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Stasera presso la Casa del Libro Rosario Mascali di Siracusa presenterò il libro di Alessio Grillo IL GATTO GEREMIA, una fiaba per bambini uscita per i tipi di Algra editore.

Come un cerchio che si chiude… infatti sarà con me Luigi La Rosa, amico giornalista scrittore docente di scrittura creativa che ha visto nascere la mia prima creatura letteraria, presentata proprio il 27 febbraio 2011, quando si aprivano le celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia… Era il mio primo romanzo, FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, incentrato sulla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa.
Non solo.
Alessio Grillo ha ideato per quel libro la splendida copertina…

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Che poi divenne questa… per la riedizione del 2013.

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Sono stati cinque anni intensi: presentazioni, recensioni, premi… persone luoghi memorie indelebili intorno ad un libro che resterà sempre nel mio cuore.

Mariannina Coffa rivive, in una sorta di renaissance critica e creativa…

In SALE, che ho recensito per LA CIVETTA DI MINERVA…

Maria Lucia Riccioli scrive di SALE su La Civetta in edicola (22 gennaio 2016)

Sono veramente felice di aver intervistato Carlo Muratori per LA CIVETTA DI MINERVA in occasione dell’uscita del suo nuovo lavoro, SALE.

Oggi sul sito è uscita la versione digitale dell’articolo…

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=1252:sale-l-ultimo-lavoro-di-carlo-muratori-15-brani-bellissimi&catid=17&Itemid=143

“Sale”, l’ultimo lavoro di Carlo Muratori: 15 brani bellissimi

Maria Lucia Riccioli Venerdì, 05 Febbraio 2016 16:52

“Chianta-storie” che incanta e stupisce, accarezza e scuote insieme. Storie nel segno del sale: memorie di paese a seguire il filo di parole storpiate, miracoli che sgorgano da lacrime e gesso (la Madonnina di Siracusa in Raggi d’argento), vicende di mare amaro e malioso insieme, di donne e di dee petrose…

Cloruro di sodio. La semplice formula non ci spiega però la sconfinata valenza, la ricchezza di riferimenti storici, geografici, letterari e artistici, economici e sociologici legati al sale. Sale è mare, sale è lacrima e gioia di cibi succulenti, sale è conservazione di cibi e corpi, sale è il “salario” dei milites romani, è il sale di “salèra” di “Briscula ‘n cumpagni” di Martoglio – e “mutu cu sapi ‘u jocu!” –, salato è il pane dell’esilio di Dante Alighieri e dei profughi migranti senzapatria d’ogni latitudine e tempo, sale è il sudore salso della fatica, l’ossa c’ ‘o sali si mangiano per rabbia o per disperazione, sale è l’altro elemento delle tabaccherie d’un tempo, quando sul sale si pagava dazio.Sale è storia di carovaniere e di piste, di miniere di salgemma, di abissi e saline, è Trapani Mozia Priolo.

Sale è l’equilibrio delicato della chimica della nostra vita, sale è sapienza, sale è sapere e sapore, che non a caso sono parole dalla stessa origine. Sale della terra è l’uomo di buona volontà, il cristiano che con la gioia della fede e la carità operosa e alitata di speranza porta un nuovo gusto nella vita propria e altrui – guai ad essere insipidi, sciapi, “scìpiti” diremmo nel nostro saporoso sapido dialetto, guai a divenire statue di sale.

Solo la narrazione, solo le storie dipinte scritte cantate suonate possono tentare di restituire la collana iridescente d’acqua e cristalli che è tutto ciò che ruota intorno alla parola “sale”.

“Sale” è il titolo dell’ultimo lavoro di Carlo Muratori, “chianta-storie” che incanta e stupisce, accarezza e scuote insieme: i quindici brani del lavoro, uscito per “Squilibri” in un formato elegante e originale – il cd è racchiuso in un libro in brossura con i testi e le traduzioni delle canzoni,  le riflessioni sulla genesi di musica e parole e il significato del percorso di ricerca che sta alla base del progetto – declinano storie nel segno del sale: memorie di paese a seguire il filo di parole storpiate e incomprese ma dal fascino incantatorio come di formule di mavàre (Jancu e finiòsa), storie di miracoli che sgorgano da lacrime e gesso (la Madonnina di Siracusa in Raggi d’argento), storie di mare amaro e malioso insieme, di donne e di dee petrose e dolci a un tempo, di attualità e Storia brucianti entrambe come sale su ferite antiche e nuove.

Ironica e suadente, tenera e graffiante, la voce di Muratori si scioglie come sale nell’acqua di arrangiamenti “folk” nel senso più alto – mai folkloristici –, nel segno del ricordo di antiche vanniate e canti di lavoro, aperti a suggestioni maghrebine (splendida Elisa Nocita in “L’esodo”, canzone dal respiro mitico, sontuosa e suggestiva), alla dolcezza degli archi del Quartetto indigeno e al pizzicare ritmico-melodico dell’arpa di Laura Vinciguerra, all’allegria prorompente della banda di Michele Netti, con esiti quasi da American jazz band mescidata con altre suggestioni del Nuovo continente, senza dimenticare fisarmonica percussioni e fiati – con Daniele Sepe e Mario Arcari a fare da importanti presenze.

Testi intensi, mai banali o puntellati di zeppe, originali o ispirati ad antichi anonimi rivisti secondo la lezione di Buttitta e Uccello – struggenti e urticanti le storie di Bronte col sacrificio di Nico’ Lombardo e di Nunzio, l’innocuo scemo del paese che nonostante il poco sale in zucca spaventa Bixio e i “cappeddi”.

Di che lagrime grondi e di che sangue il nostro Risorgimento – memorabile il tour di Muratori legato alle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia nel 2011 – lo sanno il siciliano divenuto di colpo “taliàno” cui presta la voce anche Peppe Voltarelli e la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, di cui Muratori in “Sale” musica il sonetto “Ombra adorata”, omaggio ad una donna e ad un’artista che meriterebbe di essere maggiormente conosciuta oltre i confini della Sicilia per il timbro originale della sua poesia e del suo spirito e per il tentativo di affermazione individuale attraverso la vita e l’arte nonostante i condizionamenti atavici e le ferite degli uomini e della Storia.

Dopo l’anteprima al teatro Tina di Lorenzo di Noto il 6 gennaio scorso, dopo le presentazioni alla Feltrinelli di Catania e presso Lettera 22 qui a Siracusa, il tour siciliano di Carlo Muratori fa tappa al Cineteatro Aurora di Belvedere (SR) proprio il 20 gennaio, in coincidenza con l’uscita di “Sale” sul mercato italiano.

La Civetta ha incontrato per voi l’artista siciliano, che con questo disco – maturo, ricco ed essenziale insieme proprio come il cloruro di sodio che è il Leitmotiv di tutto il lavoro – adesso è pronto ad affrontare le platee del “Continente”.

Soddisfatto dell’accoglienza riservata a “Sale” finora?

Ci aspettavamo un bel riscontro, ma siamo andati oltre ogni più rosea aspettativa.

Da dove viene questo titolo così realistico e metaforico insieme?

I brani sono stati scritti in momenti differenti e sono affiorati da motivi differenti, dopo sette anni di silenzio.

Quando il lavoro è terminato cercavo un titolo che potesse legarli uno all’altro e mi sono chiesto come mai la parola “sale” ricorresse così spesso e costantemente: penso alle lacrime, al valore conservativo del sale in senso sia fisico che memoriale, al sale come elemento sapienziale che dà gusto alle cose, che esalta il sapore. È così che ho trovato la chiave di apertura e spiegazione di tutto il lavoro.

Raccontaci del rapporto con i musicisti: come avete lavorato?

È stato tutto un lavoro di artigianato locale. Abbiamo registrato in campagna, da me, lavorando però in sinergia con Stefano Melone sia in fase di preproduzione che in corso d’opera, con scambi continui, suggerimenti, proposte, finché poi non è venuto da Pesaro in Sicilia per rifinire il tutto con gli archi e naturalmente successive sono state le fasi di missaggio e tutta la postproduzione.

Com’è stato cantare con Franco Battiato reinterpretando in dialetto siciliano “Povera patria”? Molto interessante è vedere come le vostre voci così diverse risultino complementari. L’arrangiamento appare molto indovinato perché riprende molto il Battiato elettronico.

È stata un’emozione incredibile che mi porterò dentro per tutta la vita. È stato proprio Franco ad insistere perché cantassimo insieme il ritornello, io all’ottava bassa e lui a quella alta, abbracciati a dividere il microfono.

La mia traduzione è molto legata alla Sicilia, allo strazio subito dalla “nostra” patria. Verissimo, l’arrangiamento elettronico in “Sale” stravolge l’impianto della canzone di Franco ma non la tradisce: lui stesso ha sposato con entusiasmo questa interpretazione del suo pezzo.

Sai di certo delle polemiche sul lavoro di Antonino Uccello e di quelle sorte intorno alle parole di Vecchioni o ai fatti di Colonia. Qual è la tua risposta come siciliano?

A queste polemiche non si risponde certo rintuzzando le accuse ma con la civiltà forte del pensiero, con ciò che siamo concretamente. Il siciliano non è branco ma Dolce stil novo, in cui la donna era come una “dìa”.

E se durante il mio tour al Nord qualcuno dirà che questo lavoro non sembra siciliano – per la cura o l’originalità – metterò avanti Verga, Pirandello, tutta la creatività del nostro fare e produrre. Già l’idea stessa del formato ideato qui in Sicilia per Squilibri si pone come un’innovazione: “Sale” è un CD book, è musica da leggere e da ascoltare, è un oggetto realizzato manualmente, con cura artigianale (penso alla tipografia calabrese dove è stato realizzato curando i minimi dettagli) e sarà l’apripista di altri “prodotti” pensati come dei libri e che escono dal circuito dei negozi di dischi per essere proposti nelle librerie, per cercare il pubblico delle università – l’ufficio stampa di Squilibri è in fermento per proporre “Sale” al Nord – e per i suoi tipi usciranno ad aprile Peppe Voltarelli con una reinterpetazione di Otello Profazio e poi Lucilla Galeazzi.

“Sale” è infatti anche un bell’oggetto, esteticamente parlando. Lo arricchiscono delle fotografie molto suggestive, in cui la bellezza dei luoghi convive con la violenza del degrado che li deturpa, creando un contrasto significativo – mare luminoso e livido, scogli e ciminiere, catrame e sale.

Dove sono state scattate?

A Funnucu novu. Avrei potuto cercare luoghi più “patinati” ma ho preferito questa bellezza contrastata, violata. Marina di Melilli mi è sembrata l’ambientazione più giusta.

Com’è stata l’esperienza della tua visita alle miniere di Realmonte?

Indescrivibile. È un luogo unico al mondo: le viscere della terra da cui nasce il sale di miniera.

E pensare che ogni giorno parte da Agrigento una nave carica di salgemma sgorgato dal cuore caldo della Sicilia alla volta di Canada e Stati Uniti, per sciogliere i ghiacci invernali. Uno dei grandi paradossi di questa nostra terra.

La Sicilia, che non ci stanchiamo di amare narrandola e cantandola come fa Carlo Muratori.

SALE 2

Il sonetto OMBRA ADORATA di Mariannina Coffa nel bellissimo CDbook. Viene riportato proprio il manoscritto originale con le varianti, entrambe proposte nei ritornelli della canzone di Carlo Muratori.

SALE

Che onore… essere citata e ringraziata insieme alle amiche Cettina Raudino – amministratrice sensibile e illuminata – e Marinella Fiume, scrittrice e storica di vaglia, donna eclettica e “sensitiva” – in questo lavoro bellissimo… grazie a Carlo Muratori!

Ma non è la prima volta che scrivo di questo chianta-autore (come ama autodefinirsi)…

In studio con Carlo Muratori per parlare di musica, concerti e del suo nuovo portale appena lanciato

LA CIVETTA DI MINERVA, 28 febbraio 2014… Carlo Muratori riceve l’ennesimo premio per la sua attività di chianta-storie, di musicista, di autore, di divulgatore…

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Qui invece un altro articolo in occasione dell’incontro con Franco Battiato, la cui splendida canzone POVERA PATRIA è stata tradotta da Carlo Muratori in siciliano e che potete ascoltare nel cd. Un duetto d’eccezione…

http://www.lacivettapress.it/online/index.php?option=com_content&view=article&id=512:riflessioni-con-franco-battiato-sulla-sora-nostra-morte-temporale&catid=17&Itemid=121

Nel cd dicevo che è presente un brano al quale sono particolarmente legata… OMBRA ADORATA.

Perché?

Il testo è un sonetto di Mariannina Coffa Caruso, la protagonista del mio romanzo storico FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

Il tour POVERA PATRIA di Carlo Muratori, dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia, ha ospitato nel 2011 questa splendida canzone che ora rivive in SALE (ricordo anche che Carlo Muratori eseguì il pezzo a Noto in occasione del convegno a Palazzo Impellizzeri su Mariannina Coffa e poi a Palazzo Gagliardi…).

https://www.youtube.com/watch?v=cnbBv-mz5iE&feature=share (ecco un’esecuzione live di OMBRA ADORATA)

Il testo di Mariannina Coffa… un sonetto bellissimo e intenso.

Che mi valse l’ingegno, il core e l’arte
Se te perdendo ogni Ciel perdei?
Se il nume che fu vita ai sogni miei
Mi condanna tacendo e si diparte?
Oh se vedrai queste dolenti carte
Che d’un alito ignoto accendi e bei
Saprai ch’ove sospiri, e piangi e sei
Ivi piange il mio core a parte a parte.
Saprai ch’io t’amo, ed è miracol novo
La vita mia… perché son morta e vivo,
E là dove non sei me non ritrovo!
Saprai, ch’ombra adorata, a me d’accanto
Ti riveggio pur sempre o sogno o scrivo
E più che il labro tuo trovo il tuo pianto.

Testo di Mariannina Coffa (Noto 1841-1878)

E qui lo splendido video girato nella miniera di salgemma di Realmonte (AG) a duecento metri di profondità… riconoscerete Stefania Cannata al violoncello, Francesco Bazzano al bodran, Christian Bianca al violino, Matteo Blundo alla viola… regia di Gian Maria Musarra, produzione Stefano Melone – autore degli arrangiamenti degli archi, sognanti meravigliosi evocativi -, assistente di produzione Alina Catrinoiu.

(courtesy of Italkali)

http://www.carlomuratori.it/album-sale-carlo-muratori.php

Sale

Tutti voi conoscete il mio interesse per la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa Caruso.

Ho scritto un romanzo storico su di lei, FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, pubblicato per i tipi di Perrone Lab nel 2011, in occasione del centocinquantesimo anniversario deòll’Unità d’Italia.

Il romanzo è poi stato ripubblicato per i tipi de L’Erudita editrice nel 2013.

Il libro è stato presentato a Siracusa presso il Palazzo della Cultura di Siracusa (Palazzo Impellizzeri) da Luigi La Rosa e Simona Lo Iacono il 27 febbraio 2011.

Successivamente è partita la tournée di presentazioni che ha toccato Acireale (Istituto Brunelleschi, Fidapa), Catania (Istituto Lombardo Radice, Cafè de Flore), Palermo (Libreria Modusvivendi), Raffadali (Le Cuspidi), Siracusa (Liceo “M.F. Quintiliano”, Istituto comprensivo “Paolo Orsi”), Roma (Chiesa di Santa Lucia al Gonfalone).

È stata tra i relatori del convegno dedicato a Mariannina Coffa con un intervento sul trattamento romanzesco della poetessa (Noto, Palazzo Impellizzeri, Archivio di Stato, 12 aprile 2011).

Un dibattito sul suo romanzo e le donne del Risorgimento è uscito su “Letteratitudine” e su “Flannery”; il libro è stato recensito, tra gli altri, da Luigi La Rosa su “Centonove”, dalla scrittrice e giornalista Lucia Corsale (La Sicilia), da Maria Rita Pennisi (La Sicilia), dallo scrittore e giornalista Remo Bassini (La Nuova Sesia), da Loredana Faraci (La Repubblica, edizione di Palermo), da Luisella Pacco (Konrad).

Il romanzo è entrato nella top five relativa alla narrativa più venduta in Sicilia (La Repubblica, edizione di Palermo, 15 maggio 2011) ed è stato segnalato dal libraio Stefano Palumbo come libro rappresentativo della scrittura siciliana sempre su La Repubblica – Palermo.

Sono stata invitata al Letterando InFest di Sciacca, durante il quale ho presentato il romanzo insieme ad Elena Doni del gruppo “Controparola”, collettivo di giornaliste e scrittrici fondato da Dacia Maraini.

In occasione de “Il Maggio dei Libri 2012”, campagna nazionale per la promozione della lettura patrocinata dall’Unesco e dalla Presidenza della Repubblica, il romanzo ha vinto il concorso letterario per incipit di romanzi editi “InciZine – Regalami un incipit”, organizzato da Scripta volant e dall’Associazione culturale “Aliantide”. Una volanzine con l’incipit di “Ferita all’ala un’allodola” è stata distribuita gratuitamente in tutta Italia durante le manifestazioni collegate all’iniziativa.

Il 13 ottobre 2012 il libro è stato premiato come vincitore ex aequo della sezione “Frammenti letterari” nell’ambito del premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi”.

In occasione del convegno nazionale del 21 – 22 dicembre 2012 dedicato al bicentenario di Matteo Raeli ospitato al Palazzo Trigona di Noto un brano di “Ferita all’ala un’allodola” è stato inserito in un pannello e nel catalogo della mostra realizzata da docenti e allievi del Liceo “Matteo Raeli” di Noto.

Nell’aprile 2013 l’incipit di “Ferita all’ala un’allodola” è stato pubblicato, insieme alla sinossi e alla biografia dell’autrice, sul primo numero della rivista on line a cartacea POST SCRIPTA, a cura dell’associazione Aliantide.

Il romanzo è stato presentato durante la mostra-mercato “Io valgo” organizzata dalla FIDAPA di Siracusa presso i locali della Provincia regionale dal 21 al 23 maggio 2013 ed è stato rieditato nel giugno 2013 dalla casa editrice L’Erudita.

Il 9 giugno del 2013 l’autrice ha presentato il proprio lavoro editoriale presso il complesso di San Domenico a Palermo in occasione di “Una marina di libri”, manifestazione organizzata da Navarra Editore.  Ha preso parte inoltre all’estemporanea di scrittura presso la Cappella di Santa Barbara nell’ambito della stessa kermesse.

Il 29 giugno 2013 ha preso parte alla manifestazione “I Festa del Libro di Siracusa”, organizzata dalla Biblioteca comunale di Siracusa e da Tempo solidale: è stata protagonista di un incontro con i lettori ed è stata una delle autrici coinvolte nell’incontro-dibattito degli scrittori siracusani con la cittadinanza.

Nel gennaio 2014 è risultata finalista, insieme – tra gli altri – a Beatrice Monroy e agli scrittori di Leima edizioni, del Kaos festival di Montallegro (AG) con il suo romanzo.

L’8 febbraio 2014 presso la Casa del Libro Rosario Mascali di Siracusa si è tenuta una conversazione tra l’autrice e la scrittrice Annamaria Piccione a proposito della riedizione di “Ferita all’ala un’allodola”.

Il 14 febbraio 2014, presso la Sala Gagliardi di Noto,l’autrice è stata tra le relatrici di “Semaforo rosa”, convegno dedicato a “Mariannina e le altre” insieme a Marinella Fiume, avvocate, psicologhe e scrittrici sul tema della violenza contro le donne in nome di Mariannina Coffa. L’evento è stato promosso dal Comune di Noto con il coordinamento artistico dell’associazione “Lighea”.

Il 13 maggio l’autrice ha svolto una conferenza sul suo romanzo per la Fildis Teocrito di Siracusa presso l’I.T.C. “Alessandro Rizza” di Siracusa con il violinista Danilo Pistone.

1l 14 settembre 2014 nell’ambito del Premio letterario nazionale “Alessio Di Giovanni” il suo romanzo ha ricevuto una segnalazione di merito vincendo il premio della Presidenza.

Come relatrice Maria Lucia Riccioli ha partecipato al convegno SGUARDI PLURALI – inserito nelle manifestazioni di NOTO PER MARIANNINA.

 

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