Notabilis e i suoi primi dieci anni…

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Le donne di Notabilis in questa giornata internazionale della donna…

Siamo abituate alle sfide impossibili. Siamo donne che lavorano con la cultura, siamo solo alcune delle donne e dei volti di Notabilis. Tutti insieme stiamo facendo del nostro meglio per creare una cultura di cui essere fieri!
#LACULTURANONSIFERMA
#LEDONNENONSIFERMANO
NEANCHE IN SICILIA.
Un grazie va a tutte le nostre donne:

Daniela Tralongo, Ilenia Nicolosi, Federica Miceli, Francesca Brancato, Emilia Rossitto, Santina Giannone, Marinella Fiume, Emanuela Ersilia Abbadessa, Giovanna Caggegi, Carmen Dollo, Stefania Mazzone, Maria Cristina Picciolini, Elena Gaetana Faraci, Maria Rita Pennisi, Ermelinda Caruso, Anna Lucia Valvo, Maria Lucia Riccioli, Lucia Corsale.

#notabilis #siciliadegnadinota #donnedegnedinota #ledonnedellacultura #culturainsicilia #eventisinsicilia #festadelladonna2020

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Quella del 15 docembre è stata una vera e propria festa, che attraverso la voce dei presenti, ma anche di chi non è potuto esserci, ha permesso di raccontare questi 10 anni di attività del lavoro di Notabilis: fare informazione culturale, consegnare approfondimenti che generino letture critiche e scoprire risorse umane e territoriali che siano di esempio e ispirazione. Eccoci, in una serata in cui le narrazioni si sono intrecciate con i volti di chi le scrive e chi le legge. Tutti insieme, pronti per iniziare i prossimi anni…!!
Giorno 15 dicembre Notabilis ha festeggiato i suoi primi 10 anni… ad maiora!
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Daniela Tralongo, editrice e direttrice.
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Redattori vecchi e nuovi, colaboratori e simpatizzanti della rivista, che ha una “costola” quotidiana on line molto seguita…

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Per me è stato un piacere essere una piccola parte di questa grande famiglia… e sono stata piacevolmente insieme ai cari amici Salvo Zappulla, Antonio Raciti e Carmen Dollo.

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…è il edicola il numero estivo di Notabilis, la rivista interamente dedicata alla cultura sulla quale scrivo pezzi riguardanti scuola, cinema, letteratura, arte…

Stai andando al mare? Notabilis è la lettura perfetta da fare sotto l’ombrellone! | ‪#‎Notabilis‬ ‪#‎NotabilisMag‬

notabilis.mag

Keep calm, read #Notabilis! By the pool, in the office, on the bus, or as we prefer, by the beach! Take us with you to enjoy the latest cultural happenings of Sicily. Find us at an edicola near you or purchase a copy on our site http://www.notabilis.it

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Something about me…

Ringrazio Daniela Tralongo e tutta la redazione di Notabilis…

Daniela Tralongo
IL LIBRO COME COMPAGNO PER CRESCERE

Maria Lucia Riccioli sorprende! E lo fa con Nana, una balena un po’ particolare, nata in una notte di luna piena e tutta gialla, come una banana!

Dolcezza e fantasia si distribuiscono tra le pagine di questa pubblicazione, definibile infantile solo per indicare il pubblico a cui è destinata. La storia infatti è un vero e proprio invito di Nana al valore del rispetto, argomento tutt’altro che banale e soprattutto da ammonire ai grandi prima ancora che ai piccini. Il colore originale di Nana le da inizialmente qualche problema con le altre creature marine ma quando, grazie al suo coraggio, salverà il mare da un grave pericolo tutti la considereranno un’eroina! Attraverso una storia tenera e avventurosa i bambini si confrontano con il valore della diversità e l’importanza della tutela dell’ecosistema marino.
Alla fine del volume, c’è posto anche per un allegro decalogo per invitare i più piccoli al rispetto del mare e delle sue creature. Ma la compagnia di Nana non si esaurisce con la lettura della sua storia perché nella versione ebook sono presenti anche giochi e approfondimenti, affermandosi come strumento d’ausilio didattico per le maestre o per i genitori più attenti.

 

la bananottera

 

 

https://marialuciariccioli.wordpress.com/2014/11/11/quannu-u-signuri-passava-p-o-munnu-recensione-su-notabilis/

Ed ecco la recensione di QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU uscita su Notabilis…

Notabilis è una rivista bimestrale dal taglio culturale, che mette in evidenza persone, fatti ed eventi degni di nota in Sicilia. La rivista e’ distribuita nella città e provincia di Siracusa, anche nelle migliori edicole e librerie di Modica, Ragusa, Catania, Caltanissetta e Palermo. E’ possibile comprare la rivista anche sul sito andando nella sezione nota.store, o abbonarti seguendo le indicazioni dal nostro menù.

Inoltre, per i nostri lettori virtuali, offriamo un calendario completo di eventi da seguire sia per adulti sia per bambini. Per scoprirli, visita gli #Eventidegnidinota e le #Babynote.

Ci interessa sapere cosa la gente pensa della Sicilia, per questo abbiamo creato lo spazio “What people say about Sicily?” per confrontarci e condividere impressioni e idee.

http://www.notabilis.it/nota-store/

Copertina Riccioli

 

Lucia Corsale al Centro Studi Turiddu Bella

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https://www.notabilis.it/articolo/2020/3/2/le-sfaccettature-della-lingua-italiana-e-laffaccio-sul-dialetto?fbclid=IwAR3WTqs_oclGU2z243ig6fgF_sicrG-1YYbFgmduLfaHDy08o_s4dMaqXkI

Grazie agli amici di Notabilis!

NEWS – Organizzato dal “Centro studi  Turiddu Bella”, l’incontro con l’autrice Lucia Corsale, i cui racconti sono stati analizzati dall’insegnante di Lettere Maria Lucia Riccioli, è divenuto occasione per tracciare la molteplicità del panorama linguistico italiano, tra cui il dialetto conduttore privilegiato del sentimento. Alla conversazione, svoltasi presso una sala convegni del suddetto centro, erano presenti, tra gli altri: la presidente, Maria Bella; la tesoriera, Maria Puglia; la segretaria, Giovanna Carnemolla; l’ex vice-presidente, Nino Risuglia; il socio fondatore Corrado Di Pietro.

Maria Lucia Riccioli, che è anche scrittrice e poetessa, a proposito del registro linguistico adoperato ha distinto: l’Italiano letterario che, tipico degli scrittori, soprattutto in passato si caratterizzava per l’alta formalità; l’Italiano Normativo o Standard, cioè la lingua ideale che tutti dovremmo parlare e che, invece, viene adottata da una risicata percentuale di italiani, tra cui maestri e professori particolarmente attenti alla norma linguistica; l’Italiano Comune che, parlato dalla maggior parte della popolazione, cozza spesso con le  regole morfologiche e sintattiche;  l’Italiano Regionale che nasce dall’incontro tra la lingua nazionale e i dialetti, nel nostro caso dialetto siciliano; l’Italiano Popolare che, nella nostra isola, contiene proverbi, stereotipi, storpiature; infine, il Dialetto, cioè quel sistema linguistico adoperato in un contesto geografico limitato e che non è assurto al rango di lingua ufficiale.

«Ogni lingua, ogni dialetto, nonché ogni linguaggio anche non verbale – ha specificato – costituisce una chiave per aprire mondi diversi. E mentre la lingua italiana, la lingua ufficiale,   è lo strumento principe della comunicazione  a tutti i livelli, il  dialetto è il mezzo ideale per riconnetterci con le nostre radici, nonché per  comunicare con i parlanti che,  avendo poca dimestichezza con l’italiano, resterebbero altrimenti reclusi nel loro mondo. Non posso non  accennare alle lingue straniere che costituiscono le  chiavi  necessarie per aprire mondi letterari, della comunicazione in rete e non.  Tra tutte le lingue straniere, a rivestire  il ruolo di lingua ponte, lingua veicolare per le scienze e le istituzioni è attualmente l’inglese, così come un tempo lo era il latino. Non dobbiamo peccare di esterofilia, ma neanche chiuderci in un sovranismo culturale linguistico che non ci porterebbe molto lontano».

Dopo l’intervento di Maria Lucia Riccioli, gli attori Lalla Bruschi e Salvatore Di Pietro hanno interpretato alcuni brani di Lucia Corsale, tratti da “Il plasma di Ciccio” e “Il canto del gallo”. Il  primo è una sorta di laboratorio linguistico, in cui la Corsale ha sperimentato il code-switching o cambio di codice, ossia un’alternanza fra lingua italiana e dialetto siciliano nella disposizione delle varie frasi, nonché il code mixing, cioè  la miscellanea di parole italiane e siciliane all’interno della stessa frase. Diverso è il registro linguistico del secondo, una sorta di favola adatta ad adulti e piccini, in cui il registro letterario prevale sulla  forma prosastica. Contenuti vivaci che hanno fatto da contraltare ai toni accorati di cui sono impregnate le lettere scritte dall’autrice in memoria della “Mammuzza” e che spesso si snodano lungo colloqui immaginari. Lettere in cui l’italiano standard occhieggia alla metrica poetica e il dialetto, oltre ad indossare una veste solenne, diviene messaggero di amore e umanità. L’incontro si è concluso con la lettura da parte di Maria Bella del cunto “Parabula” di Maria Lucia Riccioli, che, inserito nella raccolta “Quannu ‘u Signuri passava p’o  munnu”, vinse il primo premio del concorso di poesia dialettale indetto nel 1994  dal “Centro studi Turiddu Bella.” Il cunto, scritto in un siciliano pregnante, dalla rima baciata e dai toni ironici, è allegoria della vita, profumo di poesia.

Anche Libertà parla di noi!

L'immagine può contenere: Lucia Corsale e Maria Lucia Riccioli

Sono felice che si sia fatto riferimento al mio cunto PARABULA tratto da QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU (Algra Editore), che mi portò a vincere nel 1994 il Trofeo di poesia popolare dedicato a Turiddu Bella.

Grazie a Maria Bella per queste parole:

Al Centro Studi Turiddu Bella la prof.ssa Maria Lucia Riccioli nel presentare gli scritti di Lucia Corsale ha tenuto una vera e propria < lectio magistralis> sull’importanza della lingua quale fondamentale mezzo di comunicazione e quindi vario nei registri che mutano nel tempo nel luogo nelle diverse realtà sociali fino a trasformarsi in dialetti regionali e venacoli locali.

L'immagine può contenere: 8 persone, tra cui Maria Bella, persone sedute e spazio al chiuso

Il pubblico… e Lalla Bruschi.

L'immagine può contenere: 2 persone, tra cui Maria Bella, spazio al chiuso

Salvatore Di Pietro.

L'immagine può contenere: Maria Bella, telefono e spazio al chiuso

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Maria Bella legge PARABULA.

L'immagine può contenere: il seguente testo "CENTRO tradizioni popolari STUDI di TURIDDU BELLA"

https://www.facebook.com/events/2872770756147129/  (l’evento Facebook)

Un nuovo evento al Centro Studi di Tradizioni popolari “Turiddu Bella”…

L’identità di un popolo è segnata dal suo idioma.
Nella convinzione che l‘idioma identificativo di italiani e l’identità siciliana vanno pian piano scomparendo fagocitati dall’inglese ormai scritto e parlato dalla stampa, dalla televisione e perfino dal nostro governo, ci proponiamo con questo incontro di mostrare la ricchezza, la musicalità, la capacità di scandagliare sentimenti e pensieri sia della lingua siciliana che italiana.

Presso la Sala convegni di Via Algeri 27 al primo piano… mi raccomando, alle 17.30 e non alle 18!

INCONTRO CON L’AUTORE: Lucia Corsale, giornalista e scrittrice, converserà con me sul suo lavoro di autrice, specie in siciliano.

Lettori saranno Lalla Bruschi e Salvatore Di Pietro.

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Ecco il mio pezzo scritto per LA CIVETTA DI MINERVA…

Il Centro Studi presenta il programma per il mese di Febbraio che grazie alla collaborazioni dell’Associazione Arma Aeronautica e ANTEAS di Siracusa ha messo in cantiere una varietà di incontri che ruotando attorno alle feste di carnevale: vanno dalla conversazione del Preside Concetto Scandurra a carattere etno-antropologico, a quello teatrale e ludico con il cabaret di Cesare Politi e il ballo, avremo poi il piacere di assistere al tradizionale carnevale di Sciacca. e a chiusura del mese si torna a parlare di lingua sicilana, dialetto, vernacolo e italiano con Lucia Corsale e Maria Lucia Riccioli. Il programma è fatto ora aspettiamo la risposta dei soci e degli amici che confermino la loro presenza.
A Lucia Corsale mi lega l’amicizia basata anche su sensibilità e interessi comuni: oltre agli articoli e ai libri letti e scritti – ricordo ai lettori la penna incisiva di Lucia Corsale, versatile giornalista che spazia dalle interviste per DONNA TU alla cronaca e alle inchieste per LA SICILIA, scrittrice che trasvola dai racconti dallo sfondo sociale e umano come IL PLASMA DI CICCIO a quelli ironici e siracusanissimi incentrati sulla figura del commissario Corpaci alle poetiche lettere alla madre -, ai concorsi letterari, ai corsi di scrittura, alle pubblicazioni che ci hanno visto collaborare in armonia e complicità, abbiamo realizzato insieme la trasmissione SEGNALIBRO per TeleTris…
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https://www.youtube.com/watch?v=rmEFgMdtCKA (la seconda puntata, ospite Luca Raimondi)
https://www.youtube.com/watch?v=z0O4Xl0K6Uk (la terza puntata, ospite Sebastiano Burgaretta)
https://www.youtube.com/watch?v=XJHgWrmrpM0 (la quinta puntata, ospite Angelo Orlando Meloni)
Proprio al C.S.T.B. si svolse una delle presentazioni del romanzo di Lucia Corsale incentrato sulla figura di don Antonio Saitta:
E adesso qualche informazione sul Centro Studi e il mio legame con Maria Bella Raudino e le nostre tradizioni siciliane…

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Il Centro Studi di tradizioni popolari “Turiddu Bella”, Il Centro Studi nasce per un duplice scopo: quello di esplorare la terra della poesia dialettale popolare con l’annuale omonimo trofeo e quello di promuovere la ricerca e l’analisi delle nostre tradizioni, attraverso conferenze, testimonianze, mostre, documentari e iniziative che ci consentano di conoscere e indagare la storia e la civiltà del popolo siciliano.
Raccogliendo i frutti del lavoro egregiamente svolto negli anni precedenti, il Centro studi sta pienamente realizzando il primo obiettivo per cui è sorto. Infatti, non solo si accresce e si diffonde sempre più la fama del più grande poeta per cantastorie siciliano, al quale il Centro è intitolato, ma col pieno consenso dei più vivi e dinamici ambienti culturali siciliani, non esclusi quelli accademici, si incoraggia un genere di poesia popolare di cui i cantastorie sono i maggiori produttori e divulgatori.
Gli studiosi che si sono avvicendati nel nostro Centro ci hanno sempre invogliato a raccogliere in modo completo e ordinato i contributi che di volta in volta ci hanno lasciato o gli oggetti della cultura materiale che noi stessi andavamo raccogliendo per le esposizioni annuali che abbiamo fatto. Si tratta, come si vede, di due “prodotti” che richiedono elevati costi, per i quali le magre finanze del Centro non bastano. Il Centro, comunque, ha promosso molte attività, ha creato gemellaggi con altre associazioni italiane ed estere, come l’Associazione siculo-americana “Arba Sicula” del prof Gaetano Cipolla, docente di lingua italiana e studi classici all’università St. John’s di New York; è socio fondatore del consorzio associativp Syrakosia per la costituzione di un museo della città; è partecipe della rete museale etnografica degli Iblei per la conservazione dei beni immateriali. Ha in comodato la biblioteca di Turiddu Bella comprendete un centinaio di volumi di poesie di poeti suoi contemporanei e una nutrita collezione di nastri, dischi e cd folkloristici e di cantastorie.
Il centro opera nella convinzione che la voce di molti possa portare un contributo decisivo alla conoscenza del nostro passato e alla costruzione del nostro futuro; perché se non c’è storia senza memoria non potrà neppure esserci un futuro senza radici nel passato.

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http://www.cstb.it/ (il sito)

https://www.google.it/search?rlz=1C1AVNA_enIT559IT562&q=la+civetta+di+minerva+%2B+CSTB&oq=la+civetta+di+minerva+%2B+CSTB&gs_l=psy-ab.3…1048.11646.0.12376.42.28.0.0.0.0.477.4935.0j5j11j3j1.21.0.dummy_maps_web_fallback…0…1.1.64.psy-ab..21.18.4551.0..0j33i160k1j0i131k1j0i67k1j0i22i30k1.215.dYhrFAp55mQ (il link a vari articoli usciti su LA CIVETTA DI MINERVA dedicati al CSTB)

Altro materiale…

Comunicazione importante:

In occasione del ventennale della costituzione del Centro Studi di tradizioni popolari “Turiddu Bella” sono stati presentati gli archivi che raccolgono pubblicazioni, mostre, c.d e d.v.d. foto che nel corso degli anni sono stati realizzati e che il Centro vuole mettere a disposizione di chi ne sia interessato.

Otello Profazio è Premio Tenco 2016!

Nel video, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Lino Toffolo e Silverio Pisu insieme ad Otello Profazio cantano ADDIO LUGANO BELLA.

Sono felice che un cantastorie siciliano sia stato insignito di un tale riconoscimento… specie perché è legato a me da un filo di poesia.

Fu proprio Otello Profazio a consegnarmi il primo premio importante della mia “carriera” di poetessa in dialetto siciliano: la poesia ‘A SCOCCA D’ ‘A CIPUDDA (presente nella mia raccolta di cunti in dialetto siciliano QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU, Algra editore) vinse ex aequo il primo posto al Trofeo di Poesia popolare “Turiddu Bella” nel 1994.

1994 Cantastorie (a pari merito) Pippo Di Noto – RG

Umberto Migliorisi- RG Gianni Molinari BO

Maria Lucia Riccioli- SR Nonò Salamone TO

 

Fu proprio la poesia ‘A SCOCCA D’ ‘A CIPUDDA a farmi ottenere il riconoscimento…

Vent’anni dopo l’avrei pubblicata in volume insieme agli altri cunti.

 

Ringrazio ancora la giuria, che selezionò una poetessa poco più che ventenne… e sono felice di aver chiuso il cerchio rendendo omaggio a Otello Profazio che con me fu molto incoraggiante e gentile.

 

Il 2 luglio 2014 è stata pubblicata la raccolta di “cunti” in dialetto siciliano “Quannu ‘u Signuri piassava p’ ’o munnu”, con prefazione di Sebastiano Burgaretta, immagini di Alessio Grillo e Maria Francesca Di Natale, per i tipi di Algra Editore (collana “Fiori blu”, diretta da Maria Rita Pennisi e Orazio Caruso), oggetto di un reading presso l’aula consiliare del comune di Solarino il 28 luglio 2014 nell’ambito della mostra “È… vento d’arte” e in occasione del tour della stessa mostra il 5 settembre 2014 l’autrice ha tenuto un nuovo reading presso il Parco culturale “Lucia Migliaccio” di Floridia (SR).

Il 24 settembre 2014 il libro è stato presentato ufficialmente presso la Feltrinelli di Catania dai relatori Sebastiano Burgaretta, poeta ed etnologo, che ne ha curato anche la prefazione, e Orazio Caruso, docente, scrittore, organizzatore culturale, curatore insieme a Maria Rita Pennisi della collana “Fiori Blu” di Algra editore.

Il 27 settembre, presso il MOON di Siracusa, insieme ai poeti e performer Patti Trimble – che ha presentato il lavoro realizzato con Ramzi Harrabi –, Chris Iemulo, Mounir Ben Younes, il libro è stato protagonista del reading “100 Thousand Poets for Change”.

Il 26 ottobre “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato presentato presso il Centro studi di tradizioni popolari “Turiddu Bella” di Siracusa da Maria Bella e Sebastiano Burgaretta (letture curate dall’autrice insieme a Dominella Santoro), mentre il 12 novembre è stato presentato dalla stessa autrice presso la biblioteca del Liceo Corbino-Gargallo di Siracusa.

Il 27 dicembre presso la Casa del Libro Rosario Mascali di Marilia Di Giovanni l’autrice ha presentato “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” insieme ad Alfio Grasso. Il volume è stato presentato nuovamente ad Aci Bonaccorsi (CT) presso la Cantina Bonaccorsi insieme al frontman degli Archinuè il 4 gennaio 2015, in occasione delle serate del ciclo delle Domeniche in Cantina, insieme agli Archinuè e al pittore Ezio Fichera.

Il 17 gennaio l’autrice ha presentato il libro assieme a Maria Rita Pennisi presso la Sala Scacchiera del Resort San Biagio ad Acireale, ospite della FIDAPA di Acireale e di BPW Italy, esibendosi anche come cantante eseguendo tre pezzi in dialetto siciliano accompagnata dalla presidente dell’associazione, Vera Pulvirenti.

Il 20 gennaio l’autrice è stata intervistata da Paola Parisi presso gli studi di Auchan – Porte di Catania per il programma “Buoni o cattivi”, trasmesso da Antenna One.

Il 2 marzo, in occasione della manifestazione “Volontariato in… scena” organizzata dalla Rete del volontariato di Catania e dall’Assessorato al Welfare e condotta dall’attrice Egle Doria, l’autrice è stata ospite dell’associazione Tiresia interpretando due cunti da “Quannu ‘u Signuri passava p’’o munnu” presso il Teatro Stabile di Catania – Teatro Verga.

Il 31 marzo il libro è stato ospite degli studi di ZERONOVE TVin occasione della registrazione della settima puntata del format BUC, una trasmissione sui libri condotta dalla scrittrice Simona Lo Iacono.

Il 9 aprile alle 21.30 e l’11 aprile alle 15.30 è andata in onda l’intervista realizzata da Paola Parisi su “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” per TeleOne e Trs (canale 19 del digitale terrestre). Presentatori Giovanni Nicastro e Luca Seminara.

Il 25 aprile “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato presentato al Siracusa Book Festival, il 10 giugno alla Galleria Roma di Siracusa per la rassegna “Cibo & Arte”, il 13 giugno e il 13 luglio al Caffè letterario fridericiano a Rosolini.

Il 17 luglio l’autrice è stata ospite de “I venerdì dell’anima” della Casa del Libro Rosario Mascali e ha letto i suoi cunti in dialetto accompagnata dal maestro Valerio Massaro alla chitarra.

Il 30 agosto, presso Palazzo Barbagallo a Nicolosi (CT), l’autrice è stata tra gli autori della Notte bianca di Algra editore, evento condotto da Antonella Guglielmino e patrocinato dal Comune di Nicolosi.

Il 18, 19 e 20 settembre l’autrice ha preso parte al Catania Book Festival presso il Cortile Platamone.

Il 19 marzo l’autrice è stata protagonista insieme a Donatella Motta di un recital poetico-musicale presso l’AFAM (Associazione Amici della Musica di Floridia), ospite della FIDAPA di Floridia (SR); durante la serata ha declamato alcuni passi del volume di cunti.

Il 20 marzo, in occasione dell’inaugurazione della mostra “’A via dulurusa”, l’autrice ha letto alcuni brani dalla sua raccolta di cunti “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu”.

Il 24 aprile “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato ospite di “Save the Beauty”, manifestazione a carattere nazionale, presso il Cortile Verga a Siracusa , in occasione della serata “Sapori letterari”.

Il 3 e il 5 maggio l’autrice – anche in veste di performer – è stata ospite a Floridia in occasione dei festeggiamenti per l’Ascensione (al “Chianu ‘i Masciu Vartulu” e presso il Museo etnografico dedicato a Nunzio Bruno).

Il 9 ottobre l’autrice ha letto uno dei suoi cunti in occasione del Convegno regionale del MASCI Sicilia presso il Santuario di Maria Santissima Scala del Paradiso a Noto (SR).

Copertina Riccioli

 

Vi ripropongo l’intervista di Infinity agency (grazie a Marla Lombardo e Garjan Atwood)

e poi vi posto dell’altro materiale…

 

 

 

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QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU è il mio libro di cunti in dialetto siciliano, uscito nel 2014 e protagonista di tanti incontri…

Ecco la prefazione, dono dell’amico poeta, etnologo e saggista Sebastiano Burgaretta:

Aria fresca, che pure sa d’antico e che d’antico serba la fragranza, è quella che si respira e si gusta leggendo questi racconti in versi di Maria Lucia Riccioli, la quale in essi si rivela narratrice, anzi poetica raccontatrice, d’antico stampo popolare, quasi una specie di contastorie in proprio, aggiornata cioè al tempo d’oggi e quindi libera nel piegare il ricco patrimonio lessicale siciliano all’esigenza della comunicazione che la vita attuale impone (Sebastiano Burgaretta).

https://luisellapacco.wordpress.com/2014/08/28/quannu-u-signuri-passava-p-o-munnu-di-maria-lucia-riccioli/ (la splendida recensione di Luisella Pacco)

http://www.cataniapubblica.tv/buc-quannu-u-signuri-passava-po-munnu/ (la puntata di BUC in cui sono stata intervistata sul libro)

http://www.nuovosud.it/24242-cultura-siracusa/quannu-%E2%80%98u-signuri-passava-p%E2%80%99%E2%80%99o-munnu-presentato-siracusa-il-libro-di-maria (la recensione di Anna Di Carlo su NuovoSud)

https://cstbcentro.wordpress.com/2014/10/28/quannu-u-signuri-passava-p-u-munnu/ (io e il CSTB, Centro Studi di Tradizioni Popolari Turiddu Bella)

http://www.lacivettapress.it/online/index.php?option=com_content&view=article&id=258:libro-in-dialetto-della-poetessa-riccioli-storie-in-endecasillabi-a-rima-baciata&catid=17:cultura&Itemid=121 (La Civetta di Minerva)

http://www.reteregione.it/si-cunta-sarraccunta/ (su Reteregione, scritto da Lucia Corsale)

 Il booktrailer…

Se date un’occhiata al blog, troverete altri post dedicati al Centro Studi…

Buona lettura!

Sicilia in 45 giri

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https://www.facebook.com/events/2517181691863737/ (l’evento Facebook)

Acquistabile anche on line!

https://www.ibs.it/sicilia-in-45-giri-libro-vari/e/9788867706013

 

Mercoledì 12 febbraio, presso l’Accademia pianistica siciliana di via Nicola Fabrizi a Catania, presentazione di un’antologia che contiene un mio racconto… scopriamola insieme.

To whom It may concern.
45 autori siciliani ci hanno parlato della musica.
Nei prossimi giorni altri frammenti di copertina e curiosità varie 😊.
Con Giulio Perrone

L'immagine può contenere: il seguente testo "SICILIA IN 45 GIRI 'isola. Il richiamo. Melodie lontane. L'ERUDITA"

Queste le parole di Mavie, ovvero Mavì Carolina Parisi, che ha curato l’antologia per L’Erudita editrice…

Un altro particolare della copertina.
45 autori che ci fanno vivere il loro rapporto con la musica o con una particolare canzone. Ricordi più o meno lontani nel tempo.
Si spazia da Rita Pavone a Franco Battiato. Qualcuno ci racconta di una banda di balordi qualcun’altro ci fa sapere cu ccui si maritarunu Saridda, Rosa e Pippinedda. Racconti umoristici, poetici, drammatici. Storie rosa nere gialle e di molti altri colori.

Eccola per intero. Bedda comu u suli da Trinacria e u cori di cu a scrissi.

L'immagine può contenere: Maria Lucia Riccioli e Mavì Carolina Parisi, persone che sorridono, persone sedute e spazio al chiuso

Eccomi, a leggere e parlare di scrittura, di musica, di Battiato e luoghi dell’anima.

La curatrice Mavie Parisi…

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 2 persone, persone sedute e spazio al chiuso

Orazio Caruso…

L'immagine può contenere: 2 persone, tra cui Mavì Carolina Parisi, spazio al chiuso

Carmen Dollo…

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Daniela Ginex…

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Luigi Maria Parisi…

L'immagine può contenere: 2 persone, tra cui Mavì Carolina Parisi, spazio al chiuso

Francesca Athena Sanfilippo…

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Lucia Russo…

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Maria Rita Pennisi…

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Antonio Raciti…

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Flavio Prestifilippo…

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Patrizia Oliva…

L'immagine può contenere: 2 persone, tra cui Mavì Carolina Parisi, persone che sorridono, persone sedute e spazio al chiuso

Stefania Nibbi…

… non ci vedevamo da una vita e davanti a un pianoforte non abbiamo resistito al momento selfie…

L'immagine può contenere: Lucia Corsale e Mavì Carolina Parisi, persone sedute, persone in piedi e spazio al chiuso

Lucia Corsale…

L'immagine può contenere: 11 persone, tra cui Carmen Dollo, persone sedute

L'immagine può contenere: 14 persone, tra cui Maria Lucia Riccioli, Maria Sequenzia e Lucia Corsale, persone che sorridono, spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 8 persone, tra cui Lucia Corsale, Maria Lucia Riccioli, Mavì Carolina Parisi, Carmen Cappuccio e Maria Sequenzia, persone che sorridono, persone in piedi, persone sedute e spazio al chiuso

  • Maria Lucia Riccioli Grazie… amici di penna.
    La musica e la scrittura sono le ali della mia vita. Grazie agli amici per la comunione di spiriti.
    📚📖💖
  • Lucia Corsale Grazie agli amici di Siracusa con cui l’assonanza di parole è vicinanza di cuori

FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA SU EUTERPE

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Ringrazio Domenico Pisana per la graditissima sorpresa…

https://www.ecodegliblei.it/MODICA-LA-VICENDA-DI-MARIANNINA-COFFA-IN-UN-ROMANZO-DI-MARIA-LUCIA-RICCIOLI.htm

http://www.ragusaoggi.it/il-dramma-esistenziale-della-poetessa-m-coffa1841/

https://associazioneeuterpe.com/tag/sicilia/

E’ uscito il nuovo numero della rivista “Euterpe”: il coraggio delle donne

E’ uscito il nuovo numero della rivista “Euterpe”: il coraggio delle donne

E’ uscito il nuovo numero della rivista di letteratura “Euterpe”, il n°27 che proponeva quale tematica di riferimento “Il coraggio delle donne: profili ed esperienze femminili nella letteratura, storia e arte”.

A questo numero hanno collaborato: ALIPRANDI Mario, AMARAL Ana Luísa, APA Livia, ASPREA Pasquale, BALDI Massimo, BARDI Stefano, BARENDSON Samantha, BENASSI Luca, BERGNA Anna, BIOLCATI Cristina, BOLLA Giorgio, BISUTTI Donatella, BONANNI Lucia, BONFIGLIO Anna Maria, BUFFONI Franco, CALDIROLA Stefano, CARDILLO Lucia, CARMINA Luigi Pio, CASTAGNOLI Elisabetta, CASUSCELLI Francesco, CASULA Carla Maria, CECCARELLI Liviana, CHIARELLO Maria Salvatrice, CHIARELLO Rosa Maria, CIMARELLI Marinella, CIMINO Tommaso, COPPARI Elena, CORIGLIANO Maddalena, COSSU Marisa, CUPERTINO Lucia, CURZI Valtero, D’AMICO Maria Luisa, DALL’OLIO Anna Maria, DAMIANI Claudio, DAVINIO Caterina, DE GIOVANNI Neria, DE MAGLIE Assunta, DEL MORO Francesca,  DE ROSA Mario, DE STASIO Carmen, DEMI Cinzia, DI IANNI Ida, DI IORIO Rosanna, DI PALMA Claudia, DI SALVATORE Rosa Maria, DI SORA Amedeo, DOMBURG-SANCRISTOFORO Anna Maria, DOMENIGHINI Luciano, FABBRI Angela, FERAZZOLI Andrea, FERRARIS Maria Grazia, FERRERI TIBERIO Tina, FOIS Massimiliano, FOLLACCHIO Diletta, FRESU Grazia, FUSCO Loretta, GABBANELLI Alessandra, GIANGOIA Rosa Elisa, GRECO Angela, GRIFFO Eufemia, GRILLO Emma Giuliana, GUIDOLIN Giuseppe, INNOCENZI Francesca, KEMENY Tomaso, LANDI Chiara, LANIA Cristina, LEONE Ivana, LEALI Maddalena, LINGUAGLOSSA Giorgio, LOSITO Antonietta, LUZZIO Francesca, MAFFIA Dante, MAGGIO Gabriella, MANGIAMELI Antonio, MANNA Anna, MARCUCCIO Emanuele, MARELLI Dario, MARTILLOTTO Francesco, MASSARI Raffaella, MELILLO ANTONIO, MELONI Valentina, MESSINA Raffaele, MONGARDI Gabriella, MONTALI Alessandra, MOREAL Liliana, MOSCE’ Alessandro, MUSICCO Mirella, NARDI Lucia, NICOLOSI Ada, OPPIO Danila, PACILIO Rita, PARDINI Nazario, PAVANELLO Lenny, PELLEGRINI Stefania, PERRONE Cinzia, PIETROPAOLI Alessandro, PISANA Domenico, PITORRI Paolo, PIZZALA Gabriella, PORSTER Brenda, PREDILETTO Vincenzo, PROSPERO Alessandra, RAMPINI Nazarena, RUGGIU Mariangela, SABIA Mara, SANTARELLI Anna, SANTINELLI Franca, SARTARELLI Vittorio, SCAVOLINI Tania, SIROTTI Andrea, SOLDINI Maurizio, SPURIO Lorenzo, STANZIONE Rita, TOFFOLI Davide, VALENTE Maria Laura, VALERI Walter, VALLI Donato, VARGIU Laura, VENEZIA Paola, VESCHI Michele, VITALE Carlos,VIVINETTO Giovanna Cristina, ZANARELLA Michela, ZAVANONE Guido.

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Particolarmente pregevoli i contributi per le rubriche articoli/critica letteraria, segnaliamo i contenuti della rubrica “Ermeneusi”:

ARTICOLI

MARIA LUISA D’AMICO – “Ritratto di una donna coraggiosa: Frida Kahlo”

AMEDEO DI SORA – “Eleonora Duse: il teatro come vita”

CINZIA DEMI – “Il rumore del pennino: Petronilla Paolini Massimi (1663-1726)”

GRAZIA FRESU – “Le madri coi fazzoletti bianchi”

ALESSANDRA GABBANELLI – “Una poetessa del 1500: Gaspara Stampa”

ANNA MANNA – “Il grande affresco barocco nelle inquietudini regali di Cristina di Svezia”

ANNA MARIA BONFIGLIO – “Selma Lagerlof, la prima donna Premio Nobel per la letteratura”

CINZIA PERRONE – “Artemisia Gentileschi: una femminista ante-litteram”

MARISA COSSU – “Grazia Deledda”

ELENA COPPARI – “Anaïs Nin: il coraggio di esprimere la propria sensualità”

FRANCA SANTINELLI – “Stamira, l’eroe di Ancona”

FRANCO BUFFONI – “Emily Dickinson”

LENNY PAVANELLO – “Louisa May Alcott, Margaret Mitchell e Jane Austen: la voce delle donne”

ALESSANDRO PIETROPAOLI – “Jane Austen e l’idea di romanzo al femminile”

TINA FERRERI TIBERIO – “Maria Montessori, donna coraggiosa e anticonformista”

LORETTA FUSCO – “Tina Modotti, tra genio e passione”

FRANCESCA LUZZIO – “Profili da spolverare: la siciliana Maria Alaimo”

LORENZO SPURIO – “Ricordo minimo della poetessa Renata Sellani”

MADDALENA LEALI – “Ritratto di Christine de Pizan (1365-1431)”

CRITICA LETTERARIA 

MARA SABIA – “Di poesia e resilienza: ritratto di Alda Merini”

DILETTA FOLLACCHIO – “Le Novelle orientali di Marguerite Yourcenar e il Genji Monogatari di Murasaki Shikibu”

NERIA DE GIOVANNI – “Grazia Deledda: il coraggio di credere al proprio destino”

VALTERO CURZI – “Ipazia, Eloisa e Frieda Kahlo: il coraggio di vivere al femminile”

DAVIDE TOFFOLI – “Il fascino, sempre rinnovato e indelebile, delle bulbare.  Sull’opera antologica della poetessa Biancamaria Frabotta”

MASSIMILIANO FOIS – “Rina De Liguoro, diva fulgente del cinema silenzioso”

LUCIA BONANNI – “Vita interiore, immaginario e creatività nelle opere di Lauren Simonutti e Anne Sexton”

EUFEMIA GRIFFO – “Jane Austen e quella sottile seducente ironia”

STEFANO BARDI – “Scritture “spirituali”. Note a margine sulle esperienze

letterarie di Patrizia Valduga, Francesca Duranti e Marguerite Yourcenar”

PAOLO PITORRI – “Chi era Sylvia Plath? La campana di vetro e la sua costellazione”

GIORGIO LINGUAGLOSSA – “Una ermeneutica sopra una poesia inedita di Donatella Costantina Giancaspero”

MARIA GRAZIA FERRARIS – “Cristina, ovvero la ricerca della felicità”

LORENZO SPURIO – “Nella casa di Maria Costa. La poetessa messinese attraverso l’universo oggettuale che ha lasciato e il ricordo commosso dell’artista Pippo Crea”

CARMEN DE STASIO – “Virginia Woolf – leggère impressioni: breve viaggio in Le Onde

MARIA LAURA VALENTE – “Joryū nikki bungaku. Un approfondimento sulla letteratura   diaristica femminile di epoca Heian”

La rivista può essere letta e scaricata in formato pdf cliccando qui.

E’ anche possibile leggerla in formato ISSU (consigliato per tablet e smarphone) cliccando qui.

Come da editoriale si ricorda che:

  • Il vecchio sito della rivista non sarà più raggiungibile perché verrà soppresso. Tutti i materiali in esso contenuti sono stati caricati in una sezione dedicata del sito dell’Associazione Culturale Euterpe dove potranno essere consultati e raggiunti a partire da questo link.
  • A partire da questo numero dedicheremo ogni qual volta un evento pubblico per presentare i contenuti della rivista dove gli autori saranno invitati a partecipare intervenendo con una breve esposizione dei loro testi o lettura di stralci. La presentazione di questo 27esimo numero si terrà a Senigallia (AN) il 8 settembre 2018 presso il Palazzetto Baviera alle ore 17:30. Nella pagina che segue è possibile prendere visione della locandina dell’evento con tutte le informazioni logistiche. Gli autori che vorranno partecipare sono invitati a darne comunicazione a mezzo mail, confermando la loro presenza, almeno 5 giorni prima, di modo da poter organizzare adeguatamente la scaletta.
  • Il prossimo numero della rivista avrà come tema al quale sarà possibile ispirarsi “Musica e letteratura: influenza e contaminazioni”. L’invio dei materiali dovrà avvenire entro il 20-12-2018. Il relativo evento del prossimo numero su FB è presente a questo link.
Presentata l’opera di MARIA LUCIA RICCIOLI

La storia di Mariannina Coffa diventa romanzo
Ha presentato a Modica, nell’ambito del XII sabato letterario del Caffè Quasimodo (nella foto), il suo primo romanzo “Ferita all’ala un’allodola”, insignito del Premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi” e apprezzato da pubblico e critica, MARIA LUCIA RICCIOLI, insegnante di lettere negli istituti superiori e scrittrice. Il volume è stato introdotto da Domenico Pisana, Presidente del Caffè Quasimodo, che ha focalizzato le due cifre semantiche del romanzo, ossia “la mediazione” e “la creazione”, che plasmano tutto il testo nei tre livelli in cui esso si sviluppa: a) il livello storico, b) il livello narrativo, c) il livello letterario. “Questo romanzo, ha affermato Pisana, ci dà un affresco del quadro storico della seconda metà dell’‘800 siciliano; ci consegna la vicenda umana della poetessa netina MARIAnnina Coffa nella sua drammatica realtà, con una scrittura dove verità e realtà diventano la sostanza del romanzo. MARIA LUCIA RICCIOLI – ha proseguito Pisana – ha avuto coraggio, e questo romanzo, alla sua seconda edizione, la ripaga perché lei, pur tenendo conto dell’ ampia bibliografia e di tante altre ricerche da lei effettuate sulla figura di M. Coffa, riesce, con la sua narrazione, ad esprimere un ‘quid’ di novità sulla poetessa netina, di forza espressiva grazie ad una grafia letteraria davvero coinvolgente, elegante e ricca di pathos d’animo”. Le letture distese e piacevoli di Franca Cavallo e Antonella Monaca e le dolci e delicate musiche del giovanissimo pianista Stefano Cintoli hanno creato un’ atmosfera di ascolto e di respiro poetico.
Adriana Occhipinti

05/03/2015

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Grazie davvero agli amici del Caffè Letterario “Salvatore Quasimodo”, in primis a Domenico Pisana per la sua dotta e intensa relazione, ad Antonella Monaca e a Franca Cavallo – amica poetessa come Elia Scionti e Gianni Di Giorgio con i quali ho avuto modo di intrecciare un sodalizio poetico in occasione del premio poetico dedicato all’Immacolata, proprio qui a Siracusa, dagli amici comuni della compagnia Vaccaro- Mauceri, storici pupari aretusei – per le letture molto sentite, al pianista Stefano Cintoli, giovanissimo ma dal tocco delicato ed emozionante.

Io e l’amica Lucia Corsale, giornalista e scrittrice, siamo state accolte con entusiasmo e sincero interesse in una cornice splendida, quella dello storico Palazzo della Cultura di Viale Umberto I a Modica, antica sede del Tribunale: doppia emozione quindi.

Essere ospiti di un circolo dedicato al premio Nobel così fratello della nostra Siracusa – Modica era provincia aretusea, non lo scordiamo, oltre al fatto che Quasimodo fu cognato del nostro Elio Vittorini – e parlare nel luogo che probabilmente ha visto come protagonisti del foro il padre e il fratello di Mariannina Coffa, entrambi avvocati.

Ecco altro materiale…

http://www.laspia.it/dramma-esistenziale-poetessa-coffa-sabato-letterario-quasimodo-modica-ospite-maria-lucia-riccioli/ (grazie all’autore Paolo Borrometi).

Ecco la splendida locandina…

LOCANDINA SERATA 28 FEBBRAIO

Tutti voi conoscete il mio interesse per la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa Caruso.

Ho scritto un romanzo storico su di lei, FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, pubblicato per i tipi di Perrone Lab nel 2011, in occasione del centocinquantesimo anniversario deòll’Unità d’Italia.

Il romanzo è poi stato ripubblicato per i tipi de L’Erudita editrice nel 2013.

Il libro è stato presentato a Siracusa presso il Palazzo della Cultura di Siracusa (Palazzo Impellizzeri) da Luigi La Rosa e Simona Lo Iacono il 27 febbraio 2011.

Successivamente è partita la tournée di presentazioni che ha toccato Acireale (Istituto Brunelleschi, Fidapa), Catania (Istituto Lombardo Radice, Cafè de Flore), Palermo (Libreria Modusvivendi), Raffadali (Le Cuspidi), Siracusa (Liceo “M.F. Quintiliano”, Istituto comprensivo “Paolo Orsi”), Roma (Chiesa di Santa Lucia al Gonfalone).

È stata tra i relatori del convegno dedicato a Mariannina Coffa con un intervento sul trattamento romanzesco della poetessa (Noto, Palazzo Impellizzeri, Archivio di Stato, 12 aprile 2011).

Un dibattito sul suo romanzo e le donne del Risorgimento è uscito su “Letteratitudine” e su “Flannery”; il libro è stato recensito, tra gli altri, da Luigi La Rosa su “Centonove”, dalla scrittrice e giornalista Lucia Corsale (La Sicilia), da Maria Rita Pennisi (La Sicilia), dallo scrittore e giornalista Remo Bassini (La Nuova Sesia), da Loredana Faraci (La Repubblica, edizione di Palermo), da Luisella Pacco (Konrad).

Il romanzo è entrato nella top five relativa alla narrativa più venduta in Sicilia (La Repubblica, edizione di Palermo, 15 maggio 2011) ed è stato segnalato dal libraio Stefano Palumbo come libro rappresentativo della scrittura siciliana sempre su La Repubblica – Palermo.

È stata invitata al Letterando InFest di Sciacca, durante il quale ha presentato il romanzo insieme ad Elena Doni del gruppo “Controparola”, collettivo di giornaliste e scrittrici fondato da Dacia Maraini.

In occasione de “Il Maggio dei Libri 2012”, campagna nazionale per la promozione della lettura patrocinata dall’Unesco e dalla Presidenza della Repubblica, ha vinto il concorso letterario per incipit di romanzi editi “InciZine – Regalami un incipit”, organizzato da Scripta volant e dall’Associazione culturale “Aliantide”. Una volanzine con l’incipit di “Ferita all’ala un’allodola” è stata distribuita gratuitamente in tutta Italia durante le manifestazioni collegate all’iniziativa.

Il 13 ottobre 2012 è stata premiata come vincitrice ex aequo della sezione “Frammenti letterari” nell’ambito del premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi” per il suo romanzo “Ferita all’ala un’allodola”.

In occasione del convegno nazionale del 21 – 22 dicembre 2012 dedicato al bicentenario di Matteo Raeli ospitato al Palazzo Trigona di Noto un brano di “Ferita all’ala un’allodola” è stato inserito in un pannello e nel catalogo della mostra realizzata da docenti e allievi del Liceo “Matteo Raeli” di Noto.

Nell’aprile 2013 l’incipit di “Ferita all’ala un’allodola” è stato pubblicato, insieme alla sinossi e alla biografia dell’autrice, sul primo numero della rivista on line a cartacea POST SCRIPTA, a cura dell’associazione Aliantide.

Il romanzo è stato presentato durante la mostra-mercato “Io valgo” organizzata dalla FIDAPA di Siracusa presso i locali della Provincia regionale dal 21 al 23 maggio 2013 ed è stato rieditato nel giugno 2013 dalla casa editrice L’Erudita.

Il 9 giugno del 2013 l’autrice ha presentato il proprio lavoro editoriale presso il complesso di San Domenico a Palermo in occasione di “Una marina di libri”, manifestazione organizzata da Navarra Editore.  Ha preso parte inoltre all’estemporanea di scrittura presso la Cappella di Santa Barbara nell’ambito della stessa kermesse.

Il 29 giugno 2013 ha preso parte alla manifestazione “I Festa del Libro di Siracusa”, organizzata dalla Biblioteca comunale di Siracusa e da Tempo solidale: è stata protagonista di un incontro con i lettori ed è stata una delle autrici coinvolte nell’incontro-dibattito degli scrittori siracusani con la cittadinanza.

Nel gennaio 2014 è risultata finalista, insieme – tra gli altri – a Beatrice Monroy e agli scrittori di Leima edizioni, del Kaos festival di Montallegro (AG) con il suo romanzo.

L’8 febbraio 2014 presso la Casa del Libro Rosario Mascali di Siracusa si è tenuta una conversazione tra l’autrice e la scrittrice Annamaria Piccione a proposito della riedizione di “Ferita all’ala un’allodola”.

Il 14 febbraio 2014, presso la Sala Gagliardi di Noto, è stata tra le relatrici di “Semaforo rosa”, convegno dedicato a “Mariannina e le altre” insieme a Marinella Fiume, avvocate, psicologhe e scrittrici sul tema della violenza contro le donne in nome di Mariannina Coffa. L’evento è stato promosso dal Comune di Noto con il coordinamento artistico dell’associazione “Lighea”.

Il 13 maggio ha svolto una conferenza sul suo romanzo per la Fildis Teocrito di Siracusa presso l’I.T.C. “Alessandro Rizza” di Siracusa con il violinista Danilo Pistone.

1l 14 settembre 2014 nell’ambito del Premio letterario nazionale “Alessio Di Giovanni” il suo romanzo ha ricevuto una segnalazione di merito vincendo il premio della Presidenza.

Il 7 novembre 2014 ha preso parte al convegno “Sguardi plurali” dedicato a Mariannina Coffa nell’ambito della manifestazione “Noto per Mariannina”, conversando con Marinella Fiume e Biagio Iacono sull’epistolario curato dagli stessi ed è stata intervistata da Vincenzo Rosana per “Tutto su Noto”.

Il 28 febbraio 2015, presso il Palazzo della Cultura di Modica, è stata ospite del XII appuntamento del Caffè letterario “Salvatore Quasimodo” presieduto da Domenico Pisana, che ha introdotto l’autrice e il romanzo “Ferita all’ala un’allodola” insieme a Lucia Corsale, con letture a cura di Franca Cavallo e Antonella Monica, musiche a cura del pianista Stefano Cintoli.

Il 7 novembre 2015, in qualità di giurata della terza edizione del concorso letterario “Inchiostro e anima” dedicato alla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa Caruso e organizzato da “La carovana degli artisti”, ha presenziato presso la sala Gagliardi di Noto (SR) alla cerimonia di premiazione; un suo racconto e un suo scritto di ringraziamenti hanno aperto il volume antologico pubblicato in occasione della manifestazione.

Il 4 maggio, presso la Sala Gagliardi di Noto (SR) ha presenziato in qualità di relatrice e di autrice di uno dei saggi presenti nel volume (“Intorno a Voglio il mio cielo – La scoperta di un inedito sulla Coffa”) alla presentazione di “Sguardi plurali” (a cura di Marinella Fiume, Armando Siciliano Editore), atti dell’omonimo convegno di studi sulla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa.

Il 26 agosto è stata tra gli autori partecipanti alla sesta edizione della rassegna “Poeti e scrittori del Val di Noto a confronto”, organizzata dalla Libreria editrice Urso e dedicata a Mariannina Coffa, Ibn Hamdis e Giovanni Fronte.

Il 1 ottobre, in qualità di giurata del concorso letterario internazionale “Inchiostro e anima”, quarta edizione, intitolato alla memoria della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, ha presenziato alla cerimonia di premiazione presso il Salone delle feste di Palazzo Nicolaci a Noto (SR). Un suo inedito sulla poetessa ha aperto l’antologia degli elaborati premiati.

Il 18 novembre ha registrato la quinta puntata della trasmissione di Telecittà (ch 654) “Libri in città”, dedicata ai libri e agli autori siracusani e non, condotta da Claudia De Luca e dal professor Luigi Amato.

Il 17 gennaio 2017 è stata invitata presso la Feltrinelli Musica e Libri di Catania per la presentazione del volume “Letteratitudine 3”, uscito per i tipi di LiberAria in occasione dei dieci anni del litblog di Massimo Maugeri; all’interno del volume è presente una sua lettera a Mariannina Coffa; il volume è stato presentato ad Adrano (SR) e Siracusa, prime tappe di un lungo tour di presentazioni.

Il 25 marzo, ospite del Rotaract di Noto sezione Terra di Eloro, ha tenuto una conferenza intitolata “Mariannina Coffa – Una donna, tante donne (La Poetessa dell’Ottocento parla alle donne di oggi)” presso la Biblioteca comunale “Principe di Villadorata” a Noto (SR), relatrice Federica Piluccio, con le musiche eseguite dal maestro Gabriele Bosco.

Il 18 agosto e il 25 agosto, rispettivamente ad Avola e a Noto, ha preso parte a delle letture poetiche organizzate dalla Libreria editrice Urso, leggendo propri testi inediti e delle poetesse Mariannina Coffa e Wislawa Szymborska.

Il 25 novembre 2017, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, presso il Teatro Vecchio Mercato di Gassino Torinese (TO), per la regia di Tommaso Massimo Rotella, Teresa Caporale ha interpretato la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa nello spettacolo “Il mio nome è Psiche”, ispirato al romanzo “Ferita all’ala un’allodola”, evento prodotto dall’associazione culturale “Magdeleine G” nell’ambito della stagione “Un’Italia in provincia”, patrocinato dalla Fondazione Piemonte dal Vivo, circuito regionale multidisciplinare, e dal Comune di Gassino Torinese.

Sul numero 27 (agosto 2018) dell’aperiodico tematico di letteratura online “Euterpe”, avente come tema “Il coraggio delle donne: profili ed esperienze femminili nella storia, letteratura ed arte”, è uscita la recensione di Domenico Pisana intitolata “La “poetessa maledetta” Mariannina Coffa nel romanzo Ferita all’ala un’allodola di Maria Lucia Riccioli.

Vi ricordo alcuni link:

http://www.nbtv.it/10.html

Su YouTube:

http://www.youtube.com/watch?list=PL1zqe4wSTDjd2DDsSUzguww9lhdZLyD0B&v=EIAOqrUfyxI&feature=player_embedded (l’intervista di Vincenzo Rosana di NBTV per cui ringrazio ancora sia lui che la collega Ivana Scarpetta. Il programma si chiama IN 10 MINUTI ed è un’occasione frizzante e ghiotta per parlare di argomenti di attualità e cultura rispettando il limite dei dieci minuti, il cui scadere viene sottolineato da un gong).

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2011/03/14/unita-italia-e-le-donne-nel-risorgimento-italiano/

//www.carlomuratori.it/public/Ombra-adorata-carlo-muratori.mp3

Che mi valse l’ingegno, il core e l’arte
Se te perdendo ogni Ciel perdei?
Se il nume che fu vita ai sogni miei
Mi condanna tacendo e si diparte?

Oh se vedrai queste dolenti carte
Che d’un alito ignoto accendi e bei
Saprai ch’ove sospiri, e piangi e sei
Ivi piange il mio core a parte a parte.

Saprai ch’io t’amo, ed è miracol novo
La vita mia…perchè son morta e vivo,
E là dove non sei non ritrovo!

Saprai, ch’ombra adorata, a me d’accanto
Ti riveggio pur sempre o sogno o scrivo
E più che il labro tuo trovo il tuo pianto.

Testo di Mariannina Coffa (Noto 1841-1878)
Musica, arrangiamento e direzione di Carlo Muratori

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2012/07/19/in-radio-con-massimo-maugeri/

Chiudo in dolcezza come ho cominciato… libri e cioccolata di Modica!

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http://www.lacivettapress.it/online/index.php?option=com_content&view=article&id=656:tutto-un-fiorire-di-iniziative-per-la-giornata-del-libro-a-p

Per saperne di più su Domenico Pisana…

https://domenicopisana.myblog.it/

POESIAVOLA…

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Avola 18-8-2018 – Sesta edizione di “PoesiAvola”.
Liliana Calabrese Urso lancia l’INCANTO nella manifestazione.
Eravamo nello spazio del Bar “Girlando” di C. Iacono in Corso Garibaldi ad Avola.
COMINCIAMMO COSÌ, come si può vedere in questo video.
Per altri video collegati a “PoesiAvola” vai in https://www.youtube.com/playlist…

Potrete così vedere i video che riguardano la mia partecipazione ad una manifestazione che mi è cara…

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Grazie a Liliana e Ciccio per queste belle occasioni di comunione poetica e umana.
Grazie a Sebastiano e Rosa Burgaretta… loro sanno perché.
Grazie a tutti i poeti convenuti per il dono delle parole.

Avola 18-8-2018 – Sesta edizione di “PoesiAvola”.
Salvatore Lazzaro e Ciccio Urso danno inizio alla manifestazione.
Eravamo nello spazio del Bar “Girlando” di C. Iacono in Corso Garibaldi ad Avola.
COMINCIAMMO COSÌ, come si può vedere in questo video.
Per altri video collegati a “PoesiAvola” vai in https://www.youtube.com/playlist…

SI INVITANO I POETI DI QUESTO GRUPPO A PARTECIPARE NUMEROSI!!!
SABATO 18 AGOSTO 2018 A PARTIRE DALLE ORE 21 ti aspettiamo in Corso Garibaldi, nel Bar “Girlando” di Corrado Iacono per un’altra edizione di “PoesiAvola”.
Senza costi per nessuno, senza soldi da dare al Comune, e senza riceverne dalla Pro Loco, gratis per i poeti, a costo zero per la Libreria Editrice Urso.
Questa gratuità dell’evento, chiaramente raggiunta col saper fare con intelligenza e con l’esperienza multidecennale, una volta, prima che scadessero valori e che tutto si appiattisse nella relazione di sudditanza nei confronti di qualcuno, era oggetto di stima e modello da emulare.
La poesia e le persone in gamba ci sosterranno ancora una volta e aggiungeremo un ulteriore tassello positivo ai nostri e ai loro ricordi più belli.
Si partecipa intervenendo con lettura di proprie poesie o di poesie di altri a tema libero, con moderazione di Francesco Urso e assolutamente senza schemi e programmazione organizzativa.

Per saperne di più: http://www.libreriaeditriceurso.com/poesiavola.html/poesiavola.html

Una bella manifestazione cui ho avuto la gioia di partecipare negli anni precedenti…

Ecco del materiale…

http://www.libreriaeditriceurso.com/

evento

Venerdì 18 agosto 2017 a partire dalle 21
nel Bar Girlando di Corrado Iacono, in prossimità di Piazza Umberto I

EVENTO APERTO A CHIUNQUE VOGLIA RECITARE PROPRIE POESIE O DI ALTRI POETI SENZA CENSURE E PROGRAMMAZIONI
con l’unica necessità di adeguarsi al tempo a disposizione e alla voglia di aggiungere bellezza alla manifestazione…
“POESIAVOLA”, quinta edizione!
Senza costi per nessuno, senza soldi da dare al Comune,
e senza riceverne dalla Pro Loco, gratis per i poeti, a costo zero per la Libreria Editrice Urso.

Il tutto per la voglia di poesia, nonostante tutte le difficoltà…
A cura di Francesco Urso e con la partecipazione di alcuni poeti di questo gruppo di Facebook
e del gruppo “Libri di-versi in diversi libri”.
PER ADERIRE invia un messaggio a info@libreriaeditriceurso.com
Per saperne di più: http://www.libreriaeditriceurso.com/poesiavola.html
PASSATE PAROLA!
VOI DOVETE SOSTITUIRVI ALLA STAMPA
E AI MEZZI DI INFORMAZIONE RADIOTELEVISIVI CHE CI IGNORANO!

Nel corso della serata, leggeremo anche a caso poesie tratte da libri pubblicati dalla Libreria Editrice Urso e di poeti che non partecipano più per un motivo o un altro ai nostri incontri che si distinguono comunque per semplicità, leggerezza e passione nell’impegno di coordinamento di un amplissimo universo creativo (per citare solamente alcuni di questi autori: Giovanni Stella, Sebastiano Burgaretta, Benito Marziano, Giovanni Parentignoti, Angelo Rullini, Giuseppina Boccaccio, Corrado Calafiore, Giuseppe Eroe, Umberto Confalonieri, ecc.).

Qualche foto…

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Liliana Calabrese e Ciccio Urso…

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Eccomi, allo stesso tavolo con Paolo Pantano e Carmela Di Rosa oltre che con Carmelo Denaro e Ada Neri (presenti anche Sebastiano e Rosa Burgaretta, preziosi amici).

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L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta, tabella e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 2 persone, tra cui Ciccio Urso

Io con Ciccio Urso… mentre leggevo una mia poesia in italiano.

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 5 persone, persone che sorridono

Sebastiano Burgaretta…

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Io e i miei cunti in dialetto… QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU (Algra editore).

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L'immagine può contenere: 2 persone, barba

Il prossimo evento…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Il 24 agosto 2018 ritorneremo alle tipiche nostre emozioni condivise, senza necessità di alcunché (di soldi pubblici, di sedi del Comune, di “complicità” con sindaci o assessori), ma con la collaborazione fondamentale di chi vorrà esserci, senza se e senza ma…

24 AGOSTO 2018 – POETI E SCRITTORI DEL VAL DI NOTO A CONFRONTO
VI ASPETTEREMO A PARTIRE DALLE 21 IN PIAZZA XVI MAGGIO A NOTO.
8ª Edizione della consolidata manifestazione “Poeti e scrittori del Val di Noto a confronto”, che ogni anno si svolge il venerdì sera della festa di San Corrado a Noto.
Le prime tre edizioni si svolsero in locali concessi senza problemi dalle Amministrazioni comunali di allora, mentre le ultime edizioni si svolgono in modo informale e contro ogni logica prevedibile attraverso un trekking poetico per il corso principale di Noto, con soste nelle tre piazze più idonee per soste poetiche, e cioè Piazza XVI Maggio, Piazza del Municipio e, infine, sulla scalinata della Chiesa di San Francesco all’Immacolata.
Si partecipa prenotandosi con un messaggio a info@libreriaeditriceurso.com, o aggiungendosi anche all’ultimo momento, declamando una propria poesia o una propria scrittura, oppure qualsivoglia scrittura di altri, senza censura e senza programmazione premeditata.
E il tutto avviene entro limiti di buon senso e civiltà, senza dispendio di denaro pubblico e senza altri fini se non quelli dell’esaltazione della bellezza e della poesia.
Grazie a quanti fanno di tutto per esserci, abitando a Noto, in provincia, e soprattutto a quelli, che, anche, collaborano, provenendo da realtà lontane dalla città barocca e a tutti quelli che ci seguono virtualmente e che individuano un senso positivo nel nostro operare.
Viva la poesia.
HANNO GIÀ DATO LA LORO ADESIONE: Liliana Calabrese (Avola), Ciccio Urso (Avola), Giuseppe Mistretta (Enna), Liliana Moreal (Catania), Carmela Di Rosa (Alessandria-Avola), Ada Neri (Bergamo-Avola), Salvatore Elera (Avola), Maria Lucia Riccioli (Siracusa), Carmelo Denaro (Siracusa-Noto), Totò Roberto Candileno (Milano-Noto), Sebastiano Artale (Avola), Mariapina Astuni (Bisignano-Cs), Corrado Bono (Avola)

Ecco altro materiale sulla Libreria Editrice Urso e le sue iniziative…

http://ciaolibri.it/2017/06/30/libri-di-versi-in-diversi-libri-20172018/#comment-3

 

LIBRI DI-VERSI IN DIVERSI LIBRI 2017/2018

I POETI SON TORNATI…

Amanti della poesia! Voglio presentarvi un concorso molto interessante a cui potete partecipare e di cui io stessa ho cari ricordi: “Libri di versi in diversi libri”, realizzato dall’editore Francesco Urso, responsabile della Libreria Editrice Urso di Avola, in provincia di Siracusa.

Libri di-versi in diversi libri

…è un concorso letterario internazionale di lingua italiana, ormai giunto alla settima edizione e che ha avuto molto successo grazie alla collaborazione di molti poeti e al passaparola! …e soprattutto grazie all’ingrediente principale: l’Amore per la poesia!

Ecco il link per leggere il regolamento:

Regolamento Libri di-versi in diversi libri edizione 2017/2018

Vi invito a partecipare, avete tempo fino al 31 luglio! E gli autori selezionati in finale, riceveranno in regalo una copia della loro raccolta poetica! Non è stupendo veder vivere le proprie poesie? e respirarne il profumo tra le pagine?

Ecco qui la raccolta delle copertine “a sorpresa” realizzate dall’editore in base alle emozioni suscitate dalle raccolte poetiche dei singoli autori.

Una più bella dell’altra, ed è stata una piacevole sorpresa vedere il mio libro tra i selezionati!

Vi mostro la copertina della mia raccolta poetica:

Partecipare è stata una bellissima esperienza, confrontarsi con altri poeti, conoscere la loro poesia e la loro anima variopinta di emozioni è qualcosa di unico e imperdibile, vi racconto la magnifica giornata che ho trascorso…

Poetare per le vie di Noto è stata un’esperienza molto suggestiva, Libri di-versi in diversi libri, non è soltanto un concorso di poesia che mira a pubblicizzare editore autore e poesie, ma è un concorso che porta a spasso l’Anima tutta, interamente, ed il poeta stesso, è un concorso che abbraccia pienamente il cuore e la persona rendendola piena. Tra le vie del paese, location barocca incantevole: Noto, il poeta ritrova se stesso e vive magiche emozioni circondato di luce che avvolge e riscalda.

L’incontro tra poeti ed editore è avvenuto presso la Porta Reale:

Qui ho conosciuto poeti di tutta Italia e qui ha avuto inizio il percorso poetico barocco.

Prima tappa è stata la chiesa dell’Immacolata, dove, con gli amici poeti, abbiamo sostato leggendo poesie e dialogando con il gentilissimo prete della chiesa che ci ha accolto.

Dopo aver letto poesie presso la Chiesa dell’Immacolata, abbiamo ripreso il cammino lungo il Corso Vittorio Emanuele:

Fino ad arrivare dinnanzi al gioiello barocco per eccellenza: la Cattedrale! O Duomo di San Nicolò.

Qui abbiamo reso omaggio al Santo Patrono della città: San Corrado Confalonieri, leggendo poesie di devozione all’interno del Duomo.

Tra Duomo e Municipio, abbiamo continuato a poetare, complice un’atmosfera barocca meravigliosa, un clima primaverile e persone stupende dall’animo sensibile.

Il percorso poetico è terminato presso piazza XVI Maggio, immersi nel barocco tra il teatro e la chiesa di San Domenico:

E la premiazione dei primi tre classificati è avvenuta in un locale di Avola, comune vicino Noto, dove la poesia è stata omaggiata ancora ed ogni libro presentato.

Ad accompagnare la manifestazione poetica, la splendida voce di Liliana Calabrese, moglie dell’editore Francesco Urso:

Il vincitore del concorso, primo classificato, è stato Carlo Sorgia:

Ecco qui la copertina della raccolta poetica vincente:

E conclusosi l’edizione 2016/2017 dedicata al poeta scomparso Salvatore Di Pietro, è stata inaugurata la nuova:  edizione 2017/2018 dedicata al poeta, recentemente scomparso, Corrado Carbè.

Per partecipare, riporto il link con il regolamento:

Regolamento Libri di-versi in diversi libri 2017/2018

Di poetare non si smette mai, perché la poesia è respiro continuo del mondo, respiro del quotidiano vivere, e partecipare a questo concorso come poetessa è stata una bellissima esperienza perché resta nel cuore il ricordo di una incantevole giornata e lo sguardo indimenticabile di chi è poeta nell’Anima. Conoscere poeti di tutta Italia, respirare la loro arte, venire a conoscenza delle loro tradizioni, della storia della loro terra, delle loro passioni, non c’è nulla di più emozionante che questo vivere!

Parteciperò ancora perché poetare è un continuo commuoversi dell’Anima.

Vi riporto un articolo scritto dalla docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli, sulle due giornate conclusive del concorso, pubblicato sul giornale quindicinale “La Civetta di Minerva” del 24 Marzo 2017 :

Fatevi avanti poeti, questo è il nostro tempo, armiamoci di carta penna e tastiera, e viviamo!

Link concorso:

Regolamento Libri di-versi in diversi libri 2017/2018

Ringrazio tutti voi poeti, l’editore Urso, ed il fotografo Flavio Casoni per aver acconsentito gentilmente all’utilizzo delle sue foto.

Ho riportato un bel post tratto dal blog – nato recentissimamente – di Mia Vinci, che ringrazio per aver riportato il mio articolo scritto per LA CIVETTA DI MINERVA proprio per l’occasione (il blog si chiama CIAO LIBRI perché… leggere è salutare!)

Ecco altro materiale sul rapporto tra me, Liliana Calabrese e Ciccio Urso e il gruppo dei poeti che si riconosce nelle loro iniziative di promozione della poesia come utopia ed esperienza compartita…

PER IL PIACERE DI INTRODURRE POESIA NEL QUOTIDIANO
In questo video di Valentina Spallino l’intervento della poetessa e scrittrice Maria Lucia in Piazza XVI Maggio a favore della poesia e a testimoniare, come fa da sempre, il suo amore e interesse per Mariannina Coffa. Sullo sfondo, a destra del video il candido busto marmoreo di Mariannina assiste all’evento.
Il trekking di poeti e scrittori per piazze di Noto si svolgeva venerdì 26 agosto 2016, per la sesta volta, nel venerdì della Festa netina di San Corrado.
Come ogni anno, senza costi per la comunità e senza quote di adesione per i partecipanti siamo giunti alla sesta edizione di “Poeti e scrittori del Val di Noto a confronto”.
Con tanta bellezza, creatività – e assolutamente senza programmazione di nulla – e ci viene da aggiungere, senza uomini di potere, o “personaggi” dell’establishment culturale, abbiamo realizzato con intervento di poeti e scrittori di più città della Sicilia un evento da ricordare per la sua originalità.
Seguono altri video di Valentina Spallino nella nostra playlist: https://www.youtube.com/playlist?list…

Per saper di più:http://www.libreriaeditriceurso.com/p…

Sei poeta o scrittore e vuoi prenotarti per una successiva manifestazione?
Contattaci in info@libreriaeditriceurso.com

Bella esperienza… una serata poetica itinerante e perfettamente informale com’è nello stile di Liliana Calabrese, tra l’altro magnifica performer, e Ciccio Urso, infaticabili promotori di poesia…

 

https://www.facebook.com/giusy.ferrante.18/videos/1418454274834564/ (video della performance di Giusy Ferrante, palermitana)

Io ho avuto il piacere e l’onore di parlare di Mariannina Coffa in piazzetta Ercole (Piazza XVI maggio) davanti al busto del Niccoli, spiegando le lapidi e i monumenti legati alla poetessa e al nostro Risorgimento; dopo un’altra sosta presso la Cattedrale, ai piedi della scalinata della Chiesa di San Francesco all’Immacolata – di cui serbo un ricordo speciale perché ebbi modo anni fa di cantarvi – ho letto alcuni versi della Coffa dedicati a San Corrado Confalonieri, patrono di Noto… naturalmente ho anche letto qualche passo del mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA dedicato alla figura della poetessa e patriota netina.

 

Ricevo e pubblico… grazie a Ciccio e Liliana Urso per il loro entusiasmo e il loro amore per la poesia!

POETI E AMANTI DELLA POESIA
PARTECIPATE…
Non aspettatevi inviti personali o particolari sollecitazioni! Da noi si partecipa liberamente, e se si vuole! E, soprattutto, senza costi pubblici e del tutto gratis per i partecipanti.
VENERDÌ 26 AGOSTO 2016 DALLE 21,00
LA SESTA EDIZIONE DI
“Poeti e scrittori del Val di Noto a confronto”
DEDICATA
A IBN HAMDIS
MARIANNINA COFFA
E A GIOVANNI FRONTE
liberamente – per quel che riguarda i partecipanti – con scritture in prosa o poesie proprie, o di altri autori sarà il 26 agosto 2016
a partire dalle ore 21 in Piazza XVI Maggio (detta Piazza “Ercole”) a Noto (Sr) a fianco del monumento a Mariannina Coffa e, poi, lungo il corso principale di Noto, con due soste, una davanti al Municipio e alla Cattedrale di Noto, e un’altra davanti alla Chiesa dell’Immacolata.

PASSATE PAROLA!
Visto il carattere informale e libertario della manifestazione abbiamo bisogno di tutta la vostra solidarietà.

…Custodisca Iddio una casa di Noto,
e fluiscano su di lei le rigonfie nuvole!
Con nostalgia filiale anelo alla patria, verso cui mi attirano
le dimore delle belle sue donne.
E chi ha lasciato l’anima a vestigio di una dimora,
a quella brama col corpo fare ritorno….
Viva quella terra popolata e colta,
vivano anche in lei le tracce e le rovine!
Io anelo alla mia terra,
nella cui polvere si son consumate le membra e le ossa dei miei avi.
E chi ha lasciato il cuore a vestigio di una dimora,
a quella brama col corpo fare ritorno…

Ibn Hamdîs
(poeta arabo-siciliano, 1056-1133)

Nacque a Noto (Siracusa), e dopo aver preso parte alle lotte contro i normanni emigrò alla corte di Siviglia accolto dal sovrano – anche lui poeta – al-Mu’tamid. Qui vi rimase fino al 1091; poi venne espulso e si rifugiò presso le corti di Algeria e Tunisia. La sua produzione poetica – bacchica ed elegiaca – fu molto vasta e conta circa seimila versi. In una epoca di vasti disordini politici, nessuno seppe esprimere come questo poeta l’amore, il dolore e una struggente nostalgia per la bella terra di origine. Si spense in esilio, e probabilmente a Maiorca, quando il potere degli Altavilla si era oramai definitivamente consolidato in Sicilia.

Liliana Calabrese canta “Poesia” a Noto per “Poeti e scrittori del Val di Noto a confronto” (26 agosto 2016)

Ecco un altro video sempre realizzato in piazza XVI Maggio…

Carmelo Denaro, poeta di origini netine, e residente a Siracusa, dà il via poeticamente ma forma scherzosa e si rivolge agli astanti, tanto da far sorridere tutti.
Siamo in Piazza XVI Maggio a Noto, davanti al busto marmoreo dedicato a Mariannina Coffa…
Stiamo realizzando la sesta edizione di “Poeti e scrittori del Val di Noto onfronto”.

Video… con un omaggio ai fratelli terremotati del Centro Italia.

 

Noto (Sr) 26 agosto 2016 – Una foto in evidenza con il poeta Franco Monello!

Erano presenti – e articolavano armoniosamente le loro poesie – poeti di Avola, Noto, Siracusa, Agrigento, Palermo, Milano, Alessandria, ecc.
Foto dedicata anche a tutti gli altri che c’erano, e che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, nonché a tutti quelli che ovunque nel mondo seguono e apprezzano il Altro…

— con Liliana Moreal, Salvatore Spadaro, Roberto Totò Candileno, Antonina Coletta, Franco Monello,Cettina Sortino, Salvatore Conti, Carmela Di Rosa,Giusy Ferrante, Liliana Calabrese Urso, Maria Lucia Riccioli, Lilia Delizia Urso, Pietro Mandia eSalvatore Elera

 Per te, in ricordo di una serata magica (grazie a Liliana Calabrese)

Ricordo la mia prima partecipazione alla manifestazione… era appena uscito il mio romanzo sulla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

Mariannina copertina

Per i tipi di Perrone Lab nel gennaio 2011 è uscito il primo romanzo di Maria Lucia Riccioli, “Ferita all’ala un’allodola”, dedicato alla figura della poetessa e patriota risorgimentale Mariannina Coffa Caruso.

Il romanzo è stato presentato a Siracusa presso il Palazzo della Cultura di Siracusa (Palazzo Impellizzeri) da Luigi La Rosa e Simona Lo Iacono il 27 febbraio 2011.

Successivamente è partita la tournée di presentazioni che ha toccato Acireale (Istituto Brunelleschi, Fidapa), Catania (Istituto Lombardo Radice, Cafè de Flore), Palermo (Libreria Modusvivendi), Raffadali (Le Cuspidi), Siracusa (Liceo “M.F. Quintiliano”, Istituto comprensivo “Paolo Orsi”), Roma (Chiesa di Santa Lucia al Gonfalone).

L’autrice è stata tra i relatori del convegno dedicato a Mariannina Coffa con un intervento sul trattamento romanzesco della poetessa (Noto, Palazzo Impellizzeri, Archivio di Stato, 12 aprile 2011).

Un dibattito sul suo romanzo e le donne del Risorgimento è uscito su “Letteratitudine” e su “Flannery”; il libro è stato recensito, tra gli altri, da Luigi La Rosa su “Centonove”, dalla scrittrice e giornalista Lucia Corsale (La Sicilia), da Maria Rita Pennisi (La Sicilia), dallo scrittore e giornalista Remo Bassini (La Nuova Sesia), da Loredana Faraci (La Repubblica, edizione di Palermo), da Luisella Pacco (Konrad).

Il romanzo è entrato nella top five relativa alla narrativa più venduta in Sicilia (La Repubblica, edizione di Palermo, 15 maggio 2011) ed è stato segnalato dal libraio Stefano Palumbo come libro rappresentativo della scrittura siciliana sempre su La Repubblica – Palermo.

L’autrice è stata invitata al Letterando InFest di Sciacca, durante il quale ha presentato il romanzo insieme ad Elena Doni del gruppo “Controparola”, collettivo di giornaliste e scrittrici fondato da Dacia Maraini.

In occasione de “Il Maggio dei Libri 2012”, campagna nazionale per la promozione della lettura patrocinata dall’Unesco e dalla Presidenza della Repubblica, ha vinto il concorso letterario per incipit di romanzi editi “InciZine – Regalami un incipit”, organizzato da Scripta volant e dall’Associazione culturale “Aliantide”. Una volanzine con l’incipit di “Ferita all’ala un’allodola” è stata distribuita gratuitamente in tutta Italia durante le manifestazioni collegate all’iniziativa.

Il 13 ottobre 2012 è stata premiata come vincitrice ex aequo della sezione “Frammenti letterari” nell’ambito del premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi” per il suo romanzo “Ferita all’ala un’allodola”.

In occasione del convegno nazionale del 21 – 22 dicembre 2012 dedicato al bicentenario di Matteo Raeli ospitato al Palazzo Trigona di Noto un brano di “Ferita all’ala un’allodola” è stato inserito in un pannello e nel catalogo della mostra realizzata da docenti e allievi del Liceo “Matteo Raeli” di Noto.

Nell’aprile 2013 l’incipit di “Ferita all’ala un’allodola” è stato pubblicato, insieme alla sinossi e alla biografia dell’autrice, sul primo numero della rivista on line a cartacea POST SCRIPTA, a cura dell’associazione Aliantide.

Il romanzo è stato presentato durante la mostra-mercato “Io valgo” organizzata dalla FIDAPA di Siracusa presso i locali della Provincia regionale dal 21 al 23 maggio 2013 ed è stato rieditato nel giugno 2013 dalla casa editrice L’Erudita.

Il 9 giugno del 2013 l’autrice ha presentato il proprio lavoro editoriale presso il complesso di San Domenico a Palermo in occasione di “Una marina di libri”, manifestazione organizzata da Navarra Editore.  Ha preso parte inoltre all’estemporanea di scrittura presso la Cappella di Santa Barbara nell’ambito della stessa kermesse.

Il 29 giugno 2013 ha preso parte alla manifestazione “I Festa del Libro di Siracusa”, organizzata dalla Biblioteca comunale di Siracusa e da Tempo solidale: è stata protagonista di un incontro con i lettori ed è stata una delle autrici coinvolte nell’incontro-dibattito degli scrittori siracusani con la cittadinanza.

 

Nel gennaio 2014 è risultata finalista, insieme – tra gli altri – a Beatrice Monroy e agli scrittori di Leima edizioni, del Kaos festival di Montallegro (AG) con il suo romanzo.

L’8 febbraio 2014 presso la Casa del Libro Rosario Mascali di Siracusa si è tenuta una conversazione tra l’autrice e la scrittrice Annamaria Piccione a proposito della riedizione di “Ferita all’ala un’allodola”.

Il 14 febbraio 2014, presso la Sala Gagliardi di Noto, è stata tra le relatrici di “Semaforo rosa”, convegno dedicato a “Mariannina e le altre” insieme a Marinella Fiume, avvocate, psicologhe e scrittrici sul tema della violenza contro le donne in nome di Mariannina Coffa. L’evento è stato promosso dal Comune di Noto con il coordinamento artistico dell’associazione “Lighea”.

L’8 marzo, per Historica Edizioni, è uscita l’intervista realizzata con la scrittrice e giornalista Rai Laura Costantini, pubblicata insieme agli interventi di altre autrici nell’e-book “Scrivere? Non è un mestiere per donne”. L’opera è poi uscita anche in versione cartacea.

 

Il 13 maggio ha svolto una conferenza sul suo romanzo per la Fildis Teocrito di Siracusa presso l’I.T.C. “Alessandro Rizza” di Siracusa con il violinista Danilo Pistone.

1l 14 settembre 2014 nell’ambito del Premio letterario nazionale “Alessio Di Giovanni” il suo romanzo ha ricevuto una segnalazione di merito vincendo il premio della Presidenza.

Il 7 novembre 2014 ha preso parte al convegno “Sguardi plurali” dedicato a Mariannina Coffa nell’ambito della manifestazione “Noto per Mariannina”, conversando con Marinella Fiume e Biagio Iacono sull’epistolario curato dagli stessi ed è stata intervistata da Vincenzo Rosana per “Tutto su Noto”.

Il 28 febbraio, presso il Palazzo della Cultura di Modica, è stata ospite del XII appuntamento del Caffè letterario “Salvatore Quasimodo”, presieduto da Domenico Pisana che ha introdotto l’autrice e il romanzo “Ferita all’ala un’allodola” insieme a Lucia Corsale, con letture a cura di Franca Cavallo e Antonella Monica, musiche a cura del pianista Stefano Cintoli.

Il 7 novembre 2015, in qualità di giurata della terza edizione del concorso letterario “Inchiostro e anima” dedicato alla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa Caruso e organizzato da “La carovana degli artisti” ha presenziato presso la sala Gagliardi di Noto (SR) alla cerimonia di premiazione; un suo racconto e un suo scritto di ringraziamenti hanno aperto il volume antologico pubblicato in occasione della manifestazione.

 

Il 4 maggio, presso la Sala Gagliardi di Noto (SR) ha presenziato in qualità di relatrice e di autrice di uno dei saggi presenti nel volume (“Intorno a Voglio il mio cielo – La scoperta di un inedito sulla Coffa”) alla presentazione di “Sguardi plurali” (a cura di Marinella Fiume, Armando Siciliano Editore), atti dell’omonimo convegno di studi sulla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa.

Ferita-all'ala-sito-piccolo

Lo ricordo copincollandovi il post che scrissi allora…

A Noto, presso la Loggia del Mercato, in Via Rocco Pirri (esattamente alle spalle del Palazzo Nicolaci-Villadorata) venerdì 24 agosto a partire dalle 19.30 si svolgerà l’evento

POETI E SCRITTORI DEL VAL DI NOTO A CONFRONTO
(SECONDA EDIZIONE)
L’evento è principalmente rivolto agli autori della Libreria Editrice Urso, agli amici del Gruppo “Libri di-versi in diversi libri”, agli iscritti al “Forum dei cammini europei del pellegrino” e a quanti, pur non facendo parte attivamente di questi contesti, vogliano rendere visibile la loro creatività.

Contatta al più presto Francesco Urso per essere inserito in programma (info@libreriaeditriceurso.com).
…HANNO GIÀ DATO LA LORO ADESIONE:
Carmela Di Rosa, Benito Marziano, Sonia Alia, Salvatore Di Pietro, Cettina Lascia Cirinnà, Nino Muccio, Peppe Montalto, Corrado Marescalco, Mary Di Martino, Orazio Di Rosa, Mia Vinci, Salvatore Spadaro, Nino Guarino, Federico Guastella, Maria Barone, Gioacchino Scorsonelli, Franco Perricone, Giuseppe Cristofani, Margherita Moncada, Marco Urso, Roberta Coffa, Giuseppe Rosana, ecc.

CON INTERVENTO DI LILIANA CALABRESE (VOCE E CHITARRA)

(Vedi le foto della prima edizione Noto ex Convitto Ragusa 26 agosto 2011 in https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150268001432914.329416.255299387913&amp%3Btype=3)Visualizza altro

Ci sarò anch’io per parlare di FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA (Perrone Lab) e naturalmente di Mariannina Coffa.

https://letteratitudinenews.wordpress.com/2013/06/29/ferita-allala-unallodola-di-maria-lucia-riccioli/ (IL DIBATTITO SUL LITBLOG LETTERATITUDINE)

La casa editrice L’Erudita ha ripubblicato il romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, di Maria Lucia Riccioli (incentrato sulla vita della poetessa Mariannina Coffa). Vi proponiamo la quarta di copertina di Lia Levi, la bandella di Paolo Di Paolo e la prefazione di Luigi La Rosa

Segui il dibattito su “Ferita all’ala un’allodola” suLetteratitudineBlog

* * *

di Lia Levi

Una ricerca storica tanto approfondita e minuziosa farebbe presupporre
un romanzo che tragga il suo valore dalla forza dei fatti. Niente di più
sbagliato.
I fatti – e quali fatti – restano, ma sopra di loro Mariannina prende il volo per offrirsi come uno dei più trepidi e irradianti personaggi del nostro panorama letterario. E lo stile della Riccioli! Basterà leggersi la magistrale scena delle nozze in cattedrale in un’alba livida e la sposa “presa di freddo”, presagio di un amaro destino.
Una prosa sfumata e robusta, mai dimentica di ritmo e poesia in un
impianto di scrittura senza cedimenti né pause, in una parola, che va dritta al cuore.

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di Paolo Di Paolo

Per sentirsi in esilio, a volte, non è necessario andare lontano. Accade di sentirsi in esilio nel proprio corpo, nella propria casa, nel proprio tempo. Accade di sentire estranee persone che dovrebbero essere familiari, quelle che abbiamo intorno da sempre. Marianna, in questo romanzo, scopre che il proprio talento – scrive versi da quando era bambina – non è un vantaggio, ma un ostacolo. È donna, intanto: in una Sicilia – la sua città di Noto, bella e dolente – che osserva con sospetto le sue ansie di libertà. L’Italia è ancora il cantiere faticoso del Risorgimento: un tempo carico di attese, di molte speranze destinate a infrangersi. Maria Lucia Riccioli si inabissa in questo secondo Ottocento siciliano riafferrandone i dettagli, le atmosfere, il senso di qualcosa – un progetto, un ideale – che, sul punto di compiersi, si perde. E si affida a una piccola, straziante storia vera: quella di Mariannina Coffa, che insegue con ostinazione il suo sogno di poetessa e di donna libera. Mariannina legge, scrive, cerca di entrare in dialogo con un mondo intellettuale che un po’ la ammira, un po’ ne diffida. Mariannina si innamora: di un giovane maestro di pianoforte. Ma il suo destino è scritto: un padre e una famiglia nemica hanno già deciso per lei, dovrà sposare un possidente terriero. Mariannina, ostaggio della sua stessa vita, non si arrende: continua a scrivere, a cercare. Fugge via dal marito. Non rinuncia a niente di sé, anche se il cammino è duro. Maria Lucia Riccioli la segue passo per passo, giorno per giorno, mentre una pioggia nera si accanisce su Noto e sulle illusioni. I libri, i versi, la musica, nuovi spazi e possibilità del pensiero. Con una prosa elegante, ricca di intarsi, spesso poetica, Ferita all’ala un’allodola ci porta fino al punto in cui il dolore e l’ingiustizia possono spezzare la forza di volontà e la fedeltà a sé stessi. Pur di restare ciò che davvero e intimamente sente di essere, Mariannina corre tutti i rischi: con un coraggio, una vitalità che, facendo resistenza a un mondo vecchio, ottuso, prepotente, cominciano a cambiarlo.

* * *

di Luigi La Rosa

Quella di Mariannina Coffa – netina per natali ma affratellata all’universale per vocazione e libertà di spirito – rappresenta una delle parabole umane ed esistenziali più drammatiche e interessanti di tutto il Risorgimento italiano.
Poeta tormentato e altamente civile, sensibile agli afflati della giustizia sociale e della modernità, artista eclettica, corrispondente vivace delle maggiori voci del suo tempo, femminista, spiritista ma prima d’ogni cosa donna e patriota, la Mariannina che vien fuori dalle pagine di questo romanzo si lascia leggere e interpretare alla luce di un assoluto nitore letterario e storiografico.
La fuga dai rigidi schemi famigliari, gli strazi della maternità, l’amore negato, la solitudine e la passione politica sono solo alcuni degli aspetti di una vicenda che ha del leggendario. Nell’assecondare le pieghe del racconto e le verità del personaggio la scrittura di Maria Lucia Riccioli ne restituisce lo splendore evocativo, insieme alla genialità ribelle e dolorosa e alla statura indiscutibilmente intellettuale.
Sullo sfondo del racconto, i giorni tumultuosi ed emozionanti dell’Italia nascente, consapevole del proprio coraggio e disposta a lottare per il diritto all’identità. Un libro intimo e struggente sulle necessità del genio e della Storia, ma non meno attento, non meno sensibile alle motivazioni poeticissime del cuore. In una parola: bellissimo.

* * *

 

Maria Lucia Riccioli, nata il 18 settembre 1973 nella città di Archimede, Santa Lucia e Vittorini, insegna Lettere negli Istituti superiori.
Scrive da sempre, in dialetto siciliano e in lingua, in versi e in prosa: aforismi, fiabe, novelle, racconti.
È stata semifinalista al II Campionato nazionale della lingua italiana condotto da Luciano Rispoli (TMC).
Ha partecipato a varie rassegne e concorsi (tra cui Volo Rapido e Tiro Rapido Porsche, Roma Noir eCarabinieri in giallo 4, primo premio con pubblicazione nei Gialli Mondadori) e alcuni dei suoi lavori sono apparsi su quotidiani, riviste ed antologie.
Ha frequentato i corsi di scrittura creativa tenuti da Silvana La Spina, Claudio Fava e  Luigi La Rosa.
“Ferita all’ala un’allodola” (Perrone Lab, Roma 2011) è il suo primo romanzo, insignito del Premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi” e apprezzato da pubblico e critica.
Scrive, tra gli altri, sui noti siti letterari “Letteratitudine” e “Letteratu” e cura il blogwww.marialuciariccioli.wordpress.com.

© Letteratitudine

https://letteratitudinenews.wordpress.com/2013/09/30/mariannina-coffa/

Ricordiamo la poetessa Mariannina Coffa (Noto, 30 settembre 1841 – Noto, 6 gennaio 1878) nell’anniversario della nascita proponendo il romanzo a lei dedicato da Maria Lucia Riccioli intitolato “Ferita all’ala un’allodola” (L’Erudita edizioni)

Gli interventi di Lia Levi, Paolo Di Paolo e Luigi La Rosa – Il dibattito su LetteratitudineBlog – L’intervento dell’autrice a “Letteratitudine in Fm

Nota dell’autrice (2011-2013)

di Maria Lucia Riccioli

Rieditare un libro vuol dire spiegare le ragioni di un viaggio. L’imbarcarsi per nuovi lidi, nuove interpretazioni. Verso nuovi lettori.
Un romanzo è la storia di un incontro.
Mariannina Coffa ed io ci siamo sfiorate, incrociate. Tra i corridoi del Liceo “Matteo Raeli”. Tra i vicoli e le inferriate di
Noto e Ragusa. Tra marmi, versi e scartafacci d’archivio. Tra le note di spartiti belliniani e verdiani. Per poi incontrarci in queste pagine, intrise delle suggestioni di un’epoca amata e studiata in letteratura e in storia.
Anni di ricerche, di stesure e riscritture, di scoramenti e illuminazioni.
Poi, come per tutte le creature, anche quelle fatte di fogli, arriva il momento di spiccare il volo.
“Ferita all’ala un’allodola” ha viaggiato tra Noto e Siracusa, a Militello, a Catania, Acireale, Raffadali. Al Festival della Letteratura di Sciacca. A Palermo. A Portopalo, più a sud di Tunisi. A Roma.
Nelle librerie, tra i banchi delle scuole, in sale e palazzi. In una chiesa. Nei regni del virtuale.
Conservo. Inviti e sorrisi, commenti e petali di fiori. Complimenti e perplessità, domande curiose e recensioni. Fotografie. Video e commenti su Internet. La storia dell’accoglienza di un libro passa attraverso canali prevedibili e insoliti insieme, vecchi e nuovi.
Perché rieditare questo romanzo, quando ormai sono sopiti gli entusiasmi per il centocinquantesimo compleanno della nostra difficile unificazione?
Il libro è uscito nel 2011, ma non è stato solo un lavoro d’occasione.
La stagione risorgimentale è una questione quanto mai aperta. Eppure questo ancora non basta.
Mariannina Coffa è una siciliana, una poetessa, una donna. E le ragioni di una vita – pur essendo l’esistenza della poetessa e patriota netina un volo dalla breve parabola – non possono esaurirsi in un percorso pur lieto qual è stato finora quello del mio romanzo.
Rieditarlo vuol dire ripensare all’incontro fra una donna del 1860 e una degli anni Duemila.
Percorrere dedali di scale e portoni, compulsare scaffali per seguire Mariannina Coffa, interrogarla, leggere la sua vita attraverso la mia e la mia attraverso la sua, scandagliare il senso di una stagione politica esaltante e complessa vuol dire ripiegarsi all’indietro per capire e cercare nel passato altre chiavi di lettura del presente. Della condizione delle donne oggi, specie delle artiste. Della Sicilia e dell’Italia odierna, figlie di quella stagione come le scrittrici lo sono di Mariannina e di tutte le altre che la Storia ci ha consegnato o ha spazzato via.
Il mio approccio – coincidenza? serendipità? – è stato all’inizio conoscitivo ma poi è divenuto sentimentale, adesione pietosa al personaggio che è stato ed è persona – quanto mi è pesata la responsabilità di ridarle voce! – , restituzione di un’esistenza che ha ancora da dire.
E poi: lavoro sul linguaggio, che è la forma delle cose, non semplice involucro di parole. Libretti d’opera, italiano d’archivio, dialetto, versi, proclami, tutto il mio amore per la letteratura sono confluiti nella partitura di questo romanzo. Scriverlo è stato musicare la Storia. Darle ritmo e melodia utilizzando tutta la gamma delle sonorità di cui sono stata capace.
E adesso lo riconsegno al pubblico, con una trepidazione simile e diversa insieme rispetto a due anni fa.

* * *

Maria Lucia Riccioli, nata il 18 settembre 1973 nella città di Archimede, Santa Lucia e Vittorini, insegna Lettere negli Istituti superiori.
Scrive da sempre, in dialetto siciliano e in lingua, in versi e in prosa: aforismi, fiabe, novelle, racconti.
È stata semifinalista al II Campionato nazionale della lingua italiana condotto da Luciano Rispoli (TMC).
Ha partecipato a varie rassegne e concorsi (tra cui Volo Rapido e Tiro Rapido Porsche, Roma Noir eCarabinieri in giallo 4, primo premio con pubblicazione nei Gialli Mondadori) e alcuni dei suoi lavori sono apparsi su quotidiani, riviste ed antologie.
Ha frequentato i corsi di scrittura creativa tenuti da Silvana La Spina, Claudio Fava e  Luigi La Rosa.
“Ferita all’ala un’allodola” (Perrone Lab, Roma 2011) è il suo primo romanzo, insignito del Premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi” e apprezzato da pubblico e critica.
Scrive, tra gli altri, sui noti siti letterari “Letteratitudine” e “Letteratu” e cura il blogwww.marialuciariccioli.wordpress.com.

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https://letteratitudinenews.wordpress.com/2012/09/16/premio-piu-a-sud-di-tunisi-2012/

Ufficializzati i vincitori della VII edizione del Premio Nazionale di Giornalismo, Saggistica e Letteratura “Più a sud di Tunisi”, che si svolge a Portopalo di Capo Passero, borgo marinaro siciliano, in provincia di Siracusa, collocato geograficamente al di sotto del parallelo della capitale tunisina. Un appuntamento incentrato sul giornalismo, la saggistica e la narrativa di qualità. Tra i temi scelti quest’anno spiccano un reportage sulla tragica campagna italiana in Russia della seconda guerra mondiale, la lotta alla pedofilia, il binomio tra calcio e giornalismo d’inchiesta e l’integrazione degli immigrati. Il Premio è patrocinato dalla Provincia Regionale di Siracusa, dal Comune di Portopalo e dalla Camera di Commercio di Siracusa.
Nella categoria “Giornalismo” il premio è andato a Pino Scaccia. L’inviato speciale del Tg1 Rai è stato premiato per il libro “Lettere dal Don” (Rai Eri), reportage nei luoghi della tragica “Campagna di Russia” della seconda guerra mondiale, dove migliaia di soldati italiani persero la vita, a settant’anni da quei tragici eventi. Il comitato organizzatore del Premio – composto da operatori del mondo della comunicazione (giornalisti, editori, webmaster, scrittori e documentaristi) – ha attribuito due riconoscimenti nella sezione “Saggistica”: a don Fortunato Di Noto per “Abbiamo ritrovato la vita” (San Paolo), un libro drammatico ma pieno di speranza sulle piccole vittime dei pedofili, ed aMaurizio Martucci, autore del libro “Non scherzo” (Eraclea Libreria Sportiva), meticolosa inchiesta sulla tragica morte del calciatore italiano Luciano Re Cecconi nel gennaio del 1977.

Maria Lucia Riccioli – con il libro “Ferita all’ala un’allodola” (Lab), incentrato sulla vita della netina Mariannina Coffa (poetessa e artista, personaggio di rilievo del Risorgimento Italiano) – e Michele Giardina – con “Un uomo di Borgata” (Prova d’Autore), romanzo sul tema dell’immigrazione, della solidarietà e dell’integrazione dei migranti – sono i vincitori della sezione “Frammenti Letterari”.

All’insegna dei giovani le sezioni “Poesia” e “Storia e Territorio”, con le affermazioni di Cetta Lentinello – per la sua prima raccolta di poesie intitolata “Grembo di versi” (Urso) – e degli studenti della IV A 2011/12 del Liceo Quintiliano di Siracusa – per il libro “Sogno di indipendenza. Siracusa nella prima metà dell’Ottocento” (Morrone), in collaborazione con la docente-scrittrice Elvira Siringo.

Le menzioni speciali “Capo Passero” sono andate al giornalista Alfio Di Marco (per un ampio reportage sul faro “Cozzo Spadaro” di Portopalo pubblicato sul quotidiano La Sicilia) ad Andrea Rebolino – (conduttore della trasmissione web-radiofonica “Librando”, su Dimensione Radio SR) e alla docente Silvana Scrofani (per un saggio incentrato sulla violenza sulle donne).

Tra i vincitori delle precedenti edizioni del “Più a sud di Tunisi” spiccano i nomi di Giulio Albanese, Alfio Caruso, Claudio Monici, Maurizio Di Schino, Nello Scavo, Vincenzo Grienti, Felice Cavallaro e Sandro Petrone. La cerimonia di consegna si svolgerà sabato 13 ottobre 2012 – con inizio alle ore 21 – al Teatro Comunale “Gozzo” di Portopalo (Siracusa).

fonte: SiracusaNews

 

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https://letteratitudinenews.wordpress.com/2014/11/03/mariannina-coffa-di-marinella-fiume/

MARINELLA FIUME
ci racconta
MARIANNINA COFFA (la poetessa, il nuovo libro, il convegno)

Il 7 e l’8 novembre 2014, a Noto, il convegno “Mariannina Coffa: sguardi plurali” (a fine post, la locandina relativa all’evento)

Mariannina Coffa, la donna inquieta, l’intellettuale antesignana, la poetessa visionaria

di Marinella Fiume

Mariannina Coffa Caruso (1841-1878) – la “Saffo”, la “Capinera di Noto” – è una poetessa vissuta negli anni cruciali tra le battaglie risorgimentali e l’assestamento del nuovo Stato unitario. La sua vicenda umana, per certi versi comune a tante borghesi dell’Ottocento – e non solo in Sicilia – si evolve in chiave originale attraverso il contatto con filoni di pensiero riconducibili alla Massoneria, al Magnetismo o Mesmerismo animale, al Sonnambulismo, allo Spiritismo, al Raffaellismo, all’Omeopatia. Attraverso una ricostruzione accurata dei codici culturali e simbolici del contesto e la lettura integrale del suo ricco Epistolario custodito presso la Biblioteca “Principe di Villadorata” di Noto (SR), è possibile seguirne le tracce private e pubbliche che, insieme a uno spaccato inedito della Sicilia di quegli anni, ci restituiscono il dramma esistenziale e le progressive tappe della presa di coscienza di una donna inquieta, di una poetessa visionaria, di un’intellettuale antesignana che affida a una protesta metafisica la possibilità di un riscatto e di una realizzazione personale, in un’epoca alle soglie della scoperta dell’inconscio.
A Noto (Siracusa), il 30 settembre 1841, dall’avvocato Salvatore Coffa Ferla di accesi spiriti antiborbonici ed esiliato a Malta dopo i fatti del ‘48 insieme a Matteo Raeli, futuro Ministro dell’Italia unita, e da donna Celestina Caruso, nasceva Mariannina. La sua era tra le più illustri famiglie della borghesia delle professioni, di spicco per meriti culturali tanto per ascendenza paterna che materna: il nonno materno, Giuseppe Caruso Olivo, era medico, l’avo paterno, Giuseppe Coffa, segretario dell’Accademia dei Trasformati, latinista e dilettante scrittore di teatro. In questo vivace ambiente liberale dominato dalla cultura e dalla sociabilità massoniche, di quella Noto che doveva essere ancora per pochi anni capovalle prima che il titolo andasse a Siracusa, si svolge l’infanzia della “sensitiva” Mariannina.
Dà segni precoci di vocazione poetica e a dieci anni frequenta il Collegio laico Peratoner di Siracusa, dove apprende i primi rudimenti di versificazione da Francesco Serra Caracciolo. Nel 1852, gli viene affiancato come precettore, a Noto, l’intransigente sacerdote Corrado Sbano che guida sapientemente le sue letture e disciplina il suo estro.
Un primo saggio di poesie scritte a dodici anni è pubblicato a Siracusa nel 1855; un altro, a cura di parenti e amici, vede la luce a Noto nel 1859. Il successo che arride a questi volumetti e la fama che viene acquistando le meritano diplomi di varie Accademie italiane e straniere, come quella di Scienze e Lettere di Parigi.
Dal 1855 al 1859, seppur senza continuità, le vengono impartite lezioni di piano dall’avvenente Ascenzio (o Ascenso, come lei ama chiamarlo) Mauceri, drammaturgo e musicista di belle speranze, che ha studiato al Conservatorio di Napoli, liberale del circolo di Matteo Raeli e suo protetto.
L’amore sboccia spontaneo tra questi due figli del secolo, appassionati del melodramma e di Byron, entrambi soci della rinomata Accademia netina dei Trasformati e frequentatori degli stessi salotti, dove la poetessa è ricercata, fanciulla, per l’ispirata vena improvvisatrice, assai in voga in quegli anni.
La formale promessa di matrimonio fatta dai Coffa ad Ascenso – da cui ci si aspettava un glorioso futuro di drammaturgo, come dimostrava l’apprezzamento ai suoi Drammi da parte di molti intellettuali siciliani ed anche fiorentini – non viene rispettata dalla famiglia di lei ,che preferisce un più vantaggioso matrimonio di convenienza col proprietario terriero ragusano Giorgio Morana.
Già nel ‘59 entra nella vita della poetessa il democratico magnetista e omeopata originario di Augusta, dott. Giuseppe Migneco che, chiamato a Noto per la cura efficacemente messa a punto delle epidemie di colera, dopo il suo ritorno dall’esilio comminatogli su denuncia del Tribunale dell’Inquisizione, è ospite in casa Coffa. Quella sera Mariannina sperimenta gli effetti di quel “sonnambulismo indotto” e quelle tecniche estatiche che approfondirà in seguito e le cui visioni canterà nella produzione poetica successiva alla prima stagione patriottica.
Le lettere di Mariannina al precettore, ai familiari, agli amici e ai conoscenti, ma particolarmente l’Epistolario amoroso ricostruiscono il rapporto con Ascenso dagli anni del fidanzamento al 1872, anno in cui l’uomo decide di interrompere bruscamente e senza un’apparente ragione la relazione epistolare. Le lettere ad Ascenso e le altre al precettore, ai familiari, agli amici e ai conoscenti, scritte dopo che la poetessa è divenuta la Signora Morana, una mal mariée come tante aristocratiche e borghesi della Sicilia del XIX secolo, descrivono l’inferno domestico nella sua casa di Ragusa, in quella città fredda ed emarginata dell’interno dell’isola, accanto a un marito succube del padre, un suocero rozzo e violento che le rimprovera l’esiguità della dote, le apre la corrispondenza e le vieta la scrittura perché “rende le donne disoneste”, a delle cognate da cui non può attendersi comprensione. Una quotidianità fatta di pesanti incombenze domestiche, di mal tollerate e ravvicinate gravidanze che minano il suo gracile fisico, di malattie e mortalità dei figli, ma fatta anche dell’angosciante senso di colpa per aver ceduto al volere dei genitori quel fatidico 8 aprile 1860.
L’ineluttabilità della separazione, l’invito alla realtà presente, l’orgoglio ferito restano invece il tasto preferito nelle sue lettere da Ascenso, che non le perdonerà mai quel cedimento e il suo debole carattere, mentre cercherà di ricondurre il dialogo ai temi impersonali della conversazione tra amici e intellettuali.
Nel 1864, in occasione di una grave malattia che porterà alla morte una figlioletta, l’insofferente coscienza del presente e la drammatica impotenza a cambiare una vita non scelta esploderanno nella “crisi isterica con estasi e sognazione spontanea”, che il medico ragusano Filippo Pennavaria descrive nel “caso clinico”.
L’anno precedente veniva pubblicata a Torino la terza raccolta di Canti a cura dell’ammiratore avvocato Michele Bertolami, altre poesie compaiono sparse in vari periodici.
I rapporti tra la poetessa e il medico omeopata e magnetista dott. Migneco riprendono dopo il matrimonio di lei: gli si rivolgerà per la salute dei figli, dopo che la medicina allopatica gliene avrà “uccisi due”, ed egli li curerà a distanza con rimedi omeopatici. A lui e alle sue metodiche del magnetismo animale e dell’omeopatia affiderà anche la salute propria, quando la malattia del corpo e della psiche si aggraverà, facendosi accompagnare dal marito nella casa di Catania del medico e risiedendovi alquanti giorni. Alle dottrine del “sapiente maestro”, cui dedicherà un’Ode, affiderà l’ultima possibilità di “protesta metafisica”, di redenzione e sublimazione del dolore e di conseguimento di una improbabile felicità. Il magnetismo fu infatti, non solo un nuovo modo di guarigione individuale, ma una speranza di palingenesi socio-politica e di rivendicazione di un nuovo protagonismo delle donne. Diverrà socia di numerose società occultiste magnetiche, “spirituali” e teosofiche, in Italia e all’estero, come la “Società magnetica d’Italia” con sede a Bologna e quella “Società Elorina” fondata a Noto dal dott. Lucio Bonfanti, vecchio democratico, medico omeopata e referente netino del Migneco.
La svolta, forse non imprevista, aprirà una nuova stagione poetica che veicolerà nella produzione di questi anni un fitto simbolismo esoterico, inedito nel panorama letterario tardo-romantico italiano: scriverà in stato “d’estasi magnetica” poesie visionarie e profetiche.
Si aprirà, così, l’ultima fase della vita della donna, quella della coscienza e di un’autonomia recuperata proprio a causa della malattia, nella quale, contro la volontà della famiglia e nell’indifferenza del marito, si allontanerà da Ragusa per farsi curare a Noto dal dott. Lucio Bonfanti, il vecchio democratico del ‘60, nemico del moderato Coffa e dei medici allopatici a lui vicini; scriverà parole di odio contro i genitori e i loro “ipocriti” amici, dichiarerà la volontà di divorziare dal marito, si rassegnerà a vivere lontano dai figli, finirà i suoi giorni nella miseria, nell’inedia e nell’abbandono, assistita solo dalle cure del Bonfanti e di pochi altri amici.
Un’estrema lucida coerenza le fa concludere i suoi giorni, a 36 anni, non col perdono, ma con un lucido desiderio di vendetta. E se il Comune non avesse decretato il lutto cittadino e i pubblici funerali, alla sua morte, avvenuta all’alba del 6 gennaio 1878, la “capinera di Noto” sarebbe stata sepolta nella bara dei poveri. Ai funerali, nessuno della famiglia ragusana.
La seguirà nella tomba, l’8 febbraio dello stesso anno, il padre, mentre il Migneco morirà a Catania il 1 febbraio 1884 e Ascenso Mauceri, Preside del Liceo di Noto e marito mancato della poetessa, che curerà la pubblicazione postuma di un volume di sue poesie, il 13 aprile 1893. Il medico omeopata Lucio Bonfanti, che assistette pietosamente la poetessa morente, si spegne in ombra nel 1880.

 

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voglio il mio cieloIl libro

Il nuovo libro edito da Bonanno, appena approdato nelle librerie, Voglio il mio cielo. Lettere di Mariannina Coffa al precettore, ai familiari, agli amici, è diviso in due parti: la prima, di Marinella Fiume, è un saggio critico sul contesto politico e culturale, le vicende biografiche e la poesia della netina; la seconda, scritta con Biagio Iacono, comprende tutto il corpus delle lettere scritte dalla Nostra al precettore, canonico Corrado Sbano, ai familiari e agli amici, praticamente per tutto il corso della sua breve vita. Un vero e proprio scoop è l’ultimo capitolo: “Il giallo dei manoscritti scomparsi” nel quale, attraverso documenti inediti dell’Archivio di Stato di Noto, si ricostruiscono gli eventi subito dopo la morte della poetessa, con la scomparsa degli scritti che ci sottraggono opere probabilmente pregevoli della Nostra, e la lite giudiziaria tra il medico curante, l’omeopata dott. Lucio Bonfanti – che pretende il pagamento delle cure e dei prestiti fatti alla poetessa abbandonata dai familiari nei mesi che preludevano alla morte – e il vedovo Giorgio Morana – che accusa il medico di averla fatta morire per l’uso di un sistema di cura non riconosciuto dalla medicina allopatica.

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Il Convegno

Il Sindaco del Comune di Noto Corrado Bonfanti e l’Assessore alla Cultura Cettina Raudino, riconoscendo l’alto valore della poesia della Coffa, orgoglio del Campanile e testimonianza di una figura esemplare di donna, di un’intellettuale precorritrice dei tempi – e perciò all’epoca non sempre compresa-, la onora con un importante Convegno che si terrà a Noto tra il 7 e l’8 novembre e che vedrà la partecipazione di studiosi ed esperti di fama nazionale: dal prof. Santi Fedele dell’Università di Messina, che inquadrerà storicamente la figura, al prof. emerito Nicolò Mineo, che relazionerà sulla sua Poetica, alla prof. Maria Conforti dell’Università la Sapienza di Roma, che relazionerà sulla Medicina in Italia e in Sicilia nell’Ottocento, alla prof. Ida Fazio, dell’Università di Palermo, che inquadrerà la figura della Coffa nell’ambito degli studi di Storia di genere. Saranno presenti anche studiosi locali della poetessa, come Stefano Vaccaro, Angelo Fortuna, Enzo Papa, Salvatore Martorana, Maria Lucia Riccioli e Paola Liotta. Non mancherà il momento della drammatizzazione e della musica: la prima affidata a Lucia Sardo e a Donatella Liotta per la regia di Beppe Rosana, la seconda a Carlo Muratori. Il Convegno, dal titolo “Sguardi Plurali”, ad indicare la pluralità di approcci per la comprensione a tutto tondo della donna e della poetessa, una due giorni che si svolgerà nelle prestigiose cornici barocche di Palazzo Impellizzeri e di Palazzo Trigona, è stato organizzato da un Comitato scientifico presieduto dall’infaticabile Assessore Raudino e formato, oltre che da studiosi locali, dalla direttrice della Biblioteca civica “Principe di Villadorata” di Noto, Carmen Tiralongo e dalla responsabile dell’Archivio di Stato di Noto Giuseppina Calvo. A corredo del Convegno, una preziosa mostra di inediti tratti dall’Archivio di Stato, dalla Biblioteca comunale e dal Museo delle carte, dal titolo “Mariannina Coffa: la coscienza della donna, la maturità della poetessa”, inaugurerà i lavori.

https://marialuciariccioli.files.wordpress.com/2014/10/mariannina-sguardi-plurali-programma.jpg?w=678&h=710

© Letteratitudine

Se ne parla anche nel sito della SIL, la Società Italiana delle Letterate.

http://www.societadelleletterate.it/2014/10/convegno-su-mariannina-coffa/

 

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La volanzine con l’incipit di FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

Opere finaliste KAOS 2014

KAOS FESTIVAL e le opere finaliste, tra cui FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA.

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Io al KAOS FESTIVAL.

Mariannina e Angelo

L’angelo del monumento alla poetessa…

Scrivere non è un mestiere per donne

La copertina del volume con un’intervista fattami da Laura Costantini e la citazione degli scritti della Coffa.

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Recensione su LA CIVETTA DI MINERVA (grazie ad Alessandra Privitera)

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L’evento FILDIS TEOCRITO.

Un tè con l'autore

Il tè con l’autore a cura di Paola Liotta…

Carlo Muratori e Mariannina Coffa 4 marzo 2016

Carlo Muratori alla Biblioteca dei Cappuccini con la raccolta postuma della poetessa.

Mariannina Coffa ANDY WARHOL 14 febbraio 2014

SEMAFORO ROSA.

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Ricordo della splendida presentazione modicana.

https://www.youtube.com/results?search_query=maria+lucia+riccioli

Qui trovate i booktrailer e l’intervista di Vincenzo Rosana oltre ad altro materiale sui miei libri e le mie attività.

Molti altri ricordi sono presenti in rete e soprattutto nel mio cuore.

Ringrazio presentatori, relatori, recensori… e soprattutto i miei venticinque lettori.

 

IL TREKKING DEI POETI E SCRITTORI PER PIAZZE DI NOTO
Ieri sera (venerdì 26 agosto 2016) come al solito con tanta bellezza e creatività abbiamo realizzato con intervento di poeti e scrittori di più città della Sicilia la sesta edizione di “Poeti e scrittori del Val di Noto a confronto”. In questo video del gen. Piero Mandia l’inizio della manifestazione in Piazza XVI Maggio. Seguono altri video di Valentina Spallino.

LA CIVETTA DI MINERVA del 16 marzo 2018

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Oltre al fatto che il nostro giornale è finito su Wikipedia… https://it.m.wikipedia.org/wiki/Roberto_Disma (sì,due miei articoli sono citati…) ecco il nuovo numero del giornale bisettimanale LA CIVETTA DI MINERVA!

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Incontro letterario-musicale al cine teatro Italia di Sortino, organizzato dal Comune in collaborazione con la Biblioteca Comunale ”Andrea Gurciullo” e il Primo istituto comprensivo “G.M. Columba” di Sortino

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

“Persuasione” e “Northanger Abbey”(1818) sono due romanzi postumi: mentre il secondo era già terminato nel 1803, il primo è in realtà l’ultima opera completa scritta poco prima dell’aggravarsi della malattia di Addison che ne porterà alla morte l’autrice il 18 luglio del 1817: quindi, quest’anno ricorrono duecento anni esatti dalla pubblicazione di due dei sei romanzi canonici – gli altri sono naturalmente “Orgoglio e pregiudizio”, “Ragione e sentimento”, “Emma” e “Mansfield Park” – di Jane Austen, il bicentenario della cui scomparsa è stato celebrato nel 2017.

L’autrice inglese, letta, parodiata, reinventata, frequentata dal teatro e dal cinema (ricordiamo per tutti “Il club di Jane Austen”), gode di un successo imperituro: Catherine, Anne, Elizabeth, Elinor e Marianne, Emma e Fanny, le sue eroine, sono modelli dell’eterno femminino in lotta per la propria affermazione nonostante l’epoca Regency e la nostra sembrino agli antipodi. La Austen, ironica e pungente, genio universale che è sbagliato imbrigliare nell’assurda categoria dei “romanzi per signorine” sebbene le apparenze mostrino il contrario – gli eventi storici non sembrano toccare i suoi romanzi, che ruotano intorno a balli, intrighi matrimoniali, pettegolezzi, concerti casalinghi, picnic –, ritrae con la sua penna acuta la piccola nobiltà di campagna e la borghesia che tenta la scalata sociale: nulla sfugge alla sua penna acuta che lavora su “tre o quattro famiglie in un villaggio di campagna” come un incisore, come un monaco alle prese con le miniature di una pergamena; la Austen paragonava infatti il proprio lavoro ad un “pezzettino di avorio, largo due pollici”, modellato “col più fine dei pennelli, in modo da produrre il minimo degli effetti col massimo dello sforzo”: nonostante una biografia apparentemente priva di avvenimenti rimarchevoli, la profondità della riflessione e la vastità dell’immaginazione – sense and sensibility, razionalismo illuminista e romanticismo ottocentesco, che la Austen comunque aborriva e parodiava nei suoi eccessi lacrimevoli e gotici – l’hanno resa universalmente nota e apprezzata sia dai lettori che da studiosi e critici.

Lo scorso anno, la pianista Donatella Motta e la docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli, qui in veste di voce narrante, si erano rese protagoniste di un aperitivo letterario a tema Jane Austen organizzato dalla dottoressa Paola Cappè, impegnata nel diffondere l’amore per i libri e la lettura con varie iniziative che ruotano intorno alla biblioteca Agnello di Canicattini Bagni (SR); quest’anno, venerdì 2 marzo scorso il recital è stato riproposto all’interno dell’incontro letterario-musicale “Vi presento Jane Austen” che si è tenuto presso il CineTeatro Italia a Sortino. L’evento è organizzato dal Comune di Sortino in collaborazione con la Biblioteca Comunale ”Andrea Gurciullo” e il Primo istituto comprensivo “G.M. Columba” di Sortino: le classi seconde della scuola secondaria di primo grado – da rimarcare la sensibilità della docente Lisa Manca, oltre che l’impegno della dottoressa Maria Sequenzia, che ha fortemente voluto il progetto – hanno presentato un lavoro di ricerca sulla scrittrice che si è concluso con il recital del duo siracusano.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2929:la-prof-gringeri-pantano-dona-un-prezioso-libro-ad-avola&catid=17&Itemid=143

Le “Osservazioni geognostiche e geologiche sopra i terreni” di quella città, scritto da Pompeo Interlandi nel 1837. Nel cinquantenario della Pro Loco ne è stata tratta una ristampa anastatica

La Civetta di Minerva, 2 febbraio 2018

Riflettere sul terremoto del 1693 e sugli studi che nell’Ottocento venivano denominati di “Geognosia” non è questione oziosa, anzi ma permette non solo agli storici – compresi gli storici della scienza – ma anche ai geologi e agli esperti di sismi di comprendere meglio la natura del nostro territorio, ovvero quello della Sicilia sudorientale che ebbe a soffrire maggiormente di una delle catastrofi più gravi della storia moderna se non della storia umana e della Terra in generale, oltre che a permettere insieme alle nuove scoperte di approntare soluzioni per affrontare eventuali nuovi eventi sismologici.

In occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione della Pro Loco di Avola (2017) è uscita laristampa anastatica di uno studio del 1837, presente negli Atti della celebre Accademia Gioenia di Catania, scritto da Pompeo Interlandi e Sirugo principe di Bellaprima, calatino di origine ma vissuto fin dalla prima infanzia ad Avola, la cui biografia – che risente degli stilemi del tempo e della prassi elogiativa dei concittadini illustri –, lavoro del botanico Giuseppe Bianca, è posposta al saggio, intitolato “Osservazioni geognostiche e geologiche sopra i terreni di Avola” (uscito per i tipi della tipografia di Andrea Norcia a Noto).

L’esemplare, ritrovato presso l’Antica Libreria di San Gregorio di Catania, è stato donato dalla professoressa Francesca Gringeri Pantano alla Biblioteca comunale di Avola che porta il nome di Giuseppe Bianca (intellettuale che coltivò sia interessi scientifici che umanistici: ricordiamo che si occupò anche della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, incoraggiandone il cammino poetico).

Nel saggio l’Interlandi dà notizia della tipica pietra calcarea giurgiulenadelle conchiglie ivi contenute, della Grotta di Marotta, temperando le teorie illuministiche con la lezione del suo maestro Carlo Gemmellaro: la geologia si sta differenziando e specializzando nell’ambito delle Scienze naturali e ne è prova lo studio litologico, paleontologico e stratigrafico che Interlandi mostra di aver compiuto sul territorio in esame.

Lo studioso della scienza troverà motivi di interesse nei riscontri fra quanto si conosceva all’epoca di Interlandi e quanto di nuovo le indagini moderne abbiano acquisito, mentre il linguista apprezzerà le chicche rappresentate da parole desuete e impianto retorico tipici dello scrivere del tempo; l’elogio di Giuseppe Bianca consente invece, al di là del motivo encomiastico, di gettare una luce sulla nobiltà ottocentesca, sulla reazione del ceto nobiliare e borghese ai moti e alle rivoluzioni degli anni Trenta dell’Ottocento, al Quarantotto e al Risorgimento con tutte le problematiche relative alla rappresentanza parlamentare e ai nuovi equilibri tra i ceti, oltre che sulla formazione intellettuale di un rampollo della nobiltà siciliana quale l’Interlandi, visto anche nelle sue componenti umane e nei complicati rapporti familiari.

Intervista all’autrice di Armonia d’essenza: “Il mio impegno come editor e book counselor, o consulente editoriale, nasce dall’amore per la parola”

 

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

“La Civetta di Minerva” ha incontrato per voi Teresa Laterza, docente, scrittrice, book counselor e editor; nativa di Putignano, vive a Caltagirone. Ha recentemente pubblicato un volume di versi per i tipi di CTL Editore, “Armonia d’essenza”, che raccoglie poesie dense di ricerca del significato più profondo della parola, appunto della sua essenza che forse coincide con l’essenza stessa della vita, del senso più vero dello stare al mondo. Stati d’animo, pensieri, riflessioni, emozioni si esprimono in liriche anelanti all’armonia di cose e lingua.

Come si è approcciata al mondo della scrittura?

Amo la “parola” fin da piccola, da quando ho iniziato a prendere coscienza del fatto che l’uso efficace delle parole possa aprire infiniti orizzonti. Il modo in cui comunichiamo e ci rapportiamo agli altri attraverso la parola può determinare incredibili e provvidenziali cambiamenti. La forza della parola è qualcosa di inimmaginabile. Le parole toccano l’anima, spingono a riflettere e veicolano sentimenti. Ho mosso i primi passi nel mondo della scrittura con le poesie. Ricordo che, quando ero alle scuole elementari, per la festa della mamma, la maestra ci chiese di scrivere una poesia, fu allora che accadde qualcosa di inspiegabile. Sembrava così naturale per me comporre versi! Era come se una voce, proveniente da chissà dove, mi guidasse nel rendere alla carta le mie sensazioni, i miei sentimenti più riposti. Pareva che una forza invisibile guidasse la mia mano nel dare forma a ciò che intimamente era confuso e disordinato. Questo mistero continua ad accompagnarmi tuttora nella stesura dei miei scritti poetici e di altro genere. Credo che l’ispirazione poetica, o scrittoria in generale, sia un dono divino e di questo sono riconoscente, perché non vi è nulla di più bello che riuscire a donare con la parola.

Può descriverci il suo lavoro di editor e book counselor? Potremmo utilizzare le parole italiane corrispondenti, cioè consulente editoriale?

Il mio impegno come editor e book counselor, o consulente editoriale, nasce proprio dall’amore per la parola. Consapevole del fatto che ognuno di noi abbia dentro di sé un mondo di emozioni, ma che non sempre riesca a renderle alla carta, ho seguito il mio istinto nel cercare di aiutare chi scrive a comunicare quanto più efficacemente possibile. Il book counselor o consulente editoriale è sostanzialmente quella figura importante che si mette al servizio dell’autore e che ha il compito di seguirlo subito dopo la scrittura del libro. Si occupa di correggere qualsiasi tipo di errore presente nello scritto, di dare un senso compiuto alle frasi e di rendere la lettura quanto più fluida possibile. Il compito del consulente editoriale, tuttavia, non si limita a questo. Altra funzione fondamentale è quella di seguire e aiutare l’autore durante le presentazioni della sua opera. Dovrà saper svolgere, quindi, anche il ruolo di mediatore. Una comunicazione efficace è alla base dell’interesse e della curiosità. Perché ciò avvenga non è sufficiente che il book counselor sia solo una persona preparata e che, quindi, abbia dimestichezza con la parola e con la conoscenza della lingua italiana e delle regole grammaticali, ma è necessario che sviluppi una comunicazione empatica con lo scrittore, comunicazione che è possibile solo attraverso una lettura attenta dell’opera dello stesso, quasi a farne suoi i contenuti; solo quando si sarà calato nei significati che l’autore ha voluto esprimere e sarà riuscito a catturare l’attenzione e l’interesse del pubblico, allora il suo compito potrà dirsi concluso. Proprio ultimamente sono impegnata nella stesura di un saggio in cui tratto della scrittura e dell’importanza della figura del book counselor.

Non crede nel filtro e nella mediazione culturale degli editori? Perché l’autopubblicazione?

Certamente. Esistono ottimi editori in grado di fornire agli autori il giusto aiuto e la necessaria considerazione. Il mio impegno collaborativo come book counselor o consulente editoriale è qualcosa che si affianca, sovente, alle competenze di una buona Casa Editrice, ma può anche essere richiesto al di fuori dei servizi messi a disposizione dall’editore, al quale l’autore fondamentalmente si rivolge per la pubblicazione del proprio manoscritto. Resta il fatto che, sia che si scelga la via della pubblicazione attraverso una Casa Editrice, sia che si opti per l’autopubblicazione, il successo di un libro dipenderà dalla qualità del libro stesso e tale qualità, ribadisco, è legata all’uso corretto della lingua e ad una promozione adeguata affidata a chi sa esprimersi efficacemente conoscendo il potere della parola di veicolare sentimenti ed emozioni.

L’esperienza poetica: qual è il senso della poesia oggi?

Difficile dire cosa sia per gli altri la poesia. Posso sicuramente affermare che, personalmente, esperisco la poesia come un impellente bisogno di esternare pensieri e di essere autenticamente me stessa. Attraverso la parola ci si spoglia di tutte le maschere e le “prigioni” che ingabbiano l’uomo in questa società basata molto più sull’apparenza che sulla sostanza. La poesia è volo libero, autenticità, essenza, armonia, (Armonia d’essenza è proprio il titolo che ho dato alla mia ultima silloge pubblicata dalla CTL Edizioni) verità e, come tutte le altre forme d’arte, è dono di sé agli altri, fremito, passione, condivisione. Credo che, ultimamente, si stia riscoprendo l’importantissimo valore sociale e morale della poesia, forse proprio in seguito alle brutture che caratterizzano, ahimè, la nostra società. Tutto quello che di positivo può derivare dalla parola in versi o narrativa, nel suo divenire esperienza, dimostrazione, riflessione, non può che rappresentare quel tassello in più indispensabile per dar vita ad una società basata su sani principi, sull’etica, sulla gratitudine, sulla ragionevolezza, sul rispetto dell’altro e dell’ambiente.

Lei fa parte del direttivo della rivista internazionale “Le Muse”, giunta ai vent’anni di attività e che ha accolto tra gli altri i contributi di Peter Russell e Giorgio Barberi Squarotti. Qual è il ruolo oggi delle riviste letterarie rispetto al passato?

Le riviste letterarie in passato furono di importanza sostanziale perché, proprio attraverso la loro opera, molti poeti esordienti si fecero conoscere ed apprezzare. Grandi furono le attività di traduzione di poeti contemporanei stranieri che permisero il superamento di angusti limiti provinciali attraverso il contatto con le più importanti correnti di pensiero. L’impegno politico fu un’altra caratteristica delle riviste letterarie del passato. Le riviste letterarie ancora oggi hanno un’importantissima funzione da assolvere, quella della diffusione della cultura e dell’arte in genere. Diffondere cultura attraverso articoli, interviste, note critiche e recensioni significa promuovere autori meritevoli, dare loro il giusto spazio e riconoscimento, ascoltarli attraverso i loro scritti, mettendo a disposizione dei lettori le loro personali esperienze che possono essere d’aiuto e d’insegnamento. È questa, in particolare, la missione della rivista internazionale Le Muse, da quasi vent’anni sul panorama culturale, diretta dalla dottoressa, nonché giornalista, critico e poetessa, Maria Teresa Liuzzo, con la quale ho il piacere di collaborare. Sostenere la cultura è un dovere e un segno di civiltà. La cultura si costruisce insieme con impegno, determinazione, competenze, notti insonni e tanto sacrificio.

 L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono
Di grande qualità i racconti horror presentati alla Casa del Libro. Un’antologia con i migliori autori del genere che hanno ambientato le storie in Italia

La Civetta di Minerva, 16 febbraio 2018

Domani, 17 febbraio, a partire dalle 18.30, presso la Casa del Libro Rosario Mascali, ci sarà la presentazione dell’antologia di racconti horror “I signori della notte, storie di vampiri italiani”, a cura di Luca Raimondi, pubblicata da Morellini editore. Oltre al curatore Luca Raimondi – ricordiamo il suo ultimo romanzo, “Il grande chihuahua” (Augh! Edizioni), scritto insieme a Joe Schittino; si è riformato il duo di “Cerniera lampo”, recentemente rieditato – saranno presenti anche due autori, Stefano Amato e Angelo Orlando Meloni, che il nostro giornale ha avuto modo di intervistare e recensire più volte (ricordiamo il libro su Archimede di Amato e “La fiera verrà distrutta all’alba” tra gli ultimi lavori di Angelo Meloni; la trasmissione “Segnalibro” di Tris, condotta da Maria Lucia Riccioli e dalla giornalista e scrittrice Lucia Corsale, le interviste sia a Raimondi che a Meloni).

Chi sono i vampiri? La figura del non morto, tipica di molte tradizioni europee, divenuta icona grazie a Bram Stoker e ai suoi epigoni, non ultima l’autrice di “Twilight” o i cineasti che si sono cimentati con paletti di frassino, incarnati pallidi, castelli transilvani e tutto l’armamentario dei vari Van Helsing e ammazzavampiri collegati, non smette di incarnare sempre nuove istanze. In questo libro la vediamo scorrazzare da Bologna alla Maremma, da Roma alle Dolomiti, soggetto di marketing in Piemonte e manager di cooperative sociali in Sicilia, oggetto di studio per uno psichiatra di Milano…

La prefazione è di Andrea G. Pinketts e l’antologia contiene racconti di Gianluca Morozzi, Stefano Pastor, Sacha Naspini, Fabio Mundadori, Giuseppe Maresca, Nicola Lombardi, Fabio Lastrucci, Silvana La Spina, Maurizio Cometto, Fabio Celoni, Danilo Arona, Angelo Orlando Meloni, Stefano Amato, Luca Raimondi, Lea Valti.

Com’è nata l’idea di questa antologia? Come avete lavorato per realizzarla?

L’idea è nata un paio d’anni fa, durante una delle tante conversazioni con l’amico, studioso e appassionato di cinema e letteratura horror, Giuseppe Maresca. Per una pura coincidenza avevamo scritto entrambi due racconti che si ispiravano a due classici del genere vampirico: il mio conteneva una palese citazione del “Vampiro” di Polidori, quello di Maresca conteneva più di un richiamo alla “Carmilla” di Le Fanu. In buona sostanza entrambi avevamo citato due illustri precursori del più celebre “Dracula” di Bram Stoker ed entrambi avevamo deciso di collocare l’azione in Italia, nei contesti a noi più familiari. Pensare di impostare un’intera antologia su questa base è stato un passo quasi consequenziale. Non sono certo molti gli esempi di racconti e romanzi italiani che collocano nei nostri territori gli archetipi dell’horror, il più delle volte materiale abbastanza scadente.

A quel punto ho invitato molti degli scrittori che conoscevo o con cui avevo collaborato e che stimavo, a partire da Gianluca Morozzi: aveva già firmato la prefazione a un mio libro e ha subito capito lo spirito dell’operazione, facendo passeggiare Dracula per i portici di Bologna. A lui si sono aggiunti via via tanti altri, non solo i migliori specialisti del “genere” quali per esempio Danilo Arona e Nicola Lombardi, che comunque consideravo e considero autori a tutto tondo, popolari sì ma di grandissima levatura intellettuale e artistica, ma anche altri scrittori che magari avevano soltanto sfiorato l’horror senza mai affrontarlo di petto. Un esempio per tutti, Silvana La Spina, pluripremiata autrice di gialli e romanzi storici per case editrici come Mondadori, Bompiani, Giunti, ma potrei citare anche due autori molto conosciuti dal pubblico siracusano come Angelo Orlando Meloni e Stefano Amato. Quando si lavora con autori bravi, realizzare progetti del genere è semplice: ogni racconto che mi è giunto, infatti, era di grandissima qualità e di conseguenza anche trovare un editore è stato sì difficile (le antologie di racconti horror generalmente non raggiungono infatti grandi quote di mercato) ma non impossibile. Mauro Morellini, un editore di Milano con distribuzione nazionale, attento alla qualità prima ancora che al mercato, ha infatti sposato il progetto a prescindere dalle valutazioni di natura commerciale.

Com’è stato declinato il tema del vampiro dagli scrittori dell’antologia? Quale valore assume la figura del vampiro oggi – dato che film e libri ce ne hanno consegnato tante diverse sfumature?

Avevo in squadra autori molto diversi tra di loro e ognuno provvisto di una “voce” peculiare, una chiara identità letteraria, per cui il tema è stato affrontato in modo molto differenti, fornendo ovviamente quella varietà polifonica che è il valore aggiunto delle migliori antologie rispetto ai più monolitici romanzi. Ci sono racconti tenebrosi e dolorosi, ambientati tanto nel passato quanto nell’attualità, altri satirici, politici, ironici e persino divertenti, nei limiti in cui può definirsi divertente il genere horror. C’è persino un racconto, quello di Lea Valti, che osa persino il dialetto romanesco, con effetti sorprendenti. Il vampiro è un grande archetipo letterario, dire qualcosa di nuovo su una creatura tanto affascinante quanto decisamente inflazionata non era facile, ma se mi trovo qui a rispondere di quest’antologia è perché sono convinto che tutti i racconti che ho scelto contengano una prospettiva eccentrica rispetto a qualunque stereotipo legato ai “signori della notte” dai canini aguzzi, a partire naturalmente dal fatto che circolano per Milano, Roma, Bologna, Catania o Siracusa, montagne dolomitiche e paesini maremmani, e hanno a che fare con capitalisti, operai, psicologi, basi militari, mafiosi. Il mito del vampiro è millenario perché incarna tante pulsioni, paure e persino speranze dell’uomo (l’immortalità in primis) e non passerà mai di moda, contiene sempre qualche aspetto che si può applicare a un lato dell’animo umano  o a una qualche contingente situazione contemporanea. Del resto di vampiri che succhiano il sangue è oggi più che mai pieno il mondo, creature maligne capaci tanto di sedurre quanto di ripugnare, ne trovate a decine a capo di governi, eserciti, organizzazioni criminali, multinazionali.

 
I pensieri in versi liberi di un sacerdote siracusano che sta declinando la propria vocazione mariana nel segno dell’accoglienza ai pellegrini in Santuario e dell’evangelizzazione nei social

 

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

Come preannunciato nello scorso numero – ricordiamo e integriamo con le novità sui relatori –, martedì 13 marzo alle ore 19, presso il Salone “Ettore Baranzini” della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa, si terrà l’incontro di presentazione del libro di don Raffaele Aprile “Innamorato del Cielo – riflessioni dell’anima”, edito per i tipi di Bonfirraro Editore, che è uscito lo scorso 5 marzo ed è già disponibile sia in libreria che attraverso i canali on line.

Il volume – che sarà presentato anche presso la Chiesa di San Michele Arcangelo a Villasmundo (SR) giorno 20 marzo alle 18.30 – contiene i pensieri in versi liberi di un sacerdote siracusano che sta declinando la propria vocazione mariana nel segno dell’accoglienza ai pellegrini in Santuario e dell’evangelizzazione attraverso i social network. Alcuni dei componimenti di don Aprile sono stati pubblicati su vari periodici e antologie e presentati a diversi concorsi di poesia.

Relatori per l’occasione saranno monsignor Giuseppe Greco, direttore della Biblioteca Alagoniana di Siracusa, scrigno di tesori librari e gioiello essa stessa, e il rettore della Basilica Santuario don Aurelio Roberto Russo, insieme alla docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli che ha firmato la prefazione del libro e la traduzione in siciliano di una delle poesie di don Aprile, che qui offriamo ai nostri lettori.

Ricordiamo che il ricavato della vendita del libro sarà devoluto in beneficenza.

“Madonna di li lacrimi” (Vergine delle lacrime tradotta in siciliano)

Madonna di li lacrimi, picchì chianci?

Li to’ lacrimi sunu amuri, gioia e spiranza.

Lu to’ chiantu, Maria, nun havi lu sapuri di na storia finuta, anzi… ni rapi n’autra, ca nun è cchiù chidda di prima.

Li to’ lacrimi, Matri… nta lu to’ visu,

sunu comu nu risinu di paci ca scinni supra la nostra vita; sunu li lacrimi comu ri nu Battisimu ca ni riciunu ca semu ancora figghi di Diu.

Tu, Maria, si’ viva, picchì lu Viventi è dintra di tia!

E tu, figghiu, vai e cunta a tutti l’Amuri miu cu la to’ vita!

Fila ininterrotta di visitatori alla mostra dei sarcofagi egizi. Il professor Teodoro Auricchio (Istituto Europeo del Restauro): “Il restauro è un lavoro di équipe”. L’effetto sui minori: dopo la visita, un bambino è ritratto come un Egizio dalla sorella

La Civetta di Minerva, 19 gennaio 2018

Prosegue ancora, fino al 15 aprile 2018, la mostra egizia “La porta dei sacerdoti – I sarcofagi egizi di Deir-el Bahari” presso l’ex monastero e Chiesa di Montevergini in Ortigia.

Grande il successo di pubblico per questa che è molto più di un’esposizione: secondo le nuove tendenze della valorizzazione dei reperti, la fruizione è unita al contatto con i restauratori grazie alla futuristica cabina che permette di vederli al lavoro su questi antichi manufatti di legno – spesso composti di diversi pezzi assemblati data la cronica mancanza di legno in Egitto –, limo, creta, poi dipinti con scene figurative e non solo geroglifici tratti dal Libro dei Morti come nella XXVI dinastia.

Si tratta di pezzi unici e rarissimi a dominante giallo ocra, provenienti dalla Collezione Egizia del Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles ed appartenenti ad un periodo poco conosciuto della civiltà egizia, il terzo periodo intermedio, corrispondente alla XXI Dinastia (1070-900 a.C.). Provengono dal Secondo Nascondiglio di Deir el Bahari, comunemente conosciuto col nome moderno di “Bab el Gasus” che significa “La Porta dei Sacerdoti”, da cui il titolo della mostra. La tomba collettiva, scoperta casualmente nel 1891, comprendeva non meno di 450 sarcofagi ed un numero incalcolabile di suppellettili funerarie (splendidi gli ushabti, le statuette che avrebbero fatto da servitori ai defunti).

Il lavoro affascinantissimo di datazione – per vari motivi la tomba venne svuotata senza che se ne disegnasse una mappa precisa, che avrebbe permesso di collocare meglio nel tempo mummie e sarcofagi – e restauro ci viene raccontato non solo con competenza ma anche con signorile gentilezza dal professor Teodoro Auricchio dell’Istituto Europeo del Restauro: “Nel momento in cui restauriamo, proponiamo gli interventi. A questo punto si riuniscono i conservatori e i restauratori e si discute per decidere una linea comune: ad esempio, togliere tutto quanto non era originale, le integrazioni alle lacune… La diagnostica (a raggi infrarossi, ultravioletti) continua anche durante l’intervento. È un lavoro di équipe (esperti di diagnostica, restauratori, egittologi) e la comunicazione tra i portatori di diverse competenze è continua. Oltre ai miei due collaboratori, i restauratori, che vengono a specializzarsi qui, provengono un po’ da tutto il mondo (Taiwan, India, Galles, Bulgaria…)”.

Il professore ci ha illustrato non solo i reperti in mostra ma anche le tecnologie utilizzate per restaurarli, come gli occhiali che permettono al restauratore sia la visione normale che quella modificata, che offre a chi guarda la visione ad infrarossi e ultravioletti e quindi le risultanze di Tac, radiografie, analisi fisiche e chimiche (sui pigmenti, la composizione dei legni, la struttura, le parti moderne di raccordo…), oltre che filmare quanto si sta operando.

Scoperta nella scoperta, questi sarcofagi sono delle vere e proprie capsule del tempo: un biglietto da visita dell’Ottocento, rimasto nascosto all’interno di uno dei reperti, porta il nome di Armand Bonn. Il tempo dischiude i suoi portali e ci catapulta fino all’8 febbraio del 1864, quando la mano dell’esperto in “riparazioni invisibili” pensò di immortalare il proprio lavoro e di lasciare un messaggio ai restauratori del futuro: chissà che il lavoro del professore e della sua squadra non rivelino altre sorprese…

Emozionante anche leggere i nomi delle cantatrici di Amon, ammirare una stele dell’epoca di Tutmosi III, le corone di fiori che erano posate sulle mummie di Ramses II e Seti I o il papiro che ci racconta la storia del processo a quello che chiameremmo un “tombarolo”: testimonianze uniche che ci riportano ad un passato remotissimo che si rende presente ai nostri occhi interessati e stupiti.

La mostra prevede sconti particolari e “offerte” pensate per i gruppi, le famiglie, le scuole e in particolare (com’è avvenuto per l’Epifania) per i bambini: la mascotte Mumy – raffigurata nelle didascalie durante il percorso dedicato ai più piccoli con attività e testi dedicati – il 6 e 7 gennaio scorsi ha donato ai bambini presenti alla visita guidata offerta dal museo dei dolci offerti dalla pasticceria Condorelli.

Ecco le impressioni di Paolo, dieci anni, che è stato ritratto in vesti di Egizio con tutta la famiglia dalla sorellina Miriam, otto.

Cosa ti è piaciuto di più della mostra?

“I sarcofagi della diciannovesima dinastia, perché erano più antichi e più poveri di quelli della ventesima e ventunesima”.

Ti ha fatto impressione la mummia del bambino? (Non appartiene ai sarcofagi ritrovati, ma è stata inserita per completezza espositiva).

“Sì, tanto”.

E cosa ne pensi del professore?

“Molto intelligente e molto informato su un sacco di cose, infatti ha dato una spiegazione molto dettagliata”.

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2867:la-produzione-dei-pellami-a-noto-prima-del-terremoto-del-1693&catid=17&Itemid=143

Convegno dell’Archeoclub di Noto dedicato alla memoria del tragico eventoNelle giornate di studio si è parlato anche dei mulini

La Civetta di Minerva, 19 gennaio 2018

Presso la sala Gagliardi del palazzo Trigona a Noto, si è appena conclusa la quinta edizione del convegno “Nella ferita la cura – 11 gennaio 1693”, organizzato dall’Archeoclub sezione Noto e dedicato alla memoria e alle indagini sul terremoto che trecentoventicinque anni fa sconvolse la Sicilia, specie sud orientale.

Durante le giornate di studio, incentrate soprattutto sulle concerie di Noto antica, i relatori – Laura Falesi, Antonino Attardo, Luigi Lombardo, Giuseppe Libra, Susanna Falsaperla, Simona Caruso, Danilo Reitano, Riccardo Merenda – hanno esposto lo “stato dell’arte” sull’argomento, sia in un’ottica di studio che di valorizzazione, a partire ad esempio da Cava Carosello e quindi dal paesaggio che rientra nel demanio forestale del territorio in questione. Interessanti le notizie emerse sui mulini e sulla produzione e il commercio dei pellami nel Cinquecento e sulla mappatura dei luoghi studiati, oltre che sull’apporto delle nuove tecnologie in funzione della conoscenza del fenomeno terremoto.

L’approccio ha mirato a integrare l’aspetto umanistico e quello scientifico: pensiamo al lavoro dello studioso Dario Burgaretta sulla strage di ebrei nel 1474, fenomeno tutt’altro che isolato – la persecuzione contro gli ebrei ha vissuto momenti di stasi e di recrudescenza legati anche alla “concorrenza” economica nell’ambito del lavoro di conciatore e tintore – e alla collaborazione di giovani archeologi (Eleonora Listo, Paolo Amato, Pietro Tiralongo, Pasquale Sferlazza, Vanessa Leonardi, Sara Andolina) nel lavoro di rilievo e rappresentazione grafica dei siti analizzati.

Il convegno è stato arricchito dalla passeggiata alle concerie di Noto antica nella valle del Carosello e damomenti musicali come il concerto di Carlo Muratori, che ha eseguito “La Cantata di li Rujni”, eco delle memorie dei cantastorie, lavoro che questo giornale ha avuto modo di recensire; Maria Teresa Arturia voce, fisarmonica e piano, e Francesco Bazzano alle percussioni hanno accompagnato l’artista nella Chiesa di Sant’Antonio.

Altra “chicca” è stata l’esecuzione di alcuni brani tratti dalla Messa di Requiem composta da Mario Capuana, autore tra l’altro di mottetti e altre composizioni, maestro di cappella della Chiesa Madre di San Nicolò a Noto Antica tra il 1643 e il 1646 (soprano Corrada Fugà, Ermenegildo Mollica tenore, Raffaele Schiavo alto, Alfonso Lapira basso, si sono esibiti insieme a Joachim Klein al violoncello e ad Andrea Schiavo all’arciliuto; il violinista Gabriele Bosco insieme agli altri due strumentisti ha invece eseguito musiche di Arcangelo Corelli).

Don Fortunato Di Noto ammonisce i genitori e la scuola a vigilare su ciò che i ragazzi fanno con smart phone e computer

La Civetta di Minerva, 15 dicembre 2017

Stimolata da un’indagine social del professor Massimo Arcangeli, docente di linguistica italiana ed ex-preside della facoltà di lingue e letterature straniere presso l’Università degli Studi di Cagliari, rifletto insieme a voi lettori sullo statuto di verità che chiediamo alle cose, all’informazione, all’entertainment, alla letteratura e all’arte in genere.

Una delle espressioni dell’anno che sta per concludersi è certamente “fake news”, che fa il paio con la nostrana “bufala” e il trio con “fattoide”, notizia priva di fondamento, ma diffusa e amplificata dai mezzi di comunicazione di massa al punto da essere percepita come vera: sarebbe imminente un pronunciamento del nostro Parlamento per arginare il fenomeno della diffusione in rete di informazioni e notizie false – postate più o meno artatamente –, ma è bene che scuola e famiglia, specie per proteggere i minori in rete, si attivino per insegnare a bambini e ragazzi a navigare su Internet in maniera consapevole (e comunque resta valido e semmai si rafforza l’invito di associazioni come Meter e di esperti come Don Di Noto a vigilare sui minori che utilizzano sempre più smartphone e computer e a non postare immagini e video dei propri figli, dato l’uso sconosciuto e spesso criminoso che di tali dati può essere fatto, specie in un’ottica di lotta contro la pedofilia).

Attenzione dunque sia alle notizie non verificate – spesso basta una rapida conferma da parte di un motore di ricerca, sia per i testi che per le immagini o i video –, ma in effetti ci sarebbe da fare un lungo discorso sugli statuti di verità. Passiamo, nell’arco della stessa giornata, dall’indignazione contro le fake news (che comunque spesso sono trappole per gonzi: la storia e la letteratura ci riportano innumerevoli casi di notizie non verificate, veri e propri specchietti per le allodole) alla fame di reality, un vero e proprio genere a sé stante in cui di reale c’è ben poco (ci si domanda se le gesta di starlette e giovanotti alla Ken, di freak e gente in cerca di quindici minuti di notorietà siano davvero reali: non è vero ma ci credo, verrebbe da dire, allora dov’è la reality?), alla mai troppo deprecata tv verità: c’è chi sulla televisione del dolore, delle lacrime in diretta, delle riunioni familiari, dei casi umani, ha costruito una carriera.

E non è finita: le cosiddette fiction – a parte l’invasione degli anglismi, non si comprende cosa distingua gli sceneggiati di un tempo da film in due-tre puntate con attori improbabili e sceneggiature copiaincollate da analoghi prodotti d’oltralpe e oltreoceano detti fiction – dal latino fictio, finzioni dunque, recite – in cui spesso “il riferimento a fatti, persone, luoghi e avvenimenti reali è puramente casuale” (formula che può evitare querele, ma dietro cui si nascondono cinquantine di sfumature di verità). A fictional (che nel mondo anglosassone riguarda poesia e narrativa, contrapposte alla saggistica, che è appunto non fictional) di recente si contrappone factual: tale è stata definita una trasmissione con Roberto Saviano per il prevalere di situazioni reali, romanzate solo per esigenze di copione. Insopportabili poi le classiche domande su libri e film: “Ma è una storia vera? È veramente successo?”, che annulla secoli di pratica e teoria artistica e letteraria su reale, naturale, vero e trasfigurazione artistica.

Dato che spesso la confusione linguistica è indice di confusione concettuale, abituiamoci a riflettere sul gradiente di realtà di quanto proponiamo e ci viene proposto per una comunicazione ed informazione, oltre che espressione, più consapevole; rafforziamo il lavoro della scuola, che come obiettivo non solo didattico si propone quello di formare giovani adulti dallo spirito critico; battiamoci per la valorizzazione della ricerca e, nel campo dell’intrattenimento, per contenuti più formativi e meno banalmente massificati, altrimenti, dato che nel 2018 dovrebbe essere inammissibile contraddire millenni di scienza con affermazioni sulla Terra piatta o gravidanze ai limiti dell’alieno, non dovremo più stupirci di gruppi di “mamme pancine et coetera” o di “Earth flatters”, concentrati di fake news, fattoidi, bufale, purtroppo non fictional ma factual.

 

 

 

 

 

 

 

Daphne Caruana Galizia, mezz’ora prima di morire, scrisse: “A Malta c’è corruzione ovunque”. Un quotidiano americano l’aveva definita “una delle 28 persone che stanno formando, scuotendo e agitando l’Europa”.

 

La Civetta di Minerva, 3 novembre 2017

Si allunga la lista dei martiri della parola. È di pochi giorni fa la terribile notizia della morte di Daphne Caruana Galizia, giornalista e blogger maltese la cui colpa è stata quella di usare l’arma della penna e della tastiera contro intimidazioni e bombe per indagare sulla corruzione che a Malta sembra dilagare come un cancro che metastatizza nell’affarista e forse complice Europa.

Laureata in archeologia, madre di tre figli, è stata una firma regolare per The Sunday Times e redattrice associata per The Malta Independent, oltre che direttrice della rivista Taste & Flair.

Curava un popolare e controverso blog dal titolo Running Commentary, contenente segnalazioni investigative; diverse le battaglie legali dovute proprio alla pubblicazione di post su magistrati e leader politici ed importanti le sue rivelazioni sulla corruzione e la mancanza di trasparenza a Malta. Il quotidiano americano “Politico” ebbe a definirla come una delle “28 persone che stanno formando, scuotendo e agitando l’Europa”.

Minacciata di morte – dopo aver sostenuto che una società panamense fosse di proprietà della moglie del primo ministro Muscat e aver criticato Delia, leader dell’opposizione nazionalista –, Daphne Caruana Galizia è rimasta uccisa lo scorso 16 ottobre nell’esplosione di un’autobomba.

Unanimi e di circostanza i cori di condanna dell’accaduto ma diversa è la posizione della famiglia: in un messaggio su Facebook uno dei figli della donna –  giornalista appartenente all’International Consortium of Investigative Journalists – ha mosso forti accuse contro le autorità di Malta, in cui Stato e crimine organizzato sarebbero indistinguibili, responsabili e complici a suo dire dell’assassinio della madre.

Sospeso dal servizio e indagato un sergente di polizia maltese per il commento all’omicidio della giornalista in cui ha affermato che «Tutti hanno quello che si meritano, merda di vacca. Sono felice».

Al di là di questo e del prosieguo delle indagini – coinvolta anche l’FBI –, colpiscono le ultime parole scritte da Daphne Caruana Galizia sul suo blog mezz’ora prima della morte: “There are crooks everywhere you look now. The situation is desperate” (“Ora ci sono corrotti ovunque guardi. La situazione è disperata).

Non meno toccanti – sia dal punto di vista personale che da quello deontologico: cosa possono le parole di una giornalista coraggiosa contro quella che è stata definita la “cleptocrazia” del Mondo di Mezzo, il potere occulto che viene a patti con la malavita organizzata per tenere in piedi un impero basato sulla corruzione? – le parole del figlio di Daphne Caruana Galizia: «Mia madre è stata uccisa perché si è messa tra la legge e quelli che cercavano di violarla, come molti bravi giornalisti. Ma è stata colpita perché era l’unica persona a farlo. È questo quello che succede quando le istituzioni sono incapaci: l’ultima persona rimasta in piedi è spesso una giornalista. Il che la rende la prima persona a essere uccisa».

Ricordiamo ai lettori che nei primi 273 giorni del 2017 l’Osservatorio Ossigeno ha documentato minacce a 256 giornalisti ed ha inoltre ha reso note minacce ad altri 65 giornalisti per episodi degli anni precedenti conosciuti dall’Osservatorio solo di recente; dietro ogni intimidazione documentata dall’Osservatorio almeno altre dieci resterebbero ignote perché le vittime non hanno la forza di renderle pubbliche.

Questo dovrebbe farci riflettere sul lavoro dei giornalisti, profeti disarmati del nostro tempo, sentinelle contro abusi e corruzione, spesso voce di chi non ha voce.

Per la prima volta la teca che contiene le lacrime della Madonna, prodigio avvenuto a Siracusa nel 1953, viene accolta in uno studio televisivo. Testimoni e studiosi narrano l’evento

La Civetta di Minerva, 3 novembre 2017

«Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti» (Mt 10, 27). Non c’è forse citazione biblica migliore per parlare dell’annuncio della parola di Dio attraverso i media: i “tetti” del Vangelo di Matteo ci richiamano quelli contemporanei, fitti di parabole e ripetitori che trasmettono in ogni parte del globo parole, immagini, suoni. E che possono diventare strumento sempre nuovo di diffusione di contenuti culturali e spirituali, di riflessione sui valori non solo confessionali ma latu sensu umani.

Per la prima volta il reliquiario della Madonna delle Lacrime di Siracusa viene accolto in uno studio televisivo: presso gli studi di Padre Pio tv è stata registrata una puntata speciale della trasmissione “Nella Fede della Chiesa” con la presenza del prezioso reliquiario. La puntata è andata in onda Martedì 31 Ottobre alle 16 ed in replica Mercoledì 1 alle 8:45, Giovedì 3 alle 13:45 e Venerdì 4 alle 22:45 al canale 145 del digitale terrestre, 852 di Sky e 445 di TvSat. Appuntamento speciale, quindi, per i santi e i defunti con la presenza del prezioso reliquiario della Madonna delle Lacrime di Siracusa – ricordiamone l’autore, Biagio Poidimani, che lo realizzò nel 1954 in oro, argento e pietre preziose, rappresentando Santa Lucia e San Marciano, il primo vescovo di Siracusa, San Pietro e San Paolo, oltre a quattro angeli che custodiscono l’urna di vetro con la fialetta contenente le lacrime.

In studio, Don Francesco Cristofaro, mentre ad accompagnare la reliquia e a spiegare l’evento prodigioso della lacrimazione del 1953 Don Raffaele Aprile– che ha anche recitato una sua poesia in onore della Madonna delle Lacrime, “quella metà di cielo che parla di salvezza”, oltre che a spiegare teologicamente il significato del prodigio – e la dottoressa Concita Catalano, che ha spiegato al pubblico quali analisi vennero compiute all’epoca dalla commissione medica appositamente istituita per accertare la veridicità del fenomeno, con l’ausilio di immagini e filmati – toccante anche dal punto di vista umano la vicenda del dottor Cassola, il cui contatto con le lacrime da esaminare trasformò profondamente la sua vita di uomo e di medico.

Significativa anche la coincidenza della presenza delle reliquie di Giovanni Paolo II in Santuario: papa Wojtyla, devoto della Madonna delle Lacrime, nel novembre del 1994 ne consacrò il santuario durante la storica visita a Siracusa; il pontefice polacco, maestro di comunicazione, ha dedicato scritti, riflessioni e interventi sul ruolo dei media nell’apostolato e nell’ottica dell’unità della famiglia umana.

Incastonate in un artistico reliquiario opera del maestro Gulino – in Basilica è possibile anche ammirarne anche altri pregevoli manufatti – le reliquie di Wojtyla hanno richiamato un buon numero di fedeli devoti di questo Santo della nostra contemporaneità.

 

Interessante mostra documentaria su 400 anni di vicende femminili. Non solo aborti, stupri e delitti ma anche testamenti e figure storiche. Donne dalle condizioni socioeconomiche diverse, donne dalle storie variegate, donne da conoscere e ricordare

La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017

Sarà visitabile fino al 31 maggio 2017 – quindi anche durante l’Infiorata – nei saloni espositivi di Palazzo Impellizzeri, sede della Sezione di Noto dell’Archivio di Stato di Siracusa, la mostra documentaria ”Storie di donne nei documenti d’archivio”.

L’esposizione, inaugurata a marzo con un evento teatrale suggestivo, l’emozionante performance delle artiste Chiara Spicuglia, Rina Rossitto e Miriam Scala, che hanno dato respiro e anima con “Voci di donne” a Gaetana Midolo, Marianna Ciccone e Franca Viola, accompagnate dal gruppo dei ragazzi del S.Cuore –,  è stata realizzata utilizzando la documentazione proveniente da vari fondi archivistici: fascicoli processuali della Gran Corte Criminale, atti notarili, atti dell’Università di Noto e Prefettura, tutti documenti riferiti a vicende e figure femminili del nostro territorio vissute nell’arco di quattrocento anni.

Regestazione ed allestimento della mostra sono stati curati dalle archiviste della Sezione di Noto, Giuseppina Calvo e Anna Lorenzano, con la collaborazione di Maria Teresa Azzarelli. Coordinatore della mostra è Concetta Corridore, direttore dell’Archivio di Stato di Siracusa. Importante anche il contributo di Salvatore Zuppardo, che ha realizzato la brochure esplicativa dell’esposizione.

Il visitatore sarà suggestionato da tante voci provenienti dal passato: quella del charaullo – meraviglia lessicale per una tradizione tipicamente siciliana – che motus amore divino perdona la moglie adultera nel 1551, quella di Eleonora Nicolaci che parla attraverso il proprio testamento, quella del letterato e scienziato avolese Giuseppe Bianca che ringrazia la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa per il dono della sua pubblicazione “Nuovi Canti” (1859)…

Interessante notare anche il progresso della condizione femminile (vedi il documento sull’Unione donne italiane ad esempio) nell’ambito dell’istruzione e dell’introduzione alle professioni.

Toccante leggere l’atto di nascita di Gaetana Midolo, che morì appena quindicenne nel rogo della fabbrica newyorkese “Triangle Waist Company”: insieme a tante altre operaie, sfruttate e sottoposte a condizioni di lavoro disumane, è una delle “camicette bianche” la cui vicenda ha dato origine alla tradizione dell’8 marzo e che è stata studiata da Ester Rizzo (il volume sulle ricerche della studiosa è edito da Navarra editore e ha permesso di dare un nome e far intitolare vie ed altri spazi pubblici alle operaie, 24 delle quali siciliane, morte nell’incendio della fabbrica di camicie).

Riempite strade, piazze, cortili e chiese con note di armonia, canti, musica. Questa edizione dedicata a Salvatore Di Pietro, l’anno prossimo a Corrado Carbè

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Domenica 19 marzo, in occasione della Festa mondiale della poesia ad Avola, declinata in due giorni speciali tra Avola e Noto, si sono concluse la quindicesima edizione di “Dalle otto alle otto” e la sesta edizione di “Libri di-versi in diversi libri” dedicata a Salvatore Di Pietro: Carlo Sorgia, Alessandra Nateri Sangiovanni e Maria Pia Vido si sono classificati rispettivamente al primo, secondo e terzo posto in quella che non è tanto una tenzone letteraria ma un’occasione di incontro, scambio e crescita nel nome della poesia: in un tempo arido e materialista, in cui scrivere versi sembrerebbe anacronistico e del tutto inutile, poesia è anche riempire strade, piazze, cortili e chiese di Avola e Noto di armonia, canti, musica e, soprattutto, poesie, “celebrando” secondo l’anima di questo concorso, il libraio-editore Ciccio Urso, sostenuto come sempre da Liliana Calabrese, dai giurati e dal manipolo di artisti del Val di Noto che seguono le loro iniziative, “la magia della creatività, spontaneamente e senza programmazione, nonostante l’indifferenza di intellettuali egocentrici e della massa insignificante che ci circonda, e, soprattutto, senza sindaci e assessori e a personaggi di potere, perché l’unico potere abbracciato da ciascuno è quello della fantasia e della bellezza di un verso, dell’incontro con un accadimento inaspettato, ma collegato a ciascuno, e l’adesione entusiastica di persone graditissime”.

Tra i giurati, docenti e poeti: Maria Barone, Corrado Bono, Liliana Calabrese, Antonino Causi, Francesca Corsico, Luigi Ficara, Benito Marziano, Orazio Parisi, Vera Parisi, Fausto Politino, Maria Restuccia, Lilia Urso, Marco Urso e i poeti vincitori Giovanni Catalano, Manuela Magi, Maria Chiara Quartu, Pietro Vizzini, Nina Esposito.

Sono state consegnate le targhe della memoria dedicate a poeti sparsi in diverse città italiane e grazie all’intervento di poeti di diverse regioni italiane, compresa la Sardegna, è stato raggiunto l’obiettivo di creare ponte con gli altri, ascoltando e uscendo da sé, diventando ideali punti di riferimento e modelli di vivere creativo positivo, da moltiplicare nel mondo.

La nuova edizione del concorso letterario verrà come ormai consuetudine dedicata a un poeta amico della Libreria Editrice Urso, scomparso anzitempo, e cioè al poeta-scrittore Corrado Carbè scomparso il 20 febbraio 2017 nel mentre stava partecipando alla precedente edizione di questo Concorso, dove, tra l’altro, si classificava al sesto posto della classifica finale, insieme a Cettina Lascia Cirinnà, Mimma Raspanti, Federico Guastella, Rita Stanzione, Simona Forte, Marianinfa Terranova, Antonella Santoro, Gianluca Macelloni, Grazia La Gatta.

Meritano una menzione particolare e vanno incoraggiati i giovani artisti: in un’edizione di qualche anno fa Davide Giannelli scriveva che quando saprai che stai per morire, / dalle tue ceneri di nuovo un sorriso. / E la tua melodia canterai (da Vivere d’amore).

Miriam Vinci, selezionata nell’edizione 2016/2017, ben rappresenta l’anelito giovanile alla Bellezza nonostante il grigiore del quotidiano e le difficoltà dell’esistenza e ci piace chiudere proprio con i suoi versi, che con voce fresca in ritmi franti ricantano i temi eterni della poesia, tra illusioni ingenue dell’età ed echi leopardiani:

Ed è in questa nudità / che vorrei / vestiti di poesia.

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La conferenza nei locali della biblioteca di Noto. Durante l’incontro, organizzato dal Rotaract, musiche eseguite dal maestro Gabriele Bosco al violino, mentre Giuseppe Puzzo, verseggiatore egli stesso, recita alcune liriche della poetessa e propri componimenti inediti

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Mariannina Coffa, Una donna tante donneLa poetessa dell’Ottocento che parla alle donne di oggi”: questo il titolo dell’incontro che si terrà domani, venerdì 25 marzo, alle ore 17,30 presso la Biblioteca comunale “Principe di Villadorata” di Noto in via Nicolaci, biblioteca che custodisce amorosamente gli scritti della poetessa e patriota netina. L’incontro si inserisce nella programmazione del Rotaract volta alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse culturali in senso lato.

Mariannina Coffa (Noto, 1841-1878), enfant prodige della borghesia netina nel passaggio difficile ed esaltante insieme dalla monarchia borbonica al Regno d’Italia, è stata dunque figlia, sorella, amica – corrispose con gli intellettuali dell’epoca pur senza muoversi dalla Sicilia –, innamorata (fu protagonista di un amore tipicamente romantico con Ascenso Mauceri, musicista e autore di tragedie), sposa malmaritata di un possidente terriero di Ragusa, madre (perse tra l’altro due dei cinque figli), patriota e poetessa (accompagnò con la sua poesia e le sue riflessioni i moti risorgimentali e la sua complessa personalità e spiritualità la portò ad un tentativo di emancipazione dagli stilemi dell’epoca verso soluzioni originali): interpretò ognuno di questi ruoli nonostante i limiti della propria condizione di donna, di siciliana, nonostante la malattia e le incomprensioni del contesto familiare e socio-culturale.

La conferenza, tenuta da Maria Lucia Riccioli, docente e scrittrice, autrice tra l’altro di un romanzo storico, “Ferita all’ala un’allodola”, incentrato proprio su Mariannina Coffa, giurata per due anni consecutivi del concorso di “Inchiostro e anima” intitolato alla Capinera di Noto, alla Saffo netina, tanto per ricordare alcune delle immagini cui la Coffa è stata associata, autrice di un saggio sulla prima tesi di laurea dedicata alla poetessa e inserito nel volume “Sguardi plurali” (Armando Siciliano Editore) curato da Marinella Fiume e uscito per raccogliere i lavori dell’omonimo convegno, oltre che di una lettera immaginaria alla Coffa pubblicata per i tipi di LiberAria in “Letteratitudine 3: letture, scritture, metanarrazioni” (a cura di Massimo Maugeri), sarà moderata da Federica Piluccio, presidente del Rotaract club Noto Terra di Eloro; le musiche che accompagneranno l’evento saranno eseguite dal maestro Gabriele Bosco al violino, mentre Giuseppe Puzzo, estimatore della Coffa e verseggiatore egli stesso, reciterà alcune liriche della poetessa e propri componimenti inediti.

A quasi centoquarant’anni dalla scomparsa della poetessa, la sua biografia e le sue opere presentano ancora fertili campi di indagine (pensiamo alla recente scoperta ad opera di Stefano Vaccaro di un inedito rinvenuto nella biblioteca del Castello di Donnafugata).

L’incontro del 25 marzo sarà occasione di riflessione sul modello femminile incarnato dalla Coffa e offrirà lo spunto per ricordare l’incendio del 25 marzo 1911, nel quale persero la vita le “camicette bianche” (pensiamo allo straordinario lavoro di Ester Rizzo per ridare nome dignità e memoria a queste donne), le operaie della Triangle Waist Company: tra di esse c’era una ragazza netina, Gaetana Midolo, cui è stata dedicata la rotatoria di Piazza Nino Bixio. Nel mese dedicato alle donne, ricordare un’emigrata e una figura del nostro Risorgimento non sembrerà un’operazione azzardata.

 

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