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Ricevo e pubblico… grazie a Ciccio e Liliana Urso per il loro entusiasmo e il loro amore per la poesia!

POETI E AMANTI DELLA POESIA
PARTECIPATE…
Non aspettatevi inviti personali o particolari sollecitazioni! Da noi si partecipa liberamente, e se si vuole! E, soprattutto, senza costi pubblici e del tutto gratis per i partecipanti.
VENERDÌ 26 AGOSTO 2016 DALLE 21,00
LA SESTA EDIZIONE DI
“Poeti e scrittori del Val di Noto a confronto”
DEDICATA
A IBN HAMDIS
MARIANNINA COFFA
E A GIOVANNI FRONTE
liberamente – per quel che riguarda i partecipanti – con scritture in prosa o poesie proprie, o di altri autori sarà il 26 agosto 2016
a partire dalle ore 21 in Piazza XVI Maggio (detta Piazza “Ercole”) a Noto (Sr) a fianco del monumento a Mariannina Coffa e, poi, lungo il corso principale di Noto, con due soste, una davanti al Municipio e alla Cattedrale di Noto, e un’altra davanti alla Chiesa dell’Immacolata.

PASSATE PAROLA!
Visto il carattere informale e libertario della manifestazione abbiamo bisogno di tutta la vostra solidarietà.

…Custodisca Iddio una casa di Noto,
e fluiscano su di lei le rigonfie nuvole!
Con nostalgia filiale anelo alla patria, verso cui mi attirano
le dimore delle belle sue donne.
E chi ha lasciato l’anima a vestigio di una dimora,
a quella brama col corpo fare ritorno….
Viva quella terra popolata e colta,
vivano anche in lei le tracce e le rovine!
Io anelo alla mia terra,
nella cui polvere si son consumate le membra e le ossa dei miei avi.
E chi ha lasciato il cuore a vestigio di una dimora,
a quella brama col corpo fare ritorno…

Ibn Hamdîs
(poeta arabo-siciliano, 1056-1133)

Nacque a Noto (Siracusa), e dopo aver preso parte alle lotte contro i normanni emigrò alla corte di Siviglia accolto dal sovrano – anche lui poeta – al-Mu’tamid. Qui vi rimase fino al 1091; poi venne espulso e si rifugiò presso le corti di Algeria e Tunisia. La sua produzione poetica – bacchica ed elegiaca – fu molto vasta e conta circa seimila versi. In una epoca di vasti disordini politici, nessuno seppe esprimere come questo poeta l’amore, il dolore e una struggente nostalgia per la bella terra di origine. Si spense in esilio, e probabilmente a Maiorca, quando il potere degli Altavilla si era oramai definitivamente consolidato in Sicilia.

Ricordo la mia prima partecipazione alla manifestazione… era appena uscito il mio romanzo sulla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

Mariannina copertina

Per i tipi di Perrone Lab nel gennaio 2011 è uscito il primo romanzo di Maria Lucia Riccioli, “Ferita all’ala un’allodola”, dedicato alla figura della poetessa e patriota risorgimentale Mariannina Coffa Caruso.

Il romanzo è stato presentato a Siracusa presso il Palazzo della Cultura di Siracusa (Palazzo Impellizzeri) da Luigi La Rosa e Simona Lo Iacono il 27 febbraio 2011.

Successivamente è partita la tournée di presentazioni che ha toccato Acireale (Istituto Brunelleschi, Fidapa), Catania (Istituto Lombardo Radice, Cafè de Flore), Palermo (Libreria Modusvivendi), Raffadali (Le Cuspidi), Siracusa (Liceo “M.F. Quintiliano”, Istituto comprensivo “Paolo Orsi”), Roma (Chiesa di Santa Lucia al Gonfalone).

L’autrice è stata tra i relatori del convegno dedicato a Mariannina Coffa con un intervento sul trattamento romanzesco della poetessa (Noto, Palazzo Impellizzeri, Archivio di Stato, 12 aprile 2011).

Un dibattito sul suo romanzo e le donne del Risorgimento è uscito su “Letteratitudine” e su “Flannery”; il libro è stato recensito, tra gli altri, da Luigi La Rosa su “Centonove”, dalla scrittrice e giornalista Lucia Corsale (La Sicilia), da Maria Rita Pennisi (La Sicilia), dallo scrittore e giornalista Remo Bassini (La Nuova Sesia), da Loredana Faraci (La Repubblica, edizione di Palermo), da Luisella Pacco (Konrad).

Il romanzo è entrato nella top five relativa alla narrativa più venduta in Sicilia (La Repubblica, edizione di Palermo, 15 maggio 2011) ed è stato segnalato dal libraio Stefano Palumbo come libro rappresentativo della scrittura siciliana sempre su La Repubblica – Palermo.

L’autrice è stata invitata al Letterando InFest di Sciacca, durante il quale ha presentato il romanzo insieme ad Elena Doni del gruppo “Controparola”, collettivo di giornaliste e scrittrici fondato da Dacia Maraini.

In occasione de “Il Maggio dei Libri 2012”, campagna nazionale per la promozione della lettura patrocinata dall’Unesco e dalla Presidenza della Repubblica, ha vinto il concorso letterario per incipit di romanzi editi “InciZine – Regalami un incipit”, organizzato da Scripta volant e dall’Associazione culturale “Aliantide”. Una volanzine con l’incipit di “Ferita all’ala un’allodola” è stata distribuita gratuitamente in tutta Italia durante le manifestazioni collegate all’iniziativa.

Il 13 ottobre 2012 è stata premiata come vincitrice ex aequo della sezione “Frammenti letterari” nell’ambito del premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi” per il suo romanzo “Ferita all’ala un’allodola”.

In occasione del convegno nazionale del 21 – 22 dicembre 2012 dedicato al bicentenario di Matteo Raeli ospitato al Palazzo Trigona di Noto un brano di “Ferita all’ala un’allodola” è stato inserito in un pannello e nel catalogo della mostra realizzata da docenti e allievi del Liceo “Matteo Raeli” di Noto.

Nell’aprile 2013 l’incipit di “Ferita all’ala un’allodola” è stato pubblicato, insieme alla sinossi e alla biografia dell’autrice, sul primo numero della rivista on line a cartacea POST SCRIPTA, a cura dell’associazione Aliantide.

Il romanzo è stato presentato durante la mostra-mercato “Io valgo” organizzata dalla FIDAPA di Siracusa presso i locali della Provincia regionale dal 21 al 23 maggio 2013 ed è stato rieditato nel giugno 2013 dalla casa editrice L’Erudita.

Il 9 giugno del 2013 l’autrice ha presentato il proprio lavoro editoriale presso il complesso di San Domenico a Palermo in occasione di “Una marina di libri”, manifestazione organizzata da Navarra Editore.  Ha preso parte inoltre all’estemporanea di scrittura presso la Cappella di Santa Barbara nell’ambito della stessa kermesse.

Il 29 giugno 2013 ha preso parte alla manifestazione “I Festa del Libro di Siracusa”, organizzata dalla Biblioteca comunale di Siracusa e da Tempo solidale: è stata protagonista di un incontro con i lettori ed è stata una delle autrici coinvolte nell’incontro-dibattito degli scrittori siracusani con la cittadinanza.

 

Nel gennaio 2014 è risultata finalista, insieme – tra gli altri – a Beatrice Monroy e agli scrittori di Leima edizioni, del Kaos festival di Montallegro (AG) con il suo romanzo.

L’8 febbraio 2014 presso la Casa del Libro Rosario Mascali di Siracusa si è tenuta una conversazione tra l’autrice e la scrittrice Annamaria Piccione a proposito della riedizione di “Ferita all’ala un’allodola”.

Il 14 febbraio 2014, presso la Sala Gagliardi di Noto, è stata tra le relatrici di “Semaforo rosa”, convegno dedicato a “Mariannina e le altre” insieme a Marinella Fiume, avvocate, psicologhe e scrittrici sul tema della violenza contro le donne in nome di Mariannina Coffa. L’evento è stato promosso dal Comune di Noto con il coordinamento artistico dell’associazione “Lighea”.

L’8 marzo, per Historica Edizioni, è uscita l’intervista realizzata con la scrittrice e giornalista Rai Laura Costantini, pubblicata insieme agli interventi di altre autrici nell’e-book “Scrivere? Non è un mestiere per donne”. L’opera è poi uscita anche in versione cartacea.

 

Il 13 maggio ha svolto una conferenza sul suo romanzo per la Fildis Teocrito di Siracusa presso l’I.T.C. “Alessandro Rizza” di Siracusa con il violinista Danilo Pistone.

1l 14 settembre 2014 nell’ambito del Premio letterario nazionale “Alessio Di Giovanni” il suo romanzo ha ricevuto una segnalazione di merito vincendo il premio della Presidenza.

Il 7 novembre 2014 ha preso parte al convegno “Sguardi plurali” dedicato a Mariannina Coffa nell’ambito della manifestazione “Noto per Mariannina”, conversando con Marinella Fiume e Biagio Iacono sull’epistolario curato dagli stessi ed è stata intervistata da Vincenzo Rosana per “Tutto su Noto”.

Il 28 febbraio, presso il Palazzo della Cultura di Modica, è stata ospite del XII appuntamento del Caffè letterario “Salvatore Quasimodo”, presieduto da Domenico Pisana che ha introdotto l’autrice e il romanzo “Ferita all’ala un’allodola” insieme a Lucia Corsale, con letture a cura di Franca Cavallo e Antonella Monica, musiche a cura del pianista Stefano Cintoli.

Il 7 novembre 2015, in qualità di giurata della terza edizione del concorso letterario “Inchiostro e anima” dedicato alla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa Caruso e organizzato da “La carovana degli artisti” ha presenziato presso la sala Gagliardi di Noto (SR) alla cerimonia di premiazione; un suo racconto e un suo scritto di ringraziamenti hanno aperto il volume antologico pubblicato in occasione della manifestazione.

 

Il 4 maggio, presso la Sala Gagliardi di Noto (SR) ha presenziato in qualità di relatrice e di autrice di uno dei saggi presenti nel volume (“Intorno a Voglio il mio cielo – La scoperta di un inedito sulla Coffa”) alla presentazione di “Sguardi plurali” (a cura di Marinella Fiume, Armando Siciliano Editore), atti dell’omonimo convegno di studi sulla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa.

Ferita-all'ala-sito-piccolo

Lo ricordo copincollandovi il post che scrissi allora…

A Noto, presso la Loggia del Mercato, in Via Rocco Pirri (esattamente alle spalle del Palazzo Nicolaci-Villadorata) venerdì 24 agosto a partire dalle 19.30 si svolgerà l’evento

POETI E SCRITTORI DEL VAL DI NOTO A CONFRONTO
(SECONDA EDIZIONE)
L’evento è principalmente rivolto agli autori della Libreria Editrice Urso, agli amici del Gruppo “Libri di-versi in diversi libri”, agli iscritti al “Forum dei cammini europei del pellegrino” e a quanti, pur non facendo parte attivamente di questi contesti, vogliano rendere visibile la loro creatività.

Contatta al più presto Francesco Urso per essere inserito in programma (info@libreriaeditriceurso.com).
…HANNO GIÀ DATO LA LORO ADESIONE:
Carmela Di Rosa, Benito Marziano, Sonia Alia, Salvatore Di Pietro, Cettina Lascia Cirinnà, Nino Muccio, Peppe Montalto, Corrado Marescalco, Mary Di Martino, Orazio Di Rosa, Mia Vinci, Salvatore Spadaro, Nino Guarino, Federico Guastella, Maria Barone, Gioacchino Scorsonelli, Franco Perricone, Giuseppe Cristofani, Margherita Moncada, Marco Urso, Roberta Coffa, Giuseppe Rosana, ecc.

CON INTERVENTO DI LILIANA CALABRESE (VOCE E CHITARRA)

(Vedi le foto della prima edizione Noto ex Convitto Ragusa 26 agosto 2011 in https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150268001432914.329416.255299387913&amp%3Btype=3)Visualizza altro

Ci sarò anch’io per parlare di FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA (Perrone Lab) e naturalmente di Mariannina Coffa.

https://letteratitudinenews.wordpress.com/2013/06/29/ferita-allala-unallodola-di-maria-lucia-riccioli/ (IL DIBATTITO SUL LITBLOG LETTERATITUDINE)

La casa editrice L’Erudita ha ripubblicato il romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, di Maria Lucia Riccioli (incentrato sulla vita della poetessa Mariannina Coffa). Vi proponiamo la quarta di copertina di Lia Levi, la bandella di Paolo Di Paolo e la prefazione di Luigi La Rosa

Segui il dibattito su “Ferita all’ala un’allodola” suLetteratitudineBlog

* * *

di Lia Levi

Una ricerca storica tanto approfondita e minuziosa farebbe presupporre
un romanzo che tragga il suo valore dalla forza dei fatti. Niente di più
sbagliato.
I fatti – e quali fatti – restano, ma sopra di loro Mariannina prende il volo per offrirsi come uno dei più trepidi e irradianti personaggi del nostro panorama letterario. E lo stile della Riccioli! Basterà leggersi la magistrale scena delle nozze in cattedrale in un’alba livida e la sposa “presa di freddo”, presagio di un amaro destino.
Una prosa sfumata e robusta, mai dimentica di ritmo e poesia in un
impianto di scrittura senza cedimenti né pause, in una parola, che va dritta al cuore.

* * *

di Paolo Di Paolo

Per sentirsi in esilio, a volte, non è necessario andare lontano. Accade di sentirsi in esilio nel proprio corpo, nella propria casa, nel proprio tempo. Accade di sentire estranee persone che dovrebbero essere familiari, quelle che abbiamo intorno da sempre. Marianna, in questo romanzo, scopre che il proprio talento – scrive versi da quando era bambina – non è un vantaggio, ma un ostacolo. È donna, intanto: in una Sicilia – la sua città di Noto, bella e dolente – che osserva con sospetto le sue ansie di libertà. L’Italia è ancora il cantiere faticoso del Risorgimento: un tempo carico di attese, di molte speranze destinate a infrangersi. Maria Lucia Riccioli si inabissa in questo secondo Ottocento siciliano riafferrandone i dettagli, le atmosfere, il senso di qualcosa – un progetto, un ideale – che, sul punto di compiersi, si perde. E si affida a una piccola, straziante storia vera: quella di Mariannina Coffa, che insegue con ostinazione il suo sogno di poetessa e di donna libera. Mariannina legge, scrive, cerca di entrare in dialogo con un mondo intellettuale che un po’ la ammira, un po’ ne diffida. Mariannina si innamora: di un giovane maestro di pianoforte. Ma il suo destino è scritto: un padre e una famiglia nemica hanno già deciso per lei, dovrà sposare un possidente terriero. Mariannina, ostaggio della sua stessa vita, non si arrende: continua a scrivere, a cercare. Fugge via dal marito. Non rinuncia a niente di sé, anche se il cammino è duro. Maria Lucia Riccioli la segue passo per passo, giorno per giorno, mentre una pioggia nera si accanisce su Noto e sulle illusioni. I libri, i versi, la musica, nuovi spazi e possibilità del pensiero. Con una prosa elegante, ricca di intarsi, spesso poetica, Ferita all’ala un’allodola ci porta fino al punto in cui il dolore e l’ingiustizia possono spezzare la forza di volontà e la fedeltà a sé stessi. Pur di restare ciò che davvero e intimamente sente di essere, Mariannina corre tutti i rischi: con un coraggio, una vitalità che, facendo resistenza a un mondo vecchio, ottuso, prepotente, cominciano a cambiarlo.

* * *

di Luigi La Rosa

Quella di Mariannina Coffa – netina per natali ma affratellata all’universale per vocazione e libertà di spirito – rappresenta una delle parabole umane ed esistenziali più drammatiche e interessanti di tutto il Risorgimento italiano.
Poeta tormentato e altamente civile, sensibile agli afflati della giustizia sociale e della modernità, artista eclettica, corrispondente vivace delle maggiori voci del suo tempo, femminista, spiritista ma prima d’ogni cosa donna e patriota, la Mariannina che vien fuori dalle pagine di questo romanzo si lascia leggere e interpretare alla luce di un assoluto nitore letterario e storiografico.
La fuga dai rigidi schemi famigliari, gli strazi della maternità, l’amore negato, la solitudine e la passione politica sono solo alcuni degli aspetti di una vicenda che ha del leggendario. Nell’assecondare le pieghe del racconto e le verità del personaggio la scrittura di Maria Lucia Riccioli ne restituisce lo splendore evocativo, insieme alla genialità ribelle e dolorosa e alla statura indiscutibilmente intellettuale.
Sullo sfondo del racconto, i giorni tumultuosi ed emozionanti dell’Italia nascente, consapevole del proprio coraggio e disposta a lottare per il diritto all’identità. Un libro intimo e struggente sulle necessità del genio e della Storia, ma non meno attento, non meno sensibile alle motivazioni poeticissime del cuore. In una parola: bellissimo.

* * *

 

Maria Lucia Riccioli, nata il 18 settembre 1973 nella città di Archimede, Santa Lucia e Vittorini, insegna Lettere negli Istituti superiori.
Scrive da sempre, in dialetto siciliano e in lingua, in versi e in prosa: aforismi, fiabe, novelle, racconti.
È stata semifinalista al II Campionato nazionale della lingua italiana condotto da Luciano Rispoli (TMC).
Ha partecipato a varie rassegne e concorsi (tra cui Volo Rapido e Tiro Rapido Porsche, Roma Noir eCarabinieri in giallo 4, primo premio con pubblicazione nei Gialli Mondadori) e alcuni dei suoi lavori sono apparsi su quotidiani, riviste ed antologie.
Ha frequentato i corsi di scrittura creativa tenuti da Silvana La Spina, Claudio Fava e  Luigi La Rosa.
“Ferita all’ala un’allodola” (Perrone Lab, Roma 2011) è il suo primo romanzo, insignito del Premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi” e apprezzato da pubblico e critica.
Scrive, tra gli altri, sui noti siti letterari “Letteratitudine” e “Letteratu” e cura il blogwww.marialuciariccioli.wordpress.com.

© Letteratitudine

https://letteratitudinenews.wordpress.com/2013/09/30/mariannina-coffa/

Ricordiamo la poetessa Mariannina Coffa (Noto, 30 settembre 1841 – Noto, 6 gennaio 1878) nell’anniversario della nascita proponendo il romanzo a lei dedicato da Maria Lucia Riccioli intitolato “Ferita all’ala un’allodola” (L’Erudita edizioni)

Gli interventi di Lia Levi, Paolo Di Paolo e Luigi La Rosa – Il dibattito su LetteratitudineBlog – L’intervento dell’autrice a “Letteratitudine in Fm

Nota dell’autrice (2011-2013)

di Maria Lucia Riccioli

Rieditare un libro vuol dire spiegare le ragioni di un viaggio. L’imbarcarsi per nuovi lidi, nuove interpretazioni. Verso nuovi lettori.
Un romanzo è la storia di un incontro.
Mariannina Coffa ed io ci siamo sfiorate, incrociate. Tra i corridoi del Liceo “Matteo Raeli”. Tra i vicoli e le inferriate di
Noto e Ragusa. Tra marmi, versi e scartafacci d’archivio. Tra le note di spartiti belliniani e verdiani. Per poi incontrarci in queste pagine, intrise delle suggestioni di un’epoca amata e studiata in letteratura e in storia.
Anni di ricerche, di stesure e riscritture, di scoramenti e illuminazioni.
Poi, come per tutte le creature, anche quelle fatte di fogli, arriva il momento di spiccare il volo.
“Ferita all’ala un’allodola” ha viaggiato tra Noto e Siracusa, a Militello, a Catania, Acireale, Raffadali. Al Festival della Letteratura di Sciacca. A Palermo. A Portopalo, più a sud di Tunisi. A Roma.
Nelle librerie, tra i banchi delle scuole, in sale e palazzi. In una chiesa. Nei regni del virtuale.
Conservo. Inviti e sorrisi, commenti e petali di fiori. Complimenti e perplessità, domande curiose e recensioni. Fotografie. Video e commenti su Internet. La storia dell’accoglienza di un libro passa attraverso canali prevedibili e insoliti insieme, vecchi e nuovi.
Perché rieditare questo romanzo, quando ormai sono sopiti gli entusiasmi per il centocinquantesimo compleanno della nostra difficile unificazione?
Il libro è uscito nel 2011, ma non è stato solo un lavoro d’occasione.
La stagione risorgimentale è una questione quanto mai aperta. Eppure questo ancora non basta.
Mariannina Coffa è una siciliana, una poetessa, una donna. E le ragioni di una vita – pur essendo l’esistenza della poetessa e patriota netina un volo dalla breve parabola – non possono esaurirsi in un percorso pur lieto qual è stato finora quello del mio romanzo.
Rieditarlo vuol dire ripensare all’incontro fra una donna del 1860 e una degli anni Duemila.
Percorrere dedali di scale e portoni, compulsare scaffali per seguire Mariannina Coffa, interrogarla, leggere la sua vita attraverso la mia e la mia attraverso la sua, scandagliare il senso di una stagione politica esaltante e complessa vuol dire ripiegarsi all’indietro per capire e cercare nel passato altre chiavi di lettura del presente. Della condizione delle donne oggi, specie delle artiste. Della Sicilia e dell’Italia odierna, figlie di quella stagione come le scrittrici lo sono di Mariannina e di tutte le altre che la Storia ci ha consegnato o ha spazzato via.
Il mio approccio – coincidenza? serendipità? – è stato all’inizio conoscitivo ma poi è divenuto sentimentale, adesione pietosa al personaggio che è stato ed è persona – quanto mi è pesata la responsabilità di ridarle voce! – , restituzione di un’esistenza che ha ancora da dire.
E poi: lavoro sul linguaggio, che è la forma delle cose, non semplice involucro di parole. Libretti d’opera, italiano d’archivio, dialetto, versi, proclami, tutto il mio amore per la letteratura sono confluiti nella partitura di questo romanzo. Scriverlo è stato musicare la Storia. Darle ritmo e melodia utilizzando tutta la gamma delle sonorità di cui sono stata capace.
E adesso lo riconsegno al pubblico, con una trepidazione simile e diversa insieme rispetto a due anni fa.

* * *

Maria Lucia Riccioli, nata il 18 settembre 1973 nella città di Archimede, Santa Lucia e Vittorini, insegna Lettere negli Istituti superiori.
Scrive da sempre, in dialetto siciliano e in lingua, in versi e in prosa: aforismi, fiabe, novelle, racconti.
È stata semifinalista al II Campionato nazionale della lingua italiana condotto da Luciano Rispoli (TMC).
Ha partecipato a varie rassegne e concorsi (tra cui Volo Rapido e Tiro Rapido Porsche, Roma Noir eCarabinieri in giallo 4, primo premio con pubblicazione nei Gialli Mondadori) e alcuni dei suoi lavori sono apparsi su quotidiani, riviste ed antologie.
Ha frequentato i corsi di scrittura creativa tenuti da Silvana La Spina, Claudio Fava e  Luigi La Rosa.
“Ferita all’ala un’allodola” (Perrone Lab, Roma 2011) è il suo primo romanzo, insignito del Premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi” e apprezzato da pubblico e critica.
Scrive, tra gli altri, sui noti siti letterari “Letteratitudine” e “Letteratu” e cura il blogwww.marialuciariccioli.wordpress.com.

© Letteratitudine

https://letteratitudinenews.wordpress.com/2012/09/16/premio-piu-a-sud-di-tunisi-2012/

Ufficializzati i vincitori della VII edizione del Premio Nazionale di Giornalismo, Saggistica e Letteratura “Più a sud di Tunisi”, che si svolge a Portopalo di Capo Passero, borgo marinaro siciliano, in provincia di Siracusa, collocato geograficamente al di sotto del parallelo della capitale tunisina. Un appuntamento incentrato sul giornalismo, la saggistica e la narrativa di qualità. Tra i temi scelti quest’anno spiccano un reportage sulla tragica campagna italiana in Russia della seconda guerra mondiale, la lotta alla pedofilia, il binomio tra calcio e giornalismo d’inchiesta e l’integrazione degli immigrati. Il Premio è patrocinato dalla Provincia Regionale di Siracusa, dal Comune di Portopalo e dalla Camera di Commercio di Siracusa.
Nella categoria “Giornalismo” il premio è andato a Pino Scaccia. L’inviato speciale del Tg1 Rai è stato premiato per il libro “Lettere dal Don” (Rai Eri), reportage nei luoghi della tragica “Campagna di Russia” della seconda guerra mondiale, dove migliaia di soldati italiani persero la vita, a settant’anni da quei tragici eventi. Il comitato organizzatore del Premio – composto da operatori del mondo della comunicazione (giornalisti, editori, webmaster, scrittori e documentaristi) – ha attribuito due riconoscimenti nella sezione “Saggistica”: a don Fortunato Di Noto per “Abbiamo ritrovato la vita” (San Paolo), un libro drammatico ma pieno di speranza sulle piccole vittime dei pedofili, ed aMaurizio Martucci, autore del libro “Non scherzo” (Eraclea Libreria Sportiva), meticolosa inchiesta sulla tragica morte del calciatore italiano Luciano Re Cecconi nel gennaio del 1977.

Maria Lucia Riccioli – con il libro “Ferita all’ala un’allodola” (Lab), incentrato sulla vita della netina Mariannina Coffa (poetessa e artista, personaggio di rilievo del Risorgimento Italiano) – e Michele Giardina – con “Un uomo di Borgata” (Prova d’Autore), romanzo sul tema dell’immigrazione, della solidarietà e dell’integrazione dei migranti – sono i vincitori della sezione “Frammenti Letterari”.

All’insegna dei giovani le sezioni “Poesia” e “Storia e Territorio”, con le affermazioni di Cetta Lentinello – per la sua prima raccolta di poesie intitolata “Grembo di versi” (Urso) – e degli studenti della IV A 2011/12 del Liceo Quintiliano di Siracusa – per il libro “Sogno di indipendenza. Siracusa nella prima metà dell’Ottocento” (Morrone), in collaborazione con la docente-scrittrice Elvira Siringo.

Le menzioni speciali “Capo Passero” sono andate al giornalista Alfio Di Marco (per un ampio reportage sul faro “Cozzo Spadaro” di Portopalo pubblicato sul quotidiano La Sicilia) ad Andrea Rebolino – (conduttore della trasmissione web-radiofonica “Librando”, su Dimensione Radio SR) e alla docente Silvana Scrofani (per un saggio incentrato sulla violenza sulle donne).

Tra i vincitori delle precedenti edizioni del “Più a sud di Tunisi” spiccano i nomi di Giulio Albanese, Alfio Caruso, Claudio Monici, Maurizio Di Schino, Nello Scavo, Vincenzo Grienti, Felice Cavallaro e Sandro Petrone. La cerimonia di consegna si svolgerà sabato 13 ottobre 2012 – con inizio alle ore 21 – al Teatro Comunale “Gozzo” di Portopalo (Siracusa).

fonte: SiracusaNews

© Letteratitudine

https://letteratitudinenews.wordpress.com/2014/11/03/mariannina-coffa-di-marinella-fiume/

MARINELLA FIUME
ci racconta
MARIANNINA COFFA (la poetessa, il nuovo libro, il convegno)

Il 7 e l’8 novembre 2014, a Noto, il convegno “Mariannina Coffa: sguardi plurali” (a fine post, la locandina relativa all’evento)

Mariannina Coffa, la donna inquieta, l’intellettuale antesignana, la poetessa visionaria

di Marinella Fiume

Mariannina Coffa Caruso (1841-1878) – la “Saffo”, la “Capinera di Noto” – è una poetessa vissuta negli anni cruciali tra le battaglie risorgimentali e l’assestamento del nuovo Stato unitario. La sua vicenda umana, per certi versi comune a tante borghesi dell’Ottocento – e non solo in Sicilia – si evolve in chiave originale attraverso il contatto con filoni di pensiero riconducibili alla Massoneria, al Magnetismo o Mesmerismo animale, al Sonnambulismo, allo Spiritismo, al Raffaellismo, all’Omeopatia. Attraverso una ricostruzione accurata dei codici culturali e simbolici del contesto e la lettura integrale del suo ricco Epistolario custodito presso la Biblioteca “Principe di Villadorata” di Noto (SR), è possibile seguirne le tracce private e pubbliche che, insieme a uno spaccato inedito della Sicilia di quegli anni, ci restituiscono il dramma esistenziale e le progressive tappe della presa di coscienza di una donna inquieta, di una poetessa visionaria, di un’intellettuale antesignana che affida a una protesta metafisica la possibilità di un riscatto e di una realizzazione personale, in un’epoca alle soglie della scoperta dell’inconscio.
A Noto (Siracusa), il 30 settembre 1841, dall’avvocato Salvatore Coffa Ferla di accesi spiriti antiborbonici ed esiliato a Malta dopo i fatti del ‘48 insieme a Matteo Raeli, futuro Ministro dell’Italia unita, e da donna Celestina Caruso, nasceva Mariannina. La sua era tra le più illustri famiglie della borghesia delle professioni, di spicco per meriti culturali tanto per ascendenza paterna che materna: il nonno materno, Giuseppe Caruso Olivo, era medico, l’avo paterno, Giuseppe Coffa, segretario dell’Accademia dei Trasformati, latinista e dilettante scrittore di teatro. In questo vivace ambiente liberale dominato dalla cultura e dalla sociabilità massoniche, di quella Noto che doveva essere ancora per pochi anni capovalle prima che il titolo andasse a Siracusa, si svolge l’infanzia della “sensitiva” Mariannina.
Dà segni precoci di vocazione poetica e a dieci anni frequenta il Collegio laico Peratoner di Siracusa, dove apprende i primi rudimenti di versificazione da Francesco Serra Caracciolo. Nel 1852, gli viene affiancato come precettore, a Noto, l’intransigente sacerdote Corrado Sbano che guida sapientemente le sue letture e disciplina il suo estro.
Un primo saggio di poesie scritte a dodici anni è pubblicato a Siracusa nel 1855; un altro, a cura di parenti e amici, vede la luce a Noto nel 1859. Il successo che arride a questi volumetti e la fama che viene acquistando le meritano diplomi di varie Accademie italiane e straniere, come quella di Scienze e Lettere di Parigi.
Dal 1855 al 1859, seppur senza continuità, le vengono impartite lezioni di piano dall’avvenente Ascenzio (o Ascenso, come lei ama chiamarlo) Mauceri, drammaturgo e musicista di belle speranze, che ha studiato al Conservatorio di Napoli, liberale del circolo di Matteo Raeli e suo protetto.
L’amore sboccia spontaneo tra questi due figli del secolo, appassionati del melodramma e di Byron, entrambi soci della rinomata Accademia netina dei Trasformati e frequentatori degli stessi salotti, dove la poetessa è ricercata, fanciulla, per l’ispirata vena improvvisatrice, assai in voga in quegli anni.
La formale promessa di matrimonio fatta dai Coffa ad Ascenso – da cui ci si aspettava un glorioso futuro di drammaturgo, come dimostrava l’apprezzamento ai suoi Drammi da parte di molti intellettuali siciliani ed anche fiorentini – non viene rispettata dalla famiglia di lei ,che preferisce un più vantaggioso matrimonio di convenienza col proprietario terriero ragusano Giorgio Morana.
Già nel ‘59 entra nella vita della poetessa il democratico magnetista e omeopata originario di Augusta, dott. Giuseppe Migneco che, chiamato a Noto per la cura efficacemente messa a punto delle epidemie di colera, dopo il suo ritorno dall’esilio comminatogli su denuncia del Tribunale dell’Inquisizione, è ospite in casa Coffa. Quella sera Mariannina sperimenta gli effetti di quel “sonnambulismo indotto” e quelle tecniche estatiche che approfondirà in seguito e le cui visioni canterà nella produzione poetica successiva alla prima stagione patriottica.
Le lettere di Mariannina al precettore, ai familiari, agli amici e ai conoscenti, ma particolarmente l’Epistolario amoroso ricostruiscono il rapporto con Ascenso dagli anni del fidanzamento al 1872, anno in cui l’uomo decide di interrompere bruscamente e senza un’apparente ragione la relazione epistolare. Le lettere ad Ascenso e le altre al precettore, ai familiari, agli amici e ai conoscenti, scritte dopo che la poetessa è divenuta la Signora Morana, una mal mariée come tante aristocratiche e borghesi della Sicilia del XIX secolo, descrivono l’inferno domestico nella sua casa di Ragusa, in quella città fredda ed emarginata dell’interno dell’isola, accanto a un marito succube del padre, un suocero rozzo e violento che le rimprovera l’esiguità della dote, le apre la corrispondenza e le vieta la scrittura perché “rende le donne disoneste”, a delle cognate da cui non può attendersi comprensione. Una quotidianità fatta di pesanti incombenze domestiche, di mal tollerate e ravvicinate gravidanze che minano il suo gracile fisico, di malattie e mortalità dei figli, ma fatta anche dell’angosciante senso di colpa per aver ceduto al volere dei genitori quel fatidico 8 aprile 1860.
L’ineluttabilità della separazione, l’invito alla realtà presente, l’orgoglio ferito restano invece il tasto preferito nelle sue lettere da Ascenso, che non le perdonerà mai quel cedimento e il suo debole carattere, mentre cercherà di ricondurre il dialogo ai temi impersonali della conversazione tra amici e intellettuali.
Nel 1864, in occasione di una grave malattia che porterà alla morte una figlioletta, l’insofferente coscienza del presente e la drammatica impotenza a cambiare una vita non scelta esploderanno nella “crisi isterica con estasi e sognazione spontanea”, che il medico ragusano Filippo Pennavaria descrive nel “caso clinico”.
L’anno precedente veniva pubblicata a Torino la terza raccolta di Canti a cura dell’ammiratore avvocato Michele Bertolami, altre poesie compaiono sparse in vari periodici.
I rapporti tra la poetessa e il medico omeopata e magnetista dott. Migneco riprendono dopo il matrimonio di lei: gli si rivolgerà per la salute dei figli, dopo che la medicina allopatica gliene avrà “uccisi due”, ed egli li curerà a distanza con rimedi omeopatici. A lui e alle sue metodiche del magnetismo animale e dell’omeopatia affiderà anche la salute propria, quando la malattia del corpo e della psiche si aggraverà, facendosi accompagnare dal marito nella casa di Catania del medico e risiedendovi alquanti giorni. Alle dottrine del “sapiente maestro”, cui dedicherà un’Ode, affiderà l’ultima possibilità di “protesta metafisica”, di redenzione e sublimazione del dolore e di conseguimento di una improbabile felicità. Il magnetismo fu infatti, non solo un nuovo modo di guarigione individuale, ma una speranza di palingenesi socio-politica e di rivendicazione di un nuovo protagonismo delle donne. Diverrà socia di numerose società occultiste magnetiche, “spirituali” e teosofiche, in Italia e all’estero, come la “Società magnetica d’Italia” con sede a Bologna e quella “Società Elorina” fondata a Noto dal dott. Lucio Bonfanti, vecchio democratico, medico omeopata e referente netino del Migneco.
La svolta, forse non imprevista, aprirà una nuova stagione poetica che veicolerà nella produzione di questi anni un fitto simbolismo esoterico, inedito nel panorama letterario tardo-romantico italiano: scriverà in stato “d’estasi magnetica” poesie visionarie e profetiche.
Si aprirà, così, l’ultima fase della vita della donna, quella della coscienza e di un’autonomia recuperata proprio a causa della malattia, nella quale, contro la volontà della famiglia e nell’indifferenza del marito, si allontanerà da Ragusa per farsi curare a Noto dal dott. Lucio Bonfanti, il vecchio democratico del ‘60, nemico del moderato Coffa e dei medici allopatici a lui vicini; scriverà parole di odio contro i genitori e i loro “ipocriti” amici, dichiarerà la volontà di divorziare dal marito, si rassegnerà a vivere lontano dai figli, finirà i suoi giorni nella miseria, nell’inedia e nell’abbandono, assistita solo dalle cure del Bonfanti e di pochi altri amici.
Un’estrema lucida coerenza le fa concludere i suoi giorni, a 36 anni, non col perdono, ma con un lucido desiderio di vendetta. E se il Comune non avesse decretato il lutto cittadino e i pubblici funerali, alla sua morte, avvenuta all’alba del 6 gennaio 1878, la “capinera di Noto” sarebbe stata sepolta nella bara dei poveri. Ai funerali, nessuno della famiglia ragusana.
La seguirà nella tomba, l’8 febbraio dello stesso anno, il padre, mentre il Migneco morirà a Catania il 1 febbraio 1884 e Ascenso Mauceri, Preside del Liceo di Noto e marito mancato della poetessa, che curerà la pubblicazione postuma di un volume di sue poesie, il 13 aprile 1893. Il medico omeopata Lucio Bonfanti, che assistette pietosamente la poetessa morente, si spegne in ombra nel 1880.

 

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voglio il mio cieloIl libro

Il nuovo libro edito da Bonanno, appena approdato nelle librerie, Voglio il mio cielo. Lettere di Mariannina Coffa al precettore, ai familiari, agli amici, è diviso in due parti: la prima, di Marinella Fiume, è un saggio critico sul contesto politico e culturale, le vicende biografiche e la poesia della netina; la seconda, scritta con Biagio Iacono, comprende tutto il corpus delle lettere scritte dalla Nostra al precettore, canonico Corrado Sbano, ai familiari e agli amici, praticamente per tutto il corso della sua breve vita. Un vero e proprio scoop è l’ultimo capitolo: “Il giallo dei manoscritti scomparsi” nel quale, attraverso documenti inediti dell’Archivio di Stato di Noto, si ricostruiscono gli eventi subito dopo la morte della poetessa, con la scomparsa degli scritti che ci sottraggono opere probabilmente pregevoli della Nostra, e la lite giudiziaria tra il medico curante, l’omeopata dott. Lucio Bonfanti – che pretende il pagamento delle cure e dei prestiti fatti alla poetessa abbandonata dai familiari nei mesi che preludevano alla morte – e il vedovo Giorgio Morana – che accusa il medico di averla fatta morire per l’uso di un sistema di cura non riconosciuto dalla medicina allopatica.

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Il Convegno

Il Sindaco del Comune di Noto Corrado Bonfanti e l’Assessore alla Cultura Cettina Raudino, riconoscendo l’alto valore della poesia della Coffa, orgoglio del Campanile e testimonianza di una figura esemplare di donna, di un’intellettuale precorritrice dei tempi – e perciò all’epoca non sempre compresa-, la onora con un importante Convegno che si terrà a Noto tra il 7 e l’8 novembre e che vedrà la partecipazione di studiosi ed esperti di fama nazionale: dal prof. Santi Fedele dell’Università di Messina, che inquadrerà storicamente la figura, al prof. emerito Nicolò Mineo, che relazionerà sulla sua Poetica, alla prof. Maria Conforti dell’Università la Sapienza di Roma, che relazionerà sulla Medicina in Italia e in Sicilia nell’Ottocento, alla prof. Ida Fazio, dell’Università di Palermo, che inquadrerà la figura della Coffa nell’ambito degli studi di Storia di genere. Saranno presenti anche studiosi locali della poetessa, come Stefano Vaccaro, Angelo Fortuna, Enzo Papa, Salvatore Martorana, Maria Lucia Riccioli e Paola Liotta. Non mancherà il momento della drammatizzazione e della musica: la prima affidata a Lucia Sardo e a Donatella Liotta per la regia di Beppe Rosana, la seconda a Carlo Muratori. Il Convegno, dal titolo “Sguardi Plurali”, ad indicare la pluralità di approcci per la comprensione a tutto tondo della donna e della poetessa, una due giorni che si svolgerà nelle prestigiose cornici barocche di Palazzo Impellizzeri e di Palazzo Trigona, è stato organizzato da un Comitato scientifico presieduto dall’infaticabile Assessore Raudino e formato, oltre che da studiosi locali, dalla direttrice della Biblioteca civica “Principe di Villadorata” di Noto, Carmen Tiralongo e dalla responsabile dell’Archivio di Stato di Noto Giuseppina Calvo. A corredo del Convegno, una preziosa mostra di inediti tratti dall’Archivio di Stato, dalla Biblioteca comunale e dal Museo delle carte, dal titolo “Mariannina Coffa: la coscienza della donna, la maturità della poetessa”, inaugurerà i lavori.

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© Letteratitudine

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La volanzine con l’incipit di FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

Opere finaliste KAOS 2014

KAOS FESTIVAL e le opere finaliste, tra cui FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

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Io al KAOS FESTIVAL.

Mariannina e Angelo

L’angelo del monumento alla poetessa…

Scrivere non è un mestiere per donne

La copertina del volume con un’intervista fattami da Laura Costantini e la citazione degli scritti della Coffa.

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Recensione su LA CIVETTA DI MINERVA (grazie ad Alessandra Privitera)

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L’evento FILDIS TEOCRITO.

Un tè con l'autore

Il tè con l’autore a cura di Paola Liotta…

Carlo Muratori e Mariannina Coffa 4 marzo 2016

Carlo Muratori alla Biblioteca dei Cappuccini con la raccolta postuma della poetessa.

Mariannina Coffa ANDY WARHOL 14 febbraio 2014

SEMAFORO ROSA.

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Ricordo della splendida presentazione modicana.

https://www.youtube.com/results?search_query=maria+lucia+riccioli

Qui trovate i booktrailer e l’intervista di Vincenzo Rosana oltre ad altro materiale sui miei libri e le mie attività.

Molti altri ricordi sono presenti in rete e soprattutto nel mio cuore.

Ringrazio presentatori, relatori, recensori… e soprattutto i miei venticinque lettori.

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