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https://www.youtube.com/watch?v=VD5zyjZfVL8 (promo del concorso)

https://www.facebook.com/events/974126539327534/?active_tab=posts&__xt__=33.%7B%22logging_data%22%3A%7B%22profile_id%22%3A974126539327534%2C%22event_type%22%3A%22clicked_view_event_posts%22%2C%22impression_info%22%3A%22eyJmIjp7Iml0ZW1fY291bnQiOiIwIn19%22%2C%22surface%22%3A%22www_events_permalink%22%2C%22interacted_story_type%22%3A%221058178634193603%22%2C%22session_id%22%3A%22MTY0NzA2MDY0MiAwLjAwNzY4MzAwIDE0NjAxMjAzMjEgMTkxMDMzNDQwOQ%3D%3D%22%7D%7D

Vorrei che ricordassimo Mariannina Coffa tramite la lettura delle sue opere e la scrittura…

Ecco il link al bando del concorso letterario a lei dedicato. Grazie agli amici de LA CAROVANA DEGLI ARTISTI, ad Inchiostro e anima e a tutti coloro che lo stanno diffondendo.

BANDO

A grande richiesta La Carovana degli Artisti indice Il Premio Mariannina Coffa Caruso
– IV° Edizione –

“Amore o Maledizione?”

Dopo il successo della precedente edizione anche questo anno il concorso viene dedicato alla memoria della poetessa MARIANNINA COFFA CARUSO, nata a Noto (SR) nel 1841, la cui arte letteraria fu maledetta dalla famiglia del marito che fu costretta, dai genitori, a sposare.

La sua vita fu una lotta continua contro le sofferenze scaturite dalla separazione dal suo grande amore, Ascenso Mauceri, forzata e voluta fortemente dai genitori, e da una salute cagionevole, con a seguire la morte di due dei suoi quattro figli e la perenne lotta contro l’arcigno suocero e le sue convenzioni morali, rispetto alla natura poetica della nuora. Quest’ultimo le impediva infatti di scrivere, poiché egli considerava la poesia – e la cultura in generale – uno strumento di perdizione e disonestà, qualora affidato in mani femminili. Queste continue alterazioni la portarono a comporre versi sofferti, sino ad essere definita ‘poetessa maledetta’, a condurla alla solitudine ed, infine, alla morte.

Ed è proprio a partire dalla storia di Mariannina Coffa, testimone di un’epoca importante della storia siciliana, e quindi del nostro Paese, e dalle poesie che ci ha lasciato della società dell’Ottocento, che scopriamo un’immagine della Sicilia sud orientale radicata ad un sistema culturale inevitabilmente discutibile e ad un’insensibilità verso la poesia e verso la donna, di cui la stessa poetessa divenne vittima.

Inchiostro e Anima diventa così lo strumento di rivendicazione dei poeti discriminati e/o dimenticati, che ci hanno preceduto e hanno lasciato la loro impronta artistica e poetica nel nostro Paese, tra i quali Mariannina Coffa, nota come “la Capinera di Noto” e “la Saffo netina”, poetessa dal grande spessore poetico e umano, e si impegna ad abbattere il muro dell’indifferenza, affinché questi sia riconosciuta nell’ambito culturale nazionale, affinché siano ripresi la ricerca, la crescita, il confronto e la conoscenza delle radici artistiche della nostra terra, per ripristinare la bellezza e il valore culturale e sociale della Poesia, affinché chi ci ha preceduto non venga mai dimenticato, bensì venga con onore ricordato.

In virtù di questa causa

La Carovana degli Artisti presenta il

Concorso Letterario Internazionale “INCHIOSTRO E ANIMA “
(ideato e fondato da Giusy Cancemi Di Maria)
Quarta edizione 2015/16 in memoria di Mariannina Coffa Caruso

REGOLAMENTO

Art. 1
Il concorso prevede tre sezioni.

Sezione A: Poesia singola a tema libero. Si partecipa con tre poesie, ognuna delle quali non deve superare i 28 versi.

Sezione B: Poesia singola a tema “Amore o maledizione?”. Si partecipa con tre poesie, ognuna delle quali non deve superare i 28 versi.

Sezione C: Lettere d’ogni tempo, epistole d’amore. Si partecipa con un breve scritto che non deve superare le sei cartelle, formato A4, font Times New Roman, corpo 12, interruzione di riga tra un testo e l’altro (interlinea).

Possono concorrere autori e studenti di tutto il mondo, con testi esclusivamente in lingua italiana. I testi possono essere editi o inediti e si può partecipare a tutte le tre sezioni.

Art. 2
Quota di partecipazione e invio degli elaborati

La quota di partecipazione per la sezione B “Amore o maledizione?”, corrisponde a 20 euro da versare sulla postepay n. 4023 6006 7367 0743, e codice fiscale CNCGPP 76L52A522A di Giuseppina Cancemi ideatrice e fondatrice del concorso, nonché presidente dell’Associazione Culturale e sociale “La Carovana degli Artisti” – causale: IV° Edizione Concorso Internazionale Inchiostro e Anima, per effettuare il pagamento basta recarsi presso una ricevitoria ed effettuare il versamento sul numero di postepay sopra indicato.

La quota di partecipazione per la sezione A e sezione C corrisponde a 10 euro, da versare sulla postepay n. 4023 6006 7367 0743, e codice fiscale CNCGPP76L52A522A di Giuseppina Cancemi, ideatrice e fondatrice del concorso, nonché presidente dell’Associazione Culturale e sociale “La Carovana degli Artisti” – causale: IV° Edizione Concorso Internazionale Inchiostro e Anima, per effettuare il pagamento basta recarsi presso una ricevitoria ed effettuare il versamento sul numero di postepay sopra indicato.

Per partecipare al concorso è necessario inviare un messaggio di posta elettronica entro e non oltre il 30 Aprile 2016 all’indirizzo inchiostroeanimaconcorso@gmail.com allegando:

• Un documento in formato testo (Word o similare) contenente gli scritti, una breve nota biografica e le proprie generalità, quali: nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico.

• Una copia digitale della ricevuta di avvenuto versamento della quota di partecipazione.

• I concorrenti dichiarano implicitamente di accettare tutte le norme che regolano questo concorso.

SI INFORMA CHE NON VERRANNO PRESE IN CONSIDERAZIONE LE OPERE INVIATE IN UN FORMATO DIVERSO DA QUELLO RICHIESTO E/O MANCANTI DELLA RICEVUTA DI PAGAMENTO.

Art. 3
I Premi e la Giuria

Sezione B: Il ‘Premio Mariannina Coffa’ consiste nella pubblicazione di n. 100 copie d’autore, del valore di 1000 euro per il primo classificato alla sezione con tematica “Amore o Maledizione?” al quale chiederemo, a lavoro della giuria concluso, una silloge di 30 poesie, che verranno pubblicate. Una targa di riconoscimento poetico andrà al secondo e al terzo classificato, unitamente alla copia dell’antologia.

Sezione A e C: Il premio delle sezioni A e C consistono nella consegna di un trofeo assoluto, al primo classificato, e di un trofeo di riconoscimento poetico per il secondo e terzo classificato, unitamente alla copia dell’antologia.

• In caso di particolare merito (a discrezione della giuria) non si escludono pergamene premio ad autori che non siano stati classificati fra i primi tre.
• In assenza dei partecipanti o di eventuali delegati alla serata conclusiva il premio potrà essere spedito a spese dell’autore.
• Il lavoro della giuria avverrà a chiusura del bando di partecipazione. I nomi dei giurati verranno comunicati su questa pagina ed in ogni spazio possibile, a lavoro giuria terminato, per garantire l’onestà e la professionalità del concorso.
Le opere verranno giudicate da una giuria selezionata e qualificata, la quale riceverà le opere numerate e anonime. Il risultato della giuria verrà verificato davanti al presidente della giuria.

Art. 4
L’antologia

• Un’edizione a tiratura limitata conterrà tutte le opere che hanno riscontrato il parere favorevole dei componenti della commissione di lettura. Saranno avvisati gli autori selezionati, le cui opere saranno antologizzate, ai quali sarà richiesta, ad avvenuti risultati finali della commissione di lettura, l’ACQUISTO DI ALMENO UNA COPIA DELL’ANTOLOGIA CHE AVRÀ COME PREZZO DI COPERTINA 12 EURO e che sarà spedita nel caso in cui l’autore non potrà presenziare alla serata di premiazione, a spese della segreteria del premio.

• Agli Autori scelti e presenti nell’Antologia saranno dedicate almeno tre pagine, contenenti la pubblicazione di tutti i lavori selezionati (le tre poesie, e/o testo narrativo) e una breve nota biografica che PREGHIAMO DI INVIARE INSIEME ALLE OPERE E ALLA RICEVUTA DI PAGAMENTO.

• Gli autori resteranno titolari dei diritti sulle loro opere, fatta salva la pubblicazione delle stesse, per la quale non potranno richiedere alcun compenso.

Art.6
La finalità del concorso e la cerimonia di premiazione

• La cerimonia di premiazione si svolgerà in data e luogo ancora da definire. Verranno informati in tempo, tutti gli autori che avranno partecipato.

• Gli autori primi classificati, qualora non dovessero presentarsi alla serata di premiazione, potranno ricevere il premio a proprie spese.

• I dati personali saranno trattati secondo quanto disposto dalla legge sulla privacy 675/’96 e successive modifiche.

• Gli elaborati inviati saranno annullati dopo la pubblicazione, oppure dopo la fine del presente concorso.

• Tutta l’operazione del concorso non prevede fini di lucro. L’associazione si impegna a devolvere una parte del ricavato in eccesso rispetto a tutte le spese organizzative e a quelle della stampa dell’Antologia, alle associazioni che vorranno collaborare e che combattono ogni forma di violenza che sia infantile, psicologica, fisica, sociale e che ci sosterranno nella divulgazione del bando e nella realizzazione del concorso stesso.

Per ulteriori informazioni scrivete su Facebook, nelle pagine di Inchiostro e Anima e La Carovana degli Artisti o agli indirizzi ufficiali del gruppo:

inchiostroeanimaconcorso@gmail.com lacarovanadegliartisti@gmail.com

Si prega di diffondere il bando in ogni spazio possibile.

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2011/03/14/unita-italia-e-le-donne-nel-risorgimento-italiano/

Ecco il link al dibattito sul mio romanzo aperto sul litblog LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri. Troverete anche il booktrailer e molto altro.

La ricordo qui e su FB, nel gruppo dedicato al mio romanzo e in quello fondato da Maria Carmela Morana in onore della poetessa.

https://www.facebook.com/groups/marianninacoffa/?fref=ts

Il sonetto di Mariannina Coffa OMBRA ADORATA musicato da Carlo Muratori nel suo cd Sale…

Il gruppo Facebook creato per il mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, vincitore di un’edizione del Premio Portopalo – Più a Sud di Tunisi e di una menzione al premio Alessio Di Giovanni.

https://www.facebook.com/groups/127884123948998/?fref=ts

Anche qui si parla di Mariannina Coffa… grazie a Laura Costantini…

Un articolo di Giusy Cancemi Di Maria…

Mariannina Coffa. Un animo poetico e malinconico.

http://chairmag.it/2015/02/mariannina-coffa-un-animo-poetico-e-malinconico/

Psiche è il mio nome:

ho l’ale e son fanciulla,

Madre ad un tempo e vergine son io.

Patria e gioie non ho, non ebbi culla,

Credo all’amore e a Dio! 

Se volgiamo lo sguardo al passato, ci accorgiamo che il patrimonio artistico e culturale del nostro Paese ci ha regalato e continua a regalare stupore e bellezza, storia e poesia. È dalla scuola che parte il nostro percorso verso la conoscenza e la consapevolezza di quanta ricchezza artistica ci circonda. Bisogna dire però che gli studi scolastici ci accompagnano e guidano versi i grandi della letteratura, della scultura e della pittura e non ci soffermiamo su personaggi altrettanto importanti ma poco conosciuti, personaggi che hanno lasciato un’impronta artistica indelebile sulla nostra terra, uno tra tutti Mariannina Coffa, poetessa siciliana, di fine Ottocento, detta anche Saffo netina o Capinera di Noto. Mariannina Coffa nacque nel 1841 a Noto, nella provincia di Siracusa. Sin da piccolina aveva straordinarie doti sensitive e grande sensibilità e capacità di versificazione, tali che il padre decise di farla esibire nei salotti letterari con le sue estemporanee poetiche. Fu mandata in collegio per alcuni anni a studiare versificazione e francese e a 14 anni prese lezioni di piano da Ascenso Mauceri, del quale si innamorò perdutamente nonostante la differenza di età. Un breve fidanzamento, perché a 18 anni Mariannina fu separata dal suo Ascenso per volere della famiglia che le impose di sposare un ricco proprietario terriero. Da quel momento per la poetessa cominciò un calvario senza fine, rinchiusa nella casa del marito, sotto le pressioni di un suocero rozzo e cattivo, in un’epoca in cui lo scrivere rendeva le donne disoneste, quindi, a scrivere di notte, quando tutti dormivano, intrecciando così una relazione epistolare con lo stesso Ascenso, il quale, dopo averle rinfacciato di non aver lottato prima per il loro amore, rifiutò la corrispondenza. Al dolore della separazione da Ascenso, si aggiunse il dolore della perdita della figlia e nonostante fu costretta ai lavori domestici e rinchiusa in casa, riuscì a collaborare con molte riviste importanti. Conobbe un importante medico di Catania, Giuseppe Migneco, al quale si affidò per curare il sonnambulismo e per cercare di curare le malattie del corpo e della psiche. Ammalatosi gravemente, abbandona la casa del marito per tornare a Noto nella sua casa natale dove, purtroppo, muore a soli 36 anni, sola e abbandonata dai genitori. Della poetessa Mariannina Coffa sono rimaste opere che lasciano il segno nell’anima e ci invitano a riflettere su quanto, a volte o forse spesso, il poeta sia destinato a soffrire, quasi come fosse il prezzo alto da pagare, ma soprattutto della poetessa ci rimane il coraggio di una donna che ha lottato ed è morta per aver difeso i suoi sogni, la sua libertà e la Poesia.

di Giusy Cancemi Di Maria.

“Ad un tratto lo udii prorompere in aspre e triviali parole fra le quali distinsi le seguenti: lascia questi maledetti biglietti, che recano disonore e sono malamente interpretati; che cosa è questo scrivere, che bisogno c’è di scrivere; la gente parla… Io non volli appositamente che le mie figlie imparassero a scrivere, perché lo scrivere è causa di danni…”-

Mariannina Coffa

Amico! Ah tu non sai
Qual duol racchiuda il mio severo accento!
Dimmi: provasti mai
La perfidia, l’inganno, il tradimento? (…) (…) Il falso riso d’una gente abbietta
Provasti, amico, e l’invido furore?
Fra le gioie d’un’arte benedetta
Orribil piaga ti fu schiusa in core?
Fra quell’ore di pace in cui la vita
Si pasce d’armonia
Provasti il ghigno della colpa ardita
E il morso della fredda ipocrisia?…

Mariannina Coffa

(…) fu giorno di lutto per la mia famiglia; sì di lutto; i volti sorridevano forzatamente, i cuori piangevano. Io non potei piangere né cogli occhi né col cuore. Sposai all’alba – la chiesa era deserta – camminavo come trasognata e mi pareva di non essere più sulla terra. Mio Padre non mi accompagnò – non ebbi accanto un amico – da un lato avevo mia madre confusa e dolente anch’essa, dall’altro lato mio suocero, che col suo viso arcigno mi faceva spavento come l’angelo del male. (…).
Terminata la cerimonia, ritornammo a casa; ma le strade erano ancora deserte perché di buon mattino. Presso la soglia della chiesa vi erano una povera ed una fanciulla- forse avevano assistito alla cerimonia. La
vecchia ci si accostò per chiedere l’elemosina e intanto diceva alla fanciulla: “è una sposa, come è bella, come è contenta”. Povera donna! Io non fui mai bella – ma d’onde argomentò la mia contentezza?- ero vestita modestamente e nulla in me ad dimostrava la sposa. Giunte a casa trovai la sola famiglia Siena, il Nicastro e il Notaro Luigi Perricone. Restammo tutti insieme a pranzo. Mio padre si sentiva poco bene, e pareva invecchiato di venti anni. Si pranzò; non vi era gioia, non accenti scherzevoli, eravamo come fantasmi – perché l’amore non rallegrava il convito.

DEMONE O SPIRTO?
Da qui la tematica Vocazione o Maledizione, vi lasciamo una lettera dove s’evince la sofferenza della Poetessa per l’amore verso Mauceri e la Poesia.

Lettera di Mariannina Coffa ad Ascenso Mauceri.

Avete mai pensato, Ascenso mio, a quel giorno in cui eravate in mia casa, quando il cielo divenne nero e i tuoni ci facevano paura? Vi era anche mio fratello Peppino, il solo che comprendesse il mio cuore.
Io ricamavo un cuscino, che dovevo donarvi – lo ricordate?
– Oh! Ma non è possibile aver dimenticato ciò che fa parte della vita.
Quelle ore della tempesta furono le più belle del nostro amore perché mai, mai mi fu concesso dirvi una parola senza testimoni, ma mi fu concesso stringere la vostra mano e aprirvi l’anima mia. Ma quel giorno ebbi un istante di felicità, ed oggi l’ho scontata con perenni lagrime.
Eravamo soli; voi avevate scritto un sonetto che cominciava Demone o spirto…
Volevate che facessi la risposta sulle stesse rime, e mi posi a scrivere. Eravate in piedi dietro la mia sedia, e posaste la mano sulla carta che avevo innanzi, e su quella mano appoggiai le mie labbra ardenti…
O mio diletto, dopo dieci anni, io palpito come palpitavo in quell’ora, e parmi nulla esser mutato; quel cuscino che dovea servire pel vostro pianoforte, io lo conservo ancora: lo tolsi dal telaio, non volli mai terminarlo ed è per me una preziosa reliquia- i colori delle rose sono impalliditi come la mia vita... ma l’anima perché non muta?

Mariannina Coffa

(…) Benedetto Croce, nelle sue “Terze pagine sparse”: “Figura di donna nubilosa, sofferente alle imposizioni sociali e famigliari, Mariannina sembra uscita direttamente dalle pagine di un romanzo verista di Verga, non poche sono infatti le similitudini tra la Capinera verghiana e M. Coffa, spesso definita la “Capinera di Noto” o la “Saffo netina”.Testimone oculare delle battaglie siciliane che portarono al rovesciamento del potere borbonico e alla conseguente nascita del regno italiano, Mariannina è il simbolo di tutte quelle donne che hanno contribuito alla nascita del nuovo Stato grazie alla libera circolazione di pensieri ed idee. Divisa tra i lavori domestici e la cura dei figli (alcuni dei quali morti in tenera età) la Coffa trova il tempo, nelle buie notti invernali, chiusa nella sua stanza, nascosta da tutti, di scrivere le sue poesie contro l’assoluto divieto del marito e del suocero, uomo rozzo, padre-padrone, fermo della convinzione che “lo scrivere rende le donne disoneste” . Condannata ancora prima di essere giudicata, Mariannina sarà vittima delle dicerie del volgo che la etichetteranno come una pazza isterica dedita alle pratiche di sonnambulismo e magnetismo (…).

E una bella notizia…

Ricevo e pubblico:
Io nel canto mio, ho nel cuore la nostra Mariannina Coffa… che non resterà solo nei nostri cuori Siciliani… ma che è, non so il perché, dal mio piccolo sarà conosciuta anche al di là dei cammini più tortuosi…
degli abissi più impervi e profondi…
Mariannina Coffa si…
sarà conosciuta in Bruxelles
al “GAME#4 OVARIES
Festival Artistique Feminin”
organizzato da “Le Cargo X”
con La lettera Epistole d’ Amore d’ Altri Tempi “Nina” che lo scorso 7 novembre a Noto ebbe il riconoscimento con la Menzione d’Onore alla III Edizione del Concorso Letterario Internazionale “Inchiostro e Anima” indetto da Giusy Cancemi De Maria….
E ne sono Estremamente Onorata…

“Uno scambio avrà luogo alla fine dello spettacolo.
Sabato 23/04 alle ore 18h Teatro
<<La Lettera per Nina>>> (IT 7 ‘)
La scrittura di Simona Accarpio.
Messa in scena e interpretata da Anna Romano
Tradotta da Eugenia Fano.

Non finisce qui… Simona Accarpio viene intervistata su LA SICILIA e posta queste immagini…
“Eppur la terra non comprese ancora 
Le mie leggi, il mio nome, il senso mio:
Conosce il mio poter… sol perché ignora
Che Psiche è amore e Dio!”.

Tratta da Psiche di Mariannina Coffa

Gli occhi severi e maligni di mio suocero mi seguono come per fulminarmi.
Sono assai sventurata, Ascenso: doveva esser così! Non bastava il dolore di vivere divisa da voi, di non potervi rivedere mai più…mi si niega la gioia
di scrivere quando ne ho il tempo, di effondere il mio cuore nell’amicizia e
nell’affetto; scrivendo mi rendo odiosa; perché lo scrivere fu sempre argomento di scandalo, di disonore, di perfidia. Egli, il mio onorando suocero, non fece apprendere alle sue figlie il leggere e lo scrivere, appunto perché non fossero disoneste o cattive donne di casa. (…) quest’uomo che non ebbe mai amore per me, che non mi volse mai un pensiero, che non ebbe mai l’orgoglio di darmi un pegno del suo affetto e della sua stima, quest’uomo insomma che mi ha visto far la sarta, la donna di casa in tutta l’estensione della parola, la cuciniera…e la serva anche…quando ce n’è stato il bisogno, quest’uomo ha in odio la mia povera mente, il mio cuore, l’ingegno mio! Lo scrivere rende le donne disoneste: chi non sa scrivere è sempre onorata, morale, religiosa…
Se per caso scrivo, ed egli entra nella stanza, mi si gela il sangue nelle vene, divento pallida come se commettessi un delitto.
(17 gennaio 1870, 114).
Come vedete ho abbinato a delle immagini a tema Coffa brani della stessa poetessa tratti dalle poesie o dalle lettere.
Partecipate al concorso e… il 4 maggio c’è un’altra splendida sorpresa riguardante la nostra poetessa!
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