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Quest’anno ci ha messi particolarmente alla prova… per un quindicinale d’inchiesta, che fatica ad avere sponsor, che si impelaga in inchieste difficili, la pandemia ha significato reiventarsi. Il sito è stato rinnovato e potenziato, visitatelo!

… sto riordinando gli articoli scritti per LA CIVETTA DI MINERVA – col cartaceo andavo di ritagli – ed ecco cosa ho trovato nel sito del giornale:

Nel cercare e trovare parole – quelle dell’eredità siciliana, dei versi della famiglia c’è l’essenza della poesia di Maria Bella Raudino

Percorsi letterari degli iblei: la voce di Stefania Campo

Percorsi letterari degli iblei: la voce di Stefania Campo
Maria Lucia Riccioli

“La Civetta di Minerva” ha incontrato – virtualmente, dato il periodo che stiamo vivendo, anche se
un incontro reale c’è stato, l’anno scorso, in occasione del convegno “Donne di/ per Ragusa” su
Mariannina Coffa, Maria Paternò Arezzo e Maria Occhipinti – l’onorevole Stefania Campo,
deputata regionale, a proposito dell’iniziativa sui “Percorsi letterari degli Iblei”.
Com’è nato questo progetto?
Parte da un disegno di legge varato dall’Assemblea Regionale Siciliana che porta come prima firma
il mio nome, e punta a promuovere percorsi culturali, narrativi, turistici, enogastronomici nelle
case natali e nei luoghi d’infanzia e di vita degli autori siciliani. Un percorso che coniughi storia e
memoria, cultura e turismo, attraverso l’individuazione di itinerari che si intreccino con le vite
degli autori che hanno segnato la storia della letteratura italiana del Novecento e di quella
contemporanea.
Quali sono gli autori che vi siete proposti di far conoscere sia agli specialisti che a un “pubblico”
più vasto?
Il nostro territorio vanta una grande ricchezza letteraria, non è di certo una novità, ma solo
studiando specifiche tracce delle biografie dei vari autori e tracciando una mappa che ne individui i
luoghi che ne hanno caratterizzato la produzione letteraria ci siamo veramente resi conto di quanti
autori abbiano scritto a vario titolo la Sicilia descrivendone la loro bellezza ed esaltandone sia il
tessuto sociale e di costume che l’aspetto architettonico e paesaggistico.
Tra gli scrittori individuati abbiamo personalità della grande cultura italiana ed europea, di epoche
molto diverse, poeti, saggisti, registi e giornalisti. Insieme allo storico dell’arte e dottore in
italianistica, Andrea Guastella, e allo storico della letteratura Stefano Vaccaro che stanno dando il
proprio contributo culturale e scientifico (ringrazio personalmente Stefano Vaccaro, studioso di
vaglia e operatore culturale, autore tra l’altro del pregevole saggio “Silfide, maga e sirena. L’ideale
femminile nella letteratura italiana dell’Ottocento”, Il Convivio Editore, n.d.r.), sono stati
individuati i percorsi di Andrea Camilleri, Mariannina Coffa, Giuseppe Fava (con I siciliani e
Cappelli); Maria Occhipinti; Carlo Levi (da Prefazione a una donna di Ragusa); Mario Luzi (da Il
sonno della ragione); Guido Piovene (da Viaggio in Italia); Emanuele Schembari (Il Poligono
circoscritto); Giovanni Spampinato (da L’Ora 28-29 maggio 1969); Vann’Antò (da A pici). A Modica
si potranno ripercorrere le strade di Franco Antonio Belgiorno (da Ballata del pane che fu);
Tommaso Campailla; Francesco Lanza (da Mimi e altre cose); Benedetto Ciaceri; Nino Martoglio
(da Centona); Giuseppe Pitrè (da Usi natalizi e funebri del popolo siciliano); Raffaele Poidomani (da
Carrubbe e cavalieri). L’itinerario di Scicli con il suo magnifico barocco e con l’impareggiabile
Andrea Camilleri; Vincenzo Consolo (da Di qua del faro e La rinascita del Val di Noto); Piero
Guccione (da La dolcezza delle cose); Pier Paolo Pasolini (da Vie nuove n. 22); Elio Vittorini (da Le
città del mondo). Quindi ecco Pozzallo con Vitaliano Brancati (da Il nonno in Tutti i racconti); Enrico

Cavacchioli (da Cavalcando il sole); Giorgio La Pira (da Lettere a Salvatore Pugliatti), per passare a
Comiso con Gesualdo Bufalino (da Comiso viva e Una città teatro) e Salvatore Fiume (da Viva
Gioconda). E ancora Monterosso Almo e Giarratana con Italo Calvino (Fiabe italiane e I due
compari mulattieri); Ispica con Luigi Capuana; Chiaramonte Gulfi con Serafino Amabile Guastella e
Vincenzo Rabito (da Terra matta); Santa Croce Camerina con Enzo Leopardi (da L’inganno della
rosa); Vittoria, con Emanuele Mandarà (da Rischio di noi) e con Leonardo Sciascia (da La contea di
Modica), ad Acate Carlo Addario (passeggiata storica). Questa ricerca ha voluto mettere in risalto
alcuni aspetti del nostro territorio: leggiamo tra le righe il tessuto sociale ragusano ottocentesco
descritto da una donna come Mariannina Coffa, la protesta di Maria Occhipinti con “i moti del Non
si parte”, i racconti della fiorente Contea di Modica, ma anche la bellezza di Scicli e gli affascinanti
passi letterari su Comiso di Gesualdo Bufalino. Si passa da illustri personalità legate al mondo della
nobiltà, della cultura e della politica ad autori narrativi che hanno raccontato e descritto il tessuto
produttivo che da sempre ha caratterizzato la nostra ricchezza. Non mancano autori che hanno
denunciato il mondo sommerso della criminalità come il giornalista Giovanni Spampinato o
Leonardo Sciascia.
Ne viene fuori un quadro d’insieme che ci restituisce una dettagliata e complessa narrazione del
nostro territorio.
Come si inserisce a suo modo di vedere il progetto in questa stranissima particolare incerta Fase
2?
Proprio in questa particolarissima fase dobbiamo iniziare a investire sul futuro e pensare alla
ripartenza. L’offerta culturale e il marketing turistico sono di fondamentale importanza e ci
permettono di destagionalizzare i flussi turistici offrendo proposte che rappresentino il valore
aggiunto della nostra terra. “Il percorso degli scrittori” si inserisce in questa fase: può essere
oggetto di studio e anche opportunità, chiaramente, per la costruzione di un “ricchissimo e
stupefacente percorso”, fatto di eventi, di case museo, di fondazioni, di enogastronomia, e tanto
tanto altro ancora.
(Domanda molto tendenziosa): a quali di questi personaggi è legata maggiormente?
Alcuni autori sono nati e cresciuti negli Iblei e, ovviamente, ci descrivono un realtà che appartiene
alla loro quotidianità, altri a vario titolo sono passati da questi luoghi, li abbiamo accolti e ospitati
per un periodo; la loro visione è diversa: è quella di un visitatore ammaliato che descrive le
bellezze appena scoperte, e poi c’è anche chi è stato legato ai nostri luoghi da rapporti di
parentela o di lavoro e che ha parlato del nostro territorio descrivendone anche le realtà più
sommerse – memorabile il passo di Sciascia da La contea di Modica dove parla della “città babba”.
Infine abbiamo preso in considerazione anche un autore che nulla ha avuto a che fare con i nostri
luoghi ma grazie ad una famosa fiction, indirettamente ne è diventato uno dei protagonisti
principali. Proprio a lui sono particolarmente legata perché è un autore che ha dato al nostro
territorio ibleo un’immensa visibilità nel mondo: si tratta naturalmente di Andrea Camilleri. A
quasi un anno dalla sua scomparsa mi piace ricordarlo proprio in questo contesto del nostro
percorso letterario.

Camilleri amava spesso inventare o storpiare i nomi dei luoghi, ed è così che abbiamo Vigàta,
Marinella, Montelusa, e grazie alla fiction di Sironi certe distanze si sono accorciate: i suoi luoghi di
fantasia si sono concretizzati e sono divenuti fisicamente tangibili, sparsi come gioielli sul territorio
ibleo, trasformatosi in pochi anni in un grande e variegato set all’aperto, dove Montelusa è
riconducibile a Ragusa Ibla, Vigàta a Scicli, Marinella a Punta Secca nel comune di Santa Croce
Camerina.

Ci eravamo già occupati di Giada Scarpato, salutando la pubblicazione di una sua raccolta di poesie. Ricordiamo anche l’impegno culturale nell’ideazione e nella realizzazione del primo “Festival dei Giovani Musicisti” di Belvedere, che ha unito musica, lirica, scrittura (proprio in quell’occasione sono stati letti delicati e passionali frammenti della produzione testuale di Giada Scarpato, alla ricerca della sintesi emozionale col suo testo “Sfumature di Porpora”. Lì, dove il colore rappresenta l’apice delle umane debolezze, azioni, elevazioni: “Sono spezzoni forti, che rappresentano esperienze da interpretare, un manuale psicologico da consultare per ritrovarsi un po’ ”.
Adesso “La Civetta di Minerva” festeggia con la giovane artista l’uscita del suo nuovo singolo.

Parlaci della tua nuova canzone.
Aggrappati a te”: questo è il titolo del mio brano. Il testo e la melodia sono stati composti da me qualche anno fa, l’arrangiamento da Sistema Musica. L’ho tenuto sottochiave perché ci tenevo molto e volevo trovare il miglior modo per farlo uscire allo scoperto, come una cosa preziosa che si ha paura di perdere, ma in questo periodo ho sentito proprio l’esigenza di farlo uscire allo scoperto e non potevo non seguire il mio cuore.

Qual è la connessione tra il brano e la tua concezione della musica?
Il testo parla della musica e della corruzione nel mondo in generale, anche estesa a questo settore; quando dico nel testo: “Mi riconosco dentro te” mi riferisco proprio a lei… sì, le do del tu, do del tu alla musica, che per me è un essere spirituale vivente che fa accendere il mio animo, e la speranza di cui si parla nel brano è realizzare i miei sogni musicali, in modo che universalmente parlando il mondo intero possa conoscere chi sono e cosa ho da dare. Ma il mondo ahimè a volte è spietato… Non perché lo sia nella sua natura ma perché gli uomini lo hanno corrotto, hanno contraffatto tutto, e ciò che è vero e che proviene dall’anima nella sua natura più emozionante non viene premiato ma messo a tacere. Ecco: con questo testo io non voglio tacere! Io voglio parlare! E voglio dire chiaramente che i corrotti non devono avere la meglio su ciò che veramente merita di andare in alto, il mondo (inteso entità di esseri corrotti) ci tiene imprigionati, e noi non vediamo le cose come sono, il mondo vuole inculcarci realtà che non esistono, ma siamo noi con la nostra coscienza che dobbiamo capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, il mondo corrotto non deve avere la meglio su ciò che merita di essere divulgato. Posso dire che vivo e lotto per LEI, la Musica.

Come hai vissuto da “artista” il periodo della quarantena?
Con il fenomeno del Covid devo dire che ho riscoperto ancor di più la musica, stranamente… E volevo metterla in luce in questo periodo, per dare speranza e rinascita alle persone. Il titolo del testo, “Aggrappati a te“, ha un grande significato: aggrapparci sempre a noi stessi, a quell’amore che in noi stessi è importante, e ci permetterà di rialzarci in ogni situazione difficile. Se ci affidiamo alla nostra forza, alle nostre gambe che ci sostengono e ci tirano su, noi possiamo innalzarci su di esse e sollevarci.

Ecco il link al video di Giada Scarpato: https://www.youtube.com/watch?v=Dd7zRhbOBec

“La Civetta di Minerva” aveva salutato lo “sbarco” a Siracusa dell’OBS, l’Orchestra Barocca Siciliana

I cori virtuali in tempo di pandemia: “Possa il nostro canto essere musica per gli altri”