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L'immagine può contenere: oceano, cielo, spazio all'aperto e natura

E ora vacanze, relax e una buona lettura!

Vi offrirò ogni giorno qualche parola tratta dai miei libri, magari sarà uno spunto per riflettere emozionarsi sognare…

Intanto buona estate e stay tuned!

FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA (PerroneLab, Roma 2011 e L’Erudita editrice, 2013)

2. – continua

«Che hai, figlia mia?».

Marietta Peratoner, la sorella di Giovanni, è la maestra delle convittrici più piccole. Ha notato dal primo giorno questa giovinetta netina, tanto sensibile da lacrimare appena volga lo sguardo verso il mare che, ne è certa, deve ricordarle qualcosa.

«Non ti trovi contenta fra noi? Pensi al tuo paese?»

Non riesce a spiegarsi, Mariannina, e allora singhiozza. O s’ammala di nostalgia e dev’essere messa a letto.

Come spiegare a Marietta Peratoner le sue angosce notturne? Mariannina, abituata al lumicino, quand’è ora di dormire serra gli occhi ma la sua immaginazione viva le fa figurare il mare scurùso e funnùto al di là delle imposte, le strade rischiarate da rari fanali a olio e dalle fiammelle che trimulìano davanti alle cone. Siracusa chiude le sue porte, si rinserra in un sonno di piazzaforte ben guarnita, eppure Mariannina sogna il lettino della sua camera di Noto, impregnato dei balsami della campagna, la sua città che di notte si distende sui colli invece che rinchiudersi in una morsa di pietra e mare.

Come raccontare alla maestra i giochi di bambina, i baci di nonna Caruso, i fiori del nonno… gli occhi splendidi e severi del signor Mauceri? Ascenso… Perché le tornano in mente proprio ora?

Le compagne scherzano, s’abbracciano, forse prendono in giro questa notigiana che pensa sempre ai colli del suo paese, che si scorda delle regole dell’Istituto, che scrive chissà che cosa in quei quaderni che si porta sempre appresso, anche durante le passeggiate.

QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU, Algra Editore, Viagrande (CT) 2014.

L’ABBURU DI FICU

 

Cristu e l’apostuli jèunu jennu,

e tanti cosi jèunu virennu.

Caminannu, ’u Signuri cci parrava,

e duci e pacinziusu ’i ’mmaistrava.

’Ngnonnu passaru ammenzu a ’nu tirrinu.

C’era ’n abburu ’i ficu, chinu chinu,

e supra li rami jàuti, abbrancicata,

c’era ’na vecchia, laria e stranchillata.

Ficu supra ficu arricugghieva

e ’nta ’n mantali nìuru ’i mitteva.

Ficu boni e ficu tinti pigghiava,

e Petru, curiusu, addumannava:

«Signuri, ma picchì cogghi ’i scattioli?

Su’ nnichi e duri!». «Aspittati, figghioli».

(continua)

Se vuoi proprio andare a pescare

i pesci più piccoli dovresti rigettare:

cresceranno proprio come te

e forse ti ringrazieranno, lo sai perché?

La vita sempre si ama e si rispetta, 

grande come una balena o una conchiglietta!

(da LA BANANOTTERA, VerbaVolant edizioni, Siracusa 2015)

Alla fine della storia di Nana la balenottera gialla, ovvero la bananottera, mi sono divertita a mettere in rima il decalogo di Legambiente per godere del mare senza inquinare né sporcare.

LA BANANOTTERA è stata ospite di Libridamare… (che nasce nel 2013 per coniugare la lettura con le altre arti nei luoghi suggestivi della città all’insegna della memoria e della lentezza).

https://www.facebook.com/libridamarebisceglie/?fref=mentions

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Con Viviana Giubilo e Daniela Petracca.

Grazie!

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