Una lettera dal mare

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Una bella sorpresa da un amico di penna… ve la dono in questa Giornata del Libro 2020 così inusuale.

Ringrazio gli editori che hanno avuto fiducia in me – in primis Giulio Perrone Editore che con Perrone LAB e L’Erudita Editrice ha regalato due vite al mio primo romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, Alfio Grasso di Algra editore che ha pubblicato QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU, raccolta di cunti siciliani, e Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro, splendidi padroni di Casa VerbaVolant ed editori della mia fiaba LA BANANOTTERA.

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L'immagine può contenere: cielo, nuvola, montagna, natura e spazio all'aperto

“Vi vogghiu cunturi ‘na storia antica.
Cu nun mancia pani cogghi ‘a muddica.
‘N gnonnu a San Petru ci murìu ‘a matri,
e ghìu o’ ‘Nfennu cu assassini e latri.”

Maria Lucia Riccioli, “Quannu ’u Signuri passava p’ ’o munnu” (Algra Editore, 2014)
Foto di Alessio Grillo.

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Buongiorno! Oggi è la giornata internazionale del libro. L’avremmo festeggiata qui, con voi, nella nostra biblioteca.

Per ora possiamo soltanto augurarvi buone letture e sperare di potevi accogliere nuovamente tra le pagine dei nostri libri e tra le mura della nostra Casa.

Risultato immagini per vermeer donna lettera

https://artsandculture.google.com/asset/donna-che-legge-una-lettera-davanti-alla-finestra/3wFQaidzxA5mqg?hl=it

L’ispirazione è giunta da questo splendido quadro di Vermeer…

Antonio Famà legge UNA LETTERA DAL MARE, racconto mio tratto da IL TEMPO DELLE FARFALLE, antologia di racconti curata da Luigi La Rosa e edita da Perrone LAB.

Mario Lina Tu leggi divinamente. Maria Lucia è straordinaria.
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  • Mario Lina Antonio Famà, sì, ricordo ancora che la prima volta che la lessi mi commossi, e mi sono commossa ancora. Perchè non ci leggi qualche racconto tuo?
    Elimina o nascondi
  • Rispondi
  • 20 h
  • Maria Lucia Riccioli Grazie Antonio… mi restituisci le mie stesse parole e le rendi nuove.

 

Un video di speranza

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L'immagine può contenere: Raffaele Aprile, testo

Su LA SICILIA, 30 aprile 2020.

Sulla Sicilia nella sezione – Siracusa – un articolo che parla del ” video di speranza “. Un video che vede coinvolte tante testimonianze, con il solo fine di aiutare il prossimo perché insieme “ce La Faremo” a superare questo periodo travagliato.
#andràtuttobene #nonseisolo #speranza #preghiera Raffaele Aprile
Deo gratias!

Anche su LA CIVETTA DI MINERVA…

Ecco le parole di don Raffaele Aprile, presbitero presso la Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa: “Un video di speranza… Voglio farvi dono di un video che vuole essere un inno di speranza e di rinascita. La speranza, infatti, è la parola che Dio ha impresso nel cuore di ogni uomo. Essa vede l’invisibile, tocca l’intangibile e raggiunge l’impossibile. Cari amici, condividete affinché questo video raggiunga più persone possibili. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno partecipato: Sally de Luca, Germana Falco, Giorgia Midolo, Elly Gallo, Carmen Tafuri, Ida Vasta, Andrea Scorsonelli, Giuliana Giarrizzo, Stefania Castilletti, Antonino La Greca, Salvatore Picca, Salvatore Paolo Cucè, Anna Gioia, Vincenzina Botindari, Franco Balistreri, Safiria Leccese, Sac. Giuseppe Calabrese, Fabio Colagrande, Massimo Mollica, Nancy Sanfilippo, Francesco Elia, Davide Lo Bue, Filippo Antonino Cacioppo, Maria Lucia Riccioli, Maria Accillaro e tanti altri ancora”.

Come potete vedere, tra i nomi di devoti e volontari della Basilica, ci sono anche quelli di autori e conduttori televisivi, accomunati dalla volontà di offrire un contributo di speranza sia a chi crede che a chi non ha sperimentato la fede, nel desiderio di illuminare questi giorni strani e difficili.

Il video verrà trasmesso da Tris Siracusa su canale 172 oppure su www.srlive.it o su www.teletris.it dopo la Santa Messa delle 11 e delle 18.

Il video verrà trasmesso sul canale 654 (TeleCittà Siracusa) e sui social dell’emittente:

https://m.facebook.com/telecittasr/?refid=52&__tn__=%2As-R

“La Civetta di Minerva” ha spesso intervistato e recensito don Aprile, specie in occasione delle presentazioni dei suoi libri “Innamorato del cielo” e “Fratelli di cielo”, la cui dotta presentazione, a firma di Monsignor Giuseppe Greco, direttore della storica Biblioteca Alagoniana di Siracusa, è stata pubblicata su “L’Osservatore Romano”. La offriamo ai nostri lettori.

https://www.vaticannews.va/it/osservatoreromano/news/2020-04/fratelli-di-cielo.html

«Fratelli di Cielo». Cielo non nel senso cosmologico ma nel senso teologico. Il Cielo rappresenta il mistero di Dio. Fratelli perché nati dallo stesso grembo del mistero, dal grembo di un mistero di amore. Un mistero di amore infinito. Un mistero di amore eterno.

Con questi Fratelli di Cielo – in versi si raccontano in cammino con Maria (Enna, Bonfirraro Editore, 2019, pagine 286, euro 16,90) don Raffaele Aprile, sacerdote del santuario della Madonna delle lacrime di Siracusa, intesse un dialogo poetico e forma un libro di poesia corale. Non è soltanto lui che esprime intuizioni poetiche e illuminazioni spirituali, ma è lui insieme ad altri poeti e ad altri uomini e donne di vita spirituale che compongono questa armonia di pensieri. E di armonia si tratta, non soltanto di melodia. È come un canto polifonico. Viene da pensare al grande teologo Hans Urs von Balthasar, il quale diceva: «La verità è sinfonica». E noi constatiamo che la verità più alta è la poesia, la poesia è veritatis splendor, splendore della verità. La poesia corale acquista una maggiore forza di penetrazione nel cuore di chi ascolta.

Affinché si realizzi un’armonia è necessario che le varie note siano consonanti, non dissonanti. E in realtà ogni poesia e ogni riflessione spirituale in questo libro costituiscono un insieme armonioso. Ogni autore presentato in questo libro ha la sua peculiarità, ha la sua storia spirituale, ha la sua specifica sensibilità, ma in questa diversità di voci c’è un filo conduttore, un’unica visione di fede, un unico desiderio di comunicare il profondo messaggio spirituale che è la connotazione di tutti.

«Fratelli di Cielo»: è un’espressione che denota una comune aspirazione al Cielo. San Paolo ci dice: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio, rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra» (Colossesi, 3, 1).

La vita sulla terra serve per costruire un tesoro in Cielo. Padre Raffaele lo dice in maniera convinta, nella sua poesia, con queste parole: «Facciamo la tua volontà, Signore… E così, giorno dopo giorno, costruisco / il mio tesoro in Cielo» (pagina 102).

Egli esprime alcuni versi struggenti che raccontano il suo anelito al Cielo. Così è detto: «Fuoco che brucia l’anima, passione e dono totale / a Te e ai fratelli. / Vita che vibra in fondo alle mie viscere, Cielo che racconta l’infinito di Dio» (pagina 103).

Nessuno pensi che don Raffaele esprima una religiosità di evasione, una spiritualità disincarnata, una visione religiosa che concentrando l’attenzione al Cielo, dimentichi la terra, dimentichi la serietà dell’impegno di amore verso i fratelli. Anzi egli in maniera chiarissima parla dell’esigenza dell’amore evangelico sulla terra. Così afferma: «La porta del Cielo è ogni tuo fratello». Non si può dimenticare la terra pensando al Cielo. Proprio se vogliamo anelare al Cielo, dobbiamo passare per la porta che ci conduce al Cielo, e la porta è l’amore del fratello, soprattutto del fratello più bisognoso e più sofferente.

L’esperienza ci insegna che proprio coloro i quali, anziché volgere lo sguardo verso il Cielo, hanno avuto lo sguardo chino verso i propri interessi, hanno violentato la terra creando il drammatico sconvolgimento ecologico e la devastazione della terra. Chi non ha saputo guardare il Cielo, ha devastato la terra.

Noi cristiani, quindi, abbiamo il dovere della duplice fedeltà: fedeltà al Cielo e fedeltà alla terra, fedeltà al Vangelo e fedeltà alla storia, fedeltà alla meta e fedeltà alla strada. Il Cielo è la meta, ma per arrivarci dobbiamo percorrere la strada che ci conduce al Cielo.

Qual è il senso di tutte le poesie, di tutte le riflessioni, di tutte le testimonianze che don Raffaele ha raccolto e che ha incastonato in questo libro? Le spiega lui stesso quando scrive: «Ci sono riflessi di Cielo nelle storie, / nelle vicende e nei volti degli altri, / e questo dovrebbe aprire all’incontro con l’altro, / a fare esperienza della loro vita» (pagina 26). Vi sono riflessi di Cielo che il nostro poeta sa cogliere nella vita degli altri. Vi sono riflessi di Cielo nelle storie di tante persone. Scoprire questi riflessi di Cielo, lasciarsi illuminare, condividerne la gioia, cantare la bellezza del Cielo che tocca la terra, questa è la missione del sacerdote, questo è il ministero del nostro poeta. Anche nelle persone più terrestri si intravvede il Cielo. Anche nelle pozzanghere della strada si riflette il Cielo.

Il ministero del sacerdote comporta l’impegno di far prendere coscienza ai cristiani della realtà sublime che dice l’apostolo Paolo: «Voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù» (Efesini, 2, 19-20). Tutti siamo invitati a scoprire, guardando il Cielo, una comune cittadinanza e una comune fraternità.

C’è un passaggio importante nel libro di don Raffaele: è quello che descrive il momento della prova. Anche Gesù è stato tentato nel deserto. Il nostro poeta ha attraversato il buio della tentazione, si è trovato di fronte alle suggestioni di satana. Anzitutto sono state suggestioni demoniache del pensiero. Con una espressione molto eloquente il nostro autore dice che «satana sa essere teologo» (pagina 86).

La connotazione importante dell’uomo è quella di avere la facoltà di pensare, e in modo particolare di pensare Dio, per intessere con Lui un rapporto di amore. Satana sa chi è Dio, in questo senso è un teologo, cioè riflette su Dio, ma lo presenta all’uomo in maniera distorta, come fece con Adamo ed Eva, a cui presentò un Dio geloso della sua grandezza e invidioso della realizzazione dell’uomo. Gesù dice di satana che è “padre della menzogna”. Satana sa ragionare su Dio, sa essere teologo, ma presenta una teologia perversa che tende ad allontanare l’uomo da Dio.

Don Raffaele ha sperimentato la dura «lotta contro il male, si sente mancare le forze» (pagina 89), ma riesce a superare la prova, forte dell’aiuto del Signore, ripetendo più volte «Gesù, Gesù», e «recitando un’Ave Maria» (pagina 87). Nell’oscurità e nella solitudine, nella sensazione di avere smarrito il Signore, egli grida: «Dio, dove sei? / Perché non ti trovo?» (pagina 91). Ma poi scopre che Dio è vicino, lo aspetta «seduto alla tavola / imbandita nel suo cuore» (pagina 91).

Tutto questo fa capire a noi che raggiungere il cielo ha un costo. Non esiste un cielo a buon mercato. È necessario affrontare la prova per guadagnare la meta. Gesù dice di se stesso ai due discepoli di Emmaus: «Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?» (Luca, 24, 26).

Nella dimensione del cielo di cui è pervaso questo libro, molto intenso è il pensiero sulla Madonna delle lacrime. Dice don Raffaele: «Le lacrime della Madonna esprimono luce — ci indicano che dobbiamo guardare in alto … aprono un varco nel Cielo … per volare all’infinito di Dio» (pagina 63).

Padre Raffaele canta con gioia la sua vocazione “mariana”: egli è impegnato in una missione che svolge sotto lo sguardo di Maria e delle sue lacrime. Testimonia a noi che non si può essere cristiani senza essere “mariani”. In Maria egli trova la luce perché Lei è donna di luce, trova il varco verso il Cielo perché Lei è donna di Cielo. In Maria trova la leva per costruire un nuovo mondo secondo il progetto di Dio. In Maria trova la chiave per entrare nel Cielo pur rimanendo sulla terra. Così egli si esprime: con il “sì” di Maria «iniziano i cieli nuovi e la terra nuova» (pagina 27). È dal sì di Maria che è dipesa la salvezza dell’uomo operata da Cristo. Ella ci insegna a dire di sì al Signore, ad accogliere con gioia e a realizzare con fervore il sublime progetto di amore che il Signore sogna per ognuno di noi.

Ho il piacere di comunicarvi che il 26 aprile il mio ” video di speranza ” andrà in onda su Tris dopo la messa delle 11 e, in replica, dopo la messa delle 18.00; potete anche collegarvi su www.srlive.it oppure su www.teletris.it . Un grazie a Tris per dare la possibilità al messaggio contenuto nel video di diffondersi. Deo gratias
Raffaele Aprile
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https://www.youtube.com/watch?v=UmKnBpp9Jfc&feature=youtu.be&fbclid=IwAR3hN-8fbIJpjyiwUGVImeTW2gCT1cMrmgn9LoYPap3cMijQcevtM9o6GRI
Un video di speranza…

Voglio farvi dono di un video che vuole essere un inno di speranza e di rinascita.
La speranza, infatti, è la parola che Dio ha impresso nel cuore di ogni uomo.
Essa vede l’invisibile, tocca l’intangibile e raggiunge l’impossibile.
Cari amici, condividete affinché questo video raggiunga più persone possibili.
Grazie di cuore a tutti coloro che hanno preso parte al video. Sally de Luca Germana Falco Giorgia Midolo Elly Gallo Carmen Tafuri Ida Vasta Andrea Scorsonelli Giuliana Giarrizzo Stefania Castilletti Antonino La Greca Salvatore Picca Salvatore Paolo Cucè Anna Gioia Vincenzina Botindari Franco Balistreri Safiria Leccese Sac Giuseppe Calabrese Fabio Colagrande Massimo Mollica Nancy Sanfilippo
Francesco Elia Davide Lo Bue Filippo Antonino Cacioppo Maria Lucia Riccioli Raffaele Aprile
e tanti altri ancora.

Ringrazio don Raffaele – che ho spesso intervistato e recensito per LA CIVETTA DI MINERVA, specie in occasione delle presentazioni dei suoi libri INNAMORATO DEL CIELO e FRATELLI DI CIELO, dove sono presenti miei contributi poetici, una traduzione e una prefazione – per avermi coinvolta in questo progetto.
La dotta presentazione di Monsignor Giuseppe Greco, direttore della storica Biblioteca Alagoniana di Siracusa, è stata pubblicata su L’OSSERVATORE ROMANO:
L'Osservatore Romano
Unicuique suum - Non praevalebunt
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Raccolta di poesie e di testimonianze di fede nel libro di don Raffaele Aprile

22 aprile 2020

«Fratelli di Cielo». Cielo non nel senso cosmologico ma nel senso teologico. Il Cielo rappresenta il mistero di Dio. Fratelli perché nati dallo stesso grembo del mistero, dal grembo di un mistero di amore. Un mistero di amore infinito. Un mistero di amore eterno.

Con questi Fratelli di Cielo – in versi si raccontano in cammino con Maria (Enna, Bonfirraro Editore, 2019, pagine 286, euro 16,90) don Raffaele Aprile, sacerdote del santuario della Madonna delle lacrime di Siracusa, intesse un dialogo poetico e forma un libro di poesia corale. Non è soltanto lui che esprime intuizioni poetiche e illuminazioni spirituali, ma è lui insieme ad altri poeti e ad altri uomini e donne di vita spirituale che compongono questa armonia di pensieri. E di armonia si tratta, non soltanto di melodia. È come un canto polifonico. Viene da pensare al grande teologo Hans Urs von Balthasar, il quale diceva: «La verità è sinfonica». E noi constatiamo che la verità più alta è la poesia, la poesia è veritatis splendor, splendore della verità. La poesia corale acquista una maggiore forza di penetrazione nel cuore di chi ascolta.

Affinché si realizzi un’armonia è necessario che le varie note siano consonanti, non dissonanti. E in realtà ogni poesia e ogni riflessione spirituale in questo libro costituiscono un insieme armonioso. Ogni autore presentato in questo libro ha la sua peculiarità, ha la sua storia spirituale, ha la sua specifica sensibilità, ma in questa diversità di voci c’è un filo conduttore, un’unica visione di fede, un unico desiderio di comunicare il profondo messaggio spirituale che è la connotazione di tutti.

«Fratelli di Cielo»: è un’espressione che denota una comune aspirazione al Cielo. San Paolo ci dice: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio, rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra» (Colossesi, 3, 1).

La vita sulla terra serve per costruire un tesoro in Cielo. Padre Raffaele lo dice in maniera convinta, nella sua poesia, con queste parole: «Facciamo la tua volontà, Signore… E così, giorno dopo giorno, costruisco / il mio tesoro in Cielo» (pagina 102).

Egli esprime alcuni versi struggenti che raccontano il suo anelito al Cielo. Così è detto: «Fuoco che brucia l’anima, passione e dono totale / a Te e ai fratelli. / Vita che vibra in fondo alle mie viscere, Cielo che racconta l’infinito di Dio» (pagina 103).

Nessuno pensi che don Raffaele esprima una religiosità di evasione, una spiritualità disincarnata, una visione religiosa che concentrando l’attenzione al Cielo, dimentichi la terra, dimentichi la serietà dell’impegno di amore verso i fratelli. Anzi egli in maniera chiarissima parla dell’esigenza dell’amore evangelico sulla terra. Così afferma: «La porta del Cielo è ogni tuo fratello». Non si può dimenticare la terra pensando al Cielo. Proprio se vogliamo anelare al Cielo, dobbiamo passare per la porta che ci conduce al Cielo, e la porta è l’amore del fratello, soprattutto del fratello più bisognoso e più sofferente.

L’esperienza ci insegna che proprio coloro i quali, anziché volgere lo sguardo verso il Cielo, hanno avuto lo sguardo chino verso i propri interessi, hanno violentato la terra creando il drammatico sconvolgimento ecologico e la devastazione della terra. Chi non ha saputo guardare il Cielo, ha devastato la terra.

Noi cristiani, quindi, abbiamo il dovere della duplice fedeltà: fedeltà al Cielo e fedeltà alla terra, fedeltà al Vangelo e fedeltà alla storia, fedeltà alla meta e fedeltà alla strada. Il Cielo è la meta, ma per arrivarci dobbiamo percorrere la strada che ci conduce al Cielo.

Qual è il senso di tutte le poesie, di tutte le riflessioni, di tutte le testimonianze che don Raffaele ha raccolto e che ha incastonato in questo libro? Le spiega lui stesso quando scrive: «Ci sono riflessi di Cielo nelle storie, / nelle vicende e nei volti degli altri, / e questo dovrebbe aprire all’incontro con l’altro, / a fare esperienza della loro vita» (pagina 26). Vi sono riflessi di Cielo che il nostro poeta sa cogliere nella vita degli altri. Vi sono riflessi di Cielo nelle storie di tante persone. Scoprire questi riflessi di Cielo, lasciarsi illuminare, condividerne la gioia, cantare la bellezza del Cielo che tocca la terra, questa è la missione del sacerdote, questo è il ministero del nostro poeta. Anche nelle persone più terrestri si intravvede il Cielo. Anche nelle pozzanghere della strada si riflette il Cielo.

Il ministero del sacerdote comporta l’impegno di far prendere coscienza ai cristiani della realtà sublime che dice l’apostolo Paolo: «Voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù» (Efesini, 2, 19-20). Tutti siamo invitati a scoprire, guardando il Cielo, una comune cittadinanza e una comune fraternità.

C’è un passaggio importante nel libro di don Raffaele: è quello che descrive il momento della prova. Anche Gesù è stato tentato nel deserto. Il nostro poeta ha attraversato il buio della tentazione, si è trovato di fronte alle suggestioni di satana. Anzitutto sono state suggestioni demoniache del pensiero. Con una espressione molto eloquente il nostro autore dice che «satana sa essere teologo» (pagina 86).

La connotazione importante dell’uomo è quella di avere la facoltà di pensare, e in modo particolare di pensare Dio, per intessere con Lui un rapporto di amore. Satana sa chi è Dio, in questo senso è un teologo, cioè riflette su Dio, ma lo presenta all’uomo in maniera distorta, come fece con Adamo ed Eva, a cui presentò un Dio geloso della sua grandezza e invidioso della realizzazione dell’uomo. Gesù dice di satana che è “padre della menzogna”. Satana sa ragionare su Dio, sa essere teologo, ma presenta una teologia perversa che tende ad allontanare l’uomo da Dio.

Don Raffaele ha sperimentato la dura «lotta contro il male, si sente mancare le forze» (pagina 89), ma riesce a superare la prova, forte dell’aiuto del Signore, ripetendo più volte «Gesù, Gesù», e «recitando un’Ave Maria» (pagina 87). Nell’oscurità e nella solitudine, nella sensazione di avere smarrito il Signore, egli grida: «Dio, dove sei? / Perché non ti trovo?» (pagina 91). Ma poi scopre che Dio è vicino, lo aspetta «seduto alla tavola / imbandita nel suo cuore» (pagina 91).

Tutto questo fa capire a noi che raggiungere il cielo ha un costo. Non esiste un cielo a buon mercato. È necessario affrontare la prova per guadagnare la meta. Gesù dice di se stesso ai due discepoli di Emmaus: «Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?» (Luca, 24, 26).

Nella dimensione del cielo di cui è pervaso questo libro, molto intenso è il pensiero sulla Madonna delle lacrime. Dice don Raffaele: «Le lacrime della Madonna esprimono luce — ci indicano che dobbiamo guardare in alto … aprono un varco nel Cielo … per volare all’infinito di Dio» (pagina 63).

Padre Raffaele canta con gioia la sua vocazione “mariana”: egli è impegnato in una missione che svolge sotto lo sguardo di Maria e delle sue lacrime. Testimonia a noi che non si può essere cristiani senza essere “mariani”. In Maria egli trova la luce perché Lei è donna di luce, trova il varco verso il Cielo perché Lei è donna di Cielo. In Maria trova la leva per costruire un nuovo mondo secondo il progetto di Dio. In Maria trova la chiave per entrare nel Cielo pur rimanendo sulla terra. Così egli si esprime: con il “sì” di Maria «iniziano i cieli nuovi e la terra nuova» (pagina 27). È dal sì di Maria che è dipesa la salvezza dell’uomo operata da Cristo. Ella ci insegna a dire di sì al Signore, ad accogliere con gioia e a realizzare con fervore il sublime progetto di amore che il Signore sogna per ognuno di noi.

di Giuseppe Greco

 

 

Omaggio a Sepúlveda in tempo di quarantena

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Per la nostra quarantena letteraria, niente di meglio che scrivere e leggere, specie di autori che amiamo.

Ricevo e pubblico dalla cara Carmen Maxia

 

Ho aperto gli occhi da poco. Primo gesto del mattino: aprire il cell per vedere che ora è, poi le notifiche di whatsapp, poi fb. Spulciatina ai compleanni, qualche like.

La fase 2 è la home. Leggo un po’ di notizie, poche nuove oggi. Mi interessano alcuni post con rivendicazioni sindacali. Trovo tutto ripetitivo. Sui danni più grossi della DaD i sindacati non mi possono aiutare. Passo oltre. Non come ieri – fb manda in prescrizione nascite e morti con una certa lentezza – ma ancora con cadenza uno su quattro post, c’è lui, Luis Sepúlveda. Con la letteratura mi connetto per davvero e apro gli occhi un po’ di più, prima erano ancora semichiusi, hai visto mai la noia di fb mi riconciliasse un sonno da giorno libero. Sono ancora a letto, infatti, col cuscino un po’ sollevato per leggere. Gli occhi si aprono non al massimo ma il giusto per distinguere cosa sto leggendo e se merita il mio risveglio.

Il post della mia amica Manuela ha una foto bellissima di Luis sulla quale il mio ormone impazzito da quarantenne (un giorno dorme pesantemente, un altro è troppo sveglio) riconosce un certo che di erotico. Non era bellissimo, ma aveva fascino, mi dico in un nano secondo. Ho sempre prediletto i bruni latini, il mio debole. L’occhio nero, il tratto del nativo mi ha sempre smosso qualcosa.
Guardo ancora la foto. Penso che invidio una donna che ha avuto al proprio fianco un compagno, un poeta, uno scrittore, uno pure anche un po’ figo. Io ho pure alcune di queste cose, sono molto fortunata, ma un Compagno con quella storia, è tutta un’altra storia, è già un romanzo. La foto accompagna un racconto d’amore. Devo leggerlo, è un atto d’amore dovuto.

Gli occhi ancora sono sonnolenti, caspita, io non leggo mai nulla senza prima aver preso il caffè. Invece gli occhi si sgranano, sempre di più. L’incipit non delude come in tutti i grandi scrittori.
E così ormai sono in trappola, la solita impietosa trappola della letteratura, mi dico. Cavolo! Dovevo alzarmi per il caffè… È bello, è romantico, ma non è solo questo che mi rapisce. È la storia del Compagno, del ’68 e oltre che mi commuove, il fare l’amore tra Compagni, in mezzo alla lotta. Mi derido da sola, Compagno, Compagni… Il ’68, l’amore, la letteratura… Mi sento ingenua, sentimentale, scaduta, senza speranze di rinsavire e guarire dal mio modo di essere, da questa ingenuità che mi ha bloccato la crescita.
Il racconto mi fa palpitare come una bambina, se torno adulta ne apprezzo tecnica e stile e le manovre scaltrite dello scrittore, ma mi è piaciuto perché era bello. Punto. Bello, bellissimo d’amore e di politica e non me ne voglio vergognare. Mi finisce tra le mani in un “fiat”, mi dispiace da morire, ne voglio ancora…

Lo condivido immediatamente. Mio figlio scopre che sono al cellulare e mi chiede perché non mi alzo per il caffè che è caldo, che papà l’ha appena fatto e dice che è peccato.
Penso che il mio super Compagno di vita non mi delude mai, dico che se uno dei miei bambini me lo portasse a letto mi farebbe felice perché sto scrivendo e non mi posso interrompere. Andrea mi porta il caffè, penso che li amo tutti, sorseggio ed è giorno, ora, per davvero. Penso che è stato un risveglio bellissimo.
Grazie, Luis!

Carmen Maxia

Carmen Maxia nasce il 4/5/1974 a Palermo e ci vive da sempre con un radicamento impressionante. Ha padre sardo e madre siciliana e lei stessa si sente un’isola ogni giorno, quando apre i suoi porti o quando si rende irraggiungibile nei giorni di tempesta. Scrive perché non può farne a meno da quando ha potuto impugnare una penna. Ama le parole e la letteratura e da 20 anni, almeno crede, la pagano per trasmettere a generazioni di giovani studenti questo amore infinito. Non sempre ci riesce ma insiste. Non chiede altro: una vita onesta, belle parole, buon cibo e gli affetti meravigliosi del suo focolare. Tutto questo lo racconta quasi ogni giorno sui social dove amministra una serie di gruppi di scrittura. Perché le belle parole, a tenerle per sé, non servono a nulla.

Sicilia Dime Novels: la nuova edizione del concorso!

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Maria Lucia Riccioli è la seconda classificata con una bellissima e struggente DIME.
Dato statistico del Contest: la scrittrice siracusana era arrivata seconda anche lo scorso anno.

Una serata mascaluciota all’insegna della letteratura, della musica e del teatro…
Sono reduce dalla serata di premiazione del concorso letterario SICILIA DIME NOVELS curato dall’associazione MASCALUCIA DOC, che mi accoglie con calore una seconda volta, dopo la mia conquista del podio (secondo posto) con il mio racconto, una fanfiction dedicata ad Andrea Camilleri appena scomparso, “Un caffè per il commissario” (che mi è valsa tra l’altro la menzione nella bibliografia camilleriana! http://www.vigata.org/bibliografia/biblios.shtml).

2020

a cura di Mascalucia Doc A.C.

Sicilia Dime Novels

Algra

Con il racconto di Maria Lucia Riccioli Un caffè per il commissario, con protagonista il Commissario Montalbano.

(photo courtesy Maria Fiorito)
Come ha simpaticamente affermato Flaminia Belfiore, donna dal garbo raro, sempre elegante e professionale, una vera colonna del nostro giornalismo televisivo e non solo, ormai sono il Toto Cutugno del concorso letterario: anche stavolta ho conquistato la seconda posizione nella sezione racconti, con la mia dime SUL FILO DELLA MEMORIA.
Rubo queste immagini dalla pagina di Pennagramma, circolo letterario, insieme al loro rendiconto della serata…
Successo di pubblico alla premiazione della seconda edizione del contest letterario Sicilia Dime Novels che avuto luogo martedì 28 luglio al Parco Manenti di Mascalucia (CT). Numerosi gli scrittori premiati per i loro racconti: lo scrittore del Circolo Letterario Pennagramma, Clemente Cipresso, a cui è stato conferito il Premio Camilleri per il racconto dal titolo “Sopra il filo di una ragnatela”; lo scrittore Antonino Impellizzeri a cui è stato conferito il Premio Cutrufelli per il racconto dal titolo “Pratiche d’ufficio”; la scrittrice Daniela Ginex che si è aggiudicata il terzo posto con il racconto dal titolo “Il miracolo”, la scrittrice Maria Lucia Riccioli a cui è stato assegnato il penultimo posto con il racconto dal titolo “Sul filo della memoria”, e infine lo scrittore Christian Leone Magrì vincitore del Premio Sicilia Dime Novels 2020 con il racconto dal titolo “Chiudo gli occhi e respiro”. Presenti all’evento letterario anche gli scrittori del Circolo Mario Cunsolo, Alessandro Granieri Galilei e i suoi simpatizzanti.
Francesca Calì e Flaminia Belfiore, presentatrici della serata…
Sì, perché il 28 luglio 2020 alle ore 21 si è tenuta la serata di premiazione della seconda edizione di SICILIA DIME NOVELS, il concorso letterario organizzato da Mascalucia DOC…
Un vero piacere incontrare di nuovo i giurati dell’associazione, il pubblico mascalucioto, la signora Gigliola Reyna – che in occasione dell’assegnazione della prima edizione del premio intitolato al compagno di una vita all’insegna del teatro, il mai troppo compianto Giovanni Cutrufelli, ha narrato alcuni episodi di vita con la verve e la classe che la contraddistinguono -, il mio editore Alfio Grasso insieme ad Alessandra Motta e Rossella Grasso… Grazia Calanna, autrice del libro per bambini IL GATTO FIGARO – gatti, musica, Catania e Teatro Bellini, what else? – e conoscere alcuni tra i vecchi e nuovi partecipanti del contest.
Pregevoli inoltre gli interventi di Paola Marchese con il suo omaggio ad Ennio Morricone, dei Nonoise e del Teatro Stabile Mascalucia.
LA SICILIA,  5 AGOSTO 2020
ECCO I 59 TITOLI DI DIME CHE SI SONO CONTESI I PRIMI TRE POSTI DEL CONTEST ED I PREMI SPECIALI INTITOLATI AD ANDREA CAMILLERI E GIOVANNI CUTRUFELLI.
La Giuria ha valutato esclusivamente i testi di queste DIME, senza conoscere il nome dell’autore.
L’accoppiamento DIME/AUTORE è stato conosciuto solamente la sera del 28.
1 L’AROMA DEL BASILICO
2 SOPRA IL FILO DI UNA RAGNATELA
3 RIBELLATI ALL’ILLEGALITA’
4 AMORE SENZA TEMPO
5 IL SAPORE DI UNA VITA, SULLE COSTE DEL MARE
6 UN PACCO DALL’AMERICA
7 L’AMORE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS
8 LA BABBA MELINA
9 LA FEDE DI ANITA
10 PORTO OGNINA
11 PANDEMIE
12 L’UOMO CON LA VALIGIA
13 CUORENERO
14 IL CIRCO DEL ‘46
15 GENTE DI SICILIA
16 SUL FILO DELLA MEMORIA
17 IL MIRACOLO
18 LA RAGAZZA CHE HA CAMBIATO LA STORIA
19 LIBERA
20 LETTERA DALL’ALDILA’
21 A PICCIRIDDA VADDATA
22 RACCONTAMI
23 IL FAZZOLETTO DI SETA
24 UN SICILIANO A PARIGI
25 L’APE E IL GIRASOLE
26 IL VELO NERO
27 CHIUDO GLI OCCHI E RESPIRO
28 PER UN CANCELLO DIMENTICATO APERTO
29 NA’ MANNA RO CIELU
30 TELO MARE
31 PLUMERIE
32 PIOGGIA DI RICORDI
33 GNA’ NUNZIA
34 CU CAMPA VECCHIU SI FA
35 I DUE AMICI
36 NEDDU
37 VENEZIA NEI MIEI RICORDI
38 VITA, MORTE E MIRACOLI
39 L’AMORE DI PEPPINA
40 NE VIDI COSE CHE VOI PALEMMITANI
41 CAPRA HIRCUS
42 POESIA D’AMORE
43 FORTUNATA
44 UN’INFANZIA
45 IL PROFESSORE
46 LE PRATICHE D’UFFICIO
47 I FIGLI PREDILETTI
48 IL DONO DI SOFIA
49 LA VERA STORIA DI CARIDDI
50 COME TI INGANNO ARCHIMEDE
51 LO STROZZACOLLO DI GUCCI
52 ADDIO ARETUSA
53 IL TEMPO DI UNA ROSA
54 REQUIEM
55 TUTTI I CONSIGLI PRENDILI
56 E TENEBRIS TANTIS
57 L’ALBURU STORTU SI ADDRIZZA QUANNU E’ NICU
58 NINA
59 TRINCEA
MDIME
L'immagine può contenere: il seguente testo "MASC MASCALUCIA DOC SICILIA DIME NOVELS"
Ecco i 24 TITOLI CHE HANNO PARTECIPATO ALLA SEZIONE SPECIALE “C’ERA UNA VOLTA IN SICILIA…!” e sul cui testo ha lavorato la Giuria, all’oscuro di chi fosse l’autore.
1 LE DUE VITE DI BIMBA
2 IL CANTASTORIE
3 ANGELINO CHE VOLEVA VOLARE
4 STORIA DI PIRATI
5 CELESTE E LA SUA MAMMA
6 IL CUORE DI GAMMAZITA
7 LA STORIA DI MARIUZZA
8 PILLO, PORCELLINO BLU
9 IL SOGNO DI POLIFEMO
10 UN POSTO INCANTATO
11 L’ALBERO DELLE STORIE
12 TERRA DI BIDDIZZA
13 LO SPAZIO DEL CUORE
14 COLAPESCE, PINNABELLA E IL MARE INQUINATO
15 LA GROTTA DI MIMMI
16 IL CAVALIERE CON LA ROSA IN MANO
17 IL TOPO LETTORE E LA NOCE MAGICA
18 DA FARFALLA A VERME
19 ANNIBALE MARIA DI FRANCIA
20 L’ORCO E IL PRINCIPESCE
21 UN PROGETTO MERAVIGLIOSO
22 PERLA E IL CORALLINO FLUORESCENTE
23 GIUFA’ VA A CACCIA
24 SOGNO DI UNA LEGGENDA
Nessuna descrizione della foto disponibile.
Agata Montesanto ha vinto la sezione Speciale “C’era una volta in Sicilia…” con “Un progetto meraviglioso”.

Il prestigioso Premio Speciale dedicato ad Andrea Camilleri è stato aggiudicato alla splendida “Sopra il filo di una ragnatela” di Clemente Cipresso.

Antonino Impellizzeri è il vincitore del Premio Speciale dedicato a Giovanni Cutrufelli.
La sua Dime “Le pratiche d’ufficio” è stata giudicata come la più consona ad un adattamento teatrale o cinematografico.
Christian Leone Magri vince la seconda edizione del Contest “Sicilia DIME NOVELS” con la votatissima Dime “Chiudo gli occhi e respiro”.
Daniela Ginex con la sua Dime “Il miracolo” completa il trio delle meraviglie del Contest classificandosi al terzo posto.
Brava.
Ecco uno dei commenti sulla serata…
Un pensiero speciale è stato dedicato a Moreno Burattini, che l’anno scorso aveva donato al contest un video augurale e la prefazione dell’antologia e che quest’anno – fresco sposo tra l’altro: auguriamo a lui e alla sua radiosa austeniana signora ogni felicità – si è messo in gioco regalando a SICILIA DIME NOVELS un suo scritto, naturalmente fuori concorso come le dime dei giurati e dei membri di MASCALUCIA DOC che hanno voluto misurarsi con il giudizio di chi sapeva di votare sia i concorrenti regolari che gli “ousider”.
https://mascaluciadoc.org/2020/08/03/scatti-dal-contest-sicilia-dime-novels/?fbclid=IwAR0p0Y2gAggf_HH18kRHzw0bSPAq-doxRjgrg2Qa8JJbNzSjGspoZCBqg60
Le bellissime foto di Maria Regina Betti…
Ecco altro materiale sul premio, in attesa dell’uscita del secondo volume di SICILIA DIME NOVELS.
Buongiorno a tutti e buona domenica di fine maggio!
Il Maggio dei Libri volge al termine, voglio ringraziarvi tutti per l’attenzione mostrata nei confronti delle nostre iniziative.
Non sta a me ricordarvi quanto sia importante sostenere l’editoria locale in questo periodo di crisi ma, più di questo, diffondere la cultura e dedicare tutto il il nostro supporto a un aspetto dell’esistenza che è fondamentale per tutti. Come dicevo a inizio mese, ognuno di noi non può prescindere dal godimento della bellezza, qualunque sia il mezzo che ci doni questo appagamento. Amate la cultura, diffondete la bellezza e difendete le meraviglie della nostra terra.

Vi ricordo che i testi Algra suggeriti durante il mese sono soltanto una piccola selezione, ma potete trovare tutto il catalogo sul sito:

http://www.algraeditore.it/

Buone letture a tutti!

#ilboscaiolo#algraeditore#maggiodeilibri#selezioni#suggerimenti#cosaleggere#ticonsigliounlibro#cultura#bellezza#lettura#editoria#leggisiciliano

Come potete vedere, tra i libri consigliati c’è proprio SICILIA DIME NOVELS!

Edicola World Paper, via Etnea 71 a Mascalucia

Abbiamo rifornito nuovamente l’edicola World Paper di via Etnea 71 Mascalucia, dopo il Sold-out della nostra Antologia.
Quindi è di nuovo possibile trovare il nostro libro.
Inoltre i primi DUE acquirenti della nostra Antologia riceveranno in omaggio, l’esclusiva sacca con il logo della nostra Associazione.
Fate presto perché solo DUE saranno i fortunatissimi.

L’anno scorso ho partecipato alla prima edizione di questo concorso letterario e mi sono classificata seconda… ecco l’antologia, pubblicata da Algra Editore…

Mascalucia DOC-Sicilia DIME Novels

Ed ecco le notizie sulla nuova edizione del concorso:

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Oggi, domenica 19 Aprile 2020, diamo l’ AVVIO UFFICIALE della Seconda Edizione del Contest “Sicilia DIME Novels”.
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Dopo il successo della Prima Edizione, a proposito l’Antologia è già pubblicata e disponibile su richiesta, abbiamo deciso di rituffarci nel mondo della scrittura breve creativa, offrendo a tutti gli amici autori ma anche a tutti coloro che interagiranno con il Contest per la prima volta, una nuova possibilità di cimentarsi nel loro hobby preferito offrendoci nuove ed esaltanti emozioni.
E’ desiderio di Mascalucia DOC AC, accrescere la qualità e la visibilità letteraria del Contest, dandone la massima diffusione nazionale possibile.
Ringraziamo pertanto chi si offrirà spontaneamente a dare una mano nel condividere i nostri comunicati in siti, Pagine e blog nazionali ed esteri, al fine di far conoscere in maniera piu’ capillare, l’interesse attorno al Contest.
Ci sono alcune NOVITA’ rispetto alla precedente edizione.
Le piu’ significative le illustriamo qui in forma sintetica, ma sono meglio esplicitate sul nostro sito www.mascaluciadoc.org a cui potrete accedere, cliccando sugli appositi link sotto.

ECCO LE PRINCIPALI NOVITA’ DEL CONTEST 2020 :

🔴Età minima di partecipazione : anni 16 con il consenso scritto di entrambi i genitori.
🔴Lunghezza massima degli elaborati in concorso: 10.000 caratteri (diecimila) spazi inclusi.
🔴Istituzione di una SEZIONE SPECIALE DEL CONTEST intitolata “C’era una volta in Sicilia…” dedicata ai racconti brevi per bambini , con alcune limitazioni di lunghezza testo e con l’obbligatorietà di allegare da 1 a max 3 illustrazioni inedite, ad ogni racconto.
🔴Facoltà, all’atto dell’ iscrizione gratuita al Contest, di poter scegliere se partecipare al Contest principale “Sicilia Dime Novels” oppure alla Sezione Speciale del Contest “C’era una volta in Sicilia…”, oppure ad entrambe.
🔴SCADENZA PRESENTAZIONE ELABORATI :
30 GIUGNO 2020 ORE 22.00
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Ecco i LINK su cui potete trovare tutte le informazioni in dettaglio:
🔴Messaggio di indizione del Contest da parte del Presidente di Mascalucia DOC AC :
https://mascaluciadoc.org/2020/04/13/come-partecipare/

🔴Regolamento Contest 2020 (scaricabile se volete in PDF)
https://mascaluciadoc.org/2020/04/13/regolamento/

🔴MODULI DI PARTECIPAZIONE :
https://mascaluciadoc.org/2020/04/15/casella-1/

🔴Linee Guida per le Giurie:
https://mascaluciadoc.org/2020/04/15/casella-2/

TUTTI I COMUNICATI INERENTI IL CONTEST VERRANNO DIFFUSI ONLINE SULLE PAGINE :

-MASCALUCIA DOC-SICILIA DIME NOVELS
-MASCALUCIA DOC

Ci attendiamo una entusiastica partecipazione.
Private a stupirci ed emozionarci ancora

MASCALUCIA DOC AC
SICILIA DIME NOVELS

Video autori della prima edizione…

Abbiamo chiesto ai 32 autori della nostra antologia di mettersi in gioco, filmarsi durante questa reclusione mentre leggono alcune righe della loro Sicilia Dime Novels. Vi mostriamo la prima parte.

Attenzione, ci pregiamo della presenza del grande Moreno Burattini!

Ci sono anch’io… 😀

“UN CAFFÈ PER IL COMMISSARIO”, è la Dime apprezzatissima dalla giuria del Contest ma anche dalla nostra Associazione. L’autrice è Maria Lucia Riccioli. Abbiamo il piacere e l’onore di presentarvi una grande artista.
Francesca
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Maria Lucia Riccioli, nata nella città di Archimede, Santa Lucia ed Elio Vittorini, insegna Lettere nei Licei ed è stata docente di Lingua italiana e scrittura creativa del corso propedeutico al Seminario arcivescovile di Siracusa.
Corista e soprano solista in vari gruppi vocali, ha composto anche testi per musica ed ha inciso cd di classici natalizi e a tema religioso. Attualmente fa parte del Coro polifonico europeo “Giuseppe De Cicco”.
Scrive da sempre, in dialetto siciliano e in lingua, in versi e in prosa: aforismi, fiabe, novelle, racconti.
È stata semifinalista al II Campionato nazionale della lingua italiana condotto da Luciano Rispoli (TMC).
Molti dei suoi lavori sono stati pubblicati su periodici e antologie e sul web. Oltre all’impegno culturale nell’organizzazione di conferenze, recital e incontri letterari, scrive per “La civetta di Minerva” e ha scritto su “Notabilis” e sui litblog “Letteratitudine” e “Letteratu”.
Vincitrice di concorsi, tra cui quello per le migliori recensioni dei romanzi di Agatha Christie de “Il Corriere della sera”, RomaNoir e le sfide letterarie di Porsche Italia, il suo racconto “Dossier Pinocchio”, vincitore di “Carabinieri in giallo 4”, ha aperto l’omonima antologia edita ne I Gialli Mondadori, serie oro (luglio 2011).

Nel 2011 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Ferita all’ala un’allodola”, insignito del Premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi”, apprezzato da pubblico e critica e rappresentato in forma di monologo presso il Teatro Vecchio Mercato di Gassino Torinese (TO).
Il libro è stato rieditato nel giugno 2013, è giunto finalista al Kaos Festival di Montallegro (AG) nel gennaio 2014 e ha ricevuto una segnalazione di merito dalla presidenza del Premio “Alessio Di Giovanni” a Raffadali (AG) nel settembre 2014.
Nel 2014 è stata pubblicata la sua raccolta di cunti siciliani “Quannu ‘u Signuri passava p’ ’o munnu”(Algra Editore), che ha ricevuto un riconoscimento come finalista con segnalazione d’onore della sezione libri editi di poesia nell’ambito del Premio “Poesia, Prosa e Arti figurative” e premio teatrale “Angelo Musco” – Il Convivio 2016.
Al Salone del Libro di Torino del maggio 2015 ha presentato la sua fiaba “La bananottera” (VerbaVolant edizioni), protagonista di concorsi letterari e progetti per le scuole.
Citazione preferita: IN OMNIBUS REQUIEM QUAESIVI ET NUSQUAM INVENI NISI IN ANGULO CUM LIBRO.

Ecco i volti degli autori… stay tuned!

Ed eccomi qui:

🎨Schizzi di Dime🎨

Uno dei racconti che più ci ha fatto discutere.
Sarà vero? È un plagio?
No, non lo è.
È solo frutto della testolina dell’autrice che ha colpito nel segno!
Francesca
=================================
-Ce ne hai messo di tempo ad alzarti, Commissà. Me lo offri un caffè?
-Lei…davero qua è? Niente, devo essere ancora addurmisciuto.
-Sveglio sei, commissà. Fidati. Se non lo so io…
La risatedda di Andrea Camilleri, saputa, intelligente, con un’ombra appena di malizia, era inconfondibile.
-Che c’è? Ti fagliano le parole?-
-Tutto questo non è possibile. Lei non…dovrebbe essere qui. Il commissariato, Montelusa, Vigata, io stesso…non siamo reali. Lei ci ha creati, ci ha scritti…

 

Il commissario Montalbano dott. Salvo strammò.

E ce ne voleva, per uno sbirro come lui abituato a vedere e sentire la qualunque.

Ma chisto no.

Per leggere il racconto nella sua interezza, aspettiamo l’antologia che verrà edita da un partner d’eccezione del concorso… lo scopriremo alla fine del post!

Emozionata e felice di ricevere questo riconoscimento con una fanfiction dedicata al commissario Montalbano e soprattutto al suo autore, Andrea Camilleri, che durante la serata di premiazione è stato ricordato e celebrato – grazie anche alla presenza di Salvo Santonocito e Gigliola Reyna, interpreti mascalucioti della fiction di Rai 1 (tra l’altro con IO SONO ANDREINA Simona Zagarella si è aggiudicata lo speciale premio “Andrea Camilleri” per il racconto con la maggiore valenza sociale.

Una delle punte di diamante del Contest è stato sicuramente lo scrittore Moreno Burattini, membro onorario della giuria che, seppur non presente, ci ha deliziato con una sua presenza in video che abbiamo proposto alla gremitissima Sala della Delegazione Comunale di Massannunziata.
MASCALUCIA DOC AC

Che emozione sapere che Moreno Burattini – tra i creatori di Zagor, un mito della mia infanzia – ha letto i racconti come membro onorario della giuria!

ALGRA Editore tra i sostenitori del concorso letterario Sicilia Dime Novels

“Sono felice di lavorare con materie prime che non si esauriranno mai: i sogni, la fantasia e la curiosità”. Questa è la dichiarazione di Alfio Grasso resa ad una giornalista un pò di anni fa parlando della sua professione. In piena sintonia con il modus operandi dell’Associazione Culturale Mascalucia Doc, Alfio Grasso e la sua casa editrice ALGRA, entrano a far parte dell’ambizioso progetto “SICILIA DIME NOVELS”, un concorso letterario aperto a tutti, gratuito e con lo scopo di promuovere la cultura del e sul nostro territorio.

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https://morenoburattini.blogspot.com/2020/05/sicilia-dime-novels.html?fbclid=IwAR08thkpo5NrD-9J_1gIltfvGrmSO-cazY_BQr086-UuJ08oVNN4GSPCLDk

Le preziose parole di Moreno Burattini, che cita perfino il mio racconto!

MARTEDÌ 5 MAGGIO 2020

SICILIA DIME NOVELS

Se ci sono all’ascolto dei cultori dei miei racconti, magari convinti dai 26 contenuti in “Dall’altra parte” (Cut-Up), sappiano che uno inedito è stato pubblicato nell’antologia “Sicilia Dime Novels” (il libro che tengo in mano nella foto qua sopra), del quale ho scritto anche la prefazione. A parte la mia, sono belle (se non di più) anche tutte le altre 31 storie.
Di che cosa si tratta? Due parole per spiegarlo. Le mie frequenti visite Sicilia in occasione di Etna Comics mi hanno guadagnato l’amicizia (salda come la roccia effusiva) di un buon numero di catanesi. Tra questi, l’infaticabile Giuseppe Reina, animatore di mille attività in Rete e sul suo territorio. In particolare, da un po’ di tempo a questa parte, Giuseppe è presidente dell’associazione culturale Mascalucia Doc, dal nome della località etnea dove ha sede. Proprio questa associazione ha dato vita, nel corso del 2019, a un contest letterario intitolato “Sicilia Dime Novels“, ovvero un concorso per storie brevi scritte da non professionisti, quindi fresche e spontanee, legate al territorio siciliano (ma non necessariamente). Mi venne chiesto di far parte della giuria, seppur distante, cosa che ho accettato di buon grado, trovandomi peraltro in eccellente compagnia.
Gli organizzatori credevano di ricevere un piccolo numero di adesioni, dato che il concorso era alla sua prima edizione, e considerando come Mascalucia non sia (ed è un vero peccato) al centro del mondo. Invece, inopinatamente, i racconti in lizza sono stati numerosissimi. Tra i premi in palio, la pubblicazione dei testi piazzati ai primi posti in classifica in un libro pubblicato a carico dell’associazione. Alla fine il libro è uscito raccogliendo 32 racconti, tra cui uno mio. Non perché abbia partecipato alla gara (essendo uno dei giudici), ma perché mi è stato chiesto di aggiungerne uno. Ho scritto una short story intitolata “L’esploratore“, con protagonista un astronauta approdato su pianeta ostile. Non c’entra molto con la Sicilia, ma mi hanno detto che andava bene lo stesso. Immagino che se un giorno scriverò un seguito di “Dall’altra parte“, anche questo racconto potrà entrarvi a far parte. Per “Sicilia Dime Novels” ho scritto una prefazione, che riporto in fondo a questo articolo, dato che serve a inquadrare meglio che cosa si intende per “dime novel”.
Gli altri 31 racconti sono, quasi tutti, invece, legati alla Sicilia, tutti in modo diverso. Talvolta si tratta di ricordi d’infanzia, in altri di racconti di famiglia risalenti a molto tempo fa e quindi riferibili a una terra che sembra non esserci più ma che continua a esserci appunto nelle memorie. Talvolta si sente una struggente nostalgia di sapori, odori, profumi, rumori, paesaggi. Ci sono poi le storie di fantasmi, le rievocazioni storiche, gli incontri immaginari con famosi scrittori siciliani. Davvero insospettabile il talento di scrittrici (in maggioranza) e scrittori non professionisti, ma con tanta voglia di raccontare. Carta, copertina, rilegatura, grafica e stampa del libro sono inappuntabili.
L’Associazione Mascalucia DOC, che ha pubblicato il libro (frutto di un contest letterario) senza scopo di lucro, mi ha comunicato una serie di link a siti in cui è possibile acquistare l’antologia online:
RACCONTI DA QUATTRO SOLDI
Prefazione di Moreno Burattini
Perché il titolo “Sicilia Dime Novel” dato al contest da cui nasce questa antologia? Sulla parola “Sicilia” non ci sono dubbi, dato che il torneo fra scrittori è stato organizzato a Mascalucia, ridente borgo sulle pendici dell’Etna. Ma “Dime Novel”? Letteralmente, il termine significa “romanzi da dieci centesimi”. Furono un fenomeno editoriale diffuso negli Stati Uniti a cavallo fra l’Ottocento e il Novecento, che però trova le sue radici in una analoga e precedente produzione inglese, quella dei “penny dreadful”, cioè “orrore da uno spicciolo”. Si trattò di un tipo di narrativa che, a partire dagli anni Trenta del diciannovesimo secolo, proponeva storie a puntate, con periodicità perlopiù settimanale, al costo di un penny per fascicolo. La definizione comprende una grande varietà di pubblicazioni, specializzate in romanzi avventurosi, a volte molto truculenti, sempre comunque scritti in tono sensazionalistico, puntando a sorprendere, inorridire, commuovere o comunque turbare il pubblico, composto soprattutto da acquirenti delle classi povere. Gli agili opuscoli potevano essere venduti a buon mercato anche perché venivano stampati su carta molto scadente, ricavata dalla cosiddetta “polpa” di cellulosa, la stessa da cui deriva il termine “pulp”, che indica la produzione artistica più popolare. 
La risposta americana ai “penny dreadful” furono appunto  i “dime novel”. Le caratteristiche erano molto simili, ma le tematiche furono adattate ai gusti dei lettori del Nuovo Mondo. In particolare, si inaugurò un filone di storie avventurose e drammatiche ambientate nelle terre di frontiera, e in particolare fra i pellerossa. Quello che viene considerato il primo esempio di “dime novel”, datato 1860, si intitolò “Malaeska: la moglie indiana del cacciatore bianco”. Si tendeva a rivolgersi a lettori giovani e facilmente impressionabili e si narrava l’eterna lotta del bene contro il male, condita con truci elementi orrorifici. Questi racconti finirono presto per essere seriali, cioè per proporre sempre nuove avventure di uno stesso eroe, come Buffalo Bill o Davy Crockett. Ovviamente la produzione non riguardò soltanto tematiche western, ma anche quelle poliziesche, e molti titoli riguardavano ambientazioni da bassifondi urbani. 
Venendo ad anni più recenti, con la definizione di “pulp magazine” si sono identificate alcune riviste di genere americane come “Weird Tales”, pubblicata a Chicago a partire dal 1923 e destinata a contenere racconti horror e fantastici: vi scrissero sopra autori come Robert Ervin Howard, Howard Phillips Lovecraft e Clark Ashton Smith. Già in precedenza, nel 1920, era nata però “Black Mask”, una rivista prevalentemente poliziesca ma che in realtà presentava, come recitava una pubblicità dell’epoca, “le migliori storie di avventura, i migliori mystery, le migliori storie romantiche e dell’occulto”. Data 1926 è invece “Amazing Stories”, con racconti di genere fantascientifico. Queste e (molte) altre testate del genere diedero il via anche a una vastissima produzione di fumetti “weird” (cioè, “bizzarri”) pubblicati su riviste come “Teles fron the crypt” (1950) o  “Creepy” (1964), per citare soltanto due fra le più illustri. Insomma, stiamo parlando di una incredibilmente vasta produzione di racconti brevi, per lo più horror e con un finale a sorpresa: un genere che può vantare perfino Edgar Allan Poe tra i suoi precursori. 
A rigor di termine, “novel” non significa “novella”, ma “romanzo”. Tuttavia, i dieci centesimo della parola “dime” rimandano alla brevità del racconto. Personalmente ho sempre avuto una autentica passione per i racconti brevi (con una preferenza per quelli fulminanti) di scrittori come Isaac Asimov, Ray Bradbury o Roald Dahl, ma anche Jack London, Ambrose Bierce, Giorgio Scerbanenco o più accademicamente quotati quali Raymond Carver. Esiste tutta una produzione letteraria di novelle e short stories ingiustamente meno considerata di quella dei romanzi. Io stesso sono autore di molti racconti scritti nel corso degli anni, una trentina dei quali sono stati raccolti di recente in una antologia intitolata “Dall’altra parte”. 
Il motivo per cui, in Italia, le antologie di racconti sono meno vendute dei romanzi, non sono mai riuscito a capirlo fino in fondo. Le short stories sono come le ciliegie, una tira l’altra, si adattano alla lettura in treno, si possono gustare durante le attese nelle sale d’aspetto, si riesce ad assaporarle in ordine sparso e quando se me ha voglia. Per di più, scrivere bene racconti belli è difficile, perché il dono della sintesi è raro come quello dell’affabulazione. Un racconto è tanto più è bello quanto più è breve, nel senso che ogni parola è pesata, misurata, calibrata, e quindi scelta o scartata.  “Essere brevi richiede tempo”, scrisse una volta John Dufresne.
La narrativa nasce con le prime tecniche affabulatorie evolute insieme prime manifestazioni del linguaggio: di ritorno da una battuta di caccia, i nostri progenitori si narravano l’un l’altro l’accaduto e, probabilmente, ognuno ci aggiungeva del proprio. I più bravi a raccontare (con i gesti, oltre che con i versi gutturali) finivano per essere, allora come ai giorni nostri, i più ascoltati. La tradizione delle novelle raccontate durante le veglie serali attorno al fuoco (nei millenni passati in cui non c’era la televisione) ha dato vita alle favole e a tutte quelle storie di cui il “Decamerone” o il “Novellino” (antologie rispettivamente del Trecento e del Quattrocento) ci hanno tramandato la testimonianza. Novelle spesso legate alla vita popolare, alle leggende del territorio. 
La Sicilia ha una fortissima tradizione di novellatori, e basterà citare i nomi di Verga, Pirandello e Camilleri (autori di straordinari racconti) per convincersene senza bisogno di dire altro – perché anche in una prefazione si deve cercare di essere brevi. Resta da segnalare la partecipazione davvero straordinaria al contest di Mascalucia, tanto più sorprendente se ci considera che la manifestazione, di cui questo libro è il degno prodotto, ha avuto finora una sola edizione e non ha goduto di particolari forme di promozione. Le tante opere giunte testimoniano la voglia di raccontare e raccontarsi che c’è in giro, e l’amore verso la parola scritta e letta che ancora resiste in tempi di “flash fiction” proposta sui social. I racconti raccolti in questa antologia, selezionati da una attenta giuria che ha lavorato per tutta l’estate del 2019, dimostrano anche il talento dei non professionisti, che nasce da un dono naturale esercitato attraverso tante letture. Perché non si riesce a scrivere, se non si sa leggere.

L’allegra brigata… le canzoni

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BONUS TRACK! Un regalo delle Letture della Normale ai lettori e agli ascoltatori: Tommaso Novi ha donato alle Letture un suo brano originale, che dà musica e voce alla canzone che Emilia intona al termine della prima giornata!

E buona giornata mondiale della poesia a tutti e a tutte!

#LaNormaleDaTe #iorestoacasa

BONUS TRACK!
Un dono per lettori e spettatori delle Letture: la voce bellissima e suggestiva di Ilaria Bellucci ci regala una versione da brividi della canzone di Pampinea che conclude la seconda giornata del «Decameron».

#LaNormaleDaTe #iorestoacasa

La voce elegantissima di Marina Mulopulos interpreta la canzone della Lauretta, che conclude la terza giornata: un rhetikó ipnotico e suggestivo per la canzone di una vedova delusa che vorrebbe raggiungere le braccia del marito defunto.

L’allegra brigata – quinta giornata

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In risposta alle recenti decisioni delle autorità italiane in merito all’emergenza covid-19, e nella speranza di ritrovarsi a settembre per la canonica lettura annuale, la Scuola Normale Superiore ha pensato di organizzare una lettura straordinaria: a distanza!

Il testo che leggeremo insieme a partire dalla metà di marzo è uno dei testi fondamentali della letteratura italiana, oggi piuttosto attuale: il «Decameron» di Giovanni Boccaccio. Proprio come i dieci protagonisti del Decameron, ci terremo compagnia – anche se a distanza – con le cento novelle, che ci racconteremo utilizzando le nuove tecnologie: ogni lettore e lettrice avrà un piccolo brano, che potrà leggere in video; una volta ricevuti i video, li legheremo insieme, e ogni giorno pubblicheremo due novelle sui canali social della SNS e sulla pagina Facebook delle Letture della Normale.

Naturalmente, non c’è limite al numero di partecipanti, e non ci sono capacità pregresse necessarie: come sempre, il bello è stare insieme, anche se a distanza! Se volete partecipare con noi a questa nuova impresa, SCRIVETE A DECAMERON@SNS.IT ENTRO E NON OLTRE LE ORE 24 DI LUNEDÌ 16 MARZO: a mano a mano che riceveremo le vostre adesioni, vi assegneremo un piccolo brano, con le istruzioni per partecipare e la data di consegna del vostro video.

#LaNormaleDaTe #iorestoacasa

L'immagine può contenere: 5 persone

Fino all’11 maggio due novelle al giorno dell’opera di Giovanni Boccaccio sulle pagine social della Scuola Normale.

Pisa, 16 marzo 2020.

Non saranno sette nobili ragazze e tre giovani uomini a far parte dell’allegra brigata che racconterà le 100 novelle del Decameron, ma molti di più. Sono oltre 300 le persone “reclutate” dall’Italia ma anche dall’estero per intraprendere la lettura, naturalmente a distanza, del capolavoro di Giovanni Boccaccio.

Da oggi lunedì 16 marzo fino a martedì 11 maggio  ogni giorno, sulla pagina Facebook delle Letture della Normale e sul canale YouTube saranno pubblicati i video girati da lettori e lettrici, per un totale di circa due novelle al giorno. La pubblicazione seguirà orari fissi (le 11, le 18,30 e talvolta anche le 15), illustrati nel programma generale delle letture. L’iniziativa si intitola, appunto, “L’allegra brigata, lettura collettiva a distanza del Decameron“.

Le “Letture della Normale” sono una lunga tradizione di condivisione e cultura. Ogni anno, gli allievi e le allieve della Scuola Normale organizzano una lettura collettiva dedicata a un grande capolavoro della letteratura, italiana o mondiale. L’ultima occasione si è verificata la scorsa estate nel Palazzo della Carovana della Normale, a Pisa, con gli Idilli le Operette morali di Leopardi.

Stavolta, come i giovani che nell’opera boccaccesca decidono di lasciare Firenze e rifugiarsi in campagna per sfuggire al contagio della peste e al degrado morale, i lettori e i fruitori intraprenderanno questa impresa, per riscoprire il piacere della lettura e dell’ascolto delle migliori pagine della letteratura italiana, e condividerlo insieme.

https://normalenews.sns.it/unallegra-brigata-di-300-persone-intraprende-da-oggi-la-lettura-del-decameron-a-distanza?fbclid=IwAR2ntG57Wts8WrNIq_U5mkscaXrjdqtClAFk3yOBYJBL_BEyJT5BuNYPMaI

Il testo è disponibile qui:

http://www.bibliotecaitaliana.it/testo/bibit000267?fbclid=IwAR0x4zB8e5YgiBGwIs1FPOreE8sTP-TuefoJKZPjEixn1dALL6UfEiuZE_8

L'immagine può contenere: spazio all'aperto, il seguente testo "UN'ALLEGRA BRIGATA DI 300 PERSONE INTRAPRENDE DA OGGI LA LETTURA DEL DECAMERON, A DISTANZA."

Potevo non raccogliere questo invito?

https://www.facebook.com/scuolanormale/?__tn__=%2Cd%2CP-R&eid=ARCKzkebeDADrWYmB35w5SwW1mfRcedRKFVPIWvlxCIg8ZFFi3qBW-m_0cwXYMBM4YjwEXhaG-PsHOYA

https://www.facebook.com/scuolanormale/

Ecco la quinta giornata…

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Buongiorno! Ci avviciniamo alla metà dell’opera: comincia la quinta giornata del «Decameron», dedicata agli amori a lieto fine. Romantici e romantiche di tutto il mondo, vi aspettiamo!

#LaNormaleDaTe #iorestoacasa

 

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Mariannina Coffa, il colera, il Covid-19 e altro…

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Su LA CIVETTA DI MINERVA è uscito questo mio pezzo su Mariannina Coffa…

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=4240:il-fil-rouge-delle-epidemie-nel-nostro-passato-letterario-e-non-solo&catid=17&Itemid=143&fbclid=IwAR1ikE9yP95xCHoh932ndyu4zeintvhZkw9K-rQSDXU2WlQXDg7ykM-4qXM

L’otto aprile – data che ricordiamo per l’inizio del viaggio dantesco oltre che per altre “coincidenze” storiche – del 1860, alle cinque del mattino, presso la Cattedrale di Siracusa, Mariannina Coffa Caruso, poetessa e patriota netina, si univa in matrimonio con il possidente ragusano Giorgio Morana.

Un evento di 160 anni fa che coincide con i moti risorgimentali e che prelude allo sbarco dei Mille e alla tormentata unificazione della penisola.

Lo studio della figura della Coffa – oltre che critico, filologico, sociologico… ­– permette di illuminare non solo molti aspetti del nostro secondo Romanticismo, e più in generale del secondo Ottocento (la poetessa nasce nel 1841 e nel 2021 ricorreranno quindi 170 anni dai suoi natali; muore a trentasei anni, tre mesi e sei giorni nel 1878), ma anche fatti e problemi che possiamo comparare alle questioni attuali.

Oggi la pandemia da Cov-id19 miete vittime in Italia e nel mondo e studiare il passato e le epidemie con cui hanno dovuto convivere e lottare i nostri antenati può gettare una luce sul presente.

Nel 1835 muore a Siracusa il poeta tedesco August von Platen, probabilmente di enterocolite o forse di colera; nel 1837 divampò il colera che probabilmente uccise Leopardi e che a Siracusa fece scoppiare una rivolta contro dei presunti “untori”: la città perse il ruolo di capovalle in favore della vicina e rivale Noto.

Il colera del 1854-’55 esilia Mariannina Coffa, quattordicenne enfant prodige dei salotti netini, presso il podere di famiglia in contrada Falconara: oggi diremmo che la ragazza trascorse un periodo di quarantena fra timore e tremore, non solo per via dell’epidemia ma anche a motivo dell’impegno politico del padre, legato ai liberali antiborbonici.

Il patrono di Noto, San Corrado, il cavaliere piacentino divenuto eremita, viene dalla Coffa invocato in versi perché interceda presso Dio per la cessazione dell’epidemia:

Corrado, oh no, la grazia / Non ci saprà negar. // Ei che nostra patria / Ricopre col suo manto, / Ei che rimira il popolo / Fra tante angosce e in pianto, / Ei ci vorrà protendere / La salvatrice man. // Salve, o celeste Spirito, / O nostro Protettore / Fuga l’orrenda e squallida / Paura d’ogni core / E le dolenti lacrime / Sian di contento alfin…

La poetessa ci dà notizie del colera, potremmo dire, di sbieco: l’epistolario – le lettere indirizzate non solo all’amore mancato, al maestro di pianoforte e drammaturgo Ascenzio Mauceri (di cui il 13 aprile ricorre l’anniversario della morte, avvenuta nel 1893), ma anche a parenti, amici, al precettore – ci offrono uno spaccato di storia della Sicilia ottocentesca, anche dal punto di vista delle quasi periodiche epidemie di colera (Mariannina temerà non solo il colera del 1854 ma anche le sue recrudescenze degli anni ’60, quando la poetessa è già a Ragusa). Non solo: la lotta contro il colera s’insinua nel conflitto tra liberali moderati e repubblicani democratici, spesso rivoluzionari, che oppone i medici allopatici agli omeopatici; i rimedi contro il colera e le malattie delle viti e del bestiame rendono benemeriti i medici che riescano a salvare vite umane, animali e colture. Pensiamo ad esempio a Giuseppe Migneco, cui Mariannina Coffa affiderà la propria salute: i rimedi del medico augustano saranno adottati e riceveranno pubblici encomi da Comuni e autorità.

Le epidemie di colera, lungi dall’arrestarsi, continuano per tutto il XIX e per parte del XX: per citarne una trasfigurazione letteraria nostrana, nel 1918 la compagnia di Angelo Musco mette in scena al Teatro Nazionale di Roma “’U contra”, commedia di Nino Martoglio in cui nel caratteristico quartiere catanese della Civita si scontrano “baddisti” (da “badda”, polpetta avvelenata), che credevano agli untori prezzolati dal Governo per decimare la popolazione in sovrannumero, e “culunnisti”, che credevano in una pseudoscientifica “culonna” d’aria, una corrente di Scirocco che propagava la malattia dall’Asia minore.

Vi propongo adesso un contributo di Donatella Massara, uscito su DONNE DI PAROLA:

A Luisa poesia di Mariannina Coffa presentazione di Donatella Massara

E adesso altro materiale sul mio rapporto con la poetessa – studio e ricerca, immaginazione…

Ecco le gentili parole del giovane studioso Stefano Vaccaro, scritte a proposito dell’uscita su LA CIVETTA DI MINERVA di un mio articolo sul suo lavoro svolto presso il Castello di Donnafugata (RG) e che ha visto coinvolta la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa…

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2099%3Anel-castello-di-donnafugata-un-inedito-di-mariannina-coffa&catid=17%3Acultura&Itemid=143

Il componimento della poetessa netina, senza data né titolo, trovato all’interno di una miscellanea tra i volumi del barone Corrado Arezzo e del genero visconte. Dalle sue scoperte Stefano Vaccaro ha tratto un libro

La Civetta di Minerva, 10 febbraio 2017

Nell’anno 1878, in una brevissima tornata di giorni (il 9 gennaio il monarca, il 7 febbraio il pontefice) morivano due protagonisti del sofferto e discusso Risorgimento italiano: Vittorio Emanuele II e Papa Pio IX. A Noto, in Sicilia, per un altro dei misteriosi giochi del tempo, a soli trentatré giorni di distanza l’una dall’altra muoiono padre e figlia, la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa (il 6 gennaio del 1878, giorno dell’Epifania) e il padre, l’avvocato Salvatore Coffa, massone e liberale (l’8 febbraio).

Tanta e tale è la mole degli studi su questi argomenti e personaggi che fare nuove scoperte in tal senso sembrerebbe impossibile, ma così non è: specie dalla microstoria arrivano rinvenimenti fortunosi che riescono anche a gettare nuova luce sulla macrostoria.

È il caso di Stefano Vaccaro, giovane studioso che si è occupato dell’epistolario di Mariannina Coffa: grazie al Comune e alla Biblioteca di Ragusa ha recentemente pubblicato il saggio “Biblioteca svelata – a carte scoperte” riuscendo ad offrire al pubblico non solo il catalogo della mostra omonima, ospitata nell’antibiblioteca e nella Sala degli Stemmi, ma anche il risultato delle sue scoperte al Castello di Donnafugata, tra i libri del barone Corrado Arezzo e del genero, il visconte Combes de Lestrade (che nome letterario!).

Tra le voci femminili che riemergono dagli scaffali di Donnafugata – segno che un fitto reticolo di penne femminili si intrecciava in Sicilia, nonostante il contesto socio-culturale spesso poco favorevole all’affermazione dei talenti artistici e delle intelligenze delle donne siciliane – spiccano Rosina Muzio Salvo, Letteria Montoro, Giuseppina Turrisi Colonna e la netina Mariannina Coffa, rappresentata con diverse prime edizioni dei volumi dei suoi versi. E non solo.

Una miscellanea è una raccolta di scritti diversi e fascicolati insieme, spesso rilegati più o meno elegantemente. E proprio da una miscellanea della biblioteca del castello Stefano Vaccaro ha tratto una pubblicazione finora sconosciuta: un componimento inedito, senza data né titolo, pubblicata dalla famosa tipografia Piccitto e Antoci di Ragusa, scritto proprio da Mariannina Coffa e donato al dottor Filippo Pennavaria, amico e sodale della poetessa (ne studiò le manifestazioni “medianiche”  quali la “sognazione spontanea”, ovvero il suo raccontare e poetare in apparente stato di trance), che curò la miscellanea.

La poesia, sicuramente composta in periodo quaresimale – e azzardiamo che il dono dei versi dovette avvenire un Venerdì Santo, durante l’Adorazione della Croce -, termina con dei versi drammaticamente potenti: “O sommo Iddio! per te, per la tua Croce, / Trovi perdon chi di perdono è indegno!!..”.

Stefano Vaccaro nel suo saggio ricostruisce i rapporti tra Mariannina Coffa e i baroni di Donnafugata, tramati di poesia naturalmente e di politica, il milieu sociale, politico e culturale che illumina certi particolari dell’epistolario e delle stesse liriche della poetessa: scopriamo che il barone Arezzo fu tra i primi sottoscrittori del monumento a Mariannina Coffa poi inaugurato nel 1892 e che tra gli interessi comuni ai due personaggi ci sono il magnetismo animale, il mesmerismo e l’esoterismo in genere (prova ne sono i volumi afferenti a queste tematiche, oggetto delle poesie “esoteriche” della Coffa).

Un plauso e un incoraggiamento sono dovuti a questo giovane ricercatore, cui auguriamo di poter lumeggiare ancora più approfonditamente i rapporti tra il Castello, la sua biblioteca, la città di Ragusa e la cultura del Val di Noto nell’Otto-Novecento, al Comune di Ragusa e a chi si spende per la valorizzazione del Castello come l’architetto Giuseppe Nuccio Iacono, che ha curato il programma della manifestazione culturale con cui si è aperta la mostra documentaria.

Il 6 gennaio del 1878 si spegneva a Noto la poetessa e patriota Mariannina Coffa, protagonista del mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

Il 30 settembre si ricorda invece il compleanno della poetessa, nata nel 1841.

 

Mariannina copertina

Ecco un omaggio poetico…

LA MORTE DI MARIANNINA COFFA

di

Giuseppe Puzzo

Sol Mariannina, non più
Coffa Caruso e in Morana!
Rinnegando chi la distrusse
In quella città da Noto lontana!
Vuol tornare, i bauli son pronti
In quella Noto che non più la vorrà!

Scappò la gentile signora
Tormentata da pene e da lutti!
Quella creatura che mai arte
Conobbe di viver come tutti!
Disperata al mondo gridò che
Libera nacque e libera morrà!

Collere, disprezzi, tradimenti,
Viaggi, infamie e vergogne!
Parole che scriveva la donna esausta
Di un mondo pieno di menzogne!
Lo spirito afflitto ma sempre fiero
Mentre la vita finiva col dolor!

Distesa malata nel letto
in solitudine soffre la poetessa,
Una donna delicata e fragile
Che mai padrona fu di se stessa!
Pensa, rimugina e piange
Ricordando il suo unico amor!

Nel buio delle notti comincia il delirio!
La poveretta parla con  l’angelo!

Uriel è il suo nome e ispirazione le diede
invocandolo rintanata in un angolo!

I suoi versi stanno per avverarsi:
In altri cieli avrà le sue gioie alfin!

Chiamandola Madre, agonizzante
Invoca l’Addolorata nel gelo!
Le parla, scrive mesta alla Vergine
”Gli affetti miei rendimi in cielo!”

Nell’Epifania di Nostro Signore
La moribonda chiuse gli occhi infin!

Così, nel dolore e nell’abbandono
Finisce la passione dell’ispirata
Rinnegata da tutto il suo mondo
raggiunse la pace sospirata!

La gente ipocrita che la maledisse
A San Nicolò il feretro accompagnò!

Vola in cielo o infelice creatura!
Dormi in eterno con gli eletti spiriti!
Tanto dolor patisti in vita
Un’agonia intensa e senza limiti!
Vola in cielo o infelice creatura
Iddio su di te la sua mano posò!

Una foto suggestiva, che ritrae Giuseppe Puzzo intento a rendere omaggio a Mariannina Coffa sulla sua tomba.

Giuseppe Puzzo, estimatore della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, appassionato del nostro Ottocento letterario e musicale, ha dedicato alla Nostra vari componimenti tra cui questo.

A MARIANNINA COFFA CARUSO

Poetessa Netina

di Giuseppe Puzzo

O sublime spirito gentile!
L’infelicità fu il calice di tua vita!
Tanto cara a me fosti perché in te il mio io scoprì!
Un affetto a te mi lega
Che sol che nel pregare
manifestare non si può
per le diverse ere in cui il Creatore,
per qual mistero ci creò!

O sublime spirito gentile!
Il tuo Angelo dona a me
perché m’ispiri e canti come te
Patria e Dio, Amor e Umanità!
Ma Iddio piu d’ogni cosa
è al centro di mia Psiche!
Sol per lui è il mio canto,
E il lamento delle fatiche!

O sublime spirito gentile!
Quegli sguardi indefiniti
E il grazioso riso sulle labbra!
Qual lecite apparenze
che occultavano
il sanguinar del cor!
Assai dolente fu in tua vita
l’agghiacciante pena d’amor!
O sublime spirito gentile!
La poetessa e il musicista!
Un amore puro e sacro
Che nell’avello non s’estinse!
So ben ciò che vuol dire
Patire le pene dell’amor!
L’alma brucia e della vita
Ogni voglia spenta è ognor!

O sublime spirito gentile!
Il tuo tormento
Generava immani versi
e, come l’alma mia,
nei tuoi canti il mondo perfetto
lamentando desiavi!
Ma sapevi tutta mesta
Che del Terrestre Paradiso non ci son chiavi!

O sublime spirito gentile
Esiliata dalle mura natie
E le brutali amare nozze!
Delle figlie il crudel trapasso
E l’asfissiante comando del vil rozzo!
Poteva l’alma tua, o Mariannina
Desiderosa della Patria Eterna
non pensare alla morfina?

O sublime spirito gentile
Quanto dolente
E’ il Calvario della terrena vita!
Gli istanti dei tanti dì trascorriamo
Col desio dei Santi
Di volare lieti in cielo;
quella Patria dall’alme pure desiata
a cui vorrei squarciare il velo!

O sublime spirito gentile
pochi furon quelli che ti confortavan!
I tuoi versetti
per l’ amica Enrichetta
a me dicati mesto sento!
Come me il bello amavi
E fra i veleni della vita
La bellezza contemplavi!
O sublime spirito gentile
Indefinite sensazioni
La mia mole tutta assalgono
Quando attraverso via Sallicano, ove spirasti
E la via a te dicata ove venisti al mondo
nella quiete delle serate netine!
Il continuo ricordarti
per me non avrà mai fine!

O sublime spirito gentile
Quando passo dalla villetta d’Ercole
Nel tuo viso in marmo meditando
Lo sguardo non posso che posare!
Mi addolora veder che tanta gente
Lo mira senza saper di tua storia il favellìo!
Possa la tua memoria
Non cadere nell’oblìo!

 

 

Ecco l’articolo scritto da Giuseppe Puzzo per LA VITA DIOCESANA, il periodico che racconta la vita della Diocesi di Noto (uscito il 30 settembre 2018).

Approfitto dell’occasione per ricordare che la poetessa Mariannina Coffa non teme oblio dato che risulta essere di ispirazione per poeti artisti musicisti… studiosi.

Ringrazio Stefano Vaccaro per questo inedito…

Il 6 gennaio 1878 lasciava questo mondo Mariannina Coffa, la ricordiamo con due quartine inedite di un più ampio componimento scritto dalla Poetessa. Il testo integrale fa parte dei documenti visibili al Castello di Donnafugata all’interno della mostra “La biblioteca svelata – A carte scoperte”.

Si prostri l’empio a cui le voglie immonde Giammai non sazia la viltate e l’oro;
Chi al grido dell’onor mai non risponde,
Chi fa del vizio il suo maggior tesoro.

Chi, turpe il labbro e per velen feroce,
Strazia la fama altrui, l’alma, e l’ingegno…
O sommo Iddio! per te, per la tua Croce,
Trovi perdon di chi perdono è indegno!!

MARIANNINA COFFA E CORRADO AREZZO: STORIA DI UN’INEDITA AMICIZIA

Sono storie di donne e storie di letterate quelle raccontate al Castello di Donnafugata attraverso la mostra documentaria “La biblioteca svelata – A carte scoperte”. Gli ultimi studi condotti ci restituiscono un panorama culturale per molti aspetti inedito e affascinante come fino ad oggi inedita è stata l’affezione del barone Arezzo per certo tipo di letteratura a firma delle maggiori intellettuali isolane del XIX secolo finanche il rapporto d’amicizia che lo legò alla più singolare voce poetica muliebre della Sicilia orientale: Mariannina Coffa.
Ringrazio di cuore Davide Bocchiere per il bell’articolo.

Grazie al lavoro di tanti studiosi e cultori di poesia e critica letteraria e ad artisti sensibili come Carlo Muratori…

SALE

Sopra ho postato una pagina del cd-libro di Carlo Muratori, SALE. Sono emozionata non solo del fatto che mi abbia citata e ringraziata, ma anche del fatto che io e Franco Battiato, per dire, siamo nello stesso disco!

Sì, perché Carlo e Franco cantano assieme uno dei pezzi più intensi di Battiato, POVERA PATRIA, che dava il titolo al tour dedicato da Muratori ai 150 anni dell’Unità d’Italia (e qui torna in gioco la cara Mariannina Coffa, poetessa e patriota netina il cui sonetto OMBRA ADORATA Carlo Muratori ha portato in tour musicandolo).

Ecco una mia breve riflessione sul testo della Coffa e il link per ascoltare il brano di Carlo Muratori.

Il sonetto di Mariannina Coffa “Ombra adorata” è stato pubblicato da Miriam Di Stefano in “Scritti inediti e rari di Mariannina Coffa”, edito dalla FIDAPA di Noto nel 1996.

Ho letto il prezioso volumetto anche grazie al suggerimento della professoressa Renata Russo Drago, esimia docente e cultrice di storia patria.

Qui sarebbe impossibile condensare la vita e l’opera della patriota e poetessa netina, ma mi piace offrire un’analisi – non esaustiva, ci mancherebbe – di questa composizione della Coffa.

Che l’ombra adorata sia quella dell’antico maestro di musica, del fidanzato e sposo mancato, Ascenso Mauceri, possiamo supporlo anche se non darlo per certo.

Già tra i primieri studiosi e critici della Coffa ci fu chi mise in dubbio la realtà effettuale di quest’ombra, dell’angelo di tante liriche della poetessa. Si parlò digenius, del daimon…

Oggi, anche alla luce dei nuovi apporti critici – penso agli studi della Fiume, che affratella anzi assorella la Coffa alle correnti spiritualistiche di area esoterica, massonica, magnetica, che furono tanta parte della cultura del tempo – potremmo anche azzardare un’interpretazione differente: è quasi come se l’ombra adorata fosse quella di uno spirito-guida, di un “angelo” che voglia guidare la poetessa a gradi più alti di perfezione.

Certo che però il fascino romantico della storia d’amore Coffa-Mauceri rimane intatto: immaginiamo Mariannina in preda al rimpianto, malmaritata poetessa che sconta l’esilio – impoetico come il borgo in cui si sente leopardianamente relegata “la giovane favolosa”, come mi è piaciuto definirla durante il convegno “Sguardi plurali” dedicato alla Nostra – a Ragusa pensando all’amato irrimediabilmente perduto.

Dal punto di vista formale, lodevole la musicalità del verso, cantabile nel senso migliore del termine, al punto che il sonetto è stato musicato dal “chiant-autore” (così scherzosamente si autodefinisce) Carlo Muratori, che lo ha eseguito per la prima volta nel 2011 – in occasione dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia – presso l’Archivio di Stato di Noto a Palazzo Impellizzeri durante il convegno dedicato a Mariannina Coffa poetessa e patriota. Successivamente Muratori lo ha cantato durante il tour dedicato ai canti siciliani di epoca risorgimentale – Povera Patria il significativo titolo del tour.

Lo ha eseguito poi a conclusione dell’ultimo convegno dedicato a Mariannina Coffa, che segna una tappa importante nell’evolversi degli studi sulla poetessa.

(Ecco il link per ascoltarlo su YouTube:

Mi piace riportare qui la fotografia dell’originale – tratta sempre dal volume della Di Stefano.

DSC06103

Le varianti, i pentimenti, le cancellature di un manoscritto ci fanno entrare con emozione e curiosità nella bottega dello scrittore. E quella di Mariannina Coffa è una bottega coltivata fin dalla fanciullezza, sotto la guida di precettori e maestri come Francesco Serra Caracciolo e Corrado Sbano, nutrita di letture e studi, permeata dei dolori di una vita breve ma densissima. Attraversata e trasfigurata dal mistero della creazione, che rimane tale anche per la stessa poetessa, che vive di ispirazione e scrive e va significando al modo che il suo genius le detta dentro.

La grafia peculiare della Coffa, disordinata eppure chiarissima, i pasticci, i versi imbastiti eppure venuti fuori già compiuti: la pagina parla da sé.

Il senno del verso 1 diventa il core,

Se te perdendo ogni Ciel perdei? (v. 2)

nasconde, ci pare di capire,

se perduto il mio Ciel tutto perdei?

Significativa appare la variante del verso finale che cambia il senso della frase.

E più che il labro tuo parla il tuo pianto

diventa

E più che il labro tuo trovo il tuo pianto.

Il dolore muto dell’angelo della Coffa viene trovato anziché manifestarsi parlando alla poetessa, che però non cancella la parola variata.

A proposito… oltre al tour di Carlo Muratori, da segnalare lo spettacolo FIMMINA…

Si parla di sale e anche di Mariannina Coffa…
Rita Abela è una straordinaria performer e attrice che ho avuto il piacere di intervistare spesso e con cui ho lavorato per l’Accademia di Canto Carmelo Mollica e per dei saggi musical-teatrali…
Ricordo anche la bellissima esperienza della rassegna POETI E SCRITTORI DEL VAL DI NOTO, i vari convegni dedicati alla poetessa e il concorso INCHIOSTRO E ANIMA a lei intitolato…
Un mio saggio sulla poetessa è presente in questo volume, frutto degli studi del convegno omonimo dedicato alla poetessa netina.
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Il concorso letterario intitolato a Mariannina Coffa… onorata di far parte della giuria!
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Questa è solo una minima parte delle attività e iniziative legate alla poetessa di Noto… navigando sul mio blog troverete immagini, video e molto altro!
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Si può trovare un su Mariannina Coffa nel volume incentrato sull’anniversario del blog letterario LETTERATITUDINE, uscito per i tipi di LiberAria editrice…
letteratitudine
Grazie a Massimo Maugeri per avermi coinvolta nel progetto!

Un manuale sulla lettura, uno scrigno zeppo di consigli di scrittura, l’ingresso nel laboratorio creativo di tante scrittrici e tanti scrittori di fama nazionale e internazionale, un insieme di percorsi che, tra autoracconti d’autore, interviste e saggi, conducono nel dietro le quinte di libri, scrittori e personaggi letterari che conosciamo e amiamo.
In questi e in tanti altri modi può essere definito Letteratitudine 3 – letture, scritture e metanarrazioni, il nuovo libro curato da Massimo Maugeri, che celebra le attività culturali e letterarie del noto blog Letteratitudine, a dieci anni dalla sua nascita.

Un manuale che si legge come un romanzo, e che costituisce una vera e propria miniera di consigli e ispirazioni per chiunque, addetto ai lavori o semplice appassionato di letteratura, desideri conoscere da vicino i meccanismi che regolano l’universo che ruota intorno alla scrittura e ai suoi protagonisti, siano essi reali o immaginari.

Letteratitudine 3

Ricordo anche che altri scritti sulla poetessa e patriota netina sono stati da me pubblicati come introduzione alle antologie del premio INCHIOSTRO E ANIMA dedicato alla Coffa e su LA CIVETTA DI MINERVA.
http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=1795:a-palazzo-nicolaci-di-noto-il-premio-dedicato-a-mariannina-coffa&catid=17:cultura&Itemid=143
https://www.google.it/search?q=LA+CIVETTA+DI+MINERVA+%2B+COFFA&client=firefox-b&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwi7yaTowq_RAhUFQBQKHXiWBRkQ_AUICCgB&biw=1116&bih=537 (le immagini correlate)
Segnalo il concorso dedicato a Mariannina Coffa con annesso convegno e mostra dedicata… al link qui sotto tutte le informazioni.
https://www.facebook.com/marianninacoffacaruso/

Ha pubblicato, per i tipi di Perrone Lab, il suo primo romanzo, “Ferita all’ala un’allodola”, uscito nel gennaio 2011 e dedicato alla figura della poetessa e patriota risorgimentale Mariannina Coffa Caruso.

Il romanzo è stato presentato a Siracusa presso il Palazzo della Cultura di Siracusa (Palazzo Impellizzeri) da Luigi La Rosa e Simona Lo Iacono il 27 febbraio 2011.

Successivamente è partita la tournée di presentazioni che ha toccato Acireale (Istituto Brunelleschi, Fidapa), Catania (Istituto Lombardo Radice, Cafè de Flore), Palermo (Libreria Modusvivendi), Raffadali (Le Cuspidi), Siracusa (Liceo “M.F. Quintiliano”, Istituto comprensivo “Paolo Orsi”), Roma (Chiesa di Santa Lucia al Gonfalone).

È stata tra i relatori del convegno dedicato a Mariannina Coffa con un intervento sul trattamento romanzesco della poetessa (Noto, Palazzo Impellizzeri, Archivio di Stato, 12 aprile 2011).

   Un dibattito sul suo romanzo e le donne del Risorgimento è uscito su “Letteratitudine” e su “Flannery”; il libro è stato recensito, tra gli altri, da Luigi La Rosa su “Centonove”, dalla scrittrice e giornalista Lucia Corsale (“La Sicilia”), da Maria Rita Pennisi (“La Sicilia”), dallo scrittore e giornalista Remo Bassini (“La Nuova Sesia”), da Loredana Faraci (“La Repubblica”, edizione di Palermo), da Luisella Pacco (“Konrad”).

   Il romanzo è entrato nella top five relativa alla narrativa più venduta in Sicilia (“La Repubblica”, edizione di Palermo, 15 maggio 2011) ed è stato segnalato dal libraio Stefano Palumbo come libro rappresentativo della scrittura siciliana sempre su “La Repubblica” – Palermo.

   È stata invitata al Letterando InFest di Sciacca, durante il quale ha presentato il romanzo insieme ad Elena Doni del gruppo “Controparola”, collettivo di giornaliste e scrittrici fondato da Dacia Maraini.

In occasione de “Il Maggio dei Libri 2012”, campagna nazionale per la promozione della lettura patrocinata dall’Unesco e dalla Presidenza della Repubblica, ha vinto il concorso letterario per incipit di romanzi editi “InciZine – Regalami un incipit”, organizzato da Scripta volant e dall’Associazione culturale “Aliantide”. Una volanzine con l’incipit di “Ferita all’ala un’allodola” è stata distribuita gratuitamente in tutta Italia durante le manifestazioni collegate all’iniziativa.

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Il 13 ottobre 2012 è stata premiata come vincitrice ex aequo della sezione “Frammenti letterari” nell’ambito del premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi” per il suo romanzo “Ferita all’ala un’allodola”.

 In occasione del convegno nazionale del 21 – 22 dicembre 2012 dedicato al bicentenario di Matteo Raeli ospitato al Palazzo Trigona di Noto un brano di “Ferita all’ala un’allodola” è stato inserito in un pannello e nel catalogo della mostra realizzata da docenti e allievi del Liceo “Matteo Raeli” di Noto.

 Nell’aprile 2013 l’incipit di “Ferita all’ala un’allodola” è stato pubblicato, insieme alla sinossi e alla biografia dell’autrice, sul primo numero della rivista on line a cartacea POST SCRIPTA, a cura dell’associazione Aliantide.

   Il romanzo è stato presentato durante la mostra-mercato “Io valgo” organizzata dalla FIDAPA di Siracusa presso i locali della Provincia regionale dal 21 al 23 maggio 2013 ed è stato rieditato nel giugno 2013 dalla casa editrice L’Erudita.

   Il 9 giugno del 2013 l’autrice ha presentato il proprio lavoro editoriale presso il complesso di San Domenico a Palermo in occasione di “Una marina di libri”, manifestazione organizzata da Navarra Editore.  Ha preso parte inoltre all’estemporanea di scrittura presso la Cappella di Santa Barbara nell’ambito della stessa kermesse.

Nel gennaio 2014 è risultata finalista, insieme – tra gli altri – a Beatrice Monroy e agli scrittori di Leima edizioni, del Kaos festival di Montallegro (AG) con il suo romanzo.

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   L’8 febbraio 2014 presso la Casa del Libro Rosario Mascali di Siracusa si è tenuta una conversazione tra l’autrice e la scrittrice Annamaria Piccione a proposito della riedizione di “Ferita all’ala un’allodola”.

   Il 14 febbraio 2014, presso la Sala Gagliardi di Noto, è stata tra le relatrici di “Semaforo rosa”, convegno dedicato a “Mariannina e le altre” insieme a Marinella Fiume, avvocate, psicologhe e scrittrici sul tema della violenza contro le donne in nome di Mariannina Coffa. L’evento è stato promosso dal Comune di Noto con il coordinamento artistico dell’associazione “Lighea”.

L’8 marzo, per Historica Edizioni, è uscita l’intervista realizzata con la scrittrice e giornalista Rai Laura Costantini, pubblicata insieme agli interventi di altre autrici nell’e-book “Scrivere? Non è un mestiere per donne”, opera disponibile anche in versione cartacea.

 

   Il 7 novembre 2014 ha preso parte al convegno “Sguardi plurali” dedicato a Mariannina Coffa nell’ambito della manifestazione “Noto per Mariannina”, conversando con Marinella Fiume e Biagio Iacono sull’epistolario curato dagli stessi ed è stata intervistata da Vincenzo Rosana per “Tutto su Noto”.

Il 28 febbraio 2015, presso il Palazzo della Cultura di Modica, è stata ospite del XII appuntamento del Caffè letterario “Salvatore Quasimodo” presieduto da Domenico Pisana, che ha introdotto l’autrice e il romanzo “Ferita all’ala un’allodola” insieme a Lucia Corsale, con letture a cura di Franca Cavallo e Antonella Monica, musiche a cura del pianista Stefano Cintoli.

Il 7 novembre 2015, in qualità di giurata della terza edizione del concorso letterario “Inchiostro e anima” dedicato alla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa Caruso e organizzato da “La carovana degli artisti”, ha presenziato presso la sala Gagliardi di Noto (SR) alla cerimonia di premiazione; un suo racconto e un suo scritto di ringraziamenti hanno aperto il volume antologico pubblicato in occasione della manifestazione.

Il 4 maggio 2016, presso la Sala Gagliardi di Noto (SR) ha presenziato in qualità di relatrice e di autrice di uno dei saggi presenti nel volume (“Intorno a Voglio il mio cielo – La scoperta di un inedito sulla Coffa”) alla presentazione di “Sguardi plurali” (a cura di Marinella Fiume, Armando Siciliano Editore), atti dell’omonimo convegno di studi sulla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa.

Il 1 ottobre, in qualità di giurata del concorso letterario internazionale “Inchiostro e anima”, quarta edizione, intitolato alla memoria della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, ha presenziato alla cerimonia di premiazione presso il Salone delle feste di Palazzo Nicolaci a Noto (SR). Un suo inedito sulla poetessa ha aperto l’antologia con gli elaborati premiati.

Il 17 gennaio 2017 è stata invitata presso la Feltrinelli Musica e Libri di Catania per la presentazione del volume “Letteratitudine 3”, uscito per i tipi di LiberAria in occasione dei dieci anni del litblog di Massimo Maugeri; all’interno del volume è presente una sua lettera a Mariannina Coffa; il volume è stato presentato ad Adrano (SR) e Siracusa, prime tappe di un lungo tour di presentazioni.

   Il 25 marzo, ospite del Rotaract di Noto sezione Terra di Eloro, ha tenuto una conferenza intitolata “Mariannina Coffa – Una donna, tante donne (La Poetessa dell’Ottocento parla alle donne di oggi)” presso la Biblioteca comunale “Principe di Villadorata” a Noto (SR), relatrice Federica Piluccio, con le musiche eseguite dal maestro Gabriele Bosco.

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   Il 25 novembre 2017, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, presso il Teatro Vecchio Mercato di Gassino Torinese (TO), per la regia di Tommaso Massimo Rotella, Teresa Caporale ha interpretato la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa nello spettacolo “Il mio nome è Psiche”, ispirato al romanzo “Ferita all’ala un’allodola”, evento prodotto dall’associazione culturale “Magdeleine G” nell’ambito della stagione “Un’Italia in provincia”, patrocinato dalla Fondazione Piemonte dal Vivo, circuito regionale multidisciplinare, e dal Comune di Gassino Torinese. 

http://www.piemontedalvivo.it/event/mio-nome-psiche/

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  Sul numero 27 (agosto 2018) dell’aperiodico tematico di letteratura online “Euterpe”, avente come tema “Il coraggio delle donne: profili ed esperienze femminili nella storia, letteratura ed arte”, è uscita la recensione di Domenico Pisana intitolata “La “poetessa maledetta” Mariannina Coffa nel romanzo Ferita all’ala un’allodola di Maria Lucia Riccioli”.

Un grazie particolare a Domenico Pisana, di cui vi invito a leggere il saggio…

https://www.ecodegliblei.it/MODICA-LA-VICENDA-DI-MARIANNINA-COFFA-IN-UN-ROMANZO-DI-MARIA-LUCIA-RICCIOLI.htm

https://drive.google.com/file/d/1IboaGLe7fPhxTj3z371WF-a5CoKVAPl1/view

Troverete l’intervento dotto e documentato di Pisana nel pdf della rivista…

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… e i trailer!

…e un bel lavoro scolastico…

… l’intervista di Vincenzo Rosana.

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Maria Lucia Riccioli

La Bellezza salverà il mondo (F. Dostoevskij).

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