Tag

, , , , , , , ,

https://it.wikipedia.org/wiki/Sant’Agata

« Non valser spine e triboli,
non valsero catene;
né il minacciar d’un Preside
a trarla dal suo Bene,
a cui dall’età eterna
fu sacro il vergin fior »(Mario Rapisardi, Ode, per il 5 febbraio 1859)

Sant’Agata è un esempio di costanza nella fede nonostante le torture e le minacce psicologiche subite. Simbolo anche di femminilità offesa nella sua sacralità – i seni recisi ne sono il segno.

Questa figura luminosa è legata a quella della siracusana Lucia: la giovane siracusana andò con la madre gravemente ammalata a pregare sulla tomba di Agata per implorarne la guarigione. Narra la leggenda che Lucia, mentre pregava, ebbe una visione nella quale Sant’Agata le disse «perché sei venuta qui quando ciò che mi chiedi puoi farlo anche tu? Così come Catania è protetta da me, la tua Siracusa lo sarà da te.» La madre di Lucia guarì, e la giovane dopo poco venne martirizzata.

La reliquia della mammella di Sant’Agata (photo by Giuseppe Puzzo)

L’omaggio al reliquario-

ODE A SANT’AGATA
di
Giuseppe Puzzo
(5 Febbraio 2013)

Salve, o Bambina Sfavillante
Di gloria e di beltà!
Bionda e di etereo sembiante,
Testimone dell’Eccelsa Maestà!
L’anima mia anela spenta
Volendo parlar con Te!

Narrami, Bellissima e Gloriosa,
Della tua immane fè!
Come pur la Città Etnea, furiosa,
Tremò d’ira quel dì per te,
E le minacce del crudele
Che su di te muoveva il piè!

Alla matrona ti lasciò
Per corrompere i tuoi passi!
Ma ciò fu vano e gli gridò:
“ più facile rammollire i sassi!”
Senza pace, lo sciagurato
Al flagello ti gettò!

Gridasti agonizzante
Come egli profanare osava
Ciò che succhiò quand’era infante
Nel sen che la sua madre dava,
E infin, guarita per prodigio,
Nelle ardenti fiamme ti bruciò!

Nei dì seguenti, in cella oscura,
Rapita fosti in cielo,
E vittoriosa, con alma pura
Fedele fosti al sacro Velo
che la tua terra difenderà
Presso il Cristo Vincitor!

Il tiranno sventurato
Dalle iraconde acque fu inghiottito,
E il tuo corpo venerato
D’onore e suppliche fu investito!
Pur Lucia, eletta fanciulla,
Verso te spinse il suo cor!

Alle tue spoglie pensieri casti
Dubbi e grazie, fedele, espose,
E nei Suoi sogni ti rivelasti
Chiedendo il come di tali cose!
Col patronato in patria sua
le divinasti il suo martir!

Cosa tocca a me da far
In questa vita addolorata?
Dolente vorrei scampar
L’amara sorte insanguinata,
Ma porgi l’aita, presso Iddio
Per adempiere il suo dir!

Voi tutti, o Celesti Creature
Siete e sempre siate le mie stelle!
L’amar supplizio e le paure
Mi scostan da le provate pie animelle!
Ma Voi, e Te, splendenti
Lenitemi quaggiù dal ciel!

Riconosco, o virtuosa Giovinetta
Le aspre macchie dell’alma mia!
Essa piange, geme, aspetta
Di ritrovar la giusta via!
Conducimi al traguardo santo
O stendi in me un pietoso vel!

Sentite, o devoti e fedeli, l’aria solenne!
Le campane inneggiano a Colei
Che le vittorie in cielo ottenne
Rinnegando i falsi dei!
Gioisce l’isola incantata,
E i figli corrono al suo altar!

La tua mano noi sostiene
O dei catanesi gran conforto!
La Sicilia a Te appartiene
E alle sue martiri del Risorto!
Possa tu, o Generosa
Il mio lamento consolar!

 

Un video che ci narra la storica visita di Papa Wojtyla in Sicilia… invitava i concittadini della martire Agata a risollevarsi. Che vuol dire saper dire no, saper combattere il male, saper essere testimoni credibili.

Annunci