delle Madonie, del Comune di Petralia Soprana, del Comune di Gangi, dell’associazione Onlus Nel cuore delle Madonie, di Cittadinanza attiva Petralia Soprana , di Ponti e Arcobaleni Onlus, di life onlus “Centro aiuto alla vita” , Pro -LocoPetralia Soprana, FIDAPA della sezione di Gangi, hanno invitato tutti a Petralia Soprana, Piazza Duomo, ore diciotto, alla manifestazione “mai più scarpe senza Donne”.

“Scarpe rosse, una storia che viene da lontano.
È stata l’artista messicana Elina Chauvet a raccontare per prima,
attraverso un’invasione di calzature rosse, il fenomeno del femminicidio. Il suo progetto “Zapatos Rojos” fu realizzato per la prima volta nel 2009 a Ciudad Juárez, la città di frontiera nel nord del Messico dove è nato il termine “femminicidio” (là, infatti, a partire dal 1993, centinaia di donne vengono rapite, stuprate e uccise con totale impunità per gli assassini). ” l’evento si ispira proprio all’idea di Elina Chauvet, la quale ha autorizzato lo stesso.
le scarpe sono state fornite da Olga Mangiapane
All’interno della manifestazione, sono state lette anche delle poesie sulla violenza di genere
Ph e grafica Gero Cordaro

 

Ringrazio Maria Vittoria Cerami per l’onore che mi fa per la seconda volta: ha letto il mio racconto UN PAIO DI SCARPE ROSSE.

Questa è una storia che parte da lontano…

 

La Carovana degli Artisti è un’associazione che dedica da tre anni un concorso letterario – “Inchiostro e anima” – a figure della storia e dell’arte siciliana.

La seconda edizione è stata dedicata a Franca Viola, che osò ribellarsi al suo violentatore e fece puntare i riflettori sull’infamia dei matrimonio riparatore. Un esempio di voce che si alza contro la prepotenza e la sopraffazione, specie sulle donne.

http://it.wikipedia.org/wiki/Franca_Viola

Ho avuto l’onore di ottenere il terzo posto con uno dei miei racconti… che poi è stato letto qui:

https://www.radionomy.com/en/radio/radioquatzarts

ed è stato anche letto da Maria Vittoria Cerami, che si batte da anni con passione e competenza contro il femminicidio e la violenza di genere sia professionalmente che dal punto di vista della sensibilizzazione culturale sul tema, in una scuola di Petralia Soprana (PA).

Sono stata lieta di partecipare a questo concorso, sia per il tema, sia per la figura di Franca Viola, sia per il fine meritorio della vendita delle antologie del concorso.

Il 25 novembre scorso, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il mio racconto è stato letto a Noto da Miriam Scala in occasione della presentazione dell’antologia INCHIOSTRO E ANIMA (ringrazio ancora una volta sia l’assessora Cettina Raudino che gli amici del concorso), il tutto nella Sala di Lettura della Biblioteca comunale Principe di Villadorata.

Vi ricordo che scrivendo a Giusy Cancemi Di Maria potrete richiedere il libro.

Inchiostro e anima 2014

UN PAIO DI SCARPE ROSSE

Io e mia sorella viviamo in una grande casa.

La nostra stanza è piccola ma confortevole e abbiamo tante amiche con cui vivere e giocare insieme quando la nostra padrona dorme.

Noi scarpe siamo fatte così: sorelline nate assieme, a passeggio al lavoro nella scarpiera, sempre insieme.

La nostra felicità è farci scegliere da una vetrina – prendi noi, prendi noi! Riuscite a sentirci quando lo diciamo? –, stare ai piedi della nostra padrona, farla camminare comoda, renderla più elegante e bella. Perché no? Farla felice.

La nostra padrona si chiama Lidia. Ci tratta benissimo: ci spolvera, ci pulisce, ci spazzola. Non ci tira mai per aria quando torna a casa, neanche quando è stanca morta o quando è arrabbiata. O triste.

Come ieri.

Ma cominciamo dalla punta. Perché se fosse per mia sorella inizieremmo dal tacco.

Allora. Noi scarpe nasciamo in coppia, invece le donne il compagno se lo devono cercare. O è lui che cerca loro.

Lidia un giorno è tornata contenta come un’infradito il primo giorno di mare: aveva conosciuto un uomo affascinante e gentile.

Per uscire la prima sera con lui ha scelto proprio noi, che emozione!

Quando è tornata a casa insieme a lui siamo tornate nella scarpiera come sempre, ma eravamo fiere di noi stesse: Lidia quella sera era bellissima anche grazie a noi…

Per un po’ di tempo è filato tutto liscio.

Poi sono iniziate le discussioni, le urla, i pianti.

Una sera addirittura lui ci ha fatte volare per aria:

˗ Perché ti metti ’ste scarpe? Sembri una puttana, sembri… le metti perché stasera viene anche lui?

E giù schiaffi.

È andata sempre peggio, da allora.

˗ Me ne vado.

Finalmente Lidia ha trovato il coraggio di dirglielo.

Lui ha pregato, supplicato. Poi ha minacciato.

Ma lei niente. La valigia era pronta, gli scatoloni pure. C’eravamo anche noi, fasciate nella carta velina.

Mia sorella adesso vorrebbe arrivare al tacco. Sinceramente anche io.

Ma non sappiamo come sia finita.

Noi siamo ancora nella carta velina. Vuote.

E la nostra padrona ancora non è tornata.

Ecco qualche foto…

Da notare… l’antologia INCHIOSTRO E ANIMA!

Il minuto di silenzio, suonato magistralmente con la tromba da Amedeo Federico per ricordare le 152 vittime dello scorso anno, ha aperto un pomeriggio di condivisione, con riflessioni, poesie, intenti e programmi, chiuso dalla domanda di un bambino” io vorrei sapere perche gli uomini uccidono le donne e le donne non uccidono gli uomini .

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