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Mi piace scrivere questo pezzo a ridosso del Giorno delle Scrittrici, istituito dalla Biblioteca nazionale spagnola insieme alla FEDEPE e all’Associazione classiche e moderne, che si occupano di scrittrici e del loro contributo nella storia della letteratura e non solo. Mi piace che questa celebrazione cada a ridosso della festa di Santa Teresa – 15 ottobre.

El Día de las Escritoras es una conmemoración promovida por la Biblioteca Nacional de España junto a la Federación Española de Mujeres Directivas, Ejecutivas, Profesionales y Empresarias (FEDEPE) y la Asociación Clásicas y Modernas que, desde el año 2016, busca reivindicar la labor y el legado de las escritoras a lo largo de la historia a partir de la lectura de fragmentos representativos de sus obras.

Cada año, esta celebración se lleva a cabo el lunes más cercano a la festividad de Teresa de Jesús, el 15 de octubre, en el Salón de la Actos de la Biblioteca Nacional de España y en otras entidades e instituciones nacionales e internacionales que se suman a la iniciativa.

Para cada edición se designa una comisaria, que elige el tema en torno al cual realiza una selección de textos de destacadas escritoras españolas e  hispanoamericanas, que posteriormente son leídos por personas de reconocido prestigio social y cultural, entre las que hay una especial representación de creadoras en activo. 

Ecco cosa scrive il 9 ottobre scorso Laura Costantini…

Maria Lucia Riccioli finalmente e in colpevole ritardo sto leggendo – e amando, Mariannina Coffa.

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Quest’anno sto leggendo molto, come testimonia la mia reading challenge su GR. Solo che esistono libri – belli e importanti – che sul social dedicato alla lettura non ci sono perché sono usciti dagli scaffali delle librerie, anche quelle digitali. Ecco, io ho iniziato oggi a leggere un romanzo che posseggo da anni. “Ferita all’ala un’allodola” di Maria Lucia Riccioli. Si tratta della biografia romanza di Mariannina Coffa, poetessa e intellettuale di epoca risorgimentale, siciliana. Ebbene. sto adorando questo libro e ve ne parlerò più diffusamente. Purtroppo è la solita storia: perché non ha avuto più visibilità, perché non è famoso, perché non si trova più in vendita?
#ioleggoitaliano
#ioleggodifferente
#womendoitbetter
#ticonsiglio1libro
#uscitedalleclassifiche

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Non so come ringraziare Laura Costantini dell’attenzione verso il mio primo romanzo…

Non avrei saputo formulare domande migliori sul destino della mia prima creatura letteraria: la storia di Mariannina Coffa mi è carissima, così come le sue opere e il suo misconoscimento e il mio libro su di lei mi ha regalato tanto in termini di autostima, speranza di potermi anche io annoverare tra le “scrittrici”, riconoscimenti, recensioni, interviste…

Ed ecco che cosa scrive Laura Costantini il 15 ottobre…

Sono a pagina 250 su 445 del romanzo di Maria Lucia Riccioli sulla figura di Mariannina Coffa, poetessa, intellettuale, donna risorgimentale.
Questo romanzo, “Ferita all’ala un’allodola”, è un libro di denuncia che, nonostante stile e intenti agli antipodi, affiancherei a “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood per la potenza, oserei dire la violenza, del messaggio.
Mariannina Coffa era uno spirito elevato, una poetessa finissima, una letterata. Ma della sua anima sensibile, della sua intelligenza raffinata, delle sue aspirazioni nessuno, a partire dalla sua famiglia che pure l’amava, ha avuto pietà. Perché fimmina era. L’hanno uccisa lasciandola in vita, condannandola a un matrimonio di convenienza. A farsi schiava e carcerata in casa di gente ottusa, di un marito che da lei voleva solo una scopata ogni sera per ingravidarla più volte possibile.

Ecco, ne parlerò ancor più diffusamente quando avrò finito di leggere, ma questo romanzo è un atto di accusa altissimo e una denuncia del più evidente e ignorato dei crimini contro l’umanità: la persecuzione millenaria contro le donne in quanto tali.

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Laura ZG Costantini a Book Advisor

Due stralci dalla biografia romanzata della poetessa siciliana Marianna Coffa scritta da Maria Lucia Riccioli. Libro edito da L’Erudita e ormai introvabile. Titolo: Ferita all’ala un’allodola. Citazione di un verso di William Blake.

Se lo trovate, leggetelo.

 

Un libro femminista come pochi altri.

Se lo cercate in qualche mercatino dell’usato, forse lo trovate.
Io ve lo consiglio caldamente.
#ticonsiglio1libro
#ioleggoitaliano
#ioleggodifferente
#womendoitbetter

https://lauraetlory.blogspot.com/…/ferita-allala-unallodola…

https://lauraetlory.blogspot.com/2019/10/ferita-allala-unallodola-di-maria-lucia.html?fbclid=IwAR0nG8rUKmcOuScyhPRcRlqgc-U_-7BiBBhTihRAlg5OFbP5LhpBnc1W9Fc

venerdì 25 ottobre 2019

Ferita all’ala un’allodola di Maria Lucia Riccioli (39simo libro letto quest’anno)

Questo romanzo sul social dei lettori, Goodreads, non c’è e non è neanche possibile inserirlo, perché non è più disponibile alla vendita. I libri, secondo le logiche di mercato, hanno un’aspettativa di vita breve. E questo è stato pubblicato, la prima volta, nel 2011, poi rieditato nel 2013. Comunque troppo in là nel tempo per “esserci” ancora. Eppure c’è. C’è come pochi altri romanzi che ho letto. C’è perché merita di esserci.
Maria Lucia Riccioli ha svolto un certosino lavoro di ricostruzione dell’esistenza terrena di Mariannina Coffa, poetessa e intellettuale risorgimentale, purtroppo misconosciuta fin dagli anni in cui, viva e vibrante, venne di fatto seppellita in un’esistenza che non le apparteneva.
Voleva scrivere e vivere di poesia e di cultura, voleva amare liberamente chi le aveva fatto battere il cuore. Voleva essere riconosciuta come persona.
Ma “fimmina era” e in quanto tale non aveva diritto ad altro che a un matrimonio basato sul denaro e i beni al sole, una casa da accudire, figli da dare a un marito poco più che estraneo.
Non era “normale”, Mariannina Coffa. Non voleva esserlo. Forse non poteva. Infatti la sua vita si consumò in un breve lampo. Si spense a 37 anni, divorata da un cancro all’utero e dalla consapevolezza di essere sola, abbandonata, avversata dalla stessa famiglia alla quale aveva sacrificato ogni aspirazione pur di conservare onore e rispettabilità.
L’autrice scrive con una lingua arcaica, pastosa, lirica, con rimandi al melodramma, alla poetica del Risorgimento, al dialetto, anche. È come se a parlare dalle pagine fosse Marianna in prima persona. lei che racconta, soffre, rivela e si ribella, anche, a una condizione della donna che è violenza istituzionalizzata e custodita perfino dalle stesse altre “fimmine” convinte del proprio essere proprietà di padri, fratelli, mariti e figli. Lei no. Mariannina Coffa no. E paga con la vita.
Questo libro è doloroso, lo si chiude con un sentimento di gratitudine e di rabbia. La rabbia di quel busto che le hanno dedicato a Noto, dopo averla avversata, irrisa e calunniata in tutto l’arco della sua breve vita. Una testimonianza necessaria, per non dimenticare cosa significa nascere donna. E cosa molti vorrebbero significasse anche oggi.

1 commento:

Sono felice che il romanzo ti sia “arrivato”, come una freccia scagliata dal 1878 attraverso l’arco della mia penna.
Grazie di queste parole, risarcimento alla mia fatica gioiosa di scrivere e postumo ma credo gradito per Mariannina Coffa.

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Nel libro “Scrivere? Non è un mestiere per donne” c’è un mio contributo su Mariannina Coffa, poetessa e patriota netina protagonista del mio romanzo storico FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

Un caro saluto a Laura e Lory – Loredana Falcone, compagna letteraria di Laura Costantini -, che con me hanno condiviso l’avventura di LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri e tante sfide letterarie…

via Saggisti italiani di fantastico: Laura Costantini

Día de las Escritoras