Custodire la Bellezza

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L’ÀNAPO

Alle sponde odo l’acqua colomba,
Ànapo mio; nella memoria geme
al suo cordoglio
uno stormire altissimo.

Sale soavemente a riva,
dopo il gioco coi numi,
un corpo adolescente:

mutevole ha il volto,
su una tibia al moto della luce
rigonfia un grumo vegetale.

Chino ai profondi lieviti
ripatisce ogni fase,
in sé ha la morte in nuziale germe.

 Che hai tu fatto delle maree del sangue,
Signore?  Ciclo di ritorni
vano sulla sua carne,
la notte e il flutto delle stelle.

Ride umano sterile sostanza.

In fresco oblio disceso
nel buio d’erbe giace:
l’amata è un’ombra e origlia
nella sua costola.

Mansueti animali,
le pupille d’aria,
bevono in sogno.

da Salvatore Quasimodo, “Ed è subito sera”, Milano, Mondadori, 1942

Con la lettura di questi versi di Salvatore Quasimodo – sono siracusana quindi queste parole mi giungono familiari e care per la memoria di luoghi condivisi – aderisco all’iniziativa promossa da Naxos Legge – Festival delle narrazioni, della lettura e del libro e dalla sua direttrice Fulvia Toscano.

Grazie per l’invito a dare il mio contributo a seguito del grave atto vandalico compiuto ai danni dei locali del Parco Letterario S.Quasimodo di Roccalumera. Solidale e vicina a chi lotta per custodire e valorizzare la Bellezza.

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